[Darken]Pokémos[Capitolo 1 - *]

CiaobyDany

Pokémon Selvaggi Intensifies
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Appunto -.-

Meno male che mancano solo 10 capitoli u_u

Tra l'altro, non l'avevo ancora chiesto ma ne approfitto qui. Quanti capitoli hai da recuperare di magna opera?
 
Appunto -.-

Meno male che mancano solo 10 capitoli u_u

Tra l'altro, non l'avevo ancora chiesto ma ne approfitto qui. Quanti capitoli hai da recuperare di magna opera?

Se la memoria non m'inganna. altri quattro, compreso il prossimo
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CAPITOLO 158: FIAMME BLU E FIAMME ROSSE​

Fireduke City, palazzo reale, 10/07/4783, circa le 16“È stato sorprendentemente facile.” Pensò Eelektross. Appena sconfitti i Capitani e sistemati i conti con Ployt, aveva dovuto sconfiggere solo un paio di avversari palesemente già esausti, poi gli avevano concesso di riposarsi. Aveva cercato gli altri, si era assicurato che Luxray fosse perlomeno vivo, poi si era diretto a palazzo, sperando che il suo piano potesse funzionare.Eelektross si guardò intorno. L’ampio salone dei ricevimenti era davvero spoglio. Non c’era assolutamente nessun arredo di metallo, e anche quelli di legno si potevano contare sulle dita di una mano. Gli unici degni di nota erano il grande trono in fondo alla sala e alcuni scranni più piccoli accanto a esso, per la regina e i Generali, suppose Eelektross.Per il resto, alle pareti erano appesi solo arazzi, perlopiù con come soggetto fiamme blu e Charizard vittoriosi. Eelektross si chiese quanto ancora avrebbe dovuto aspettare, e in quel momento una porta alla destra del trono si aprì.Il primo a entrare fu un Charizard, e non c’erano dubbi che fosse lui il re. Era più basso di Eelektross, e di molto, ma lo stava ugualmente guardando dall’alto in basso con degli occhi che, si rese conto Eelektross, erano azzurri. E freddi. “Beh, ne è passato di tempo da quando qualcuno mi ha guardato così. Per lui sono solo una macchia sul pavimento. Sarà più dura di quanto credessi.”A seguirlo era un secondo Charizard. La cosa che colpì Eelektross di lui fu l’altezza. I Charizard non erano molto alti di solito, ma lui era una montagna, alto quanto lo stesso Eelektross. “Ultimamente mi trovo sempre davanti gente più alta della media.” Si trovò a pensare Eelektross, sorpreso.Infine chiuse il breve corteo un Talonflame. Non aveva alcunché di particolare esternamente, ma Eelektross riconosceva un veterano quando ne vedeva uno. E quello lo era di certo. “Uno di quei militari tutti d’un pezzo, che sono usciti da un campo di battaglia per entrare in un altro, scalando i ranghi marciando sui cadaveri. Insomma, un altro personaggio problematico.”«Inchinati davanti a Re Charizard VIII, Re di Vulcania, Signore delle Eruzioni, Dominatore dei Cieli Infuocati, Grande Comandante, Portatore delle Fiamme Blu e Supremo Fuoco del Regno.» Tuonò il Charizard mentre il re sedeva sul trono e i suoi due Generali prendevano posto uno alla sua sinistra e l’altro all’estrema destra, lasciando tra sé e il re uno scranno libero.“Soprattutto, signore della modestia.” Pensò Eelektross inchinandosi. Come gli aveva spiegato Talnine, abbassò la testa più che poté, quasi arrivando al suolo. In questo modo si mostrava il rispetto confacente al Re, aveva spiegato Talnine, anche se per Eelektross era solo servilismo.«Ebbene, cosa desideri, vincitore della Grande Mischia? Ho osservato con piacere il tuo torneo, e ti dirò che è stato davvero di grande intrattenimento, dunque meriti senz’ombra di dubbio un premio adatto.» Disse il Re quando Eelektross rialzò il capo.“Per osservare il torneo devi essere presente, idiota. Se devi mentire, almeno fallo bene.” Pensò Eelektross, per poi replicare. «La ringrazio, maestà. Ciò che chiedo, tuttavia, è una questione di enorme importanza. Sono stato inviato dalla lontana Elettria, per portarle un’ambasceria di alleanza e aiuto.»Il re ebbe una reazione quasi impercettibile. Battè le palpebre, e per un momento trattenne il fiato, mentre un sorriso gli compariva sulle labbra. Il Talonflame alla sua destra fu più espressivo, e Eelektross comprese che c’era un alleato utile in quella sala. L’altro Charizard, invece, non reagì in alcun modo. «Quello che dici mi sorprende. Perché mai la lontana Elettria è interessata ad allearsi con me?»«Non solo Elettria, mio signore. L’Alleanza in cui la invitiamo è molto più vasta. Ne fanno già parte la Coalizione dei Cinque, che certo conoscerà, e i tre regni di Laghia, Aeria ed Alvearia.»Adesso era limpido il desiderio negli occhi del re. Il sorriso sulle sue labbra si fece ancora più grande, ma in quel momento il Charizard accanto a lui prese la parola «Quello che ci dici ha dell’incredibile. Ma mi pare ancora più incredibile che l’Alleanza desideri aiutare il Re senza averne nulla in cambio. Dunque, cosa pretendereste?»“Questo è pericoloso. Ha capito subito il mio gioco.” Eelektross sospirò «Lei è molto acuto. Sì, l’Alleanza chiede in cambio un aiuto dal vero Re di Vulcania.» Il pokémon fu ben attento a marcare le ultime quattro parole. «Ma non si tratta di aiutare i regni, bensì di proteggere Pokémos.»Eelektross espose, al meglio che poteva, quanto era emerso sull’Organizzazione, sui loro scopi e sulle loro azioni. Inoltre riassunse il viaggio del Gruppo, in modo che il Re comprendesse la potenza militare che si andava formando.Quando ebbe terminato, fu il Re a rispondere «Ci chiedi molto. Troppo. Non comprendo cosa guadagnerei io a combattere per questa Alleanza. Dici che il nemico cerca le Lastre contenute nei Re. Ebbene, ce l’hai davanti. E non credo che un’armata di stupidi criminali possa fermare l’Alleanza. Anche se ci riuscissero, il mio esercito li spazzerebbe via.»“Come temevo. Un’idiota fatto e finito.” «Ha ragione maestà, ma dopo…»«Dopo è un futuro troppo incerto. Dopo potrei essere rimasto senza trono. Dopo i miei nemici potrebbero approfittarne per muovere contro di me. Dopo, la mia regina, o i miei figli, potrebbero morire mentre il mio esercito è impegnato in una battaglia che non mi riguarda.»«Sì, mio signore. Tuttavia, lasci che le esponga la situazione. In questo stesso istante, altri messaggeri stanno esponendo l’offerta dell’Alleanza agli altri falsi Re. Supponiamo che essi accettino e lei rifiuti. I loro eserciti si sposteranno verso sud, verso la Coalizione, per poi dirigersi a Elettria. Si uniranno all’Alleanza, e come ha detto lei stesso dei criminali non potranno sconfiggerci e l’Alleanza vincerà. Immagino che, nel frattempo, lei aprofitterà delle difese sguarnite per marciare sui loro regni e schiacciarli. Mi sbaglio?»«No, è esattamente ciò che faremmo.» Rispose il Re, annuendo.«Ebbene, maestà, cosa accadrà “dopo”?»«Dopo…» E il Re si interruppe.«Dopo, l’Alleanza marcierà su di noi per aiutare i falsi Re.» Rispose il Talonflame «E ci schiaccerà su tutti i fronti, vista la sua enorme mole.»“Bravo, speravo proprio che rispondessi tu.” Pensò Eelektross. Il re non l’avrebbe mai ammesso, e detto da lui sarebbe suonato meno convinciente. Ma se l’avesse ammesso un Generale, avrebbe eroso le certezze del re più facilmente.«Effettivamente è vero.» Ammise a quel punto il Re.“Sì!” Pensò Eelektross, ma un attimo dopo l’enorme Charizard prese di nuovo la parola «Ammettiamo pure che sia così. Se invece sia il Re che i falsi si unissero all’Alleanza cosa ne guadagneremmo? Perderemmo solo uomini, per mantenere un equilibrio che va avanti da anni e nient’altro. O sbaglio?»“Ha la testa parecchio dura, questo.” «Mi duole dirlo, Generale, ma si sbaglia.»«Come osi…» cominciò il Charizard, ma fu interrotto dal Re.«Aspetta, Rizarc. Fallo continuare.»“Ottimo, ho già la sua attenzione.” «Supponiamo, mio signore, che tutti e tre i regni si uniscano all’Alleanza, anche se io non lo credo, perché i falsi Re non saranno mai giusti quanto lei. A quel punto, l’Alleanza non potrà fare nulla, perché aiutare un alleato scontenterebbe gli altri. Ma questo vale solo per l’Alleanza, non per i singoli paesi. Nel frattempo, infatti, lei si troverà a stretto contatto con i Re e i nobili dei paesi vicini. E cosa potrà fare a questo punto?»«Potrò convincerli a passare dalla mia parte. Se riesco a portare dalla mia Laghia o la Coalizione, posso considerare la guerra già vinta.»“Bingo.” «Esatto, mio Re. Come vede, lei non ha nulla da perdere nell’unirsi a noi, e molto da perdere nel rifiutare. Quindi, mi auguro che lei sappia scegliere con saggezza.»Il Re annuì «Si tratta di una questione molto importante. Ne discuterò in privato con i miei Generali. Ti chiedo di attendere qui.»I tre uscirono dalla sala, chiudendosi la porta alle spalle, e Eelektross attese, riflettendo. “Al torneo, Ployt ha detto che quei due Capitani dell’Organizzazione erano fidati sottoposti di un generale. Il che vuol dire che parlava del Charizard? Ma potrebbe essere troppo poco per sospettare di lui, potrebbe non voler dire nulla. Anzi, sarebbe strano che mi avesse rivelato un dettaglio del genere. Certo, a meno che…” Eelektross scosse la testa “A tempo debito. Adesso, devo vedere come si concludono questa faccenda e quella di Ployt.” Fireduke City, Infermeria dell’Arena, 10/07/4783, circa le 17Ployt si risvegliò di soprassalto. Era steso in un letto. Ci mise un attimo a rendersi conto del dolore al volto e alla spalla. Un altro per rendersi conto che non vedeva nulla dall’occhio destro. E un terzo per accorgersi che il suo braccio sinistro non c’era più.Quest’ultima scoperta fu la più spaventosa. Guardò dove avrebbe dovuto esserci il braccio, ma non c’era nulla.«Finalmente ti sei svegliato Ployt.» Disse una voce alla sua destra. Il pokémon si girò sul fianco, e vide il Capitano Flare.«Signore, cosa le è successo?» Chiese, notando le bende che ricoprivano il volto e il petto del capitano.«Nulla, quell’Eelektross mi ha solo malmenato un po’. Non sentivo colpi così pesanti da una vita. Ci ha fatto fuori tutti, poi si è occupato di te.»«Aveva… Aveva detto che mi avrebbe ucciso.»«Ci ha provato. Il primo pugno ti ha steso. Un Fuocopugno ti ha cauterizzato l’occhio. Hanno dovuto toglierlo. Poi ti ha riempito di altri pugni. Il braccio sinistro aveva le ossa sbriciolate, non si poteva fare nulla.»«Ma non mi ha ucciso. Sono vivo. Considerato che era Eelektross, devo essere grato di questo.» Disse Ployt. Si chiese come fosse possibile che il Capo avesse commesso l’errore grossolano di non ucciderlo.«Già. Ascolta, è probabile che tra poco dovremo scappare. Se serve, ti faremo trasportare, ma sarebbe meglio se tu fossi in grado di camminare. Eelektross è a colloquio con il Re, e se le cose si mettono male, dovremo fuggire prima che ci arrestino. Ti lascio dieci minuti da solo, devo informarmi della situazione. Vedi di essere in piedi quando torno.»Ployt annuì, e il capitano uscì, chiudendosi la porta alle spalle. Ployt si fece forza e tentò di mettersi seduto, poi di alzarsi. E in quel momento sentì una voce familiare alle sue spalle.«Finalmente se n’è andato. Temevo che il mio lavoro sarebbe andato in malora.» Ployt si girò, e si trovò davanti un Simisear che conosceva bene.«Sears.» Disse, cercando inutilmente di alzarsi. Poi, con sua sorpresa, il Simisear allungò una mano verso di lui, aiutandolo. Insieme, riuscirono a far sedere il Thyplosion.«Allora Ployt, vedo che il Capo ti ha conciato male. Consolati, poteva andarti peggio.»«Non girarci intorno Sears. Cosa vuoi?»«Ooooh, ma come siamo arrabbiati. Facciamo pace. Qua la mano. Ooops. Vabbé, scusa per la gaffe, chiudi un occhio. Oooops.» Il Simisear sembrava serissimo, ma era chiaro che si stava prendendo gioco di Ployt.Il Thyplosion era sul punto di esplodere. «Che cosa. Vuoi. Sears?»«Ti manca proprio il senso dell’umorismo. Vabbè. Mi manda il Capo Ployt. Beh, il Capo e Talnine, ma Eelektross è l’unico con un messaggio importante. Talnine ti ricorda di non far più vedere la tua faccia, altrimenti finirà lui il lavoro.»«E Eelektross?»«Eelektross ti comunica che, per questa volta, ti risparmierà la vita. Se tu gli fai un favore.»«Mi risparmierà la vita? L’ha già fatto. Crede di potermi prendere di nuovo?»«Dico, forse te ne sei dimenticato, ma io sono qui in questo momento. Credi mi sarebbe difficile ammazzarti in questo preciso istante?»Ployt deglutì. Il Simisear poteva essere irritante e odioso, ma era indubbiamente uno dei migliori pokémon di Talnine nel campo dell’assassinio. Per come era messo ora, Ployt non aveva chance. «Quindi? Cosa vuole Eelektross?»«Oh, finalmente. Bene, Eelektross ti ordina di essere la sua spia nell’Organizzazione.»Ployt impiegò un momento per registrare la richiesta, ma quando lo fece scoppiò a ridere «La spia? Uccidimi direttamente, Sears. Quelli mi farebbero a pezzi all’istante.»«Solo se ti scoprono. Ma perché dovrebbero sospettare di te? Eelektross ti ha strappato un occhio e un braccio, lasciandoti in fin di vita. Ha sconfitto te e i tuoi compagni. A chi verrebbe in mente che tu sia una spia per lui?»«E se accettassi ora e poi inviassi informazioni false, o non ne inviassi affatto?»«Se lo chiedi, vuol dire che sai già che non funzionerebbe. Mentici, e morirai. Vieni meno al patto, e morirai. Facile, non credi?»«E chi mi ucciderebbe?»«Oh, qualcuno si trova sempre. Credi di essere l’unico infiltrato di Eelektross? Ripensaci. Eelektross ti avrebbe fatto fuori se tu non fossi un Tenente.»«Ce ne sono altri?»«Già. Quindi, come vedi, non sono minacce a vuoto. Eelektross non ne fa. Ti conviene accettare, mio caro.»«Quindi non ho scelta.»«Ce l’hai. Ti posso ammazzare subito. Dimmi che rifiuti, e posso spezzarti il collo. Non dovrebbe farti neanche troppo male. Almeno, nessuno è mai tornato a lamentarsi.»Per un secondo, Ployt si scoprì a soppesare la scelta, poi scosse la testa «D’accordo, lavorerò come spia per Eelektross. A chi devo comunicare quello che scopro?»«A me. Inventati un motivo per farti rispedire qui a Vulcania una volta ogni quattordici giorni, o prima se hai informazioni importanti. Se non ci riesci, mettiti in contatto con Stunfisk di Elettria, ad Electronvolt. In ogni caso, Eelektross si sta organizzando per riuscire ad infiltrare più pokémon nell’Organizzazione. Sono certo che presto ne incontrerai qualcuno.»In quel momento, sentirono dei passi fuori dalla porta. Rapido come un fulmine, Sears si diresse verso la finestra. «Comunque, voglio dirti che io non credo che tradire sia così grave. Basta essere abbastanza intelligenti da scegliere la parte giusta. Io l’ho fatto. E tu?» E detto ciò, il Simisear sparì dietro al davanzale, lasciando Ployt ai suoi pensieri.Allontanandosi, Sears sorrise. In realtà, Talnine era stato chiaro, Ployt era il loro unico infiltrato. “Ma questo non è ciò che deve sapere lui. Eelektross è stato chiaro. Se lo convinciamo che ci sono altri dei nostri, non ci tradirà.” Aveva detto. “Un bluff, in fondo, non è una minaccia a vuoto. Presto avremo davvero degli infiltrati. Ma fino ad allora, Ployt è la nostra carta migliore.”“Sperando che non mangi la foglia.” Si disse Sears, sparendo tra i vicoli della città. Volcanic Crater, palazzo reale, 10/07/4783, circa le 18Raichu era sorpreso di quanto fosse stato facile ottenere un colloquio con il Re. Si guardò intorno, chiedendosi quando li avrebbero ricevuti.Si erano presentati alle porte del palazzo e avevano spiegato la situazione alla guardia. La quale aveva cercato a tutti i costi un superiore per chiedere cosa fare. E il superiore a propria volta, non essendo certo di come comportarsi, aveva preferito contattare un superiore. “Probabilmente prima di farci entrare hanno passato parola per l’intera gerarchia di comando. Beh, almeno questo vorrà dire che i Generali sapranno già cosa vogliamo.”Insieme a lui nella sala era presente solo Lamp. Anzi, Chande, come si chiamava ora. Gliscor era rimasto fuori. Aveva detto che sarebbe stato più facile convincerli del pericolo che l’Organizzazione rappresentava se nella sala ci fossero stati solo un Capitano dell’esercito e un Principe. Quindi era rimasto fuori, per andare a cercare un posto per dormire.La grande sala del trono era riccamente decorata. Un grande trono intarsiato in oro, grandi lampadari luminosi, finestre in vetro colorato, ricchi scranni. Decisamente la guerra non aveva colpito il re.In quel momento, entrarono due pokémon. Un Larvesta e un Volcarona si fecero strada. Fu il Larvesta a sedersi sul trono. Il Volcarona parlò.«Piegate il capo davanti a Re Larvesta IV, signore di Vulcania, Re delle Fiamme Rosse e protettore del Grande Vulcano.»Chande si limito a un breve cenno del capo, chinandosi appena, per dimostrare che anche lui aveva sangue reale. Raichu, invece, si inchinò.«Mi sono giunte notizie circa il vostro interesse nell’allearvi con noi. Desidero maggiori dettagli.» Proseguì il Volcarona. Raichu si chiese perché parlasse lui invece del Re, ma espose comunque la situazione.«Noi siamo gli inviati di una grande Alleanza, che al momento conta nove paesi membri, decisi a combattere contro le forse di un’Organizzazione criminale che ha riunito un esercito allo scopo di distruggere Pokémos. Siamo qui per chiedere al Re delle F… di Vulcania di unirsi alla nostra causa.»Il Volcarona rimase in silenzio per qualche secondo. «E perché mai questa “Alleanza”, che come dici tu ha già nove paesi membri, ne desidera altri? Mi pare quantomai strano che occorrano addirittura dieci Re per combattere una sola organizzazione criminale.»«Mio signore, l’Organizzazione criminale di cui parliamo conta, probabilmente, centinaia di migliaia di membri. Potrebbe essere il primo pericolo serio che corre Pokémos da molti secoli. E per questo chiediamo l’intervento anche del vostro esercito.» E Raichu procedette a spiegare ciò che avevano scoperto sui piani dell’Organizzazione.Volcarona rimase nuovamente in silenzio per qualche secondo, poi annuì «Capisco. Effettivamente mi pare un grave pericolo. Tuttavia, mi sorge spontanea una domanda: perché dovremmo aiutarvi? Non fraintendete, la vostra causa è importante, ma lo è anche la nostra. Perché dovremmo inviare il nostro esercito in vostro aiuto?»«Generale» disse in quel momento Chande, rispondendo per Raichu «Se temete assalti nemici, non preoccupatevi. Ci stiamo prodigando affinché tutti i Re, sia quello vero che mi siede davanti sia quelli falsi che però possiedono un esercito, si uniscano all’Alleanza. In questo modo, potremo assicurarvi che Vulcania avrà una tregua, mentre combattete ad Elettria.»«Capisco. E cosa accadrà se un falso Re rifiutasse? Di certo ci attaccherebbe.»«Non credo signore. Crede che l’Alleanza abbandonerebbe gli alleati a guerra finita?»Volcarona riflettè, poi scosse il capo «Si potrebbe fare. Effettivamente, l’alleanza ci sarebbe di vantaggio, ma ho due condizioni.»«Quali, Generale?»«Lei è il principe ereditario di Spettria. E la sua parola avrà di certo valore.»«S-Sì, certo.» Rispose Lamp.«Ottimo. In tal caso, ecco l’accordo. Noi ci uniremo all’Alleanza a due condizioni: prima di tutto, lei firmerà un documento in cui conferma che Spettria ci aiuterà nel momento del bisogno.»«Non ho un tale potere, o perlomeno non adesso. Quello che posso fare è firmare un documento in cui chiedo a mio padre di stringere un’Alleanza con voi.»«D’accordo, ma abbiamo anche un’altra condizione.»«Quale?»«Il suo matrimonio con Lady Lure De Vol, seconda in linea di successione al Ducato di Volc.»
 
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Hai detto che entrano in stanza in 3, ma poi parli solo di Larvesta e Volcarona.

Avevo sgamato subito che era un bluff quello di Eelektross, lol

Matrimoni combinati, seems interesting ^^
 
Hai detto che entrano in stanza in 3, ma poi parli solo di Larvesta e Volcarona. Sì lo so, correggo. Si vede che su EFP mi sono dimenticato.

Avevo sgamato subito che era un bluff quello di Eelektross, lol No, in realtà l'avrebbe ucciso davvero, è che è più utile vivo.

Matrimoni combinati, seems interesting ^^ Eheh
 
CAPITOLO 159: PATTI

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Fireduke City, palazzo reale, 10/07/4783, circa le 18“Adesso sto cominciando a preoccuparmi.” Pensò Eelektross. Era rimasto per due ore da solo nella sala, anche se erano stati abbastanza gentili da portargli da bere. Ma ancora la porta non dava segno d’aprirsi.“Immagino come sarà la situazione là dietro.” Si disse Eelektross “Il Charizard starà cercando di esporre i punti deboli del nostro piano, mentre il Re e il Talonflame staranno rispondendo. Il problema è capire a cosa arriveranno quelle risposte.”Poi, inaspettatamente, la porta si aprì. Il Re e i suoi entrarono e si disposero come prima, e il Re parlò «La nostra è stata una discussione lunga è difficile. Ma alla fine siamo giunti a una conclusione.»Eelektross attese, speranzoso. Aveva fatto quello che doveva, e sperava che bastasse. Il Re proseguì «Abbiamo deciso di accettare l’offerta dell’Alleanza. Ci schiereremo al suo fianco, nel bene o nel male, e attenderemo i benefici di ritorno. Tuttavia, c’è un punto che desidero chiarire: il mio esercito non deve entrare in contatto con quelli dei falsi re.»Eelektross annuì. C’era da aspettarsi una richiesta del genere «Non si preoccupi mio Re, sono certo che i Generali sapranno accordarsi. Comprenderà certo che nei campi di battaglia non si può mai sapere, purtroppo, e comprenderà che lei dovrà incontrare i falsi, come dovranno fare i suoi Generali.»«Se i falsi re accetteranno l’alleanza, acconsentirò a rimanere nella stessa stanza con loro senza saltar loro addosso. E i miei Generali faranno lo stesso. Più di questo, non posso dire.»“Astuto. Sta dicendo che se ai Re capitasse… un incidente per colpa di qualche attentato, non sarà colpa loro.” «Mi pare ragionevole, mio signore.»«Ottimo. Prepareremo subito l’esercito per la mobilitazione. Ventimila pokémon, e settemila mercenari, basteranno di certo.»«Credo di sì, mio Re. Se fosse possibile, vorrei chiedervi di recapitare un messaggio al Generale di Elettria, in modo da informarlo sul proseguimento della missione.»«Ma certo, ma certo. Rizarc, fa portare penna e inchiostro per il nostro ambasciatore.»«Oh, quasi dimenticavo mio signore, occorrerà inviare qualcuno a catturare i Combattenti Flare e Delphox insieme ai loro complici, visto che si sono rivelati membri dell’Organizzazione.»«Che onta tremenda» rispose il Re «attentatori sotto il naso mio e del mio Generale, e nessuno che se ne rendesse conto. Provvederemo ad arrestarli immediatamente.»Mentre il re usciva, un servitore porse a E. carta e inchiostro. Il pokèmon cominciò a scrivere. Parlò della situazione critica di Vulcania, accennando al da farsi. Disse al destinatario di stare attento nel tenere lontani i tre eserciti e anche far sorvegliare i Re sarebbe stata una buona idea. Poi aggiunse le informazioni che aveva raccolto, richiuse il messaggio e scrisse il nome di Galvantula.“Spero che questo gli sia utile.” Si disse, porgendo il foglio piegato al Pokémon. Poi uscì dalla sala, ritornando verso la base. Volcanic Crater, palazzo reale, 10/07/4783, circa le 18«S-sposarmi?» chiese Chande, stupito.«Oh, non temere, Lady Lure è una giovane e bella Chandelure. Inoltre viene da una buona famiglia, è intelligente e ben educata. Sarà certamente un ottimo partito. E il Ducato di Volc è uno dei più ricchi delle Fiamme Rosse.»Chande soppesò la situazione “Posso permettermi di accettare? E se lo facessi, poi cosa…” Riflettè un poco, poi annuì «Mio Generale, la mia unica scelta è questa, ma un accordo simile va oltre il mio potere. Se ne parlaste con mio padre…»«Non avremmo certezza del successo del nostro accordo. Voglio la sua risposta principe, ora. Se accetterà, non ci aspetteremo di certo che lei celebri le sue nozze immediatamente, in fondo dovrà anche comunicarlo a suo padre e dovremo prendere i dovuti accordi. Siamo disposti ad attendere. Ma lei dovrà sposare Lady Lure.»In quel momento, Chande vide uno spiraglio «Acconsento a scrivere a mio padre che desidero sposare Lady Lure de Vol. Se davvero è così un buon partito, certo accetterà. Inoltre, gli scriverò anche che gli consiglio di allearsi con il vero signore di Vulcania, Re Larvesta. E prometto che manterrò l’alleanza con Vulcania quando verrà il mio turno di salire al trono.»Il Generale annuì, sospirando «Immagino che in fondo questo sia il massimo che un principe può fare. Prenderemo gli accordi con suo padre. Ma vogliamo quel documento, firmato e controfirmato. E se suo padre rifiuterà…»«Non lo farà, mio signore.» “O almeno spero.” Si disse Chande.Quando gli porsero il foglio, spense una delle fiamme e cominciò a scrivere. Spiegò al padre la situazione, e gli chiese di accettare “per il bene di Pokémos e di Spettria”. Terminato il messaggio, si rese conto che quasi certamente aveva firmato la propria promessa di matrimonio. E si chiese perché questo non gli facesse provare nulla di particolare.Poi i due uscirono da palazzo, con la promessa del Generale di mettere in movimento l’esercito quanto prima.«Mi dispiace.» Disse Raichu.«E per cosa? Ho sempre saputo che avrei sposato una nobile. E che probabilmente l’avrei conosciuta poco prima delle nozze. Questo è il destino di un principe, che ci piaccia o no.»«Credi che tuo padre organizzerà davvero il matrimonio tra voi due?»«Sì. Hai sentito, è la figlia di una duchessa, avanti nella lista di successione e addirittura una Chandelure. Sembra tutto organizzato apposta per renderla la candidata ideale. In più ho dovuto firmare quel foglio. Siamo praticamente obbligati ad accettare l’accordo.»Raichu si chiese come dovesse sentirsi l’amico. Aveva risposto con voce piatta, ma in quel momento era preso di certo da mille preoccupazioni. L’accordo di matrimonio, l’evoluzione in anticipo con i tempi, quel raptus di follia che aveva avuto durante il combattimento con Camerupt… sembrava che Vulcania fosse sua nemica. «Beh, adesso credo dovremmo cercare Gliscor. Ha detto che ci saremmo incontrati alla porta della città, quindi ci conviene andare.» Disse invece. E i due si avviarono.  Darkfyre City, 10/07/4783, circa le 22Zangoose sbadigliò. Gli altri erano già usciti dalla stanza, ma a lui avevano chiesto di riposare. Peccato che l’insonnia e la preoccupazione non lo lasciassero in pace. Si guardò il braccio. L’aveva fasciato, e ormai stava guarendo grazie all’impacco di Baccarance che si era preparato, ma non poteva dire di star bene. “Dannazione, non pensavo avrei dovuto usarlo così presto. Adesso l’Organizzazione lo sa. E la cosa non è un bene. Affatto.”Il pokémon si alzò in piedi. Se non poteva dormire, restare steso era inutileUscì dalla stanza e si diresse nella sala, scendendo gli scalini. La taverna era quasi vuota. L’unico presente era Infernape, dietro al bancone «Se cerchi i tuoi amici sono fuori Zangoose. Erano ancora stanchi, ma hanno detto che sarebbero andati comunque a palazzo a chiedere di essere ricevuti. Ti aspettano là.»Zangoose si avvicinò al bancone e sorrise «Diciannove anni vecchio. Ci crederesti? Non ricordo neanche quanti anni avevo quando me ne sono andato. E ora eccomi qua.»L’Infernape sospirò, senza alzare gli occhi dal bicchiere che stava lucidando «Sono felice di vederti Zangoose. Sei cresciuto bene. Diciannove anni fa eri già un adulto, anche se avevi solo diciassette anni. Eppure, sono preoccupato per te Zangoose.»«Preoccupato? Perché?.»«Perché stai ancora cercando vendetta. E credevo avessi detto che avresti smesso una volta trovato il colpevole della morte dei tuoi genitori.»«Non è vero. Sono diverso da allora. La mia vendetta è compiuta, e adesso...»«Adesso hai trovato qualcos’altro da fare, qualcun altro su cui investigare, perché quello che tu vuoi è un nemico da combattere. Morirai Zangoose, come accadde a mio figlio, solo per il desiderio di proteggere qualcosa che non hai più.»«Non è vero! Non è per questo che sono in viaggio! Mofer non c’entra con questa storia!» Scattò Zangoose.Infernape scosse la testa «Mofer non c’entra? Eppure, per me, tu sei identico a lui. In tutto. E questo è un bene e un male.»«Vecchio, ascolta, non è per me, è per tutta Pokémos. Non posso spiegarti tutto, ma sto facendo quello che faccio per la giustizia.» Rispose Zangoose guardandolo negli occhi.«Davvero? Eppure me lo dicevi anche anni fa. “Non lo faccio per me, per vendetta, ma per le vittime”. Hai sempre detto così, anche se sapevi benissimo di mentire. Ma anche ammettendo che fosse vero, questo a cosa ti ha portato? Guardati Zangoose. Hai un braccio martoriato, lividi e bruciature su tutto il corpo e l’animo a pezzi. Te lo dico ancora: torna a casa. Hai fatto quello che dovevi, l’ho sentito dire da alcuni viaggiatori di Normalia anni fa. Lascia che sia qualcun altro a combattere per la giustizia.»Zangoose sospirò «Te lo prometto vecchio, è l’ultima volta. Poi lascerò il mondo in cui mi sono incastrato. Fidati di me.»L’Infernape sospirò a propria volta «Non c’è modo di farti cambiare idea, eh? Allora fallo. Porta a termine quello che hai cominciato. Ma se morirai provandoci, io ti ho avvisato.»Zangoose annuì «Mi dispiace per tuo figlio.» Disse, uscendo.«E allora perché vuoi far morire anche l’altro?» Chiese Infernape. Zangoose non rispose, sparendo dal locale. Infernape scosse la testa, ma non potè fare a meno di sorridere “Sei proprio un brav’uomo, ragazzo mio. Ma questo mi fa preoccupare ancora di più.”. Fyreduke City, 10/07/4783, circa le 22I due Capitani e i loro Tenenti si guardarono intorno con circospezione, attraversando la strada. In testa c’era Delphox, mentre Flare e gli altri erano dietro. Dato che lei era quella in condizioni migliori, apriva la strada. La pokémon fece loro cenno di proseguire, e i sei si mossero nei vicoli laterali.Come previsto, un’ora prima delle guardie si erano presentate per prenderli in custodia. Loro ovviamente erano fuggiti, sconfiggendole, e si erano aperti la strada finché non avevano seminato i nemici, ma ora l’intera città li cercava.Scivolando un vicolo dopo l’altro raggiunsero la loro meta, il grande edificio abbandonato dove si trovava la loro base. Entrarono dalla porta e scesero nella cantina. Come si aspettavano, il Tenente Casm, un Castform, li aspettava lì.«Bene, il capo ha detto che è stato un fallimento.» Commentò quello «Voi non siete riusciti a fermare Eelektross, e lui non è riuscito a portare del tutto a termine il suo piano. Probabilmente il risultato peggiore che potevamo aspettarci.»«Ehi, nessuno ci ha detto che quell’Eelektross fosse una belva del genere. Se l’avessimo saputo, avremmo assunto più gente.»«Già, a proposito, siamo riusciti a catturare Heatmor il Tagliagole, ma i Kecleon e quei ragazzini assassini mi sono scappati. Speravamo di non lasciare troppi testimoni, ma evidentemente non si può fare di più.»«E adesso?» Chiese Ployt.«Per Arceus, Ployt, mi avevano detto qualcosa ma sei davvero ridotto malissimo. Comunque, adesso dovete sparire. Non solo voi, ma tutti i membri dell’Organizzazione. Gli ordini sono chiari, non deve restare nessuno qui a Vulcania. Dovevamo fermare il Gruppo e abbiamo fallito. A questo punto, potete solo ritirarvi. L’unico a rimanere sarà il Capitano, con il Re, ovviamente.»Flare annuì «Quindi torniamo alla base eh? Sono anni che non ci vado. Chissà com’è adesso.»«Fossi in te non vorrei scoprirlo. Dubito che i Generali vi accoglieranno a braccia aperte.»«Sinceramente? Preferisco affrontare i Generali che restare ancora qui a Vulcania. Sono stati vent’anni davvero orrendi, tanto che dopo due sarei tornato volentieri a casa. Odio questo paese, e ho la fortuna di avere una Dominanza debole. Me ne sarei già andato non fosse per l’Organizzazione. Mi hanno detto che a Elettria il clima è simile a Normalia, e spero che sia vero.»«Non è che in realtà hai paura di incontrare di nuovo quell’Eelektross?» chiese Delphox ridacchiando.«Può darsi. Di certo, non ci tengo a rivederlo.» Rispose Flareon «Sbrighiamoci, voglio passare dall’altro lato e farla finita con questa storia.»«Sai dov’è il Teletrasporto?» Chiese Casm.«Sì. Seconda porta a destra del corridoio.»«Terza. A sinistra.» Rispose Casm.«Stessa cosa.» Commentò Flare, uscendo dalla stanza, dirigendosi verso il corridoio che si addentrava nelle profondità, sotto il lago di lava. I suoi tenenti lo seguirono.«Meglio che vada anche io. Sarebbe capace di perdersi in una strada senza un bivio.»«D’accordo. Buona fortuna con il Consiglio della Notte.» Rispose Casm.Delphox gli fece un cenno di saluto con la mano, poi lei, Magcargo e Chandelure seguirono gli altri lungo il corridoio. Fiume Draak, Regina delle Rose, 11/07/4783, circa le 01Marsh non riusciva a dormire. Avevano attraccato la nave in una baia nascosta poco conosciuta, ma per qualche motivo avrebbe di gran lunga preferito essere cullato dalla corrente, piuttosto che lì disteso a sforzarsi inutilmente. Si guardò intorno. La cabina del capitano era ampia e estremamente ben arredata. C’erano tappeti eleganti per terra, un’ampio tavolo coperto di carte nautiche del fiume, una libreria, mobili coperti di statuette e il divanetto su cui era disteso lui. Aveva anche una stanza separata in cui il capitano dormiva.“Mi chiedo dove abbia preso tutta questa roba.” Si disse, pensando soprattutto al tappeto sotto il tavolo, che aveva alcune macchie rosse piuttosto sinistre. “Ma forse è meglio che non ci rifletta troppo. Buoni o no, sono comunque pirati.”Marsh si domandò come fosse finito in quella situazione. “Se avessi saputo che sarei finito su una nave pirata, non credo sarei mai partito. Giratina, se mia madre mi vedesse adesso, mi prenderebbe a ceffoni.”A Laghia, i pirati erano considerati la peggior feccia dei mari. Piuttosto bizzarro, considerato che la maggior parte degli abitanti di Laghia discendevano da pirati. Ma forse quella era solo una leggenda. Fatto stava che i pirati erano malvisti a Laghia più che in ogni altro paese al mondo. Un pirata in famiglia era un grande disonore per tutti, e spesso tutti i parenti venivano ostracizzati. A confronto, i Re del Fango erano considerati quasi brava gente. “Sei un ladro? In prigione. Sei un pirata? Alla forca.”Non che i pirati meritassero un trattamento diverso. Marsh aveva sentito che, con i problemi che aveva avuto i Re nel tenere l’anello esterno negli anni, si era formata una vera e propria città pirata sulla costa orientale del paese. Non sapeva se fosse una leggenda o meno, ma fatto stava che nessuna nave passava volentieri sulla costa est di Laghia. E quasi tutte le famiglie avevano perso almeno due o tre componenti, uccisi dai pirati in un abbordaggio. Insomma, i pirati erano davvero feccia.“Ma forse questi sono diversi.” Si disse, cercando di dormire. E in quel momento sentì il rumore all’esterno. Un tonfo di qualcosa che cade in acqua. Poi un secondo, questa volta il tonfo di qualcosa che cadeva su qualcosa di duro. Un terzo. Un quarto. Se all’inizio poteva pensare a un’impressione, ormai era piuttosto chiaro che stava succedendo qualcosa fuori dalla cabina.“Che faccio?” Si chiese. La ciurma lo odiava, e se fosse uscito non sapeva se sarebbe rientrato. D’altra parte, fuori forse stava succedendo qualcosa di grosso.Silenziosamente, si alzò. Adesso sulla nave tutto taceva, ma gli sembrava di sentire una certa tensione. Forse però era solo la sua impressione. Marsh uscì dalla cabina e si guardò intorno. E quello che vide lo fece impallidire.
 
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CAPITOLO 160: ABBORDAGGIO​

Fiume Draak, Regina delle Rose, 11/07/4783, circa le 01Marsh si trovò davanti una scena orribile. C’erano diversi rampini ancorati al fianco della nave, e una seconda nave era agganciata saldamente alla loro. Diversi Pokémon stavano silenziosamente usando le corde per abbordarli.Si guardò intorno, chiedendosi dove fosse la vedetta, ma se non aveva datto l’allarme qualcosa doveva voler dire. Gli tornò in mente il suono di qualcuno che cadeva in acqua e rabbrividì. Poi si mise a gridare più forte che poteva, dando l’allarme.In un attimo, il ponte divenne un brulicare di pokémon urlanti. Scoperti, i pokémon nemici abbandonarono la cautela e si lanciarono all’attacco. Svegliati dal grido di allarme di Marsh, l’equipaggio della Regina delle Rose saltò in piedi, lanciandosi alla carica pur mezzo addormentato. Il Marshtomp sentì alle proprie spalle dei suoni dalla cabina, di certo Rose che si alzava da letto e correva fuori. Poi un Mienfoo gli saltò addosso, e Marsh dovette pensare a difendersi.“D’accordo, usiamo l’allenamento.” Pensò, scagliando una Pantanobomba. L’avversario la schivò, ma approfittando della distrazione Marsh fu su di lui, colpendo con un’ondata d’acqua bollente. L’Idrovampata centrò Mienfoo in pieno, e quello arretrò. Marsh cercò di colpirlo con una Pantanobomba, ma l’altro riuscì sorprendentemente a schivarlo e colpì con Focalcolpo, ma Marsh lo schivò.Il Mienfoo chiuse le distanze, avvicinandosi all’avversario per passare al combattimento ravvicinato, evidentemente convinto che Marsh usasse attacchi a distanza, e attaccò con Palmoforza. Marsh rispose con un Gelopugno, sorprendendo l’avversario che non riuscì a schivarlo e fu colpito in volto, crollando al tappetto.Il Marshtomp si guardò intorno. Sembrava che la battaglia stesse vertendo in loro favore. Rose e i suoi stavano spingendo indietro gli avversari, che sembravano pronti a darsi alla fuga. Marsh scagliò alcune Pantanobombe ed Idrovampate, imitando alcuni Pirati della Rosa Rossa.Poco dopo, pur con parecchio sforzo, erano riusciti a costringere i nemici in acqua o sulla nave nemica. E a quel punto, Rose lanciò un comando «Arrembaggio, ciurma!» Al suo ordine, i Pokémon balzarono sul ponte nemico, chi sfruttando un rampino e chi direttamente volando o saltando, e ingaggiarono battaglia con l’equipaggio nemico. Marsh, a un cenno di Rose che gli fece segno di tenersi indietro, rimase in disparte, affrontando i pochi avversari che tentarono di attaccarlo, perlopiù sconfitti in pochi colpi dato che erano già indeboliti. Non dovette così assistere alla carneficina sul ponte nemico.Alla fine, i nemici rimasti si arresero, e Rose ordinò di catturarli tutti. Poco dopo, non meno di quaranta Pokémon erano legati sul ponte della nave nemica.«Allora, chi abbiamo qui?» Chiese la piratessa «Vediamo… Ah, Chent, dovevo aspettarmelo. Hai cambiato nave?» Chiese fissando un Chesnaught con un occhio nero legato in mezzo agli altri pokémon.«Tu, brutta…»«Ehi, con calma bello.» Rispose Rose, puntandogli contro la rosa rossa «O potrei accidentalmente scagliare un attacco. Sono sicura che non ti piacerebbe. Perché ci avete attaccati?»«Stiamo andando a Normalia, come immagino stia facendo tu. Quando abbiamo visto la vostra nave, ho pensato fosse l’occasione buona per liberarsi di te e della tua ciurma di idioti.»«Ma davvero? Eppure questi idioti ti hanno appena sconfitto. Di nuovo. Cos’è, la sesta volta, questo mese?»«Sett… non è questo il punto. Ascoltami bene, spero che tu non sia così matta da voler andare a quel raduno, vero?»«E se anche fosse?»«Sei davvero pazza allora. Ti faranno a pezzi appena vedranno la tua bandiera. E se anche fossi così fortunata da riuscire ad attraccare, credi davvero che ti lascerebbero in vita?»«Provare non costa nulla. Ora, ciurma» disse alzando il tono di voce «Saccheggiate la nave, portate via tutto quello che non è attaccato alle pareti! Se ci sono schiavi a bordo, liberateli! E ricordate di rompere vele e timone, così non ci potranno seguire!»La ciurma gridò e si lanciò al saccheggio. Inosservato, Marsh si avvicinò al capitano «Io cosa faccio… Capitano?»«Dubito ti interessi saccheggiare, quindi torna sulla nave e preparati a fare l’inventario. Sia del bottino… che dei morti.» Rose sospirò, fissando con odio Chen. Era evidente che voleva ucciderlo, ma era altrettanto evidente che non voleva cadere così in basso da uccidere un pokémon che non era in grado di difendersi.«E lei, Capitano?»«Vado a vedere se ci sono schiavi. Makch!» Chiamò, e un Machoke carico di bottino, il timoniere, emerse dalla stiva con due grosse casse sulle spalle, sollevate come fossero fuscelli «Scarica quella roba sul ponte e fai la guardia a questi qua finché non torno. E non fare storie, il timoniere riceve una parte e mezza del bottino, vedi di meritartela.» Aggiunse, mentre il Pokémon cercava inutilmente di trovare un modo per darsi di nuovo al saccheggio.Marsh si diresse verso la nave, passando da una passerella di legno preparata poco prima da alcuni membri della ciurma di Rose. Sulla nave, con sua sorpresa, trovò un altro pokémon. Un Patrat stava guardando sconsolato una macchia rossa parecchio sinistra. Marsh lo sentì borbottare chiaramente la frase “Avevo appena pulito.” Mentre osservava la situazione, il Patrat si girò e lo riconobbe. «Ehi, tu sei quello nuovo. Quello che è diventato vice del Capitano Rose. Gli altri ti odiano, lo sai?»«Tu no?»«Non credo che un mozzo che non sa neanche leggere possa diventare vice, quindi non è che abbia qualche motivo per odiarti. E poi, anche questo lavoro è migliore di quello che facevo una volta.»«Oh. Beh, bene. Almeno, oltre al capitano qualcun altro su questa nave non mi vuole morto.»«Puoi biasimarli? Per salvarvi abbiamo perso il nostro vice. Era una delle nostre migliori compagne. Sapeva far ridere tutti, era una grande combattente, aveva nozioni di navigazione e carpenteria e sapeva perfino cucire. Il fatto che il suo sostituto sia tu, poi, non migliora le cose.»«E perché?»Patrat strabuzzò gli occhi «Come, non te l’ha detto nessuno? Il pirata che odiamo più di ogni altro è un potente schiavista, talmente abile che arriva fino a Velenia per rapire Pokémon, anche dopo la faccenda di diciassette anni fa. Ci da la caccia ininterrottamente da oltre dieci anni. E il capitano dell’equipaggio è uno Swampert originario di Laghia che dal colpire in mare è passato ai fiumi. Insomma, non abbiamo esattamente bei rapporti con quelli della tua specie.»Marsh scosse la testa «Non me l’hanno detto. Piuttosto, come mai non sei con loro? Sembra stiano portando via l’intera nave.»«L’ultima volta mi hanno quasi schiacciato nella foga di portar via tutto. Grazie ma no grazie. Piuttosto, mi conviene preparare lo straccio per pulire.»«Vuoi una mano?»«No, credo tu abbia altro da fare. Io comunque sono Part, piacere.» Rispose il Patrat allungando la zampa. Marsh gliela strinse per qualche attimo, poi entrambi lasciarono la presa.«Ora scusa, ma devo andare a controllare se abbiamo perso qualcuno nell’attacco.»«Temo che siano morte le sentinelle, altrimenti non credo ci avrebbero colti di sorpresa. Spero di sbagliarmi.» Rispose Part, allontanandosi. Marsh si chiese come facesse ad essere così calmo nonostante stesse dicendo una cosa del genere. “Immagino sia più abituato di me.” Pensò Marsh “Ma spero di non diventare mai come lui.” Si disse entrando nella cabina del capitano per prendere i fogli e l’inchiostro. Alle code del Ninetales, 11/07/4783, circa le 07Luxray si alzò in piedi, sulle quattro zampe. Si mosse un po’ e annuì: si era ripreso perfettamente dal combattimento del giorno prima. “Per fortuna ho la pellaccia dura.” Pensò il Pokémon sorridendo, ma il sorriso scomparve subito “Ho perso di nuovo. Mi sono allenato tanto, ho faticato e… Ho perso. Mi chiedo se il capo ritenga ancora una buona idea avermi scelto per accompagnarlo.” Luxray scosse la testa “No, devo stare calmo. Di certo Eelektross mi avrebbe già ordinato di andarmene se l’avesse voluto.” Si asciugò il sudore dalla pelliccia, e ancora una volta si chiese per quanto tempo ancora avrebbero dovuto sopportare il calore di quel paese. Non vedeva davvero l’ora di andarsene. Poi uscì dalla stanza, scese le scale e arrivò nella grande sala comune, che era quasi vuota. Gli unici presenti erano Talnine ed Eelektross, intenti a discutere al bancone. Luxray si avvicinò.«Ma sei stato proprio tu capo a dirci che qui a Vulcania era impossibile.» Stava dicendo Talnine.«E chi ha usato la parola impossibile? Io mi sono limitato a dire che non era conveniente. Qui a Vulcania ci sono troppe… Oh, Luxray, bene, eccoti. Stai pronto e prepara le borse, a breve partiamo.» Rispose Eelektross notando il pokémon Elettro.«Sì capo, subito. Però posso chiedere di cosa state parlando?»«Oggi sei più rispettoso del solito. Comunque certo che puoi chiederlo. In effetti credo di non avertelo ancora detto, visto che finora abbiamo avuto sempre Raichu o qualcun altro dell’S.T. tra i piedi. Non che mi dispiaccia essere in gruppo con loro, ma non posso certo mettermi a parlare dei miei piani per il futuro con loro, no? Sto pianificando di sottomettere l’intero mondo criminale di Pokémos.»Luxray spalancò gli occhi «Ma è… è impossibile!»«A Elettria l’ho fatto. Non mi fraintendere, non voglio dire che controllo ogni singolo ladro di Elettria, ma quello che voglio è pormi al comando della gerarchia del crimine.»«In che senso?»«Beh, vediamo come posso spiegarlo. Supponiamo che tu sia un ladro o una spia che ruba un oggetto o un’informazione di valore. Ovviamente, quello che tu vuoi in cambio è denaro. Quindi, vendi quell’oggetto a un ricettatore o a un informatore, che a propria volta ovviamente per avere protezione e poter portare avanti il proprio mestiere, lavora al comando di un gruppo criminale, il quale poi a propria volta potrebbe lavorare per un gruppo criminale più grosso. Chiaro?»«Sì, ho capito.»«Bene. Quello che voglio io è posizionarmi sopra quest’ultimo gruppo. In questo modo, anche se indirettamente, avrò il comando anche di quel singolo ladro o di quella singola spia. Vedi? Detto così non sembra impossibile.»«No, però sembra ancora molto, molto difficile.»«Lo è. I grossi gruppi criminali all’apice sono tanti, spesso in guerra tra loro, e non vedono di buon occhio chi tenta di scalare fino al comando.»«Ma tu l’hai fatto, no?»«Solo a Elettria, Oscuria e un altro paese, ma nei rimanenti ho solo preso i piccoli gruppi creati da Stunfisk e li ho ampliati in gruppi grandi abbastanza da sopravvivere senza doversi sottomettere a qualcuno e piccoli abbastanza da non essere un obbiettivo primario. Poi li ho affidati a pokémon fidati come Talnine, e mi limito a farmi inviare un rapporto mensile con le informazioni delle spie e i loro profitti. Sono miei sottoposti, certo, e se la guardiamo globalmente è l’organizzazione criminale più grande di Pokémos, ma questo non significa che sia la più potente in tutti i paesi.»«Ho capito. Quindi invece adesso vuoi riunirli tutti? Perché?»«Perché se non lo faremo noi, lo farà l’Organizzazione. Me ne sono reso conto a Oscuria, quando ho visto Weavile: i criminali sono un’ottima fonte di soldati per loro. Ma se li sottometto io…»«Non potranno essere reclutati nell’Organizzazione, certo.»«Ma qui a Vulcania sarà dura. Sottometterli tutti sarà un lavoro titanico, visto che con la guerra arrivano sempre anche i criminali. C’è la Gilda delle Sette Fiamme, nelle Fiamme Nere. O i Quattro Imperatori Rossi, che si spartiscono i territori delle Fiamme Rosse. E anche qui, i più forti sono di sicuro i Cinque del Cielo in Fiamme.»«Li affido a te Talnine. Li voglio tutti sottomessi. So che puoi farcela. Comincia catturando piccoli gruppi indipendenti. Fatto quello, colpisci a sorpresa uno dei più forti e vinci con ogni mezzo. In questo modo, spezzerai l’equilibrio esistente tra le forze. Poi, mentre le varie associazioni combattono tra loro, dovrai colpire finché non riuscirai a sottometterle tutte.»«Sulla carta è facile capo. Ma non ti deluderò, vedrai.»«Ci conto.» Rispose Eelektross. Luxray si allontanò, per sistemare le loro borse per il viaggio. E ancora una volta, si rese conto di quanto il suo capo fosse incredibile. Da qualche parte ad Elettria, 11/07/4783, circa le 07Ployt entrò insieme a Flare e Magcargo nella stanza. Rimase in piedi, mentre i Generali lo studiavano. Fern aveva uno sguardo attento. Non sembrava infuriato, ma Ployt l’aveva già visto più volte scattare all’improvviso. Wobros sembrava soddisfatto, e il Tenente si chiese perché. Gli altri invece guardavano i tre con disapprovazione, ma quello che colpì Ployt fu che erano solo diciassette. Si chiese dove fosse il Generale mancante, visto che era molto raro che uno di loro non fosse presente.Fern fece tamburellare le dita sul tavolo. La fiamma sulla sua testa era calma, ed emetteva una luce fioca «Quindi, Flame, cos’hai da dire a tua discolpa?»«A mia discolpa, signore? Solo che il nemico è fortissimo. Quell’Eelektross ci ha sconfitti tutti. Era da solo, mentre noi eravamo in sei. E aveva appena finito di combattere contro un noto mercenario. Oltre a ciò, aveva già trascorso oltre un’ora a lottare contro gli altri partecipanti di quell’insulso torneo. Se qualcuno in quelle condizioni è in grado di combattere così, allora noi Capitani non abbiamo speranza contro di lui.»«Capisco. Ma non approvo. Vorresti dire che è forte quanto uno di noi Generali? Ne dubito. Credo piuttosto che voi abbiate sottovalutato l’obbiettivo. Vi siete sentiti superiori per le vostre modifiche e avete perso. Sbaglio?»«Forse. Ma questo non cambia che quell’Eelektross è forte. Molto. Se gli altri Capitani vogliono sconfiggerlo, devono attaccarlo con tutta la loro forza, e tutti insieme. Altrimenti, perderanno come è successo a noi.»«D’accordo. Per il fallimento ti farò sapere la punizione. Penso ti invierò a Mineralia con gli altri, ci penserò su. Puoi andare. Anche tu Magcargo.» Ployt si avviò con gli altri, ma Fern gli fece un cenno con la mano «Tu no Ployt, non ancora.»Quando Flare e Magcargo furono usciti, i Generali si concentrarono tutti su Ployt, che si sentì minuscolo. «Tu facevi parte del gruppo criminale di Eelektross, vero?»«Sì, signore.»«Cosa pensi di quell’Eelektross? Credi che potrebbe diventare un nostro sottoposto?»Ployt scosse la testa «Lo conosco. Se fosse qui, vi riderebbe in faccia e vi direbbe che l’unico ruolo che vuole nell’Organizzazione è quello di capo.»Il Generale Nidoking scoppiò a ridere «Devo dire che sembra simpatico.»«Quindi» proseguì Fern ignorando l’altro Generale «Tu lo conosci. Cosa ci consigli di fare?»«Sinceramente, credo qualcuno debba essere inviato apposta per catturarlo. Forse Weavile, ha sempre voluto combatterlo. Oppure…»«Weavile non può, ma terrò in considerazione il tuo suggerimento. Adesso, per quanto riguarda le tue condizioni, vai da Durant e cerca di farti sistemare. Il Progetto S può di certo farti recuperare un occhio, anche se non sono sicuro circa l’arto.»«La ringrazio signore.» Rispose Ployt, uscendo.Quando il Pokémon si fu chiuso la porta alle spalle, il Primo Generale prese la parola «Quindi, dobbiamo decidere come procedere da adesso in poi. Con la sconfitta di Vulcania, dobbiamo dare quel paese per perso. Rimangono solo gli altri otto, ma per alcuni possiamo solo sperare che rifiutino la proposta del Gruppo e si tengano neutrali. Per il resto, fino ad ora non vedo particolari problemi con la nostra strategia. Le nostre spie ci dicono che le truppe nemiche stanno dando i primi segni di malumore, mentre le nostre hanno almeno una guerra in cui combattere. Se tutto va bene, l’esercito dell’Alleanza crollerà su se stessa come un castello di carte.»Wobros annuì «Sono d’accordo. Tuttavia sono preoccupato. L’Alleanza al momento si è dimostrata troppo malleabile. Mi pare assurdo che ancora non ci siano state reazioni. Stiamo riuscendo a portare avanti i nostri piani come se il nemico non esistesse nemmeno. Abbiamo ucciso un Re, infiltrato spie, catturato uno scienziato e portato Generali dalla nostra, il tutto mentre, passivamente, l’esercito nemico subiva.»«Ma non è un bene?» Rispose Salamence.«Può darsi. Ma se c’è una cosa che so, è che è proprio quando le cose sembrano andare troppo bene che iniziano ad andare tremendamente male.»Il Generale Float scosse la testa «Per quel che mi riguarda, inutile fasciarsi la testa prima di essersela rotta. Finché il nostro massimo problema è una scuola di combattimento di Arenia, lasciamo le cose come stanno.»«Il nostro massimo problema è la guerra della Valle Interna.» Rispose il Quindicesimo Generale «E finché il Capo non mi lascerà andare là, la situazione rimarrà quella che abbiamo adesso.»«Sei andato a chiedere al Capo il permesso per restare laggiù più tempo?»«Sì, ma temo che non me lo darà. Si è sempre rifiutato.»Il Primo Generale sospirò «D’accordo, ci parlerò anche io. Forse si convincerà se gli farò notare che rischiamo una guerra su due fronti. Altrimenti, ti toccherà andarci per tre giorni a riorganizzare la situazione e sperare che i Capitani facciano il resto.»«Bah. Hai ragione, ma è assurdo. Essere costretti a non uscire dalla base se non per pochi giorni è una follia. L’ho sempre detto, ma il Capo non ci sente da quell’orecchio. Non mi resta che sperare che tu riesca a convincerlo.»Il Primo Generale scosse la testa, poi cambiò argomento, e il Consiglio della Notte riprese a discutere. Scuola delle Trecento Arti, 11/07/4783, circa le 09Lucario e il Gran Maestro erano seduti sul muro intorno alla palestra, sopra al portone. Dietro di loro, i loro allievi aspettavano.«Quanti sono?» Chiese Hawlucha ai maestri.«Due o trecento. Si muovono tutti insieme, è difficile distinguere le aure singole.» Rispose Lucario.«Duecentotrentasette. Devi ancora allenarti un po’ Lucario.» Disse invece il Gran Maestro «A quanto pare ci tengono proprio a raderci al suolo. Ma se credono che sarà così facile, si sbagliano. Lucario. Li hai chiamati?»«Arriveranno presto.»«Ottimo.» Rispose il Gran Maestro “Non avrei preoccupazioni normalmente, ma uno di loro ha un’aura spaventosa. Meglio prepararsi al meglio.”«Figliolo, prepara anche la Pietra.» Disse il Gran Maestro, senza togliere lo sguardo dall’orizzonte. Dove poco alla volta stava comparendo una torma di Pokémon diretti verso di loro.
 
CAPITOLO 161: COLLOQUIO E BATTAGLIE​

Darkfyre City, Palazzo Reale, 11/07/4783, circa le 09Zangoose, Emolga e Draak furono scortati nella sala da una decina di guardie armate, che fecero prendere loro posto di fronte al trono, su cui era in attesa un Houndoom. La prima cosa che notò Zangoose fu che il Pokémon era cromatico. La pelliccia che lo ricopriva era blu, della stessa tonalità delle striscie di Zangoose. Accanto a lui si trovava, in piedi, un Arcanine, che osservò i tre con attenzione.«Quindi, voi sareste gli inviati di questa “Alleanza”, dico bene?»«Sì, vostra maestà.» Rispose Zangoose, inchinandosi insieme a Emolga e Draak, il quale fu sul punto di perdere l’equilibrio per colpa delle scosse di terremoto.«E ditemi, per quale motivo dovrei schierarmi con questa “Alleanza”? Che vantaggi ne trarrei?»«Beh, mio signore, indubbiamente l’Alleanza le potrebbe portare numerosi vantaggi. Terminata la guerra contro l’Organizzazione, i nostri nemici, saranno di certo favorevoli a offrire un aiuto economico e militare ai paesi che ne hanno fatto parte.»«Capisco, capisco. Ma questo sarebbe un vantaggio solo se io fossi l’unico a unirmi all’Alleanza, o al massimo se fossimo in due a farlo. Ma le ultime informazioni dal confine dicono che gli eserciti delle Fiamme Rosse e delle Fiamme Blu stanno cominciando a spostarsi verso Arenia, a sud, lasciando dietro di sé solo gli uomini necessari a difendere le loro roccaforti più importanti. E questo, secondo me, è un messaggio chiaro.»«Vostra Altezza, non crede però che a questo punto sarebbe comunque conveniente mantenere gli equilibri tra le forze?»«Forse, ma sarebbe altrettanto conveniente muovere immediatamente verso le Fiamme Rosse e le Fiamme Blu per conquistarle. Fatto questo, non ci sarà nessun’altro Re qui a Vulcania. E chissà, in guerra i miei nemici potrebbero anche morire.»«Ma vostra maestà, non crede che sia troppo rischioso? Se invece anche uno solo dei Re nemici sopravvivesse, si troverebbe in grave pericolo.»Houndoom annuì «Anche questo è vero, anche questo è vero… Dimmi Carnan, hai qualche consiglio?»«Ad essere onesti, mio signore, credo ci converrebbe accettare. Tuttavia, gradirei proporre un accordo. Abbiamo alcune informazioni sui membri della Coalizione dei Cinque, e tra queste c’è anche quella che l’attuale principe di Spettria è un Lampent, dico bene?»«Sì, esatto.» Rispose Zangoose, rendendosi conto che stava entrando in un campo minato.«Ebbene, si da il caso che il Duca Chandrer Flammian, Duca di Flamber, sia uno Chandelure con ben cinque figlie, di cui solo la maggiore già fidanzata. Ritengo quindi che sarebbe utile, per meglio stringere i rapporti tra l’Alleanza e noi Fiamme Nere, organizzarne il fidanzamento.»«Generale, noi siamo solo degli ambasciatori, non possiamo…»L’Arcanine scosse il capo «In tal caso, temo che…»«Aspetti. Non possiamo concludere accordi simili, ma possiamo consegnarvi una lettera per Re Chandelure, in cui gli chiediamo di conludere l’accordo.»L’Arcanine ponderò un momento la questione, poi annuì «Lasciate che discuta un momento con il re. Vostra maestà, potrebbe…»«Certo.» I due pokémon entrarono in una stanza laterale e si chiusero la porta alle spalle. Il locale conteneva solo un largo tavolo coperto di mappe e alcuni fogli.«Quindi, cosa ne pensa maestà?»«Penso sia un’ottima occasione per farci degli alleati, ma allo stesso tempo la sola idea di avere sia le Fiamme Rosse che quelle Blu indifese mi pare troppo bella per essere vera.»«Quindi cosa vuole fare, maestà? Vuole concluderè l’accordo con l’Alleanza oppure no?»Il Re si mise a riflettere, e guardandolo Carnan scosse la testa. Quel Pokémon non aveva metà della risolutezza del padre, e la cosa era dannatamente fastidiosa. Chiedeva consigli su ogni cosa, e sembrava che fosse compito dell’Arcanine governare, e a lui non interessava. Era un militare, non un consigliere politico. Ma conosceva il Re da quando era un cucciolo, e gli voleva bene. Perciò rimase in attesa dell’inevitabile domanda.«Tu cosa mi suggerisci Carnan?» Chiese il Re.L’Arcanine sospirò «Io accetterei la loro offerta. D’altronde, non mi aspettavo davvero potessero concludere l’accordo. Volevo soltanto evitare di accettare direttamente, ma entrare nell’Alleanza è inevitabile, visto che sappiamo dei movimenti delle Fiamme Rosse e Blu. Perciò, accettiamo l’offerta. Avremo migliori occasioni per stringere alleanze proficue.»Houndoom annuì «Sì, mi pare sensato. D’accordo, andiamo a dir loro che ci uniremo all’Alleanza e prenderemo quella lettera.» E si avviò verso la sala del trono, seguito da Arcanine.“Il Re che ho scelto di seguire.” Pensò Arcanine “Mi chiedo se sia stata la scelta giusta.” E seguì il Re. Scuola delle Trecento Arti, 11/07/4783, circa le 10La massa di Pokémon non aveva lasciato loro neanche il tempo di parlare. Si erano lanciati contro i muri della scuola, e il Gran Maestro aveva risposto dando il segnale, poi si era gettato nella mischia. Sentì Lucario subito dietro, e i suoi allievi seguirlo. Poi iniziò a combattere. Fece ruotare l’osso, aprendosi la strada tra i nemici come se non ci fossero. Chiunque avesse tentato di avvicinarsi, sarebbe stato colpito dall’Ossoraffica. Alcuni Hawlucha si lanciarono su di lui, ma il Gran Maestro li abbattè con alcune Forzasfera in rapida successione.“Avanti, vieni fuori.” Pensò, sconfiggendo con una Palmoforza un Mienshao e con un Assorbipugno un Mienfoo. Poi percepì l’enorme aura che stava cercando. Scartò verso destra, lanciandosi in quella direzione. Poi all’ultimo, si scansò a sinistra. Un attimo dopo, dove si trovava prima, si schiantò una montagna di muscoli, che si girò verso di lui sorridendo. L’Hariyama dalle enorme mani blu squadrò l’anziano Lucario. «E così tu sei il Pokémon di cui ho sentito parlare, quello che ha sconfitto Hitmonchan e gli altri come nulla fosse. Sì, ti immaginavo più giovane, ma penso tu possa andare.»Il Gran Maestro sorrise «Immagino di aver di fronte un Capitano di questa famosa “Organizzazione”, dico bene?»Hariyama rise «Chissà. Immagino che potrei dirtelo se sopravviverai a questo attacco.» Rispose il Generale, lanciandosi all’attacco. Uno Sberletese passò a un palmo dal volto del Gran Maestro. Un secondo fu deviato dall’Ossoraffica. Al terzo, il Gran Maestro si abbassò. Mentre il quarto gli passava sopra la testa, il Gran Maestro si abbassò ulteriormente e si scagliò in avanti, mirando a colpire il ventre di Hariyama con una Palmoforza. Ma l’attacco fu parato dal quinto colpo. Lo scontro dei due attacchi fu intenso, ed entrambi i contendenti arretrarono.«Non male, non male.» Ammise l’Hariyama «Perciò, credo di poterti dire che io sono il Generale Harma, dell’Organizzazione. E ora presentati per davvero tu. Chi ho il piacere di uccidere oggi?»«Chissà. Immagino che potrei dirtelo se sopravviverai a questo attacco.» Rispose il Gran Maestro, colpendo con una Palmoforza. Hariyama ruotò su se stesso, evitando il colpo e caricando un Vitaltiro. L’attacco colpì con tutta la potenza che riuscì ad accumulare, ma era lento. Il Gran Maestro mise in mezzo il proprio osso. L’attacco fece arretrare il Lucario, ma non gli causò alcun danno.«Bel colpo.» Commentò il Gran Maestro, fissando il suo osso, che per la prima volta da molti anni si era incrinato «Io sono il Gran Maestro di questa scuola, la Scuola delle Trecento Arti. Mi chiamo Lucario. E ora, direi che il riscaldamento è finito. Fatti avanti, Generale Harma.»«Con piacere, Gran Maestro Lucario.» Rispose l’Hariyama, lanciandosi verso di lui. E lo scontro cominciò. Lucario si guardò intorno. Suo padre era impegnato contro l’avversario che aveva scelto fin dall’inizio, e lui non poteva allontanarsi troppo, nel caso avesse avuto bisogno del suo aiuto. Allo stesso tempo, non poteva lasciare tutti i nemici in mano ai suoi studenti, anche se tra di loro alcuni erano molto abili. Perciò abbatté tutti gli avversari che gli capitavano a tiro… Finché non si mise in mezzo un Blaziken, che schivò il suo Palmoforza e colpì con un Calciardente, che Lucario riuscì a schivare per un soffio.Lucario rispose con una Forzasfera, ma il Blaziken la schivò, poi tentò di colpire con un Fuocopugno. Lucario scartò a destra evitando l’attacco e colpì con un’Ossoraffica. Il Blaziken evitò tre colpi con estrema agilità, ma gli ultimi due lo colpirono al petto. E a quel punto, improvvisamente, si megaevolvette. Un MegaBlaziken si lanciò contro Lucario, che evitò un Fuocopugno per un soffio e rispose ancora con Ossoraffica, centrandolo al fianco.Il Blaziken arretrò, ridacchiando «Bene, bene, abbiamo qualcuno di forte qui. Sarà un piacere sconfiggerti.»Quelle parole fecero suonare un campanello nella testa di Lucario «Aspetta, ma io mi ricordo di te. Tu sei il Maestro della Scuola del Calcio Fiammeggiante.»«Ci conosciamo?»«Se ci conosciamo? Abbiamo combattuto undici anni fa. O forse dodici, non ricordo. Al torneo di Arenia. Ti ho battuto, ricordi?»Il Blaziken rise «E allora considerala una rivincita.» Rispose il Pokémon, scagliandosi contro Lucario a una velocità folle. “Che stupido che sono.” Si disse Lucario “Eppure so che i MegaBlaziken più combattono più diventano veloci.” Lucario schivò per un pelo un Calcioardente, poi rispose con una Palmoforza, ma il Blaziken riuscì a evitarla. Il pokémon Fuoco rispose con un Fuocopugno, che il pokémon Acciaio parò con un’Ossoraffica.“La scuola del Calcio Fiammeggiante è una scuola che come dice il nome stesso privilegia le mosse Lotta e Fuoco. Il loro stile di combattimento prevede di usare un rapido gioco di gambe per confondere il nemico. Quindi, la terza Arte che conosco dovrebbe funzionare.” Si disse Lucario, poi si mosse all’attacco. Si abbassò mirando al petto di Blaziken con una Palmoforza, poi, quando il Calciardente che si aspettava arrivò a un palmo dal suo volto, si abbassò ulteriormente, schivando l’attacco e arrivando dietro Blaziken. A quel punto, mentre l’avversario si girava, colpì con un’Ossoraffica il fianco. Blaziken arretrò, colpito duramente.Il pokémon Fuoco comunque si riprese subito e colpì con un Fuocopugno, ma ancora una volta Lucario si abbassò. E quando un Calciardente gli arrivò addosso da destra, ruotò verso sinistra, portandosi fuori tiro e arrivando nuovamente al fianco di Blaziken, dove colpì con Palmoforza.“Ma che razza di movimenti sono?” Si chiese Blaziken, osservandolo. Generalmente, quando combattevano con lui, gli avversari miravano a combattere il più lontano possibile dal suolo, dove i suoi calci potevano raggiungerli, invece Lucario non faceva altro che buttarglisi addosso, spingendolo a…“Mi sta obbligando a colpirlo con i calci in modo da poter prevedere le mie mosse.” Capì Blaziken. Normalmente, in un combattimento, un pokémon aveva una gamma di movimenti ampia tra cui scegliere. Nel suo caso, Blaziken alternava pugni e calci, quindi aveva sempre ritenuto nemici peggiori gli avversari volanti. Eppure, si rese conto, Lucario lo stava obbligando a scegliere tra una gamma di mosse molto ridotta. Abbassandosi e avvicinandosi costantemente alle sue gambe, lo costringeva a ridurre al minimo le opzioni, in modo da poter evitare l’attacco e contrattaccare.E infatti, come il pokémon aveva previsto, quando colpì con un Calciardente sollevando la gamba, il suo avversario si abbassò, approfittando della sua posizione, e scivolò sotto di lui. Ma Blaziken se lo aspettava, ruotò su se stesso, cambiando la direzione della gamba, e arrivò a un palmo dal fianco di Lucario, che fu costretto a mettere in mezzo l’Ossoraffica con cui stava per colpire.“Male, ha capito la strategia.” Si disse Lucario. In un certo senso era sorprendente. L’Arte della Previsione Obbligata era un’Arte estinta, che permetteva di ridurre le scelte dell’avversario a poche azioni obbligate e sfruttarle a proprio vantaggio. Che dopo solo due volte che l’aveva vista Blaziken fosse riuscito a contrastarla lo qualificava sicuramente come un avversario temibile.“Dodici anni fa non era così forte. In parte è merito della Megaevoluzione, ma certamente è molto migliorato da allora. In ogni caso, devo sfruttare un’altra Arte ora.” Si disse, parando un Fuocopugno con Palmoforza, per poi colpire con un’Ossoraffica, che venne tempestivamente bloccata da un Calciardente.I due avversari arretrarono, ma Lucario sapeva che il tempo era contro di lui. Blaziken si era fatto più veloce, e presto i suoi attacchi non sarebbero più stati facili da schivare.“D’accordo, in tal caso devo dare il massimo.” Si disse Lucario. E si preparò ad usare la sua Arte migliore. Primeape vide Hawlucha crollare, abbattuto da un Fulmine, ed imprecò. Erano rimasti in pochi tra gli allievi della scuola. Mach e Keym erano stati i primi a essere sconfitti. Il Machop era rimasto coinvolto nella carica di un Chesnaught. Lo stesso Chesnaught era stato sconfitto dal Mankey, che però era stato battuto da un Hitmonchan.Poi altri erano stati sconfitti: suo fratello Mank, sconfitto da un Hitmonlee. Pancham e Timburr, che avevano sconfitto numerosi avversari per poi essere battuti da un Mienshao e un Conkeldurr. E Leen, che nel combattimento con il suo simile che aveva sconfitto Mank aveva vinto, aveva poi perso contro un Emboar.A quel punto restavano Makuhita, Meditite, Crag, Timburr, Tyrg, Foo e lo stesso Primeape. Con Lucario e il Gran Maestro impegnati, la situazione per loro era davvero delle peggiori. “Se non arrivano presto, saremo nei guai.” Pensò il Primeape, poi un Mienfoo si lanciò su di lui, ma prima che potesse attaccare uno Psicoraggio colpì il nemico, mandandolo al tappeto. Primeape fece un cenno di ringraziamento a Meditite e si lanciò all’attacco, colpendo numerosi avversari con una serie di pugni. Un Riolu, un Mienfoo ed un Machoke furono sconfitti rapidamente. Poi, Primeape si rese conto di essere circondato. Davanti a lui si schierarono un Conkeldurr ed un Mienshao. Dietro un Emboar ed un Hitmonchan. I quattro Pokèmon sorrisero «Ottimo, ne abbiamo preso un altro.» Disse il Mienshao sorridendo «Devo ammettere che siete bravi, ma non potete resistere contro tutti noi. E ora che i vostri combattenti migliori sono occupati, noi dobbiamo solo liberarci delle mezze cartucce.»«Strano, pensavo la stessa cosa.» Rispose una voce. Poi un secondo Primeape comparve dalla mischia, colpendo al volto il Mienshao con un Crescipugno. Contemporaneamente, un Heracross caricò Hitmonchan con un Megacorno, ed un Hitmontop colpì l’Emboar con un Triplocalcio.«Ehilà, fratello, ti vedo in difficoltà.» Disse Prime avvicinandosi al Primeape, che sorrise.«Siete in ritardo, maledizione, e dove sono Toxyne e Scarry?»«Toxyne sta aiutando gli altri. La situazione al portone si è fatta piuttosto incandescente, perciò l’ho lasciato là a dar man forte e noi tre ci siamo lanciati in mezzo alla mischia. Quanto a Scarry, arriverà presto.» Rispose Prime, schivando appena in tempo il Martelpugno del Conkeldurr.«Ottimo.» Rispose il fratello, colpendo con un Crescipugno il Conkeldurr, costringendolo ad arretrare.«Dannazione, dannazione, abbiamo un problema.» Commentò il Mienshao, lanciandosi contro i due con una Palmoforza. Prime bloccò il colpo con un Megapugno, e sorrise.«Ci rivediamo finalmente. Mi pare sia passato un po’, Shiemi.»«Non montarti la testa, avevo semplicemente altro da fare. Comunque, non crederai davvero che il vostro arrivo cambi qualcosa vero?»«Oh, il nostro no. Il loro, forse sì.» Commentò Prime facendo un cenno con la mano verso la piana a est, dove un grosso gruppo di Pokémon era appena comparso e stava avanzando rapidamente.«Ma cosa…» Chiese Mienshao, colpendo con un Assorbipugno che Prime schivò. Il Primeape colpì con un Crescipugno un Gurdurr che aveva osato lanciarsi su di lui, poi rivolse nuovamente l’attenzione a Shiemi.«Sai, il Gran Maestro sapeva che sareste arrivati quando ha incontrato due dei vostri. E sapeva anche che, per quanto forti, i membri della scuola non avrebbero potuto fare nulla se foste stati in tanti. Anche perché pare vi siate portati dietro qualcuno forte quanto il vecchio. Perciò, ci aveva chiesto di tenerci pronti a combattere e ci ha detto cosa fare. Quello è uno squadrone dell’Alleanza. Ho mandato Scarry a fargli una soffiata circa un grosso gruppo di membri dell’Organizzazione. Sembra abbia funzionato.»Shiemi imprecò. Questo non era decisamente previsto. Nel loro piano, quei duecento pokémon erano solo una misura precauzionale. Il Capitano Blaziken avrebbe dovuto essere lì solo per supporto e comando, e il Generale Harma era venuto per suo personale capriccio. Non avevano previsto in alcun modo una battaglia su larga scala, e lo dimostrava lo schieramento completamente caotico. Se il nemico fosse arrivato contro di loro in quel momento…«Conkeldurr, Hitmonchan, lasciate perdere il combattimento e cercate di formare una difesa compatta sul fianco da cui sta arrivando il nemico. Muovetevi!» Gridò il Mienshao. I due annuirono. Conkeldurr sollevò una delle grosse colonne di marmo, afferrandola a due mani, e la scagliò contro Crossbow e Topper, che colti di sorpresa non poterono far altro che abbassarsi per evitare il colpo. Approfittandone, Hitmonchan e Conkeldurr corsero verso il fianco est. Primeape fece per correre loro dietro, ma a fermarlo ci pensò l’Emboar, che colpì con una Nitrocarica, costringendolo a concentrarsi su di lui.«Credi davvero che basterà, Shiemi?» Chiese Prime, colpendo con un Crescipugno, che mancò il volto del Mienshao per un soffio.«Tu pensa per te, Prime. Avanti, fatti sotto. E per l’amor di Arceus, smetti di usare Crescipugno!» Gridò il pokémon. Poi i due si lanciarono uno contro l’altro. Da qualche parte a Elettria, 11/07/4783, circa le 10“Luce. Una luce così forte da annichilire ogni cosa. Poi il buio. E una nuova luce. Risate, grida, lacrime, sorrisi, nascite, morti. Due ruggiti terrificanti, poi un terzo capace di annichilire i primi due. Una persone da proteggere. Una luce accecante e una mano che si allunga verso di lui. Il buio. E poi…”Il Capo dell’Organizzazione si svegliò di soprassalto, ansimando. Si guardò intorno, e lentamente il respiro si fece meno affannoso. “Un incubo, solo un incubo.” Si disse. “Che ore sono?” Si chiese guardando la luce che entrava dalla grande cascata. Dovevano essere circa le dieci, decretò. Si chiese perché stesse dormendo a quell’ora, poi ricordò che era rimasto sveglio fin quasi all’alba a leggere alcune ricerche scientifiche di Durant. “L’ennesima notte passata pressoché in bianco. Ma l’incubo non mi veniva da parecchio.” Scosse la testa, e in quel momento qualcuno bussò alla porta. «Avanti.» Rispose il Capo. E dalla porta entrò il Primo Generale. Il Capo sorrise, salutandolo.«Buongiorno. A cosa devo questa visita?» Chiese, stirandosi nel Terrorpanno.«Alla richiesta mensile del Generale di Draghia.»«Gond è sempre così. Ma questo mese sei qui tu a chiedermelo. Credi dunque che sia davvero necessario inviarlo a Draghia anche se questo significa rompere la regola?»«Sì signore. Credo che Gond sia estremamente fedele nei suoi confronti. Sono certo che lui non la tradirà.»«Credi che non lo sappia? Mi fido di lui come mi fido di Harma, a cui ho dato il permesso di partecipare a questo attacco. Ma hai la stessa fiducia in tutti i Generali? Credi che nessuno di loro si approfitterà di questa apertura?»«Quello che le chiedo signore, è di avere fiducia nella mia capacità di valutazione.»Il Capo fissò il Generale negli occhi, poi annuì «E sia. Gond può andare a Draghia per tutto il tempo che gli occorre. Digli di prepararsi a partire.»Il Generale si inchinò poi fece cenno di allontanarsi. Il Capo lo guardò uscire e sospirò. Poi, si sedette alla sua scrivania, afferrò un libro, e prese a sfogliarlo.“Presto, molto presto, potrò dire addio per sempre a tutto questo.” Si disse, leggendo.
 
CAPITOLO 162: GENERALE E GRAN MAESTRO​

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Scuola delle Trecento Arti, 11/07/4783, circa le 11Blaziken si lanciò all’attacco, colpendo con uno Stramontante, il pugno che dal basso salì verso il mento di Lucario, ma quello lo schivò piegandosi verso destra. Il MegaBlaziken ne approfittò per ruotare su se stesso e colpire con un Calciardente il fianco sinistro rimasto scoperto, ma Lucario ruotò a propria volta, parando con Ossoraffica.Lucario arretrò e si lanciò in avanti con Extrarapido. Il colpo fu talmente veloce che per un attimo scomparve, ma grazie alla sua abilità Blaziken riuscì a bloccarlo in tempo con un Fuocopugno. Lucario non si diede per vinto, colpendo con un’Ossoraffica, ma Blaziken parò la maggior parte dei colpi. Senza darsi per vinto, Lucario colpì ancora con Extrarapido, ma anche stavolta Blaziken riuscì a bloccare l’attacco.“Se questo, è il massimo, non ho da preoccuparmi.” Si disse il MegaPokémon colpendo con un nuovo Stramontante, che questa volta fu parato dall’osso, anche se questo venne incrinato dal colpo. Ma questa volta, Blaziken trovò un’apertura nelle difese di Lucario, e colpì con Fuocopugno, scagliandolo via.Lucario si rialzò “Bene, siamo arrivati al massimo direi.” Poi sorrise.Blaziken lo guardò sorpreso. «Non vedo cosa tu abbia da ridere.» Commentò.«Oh, vedrai.» Rispose Lucario. Poi fece forza sulle gambe e si lanciò in avanti con un Extrarapido. E questa volta, Blaziken non vide il colpo finché Lucario non lo ebbe colpito al petto e Lucario fu passato oltre. Blaziken, stupefatto, si girò, e si trovò davanti Lucario, che calò su di lui un’Ossoraffica. Il pokèmon Fuoco rispose con Calciardente, ma incredibilmente il colpo lo danneggiò comunque, costringendolo ad abbassare la gamba.“Che Giratina succede?” Si chiese, mentre Lucario colpiva con un nuovo Extrarapido che ancora una volta fu notevolmente più veloce dei precedenti.Il Blaziken, colpito, arretrò, e Lucario colpì con una nuova Ossoraffica. Questa volta però il Calciardente riuscì a bloccarla, e quando il Pokémon usò Extrarapido, Blaziken lo bloccò con un Fuocopugno. Lucario e Blaziken furono entrambi costretti ad arretrare. Poi, Lucario caricò la Forzasfera.  Blaziken la fissò, e si rese subito conto che era molto più piccola del normale. Quando Lucario la lanciò, però, il colpo fu talmente veloce che il MegaBlaziken non fece in tempo a schivarla, venendo centrato in pieno petto.“Non capisco.” Si disse Blaziken rialzandosi “Alcuni colpi sono più potenti e veloci, altri sono normali. Cosa cambia?” Si lanciò in avanti con un Calciardente, che Lucario parò con Ossoraffica. Poi, il pokémon Acciaio calciò, mirando al fianco di Blaziken.“Un calcio normale? Perché?” Si chiese Blaziken. Ma quando la zampa lo colpì al fianco, fu scagliato via con una forza incredibile. Blaziken ruotò su se stesso, atterrando in piedi, con le ginocchia piegate, e Lucario gli piovve addosso, colpendo con Ossoraffica. Il MegaBlaziken rispose con Stramontante, ma ancora una volta fu il suo braccio a provare dolore, mentre l’osso non si danneggiò minimamente. Se non si fosse spostato all’indietro all’ultimo istante, l’attacco lo avrebbe colpito. Il pokémon si rialzò in piedi, e parò a stento con Calciardente un nuovo calcio. Con sua sorpresa, Lucario non subì alcun danno, come invece Blaziken si aspettava.Blaziken arretrò, e Lucario scagliò una nuova Forzasfera, che ancora una volta fu così rapida che centrò in pieno il volto dell’avversario. Blaziken riuscì a non cadere, ma i danni che aveva subito erano ingenti.“Rifletti. Come può superarmi in velocità e potenza?” Si disse mentre un Extrarapido arrivava a un passo dal colpirlo, senza però riuscire a centrarlo. “E perché succede solo alcune volte?” Si domandò, mentre calava un Calciardente e Lucario lo schivava.“Forzasfera, Extrarapido, Ossoraffica e Palmoforza… e quel calcio.” E improvvisamente Blaziken realizzò cosa poteva essere.«Stai usando la tua aura per rendere più forti i tuoi colpi! Per questo alcuni sono più veloci del normale. La accumuli nel tuo corpo, poi la dirigi in varie parti di esso. Per questo i tuoi calci erano più forti e il tuo Extrarapido più veloce!» Disse mentre colpiva Lucario con un Fuocopugno, che il pokémon schivò per un soffio.Lucario sorrise. «Davvero bravo. Ma anche se lo sai, ormai non puoi farci molto.» Rispose Lucario, e colpì con una Palmoforza di potenza inaudita. Blaziken fu scagliato via e crollò a terra, svenuto.Il Lucario ansimò, con la pelliccia imperlata di sudore “L’Arte del Controllo dell’Aura è davvero sfiancante.” Si disse. Era un’Arte che solo i Lucario sapevano sfruttare appieno, perché solo loro potevano controllare l’aura dei loro corpi con sufficiente abilità, riuscendo a convogliarla in tutto il corpo e non solo nelle zampe anteriori, come facevano di solito i Pokémon con Palmoforza. Lucario era abbastanza abile da riuscire a trasmetterla anche attraverso gli oggetti che teneva in mano.“Il problema è che non posso usare attacchi basati sull’aura mentre ne accumulo.” Commentò tra sé. Poi abbattè un paio di avversari lanciatisi contro di lui, e cercò di ritrovare il padre. Quando lo individuò vide il segnale e si allontanò il più possibile, sapendo che era giunto il momento di usare la Pietra. Il Gran Maestro evitò un Vitaltiro e colpì con Assorbipugno, ma Hariyama lo bloccò con Sberletese. Poi si colpì il petto con la mano. Il Panciamburo gli causò grossi danni, ma quando il Gran Maestro colpì con Ossoraffica, la Svegliopacca fu così potente da arrivare a un passo dallo spezzare l’osso. Se il Lucario non avesse infuso la propria aura nell’osso, quello si sarebbe rotto di certo.Il Gran Maestro arretrò e sorrise “Se quello che ha detto Eelektross è vero, non devo dare per scontato che le sue capacità siano queste. Devo aspettarmi di tutto.” Si disse, e si lanciò all’attacco con un calcio caricò d’aura, ma l’avversario lo bloccò con una Svegliopacca. Entrambi sentirono dolore nella parte colpita, il che sorprese ambo le parti. Il Lucario arretrò. “Ha un ottimo ritmo, ed è riuscito a capire subito come funziona il Controllo dell’Aura. Inoltre, è decisamente forte. Erano anni che non combattevo alla pari con qualcuno.” Pensò, colpenso con un Palmoforza potenziato da ingenti quantità d’aura. L’attacco era decisamente potente, ma Hariyama lo bloccò con uno Sberletese, poi colpì con un secondo colpo, mirando alla testa del Lucario. Questi schivò l’attacco e colpì con Ossoraffica, ma Hariyama schivò l’attacco e colpì con Svegliopacca, mancando per pochissimo il volto del Gran Maestro.A quel punto, il Lucario si rese conto che era il momento di dare davvero tutto. E scagliò verso il cielo una Forzasfera. Per qualche attimo non successe nulla, e il pokémon Acciaio si limitò a schivare gli attacchi, poi percepì una forza enorme invadergli tutto il corpo. Sentì gli spuntoni d’acciaio comparire sulle braccia e sulle gambe, percepì il pelo dietro la testa allungarsi e vide il pelo in parte allungarsi e in parte cambiare colore. Un attimo dopo, un MegaLucario era in piedi davanti all’Hariyama, che sorrise.«Bene vecchio, vedo che avevi ancora un asso nella manica. D’accordo, non voglio essere da meno.» Il Gran Maestro fissò il pokémon, e percepì un enorme mutamento nella sua aura. Poi l’Hariyama prese a cambiare forma. Sulla sua testa spuntarono due larghe corna marroni, che il Gran Maestro riconobbe all’istante come quelle di Terrakion. Sulle sue spalle comparvero due escrescenze appuntite. Sulle sue braccia crebbero delle lunghe foglie verdi. Dietro le corna crebbe un’enorme criniera rossa. Le grosse frange gialle intorno alla vita divennero nere.“Terrakion, Cobalion, Virizion, Keldeo, Meloetta… Che cos’è questo?” Si chiese il Gran Maestro fissando l’avversario.«Ti piace, vecchio? Io sono il migliore dell’Organizzazione, creato usando solo dei Loro. Ma questo è solo l’inizio.» Rispose l’Hariyama continuando a sorridere. I due per un momento si guardarono, poi si lanciarono uno contro l’altro, colpendo il primo con la Palmoforza rinforzata dall’aura e dalla Megaevoluzione, il secondo abbassando la testa puntandola in avanti, colpendo con Spadasolenne. I due attacchi si scontrarono, e l’onda d’urto fu tale che i pokémon nel raggio di venti metri furono scagliati via, e si sollevò una nube di polvere. Quando quella si diradò, il Lucario, ansimante, aveva un ginocchio posato a terra, mentre il suo avversario era in piedi, di fronte a lui.L’Hariyama si preparò a partire all’attacco, e calò un Vitaltiro, ma persino in quel frangente Lucario riuscì a bloccarlo con l’osso.Hariyama si preparò a calare un ultimo colpo, ma Lucario riuscì a rialzarsi in piedi e colpì con un Assorbipugno, che Hariyama parò quasi annoiato. «Arrenditi vecchio. Hai perso.» Disse, poi colpì con Sberletese, ma Lucario le schivò tutte.«Credi davvero? Ho ancora diverse carte da giocare, ragazzino.» Rispose il Gran Maestro. Si allontanò, poi caricò una Forzasfera. E la comprimette, ancora e ancora, finché non fu minuscola. Poi la lanciò.Hariyama guardò la minuscola sfera sfrecciare verso di lui, a una velocità incredibile, e prima che potesse pararla lo colpì in pieno petto ed esplose. L’onda d’urto scagliò via Hariyama, che si ritrovò in ginocchio a propria volta.“Ha concentrato tutta la sua aura in un singolo colpo e l’ha compressa per aumentare ulteriormente forza e velocità? Questo richiede un controllo dell’aura superiore a tutti quelli che ho affrontato. Ho sbagliato a sottovalutarlo.” Si disse il Generale “In tal caso, dovrei forse usare quello?” Si domandò. Prima che potesse farlo, però, un Hitmonchan corse verso di lui.«Signore, abbiamo un problema. Il Capitano Blaziken e molti Tenenti sono stati sconfitti. E proprio ora, una squadra dell’Alleanza marcia verso di noi. Stiamo cercando di radunare i nostri in modo da contrastare l’attacco, ma…»Hariyama soppesò la cosa. Potevano facilmente sconfiggere i membri della scuola da soli, se avesse usato quel suo potere, ma non sapeva quanto avrebbe resistito prima di esaurirne l’effetto, visto che negli allenamenti vinceva subito dopo averlo usato. “Dovrei davvero cercare di capire quanto dura. Maledizione, e io che speravo di divertirmi ancora un po’. D’accordo.” «Ordina la ritirata. E tu» disse l’Hariyama riprendendo il proprio aspetto e indicando il Lucario, in piedi di fronte a lui «sei un degno avversario, ma preparati. Un giorno tornerò ad affrontarti.» Poi l’Hariyama prese a gridare ordini, facendo iniziare ai soldati una ritirata ordinata. Il Gran Maestro lo fissò, ma preferì non attaccare. “Anche perché non so se riuscirei a vincere.” Si disse. Poco prima che arrivasse l’Hitmonchan, aveva percepito un secondo mutamento nell’aura dell’avversario, qualcosa che l’aveva fatto tremare. Il Gran Maestro si diresse invece verso il portone, per scoprire come stessero i suoi allievi. Mentre il nemico si ritirava, si sorprese a pensare di essere stato fortunato.Non lo sapeva, ma era la stessa riflessione di Hariyama, mentre guidava le sue truppe nella ritirata. “Quel Lucario era davvero forte. Avrei vinto, ma avrei dovuto usare quello. E la cosa sarebbe stata problematica.” Si disse. “Comunque, adesso devo pensare alle truppe.” E riprese il comando della ritirata, muovendosi verso le retrovie per riunirle. Scuola delle Trecento Arti, 11/07/4783, circa le 12«Spero siate consci del pericolo che avete corso.» Commentò il Comandante delle forze dell’Alleanza, seduto con il Gran Maestro e Lucario nella sala degli allenamenti.«Sì, signor…»«Vi chiedo venia per la mia maleducazione, dimenticavo di presentarmi. Sono il Comandante di Reggimento Fagris. Siete stati invero molto fortunati, giacché mi trovavo per una coincidenza alla base dell’Alleanza della città qui vicino, Boxing Town. Dovendo muovere le truppe della zona da qui verso la battaglia che ci attende ad Elettria, avevo scelto quel loco come base per effettuare l’adunata delle unità. Quando un vostro messo mi ha comunicato la situazione, non ho potuto esimermi dal muovere in vostro aiuto.» Disse il grosso Cofagrigus, sorridendo amabilmente.«E di questo le siamo molto grati, signore. Mi domando però come faremo se decideranno di tornare all’attacco.»«Invero si tratta di una situazione incresciosa. Vi suggerirei, se posso permettermi, di lasciare la vostra Scuola adesso, prima del ritorno delle forze nemiche. Prima che rimostriate» aggiunse subito «vi prometto che, visto sono bendisposto nei vostri confronti, offrirò tutto il sostegno possibile affinché l’abbandono sia quanto più indolore può essere. In particolare, io e i miei uomini saremo lieti di aiutarvi a portar via tutto ciò che possedete, così da lasciar dietro di voi il solo edificio fisico.»«Mi sembra un’offerta molto generosa. Anzi, troppo generosa. Non posso fare a meno di chiedermi se vogliate qualcosa in cambio.»Il Cofagrigus sospirò, continuando a sorridere «Sono costretto ad ammettere che dovrò imporvi un dazio per questa nostra offerta. Riconosco che ciò è quantomai scortese, specie considerato che ma devo chiedere a tutti i componenti della vostra scuola di unirsi all’esercito di Arenia.»Il Gran Maestro annuì «Si tratta della coscrizione di leva, dico bene?»«Ahimé, è corretto. Tutti i paesi della Coalizione, fatta eccezione per Espia, che attualmente si trova in una situazione di grave crisi e che comunque non ha nel proprio ordinamento l’obbligo di leva, stanno riunendo un esercito, si può dire di riserva a quello che si è già in gran parte riunito ad Elettria, che formerà una forza di riserva nella malaugurata circostanza in cui…»«In cui quello di stanza all’estero venga distrutto, certo. Sapevo che questo giorno sarebbe arrivato, era troppo sperare che Arenia la guerrafondaia rimanesse in pace ancora a lungo. In ogni caso, anche se è una pura formalità, accetto a nome della mia scuola. In cambio, vi chiedo solo di aiutarmi a mettere in salvo i documenti raccolti nel corso degli anni da me e i miei predecessori in cui abbiamo conservato le conoscenze su tutte le trecento arti insegnate in questa scuola.»«A tal proposito, su richiesta del Re di Spettria Chandelure, era già stato organizzato il trasferimento di numerosi documenti di grande importanza in quello che è al momento il luogo più sicuro di Pokémos, il palazzo reale di Elettria. Se lo desiderate, anche i vostri documenti saranno là conservati. Intercederò per voi presso il Generale Medicham. Giacché egli ha un debito nei miei confronti, sarà ben lieto di aiutarmi.»«La ringrazio, ma ancora una volta la sua generosità mi sembra sospetta. Cosa vuole in cambio?» Domandò Lucario.«Lei è estremamente arguto. In effetti, desidero che voi vi uniate alle unità sotto il mio comando. So riconoscere pokémon forti quando li vedo, e i membri della vostra scuola ivi presenti sono senza dubbio alcuno abili combattenti. Abbiamo catturato non meno di quaranta prigionieri, anche se purtroppo non il Capitano che lei ci ha descritto.» Disse facendo un cenno verso Lucario.«Suppongo sia fuggito. E dei nostri compagni feriti avete notizie?»«La maggior parte di loro si sta riprendendo. Solo tre sono in condizioni problematiche, ma i medici sono positivi circa la loro completa guarigione.»«La ringrazio molto. Se non le dispiace, ora dovrei parlare di questa novità con i miei allievi.»«Ma certo, comprendo perfettamente. Per questa notte stanzieremo qui, nel caso di un nuovo attacco. Domattina, vi prego di seguirci tutti. E credo di dover aggiungere, dato che ho notato alcuni elementi… particolari tra le vostre fila, che il servizio militare speciale non terrà conto di precedenti nel campo della criminalità.» Aggiunse il Cofagrigus, per poi uscire dalla stanza.«Quindi andremo in guerra, eh?» Chiese Lucario alzandosi.«Pare di sì, figliolo, anche se per il momento è solo servizio militare. Mio padre sperava di essere l’ultimo della nostra famiglia a vestire il ruolo del soldato, ma era solo una pia illusione. E ora è giunto il nostro turno.»«In tal caso, dobbiamo prepararci. Vuoi che vada io a dirlo a loro?»«No figliolo. Piuttosto, comincia a preparare i libri per il trasferimento.»Lucario si avviò, e il Gran Maestro fece di tutto per trattenersi dall’aggiungere il resto, mordendosi le labbra, ma alla fine parlò «E figliolo, più tardi vieni da me. Devo mostrarti una cosa.»E detto ciò, il Gran Maestro uscì, sospirando “Forse è proprio vero che sono solo un vecchiaccio.” Brightspark, 11/07/4783, circa le 12«C’è voluto più del previsto.» Commentò M’Phar guardando la cittadina di Brightspark davanti a lui «Ma siamo arrivati.»Surskit guardò la città davanti a sé, e confrontandola con Electronvolt, o anche solo con Volt Port, si rese conto che era molto più piccola delle città che aveva visto finora.«So cosa stai pensando, “Specchio”.» Commentò M’Phar, e Surskit fu sorpreso di sentirgli usare quel soprannome che avevano inventato il Capitano e gli altri «“Com’è piccola questa città”. Lo pensano tutti, la prima volta che vedono questo posto. La verità è che Brightspark è una città agricola, perciò i suoi abitanti vivono sparsi per la campagna. Perciò, anche se è molto antica, non è mai diventata grande come Volt Port, Ampere City o Ohm Town.»«Se hai finito di fare da guida, là c’è il palazzo ducale.» Disse Molg, indicando il palazzo che si ergeva al centro della città. In realtà anche l’edificio appariva piuttosto piccolo rispetto ad altri palazzi che aveva visto in giro per Pokémos, con quattro tozze torri intorno al mastio centrale, ma Surskit decise che non era il Pokémon adatto a fare paragoni, visto che quelli in cui era stato erano quasi tutti palazzi reali.I tre pokémon si avvicinarono alla porta e due Pokémon sbarrarono loro la strada, ma quando riconobbero M’Phar uno dei due si precipitò dentro il palazzo ad avvisare, probabilmente il Duca. Tornò poco dopo facendo loro cenno di seguirli, e i tre marciarono in un largo corridoio decorato con arazzi e dipinti, raffiguranti svariati Emolga che, non fosse stato per i nomi diversi, a Surskit sarebbero sembrati quasi tutti uguali, anche se qualcuno si distingueva. Uno di loro era cromatico, uno aveva una pelliccia lunghissima. Uno, quello che colpì di più Surskit, aveva una lunga cicatrice sopra il naso e mancava di un braccio e un orecchio. Surskit non riuscì a leggere la targhetta con il nome in tempo, e i tre passarono oltre.Infine, entrarono in una larga sala. Davanti a loro, seduto su un trono stava il Duca di Brightspark, Lord Molg Brightspark. Il pokémon era evidentemente molto anziano, con la parte nera della pelliccia ingrigita. Eppure, nei suoi occhi Surskit lesse una fierezza che gli ricordò lo sguardo di Emolga: calmo, eppure anche coraggioso. “Però forse mi sto facendo suggestionare da quello che mi ha detto M’phar.” Si disse.«Benvenuto Lord M’Phar.» Iniziò il Duca di Brightspark, con una voce sorprendentemente ferma e profonda «A cosa devo la sua inattesa visita?»«Sono qui, mio lord, per proporle uno scambio equo tra il suo esercito e informazioni che per lei sono di vitale importanza.»Lord Molg probabilmente fu sorpreso da quel discorso così diretto, ma non lo diede a vedere. Si limitò a rispondere. «Ebbene, cosa mai potrebbe darmi in cambio del piccolo esercito che possiedo? Spero che valga parecchio, questa informazione.»«Certo che sì. Vale un erede per il suo titolo.» Rispose M’Phar, e Lord Molg strabuzzò gli occhi, cosa che M’Phar colse all’istante. «Io so dov’è, Lord Molg. Posso dirle dove si trova il suo erede, a due sole condizioni. Avere il suo esercito, e poter organizzare liberamente l’accordo nuziale di suo figlio. Accetta?»Surskit capì finalmente qual’era il piano di M’Phar. Organizzando lui l’accordo di matrimonio di Emolga, poteva in realtà fargli sposare la sua fidanzata, senza che il vecchio Duca potesse dire nulla. In questo modo, Emolga non avrebbe avuto da ridire circa l’accettare il titolo, visto che non avrebbe perso nulla.Lord Molg ponderò la questione per qualche momento, poi annuì «Affare fatto, Lord M’Phar. Ora però mi dica dov’è.»M’Phar sorrise e cominciò a spiegare quello che aveva scoperto.
 
CAPITOLO 163: OFFERTE​

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Brightspark, Palazzo Ducale, 11/07/4783, circa le 13«E questo è quanto. Come può vedere, Surskit confermerà che Emolga è con il Gruppo, mentre Molg, qui, confermerà che è lo stesso Emolga.»«Prima di tutto, il suo nome è Emmolg Brightspark, la invito a usare quello d’ora in poi, Lord M’Phar.» Rispose il Duca «In secondo luogo, vedo le prove e le credo. Ha la guardia ducale a sua disposizione. Credo che anche per me sia giunto il momento di entrare in guerra.»«Non avrà intenzione di combattere personalmente, Duca.» Rispose M’Phar.«Ne ho invece tutta l’intenzione. Sono vecchio, Lord M’Phar, e se non sono riuscito ad aver figli finora, non c’è modo che io ne abbia in futuro. Emmolg sarà il mio erede, non ci sono alternative. Perciò, mi posso permettere di entrare in guerra al fianco del mio Re. La mia morte, che venga in questa guerra o venga dopo, porterà alla sua salita al trono. Mi affido a lei, nel caso io muoia sul campo di battaglia, affinché i suoi diritti siano riconosciuti. E mi auguro che intenda trovargli un buon partito. Un partito nobile.» Aggiunse, con uno sguardo eloquente alla sua omonima in piedi accanto a Surskit.«Vedrà che sceglierò la pokémon più… adatta.» Rispose il Duca, sorridendo. Surskit per un attimo si chiese se intendesse davvero lasciare che Emolga sposasse la sua fidanzata, ma scosse la testa “Non sarebbe mai così meschino.” Si disse.«Ne sono lieto. Ora, abbiamo altro di cui discutere? In caso contrario, sarebbe mio piacere invitarvi a pranzo.»«No, mio Lord.» Rispose M’Phar «Le sono grato per l’offerta, ma devo ripartire immediatamente. I miei due compagni sono membri dell’esercito e devono rientrare il prima possibile. Quanto a me, ho urgenti questioni ad Ampere City che devo risolvere.»«Non la trattengo in tal caso. Arrivederla.» Rispose Lord Molg. A Surskit il Duca parve quasi offeso.I tre uscirono dal Palazzo Ducale, e si diressero nuovamente verso l’uscita di Brightspark. M’Phar sospirò «C’è voluto molto meno di quanto credessi. Una volta quel vecchio non avrebbe mai mollato l’osso così facilmente. Si vede proprio che invecchiare fa male a tutti.»«Beh, meglio per noi.» Commentò Molg «Così potrò tornare alla base prima.»«E io potrò riunirmi con la squadra.» Aggiunse Surskit, pensando a Dustox.«Fossi in voi non sarei così contento di riunirmi all’esercito.» Rispose M’Phar.«E perché scusa?»«Non lo so. Ho un brutto presentimento. Le ultime informazioni che ho ricevuto dicevano che il nemico si sta limitando a colpire le salmerie o i rinforzi. Ma non credo andrà avanti così per molto. Presto o tardi, dovrà cominciare ad invadere Pokémos, se vuole portare avanti il suo piano.»«Lo so. Possiamo solo sperare che accada tardi.» Commentò Surskit “E sperare di non incontrare di nuovo Roserade.” Si disse il Pokémon. Spettria, Colline Fantasma, 11/07/4783, circa le 18Mismagius era tranquillamente sospesa dietro alla propria scrivania, intenta a leggere un rapporto, quando udì improvvisamente dei rumori forti. Aggirò la scrivania e stava per uscire, quando una Misdreavus irruppe attraverso la porta.«Capo, mi scusi, è stato un incidente, non volevo, non era mia intenzione, io…»«Stai calma e dimmi subito cos’è succeso.» Intimò Mismagius, osservando la pokémon. Dreav era una delle nuove leve, ma si era guadagnata rapidamente un posto come membro fisso per la sua abilità di furto. Tuttavia, si faceva prendere troppo facilmente dal panico, il che dimostrava quanto avesse ancora da imparare.«Alcuni pokémon di un gruppo criminali ci hanno seguito. Siamo sotto attacco.»Mismagius sorrise «Non vedo il problema. Mi pare sia la terza volta solo questo mese. Ci toccherà trasferire il rifugio, ma L’Ombra non si cattura.» Commentò Mismagius. La sua organizzazione criminale, l’Ombra, era una delle più grandi di Spettria, il che le aveva fatto molti nemici. “Saranno i Nuova Ombra? No, questa base non la conoscevano. Oppure… No.” «Dreav, sai chi sono i nostri nemici?»«In realtà sì. Si tratta di quell’organizzazione fondata da un Pokémon di Elettria una decina di anni fa. Ricorda, nell’ultimo periodo hanno preso a reclutare decine e decine di membri, e da quel che vedo pare sia stato per catturare noi.»«Sì, mi erano arrivati alcuni rapporti secondo cui stavano rapidamente rubando aree di influenza nelle città principali, ma non credevo avrebbero osato attaccarci nella nostra stessa base. Andiamo Dreav, dobbiamo fare pulizia della spazzatura.»Mismagius e la Misdreavus percorsero la galleria, e quando raggiunsero la parte più esterna del rifugio, nel corridoio centrale, si trovarono davanti un’ecatombe. Decine di Pokémon Spettro erano a terra, e Mismagius riconobbe tutte le sue guardie. L’ultima, un Golurk, fu abbattuta in quel momento da un Pugnodombra. Poi, il Dusknoir sorrise.«Sembra che sia arrivata la regina. Bene, ero stanco di picchiare i pedoni.» Commentò il Pokémon.«Che volete?» Chiese Mismagius, rendendosi conto che la situazione era molto peggiore del previsto. Oltre a Dusknoir, c’erano solo una decina di altri Pokémon nella caverna. Dovevano essere stati undici contro quaranta, eppure non sembrava essere crollato nessuno degli avversari, perché tra i pokémon a terra non ne vide nessuno sconosciuto.«Solo parlare. O meglio, solo farle una proposta, e se rifiuta obbligarla ad accettare.»«Un’ampia gamma di scelte, non c’è che dire.» Commentò Mismagius lanciando una Palla Ombra. Dusknoir sbadigliò, sollevando il braccio e bloccando il colpo con la mano.«Via, madame, non sia così scortese. Crede che volessi arrivare alle mani? Io sono venuto in pace. Sono le sue guardie che hanno equivocato.»Mismagius lo fissò e sospirò «D’accordo. Sentiamo. Cosa vuoi?»Dusknoir abbassò il braccio e sorrise «Molto semplice. Voglio l’Ombra.» Piane Mefitiche, Ansa delle Tossine, 11/07/4783, circa le 19Quando il Garbador aprì la porta, il Venomoth alzò lo sguardo dal sudicio bancone. Dietro a quello, entrarono una ventina di Pokémon. Quando riconobbe l’ultimo ad entrare, sbarrò gli occhi, stupito.«W-Weezing? Tu? S-Sono anni che non…»Il Weezing sospirò, e una zaffata di gas velenoso uscì dalla sua bocca «Ascolta, se pensi che sia venuto qui per quella vecchia storia, stai tranquillo, ho deciso di soprassedere. Per questa volta considerati fortunato, anche perché vedo che la lezione l’hai imparata. No, sono qui per il tuo capo.»«V-Vuoi vedere il signor Plumv? Io non so se…»«Fallo. Venire. Qui.» Rispose Weezing. Venomoth impallidì, poi scomparve dietro una porta. Poco dopo rientrò, tremante, seguito da un grosso Vileplume. Weezing sorrise, rilasciando una nuova zaffata di gas velenoso. «Plumv, quanto tempo. Ho sentito che l’Ansa Venefica si sta facendo un nome.»«Non certo per merito tuo. Mi hanno detto che una decina di anni fa hai cominciato a lavorare per un Eelektross. Come ci si sente a fare il sottoposto?»«Magnificamente, e sono certo che gradirai anche tu la posizione.»Plumv sbarrò gli occhi «Come?»Weezing sbuffò altro gas e sorrise «Sono venuto per prendere il controllo della tua organizzazione Plumv. Avete giocato, ma è ora che i bambini tornino a casa.»«Se credi che cederò…»«Se preferisci, puoi bruciare.»«Cos…» Iniziò Plumv, ma un dubbio lo assalì. Annusò l’aria, e si rese conto che l’odore di gas ormai era ovunque.«Ti do dieci secondi Plumv. O rispondi, o Barg, qui, darà fuoco al gas. E non ti piacerà.» Commentò indicando il Garbador.«Sei fuori di testa? Morirete anche tu e i tuoi.»«I miei? Non te ne sei accorto? I miei sono già usciti da qui mentre parlavamo.» Commentò Weezing. Venomoth e Plumv erano troppo concentrati sullo Weezing, e gli altri ne avevano approfittato per andarsene silenziosamente. Nel locale erano rimasti in quattro.«E tu come pensi di fare?»«Noi Weezing siamo fatti di gas solido. Un esplosione di modesta entità non può ucciderci, e questa quantità di gas è perfetta. Quanto a Barg, ci è abituato, è il mio esperto in esplosioni. Mentre non mi pare che voi le gradiate particolarmente. Ebbene, Plumv?»«Sei stupido? Se pure accettassi, come faresti a fidarti di me?»Weezing lo fissò, poi rise sonoramente «Fidarmi? Tu credi davvero di poterti fidare di qualcuno, nel mondo del crimine? Bwahahah, troppo spassoso. Io non mi fido di nessuno. Tu diventerai un mio sottoposto. E se sgarrerai, ne pagherai le conseguenze.»Il Vileplume per un attimo non seppe che dire. Poi aprì la bocca e rispose. Oscuria, Città Caverna dei Ladri, 11/07/4783, circa le 19«Quindi, fatemi capire, voi vorreste che diventassimo vostri sottoposti, dico bene?» Chiese Skuntank.«Esattamente.» Rispose il Mightyena. Dieci pokémon erano seduti nella stanza fatiscente, oltre ai Fratelli Neri. Tutti quanti dalla parte del Mightyena che si era presentato da loro con quella assurda richiesta.«Esattamente. Il capo ci ha ordinato di portare dalla nostra parte tutti i criminali di Pokémos, e voi siete molto famosi. Inoltre, disponete delle ricchezze della Città Caverna, che potrà anche fungere da utile base.»«Un buon piano. Tuttavia, credo che stiate dimenticando una cosa: noi non abbiamo intenzione di diventare i sottoposti di nessuno.» Commentò Umbreon.«Davvero? Mi dica, Liepard, so che lei ha visto un certo Eelektross di recente. Può descrivere ai suoi fratelli come le è sembrato?» Chiese Mightyena.«Non ho assistito all’intero scontro, ma era inequivocabilmente forte.» Rispose la pokémon senza sbilanciarsi.«Fortissimo. Non mi vergogno a dire che mi ha sconfitto, perché so che questo non significa nulla. Ebbene, lui è il mio capo. Vedetela così. Non lavorerete per me. Lavorerete per lui.»«Un ottima proposta, ma io ne ho una migliore: Non lavoriamo per nessuno, e voi ve ne andate» Rispose il Pangoro, alzandosi e colpendo con un Dinamipugno mirando al volto di Mighthyena «Al Mondo Distorto.»Mightyena schivò il colpo e sospirò «Ma perché le teste calde le incontro tutte io?» Si chiese, lanciandosi all’attacco. Espia, Bosco delle Meteore, 11/07/4783, circa le 19Reuniclus schivò la Palla Ombra e si nascose dietro un albero. “Dieci? Venti? Comunque tanti.” Borbottò fra sé. “E io tra due ore sono atteso al palazzo di Elettria, maledizione. Devo sbrigarmi.”Il Pokémon rifletté. Sapeva che la Compagnia delle Meteore, la banda di ladri ch voleva reclutare, si trovava tutta lì intorno. Aveva incontrato il loro leader, una Swoobat, e all’inizio le cose sembravano andare bene. Peccato che poi quella lo avesse attaccato a sorpresa e lui fosse caduto in un’imboscata. I suoi erano stati sconfitti, pur vendendo cara la pelle.“D’accordo, vediamo un po’, ho dimenticato gli anelli, ma ho le carte. Meglio di niente.” Si disse. I quattro mazzi che portava con sé presero a fluttuare come impazziti, poi le carte volarono tutto intorno. Ogni carta era cosparsa di una piccola quantità del suo liquido verdognolo.Quando le carte furono sospese per tutto il bosco, Reuniclus chiuse gli occhi, e si concentrò nel percepire ciò che si trovava intorno al liquido sulle carte, che essendo parte di lui era collegato. Ben presto, ebbe ben chiara la posizione di tutti i nemici. A quel punto, fu facile sconfiggerli uno dopo l’altro attaccandoli con Psichico, anche se si trovavano in punti nascosti, usando il liquido per scagliare l’energia psichica.L’ultima fu Swoobat, che Reuniclus catturò colpendola numerose volte per poi bloccarla con la telecinesi, senza che fosse in grado di reagire. Lo sforzo lo costrinse a far cadere a terra la maggior parte delle sue carte, ma in ogni caso aveva vinto.«Quindi, Swoobat, dove eravamo rimasti?» Chiese con un largo sorriso. Da qualche parte a Elettria, 11/07/4783, circa le 23I fratelli Magmortar e Camerupt percorsero il lungo corridoio verso la sala del Consiglio della Notte. Arrivati davanti ad essa, riconobbero gli altri capitani di Vulcania, Houndoom, Pyroar e Rapidash. Mancavano solo Charizard, Flare e Delphox.«Oh, vedo che avete perso.» Commentò Camerupt.«Perché, voi avete vinto? Eppure nessuno mi ha detto che hanno catturato Gliscor.» Rispose Houndoom.«Hai ragione. Abbiamo fallito entrambi, D…» Iniziò Magmortar, con un largo sorriso.«Non osare!» Tuonò la Pokémon «Quello non è più il mio nome, l’ho cambiato anni fa.»«Oh, via, era un nome così carino. In fondo, non c’è niente di male nel chiamarsi D…»«Ti avverto Magmortar, se osi pronunciare quel nome…»«Ma come, non posso dire D…» Continuò il Pokémon, ma in quel momento la porta della sala del Consiglio della Notte si aprì. I sei pokèmon guardarono verso la porta, e ammutolirono. L’avevano incontrato una sola volta, ma il Capo era inconfondibile, con il suo Terrorpanno che lo copriva completamente.«Ah, miei Capitani, che piacere vedervi. Spero siate in forma. Ho sentito del vostro fallimento, ma a questo punto il Gruppo è diventato un problema principale e, a quanto pare, superiore quanto a forza a due o tre Capitani insieme, anche se trovo la cosa assurda. Perciò, stiamo pianificando nuove soluzioni. Questo non toglie che non tollero la vostra sconfitta. Ma di questo si occuperanno i miei Generali. Buona fortuna.» Disse il Pokémon avvolto nel mantello, per poi allontanarsi. Poi, il Consiglio della Notte chiamò nella stanza i Capitani.«Benvenuti, miei Capitani.» Salutò freddamente Fern appena i sei entrarono. Era evidente sia dalla sua espressione che dall’atmosfera che lo circondeva che l’Infernape era infuriato. Houndoom si guardò intorno. Il Generale di Espia, Wobros, sembrava stranamente compiaciuto della situazione. Quello di Arenia, Harma, sembrava essere più concentrato su alcuni pensieri personali che su quello che stava succedendo in quel momento. Non che la cosa fosse sorprendente: era partito per divertimento, accompagnando di sua iniziativa lo squadrone sotto il comando del Capitano Blaziken che doveva distruggere una scuola. Il risultato era stato tremendo, con quarantadue soldati catturati e lo stesso Blaziken, insieme a quasi tutti i Tenenti di Arenia, inclusi quelli di Breloom, sconfitti. Nessuno di questi era stato catturato solo grazie al coraggio di numerosi soldati che avevano combattuto per riportarli alla base. Lo stesso Harma, nel corso della ritirata, si era distinto sconfiggendo ogni singolo Pokémon delle unità inviate all’inseguimento, permettendo così all’armata di dividersi in piccole squadre che avevano poi raggiunto in momenti separati la base di Arenia. C’era voluta buona parte di quella giornata, ma alla fine erano rientrati, e l’Hariyama, per compensare almeno parzialmente la sconfitta, aveva catturato una ventina di soldati dell’Alleanza, quelli dell’ultimo gruppo di inseguitori incrociato. Ma la cosa più bizzarra era che girava voce che lui, il più potente tra i Generali, si fosse trovato in difficoltà contro un avversario. Anche se pareva non avesse usato la sua famosa “ultima capacità”, era comunque un’idea spaventosa pensare che qualcuno fosse stato in grado di misurarsi con lui alla pari.Gli altri Generali avevano espressioni meno neutre dell’Hariyama, anche se nessuno sembrava davvero interessato. Pareva più che volessero solo vedere cosa avrebbe fatto Fern.«Se avete qualcosa da dire, parlate adesso. Volete fare correzioni ai vostri rapporti? Siete certi di tutto ciò che avete scritto?» Chiese Fern, con i fogli davanti a sé sul tavolo. Quando nessuno parlò, annuì «Ma bene. Quindi devo credere a tutto quello che avete scritto. Houndoom, cominciamo da te. Hai davvero affrontato un superstite della Prima Generazione del Progetto S?»«Sì signore. Lui ha detto così, e non c’è modo che mi stesse ingannando. Se avesse voluto mentire, ci sarebbero state menzogne migliori. E anche se avesse provato a nascondermelo, avrei riconosciuto quel potere comunque.»«D’accordo. Camerupt, tu hai combattuto contro il Raichu e il Principe di Spettria, e sei stato sconfitto da una mossa combinata creata dal Locomothunder e dalle fiamme dello Chandelure, giusto?»«Sì signore. Sono stato ipnotizzato dalle Fiamme di quello Chandelure e colpito da un attacco combinato.»«Ma bene. Rapidash, Pyroar e voi due Magmortar, voi siete stati sconfitti dal Dragalge, l’Emolga e il Gliscor. Giusto?»«Sì, Generale.» Rispose Magmortar, e gli altri assentirono.A quel punto, all’improvviso, Fern saltò in piedi e batté il pugno sul tavolo, con una violenza tale che sul legno si aprirono delle crepe «Sì, Generale? Tutto qui quello che avete da dire? Houndoom e Camerupt avevano scuse accettabili, hanno combattuto in una situazione di parità o di svantaggio. Ma voi? Rapidash, come hai fatto a farti sconfiggere in questo modo? Hai il corno di Keldeo! E tu, Magmortar, non hai forse aspettato tutta una vita di vendicarti con Gliscor?! Quanto a te Pyroar, ti sei fatto trascinare in trappola come un idiota! Avete fatto tutto questo, e quello che riuscite a dire è “Sì, Generale”?! Non so cosa mi trattenga dal degradarvi tutti a soldati semplici! Dovrei spedirvi a Mineralia a fare da messaggeri, così magari farete la fine degli ultimi! Dovrei sbattervi nella cella oscura! Dovrei…»«Calmati, Fern!» Tuonò il Primo Generale «Calmati.» Ripetè, con voce più tranquilla.Con uno sforzo enorme, l’Infernape sospirò, poi si sedette di nuovo «Grazie, Generale, non so cosa mi sia preso, mi perdoni. Voi sei, per il vostro fallimento siete assegnati alle squadre d’assalto. Tutti, senza eccezione. E ora sparite.»Quando i Capitani furono usciti, fu Wobros a parlare «Non vorrei dover dire “te l’avevo detto”, ma…»«Fai silenzio Wobros, non ho voglia di litigare, questa storia mi ha fatto venire il mal di testa. Nove Capitani, e non sono riusciti a catturare neanche un solo membro del Gruppo. D’accordo che Vulcania è un posto che lascia entrare solo i più forti, ma anche così…» Rispose l’Infernape, massaggiandosi la fronte.«Piuttosto, dobbiamo discutere degli ordini del capo. Poi potrai finalmente partire Gond, so che non aspetti altro.» Disse il Primo Generale.«D’accordo. Quindi, il Capo vuole davvero che optiamo per quella strategia?»«Sì, e gli do ragione. Non fraintendermi, Mhyen, il tuo piano era ottimo, ma ormai anche i nostri rumoreggiano. Inoltre, sarà comunque un duro colpo per il nemico.»«Figurati, Primo, non è certo questo che mi preoccupa. Io ho solo seguito la linea d’azione che ritenevo la migliore. Piuttosto, tu sarai contento per la gratitudine del Capo. Vero, Free?»Il Butterfree cromatico si schermì «Via, Mhyen, il capo mi ha solo fatto i complimenti per la mia eccellente idea di riunire le truppe. Sono certo che non fosse nulla di speciale.» Mhyen scosse il capo. Conosceva il Butterfree, sempre in cerca di onori, e sapeva quanto in realtà fosse deciso ad ottenerne anche a costo di scavalcare gli altri. Non aveva le prove, ma sapeva che doveva aver preso l’idea a qualcun altro.«Comunque, seguiremo il piano del Capo. Pertanto, il prossimo attacco sarà qui.» Rispose, indicando un punto della Carta. I Generali annuirono, pregustando il momento.
 
CAPITOLO 164: LUNGA RIUNIONE​

Normalia, Casa del confine, 14/07/4783, circa le 10Raichu sospirò, uscendo dalla costruzione che faceva da ingresso e da uscita per Vulcania, costruita sulla Strada di Arceus come la costruzione da cui era entrato in precedenza. Si guardò intorno, ma non vide nessuno, salvo ovviamente Gliscor e Chande. Si guardò intorno. La terra della piana davanti a lui era brulla, anche se non spoglia quanto quella di Vulcania. Il terreno ormai non tremeva più, e l’unica cosa che faceva presagire cosa c’era oltre i colli alle sue spalle, le ultime propaggini delle Cime Ardenti, erano il caldo tremendo e i vapori che si levavano dal terreno nella pianura davanti a lui.“Ci sono voluti quattro giorni.” Pensò massaggiandosi gli occhi Ma giuro che non tornerò mai più in quell’inferno.”Gli ultimi giorni a Vulcania erano stati i peggiori. Teoricamente, sarebbero dovuti arrivare al confine il giorno prima, ma Re Larvesta, o meglio il suo Generale Volcarona, aveva insistito affinché osservassero la partenza dell’esercito. Erano 30.000 soldati di Vulcania e 10.000 mercenari, un numero molto alto. Contando che avevano saputo che anche Re Houndoom e Re Charizard erano in movimento, e che gli eserciti erano circa delle stesse dimensioni, c’erano circa 120.000 Pokémon in marcia verso Elettria.“Ormai Elettria sarà piena da scoppiare. Mi domando come procedono le cose laggiù.” Si disse.«Non c’è nessuno. Direi che siamo arrivati primi.» Commentò Gliscor.«Però sono preoccupato. Eelektross aveva detto che gli altri avrebbero dovuto riunirsi con noi, ma non li abbiamo incontrati. Quindi o sono indietro e semplicemente non ci siamo incontrati…»«O non sono mai arrivati a Vulcania.» Completò Chande.«Esatto. Ma in tal caso, potrebbero essere rimasti ad Arenia o aver attraversato il fiume direttamente a Normalia.»«Se sono ancora ad Arenia, non possiamo far nulla. Se sono dietro di noi, ormai avranno saputo tutto sul nostro successo e si staranno muovendo per seguirci, quindi non dobbiamo preoccuparci. Perciò riflettiamo supponendo che siano arrivati qui a Normalia. Anzitutto sono sicuramente sulla Strada di Arceus.» Disse Raichu.«E vicini al confine, in modo da potersi riunire con noi.» Aggiunse Chande.«Perciò ci conviene seguire la Strada di Arceus. Se va tutto bene, non dovrebbero essersi piazzati troppo lontano.» Completò Gliscor.«Meglio sbrigarsi, allora. Secondo le guardie, da nord arriva una forte pioggia.» Rispose Chande.«Come se un po’ di pioggia dovesse preoccuparci.» Commentò Gliscor, alzandosi in volo. E i tre si misero in marcia. Vulcania, Strada di Arceus, 14/07/4783, circa le 13«Tutta questa strada, e di fatto siamo stati costretti a tornare al punto di partenza.» Si lamentò Draak, mentre i tre percorrevano la Strada di Arceus, diretti a Normalia.«Non ci si può far nulla. Sia la Strada Blu che la Strada Nera sono percorsi a fondo chiuso che portano a Fireduke City e Darkfyre City. Nel secondo caso, esistono strade che permettono comunque di raggiungere Normalia, ricongiungiendosi poi da lì alla Strada di Arceus, risparmiando parecchio tempo, ma da Darkfyre è impossibile, visto che non controlla i territori dell’ovest. Ci sono numerose strade che portano al mare, ma passare da lì per raggiungere Normalia… Troppo pericoloso.» Rispose Zangoose.«Comunque ci hanno detto che se tutto va bene dovremmo raggiungere il confine domani o dopodomani. Per fortuna, con l’esercito in movimento, sulle strade non ci sono pericoli.» Commentò Emolga.«Non sono convinto sia una buona notizia, visto che rischiamo di imbatterci nell’esercito.»«E che problema c’è?» Rispose Emolga.«Il problema è che gli eserciti non sono composti solo da pokémon come te o Raichu. Ogni esercito ha le sue mele marcie, ed eserciti così grandi di sicuro ne hanno parecchie. Ci conviene sperare che l’esercito sia già passato di qua. Per fortuna abbiamo già superato Volcanic Crater, perciò probabilmente li abbiamo mancati.»«Quindi secondo te l’esercito è già quasi arrivato a Arenia?»«Spero di sì, visto che poi dovranno anche trasferirsi ad Elettria. Teletrasporto o no, è una cosa che richiede tempo.»«Mi domando come vadano le cose laggiù. Non sappiamo nemmeno se la guerra è già cominciata.»«Dipende da cosa intende fare l’Organizzazione. Se fossi al loro posto, non marcerei subito contro l’Alleanza, ma li costringerei ad aspettare.»«Perché?»«L’Alleanza è un agglomerato di soldati di vari paesi messi insieme in fretta e furia. Fa eccezione solo la Coalizione, che comunque non ha mai collaborato con altri che i suoi vicini. A tenerla insieme è un nemico potente. Ma se il nemico non compare, l’Alleanza è destinata a frantumarsi. E a quel punto, quando gli attriti raggiungeranno l’apice, sarà facile colpirla a sorpresa.»«Ma non è pericoloso anche per loro aspettare?» Chiese Draak.«Al contrario, per loro è un enorme vantaggio. Mentre il nemico rimane in attesa, senza sapere quando gli avversari colpiranno, loro sanno perfettamente dove si trova l’Alleanza. Inoltre, probabilmente ci sono spie nell’esercito. Con quelle, il nemico sa anche quanti sono i nemici e i loro piani per il futuro. In conclusione, ad avere i numeri per vincere è l’Organizzazione, al momento. Ovviamente, dipenderà anche da come condurrà la guerra, e da come risponderà l’Alleanza. Ho letto di eserciti sconfitti da nemici in numero di molto inferiore. Una guerra è sempre incerta, dall’inizio alla fine.»«Sono certo che vinceremo.» Rispose Emolga «Ne sono certissimo.»Zangoose annuì. In fondo, le cose non potevano sempre andare per il verso sbagliato. Normalia, Piana dei Vapori, 14/07/4783, circa le 13Eelektross e Luxray si guardarono intorno. Erano usciti dal territorio delle Fiamme Blu il giorno prima, ma ci era voluta un’altra giornata di cammino per raggiungere la Strada di Arceus. Ore e ore di camminata lungo la strada più vicina al confine con il paese dei Pokémon Fuoco erano sfiancati, anche se la strada era costruita a quasi tre ore di cammino dalle montagne vere e proprie, per colpa dell’umidità che si levava dal terreno umido e brullo, accompagnato anche da sbuffi di fumi e vapori, probabilmente gas sotterranei che sconfinavano dalle montagne.«Finalmente all’incrocio.» Sospirò Eelektross «Da qui, la Strada è tutta dritta fino a Knowledge Castle, la Capitale di Normalia, ben lontano dalla Piana dei Vapori e da Vulcania. Gli altri ci staranno di certo aspettando più avanti.»«E se non fossero ancora arrivati?»«Se fossi al loro posto, aspetterei nel primo villaggio lungo la Strada di Arceus. Perciò, dato che non ricordo ci fossero villaggi qui nella Piana dei Vapori, dato che è un luogo troppo poco fertile in confronto al resto di Normalia per interessare a qualcuno, salvo forse per i pochi eccentrici baroni che la governano, credo che il primo villaggio sia più avanti. Se siamo fortunati, li troveremo laggiù.»«Oppure alle nostre spalle.» Rispose Luxray indicando tre figure che avanzavano lungo la Strada di Arceus, ancora troppo lontane per essere chiaramente riconoscibili, complici anche i vapori che riempivano l’aria.«Sei sicuro che siano loro, Luxray?» Chiese Eelektross, sorpreso. Lui intravedeva a malapena le figure, mentre Luxray sembrava non avere dubbi sull’identità di chi stava arrivando. Aveva sentito della vista eccezionale di quei Pokémon, ma non credeva arrivassero a un punto tale.«Direi di sì, visto che mi pare che uno sia un Raichu e uno un Gliscor. Però il terzo non è un Lampent, è uno Chandelure.»Eelektross si rabbuiò. Un gruppo simile era troppo raro da incontrare perché potesse trattarsi di qualcun altro. Tuttavia, questo era un grosso problema. Conosceva abbastanza bene gli usi di Spettria e dei re, e se ben ricordava non ci si evolveva mai prima di raggiungere una certa età, per evitare alcuni effetti collaterali pericolosi della Neropietra ma soprattutto per non scontentare i famigliari che attendevano il loro turno. “Questa evoluzione potrebbe causare parecchio rumore all’interno della famiglia reale. Ma se si è evoluto, vuol dire che ha corso un pericolo grande abbastanza da fargli ignorare tutto il protocollo. Forse fungerà da attenuante.” Pensò, mentre le tre figure si avvicinavano, finché finalmente i due gruppi non si riconobbero.«Eelektross! Luxray!» Gridò Raichu, sorprendendosi ad essere contento di rivedere i due criminali. Scosse la testa “Non vuol dire nulla, è normale che io sia felice di rivederli, sono pur sempre miei compagni in questa missione.” Si disse.«Bene, vedo che voi tre ci siete. Gli altri?»«A Vulcania non li abbiamo visti.» commentò Gliscor, scuotendo le ali per liberarle dalle gocce di umidità che le stavano ricoprendo.«Allora sono più indietro o più avanti. In ogni caso, arrivati al primo villaggio ci fermeremo. Dobbiamo aspettare gli altri e decidere il da farsi.»«Non dovremmo andare direttamente a Knowledge Castle?»Eelektross sospirò «Vorrei che fosse così semplice.»«Che intendi?»«Ve lo spiego dopo.» Rispose Eelektross, riprendendo a muoversi seguito da Luxray e gli altri, guardando verso ovest, dove il cielo si stava scurendo, mentre nuvole nere si ammassavano minacciose dirigendosi verso di loro. Sotto di esse, si vedeva chiaramente una fitta coltre di pioggia. «Adesso dobbiamo sbrigarci ad arrivare al villaggio, prima che cominci a piovere. Anche se non è Gelia, in questa zona gli effetti di Vulcania si sentono, specie per quanto riguarda le pioggie. Avrete notato che la terra qui è brulla.»«Già, ma credevo fosse colpa dei vapori sotterranei.» Rispose Raichu.«Invece è molto peggio. Tutti i gas che si accumulano nel cielo di Vulcania vengono spinti a nord dai venti caldi prodotti dalla terra, verso il mare, e una volta lì in genere rilasciano la parte più tossica del loro contenuto. Poi, la brezza di mare le spinge di nuovo a sud. Una parte si disperde su Vulcania, nelle Valli della Cenere, poi si rimescola alle nubi e ai vapori diretti a nord. Le altre scendono verso sud ovest. E qui, piovono tutti i materiali leggeri che non sono precipitati prima. La pioggia di queste zone è acida. In genere da solo fastidio, ma se contiene grosse quantità di gas disciolti nel vapore, perché per casualità non ha scaricato tutto, potrebbe persino uccidere qualcuno.»«Allora ci conviene sbrigarci, non sono sopravvissuto a Vulcania per farmi ammazzare da qualche goccia di pioggia. Quanto dobbiamo andare avanti per essere al sicuro?»«Non molto. La pioggia acida si scarica tutta prima di oltrepassare il Draak, e scendendo verso sud oltrepassa il sud di Normalia e arriva a Gelia. Qui il terreno è già più fertile, guardate. Dobbiamo solo marciare ancora un po’, e saremo al sicuro.» Rispose Eelektross, accelerando tuttavia il passo. Il vento da nord-est aveva cominciato ad aumentare di intensità, segno che presto le nuvole sarebbero arrivate. E con loro, la pioggia.Man mano che avanzavano, Raichu si rese conto che il paesaggio si faceva via via più fertile, assomigliando di più alle pianure di Arenia. Tuttavia, diversamente da quelle, dove l’erba era di un verde chiaro e il cielo era azzurro limpido, qui l’erba era verde scuro, e il cielo era attraversato da grandi nuvole grigie. La fertile Normalia d’altronde era nota in tutta Pokémos per le sue pioggie, che ingrossavano il Draak, che qui raggiungeva l’ampiezza massima in due luoghi chiamati Lago delle Lame e Lago Cornoalto, due bacini a poca distanza l’uno dall’altro.I cinque pokémon continuarono a camminare, e alla fine raggiunsero un punto in cui si vedeva chiaramente un confine: superato quello, l’erba divenne uniforme, di un verde intenso. Fiori erano sparsi ovunque, e diversi alberi comparivano qua e là nella pianura. Dietro di loro, nel frattempo, la nuvola si avvicinò e raggiunse il punto in cui si trovavano prima. Raichu vide le gocce cadere dal cielo e fumare mentre toccavano terra. Si chiese se quella fosse solo pioggia che faceva male o se li avrebbe uccisi.I cinque proseguirono, e finalmente cominciarono a intravedere anche le prime case. Perlopiù piccoli casolari dispersi in mezzo alla pianura, circondati da campi coperti da filari di alberi di Bacche. Alcune però erano grandi case con veri e propri giardini, sicuramente proprietà di qualcuno di ricco, come si deduceva anche dal fatto che dietro di esse si vedevano quelli che avevano l’aria di essere chilometri e chilometri di campi coltivati. Raichu non poté fare a meno di chiedersi quanto fosse grande Normalia, quindi lo domandò ad Eelektross.«Normalia, se non sbaglio, è grande poco più del doppio di Elettria.» Rispose Eelektross «Il più grande paese di Pokémos, la Terra dell’Oro che i primi Pokémon abitarono una volta che si allontanarono da Gelia, prima di spargersi per tutta Pokémos. Normalia è una paese particolare: qui può vivere ogni specie di pokémon, senza che la Dominanza o qualsiasi altra cosa li spingano ad allontanarsi. Certo, ci sono delle eccezioni. Gli Eevee, ad esempio, che quando si evolvono si sparpagliano per Pokémos. Ma in generale, questo è un paese in cui tutti i pokémon si sentono a casa.»«Non ti avevo mai sentito così appassionato in un discorso.» Commentò Raichu, sorpreso.«Normalia è un paese che ammiro molto, lo ammetto. Anche se forse è perché sono riuscito ad impiantarvi una fiorente… attività, forse la più grande dopo quella di Elettria.»“E ti pareva.” Pensò Raichu, sospirando. Comunque, doveva ammettere che passata la Piana dei Vapori Normalia sembrava davvero bella. L’aria era fresca, l’erba verde, il cielo sereno cosparso di grandi nuvole grigio chiaro, di quelle che d’estate portavano una pioggia rapida e rinfrescante, il sole splendeva alto, il Draak scorreva sorprendentemente limpido e le strade si stavano via via affollando di pokémon, diretti al lavoro dal paese o viceversa, se avevano terminato il raccolto, diretti verso il paese. Il pokémon Elettro, ascoltando i loro discorsi, sentì nominare alcuni pokémon più volte, alcuni con il nome di Lord o Combattente, ma non riuscì a raccapezzarsi.Finalmente, videro il villaggio, un agglomerato di case intorno a una larga piazza centrale, dove sorgeva una locanda con un’insegna con disegnato un anello circolare, su cui si leggeva “All’Ansa dell’Ursaring”. Effettivamente, si rese conto Raichu, il villaggio sorgeva proprio in un’ansa del fiume Draak. I cinque si guardarono intorno, e in quel momento scorsero davanti alla locanda tre pokémon familiari. Avvicinandosi, riconobbero Tri, Zorua e Trubbish, intenti a parlare di qualcosa.Raichu, vedendo il primo, sorrise. Poi i cinque si diressero verso di loro. Elettria, Base dell’Alleanza, 14/07/4783, circa le 15«Signore, sono io, Helioptile.» Disse il pokémon Elettro entrando nell’ufficio del Generale. Questi emerse dalla pila di documenti che ricoprivano la scrivania e scosse la testa. Helioptile si rese conto che il pokémon aveva occhiaie pesantissime sotto gli occhi. D’altronde, aveva passato gli ultimi due giorni sveglio, praticamente senza dormire.«Helioptile? Allora, cosa succede? Avevo chiesto di non essere disturbato.»«Ecco, riguarda l’attacco di due giorni fa.» Spiegò Helioptile. Due giorni prima, l’Organizzazione aveva colpito a sorpresa. Approfittando del momento in cui l’esercito era impegnato nella divisione in cinque armate, e quindi non era in grado di controllare efficacemente il territorio, l’Organizzazione aveva colpito, in massa e inaspettatamente, la città di Joulechester, nell’ovest. Era stata rasa al suolo, i suoi abitanti morti o scomparsi, e al centro delle rovine, sopra una pila di corpi dell’S.T. e dell’Alleanza, era stato persino lasciato un grande telo nero su cui qualcuno aveva lasciato un sinistro messaggio: “questo è solo l’inizio.”Galvantula scattò immediatamente, come risvegliandosi «Dimmi tutto. Abbiamo qualche pista?»«Forse sì, signore.» Rispose il pokémon «Un Cacciatore era nei boschi intorno a Joulechester quel giorno, intento al lavoro di raccolta, quando ha avvistato del fumo dalla città. Pensando a un incendio, si è avvicinato con cautela passando per i boschi, dove era difficile scorgerlo, e invece ha trovato la città rasa al suolo. Joulechester era una cittadina di medie dimensioni, anche se non dotata di difese eccezionali, quindi la cosa lo ha terrorizzato. Però si è fatto coraggio e ha osservato meglio la situazione.»Galvantula annuì «E cosa ha visto?»«C’erano circa migliaia e migliaia di pokémon intenti a distruggere la città. Stavano radunando gli abitanti al centro della città, mentre ammassavano quelli che erano chiaramente corpi. Tra di loro quelli che sembravano i comandanti erano una Roserade, uno Spiritomb e un Banette. Non sappiamo però se questa impressione fosse corretta, perché a loro volta questi mostravano una sorta di rispetto per un Durant, visto che spesso si rivolgevano a lui non come se stessero dando ordini ma come se ne stessero ricevendo. Dopo aver raccolto numerosi corpi e aver incatenato tutti gli abitanti superstiti, se ne sono andati. Da quel che ha visto, si sono diretti verso nord.»«Il che significa che la loro base si trova sopra i Monti Tonanti, proprio come pensavamo. Ottimo, almeno abbiamo un indizio. Grazie Helioptile, c’è altro?»«Sì signore. Un altro tipo di informazione, questa volta. Una soffiata. Ci è arrivata una lista composta da una ventina di nomi, inclusi anche i reggimenti di appartenenza. Secondo questo misterioso informatore, si tratterebbe di spie dell’Organizzazione infiltrate nel nostro esercito. Non ero certo se fossero vere o meno, perciò sono venuto a rivolgermi a lei.»Galvantula afferrò il foglio e prese a leggerlo. Dieci erano membri dell’esercito della Coalizione, tre dell’Aviazione, uno della Marina, due dell’esercito di Alvearia. Nessun membro dell’S.T., il che poteva essere un bene o un male. Prima di tutto però occorreva verificare che si trattasse proprio di spie.«Falli arrestare, ma discretamente. Cerca di chiamarli nelle prigioni con delle scuse. L’importante è che non si sappia del loro arresto fin quando è possibile. Se qualcuno si lamenterà della cosa, troverò una scusa. Nel frattempo, è di primaria importanza scoprire se di questo documento ci si può fidare o no.» Decise infine il Generale. Helioptile chinò il capo e uscì. Nel frattempo, Galvantula scorse nuovamente la lista, cercando di scoprire qualcosa in più sull’informatore.“Sono tutti soldati semplici, quindi non deve essersi unito da molto all’esercito.” Pensò il pokémon “Il che significa che deve essere un membro dell’S.T.. Fino a poco tempo fa sarebbe stato semplice scoprire qualcosa. Ma con l’arrivo di nuovi invasati convinti di lottare per il loro signore e dell’esercito di Lord Molg, abbiamo avuto un paio di giorni di confusione. In mezzo a tutti questi, è impossibile dire chi sia questo informatore.” Decise infine “Potrebbe anche trattarsi di un gruppo di informatori, il che spiegherebbe più facilmente come hanno raccolto tutte queste informazioni in così breve tempo, ma se è così ho ancora meno indizi.”Galvantula rifletté. Di solito, avrebbe sospettato che si trattasse di Eelektross. Non sarebbe stata la prima volta che il Pokémon Elettro, per proteggere i suoi affari, si impacciava in compiti che avrebbe dovuto svolgere l’S.T., come quando, undici anni prima, appena rientrato da un lungo viaggio, aveva sconfitto un gruppo di Cacciatori di Taglie. Galvantula ricordava bene che il Pokémon, quando aveva visto la squadra da lui comandata arrivare, si era limitato ad aspettarli, comodamente seduto sopra alcuni avversari, sconfitti. E quando si erano incontrati, tutto quello che aveva detto era stato “Sei in ritardo, alcuni sono scappati. Voi dell’S.T. siete sempre un passo indietro.” Poi se n’era andato, lasciando a Galvantula il compito di catturare gli sconfitti.“Ma adesso Eelektross è a mille miglia da qui. Per quanto potente possa essere, non è possibile che ci sia lui dietro.” Si disse, scuotendo la testa “E il compito di tenere ordine in questo esercito è mio.” Concluse, riprendendo a sfogliare le pile di documenti che coprivano la sua scrivania.
 
CAPITOLO 165: IL LAGO DELLE LAME​

Normalia, All’Ansa dell’Ursaring, 14/07/4783, circa le 16Eelektross sospirò. «Quindi, per riassumere» disse «Avete lasciato Marsh da solo con un gruppo di pirati, che probabilmente non avrebbero problemi ad ucciderlo, solo perché quelli vi hanno salvato?»«Ha deciso lui da solo. Ne abbiamo discusso, e non c’era altro modo per andarcene. Si è offerto lui, volontariamente. Ha detto che nessuno di noi poteva offrirsi.» Rispose Zorua.«E voi gliel’avete lasciato fare? Vi rendete conto di quante cose sa Marsh?» Chiese Gliscor.«No, non è quello il problema. Scommetto che a quest’ora l’Organizzazione sa perfettamente quel che sappiamo noi. Avranno saputo di certo che tu ti sei unito a noi, e Dragonite si sarà premurato di elencare tutto ciò di cui tu eri a conoscenza. Scommetto che hanno già preso provvedimenti. No, il problema è che abbiamo perso qualcuno senza un vero motivo. Avreste potuto contrattare. Se vi foste presentati come principi di Oscuria ed Espia» disse Eelektross indicando Zorua e Abra «Vi sarebbe bastato bluffare, minacciando rappresaglie dell’esercito contro di loro, se vi fosse successo qualcosa. Invece, avete dato ascolto a Marsh e a questa… profezia.»«Non credi negli indovini?» Chiese Abra, stupito.«Come faccio a non crederci? Quelle a cui non credo sono le profezie così nebulose.»«Non capisco.»«Quelle in cui non credo sono le profezie come quella. Avete detto “Quando arriverai nella terra delle fiamme, fidati del tuo cuore.” O qualcosa del genere, giusto? Bah, è una profezia idiota. Avrei potuto dirla anche io. Il che non significa che non sia vera, ma solo che non ha detto nulla. Marsh potrebbe essersi scavato la fossa da solo.»«Eelektross, noi…» cominciò Zorua, ma il Pokémon Elettro alzò la zampa.«A questo punto, possiamo solo aver fiducia in lui. Fiducia che tornerà vivo e vegeto. Parlando di voi» disse invece Eelektross rivolgendosi a Gliscor, Raichu e Chande «Non posso dire di essere del tutto soddisfatto. Un contratto matrimoniale, anche se solo proposto, è un impegno molto grande. Qualsiasi progetto avesse tuo padre è sfumato. Te ne rendi conto, vero Chande?»«Certo. Ma cosa avremmo dovuto fare?»«Rifiutare. Non l’avete capito? Voi avevate il coltello dalla parte del manico fin dall’inizio. E quel Volcarona lo sapeva, è per questo che vi ha convinto di essere sceso a un compromesso. Non ve ne faccio una colpa, vi siete trovati davanti un contrattatore estremamente abile. Sono stupito che non sia un Re.» Commentò Eelektross.«In realtà lo è stato, se ho capito di chi stiamo parlando.» Commentò Abra «Attualmente le Fiamme Rosse hanno due Generali. Uno dei due è un Volcarona, che ha abdicato nel 4782 lasciando il trono al figlio.»«In tal caso si spiegherebbe perché è così abile a contrattare, e perché invece il Re non ha aperto bocca. Spero che lo sappiano anche ad Elettria. Rischiano di dare troppo credito al pupazzo e non capire che il burattinaio è al suo fianco.»«No, mio padre e mio fratello lo sanno. Sono entrambi ad Elettria, quindi non c’è nulla di cui preoccuparsi.» Rispose il principe.«Perfetto. Allora non c’è da preoccuparsi. Comunque, siamo riusciti ad assicurarci due terzi di Vulcania. Se Zangoose e gli altri hanno concluso positivamente, possiamo dire di aver compiuto un’autentica impresa, visto che i tre Re che più si odiano si sono alleati.»«E adesso, a Normalia sarà più facile, vero?» Chiese Luxray «Voglio dire, qui ci sarà un solo Re con cui parlare, dico bene.»Eelektross scosse la testa «Devo parlarne con Zangoose, prima. Fino ad allora, non voglio dire se sarà facile o meno. Anche se in modo diverso da Vulcania, la situazione è delicata. Ma ne parleremo quando ci saremo tutti, visto che mi serve, come ho detto, l’opinione di Zangoose.» Normalia, Lago delle Lame, 14/07/4783, circa le 19«Quanto mancherà ancora, Capitano?» chiese Marsh, seduto su una sedia nella cabina di Rose.«Non molto. Dovremmo essere al Lago delle Lame, o poco lontano.» Rispose Rose. Poi si alzò dalla scrivania «Vieni, andiamo a controllare la situazione.»I due uscirono sul ponte, affollato come sempre. Alcuni stavano lavorando, ma in quel momento, in cui la situazione era tranquilla, la maggior parte era intenta a riposarsi dal duro lavoro delle ore precendenti. Due di loro, un Linoone e un Pangoro, sembravano intenti a tirare qualcosa fuori da un barile, ma a guardando più attentamente Marsh si rese conto che stavano tenendo qualcosa dentro. Qualcosa che si contorceva.Evidentemente anche Rose se n’era accorta, perché si avvicinò ai due e sorrise «Allora, ragazzi, cosa stiamo facendo di bello?» Chiese, osservandoli. I due si sentiron gelare il sangue nelle vene. Quando il capitano sorrideva in quel modo, non era il caso di farla arrabbiare.«N-niente.» Disse il Pangoro lasciando la presa. Dal barile venne fuori, con parecchia fatica, un piuttosto rassegnato Part. A giudicare dal colore del pelo, il barile doveva aver contenuto polvere di qualche Bacca gialla.«Ah sì? E come mai Part era dentro quel barile?»«B-Beh, capitano, sa com’è, il barile era sporco di rimasugli di polvere di Baccabana, e Part pensava fosse il caso di pulirlo. Gli abbiamo solo dato una mano.» Rispose il Linoone.Rose continuò a sorridere «Davvero? Ma che equipaggio coscienzioso che ho, arrivano a preoccuparsi anche dei minimi dettagli. In tal caso, sono certa che non vi dispiacerà.» Il Linoone e il Pangoro si guardarono «Non ci dispiacerà cosa, capitano?»«Ovviamente ripulire l’intera stiva, da cima a fondo. E state attenti a non lasciare niente fuori posto. Verrò a controllare più tardi.»I due pokémon sembrarono sul punto di dire qualcosa, ma Rose si limitò a sorridere, fissandoli. Un brivido percorse la schiena dei due, che subito dopo si girarono e si diressero verso la scala per la stiva. Part si scrollò di dosso la polvere e prese a camminare per allontanarsi, quando Rose si girò verso di lui «Part» chiese «Dimmi, per caso, solo per caso, hai di nuovo giocato d’azzardo con gli altri?»«Beh sì, potremmo aver fatto un paio di partite.»«E tu potresti aver barato.»«E loro potrebbero essersi un po’ alterati.» Rispose il Patrat, annuendo.Rose lo fissò «Non so cosa mi trattenga dal…» disse, ma in quel momento la vedetta lanciò un grido.«Nave a dritta!» fu l’urlo che si diffuse per tutta la nave.«Con te faccio i conti dopo. Adesso, ho altro da fare. Muoviti Marsh.» disse, e i due si diressero verso la prua. Da lì ebbero una visione molto precisa della situazione. Contro di loro avanzava una grande nave fluviale con le vele bianche. E dietro di lei, il fiume Draak, già largo, si allargava ancora di più. Marsh capì subito che quello era il Lago di cui parlava il capitano.«Mantenere basso profilo, ciurma! Non voglio nessun incidente!» Gridò Rose, e i suoi pirati si calmarono subito, riprendendo a fare quello che stavano facendo prima, il che voleva dire per la maggior parte discutere tra di loro o giocare a dadi o carte.La nave scivolò accanto a loro senza intoppi. A giudicare dalla stazza, pensò Marsh, era un altro mercantile fluviale. Ne avevano già incontrati parecchi, nei giorni precedenti. Guardandolo meglio, mentre le due navi passavano una accanto all’altra, Marsh si rese conto che la nave era coperta di dipinti decisamente eleganti su tutta la fiancata, che rappresentavano una nave impegnata ad affrontare una tempesta in mare aperto, con incredibile dovizia di particolari. Si chiese chi si fosse preso la briga di creare un’opera d’arte del genere su una normalissima nave.«Una nave di Fatia.» Rispose Rose «Abbastanza rare da incontrare, in effetti, ma succede. Sono tutte così, coperte di immagini artistiche. D’altronde, Fatia è il paese della bellezza, in ogni sua forma. Non credo esista una sola cosa esteticamente brutta in quel posto.» Disse, mentre la nave pirata scivolava in un lago che, di certo, non si trovava nel territorio di Fatia.Il Lago delle Lame era un luogo orrendo. Nonostante fosse ancora giorno, l’atmosfera era così tetra che a Marsh sembrò fosse calata la notte.E la cosa bizzarra era che non riusciva a spiegarsi il perché. Il lago era una piatta superficie di acqua limpida, salvo qualche isolato scoglio. Non c’era nulla che facesse paura, eppure il pokémon provò comunque una sensazione di puro terrore.Fissò Roserade, e vide che anche lei era pallida.«Che cosa succede capitano?»«Guarda sotto di noi, nel fondo del lago. L’acqua è limpida oggi, riuscirai a vedere il fondo anche da qui credo.»Marsh si sporse dal parapetto e guardò giù. Inizialmente vide solo forme normali, come sassi, rami appesantiti dall’acqua e affondati e Baccalghe cresciute tra di essi. Poi i suoi occhi realizzarono la vera natura di ciò che vedeva. I sassi erano teschi, alcuni giganteschi, altri minuscoli. I rami erano ossa, le Baccalghe erano cresciute tra quelli che erano scheletri. La seconda cosa che notò è che molti di essi luccicavano. Inizialmente pensò fosse un riflesso, poi si rese conto che erano davvero le ossa di molti Pokémon a brillare.«Benvenuto nel Lago delle Lame.» Disse Rose «Anche noto come il Lago del Terrore, per ottimi motivi. In questo luogo, che all’epoca non esisteva, quasi cinquemila anni fa combatterono gli Arceisti e i Giratiniani, in una battaglia che segnò il destino di Pokémos. Vedi, tu sai che secondo l’Arceismo il metallo dei pokémon Acciaio morti deve essere usato per il bene, vero? Lo si usa per costruire forzieri, edifici o qualunque altra cosa. Persino i corpi di molti Spettri possiedono un’anima d’acciaio. Viene considerato un grande onore, un modo per dare un significato alla propria morte. Ma per i Giratiniani era diverso. Loro uccisero centinaia di pokémon Acciaio e si impossessarono del metallo che essi possedevano. Poi, lo usarono per creare armi e armature. Hai mai visto un Aegislash, un Honedge o un Doublade? Loro sono pokémon che hanno preso l’aspetto delle armi create allora dai Giratiniani, le spade.»«Ma a cosa servivano?»«Vedi, gli Arceisti combattevano con le mosse, affermando che Arceus aveva dato loro ciò che serviva per difendere sé stessi e il loro credo. I Giratiniani risposero armandosi, e combattendo usando le armi, volendo dimostrare di essere superiori alle creature di Arceus.»«Ma da quel che vedo gli Arceisti vinsero.» Rispose Marsh, fissando le ossa con un nuovo brivido.«Stavano perdendo. La prima Voce di Arceus, Pyroar, li guidò coraggiosamente, vincendo numerose battaglie, ma le spade erano letali. Fu allora che egli implorò Arceus, promettendogli che se avesse salvato il suo popolo dai malvagi, permettendogli di vincere la battaglia, Pokémos lo avrebbe venerato per sempre. E Arceus rispose. Nella battaglia decisiva, l’argine antico del Draak si spezzò, e un’inondazione invase il campo di battaglia, investendo il corpo principale dei Giratiniani, le loro retrovie, i loro accampamenti. Essi, appesantiti dalle armature, affogarono nel neonato Lago. Gli Arceisti si salvarono, perché Pyroar aveva avuto una visione di ciò che sarebbe successo, e aveva guidato i suoi compagni al sicuro, su quell’altura laggiù.» spiegò Rose indicando una collina sulle rive del lago «A quel punto, ebbe la meglio facilmente sui Giratiniani superstiti. Fu la decisiva vittoria che diffuse l’Arceismo in tutta Pokémos, fece scomparire la venerazione di Giratina e soprattutto stabilì che nessuno poteva ergersi sopra Arceus, né superare ciò che lui aveva creato.»«Il che vuol dire anche niente più armi, giusto?»«Non proprio. A Metallia, meno di un secolo fa, un gruppo di rivoltosi ci ha provato. Hanno ucciso degli Aegislash e hanno usato i loro corpi mortali come arma. Ma non ha avuto lo stesso effetto della rivolta dei Giratiniani. Probabilmente, in questi millenni siamo diventati talmente forti nell’uso delle mosse che le armi non sono più mostruosamente potenti come un tempo.» Rispose Rose, e un nuovo brivido la attraversò.«Ma cos’è invece questa sensazione di terrore che provo?» Chiese Marsh, pallidò.«I Giratiniani maledirono gli Arceisti mentre affogavano. Le loro maledizioni furono talmente tante che probabilmente ebbero effetto su questo luogo. Chiunque veneri Arceus, o un qualsiasi Loro a parte Giratina, passando di qui si sente male. Questa sensazione è talmente tremenda che diverse volte nella storia eserciti interi preferirono spostarsi lontano, anche perdendo un possibile vantaggio logistico, piuttosto che accamparsi sulle rive di questo lago. La stessa Strada di Arceus si allontana dal Per fortuna, il Lago è veloce da attraversare via fiume.» Rispose Rose, indicando il punto in cui il Lago si riuniva al Draak, già in vista. «Poi c’è ancora qualche ora di navigazione, e infine arriveremo all’altro grande lago di Normalia. E finalmente potremo scoprire cosa ci aspetta.»Mentre la nave attraversava quel lago maledetto, un nuovo brivido scosse Marsh. Si chiese per quanto ancora avrebbe dovuto sopportarlo. E si chiese se era pronto a ciò che lo aspettava. Elettria, Stazione di posta, “Direzione Volt Port”, 14/07/4783, circa le 22«Allora, come te la passi, Electabuzz?» Chiese il Joltik, mentre quello gli passava un minuscolo bicchiere. Il locale era affollatissimo, e la folla parlava ad alto volume.«Oh, benissimo. Da quando hanno messo una parte dell’esercito giù a Volt Port, a pattugliare anche Brightspark e Highroll, mi trovo il locale sempre pieno. Tu invece, come stai?»«I miei affari vanno sempre bene. Sei sicuro di non voler entrare nella compagnia?»«Sai, ho ben chiaro la compagnia in cui tu, Rotom e tu madre siete invischiati. Se non ti denuncio è perché ti conosco da quando sei nato. E poi anche perché lei e Rotom me la farebbero pagare.»Joltik annuì. I suoi primi ricordi risalivano a quando stava crescendo ad Highroll, allevato da alcuni membri dell’Organizzazione insieme a Rotom ed altri trovatelli. Diciassette anni prima, quando era nato, l’organizzazione era giovanissima, e aveva appena creato la base sui Monti Tonanti. Erano occorsi cinque anni per completare il corpo principale e altri dieci per espanderla in modo da poter ospitare tutti i componenti dell’Organizzazione di stanza a Elettria. Paradossalmente, c’era voluto un settimo di quel tempo per costruire i piani necessari ad ospitare l’armata intera. Ma d’altronde, quei primi quindici anni erano stati molto difficili. Quindi, fino a due anni prima, aveva vissuto nella città, recandosi alla base solo per le riunioni dei Capitani o per missioni varie. E qui era cresciuto con Electabuzz, che viveva vicino alla base, Rotom e la sua madre adottiva. Electabuzz aveva solo cinque anni più di lui, ma per Joltik era sempre stato come un fratello maggiore, e ogni volta che poteva lo veniva a trovare.«E come sta Rotom? Non lo vedo da qualche mese ormai.»«Sta bene, diciamo che sta lavorando molto.»«Immagino.» Rispose Electabuzz, sospirando «Ascolta Joltik, posso darti un consiglio da amico?»«Certo, dimmi.»«Sono convinto che dovreste rinunciare. Credi che non abbia visto quegli avvisi che giravano alcune settimane fa? Il Joltik poteva essere uno qualunque, ma di Rotom con l’antenna spezzata ne conosco uno solo. Perché non lasciate quel lavoro? Potreste venire a lavorare tutti e tre qui da me. E poi l’esercito dell’Alleanza è enorme.»Joltik scosse il capo «Non posso. Non ora. E poi la mia… compagnia non lascerebbe mai che ce ne andassimo.»«Lo immaginavo. In tal caso, spero tu non ti penta della tua scelta.»«E io della tua. Un brindisi?»«Perché no, un goccio non mi farà male. A cosa brindiamo?» chiese Electabuzz, versandosi un bicchiere di Succo di Baccauva.«Che dici alla vittoria dell’Organizzazione?» Domandò Joltik.«Che dici alla vittoria dell’Alleanza?» Rispose Electabuzz. I due scoppiarono a ridere, poi si scolarono i rispettivi bicchieri.«Ma dimmi, è vera quella storia che volete distruggere Pokémos? Le voci dicono così.»«No, che idiozia. Noi vogliamo unificare Pokémos. Non so chi abbia diffuso quella sciocchezza.»«Beh, in tal caso non mi unirò a voi e non tradirò Elettria più di quanto non faccia già non denunciandoti, ma tutto sommato unificare Pokémos potrebbe essere un bene. Anche se non posso dire che voi siate dei santi. Ho sentito cos’avete fatto a Joulechester, e…»«Non doveva andare così. Erano previste delle uccisioni e razzie, ma non così tante da radere al suolo la città. Il problema è che un capitano si è fatto prendere la mano. Quella tizia non è molto in centro ultimamente.»Electabuzz lo fissò «D’accordo. Ti voglio credere. In tal caso, vedremo chi vincerà tra i due contendenti. Anche se, devo essere onesto, vorrei che non ci fosse proprio questa guerra.»«Anche io, ma i Re non si arrenderanno senza combattere.»Electabuzz scosse la testa «Fate come vi pare. Io sono convinto che vincerà l’Alleanza.»Il Joltik sorrise «In tal caso, temo resterai deluso.» Rispose. Poi salutò l’amico e fece saltò giù dal bancone, dirigendosi all’uscita. Era a metà strada quando un pokémon palesemente ubriaco si alzò dal tavolo, gridando.«Ehi oste, questo vino fa schifo! Sa di pattume! Non lo pagherò di certo!» Gridò il Tyranitar, alzandosi in tutta la sua possenza, rimettendosi intanto una sacca probabilmente contenente i suoi averi.«Non mi pare, visto che te ne sei scolato cinque bottiglie! Adesso paga e sloggia!» Rispose Electabuzz, urlando in risposta. Abituato ad avere a che fare con gli ubriachi, la cosa non gli faceva né caldo né freddo.«Con chi credi di avere a che fare? Io sono il Maresciallo Tyrar, dell’esercito della Coalizione! E se dico che qualcosa non è di mio gradimento, non lo è!»«Ehi, questo è il locale del mio amico. Gentilmente, paga, altrimenti dovrai vedertela con me.» Commentò una voce. Il Tyranitar si guardò intorno senza capire, poi abbassò lo sguardo e scorse il piccolo Joltik accanto al suo piede. A quel punto, scoppiò a ridere.«Ma davvero? E cosa mi faresti?» Chiese l’ubriaco «Ricorda che se siamo in questo stupido paese per proteggere voi, piccoletto.»«Questo non vi dà il diritto di essere arroganti.» Rispose il Pokèmon Elettro. “E poi per me potevi pure restartene a Oscuria.” Aggiunse tra sé e sé.«Ah sì? E come pensi di fermarmi, microbo?»«Più o meno così.» Rispose Joltik, spalancando la bocca e scagliando un Segnoraggio sul volto dell’avversario, che colto di sorpresa crollò a terra, ribaltando il tavolo. Senza scomporsi, sotto gli occhi di tutti i presenti, il pokémon Elettro gli saltò addosso, lo superò raggiungendo la sacca e la aprì. Dopo averci frugato un momento, estrasse un sacchetto di pepite. Le posò poi sul bancone «Queste dovrebbero bastare per pagare i danni e il bere di quell’idiota.»«Non… non era il caso. Come hai fatto?» Chiese Electabuzz.«Niente di che, era già ubriaco ed era solo un militare di basso rango, supponevo che un Segnoraggio ben assestato sarebbe bastato. E poi sai come si dice, più sono grossi…»«Più fanno rumore quando cadono. Lo so, ma è stato comunque avventato.»«Sì, ma è stato avventato come il Forte Buzz.» Rispose Joltik, usando il modo dire tipico di Elettria per una scelta avventata che si rivela giusta. Poi, il pokémon si girò e uscì, seguito con lo sguardo da Electabuzz.
 
Finalmente in pari! Ebbene sì, da oggi Pokémon Central si allinea a EFP e a PM.  ^^   D'ora in poi, purtroppo, ci sarà da aspettare l'uscita del capitolo settimanale (circa) come in tutti gli altri siti.

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CAPITOLO 166: RIUNITI E SEPARATI​

All’ansa dell’Ursaring, 15/07/4783, circa le 19Zangoose, terminato di spiegare l’accordo preso con Re Houndoom, rimase in attesa di sapere da Eelektross cosa ne pensasse. Gli altri, si rese conto, erano impietriti, e Chande in particolare lo guardava con gli occhi sbarrati. “Beh, in fin dei conti non c’era altra scelta.” Si disse. Erano arrivati appena un’ora prima, schivando per altro una tempesta di pioggia acida dall’aria piuttosto pericolosa, e il pokémon Normale era davvero stanco. Era stato contento di vedere che i compagni stavano tutti bene, ma aveva bisogno di dormire. Solo che prima Eelektross voleva sapere nei dettagli com’era andato l’accordo con il Re delle Fiamme Nere.Eelektross tamburellò per un poco sul tavolo con gli artigli, poi scosse la testa «Chande, non ricordo, esiste una religione a Spettria che permette la poligamia? Toglimi questa curiosità.»«No, e che io sappia non ce ne sono in tutta Pokémos. Abra lo saprebbe, credo, ma sta dormendo.» Commentò lo Spettro.«Perfetto. In tal caso, abbiamo ufficialmente un problema, dato che ora sulla carta sei promesso a due nobili famiglie.»Zangoose spalancò la bocca «Cosa?!»«Hai sentito bene Zangoose, due famiglie. Per merito anche vostro» rispose Eelektross lanciando uno sguardo a Raichu e Chande «La situazione rischia di precipitare.»«Ma non potevamo saperlo!» Esclamarono all’unisono i tre pokémon.«Precisamente. Se non potevate saperlo, perché lo avete fatto? Come potevate sapere che suo padre non aveva già stretto accordi con altri nobili? Chande, come credi che si comporterà tuo padre ora? Credi che gli basterà chiedere scusa? Dovrà inventarsi una soluzione, e in ogni caso le due parti non saranno soddisfatte.»«Noi…»«Voi dovrete riflettere meglio, la prossima volta, ma ormai il danno è fatto. Inutile rimuginarci sopra, dovremo lasciare l’Alleanza a sbrogliarsela. Noi dobbiamo pensare ad andare avanti. Quindi, parliamo di Normalia. Zangoose, la situazione è sempre la stessa grossomodo, vero?»«Sono stato qui a Normalia l’ultima volta due anni fa, quindi prendi la mia risposta con le pinze, ma dovrebbe essere rimasto tutto uguale.» Rispose Zangoose.«Va bene, credo sia così. Qui a Normalia ho più informatori che in ogni altra base fuori Elettria, mi avrebbero detto se ci fossero stati sconvolgimenti. Il che significa che la situazione è complessa.»«In che senso… complessa?» Chiese Emolga, interrompendo la frase a metà con uno sbadiglio.«Adesso vi spiego. Fino a un secolo o due fa, la data esatta non la ricordo, Normalia era governata stabilmente dalla Voce di Arceus. Suppongo sappiate tutti chi è.» Cominciò Eelektross.«Certo, è la proiezione di Arceus in terra, il signore spirituale di Pokèmos, il Massimo Sacerdote dell’Arceismo.» Rispose Raichu.«…Sì, diciamo di sì a tutto per comodità.» Rispose Eelektross «Anche se sulla prima questione c’è molto di cui discutere, ma non è il momento. Comunque, questo finché i nobili di Normalia decisero che la Voce di Arceus non aveva il diritto di governare su di loro come un re. Perciò, si rivoltarono e lo costrinsero a firmare un accordo in cui si dichiarava che Normalia era governata da un consiglio di nobili, seguendo la divisione del paese dell’epoca, quella che vale ancora adesso. Ovviamente, per tenerlo buono, diedero anche alla Voce un posto in quel consesso, ma in realtà il valore del suo voto era simbolico.»«Quindi dobbiamo convincere i nobili. Quanti sono?»Eelektross sospirò «Centoquaranta.»Raichu lo fissò a bocca aperta «Cosa?»«Venti Duchi, quaranta Conti, ottanta Baroni. Centoquaranta posti nel consiglio. Centoquarantuno se conti la Voce.»«E come dovremmo fare a convincere tutta questa gente?»«Adesso ci arrivo. In pratica, nelle votazioni del consiglio i voti sono pesati.»«Pesati?» Chiese Flaaffy.«In pratica, il voto di un Barone vale uno, il voto di un Conte due e il voto di un Duca quattro. Quello della Voce vale otto.»«Beh, questo ridimensiona un po’ le cose. Ci basta convincere la Voce, i Duchi e una parte dei Conti o dei Baroni. No?» Commentò Riolu.«E quanto tempo credi ci vorrebbe? Normalia è enorme, non pensare con i tempi degli altri paesi, in cui bastano quattro o cinque giorni per andare da un lato all’altro se si è veloci. Qui ci vorrebbero settimane, e c’è anche la questione del raduno. Il consiglio dei nobili si riunisce una volta ogni due mesi. L’ultimo è stato tre settimane fa. Credete di poter perdere tutto questo tempo qui a Normalia? Inoltre, non è detto che i Duchi ci diano retta, e per ognuno di loro che rifiuta di crederci o di aiutarci sono altri viaggi da fare. Infine, dovete considerare che, pur con una certa autonomia, i Conti e i Baroni sono sottoposti dei Duchi. Se il Duca rifiuta categoricamente, sarà difficile che i nobili loro sottoposti accettino. Al contrario, non è detto che un Duca che accetti porti anche i voti di Conti e Baroni. Insomma, è una gran confusione e un’immane perdita di tempo. Non possiamo restare qui a Normalia così a lungo.»«Concordo, ma in tal caso cosa dovremmo fare?»«Oh, è semplice. Uno di noi deve restare indietro e cercare di concludere qui, mentre il resto di noi va avanti.»«E chi?» Chiese Draak.«Oh, non è difficile. Dev’essere qualcuno che sa come muoversi a Normalia e che ha conoscenze. Non credo ce ne siano molti nel nostro gruppo. Dico bene, Zangoose?»Zangoose annuì «Ci stavo pensando anche io. Io posso riuscirci. Ma non posso farcela in poco tempo, perciò devo per forza restare indietro.»«Sei certo di riuscirci da solo?»«Oh, sono sicuro di sì. Ho un vecchio debito, e posso cominciare da lì. Vedrai, Normalia sarà dalla nostra.»«D’accordo. In ogni caso, noi ci dirigeremo lungo la Strada di Arceus fino a Knowledge Castle, per parlare con la Voce. A quel punto, proseguiremo per Fatia.»Raichu fissò Zangoose, combattuto. Lui e l’Investigatore dell’Ignoto si erano conosciuti per poco tempo, ma a Raichu il pokémon sarebbe mancato. Gli tornò in mente il loro discorso nella Città Sconosciuta. Si rese conto che nonostante si fossero incontrati per poco, il pokémon era stato un compagno importante.«Ottimo.» Rispose Eelektross «Ero preoccupato, ma vedo che è tutto a posto. In tal caso, mi affido a te.»«Mi servirà aiuto alcune volte. Posso chiedere ai tuoi?»«Raut ti conosce, non c’è problema. Se ti serve qualcosa, basta che vai da lui o lo contatti in qualche modo.»«Bene. Allora, se non vi dispiace, vado a dormire. Avrò bisogno di energie domani.»«Serviranno a tutti.» Rispose Eelektross «Se siete stanchi, riposatevi stasera. Nei prossimi giorni dovremo muoverci velocemente, visto che voglio cercare di arrivare a Fatia entro una settimana. Non ci serve restare a Normalia.»Raichu e gli altri annuirono, poi si alzarono e si divisero, ognuno diretto alla propria stanza. Al tavolo, rimasero solo Eelektross e Zangoose.«Sei sicuro di farcela?» Chiese Eelektross «Sarai costretto a buttarti di nuovo in quell’inferno.»«Questa volta però avrò degli alleati. Non è cosa da poco. L’ultima volta mi ci vollero anni per scoprire un colpevole, ma questa volta, con l’aiuto dei tuoi, riuscirò a muovermi velocemente tra di loro. Sono certo di riuscirci. Inoltre, con quel vecchio debito potrò subito entrare in azione.»«Sei deciso ad usarlo per questo, quindi?»«Già. Vedrai, ne varrà la pena.» Rispose Zangoose.«Sacrificare una cosa simile… non avrei mai pensato che l’avresti fatto.»«Devo farlo. Il suo aiuto mi serve.»«Già.» Commentò Eelektross «Ma è un prezzo alto, per te.»«Un prezzo che pagherò. Come sempre.» Rispose Zangoose. Poi si alzò, e andò a dormire, lasciando Eelektross a riflettere. Electronvolt, Palazzo Reale (biblioteca), 15/07/4783, circa le 19«…E queste sono le casse provenienti dalle scuole di Arenia. Ci è stato ordinato di tenerle ben divise, ma abbiamo il permesso di leggerle.» Commentò Tor, posando la cassa con uno sbuffo. Anche per un Troh come lui, spostare tutte quelle casse era stato faticoso.«Eccellente, eccellente. Se solo avessimo più tempo, si potrebbe copiare e inviare tutto alla Cattedrale.» Rispose Heliolisk, in carica come Bibliotecario al Palazzo Reale di Electronvolt.«Beh, concentriamoci su quello che possiamo fare.» Disse il terzo pokémon seduto al tavolo, Claydol, il Bibliotecario di Espia «Io tra poco avrò una nuova sessione del Concilio, ma prima di andarmene vorrei terminare almeno di copiare questo capitolo.» Aggiunse, mentre davanti a lui una penna, controllata con la telecinesi, ricopiava con una grafia elegante la pagina di un anonimo scritto proveniente dalla Biblioteca di Spettria.«Sono d’accordo.» Rispose Nett, il Banette Bibliotecario di quella di Spettria «A Spettria noi bibliotecari siamo troppo pochi, in trenta è difficile star dietro a tutti i documenti da ricopiare. Ma grazie a voi potremo portarci avanti con questo lavoro.»«Voi siete pochi? Ad Arenia siamo appena diciotto. Scommetto che nessun paese è messo peggio.» Rispose Tor.«Perdi la scommessa. Qui ad Elettria siamo solo cinque, tre qui a palazzo, uno a Ohm Town e uno ad Ampere City. Ormai tutti coloro che vogliono tentare un lavoro più mentale che fisico si concentrano al Centro di Ricerca. Maledetto Electabuzz VII, quella torre può aver fatto tutto il bene del mondo ma ha distrutto l’ordine dei Bibliotecari.»«E gli altri paesi dell’Alleanza? Quelli che non sono qui, intendo. Voglio dire, il Bibliotecario di Oscuria è un anziano che non esce mai da palazzo, quello di Velenia un genio, ma poco più che un ragazzino. Ovviamente nessuno dei due è venuto. Ma gli altri?»«Quello di Aeria è anche un Colonnello dell’Aviazione.» Rispose Heliolisk «L’ho incontrato quando è arrivato il grosso dell’esercito. Un tipo simpatico, anche se un po’ marziale.»«Ha fatto carriera nell’esercito? Perché?» Domandò Claydol, sorpreso.«Non so. Comunque, nessuno ha mai detto che è vietato. Solo, è strano che trovi il tempo per entrambi i suoi ruoli. Quelli di Alvearia e Laghia invece sono rimasti dov’erano.»«In conclusione, possiamo dire che siamo solo noi quattro.» Commentò Tor «Che peccato, fossimo stati di più avremmo avuto potuto ricopiare tutto.»«In ogni caso, possiamo solo accettare tutto e proseguire. Io ho finito il capitolo.» rispose Claydol, chiudendo il libro mentre la penna si posava «Adesso devo andare a fare qualcosa di molto meno piacevole.» Commentò alzandosi.«Avete deciso alla fine?» Chiese Heliolisk.«Non posso parlarne, mi dispiace.» Rispose Claydol. A coloro che dovevano eleggere il Re era vietato parlare dei risultati con chiunque non fosse un candidato. “E di quelli ce ne sono fin troppo pochi.” Pensò.Inizialmente, rifletté mentre si allontanava, era stato tra coloro che propendevano per l’elezione del principe Alakazam, finché questi non aveva rivelato di aver ucciso il padre. A quel punto, aveva deciso di sostenere Gallade, che se non altro sembrava il più adatto ai tempi di guerra. Anche perché, con sorpresa di tutti, nessun altro si era presentato offrendosi per essere eletto. Ma quello che aveva detto Mimer… Non era facile non rifletterci sopra. “Se eleggessimo Abra, romperemmo le regole stabilite dopo la morte di Drowzee l’Imprudente, ma la profezia non dovrebbe avverarsi. Sempre però che sia vera.” Rifletté. Era ben noto che gli Indovini di corte spesso prendevano le loro decisioni in base a offerte fatte dai nobili che desideravano farsi eleggere, inventando profezie. “Ma in questo caso non guadagnerebbe nulla. Abra è un ragazzo docile, ma se dovesse scegliere un reggente non sarebbe Mimen. Probabilmente sarei io.” Pensò il pokémon con una risatina “Ma non voglio quel ruolo. Se ci si risolve per una reggenza…” E in quel momento capì di aver deciso per chi avrebbe votato.Nella sala, al suo ingresso, mancava solo Reuniclus. Lady Gardevoir e Gallade stavano parlottando. Lord Wobbufett si teneva sulle sue, in disparte, e Mimen sembrava star pensando a qualcosa di molto grave, a giudicare dall’espressione.Poco dopo, anche Reuniclus entrò nella stanza, sorridendo.«Siamo riuniti qui per eleggere il prossimo Re di Espia.» Esordì Claydol «Gli unici candidati sono il principe Abra, attualmente in viaggio, e il Generale Gallade. Se qualcun altro volesse farsi avanti, adesso è il momento.»Attese per qualche momento, poi riprese a parlare «Che quindi votino i presenti. Io, Claydol, Bibliotecario del Palazzo Reale, voto per il Principe Abra come prossimo Re. Per quanto questo contraddica le regole di eleggibilità imposte a seguito dell’elezione e della prematura morte di Drowzee l’Imprudente, è mia intenzione sostenere la pretesa del principe. Ci sono precedenti di Re inetti saliti al trono evoluti, e ci sono precedenti di Re abili saliti al trono in stato precedente alla forma completamente evoluta. Ed è su questi ultimi che fondo la pretesa al trono del Principe.»Ancora una volta, si interruppe, perché i presenti comprendessero appieno ciò che aveva detto “Con questa azione ho tolto un ipotetico sigillo all’elezione di chiunque al trono. Ma l’ho fatto per il bene, spero.” «Parlerà ora Mimen, l’indovino di corte.» Concluse, dando la parola al Mr.Mime, che annuì.«Il mio voto è per il principe Abra. Il futuro è oscuro, contorto come le mille correnti di un fiume, ma una cosa è chiara negli auspici: la strada che ci porterà alla catastrofe passa per il malaugurato regno del Generale Gallade. E non permetterò che ciò accada.»“Due per il Principe, ma erano gli unici due che potevo aspettarmi.” Pensò Claydol. «Cedo dunque la parola al Duca Wobbufett Weft.» Disse. Lord Weft annuì.«Il mio voto, dopo molto ponderare, va al Generale Gallade. Siamo in guerra. Il Generale è un guerriero, il Principe Abra un ragazzo timido, inadatto a gestire una situazione di crisi. A regnare su di noi, dev’essere il Generale.» Disse il nobile, e Claydol si limitò ad annuire.«La parola passa quindi alla Duchessa Gardevoir Galdeir.» Disse Claydol. “E lei è un voto sicuro per Gallade.” Pensò il bibliotecario, un attimo prima che la pokémon desse voce alle sue certezze.«Io voto per mio figlio, il Generale Gallade. Egli è di certo il miglior comandante di Espia, e saprà guidarci alla vittoria contro il nemico.» Disse la pokémon con un sorriso.Claydol attese, per vedere se la pokémon volesse dire altro, ma quando non rispose si rivolse all’ultimo rimasto «Tocca quindi a Reuniclus, ultimo a votare.» Concluse. “Nel bene o nel male, lui è l’ago della bilancia. Sarà lui a scegliere.”Dal canto suo, Reuniclus non sapeva che pesci pigliare. Il capo gli aveva ordinato di comprare un posto nel Consiglio per poter pilotare l’elezione al momento opportuno, e lui aveva ubbidito. Solo che quando quel momento era venuto si era trovato impossibilitato a discutere il da farsi con Eelektross. Ne aveva discusso con Stunfisk, che Eelektross lo conosceva bene, ma quello gli aveva risposto che non aveva idea di cosa avrebbe ordinato il pokémon. Il che significava che la decisione era competamente in mano sua, con tutta l’importanza che questo avrebbe avuto sul futuro di Espia.“Giratina, che situazione.” Pensò. Quando aveva saputo l’ordine della votazione si era sentito sollevato, sperando il tutto si risolvesse senza il suo intervento.Ripassò mentalmente quello che era stato discusso in precedenza dal Consiglio “Il Principe Abra è un ragazzino, e impacciato. Anche al casinò in effetti ha solo dormito, ma è normale, è un Abra. Invece il Generale… beh, tolta la passione eccessiva per le belle Pokémon è un guerriero valoroso. Solo che su di lui pesa la profezia dell’indovino… Ah, al Giratina” Si disse scuotendo la testa “Lascerò che sia il destino a decidere. Sono il direttore di un casinò in fin dei conti. Rosso Abra, nero Gallade.”Uno dei suoi mazzi prese a girare all’impazzata, nascosto accuratamente dietro la schiena. Poi, Reuniclus estrasse una carte, e girandosi con cautela la fissò.Poi sorrise, si girò, e confermò la propria votazione. Normalia, Lago Cornoalto, 15/07/4783, circa le 20La nave fendette le acque del fiume metre questo defluiva nel Lago Cornoalto, il lago più grande di Pokémos. Marsh fissò l’enorme acquitrino. Il lago aveva un colore azzurro limpido. Se ne poteva scorgere il fondo, una prateria di Baccalghe alternata a zone spoglie, probabilmente sotto cui si trovavano grossi massi o relitti. Sembravano esserci numerose navi affondate, rottami rimasti sul fondo ad imputridire.Mentre la nave fendeva l’acqua, comparvero le isole. Prima piccoli scogli, poi almeno una decina di isolette, che formavano un intrico insidioso al centro del lago. Il nascondiglio ideale per qualunque criminale fluviale, pensò Marsh. Una cosa simile capitava nel mare a nord di Alvearia, dove un piccolo agglomerato di isolette erano la base di diverse bande pirata, che se le dividevano e vi si rifugiavano in caso di pericolo. Per altro, le isole erano ben lontane dalle rotte usuali, perciò se una nave si avvicinava erano in grado di entrare subito in assetto da combattimento.Poi davanti ai Pirati della Rosa Rossa comparve l’Isola del Corno, la più grande. Quella su cui era sorta la cittadina pirata di Isola del Corno, il sogno di ogni criminale.Il porto era una sorta di zona franca, in cui potevano attraccare solamente le navi pirata, e in cui era severamente proibito entrare in conflitto con altre ciurme. In compenso, in città le risse erano all’ordine del giorno. Le case intorno erano un concentrato di taverne e sale da gioco, il paradiso di ubriaconi, violenti ed imbroglioni. E dietro tutto il resto svettava l’unico edificio in pietra della città, il Palazzo dei Capitani. I fondatori della città, pirati e masnadieri, avevano messo insieme il loro denaro sporco per costruirlo. E per quanto esso fosse stato bruciato tre volte dall’esercito di Normalia, e altre quattro volte fosse stato abbattuto, era sempre stato ricostruito, perché esso era il simbolo del potere dei pirati sull’alto corso del Draak.Tutto questo a Marsh era stato spiegato da Rose nei giorni precedenti, ma vederlo era ben altra cosa. Il pokémon guardò il grande palazzo in pietra nera, rubata e comprata a Spettria ed Oscuria. Guardò le finestre a mosaico, fatte costruire dagli schiavi catturati a Fatia. E si chiese cosa lo aspettava in quella città.
 
E questo è il primo capitolo post pareggio

CAPITOLO 167: L'ELEZIONE, IL RITORNO E L'ISOLA​

Electronvolt, Palazzo Reale, 15/07/4783, circa le 20«Quindi questo è il risultato dell’elezione.» Commentò Claydol, sospirando, mentre i cinque membri del Concilio elettivo e Gallade avanzavano verso la sala del trono «Per un solo voto…»«Per un solo voto? Considerato che siamo solo cinque, non è sorprendente.» Rispose Mimer.«Beh, comunque è poco. Se Reuniclus avesse scelto altrimenti…»«Sarebbe stato eletto l’altro, certo. Ci siamo.» Disse Mimer, mentre due guardie aprivano la porta, permettendo ai sei di entrare nella sala. I Re e molti Generali erano presenti, in attesa. I più recenti arrivati, e anche i più attenti, erano i Re ed i Generali delle tre fazioni di Vulcania, i cui troni erano stati strategicamente posti ben distanti l’uno dall’altro. Erano arrivati solo il giorno prima, ma aveva sentito che c’erano già stati problemi.«Ebbene, il Re di Espia è stato eletto?» Chiese Re Chandelure. Recentemente, era stato lui il più insistente sull’argomento, preoccupato per il futuro della Coalizione e dell’Alleanza a causa dell’assenza di un Re.«Sì. Vostre maestà, Generali, davanti a tutti i presenti dichiariamo Re di Espia il Principe Abra, che salirà al trono con il nome di Abra I.»Dopo l’annuncio, il primo a parlare fu Gallade «Il consiglio ha discusso anche della situazione attuale. Data la lontananza del Principe, il reggente sarò io. Ovviamente al procedere della guerra sarò costretto a combattere, perciò sarò coadiuvato dai membri del Concilio.»«Comprendo.» Rispose Re Electivire. Effettivamente si era trattato di un’ottima strategia. Dando la reggenza a Gallade si assicuravano che il pokémon non si facesse venire strane idee… almeno fino al ritorno del Re.Dopodiché, i membri del Concilio si inchinarono ed uscirono dalla stanza, lasciando i Re alle loro discussioni. E Gallade a rimuginare.“Maledizione, così vicino… Avrei dovuto riflettere di più. Mi ero assicurato il voto di Lord Weft promettendogli il titolo di Generale, ma non potevo rischiere di mettere in agitazione Claydol con un’offerta in denaro, probabilmente mi avrebbe accusato di corruzione. Mimer era contro di me, ma con Reuniclus speravo di riuscire a discutere… peccato che ogni volta dopo i consigli sparisse. Al Giratina, se fossi riuscito a parlargli…” Poi sorrise “Oh beh, poco male. Suppongo che questo significhi che occorrerà andare a nuove elezioni.” Electronvolt, campo militare, 15/07/4783, circa le 20«Sciocchezze! Il Trascina Tempeste è di certo superiore al Trascina Venti! Posso ammattere la superiorità del Pacificatore di Nubi, ma…»«Idiozie! Pure idiozie! Il Pacificatore di Nubi ha come proprio braccio destro il Trascina Venti, non ti pare abbastanza come prova della sua superiorità?!»Il Manectric e il Noctowl erano nel mezzo di un accesa discussione, quando a mettersi in mezzo furono Aegislash, Surskit e Gurdurr.«Allora, cosa sta succedendo qui? Per quale motivo state litigando?» Chiese Grump, accorrendo.«Questo blasfemo afferma che il Trascina Venti…» Iniziò il Manectric.«Chi?» Chiese Surksit. Non era mai stato particolarmente bravo con i vari soprannomi dei Loro. Inoltre era un Genesiano, e nel pantheon che venerava Genesect parecchi loro erano lasciati in disparte.«Non conosci il sommo Tornadus? Che religione blasfema veneri, ragazzino?!» Gridò il Noctowl, cercando di sfuggire alla presa di Aegislash.«Piano con le parole.» Disse Aegislash «Neanche io sono bravo con queste storie. Perciò, se lui è blasfemo, suppongo di esserlo anche io.» mentre parlava, la lama si avvicinò pericolosamente al pokémon Volante.«Come dicevo» riprese Manectric «Questo misc… questo tizio afferma che Tornadus sia in una posizione superiore a Thundurus nel Pantheon. Ovviamente, è un’idiozia.»«Idiozia sarà tua sorella, misc… tizio!» Gridò Noctowl, sempre tenendo lo sguardo fisso sulla lama, sinistramente vicina al suo petto.«Suvvia, suvvia, non potreste trovare una posizione di compromesso? Secondo la religione Arceista i due pokémon sono sullo stesso piano.»«E che c’entra l’Arceismo? Io sono Tornadiano!»«E io Thunduriano! Adesso lasciatemi andare, voglio far capire a quel…»Grump sbuffò «D’accordo, l’avete voluto voi. Dustox, fai quello che devi.»La pokémon si avvicinò e scagliò in faccia a entrambi una nube di Sonnifero. I due pokémon si squadrarono in cagnesco ancora un momento, poi crollarono a terra, addormentati.«Direi che una giornata in cella schiarirà le idee a entrambi.» Commentò Grump, mentre a un suo cenno altri due soldati si affrettavano a portare via i due pokémon svenuti.«Con questi quanti sono oggi?» Chiese Gurdurr, sospirando e ruotando la spalla.«Dodici liti, tra cui la rissa vera e propria di prima.»«Certo. Bah, mettersi a litigare per la religione. Si può essere più idioti?» Chiese Aegislash «C’è una religione che potrebbe accontentare tutti, ma...»«Io non andrei in giro a dire quelle cose a voce troppo alta, Aegislash.» Commentò una voce alle loro spalle. I cinque si girarono e si trovarono davanti Cacturne.«Capitano!» gridarono «Come sta?»«Come uno che ha passato troppo tempo steso su una brandina. Comunque, il medico di bordo ha detto che mi sono ristabilito completamente, fisicamente parlando.»«Un piacere rivaderla, Capitano.» Disse Grump.«Bando alle ciancie Grump, come sta andando? Mi pare di capire che ci sia qualche problema.»«All’esercito si sono unite diverse centinaia di squadre composte da… ferventi religiosi.» Rispose Grump.«Immaginavo fosse questo. Da quando sono arrivato mi hanno già fermato in quattro per chiedermi a quale culto appartengo. Per fortuna, con l’Arceismo ti lasciano passare sempre, non capisco perché la gente si ostini a venerarne altre. Uno mi ha chiamato ignavo, come se avessi detto chissà cosa, ma non è una questione che mi urta particolarmente.»«Dev’essere passato per la parte esterna del campo, signore. Abbiamo tenuto i più… zelanti ben lontani gli uni dagli altri, anche se questo non rende comunque le cose facili, specialmente adesso che sono arrivate quelle teste calde di Vulcania.»«Me lo ricorderò, è che la porta meridionale della città è affollata, e in ogni caso tra poco verrà chiusa fino a domani mattina. Temevo di restare chiuso dentro, quindi ho fatto il giro.»«Beh, ad ogni modo è bello riaverla qui, Capitano.» Rispose il pokémon, con una pacca sulla spalla.«Anche per me è bello rivedervi ragazzi.» Rispose quello «Avanti, abbiamo un giro di ronda da fare, giusto?»«Giusto.» Rispose Grump «Anche se credo presto ci assegneranno una nuova missione, sono venuti a parlarmene stamattina.»«Ottimo, mi farà bene tornare in azione.» Rispose Cacturne. Mentre il gruppo proseguiva, Cacturne si avvicinò a Surskit.«Allora Specchio, come vanno le cose a te?»«Oh, io sto molto bene Capitano, io…»«Leggi tra le righe ragazzo, non era quello che intendevo.» Rispose il pokémon.Surskit ci mise un momento a capire, poi arrossì «Oh, ecco, sì, è che…»«Ancora niente, eh?»Surskit si limitò a scuotere la testa.«Ascolta, capisco tutto, ma fidati, dovresti chiederglielo. E in fretta. Più a lungo aspetti, più è probabile che ti dica di no.»«Davvero?»«Nah, ho conosciuto gente che si è messa insieme dopo anni, però è una frase che in genere convince. Ma seriamente fidati, prima lo fai meglio è. D’altronde» e il ppokémon si avvicinò ancora di più «Sono sicuro che anche tu piaci a Dustox, Specchio.»«D-Davvero?»«Questa volta, la risposta è sì. Ma ti conviene chiederglielo presto. Sai, il campo è pieno di Pokémon Coleottero. Se non ti sbrighi tu, lo farà qualcun altro.»Surskit annuì «Ha ragione… Capitano.»Cacturne sorrise, poi si diresse avanti nel gruppo, lasciando Surskit da solo con i suoi pensieri. Isola Cornoalto, 15/07/4783, circa le 21Appena la nave ebbe completato le manovre d’approdo, Rose cominciò a dare ordini. Anzitutto, ordinò che metà della ciurma rimanesse a bordo quel giorno. L’altra metà avrebbe avuto il giorno libero per visitare la città, anche se la Roserade si raccomandò di tenersi lontani dalle risse.Mentre una ventina di membri dell’equipaggio sbarcava, Rose prese Marsh e lo obbligò a scendere. «Visto che sei il mio vice, ti conviene imparare a distinguere le bandiere delle altre ciurme. Inoltre, mi serve sapere quali bande sono qui.» Spiegò. Partendo dal loro molo, quello più a nord, procedettero verso sud. A ogni nave, Rose diceva il nome della ciurma e faceva un commento.«I Pirati del Pugno d’Acqua, meglio cercare di evitarli, probabilmente le ferite sono ancora fresche. Poi, i Pirati del Sole Rosso, questi non sono pericolosi.» Disse mentre camminava «I Pirati del Drago Marino, questi non hanno nessun problema con noi. E quelli sono i pirati della Palude, si capisce dal pescaggio basso. Sono tra i pochi pirati che agiscono anche a Velenia, nelle Piane Mefitiche, dove i fiumi sono poco profondi. E poi…» Rose si interruppe di botto «Maledizione, ci sono anche loro. Beh, non che non me l’aspettassi, ma…»«Scusi, capitano, chi c’è?»«Oh giusto. Beh, questa è la nave dei Pirati dell’Imperatore del Fango, il cui comandante è uno Swampert di nome Wamps. Quel pokémon è il mio più acerrimo nemico. Attualmente siamo a cinquanta vittorie a testa. Ma prima o poi riuscirò a colpire con un attacco definitivo.»«Anzitutto, siamo cinquantuno a quarantanove, il che è una cosa da considerare.» Commentò una voce alle loro spalle. Marsh e Rose si girarono, trovandosi davanti un grosso Swampert, parecchio più grosso della media. Rose non era bassa, almeno per la sua specie, e comunque superava Marsh di parecchio, ma davanti a Wamps era davvero piccola.«Inoltre» continuò il pirata «Devo dire che sono sorpreso di vederti qua. Cosa Giratina ci fa una come te qui.»«Sono una pirata, l’invito l’ho ricevuto anche io.» Rispose Rose.«Definirti pirata offende solo il nostro buon nome. Se avessi un po’ di decenza, spariresti da questo fiume, tu e la tua ciurma di matti.»«E se tu avessi un minimo di decenza te ne torneresti strisciando a Laghia. Oh già, non puoi. Troppa paura.»«Piccola…»«Suvvia, suvvia» disse una quarta voce «Il porto è un luogo di concordia tra tutti i capitani che approdano.» Un Ambipom frapponendosi tra i due. Marsh notò che gli mancava un occhio.«Boim. Che… piacere, vederti.» Commentò Rose.«Anche per me è un piacere.» Aggiunse Wamps, anche se entrambi sembravano ben lungi dall’essere in qualche modo felici.«Anche io sono felice di vedervi ragazzi. Ora, Wamps, credo dovresti riflettere di più prima di attaccare briga con Rose. L’ultima volta che l’hai fatto, hai perso un dito, o sbaglio?»«Ero ubriaco, non conta.» Rispose il pokémon. Fissando la sua mano sinistra, Marsh si rese conto che gliene mancavano ben due.«Conta visto che anche io ero ubriaca.»«E tu Rose, sai che non dovresti venire qui. Suppongo ti sia arrivata la convocazione, come a tutti gli altri capitani, ma tu e i tuoi dovreste tenervi ben lontani da quest’isola. Lo dico per voi.»«Abbiamo già promesso di non fare nulla se non veniamo attaccati per primi. Direi che basta. Per il resto, dipende dagli altri. Questa città è famosa per accogliere tutti i pirati, o sbaglio?»Boim sospirò «Immagino tu abbia ragione. Bene, cerca almeno di evitare guai. Provateci tutti, se possibile.»Wamps fissò Rose ancora un momento in cagnesco, poi si allontanò. Boim la fissò a sua volta, sospirò e si allontanò.«Chi era quello?» Chiese Marsh.«Un Impiccione. Boim è uno di coloro che sono stati incaricati dal Capocittà di calmare le risse che rischiano di scoppiare, almeno qui al porto. Tra pirati, li chiamiamo così, Impiccioni.»«Ma perché lo fanno? Intendo, perché fare questo lavoro?»«Alcuni perché la paga è buona. Altri, e sono la maggior parte, perché hanno subito ferite gravi in battaglia, ed essendo pirati schedati non possono tornare alla vita civile.»«Però Boim mi sembrava sano.»«Immagino che dopo dieci anni di sordità, uno riesca a dissimulare bene.»«Aspetta, è sordo?!» Chiese sorpreso Marsh.«Da ventuno anni, quando la sua ciurma ha fatto saltare dell’esplosivo. Era troppo vicino. Timpano sinistro distrutto, timpano destro quasi del tutto. Sente a malapena un mormorio. Però sa leggere le labbra.»«Come fai a saperlo?»«Perché è stato un mio compagno, anche se va detto che abbiamo rischiato e subito anche noi. Scusa, non è una cosa di cui mi piace parlare. E sinceramente non mi piace neanche vederlo.» Disse Rose, fermandolo dal fare altre domande. Dopodiché la pokémon rimase in silenzio per qualche minuto, e Marsh notò che la rosa che aveva come zampa andava meccanicamente alla cicatrice sul volto. Poi la pokémon scosse la testa.«Bene, finiamo questo giro, d’accordo?»Marsh annuì, e Rose gli indicò ogni nave del porto, spiegandogli quali ciurme pirata erano più pericolose. Poi i due si diressero verso la città.Se Marsh si era fatto una cerca idea parlando con Rose, entrato nella stretta via che conduceva al palazzo dovette ricredersi: era molto, molto peggio.La prima cosa che gli fece fare questa riflessione fu la strada coperta di fango, con il selciato che emergeva solo in qualche punto isolato. Evidentemente, nessuno si curava particolarmente di tenere pulita la via. Il pokémon si trovò a pregare che fosse solo fango.Procedendo, passarono davanti a diverse taverne. Nella prima, notò Marsh sbirciando dalla finestra, gli avventori erano nel mezzo di una rissa. Stava ancora guardando, quando Rose gli abbassò la testa con forza. Un attimo dopo sopra il capo di entrambi passò una sedia, che distrusse il vetro con un frastuono e si frantumò contro il muro.Nella seconda taverna sembrava essere appena passato un tornado, e diverse cameriere stavano ripulendo probabilmente le conseguenze di una rissa appena sedata. Con sorpresa di Marsh, diverse di loro erano Marshtomp, che sorrisero. Lui sorrise in risposta, ma Rose lo afferrò per la collottola e lo trascinò via.«Più attento ragazzo, sei a Normalia ora, le distrazioni costano.» Disse la pokémon, e Marsh annuì, senza capire. Solo girandosi si rese conto che quelle che un attimo prima erano Marshtomp avevano cambiato forma, diventando pokémon diversi.“Ditto!” Capì Marsh, rabbrividendo al pensiero.«Non preoccuparti, tutti si fanno fregare la prima volta.» Spiegò Rose, ridacchiando «Sono piuttosto convincenti. La maggior parte lo impara… a proprie spese.»Proseguendo oltre, Marsh vide parecchie altre risse. Altre Marshtomp, e non solo, gli sorrisero o lo salutarono con la zampa, ma ormai aveva capito il trucco, notando che alla maggior parte mancava una pinna, o avevano spuntoni in più sulle guancie.Alcuni pokémon invece provarono ad attaccar briga con lui. Un Machamp a cui mancava un braccio allungò il destro superstite e lo posò su un barile, sfidandolo a braccio di ferro. Quando Marsh rifiutò, il pokémon la prese male, ma fortunatamente un Ursaring si fece avanti per sfidarlo, e il pokémon Lotta si dimenticò di lui.Poi, passando davanti all’ennesima taverna, Rose ridacchiò «Da un’occhiata.» Commentò, indicando la finestra. Dentro, Marsh riconobbe Part intento a giocare a carte insieme a diversi altri pokémon. E giudicando sia dalle espressioni degli altri che dal gruzzolo accumulato davanti al pokémon Normale, il Patrat stava vincendo.«Non dovremmo fermarlo? Sappiamo entrambi che sta imbrogliando.»«Queste sono le regole del fiume ragazzo, se non provi a imbrogliare il tuo avversario almeno una volta a partita lo stai offendendo. Ovviamente, anche se ti scopre si offende.» Rispose Rose ridacchiando «Credimi, prima o poi lo scopriranno. Ho visto Part vincere un sacco di partite, ma non è mai tornato a bordo ricco. Si lascia trascinare e finisce per farsi scoprire.»«Appunto, non dovremmo…» Chiese Marsh, ma un attimo dopo vide Patrat fare un movimeto con la mano. Non capì neanche da dove venne fuori l’asso, ma non fu l’unico ad accorgersene. Gli altri pokémon saltarono in piedi. Nel giro di pochi minuti, una rissa era esplosa nel locale.«Dovremmo…?» Chiese Roserade.«Ho cambiato idea.» Rispose Marsh, mentre Part con abilità approfittava della confusione per sgusciare fuori dal locale, stringendo bene un sacchetto. Quando vide Marsh e Rose sorrise.«Oh, buonasera capitano, buonasera Marsh.»«Buonasera Part.» Rispose Rose «Dimmi, non avevo chiesto di tenere un basso profilo?»«Sì, capitano.»«E lo hai fatto?»«Lo stavo facendo…»«Oh, ne sono certa. E sono certa che lo farai molto meglio senza questi.» Rispose Rose, afferrando il sacchetto. Prese una Perla e una Pepita e le lanciò a Part. «Fattele bastare. Il resto te lo restituirò… forse.»Part annuì, e Marsh e Rose si allontanarono.«Ha intenzione di ridarglielo?» Chiese Marsh indicando il sacchetto.«Per quanto mi piacerebbe dargli una lezione e tenermelo, temo dovrò farlo. Se si sapesse che il capitano ruba ai sottoposti, la ciurma potrebbe rumoreggiare. Comunque basta così. Siamo arrivati.»Marsh guardò la piazza davanti a lui, in marmo bianco, pulita e lucida. Poi guardò il grande palazzo nero. E un nuovo brivido gli percorse la schiena.
 
No, ok, con le Ditto-puttane hai raggiunto il top :D :D :D  I funz di PM sono bella gente. All'inizio le avevo pensate, poi mi son detto "nah, forse è esagerato." E ho cancellato il paragrafo. Poi per qualche motivo, introdotta l'isola, me l'hanno chiesto TUTTI. Allora l'ho rimesso. E devo dire che il risultato mi ha fatto morire dal ridere  :D

Ciò detto, ci sono un po' di errori sparsi

E altri che mi sono dimenticato mentre cercavo il primo, lol Intanto ho corretto quello
CAPITOLO 168: BATTAGLIA TRA CAPITANI​

Isola Cornoalto, 15/07/4783, circa le 22Marsh guardò le due figure impiccate. Lo Swellow e l’Herdier pendevano inerti, sospesi davanti alla porta del palazzo, ondeggiando alla debole brezza.«Cosa…»«Non lo so, ma niente di buono temo.» Rispose Rose. Si avvicinò al portale e osservò i fogli che erano stati incollati alla parete sotto i due «Vediamo… “Il Maresciallo Sewll ed il Tenente Rierd, giudicati colpevoli dal Capocittà e dalla Fratellanza per aver arrestato ed impiccato i due Capitani fratelli Mawis e Malwil”. Ah, Mawis e Malwil sono morti? Non lo sapevo.»«Ma Capitano, perché sono stati impiccati?»Rose sospirò «Hanno subito il giudizio dei pirati. Hanno commesso un errore e ne hanno pagato le conseguenze.»«Sì, ma cosa hanno fatto? Se ho ben capito hanno impiccato due pirati.»«Non due pirati, quello è tollerato dalla Fratellanza. Quello che hanno fatto e stato impiccare due capitani di spicco. Mawis e Malwil erano due Mawile di Fatia famosi come i Capitani fratelli o i Morsi della Notte. Ed erano tra i membri più potenti della Fratellanza.»«E la Fratellanza è…»«La Fratellanza è un’associazione di pirati. Sono coloro che hanno eretto questa città e questo palazzo, coloro che gestiscono il fiume e tutti i suoi affluenti facendo pagare una percentuale a chiunque vi navighi, e punendo chi trasgredisce il codice della pirateria… e chi osa turbare l’equilibrio del fiume. Impiccare Mawis e Malwil causerà scompensi enormi sul Draak. Ci saranno almeno una decina di nuove ciurme pirata a combattersi i resti del loro regno. Quei due controllavano buona parte del fiume ad est dell’isola.»«Immagino che non saremo benvisti da questa “Fratellanza”, visto quello che facciamo sul fiume.» Commentò Marsh.Roserade per un momento lo guardò soltanto, poi sorrise, lasciandolo perplesso. «Hai cominciato a parlare in prima persona, adesso? Credevo non ti piacessero i pirati.» Rispose Rose, ridacchiando.Marsh scosse la testa imbarazzato, cercando di giustificarsi, ma Rose proseguì «Comunque, alla Fratellanza è sempre importato poco di me e dei miei. Sì, non mi vogliono bene, e ho rovinato gli affari a ognuno di loro. Ma non sono così potente da minacciarli. Inoltre ho un amico che provvede a… mitigare la situazione.»«Capisco.» Disse Marsh. Poi i due entrarono nell’edificio. Alle pareti erano appesi avvisi di taglia e jolly roger. La grande sala era piena di eleganti tavoli e poltrone, alcuni occupati.«Qui entrano solo i capitani e i loro accompagnatori.» Spiegò Roserade «Tutti quelli che vedi qui sono pirati pericolosi.»«E ci odiano, ho capito. Piuttosto, cosa sono le bandiere e gli avvisi di taglia appesi al muro?»«Sono perlopiù usati come ritratti per i grandi pirati del fiume. Sono membri della Fratellanza, o lo sono stati. Oppure sono pirati che sono diventati famosi. Dovrebbe esserci la taglia di Wamps qui da qualche parte. Se vedi il suo jolly roger, è lui.»«E tu?» Chiese Rose «Come mai non ci sei?»«Oh, non esporrebbero mai la mia taglia. Si tratta di qualcosa di inaccettabile. Una piratessa che salva schiavi e ruba ai ricettatori? Non ti fa guadagnare punti con gli altri pirati.»«Capisco.» Commentò Marsh. Fu in quel momento che i pokémon presenti nella sala si accorsero della loro presenza. L’atmosfera si fece improvvisamente tesa. Rose sembrava non far caso alle occhiate omicide lanciate dai presenti, ma Marsh si sentì rabbrividire. “Questo mi sta capitando troppo spesso ultimamente.” Si trovò a pensare, prima che un Musharna si avvicinasse loro. Marsh si trovò a confrontarlo con la Grande Indovina, ma quei due erano l’opposto. Il pokémon aveva una grande cicatrice sul fianco destro, ed era davvero infuriato.«Rose! Maledetta! Hai idea di quanto mi sia costato il carico che mi hai rubato?! Cinquantadue schiavi, dannata! Erano abbastanza per pagare l’intera ciurma per un mese! Voglio farti a pezzi, brutta…» continuò, cominciando ad alzare il livello degli insulti.«Marsh, ti presento Shuman, il capitano dei Pirati della Nebbia, un gruppo di pirati specializzato nelle imboscate. Allora Shuman, cosa vuoi fare? Combattere tra capitani è vietato, te lo sei scordato? O hai deciso di farti impiccare dalla Fratellanza?» Rispose Rose ignorando tutte le offese.«Sai bene che un modo per combattere tra capitani c’è.»«Oh Arceus, di nuovo? Tutte le volte che vengo su quest’isola uno di voi ci prova. Non vi siete stancati?»«Mi stancherò quando sarai morta! Rose, ti sfido a una Battaglia tra Capitani, da svolgersi nella pubblica piazza! Se vinco io…»«Sì, sì, io muoio, era abbastanza chiaro. Se vinco io, mi darai tutti gli schiavi e il carico della tua nave. Va bene?» Chiese Rose. Marsh sorrise. Tra quegli schiavi, forse, ci sarebbe stato qualcuno che potesse unirsi alla ciurma di Rose, lasciando andare lui.«Non ho schiavi, ma il carico lo scommetto tutto!» Rispose Shuman, sempre urlando, distruggendo le speranze di Marsh «Tutti i presenti saranno testimoni che hai accettato la sfida! Adesso andiamo, voglio godermi la vittoria!»Rose e Shuman si misero in marcia. Marsh li seguì da vicino, accanto alla piratessa «Cos’è una Battaglia tra Capitani?»«Un accordo tra due Capitani che accettano di combattersi. Se uno dei due non accetta, il duello non può aver luogo, perché una delle regole dell’isola è che i capitani non possono combattere tra loro. Scommetto che Shuman ha saputo che sarei arrivata e si è preparato in anticipo.» Rispose Rose, mentre uscivano sul piazzale, su cui continuava a soffiare un debole vento.«Ma non è pericoloso?» Chiese Marsh, mentre i due si separavano preparandosi allo scontro.«Tantissimo, per loro.» Rispose Rose, sorridendo. Si piazzò a un lato della piazza e si preparò allo scontro, facendo cenno a Marsh di allontanarsi. Intanto, la folla presente in piazza aveva cominciato a formare un cerchio intorno al piazzale. Marsh sentì due di loro parlare.«Ci risiamo, vale sempre la pena di sedersi qui in piazza quando Rose sbarca. Le sue lotte sono fantastiche.» Commentò un Weavile.«Assolutamente, anche perché non ne ha mai persa una qui sull’isola. Allora, per chi scommetti oggi?» Chiese di rimando l’Hitmontop, mentre quello che probabilmente era un Impiccione si avvicinava ai due capitani, probabilmente per assicurarsi che i due fossero d’accordo sullo scontro.«Rose. Tu?»«Shuman. Ho sentito che si è preparato una strategia contro l’avversaria.» Rispose l’Hitmontop.Marsh si guardò intorno, e con sorpresa vide che ormai una vera e propria folla si era formata, e molti di loro stavano contando Pepite e Perle, scommettendo.Poi, l’Impiccione si allontanò e il combattimento ebbe inizio. I due capitani presero a girare lentamente, fissandosi.“Il Capitano è in svantaggio.” Rifletté Marsh “Shuman è di tipo Psico.” A ben pensarci, Marsh si rese conto di non sapere nulla su come combatteva il Capitano, neanche se usasse combattimento diretto o a distanza.Rose gli rispose lanciandosi in avanti, coprendo rapidamente la distanza con il Musharna. Il pokémon Psico sorrise e scagliò uno Sbadiglio. La nuvola di gas volò verso la Roserade, che si scansò appena in tempo. Il Musharna scagliò uno Psichico, ma Roserade si scansò nuovamente con uno scatto, allontanandosi a distanza di sicurezza.“Velocissima.” Pensò Marsh. Rose era veloce, e le piccole dimensioni, se comparate con quelle dell’avversario, la mettevano in vantaggio. “Sicuramente è veloce quanto Raichu.” Riflettè il pokémon “Forse di più.”Nel frattempo, Rose tentò ancora di ridurre la distanza tra lei e Shuman, ma il pokémon Dormiveglia la teneva a distanza sfruttando Sbadiglio e Psichico.“Quindi era questo che intendeva il Capitano.” Pensò Marsh osservando il fumo rosa ondeggiare al vento e dissolversi.Rose cambiò strategia, e prese a muoversi con cautela intorno a Shuman. Il pokémon Psico scagliò alcuni attacchi, ma Rose si limitò a continuare a girare lentamente intorno a lui, seguita dall’altro, schivando i colpi.“Che sta facendo?” Si chiese Marsh. Se cercava un’apertura, convenica cercarla nello scontro ravvicinato piuttosto che sulla distanza.«Quell’idiota di Shuman ci sta mettendo troppo.» Commentò una voce dietro di lui. Marsh si girò e si trovò Wamps davanti. Lo Swampert sorrise «Allora, il tuo Capitano non ha ancora perso, piccoletto?»«Certo che no, visto che vincerà.»Wamps sorrise «Perché combatte contro un idiota. Fossi io il suo avversario, non se la caverebbe così facilmente. Hai capito qual è il suo piano, vero?»Marsh lo fissò, e Wamps scoppiò a ridere «Ma come, non ci arrivi? Beh, allora non ti voglio rovinare la sorpresa. Certo però che me li facevo più intelligenti i sottoposti di Rose.»Nel frattempo, Rose aveva girato di quasi centottanta gradi rispetto a quando aveva cominciato, trovandosi nella posizione da cui era partito il Musharna. E a quel punto, si lanciò in avanti. Il pokémon Psico sorrise, e scagliò il fumo di Sbadiglio… che il vento gli rispedì in faccia.Marsh rimase a bocca aperta. Rose aveva calcolato la direzione del vento e aveva fatto in modo che l’altro si trovasse controvento.Lo Sbadiglio non poteva far addormentare Shuman, visto che era prodotto da lui stesso, ma ci pensò la Roserade. La pokémon lo colpì in pieno volto con Velenpuntura. Scagliò poi un secondo veleno, e quando l’avversario contrattaccò con Psichico, il colpo fu più debole e lento, e Rose si limitò a schivarlo, colpendo con una seconda Velenpuntura.“Velenotrappola.” Capì Marsh. Poco dopo, Rose aveva vinto. Shuman era a terra, avvelenato ed esausto. La pokémon sorrise, poi si diresse verso Marsh «Che ti dicevo? Una passeggiata.» Commentò. Poi vide Wamps «E tu che vuoi?»«Niente, ero solo venuto a vedere un combattimento noioso. Shuman non aveva possibilità fin dall’inizio. E tu d’altra parte non sei certo una grande guerriera.»«Cos’è, cerchi di convincermi a sfidarti? Spiacente, dovrai fare di meglio. Non ho intenzione di affrontarti in una Battaglia tra Capitani.»Wamps sorrise «Il che dimostra solo che sei debole. Non sei una vera piratessa, solo una ragazza che gioca a fare la dura. Sparisci da queste acque, farai un favore a tutti.» Rispose lo Swampert, allontanandosi.Marsh si sentì montare una rabbia incontenibile, e fece un passo avanti, ma Rose lo fermò. Wamps sparì tra la folla, e Marsh sospirò.«Maledizione, quanto mi fa arrabbiare. Tu combatti per la cosa giusta, e lui…»Rose lo fissò, poi ridacchiò «Sai, dovresti stare davvero attento. Per uno che non vuole fare il pirata, mi pare tu ti stia affezionando un po’ troppo.» Disse la pokémon, e Marsh arrossì. «Dai, andiamo.» proseguì, facendogli cenno verso il palazzo «Per un po’ non ci disturberà nessuno.»Marsh annuì e i due si avviarono. All’Ansa dell’Ursaring, 15/07/4783, circa le 6Zorua uscì dalla locanda e, raggiunto un gruppo di alberi sul retro dell’edificio, trovò Riolu in piedi al centro della radura, ad occhi chiusi. Non che non se l’aspettasse, il pokémon aveva scelto quel posto per allenarsi da giorni, e si vedeva chiaramente dalle buche nel terreno e dai segni sugli alberi.Il Pokémon Buio si avvicinò, e Riolu aprì gli occhi. Evidentemente, l’aveva percepito con l’aura.«Ciao Zorua.» Disse il Pokémon Lotta, richiudendoli per concentrarsi. Avvicinò le mani e tra esse si formò una Forzasfera. Invece di lanciarla subito, cominciò a concentrarla sempre di più, riducendola di dimensioni. Zorua lo guardò ammirato, ma il colpo non partì: quando la rilasciò la Forzasfera esplose, sbilanciandolo. Il pokémon Buio corse verso di lui, ma l’altro si rialzò.«Giratina, sempre in questo punto…» Borbottò, rialzandosi.«Senti, Riolu, non dovresti riposarti? Ci aspetta un lungo viaggio, e…»«Tranquillo, tranquillo, non preoccuparti.»Zorua cercò di dire qualcosa, ma non sapeva come comportarsi. Da quando erano arrivati a Normalia, Riolu era strano. Aveva passato tutti i giorni ad allenarsi, dicendo di non essere abbastanza forte. Zorua lo aveva anche visto parlare con Pokémon di Normalia, Arenia o Vulcania, facendo sempre domande sull’allenamento e sulla forza. Anche gli altri se n’erano accorti, ma in fin dei conti era assurdo dirgli di non allenarsi, perciò l’avevano lasciato stare.“Solo che ultimamente è diventato davvero taciturno e solitario.” Pensò Zorua.«Piuttosto, Zorua» disse Riolu concentrando una nuova Forzasfera «Perché non vai a prepararti con Trubbish? Credo sia già sveglio.»Zorua annuì. Effettivamente, Trubbish era già uscito quando il principe si era svegliato. Per un attimo si chiese se non ci fosse qualcosa da dire, ma effettivamente non era neanche sicuro che Riolu avesse un problema. In fondo aveva passato la vita ad allenarsi. Perciò, Zorua si girò salutandolo, e si allontanò.Quando il pokémon si fu allontanato, Riolu scagliò la Forzasfera, che si schiantò contro una roccia. A quel segnale, due pokémon uscirono dalla rada boscaglia.«Finalmente se n’è andato.» Commentò il Persian.«Adesso, torniamo agli affari, ragazzino.» Disse il Lucario. «Ti daremo la forza che desideri. In cambio, devi soltanto fare quello che diciamo. Chiaro?»Riolu annuì. Aveva incontrato i due pokémon qualche giorno prima, mentre si allenava. Erano stati molto gentili, affermando di essere esperti in combattimento. E in effetti Riolu non era riuscito a batterli, nonostante il vantaggio di tipo.«Allora, hai capito esattamente cosa devi fare?» Incalzò il Persian.«Sì. Devo lasciare dei segnali lungo la strada che percorreremo, giusto? Una freccia nella polvere, un colpo di Palmoforza su un albero, o qualcos'altro di riconoscibile che vi permetta di sapere la direzione del Gruppo anche seguendoli a distanza tale da non allarmarli. Se succede qualcosa durante il cammino, devo lasciare un segno solo, altrimenti due segni.»«Esatto. E poi?»«E devo anche lasciare biglietti per riferirvi eventuali informazioni importanti, nel caso serva. Ho capito, davvero. Solo, siete certi che…»«Davvero, ragazzo, ti abbiamo spiegato chi siamo. Ci serve il tuo aiuto, e ci serve in segreto. Soprattutto Eelektross e Raichu non devono saperlo, ma possibilmente non deve saperlo nessuno nel Gruppo. Per suggellare il nostro patto» annuì il Lucario, compiaciuto «un consiglio per controllare l’aura della Forzasfera: rilascia l’aura che ti protegge le mani gradualmente, anziché di botto. In questo modo, sarà più stabile.»Riolu annuì e scagliò la Forzasfera seguendo il consiglio del pokémon. E come previsto, il colpo non esplose, ma anzi colpì il bersaglio.«Ottimo lavoro.» Annuì il Lucario «Per il tuo allenamento non preoccuparti, ti seguiremo da vicino. Allontanati dal Gruppo per il tempo che ti serve. Non sarà molto, ma cercherò di essere esaustivo.»«Non preoccuparti, Lucan, sono certo che ha capito anche questo.»«Ne sono sicuro Pers, ma in fin dei conti è meglio essere chiari. Non vorrei che si sentisse ingannato.» Rispose Lucan. «Bene. Adesso noi andiamo. Mi raccomando.»Riolu annuì, e soddisfatto riprese ad allenarsi, mentre il pokémon Acciaio e il pokémon Normale sparivano tra le fronde.Si chiese se quello che stava facendo fosse giusto. Poi però rifletté su quello che gli era successo. Prima non era riuscito ad entrare a Vulcania, poi quei pirati lo aveva catturato. E ripensò a ciò che avevano detto e promesso i due Pokémon. “Sì, è tutto per il meglio. Io ci guadagno e loro anche. In fin dei conti, non mi sembrano pokémon malvagi.” Si disse. Strada di Arceus, 15/07/4783, circa le 9Zangoose sorrise, si piazzò davanti all’incrocio e salutò uno a uno i membri del Gruppo. Erano partiti un’ora prima dalla taverna, con il tacito accordo di attendere fino al momento della separazione prima di salutarsi. E adesso, quel momento era arrivato.«Mi raccomando, non metterci di nuovo diciassette anni a farti sentire.» Disse Eelektross, stringendogli la zampa.«E tu vedi di farti trovare ad Elettria la prossima volta, invece che obbligarmi a girare mezza Pokémos.» rispose Zangoose, sorridendo.Emolga, Flaaffy, Tri, Plusle, Minun e Luxray gli augurarono buona fortuna, ognuno a modo suo. Minun fu gentile al punto da curargli alcune delle ultime ferite del braccio, anche se non tutte, visto che si sentì stanco in fretta.«È stato un piacere conoscerti.» Disse Raichu.«Anche per me Raichu. Sai, un po’ mi assomigli credo. Cerca solo di non diventare esattamente come me.» Gli disse lo Zangoose, enigmaticamente. Raichu si chiese cosa volesse dire, ma evitò di chiederlo.Salutati anche Draak, i principi, Trubbish e Riolu, Zangoose si allontanò. Il Gruppo lo guardò sparire lungo la strada diretta a nord. Da quel che avevano capito, avrebbe cominciato direttamente da un nobile di un certo livello, uno che conosceva e su cui sapeva di poter contare.Il pokémon Normale si allontanò fino a diventare un puntolino diretto a nord. Poi Eelektross batté le zampe una volta, riscuotendo i presenti.«Muoversi gente, in marcia. La Voce non si muoverà per venire da noi, quindi dobbiamo essere noi ad andare da lei. In marcia.»I presenti annuirono, si girarono e ripresero la marcia verso est. Nessuno notò che, con un colpetto del piede carico d’aura, Riolu aveva inciso la propria impronta su una pietra della strada. Mentre il Gruppo si allontanava, due figure emersero dall’erba alta e osservarono il segno.«Era abbastanza ovvio, se n’è andato lo Zangoose.» Disse il primo, Pers.«Beh, questo dimostra che il ragazzo ci tiene a mantenere la promessa.» Rispose il Lucario «Adesso andiamo.»I due pokémon si gettarono tra i campi coltivati e l’erba alta, seguendo la Strada di Arceus, e seguendo il Gruppo.
 
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Quell’idiota di Shuman mettendo troppo


Perché non vai a preparare da Trubbish?
Eh?


Ringrazia che nella nuova versione del forum quando evidenzi una parte di testo appare il pulsante "quote this"

Comunque, non capisco se Riolu è scemo o semplicemente avido di potere... Cioè, sa dell'Organizzazione che vuole uccidere il Gruppo, e si fa seguire da degli sconosciuti? Peraltro, un avvenimento di questo tipo era già stato predetto ad Espia. Ma non credevo che sarebbe stato così idiota, davvero...

E mi lasci anche con dei dubbi su quale possa essere il destino di Marshtomp... Potrebbe riunirsi a Zangoose? Chissà...
 
Eh?

Ringrazia che nella nuova versione del forum quando evidenzi una parte di testo appare il pulsante "quote this" Ringrazio infinitamente e correggo.

Comunque, non capisco se Riolu è scemo o semplicemente avido di potere... Cioè, sa dell'Organizzazione che vuole uccidere il Gruppo, e si fa seguire da degli sconosciuti? Peraltro, un avvenimento di questo tipo era già stato predetto ad Espia. Ma non credevo che sarebbe stato così idiota, davvero... Giuro che non è scemo, giuro che ha dei motivi. Giuro.

E mi lasci anche con dei dubbi su quale possa essere il destino di Marshtomp... Potrebbe riunirsi a Zangoose? Chissà... Yep, potrebbe prendere un sacco di strade Marsh.
CAPITOLO 169: IL PIANO DEL CAPO​

Eletronvolt, 15/07/4783, circa le 18Galvantula imprecò, poi riprese a parlare «D’accordo, d’accordo, torna dal Conte e digli che invieremo dei soldati.» Disse al Voltorb.«Il conte chiede cinquemila soldati.»«Quattromila. Con i trecento che già comanda, avrà quasi i cinquemila pokémon che chiede.»«Non bastano per difendere la città. Non vogliamo finire come Joulechester.» Rispose il Voltorb, imperturbabile.«Lasciami capire, prima Lord Denen lascia che la sua città sia saccheggiata poi pretende che gli diamo soldati che adempiano al suo dovere?»«Trecento soldati potevano fermare l’esercito dell’Organizzazione, quando quattrocento erano già caduti? Non credo.»“Ti fa piacere pensarla così vero? Ritirata strategica suona decisamente meglio di fuga.” Pensò il Generale, ma annuì «Indubbiamente. D’accordo, quattromilasettecento soldati. Mi pare una cifra ragionevole.»Il Voltorb sospirò e annuì «Se non si può avere di meglio…»Galvantula stava per esplodere. Quel tizio era entrato nella base con una lettera del Protettore di Truepower e Conte di Joulechester, Denen Nedden, in cui questi chiedeva più soldati dei mille che Galvantula aveva già stanziato e dei mille che pattugliavano la zona. Inizialmente era stato riluttante nello spiegare che fine avesse fatto il Conte durante il Sacco di Joulechester, poi aveva spiegato con riluttanza che il Dedenne aveva inizialmente combattuto in difesa della città, per poi guidare la ritirata da un passaggio segreto quando la situazione si era fatta disperata. Peccato che a ritirarsi fossero stati solo il conte, la sua famiglia, i soldati in difesa alla reggia e alcuni dei presenti nell’edificio. Aveva deciso di scappare e lasciare la sua città a morire.E adesso, quello stesso individuo veniva da lui a pretendere altri soldati, che Galvantula era costretto a dargli perché in ogni caso la città ne aveva bisogno. Gliene avrebbe dati anche di più, se solo il conte non fosse stato...«Settemila. Alla condizione che il comando di quelle truppe non sia del Conte, ma di un uomo di fiducia scelto da noi Generali e dal Re del suo paese di provenienza.» Disse Galvantula. Senza il conte al comando, si sarebbe sentito molto più tranquillo.Il Voltorb riflettè per un momento, ma come il Generale aveva previsto annuì «D’accordo. In ogni caso, Truepower va difesa.»Galvantula annuì, poi congedò il Voltorb, promettendogli di fargli avere presto notizie sui soldati.Il pokémon si mise a riflettere. C’erano circa 680.000 soldati ad Elettria, ora che i 30.000 mandati dalle varie Fiamme erano arrivati. Detto così, sembrava un’enormità, e per certi versi lo era. Peccato che una volta divisi gli eserciti in cinque parti, restassero 138.000 soldati per ogni fazione, e questo senza considerare tutti quelli che dovevano distaccarsi per effettuare ricerche a tappeto per trovare la maledetta base dell’Organizzazione, o per scoprire dove avrebbero colpito la prossima volta.E ancora, c’erano le perdite. Secondo gli ultimi rapporti un Tyranitar di Oscuria, al comando di uno squadrone di trecento pokémon, aveva guidato una missione senza più fare ritorno. Dove fosse finito, nessuno lo sapeva, ma non erano i primi. Convogli di provviste ed esploratori sparivano a ripetizione. Si trovavano cadaveri, carri in fiamme, ma non abbastanza. Molti di più sparivano nel nulla. Qualcuno sicuramente disertava, ma così tanti? No, quelli erano attacchi dell’Organizzazione. Fino a quel momento, l’Alleanza aveva già perso quasi 6.000 soldati, un numero enorme. E se i rapporti erano veri, la situazione era persino peggiore di quanto non fosse stata in precedenza.Inoltre, gli attriti interni erano un altro problema. Tralasciando la questione religiosa, che in fin dei conti presto o tardi si sarebbe calmata come era sempre successo, e anche la questione delle Fiamme, tenute ben divise, c’erano rivalità ben più subdole. Molti abitanti di Alvearia ad esempio non avevano ancora perdonato a Laghia l’occupazione militare subita oltre mille anni prima, ai tempi dell’Impero di Laghia. Ad Aeria c’era un gruppo di fondamentalisti militari poco inclini a collaborare con l’Alleanza, il MAT o qualcosa del genere. E persino nella Coalizione c’erano degli attriti, perlopiù per via del passato criminale di Oscuria.“E a tenere in piedi tutto questo c’è Re Electivire.” Pensò Galvantula. Il Re stava facendo tutto ciò che poteva per evitare inutili litigi nell’Alleanza. E il Gruppo, paradossalmente, era riuscito a rendergli più difficile la cosa, per una questione di accordi matrimoniali.Galvantula raccolse vari documenti, poi uscì dall’ufficio. Helioptile gli si piazzò subito di fianco, pronto a prendere ordini.«Wash è a palazzo con il Re?»«Come sempre signore.»«Si sa qualcosa sulla questione dell’accordo matrimoniale?»«Niente signore.»«Come pensavo.» Commentò Galvantula scuotendo la testa. Quell’accordo della malora rischiava seriamente di mandare in crisi i rapporti della Coalizione con Vulcania.“Eelektross, possibile che tu abbia combinato un disastro simile?” Si chiese. Gli sembrava strano che il pokémon si fosse lasciato ingannare in quel modo, ma chi poteva dirlo?Galvantula lasciò da parte quei pensieri ed entrò nella sala in cui erano riuniti i Generali. Mentre a protezione dei Re erano stati lasciati Wash, Scizor, Blastoise, Volcarona (che aveva insistito per essere sempre accanto a Re Larvesta) e Aerodactyl, oltre ovviamente a Gallade. Gli altri Generali si erano radunati con urgenza. Data la situazione, non si poteva fare altrimenti.«Grazie per essere venuti.» Iniziò Galvantula «Quindi, qual è esattamente la situazione? Nella Coalizione?»«Secondo le unità di stanza nella Coalizione» iniziò Medicham «Sono già avvenuti due scontri con piccole armate di Pokémon presumibilmente appartenenti all’Organizzazione. Il primo, avvenuto nei pressi di una scuola, sembrerebbe essere stato vinto dai nostri, perché il nemico si è ritirato, anche se l’inseguimento è fallito. Il secondo scontro invece è terminato con la nostra sconfitta. Nel primo non ci sono state perdite, e solo cinque feriti. Il secondo invece ha visto perire o sparire numerosi dei nostri, tra cui il Comandante di Brigata Mewos. Nel complesso, abbiamo perso oltre mille pokémon per catturarne poco più di duecento.»«Ad Aeria?» Proseguì Galvantula rivolgendosi a Togekiss.«L’Organizzazione ha combattuto contro una nostra squadra, rimasta di stanza ad Aeria, guidata dal Comandante di Reggimento Ticto, membro del MAT. Il risultato è stata una vittoria incerta dei nostri. Abbiamo messo in fuga i nemici, ma abbiamo perso troppi pokémon per poter proseguire l’inseguimento. E i cittadini mormorano sia stata una mossa contro il MAT.»«Ad Alvearia?»«C’è stato un attacco a sorpresa. L’assalitore ha fatto irruzione nella camera di un ufficiale, venendo ucciso… non prima di aver ucciso a propria volta dieci soldati, incluso il Tenente Quirn. Dato che questi era contrario a scendere in guerra, si vocifera sia un complotto per eliminare un dissidente.» Rispose Forretress.«A Laghia?»«Incendio nelle Palafitte, cosa quasi incredibile dato che sono case su un lago. Il peggio è che gli incendiari usavano i vessilli della Marina. Il popolo rumoreggia, affermando che il Re abbia dato l’ordine come repressione contro gli oppositori alla guerra che si stanno riunendo nelle Palafitte.»«… Quindi, cosa hanno in comune tutti questi attacchi? Suppongo l’abbiate capito tutti.» Disse Galvantula dopo un momento di riflessione.«Stanno attaccando sia l’esercito che i dissidenti, ma fanno in modo che si diffondano voci secondo cui sia l’Alleanza ad eliminare i “nemici” interni. Vogliono spingere questi ultimi a credersi perseguitati e a rivoltarsi, questo è chiaro.» Rispose Milotic.«Quante sono le probabilità che ciò accada?» Chiese Galvantula. Notando che tutti i Generali presenti sembravano restii a rispondere, si spazientì e sbattè una zampa sul tavolo. «Ascoltate, comprendo che l’idea di rivelare le debolezze politiche del proprio paese agli altri vi preoccupi. Tuttavia ne abbiamo bisogno.»I Generali annuirono, ma sembrarono ancora dubbiosi. Poi, Togekiss ruppe gli indugi.«Il Generale Galvantula ha ragione. Comincerò io. Il MAT è stato per secoli una spina nel fianco della dinastia reale di Aeria. Il Movimento Antiche Tradizioni fu fondato oltre quattrocento anni fa, da un gruppo di militaristi convinti, decisi a dare ad Aeria un’impronta militare. I Re riuscirono a tenerli calmi concedendo loro il titolo di Polizia di Frontiera, che di fatto non aveva alcun valore. Poi, quindici anni fa, alcuni pokémon, descritti come “stranieri” dai testimoni, incendiarono i Quattro Templi. Si persero migliaia di oggetti rituali, oltre a quasi trecento anni di profezie. La Polizia di Frontiera fu pesantemente criticata, e il Re fu costretto a prendere provvedimenti, accorpandola nuovamente all’esercito. Il MAT non la prese bene.»«Ad Alvearia, abbiamo due problemi.» Disse Beedrill «Il primo sono i piani sotterranei dell’Alveare. Furono costruiti secoli fa, prima dell’arrivo del nostro protettore Genesect, per tentare di dare più spazio alle coltivazioni. Col tempo però divennero un luogo di raduno per la feccia di Alvearia. Tecnicamente i passaggi che vi conducono sono chiusi, ma siamo certi che ne esistano ancora, nascosti probabilmente nelle case di qualcuno, anche se ogni tentativo di trovarli è un fallimento. Il secondo, è il gruppo di fondamentalisti che si oppone all’Alleanza, specie con Laghia. A dirla tutta, non credevamo fosse un problema così grave. Voglio dire, sono passati secoli dall’ultima volta che abbiamo avuto gravi problemi con Laghia, e oggi i rapporti sono distesi. Lo prova il fatto che abbiamo affidato ai Lapras la rotta che collega Laghia ed Alvearia. Eppure, incredibilmente, quei sentimenti di paura, rabbia e odio sono riemersi.»Galvantula annuì, poi si rivolse a Gengar «E la Coalizione?»«Ci sono svariati partiti contrari alla Coalizione. Isolazionisti convinti, che preferiscono pensare che l’apertura verso altri paesi sia un male. Per quanto riguarda Spettria, questo è tutto.»«A Velenia la situazione è più grave. Il popolo è scontento del Re, perché ritiene sia scappato dal paese e si sia rifugiato ad Oscuria per paura di un colpo di stato. Inoltre, il popolo ritiene in generale che le tasse siano troppo alte e i nobili si prendano troppe libertà.»«E quanto c’è di vero?»Venusaur esitò un momento «Le tasse sono… nella media della Coalizione. Non possiamo abbassarle, specialmente in un periodo di guerra. Quanto ai nobili, ammetto che il Re ha scarso controllo su di loro.»«E il resto dei paesi della Coalizione?»«Espia è tranquilla. Arenia ha un forte problema con la criminalità, per colpa della guerra di Vulcania e degli enormi danni ai commerci che ha causato da quando è cominciata. Questo ha portato a un brigantaggio diffuso. Facciamo ciò che possiamo, ma per due che ne arrestiamo, ne spuntano altri tre.» Rispose Medicham.«Quanto a Oscuria, sono passati cinquant’anni, ma ci sono ancora dei nuclei che ritengono il padre della Regina, e la Regina stessa, degli usurpatori. Il che, considerato lo stato in cui versava Oscuria quando il Re ha preso il treno, è ridicolo.» Completò Absol.Arcanine sospirò «Vulcania è un paese in guerra. Il legittimo Re» commentò lanciando un’occhiata fin troppo chiara a Charizard «è costretto a cercare di prendere il trono che gli spetta con la forza. Quindi, è normale nascano delle forze contrarie alla guerra. E sappiamo bene che questo vale per tutte le Fiamme.»«Le Fiamme Bianche sono un partito esistente in tutti e tre i territori deciso a fermare la guerra. Inizialmente era un partito pacifista, ma ultimamente ha preso una piega pericolosa.» Completò Charizard.Galvantula annuì «Ad Elettria, invece…» iniziò, poi si fermò. E si rese conto che ad Elettria era tutto tranquillo, da oltre un secolo. Non c’erano rivolte, non c’erano guerre, non c’erano carestie. I criminali… «Ad Elettria esiste un’organizzazione criminale comandata da un pokémon che si fa chiamare E. Di fatto crediamo che tutti i criminali di Elettria in un modo o nell’altro facciano capo a lui. Tuttavia, E. è sorprendentemente fedele alla corona. Mi urta dirlo, ma forse è anche merito suo e del suo predecessore che Elettria è in pace.»«Cosa sappiamo di questo E.?» Domandò Absol.«Che al momento non è ad Elettria, che è un Eelektross e che è un eccezionale combattente.»«Capisco. Potrebbe essere utile contattarlo, ma se non è ad Elettria sarà difficile. Bene, detto ciò, come procediamo?»«Cercando di risolvere i nostri punti deboli.» Rispose Galvantula “E se sapessi come fare senza usare soldati, sarebbe tutto più facile.” Si disse. Poi i presenti ripresero a discutere. Da qualche parta ad Elettria, 15/07/4783, circa le 23«E con questo, la fase uno del piano è completa, anche se poco prima del previsto. Dico bene?» Commentò il Capo. I Generali annuirono.«Sì signore. Come riferito da Charizard, alla fine i Generali hanno deciso di mettere parte delle truppe in stato di allerta, pronte a rientrare nei rispettivi paesi.» Disse Fern.«E grazie a Gallade, anche Espia si è “generosamente offerta” di inviare i propri soldati in rinforzo, quando sarà il caso.» Aggiunse Wobros.«Eccellente. Ebbene, quando sarà il momento?»«I miei informatori dicono che il MAT è pronto a reagire. Basta un’altra piccola spinta e il malcontento esploderà diventando violenza.» Rispose Salamance, sorridendo.«Ad Alvearia, i nostri stanno già organizzando due nuovi attacchi. Contiamo di riuscire ad uccidere il Comandante di Reggimento Flyb e il capo di una grossa banda criminale, Violn. Tolti di mezzo quei due, sarà facile portare i criminali dalla nostra ed istigare alla rivolta gli oppositori di Laghia.»«E ovviamente, guideremo gli oppositori…»«Ad attaccare Laghia, signore.» Disse Float «Al momento ancora ai contrari alla guerra del paese manca una vera motivazione. Ma se i ribelli di Alvearia attaccassero Laghia, ecco che l’Alleanza passerebbe sotto una pessima luce. E a quel punto, la rivolta esploderà.»«Contemporaneamente, nella Coalizione abbiamo diffuso le voci che il Re di Velenia, Drapion, intende aumentare le tasse, dando ai nobili il potere di riscuoterle personalmente. Velenia diventerà un calderone di rivoltosi.»«Allo stesso tempo, i nostri infiltrati nell’esercito della Coalizione di stanza ad Espia attaccheranno “un nucleo di ribelli di Arenia”, in realtà un villaggio qualsiasi. O più di uno. Arenia non rimarrà con le mani in mano, e visto che l’esercito dell’Alleanza apparirà come un nemico…» iniziò Wobros.«A quel punto si formeranno per forza squadre di ribelli, pronte a colpire le armate della Coalizione. E al primo scontro, grazie alle nostre spie, diffonderemo la notizia che alcuni civili innocenti sono stati massacrati senza pietà.»«Il che» concluse il Capo, sorridendo deliziato «Lascia Oscuria, Spettria, Vulcania ed Elettria.»«Oh, a Spettria è ancora più facile. Ci sono molti gruppi contrari alla Coalizione. Appena le voci della rivolta di Arenia e Velenia si diffonderanno, a Spettria scoppierà il caos. Ovviamente, ci siamo assicurati di… “invogliare” questi gruppi ad intervenire.»«E a quel punto, Oscuria insorgerà. La “regina usurpatrice” ha nemici che noi abbiamo messo in condizione di rivoltarsi, e lo faranno.» Spiegò Mhyen.«A Vulcania abbiamo rifornito le Fiamme Bianche di cibo, strumenti medici di Metallia, pokémon e mezzi. E ora che l’esercito ha lasciato in gran parte il paese, si solleveranno con facilità. Hanno anche trovato un candidato al trono per cui combattere. Candidato che ovviamente è un nostro fantoccio.» Concluse Fern, sorridendo.«Perfetto. E con questo, direi che l’Alleanza non è un proble… Ed Elettria?» Chiese il Capo.Il Quinto Generale sorrise «Mio signore, a Elettria non ci sono rivolte possibili. Eelektross ha la criminalità in mano. I nobili sono soddisfatti del Re, e i cittadini anche, almeno per il momento. Quanto alla religione, stiamo tirando quei fili, ma non è ancora il momento.»Il Capo la fissò per un secondo, poi annuì «Sono certo che saprai risolvere la situazione. Come sempre, Eele.»La Eelektross con la grande cicatrice si inchinò e sorrise. Normalia, Castlegreen, 18/07/4783, circa le 13Zangoose si guardò intorno. Il Baronato di cui Castlegreen era la capitale si trovava nella zona centrale di Normalia, molto rigogliosa. C’erano voluti tre giorni per arrivare alla città, che era molto diversa da come la ricordava. L’ultima volta che era stato lì, le vie erano affollate da soldati del Barone, criminali da lui assunti per minacciare i proprietari terrieri e sottometterli. Adesso, invece, i pochi soldati erano pokémon normali, e intorno a loro fiorivano, invece di losche taverne e locali di dubbio gusto, negozi e bancarelle di mercanti. La via principale era molto affollata, e il Terrorpanno che Zangoose aveva addosso si impigliò più volte, anche se non si strappò.Il pokémon percorse la strada fino al palazzo, preoccupato. Aveva aspettato quel giorno per molto tempo, sin da quando gli aveva fatto quell’offerta. E adesso, si vedeva costretto a rinunciarvi.Il pokémon bussò con decisione al portone del palazzo, e una guardia aprì una feritoia per guardarlo. «Che vuoi?»«Devo vedere il barone.»«Cosa devo dire a sua signoria? Chi sei?»«Digli che lo Zangoose è venuto a riscuotere il debito.» Rispose Zangoose. La guardia, un Diggersby, lo fissò un momento, mentre Zangoose calava il cappuccio per farsi vedere in viso. Il soldato strabuzzò gli occhi.«Tu sei…»«Sì. Adesso, potresti avvisare il barone?» Chiese. Quello annuì e corse via. Tornò poco dopo e gli aprì la porta.«Il barone ti attende. Da molto tempo, ha detto.»«Io persino da prima.» Rispose Zangoose, avviandosi seguito dal soldato.
 
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La Eelektross è la moglie di E. sopravvissuta all'incidente. O la figlia. Sei un po' troppo prevedibile :P
Figlie non ne ha, quindi... No, giuro, questa volta non volevo essere imprevedibile, quella E' Eele.

CAPITOLO 170: IL REGNO DEI PIRATI​

Isola Cornoalto, palazzo dei Capitani, 18/07/4783, circa le 13Marsh si chiese quanto ancora avrebbero dovuto aspettare prima che il raduno cominciasse. Era passato qualche giorno da quando erano arrivati sull’isola, e teoricamente la riunione per cui i capitani erano stata chiamata lì avrebbe dovuto già essere cominciata da parecchio. Ma finalmente, un paio d’ore prima, era stato comunicato a tutti i capitani di radunarsi nella stanza delle riunioni, un ampio salone con varie sedie e un alto palco.Su quel palco, aveva spiegato Rose, sarebbero saliti gli undici membri della Fratellanza. Mud non li aveva ancora visti, e si chiedeva che aspetto avessero. Perciò, era molto teso mentre guardava l’alto palco. Poi, senza preavviso, uno pokémon comparve, sorridendo. Il pokémon dall’enorme bocca aveva cicatrici un po’ ovunque, la più grossa che gli tagliava in due la testa.«Benvenuti, capitani di tutto il Draak!» gridò l’Exploud, la cui voce rimbombò nella stanza. Da quel che aveva capito, l’edificio era costruito in modo da permettere a tutti di sentire la voce di chi stava parlando. Secondo Rose, era un tipo di costruzione molto diffusa a Fatia, chiamata Teatro. In ogni caso, era certo che anche senza quella particolarità, la voce del pokémon si sarebbe sentita forte e chiara.«Quello è il Capitano Exploud della ciurma dei Pirati Tonanti. Sotto la loro gestione c’è il settore orientale del Draak che passa per Normalia.» Spiegò intanto Rose.«Quest’oggi, la Fratellanza vi ha convocati qui per un annuncio della massima importanza! Perciò, ci aspettiamo la massima attenzione!» Proseguì il pokémon, urlando.«Urlerà per tutto il tempo, vero?» Chiese Marsh.«E ringrazia che sul palco non c’è anche il suo vice.» Rispose Rose, annuendo.A quel punto, entrarono altri pokémon. Marsh guardò Rose, ma la Roserade stava fissando i pokémon. E il pokémon si rese conto che era preoccupata.Contò i Pokémon presenti sul palco. Un Garbador, uno Staraptor, una Purugly, un Girafarig, un Mawile, un Goodra, uno Starmie, un Malamar e un Jellicent. In totale, contando anche Exploud, erano in dieci. Quindi…“Ne manca uno!” Si rese conto Marsh.«C’è qualcosa di strano.» sussurrò Rose. Marsh si girò.«Cosa?»«Anzitutto, non c’è Crult. Lui dovrebbe essere lì con gli altri. In secondo luogo, guarda le porte.»Marsh sbirciò alle proprie spalle, e si rese conto che gli ingressi stavano tutti venendo chiusi.«Cosa dovremmo…»Rose si guardò intorno indecisa, poi si morse le labbra «Non lo so. Tieniti pronto al peggio. Non mi piace la situazione, ma potrebbe non essere un vero problema.»«Signori e signore, Capitani di tutto il Draak, è un piacere per me vedervi qui stasera.» Disse in quel momento il Girafarig, prendendo la parola.«Un piacere! Piacere!» Ripetè la testa sulla coda, gracchiando.«Immagino vi starete chiedendo per quale motivo vi abbiamo convocato qui. Ebbene, è nostra opinione che per i Pirati del Draak sia giunto il momento di puntare più in alto.»«In alto! In alto!»«Forse, alcuni di voi ricordano quello che accade ventuno anni fa, ai tempi in cui la Fratellanza governava solo l’alto corso del Draak. Un tizio di Vulcania, di cui non ricordo nemmeno il nome, decise di sfruttare i pirati del territorio della Coalizione per formare un esercito. Come saprete, le cose non finirono bene per lui.»Marsh si rese conto che il braccio di Rose tremava, mentre stringeva con forza i petali che le facevano da mano.«Per questo la Fratellanza, dopo essersi espansa al Draak meridionale, non ha mai pensato di poter intraprendere una azione simile. Tuttavia, di recente ci sono stati forti mutamenti a Pokémos, e noi pirati abbiamo il dovere di prenderne atto e guadagnare da essi.» Proseguì la Purugly, avanzando con un ticchettio della zampa anteriore destra, in legno.«In passato, alcuni regni pirata hanno governato parti di Pokémos. La stessa Oscuria è stata terra di pirati e criminali fino a cinquant’anni fa. E non dimentichiamo i vari Duchi pirati di Normalia. Ma quello che oggi vogliamo creare è diverso.» Disse la Goodra, con un ghigno. L’occhio destro del Pokémon era vuoto.«Di recente, una certa organizzazione ci ha contattato. Offrono a tutti noi pirati la conquista di un territorio tutto per noi. Quella che creeremo sarà l’utopia che noi pirati abbiamo sempre desiderato, un regno, e non una sola isola, da cui lanciare scorribande verso altri paesi, come la Oscuria dei vecchi tempi.» Continuò il Garbador, cui mancava un braccio.«E la Fratellanza ha deciso di accettare. Perciò ci aspettiamo che l’idea vi entusiasmi quanto ha entusiasmato ognuno di noi.» Terminò lo Staraptor, fissando intensamente i presenti. Sembrava che quegli occhi potessero vedere tutto in quella sala.Marsh guardò Rose, ma la pokémon era pallida. Il pokémon la sentì mormorare “ancora…”, ma non riuscì a capire.«In ogni caso» proseguì il pokémon Volante «Sappiate che finirete come lui, nel caso rifiutiate.»Un Tentacruel fu trascinato nella stanza. Aveva numerose ferite fresche, sia sui tentacoli sia sul corpo, ed era legato.«Come potete vedere, Crult è stato… rimosso dall’incarico. Secondo lui, questa idea è una follia che ci manderà al massacro. Come potete vedere, lui è l’unico ad essere stato massacrato qui. A meno che qualcun altro non abbia intenzione di rivoltarsi alla Fratellanza.»I capitani presenti nella stanza si misero a confabulare tra loro. Rose e Marsh erano in una zona abbastanza nascosta della stanza, perciò nessuno rivolse loro la parola, e in ogni caso probabilmente non lo avrebbero fatto comunque. Sia perché nessuno dei presenti aveva un motivo per parlarle, sia perché Rose non avrebbe risposto.«Che assurdità.» Borbottò una voce familiare lì accanto. Marsh si guardò intorno e riconobbe Wamps, intento a parlare con un Crobat «Se quel tentativo ha fallito, un motivo c’è: la Coalizione è troppo potente per noi pirati.»«Amici, amici, ascoltate, comprendo bene il vostro scetticismo.» Proseguì la Mawile. A Marsh sembrò la voce uscisse dalle corna a forma di bocca, invece che dalla bocca vera «Starete pensando “Se abbiamo fallito allora, che possibilità abbiamo adesso?” o “Non voglio certo rischiare la mia vita per la Fratellanza”. Ebbene, lasciate che vi spieghi. Adesso abbiamo la possibilità. Immagino che tutti voi abbiate sentito parlare dell’Organizzazione che mira a conquistare Pokémos, anche se certe infondate voci di corridoio dicono altro. Ebbene, l’Organizzazione ci ha promesso nientemeno che il pieno appoggio. Ma credo che questo potrà convincervi di più. C’è qualcuno tra voi che non è interessato? Qualcuno che, diciamo, vuol fare la fine di Crult?»Nessuno osò parlare. Persino Rose, si rese conto Marsh, si stava mordendo le labbra. «Come pensavo.» rispose il Girafarig.«Pensavo! Pensavo!»«In tal caso, credo potremo invitare ognuno di voi a salire sul palco e giurare di combattere per noi, secondo le regole del codice della pirateria.»Uno dopo l’altro, i capitani furono chiamati sul palco. Shuman fu il primo a salire, giurando di combattere per la Fratellanza. Dietro di lui, seguirono una trentina dei capitani presenti, che venivano poi scortati fuori dalla sala. Alla fine, a non aver giurato erano rimasti in sedici.«Ebbene, che intenzioni avete?! Forza, non abbiamo tempo da perdere!» Tuonò Exploud.«Concordo. Wamps, comincia tu.» Disse il Malamar, indicando il pokémon.Wamps annuì, poi salì sul palco.«Ebbene, giura di combattere per noi. Se lo farai, saremo generosi e ti concederemo di comandare una parte della flotta.» Gli disse Girafarig, fissandolo.«Comandare una parte! Comandare!» Gracchiò la testa sulla coda.«Oh beh, questo rende tutto più facile.» Rispose il Pokémon con un sorriso, girandosi verso la folla. «Vedete, io sono molto fedele al Codice della Pirateria, che voi avete nominanto prima. E nessuna delle regole di quel codice dice che un capitano deve combattere per ciò che non vuole, solo per la Fratellanza. Perciò, giuro a tutti voi che non ho la minima intenzione di imbarcarmi in un’idiozia del genere. Potete andarvene al Giratina, e mettervi la flotta in quel posto sotto la coda.» E con un sorriso si girò verso Girafarig, schivando per un soffio un Pestone.«Che peccato.» Commentò il Girafarig, colpendo con un secondo Pestone mentre schivava un’Idropompa. Wamps arretrò, schivando subito dopo una Lacerazione di Purugly.«Allora, idioti? Che intenzioni avete?» Gridò lo Swampert arretrando, saltando giù dal palco per evitare un Granvoce «Volete davvero inchinarvi a questi dieci imbecilli come hanno fatto quelli là? Rispondete!» Gridò, continuando ad arretrare per evitare gli attacchi, mentre la folla si faceva da parte. Nessuno dei capitani rimasti sembrava deciso ad aiutarlo, e a Wamps si unì un solo pokémon, il Crobat con cui stava parlando prima, evidentemente il suo vice.Il pokémon Acqua bloccò una Lacerazione, schivò un Attacco d’Ala dello Staraptor e si abbassò giusto in tempo per evitare che l’onda d’urto di un Granvoce lo centrasse.«Allora, nessuno? Ruft, non eri diventato un pirata per non combattere in quella guerra Ducale? Cos’è, hai deciso che questa guerra è migliore?» Gridò indicando un Furret «E tu Rygo, mi sbaglio o eri diventato pirata per vendicarti di quei signorotti che ti hanno distrutto la famiglia? Cos’è, ora ti interessa diventare come loro?» Proseguì, puntando il dito contro un Porygon-Z «E tu, Rose…»«Parli troppo!» Tuonò Exploud, colpendo con Crescipugno. Wamps si preparò a schivare il colpo, ma per qualche motivo era più veloce di quanto avrebbe dovuto, e il pokémon arrivò a un passo dal colpirlo. Poi una Velenpuntura colpì Exploud al volto, facendolo arretrare «Su questo sono d’accordo.» Rispose Rose, piazzandosi accanto a Wamps «Per la cronaca, non ti ho salvato, chiaro? Mi servi per fuggire. Non ho la minima intenzione di combattere per la Fratellanza.»«Non ne dubitavo comunque.» Sbuffò in risposta Wamps «Allora, che facciamo? Non credo qualcun altro ci aiuterà, quegli idioti hanno troppa paura.»«E allora scappiamo.» Rispose Rose, evitando per un pelo un Pestone.«Grazie, hai qualche altra ovvietà da dirmi? Come speri di fare con le porte sono sbarrate?»«Possiamo buttarle giù.»«Mentre la Fratellanza ci attacca?»«Già.»«Mi piace come ragioni. Tu prendi Crult, io penso alla porta.» Rispose Wamps arretrando, schivando o parando attacchi dei dieci pokémon.Rose annuì e si lanciò in avanti, ma Staraptor la vide e si lanciò su di lei. Era ad un soffio dal colpirla con un Aeroassalto quando un Geloraggio lo centrò all’ala, costringendolo a virare.«Chi…» Disse il Pokèmon guardandosi intorno. Poi scorse Marsh, mentre il pokémon scagliava un secondo Geloraggio, che questa volta riuscì a schivare agilmente.Approfittandone, Rose raggiunse Crult. Aveva numerose ferite, ma non era quello il problema. Il problema era che il pokémon era incosciente, e Rose non poteva portarlo da sola.Si guardò intorno. Crobat e Wamps erano alla porta, circondati mentre provavano ad abbatterla. Sfortunatamente, era fatta con il legno di svariate Bacche, e abbatterla era estremamente difficile. Quanto a Marsh faceva il possibile contro Staraptor, ma l’altro era chiaramente in vantaggio. Rose si guardò intorno, e fissò i pokémon rimasti. Guardavano da una parte all’altra, ed era chiaro che erano indecisi su chi aiutare.Rose li fissò, uno per uno. Ruft, Rygo, un Simipour che non conosceva, Rantr, Krookodile, e Zong, insieme ai loro vice. Poi sputò a terra «Cosa siete, pirati o soldati? Volete davvero chinare la testa a quegli idioti? Mi avete sempre definito una vergogna, ma sono più pirata io che tutti voi messi insieme.» Gridò.I pokémon si guardarono l’un l’altro, poi si lanciarono contro di lei, Wamps e Marsh. Rose per un attimo fu certa che fosse la sua fine, poi Rantr, un Tyrantrum, sollevò Crult, aiutato dal suo vice, suo figlio Tyrunt, mentre gli altri davano man forte a Marsh e Wamps.“Ok, almeno sono con noi. Ma questo non importa. Se le cose si mettono male, ai dieci basta richiamare dentro…” Poi si girò, e vide la porta da cui erano usciti i capitani fedeli alla Fratellanza, a destra del palco. Ed ebbe un’idea così folle che poteva funzionare.«Resta qui. E se qualcuno prova a entrare, attaccalo!» Disse al Tyrantrum, per poi spiegargli cosa fare al suo segnale. Poi si lanciò verso Wamps, aprendosi la strada tra i combattimenti schivando i colpi.«Ascolta idiota, sei disposto a fare una cosa estremamente pericolosa?»«E secondo te cosa sto facendo?» Rispose Wamps, parando un Crescipugno. Aveva il fiatone ed era evidentemente in difficoltà.«Bene, allora al mio segnale fa quello che ti dico.» Rispose Rose, spiegandogli il piano. Wamps annuì, poi Rose si lanciò verso il successivo. Quando fu certa che tutti sapessero cosa fare, scagliò una Velenpuntura verso l’alto. I Capitani si misero a correre, mirando alla porta. Rant ruggì e spinse la porta che crollò, essendo già aperta come Rose sperava, poi caricò attraverso di essa, seguito dagli altri.Marsh, entrato tra i primi, capì che si trovavano in un corridoio. Lo percorsero, e finirono dritti nella sala principalecon almeno una trentina di capitani e i rispettivi vice intorno a loro.«Correte!» Gridò Rose, mentre i Capitani si riprendevano dalla sorpresa di trovarsi davanti un gruppo del genere.Senza fermarsi, Rantr si aprì la strada gettando all’aria tutto ciò che gli capitava davanti, come Rose gli aveva detto.Marsh si guardò alle spalle, e vide Zong, un Bronzong, bloccare un Granvoce di Exploud.«Prendeteli, idioti!» Gridò il capitano dei Pirati Tonanti, seguito dal resto della Fratellanza, e i sessanta pokémon nella stanza capirono, ma era troppo tardi. Con un ruggito, Rantr abbattè la porta d’ingresso e i fuggitivi si ritrovarono nella piazza principale.«Al porto!» Tuonò Wamps, correndo. Gli altri si misero a correre. Arrivati in fondo alla piazza, si divisero, correndo lungo le vie della città. L’idea era quella di radunare tutti i loro compagni che era possibile radunare.Un Impiccione si mise in mezzo. Rose non lo guardò nemmeno, colpendolo al petto co una Velenpuntura e correndo via. Marsh si girò e riconobbe l’Ambipom del giorno prima, crollato a terra.Poi, i due presero una curva, e si trovarono davanti Tart. Senza dargli spiegazioni Rose lo afferrò al volo e lo trascinò via, obbligandolo a correre.«Devo dedurre che la riunione non è andata bene?» Chiese il pokémon, afferrando il messaggio e mettendosi a correreArrivati al porto, dietro di loro si erano radunati una ventina dei quaranta che erano scesi dalla nave. Ma non c’era tempo per cercare gli altri, perciò Rose salì a bordo e richiamò la ciurma. Intanto, gli inseguitori stavano già sciamando dalle vie, con i membri della Fratellanza in cima.Come un sol pokémon, la ciurma di Rose cominciò le manovre per partire. Tirata l’ancora fuori dall’acqua, i pokémon spiegarono le vele, e alcuni membri della ciurma si misero a spingere con i remi per accelerare il distacco della nave dalla banchina.A un comando di Rose, una parte della ciurma prese a scagliare attacchi verso gli inseguitori. Marsh scagliò numerosi Geloraggi e Bolleraggi, ma non era certo che quelli stessero colpendo.Sembrarono passare minuti eterni, mentre i pokémon volanti al loro inseguimento venivano abbattuti con precisione e quelli a terra scagliavano attacchi mirando a danneggiare la nave, ma alla fine l’Isola del Corno fu abbastanza distante.Rose si guardò intorno. Tre navi erano intorno a loro, una, giudicando dalla bandiera quella di Zong, che arrancava per una falla evidente sul fianco che la ciurma stava facendo il possibile per tappare. Due navi erano molto avanti, di cui una, riconobbe Rose, era quella di Wamps. Altre due erano riuscite a lasciare il porto e stavano avanzando, dietro di loro. Una, invece stava evidentemente bruciando, ancora all’ancora. Rose si chiese di chi fosse, ma a causa della distanza non era in grado di dirlo.Marsh le si avvicinò «Cosa facciamo adesso capitano?» Chiese il pokémon.«Fa mandare un segnale alle altre navi. Ci inseguiranno, quindi dobbiamo muoverci. Chi vuole venire con noi si diriga verso Vulcania. Poi, fa controllare chi manca all’appello. Devo sapere chi abbiamo perso.» Rispose la Roserade, e Marsh annuì, girandosi «Ah, e Marsh, dopo voglio parlare con te. Voglio che mi spieghi chi sono i nostri nemici. Voglio che mi spieghi chi mi ha fatto perdere una parte della mia ciurma.» Aggiunse. Castlegreen, palazzo del barone, 18/07/4783, circa le 14«E così, alla fine sei qui.» Disse il barone, osservando Zangoose. I due si trovavano in una larga stanza, vuota. Il nobile aveva fatto uscire tutte le sue guardie.«Sapevamo entrambi che sarei tornato. Sei stato tu a promettermelo.» Rispose l’Investigatore dell’Ignoto, fissando il Tauros. Il pokémon Torobrado annuì.«Sì. Quando tornasti qui, poco dopo la morte di mio padre, e mi raccontasti la tua storia, ti promisi che ti avrei dato qualunque cosa, ma tu te ne andasti, promettendo di tornare a riscuotere il tuo debito un giorno. Ebbene, cosa vuoi? Oro? Terra? La mia vita?» Il Barone era serio, Zangoose se ne rendeva conto.«Sei davvero deciso a darmi ogni cosa? La tua vita, se te la chiedessi?»Tauros lo guardò «Dimmi, tu sai cosa successe quando la rivolta di Giratina ebbe fine ed Arceus lo bandì nel Mondo Distorto? Cosa fecero Darkrai, Hoopa e gli altri figli del Signore del Chaos?»«Sì, certo. Si consegnarono tutti. Anche se non ricordo mai perché.»«Perché il peccato del padre era il peccato dei figli. Tutti erano pronti a subire la punizione che Arceus avrebbe inflitto loro. Tutti erano pronti a pagare, anche se nessuno di loro aveva fatto nulla. E io ho intenzione di fare lo stesso. Pagherò io per i peccati di mio padre. E se vuoi la mia vita, è tua. Non posso dire che lui non se lo sarebbe meritato.»Zangoose annuì, stringendo il pugno. Si chiese se stava per fare la cosa giusta. Poteva avere la vendetta che desiderava da una vita. Oppure poteva chiedere la terra dei suoi genitori. O il Baronato stesso, perché no? I suoi genitori di certo sarebbero stati fieri di un figlio Barone. Per un attimo si vide, poi scosse la testa e l’idea scomparve. «Non voglio la tua vita, né il tuo oro o le tue terre. Tienitele. Quello che voglio da te è il tuo aiuto. Giura sulla tua fede, sul tuo onore e su tutto ciò che hai di più caro che mi aiuterai a fare ciò che devo fare. Fallo.»Tauros annuì «Ne sei certo?»«No, quindi sbrigati.»«D’accordo. Giuro che ti aiuterò in ciò che desideri fare. Possa io essere bandito in eterno nel Mondo Distorto, possa il mio onore essere macchiato per l’eternità, possa tutto ciò che ho di più caro al mondo essere distrutto, se verrò meno al giuramento. Quindi, perché vuoi il mio aiuto?»Zangoose sospirò “Ormai è fatta.” Si disse. E cominciò a spiegare.
 
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