[Darken]Pokémos[Capitolo 1 - *]

CiaobyDany

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Interessante lo svolgimento del consiglio dei pirati, che è decisamente inaspettato, così come è interessante la figura di Tauros. E' chiaro che sia la causa della morte dei genitori di Zangoose, ma non è chiaro perché abbia un debito nei suoi confronti.

Tra l'altro, per curiosità. quanto avevi intenzione di farla lunga questa fic? Mi pare che sia abbastanza organizzata per il suo svolgimento e sono curioso di capire quanti colpi di scena ci attendono.
 

Darken

Passante
Interessante lo svolgimento del consiglio dei pirati, che è decisamente inaspettato, così come è interessante la figura di Tauros. E' chiaro che sia la causa della morte dei genitori di Zangoose, ma non è chiaro perché abbia un debito nei suoi confronti. Ottimo, son felice che sia piaciuto tutto.

Tra l'altro, per curiosità. quanto avevi intenzione di farla lunga questa fic? Mi pare che sia abbastanza organizzata per il suo svolgimento e sono curioso di capire quanti colpi di scena ci attendono. Ecco, a tal proposito:
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Grazie. Grazie per essere qui anche oggi. Grazie per essere qui dopo tre anni.Sì, oggi Pokémos compie tre anni. Da quel 2 luglio 2013, quando ho pubblicato il primo capitolo, sono successe tante cose in questa fanfiction. Ho conosciuto tanti lettori sia sul primo sito, PM, sia su EFP, sia più recentemente su Pokémon Central. Perciò vi voglio ringraziare.Grazie come sempre ai miei commentatori storici, cioè a Ronfo, Dragozard e Ashura. Grazie ai commentatori più recenti: TOO, AceGrovyle, Zarxiel, Frak, WhitePikaGirl, Alikea e CiaobyDany. Grazie anche a chi legge senza commentare. Sono felice che ci siate, anche se non vi vedo.Sappiate che è grazie a voi che fate domande nel Q&A, a voi che partecipate al GDR, e a voi che in generale siete qui per Pokémos che sono andato avanti a scrivere. Grazie anche a PikaMania, su cui mi hanno pubblicato e mi pubblicano.Per festeggiare Pokémos, riapre il vecchio sondaggio, che verrà presto aggiornato per il terzo anniversario (su PM, mi disp, se volete il link cerco di farvelo avere).Grazie per questi tre anni che sono passati, e per quelli che passeranno.Grazie,Darken.




CAPITOLO 171: KNOWLEDGE CASTLE

Castlegreen, palazzo baronale, 18/07/4783, circa le 14Tauros fissò il suo interlocutore per quasi un minuto, dopo che Zangoose ebbe finito di parlare «Qundi, vediamo se capisco cosa mi hai appena raccontato. Ti sei infiltrato in un’organizzazione criminale, e hai scoperto che il loro scopo è distruggere Pokémos. Per farlo, hanno catturato i Loro, incluso Arceus, e hanno modificato dei pokémon perché diventino combattenti potenti oltre i limiti normali. Mi sbaglio?»«No. In effetti, è un ottimo riassunto.»«Bene, perché io invece non riesco a scegliere quale di queste sia la bestemmia peggiore. Sei sicuro che il capo di questa Organizzazione non sia Il Nemico? Questo spiegherebbe molte cose.»«Ad essere onesti ci ho pensato anche io, ma ho visto il capo un paio di volte ed era troppo piccolo per essere Giratina. Voglio dire, persino nella sua Forma Terrena Giratina rimane comunque alto oltre quattro metri, secondo le scritture. Invece, il capo è alto circa la metà. Perciò, non credo sia lui. E se ricordo correttamente, i Generali hanno fatto distribuire un rancio speciale per festeggiare la cattura di tutti i Loro. Il che include anche Giratina.»«Non riesco a immaginare che qualcuno riesca a catturare e trattenere tutti i Loro per anni, senza che essi riescano a liberarsi. Secondo le scritture, hanno poteri che non possiamo neanche immaginare! Celebi può viaggiare nel tempo e, se le serve, evocare una copia di se stessa per ogni singolo secondo che esiste, è esistito o esisterà! L’Orologio Universale si muove al battito del cuore di Dialga! Palkia con il suo respiro espande l’universo! Giratina è così potente che ha potuto combattere da solo per sette giorni contro Arceus, prima di essere sconfitto, e questo dopo essere stato tradito da Yveltal, dopo che Hoopa e Palkia hanno unito i loro poteri per impedirgli di muoversi tra il Mondo Distorto e la Dimensione dei Loro, e dopo aver massacrato da solo l’intera guardia di Arceus, inclusi diciannove dei guardiani del tempo! Soltanto Dialga e Celebi riuscirono a sopravvivere! E se cominciassi a parlare di ciò che ha fatto Arceus rimarremmo seduti per le prossime ere! Voglio dire, comprendo che tutto ciò accadde nella loro Natura Divina, e che quando giungono a Pokémos o entrano nel Mondo Distorto soltanto una minuscola percentuale del loro potere rimane, ma questo non significa che diventino meno potenti! L’ultima volta che qualcuno ha ucciso un Loro è stato nell’era precedente, e Arceus ha disintegrato l’intera specie per vendicarlo!»«Beh, credici o meno, è la verità. Ne ho visti ben tre con i miei occhi, e non ho motivo per credere che noçrti. Ora però spiegami, perché ti sei rivolto a me? Con una storia simile, avresti potuto presentarti da qualunque Duca e…»«E probabilmente venire cacciato come visionario o condannato come eretico, tutto a seconda del nobile a cui lo avessi raccontato. Tu invece eri obbligato ad ascoltarmi, e sapevo che ci avresti creduto. In fin dei conti, sei uno dei migliori conoscitori delle scritture che io conosca.»«Effettivamente, molti di loro tendono ad avere qualche incomprensione sulla differenza tra Natura Divina e Natura Terrena, e le tue parole sarebbero suonate come bestemmie. Conosco un paio di Conti con cui ho avuto più di un litigio riguardo a…»«Potremmo tornare sui binari del discorso, per favore? Ora quello che mi serve è il tuo aiuto. Quindi, da chi dovremmo partire, secondo te? Cosa mi sono perso in questi tredici anni?»Tauros annuì «Beh, la Voce di Arceus, è cambiata. Due volte. Adesso il Sommo Sacerdote dell’Arceismo è un anziano, membro della casa Lax.»«Un Lax? Davvero? Voglio dire, è già successo altre volte ma…»«Sì, un Lax. Anche se devo ammettere che è diverso dagli altri Lax. In meglio.»«Bene, bene. Comunque Eelektross saprà cavarsela, come sempre. I Duchi?»«Gli Xalles sono al comando al momento, su nel nord ovest. Quindi ovviamente a star perdendo sono i Tantel, che ultimamente hanno perso potere, ma anche lì il Duca non è cambiato.»«E gli altri? C’è qualcuno che non conosco?»«Vediamo, da tredici anni… da allora sono morti il Duca di Arceos, il Duca di Drakonburgh, il Duca di Jewbeet City e il Duca di Castlefire.»«Il vecchio Turm è morto?»«Lord Pyr Turm è spirato serenamente nel sonno sette anni fa, lasciando il trono al suo figlio ed erede Lord Rypo.»«Aspetta, Rypo era il quartogenito del vecch… di Lord Turm. Che fine hanno fatto Pyroar, Rorp e Pyrp?»«Pyroar è morto dieci anni fa, ucciso in una rissa tra ubriachi. Ha sempre avuto un temperamento parecchio… focoso. Rorp è morto di malattia, è sempre stato malaticcio. E Pyrp… Beh, pare fosse depresso dopo la morte della sua sposa per malattia, perciò pochi si sono sorpresi quando si è buttato dalla torre più alta del castello.»«Il che ha portato il giovanissimo Lord Rypo a prendere il potere, vero? Ma che insperata fortuna…»«So cosa vuoi dire, e non sei il solo a pensarla così. Ma diversi Duchi hanno tentato di scoprire se ci sia del vero in questa teoria, senza successo.»«Beh, questo non mi ha mai fermato. Ora, gli altri eredi sono Dord, Sian e Swellow, giusto?»«Esattamente.»«Perfetto. In tal caso, so esattamente cosa fare. Ascoltami bene, perché dovremo procedere con cautela.» Rispose Zangoose, poi cominciò a spiegare il suo piano. Knowledge Castle, 18/07/4783, circa le 18I giorni precedenti per Raichu erano stati sorprendenti. Normalia era un paese diverso da qualunque altro avesse mai visto. Nel resto di Pokémos le città erano poche, ma a Normalia grandi insediamenti sorgevano intorno al Draak e alla Strada di Arceus in enormi quantità. Nel mezzo, si trovavano fertili campi e un fiume cristallino, più di quanto non fosse nella Coalizione, probabilmente per colpa dei gas rilasciati dai vulcani.Dopo tre giorni dalla separazione con Zangoose, avevano superato il Lago delle Lame, un luogo che metteva i brividi e che Eelektross aveva definito maledetto. La Strada si teneva prudentemente a distanza da quel luogo, aggirandolo, ma restava terrificante.Proseguirono ancora per giorni, superando campi coltivati, villaggi e città. Tennero sempre un basso profilo, spesso preferendo girare intorno alle città e riposare all’aperto. Eppure Eelektross non sembrava soddisfatto. C’era qualcosa che lo preoccupava, ma Raichu non era riuscito a capire cosa, perciò alla fine aveva deciso di chiederglielo.«Eelektross, mi sembri preoccupato. C’è qualcosa che non va?»«Oh no, sta andando tutto bene. Ed è questo che mi preoccupa. Niente Organizzazione, niente ladri o simili nelle parti desolate della strada, niente pericoli di alcun tipo. Non capisco davvero.»«Beh, se le cose ci andassero sempre così bene, dovremmo ringraziare Arceus, non credi? Dopo Vulcania, avevamo bisogno di riposare. Se il nemico non ci ritiene un pericolo…»«Vedi, è qui che ti sbagli. Certo che il nemico ci ritiene un pericolo. Più noi viaggiamo, più l’Alleanza si ingrandisce e diventa forte. Più l’Alleanza diventa forte, meglio è per noi e peggio per il nemico. Il numero è importantissimo in guerra. Ma se fosse solo questo il problema, gli sarebbe bastato attaccarci con un numero tale da ucciderci tutti. Invece continuano ad usare solo soldati scelti. Sai perché?»«Per… il mio Locomothunder?»«Esatto. Pensaci, il gruppo più grosso di nemici che abbiamo affrontato è stato quello di Houndoom, che sono abbastanza certo abbia fatto di testa sua. Inoltre, credi davvero che i Capitani scenderebbero in campo come nulla fosse, se si trattasse di ucciderci soltanto?»«Quindi secondo te è strano che non ci abbiano ancora teso un’imboscata. Sono d’accordo, ma secondo te cosa significa?»«Significa che hanno qualche altro piano o che sono troppo impegnati per occuparsi di noi. E in entrambi i casi non è una buona notizia.»«Già. Quindi che facciamo?»«Proseguiamo, e speriamo che Arceus ce la mandi buona. Sinceramente questo ritmo pacifico non mi dispiace. Siamo passati da una battaglia all’altra, e riuscire a muoversi senza venire aggrediti è un piacevole intermezzo.»Raichu annuì, sorridendo “In fin dei conti, anche Eelektross è come noi. Sarà un criminale, ma neanche lui può sopportare questa tensione costantemente.”«A proposito di viaggiare tranquillamente, siamo arrivati. Quella è Knowledge Castle.» Disse il pokémon, indicando davanti a sé. Raichu fissò il punto all’orizzonte, che si faceva via via più grande man mano che avanzavano. E contemporaneamente la Strada di Arceus si faceva sempre più trafficata. Numerose vie laterali si immettevano nel lungo percorso di sassi bianchi. La maggior parte venivano da nord, ma alcune strade erano collegate a piccoli moli in cui, riuscì a capire il pokémon, alcuni traghetti facevano avanti e indietro tra le due sponde del Draak.Dopo un paio d’ore, giunsero alle porte di Knowledge Castle. E Raichu faticò a credere a ciò che vedette.Le alte mura di Knowledge Castle erano diverse da tutte le altre. Le mura di corallo rosa di Hydroheart ci si avvicinavano, ma quella città aveva mura di splendente marmo bianco. Solo la parte inferiore delle mura era di colore più sporco, e Raichu si rese conto che erano coperte di scritte. Preghiere ai Loro, si rese conto, ognuna firmata da, a quanto pareva, una Voce di Arceus. C’erano cinque strati di lastre incise, uno sopra l’altro, che proseguivano lungo la circonferenza delle mura.«Queste» spiegò Abra, che in quel momento era sveglio «Sono le Mura della Lode. Da quando esse sono state erette, ogni Voce di Arceus ha il dovere di farvi posizionare una lastra con una preghiera, di propria creazione o comunque dedicata al Loro che a quella data Voce sta più a cuore, salvo Arceus stesso.»Raichu si avvicinò alla prima a destra della porta, incuriosito “Che lo spirito del Sole difenda ciò che sotto di lui vive. Egli brilla su di noi…” lesse, poi si girò verso Abra «Quante sono?»«Mi dispiace, non riesco a ricordare, ma le Mura risalgono al 453.»«Il 1453? Ma sono antichissime!»«No, proprio il 453. Senza migliaia davanti.»«Quando l’ultima preghiera sarà stata incisa sulla cima delle mura, esse crolleranno e il mondo avrà fine.» Commentò Chande, mentre Raichu provava a rendersi conto di quanto fossero antiche quelle mura «Questo almeno dice la storia popolare. Comunque, è solo una superstizione. E anche se fosse, andando allo stesso ritmo ci vorranno suppergiù altri ottomila anni per completare l’anello più esterno.»«Mi fa piacere che vi stiate divertendo, considerato che non siamo qui in vacanza.» Commentò Eelektross «Muoviamoci.»I pokémon si guardarono, imbarazzati, poi entrarono attraverso la porta della città. Guardando in alto, Raichu vide un’enorme affresco che raffigurava il pokémon Landorus.Entrati in città, Raichu rimase sorpreso dal fatto che essa fosse sorprendentemente simile alle altre in cui era stato. Forse si era aspettato qualcosa di grandioso, ma le case vicine erano un semplice insieme di osterie e abitazioni comuni. Le bancarelle di legno coperte di Bacche erano circondate da una folla di pokémon decisi a comprare o a rubare. Raichu sentì uno strattone allo zaino, e per riflesso mosse la coda per scacciare la zampa, che si ritirò con un nulla di fatto.Il Gruppo procedette verso il centro. Avanzando in quella direzione, la città si fece via via più sontuosa. Le strade erano pulite, c’erano numerose statue e gli abitanti sembravano essere più ricchi. Poi, giunsero nella parte centrale della città, e a Raichu mancò il fiato.Aveva sentito dire meraviglie della grande Cattedrale Arceista di Ampere City, e quando l’aveva vista aveva pensato non potessero essere edifici simili. Eppure, quelli che aveva davanti battevano qualunque altro edificio avesse mai visto.Alla sua destra sorgeva una torre altissima, la cui cima era poco sotto il livello delle mura. Bianca come l’avorio, l’edificio svettava verso il cielo.Alla sua sinistra, sorgeva un grande palazzo che non poteva che essere il Palazzo della Voce, la residenza della Voce di Arceus. L’edificio era magnifico, e faceva apparire i castelli visti fino a quel momento bicocche scadenti.Infine, davanti a loro, sorgeva una enorme basilica. Dietro a tre cupole grandi abbastanza da contenere un villaggio, si ergeva una quarta cupola, grande il doppio. Sotto di essa, si estendeva un’enorme edificio di marmo, lo stesso della torre e della facciata del palazzo.Davanti a quella vista, Raichu si sentì minuscolo. Non gli era mai successo che degli edifici gli facessero un effetto simile, ma quelli erano semplicemente così enormi da non permettergli di provare alcuna emozione che non fosse meraviglia.Accanto a lui, anche gli altri erano a bocca aperta, chiedendosi come avessero fatto quei tre edifici a non saltare all’occhio nel momento stesso in cui erano entrati in città. Sembrava fossero comparsi per magia al centro della città, come se Arceus li avesse fatti comparire.«Non fatevi fregare, è un gioco di ottica e di architettura.» Commentò Eelektross, l’unico che non sembrava colpito «La città è costruita in modo che questi tre edifici siano a malapena visibili finché non si arriva in questa piazza. La maggior parte dei pellegrini ci casca, e quando arriva qui si sente schiacciata dalla meraviglia. Ammetto che sono belli, come edifici, e probabilmente i più grandi di Pokémos, ma non esageriamo.»«Come fai a non restare colpito da tutto ciò?» Chiese Emolga, guardando le enormi cupole.«Voglio essere onesto, le prime volte ha fatto questo effetto anche a me. Ma poi ti abitui. Ho vissuto per un mese in questa città, non è poi strano che alla fine l’effetto sia diventato… meno potente.»«Non riesco a crederci.» Commentò Raichu.«Credici. Comunque, muoviamoci, dobbiamo andare a chiedere un’udienza alla Voce e ci vorrà un po’.» Rispose il pokémon, girandosi. Raichu annuì e, riluttante, si girò verso il palazzo.All’ingresso, due Smeargle li fermarono, puntando le code.«Alt! Chi siete e cosa volete?»«Siamo ambasciatori di Elettria e dell’Alleanza, e desideriamo un colloquio con sua santità la Voce di Arceus.»I due Smeargle li fissarono, poi quello di destra annuì «Attendete, per favore.» Scomparve, per ricomparire dopo poco, portando con sé un piccolo libriccino. Lo aprì, sfogliandolo.«Dunque, domani sua eminenza ha diversi impegni.... Dopodomani no… Il giorno dopo, nemmeno… quello dopo neppure… neanche quello dopo ancora… il ventiquattro peggio che mai… il venticinque è Bharis, quindi è il giorno delle funzioni sacre… il ventisei è il giorno di riposo… ah, ecco qua, il 27 Vimeroth dalle tredici sua santità ha un’ora libera da qualsivoglia impegno. Siete fortunati, normalmente ci vuole molto più tempo, ma con il Consiglio dei Grandi alle porte, i nobili lasciano sua signoria relativamente libero, quindi credo possiate incontrarlo in quella data.»«Capisco.» Rispose Eelektross, lanciando un rapido sguardo alle collane che portavano i due, l’Anello di Arceus «Vi ringrazio. Arrivederci, e buona sera.»«Arrivederci, e che Arceus vi protegga.» Risposero i due Smeargle, mentre il primo faceva firmare a Eelektross un paio di fogli e ne consegnava uno al pokémon, evidentemente da riconsegnare per presentarsi all’incontro con la Voce.Quando si furono allontanati, Luxray guardò Eelektross sorpreso «Signore, come mai è stato così… arrendevole? Pensavo avrebbe fatto come ad Aeria, quando ha convinto quel Dodrio a…»«A questo mondo, Luxray, bisogna imparare a riconoscere il tipo di persone con cui si ha a che fare. E quello è il tipo con cui non voglio avere da ridire.»«E perché?»«Quelli sono seguaci dell’Ordine Militare dei Combattenti del Vero Anello, uno degli ordini militari religiosi che esistono in questo paese. Tentare di corromperli mi avrebbe ficcato in grossi guai, lo so per esperienza diretta.» commentò il pokémon, passandosi una zampa sulla schiena, come per massaggiarsela.«Quindi adesso che facciamo?»«Prima di tutto, andiamo alla mia base.» Commentò Eelektross «Da lì decideremo il da farsi. Comunque c’è poco che possiamo fare in realtà, solo aspettare.»I pokémon annuirono, poi seguirono nuovamente Eelektross per le strade della città. Truepower, 18/07/4783, circa le 21«Per riassumere, lei è certo che al comando della squadra che ha attaccato la sua base ci fosse una Roserade, conte?» Chiese Cacturne. Accanto a lui, Surskit non riusciva a trattenersi dal tremare leggermente.Erano arrivati a Truepower il giorno prima, su ordine del Comandante in Capo dell’Esercito, che su richiesta del Generale Absol aveva affidato il comando dei soldati mandati in rinforzo a Truepower. Doveva essere davvero una situazione della massima importanza, dato che non rientrava nelle missioni tipiche di Cacturne, specializzato nel comando di piccole squadre in infiltrazioni o in compiti simili, che richiedevano discrezione. Ma il pokémon era anche uno dei migliori capitani del Generale, almeno a quanto diceva l’ordine di comando, perciò gli era stato affidato l’incarico.«Esatto. Una pokémon spaventosa.» Rispose il Dedenne più grasso che Surskit avesse mai visto. Era abbastanza sicuro che fosse più largo che alto, cosa che fino ad allora aveva creduto impossibile. Se non lo era, era dannatamente rotondo.«E questa Roserade, cos’ha fatto nel corso della sua… ritirata strategica?» Chiese Cacturne, con garbo.«Oh, è molto semplice, ha massacrato tutti i pokémon che le capitavano a tiro. Ho perso metà dei soldati che proteggevano il palazzo per mano sua e dei suoi, e se non ci fossimo ritirati saremmo morti tutti.»«Capisco. Ha notato qualcosa di particolare in quella Roserade?»«A parte il fatto che volava intende? Beh, aveva questa maschera di ferro a coprirle il volto, che mi ha ricordato…»«Capisco milord. La ringrazio. Mi è stato di grande aiuto. Adesso vorremmo ritirarci, se non le dispiace.» Rispose Cacturne, alzandosi. Temeva che il lord ricominciasse a parlare della sua gioventù, e non intendeva lasciarglielo fare. Da giovanissimo forse era stato un guerriero decente, ma ormai era straordinario fosse riuscito a fuggire sulle proprie zampe.Il lord fece segno ai due di uscire, e Cacturne e Surskit si alzarono del tutto e uscirono, con un inchino. La porta si chiuse alle loro spalle.«Quindi è stata Roserade.» Commentò Cacturne.«Già.» Annuì Surskit «Come procediamo Capitano?»«Non lo so Specchio. Per il momento, va a dire a Grump di far iniziare turni di guardia più numerosi. Non deve entrare o uscire nessuno, né dalla terra né dal cielo, senza che si sappia. Per il resto, dovremo aspettare.» Rispose il Cacturne.Surskit annuì e si allontanò, lasciando il capitano da solo. Cacturne sospirò “Roserade” pensò “Non pensavo ti avrei mai rivista, ma ora so dove sei. E ti giuro che, la prossima volta, non lascerò che tu te ne vada ancora.” Pensò, chiudendo il pugno “Non di nuovo.”
 
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CiaobyDany

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Eh?

Sempre lì, hai fatto casino con il discorso diretto, prima è Zangoose a parlare, ma poi riprende Tauros

domani sua eminenza ha diversi impegni.... Dopodomani no… Il giorno dopo, nemmeno…
Al massimo dopodomani non può, perché così sembra che dopodomani non abbia impegni :P

Comunque, interessante indubbiamente come ci si sta preparando per i prossimi eventi. Per un po' la parte principale del Gruppo penso che sarà lasciata da parte, se devono aspettare 10 giorni (o forse no? Chissà). Inoltre ero convinto che il capo dell'organizzazione fosse un leggendario, e invece hai confutato questa ipotesi (a meno che non sia un Celebi che può creare una copia di sé stesso, ma se fosse stato così piccolo si sarebbe notato).

Leggendo il messaggio del terzo anniversario mi sono tornati in mente i primi capitoli. E... Be', che dire, l'evoluzione della tua scrittura è lampante. Le differenze sono così ampie che si fatica a credere che siano scritte dalla stessa mano. Le descrizioni sono ben dettagliate, ma non pesanti, i discorsi dei Pokémon (per quanto in questo capitolo ce ne siano stati pochi) sono molto meno infantili e più credibili, praticamente chiunque ha subito un'evoluzione psicologica di qualche tipo e ha avuto un'occasione per lasciare con il fiato sospeso. Complimenti davvero, anche solo per la costanza con cui hai scritto ben 171 capitoli in soli 3 anni (implica una media superiore a 1 per settimana, che non è poco, nemmeno tempisticamente parlando).

Non credo parteciperò al sondaggio, perché iscrivermi a Millennium solo per questo motivo mi pare abbastanza inutile, d'altro canto non posso che comprendere la tua scelta di farne uno solo nel forum in cui hai più sostenitori. Peccato, ma sopravviverò. Comunque non hai risposto alla mia domanda: quanto sarà lunga questa fic?
 

Darken

Passante
Eh? Darken ha un gatto. Darken non si accorge che il suo gatto ha camminato sui tasti e va avanti a scrivere. Darken è scemo.

Sempre lì, hai fatto casino con il discorso diretto, prima è Zangoose a parlare, ma poi riprende Tauros. Appunto.

Al massimo dopodomani non può, perché così sembra che dopodomani non abbia impegni :P  Ah, è vero, non ci avevo fatto caso.

Comunque, interessante indubbiamente come ci si sta preparando per i prossimi eventi. Per un po' la parte principale del Gruppo penso che sarà lasciata da parte, se devono aspettare 10 giorni (o forse no? Chissà). Inoltre ero convinto che il capo dell'organizzazione fosse un leggendario, e invece hai confutato questa ipotesi (a meno che non sia un Celebi che può creare una copia di sé stesso, ma se fosse stato così piccolo si sarebbe notato). Il capo è un Celebi di due metri, ecco la verità. Scherzi a parte, ci tenevo a confutare le teorie secondo cui è un leggendario. Faccio però notare che in realtà Zangoose ne ha visti solo tre con i suoi occhi.

Leggendo il messaggio del terzo anniversario mi sono tornati in mente i primi capitoli. E... Be', che dire, l'evoluzione della tua scrittura è lampante. Le differenze sono così ampie che si fatica a credere che siano scritte dalla stessa mano. Le descrizioni sono ben dettagliate, ma non pesanti, i discorsi dei Pokémon (per quanto in questo capitolo ce ne siano stati pochi) sono molto meno infantili e più credibili, praticamente chiunque ha subito un'evoluzione psicologica di qualche tipo e ha avuto un'occasione per lasciare con il fiato sospeso. Complimenti davvero, anche solo per la costanza con cui hai scritto ben 171 capitoli in soli 3 anni (implica una media superiore a 1 per settimana, che non è poco, nemmeno tempisticamente parlando). Devo dire che il grosso del merito per questo ritmo va al fatto che i primi capitoli uscivano ogni tre giorni. Per il resto, sono davvero contento che si veda il miglioramento. Ci tengo molto che i miei lettori siano felici di leggere. Grazie mille per i complimenti.

Non credo parteciperò al sondaggio, perché iscrivermi a Millennium solo per questo motivo mi pare abbastanza inutile, d'altro canto non posso che comprendere la tua scelta di farne uno solo nel forum in cui hai più sostenitori. Peccato, ma sopravviverò. Comunque non hai risposto alla mia domanda: quanto sarà lunga questa fic? Beh, volendo puoi rispondere qui alle domande del sondaggio. BTW, non lo so. Io ritengo di aver superato la metà, e di aver aperto tutte le sottotrame che desideravo aprire. Adesso, è il momento di riportare tutto al punto d'arrivo. Il che, sinceramente, non so quanto tempo richiederà.
CAPITOLO 172: INFILTRAZIONE​

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Truepower, 19/07/4783, circa le 16«Quindi, riassumendo, non c’è niente. Sessanta dispersi.» Commentò Cacturne guardando la mappa e picchiettando con la zampa su una croce disegnata in un punto a qualche ora da Truepower.«Sì signore. Abbiamo trovato segni di lotta in quel punto, il che dimostra un agguato nemico, ma…» Rispose Grump.«Capisco, capisco. Bene, potete andare.» Disse Cacturne, facendo un gesto con la mano. Gurdurr e Dustox seguirono Grump, ma quando Surskit e Aegislash stavano per uscire, Cacturne fece loro segno con la mano.«Fermi voi due. Mi servite.»I due tornarono indietro «Per cosa, capitano?» chiese Surskit.«Ho intenzione di inviare una nuova missione. E a servirmi siete voi due.»«Di che missione si tratta?» Chiese Aegislash.«Infiltrazione. Osservate.» Disse il pokémon indicando la mappa, su cui erano disegnate sette croci «Come potete vedere, sembrano disposte in modo casuale. Invece, possono essere ricondotte a un centro comune.» Spiegò, disegnando alcune linee con una matita «Ecco, guardate. Tutte quante portano a un punto comune, e sono equidistanti da esso. Stando alle informazioni che ho, in questo punto esatto si trova l’ingresso a un sistema di grotte sotterranee nel Monte Tuonoshock. Coincidenza piuttosto bizzarra, non pensate?»«Potrebbe essere la base dell’Organizzazione?» Chiese Surskit.«Non dire sciocchezze Specchio, non commetterebbero mai un’imprudenza del genere, sarebbe troppo ovvio. Inoltre, si tratta solo di una teoria. In pratica, potrebbe trattarsi semplicemente di un mio errore di valutazione. Potrei aver malinterpretato la mappa. O potrebbe essere una trappola. Ed è per questo che mi servite voi due.»«Perché proprio io e lui?» Chiese Aegislash, fissando Surskit.«Osservate. Questo è l’ingresso principale alla caverna. Ovviamente, sarà ben sorvegliato. Come d’altronde gli ingressi secondari. Ma in questo punto qui si trova la sorgente di un piccolo fiume. Secondo i Bibliotecari di questo paese, in realtà la sorgente è all’interno delle caverne, e questo è solo un condotto piccolissimo, essendo largo all’entrata e all’uscita poco più di cinquanta centimetri, acqua esclusa. La maggior parte dei pokémon non potrebbero passarci. Di conseguenza, le probabilità che non sia sorvegliato sono alte. Ed è per questo che mi servite voi due. Tu, Aegislash, puoi renderti incorporeo per il tempo necessario a passare da qui. Tuttavia, in quel momento ti troveresti alla mercé di eventuali pokémon più piccoli lasciati di guardia, dato che non potresti attaccarli senza tornare corporeo e probabilmente incastrarti. Ed è per questo che Specchio, che è piccolo abbastanza da passare, verrà con te. Nel caso in cui la situazione si facesse pericolosa, potrebbe sempre bloccare il condotto con il suo ghiaccio e permettervi di ritirarvi in relativa sicurezza.»«Capisco. E se riusciamo a entrare?»«A quel punto, dovete cercare informazioni. Numero di pokèmon presenti, eventuali comandanti… Specchio, tu conosci anche solo di vista molti capitani e tenenti dell’Organizzazione, mi affido a te per riconoscerli.»«Sissignore.» Rispose il pokémon, anche se stava tremando lievemente per la tensione.«Comprendo la tua preoccupazione, è la tua prima missione del genere, ma non temere, Aegislash è un veterano in missioni del genere. Se la situazione volge al peggio, riuscirà a portarti fuori tutto intero. Dico bene Aegislash?»«Ci proverò capitano.» Rispose il pokémon, con un’occhiata eloquente a Surskit.«Vedi di riuscirci. Adesso va a prepararti. Specchio, tu invece rimani, devo ancora farti qualche domanda sull’Organizzazione.» Disse il Capitano. Aegislash uscì, lasciando soli i due.«Ora, ascolta bene Specchio, questa missione sarà molto pericolosa.»«Lo so signore. Io e Aegislash…»«So in che rapporti siete voi due. Ed è per questo che mi serve che sia tu ad andare con lui.»«Non capisco signore.»«Vedi, dopo… gli eventi in cui persi la mia vecchia squadra, fui assegnato per qualche anno a una squadra normale, poi mi fu permesso di riformare una squadra di infiltrazione. Questo avvenne sedici anni fa. Lo stesso periodo in cui, improvvisamente, nell’esercito cominciò a scalare i gradi un Honedge, che divenne poi un Doublade e un Aegislash. Era abile nell’infiltrarsi e nel tendere agguati, quindi divenne rapidamente un soldato di medio rango. Avrebbe forse potuto diventare capitano, ma fu degradato per il suo comportamento giudicato “troppo autonomo”. Perciò, decisi di prenderlo nella mia squadra. Sembrava pentito, e mi servivano compagni forti. Tuttavia, le rivelazioni recenti mi hanno fatto riflettere. Se l’Organizzazione è nata diciassette anni fa, non sarebbe strano avessero cominciato a infiltrare soldati già l’anno successivo. E diciamolo, la carriera di Aegislash è stata molto, molto rapida per gli standard.»«Crede che…»«Non lo so. Mi fido di tutti voi, ma Aegislash è sempre stato… particolare. Per farti un esempio, a volte usciva dalla propria camerata nella notte per poi rientrare ormai vicini al mattino. Dato che dubito gli Aegislash abbiano necessità fisiologiche, questo è molto strano. Tuttavia, nel nostro team abbiamo sempre premiato l’abilità, e Aegislash è impeccabile. Perciò, sono sempre stato restio a sollevare la questione. Ma ora devo sapere. Per questo il tuo compito è sorvegliare Aegislash. Suppongo tu capisca che questo significa che la tua missione è infiltrarti nella base nemica con un sospetto.»«Sì, capitano.» Rispose Surskit, impallidito.«Se vuoi rifiutare, fallo ora. Ho scelto te perché mi fido di te e perché il tuo rapporto con Aegislash è parecchio ostile, quindi non dovresti aver problemi a dubitare di lui per il tempo necessario, ma posso assegnare qualcun altro. Inoltre, essendo tu un membro del Gruppo, ho la certezza matematica che non sei una spia dell’Organizzazione.»«No signore, lo farò.»«Eccellente. Puoi andare Specchio. Mi raccomando, non lo deve sapere nessuno. Non Dustox, non Grump, non Gurdurr, nessuno. Se si sapesse che dubito dei miei soldati più fidati, il morale delle truppe crollerebbe.»«Capisco signore.»«Ottimo. Preparati alla partenza, vi aspetterò al cancello nord. Cercherò di farvi uscira senza farvi notare.»Surskit annuì, uscendo dalla stanza e lasciando solo Cacturne con suoi pensieri. Isola Cornoalto, 19707/4783, circa le 17«E questo è quanto, signor… Falan.» Disse Girafarig.«Questo è quanto, questo è quanto!» Rincarò la coda.Il grosso pokémon, un Bouffalant cromatico, fissò il pokémon, poi guardò il resto della Fratellanza. «Quindi, vi sono sfuggiti in sette. Vi siete lanciati all’inseguimento, ma vi hanno seminato al Lago delle Lame, dove avete trovato il relitto galleggiante di una delle navi, ma senza occupanti, il che lascia intendere che almeno buona parte, se non tutti, si sono messi in salvo.»«Ma abbiamo preso Krookodile, insieme alla sua ciurma, più vari componenti delle ciurme degli altri fuggitivi! Inoltre, abbiamo messo sotto sorveglianza i covi di cui conosciamo la posizione!» Tuonò Exploud.«Bah, è già qualcosa. Certo, mi aspettavo maggiore abilità di combattimento dalla famigerata Fratellanza. Comincio quasi a dubitare che ci sarete utili…»Per un attimo, nessuno parlò, poi Purugly si fece avanti, con un sorriso «Così ci offende, caro signor Falan. Sono certa che non basterà così poco per incrinare gli ottimi rapporti che Fratellanza ed Organizzazione desiderano stringere. Ma se lo desidera, avrei una proposta. Metà di noi della Fratellanza si metterà a caccia, con le sole proprie forze. Il resto dei pirati sarà lasciato al comando delle ciurme alleate, e combatterà contro di loro. In questo modo i nostri vedranno che opporsi a noi comporta gravi conseguenze, mentre saranno comunque in grado di combattere.»Falan ponderò la cosa. Effettivamente, all’Organizzazione conveniva. Se la Fratellanza non avesse fallito, ci avrebbe guadagnato la cattura di quei fuggitivi, e avrebbe potuto portare avanti il piano più facilmente. Altrimenti, non avrebbe perso nulla.«Bene, bene, potete procedere. Mi aspetto che non falliate, ma so di non dovermi preocuppare. So di aver fatto la scelta giusta. Comunque, se è tutto, direi che possiamo andare. Ognuno di noi avrà certo molto su cui lavorare.»«Assolutamente.» Annuì Purugly. Il Bouffalant si alzò e uscì, seguito da Girafarig, che si era incaricato di accompagnarlo, e i restanti membri della Fratellanza si guardarono. Poi, Staraptor parlò.«Cosa intendi fare Purugly? Vuoi davvero dimezzarci per dare la caccia a quell’insulsa combriccola? Non ne vale assolutamente la pena.»«Lascia che ti spieghi Staraptor. Normalmente sarei d’accordo con te. Non ha la minima importanza cosa scelgono di fare sette ciurme, visto che noi ne controlliamo molte di più. Ma quelle sette ciurme hanno preso Crult.»«Un solo pirata, ferito e in fin di vita, senza più una ciurma?»«Un membro della Fratellanza. E il più forte di noi. Sbaglio, o per sconfiggerlo avete dovuto attaccarlo in quattro?»«E cosa importa?! Probabilmente sarà già morto!» Tuonò Exploud.«Ne sei certo? Puoi assicurarmi che uno dei Pokémon che conoscono meglio la Fratellanza e i suoi piani sia morto? Io vi avevo avvisato, ma voi avete scelto di non ucciderlo all’istante. Bella mossa, davvero.»«Non che tu sia stata così d’aiuto, sbaglio?!»«E me ne sto pentendo, per questo farò porta della missione. Io, te, Staraptor, Girafarig e Goodra partiremo, troveremo Crult e i fuggitivi e li elimineremo. Chiaro?»Exploud provò a controbattere, ma non trovando nulla da dire annuì.«Ottimo. In ogni caso, non credo serva preoccuparsi. Sono soltanto sette ciurme e Crult, basterà stanarli e la vittoria sarà nostra.»Nel frattempo, Falan e Girafarig, dopo essere usciti, si diressero verso l’ingresso del palazzo.«Sei certo che il nostro piano procederà comunque?» Chiese Girafarig quando raggiunsero l’ingresso dell’edificio «Conosco Purugly quanto basta per sapere che invierà anche me a dare la caccia a Crult.»«Non ti preoccupare. Abbiamo un accordo, no?» Rispose Falan «Limitati a rispettarlo, e tutto sarà tuo.»Girafarig annuì, sorridendo. Presto, avrebbe avuto ciò che desiderava. Vulcania, Base dei Pirati della Rosa Rossa, 20/07/4783, circa le 23«Quindi, che intenzioni hai, Rose?» Chiese Rantr, fissandola. Il grosso rettile aveva uno sguardo tremendo, sembrava stesse costentemente riflettendo sul metodo migliore per squartarti, si trovò a pensare Rose.«Già, ci aspettiamo che ti unisca a noi!» Tuonò Wamps, battendo un pugno sul tavolo «Un vero pirata…»«Oh, taci Wamps, la tua storia sui “veri pirati” non ci serve. In caso te ne fossi dimenticato, un vero pirata fa ciò che vuole. Quella che ci serve è Rose. Ci servono la sua base, l’unica che la Fratellanza non conosce, e la sua ciurma, la più grande che abbiamo.»«Cooncordo. Sse Rrose devve uniirsi aa nnoi, devve esserre perr suua sceelta.» Annuì Rygo. Il Porygon-Z aveva il modo di parlare più strano che Rose avesse mai sentito, in cui allungava totalmente a caso la pronuncia delle parole. Da quel che aveva capito, era un cosa comune nella sua specie. Comunque, era maledettamente noiosa come cosa.«Zong, tu dici così solo perché ti ha raccattato quando la tua bagnarola è affondata. Io invece credo che Wamps abbia ragione. Siamo in una situazione tremenda, e dobbiamo restare uniti. Rose deve aiutarci.» Rispose Ruft.Rose sospirò. “In che situazione mi sono ficcata?” Si chiese. Con i remi a pieno regime, lei e gli altri erano riusciti a distaccare gli inseguitori, e in due giorni avevano raggiunto il confine. Un tempo da record, ma ovviamente le ciurme erano esauste per la fatica. Perciò, Rose aveva dovuto far entrare tutte le navi nel suo rifugio. “Peccato, ero riuscita a tenerlo nascosto per anni.” Si trovò a pensare.«Allora Rose, cos’hai deciso? Ti unirai a noi?» Chiese Simipour.Erano in quella situazione da due ore. Wamps, Ruft e Trant erano convinti che fosse necessario combattere la Fratellanza, e alla fine avevano convinto gli altri. Con l’eccezione di Rose.«Ascoltate, se si trattasse solo di combatterli, sapete che sarei con voi. Ma qui stiamo parlando di una questione grossa. Vogliono conquistare un paese. Credete davvero che saremo in grado di combatterli? Avete visto come hanno ridotto Crult? Al momento non sappiamo nemmeno se sopravviverà.»«E quindi cosa vorresti fare? Lasciarli fare?»«No! No, io… lo so, non posso lasciarli portare avanti il loro piano. Ma cosa dovremmo fare? Sono molto più di noi, lo erano persino prima che perdessimo parte delle nostre ciurme. E i membri della Fratellanza da soli hanno sconfitto ciurme su ciurme di trasgressori, cosa vi fa pensare che questa volta sarà diverso? Il punto è che, per la prima volta da quando sono diventata una piratessa, non so davvero cosa fare.»«Paura, Rose?» Chiese una voce dietro di lei «Smettila, non è un comportamento adatto a te.»«Crult!» Esclamò Rose girandosi. Il Tentacruel stava venendo aiutato a reggersi in piedi da Marsh, Machoke e Linoone, appoggiandosi solo sui pochi tentacoli sani.«Proprio io, piccoletta. Allora, come stai?» Chiese il pokémon, sorridendo.«Dovrei essere io a chiedertelo? Stai bene? Sei sicuro di poter camminare?»«Bah, ho perso metà dei miei tentacoli, e la maggior parte di quelli rimasti è ridotta troppo male per usarli. In più ho ferite su tutto il corpo. Ma sì, in fin dei conti direi che poteva andarmi molto peggio. Piuttosto, adesso credo ci convenga discutere di quello che faremo da adesso in poi.»«E cosa faremo? Sono d’accordo a combattere la Fratellanza, ma come?»«Oh, è semplice. Vedi, tu ti stai comportando come se dovessimo combattere contro tutti i pirati. Ma i nostri bersagli sono solo i membri della Fratellanza. A noi non deve interessare combattere contro tutte le ciurme del Draak, sarebbe impossibile.»«La fai facile, ma come pensi di fare?» Chiese Simipour.«Eesatto, coome pennsi ddi farre? Fiino aa proova conntraria, lla Fraatellannza ssi faarà scuddo coon lee ciurrme alleeate.»«Ed è per questo che ci serve un’esca. E si da il caso che qui abbiate la migliore di Pokémos. La Fratellanza mi starà indubbiamente dando la caccia. Ed è per questo che riusciremo ad attirare allo scoperto i suoi comandanti. Ho un piano, ma per eseguirlo mi servite tutti. Tutti.» Ripetè guardando Rose.«Sì Cap… voglio dire, Crult.» Disse Rose, annuendo.«Ottimo.» Rispose Crult, sorridendo «Tuttavia, ci serve ancora una cosa. Ci servono informazioni sull’Organizzazione. Solo che non ho idea di come…»«Oh, in questo posso essere d’aiuto io.» Rispose Rose, sorridendo ed indicando Marsh «Si da il caso che il mio vice conosca molto bene l’Organizzazione.»Marsh annuì, mentre tutti i presenti si giravano verso di lui.«Lui?» Chiese Wamps «Aspetta, quella faccia mi era sembrata famigliare anche prima, anche se non riesco a ricordare dove…»«Su uno di quegli avvisi di taglia che sono arrivati a tutti i pirati qualche tempo fa.» Rispose Crult «Sono sorpreso che non se ne sia accorto nessuno. Io l’ho capito appena l’ho visto.»«Iin reaaltà ioo mee nn’erro accoorto, maa noon peensavo foosse impoortante.» Rispose Rygo.«Potresti smettere di parlare? Da davvero fastidio.» Disse Crult «Comunque, forza. Se sai qualcosa sull’Organizzazione, è il momento di parlare.» Proseguì rivolgendosi a Marsh.Marsh annuì. A quel punto, non poteva far altro. Guardò Rose, che annuì, poi cominciò a parlare. Elettria, Monte Tuonoshock, 20/07/4783, circa le 23«Quello è il condotto.» Disse Aegislash, indicando uno stretto passaggio tra le rocce da cui usciva un fiumiciattolo.«Sì.» Rispose Specchio, guardando il passaggio. Era più una spaccatura tra le rocce che un condotto, ma era sicuramente quello. Come pensavano, non c’era nessuno a fare la guardia.«Bene, muoviamoci.» Disse Aegislash. Senza far rumore, i due pokémon uscirono dagli alberi e si avvicinarono al condotto, sempre attenti a eventuali movimenti sospetti.Arrivato davanti al condotto, Surskit scivolò dentro per primo. Tenendosi in equilibrio sull’acqua, fu costretto addirittura ad abbassarsi un po’ per riuscire a procedere. Un attimo dopo, Aegislash lo seguì. Il suo corpo svanì nella parete, ma come concordato il pokémon tenne la parte superiore del proprio corpo fuori dal muro, in modo che Surskit fosse certo di averlo al suo fianco. Era una visione stranissima, perché sembrava vi fosse una spada incastrata nella roccia.I due proseguirono. Quella era la parte snervante. Senza luce, Surskit non vedeva a un palmo dal naso. Ogni gocciolio poteva essere un pokémon nemico, ogni sbuffo di vento il respiro di un nemico. Era compito di Aegislash, che al buio vedeva, assicurarsi che non ci fossero ostacoli pericolosi, ma Surskit si chiese come avrebbe dovuto fare nel caso in cui Aegislash si fosse rivelato un membro dell’Organizzazione. Si rese conto che, se lo avesse abbandonato, forse non sarebbe riuscito a trovare l’uscita.Poi, davanti a loro brillò una fievole luce. “Possibile che il tunnel sia già finito?” Si chiese Surskit.Quando entrarono nella stanza illuminata, i due si resero conto che non erano arrivati. Intorno a loro si trovava una stanza molto più grande, simile a un lago sotterraneo. Intorno ad esso erano incastonate, sia sopra che sotto, su tutte le pareti, centinaia di Pietretuono grezze, che brillavano con la loro fievole luce.Surskit si guardò intorno. Effettivamente, il capitano li aveva avvisati che lungo il condotto c’erano punti più larghi, in cui Aegislash avrebbe potuto riposarsi, ma non pensava intendesse questo.Dietro di lui, Aegislash era tornato solido, e stava riprendendo fiato. Per due minuti buoni rimase fermo, recuperando energia, poi annuì. A malincuore, Surskit si mise in cerca del condotto di uscita. Ci volle un po’, ma seguendo la fievole corrente riuscì a trovare l’imboccatura. Era più stretta di quella da cui erano entrati, ma non di molto. Anche se a fatica, riuscì a passarci e proseguire, ritornando nell’oscurità.Dopo dieci minuti buoni di salite e laghetti, una nuova luce brillò davanti a loro, molto più forte. Surskit a Aegislash si guardarono, e il pokémon annuì. Quella era chiaramente l’uscita, e chiaramente c’era qualcuno, vista la luce.Surskit e Aegislash scivolarono lentamente lungo gli ultimi metri, poi sbirciarono fuori dalla fenditura, cercando di non farsi vedere.Davanti a loro, si estendeva una grotta con diverse lampade Pietretuono su tutte le pareti, alcune casse e una sola uscita. Non sembrava esserci nessuno, e i due decisero di rischiare. Silenziosamente, scivolarono fuori dal condotto.«Ok, fin qui è andata, adesso?» Chiese Surskit, con un sospiro di sollievo.«Adesso viene il difficile.» Disse Aegislash «Siamo passati, ma ora non devono scoprirci. Andiamo.» Rispose Aegislash.E i due si diressero verso quella che sembrava l’uscita da quella caverna.
 
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Cercherò di farvi uscira senza farvi notare

Se la Fratellanza avesse fallito, ci avrebbe guadagnato la cattura di quei fuggitivi, e avrebbe potuto portare avanti il piano più facilmente. Altrimenti, non avrebbe perso nulla.
Penso che il ragionamento sia valido se la fratellanza avesse avuto successo...

«Sì.» Rispose Spettro, guardando il passaggio.
Spe...cchio?

Molto bene come sta proseguendo la trama anche se Goodra è troppo puccioso per fare un cattivo


E poi poor Porygon-Z, sta sul cazzo a tutti, lol

Interessante la questione di Aegyslash, chissà se sarà un infiltrato? E che cosa farà nella base? Tenterà un triplo gioco o uscirà allo scoperto?
 

Darken

Passante
Penso che il ragionamento sia valido se la fratellanza avesse avuto successo... Right, correggo

Spe...cchio? Me l'hanno segnalato in tre questo errore, sono sorpreso dalla cosa. Beh, correggo anche questo.

Molto bene come sta proseguendo la trama anche se Goodra è troppo puccioso per fare un cattivo
 Non so perché finisco sempre per dare certi ruoli ai Pokémon che mi piacciono, tipo quello di Gallade. Giuro, non lo so.

E poi poor Porygon-Z, sta sul cazzo a tutti, lol Colpa del lag. A nessuno piace il lag

Interessante la questione di Aegyslash, chissà se sarà un infiltrato? E che cosa farà nella base? Tenterà un triplo gioco o uscirà allo scoperto? Vedremo, vedremo.
CAPITOLO 173: INFORMAZIONI​

Elettria, Monte Tuonoshock, 20/07/4783, circa le 23Surskit ed Aegislash incontrarono i primi pokémon poco dopo, percorrendo il corridoio. Fino a quel momento avevano solo trovato alcune porte dietro cui si nascondeva al massimo un piccolo magazzino, ma più comunemente stanzette vuote. Poi, all’improvviso, avevano sentito delle voci. Si trovavano in un punto senza alcuna porta, e non avrebbero fatto in tempo a tornare indietro. Inoltre, sarebbe sembrato sospetto. Perciò si limitarono ad avanzare, comportandosi con naturalezza.«Ehi voi!» Chiamò uno dei pokémon appena li vide «Fermi! Che ci fate qui?»Surskit fissò i pokémon che avevano parlato. Un Lampent, un Mismagius e un Quagsire si pararono davanti a loro.«Niente, stiamo soltanto controllando i magazzini.» Rispose Aegislash, prontamente.Il Lampent lo fissò «Non ci hanno detto di alcuna ispezione ai magazzini. E comunque chi siete? Non vi ho mai visti prima.»«Mi chiamo Gislas, e vengo da Spettria. Sono un sottoposto del Capitano Banette. Lui invece è Surs. Viene da Aeria, è un sottoposto del Capitano Dragonite.»«Aeria? Non mi sembri un pokémon Volante. E avevo sentito che Dragonite si era portato a Terria i suoi soldati.»«I miei genitori erano di Aeria, e data la mia resistenza alla Dominanza hanno preferito tenermi con loro.»«E cosa ci fai qui? Non dovresti essere a Terria?»«Io…» iniziò Surskit, incerto.«Lo hanno lasciato indietro, visto che non è adatto al deserto. Sapete, l’acqua…»«Immagino. Bah, d’accordo, si saranno dimenticati di avvisarci. Potete passare.»Quando furono abbastanza lontani, Surskit tirò un sospiro di sollievo.«Grazie per prima. Non sapevo come rispondere.» Disse con un sussurro.«Ringrazia che ho ascoltato la tua storia ad Oscuria. Se non avessi saputo i nomi dei Capitani, sarebbero stati guai.»«Per fortuna che sei stato attento allora.Ma perché da Aeria?» Annuì Surskit.«Perché non conosco nessun Capitano dell’Orgnaizzazione di Laghia o di Alvearia, quindi ho dovuto pensare in fretta. Inoltre, abbiamo guadagnato delle nuove informazioni. Quel Dragonite e i suoi sono andati a Terria. Il che vuol dire che l’Organizzazione ha qualcosa in programma per quelle terre.»«Un po’ poco però.»«Se ti aspettavi di trovare un foglio di carta con titolo “piano dell’Organizzazione dettagliato”, puoi anche lasciar perdere. La maggior parte delle informazioni le otterremo da quello che sentiamo. Quei pochi messaggi scritti che avranno sono sicuramente tenuti sottochiave, ben lontani da ovunque possiamo prenderle.»Surskit annuì, poi il corridoio finì. Da un po’ sentivano delle voci, e arrivati in fondo si trovarono davanti una sala in cui numerosi pokémon stavano trascorrendo il tempo come pareva loro. Qualcuno giocava a carte, qualcuno parlava, altri se ne stavano per conto loro. Nessuno fece caso ai due.«Direi che questa è la sala ricreativa. Non pensavo l’avessero, sono davvero ben organizzati.» Sussurrò Aegislash.«Che si fa?»«Si ascolta.»Surskit annuì, poi seguì Aegislash, che prese a muoversi con tranquillità in mezzo alla sala, attraversandola. Lungo la strada, il pokémon cercò di ascoltare attentamente, ma ottenne solo qualche frase spezzata in mezzo alla confusione.Arrivati dall’altra parte dalla stanza, li aspettavano altri due tunnel. Ne scelsero uno a caso, poi Aegislash fissò Surskit.«Quindi, ottenuto qualcosa?»«E come facevo in mezzo a quella confusione? Ho sentito solo qualche parola.»«Bah, patetico. Per sentire le cose interessanti devi cogliere i discorsi al volo. Mettere insieme quello che sai e quello che riesci a carpire. Se ti fermi ad ascoltare, in casi del genere, rischi solo che mangino la foglia. Devi invece concentrarti sul dialogo più vicino, poi su un altro, poi su un altro ancora. In questo modo ottieni comunque diverse informazioni.»«E tu cosa sei riuscito a ottenere? Di certo non molto.»«No, certo, non tanto. Solo che i Capitani di questa base sono Banette e Spiritomb, che Roserade non è più qui, che questa era una trappola, e che altri due pokémon importanti di questo posto sono un Kabutops e un Omastar.»Surskit strabuzzò gli occhi «Come hai fatto?!»«Semplice. Uno di loro si stava lamentando che Banette ha fatto fare alla sua squadra gli straordinari, e l’altro ha risposto che Spiritomb è peggiore. Un altro ha detto che è un peccato che un “bocconcino” come Roserade sia tornata alla base, anche se è un po’ … e poi non ho più sentito. Ma più avanti, due pokémon stavano scommettendo su chi tra Kabutops e Omastar avrebbe guidato l’attacco di domani, e un terzo ha chiesto se finalmente “l’esca” avrebbe funzionato. Perciò, mettendo insieme questo con quello che sapevo già, arrivo a dedurre quanto che ti ho detto prima. Capito, incapace?»Surskit era a bocca aperta. Fu costretto ad ammettere che, nonostante fosse antipatico come pochi al mondo, Aegislash sapeva fare il suo lavoro maledettamente bene.«Ora muoviamoci. Non abbiamo molto tempo. Ricorda che se uno qualunque di loro venisse a sapere chi siamo, saremmo subito circondati. L’ideale è ispezionare il resto della base, cercare di quantificare il numero di pokémon che hanno, e fuggire il più velocemente possibile.»I due presero uno dei due corridoi, intervallato da porte come il precedente. Lo percorsero e, sbirciando, Aegislash rilevò che erano le camerate dei soldati.«Beh, questo è perfetto.» Disse Aegislash «Grazie al numero di letti, possiamo farci un’idea del numero di soldati.»Contando i letti che davano segno di essere usati, Aegislash arrivò a determinare che dovevano esserci circa trecento pokémon in quella base. Stava per esaminare la porta successiva, quando una voce alle sue spalle lo interruppe.«Ehi, voi due, venite qui, subito.» A gridare era un Dusclops. I due si girarono e si misero meccanicamente sull’attenti.«Oh, siete davvero ben addestrati. Comunque tranquilli, non sono mica un Capitano.» Rispose quello sghignazzando «Mi serve invece che vi muoviate a darmi una mano. Gli ufficiali attendono la cena, e mi servono due che gliela portino. Sbrigatevi.»Surskit stava pensando a una scusa, ma Aegislash rispose per primo «Ma certo, ma certo. Nessun problema.»«Che stai facendo?» sussurrò a denti stretti Surskit, mentre Dusclops faceva loro segno di seguirlo e prendeva a percorrere il corridoio.«Stai calmo, so che è pericoloso, ma rifiutare avrebbe destato sospetti. Mi ha visto mentre entravo in una camerata, non c’era scusa che attaccasse. Non ci resta che servire a tavola.»Surskit annuì. Arrivati a una grande porta, Dusclops fece loro segno di entrare e indicò alcuni piatti e un largo vassoio di bacche arrosto. Lui ne afferrò quattro, Aegislash due e Surskit riuscì in qualche modo a sollevare il vassoio.«Ottimo lavoro. Ora muoviamoci, sapete come sono gli ufficiali quando aspettano troppo.» Rispose Dusclops, e i tre percorsero il corridoio nella direzione opposta. Arrivati alla sala ricreativa, preserò il secondo tunnel, poi a un nuovo bivio Dusclops girò a destra. Percorsero il corridoio, e arrivarono davanti a una porta davanti a cui erano schierate non meno di cinque guardie, di cui molti erano Spettri. Una guardia, un Dusclops a propria volta, sorrise.«Ciao, Colp. Come stai?»«Come sempre Dusclops. Ora, ti spiacerebbe aprire la porta? Siamo alquanto carichi.»«Certo. Per pura formalità però devo farti il solito test. La giornata si promette rovente.»«E le Pietrefocaie aiuteranno. Possiamo passare ora?» Chiese Colp.«Avanti, avanti.» Disse Dusclops, spingendo la porta e aprendola.All’interno, gli ufficiali erano in attesa intorno al tavolo, intenti in una discussione, con le coppe piene di quello che pareva Succo di Baccauva. Aegislash e Colp scaricarono i loro piatti distribuendoli, poi Surskit si fece avanti con il vassoio.«E allora quello mi ha guardato. Pietà, pietà, pregava.» Stava dicendo in quel momento Kabutops «Mi stavo divertendo davvero. Un bestione di quella stazza, che implorava come un bambino.»«La stazza non è tutto, certo.» Commentò Banette prendendo alcune Bacche dal vassoio e posandosele nel piatto, cominciando a mangiare.«Per fortuna, altrimenti Lord Nidoking non avrebbe rivali.» Commentò Omastar, servendosi per secondo.«Ad essere onesti, credo tu abbia scelto un pessimo esempio. Il Generale Nidoking è enorme ed è invincibile. L’ho visto perdere una volta sola, contro il Generale Harma. Ed è stata una vittoria sfiorata, perché il Generale ha finito Lord Nidoking poco prima che il veleno avesse la meglio su di lui.» Replicò Spiritomb, prendendo da mangiare a propria volta, raccogliendo dal vassoio la maggior parte del cibo.«E allora parliamo di quelli del Gruppo.» Replicò un Drifblim, scuotendo la testa mentre Surskit gli porgeva il vassoio «Tanto qui siamo stati sconfitti tutti.»«Non proprio.» Rispose Kabutops, servendosi direttamente dal vassoio infilzando le bacche cone le lame.«Facile non perdere, quando non combatti.» Rispose Trevenant, prendendo alcune bacche.A quel punto, Surskit aveva servito tutti, e con l’aiuto di Dusclops posò il vassoio al centro del tavolo.«Beh, il Gruppo ha la sua bella dose di piccoli ma forti.» Ammise Banette «Come il Raichu.»«O il Pichu.» Commentò Spiritomb.«Concordo, il suo Locomovolt fa davvero male.» Disse Drifblim.«Anche Roserade parlava bene di uno di loro, un Surskit.» Commentò Kabutops.«Io il Surskit non l’ho mai visto. Sarà stato uno di quelli che sono scappati durante il nostro combattimento.»«Io ho visto gli avvisi di taglia, incluso il suo, ma non è che aiutino molto con pokémon come quelli. Secondo Roserade c’era qualcosa di troppo nel ritratto, anche se non mi ha detto cosa.» Rispose Omastar, fissando intanto Surskit, che ora era in disparte insieme a Dusclops e Aegislash. I suoi occhi si posarono sull’antenna mancante, che stava lentamente ricrescendo. «Ecco, magari, è quello. Ehi, piccoletto, avvicinati.» Disse. Surskit annuì e si avvicinò, il cuore che batteva all’impazzata.«Dici che ha perso l’antenna?» Chiese Kabutops «Può darsi. Ehi, come l’hai persa tu?» Chiese il Pokémon.«Ecco… facevo il criminale su ad Aeria. Sapete, furtarelli e cose del genere. E un giorno un pokémon che stavo derubando mi ha attaccato. Sono scappato, ma ho perso la mia antenna. Poco dopo sono entrato nell’Organizzazione, e adesso sto ancora aspettando che ricresca.» Rispose, inventando di sana pianta e sperando di suonare convincente.«Ecco, magari è andata così anche per quello. Grazie, puoi andare. Potete andare tutti e tre, in effetti, ci serviremo da soli e chiameremo più tardi per far pulire.» Rispose Omastar, facendo un cenno. I tre pokémon si inchinarono e uscirono.Surskit sorrise, ignaro dello sguardo freddo di Omastar che lo seguiva mentre usciva dalla stanza. Normalia, vicino a Knowledge Castle, 21/07/4783, circa le 10«E con questo direi che hai terminato l’apprendimento di Forzasfera. Semplicemente straordinario, secondo la storia c’era una sola famiglia in cui i Riolu potevano impararla. E non finì bene.» Disse il Lucario, guardando il masso che le Forzasfera di Riolu avevano distrutto.«Già, me lo raccontò anche mio padre. A quanto pare invece nella nostra famiglia è una cosa che si tramanda da generazioni, di padre in figlio. Comunque, è parecchio utile.»«Indubbiamente. Adesso ragazzo, la tua parte dell’accordo. Qual è la situazione del gruppo?»«Niente di che. Siamo bloccati in città per altri sette o otto giorni. A quanto pare, non c’è modo di spostarci più avanti nella lista, anche se Eelektross va a informarsi tutti i giorni per trovare uno spazio che ci permetta di ripartire anche solo un giorno prima.»«Capisco. Nient’altro?»«Niente direi. Chande ed Abra sono esaltati dalla città, e hanno fatto richiesta per visitare la Torre.»«Vuoi dire il Tempio del Sapere, la Torre di Arceus? Capisco. Beh, se non c’è altro, direi che puoi andare.»«Sì. Non vorrei che si insospettissero. Non mi piace comportarmi così, ma non ho scelta, vero?»«No infatti. Credimi, stai facendo la cosa giusta ragazzo. Stai facendo un grande favore a tutta Pokémos. Inoltre, puoi anche diventare più forte. Direi che ne vale la pena, non pensi?»Riolu annuì, poi salutò il Lucario e si avviò. Quando fu certo che il piccolo pokémon si fosse allontanato, Persian saltò giù dall’albero. Si scosse per togliere alcune foglie dal pelo, e sorrise «Tutto secondo i piani, vero Ditto? O devo chiamarti Lucario?»Il Lucario tremò per un momento, poi sembrò sciogliersi. Poco dopo, al suo posto, si trovava una massa informe di gelatina. «Uff, non me ne parlare. Certo, restare un Lucario è molto comodo per muovermi, e in genere tengo questa Trasformazione anche per muovermi, ma è sfiancante. Mi fa male il collo.»«Tu non hai il collo.»«Credimi, se ce l’avessi mi starebbe uccidendo. Invece devo accontentarmi di avere male un po’ dappertutto. Credi sia facile mantenere una struttura fisica completamente diversa?»«No, no, figurati. Lungi da me pensare una cosa simile.»«Bene. Piuttosto, sentito il ragazzino? Abbiamo altri sette giorni, otto al massimo.»«Abbastanza per chiamare le squadre vero?»«E così potremo prenderlo.»«Già. Finalmente, sarà nostro. Verremo ricompensati profumatamente. Credi che riusciremo a riscuotere la taglia?»«Lo spero, il capo sarebbe davvero crudele a non lasciarcela prendere.»«Vero, ma in fin dei conti non siamo più cacciatori di taglie, e la differenza si sente. L’ultima volta ci è stato detto che era solo il nostro lavoro e ci ha dato pochissimo.»«Beh, questa volta non andrà così. Sono certo che per questo lavoro riceveremo l’adeguato riconoscimento.»«Voglio sperarlo. Comunque, le nostre squadre saranno qui dal nord in una settimana. Sarebbe molto più facile se potessimo costruire un teletrasporto a Knowledge Castle, ma quelle maledette mura non bloccano solo gli spettri ma anche il Teletrasporto.»«Oh, non importa, abbiamo giusto il tempo che ci serve.» Rispose Ditto «Voglio dire, il nostro caro amico è sempre lì, no? E poi se anche si rimettessero in viaggio ci sono un paio di passaggi obbligati che possiamo sfruttare. Siamo in una botte di ferro, amico mio.»«Spero tu abbia ragione. Ora, che ne diresti di fare colazione?» Chiese il Persian. Ditto annuì, si trasformò in un secondo Persian e i due si diressero verso la città.Monte Tuonoshock, 21/07/4783, circa le 10«Bene, direi che abbiamo raccolto tutto quello che ci serviva. Abbiamo le informazioni sui loro soldati, su quello che hanno nei magazzini, e sulla trappola che hanno preparato. Tutto quello che dobbiamo fare adesso è tornare indietro.» Commentò Aegislash.Surskit annuì, soddisfatto. Aegislash non l’aveva tradito, quindi doveva concludere che i sospetti del Capitano erano infondati.I due si guardarono intorno, percorrendo i corridoi. Era ancora difficile orientarsi, ma alla fine trovarono la sala in cui alcuni dei soldati si stavano rilassando. Erano meno dell’altra volta, notò Surskit, senza dare troppo peso alla cosa. D’altronde, Omastar e Kabutops erano partiti quella mattina per un nuovo attacco quindi di certo molti dei soldati dell’Organizzazione erano andati con loro.«Devo ammettere che non pensavo sarebbe andata così bene. Specialmente con te. Ma anche se mi dispiace dirlo, te la sei cavata bene.» Disse lo Spettro, mentre i due scivolavano lungo il corridoio. Questa volta, non incrociarono nessuno, e arrivarono con tranquillità al magazzino.Si guardarono intorno, scivolarono dietro le casse e ritrovarono l’apertura. Poi, Surskit sentì l’acqua sotto di sé, e riprese a camminare seguendo i segnali di Aegislash.Per un po’ tutto procedette per il meglio. Dopo una discesa, i due si ritrovarono nello stesso lago dell’andata, illuminato dalla fioca luce delle Pietretuono.Surskit si guardò intorno. Rispetto a prima, la stanza gli sembrava più scura. Ma a fargli capire la situazione fu Aegislash. Il pokémon si fermò.«Non va bene…» lo sentì dire Surskit, poi la stanza fu invasa dalla luce. Surskit fu abbagliato, poi, quando si riprese, si guardò intorno, giusto in tempo per evitare una Palla Ombra.«Oh no, lo hai mancato. Poveretto, sarebbe stato meglio per lui se lo avessi centrato direttamente.» Commentò una voce sopra di loro. Surskit guardò verso l’alto. Oltre alla luce di quello che doveva essere un Giornodisole, vide MegaBanette insieme a una trentina di altri Pokémon Spettro. Il Pokémon sorrise. Uno di loro, un Drifblim, fissò Banette, mentre il suo secondo Palla Ombra mancava Aegislash per un pelo.«Ciao. Tu sei il Surskit del Gruppo vero? Direi che non ci siamo mai incontrati di persona, perciò dovremmo rimediare. E vedo che mi hai fatto il favore di portarmi un altro caro amico, molto gentile da parte tua. Non ci vediamo da un sacco, Honedge. Oh, ma adesso di certo ti chiami Aegislash. Sbaglio?»«Banette. Un vero dispiacere rivederti.»«Non fare così, Aegisluccio, eravamo tanto amici una volta. Non te lo ricordi? Io, te, Spiritomb e gli altri, tutti insieme a viaggiare per Spettria.»«Mi avete ingannato! Mi avete tradito!»Banette rise di gusto, poi lo guardò dritto nell’occhio «Ehi, è il mio lavoro. E poi, chi sei tu per parlare di tradimenti? Sei il Custode dei Loro del più grande traditore di tutti i tempi. Sei il Custode di Giratina!»
 

CiaobyDany

Pokémon Selvaggi Intensifies
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Porca troia che colpo di scena! Direi che con i cliffhanger siamo messi bene. Per una volta non ho notato errori (e tanto non avrei potuto segnalarteli), moooolto bene come stai procedendo, bravo, ottimo.
 

Darken

Passante
Porca troia che colpo di scena! Direi che con i cliffhanger siamo messi bene. Per una volta non ho notato errori (e tanto non avrei potuto segnalarteli), moooolto bene come stai procedendo, bravo, ottimo. Un capitolo senza errori, Yeeeeh!
E grazie per i complimenti.
Ed ora un revival dei tempi in cui Pokémos era un settimanale

CAPITOLO 174: IL CUSTODE DI GIRATINA​

Elettria, Monte Tuonoshock, 21/07/4783, circa le 10Surskit ci mise un momento a registrare quel che aveva detto Banette. Si girò a guardare Aegislash, lentamente.«Cos… Tu…» Borbottò, incapace di formulare la domanda.«Oh, non glielo avevi detto? Ma come, eppure ne eri così orgoglioso un tempo. Quando facevi l’avventuriero, da solo a Spettria. O sbaglio? Mi ricordo benissimo di quando ci siamo conosciuti. Io»«Tu parli troppo.» Disse Aegislash, lanciandosi e colpendo con Furtivombra. Il colpo mancò Banette di pochissimo… ma lo mancò. E quando Aegislash si fermò, un’Ombrartigli lo colpì e lo rimandò indietro.«E tu non parli abbastanza. Ehi, piccoletto. Roserade aveva detto che eri la sua preda, ma immagino le andrà bene lo stesso se le porto il tuo cadavere. Potrà colpirti anche così.» Disse il Banette, girandosi verso Surskit.«Come ci hai scoperti?! Non vi eravate accorti di noi!» Chiese Surskit, in preda alla frustrazione. Aegislash non gli parlava, e non sapeva davvero come comportarsi.«Ah, niente, sei stato sfortunato. Omastar è quello a cui hanno assegnato i Pokémon di Dragonite che non potevano partire per Terria. Se lui non ti aveva mai visto, voleva dire che mentivi. A quel punto, abbiamo contattato la base e ci hanno mandato il tuo avviso di taglia aggiornato. Sei identico, hanno fatto davvero un ottimo lavoro. Quanto ad Aegislash, l’ho riconosciuto poco fa quando l’ho sentito parlare. Sei cresciuto proprio bene.»«Io ti…»«Tu cosa, Aegislash? Sei sempre stato un vero testardo, sono stupito che la tua abilità non sia Testadura. Credi di potermi battere? Ci sono cinquanta pokémon qui con me. Non mi hai mai sconfitto prima, e in questi anni sono solo diventato più forte. E sei fortunato che Spiritomb non sia qui, visto che non poteva passare per colpa della Roccianima. Perderai, Aegislash. Ma non temere, sarò generoso. In memoria dei vecchi tempi, ti ucciderò prima che il capo ti metta le mani addosso. I ragazzi qui non diranno nulla, e sarai solo una spia come tante.»Surskit fissò Aegislash. Banette aveva ragione, non potevano vincere. E in quel momento, Aegislash gli fece cenno di spostarsi verso di lui. Surskit lo fissò, poi guardò Banette, e si mosse leggermente.«E quindi dici che non potrei batterti? Solo perché sei in vantaggio numerico. In uno contro uno, ti farei a pezzi.» Disse Aegislash.«Hai sempre parlato troppo Aegislash. D’accordo, vuoi che facciamo un uno contro uno? Ci sto. Ragazzi, state indietro e tenete d’occhio il Surskit. NON uccidetelo, finché io non ho finito con l’Aegislash. Devo far vedere a un vecchio amico cosa significa perdere.» Commentò il pokémon.Surskit sapeva che la situazione non era migliorata. Se anche Aegislash avesse sconfitto Banette, il resto dei soldati sarebbero saltati loro addosso. Lanciò un’occhiata ad Aegislash, che gli fece cenno di spostarsi ancora, dietro di lui.«Ehi tu, allontanati.» Disse Banette «Questo è un duello.»Surskit annuì, spostandosi più indietro ma sempre dietro Aegislash. Si sentiva gli occhi dei soldati dell’Organizzazione addosso.«Ottimo. Ora direi che possiamo cominciare.» Disse Banette.Aegislash non ebbe reazioni. Si limitò a studiare l’avversario, senza far cenno di attaccare. In effetti, non sembrava voler far nulla.Alla fine, fu Banette a lanciarsi in avanti. Aegislash arretrò, schivando un Ombrartigli, parando una Finta con lo scudo. Senza preavviso, ruoto il corpo e portò un colpo dal basso verso l’alto, un Furtivombra che avvolse la sua lama di ombre scure, ma Banette arretrò, venendo a malapena sfiorato, e aprì la bocca, da cui partì una Palla Ombra. Aegislash si abbassò, e la Palla Ombra lo mancò di pochissimo, danneggiandolo leggermente.Banette sorrise «Direi che possiamo salire di livello, non pensi?» Chiese il pokémon, mentre una luce enorme lo avvolgeva. Un attimo dopo, era diventato un Megabanette. Surskit notò che una parte della sua copertura sembrava bruciata, come colpita da un fulmine. Si chiese cosa fosse stato, poi ricordò che Raichu aveva sconfitto Banette con il Locomothunder.Megaevoluto, Banette era inarrestabile. Si lanciò su Aegislash con una Finta che il pokémon parò per un soffio con lo scudo, schivò un Furtivombra, e colpì con il proprio, costringendo Aegislash ad arretrare.Il pokémon imprecò, danneggiato. Aegislash si lanciò in avanti, colpendo con Aeroassalto, caricando con il corpo. Banette si limitò a parare il colpo, poi lo scagliò di nuovo indietro con Ombrartigli.«Tutto qui? Eppure credevo che il Custode di Giratina fosse più forte. Che delusione.»«Già. Su questo terreno non posso batterti. Cosa dici se cambiamo campo?» Chiese. Un attimo dopo, scagliò un fendente. Per un attimo, sembrò una Spadasolenne, ma subito dopo il fendente tranciò l’aria, volando verso Banette, che lo schivò per un pelo, sorpreso. Raggiunto il muro della caverna il colpo scomparve… e un portale enorme si aprì.«Specchio, con me!» Gridò Aegislash, colpendo Banette con Furtivombra e gettandolo nell’apertura. Surskit si lanciò in avanti, d’istinto, seguendo il compagno che si era gettato nel portale dietro il Capitano dell’Organizzazione, mentre gli altri pokémon, colti di sorpresa, restavano fermi, esterrefatti. Attraversò il passaggio, lo sentì che si chiudeva alle sue spalle, poi tutto si fece nero. Mondo Distorto, 21/07/4783, circa le 11Surskit si guardò intorno, confuso, alzandosi in piedi. Cercò di capire dove fosse. Sotto di sé non sentiva acqua, ma roccia. Mentre si abituava alla luce soffusa del posto, si rese conto di essere, per qualche motivo, su una parete verticale affacciata su un abisso. Sentì un groppo in gola, e d’istinto cercò un appiglio, poi si rese conto che non stava cadendo.Appurata la cosa, cercò di capire cosa fosse successo. “Aegislash ha usato quello strano portale… Aegislash!” Si disse, guardandosi intorno. Non vide niente, salvo alcuni alberi dalla strana forma, contorti come spire di un serpente. Poi, sentì alcuni suoni sopra di sé. Guardò verso l’alto, e capì che qualcuno stava combattendo da qualche parte là in cima.Con cautela mosse un passo. Chiuse gli occhi, e quando li riaprì era ancora attaccato alla parete. Ne mosse un altro, più sicuro. Un attimo dopo, stava correndo lungo una parete verticale senza appigli.Arrivato in cima, balzò davanti a sé, sulla strada successiva… e improvvisamente la gravità si resettò, e il pokémon atterrò in modo poco elegante, sbattendo la faccia sulla roccia. Si massaggiò il viso, poi riprese a camminare. A quel punto, vide una cosa estremamente bizzarra: quello che pareva un enorme cubo, formato in realtà da quattro strade di roccia avvolte in un quadrato, e in mezzo ad esso due pokémon che combattevano.Si diresse in quella direzione, e capì che erano Aegislash e Banette. Banette si guardò intorno, poi sentì Aegislash arrivare da sopra, calando con un Furtivombra. Arretrò di un passo per schivare l’attacco… e si sentì trascinare verso terra, solo che “terra” era alle sue spalle. Aegislash invece proseguì con il colpo, e Furtivombra deviò seguendo la strana gravità per colpire in pieno Banette. Il Megapokémon imprecò, tentando di schivare il fendente successivo alzandosi verso l’alto. Ma improvvisamente sentì la gravità sopra di sé. Colto in contropiede, non riuscì a schivare il colpo, venendo scagliato contro le roccie.Banette non aveva ancora capito cosa diavolo stesse succedendo. Dato che non era tra gli spettri totalmente immuni alla gravità, quello strano posto era davvero problematico. Al contrario, Aegislash sembrava perfettamente a suo agio. Banette rotolò di lato e colpì con Ombrartigli, ma lo scudo parò l’attacco.«Cosa Giratina è questo posto?!» Gridò, rialzandosi e arretrando di un passo solo per scoprire che la gravità era cambiata di nuovo e che questa volta lo trascinava verso sinistra.«Casa sua.» Rispose Aegislash, calando un ultimo Furtivombra. Sconfitto, Banette crollò, la Megaevoluzione che si disfaceva. Il pokémon lo afferrò, trascinandolo via. A quel punto, vide Surskit e scese verso di lui.«Come hai fatto?» Chiese Surskit, fissando Aegislash.«Intendi a sconfiggerlo? Beh, vedi…»«No! Non a sconfiggerlo, dannazione! Come hai fatto quello che hai fatto?! Come hai aperto il portale?! Come hai fatto a portarci qui?! Come sei il Custode di Giratina?! Anzi, chi Giratina sei tu?!» Gridò Surskit, lasciando andare la rabbia che aveva accumulato fino a quel punto «Il Capitano lo sa?! Grump? Gurdurr, Dustox? Qualcuno?! O hai pensato che tenerti per te una cosa simile fosse…»«Zitto!» Gridò Aegislash «Stai… zitto.» Ripeté ansimando. Lentamente, posò Banette e si accasciò a terra «Per favore, mi serve… un po’ di tempo. Aprire il portale non è facile. Sono… sono stanchissimo. Sono sorpreso di aver battuto Banette.»«Parlami Aegislash. Cosa facciamo qui? Chi sei tu?»Aegislash lo fissò, mentre si teneva appoggiato allo scudo per non cadere a terra. «Beh, suppongo… di doverti qualche spiegazione.»«Qualche?»«Tante, d’accordo. Vuoi sapere la storia della mia vita? D’accordo, avrai questa maledetta storia.» Aegislash si posò del tutto al suolo, lasciando andare lo scudo.«Vedi, ufficialmente i Giratiniani si sono estinti. Scomparsi, divorati dalla caccia secolare degli Arceisti. In realtà, esistono ancora piccole comunità ovunque a Spettria. Una di queste, la più sacra, la più sicura, si trova nel nord, tra le Colline Spettrali. Lì sorge un piccolo villaggio. E lì si trova anche la Fonte del Ritorno.»«La Fonte del Ritorno?»«Si tratta dell’unico luogo di Pokémos da cui si può entrare nel Mondo Distorto, ovviamente con il permesso di Giratina. Ed è anche il posto dove sono nato io. Vedi, quando il Custode di Giratina muore, il suo successore è il primo nato nel villaggio. In quel caso, dopo la morte di un mio prozio, è stato il mio turno. Sono stato abbandonato come uovo nella caverna, e quando mi sono schiuso, Giratina mi ha osservato attraverso uno dei Cristalli Specchio della grotta. E mi ha accolto qui, nel Mondo Distorto.»«E se non ti avesse accolto?»«Avrebbero provato con un altro uovo. Ma di solito Giratina non è schizzinoso. Comunque, non ricordo molto di quei primi anni. Sono certo che Giratina mi abbia allevato, ma ero troppo piccolo per capire cosa succedeva. Solo quando sono stato grande abbastanza lui mi ha raccontato la sua storia.»«Vuoi dire di come ha tradito Arceus ed è stato rinchiuso a vita in una prigione dimensionale? Sembra una storia interessante in effetti.»«No! Questo è il punto! Lui è innocente. Almeno, metà di lui lo è. Vedi, conosci Bonoth?»«Il primo signore del tempo che tradì Arceus? Sì, e se non sbaglio alcune versioni dicono che dopo la sua sconfitta definitiva una parte di lui finì dentro Giratina spingendolo a ribellarsi. Però secondo le storie Giratina era già desideroso di rivalsa contro il padre, che non gli aveva dato un vero dominio diversamente dai due fratelli minori.»«Bah, sciocchezze, Giratina aveva già tutto il potere che gli serviva. Tuttavia sì, Bonoth è dentro di lui. Vedi, Giratina ha due forme. Quella Originale è il vero lui. Un grande guerriero, un pokémon di grande cultura, qualcuno che sono davvero fiero di poter chiamare padre. E poi, Bonoth. La Forma Alterata, in cui parte delle sue fattezze si trasferiscono in Giratina. Un mostro, un Dio della Distruzione dal potere illimitato. Per questo Arceus creò il Mondo Distorto invece di uccidere suo figlio. Perché qui, diversamente dal nostro mondo, Giratina ha il sopravvento nella forma Originale. Qui la Forma Alterata è una piccola parte della sua anima. Non è in controllo. L’ho vista finora solo due volte, due casi in cui è riuscita a prendere brevemente il sopravvento qui nel Mondo Distorto. Entrambe le volte mi ha quasi ucciso, e sono piuttosto sicuro che anche nel mondo reale ci siano stati effetti collaterali. Ma in questo mondo è debole. Non può sopravvivere, e alla fine Giratina riprende il controllo di sé. Questo mondo è un dono di Arceus al figlio che non poteva salvare, non una prigione.»«Ma se è così perché i Giratiniani combattono gli Arceisti?»«Perché la maggior parte dei Giratiniani venerano la Forma Alterata, non quella originale. E se anche qualche Giratiniano che venera la Forma Originale fosse scoperto, cosa credi che gli farebbero? I primi hanno fatto troppo male al mondo.»«Capisco. Ma poi cosa accadde?»«Beh, quando compì quattordici anni Giratina decise che era giunto il momento per me di tornare nel mio mondo. Mi chiese se desideravo essere il suo Custode. E quando risposi di sì, mi diede il Dono.»«Vuoi dire quella mossa con cui hai aperto il varco?»«Il Dono è una capacità particolare che i Loro possono donare al loro Custode. Non lo fanno tutti, perché è un potere enorme. Il mio potere si chiama Chiave. Si tratta di un potere con cui posso aprire un varco tra il nostro mondo e il Mondo Distorto. Un varco che funziona in entrambi i senti. Capisci perché è così pericoloso?»«Perché se aprissi il varco e Giratina uscisse…»«La Forma Alterata tornerebbe in questo mondo, verosimilmente distruggendolo. Esatto. Certo, Giratina Originale non ha interesse a uscire, ma come ti ho detto esiste la possibilità che sia l’Alterato a essere al comando in quel momento. Se ci fosse lui, fuggirebbe senz’altro.»«Ma allora perché darti la Chiave?»«Per la mia sicurezza. Se mai mi trovassi in un pericolo mortale, come è successo oggi, potrei salvarmi con la Chiave. Ovviamente, deve essere una situazione senza via d’uscita. Non è un potere da usare alla leggera.»«Capisco. Quindi, partisti per girare il mondo giusto? Perché?»«Per due motivi. Il primo era che non potevo restare confinato nel Mondo Distorto. Il secondo era che dovevo cercare la Grigiosfera.»«La Grigiosfera?»«Uno strumento che si dice potrebbe permettere a Giratina di restare in Forma Originale nel nostro mondo. Fu creato da un Loro, ma la Forma Alterata lo scoprì e lo uccise, gettando poi la Sfera su Pokémos, non si sa dove. Tutti i Custodi di Giratina si dedicano alla sua ricerca. Se solo riuscissimo a trovarlo… Se solo potessimo portarlo a Giratina…»«Ed è stato allora che hai conosciuto lui?» Chiese Surskit, indicando Banette.«Quella è una storia triste. Vuoi ascoltarla, mentre recupero le energie per usare di nuovo la Chiave e cerchiamo un posto in cui usarla?»Surskit annuì, e Aegislash sembrò sorridere, anche se era difficile dirlo dato che non aveva bocca. Spettria, Phantom City, 12/02/4766, circa le 22«Cosa vorrebbe dire che non ci sono lavori?» Chiese Honedge «Deve esserci qualcosa. Una banda rivale, un carico da scortare, una commissione…»«Niente da fare ragazzo. Mi piacete, e vi ho affidato qualche lavoretto in passato, ma non siete dei miei, quindi o vi unite a noi, o la nostra collaborazione termina qui.» Rispose Dusclops, pulendo un bicchiere.Honedge scosse la testa. Non aveva intenzione di diventare un ladro, ma sapeva che lavorando per Dusclops comportava anche quello. Era certo che anche gli altri la pensassero nello stesso modo.«Bene, allora credo possiamo dirci addio. Però, voglio darti un aiuto, visto che mi stai simpatico. Ho sentito che l’esercito della Coalizione sta facendo reclutamento. Se ti interessa tanto menare le mani, perché non ti unisci a loro?»«No. Non voglio entrarne a far parte.» Rispose Honedge. Non gli piaceva l’idea di entrare nell’esercito, non voleva lasciare i suoi compagni, e comunque i suoi doveri glielo impedivano. Come Custode non poteva certo limitare la propria libertà d’azione.«Beh, fa come vuoi. Se cambi idea comunque sai dove trovarmi. Sei bravo ad infiltrarti, sono certo saresti molto utile.»Honedge non rispose, limitandosi ad uscire. Fuori, Banette, Spiritomb, Drifblim e Phantump. I quattro parevano aver capito.«Niente, vero?» Chiese Banette.«Niente. Che facciamo adesso?» Rispose Honedge, chiudendosi alle spalle la porta del locale di Dusclops, “Al diabolico Dusknoir”.«Quello che vuole il nostro leader. Il Custode del grande Giratina saprà prendere la scelta migliore, come sempre.» Rispose Spiritomb.Honedge annuì. Un paio di mesi prima, i quattro si erano presentati da lui. Erano Giratiniani della Forma Originale, avevano detto, e volevano conoscere il Custode di Giratina, per mettersi al suo servizio. Informandosi erano risaliti a lui, e volevano sapere se era davvero così. Un po’ imbarazzato, Honedge aveva accettato.«In tal caso, credo ci convenga dirigerci a est, verso Ghostly Harbourage. Riusciremo di certo a trovare lavoro laggiù. Mi sono informato un po’, e a quanto pare c’è una piccola gilda, una succursale di quelle di Normalia e Fatia. Dovremmo riuscire a procurarci un lavoro facilmente. In realtà non avrei voluto unirmi a una di quelle, visto che fare l’avventuriero libero era più comodo per la mia posizione, ma non abbiamo molte alternative.»I quattro annuirono, poi si diressero verso la locanda in cui avrebbero trascorso la notte. Era un postaccio, pieno di muffa e sporco, ma era il meglio che potevano permettersi. Mentre Phantump e Drifblim uscivano per fare scorta di cibo per il giorno dopo, Banette e Spiritomb si rivolsero a Honedge.«Senti, Honedge, noi… volevamo chiedertelo di nuovo. Potresti…»«No. Il segreto della Fonte del Ritorno è esclusivo del mio villaggio. Mi dispiace ragazzi, ma non ho intenzione di rivelarlo a nessuno.» Rispose Honedge «E ora scusatemi, ma devo andare a riposarmi. Sono esausto, e domani ci aspetta un viaggio lungo.»«Capisco. Buonanotte» Rispose Spiritomb, mentre Honedge si alzava. Il pokémon Acciaio non si rese conto dello sguardo dei due mentre saliva le scale.
 

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CAPITOLO 175: INGANNO​

Ghostly Harbourage, Tra i tentacoli del Jellicent, 15/02/4766, circa le 21«Niente lavori?! Andiamo Jent, non possiamo andare avanti così, devi aver qualcosa che…»«Non vuoi diventare dei nostri? Benissimo, ma non venire qui a chiedermi un lavoro che posso dare a uno dei miei.»«Ultima parola. Hai provato alla gilda? Se non vuoi diventare uno dei miei, potresti provare a diventare uno di loro. Mi sembri anche il tipo a cui vanno a genio le loro missioni tutto “eroismo e bontà”.»Honedge scosse la testa. Non solo ci aveva già provato, ma anche alla Gilda gli avevano risposto che avrebbe potuto fare l’avventuriero errante senza problemi se avesse passato il periodo di apprendistato. Peccato che esso durasse sei mesi, che per lui erano fin troppi.Sconsolato, il pokémon salutò Jent e si girò, raggiungendo i compagni. Si rese conto solo in quel momento che insieme ai quattro erano seduti al tavolo anche altri due pokémon. Quando li riconobbe trasalì.«Ah, ma vedo che anche Honedge è ancora tra noi.» Commentò la Froslass, bevendo un sorso del Succo di Bacca.«Froslass?!» Esclamò Honedge con un brivido.«Ehi, ehi, ti pare il modo di reagire? Che maleducazione.» Commentò l’Haunter al suo fianco, con un sorrisso lungi dal tranquillizzare Honedge.«Che Gira… Che ci fate qui voi due?»«Oh, non siete felice di vederci? Beh, non mi pare strano visto che per colpa vostra siamo finiti in galera.» Riprese la Froslass.Honedge non rispose. Quei due erano pericolosissimi. Erano una coppia che catturava merci e pokémon lungo la Strada di Arceus. Honedge si era fatto pagare con un grosso anticipo sulla loro taglia per accettare la missione, e in cinque avevano comunque faticato incredibilmente. Per quel che ne sapeva, avrebbero dovuto trovarsi a marcire in qualche prigione, anche perché erano passati solo tre mesi dal loro primo incontro.«Ma ora, grazie a te, siamo diventati i sottoposti di un certo pokémon, qualcuno di molto grosso.»«Già. Per merito tuo, in prigione abbiamo conosciuto qualcuno. E quando questo qualcuno è evaso, ha deciso di portarci con lui.»Honedge rifletté, e un attimo dopo strabuzzò l’occhio «No. Lui no.»«Lui sì, carissimo. Gork ti manda i suoi più vivi ringraziamenti per questi sei mesi di galera, e si augura di poterti dare la morte più dolorosa e lenta possibile. Ti chiede anche se preferisci essere appeso alla parete in orizzontale o verticale.»Honedge rabbrividì. Il Golurk era stato il suo peggior nemico, il capo di un’organizzazione criminale spuntata sei mesi prima e che Honedge aveva attaccato per aiutare Dusclops insieme a diversi altri pokémon, nell’epoca in cui ancora viaggiava da solo. La cosa peggiore era stata che, per batterlo aveva dovuto usare addirittura la Chiave, per la prima volta in tutto il tempo passato separato da Giratina. Il che faceva di Gork uno dei pochi che sapevano. “Se l’ha detto anche a loro…” «Nient’altro?» Chiese.«No, nient’altro. Beh, visto che comunque abbiamo conosciuto il capo grazie a te, non abbiamo intenzione di farti del male ora. Sarà un piacere ucciderti domani.» Terminò Haunter «E lo stesso vale per gli altri. Buona breve permanenza a Ghostly Harbourage.» Aggiunse. Poi i due si alzarono ed uscirono.Honedge batté la mano sul tavolo «Dannazione! Dobbiamo andarcene! Scapperemo domattina, appena le porte della città verrano riaperte.»«D’accordo, ma dove?» Chiese Phantump.«Phantom City.» Rispose Honedge dopo un momento di riflessione «Se diciamo a Dusclops che Golurk è di nuovo in circolazione, dovrà aiutarci.»«Sempre che ci lascino fuggire.» Concluse tetro Banette. Ghostly Harbourage, 16/02/4766, circa le 7«Niente da fare, il cancello è sorvegliato.» Disse Banette, scuotendo la testa, raggiungendo i compagni in un piccolo vicolo vicino alla porta ovest della città.«Ne sei sicuro?» Domandò Spiritomb.«Assolutamente. Ci sono diversi pokémon appostati nella zona, e non posso che pensare sia una trappola per noi.»«Quindi che facciamo? Ormai è chiaro che si aspettano la nostra fuga per Phantom City. Non ci lasceranno passare.»Honedge rifletté. Anche la porta sud era sorvegliata, e anche il porto. Per esclusione quindi… «Andiamo alla porta nord.»«Ma la strada a nord passa vicino al fiume Spook. Se passiamo di lì saremo costretti a procedere fino ai Colli, il fiume è troppo largo per sorvolarlo, almeno per la maggior parte di noi.»«Inoltre, anche riuscendo a superarlo, è probabile che la strada per Phantom City sia sorvegliata.»«Non andremo a Phantom City. Ci nasconderemo nel mio villaggio natale. Visto che nessuno sa dove sia, tranne me, è ragionevole pensare che quelli non riusciranno a seguirci fin là.»«Significa che finalmente potremo…»«No. La Fonte del Ritorno è un segreto, e tale deve restare. Ci rifugieremo nel villaggio, e tanto basterà.»I quattro pokémon annuirono. Se gli dispiaceva, non lo davano a vedere.«D’accordo. Proviamo. E se la porta è sorvegliata?»«Preferisco non pensarci.»Poco dopo, i quattro si muovevano circospetti vicino alla porta nord. Non sembrava fortunatamente esserci nessuno, perciò scivolarono oltre il portone e si allontanarono, diretti verso nord.Honedge fissò il fiume. Era parecchio largo, troppo perché lui, Phantump o Banette potessero attraversarlo. Quanto a Spiritomb, lui non poteva comunque levitare in nessun modo, quindi Drifblim avrebbe dovuto trasportarlo. E considerato il peso, sarebbe stato troppo sfiancante. Lo stesso valeva d’altronde per trasportare gli altri tre e poi Spiritomb. Il pokémon scosse la testa con un’imprecazione.  Non c’era modo di attraversare il fiume. E anche se ci fosse stato, restava il problema di raggiungere la città. Perciò scosse la testa e puntò verso nord. Verso casa.Poco lontano, vicino alla porta, un Golurk sorrise fissando i cinque che si allontanavano e fece un cenno. Froslass e Haunter emersero dal terreno poco lontano da lui.«Chiamate gli altri, il nostro caro amico ha abboccato, ed è il momento di tirare su.» Disse, senza riuscire a nascondere la felicità. C’erano voluti sei mesi, per pianificare e portare a termine il tutto. «E inviate un messaggio al capo, ditegli che possiamo procedere con il tocco finale.»                                                                                                                                                                     Colline Spettrali, 20/02/4766, circa le 12Honedge sorrise. Finalmente, anche se con parecchia fatica, ce l’avevano fatta. C’erano voluti quattro giorni per arrivare fino alle Colline, ma adesso la strada era tutta in discesa. Dovevano soltanto arrivare al suo villaggio, e lì si sarebbero nascosti per un po’. D’altronde, nel villaggio lui era rispettato e quasi idolatrato da tutti, come Custode di Giratina. Li avrebbero accolti a braccia aperte.Si guardò intorno. Quelle colline erano il luogo in cui era nato, eppure per lui non significavano nulla. Era cresciuto nel Mondo Distorto, e non si sentiva davvero a casa in nessun altro luogo.“Ma per il momento anche il villaggio andrà bene.” Si disse.Il pokémon guidò il gruppo lungo stretti sentieri, percorsi solo da cacciatori e mercanti, fino all’imbocco di una stretta vale, una curva intorno a un piccolo fiume. Superata la curva, però, si trovò davanti uno spettacolo orribile.Il villaggio e i campi erano bruciati. Le case erano pezzi di carbone ormai, di cui si salvavano solo poche pietre annerite dalla fuliggine. Ma la parte peggiore erano gli abitanti.C’erano chiari segni di lotta per le strade, e a confermarlo alcuni corpi. Aegislash, Doublade e Honedge soprattutto, ma anche una grossa Jellicent e due piccoli Frillish. Alcuni corpi, quelli degli spettri composti da gas o da pura energia, dovevano essere scomparsi, dissolti nell’aria dopo la morte, ma ne mancavano ancora.«Chi può…» si chiese, ma una voce alle sue spalle rispose alla domanda.«Ciao Honedge, ti ricordi di me.» Chiese il Golurk, apparendo dietro di lui.«Tu… Sei stato tu!»«Con un po’ di aiuto, ma sì, direi che per la maggior parte è merito mio. Ma non ti preoccupare, ho intenzione di farti raggiungere il resto del tuo villaggio presto.» Disse, schioccando le dita. Un momento dopo, diversi spettri, tra cui Froslass e Haunter, emersero dal terreno. «Ovviamente l’invito è anche per i tuoi amici.»«Come hai potuto? Gli abitanti di questo villaggio non ti avevano fatto nulla.» Chiese Honedge, guardandosi intorno, in preda al panico. “Che faccio, che faccio, che faccio…”«Oh, nessuno piangerà un branco di sporchi Giratiniani, cosa credi? Quelli rimasti li venderò in schiavitù ai pirati del Draak, scommetto che gli piaceranno.»“Non posso batterlo. Dobbiamo fuggire. Fuggire?! E dove? Dove?” E all’improvviso capì cosa doveva fare. Sorrise. Non restava che giocarsi il tutto per tutto. Fece un cenno ai suoi compagni, e quelli capirono. Drifblim liberò una Nube nera, che ricoprì il campo. E come da segnale, i cinque fuggirono verso est. Colpirono a sorpresa due pokémon, e corsero verso i monti, seguendo Honedge, che sorrise. Tutto era andato come previsto. “Non avrei mai creduto che potesse andare così bene.” Pensò, mentre Drifblim continuava a rilasciare la Nube, ricoprendo l’intero villaggio di una densa cortina, difficile da penentrare. Honedge sentì distintamente un urlo di Gork, probabilmente un ordine, poi una Palla Ombra che volò alla sua destra.“Ancora un po’, ancora un po’… pensò, poi lui e i suoi compagni furono nel bosco, passando attraverso i tronchi anziché aggirarli, con Drifblim che ruotava su se stesso per scagliare la Nube in ogni direzione, rendendola uniforme e difficile da seguire. Poi smise, ansimando. Era difficilissimo mantenere quella mossa a lungo, come Honedge sapeva bene, dopo aver viaggiato con lui per gli ultimi quattro mesi.«Ti troverò, ragazzino!» Gridò una voce, quella del Golurk sicuramente.Il pokémon non rispose, continuando a far da guida ai suoi compagni nelle profondità del bosco.«Dove stiamo andando, Honedge?» Chiese Spiritomb, in difficoltà. Dato che la Roccianima non poteva diventare incorporea, era costretto a muoversi, rischiando di restare indietro. Honedge si guardò intorno, preoccupato, poi scorse il sentiero nascosto e il fiume accanto a esso.«A casa mia.» Spiegò, indicando il sentiero.«Vuoi dire…»«Sì.» rispose il pokémon annuendo «Andiamo alla Fonte del Ritorno.»Al villaggio, nel frattempo, la nube si stava diradando. Gork sorrise. Poi, incapace di trattenersi, scoppiò a ridere di gusto.«Ti stai divertendo, Gork?» Chiese una voce alle sue spalle. Il pokémon rabbrividì, girandosi, e trovandosi davanti il capo.«Signore… Io… Ecco…»«Di cosa ti vergogni? Certo che ti stai divertendo. Sta andando tutto come da programma. Devo ammettere che siamo stati fortunati, non avrei mai detto che saremmo riusciti a procedere così in fretta. Dopo soli sette mesi, siamo già qui. E ovviamente, non dimenticherò il tuo impegno.»«La ringrazio signore. Non è stato facile scoprire chi fosse il Custode, lo ammetto.»«Ne sono certo. Tuttavia, la parte difficile non è stata quella, dico bene?»«No signore. Ma d’altronde lei sa perfettamente come è organizzato il piano.»«Assolutamente. Dimmi, sei certo che i tuoi stiano seguendo il Custode, vero?»«Certo signore. Anche Shedinja li sta pedinando, comunque, insieme ai suoi Messaggeri.»«Eccellente. Andiamo Gork, e anche i tuoi. Il nostro momento è giunto.»E con questo il capo si mise in marcia, seguito da Gork e i suoi pokémon. Seguendo il sentiero ed il ruscello fino alla cima, i pokémon si trovarono davanti l’ingresso di una grotta. Percorsero un breve tunnel, sempre con il ruscello che scorreva accanto a loro, poi si trovarono davanti una grande fonte di acqua cristallina, sul fondo di una enorme grotta. Dal laghetto sotto di essa partiva il ruscello che avevano seguito. Ma la cosa spettacolare erano i giganteschi cristalli sospesi tutto intorno. Avevano la superficie riflettente di uno specchio, ma guardandoli i presenti non poterono fare a meno di sentirsi osservati. Era come se una presenza enorme fosse lì, proprio sull’altro lato del cristallo.«E adesso?» Chiese Banette, guardandosi intorno.«Adesso restiamo qui, nascosti, finché Gork e gli altri non se ne vanno.»«Ma non potremmo scappare nel Mondo Distorto? Lì non ci prenderebbero di certo.»Honedge scosse la testa, chinandosi a fissare la propria immagine riflessa nella sorgente «Fosse così facile l’avrei già fatto, ma portare tutti noi dall’altra parte esula dalle mie capacità. Ma non preoccupatevi, questo luogo è già di per sé sicuro a sufficienza.»«Io non ne sarei così sicuro.» Commentò una voce alle loro spalle. I cinque si girarono, e con orrore Honedge vide Gork emergere dal tunnel.«TU?! Come hai…»«Chiedilo a loro. Ai tuoi “compagni”.» Rispose Gork, con un sorriso.Honedge fissò gli altri, un dubbio atroce insinuatosi nella sua mente. E senza preavviso, le braccia filiformi di Drifblim e le zampe di Banette gli furono addosso, trattenendolo.«Voi! Ma perché?! Credevo fossimo compagni. Cosa state facendo?!»«Suvvia, non c’è bisogno di urlare.» Disse una nuova voce. Un pokémon avvolto dalla testa ai piedi in un Terrorpanno, inclusa quella che doveva essere una coda, entrò nella stanza. «Ora, lascia che ti spieghi, piccolo Honedge, cosa sta succedendo. Credo di doverti almeno questo, come ringraziamento per avermi fatto trovare questo luogo.» Proseguì, avvicinandosi all’Honedge «Vedi, io e i miei compagni, dal momento in cui abbiamo cominciato i nostri… progetti, ci siamo messi in cerca del Guardiano di Giratina. Non è stato difficile scoprire che eri tu, dato che sei così gentile da farlo sapere in giro. Ma ovviamente ci serviva la prova che non eri solo un pallone gonfiato. Perciò ho ordinato al Generale, qui» precisò indicando Gork «di affrontarti. Ero certo che, alle strette contro qualcuno di chiaramente superiore, se fossi stato il Custode, avresti dovuto usare la Chiave.»«Tu sai…»«Non interrompere.» Rispose il capo «O rischi di perderti un pezzo del discorso. Comunque, confermato che tu eri il Custode, il Generale Gork ha perso di proposito e ha trascorso tre mesi nelle prigioni di Spettria, il luogo ideale per reclutare soldati. Il tutto, mentre alcuni dei suoi tenevano d’occhio te con la scusa di essere Giratiniani. A quel punto, abbiamo atteso. Ho dovuto lavorare parecchio, ma alla fine ho convinto alcuni dei più fidati compagni del Dusclops di Phantom City che ti dava da lavorare che la tua presenza era deleteria per il loro gruppo criminale, costringendo quindi Dusclops ad allontanarti. A quel punto, sapevo saresti andato per forza a Ghostly Harbourage, dove conoscevi un Jellicent. Convinto anche lui con gli stessi mezzi, ti ho fatto incontrare Gork e i suoi soldati. Poi, ti ho convinto a fuggire verso il tuo villaggio, usando Banette, che ti ha fornito informazioni false sulla sorveglianza ai cancelli della città. Raso al suolo il villaggio, potevi avere solo un luogo dove fuggire, ed era questo.»«Ma perché fare tutto questo?» Chiese Honedge.«Perché ora, tu, mi farai il favore di usare la Chiave, aprire il portale e permettere così a Giratina di passare di qua. Vedi, io so che la Chiave permette a Giratina di uscire ovunque, ma so anche che di solito è difficile prevedere dove si trova, nella vastità del Mondo Distorto. Ma qui, alla Fonte del Ritorno, Giratina può osservare il nostro mondo, e io so che è qui anche ora.»Honedge lo fissò «E se non lo facessi?»«Oh, non c’è fretta. Vedi, noi sappiamo come Giratina sceglie il proprio Custode. Se morirai ci limiteremo a obbligare Giratina a scegliere uno dei nostri, dovessero volerci anni. Ma io non credo tu voglia morire, almeno non ancora.»«Tu hai una vaga idea di cosa accadrebbe se liberassimo Giratina? Si trasformerebbe nella Forma Alterata e si scatenerebbe per Pokémos!»«Credi davvero correremo questo rischio? Guarda.» Disse quello. Poi, dalla piega del mantello, emerse una pietra verde, simile a un cristallo. Honedge la fissò per un momento, sbigottito. «Non può essere…»«Lo è. Questa è la Grigiosfera che avete cercato tanto a lungo. Con questa, Giratina potrà restare nel nostro mondo per tutto il tempo che vorrà in Forma Originale. Non desideri che colui che ti ha cresciuto sia libero? In cambio del suo aiuto, noi gli offriamo la libertà.»«E dovrei fidarmi?» Chiese, ma una voce gli risuonò in testa “Aspetta Honedge.”“Giratina?”“Io. Ascolta, sto osservando tutto. Avrei voluto dirti qualcosa prima, ma posso parlarti solo attraverso i cristalli della Fonte. Non ti preoccupare, tutti possono farsi ingannare. L’importante adesso è cambiare le carte in tavola. Ricorda, quello che gli serve sei tu. Sono arrivati fin qui, ma senza la chiave non possono andare oltre.”“Quindi cosa devo fare?”“Fatti liberare e consegnare la Grigiosfera. Se è autentica, e ti ho spiegato come capirlo, usa la Chiave e fammi uscire. A quel punto, di loro mi occuperò io.”Honedge annuì «D’accordo, ma dovete consegnarmi la Grigiosfera subito. Sarò io a darla a Giratina.»Il capo annuì, poi fece un cenno a Banette e Drifblim che lo lasciarono andare.«Vi credevo amici.» Sussurrò Honedge con astio.«Anche i Custodi sbagliano.» Replicò Banette con un ghigno.Senza parlare Honedge prese l’oggetto. E come Giratina gli aveva detto, la pietra reagì al Custode, illuminandosi di una luce verde e viola.«D’accordo, è la vera Grigiosfera. Dove l’hai trovata?»«Dove sapevo di trovarla.» Rispose il pokémon nel Terrorpanno, enigmatico.Honedge annuì, poi attese un momento, caricando il colpo. E subito dopo, scagliò un fendente ed aprì il portale.Vide Giratina emergere, e vide i primi tratti della Forma Alterata prendere il sopravvento, perciò non attese un solo istante. Si lanciò contro il pokémon e lo toccò al petto con la Grigiosfera.Per un attimo, sembrò che le due forme fossero rimaste sospese, come se non sapesse decidere, poi la Forma Originale di Giratina emerse, così alta da sfiorare il soffitto dell’enorme caverna.Honedge sorrise. Quello era il momento che aveva atteso tutta la vita, il momento in cui finalmente Giratina tornava nel mondo come un pokémon libero dall’influenza di Bonoth, libero dalla forma Alterata. Poi il Capo si fece avanti.
 

WobbuffetManu

Troppi pokemon belli per tenere sempre lo stesso u
Wow! sono impaziente di vedere come Giratina originale spaccherà tutti!

*CiaobyDany mode on* Non ho notato errori in questo capitolo *CiaobyDany mode off*
 

Darken

Passante
Wow! sono impaziente di vedere come Giratina originale spaccherà tutti! Vediamo allora

*CiaobyDany mode on* Non ho notato errori in questo capitolo *CiaobyDany mode off* Ne sono felicio
CAPITOLO 176: IMPRIGIONARE IL TRADITORE

Fonte del Ritorno, 20/02/4766, circa le 14Giratina fissò i presenti, e all’istante tutti si sentirono schiacciati. Honedge sapeva che quella era semplice soggezione, non la vera pressione che si provava davanti all’altra forma di Giratina. Eppure, persino così i presenti si trovarono a sudare freddo alla vista del Pokémon.«Beh. Immagino non vogliate un grazie.» Rispose Giratina. La sua voce era profonda, come se venisse da una fossa oscura.«Temo tu non me lo daresti, dopo quello che ho fatto al tuo Custode.» Rispose il Capo.«Vedo che hai capito. Fammi un favore e muori rapidamente.» Replicò Giratina. E scomparve. I presenti si guardarono intorno, poi un’enorme ombra comparve dietro il Capo, e da essa fuoriuscì la punta della coda di Giratina, circondata dalle ombre nere dell’Oscurotuffo. Un unico affondo letale… se fosse andato a segno. Invece, con un movimento quasi annoiato, il Capo si scansò, evitando sia la punta sia le altrettanto pericolose punte laterali.«Prevedibile.» Commentò. Subito dopo una delle ali ossee di Giratina puntò su di lui, come Dragartigli, ma il capo rispose chinandosi. Il colpo non riuscì neanche a sfiorare il mantello.«Noioso.» Aggiunse, mentre le altre cinque punte volavano contro di lui. Una dopo l’altra, le schivò tutte.«Ripetitivo.» Concluse, scuotendo la testa «Davvero, Giratina. Tutto qui? Mi aspettavo molto di più da colui che è stato il braccio destro di Arceus.»Giratina aprì la bocca, ma non per rispondere. Invece, scagliò un Dragopulsar. Ci fu un’esplosione, e del fumo. I presenti, Honedge incluso, furono scagliati via contro le pareti, mentre i cristalli tutto intorno si spezzavano. Quando la polvere si diradò, il Capo era ancora in piedi, e tutto intero. A giudicare dalla forma del cratere che lo circondava, doveva aver usato Protezione, perché il terreno sotto di lui era intatto.«Finito?» Chiese il pokèmon avvolto nel Terrorpanno.Giratina non rispose, si limitò a colpire con un Codadrago, che spazzò via tutto ciò che trovò sul suo cammino, inclusi diversi membri dell’Organizzazione… tranne il Capo, che si abbassò evitando il colpo.«Direi di sì.» Concluse, scuotendo la testa incappucciata «Quindi, ora è il mio turno.» Rispose. Un attimo dopo una sfera di energia, un’Introforza, volò verso il pokémon leggendario. Giratina sollevò la coda per bloccarlo, ma l’esplosione lo costrinse ad arretrare.“É davvero molto forte.” Pensò, mentre un secondo Introforza volava contro di lui. Si scansò di lato, poi sentì un’esplosione alle sue spalle. Rispose con un Dragartigli, ma l’avversario lo schivò, e scagliò un nuovo Introforza.Giratina scomparve, poi ricomparì alle sue spalle con Oscurotuffo. Ma ancora una volta, il Capo si limitò a scansarsi.«Beh abbiamo giocato abbastanza, direi che possiamo finirla qui.» Rispose il pokémon. Un’enorme radice uscì dalla terra ed il Laccioerboso avvolse Giratina, trascinandolo verso terra. Una, seconda, terza e quarta radice emersero dal terreno, bloccandolo completamente.«Che dire, mi aspettavo di meglio.» Commentò il capo «Il mio primo Loro, uno dei più potenti, e non riesce neanche a mettere in piedi una battaglia decente.»«Ammetto di essere un po’arruginito dopo tremila anni di prigionia. Ma posso ancora occuparmi di un pallone gonfiato.» Rispose Giratina, per poi sollevarsi, liberandosi dalla presa dei Laccioerboso. Poi aprì la bocca per scagliare un nuovo Dragopulsar. Quando però l’avversario usò Protezione per difendersi, Giratina sorrise e scomparve, ricomparendo dietro di lui. La coda coperta dall’Oscurotuffo passò attraverso la Protezione. Il capo si scansò giusto in tempo, ma una delle punte laterali strappò leggermente il fianco del mantello.Il pokémon non si scompose, limitandosi a fissare la piccola apertura, da cui comunque non si vedeva nulla.«Bene, ma non benissimo.» Commentò, rispondendo poi con un’Introforza. In quel momento Honedge non ci vide più, e si lanciò all’attacco. Lo Spadasolenne non arrivò al Capo, perché Banette lo parò con un Ombrartigli, che ebbe molto effetto, al contrario del colpo di Honedge che non danneggiò in alcun modo lo Spettro.«Beh Honedge, spiacente, ma credo sia ora che tu ti faccia una dormita. In fondo, non ci servi più.» Commentò lo spettro, e colpì Honedge in pieno con un Ombrartigli. Il pokémon si sentì mancare. L’ultima cosa che vide fu un nuovo Introforza mancare Giratina, e il pokémon scagliare un Dragopulsar. Mondo Distorto, 21/07/4783, circa le 13«E poi cos’è successo?» Chiese Surskit.«Non lo so. Quando mi sono svegliato c’erano a terra diversi corpi di membri dell’Organizzazione. Di Giratina, il Capo dell’Organizzazione e Golurk nessuna traccia. Non è difficile dire chi debba aver avuto la meglio.»Surskit annuì, ma si rese conto di tremare. Secondo le leggende, Giratina era un mostro capace di competere con Arceus. Se il Capo era riuscito a combatterlo facilmente come diceva Aegislash…«So cosa stai pensando, ma tranquillo. Se Giratina non avesse trascorso gli ultimi millenni in una prigione dimensionale, non sarebbe stato sconfitto così facilmente. Gli altri Loro si sono ricaricati, e non avranno problemi a…»«Ricaricati?»Aegislash scosse la testa «Credo di doverti spiegare. Vedi, i Loro possiedono due forme. Una è quella che assumono in questo mondo, l’altra la loro forma divina. La seconda è estremamente potente, ed è per questo che Arceus ha fatto in modo che nessuno, nemmeno lui stesso, possa entrare a Pokémos in quella forma. I Loro possono scegliere liberamente se vivere su Pokémos o nella loro dimensione, ma vivere a Pokémos li indebolisce. Più tempo passano qui, più divengono simili a pokémon normali, e diventa possibile sconfiggerli. Per questo di solito per ogni anno che passano su Pokémos, passano due o tre mesi nel mondo divino. Ovviamente, però, Giratina è un’eccezione. Rinchiuso per tutto quel tempo in un luogo intermedio tra i due mondi, credo abbia raggiunto la potenza di un pokémon molto forte, ma non imbattibile. Credo fosse l’assicurazione di Arceus contro la fuga di Giratina dal Mondo Distorto.»Surskit annuì, un poco rassicurato. Poi però ricordò che questo voleva dire che l’Organizzazione poteva sconfiggere non solo Loro stanchi o indeboliti, ma anche Loro in perfetta forma.«Andiamo adesso. Dobbiamo trovare il punto da cui uscire.»«Non dovrebbe bastarci uscire da un punto vicino a dove siamo entrati? Tipo fuori dalla grotta.»«Il problema è che nel Mondo Distorto lo spazio è un’opinione. Potresti camminare cento metri in avanti e andare da Spettria a Oscuria, o camminare per giorni e percorrere un centinaio di metri del mondo dall’altra parte.»«E allora come facciamo?»«Silenzio e ascolta.» Disse Aegislash. Surskit ubbidì, e sentì il rumore di acqua.«Vedi, l’acqua qui nel Mondo Distorto è l’unico indicatore di direzione affidabile. Percorre la stessa distanza che percorre nel mondo reale, perciò se conosci il fiume, puoi sapere dove ti trovi. E quando si ferma e sfocia, allora sai di essere arrivato alla foce.»«Capisco. Quindi potrai usare la Chiave da lì.»«Esatto, anche se mi servirà un po’ di riposo prima. Seguimi.»«E lui?» Chiese Surskit, indicando il Banette svenuto.«Giusto.» Rispose Aegislash. Si avvicinò al pokémon «Beh, dovrei riuscirle a ucciderlo senza che soffra troppo.»«Cosa?! Non puoi…»«Posso. Per colpa sua il pokémon che per me era come un padre è finito nelle grinfie di un mostro. E poi è un Capitano dell’Organizzazione. Credi davvero che valga la pena lasciarlo in vita?»Surskit si zittì per un momento, poi annuì «Ci è più utile da vivo. Sarebbe il primo Capitano dell’Organizzazione che riusciamo a catturare. Di certo varrà qualcosa.»Aegislash per un momento sembrò indeciso, poi ruotò il proprio scudo e sollevò il pokémon Spettro con il lato concavo, come un cucchiaio.«D’accordo. Ma se ci scappa…»«Potrai prendertela con me.» Rispose Surskit.Aegislash annuì, poi i due si allontanarono. Dopo circa un’ora di cammino, trovarono il fiume, e da lì cominciarono a camminare seguendone la corrente. Secondo la mappa, nel mondo reale quel fiume andava a finire in una cascatella e da lì in un laghetto a poca distanza da Truepower. Nel Mondo Distorto, dopo essere salito per circa un chilometro su una superfice verticale, formava uno spruzzo d’acqua verso uno specchio d’acqua vicino, rivolto in verticale. Il risultato era una cascata sospesa in cielo che colpiva un lago sospeso in aria. Aegislash gli fece cenno di seguirlo, e si piazzarono sul bordo dello specchio d’acqua.«Bene, da qui possiamo andare.» Rispose Aegislash, ansimando. Cercava di non darlo a vedere, ma era stanco. Andare avanti per tutto quel tempo doveva essere faticoso, si rese conto Surskit.«Non preoccuparti.» Disse Aegislash rendendosi conto di ciò che il pokémon doveva star pensando «Posso usare la Chiave quattro volte al giorno di solito. Anche dopo una lotta, usarla solo una seconda volta non mi incapaciterà completamente. Potrei però aver bisogno di aiuto per trasportare lui.»«Tranquillo.» Rispose Surskit. Un attimo dopo, con un rapido colpo, la Chiave si attivò e un’enorme apertura si spalancò davanti a loro. I due balzarono fuori, insieme a Banette, ancora svenuto. Elettria, vicino a Truepower, 21/07/4783, circa le 18Surskit si guardò intorno. Si trovavano in una vallata, sulla riva di un lago. Lì vicino, una cascata d’acqua scrosciava dentro di esso. Il sole era basso all’orizzonte, coperto per metà da una montagna.«Sembra… che io ce l’abbia fatta, eh?» Disse una voce alle sue spalle. Surskit si girò e vide Aegislash, ansante, con Banette svenuto accanto.«Aegislash… sei sicuro che…»«Sto bene.» Tagliò corto Aegislash «Sto… bene…» ripetè, rendendo la frase meno convincente «Andiamo… ci aspetta un’ora di cammino. E non sappiamo quando questo qui si sveglierà. Se succede prima di essere arrivati a Truepower… finiremo male.»«Aegislash. Sono d’accordo, ma tu non stai bene, si vede.»«Il Mondo Distorto… risucchia l’energia di qualsiasi Spettro vi entri, in base al suo stato di salute. Per Giratina, o per me quando vi sono cresciuto, non ci sono problemi: se… sei in salute, la perdita è talmente minima da potersi ignorare. Ma se sei danneggiato, comincia a risucchiartene… sempre di più. Non ti uccide, ma ci arriva molto vicino. Secondo te… perché lui è ancora svenuto? In più aggiungici che ho dovuto usare la Chiave, per due volte in un giorno.» Il pokémon si interrompeva spesso per ansimare. Surskit lo fissò, poi guardò Banette. Se la situazione era la stessa, forse…«Aegislash, sei certo di non volerti fermare? Lui è in condizioni peggiori delle tue, non credo si sveglierà prima di domani.»«Stupido, il problema non è solo lui. Ti sei dimenticato della trappola pianificata dall’Organizzazione? Se non avvisiamo il Capitano entro domani mattina, ci cadranno sicuramente.»Surskit si colpì il viso con la zampa, mortificato. Aveva completamente dimenticato di quale fosse la loro missione originale, prima che succedessero tutte quelle cose in una volta. Dovevano assolutamente spiegare al Capitano il piano dell’Organizzazione.«Forza, andiamo.» Proseguì lo Spettro «Se riesci, aiutami a portare lo scudo e Banette. Sono troppo pesanti per me da solo.»«D’accordo.» Replicò Surskit. Si piazzò sotto di esso, e insieme si misero in marcia. Knowledge Castle, Torre del Sapere, 21/07/4783, circa le 20«Benvenuti, signori.» Sorrise il pokémon, un Herdier piuttosto anziano, porgendo ai pokémon le nove carte. Abra e Chande le fissarono quasi con soggezione. Gli altri le presero ringraziando.«Sapete, di solito non riuscireste a ottenere le carte d’ingresso prima di una settimana.» Spiegò il pokémon «Ma questo non vale di certo per ben tre dignitari stranieri e il loro seguito. Signori principi, distinti signori del seguito, se volete seguirmi sarà mio piacere mostrarvi la biblioteca.»I tre annuirono, anche se Zorua non era particolarmente soddisfatto. Dato che per il piano di Eelektross però servivano sei pokémon, e che ogni visitatore poteva avere al massimo due accompagnatori, per riuscire a portare tutti c’era bisogno anche di lui.«Anzitutto, vi prego di osservare gli affreschi sulle pareti.» Iniziò il pokémon mentre apriva una porta e iniziava a percorrere un lungo corridoio che conduceva alla parte interna della torre. I pokémon ubbidirono, e rimasero a bocca aperta. Tanti, grandi dipinti erano esposti sulle pareti, divisi in lastre.«A destra, potete vedere la storia dell’universo e di Pokémos. A sinistra, invece, ogni mosaico rappresenta uno dei gruppi di leggendari. Ovviamente, si parte con Arceus in entrambi i casi. A destra potete vederlo mentre plasma l’universo» spiegò, indicando il mosaico in cui il pokémon osservava una piccola sfera. Quella da cui, secondo la leggenda, Arceus aveva creato un mondo di luce, fermo «E a sinistra potete ammirarlo in tutte le sue forme. Vuole la leggenda che fu una delle prime Voci a far realizzare l’affresco, e che Arceus stesso posò per esso.» Spiegò, mentre dalla parete un Arceus così realistico da sembrare pronto ad uscire da essa li fissava.«Poi potete vedere i Primi Figli. Fu il primo tentativo di dar vita all’universo. Nacquero Palkia, che per primo provò ad ampliare lo spazio, e Dialga, che per primo provò a far muovere il tempo. Ma il loro potere era poco, perché Arceus non li aveva resi abbastanza forti. Tentò di rimediare dando più forza al terzo figlio, Giratina, ma credo tutti sappiate cosa accadde.» Proseguì, indicando due affreschi. In quello a destra da tre uova fuoriuscivano tre pokémon, in quello a sinistra i tre erano rappresentati, realistici quanto Arceus. Dialga e Palkia sembravano infondere quasi calore, ma quello davvero spaventoso era Giratina. A Raichu scese un brivido lungo la schiena fissandolo.«Da qui in poi i mosaici divergono. Vi consiglio di percorrere il corriodoio due volte se desiderate vederli.» Spiegò l’Herdier. Chande ed Abra non se lo fecero ripetere due volte, e anche Raichu ed Emolga decisero di darvi un’occhiata. Zorua, Eelektross, Luxray, Plusle e Minun invece si limitarono a camminare con aria palesemente annoiata. Herdier borbottò qualcosa sugli incapaci di apprezzare l’arte che per fortuna solo Raichu sentì, poi proseguirono.A destra, vide Raichu, la storia proseguiva. Arceus creava una moltitudine di altri pokémon, i primi Loro che esistirono quando l’universo era ancora giovane. Poi, però, uno di loro ne riuniva intorno a sé alcuni. Raichu si rese conto di non riconoscerlo, e si sforzò di ricordarne il nome, ma era passato troppo tempo dall’ultima volta che aveva studiato seriamente alla storia antica, figurarsi a quella così antica.«Quello è Bonoth, il padre del tempo.» Gli venne in aiuto Herdier, che doveva aver afferrato la situazione. «Fu colui che per primo tradì Arceus. Intorno a lui si riunirono altri Loro, e insieme iniziarono una rivolta. Bonoth accelerò il tempo, proteggendo i suoi e confondendo i nemici. Molti dei Loro schieratisi con Arceus morirono. I Luogotenenti del Tempo, i venti pokémon che aiutavano Bonoth a difenderlo, si schierarono contro di lui, e morirono tutti tranne uno, Dialga, che uccise il primo Dio delle Foreste.» proseguì passando all’affresco successivo, dove erano raffigurati una sessantina di pokémon intenti a combattersi, e al centro Bonoth che combatteva contro Arceus, e da lì a quelli ancora seguenti.«Dalla battaglia tra Dialga e quel Dio nacque Celebi. Comunque, alla fine Arceus scacciò Bonoth, e tutti coloro che l’avevano seguito morirono. Ma questo non bastò a fermare la sua follia. Egli, prima di scappare, si appropriò di un pezzo di Arceus, un frammento minuscolo del suo sacro Cerchio. Usandone il potere, strappò la propria carne e quella di diciassette dei suoi sottoposti defunti e le mischiò, soffiando la vita sul risultato. Nacquero i primi mille Mew, anche se allora erano molto diversi da quello che conosciamo. Comunque alla guida di questa nuova armata, Bonoth attaccò i Loro. Altri ne morirono, prima che Nylashaapamatu, Giratina e Arceus riuscissero insieme a ucciderlo. Però Arceus ebbe pietà dei Mew superstiti, e per loro creò un mondo in una piccola dimensione, chiamata Pokémos. In questa dimensione, in cui i Loro non potevano entrare e da cui i Mew non potevano uscire, essi crebbero, adattandosi alla loro nuova casa e assumendo nuove forme, da quelle più antiche come gli Omanyte e i Kabuto a quelle più moderne come i Magnemite o i Klink, divenendo i Pokémon. Nel frattempo però, fu Giratina a ribellarsi. Assorbendo il potere residuo di Bonoth per divenire più forte, prese con sé alcuni Loro e combatté Arceus, venendo infine sconfitto e bandito in una terza dimensione, intermedia tra quella dei Loro e quella dei Pokémon, il Mondo Distorto. A quel punto, nacquerò però inimicizie tra i loro. Reshikrom, la forma antica di Kyurem, si era trovato in un pericolo tale che si era diviso in tre, e Reshiram e Zekrom avevano subito iniziato a combattersi. Kyogre e Groudon litigavano tra loro in continuazione. Dialga e Palkia, che non concordavano su cosa fare di Giratina, erano a un passo dal combattersi. A quel punto, Arceus ne ebbe abbastanza e creò per ognuno di loro una dimensione alternativa, stabilendo che potessero uscirne solo per recarsi a Pokémos, dove per altro avrebbero assunto una forma molto più debole. I Loro si infuriarono, implorarono, alcuni addirittura minacciarono, ma Arceus fu inammovibile: tutti avrebbero subito lo stesso destino. Solo a Nyla, il suo fedelissimo, fu consentito di mantenere il proprio corpo anche a Pokémos. Poi, esausto, Arceus si lasciò al proprio lungo riposo.» Concluse, mentre nell’ultimo pannello Arceus si poneva al centro di una bolla di luce, in mezzo al bianco puro.«E questo è quanto. E ora, se vorrete seguirmi, passeremo dal mondo dei Loro a quello dei Pokémon. Vi do il benvenuto nella Grande Biblioteca di Normalia. Nella Torre del Sapere.» Spiegò, indicando loro la grande porta.Poi la spinse, e i pokémon entrarono. Electronvolt, palazzo reale, 21/07/4783, circa le 21«Re Larvesta non intende retrocedere di un passo!» Esclamò Volcarona.«Beh, neanche noi desideriamo cambiare posizione a riguardo. Abbiamo un patto con gli ambasciatori dell’Alleanza, e chiediamo che sia rispettato.»«Noi abbiamo un patto con il principe stesso. Credo che questo abbia la precedenza sul vostro accordo.» Replicò Volcarona.Electivire si passò la mano sul viso. Erano seduti lì da ore, e ancora non si vedeva la soluzione. Anzi, la discussione precipitava in uno sterile “Io! No Io!”.«Signori, per favore, calmatevi.» Disse Chandelure «Prima che a voi due la scelta spetta a me.»«Ma se è così, prenda questa scelta. In entrambi i casi, si tratta di qualcuno di degno. La figlia del Duca…» Iniziò Volcarona, ma fu interrotto.«Abbiamo riflettuto a lungo sull’accordo.» Disse la Regina Zoroark «Ed è per questo che dopo essermi informata ho deciso di fare una proposta a lei, Re Houndoom.»«E quale sarebbe?» Chiese il Re, sorpreso, mentre accanto a lui Arcanine aggrottava la fronte.«Io le chiedo la mano di sua figlia per mio figlio.» Replicò la regina. Il silenzio scese sulla sala.
 
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Capitolo 174:

«Cosa Giratina è questo posto?!»

«Casa sua.»

Boom! Speeeeeento, sfigatoooo!!!!

Veramente, top kek quel dialogo, lol.

Interessante il background che hai dato a Giratina, mi piace come cosa.

Letti anche gli altri due capitoli, dopo la lotta di Giratina mi era venuto il dubbio potesse essere Arceus il Capo, ma poi hai scritto questo:

Solo a Nyla, il suo fedelissimo, fu consentito di mantenere il proprio corpo anche a Pokémos
E quindi ggwp, abbiamo sgamato il Capo.

Molto bello lo sviluppo, si nota tantissimo la maturità che hai raggiunto in questi anni, se ripenso ai primi capitoli... lol

Certo, c'è da dire che con queste pubblicazioni un po' più diradate il lettore si perde dei pezzi per strada (chi cazzo è Houndoom?), ma la qualità generale dell'opera ora è veramente alta. Bravo, in attesa del prossimo capitolo, perché non penso che Banette si farà fregare così facilmente e se non ricordo male Riolu si stava facendo fregare alla grande.
 

Darken

Passante
Capitolo 174:

«Cosa Giratina è questo posto?!»

«Casa sua.»

Boom! Speeeeeento, sfigatoooo!!!!

Veramente, top kek quel dialogo, lol.

Interessante il background che hai dato a Giratina, mi piace come cosa. Grazie, ho pensato molto a quel punto

Letti anche gli altri due capitoli, dopo la lotta di Giratina mi era venuto il dubbio potesse essere Arceus il Capo, ma poi hai scritto questo:

E quindi ggwp, abbiamo sgamato il Capo. Potrebbe essere eh

Molto bello lo sviluppo, si nota tantissimo la maturità che hai raggiunto in questi anni, se ripenso ai primi capitoli... lol  Per fortuna scrivendo si impara, fossimo ancora ai livelli dei primi capitoli avrei perso tutti i lettori eoni fa XD

Certo, c'è da dire che con queste pubblicazioni un po' più diradate il lettore si perde dei pezzi per strada (chi cazzo è Houndoom?), ma la qualità generale dell'opera ora è veramente alta. Bravo, in attesa del prossimo capitolo, perché non penso che Banette si farà fregare così facilmente e se non ricordo male Riolu si stava facendo fregare alla grande. Houndoom è uno dei re di Vulcania. O il capitano dell'Org. O la capitana dell'Org che in realtà a un nome diverso ma non vuole che lo si dica. Pick one. E lo so, si sono diradate, ma non ci posso far nulla.
Sì, Riolu si sta facendo fregare davvero molto.
CAPITOLO 177: LA REGINA E LA BIBLIOTECA​

Knowledge Castle, Torre del Sapere, 21/07/4783, circa le 21Raichu aveva pensato di trovarsi davanti un’ampia sala, ma non quello che si trovò davanti. Dopo l’ingresso, si entrava in una altissima sala, coperta su tutte le pareti di librerie, per almeno un centinaio di metri verso l’alto, con piattaforme alternate ogni dieci metri per fermarsi, probabilmente in modo da non rendere certi libri irraggiungibili, anche se Raichu si chiese come facessero a prendere libri che non si trovavano direttamente sul lato delle piattaforme. Ebbe la risposta quando ne vide una ruotare, evidentemente grazie a qualche ingranaggio. La sala era anche larghissima, pur piena di scaffali allineati perfettamente e pieni di libri, e di tavoli in cui diversi pokémon erano intenti a consultare libri di vario genere, o a scrivere.«La Torre del Sapere o, come viene chiamata all’estero, Grande Biblioteca di Normalia. Le sue pareti, per tutta l’altezza di 333 metri e una circonferenza di 999, sono opere d’arte nel loro genere. La scala centrale è parte di un complesso meccanismo a vite che le permette di ruotare a sezioni, in modo che tutti i libri siano raggiungibili dalle varie piattaforme. Inoltre, al solo piano terra sono già disponibili oltre mille volumi contenenti conoscenze da quasi ogni parte di Pokémos.»«Quasi?» Chiese Emolga, stupito.Herdier sospirò «Metallia rifiuta categoricamente di cedere libri a Normalia, perciò non abbiamo quasi conoscenze su di loro. Solo la loro storia ci è giunta, e un’infarinatura della loro geografia.»«Ma perché?» Chiese Abra.«Beh, anzitutto dalle differenze ideologiche tra i nostri due paesi, ma nel caso della Biblioteca la questione è diversa. Nasce tutto da un faida risalente a quando la Torre fu costruita. Gli abitanti di Metallia, all’epoca ancora divisi in tribù, accettarono di progettarne l’ingranaggio e, con la benedizione di Registeel, riuscirono ad assicurarsi che mai l’ingranaggio si sarebbe spezzato o rovinato. Ma quando venne il momento del pagamento, secondo le loro cronache, esso non avvenne. Eppure, secondo le nostre, furono invece giustamente ricompensati. Questo ha creato un caso increscioso: nessuna Voce ha mai accettato le continue richieste di pagamento che giungono ancora oggi, e nessun Capotribù o Re di Metallia ha mai smesso di inviarle. In fin dei conti, ormai gli interessi sono tali che per ripagare l’ipotetico debito si dovrebbero vendere a Metallia tutte le terre a sud del Draak per coprirlo. Nessuno pagherà mai, e nessuno smetterà mai di chiedere il pagamento, purtroppo.»«Perdonatemi vostre maestà» Chiese Eelektross, rivolgendosi formalmente ai tre principi «Potremmo andare per nostro conto? Vorrei avere la possibilità di esaminare alcuni testi.»«M-ma certo» rispose Abra, balbettando leggermente «Il mio… segretario e i suoi assistenti, stanno cercando testi di geografia.»«In tal caso, dovrà dirigersi o alla terza fila della quarta colonna» Rispose indicando le file di librerie «O alle librerie della quarta piattaforma» proseguì indicando verso l’alto «Ma potrei essere più preciso se sapessi che libro le occorre.»«Geografia di Fatia, ma non un libro in particolare.»«Allora la seconda libreria della terza fila o il lato sinistro del quarto piano.»«La ringrazio. Ah» si interruppe, girandosi «Conosce per caso il Bibliotecario Liak?»«Oh, intende Edal? Sì, di solito lo si incontra alla quarta piattaforma. Lo conosce? Se vuole posso…»«Solo un poco. In ogni caso grazie.» Rispose Eelektross, allontanandosi seguito da Luxray e Minun.«Noi invece cerchiamo testi sui Loro, in particolare quelli di Draghia.» Disse Raichu, come Eelektross gli aveva chiesto.«Richiesta molto bizzarra, qui a Normalia. Temo che nonostante i Loro in generale siano di interesse, quelli di Draghia qui non abbiano molto seguito, e libri su di loro in particolare siano molto, molto rari. Anche perché i pokémon di Draghia non scrivono molto. Abbiamo materiale ovviamente, ma dovrete raggiungere la sesta piattaforma. Se invece volete qualcosa di generale abbiamo molti libri che…» Spiegò il pokémon.«No grazie, saliremo subito al piano.» Rispose Raichu, allontanandosi con Emolga e Plusle, lasciando i tre principi insieme ad Herdier.Zorua sospirò. Avrebbe voluto andare con loro, visto quel che dovevano fare, ma sarebbe parso sospetto che un principe lavorasse insieme ai propri sottoposti. Perciò si rassegnò a cercare di ascoltare la conversazione, che ora verteva sulla storia di Spettria.“Prestare attenzione nelle discussioni è il dovere di un re, anche se sono sommamente noiose.” Si ripetè, cercando di ascoltare. Electronvolt, Palazzo Reale, 21/07/4783, circa le 21«Ne sei certa Zoroark? In fondo sono stati mio figlio e i membri del Gruppo a metterci in questo pasticcio.» Sussurrò Chandelure«Ed è mio dovere come regina risolverlo.»«Si tratta di pagare un prezzo alto.» Insistette Chandelure, sempre sussurrando.«Forse, ma non così tanto. Non avevo ancora scelto una moglie per mio figlio, e sfido chiunque a lamentarsi di una principessa.» Replicò la regina. Poi, appose la propria firma e restituì il documento a Re Houndoom.«Ecco, accordo firmato. Mio figlio sposerà la figlia di Re Houndoom appena questa guerra sarà giunta al termine.» Disse la regina.Houndoom cercò meccanicamente Arcanine con lo sguardo, ma la presenza del Generale era richiesta altrove.“Dannazione, mi aveva raccomandato di insistere per Chande. Ma quest’occasione di liberarmi di Hour e ottenere l’alleanza di Oscuria… Non posso perderla.” Si disse il pokémon, per poi firmare il documento a propria volta.«Ottimo» disse Re Electivire «Direi che possiamo considerare concluso l’accordo. E anche la questione matrimoniale, sbaglio?»I presenti annuirono. Nessuno fece notare l’ovvio, anche se tutti stavano pensando la stessa cosa: una volta finita la guerra, cos’avrebbe fatto la Coalizione, se i due Re di Spettria ed Oscuria si fossero trovati su campi opposti? La domanda rimase inespressa, ma alleggiò nell’aria come un sudario. Truepower, 21/07/4783, circa le 22Surskit sorrise, ansimando per via dello scudo che stava sorreggendo. Ormai Aegislash era a malapena sollevato da terra, e avanzava a fatica, quindi Surskit stava praticamente portando tutto il peso sia dell’oggetto che di Banette. Ma finalmente Truepower era davanti a loro.Aegislash bussò alla porta, e una grata si aprì. Gli occhi di un pokémon li fissarono.«Parola d’ordine?»Surskit imprecò. Con tutto quello che era successo, la parola d’ordine gli era passata del tutto di mente. Per sua fortuna però Aegislash era più preparato.«Se il tempo attacca lo spazio, l’equilibrio andrà ripristinato.» Rispose Aegislash.«Avanti allora.» Disse il pokémon. Entrati, i due si trovarono davanti un Quilava «E voi tre sareste?»«Mi chiamo Surskit, faccio parte della squadra speciale 3 – G della Coalizione, insieme ad Aegislash. Siamo stati inviati in missione dal Capitano Cacturne e siamo rientrati con informazioni e un prigioniero.» Rispose Surskit da sotto lo scudo, indicando Banette con la punta della zampa sinistra.«In tal caso, non dovremmo portarlo alle prigioni?» Chiese il Quilava, sorpreso.«No, lo porteremo direttamente dal Capitano, se non ti dispiace.»«D’accordo, aspettate solo un secondo.» Rispose il pokémon. Un attimo dopo tornò con un Wartortle dall’aria assonnata.«Wartortle vi accompagnerà dal Capitano. Meglio prevenire che curare, se capite cosa intendo.»Surskit annuì. Capiva perfettamente: se si fossero rivelati nemici nonostante tutto, avrebbero dovuto combattere il Wartortle, e gli eventuali aiuti da lui richiamati.I tre pokémon e il Banette svenuto percorsero senza incidenti la strada fin nel castello e poi fino all’ufficio del Capitano. Wartortle fece per bussare ma Aegislash lo spinse da parte e bussò. Il Capitano doveva essere vicinissimo alla porta, perché aprì immediatamente.«Ragazzi?!»«Salve Capitano.» Disse Aegislash. Poi svenne. Torre del Sapere, 21/07/4783, circa le 22Eelektross si guardò intorno tra le librerie. Non cercava un libro, ma un pokémon, ed era certo di trovarlo lì. Attraversò cinque intere file di librerie, poi finalmente Luxray gli fece un cenno.«C’è qualcuno nella prossima fila. Un Gallade.» Disse, guardando attraverso gli scaffalli con la propria vista speciale.«Ottimo. Io vado, tu chiama Minun e stai pronto.»Eelektross girò l’angolo e si trovò davanti il Pokémon che cercava. Sospirò. Avrebbe dato qualsiasi cosa per non rivederlo mai più, visto che quello di Gallade e la sua famiglia era un capitolo della sua vita di cui si vergognava parecchio, ma tanto valeva affrontarlo direttamente.«Scusa, sei per caso il bibliotecario Edal.» Chiese.«Certo, io…» rispose il Gallade girandosi, poi vide Eelektross.«Ehilà, felice di vedermi?»Gallade balzò addosso a Eelektross e lo spinse contro una libreria, puntandogli il pugno in faccia «Dammi un valido motivo per non colpirti.»«Lo prenderò come un no.» Replicò Eelektross «Sai, eri molto più simpatico una volta.»«Brutto…» Imprecò il pokémon, alzando il pugno.«Ehi, se fossi in te non lo farei.» Disse Eelektross, indicando alle sue spalle, dove Luxray e Minun erano pronti a colpire «Sono venuto per parlare di tua sorella.»«Oh, certo. Cos’è, ti è venuta nostalgia tutta in una volta?» Rispose il Gallade, ma Eelektross lo vide deglutire. Di certo quei tre erano troppi per un topo di biblioteca, senza contare che con un pugno avrebbe solo fatto il solletico al criminale. Abbassò il braccio, e lasciò andare Eelektross «Che Giratina vuoi da me? Lei è ancora a Fatia, lo sai.»«Lascia che ti spieghi. Poi deciderai se puoi aiutarmi.» Rispose Eelektross. E cominciò a spiegare, anche se escluse alcuni dettagli che era certo che al pokémon non servissero. Quando ebbe finito, notò con piacere lo stupore sul volto del Gallade.«Quindi è per questo che sei venuto fin qui?» Chiese Gallade.«Esatto. Allora, mi aiuterai?» Rispose Eelektross, sorridendo. Come sperava, la loro storia che si faceva sempre più incredibile ad ogni stato attraversato ormai aveva un effetto potentissimo sui pokémon impressionabili. E il Gallade, Eelektross lo sapeva fin troppo bene, era davvero facile da impressionare.«Potrei farlo, ma credi che mia sorella ti lascerà in pace? Sai cos’hai fatto, e non è una cosa facile da perdonare.»«Lo so, ma quello è compito mio. Il tuo, è quello di assicurarti che io non venga buttato in galera all’istante.»«Credi che mia madre…»«Ne sono certo.» Replicò Eelektross.Il Gallade riflettè un momento, poi annuì «E va bene, ma lo faccio solo per Pokémos. Dammi carta e penna, e provvederò a scrivere.»Eelektross annuì, poi gli porse uno dei fogli che aveva preparato e l’apposita penna ed inchiostro. E Gallade cominciò a scrivere. Raichu, Emolga e Plusle salirono lungo i sei piani, raggiungendo infine la sesta piattaforma. Si guardarono intorno. Eelektross aveva detto loro esattamente chi cercare, perciò non ci misero molto a trovarlo, anche perché non erano molti i pokémon Drago in quel paese. Perciò, appena videro lo Shelgon.Si avvicinarono al pokémon, che li guardò a malapena. Era evidente del resto che la vista non doveva essere il suo punto di forza: indossava quelle lenti inventate a Normalia per leggere libri anche se si aveva una vista carente.«Tu sei Gol-Shen?» Chiese Raichu. Il Galvantula lalzò lo sguardo e li fissò con i due occhi funzionanti.«Con chi ho l’onore di parlare?» Chiese il pokémon. Dalla voce, doveva essere davvero molto anziano, si rese conto Raichu.«Io mi chiamo Raichu, e questo è il mio amico Emolga. Siamo Capitano e Tenente nell’esercito di Elettria, lo Squadrone del Tuono.»«E io sono Gol-Shen, un povero vecchio Bibliotecario che ormai non ci vede quasi più. Cosa posso fare per due valenti soldati?»«Signor Gol-Shen, noi sappiamo che lei è il Custode dei Loro di Dialga. Siamo qui per chiederle aiuto.» Disse Raichu. Come gli aveva detto Eelektross, era meglio andare dritti al punto.Gol-Shen batté le palpebre un momento, poi annuì «Ebbene, mi avete trovato. Sono ben trecento anni che faccio il Custode per Dialga, e questa è solo la quinta volta che mi scoprono. Forse dovrei esserne felice.»Emolga non riuscì a trattenere lo stupore «Lei ha trecento anni?!»«Trecentoventisette, per essere precisi, di cui trecentotredici trascorsi come Custode. Anche se, dopo che quattordici anni fa il vecchio Dial è scomparso, non so se posso fregiarmi davvero di questo titolo.»«Ma come può essere ancora vivo?»«Beh, questo è il dono, la benedizione e la maledizione di Dialga. Il mio tempo è quasi fermo, anche se come potete vedere alla fine sta avendo la meglio su di me. Non sono immortale, ma ho una durata superiore alla media. Molto utile, certo, ma alcune volte preferirei semplicemente morire. Ma accadrà prima o poi. Sono scappato tanto a lungo da Yveltal, che alla fine non mi sembrerà neanche male farmi raggiungere. Ma non è questo che volete sapere da me, dico bene, membri del Gruppo?»Raichu rimase a bocca aperta «Come…»«Credete che non mi informi neanche un po’ su ciò che accade nei reami vicini? Sono vecchio, ma qui alla Torre le notizie arrivano lo stesso. Sono in molti che hanno già cominciato ad informarsi su di voi, e una delle cose di cui siamo a conoscenza è che tra i membri del Gruppo ci sono un Raichu e un Emolga dell’S.T.»Raichu imprecò. Significava che ormai la notizia del loro viaggio era diventata di dominio pubblico.«Allora sa anche perché siamo qui?» Chiese allo Shelgon.«Ho qualche idea, ma nessuna convincente. Ditemi, vi prego.»Raichu annuì, poi cominciò a spiegare. Aeria, 21/07/4783, circa le 23«Pidgeot, mio buon amico. Qual buon vento ti porta qui?» Chiese il Vivillon dalle ali rosse e bianche, mentre il Pidgeot entrava nella stanza.«Vento di guerra, amico mio.» Replicò Pidgeot allo stesso modo. Sapeva benissimo che Vivillon aveva un carattere estremamente aperto, perciò si aspettava che anche gli altri rispondessero di conseguenza. Era davvero strano che fosse lui il leader del militaristico MAT.«Ah, mio caro, non ti pare che ultimamente tu e i tuoi pokémon non stiate facendo altro? Prove su prove di cospirazioni dei Pokémon del re contro noi del MAT, quasi troppo bello per essere vero. Verrebbe quasi da pensare che siano false.» Replicò il pokémon Coleottero. Pidgeot sapeva fin troppo bene che l’altro stava solo giocando con lui. Il leader del MAT sapeva perfettamente che tutte le prove erano false, ma non gli importava finché fomentavano i suoi uomini contro il Re.«Sai certamente che non è così, amico mio.» Rispose Pidgeot. Che lo sapesse o meno, le apparenze erano ciò che importava. Vivillon fingeva di non sapere, e Pidgeot fingeva di non mentire.«Certo, ti è sembrato il contrario, mio fedele compagno? In ogni caso, con queste questo considero sufficienti le prove. E come tale, credo sia giunto il momento di entrare in azione.»«Quindi, che intenzioni hai?»«Oh, è semplice. Vedi, il Re ha commesso un’autentica imprudenza nell’affidarci la difesa di Aeria. Certo, ha comunque lasciato truppe a lui fedeli, ma anche in quel caso i comandanti sono nostri. Non aveva timore in una nostra ribellione, quantomeno in questa situazione. E così l’unica cosa saggia che ha fatto è stata lasciare la Capitale e un paio di centri nevralgici ai suoi fedelissimi. Il che ci mette in una situazione di enorme vantaggio.»«Quindi pensi di vincere?»«Con l’aiuto che mi avete promesso? Senz’altro. Senza? Senz’altro. Vincerò in ogni caso, che sia con voi o senza di voi, e prenderò il trono che spetta alla mia famiglia.»«Ma la monarchia di Aeria non è elettiva? Nel senso, il re nasce da un uovo scelto dai sacerdoti a caso, e non può avere eredi.»«Ma questo non gli impedisce di generare figli. E questo fece il mio antenato, Re Yanma I: dopo essersi innamorato, donò all’amata un titolo nobiliare, quello di Contessa di Cloud End, e si intrattenne con lei, pur avendole organizzato un matrimonio per coprire le apparenze. E quando nacque il primo della stirpe dei Viliolin, aveva il sangue del re nelle proprie vene. E così è per tutti i Viliolin, fino a me. E ora, finalmente, prenderò il trono che mi spetta.»Pidgeot annuì. Che quello stupido credesse suo il titolo. Per loro era solo una pedina.«Molto bene, amico mio. Ora, se non ti dispiace, dovrei…» Iniziò Vivillon, ma Pidgeot lo interruppe.«No, Vivillon, non preoccuparti. Tu fa ciò che devi, io rimarrò qui come osservatore dell’Organizzazione.» Rispose Pidgeot, sorridendo mentalmente guardando la faccia stupita del Coleottero.«Ma, mio caro amico, pensavo voi dell’Organizzazione mi avreste affidato i vostri soldati. Avete una vostra guerra da combattere, mi sbaglio? Non potete certo perdere un Capitano per…»«Non preoccuparti, la mia missione è solo di assisterti in battaglia e assicurarmi che i nostri restino in riga. Non ho intenzione di intervenire in alcun modo nelle tue scelte.» Replicò Pidgeot.Vivillon annuì, anche se non pareva del tutto convinto «In tal caso, mio buon amico, sarò ben felice di averti qui.» Riuscì a rispondere comunque. Poi uscì.Il Coleottero uscì dalla tenda e si guardò intorno. “Quanto tempo è passato?” Si chiese guardandosi intorno “Quanto tempo ho impiegato per arrivare fin qui? Quante vite ho spezzato per arrivare fin qui? Cosa ne pensi, padre? Cosa ne pensate, fratelli? Oh già, non potete rispondere. Siete tra le vite che ho spezzato.” Si disse. Poi, fischiettando alla luce della luna che filtrava dalle larghe finestre, si diresse verso la propria camera da letto. “Domani, finalmente tutto quanto darà i suoi frutti.”
 
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Raichu aveva pensato di trovarsi davanti, dietro la porta, un’ampia sala, ma non quello che si trovò davanti.
Pls, no. O davanti o dietro, non puoi fare entrambi. E poi due volte trovarsi nella stessa frase, all'inizio.

L'hai fatto apposta perché ti ho appena fatto i complimenti sul miglioramento della qualità di scrittura?


Nel paragrafo hai usato tipo 10 volte libri o librerie, stai confermando i miei sospetti :P

La Grande Biblioteca di Normalia, come viene chiamata all’estero, o Torre del Sapere.
*La Grande Biblioteca di Normalia, o, come viene chiamata all'estero, Torre del Sapere.

A meno che Torre del Sapere sia il nome vero, ma in quel caso comunque avrebbe avuto più senso metterlo prima.

Le sue pareti, per tutta l’altezza di 333 metri e una circonferenza di 999, è un’opera d’arte nel suo genere.
Le sue pareti è un'opera d'arte.


«Mi perdoni maestà» Chiese Eelektross, rivolgendosi formalmente ai tre principi «Possiamo andare per nostro conto? Vorre avere la possibilità di esaminare alcuni testi.»
Se si rivolge ai tre principi, deve usare una persona plurale. E poi Vorrei, manca una i

anche se escluse alcuni dettaglie

con queste prove considero sufficienti le prove.
Abbiamo approvato il fatto che questo capitolo è stato meno curato degli ultimi :P

In generale direi che è mancata una rilettura attenta, perché parecchi degli errori sono palesi, comunque ok, stai portando avanti un bel po' di storie contemporaneamente, e mi hai stupito col fatto che Banette non abbia fatto scherzi. E hai aggiunto ulteriore mistero intorno a E. Chi è Gallade, che cosa ha fatto a sua sorella? Come diavolo faceva a sapere chi fosse il Custode di Dialga?

Comunque sei passato ufficialmente ad una pubblicazione bisettimanale o è semplicemente random una tantum?

P.S. Ma l'errore di Galvantula dove sarebbe che ho cercato nella pagina e non ho trovato nulla?
 

Darken

Passante
ok. Corretto

A parte questo, capitolo molto bello e misterioso (molto misterioso) Misteriosissimo

Pls, no. O davanti o dietro, non puoi fare entrambi. E poi due volte trovarsi nella stessa frase, all'inizio.

L'hai fatto apposta perché ti ho appena fatto i complimenti sul miglioramento della qualità di scrittura?


Nel paragrafo hai usato tipo 10 volte libri o librerie, stai confermando i miei sospetti :P

*La Grande Biblioteca di Normalia, o, come viene chiamata all'estero, Torre del Sapere.

A meno che Torre del Sapere sia il nome vero, ma in quel caso comunque avrebbe avuto più senso metterlo prima.

Le sue pareti è un'opera d'arte.


Se si rivolge ai tre principi, deve usare una persona plurale. E poi Vorrei, manca una i

Abbiamo approvato il fatto che questo capitolo è stato meno curato degli ultimi :P  Ho avuto parecchi problemi con questo capitolo, che definire "un parto" è riduttivo, ed evidentemente questo trapela parecchio. Comunque grazie delle segnalazioni, ho corretto tutto.

In generale direi che è mancata una rilettura attenta, perché parecchi degli errori sono palesi, comunque ok, stai portando avanti un bel po' di storie contemporaneamente, e mi hai stupito col fatto che Banette non abbia fatto scherzi. Non può mica sempre andare male tutto.

E hai aggiunto ulteriore mistero intorno a E. Chi è Gallade, che cosa ha fatto a sua sorella? Come diavolo faceva a sapere chi fosse il Custode di Dialga? Misteri che risolveremo.

Comunque sei passato ufficialmente ad una pubblicazione bisettimanale o è semplicemente random una tantum? Cerco sempre di stare "tra una e due", ma ultimamente tendo molto al "due"

P.S. Ma l'errore di Galvantula dove sarebbe che ho cercato nella pagina e non ho trovato nulla?
 L'avevo già corretto
CAPITOLO 178: IL VECCHIO DRAGO​

Torre del Sapere, 21/07/4783, circa le 23Raichu terminò il racconto. Man mano che parlava, si era reso conto di quanto avesse avuto un’avventura eccezionale in quei pochi mesi. E si chiese quanto avrebbe dovuto aspettare prima di vederne la fine.«Così, dunque…» Disse lo Shelgon con un sospiro «All’inizio credevo Dialga si fosse ritirato nella sua dimensione. Poi, ho pensato mi stesse mettendo alla prova, per vedere se avrei saputo portare pazienza ed attenderlo. Poi, ho semplicemente creduto si fosse dimenticato di me. Beh, capisco perché siete preoccupati. Ma in che modo posso aiutarvi? Sono solo un vecchio ormai. Non posso venire con voi, perché anche con il tempo rallentato sono un vecchio, e non posso combattere, perché l’età si fa sentire anche quando il tempo è rallentato. Quindi come posso esservi d’aiuto? Non credo siate venuti qui solo per dirmi che fine ha fatto Dialga.»«No, infatti. Quello che vorremmo è il suo aiuto. Vede, la Chiesa del Tempo potrebbe non prestarci ascolto. Ma lo presterebbe di certo a lei.»«Ah, sì, i veneratori di Dialga. Ogni tanto il loro capo veniva a trovarmi, quando ancora vivevo con il Signore del Tempo. Andando avanti con il tempo, ne ho conosciuti una ventina, tutti pokémon abbastanza competenti. Sono certo che a tutt’oggi sappiano chi sono.»«Quindi ci aiuterà?»«Certo. Datemi carta e penna, e sarò lieto di darvi aiuto.» Rispose il pokémon. Mentre scriveva, guardò i due pokémon. In tutti quegli anni, aveva imparato a leggere dentro quelli con cui parlava. E quei due erano onesti, su questo non c’era dubbio. Ed erano molto legati tra loro, come veri amici, non come capitano e sottoposto. Gli ritornò in mente quel giorno di quasi tre secoli prima in cui aveva conosciuto Dialga. A quel tempo, faceva parte dell’esercito di Draghia, quando una banda di rivoltosi aveva attaccato a sorpresa il suo squadrone. Erano stati sterminati, poi quelli erano fuggiti. E lui era rimasto lì, ferito oltre ogni possibilità di cura, destinato a morire fra le ombre della Valle di Nyla. O almeno questo pensava, finché dal nulla era comparso Dialga.Il pokémon lo aveva guardato e gli aveva chiesto se era disposto a scambiare il sogno e il futuro di ogni Shelgon con la propria vita. Il pokémon aveva annuito, e Dialga lo aveva accontentato. Come ogni cosa di lui, anche le sue ferite si erano fermate. All’inizio erano solo ferme, ma dopo un po’ Dialga aveva cominciato a trovarle disgustose – o almeno così aveva detto, per quanto lo Shelgon avesse sempre sospettato l’avesse fatto per gentilezza - perciò lo aveva fatto guarire da Shaymin, in cambio di un favore che Gon-Shel non aveva mai scoperto.Finì di scrivere la lettera, e la firmò. La rilesse ancora una volta, per assicurarsi di non aver fatto errori, come succedeva troppo spesso a chi scriveva di fretta, la piegò e la porse a Raichu.«Grazie.» Disse il pokémon Elettro, prendendola.«Di nulla, vi auguro buona fortuna. Fossi più giovane verrei con voi. Un tempo ero un soldato, e se ci fossimo incontrati cento anni fa sarei stato lieto di combattere con voi.»«Ha già fatto tantissimo.» Rispose Raichu, sorridendo.Gon-Shel annuì, e salutò i due pokémon. Guardandoli mentre si allontanavano, gli tornarono in mente i suoi viaggi con Dialga. Era stato in tanti luoghi e in tanti tempi. Aveva vissuto una vita piena. Persino non volare alla fine non era più stato un problema per lui. Aveva avuto salva la vita, e aveva potuto vivere a lungo. Per un attimo, si chiese se non fosse giunta l’ora di rimuovere il Dono. Se lo avesse fatto, sarebbe morto nel giro di poche ore, lo aveva avvertito Dialga quasi due secoli prima, perché lentamente su di lui sarebbero apparse tutte le ferite subite nel corso dei secoli trascorsi come Custode.“Potrei farlo… ma prima voglio almeno rivedere Dialga e ringraziarlo.” Si disse. Con un sospiro, riaprì il libro che stava leggendo, I Loro di Draghia, e riprese a leggere, riflettendo per la prima volta da molto tempo sul fatto che tutto sommato l’immortalità aveva anche i suoi vantaggi.                                                                                                                Truepower, 22/07/4783, circa le 00«Quindi per riassumere, Specchio, tu e Aegislash siete stati scoperti. Avete quindi combattuto contro il nemico, avete avuto la meglio su un loro Capitano, l’avete catturato, avete seminato gli inseguitori, e poi siete tornati qui. Mi sbaglio?»«No, è esattamente così.» Replicò Surskit. Era Aegislash a dover decidere cosa fare, e lui non avrebbe rivelato il suo segreto senza il permesso dello Spettro. Aveva perciò pensato a una mezza verità. In fin dei conti, era quasi tutto vero. Che importanza poteva mai avere il fatto che tutto ciò fosse avvenuto solo perché Aegislash era il Custode di Giratina?«Dovete davvero essere diventati fortissimi per essere usciti vivi da tutto ciò. E riguardo l’altra questione?»«Siamo qui e siamo vivi. Aegislash ha combattuto contro di loro, e credo siano ottime ragioni per non sospettare di lui.»Cacturne annuì, con un sospiro di sollievo. Surskit vide chiaramente che il Capitano si mostrava molto più tranquillo. Evidentemente, la questione di Aegislash lo aveva preoccupato molto.«Ora parliamo di cosa avete scoperto. Hai detto che l’Organizzazione intende preparare una nuova trappola, e se avessero successo sarebbe un’enorme problema. Quindi, di che trappola si tratta?»«Hanno intenzione di attaccare la squadra che hai stanziato in uno dei paesi qui vicino, di cui hanno scoperto l’esistenza grazie al loro informatore, di cui però non siamo riuscito a scoprire l’identità.»«Beh, non mi pare si possa definire trappola. Mi sembra piuttosto un semplice attacco.»«Aspetta. La loro idea non è di catturare i soldati, ma di costringerli a un assedio. A quel punto, lasceranno passare un messaggero che verrà a riferirti la situazione. E tu giustamente marcerai contro di loro, essendo il più vicino.»«Certo. Ma immagino sia quello che vogliono.»«Esatto. Appena attaccherai quelli sotto le mura, un secondo squadrone piomberà contro di noi alle spalle. Schiacciati tra due armate, saremo sterminati o catturati. E a quel punto, Truepower sarà indifesa.»«Capisco. Un piano ingengnoso. Ma se invece io per qualche motivo, magari anche solo per ascoltare il Conte, decidessi di non marciare contro di loro con tutte le mie forze, ma solo con una parte?»«Hanno delle spie tra di noi, e tu lo sai. Ti fideresti davvero a lasciare la città in mano a qualcun altro?»«No, è vero. Anche lasciandola a uno di voi, se non sono riuscito a fidarmi di Aegislash non riuscirò a fidarmi degli altri. Ma se invece affidassi il comando dell’attacco a qualcun altro?»«Ti rimarrebbero meno soldati, visto che quelli mandati in rinforzo sarebbero sconfitti. Truepower è già caduta, nella storia di Elettria, può benissimo cadere ancora. Ci chiuderebbero i rifornimenti con l’esterno, sostituirebbero i tuoi messaggeri con i loro facendo arrivare rapporti falsi… in sintesi, nessuno si renderebbe conto che la città è sotto assedio, almeno non per il tempo che basta per prenderla con la forza.»«Ma bene. Adesso, abbiamo elencato tutte le cose da non fare. Cosa credi dovremmo fare invece?»«Io?» chiese Surskit.«Sì, tu. Sei l’unico che è stato nella base, oltre ad Aegislash che non è però in condizioni di parlare. Quindi, è da te che devo saperlo. Cosa mi consigli?»Surskit riflettè a lungo, anche perché lo stupore l’aveva lasciato senza parole. Dopodiché, parlò «D’accordo, se dovessi decidere io… probabilmente manderei alcuni messaggeri di cui posso fidarmi al distaccamento più vicino. Il nemico si aspetta solo noi, ma se arrivassero altri dei nostri li coglieremmo in contropiede.»«Idea interessante. Potrebbe valerne la pena, andrò a consultarmi con il Conte subito per definire i dettagli, visto che prenderò in prestito anche i suoi soldati, sperando che non sia troppo impegnato a mangiare. In ogni caso, quando gli dirò che l’Organizzazione sta arrivando dovrebbe essere contento di aiutarmi. Tu va a riposarti, sarai esausto.»«D’accordo Capitano, grazie.» Rispose Surskit con uno sbadiglio. Era talmente esausto da essere sorpreso di non starsi addormentando nel bel mezzo del discorso. Stava uscendo, quando gli venne in mente una domanda «E Banette, Capitano?»«L’abbiamo rinchiuso in una cella giù nelle segrete. Ho piazzato venti Pokémon a fare la guardia. Spero che statisticamente basti per impedire ai membri dell’Organizzazione di essere la maggioranza delle guardie. Comunque, da quel che mi hai raccontato, Banette e Aegislash si conoscevano e avevano una vecchia rivalità. In tal caso, sono certo che sarà ben felice di fargli la guardia.»Surskit annuì. Sapeva cosa avrebbe davvero reso felice Aegislash, ma era meglio non dirlo al Capitano. Prese congedo e si allontanò dalla stanza.Cacturne chiuse gli occhi un momento, pensando a come procedere. Surskit gli aveva detto che Roserade non c’era, facendogli tirare un sospiro di sollievo: avrebbe combattuto volentieri contro chiunque, ma più ripensava al combattimento sulla nave più si chiedeva se fosse stato un colpo sfortunato a centrare la maschera d’acciaio o se fosse stato lui a mirare volontariamente a un punto ben difeso. Che avesse voluto proteggere Roserade persino in quel momento?“Adesso non devo pensarci. Non importa. Se Surskit ha detto che non c’è, meglio. Mi domando solo dove sia.” Si disse. Poi, senza preavviso, batté un pugno sul tavolo. Scosse la testa, come se questo gli permettesse di farne uscire anche i pensieri che lo tormentavano, poi si alzò e si diresse verso le camere del Conte. Da qualche parte ad Elettria, 22/07/4783, circa le 6Roserade stava dormendo, immersa nei propri incubi. Vide Joulechester bruciare, e lei che nel mezzo delle fiamme sollevava un pokémon e lo gettava tra di esse. Ma un attimo dopo, mentre il pokémon bruciava, la sua faccia mutava e diventava quella di Roserade, sfigurata dalle fiamme. Poi, con un urlo di agonia, il pokémon crollava, e a terra davanti a lei giaceva Treven. Roserade arretrò, poi sentì un rumore alle proprie spalle, e si girò, colpendo con Velenpuntura. Trapassò da parte a parte l’avversario, che si rivelò Cacturne. La pokémon fece per liberare il braccio, ma il pokémon lo prese e la guardò, gli occhi trasformati in due braci d’odio.“Tu mi hai lasciato.” Disse senza aprire la bocca.«No, sei tu che non mi hai seguita!» Gridò la pokémon. Un attimo dopo, quello davanti a lei non era più Cacturne ma Breloom, nella stessa posizione in cui prima si trovava Cacturne.“E che bene mi ha portato seguirti?” Le chiese, sempre senza voce.Roserade non rispose, e Breloom scoppiò a ridere, una risata rauca, piena d’odio e rancore, piena di cose non dette e sentimenti non espressi a parole. Poi, Roserade si trovò davanti Victreebel, il pokémon che aveva ucciso tanti anni prima, trapassato da un grosso pezzo di legno e dal suo braccio, con la liana avvolta intorno al braccio di Roserade.“Tu mi hai ucciso. Ti è piaciuto vero, prendere la mia vita? Ti piace pensare fosse per vivere ma non è così. Guarda quanti sono morti per mano tua.” Disse, indicando dietro di sé, e tra le fiamme emersero decine, centinaia di volti urlanti.Roserade cercò di liberarsi, incapace di rispondere, ma il Victreebel la stringeva mentre diventava più freddo, più freddo, più freddo… finché Roserade non si trovò il braccio intrappolato dal ghiaccio. E dalla bocca del Victreebel vide emergere con orrore il Surskit, piccolo, molto più del normale, malvagità pura che traspariva dai suoi occhi rossi.Il pokémon avanzò lungo il suo braccio, e Roserade cercò di farsi indietro, sentendo il braccio farsi sempre più freddo all’avanzare del Coleottero. Con orrore vide Victreebel frantumarsi, e cercò di allontanarsi, ma vide altri Surskit salire su di lei lungo le gambe, e congelarla man mano che salivano. Incapace di muoversi, poté solo guardare finché quello sul braccio non le raggiunse il volto e la toccò…La pokémon lanciò un grido, alzandosi dal proprio letto, ansante, il cuore a mille, tanto forte che sentiva il battito rimbombarle nelle orecchie. Stava sudando copiosamente, terrorizzata. Guardando il proprio riflesso nello specchio, si rese conto di essersi trasformata nel sonno, come dimostrava la maschera di ferro che aveva in volto.Rimase seduta per lunghi minuti, mentre i ricordi di quell’incubo orrendo le rimbombavano in testa. Poi, lentamente, fece ritornare normale la maschera e le foglie sulla schiena, ancora scossa.“Solo un sogno… solo un sogno…” Si ripeté, mentre il respiro si faceva meno pesante e il cuore smetteva di batterle all’impazzata. E a quel punto sentì che qualcuno bussava alla porta. Con un ultimo sospiro per calmarsi, si alzò e aprì la porta. Si trovò davanti uno Spinarak.«Capitano Roserade, mi manda il Generale Nidoking. Vorrebbe che lei si presentasse da lui il prima possibile.» Disse il pokémon. Roserade annuì. Lord Nidoking detestava aspettare, perciò Roserade si mise subito in cammino.Arrivò davanti alla stanza del Generale, dopo essere salita al secondo livello della base. Non era difficile distinguerla dalle altre, visto che la porta era parecchio più alta. Bussò, e un momento dopo la sagoma enorme del Generale le apparve davanti e la fece entrare.«Finalmente, Roserade. Ti vedo un po’ sciupata, stai bene? No, non rispondere, non ha importanza. Occupiamoci degli affari importanti. Allora, hai una vaga idea del perché ti ho convocato?»«No signore.» Replicò Roserade. Come al solito, i discorsi di Lord Nidoking risultavano spesso incoerenti quando parlava con poche persone, o con una sola. Era bravissimo nel parlare con una folla, o forse semplicemente sapeva controllarsi, ma quando i suoi interlocutori erano pochi sembrava ci fossero più pokémon intenti a parlare in uno. E Roserade sapeva per esperienza che non era timidezza, ma qualcosa di molto peggio.«Capisco. Beh, in parole povere, mi serve che tu prenda il comando di una grande unità d’attacco. Sappi che è una grossa missione.»«Di che si tratta?»«Oh, è semplice. Vedi, dobbiamo far capire al popolino e ai nobili di Velenia che il Re è solo un fallito, su cui non si può contare, mentre l’Organizzazione è destinata a uscire vincitrice dalla guerra, quindi è saggio schierarsi a suo favore. Ed è per questo che devi prendere il comando di una squadra e portare a termine una missione, lo ammetto, piuttosto ardita.»«Cioè?» chiese Roserade, che cominciava a innervosirsi. Erano le cinque del mattino e lei non aveva esattamente avuto una bella serata.«Voglio che tu prenda una città.»«Tutto qui? Se avrò abbastanza soldati, dubito che una sola città possa…»«La città è Toxic Zone. Voglio che tu prenda per noi la Capitale di Velenia.»Roserade lo fissò a bocca aperta un momento, poi annuì «Abbiamo un piano d’azione? O dovrò occuparmi di tutto io? Non è un problema in entrambi i casi ma…»«Hai carta bianca. Per quel che mi riguarda puoi farne un’altra Joulechester. Ho sentito che ti sei divertita parecchio in quella città.»«Io…» iniziò Roserade, ma si ritrovò incapace di continuare. Non sapeva cosa le fosse successo a Joulechester. Nel momento in cui era cominciato il combattimento, aveva sentito solo una folle sete di sangue. Ricordava vagamente lo sterminio indiscriminato che aveva portato avanti, ma non nel dettaglio. Era come se a farlo fosse stato qualcun altro, e lei avesse solo assistito.«Non devi giustificarti. In battaglia la follia è un’ottima cosa» replicò Lord Nidoking «Hai fatto un ottimo lavoro, hai di certo instillato un grande terrore nei nemici. Fallo ancora mi raccomando. Posso suggerirti qualche altro modo per far del male ai tuoi nemici? Potresti strappare loro gli arti uno per uno. Oppure potresti infilar loro in bocca il braccio e scagliare un colpo. Credimi, non c’è nulla di meglio che vederli saltare in aria. Ah, quelli sì erano bei tempi. Peccato che oggi io sia incastrato qui. Cosa non darei per tornare ai vecchi metodi.»Roserade arretrò, disgustata “Quindi è così che si riduce chi combatte facendosi guidare dal desiderio di sangue?” Si chiese “O è solo il modo di parlare di un folle?”«In ogni caso, non voglio tediarti con vecchi ricordi. Torna a riposarti un po’ prima della partenza, poi fatti trovare al punto di teletrasporto. Voglio che partiate per le sette. Vi ritroverte nella città di Poisondair.»«Non potremmo emergere direttamente in città, signore?»«Domanda intelligente, ma come la maggior parte delle capitali anche Toxic Zone è schermata. Le mura hanno un nucleo di materiale refrattario, quindi il Teletrasporto non riesce a passare. Perciò, possiamo solo farvi arrivare vicini.»«Riguardo a Scolipede ed Amoongus?» Chiese, riferendosi ai suoi due Tenenti.«Sono già stati informati.»«La ringrazio. In tal caso, andrò a riposare.» “Possibilmente senza sogni, questa volta.”«Molto bene. Ah, un’ultima cosa» disse il Nidoking mentre apriva la porta alla pokémon «Non credo serva dirti che un tuo fallimento non sarebbe ben visto.»Roserade annuì. Sapeva fin troppo bene cosa questo volesse dire. Aveva conosciuto qualcuno che lo aveva deluso, e ora quel qualcuno non era più lì per raccontare cosa fosse successo dopo. La pokémon era ben decisa a non fare la stessa fine.«Ottimo. In tal caso, buona fortuna e torna vincitrice.» Le rispose Nidoking con un sorriso talmente terrificante che le fece gelare il sangue nelle vene. Poi il gigantesco pokémon chiuse la porta lasciandola sola nel corridoio.La Roserade si avviò verso le proprie stanze. Sulla strada, si mise a pensare. E al pensiero del bagno di sangue che l’aspettava, senza rendersene conto sorrise. Un sorriso che ricordava tremendamente quello di Nidoking.
 

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Capitolo interessante, non ho trovato errori per fortuna :P

Secondo me Roserade conquisterà Toxic Zone, ma sarà piena di rimorso per la crudeltà che ha dimostrato, quindi nella missione successiva che sarà contro Cacturne sarà sconfitta e passerà dalla parte del Gruppo.
 

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Capitolo interessante, non ho trovato errori per fortuna :P

Secondo me Roserade conquisterà Toxic Zone, ma sarà piena di rimorso per la crudeltà che ha dimostrato, quindi nella missione successiva che sarà contro Cacturne sarà sconfitta e passerà dalla parte del Gruppo. Potrebbe darsi
CAPITOLO 179: INCONTRI​

Fiume Draak, 23/07/4783, circa le 11«Siamo certi di voler prendere questa strada?» Chiese Rose.«Ne abbiamo già discusso.» Rispose Crult «Questo è l’unico modo per staccarci dall’Organizzazione portando con noi i pirati.»«Maa è estremameente rischiooso.» Replicò Rygo, che era l’unico oltre a Rose ancora non convinto della proposta di Crult.«Cosa ti avevo detto riguardo al parlare? Comunque, Rose, certo che è rischioso. Ma il modo migliore è quello. Ricordati che non dobbiamo solo sconfiggere la Fratellanza, ma anche impedire ai pirati di farsi assorbire dall’Organizzazione, perché basandosi su quello che ci ha detto Marsh probabilmente è quello che accadrebbe senza una forma di comando tra le ciurme comuni e il nemico. Dico bene Marsh?»«Sì. Me lo raccontò un Primeape ad Arenia, c’è un’organizzazione che sta raccogliendo tutti i criminali delle Piane di Arenia, e con ogni probabilità si tratta proprio dell’Organizzazione.»«Hai detto organizzazione troppo spesso in quella frase, ma il punto è più chiaro così. Ascoltate bene, il piano è semplice. Noi entreremo nel fiume, e cercheremo di attrarre l’attenzione del nemico attaccando chiunque incrociamo. A quel punto, di certo loro ci sguizaglieranno dietro qualcuno, sempre che non l’abbiano già fatto, e noi potremo agire.»«Come fai a essere sicuro che ci sarà almeno un membro della Fratellanza ad affrontarci? La tua strategia si basa su quello.» Replicò Rose.«Lo sai che vogliono sicuramente catturarmi, o più probabilmente uccidermi. Io so troppo per essere lasciato libero di agire. Anche in queste condizioni sono fin troppo pericoloso per loro. I vecchi membri della Fratellanza non dovrebbero mai essere lasciati in vita.»«E allora andiamo.» Si intromise Wamps «Sono stufo di starmene rintanato qui dentro.»Rose si guardò intorno. Aveva lasciato una delle sue navi a Zong, dato che la sua era affondata, quindi quella storia stava già cominciando a costarle parecchio. Inoltre, non le piaceva la situazione in cui stava andando a cacciarsi.«Hai ragione.» Rispose Crult «Rose, puoi avere dubbi, ma non abbiamo alternative. Perciò partiamo, altrimenti non riusciremo mai a sconfiggere la Fratellanza… almeno non senza regalare al nemico più grande il controllo di tutti i pirati del Draak.»Rose annuì, a disagio «D’accordo. Ma solo perché so che non abbiamo alternative.» Poi le navi uscirono dalla grotta e presero il largo. Da qualche parte ad Elettria, 23/07/4783, circa le 19«Quindi siamo tutti d’accordo?» Chiese il Primo Generale. I presenti annuirono. Nessuno dei Generali d’altronde aveva un motivo per opporsi alla proposta, che anzi a molti di loro sembrava estremamente interessante.«Ottimo, passeremo immediatamente l’ordine a Durant. Ora, notizie riguardo alla battaglia organizzata per prendere Truepower? Ci sono stati movimenti da parte del nemico?» Proseguì, guardando Eele.«Abbiamo cominciato l’assedio, e sta procedendo bene. Non ci risultano però movimenti da Truepower, al momento, il che è strano. Forse però i messaggeri che abbiamo lasciato passare non è ancora arrivato a destinazione, o il Capitano del posto sta avendo problemi con quel grassone del Conte di Joulechester.»«Probabile, sì.» Ammise il Primo Generale, anche se non sembrava del tutto convinto «Riguardo al resto dei progetti di indebolimento? Come procedono i nostri accordi?»«Pidgeot ha appena inviato un rapporto. Vivillon Viliolin, il capo del MAT, è già pronto a partire, ma ci vorranno alcuni giorni per riunire tutti i suoi comandanti.» Disse Salamence.«Roserade è partita per Velenia, per conquistare Toxic Zone.» Continuò Nidoking «E credo che molto presto avremo sue notizie. Direi non più di tre giorni.»«Le Fiamme Bianche ci hanno contattato. Presto cominceranno a mettersi in moto.» Disse Fern.«Non mi piace che siano così indipendenti, ma suppongo non abbiamo molta scelta in quel postaccio. Considerato che anche il rapporto di Falan è stato positivo, questo vuol dire che Normalia è assicurata sia in un caso che… nell’altro. Questo significa che ci mancano però ancora gli altri paesi della Coalizione, Alvearia e Laghia.»«Abbiamo ucciso il Capitano di Reggimento che avevamo programmato di uccidere. Tuttavia, c’è stato un problema. Violn, il capo della più grossa compagnia criminale della malavita del paese, è stato sconfitto e sostituito. Non abbiamo ancora scoperto da chi, ma lo sapremo presto.» Rispose Free.«Male, molto male. Vedete di trovarlo ed eliminarlo al più presto. Senza l’appoggio dei criminali, sarà difficile spingere una grossa fetta del popolo a rivoltarsi e marciare contro Laghia.»«Sarà fatto, non credo ci saranno particolari problemi.»«Ottimo. Altro che dovremmo sapere dalla Coalizione?»«In realtà, sì.» Disse Mhyen «Sono stato informato che ad Oscuria ci sono strani movimenti nel mondo della malavita. Sembra che alcuni gruppi criminali stiano svanendo, forse assorbiti da qualcuno di più potente.»«Curioso, una simile notizia è arrivata poco tempo fa da Velenia.» Commentò Nidoking.«E da Spettria pare invece sparita una grossa banda, su cui avevamo messo gli occhi da tempo. Svanita nel nulla.» Concluse il Quattordicesimo Generale, Gork. Il Golurk non parlava spesso, ma questo perché di solito preferiva parlare con le proprie azioni. Era sicuramente uno dei Generali che risentivano di più di tutti quegli anni di “reclusione” nella base.«Notizie importanti. Perché non sono stato informato?» Chiese il Primo Generale.«Non ci è stato chiesto. Di fatto, non si tratta di perdite rilevanti per il nostro reclutamento. Certi movimenti, del resto sono già accaduti altre volte in passato, ed erano prevedibili con il calo di controllo militare nei vari paesi.» Spiegò con calma Mhyen, fissando dritto negli occhi il Primo Generale.«Molto bene, in tal caso non ci saranno grossi problemi. Mi aspetto comunque che continuiate con il reclutamento.»«Certamente.»«Perfetto. Ora, il prossimo argomento…» Disse, scorrendo la lista. Eppure, non riusciva a togliersi il dubbio che quei “prevedibili movimenti” stessero venendo fin troppo sopravvalutati «Banette.»«La nostra spia conferma che è stato catturato ed è tenuto prigioniero in una cella a prova di Spettro. Se non fosse per quel materiale, potrebbe agevolmente fuggire.» Disse Wobros.«D’accordo. Ma quello che voglio sapere è come ritieni dovremmo procedere. Credi che la tua spia possa liberarlo?»«Ho seri dubbi a riguardo.»«Ucciderlo?»«Non senza farsi scoprire. E come spia è molto abile, quindi preferirei evitare di farle perdera la sua copertura senza un motivo estremamente valido.»«Se facesse entrare qualcuno nelle segrete per sbrigare il lavoro, indipendentemente dalla linea di azione che scegliamo?»«Potrebbe, ma non finché la situazione non si calmerà. Anche perché potrebbe dover anche lasciare Truepower per combattere contro i nostri.»«Se riusciamo a prendere Truepower questa discussione è inutile. Quello che mi interessa sapere è se possiamo contare sulla tua spia se ce ne sarà la necessità.»«Se servirà sono certo sarà pronta ad agire.»«Ottimo. Gork, spero che tu abbia deciso la punizione per Banette.»«Assolutamente. Se sceglierete di ucciderlo, questo è quanto. Se invece mi torna vivo… Spero per lui che sia pronto alle conseguenze.» Poisondair, 24/07/4783, circa le 06«Quindi, Capitano» chiese Scolipede, guardando Roserade «Lei è assolutamente decisa a seguire questa strategia?»«Hai qualcosa da ridire a riguardo, Scolipede?» Chiese la pokémon.«Lungi da me. Solo, mi domando come mai perdersi in simili prudenze quando ci basterebbe attaccare la città. Dalle nostre informazioni…»«L’ho già spiegato, questo piano ci permetterà di non subire perdite inutili e…»«Lo so, ma credo ci sia dell’altro. Non mi sfugge il fatto che questo non è solo il piano che farà perdere meno truppe a noi… ma anche il piano che causerà meno danni alla città e ai suoi abitanti.» Replicò Scolipede.Roserade annuì. Si aspettava quella domanda «Mi pare un’idea migliore che raderla al suolo. Lord Nidoking deve comunque avere una capitale, no?»«È certa che si tratti solo di questo, Capitano?»Spazientita, Roserade si avvicinò allo Scolipede «Stai cercando di dirmi che mi sto rammollendo, Tenente Scolipede?» Chiese fissandolo dritto negli occhi e leggendovi incertezza. Lo Scolipede, lei lo sapeva benissimo, agognava il posto di Capitano rimasto libero da quando Arbok era stato degradato, ma sapeva anche che tra i vari tenenti erano quelli di Arbok i più probabili per la promozione. D’altra parte, se avesse informato il Generale che Roserade non era più la Pokémon di un tempo avrebbe potuto sperare nel suo posto. Sempre ovviamente che fosse vero.«Ascoltami bene, Scolipede» proseguì, afferrandolo per il collo e obbligandolo ad abbassare il volto finché non furono alla pari «Prova a dire qualcosa del genere ad alta voce, e ti giuro che non vivrai abbastanza per pentirtene.»Scolipede deglutì, poi si limitò ad annuire. Roserade sorrise «Molto bene. Ora, preparatevi a partire. Dobbiamo terminare la prima parte del piano entro stasera.»«Certo, Capitano.» Risposero Scolipede ed Amoongoos, che era rimasto in silenzio fino a quel momento. I due uscirono dalla stanza del Capitano, e cominciarono ad attraversare i corridoi della base secondaria preparando i soldati alla partenza.«Che ne dici Amoongoos, il Capitano è sempre sé stessa?»«Non lo so. Il suo comportamento normale è quello solito, ma ogni tanto pare più triste. E in battaglia…»«Quindi anche tu credi che abbia ideato questo piano solo per evitare di combattere!» Esclamò lo Scolipede.«Abbassa la voce, stupido, se ci sentisse saremmo nei guai.» Disse Amoongoos, a bassa voce ma mettendoci tutta la rabbia che riuscì a infilare nella frase.«Quindi che vogliamo fare?» Sussurrò in risposta Scolipede.«E cosa dovremmo fare, noi continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto. Se per caso succedesse qualcosa di particolarmente grave… prenderemo provvedimenti.»«In fin dei conti, un colpo vagante può sempre causare una tragedia, è vero.» Annuì Scolipede «Ma devo dire che mi sentirei un traditore se succedesse.»«Infatti abbiamo detto se è qualcosa di grave. Per il momento, è sempre il Capitano Roserade.»«Già… Per il momento…» Annuì Scolipede, poi i due proseguirono. Normalia, Welle, 24/07/4783, circa le 15«Sei certo che tra tutti proprio il Conte di Welle sia una buona scelta?» Chiese Zangoose mentre le porte della città si aprivano davanti ai due.«Non è che avessimo molta scelta, amico mio. Non possiamo certo presentarci direttamente davanti a un Duca lo sai benissimo. Non è molto, ma qualcosa dovrebbe valere. Gli ho chiesto di convocare anche l’altro barone, anche se avrei preferito non vederlo. Abbiamo avuto una grave discussione recentemente, e temo che il suo appoggio potrebbe essere difficile da ottenere.»«Quanto odio la politica.» Commentò con un sospiro Zangoose.«La politica tiene insieme tutti noi, amico mio. Senza, non ci sarebbe mai pace.»«O non ci sarebbe mai guerra.» Replicò il pokémon, guardandosi intorno. Welle era una città piccola, ma rimaneva comunque la città in cui viveva un conte. Grande il doppio o poco più di Castlegreen, era indubbiamente un abitato magnifico, ma a Zangoose non sfuggì che rispetto all’ultima volta in cui l’aveva visitata per strada c’erano meno bancarelle, e meno abitanti.«Ehi Tauros, è successo qualcosa nella Contea dall’ultima volta che sono stato qui?» Chiese al Tauros.«Quanto tempo è passato?»«Dodici anni, credo.»                                  «Allora temo tu non sappia della guerra con la Contea di Jeweb.»«C’è stata una guerra?! Per cosa?!» Chiese Zangoose, colpito. Eppure nelle lettere non c’era scritto niente. Certo, era sicuro che molte non gli fossero mai arrivate, ma era comunque sorprendente.«Sì, sette o otto anni or sono. Ed è dura dirlo, ma è stata colpa di mio padre.»«Cosa?»«Sì, aveva fatto fabbicare documenti che dimostravano che alcune terre di Jeweb erano in realtà parte del suo Baronato, e quindi della Contea di Welle, e il vecchio Conte lo aveva lasciato fare. Ovviamente, però, qualche anno dopo la sua morte…»«Jeweb ha deciso di riprendersele, e la guerra l’ha persa Welle vero?»«Esatto. Welle ha dovuto restituire le terre e pagare una grossa penale come risarcimento. Inoltre, ferito in battaglia, il Conte è spirato dopo poco tempo, lasciando il figlio a comandare.»«Che bello, sono cose come queste che ti fanno amare Normalia.» Commentò sarcastico Zangoose, marcando pesantemente il tono ironico.«Se avessero tentato di risolverlo con la politica, tutto ciò si sarebbe potuto evitare.»«D’altra parte, è stato con la politica che qualcuno ha potuto impossessarsi delle terre su cui non aveva alcun diritto.»«Non ho mai detto che la politica non sia ricca di contraddizioni.» Rispose Tauros, mentre i due arrivavano davanti alle porte del palazzo di Welle.Due guardie li fermarono, ma quando riconobbero il Tauros si inchinarono e lo lasciarono passare. I due proseguirono per un breve corridoio, finché non entrarono nella stanza del trono. Qui stava un Vigoroth, in attesa. Quando vide il Tauros, sorrise.«Tauros, mio buon Barone, come stai?» Chiese.«Molto bene, lord Vigoroth. E lei?» Replicò Tauros, tenendo un tono più reverente.«Ti ho già detto di darmi del tu, non del lei. Il lei me lo aspetto dai servitori, non dai nobili dei possedimenti sotto il mio. Credo che sia ben meglio creare un rapporto di fiducia. In ogni caso, io sto bene, nulla di particolare salvo un po’ di dolore alla vecchia ferita.» Rispose, girandosi e mostrando una larga cicatrice sulla schiena.«Ne sono dolente, mio lord.» Rispose Tauros.Vigoroth sospirò «Beh, evidentemente non riuscirò a farmi dare del tu neanche oggi. Ma dimmi, perché mi hai chiesto un incontro e hai chiesto anche all’altro Barone di venire? So che voi due siete ai ferri corti da parecchio tempo.»«Esagerazioni, milord. Comunque, se vuole sapere il perché, credo dovrà chiederlo al mio amico qui. Le presento Zangoose. Forse lei lo conosce come “l’Investigatore dell’Ignoto” o con un altro degli affascinanti soprannomi datigli in questi anni.»Il Vigoroth guardò lo Zangoose, osservandolo attentamente per la prima volta «Intendo quel famoso cacciatore di banditi? Quello che si dice abbia sgominato gruppi criminali un po’ ovunque a Pokémos? Avevo sentito che era stato ucciso da una banda criminale anni fa.»«Ammetto di aver avuto parecchi problemi milord, ma non sono ancora morto.» Rispose Zangoose con un inchino.«Bene, bene, è un piacere in tal caso conoscere personalmente il famoso Esploratore del Crimine. O com’era l’altro soprannome… il Protettore… della Legge?»«dell’Ordine. Un’esagerazione, mi creda.» Replicò Zangoose, agitando la mano, imbarazzato. Quel soprannome non gli era mai andato a genio, lo faceva sembrare troppo importante.«Esatto, quello. Beh, cosa posso fare per te?»«Se non le dispiace, milord, preferirei parlarne quando anche il Barone di Green Town sarà qui.»«Oh, ma il Barone…»«Io sono già qui, Zangoose.» Rispose una voce alle sue spalle. Zangoose si girò, e si trovò davanti Bibarel. E accanto a lui, c’era sua figlia.«Ciao, Zangoose.» Disse Lopunny.
 

Darken

Passante
Sono sicuro che Lopunny abbia dei trascorsi con Zangoose :P
Yep, ce li ha eccome

CAPITOLO 180: LOPUNNY

Normalia, Welle, 24/07/4783, circa le 15«Lopunny…» disse Zangoose, quasi mormorando «Tu…»«Zangoose, Baron Barel, Lady Lopunny» disse Tauros rivolgendosi ai presenti «Quello che abbiamo da discutere è molto importante. Sono certo che lo sia anche la situazione, ma…»«Tauros, questo incontro è estremamente importante per loro.» Rispose Barel, il Barone «Ho sentito diverse voci, ma credo possano aspettare. Lopunny, Zangoose, credo che sia giusto per voi uscire dalla stanza. Chiederei il contrario, ma siamo nella sala del trono.»Zangoose e Lopunny annuirono e si diressero verso l’uscita. Il primo si sentiva il cuore in gola. “Perché è qui? Perché Barel è il barone? Perché…?”Poi furono nel corridoio vuoto, con la porta della sala del trono chiusa alle loro spalle. Zangoose fissò Lopunny, e non poté far altro che restarne incantato come la prima volta che l’aveva vista. Ma vedendo il suo sguardo arrabbiato e triste, si sentì il petto stretto in una morsa.«E così» disse la pokémon, fissandolo «sei tornato.»«Io… sì.»«E hai pensato bene di non venirmi a trovare. La tua fidanzata. Che ti ha aspettato per tredici anni.»«Ecco, io…»«TU cosa?!» Chiese Lopunny, alzando il tono di voce all’improvviso «Cosa dovevi fare di così importante, eh?! Cosa era così importante da tenerti lontano da me così a lungo?! Tredici anni fa hai praticamente smesso di mandarmi lettere! Una all’anno, o due quando andava bene! Pensi che bastasse?! Come credi che abbia passato questi tredici anni?! Credi che io non fossi preoccupata per te?! Hai idea di cosa voglia dire andare a dormire ogni notte col terrore di sapere che colui che amo potrebbe morire in qualunque momento?!» Ormai stava cominciando a piangere «Non sapevo dov’eri, cosa stavi facendo e perché. Il tutto mentre troppi Pokémon venivano a chiedere la mia mano a mio padre solo per interesse. Io…»A quel punto, senza preavviso, Zangoose la strinse tra le braccia, in lacrime, spingendola contro il proprio petto «Mi dispiace. Mi dispiace. Mi dispiace. Ti amo, Lopunny, non volevo farti soffrire. Mi dispiace. Mi dispiace.»Per qualche minuto, nessuno dei due parlò. Si limitarono a restare lì, in lacrime. Poi, Lopunny alzò lo sguardo di nuovo.«Adesso cosa farai Zangoose? Dimmi che non te ne andrai di nuovo. Dimmi che questa volta resterai con me.»Zangoose rimase in silenzio ancora qualche istante, limitandosi a restare abbracciato a Lopunny, poi annuì «Devo solo viaggiare per Normalia, tra l’altro insieme al Barone, quindi sarò al sicuro. Prometto che non me ne andrò di nuovo, mai più.»Lopunny annuì «Ti credo, ma questa volta voglio venire con te. Non mi importa cosa dirai» disse prima che Zangoose potesse replicare «verrò con te in ogni caso.»Il pokémon dalla pelliccia bianca e blu fece per dire qualcosa, poi scosse la testa. In fondo, non c’era niente di pericoloso in questo. Di certo il Conte si sarebbe unito a loro, quindi lo stesso avrebbero fatto le sue guardie. Lopunny sarebbe stata al sicuro.Ancora per qualche momento Zangoose rimase lì, abbracciato a lei. Poi delicatamente si saperò «Adesso però devo andare. Ho parecchie cose di cui discutere con tuo padre e il Conte. Inoltre Tauros sarà impaziente. Nonostante tutto, certe volte è un po’ fissato.»«Mio padre dice sempre che qualunque cosa faccia, non si ferma finché non l’ha finita, il che è ammirevole. Sono certa che sia un bravo pokémon.»«Assolutamente. A proposito, come mai tuo padre adesso è Barone? L’ultima volta che ci siamo visti…»«Tredici anni cambiano tante cose. Il vecchio Barone è morto senza eredi, e come d’usanza hanno dovuto scegliere uno dei grossi proprietari terrieri della zona come successore. Dovevi vedere mio padre quando l’hanno eletto, era al settimo cielo.»«Capisco.» Rispose Zangoose annuendo «Adesso andiamo, il Conte, Tauros e tuo padre ci aspettano. Se stiamo via ancora a lungo…»Lopunny annuì, e anche se riluttante si stacco da Zangoose. Poi i due rientrarono nella stanza. Zangoose sorrise. Ora che Lopunny era di nuovo con lui, non c’era nulla che potesse fermarlo. Truepower, 25/07/4783, circa le 12Banette aprì gli occhi, guardando un soffitto di pietra. Gli ci volle poco per capire che si trovava in una cella. Se non fossero bastate le pareti spoglie, l’indizio decisivo erano le sbarre in pietra e ferro.Il suo primo pensiero fu quello di rendersi intangibile e passare attraverso le pareti. Sembrava un buon piano finché non andò a sbattere contro una lastra di pietra. Provò diverse volte, ma non riusciva nemmeno ad infilare del tutto la testa nel soffitto, e da un rapido esame si rese conto che le pareti e le sbarre erano dello stesso materiale.«Maledetta Pietrastante.» Borbottò. Quella pietra era l’unico materiale al mondo che poteva bloccare uno Spettro che si rendeva intangibile. Era praticamente certo che anche le Roccianime degli Spiritomb fossero dello stesso materiale, ma non gliel’aveva mai chiesto. Sapeva solo che uno Spettro non poteva attraversare quella pietra. Come del resto era quasi impossibile danneggiarla con delle mosse o Teletrasportarvisi attraverso. In parole povere, uscire dalla cella usando mosse o capacità fisiche da Spettro era impossibile.A quel punto decise di dare un’occhiata fuori dalla cella. Nel corridoio, in vari punti, c’erano almeno una decina di pokémon, di tipo Buio soprattutto. “Hanno proprio pensato ad ogni evenienza.” Borbottò. Ovviamente, si erano anche presi la Megapietra che teneva nascosta addosso. Non che gli servisse a molto, nella situazione attuale, ma sarebbe stato bello averla.“Vediamo di riassumere. Il Custode di Giratina, maledetto, mi ha spedito nel Mondo Distorto e li mi ha battuto approfittando del terreno che non conoscevo. E ora mi risveglio qui. Giratina, è davvero difficile fare due più due…” Rifletté. In quel momento, riconobbe un pokémon famigliare tra i presenti.«Buongiorno, Banette. Hai dormito parecchio.» Commentò Aegislash. Era posato alla parete e non pareva stare benissimo. Eppure, il suo occhio esprimeva trionfo.«E io che pensavo avessimo risolto le cose tra amici.» replicò Banette «Catturarmi è stato molto poco sportivo.»«Oh, mi dispiace di non aver seguito il codice contro i traditori. Se l’avessi fatto, saresti finito decapitato sul posto.»«Ah sì? E perché non l’hai fatto?»Aegislash sbuffò «Specchio, il Surskit, mi ha convinto che ci saresti servito di più vivo, e gli ho dato retta. In un certo senso, gli devi la vita.»«Me lo ricorderò. Lo ucciderò per ultimo.» Replicò Banette con un sorriso.«Come ho fatto a fidarmi di te?»«Oh, non è stato difficile, credimi.»Aegislash lo guardò con rabbia, poi si girò «In ogni caso, il Capitano mi ha dato il permesso di tenerti in custodia per tutto il tempo che riterrò necessario per strapparti le informazioni che vogliamo. E credimi, ritengo ci vorrà molto tempo.»«Sono terrorizzato.» Commentò Banette, sarcastico. “Divertiti pure, finché puoi. Vedremo quanto riderai quando conquisteremo la città.” Pensò, con rabbia. Appena lo avessero liberato, il Custode l’avrebbe pagata cara. Truepower, 24/07/4783, circa le 23Omastar sorrise mentre, nel buio della notte, i suoi cinquecento pokémon si avvicinavano alle mura di Truepower, al segnale, si divisero in cinque gruppi, muovendosi silenziosamente intorno alla città. Quella mattina, di buon’ora, il Tenente aveva visto le forze di Truepower lasciare la città, certamente dirette verso Jouletown, la cittadina che Kabutops e i suoi avevano messo d’assedio. Senza saperlo, si dirigevano verso la propria morte.“E ora, il prossimo passo.” Si disse. A un suo segnale, alcuni Pokémon presero a lanciare attacchi verso la cima delle mura. Non erano attacchi volti a danneggiare la parete, ma mosse come Frustata, adatte a permettere ai pokémon di scalare.Omastar stesso aprì la strada, per quanto avrebbe preferito usare l’altro metodo, ma era a metà strada, aggrappato per i tentacoli a tre diverse liane, quando si rese conto che qualcosa non andava.“Strano, sembra quasi che ci invitino ad entrare. Possibile che abbia portato con sé tutti i soldati?”Il fatto che Banette fosse stato catturato era un brutto colpo, d’altra parte, e poteva voler dire molte cose. Per esempio, che poteva aver parlato. No, era impossibile, lo conosceva abbastanza bene e sapeva che era un fedelissimo dell’Organizzazione. Si sarebbe fatto uccidere prima di rivelare qualcosa su di loro.“Come Giratina abbiano fatto a catturarlo, tra l’altro…” Si chiese. Il rapporto arrivato affermava che erano state scoperte due spie, e che Banette le aveva affrontate ed era sparito. Poi era stato confermato imprigionato a Truepower.Quanto alle spie, non c’erano notizie. “Dato che la nostra spia ci avrebbe riferito il loro ritorno se ne fosse venuta a conoscenza, dubito che siano tornati. Secondo il rapporto, a catturare Banette sono stati due soldati. Potrebbero essere gli stessi, ma dato che non abbiamo prove non posso buttar via settimane di pianificazione. Già ha fallito nella cosa più semplice del mondo, catturare gli infiltrati che abbiamo attirato ed estorcergli ogni informazione possibile come da programma, poi arriva persino a farsi catturare.”Immerso in quelle riflessioni era arrivato alla cima delle mura. Non gli restava altro da fare che aggrapparsi al muraglione e balzare dall’altro lato.“Se avessimo avuto pokémon Volante sarebbe stato più facile, ma sono tutti con Kabutops a Jouletown.” Rifletté mentre con uno sforzo, si sollevava oltre il muro. E atterrava su qualcosa di morbido.“Cosa…” Si chiese, poi sentì il terreno tremare sotto di sé. Fece un passo indietro, mentre un Quilava si sollevava. Il pokémon sorrise, poi un’Eruzione si sollevò verso il cielo.Un attimo dopo, dai boschi vicini, una carica di Pokémon partì contro gli assedianti. Non ci voleva un genio per rendersi conto che erano in minoranza numerica.“Ma che cosa…” Si chiese Omastar, poi realizzò. «Erano preparati!» Esclamò, stupefatto «Ma come… perché?!» Nel frattempo, altri Pokémon si erano raddrizzati sulle mura, ed altre fiammate, tuoni e luci avevano preso a volare verso il cielo. Evidentemente, anche gli altri assedianti erano stati scoperti.«A tutti i soldati, prepararsi al combattimento!» gridò dall’alto delle mura, mentre per un soffio schivava un Rotolamento del Quilava «Tutti quelli a terra difendano le liane, quelli a metà strada salgano e si preparino al combattimento! Quanto a te…» disse rivolgendosi al Quilava, di cui aveva nuovamente schivato il Rotolamento «Addio.» Disse. Un’Idropompa partì dalla sua bocca e scagliò l’avversario giù dalle mura, un volo che non avrebbe certo permesso a quello di sopravvivere.Nel frattempo, altre guardie erano sbucate intorno a lui, e vedere il pokémon precipitare in quel modo non le aveva messe di buon umore. Fortunatamente, lui aveva dalla propria parte un paio di membri dell’Organizzazione.«Difendete le fruste, non lasciate che le stacchino o le distruggano. Ricordate, se non li sconfiggiamo, saranno loro a distruggere noi!» Gridò. Accanto a lui, gli altri due (che nella fioca luce riconobbe come un Simipour e un Ariados) annuirono. Poi, la battaglia entrò nel vivo. Cacturne osservò le forze nemiche. C’erano circa cinquecento dei loro, divise in cinque gruppi da un centinaio. Più del previsto, ma lui aveva oltre il triplo delle loro truppe. Aveva inviato gli altri quattromila a combattere a Jouletown sotto il comando del Conte, che aveva detto di sentirsi più al sicuro con il grosso delle forze. Non gli era piaciuta l’idea in realtà, visti i precedenti del pokémon, ma poteva farci ben poco, solo sperare che il comandante delle truppe di Ampere City, che aveva inviato le forze per cogliere in contropiede la trappola del nemico, riuscisse a compensare alle capacità dell’altro. Il pensiero della loro discussione del giorno prima, quando l’altro aveva rifiutato categoricamente di lasciare il comando a qualcuno di più competente, lo faceva ancora ribollire di rabbia.Si concentro sulla battaglia. Come sperava, la lotta si era spostata sulle mura, dove il nemico aveva meno spazio di manovra. Inoltre, come sperava, la trappola scattata in cima alle mura, dove il nemico non si era reso conto della presenza delle guardie fino all’ultimo, aveva lasciato gli avversari spiazzati.Si mosse rapidamente intorno alle mura. Da ovest non c’era di che preoccuparsi, dato che su quel lato Truepower era incastonata nella montagna, che faceva da barriera naturale, cui si erano aggiunti i lavori svolti chissà quanto tempo prima per rendere le pareti pressoché impossibili da scalare. Quanto ai cinque attacchi, erano concentrati sui fianchi, ben lontani dalla porta principale. Esattamente come previsto.Osservò le varie liane, o qualunque cosa fossero i cavi usati per scalare le pareti. Uno di essi, in quell’istante, si staccò portando con sé un pezzo delle mura, che crollò sui nemici. Evidentemente, o il muro non era in buone condizioni o una mossa lo aveva spezzato. In ogni caso, non erano buone notizie per gli assedianti, che in quel punto ora erano divisi tra quelli in cima alle mura e quelli in fondo, dato che le altre liane si erano già staccate da tempo.Tuttavia, si rese conto che gli altri stavano resistendo. Era parecchio impressionante, specialmente in considerazione del fatto che erano da ogni parte un centinaio contro circa trecento.“Devo trovare il comandante. Sconfitto lui, dovrei riuscire a sconfiggere anche loro.” Pensò. Chiamò uno dei Pokémon Volante a sua disposizione, un Pelipper, e gli spiegò rapidamente la situazione.«Quindi signore devo cercare chiunque stia dando ordini al nemico e non attaccarlo bensì comunicarglielo, sbaglio?»«No, corretto. Dai ordine anche agli altri pokémon Volante che vedi. Chiunque sembri un comandante deve essermi subito segnalato.»«Certo signore.» Rispose il pokémon. Fece per prendere nuovamente il volo, ma un forte scoppio arrivò dalla cima delle mura, seguito dall’ombra di un pokémon che precipitava dal muraglione.«Credi di riuscire a portarmi lassù?» Chiese Cacturne.«Con piacere signore.» Rispose Pelipper, allargando le li e permettendo a Cacturne di posizionarglisi sulla schiena. Dopo un breve volo, il Pelipper atterrò sul muraglione, poco lontano dal punto dello scoppio. Cacturne lo ringraziò e gli ricordò la sua missione, poi si mise a correre sul bordo delle mura.Lo spettacolo che si trovò davanti nel punto dell’esplosione fu molto particolare: c’erano una decina di morti o feriti a terra, e sei o sette pokémon, che a giudicare dalla posizione erano membri dell’Organizzazione, intenti a lottare contro tre pokémon dell’Alleanza, evidentemente in difficoltà.“Come hanno…” Si chiese, poi vide l’aspetto di uno di loro.Era un Omastar, ma non come quelli normali. Il suo guscio aveva spuntoni d’acciaio simili alle corna di un Aggron, al posto dei piccoli spuntoni in pietra tipici della specie. I tentacoli erano più lunghi e di un colore diverso, più simili a quelli di un Tentacruel, e sulla punta avevano dei piccoli artigli, che gli ricordarono quelli di un Eelektross. Similarità accentuata dal fatto che il pokémon stava fluttuando.“Dannazione, è la stessa cosa di Roserade?” Si chiese, mentre una Velenpuntura sconfiggeva uno dei tre soldati dell’Alleanza rimasti. Un Manectric, prima di essere abbattuto da un Ariados, lanciò verso l’alto un Tuono, sperando probabilmente in nuovi aiuti. L’ultimo, un Machamp, era in evidente difficoltà contro otto nemici.Cacturne rifletté rapidamente. C’erano un Ariados e un Simipour, che parevano piuttosto affaticati. C’era l’Omastar. Una coppia di Toxicroak, che parevano anch’essi molto stanchi. Un Monferno che invece appariva piuttosto in forma. Un Mewostick maschio, intento a erigere uno Schermoluce per indebolire il Focalcolpo che il Machamp stava scagliando. Un Galvantula, che lanciò un Elettrotela verso l’avversario.“Ok, vediamo cosa riesco a fare.” Si disse. Poi si lanciò in avanti.Arrivò addosso al Meowstick senza che quello se ne rendesse conto, scagliandoli contro uno sciame di Missilspilli che lo scagliarono via. Questo ovviamente attirò l’attenzione dei Pokémon vicini. Il Simipour fu il primo a girarsi, solo per ritrovarsi un Pugnospine piantato in faccia, finendo scagliato via. Ariados gli si lanciò addosso con un Coleomorso, ma lo Sbigoattacco di Cacturne lo colpì prima che riuscisse ad andare a segno spedendolo giù dalle mura.A quel punto, i presenti erano tutti concentrati su Cacturne. Il Machamp ne approfittò, colpendo uno dei Toxicroak con un Incrocolpo che lo fece crollare, ma un secondo dopo l’altro rispose con Nemesi, centrando Machamp al petto e abbattendolo.Cacturne analizzò la situazione. Si abbassò evitando per un pelo l’Elettrotela di Galvantula, ma ce n’erano altre già sparse in giro per lo stesso passaggio sul muro. Il Toxicroak si lanciò su di lui, ma con un Pugnospine riuscì a farlo arretrare. Fece appena in tempo a scartare di lato quando un Ruotafuoco e un Tuono passarono per il punto in cui si trovava un secondo prima. Il Ruotafuoco era di Monferno, il Tuono, si rese conto, era stato scagliato dall’Omastar.“Male, male…” Pensò, guardando i pokémon rimasti. Aveva sperato e pianificato di sconfiggerne il più possibile, ma così la situazione non era per nulla buona, visto che solo in quattro erano crollati.Fu in quel momento che, per fortuna, giunsero in suo soccorso altri pokémon. Il segnale lanciato prima dal Manectric doveva aver avuto successo, perché uno Staraptor piombò dall’alto, mentre due volti famigliari lo raggiungevano. Gurdurr e Dustox stavano avanzando rapidamente.Lo Staraptor piombò a sorpresa sul Monferno con un Baldeali, sconfiggendolo immediatamente, per poi risalire un secondo prima che un Fulmine lanciato dall’Omastar riuscisse a raggiungerlo. Si scagliò sul Toxicroak, ma qui ebbe meno fortuna, perché un Geloraggio lo colpì in pieno, costringendolo ad arretrare, essendo gravemente danneggiato sia dalla mossa che dal contraccolpo dei due attacchi.Cacturne sorrise, ma un attimo dopo vide un Seviper salire lungo le liane e atterrare accanto agli altri membri dell’Organizzazione.«Taglia le liane!» Gridò allo Staraptor, che annuì e si lanciò verso il basso con un Aeroassalto. Una delle liane cedette con un sonoro schiocco, e Staraptor risalì per tagliarne un’altra, quando un Fulmine gli passò accanto costringendolo ad arretrare.Nel frattempo, Dustox raggiunse i pokémon e scagliò una serie di Tossine. Il Galvantula, colpito, cercò di scuotersi, ma il veleno stava già cominciando a fare effetto. Non potendo rivolgersi alla Dustox, si voltò verso Cacturne e si preparò a sparare un Segnoraggio, quando un Centripugno di Gurdurr lo colpì in pieno al fianco, facendolo rotolare via. Rimbalzò due volte sul muraglione prima di riuscire a mettersi in piedi, e caricò un nuovo Segnoraggio… che Cacturne prevenne prontamente con uno Sbigoattacco, seguito da un Pugnospine. I colpi si rivelarono troppi per il Galvantula, che crollò. Dopo aver rivolto un cenno del capo a Gurdurr, Cacturne si girò, appena in tempo per evitare il Velenocoda del Seviper.Dustox, intanto, stava avendo a che fare con l’Omastar, insieme a Staraptor. Per qualche motivo, le varie Tossine che aveva scagliato erano atterrate sul guscio dell’avversario senza causargli alcun problema. La Zuffa di Staraptor si era rivelato un colpo eccellente, ma aveva considerevolmente indebolito il Pokèmon, che peraltro non poteva rischiare troppo. In quel momento, Staraptor fece per lanciarsi in un nuovo Aeroassalto, e una delle liane si spezzò, ma con orrore Dustox vide un Fulmine centrarlo alla schiena e il pokémon precipitare verso il basso, dove atterrò con un rumorso tonfo.Stava per rispondere quando un Seviper le passò accanto, precipitando verso il basso. Sorrise nel veder avvicinarsi Gurdurr e Cacturne.Cacturne le sorrise di rimando, poi i tre circondarono l’Omastar. “E adesso, occupiamoci di lui.” Pensò il Capitano, preparandosi allo scontro.
 

Darken

Passante
Nuovo record assoluto per tempo impiegato a far uscire un capitolo, wow. Chiedo scusa a tutti per la lunga attesa.

CAPITOLO 181: ASSEDI

Jouletown, 25/07/4783, circa le 00Grumpig borbottò a denti stretti, osservando l’accampamento nemico dal nascondiglio tra le fronde. Il Capitano aveva mandato lui e Surskit via da Truepower come scorta per il Conte insieme al resto della forza d’attacco, il che voleva dire essenzialmente che doveva prendersi cura del panzone e assicurarsi che non rovinasse il piano. E non era stato piacevole. Il Conte si era lamentato continuamente del viaggio, della battaglia che lo attendeva e di qualunque altra cosa non andasse come voleva lui. Grumpig era stato diverse volte sul punto di chiedergli perché allora non fosse rimasto al castello, ma sapeva benissimo che la risposta sarebbe stata un qualche discorso sull’onore. In realtà, il motivo era molto semplice: il Dedenne voleva rimediare agli occhi del Re per il disastro di Joulechester guidando una battaglia vittoriosa.Tornando indietro, vide un movimento tra gli alberi, e un Pikipek sparire tra le fronde. Lanciò uno Psichico, ma il pokémon Volante era già sparito tra le fronde, fuori dal suo raggio d’azione.“Bene, ci hanno trovati.” Si disse, sorridendo. Se era quello il caso, allora forse il piano stava andando come da programma. Gli altri erano già in posizione. Mancava solo l’ultimo passo…«Siamo certi che attaccare ora sia sicuro?» Chiese il Conte, seduto su un’ampia sedia.«Certissimi, signore. Il piano del Capitano è completo, deve solo darci il permesso di metterlo in atto.»«Beh, fate allora. Mi raccomando solo che vinciate questa battaglia.»«Certo, signore.» Rispose Grumpig, facendo del proprio meglio per controllarsi e non lanciare contro il Conte una sequela di insulti. Si limitò a inchinarsi e cominciare a radunare le truppe.«Tu!» Disse a un Decidueye «Sei quel Tenente di Spettria di cui mi hanno parlato, quello che chiamano “Il Principe delle Ombre”?»«Sì, signore.» Rispose il pokémon. Diversi dei presenti fissarono il Decidueye con stupore. Il Principe delle Ombre si era fatto un nome di recente, e per questo era molto rispettato. E Grumpig lo sapeva bene.«Ti affido il comando del fianco destro. Se avrai successo, metterò una buona parola con il Capitano. Potrebbe persino di prenderti nella sua squadra d’elite.»Il Decidueye strabuzzò gli occhi e annuì. Sapevano tutti perfettamente quanto fosse arduo entrare in una delle squadra d’infiltrazione, e quella di Cacturne era considerata la migliore. I suoi membri erano sempre tenuti in altissima considerazione, almeno nell’esercito della Coalizione. La sola ipotesi di entrarvi sarebbe stata per chiunque un onore.«Per quanto riguarda il fianco sinistro… Ecco, mi hanno detto che dovrebbe esserci un comandante delle forze supersititi di Joulechester, il signor Togede… Togemed… Tomedeg…»«Togedemedegumadegaru, signore.» Disse il pokémon, un Togedemaru, facendosi avanti. Grumpig fece di tutto per non ridere pensando a quanto il pokémon e Lord Dennen si assomigliassoro, ma ci mancò molto poco. Comunque, riuscì a darsi un tono.«Per brevità se non ti spiace ti invierò eventuali ordini come Togede.»«No signore, si figuri, lo fanno sempre.» Rispose il pokémon, annuendo.«Molto bene. Signori, preparatevi alla battaglia. E un ultimo augurio di buona fortuna a tutti voi.» Rispose Grumpig con un sorriso. I presenti annuirono, e si posizionarono al comando delle rispettive squadre. Poi, dopo poco tempo, Grumpig lanciò il segnale. E i pokémon caricarono fuori dal bosco verso l’accampamento nemico. Truepower, 25/07/4783, circa le 00Cacturne si piegò, schivando per un pelo un Geloraggio, poi si lanciò in avanti colpendo con una Finta, che si infranse contro il guscio dell’avversario senza fare praticamente danni. Un tentacolo cercò di colpirlo con Velenpuntura, ma all’ultimo cambiò bersaglio e mirò a Gurdurr, che stava caricando un Centripugno, costringendolo a spostare la barra per difendersi, rompendone così la concentrazione. Cacturne allora mirò con un Pugnospine al volto, ma l’Omastar mosse nuovamente il guscio e fece andare a sbattere il pokémon contro le sue spine. Cacturne arretrò, dolorante.“Spineferrate, Levitazione, mosse Veleno, Ghiaccio, Acqua, Elettro… Un bel set davvero. Ma se riusciamo a batterlo, forse ho delle speranze con Roserade la prossima volta.” Pensò piegandosi di lato mentre con suo stupore un Lanciafiamme gli arrivava a un centimetro dal volto “E Fuoco. Proprio quello che ci voleva.”Dustox scagliò un Ventargenteo, ma il pokémon non lo sentì nemmeno, limitandosi a girarsi per lanciare un Fulmine che la pokémon schivò piegandosi all’indietro, e riprendendo l’assetto di volo subito dopo.«Dustox, continua a disturbarlo. Gurdurr, carica il Centripugno, a ogni costo! Sembra particolarmente preoccupato per quell’attacco, quindi vedo di portarlo a termine! Ai suoi attacchi ci penso io!» Gridò. Si guardò intorno un momento mentre schivava il Geloraggio successivo, ma non sembrava stesse arrivando nessuno. Il che voleva dire o che c’erano altre battaglie in corso sulla muraglia, o che tutti i difensori sulla muraglia erano scesi per dare man forte agli alleati…“O che abbiamo perso il controllo delle mura.” Pensò con un brivido mentre bloccava con una Finta un Velenpuntura, pur sentendo un lieve danno. Rispose con un Missilspillo, una decina di spine che si staccarono lanciate verso l’avversario, ma il guscio le bloccò.“Finta è servita a poco, Missilspillo e Pugnospine peggio che andar di notte. Restava solo Sbigoattacco. Si lanciò contro Omastar, e quando un Geloraggio stava per volargli contro colpì con Sbigoattacco, costringendo l’avversario ad arretrare.Poi, vide un movimento alle proprie spalle, e sorrise, colpì con Finta, attirando l’attenzione di Omastar, disturbato sull’altro lato da una Confusione… e un Centripugno si schiantò in pieno sul fianco del pokémon, che fu lanciato via. Questa volta, era danneggiato.“Le spine sono d’acciaio, questo è sicuro. Il che vuol dire che lui è di tipo Acciaio.” Sorrise il Capitano, lanciandosi contro l’Omastar con un Pugnospine diretto al volto. Questa volta, il colpo connetté, lanciando l’Omastar ancora indietro. “Ma non del tutto. Altrimenti, questo colpo non avrebbe sortito un tale effetto. Che diavolo sono questi cosi?”Cacturne si girò verso Dustox, e si rese conto che la Pokémon era intenta a respingere due o tre pokémon dell’Organizzazione, non ne era certo per colpa del buio, intenti a scalare l’ultima liana che né Staraptor né altri pokémon erano riusciti a tagliare.«Gurdurr, dalle una mano! A lui ci penso io!» Gridò Cacturne, e il grosso pokémon Lotta annuì. Ad essere onesto, Cacturne non era certo di poter davvero occuparsi dell’altro, anche se indebolito, da solo, ma le mosse di Gurdurr non erano adatte a un avversario del genere senza supporto. In ogni caso, non c’era molto che potesse fare, pensò lanciandosi all’attacco, colpendo con uno Sbigoattacco l’avversario al volto. Come sperava, stava diventando lento e stanco.“Forse, ce la posso fare.” Pensò, procedendo con un Pugnospine, che centrò l’altro al volto. Poi le spine del guscio si staccarono, sostituite da nuove mentre lo Sparalance volava verso Cacturne, che fu scagliato via, rimbalzando sul parapetto, e ritrovandosi in una situazione estremamente precaria, con la testa e le spalle sporte fuori sopra la battaglia che infuriava in basso.«Beh, è stato divertente.» Commentò Omastar, con un sorriso sinistro, mentre Cacturne sentiva due tentacoli afferrarlo per le braccia e sollevarlo. «Ma evitiamo di rifarlo.» Concluse, e spinse Cacturne verso l’abisso. Il pokémon arretrò, cercò di riprendere l’equilibrio, ma non trovò nulla a cui afferrarsi. Con orrore, si rese conto di star cadendo all’indietro. Vide il sorriso di Omastar, poi stava precipitando in caduta libera. Con le sue ultime forze, ruotò e scagliò un Missilspillo contro il parapetto. Con soddisfazione, sentì il grido di Omastar, colto di sorpresa. Poi, impattò contro qualcosa, e tutto divenne nero. Jouletown, 25/07/4783, circa le 01Come previsto, le forze nemiche erano pronte al loro arrivo. E come previsto grazie alle informazioni che Surskit stesso aveva raccolto, una seconda forza emerse dal bosco, soldati dell’Organizzazione.Quello che l’Organizzazione non aveva previsto, pensò Surskit con un sorriso, era l’arrivo di un altro esercito, questa volta da ovest. La missiva inviata da Truepower aveva trovato come previsto le forze di pattuglia di Ampere City, che si erano organizzate ed avevano marciato a sud. Come da programma, erano arrivate giusto in tempo per unirsi alla battaglia.Tutto questo Surskit l’aveva osservato nelle retrovie, cosa che non lo rendeva del tutto felice. Non che gli piacesse combattere, ma gli dispiaceva non poter aiutare i suoi compagni. E poi era certo che perfino un combattimento pericoloso come quello sarebbe stato meglio che restare a fare da guardia al Conte, in quel momento seduto accanto a lui sopra un basso trono da viaggio, intento a sorseggiare avidamente un Succo di Bacca.«Allora, Surskit» chiese in quel momento il pokémon, osservando la battaglia «chi pensi che vincerà questa battaglia?»«Beh, i nostri credo. Abbiamo i rinforzi da Ampere City, che il nemico non si aspettava, e…» disse, interrompendosi mentre le porte della cittadina di Jouletown si aprivano e i difensori sciamavano fuori, per poi richiudersi alle loro spalle. Attese un momento e riprese «E ora abbiamo anche loro. Non sono molti, ma il nemico è in una grossa inferiorità numerica.»«Ottimo, ottimo. Se lo dice un membro della squadra Cacturne, dev’essere vero. Sai, nonostante i miei alti natali facciano pensare altrimenti, gradisco molto le storie di voi… popolani.» Disse quello, e Surskit si sentì innervosito da quella pausa in cui il pokémon aveva evidentemente cercato la parola meno offensiva a cui riusciva a pensare.Nel frattempo, il Dedenne proseguì, dopo essersi fatto versare da un’altra delle sue guardie un Succo di Bacca nuovo «E devo dire che le vostre sono molto avvincenti. Certe imprese di solito sono appannaggio della nobiltà, ma mi fa piacere sapere che anche tra… voi ci sono molti pronti a compierle.»A quel punto, i nervi di Surskit stavano venendo messi a dura prova, visto che a dirgli certe cose era un grassone che probabilmente non aveva mai combattuto nella sua intera esistenza. Ci riuscì però, sospirando. Poi rispose. «Ad essere onesti, vostra signoria, sono nuovo della squadra, ma posso dirle che sono tutti elementi altamente qualificati.»«L’ho sentito.» Rispose il Conte. Per qualche tempo, nessuno dei due parlò, Surskit troppo interessato alla battaglia, il Conte che pareva intento a riflettere su qualcosa mentre beveva l’ennesimo Succo di Bacca. Surskit era piuttosto sicuro che una simile quantità non avrebbe mai fatto bene a qualcuno, ma preferì non dire niente. Ritornando a osservare la battaglia, si rese conto che la situazione stava cambiando. Il nemico era in svantaggio, ma non stava cedendo come previsto. Anzi, si rese conto che il fianco sinistro stava arretrando vistosamente.«Ma che cosa…» si chiese, poi vide una freccia, probabilmente una qualche mossa che non conosceva scagliata verso il cielo. Sapeva benissimo cosa significava, era il segnale d’aiuto stabilito, una mossa scagliata verso l’alto, ben visibile.«Che succede?» Chiese il Dedenne, che l’aveva vista a propria volta.«Pare ci siano problemi sul fianco sinistro, signore.»«Uhm, non mi pare una buona cosa. Potresti andare a controllare di che si tratta? Ci terrei ad essere informato.»“Per raccontare la battaglia nei dettagli e farla passare per una tua vittoria?” Si chiese Surskit, ma preferì stare zitto. «Mi spiace signore ma non mi è permesso. Sono incaricato di restare al suo fianco ora e per il resto della battaglia. Però sono certo che presto o tardi arriverà un messaggero.»«Non temere, sono ben difeso. Desidero essere informato di ciò che sta succedendo ora. Quindi, ti ordino di dirmi informarmi subito su cosa sta succedendo.»Surskit sospirò, rassegnato. Non poteva certo disobbedire a un ordine di un superiore, anche se era quel superiore. Perciò annuì e si diresse verso il fianco sinistro.Ci volle parecchio per farsi strada attraverso le retrovie, nel centro e fino al punto da cui era partito il segnale. Ma arrivato qui, osservò stupito i Pokémon che stavano combattendo.Da una parte c’era un Decidueye, quello che era al comando del fianco. Accanto a lui c’erano alcuni altri pokémon, ma stavano rapidamente venendo sconfitti da un… da quello che Surskit pensò dovesse essere un Kabutops, anche se non ne era certo.Il corpo era effettivamente quello di un Kabutops, come la testa, su cui però era presente quella che sembrava la spina di uno Sharpedo, anche se Surskit era certo quella avrebbe dovuto al massimo trovarsi sulla schiena. Su cui invece si trovavano un paio di ali rosse, quelle di un Charizard indubbiamente, anche se il pokémon non le stava usando per volare. Le sue falci erano invece più larghe, come quelle di uno Schyter.In quel momento, un Nottesferza colpì in pieno uno sfortunato Pachirisu, che fu lanciato via, gravemente ferito, o peggio.Surskit si avvicinò al Decidueye, che stava facendo segno ai soldati di arretrare.«Mi manda il Conte, che succede?!» Chiese, anche se riteneva di conoscere fin troppo bene la risposta.«Vorrei saperlo io. Mi avevano parlato di strani Pokémon nell’Organizzazione, ma qui si esagera. Giù!» Gridò appena in tempo. I pokémon presenti si abbassarono schivando un’Ondacalda che passò sopra le loro teste. La foglia sulla cima del cappuccio di Decidueye stava fumando. Il pokémon scagliò un Foglielama, poi proseguì a parlare, mentre l’avversario attaccava intorno a sé. «All’inizio andava tutto bene. Come previsto abbiamo sfondato facilmente il loro fianco, e siamo avanzati in avanti. Poi è saltato fuori quel… coso. Tra morti e feriti gravi siamo in seria difficoltà.»«E i rinforzi?»«Questo è il punto, i rinforzi non arrivano. Sono bloccati sull’altro fianco.» Rispose il pokémon, mentre lui e Surskit schivavano un’Idropompa. Un Muk li vicino non fu altrettanto fortunato e volò parecchi metri lontano.«Ma perché non ci salta addosso? Ci si aspetterebbe che quelle lame siano la sua arma migliore, ma l’ho visto usarle una volta sola.»«Perché sono riuscito a cucirlo, anche se c’è voluto parecchio.» Rispose il Decidueye mentre schivava un Lanciafiamme, indicando un punto a terra. Con stupore, Surskit si rese conto che erano freccie piantate direttamente nell’ombra del Kabutops «Se solo riuscissimo a sconfiggerlo, sono certo che vinceremmo. Ma abbiamo bisogno di rinforzi!»«Andrò ad avvisare il Conte… anzi, Grumpig, chi se ne importa del Conte. Voi resistete!» Rispose Surskit, allontanandosi.«Come se avessimo scelta…» Rispose Decidueye, girandosi verso il Kabutops e scagliando una nuova Cucitura d’Ombra.Surskit corse attraverso le linee, puntando verso il centro e schivando un’infinità di attacchi vaganti. Attraversò un punto in cui c’era stato evidentemente uno scontro tra numerosi pokémon Acqua, con il terreno fradicio. E subito dopo si ritrovò sotto un sole cocente in piena notte, da cui fece del suo meglio per uscire il più in fretta possibile. E finalmente raggiunse il centro, dove trovò Grumpig intento a gridare ordini. Accanto a lui si ergeva un Electabuzz piuttosto imponente.«Grumpig!» Gridò.«Surskit? Che Giratina ci fai qui? Ti avevo affidato la difesa del Conte!»«Ordini suoi, ho dovuto farlo. Piuttosto, il capitano del fianco sinistro ha bisogno d’aiuto. C’è uno di quei pokémon modificati!» Disse, cambiando discorso.«Cosa?! Non ho visto nessun segnale!»«Noi sì, è il motivo per cui mi ha mandato il Conte.»«Dannazione… Mio Principe, le dispiacerebbe portare parte dei suoi uomini da quella parte? Abbiamo già affrontato un pokémon del genere, e posso assicurarle che non si tratta affatto di un nemico facile.»«Nessun problema.» Rispose l’Electabuzz, a un suo segnale, una cinquantina di suoi soldati, tutti tipi Elettro, lo seguirono marciando svelti verso il fianco opposto.«E quello era un sessantesimo dell’S.T…» Commentò Grumpig, scuotendo la testa, per poi rivolgersi a Surskit «Torna dal Conte, rapido! Digli che è tutto sotto controllo.»Surskit annuì, dirigendosi verso le retrovie. Eppure, non riusciva a non pensare che qualcosa non andasse in quella battaglia. Toxic Zone, 25/07/4783, circa le 02«Siamo tutti pronti?» Chiese Roserade. C’era voluto parecchio tempo, ma ne era valsa la pena. Il suo piano era semplice, ma intelligente. Approfittando del fatto che la difesa della capitale di Velenia non era stretta, aveva fatto dividere tutti i suoi soldati in piccoli gruppi di pochi membri e li aveva fatti entrare poco alla volta dalle varie parti della città nel corso dell’intera giornata. Così facendo, si era assicurata che le mura esterne, l’ostacolo principale per un piccolo numero di assedianti, fossero occupate senza che il nemico neanche se ne rendesse conto.«Sì, ci siamo tutti.» Rispose Scolipede, che aveva appena terminato di contare tutti i soldati presenti. Si trovavano in una base sotto la città, che era stata preparata tempo prima. Per Roserade quel posto lasciava molti ricordi. In ogni caso, si impose di non farsi prendere da alcuna nostalgia.«Bene, ascoltate. Toxic Zone è divisa in due parti. Noi ora ci troviamo nella città bassa, all’interno delle mura interne. Il nostro obbiettivo è il castello reale, che si trova al centro della città alta, oltre la seconda cerchia muraria. Tuttavia, prima di tutto dobbiamo impedire l’ingresso di rinforzi. Di conseguenza ci divideremo in due gruppi. Amoongoos, tu dividerai i tuoi tra quattro gruppi e vi occuperete di prendere il controllo delle porte della città. Scolipede, io e te ci occuperemo del castello. Ricordate gli ordini. Sconfiggete chi combatte, ma non gettatevi in scontri inutili. Siamo troppo pochi per una battaglia del genere. Entriamo, prendiamo il palazzo, dimostriamo ai nobili che il Re non è in grado di fermarci, e ce ne andiamo.»«Possiamo saccheggiare un po’?» Chiese una voce tra i soldati.«Dipende, vuoi tornare alla base vivo o morto?» Rispose Roserade, cercando il colpevole tra la folla e individuando un Salandit.«Ritiro la domanda.» Rispose quello.Poco dopo, le quattro squadre di Amoongoos uscirono, con qualche minuto di distanza l’una dall’altra per attirare meno attenzione possibile.Nel frattempo, Scolipede si avvicinò a Roserade «E riguardo… quella questione?»«Non fasciamoci la testa prima di essercela rotta. Non siamo sicuri che siano qui.»«Ma se ci fossero…»«Me ne occuperò io.» Rispose Roserade. Per un solo momento, un sorriso da far accaponare la pelle le comparve sul volto.
 
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CAPITOLO 182: LO SCUDO E LA LANCIA

Toxic Zone, Porta del Castello, 25/07/4783, circa le 03Le squadre di Roserade e Scolipede si mossero come da programma, percorrendo i vicoli e le strade più strette della città cercando di non attrarre l’attenzione. Non incrociarono nessuno salvo due guardie catturate e messe fuori combattimento prima che potessero dare l’allarme. Ma come Roserade pensava arrivati alle porte della città interna le trovarono sbarrate. A un suo segnale, una decina di Crobat si sollevarono in volo, scomparendo sopra le mura. Si udirono suoni attenuati dalla distanza, chiaramente un breve combattimento, poi la porta si aprì.“Ho fatto bene a portare con me quei dieci.” Pensò Roserade. L’alternativa era trasformarsi e sconfiggere le guardie di persona. Era più sicuro, in effetti, ma la pokémon non se la sentiva di combattere se non fosse stato necessario.In silenzio, avantaggiandosi del buio che circondava il grande portone, i membri dell’Organizzazione presero a entrare, prima lentamente, poi sempre più in fretta. Alla fine, Scolipede chiuse il gruppo e il portone con un’energica spinta.«Ottimo, ora la fase due del piano.» Disse Roserade, e Scolipede annuì. La maggior parte dei pokémon dell’Organizzazione si sparsero nella zona, muovendosi con circospezione. Il piano era semplice: mentre Roserade, Scolipede e pochi altri entravano nel castello, la maggior parte dei membri dell’Organizzazione prendeva il controllo delle quattro porte della cittadella interna.Insieme a Roserade rimasero solo Scolipede e i nove che aveva scelto per venire con lei: uno dei Crobat, una Salazzle, un Seviper, una Nidoqueen, un Toxicroak, due Ariados e due Victreebel. Vedere questi ultimi le faceva venire sempre in mente un brutto ricordo, ma almeno non erano altri Roserade. “Quello sarebbe anche peggio.” Pensò, mentre a un suo segnale si lanciavano verso la porta.Come da programma, c’erano guardie davanti all’ingresso della fortezza, che li riconobbero all’istante come nemici. D’altronde, Roserade sapeva già che gli era andata fin troppo bene arrivando fin lì. Da quel momento era tutta un questione di forza bruta.Nidoqueen si piazzò davanti a Roserade a caricò con un’Incornata. Il primo dei due pokémon di guardia era pronto e si scansò di lato, ma il secondo non fu altrettanto fortunato. Il Dustox fu sbattuto contro la porta, che cedette con un sonoro schianto alla carica della Pokémon.Roserade sorrise. Quanto a forza bruta, Nidoqueen era la migliore tra i suoi soldati, e sfondare un portone di quelle dimensioni non sarebbe mai stato un problema per lei. L’altro pokémon, un Vileplume, lanciò un lungo grido d’allarme, prima che Toxicroak piombasse su di lui con una Velenpuntura.A quel punto, Roserade e i suoi stavano però già avanzando lungo il corridoio d’ingresso. Sopra di loro Roserade udì il fruscio di una grata che si apriva e si scansò di lato appena in tempo: una pioggia di veleno crollò dal soffitto, centrando in pieno uno degli Ariados, che strillò di dolore: evidentemente, anche tra le guardie c’erano dei Salazzle, o almeno avevano grosse quantità del loro veleno.Ormai l’allarme si era diffuso in tutta la reggia, evidentemente, e la porta successiva che Roserade e i suoi si trovarono davanti era sbarrata con una grata di acciaio. La carica di Nidoqueen non riuscì a sfondarla, piegandola appena.Roserade annuì e Salazzle si fece avanti al gesto. Aprì la bocca, e un torrente di Tossina si riversò contro la grata, corrodendola. Dopo aver atteso un attimo che il veleno altamente volatile dei Salazzle si disperdesse, Nidorina si lanciò in avanti e abbatté la porta dietro di essa… precipitando dritta tra le braccia di una decina di soldati pronti a colpire. Ma prima che questi si riprendessero dalla sorpresa, Crobat, Toxicroak, Seviper e i Victreebel furono su di loro, lanciandosi all’attacco.Nello scontro successivo, uno dei Victreebel e Toxicroak crollarono, ma in compenso riuscirono a liberare il passaggio. Roserade sorrise mentre la carica di Nidoqueen sfondava il portone successivo, che gli ultimi difensori si erano appena richiusi faticosamente alle spalle. Fino a quel momento come preventivato, nonostante avessero perso alcuni dei loro erano riusciti a superare ogni ostacolo senza che lei dovesse combattere. Ma sapeva anche che era troppo presto per cantare vittoria.Secondo la mappa che avevano del palazzo reale, che Roserade aveva trascorso il giorno precedente a studiare, il corridoio si apriva su una larga sala, da cui poi si poteva passare alla sala del trono. La pokémon era certa che il resto delle guardie del castello li avrebbero attesi lì. Anche il fatto che alcuni di loro continuassero a chiudere le porte o a lanciargli addosso dalle grate sul soffitto veleno o altre mosse era probabilmente solo un tentativo di rallentarli e permettere al grosso delle forze di organizzarsi.Roserade si scansò di lato, schivando un Fulmine piovuto dall’alto, lanciato da uno dei soldati nemici, poi Nidoqueen sfondò l’ennesima porta. La pokémon, riconobbe Roserade, cominciava però a dare segni di stanchezza. Essendo davanti a tutti era stato inevitabile che alcuni attacchi la centrassero, senza contare che aveva continuato a caricare tutte le porte. Per fortuna, la successiva era chiaramente diversa dalle altre. Intanto perché era fatta di ferro, e poi perché oltre ad essere molte volte più grande era riccamente intarsiata. Sicuramente dietro c’era la sala segnata sulla planimetria.Salazzle si fece avanti, ma Roserade scosse la testa. «Troppo grande» disse «Ci metteresti troppo tempo.»Poi si fece avanti, mutando forma, e allungò il braccio. Davanti a esso si formò una grande sfera di fuoco, che quando fu scagliata si tramutò in un Fuocobomba enorme, il più grande che la maggior parte dei presenti avesse mai visto. Con un’esplosione, il portone fu divelto dai cardini, e si schiantò sul lato opposto della grande sala a cui conduceva, investendo nella sua corsa diversi soldati nemici.Roserade avanzò, scuotendo la testa e facendo del proprio meglio per calmarsi, poi si guardò intorno. Erano rimasti nella sala, in piedi o intenti a rialzarsi, un centinaio di nemici, il che voleva dire che almeno per il momento i suoi tenevano le porte delle mura interne, altrimenti sarebbero stati molti di più. A quel punto, Roserade lanciò un comando, e i suoi si lanciarono all’attacco.Poteva sembrare una situazione disperata, inferiori numericamente com’erano, ma Roserade sorrise e si sollevò da terra. Poi, sorridendo selvaggiamente senza rendersene conto, cominciò a scagliare i suoi attacchi. Fuocobombe, Pantanobombe, Fangobombe esplosero ovunque, abbattendo nemici a decine. Ben presto, meno della metà dei nemici rimasero in piedi, arretrando terrorizzati davanti alla potenza di quegli attacchi.Il che non voleva dire che ai soldati al seguito di Roserade avessero avuto lo stesso successo. Il secondo Victreebel fu sconfitto da un Drapion, e Crobat abbattuto dal Tuono di uno Swalot. I pokémon restanti si chiusero a cerchio, preparandosi ad affrontare quelli rimasti.Roserade rialzò lo sguardo e si guardò intorno. Abbatte rapidamente due Crobat che cercarono di attaccarla, schivò il colpo di un Venomoth per poi sconfiggerlo, e scagliò un Fuocobomba verso un gruppo parecchio fitto di soldati, che sembravano incerti se caricare contro Scolipede, Salazzle, Seviper, Ariados e Nidoqueen o darsi alla fuga. Il dubbio comunque gli passò dopo che l’esplosione del Fuocobomba ne scagliò via diversi, facendo intanto crollare l’ennesima parete. I pokémon rimanenti presero a darsi alla fuga.“Troppo facile.” Pensò Roserade, stupefatta. Poi sentì un ronzio appena percettibile alle sue spalle e si scansò di lato. Un attimo dopo, nel punto dove si trovava appena prima, passò un MegaBeedrill, il Pungiglione teso in avanti.Roserade scagliò una Pantanobomba, ma il pokémon la schivò scansandosi di lato, e caricò con un secondo Pungiglione. Roserade lanciò un Fuocobomba, ma il Coleottero lo schivò di nuovo.“Questo non è come gli altri.” Pensò Roserade. Solo in quel momento, schivando stavolta una Velenpuntura lanciata con l’ago sulla gamba sinistra, si rese conto che il pokémon portava avvolta intorno al petto una larga fascia bianca.“No…” Pensò, lanciando un Fuocobomba a distanza ravvicinata, che quello parò con una Protezione, creando uno scudo di energia dalla punta della zampa anteriore destra.«In qualità di Lancia, il più abile soldato d’attacco del regno, vi dichiaro in arresto.» Disse il MegaBeedrill in quel momento, allontanandosi dalla Roserade «Arrendetevi seduta stante e vi sarà risparmiata la vita.»«Spiacente, ma non è tra i miei piani.» Rispose Roserade.«Un vero peccato, ma la resistenza mi autorizza a condannarti a morte. L’accusa è di assalto al palazzo reale, ed essendo tu una pokémon di Velenia anche tradimento. Come ti dichiari?»«Colpevole. Ma non credo che la sentenza sarà eseguibile.» Disse Roserade lanciandosi all’attacco e puntando la propria rosa sinistra dritta al volto del Beedrill, per poi scagliare una nuova Fuocobomba, generando un’esplosione.Sorrise, ma un momento dopo si rese conto che Beedrill non era più davanti a lei, ma sotto. Con un rapido movimento, il pokémon si era abbassato, e ora era all’interno della sua guardia. Le Velenpunture successive trafisse in rapida successione tre delle “ali” di Roserade, che fu costretta a scendere a terra staccandoselo di dosso con una nuova Fuocobomba.«D’accordo, ora mi hai stancato.» Disse, seguendone i movimenti circolari. Adesso che era a terra, era in una situazione di svantaggio. Comunque, era ancora più forte, quindi sicuramente sarebbe riuscita a sconfiggere il Beedrill.Solo in quel momento si rese conto, girandosi, che i suoi erano in una situazione di svantaggio di nuovo. Una trentina di soldati nemici erano assiepati intorno a loro. Roserade sorrise, schivò una Velenpuntura, e alzò il braccio lanciando una Fuocobomba contro il gruppo nemico… che a metà strada fu intercettato da qualcosa, esplodendo molto prima del bersaglio.Una cupola azzurrognola coperta di spuntoni si trovava nel punto dell’esplosione. Roserade la fissò e la vide aprirsi, per rivelarsi così un Toxapex.«Sono Toxapex, lo scudo. Vi dichiaro in arresto. Arrendetevi e…»«Questa l’ho già sentita.» Rispose Roserade lanciandogli contro una Pantanobomba, che si schiantò contro la Protezione creata dal pokémon. La pokémon caricò un secondo colpo, ma un momento dopo fu costretta a scansarsi di lato giusto in tempo per evitare il Pungiglione di Beedrill. Spostò il braccio per scagliare un nuovo Fuocobomba, ma Toxapex si mise in mezzo e parò il colpo apparentemente senza danni.“Quanto Giratina è resistente?” Si chiese, lanciando una Pantanobomba che fu parata dalla pokémon con Sostituto. Ne caricò una terza ma a quel punto Beedrill fu di nuovo su di lei con Velenpuntura, costringendola ad arretrare.“Insieme sono troppo forti.” Rifletté Roserade “Quel Toxapex resiste ai miei colpi o li para, e il Beedrill mi attacca approfittandone.” Quindi, la conclusione logica era che doveva far fuori uno dei due per poter battere l’altro “Ma a distanza non posso farlo.” Pensò, rassegnata. Aveva temuto fin dall’inizio che non sarebbero bastate le sue mosse a distanza se avesse incontrato le guardie del corpo della famiglia reale, lo Scudo e la Lancia, e aveva sperato non fossero a palazzo. E invece eccoli qui. Con un sospiro, si lanciò all’attacco.Piombò su Toxapex a velocità incredibile, afferrandolo e scagliandolo a terra con un Terremoto, ma quello non batté ciglio e si limitò a sorridere, rialzandosi e rispondendo con Velenpuntura. Roserade schivò il colpo e attese. Quando sentì il rumore del Beedrill alle sue spalle, finse di colpire Toxapex con un attacco, poi ruotò su se stessa e centrò in pieno il MegaPokémon, che fu scagliato via da un Fuocopugno. Poi Roserade scosse il braccio per spegnere le foglie che avevano preso fuoco e si girò entrando nella guardia di Toxapex. Il suo Tuonopugno fu parato da una Protezione, ma quello seguente riuscì a sfondarla e colpire l’avversario direttamente… senza però riuscire a smuoverlo. Toxapex resistette all’impatto, e rispose con una Velenpuntura. Roserade si abbassò, e con sorpresa del pokémon bloccò il colpo con la maschera d’acciaio, rendendolo inefficace. Poi colpì con un nuovo Tuonopugno. Stava per seguire con un nuovo colpo, quando udì di nuovo il Ronzio del Beedrill alle sue spalle. Con un ghigno sempre più largo sul volto, si voltò e si lasciò colpire al fianco dal Pungiglione di Beedrill. Con una risatina, lo fissò negli occhi. «Preso.» Disse, afferrandolo con un braccio. Con l’altro caricò una Fuocobomba e gliela lanciò contro a distanza ravvicinata. Il pokémon fu scagliato via… ma il suo pungiglione no. Quello rimase in mano a Roserade.Ormai ridendo selvaggiamente, la pokémon si girò verso Toxapex e colpì con Tuonopugno. Il colpo si schiantò contro la dura scorza esterna del pokémon, richiusosi a riccio. Ridendo, Roserade continuò a colpire. Un colpo dopo l’altro, un Tuonopugno dopo l’altro, alla fine costrinse Toxapex ad aprirsi, dato che la pelle durissima all’esterno cominciava a sfrigolare per l’elettricità.Appena il pokémon aprì, si trovò la zampa di Roserade puntata dritta in faccia.«Sei resistente fuori… vediamo se lo sei anche dentro.» Disse. E con una risata agghiacciante, infilò il braccio nella bocca dell’avversario e lanciò una Fuocobomba.Ci fu un esplosione, poi nel punto dove si trovavano prima i due non rimasero che un Toxapex morto e una Roserade intenta a ridere come una pazza ammirando la propria opera. Quasi con noncuranza, continuando a ridacchiare, si voltò, e vide i suoi ancora circondati. Seviper e Nidoqueen erano a terra, e anche gli altri parevano allo stremo. Sorridendo, lanciò un Fuocobomba, facendo piazza pulita di buona parte dei nemici. Quelli rimasti, vedendo Beedrill sconfitto e Toxapex chiaramente morto se la diedero a gambe.Fu solo a quel punto che Roserade ritornò in sé. Non fu certa del perché, forse solo perché vide lo sguardo di orrore di Scolipede. Si sentì mancare pensando a quel che era appena successo, ma si impose di resistere e rimase in piedi.«Andiamo.» Disse a Scolipede e Salazzle «Vediamo di completare l’opera.»E insieme si diressero verso la stanza del trono. Roserade sfondò la porta, anche se con più cautela di prima, e come previsto nella stanza trovarono una Drapion con alcuni Skorupi, insieme a poche guardie. La maggior parte fuggirono, e le due che si fecero avanti furono abbattute dai rapidi colpi di Scolipede.Roserade sorrise. La regina, il principe, il castello. Anche meglio di quanto aveva ordinato il Generale. “Se questo non darà prova della nostra potenza, non so proprio cosa dovrebbe farlo.” Si chiese, posando gli occhi su Salazzle e Scolipede che bloccavano la regina e i due Skorupi impedendo loro la fuga.A quel punto, Roserade si voltò verso la sala dove aveva combattuto. Guardò la carneficina alle sue spalle, feriti che si lamentavano e morti a terra… e rise di gusto. Una risata glaciale che fece rabbrividire tutti coloro che la sentirono. Truepower, 25/07/4783, circa le 12Cacturne stava cadendo. Era una caduta senza fondo. Non era sicuro di quando avesse cominciato a precipitare, ma sembravano essere passate ore. Intorno a lui era tutto buio. Poi, quasi che il buio stesse rispondendo alle sue domande, una luce prese a brillare accanto a lui. E Cacturne vide Treven, morto accanto a lui.Poi altri corpi: Geist e Rose scomparse tanto tempo prima, una con le lacrime che le rigavano il volto, l’altra con il corpo distrutto dalle ferite. Poi Breloom, e nel vederlo sentì ancora il dolore di quell’ultimo pugno che il pokémon gli aveva tirato prima di andarsene per correre dietro a un amore impossibile. E subito dopo, vide Roserade.Era identica all’ultima volta che l’aveva vista quando si erano separati. Non il mostro incontrato sulla nave da guerra, ma la sua amata rosa. Non riuscendo a trattenersi, Cacturne si mosse, ignorando di star ancora precipitando, e provò ad afferarla. Ma a quel punto, mentre lui continuava a precipitare, Roserade e gli altri rimasero fermi, e presto Cacturne li vide scomparire sopra di sé.Fu a quel punto che il sogno terminò e Cacturne si risvegliò nella realtà. Era nel suo letto, nella stanza del castello di Truepower. Dustox e Gurdurr erano accanto a lui, con le lacrime agli occhi. Poi, anche loro dovettero rendersi conto che lui era sveglio, perché lanciarono grida di gioia. O almeno, tanto gli sembrò, dato che nella testa aveva solo un rumore martellante. Gli sembrava che sarebbe scoppiata da un momento all’altro.Pian piano, però, tornò alla realtà. I suoni si fecero più chiari, e riuscì a sentire la porta aprirsi. Si girò e vide Aegislash entrare. Non poteva esserne certo, ma gli parve che stesse sorridendo. Perciò sorrise di rimando e aprì la bocca.«Ehi, Aegi… slash.» Disse, sentendo una fitta di dolore nel pronunciare quelle due parole «Gurdurr, Dust…ox.»«Beh, almeno sa chi siamo.» Commentò Aegislash, ironico «Ehi Capitano, capisci quello che dico? Quanto fa due più tre?»«Cin… que.»«Beh, mi pare in sé. Soddisfatti?»«Il dottore aveva detto che potevano esserci dei danni. Dovevamo accertarcene.» Replicò timidamente Dustox.«Beh avrebbero dovuto esserci danni parecchio più seri cadendo dall’altezza da cui è precipitato lui, ma non ci sono stati. Ero certo che non gli fosse successo nulla. Beh, a parte tutti quei bendaggi.»Cacturne si guardò. Aveva una benda avvolta intorno alla testa, e realizzò che la fitta che aveva sentito doveva voler dire che aveva subito dei danni nella zona della bocca. Non era grave come per altri Pokémon, essendo lui più pianta che animale, ma era comunque doloroso. Aveva altre bende intorno al braccio sinistro e a entrambe le gambe. E in quel momento cominciò a sentire il dolore sordo che veniva dagli arti, come se fino a quel momento il non averli visti li avesse tenuti a bada.«Co…s’è successo?» Chiese, faticando a completare la frase per colpa del dolore alla bocca.«Beh, siamo riusciti a scacciare il nemico. Avevano due mostri dalla loro, uno qui e uno a Jouletown, ma alla fine devono essersi resi conto di non poter durare a lungo, o qualcosa del genere. Perciò si sono ritirati con i soldati rimasti. In totale abbiamo catturato ottanta o novanta nemici e ne abbiamo uccisi oltre centocinquanta. La cattiva notizia è che dei nostri ne sono morti o rimasti feriti oltre quattrocento. Ci sono stati un paio di “eroi” nella battaglia di Jouletown. Un Decidueye in particolare. C’è anche uno Staraptor che mi ha segnalato Dustox, ma non ci risulta tra i superstiti. Comunque, credo valga la pena pensarci dopo.»Cacturne ci mise un attimo a computare la cosa, poi si rese conto di cosa voleva dire. Avevano subito perdite per il doppio dei soldati nemici. Era davvero una vittoria?«Quanto a te, sei stato semplicemente maledettamente fortunato. Sei caduto addosso a un Venusaur, e uno di quelli dell’Organizzazione per di più. Gli hai fatto male, tramortendolo e ferendolo gravemente, e sbattendogli addosso ti sei rotto le gambe, mentre credo il braccio e la mascella si siano rotti sbattendo contro il terreno subito dopo. Il risultato è che sarai bloccato a letto per un bel po’ di tempo. Ma considerato che sei precipitato dalla cima delle mura, credo sia un buon risultato.»Cacturne annuì. Era decisamente il minimo. Poi si rese conto che Aegislash non sembrava aver finito.«Che… altro c’è?» Chiese.Aegislash sospirò «Speravo di non dovertelo dire ma… Toxic Zone è caduta. Il nemico ha preso il castello e si è asserragliato dentro con la regina. Hanno anche conquistato le mura più esterne e abbiamo sentito storie orribili su quello che sta succedendo là dentro dai fuggitivi. E… sembra che la colpevole sia quella Roserade che ha attaccato la nostra nave. Non ne siamo sicuri, ma non ci sono molte Roserade cromatiche al mondo.»Cacturne annuì, con aria assente. Aegislash cercò di trovare qualcosa da dire, ma non riuscì a dir nulla. Aveva capito che la pokémon faceva parte del passato di Cacturne, ma sapeva che certi segreti era meglio lasciarli in pace. Si inchinò e si congedò, seguito da Gurdurr e Dustox.Cacturne sospirò. “Una vittoria che ci è costata carissimo e la capitale di Velenia persa. Questo farà decisamente male all’Alleanza.” Si disse.
 

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CAPITOLO 183: LA VOCE DI ARCEUS​

Knowledge Castle, 27/07/4783, circa le 13Fin dal mattino Eelektross e il resto del Gruppo si prepararono con attenzione. Incontrare la Voce era fondamentale per la buona riuscita della missione, dato che, seppur non governasse più su Normalia, la sua opinione era ancora, ovviamente, tenuta in altissima considerazione. Inoltre, c’erano da considerare gli Arceisti.«Portiamo la Voce dalla nostra parte, e gli Arceisti saranno con noi.» Spiegò Eelektross. «Inoltre, daremo comunque otto voti a Zangoose. Spero che vada tutto bene.»«Già.» Disse Raichu annuendo «Se non lo portiamo dalla nostra, invece, sarà tutto più complicato. Oltre al fatto che non ci assicureremo l’aiuto degli Archeisti, Zangoose dovrà raccogliere ancora altri voti, e più voti deve raccogliere più tempo gli servirà.»«Bene, in tal caso, sarà meglio sbrigarci. Anche perché restare fermo così a lungo è stato un problema. Avevo previsto che ci sarebbero volute almeno due settimane per parlare con la voce, e da questo punto di vista ci è andata bene, ma abbiamo comunque sprecato tempo prezioso.» Concluse E., mentre il Gruppo arrivava davanti al Palazzo. Il pokémon Elettro consegnò agli Smeargle di guardia il documento ricevuto alcuni giorni prima. I due li accompagnarono in una saletta d’attesa, poi presero a sfogliare i vari documenti, afferrandone uno. Dopo averlo confrontato con quello di Eelektross, uno dei due si fece avanti e fece loro segno di seguirlo.Percorsero lunghi corridoi riccamente decorati. Statue, dipinti, affreschi, incisioni… tutto ciò che si trovava in quei corridoi era di una bellezza tale da ammagliare chiunque. Eppure, nessuno di loro si sentiva tranquillo al pensiero di ciò che li attendeva.Arrivati a una grande porta, lo Smeargle si fece avanti e la spalancò. Si inchinò e indicò loro di entrare, poi richiuse la porta alle spalle di Riolu, ultimo del Gruppo a varcare la soglia. Dentro, trovarono un enorme tavolo con numerose sedie eleganti da un lato e un solo grande scranno dall’altro. Lo scranno però era vuoto.“Dov’è…” Si chiese Raichu, quando una porta laterale si spalancò, facendo entrare un pokémon anziano, che si reggeva a un bastone e portava sulla testa una grande mitra, il cappello delle Voci.Era lo Snorlax più deperito che Raichu avesse mai visto. Ne aveva visti pochi, certo, ma erano tutti grandi, grossi e ben pasciuti. Questo era sì alto, ma enormi rotoli di pelle gli penzolavano dal volto e dal corpo. Aveva l’aria di non aver mangiato da un mese… o da una settimana, considerati i ritmi degli Snorlax. Ma la cosa più spaventosa erano gli occhi, incavati e circondati da pesantissime occhiaie.Il pokémon tuttavia sorrise sistemandosi sul proprio scranno e osservando i presenti. Eelektross chinò il capo in segno di rispetto, e gli altri fecero lo stesso.«Vi do il benvenuto, Ambasciatori di Elettria e dell’Alleanza» disse la Voce di Arceus, con un tono stentoreo «Attendevo con ansia una vostra visita. Ma spero comprendiate anche le mie necessità.»«Certo, sua Santità.» Rispose Eelektross.«Ma prego, accomodatevi, non restate in piedi. Se quel che ho sentito è vero, il nostro non sarà un incontro breve, e credo che una tale discussione si possa svolgere meglio da seduti.»Il Gruppo si sedette quasi all’unisono, ma fu sempre Eelektross a parlare, dalla sedia posta di fronte alla Voce «Mi perdoni sua Santità, ma posso chiederle cosa sa di noi?»«Certo, è una domanda lecita. Beh, so quello che mi hanno riferito dalla Torre del Sapere. Un gruppo di ambasciatori dalla grande Alleanza che si sta formando a sud e ad ovest sta cercando ulteriori alleati per affrontare un’organizzazione molto potente. Ma mi interessa sentire questa storia da voi.»Eelektross annuì e cominciò a raccontare. Ci volle oltre un’ora, soprattutto perché dovette spiegare anche ciò che Zangoose aveva scoperto. Come sperava, questo attirò l’attenzione della Voce, il cui sguardo si fece più grave. Non nascose nemmeno l’incontro con Relicanth, anche se si tenne sul vago circa il loro incontro.Quando ebbe concluso, lo Snorlax sospirò «Quindi voi ritenete che Arceus, insieme agli altri Loro, sia stato fatto prigioniero.»«Non lo riteniamo, Santità. Lo sappiamo.»«Non posso credere una cosa del genere. Arceus ha plasmato il nostro stesso universo, ha creato i Loro prima ancora che tempo e spazio esistessero. La sola idea che egli sia stato catturato è una bestemmia.»«Vostra santità…»«Ma so che ciò che raccontate è vero. Sappiamo anche dove è comparso e a combattuto Arceus. E per quanto ci riesca difficile immaginarne la sconfitta, devo riconoscere che secondo le Sacre Scritture anche Arceus è sottomesso alle leggi che egli ha imposto a tutti i Loro in questo mondo.»Per un attimo nessuno parlò per la sorpresa, poi Eelektross riprese il controllo «Sta dicendo che voi sapevate che Arceus era comparso in questo mondo?»La Voce annuì «Non è certo difficile scoprirlo, se si sa cosa cercare. La terra stessa si inchina al passaggio del creatore, come ogni pianta e ogni altra cosa.»«Ma come sapete che ha combattuto?»«Facile. Prima, non c’era alcuna baia sulla costa a nord est di Idria. Ora hanno fondato un nuovo porto e una nuova città.»«Ma se lo sapevate, perché…»«Beh, fino ad ora ritenevamo implausibile la sconfitta del nostro signore, perciò non abbiamo mai pensato che egli avesse perso. Ma è un dato di fatto che, ogni volta che Arceus si è manifestato a Pokémos, egli ha sempre lasciato mostra del proprio passaggio, di solito comparendo almeno in sogno alla Voce. Ma questo non è accaduto. Il che DEVE voler dire che gli è stato impedito. E questo significa, che la vostra storia risulta credibile.»Eelektross si morse le labbra per evitare di dire che la loro storia era credibile anche senza che Arceus si rifiutasse di apparire alla Voce, e si limitò ad annuire.«Pertanto» proseguì la Voce «Ho intenzione di offrirvi assistenza in ogni modo. Come posso fare?»«Vi chiediamo solo due cose Santità: il vostro voto al concilio che si terrà a Normalia per l’ingresso nell’Alleanza, e una bolla.»Per la prima volta, lo Snorlax aprì un poco gli occhi, fissando Eelektross «Una… bolla? Intendete dire...»«Sì, signore. Proprio così. Credo che sia giusto che gli Arceisti sappiano.»«Sapete, credo che molte chiese minori abbiano già diffuso la notizia.»«Sì, ma gli Arceisti ne dubitano di certo. Se però fosse una bolla di una Voce a confermare che la guerra è anche santa…»«Altri si uniranno alla causa, certo. Bene, avete la mia parola. Se costoro hanno osato toccare il nostro signore, sono condannati all’inferno eterno. Ed è nostro dovere assicurarci che li aspetti una pena anche in terra.» Rispose la Voce.Dopo gli ultimi saluti e ringraziamenti, il Gruppo fu scortato fuori dalla sala da due Smeargle, i quali li accompagnarono fuori dal palazzo.«Beh, pensavo sarebbe stato più difficile convincerlo.» Commentò Gliscor.«Anche io, ma credo che la sua fede abbia giocato a nostro favore.» Replicò Eelektross.«Che intendi?»«Intendo che probabilmente, quando si è reso conto che Arceus è comparso in questo mondo e non l’ha contattato, si è depresso fortemente. In effetti, avevo sentito voci secondo cui sta deperendo costantemente da allora, e mio Arceus è in condizioni pietose. Perciò, scoprire che non l’ha fatto perché non ha potuto dev’essere stato per lui un grosso aiuto. Avete visto quanto rapidamente ha accettato la nostra storia, che pure va contro la sua dottrina.»«Insomma, ci è andata bene, tanto per cambiare. Niente prove, niente Capitani dell’Organizzazione, niente pericoli mortali per dieci giorni. Vogliamo davvero lamentarci?» Chiese Flaaffy.«Mi dispiace dirlo, ma ha ragione.» Rispose Luxray «Quindi, e adesso?»Eelektross sospirò «Adesso Fatia.»«Davvero? Fatia? Il paese con l’esercito più piccolo di Pokémos?» Domandò Gliscor «Persino io ho sentito dire quanto sia scadente quel paese in termini di numeri.»«Fatia è un paese che venera la bellezza, e combattere è fuori contesto. Niente di strano che in pochi scelgano di diventare soldati.»«Non potremmo saltarla allora? Dubito che così pochi soldati possano cambiare il corso della guerra.»«Ma Fatia può, per due motivi. Prima di tutto, è uno dei tre stati in cui si trovano le miniere Z.»«Miniere… Z?» Chiese Emolga.«Seriamente dove hai vissuto finora? Non avevi neanche idea di chi fossero i Loro la prima volta che ci siamo incontrati.»«Non li avevo mai sentiti chiamare in quel modo. La mia famiglia parlava di loro con rispetto chiamandoli il Trascina Tempeste, il Signore dei Fulmini e così via… Comunque cos’è una Miniera Z?»«Nelle montagne del nord ovest, quindi da Fatia occidentale, a Draghia, a Mineralia, si trovano miniere di cristalli particolari. Sono in un certo senso simili alle Megapietre, ma anziché potenziarti per l’intero combattimento potenziano una tua mossa. Ma il potenziamento è tale che sono un’arma estremamente potente. Inoltre, diversamente dalle Megapietre, sono utilizzabili da chiunque, anche senza un legame forte, e sono in grandi quantità. Infine, cosa non da poco, non si possono bloccare con scudi come Protezione. Sono proprietà esclusiva dei regni che le usano solo per i loro eserciti e hanno sempre rifiutato categoricamente di dividerle con i vicini. Quindi, sono una vera e propria arma segreta. Penso che neanche l’Organizzazione sia riuscita a metterci le mani sopra, altrimenti sono convinto che qualcuno di loro le avrebbe usate contro di noi.»«E questo è un ottimo motivo. L’altro?»«Soldi. Fatia è il paese più ricco di Pokémos. La maggioranza dei beni di lusso viene prodotta lì.»Gliscor sospirò, scuotendo la testa «D’accordo, e allora andiamo anche a parlare con il Re di Fatia.»Eelektross lo fissò «Primo, ci saremmo andati lo stesso, che la cosa ti andasse bene o no. Secondo, credimi, l’idea piace a me meno che a te, ma non abbiamo molte alternative. Se la guerra proseguirà a lungo, le finanze di Fatia saranno fondamentali.»«D’accordo, d’accordo, come ti pare…» borbottò il Gliscor. Eelektross lo fissò. Non gli piaceva quel pokémon. I traditori gli stavano antipatici per natura, anche quando tradivano il nemico. Inoltre, per quanto fosse una forza in più, non gli sfuggiva che come aveva lasciato l’Organizzazione poteva decidere di lasciare il Gruppo.«Quando partiamo?» Chiese Riolu. Eelektross osservò anche lui. C’era qualcosa che non lo convinceva nel comportamento del pokémon. Suo padre Lucario gli aveva proposto di farlo viaggiare con loro perché si allenasse, e lui aveva accettato, dato che era riuscito a tenere testa a Luxray o ad Emolga diverse volte, il che lo rendeva un combattente su cui far conto. Ma era chiaro che essere escluso dal viaggio a Vulcania, anche se per cause di forza maggiore, lo aveva parecchio colpito. Inoltre, di solito si allenava da solo, cosa molto strana considerato che alla Scuola delle Trecento Arti l’aveva quasi sempre visto allenarsi in coppia con altri pokémon. Ma forse stava riflettendo troppo, e il ragazzino semplicemente non era ancora a proprio agio con il resto dei suoi nuovi compagni. In fondo avrebbe avuto diverse occasioni per combattere al loro fianco.«Adesso. Preparatevi, entro un’ora dobbiamo rimetterci in marcia dalla porta ovest.»I presenti annuirono. Nessuno aveva alcunché da ridire, dopo dieci giorni di pausa forzata. Eelektross sorrise, soddisfatto. Temeva che qualcuno dei presenti si sarebbe lamentato della partenza immediata, ma era un’ottima notizia che nessuno avesse da ridire. Normalia, Welle, 27/07/4783, circa le 14Zangoose era in piedi accanto alla porta nord di Welle, davanti a Lopunny. Il barone e i suoi soldati erano lì vicino, intenti a parlare tra loro in attesa della partenza. «Sei davvero certa di voler venire con noi? Potrebbe comunque essere pericoloso. Saresti più al sicuro a casa con…»Lopunny scosse la testa, guardando Zangoose dritto negli occhi «No. Zangoose, te l’ho detto e lo ripeterò per sempre. Io verrò con te. Non ci separeremo più. D’ora in poi, se sarai in pericolo, io lo saprò perché sono con te.»Zangoose la guardò a propria volta, e non riuscì a fare a meno di sorridere. Per tutti quegli anni aveva temuto che Lopunny potesse smettere di amarlo. Era incredibile che la pokémon fosse riuscita ad evitare ogni richiesta di matrimonio. Il suo sguardo andò a Tauros, che annuì con un sorriso incoraggiante.Due giorni prima, dopo che il Conte aveva dato il proprio assenso alla causa di Zangoose, e con lui anche il Barone Barel, Zangoose si era confrontato con quest’ultimo. Il pokémon non era stato duro quanto avrebbe potuto essere, ma Zangoose aveva sentito che nel suo tono c’era tutto l’amore per la figlia, l’unico motivo per cui aveva accettato di non concludere un matrimonio anche quando molto vantaggioso. Sua figlia aveva scelto Zangoose, e lui non avrebbe distrutto la sua felicità. Ma era chiaro cosa si aspettava adesso da Zangoose.Il pokémon ci aveva pensato due giorni. Ne aveva parlato con Tauros, che era la cosa più vicina a un confidente che avesse, e aveva ascoltato i suoi consigli. E in quel momento si rese conto che era il momento migliore.Fece un passo indietro, poi si limitò a guardare la Pokémon. Il cuore gli batteva a mille. «Lopunny, io ti amo.» Disse.La pokémon lo fissò un momento, sorpresa da quel cambiamento improvviso. Poi le si illuminarono gli occhi e Zangoose capì che aveva capito.«Ti amo. Da quando ci siamo incontrati, a quando siamo fuggiti insieme, al periodo che abbiamo passato insieme. Ti ho amato per tutto il tempo che abbiamo dovuto trascorrere separati. Perciò ti chiedo» si inginocchiò «Vuoi sposarmi?» Ormai era abbastanza sicuro che il cuore fosse uscito dalla cassa toracica e gli stesse risalendo la gola, dato che sentiva solo il suo battere all’impazzata e un’enorme groppo in gola.Lopunny per un momento non disse nulla, poi una lacrima le scese lungo il volto. E un attimo dopo si lanciò al collo di Zangoose, abbracciandolo e dandogli un bacio «Certo che ce ne hai messo di tempo per deciderti.» Riuscì a dire, sorridendo mentre piangeva.Zangoose sentì tutta la tensione allentarsi di colpo. Non c’erano più Tauros e i soldati, non c’era nessun altro salvo lui e Lopunny, stretti in un abbraccio.Dopo un tempo che gli parve infinito, si riscosse e guardò dietro la pokémon, dove si trovava il Barone Barel, avvicinatosi chissà quando. Il pokémon non parlò. Si limitò a guardarlo ed annuire. Zangoose chinò il capo, imbarazzato, ma quando lo rialzò vide che il barone stava sorridendo.«Quando ci sposeremo?» Chiese Lopunny, asciugandosi le lacrime.«Ecco… in realtà…»«Me ne occuperò io.» Disse Tauros facendosi avanti «Normalmente dovreste sposarvi nella cappella della tua città. Ma dato che saremo in viaggio, non abbiamo altra scelta che organizzare lo sposalizio nella prossima città.»«Ma la prossima città è…»«La capitale del Ducato, Prateia, sì. Grazie alla mia influenza - e a quella di suo padre – saremo in grado senz’altro di convincere il vicario a tenere il matrimonio nonostante lo scarso anticipo. Certo, dovrà essere una cerimonia molto privata, ma spero che…»«Non importa, non importa. Mi sposerei in una stalla se fosse con Zangoose.» Rispose Lopunny.Il pokémon arrossì violentemente, anche se sotto la pelliccia per fortuna non se ne accorse nessuno. Tauros si limitò a sorridere «Ne sono felice. Che il vostro possa essere un matrimonio lieto.»Zangoose annuì, incapace di parlare con Lopunny ancora stretta tra le braccia. Poi la lasciò andare, e fece cenno a Tauros, che annuì «Bene, adesso in marcia. Ci aspetta una lunga strada fino alla capitale.» Disse il pokémon Torobrado. Dietro di lui si posizionarono Zangoose e Lopunny, e le guardie intorno a loro. Il Barone Barel si avvicinò a Lopunny e l’abbracciò. Poi si rivolse a Zangoose.«Se le dovesse succedere qualcosa…»«Morirò prima che ciò accada.»Il pokémon annuì, poi porse a Zangoose un sacchetto. Il pokémon lo aprì e ne uscì un anello con incastonata una pietra circolare.«Era il mio anello di fidanzamento. Ho dato quello di mia moglie a Lopunny. Spero vorrete accettarli.»Zangoose annuì. Il problema di indossarlo l’avrebbe affrontato in seguito, pensò richiudendo il sacchetto e infilandolo in una tasca della borsa.Salutò il barone, poi lui e Lopunny si misero in marcia dietro a Tauros. E per la prima volta da parecchio tempo, guardando Lopunny, si sentì il cuore più leggero.
 

Darken

Passante
CAPITOLO 184: NUOVA PARTENZA E VECCHIA FOLLIA​

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Normalia, Strada di Arceus, 27/07/4783, circa le 16Eelektross osservò il Gruppo marciare. Avevano lasciato Knowledge Castle da quasi un’ora, ma notò subito che la pausa aveva fatto bene a tutti. Il Gruppo procedeva più sicuro e con un passo più deciso di quanto avesse fatto da… probabilmente dalla Scuola delle Trecento Arti.Pensare alla Scuola lo portò a guardare Riolu. Il pokémon si era guardato nervosamente intorno diverse volte mentre uscivano dalla città, ma ora si stava comportando normalmente, conversando con Abra, Trubbish e Zorua. In fin dei conti forse il nervosismo era dovuto solo al sapere di starsi allontanando sempre di più da casa, ed Eelektross non aveva ragione di preoccuparsi. Ma decise comunque che avrebbe provato a parlare al pokémon quando possibile. Suo padre l’aveva affidato a lui, ed era suo dovere assicurarsi che fosse al sicuro anche in un viaggio simile. “Almeno questo è facile. In fondo, non sa quasi nulla di me, salvo che sono un ex-allievo della Scuola. Credo si fidi.” Pensò.E parlando di fiducia gli venne in mente l’altro problema per il Gruppo. Guardò sopra la propria testa e osservò Gliscor, intento a parlare con Emolga. Il fatto che si comportasse in modo così amichevole con il Gruppo rendeva Eelektross solo più sospettoso. Perciò, con cautela, si avvicinò a Plusle e Minun, intenti a parlare con Flaaffy di… Succo di Bacca, apparentemente. Fece loro un cenno e i due si scusarono con il pokémon, per poi spostarsi accanto al capo.«Ascoltatemi bene,» sussurrò Eelektross, assicurandosi che nessuno stesse facendo caso alla conversazione «Fin qui, ho lasciato che il vostro compito nel Gruppo fosse limitato ad assisterci in lotta. Avete fatto un buon lavoro, ma vi ho portato con me per un altro motivo.»«Certo signore.» Rispose Plusle, annuendo «Cosa desidera sapere?»«Cosa sapete al momento su Gliscor? Intendo, i suoi scopi, i suoi punti deboli… Tutto ciò che può tornarmi utile, dovesse capitare qualcosa di problematico.»«Nato ad Aeria, nel 4750, nella capitale Cloud Town. Cresciuto nei bassifondi con due Gligar e una Vullaby poi diventata una Mandibuzz. Dal 4759 al 4771 è stato un criminale, diventando molto famoso, al punto che diverse volte ha affrontato il Generale Aerodactyl, anche se mai nella sua forma Megaevoluta. Dopodiché si è unito all’Organizzazione quando Dragonite l’ha sconfitto.» Elencò rapidamente Minun.«Ha perso in tutta la sua vita pochi combattimenti. Autodidatta nella lotta, utilizza soprattutto…» Continuò Plusle, ma fu interrotto da Eelektross.«Ho combattuto e mi sono allenato con Gliscor, ho abbastanza chiaro il suo stile di combattimento. Punti deboli su cui fare leva?»«Nessuno di cui siamo a conoscenza al momento, salvo i suoi compagni prigionieri. Ma quella è un’arma a disposizione dell’Organizzazione.»«Cominciate a raccogliere informazioni. Tutto quello che può servire.» Rispose Eelektross. I due annuirono, poi si diressero verso Flaaffy, per riprendere il discorso di prima, come se non fosse successo nulla.Eelektross annuì. Ora che il lavoro importante era fatto, doveva decidere come comportarsi a Fatia. “Sarà dura.” Pensò “Ma immagino che prima o poi certi conti vadano chiusi.” Toxic Zone, 27/07/4783, circa le 21«Uno, due, tre… che noia, non c’è proprio nulla da fare.» Commentò Roserade, seduta sul trono di Velenia, palesemente troppo grande per lei, contando ad alta voce «quattro, cinque, sei… Che ne dice, regina, crede ci sia qualcosa di divertente che io possa fare? Ho già massacrato tutti i soldati della città, è diventato noioso ormai. Sette, otto, nove… dieci!» Esclamò, lanciando ai piedi della Drapion ciò che stava contando. Si rivelarono essere artigli di vario genere. La pokémon, sorprendentemente, riuscì a non arretrare, anche se gli Skorupi gridarono e arretrarono disgustati.«Perché stai facendo tutto ciò?» chiese la pokémon.«Perché, perché… Sarò onesta con voi, non c’è un vero motivo. Mi hanno dato la missione, l’ho portata a termine. E devo dire che non mi divertivo tanto da una vita. Mi ha fatto davvero bene.»«Come puoi dire una cosa del genere? Hai ucciso tutti i soldati che ti sono capitati a tiro! E non voglio neanche pensare ai civili!»«… Già, è stato divertente. Specialmente quel Beedrill. Ha urlato parecchio prima di… beh, l’hai visto anche tu.»«Tu sei pazza!»Roserade improvvisamente cambiò espressione. Si fece seria, e guardò la regina dritta negli occhi.«Pazza? Sì, immagino si dica così. Sai, ho viaggiato sul bordo di quel cratere chiamato follia per anni e anni. Poi, ho guardato giù, e ho scoperto che in fin dei conti era meglio entrare che resistere. D’altronde, quel lato mi ha portato via tutto, forse questo mi salverà.»«Ciò che dici non ha senso.»«Non ha senso per voi che siete su quel lato. Da questo lato, è sensato l’insensato e insensato il sensato. Questo sì che è un luogo in cui finalmente potrò stare in pace. Niente più piccolino, niente più Breloom, niente più capi…» Si fermò a metà della frase, e cominciò a ridere, mentre la sua maschera diventava d’acciaio. Poi l’eccesso di risa si calmò, e il suo volto ritornò normale «Niente a disturbarmi. Ora però, dove sono i miei Tenenti? Amoongus? Scolipede?» Chiese, guardandosi intorno.«Li hai mandati via tu ore fa.» Disse la regina, chiaramente scioccata dal comportamento della pokémon.«Già, immagino di averlo fatto. Beh, se arrivano digli che sarò nelle mie stanze.»«Quelle sono le MIE stanze!» Disse la Drapion senza riuscire a trattenersi.«Non più.» Rispose Roserade, dirigendosi attraverso il corridoio fino alle camere che erano state della regina. Si distese sul letto, e chiuse gli occhi per provare a dormire.E improvvisamente si sentì oppressa da un peso immane. Vide davanti a sé il volto di Surskit, di Breloom, di Toxapex e Beedrill, di ogni pokémon che aveva ucciso. Di Cacturne. Si rialzò, ansimando, con le lacrime agli occhi. Poi scoppiò a ridere ancora.“Immagino che dormire non sia un’opzione.” Si disse, dirigendosi al bagno. Guardò il catino preparato per lavarsi il viso. Era a misura di Drapion, parecchio alto per lei, ma le bastò trasformarsi per potervi immergere il viso. Lo tirò fuori e improvvisamente si sentì male.«Perché sto facendo questo?» Chiese ad alta voce «Non è questo che volevo. Volevo soltanto… volevo…» poi si ricompose. Fu un cambio talmente repentino che se qualcuno l’avesse visto probabilmente avrebbe pensato che Roserade stesse fingendo. La pokémon rise, mentre la maschera d’acciaio scompariva e ricompariva.«No, no, devo solo calmarmi. Uccidere qualcun altro magari. Ma chi? No, credo di aver già fatto ciò che dovevo fare qui a Velenia. Presto i Generali mi contatteranno. E allora…» E sorrise, ridacchiando. «Ma che sto dicendo? Se voglio uccidere, posso farlo. Anche ora.» Guardò lo specchio in fondo alla stanza. E vide sé stessa, mezza trasformata. E sentì una forte vergogna. “Perché? Io non sono così. Io ho lasciato da parte queste emozioni. Io voglio lasciarle da parte. Amo combattere. Amo uccidere. E allora… perché sento ancora questo dolore, questa sofferenza?”Si calmò, e sorrise “Sono stanca, ma appena me ne andrò da qui tutto scomparirà. Saranno i Generali a decidere che compito affidarmi dopo. Ucciderò ancora. Il piccoletto… no, di lui non m’importa. Né di lui, né di Breloom, né del Cap…” E ancora una volta al solo pensiero di quei tre scoppiò a piangere. Un quarto nome le venne in mente, e non riuscì a trattenersi. Pianse a dirotto. Poi, inspiegabilmente, si asciugò le lacrime e sorrise.“Uccidere. Devo uccidere.” Riuscì a pensare “Ucciderli tutti.” E detto ciò, si incamminò fuori dal bagno, ridendo come se non fosse accaduto nulla.Fiume Draak, 27/07/4783, circa le 22Rose salì sulla nave di Simipour, con un agile balzo dalla propria nave all’altra. Come sempre dopo un attacco, l’ambiente a bordo era caotico. Il ponte era affollato di pezzi di legno e macchie di sangue, oltre a casse e sacchi di bottino. Nel trasportarlo, i membri della ciurma della pirata cantavano quella canzone che Rose aveva imparato dopo pochissimo tempo dal momento in cui si era unita ai pirati.«Sfonda la chiglia, taglia le vele! Senti Re Krel che che sorge dal mare!» Cantavano un Linoone e un Machop, dandosi il ritmo nel sollevare la cassa.«Grida soldato, grida più forte! Ormai la sua nave è alle tue porte!» Proseguirono un Octillery e un Mareanie gettando fuori bordo un grosso frammento di legno bruciato.«Senti le urla, i pianti e i vagiti! Le madri che gridano e i figli rapiti!» Disse uno Smeargle mentre gettava in acqua un sacco. Che si muoveva.«Scappa soldato, scappa più forte! Perché se lo incontri giunge la morte!» Continuò un Croagunk, spostando un pezzo di quello che probabilmente era stato l’albero della nave attaccata, frantumato da uno degli attacchi di Crult.Entrando nella cabina del capitano alleato, Rose continuò mentalmente la ballata. “Re Krelt, Re Krelt, il più grande dei Re, cent’anni lui visse, e visse per sé.”«Vedo che ricordi ancora, Rose.» disse Crult, mentre Rose si rendeva conto sorpresa di aver canticchiato quello che pensava di star solo pensando. Simipour ridacchiò, seduta su una sedia intarsiata.«Beh, è una canzone facile da ricordare.» Commentò Rose.«Specialmente se la vivi ogni giorno, vero? Krelt il Rosso è stato il più grande dei pirati, e noi siamo tutti suoi sudditi. O almeno così dicono le superstizioni.»«Non penso tu mi abbia chiamato per parlare di Krelt il Rosso, dico bene?» Chiese la Roserade, sedendosi su una delle sedie della cabina elegante della pirata.«No, infatti. Ti ho fatto chiamare perché abbiamo nuove informazioni.»«Finalmente!»«Avevi fretta? Dopo soli quattro giorni di navigazione è un ottimo risultato. Comunque, l’ultima nave che abbiamo attaccato è stata una miniera d’informazioni. Molto meglio delle altre tre.»«Avete affondato quattro navi in quattro giorni?»«Tre giorni veramente, ma non è questo il punto. Il punto è che finalmente sappiamo cosa sta pianificando la Fratellanza.» Rispose Simipour, che fino a quel momento era rimasta in silenzio.«E sarebbe?»«La Fratellanza ci sta cercando. Il che va bene per i nostri piani. E al comando ci sono cinque Capitani dei dieci.»«Cinque?!» Domandò Roserade, sorpresa «Chi?»«Exploud, Goodra, Staraptor, Girafarig. E Purugly.» Elencò la pokémon d’acqua.Rose sentì un brivido lungo la schiena. Exploud era una brutta notizia. Goodra un problema. Staraptor ancora peggio. Girafarig un incubo. Ma era Purugly quella che faceva davvero paura.«E dovremmo combatterli tutti insieme? Siamo impazziti?»«Non ancora, non preoccuparti.» Disse Crult, riprendendo il discorso «Ascolta, abbiamo sette navi al momento in acqua. Siamo in minoranza numerica, anche se a quanto pare stanno usando solo le loro ciurme. Ma loro ci devono cercare in quel fiume sconfinato che è il Draak, il che vuol dire che il numero ridotto gioca a nostro vantaggio. Quindi, cosa faresti per trovarci, se sapessi di avere forze a sufficienza?»«Dividerei i miei capitani lungo il Draak, in modo che qualcuno di loro debba forza incontrarci.»«E non solo. Se fossi un gruppo di cinque pokémon molto forti ma che non vanno d’accordo?»«Mi dividerei in gruppi di due, o addirittura ognuno per sé al comando di una parte delle navi in una certa zona.»«Bingo. Uno di loro sta controllando il fiume a ovest, gli altri si sono divisi in quattro gruppi tra qui e la foce.»«Wow, ti vogliono davvero indietro. E del resto dei pirati che ne è stato?»«Svaniti nel nulla. L’isola Cornoalto è completamente disabitata, salvo per i suoi abitanti normali. Ho mandato a ispezionare i nostri rifugi, ma non c’è più nulla.» Rispose Simipour.«Tutti i miei sottoposti… Uccisi, o costretti ad unirsi a loro. O traditori, ma di quelli mi occuperò io.» Commentò Crult «Detto ciò, abbiamo la posizione di uno dei nostri obbiettivi.»«Quale dei cinque?»«Girafarig. Sarà dura, ma credo non sia il peggio che ci potesse capitare come primo bersaglio. Lo uccidiamo, diamo a chi lo fa fuori il titolo di membro della Fratellanza, e cominceremo a mettere in crisi la catena di comando.»«D’accordo. E dove sarebbe lui ora?»Crult sospirò. Simipour scosse la testa «In quella che un tempo era la sua base.» Disse, e Roserade annuì «La caverna dell’Ansa dei Tagliagole, vero?»Crult annuì, posando un tentacolo sulla scrivania di Simipour «Quella è la MIA base. Quello è il luogo che ho conquistato combattendo. E se credono di poterlo occupare inpunemente… si sbagliano!» Esclamò, infuriato, e con uno schiocco un pezzo della scrivania cadde a terra.«Gli altri quanto ci metteranno ad arrivare?»«La maggior parte sono arrivati prima di te e hanno le navi ormeggiate in una caletta qui vicino, un luogo nascosto e ben difeso. Appena arriveranno anche Rygo e Zong, potremo procedere.»Rose annuì. Salutò l’ex-capitano e Simipour ed uscì dalla stanza. La ballata intanto era arrivata alle note conclusive.«Oro, una nave, compagni fidati! Questo Re Kler portò via con sé!» Cantava in quel momento un Politoad gettando in mare uno degli ultimi pezzi di legno inutilizzabili.«E al mare tornò, i compagni con sé! E cento anni visse, nel lusso di un re!» Concluse un Pelipper, e con uno schiocco l’ultimo pezzo di legno cadde in acqua.Rose scosse la testa. “Cent’anni, eh? E dire che io mi accontenterei di poter raccontare i prossimi cento giorni.” Pensò, dirigendosi alla cabina.Marsh la stava aspettando, ansioso. Rose capiva quanto si sentisse in difficoltà il pokémon su quella nave dove molti, troppi lo consideravano un estraneo.«Come procede, capitano?» chiese il pokémon.«Perfettamente. Ci aspetta una battaglia a breve. Una battaglia molto intensa.»Marsh annuì. Per un momento nessuno disse nulla, poi fu ancora Rose a parlare «Mi dispiace di averti trascinato in tutto ciò. Dovevo capire che prima o poi qualcosa sarebbe andato storto, e in effetti me l’aspettavo, ma non pensavo sarebbe successo mentre…»Marsh scosse la testa «Non è poi così diverso rispetto a quando ero un membro del Gruppo. L’Organizzazione che prova ad ucciderci… sì, più o meno è lo stesso.»«Ma stavolta sei dall’altro lato della legge.»«Nel Gruppo non sono tutti esattamente dei santi. Diciamo che ai criminali sono abituato. Ai pirati, d’altra parte… Mi sembra ancora davvero strano.»«Già, a Laghia i pirati sono malvisti, vero? Per una questione storica.» Marsh annuì e Rose scosse la testa «Beh, vi capisco. Ma almeno per adesso abbiamo la consolazione di star facendo qualcosa PER Pokémos, non contro di essa.»«Già, almeno per adesso.» Replicò Marsh. E quelle ultime due parole rimasero sospese in aria come macigno. Da qualche parte ad Elettria, 28/07/4783, circa le 7Ampharos V era steso nel suo letto, guardando il soffitto dopo una notte agitata. Aveva avuto un nuovo incontro con i Re del Fango e gli altri prigionieri a cui aveva parlato del piano di fuga, e la situazione si stava facendo critica.E dire che sulla carta era un piano semplice. Raccogliendo informazioni, Ampharos aveva scoperto quando era inizialmente previsto l’inizio delle ostilità decisive e quanti soldati sarebbero rimasti alla base dell’Organizzazione dopo che il grosso delle forze si fosse mosso. Facendo due conti aveva realizzato che a quel punto, i prigionieri sarebbero stati di molto superiori in numero alle guardie. E con qualcuno ad aprire le celle (qualcuno come per esempio lui, che aveva il permesso di andarci e di aprirle per ritirare cavie) avrebbero potuto facilmente rivoltarsi.Sulla carta, purtroppo, perché la guerra non era andata come previsto. E al momento non si sapeva ancora quando sarebbe cominciata l’offensiva decisiva. Il che voleva dire che fino a quel momento il piano che Ampharos aveva così accuratamente diffuso tra i prigionieri era inutile, ed anzi lo esponeva ad un rischio enorme.Rifletté, e senza pensarci guardò verso il camice, nella cui tasca teneva ben nascosta l’Ampharosite. E questo gli fece venire un’idea. Balzò in piedi e puntò alla scrivania, dove aprì e studiò le carte che aveva preso parecchio tempo prima dall’archivio.“Progetto-M… No, si accorgerebbero della sparizione delle pietre. Progetto-S nemmeno, non sono un medico e non passerebbe comunque inosservato. Questo invece è ovviamente impossibile… Ah, eccolo qui!” Esclamò, aprendo il piccolo opuscolo che riassumeva gli esperimenti portati avanti da Durant per un breve periodo prima di dichiararli impossibili. “Se riuscissi a farlo funzionare…” Pensò. Poi annuì e si mise al lavoro.
 
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CAPITOLO 185: COLUI CHE DORME E COLUI CHE VEGLIA

Normalia, Ansa del Tagliagole, 28/07/4783, circa le 21

Rose osservò l’Ansa con un binocolo. Era un punto del Draak in cui il fiume si spostava, allontanandosi dalla Strada di Arceus. Non era molto lontano da Knowledge Castle, tutto sommato, ma restava un luogo abbastanza isolato. E questo era merito soprattutto di Crult. Era stato lui a far nascere la storia dell’ansa maledetta, quel luogo in cui nessuna nave poteva entrare e sperare di venir fuori. Era metodico. Smontava le navi che ci entravano pezzo per pezzo, o le rubava se ne aveva necessità. Sul mercato probabilmente c’erano quintali di assi di legno, vele e corde che erano prima stati una parte di una di quelle sfortunate imbarcazioni.

E adesso, il suo dominio era stato invaso ed occupato. Non c’era da stupirsi che fosse infuriato. A un segnale mandato dalla nave del pokémon, le altre si disposero in fila, in modo tale da chiudere completamente l’ansa. Fortunatamente, il nemico aveva dovuto disattivare tutte le trappole piazzate sott’acqua da Crult, incluse le sfere piene di Punte e Fielepunte che altrimenti avrebbero danneggiato lo scafo. In ogni caso, il pokémon ne conosceva la posizione a menadito.

Erano quasi arrivati al porto nascosto, una caverna posizionata sul fianco di una bassa collina coperta di alberi, difficile da individuare, prima che le sentinelle dessero l’allarme. E a quel punto, Crult diede il secondo segnale.

Come previsto, contro le navi attaccanti piovvero decine di attacchi. Fangobombe, Pantanobombe e simili stavano cadendo a decine sulle navi, aprendo falle sul ponte. Ma non servì a nulla. Al segnale di Crult, le navi avevano bloccato il timone puntando alla massima velocità garantita dal vento verso il porto. Lo schianto fu doloroso, e parecchio, ma la maggior parte delle navi resse grazie ai rostri rinforzati. Quella di Zong no, e prese a colare a picco. “Era una delle mie navi.” Pensò Rose, amareggiata, prima di imitare Crult lanciando il segnale di carica.

I pirati alleati si lanciarono sui moli e i nemici arretrarono, colti di sorpresa dall’essere stati ridotti sulla difensiva tanto rapidamente.

Rose lanciò una Fangobomba contro il mucchio di pirati centrando sfortunatamente un Aegislash, poi si avvicinò a Crult, intento a gettare a terra e sconfiggere un Meowstic.

«Sta andando troppo bene.» Commentò, indicando Wamps, Rygo e Furret che guidavano le rispettive ciurme alla carica.

«La penso così anche io. Secondo i miei piani, avremmo dovuto perdere almeno due navi prima ancora dell’impatto contro il molo.»

«Questo non ce l’avevi detto.» Commentò Rose, mentre schivava per un pelo un Fuocobomba vagante lanciato da chissà chi.

«Erano dettagli. Comunque, credo che questi siano solo avanguardia. Muoviamoci a liberarcene, prima che…» Iniziò, e in quel momento un gran numero di pokémon sciamò fuori dalla caverna rinforzando le file nemiche. Crult sospirò, poi lui e Rose si lanciarono all’attacco.

Marsh schivò per un pelo un Megapugno, abbassandosi più per fortuna che per abilità al momento giusto. Poi si girò per controllare chi l’avesse lanciato. Il suo sguardo dovette salire parecchio prima di incontrare la faccia di una Kangaskhan. Il piccolo che di solito era con gli esemplari adulti costantemente non si vedeva, ma probabilmente era rintanato nel marsupio.

Marsh rispose aprendo la bocca e lanciando un’Idropompa, che investi la pokémon scagliandola via. Poi si mise a correre tra la folla lanciando attacchi. Sapeva che non era una buona strategia, ma d’altra parte era certo di poter indebolire la maggior parte degli avversari almeno un po’, per rendere più facili le cose ai suoi alleati.

Continuò a farsi strada, riuscendo ad evitare gli attacchi nemici o almeno a subirne meno danni, finché non si trovò per caso accanto a Wamps. Lo riconobbe solo quando quello rise di gusto mentre con un Martelpugno sconfiggeva uno Stantler.

«Wamps, sono in troppi!» Esclamò, avvicinandosi al pokémon. Quello ridacchiò in risposta, poi lanciò un Gelopugno al Quagsire che gli si era lanciato contro.

«Lo vedo… Non so che dirti, tutto quello che possiamo fare è continuare a colpire. Crult ha sicuramente un piano.»

«Il piano era di riuscire ad entrare nella base prima che ci bloccassero all’approdo, ma adesso siamo bloccati qui. Quindi, che facciamo?»

«E perché lo chiedi a me? Non sono il tuo capitano.»

«Sei l’unico capitano che sono riuscito a trovare. Ho perso Rose all’inizio della battaglia, e gli altri…»

«Saranno da qualche altra parte, sì. In tal caso, è il mio momento.» Rispose il pokémon. Sollevò il volto verso il cielo e lanciò un Idropulsar che espolse a mezz’aria. Poi afferrò un oggetto che Marsh non si sarebbe mai aspettato di vedere. La Megapietra brillò mentre il pokémon la stringeva.

«Come fai ad avere una Megapietra? Sono rarissime! Ce ne sono pocchisime al mondo, e tu mi vieni a dire che ne hai una?»

«Parliamone un’altra volta, ti va? Adesso, vedi di trovare Crult. Digli che le cose si faranno agitate tra poco, e che sarà la loro occasione per passare.» Rispose lo Swampert.

Marsh annuì, poi guardò il pokémon ingrandirsi. Le sue braccia divennero enormemente più grosse, il suo corpo si inspessì, e subito dopo al posto di Swampert si ergeva un Mega Swampert. Il pokémon rise, il suo corpo si avvolse d’acqua, e si lanciò all’attacco con Cascata.

Lasciato da solo, Marsh si guardò intorno, mettendosi alla ricerca di Crult. Aveva memorizzato più membri dell’equipaggio che poteva, e sapeva più o meno quali erano nella ciurma di Crult. E per fortuna, tra quelli c’era Part, che vide poco più avanti intento ad affrontare un Heatmor.

Il pokémon Normale sbadigliò annoiato schivando una Lacerazione, seguita da un Lanciafiamme che evitò ruotando e spostandosi così a destra del torrente di fuoco. Piegò la testa evitando una seconda Lacerazione, poi i suoi occhi si spalancarono e un attimo dopo il pokémon crollò a terra, addormentato. Il Patrat lo sconfisse definitivamente con una Superzanna seguita da un’Iperzanna.

«… Wow.» Commentò Marsh, poi si riscosse «Hai visto Crult? Wamps gli sta aprendo un varco per…»

Patrat balzò sulla testa di Marsh e si mise in posizione, guardandosi intorno con gli occhi spalancati, poi gli indicò un punto alla sua destra.

«A cento metri da qui, a metà del porto, sta combattendo contro uno Slurpuff insieme al Capitano Rose.» Rispose Part, saltando giù ed attaccando subito un Raticate di passaggio. Marsh annuì e si mise a correre. Raggiunse i due mentre lo Slurpuff cadeva a terra e riferì il messaggio riprendendo fiato.

«Quindi si può Megaevolvere… interessante. Comunque, ci sta aprendo un varco? Ottimo. Andiamo!» Ordinò Crult, mettendosi in marcia seguito da Rose e Marsh.

Arrivati al punto dove si trovava Swampert, si trovarono effettivamente davanti un varco, creato dal MegaPokémon che in quel momento stava attaccando con Cascata un Dodrio. Crult sorrise, e lanciò un segnale verso il cielo, una Fangobomba seguita da un’Idropompa. Il segnale che un varco verso l’interno della base era aperto e che i capitani dovevano sbrigarsi.

«Muoversi ora!» Ordinò, e i tre passarono attraverso la strada lanciando attacchi intorno a sé per scacciare qualunque avversario problematico. Per fortuna, i loro numeri erano abbastanza per tenere impegnati i nemici, altrimenti non sarebbe andata così bene.

Furono raggiunti in fretta da Rygo, Furret, Simipour e Zong. Tyrantrum, e ovviamente Wamps, erano impegnati a combattere.

«Dentro ora!» Disse Crult, e senza farselo ripetere i pokémon si addentrarono nella base. Seguendo Crult avanzarono spediti, sconfiggendo facilmente i sorprendentemente pochi avversari che gli si pararono davanti. Almeno finché un cumulo di melma colorata non si parò davanti a loro. Dopo un momento, nella melma si aprirono una bocca incrostata di cristalli e due occhi malevoli.

«Quello è… un Muk?» Chiese Marsh, fissando il pokémon.

«Un Muk di Oscuria, prego. Siamo totalmente dissimili dai nostri conspecifici di Velenia.» Rispose il Muk.

«Oscuria, eh? Bene. Furret, occupatene tu.» Ordinò Crult.

«Ma mi si sporcherà la pelliccia!» Esclamò il Furret.

«Fallo, o ti sporco di qualcos’altro.» Rispose Crult. Furret deglutì e si fece avanti. Appena l’avversario si lanciò contro di lui con una Velenpuntura, cui Furret rispose scomparendo sottoterra. Il Muk si guardò intorno, e Crult ne approfittò per colpirlo con Velenpuntura a propria volta. Colto di sorpresa, Muk si scansò all’indietro, e Furret emerse da sottoterra colpendo con Fossa.

«Adesso!» Comandò Crult, e gli altri si misero a correre lasciando Furret alla sua battaglia.

Percorsero un altro po’ di strada, quando un secondo pokémon apparve davanti a loro saltando giù dal soffitto. Il Kommo-o si lanciò all’attacco senza presentazioni, colpendo con un Crescipugno Crult, lanciandolo indietro.

«Ma certo, non mi ero dimenticato di te, Kom.» Commentò Crult, rialzandosi e schivando il secondo attacco «Sarai il primo dei traditori a pagarla per essersi unito al nemico.»

«Provaci, vecchio.» Rispose il drago.

«Voi altri, andate! Di questo mi occupo io! Ricordate solo di non…» Iniziò, ma le squame del drago presero a sbattere tra loro e il Tentacruel fu costretto a schivare il Clamorsquame. Lo stesso dovettero fare gli altri, che vi riuscirono con l’eccezione di Simipour, che fu spinta via in direzione opposta, separata dal resto del gruppo. Fece comunque cenno agli altri di andare, indicando Crult, e quelli annuirono rimettendosi in marcia.

Finalmente, gli ultimi rimasti seguirono Rose sbucando in una grande sala dove, in mezzo a un buon numero di altri pokémon, li aspettava Girafarig.

«Immagino che Crult sia impegnato. Quel Kom era parecchio felice di poterlo affrontare. Non importa, se fallirà me ne occuperò io. Intanto però pensiamo a voi.» Disse, facendosi avanti «Non ho nemmeno bisogno di questi qui. Voi, andate ad occuparvi di Crult e degli altri capitani. Chi mi porta una delle loro teste avrà un premio.»

«Premio, premio!» gracchio la testa sulla coda.

I  pokémon presenti annuirono e si lanciarono verso l’uscita, ignorando Marsh e i capitani.

«Sei così sicuro di te da pensare di poter sconfiggere tutti noi senza alcun aiuto?» Chiese Rose, fissando il Girafarig.

«Stai facendo la domanda sbagliata.» Rispose Girafarig sorridendo «Quella giusta è: siete così sicuri di voler affrontare il grande Girafarig senza altro aiuto?»

Rose si infuriò. Poi fece un cenno e lei e gli altri si lanciarono all’attacco.

Rygo si piazzò a distanza di sicurezza e cominciò a scagliare delle Triplette mirando al pokémon Normale. Rose intanto colpì con Velenpuntura mirando al volto di Girafarig, che però schivò spostandosi leggermente e procedette a colpirla al petto con Pestone. Rose volò all’indietro.

A quel punto, Zong si mise a ruotare, tentando di colpirlo alle spalle con Vortexpalla. Invece, la parte posteriore del corpo dell’avversario si mosse in maniera del tutto innaturale evitando l’attacco.

«Vede anche alle spalle!» Gridò agli altri, mentre il pokémon lo colpiva con Morso usando la bocca sulla coda.

Subito dopo, la Tripletta di Rygo, tre sfere di ghiaccio, elettricità e fuoco, arrivò a meno di un metro da Girafarig, prima di infrangersi contro un suo Schermoluce quasi completamente. Quel poco che passò non fu neanche notato dal pokémon. L’Idropompa di Marsh non ebbe maggior fortuna, venendo schivata dopo essere stata indebolita dallo schermo.

«Tutto qui? Non mi sto neanche impegnando.» Commentò Girafarig sorridendo. Si lanciò alla carica contro Marsh e con una Cozzata Zen lo lanciò via, mandandolo a sbattere contro una parete. Il pokémon si rialzò, ansimando.

«Dobbiamo fermare i suoi movimenti!» Gridò, mentre una nuova Tripletta di Rygo veniva schivata e Girafarig balzava contro di lui per colpirlo con un Pestone, che il pokémon riuscì a schivare per un soffio.

«E come pensi di fare?» Chiese Rose, lanciando una Velenotrappola che il pokémon schivò, per poi attaccarla con una Cozzata Zen che la Roserade schivò per un pelo. Cercò di ruotare per colpirlo con l’unico braccio che aveva, ma fu troppo lenta e si ritrovò ad attaccare solo l’aria.

«Se dobbiamo fermarlo, dovrebbe andare bene questo!» Rispose Zong, lanciandoglisi davanti. I suoi occhi brillarono mentre scagliava l’Ipnosi.

Per un attimo, parve funzionare. La testa di Girafarig crollò, addormentata. Ma quando una Tripletta volò verso di lui, il corpo si mosse comunque.

«Commmme ha fatttto a…» Iniziò Rygo, poi fissò la testa sulla coda e capì.

«Oh, avete commesso un grosso, grosso errore.» Disse la testa nera sorridendo. Non era rimasto nulla della voce gracchiante di prima. Si lanciò contro Zong e lo morse. Sorprendendo tutti, riuscì a sollevarlo di peso per poi scagliarlo via.

«Grazie comunque. Era una vita che nessuno era così stupido da provare ad addormentare un Girafarig. Grazie a voi, posso finalmente scatenarmi un po’.» Continuò, compiaciuto. Si lanciò contro Roserade che fu costretta e evitare una Cozzata Zen lanciata usando la testa inerte. La pokémon volò all’indietro schiantandosi accanto a Marsh e rialzandosi faticosamente.

«Cosa… Chi… Qualcuno mi può spiegare?» Chiese Marsh, osservando Zong rialzarsi a fatica.

«Avevo sentito dire che è impossibile addormentare un Girafarig.» Rispose Rose. «Pensavo volesse dire che non si addormentassero proprio, invece vedo che è molto peggio.»

«Peggio? Meglio vorrete dire.» Rispose la testa «Un Girafarig ha due cervelli, uno anteriore e uno più piccolo sulla coda. Quando è sveglio, è il cervello principale a comandare, mentre quello secondario funge da asuiliario, ma quando dorme… diciamo che la barca passa in mani migliori, dato che in questo momento la mia mente ha la potenza di due cervelli insieme. Non è straordinario?»

«Effettivamente è straordinario che tu riesca a perdere tempo a parlare con noi in questo modo.» Rispose Rose, attaccando dal basso verso l’alto con una nuova Velenpuntura.

Per tutta risposta, un Pestone la colpì in faccia e la lanciò a terra.

«Semplicemente, ora posso divertirmi un po’.» Replicò il Girafarig «Non vorrete mica che la finisca subito?»

Normalia, piane a est di Knowledge Castle, 28/07/4783, circa le 22

«Quindi, come sta andando? Tutto da programma?» Chiese il Lucario, guardando Riolu. Lui e Persian si trovavano in un boschetto poco lontano dall’accampamento del Gruppo. Era rischioso farsi trovare così vicini, ma avevano bisogno di quello che il Riolu poteva dir loro.

«Sì. Allora, ci vorranno altri tre giorni per raggiungere il confine al ritmo a cui stiamo andando. Dopodiché, seguiremo la strada di Arceus fino a Fairydan, la capitale di Fatia.»

«Siete troppo veloci. Non c’è nulla che tu possa fare per rallentare il Gruppo?» Chiese Persian.

Riolu lo fissò, confuso «Perché dovrei voler rallentare il Gruppo?»

Lucario spinse via Persian, sorridendo «Scusalo, è semplicemente pigro, gli piacerebbe viaggiare a un ritmo più lento. Nient’altro che puoi dirci?»

«Ecco…» Iniziò Riolu. Ultimamente, aveva notato che Eelektross lo fissava spesso. Non c’erano istinti cattivi in quegli sguardi, ma la poca aura che Riolu poteva percepire gli faceva pensare che ci fosse almeno del dubbio. Poi scosse la testa «No, nient’altro.»

«Allora puoi andare. La tua Forzasfera procede bene.» Commentò Lucario. Riolu annuì soddisfatto e si diresse verso il campo. Quando fu certo che se ne fosse andato, il Ditto si sciolse, ritornando al proprio aspetto normale.

«Bene, hai quasi rovinato tutto.» Commentò, fulminando Persian con lo sguardo.

«’Hai quasi rovinato tutto’, gne gne gne gne.» gli fece il verso quello «Stavo solo cercando di capire se potessimo guadagnare tempo in qualche modo.»

«Se i rinforzi che abbiamo chiesto fossero arrivati in tempo, adesso non avremmo questi problemi. Maledizione, e pensare che è proprio lì eppure non possiamo sfiorarlo con un dito.»

«Possiamo, se vuoi farti molto, molto male. Nessuno è riuscito a sconfiggerlo finora.» Rispose Persian.

«E ci tengo ad evitare di aggiungermi alla lista. Abbiamo ancora tempo comunque. I rinforzi ci raggiungeranno al confine di Fatia, li aspetteremo lì. Tanto dubito che riusciranno a ottenere tanto facilmente udienza al palazzo reale.»

«Almeno quello… Sperando ovviamente che a Fatia non ci soffino la preda.»

«C’eravamo prima noi. Dovrebbe bastare.» Rispose Ditto.

«Già. Dovrebbe…» replicò Persian. E i due rimasero in silenzio.

«Qualche informazione nuova?» Chiese Eelektross ai due pokémon.

«Niente di che signore. Come da istruzioni lo abbiamo tenuto sotto controllo, ma quel che abbiamo raccolto è inutile per le sue richieste.»

«Nessun problema, è il primo giorno ed è chiaramente uno che sa tenere i suoi segreti. Tenetelo d’occhio e se emerge qualcosa fatemelo sapere.» Concluse il pokémon. I due annuirono e si allontanarono.

“Non che mi aspetti di scoprire molto” Rifletté Eelektross “Ma prima o poi ritroveremo i suoi compagni, vivi o morti che siano. E allora dubito che rimarrà fedele al Gruppo. In fondo, la fedeltà è l’ultima delle sue qualità.”

Immerso nei suoi pensieri, per qualche minuto la sua mente rimase su Gliscor, poi si spostò sulla loro prossima meta. Scosse la testa “Sono passati quattordici anni. Sono certo che è tutto passato.” Si disse. Ma era più per convincersi che un pensiero vero.
 

Darken

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CAPITOLO 186: SEGRETI DEI PIRATI​

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Normalia, Ansa del Tagliagole, 28/07/4783, circa le 22Il Kommo-o fissò l’avversario con prudenza. Crult era pur sempre stato il suo capitano, e sapeva benissimo quanto fosse pericoloso. Quanto alla Simipour, quella pokémon non gliela raccontava giusta. I suoi movimenti non sembravano affatto quelli di una dilettante, eppure ancora non aveva fatto praticamente nulla.In quel momento, sentì del rumore alle proprie spalle. Erano passi, almeno una trentina di Pokémon. Anche Crult e Simipour li avevano sentiti, e ovviamente avevano lanciato un attacco sperando di mandare al tappeto Kom sfruttando la sua distrazione. Il pokémon parò l’Idrovampata con le squame del braccio destro e schivò la Velenpuntura. A quel punto, arrivarono i pokémon di Girafarig e si lanciarono contro Crult e Simipour.Kom li fissò un momento, poi si infuriò «Sparite!» Gridò.I pokémon lo fissarono, esterrefatti. Uno di loro, un Ursaring, si girò verso di lui «Ehi, abbiamo diritto al premio quanto t…» iniziò. Subito dopo, un Clamorsquame investì tutti i presenti. Crult si fece scudo con i primi due avversari che gli capitarono a tiro, Simipour si nascose dietro un masso. L’Ursaring e diversi altri pokémon si ritrovarono scagliati via dall’onda sonora.«Ora avete capito perché non vi voglio tra i piedi? Sparite!» Ordinò Kom. I pokémon si fissarono per un momento, poi un Chinchou fu il primo a proseguire. Gli altri se la diedero a gambe dietro di lui.«Scusa per l’interruzione Crult. Adesso, possiamo continuare.» Disse il drago mentre Crult, dopo averli avvelenati, lanciava via lo Watchog e il Drampa con cui si era fatto scudo, i quali crollarono al tappeto subito dopo. Poi, il drago gli fu addosso. Crult schivò uno Stramontante, cui rispose con Velenpuntura. Il Kommo-o bloccò i colpi usando le squame come scudo, poi colpì con Dragartigli. Crult schivò per poi lanciare una Tossina, ma il Drago schivò e rispose ancora con Stramontante. Questa volta Crult non riuscì a parare, ma usò venti tentacoli per attutire l’impatto. Gli altri venti lanciarono una Velenpuntura che centrò l’avversario al petto costringendolo ad arretrare.«Sempre forte, eh?» Commentò il pokémon.«Non ci si può certo indebolire solo perché metà dei tuoi tentacoli sono andati, non credi?» Commentò Crult. Subito dopo, cinque dei suoi tentacoli lanciarono un getto di veleno. La Fangonda investì Kom, che però resistette. Subito dopo il pokémon rispose con un nuovo Clamorsquame, costringendo Crult a mettersi al riparo.Fu solo a quel punto che si rese conto di aver completamente dimenticato Simipour. Si guardò intorno, ma non vide la pokémon da nessuna parte. Fece per cercarla meglio quando una Tossina lo centrò alle spalle. La sentì filtrare tra le squame e cominciare a fare effetto. Approfittando della sua distrazione, Crult l’aveva colpito.“Ok, così non va.” Pensò il drago. Gli ci voleva più velocità. Perciò, uso Sganciapesi. Una parte delle sue squame si staccò, rendendolo più leggero. In questo modo, più veloce, si lanciò su Crult e lo colpì con un Dragartigli, danneggiandolo e facendolo volare all’indietro per un paio di metri.«Che problema c’è Crult? Non mi sembra tu stia dando il massimo.»«Stavo solo aspettando il momento giusto.» Rispose il Tentacruel. Poi, da cinque dei suoi tentacoli partirono spruzzi d’acqua. Acquadisale. L’attacco fece molto, molto male a causa dei danni subiti in precedenza. Ma…«Non è abbastanza!» Esclamò il Drago, allargando le braccia per lanciare un nuovo Clamorsquame.«Lo so.» Rispose Crult «Ma è abbastanza per lei.»In quel momento, un Geloraggio colpì il Drago alle spalle, dall’alto. Il pokémon guardò in su, e vide la pokémon aggrappata al soffitto. Quella si lasciò andare e balzò verso di lui.«Bel piano… ma non… abbastanza!» Gridò il drago, allo stremo, lanciando uno Stramontante verso l’alto. Il colpo impattò con Simipour… E la Pokémon esplose.«Cos…» Fu l’ultima cosa che Kom riuscì a dire. Poi la vera Simipour comparve da dietro il Sostituto, e lo colpì con un Aeroassalto.“Ha usato… la copia… per nascondersi… E bloccare il colpo…” Pensò Kom. Poi crollò a terra e non si mosse.«Ottimo lavoro.» Commentò Crult «Questa tecnica è di altissimo livello.»«Grazie. Non è facile da imparare, soprattutto per quanto riguarda posizionarsi perfettamente dietro al proprio Sostituto. Basta essere a malapena visibili per rovinare tutto.»“Ha trasformato una mossa difensiva usata per guadagnare tempo in una mossa utile a colpire a sorpresa. È abile. Forse, perfino troppo…” Pensò Crult. Simipour si girò ad osservare il Kommo-o. Per un attimo, uno dei tentacoli di Crult si ricoprì di veleno per una Velenpuntura. Poi, il viola svanì e il tentacolo tornò normale. “Non adesso. Se sarà necessario, me ne occuperò.” Pensò il pokémon.«Dovremmo andare ad aiutare gli altri.» Disse Simipour in quel momento.Crult ponderò la cosa per un momento, poi scosse la testa.«Non mi piace la situazione giù al porto. Wamps e Tyrantrum sono forti, ma ora che altri avversari gli stanno andando addosso rischiano di trovarseli contro da stanchi.»«Non potrebbero star aiutando quel Muk contro Furret?» Chiese Simipour.Crult sorrise «Che Arceus gli aiuti se pensano di farlo. Andiamo!» Disse. Simipour si mise a correre. Crult fissò Kom per un momento. Uno dei suoi tentacoli si avvicinò alla bocca del Pokémon ed emise alcune gocce di veleno. Il pokémon ebbe un brivido, poi rimase immobile.“Immagino questo sia un addio definitivo, Kom.” Concluse mentalmente Crult, girandosi “Quando arrivi all’altro mondo, spero per te che non ti facciano finire accanto agli altri, o dovrai prepararti a ben altro. Muk schivò per un pelo la Fossa aggrappandosi alla parete. Il Furret emerse e si guardò intorno, poi scomparve nuovamente sotto terra.“Ti ho preso adesso!” Esclamò Muk, gettandosi a terra e colpendo con un Terremoto che riverberò in tutto il pavimento. Ma Furret non emerse.“Che l’abbia sconfitto così?” Si chiese Muk. Poi sentì un rumore nella parete e Furret emerse dalla roccia colpendolo.Muk arretrò, sorpreso “Capisco. Ha scavato lungo la parete. In quel modo ha evitato il mio Terremoto e mi ha colpito a sorpresa. Non sta andando affatto bene.” Si disse, mentre Furret scompariva di nuovo sottoterra.In quel momento, alcuni pokémon comparvero da dietro. Si girò per affrontarli, poi riconobbe alcuni dei pokémon della sua ciurma. Gli altri dovevano essere di gruppi minori.“Eccellente.” Dopo aver schivato una nuova fossa, cui rispose con un Rocciotomba che si schiantò inerte mentre Furret scompariva di nuovo sottoterra, osservò il gruppo che stava arrivando. “Inutile, inutile, inutile, inutile… Ahah!” Penso. Appena il Chimecho fu a tiro, lo colpì con Vorticolpo, mandandolo al tappeto con un solo attacco.«Cosa… Che Giratina fai?!» Esclamò un Ursaring piuttosto malconcio. Poi vide con sorpresa il Muk sollevarsi a mezz’aria. Il suo corpo fangoso assunse una forma più circolare, e i presenti notarono che il braccio con cui aveva mandato al tappeto il Chimecho aveva assunto una colorazione simile a quella dello sconfitto. Poi ritirò il braccio nel proprio corpo, e la macchia di colore diverso prese a galleggiare pigramente nel corpo.«Grazie mille per la Levitazione. Ora sparite.» Disse il Muk. Una ventina dei presenti annuirono e proseguirono subito, mentre alcuni rimasero indietro.Muk fece per mandarli via, poi scosse la testa. Un po’ di rinforzi potevano comunque fargli comodo. Nel frattempo, Furret era scomparso nuovamente sottoterra. Quando ne emerse, mirò a un Grimer lì vicino, che crollò all’istante. Poi scomparve ancora.“Tolto lui, me ne rimangono altri sette.” Osservò Muk, contando i pirati rimasti al suo fianco. L’Ursaring era già pesantemente danneggiato, e anche un Trumbeak, un Gumshoos e un Tortunator non erano ridotti molto bene. Gli unici tre che parevano in salute erano l’Aipom, l’Umbreon e il Murkrow.In quel momento, Furret emerse dalla parete di fianco e colpì il Tortunator. Il pokémon resistette e rispose con Marchiatura, ma Furret era già sparito di nuovo sottoterra.“Attacca e fugge… Buona strategia, ma come suppone di poter reggere contro noi otto?” Si domandò il pokémon Veleno.In quel momento Furret emerse ancora e colpì con Fossa, abbattendo il Tortunator. Tuttavia il pokémon più vicino, il Murkrow, lo centrò con Attacco d’Ala. Furret arretrò e si gettò nuovamente sottoterra. L’Ursaring colpì il terreno con Terremoto. Per un momento no ci fu alcuna reazione, poi dal soffitto piombò fuori il pokémon Normale, che si schiantò sull’avversario e lo mandò al tappeto.L’Umbreon e il Gumshoos ne approfittarono e colpirono uno con Iperzanna e l’altro con Neropulsar. Il Furret si limitò a schivare il Neropulsar e rispondere all’attacco Normale con una Breccia cui l’avversario resistette per miracolo, prima di gettarsi ancora sottoterra.“Non me n’ero reso conto, ma è davvero forte.” Pensò il pirata. Si guardò intorno. Ormai c’erano almeno una ventina di buche sulle pareti e sul pavimento, e una sul soffitto. Una nuova si aprì quando il Furret sbucò fuori di nuovo per attaccare il Gumshoos, finendolo. L’Aeroassalto di Murkrow lo colpì, ma il pokémon si limitò a gettarsi ancora nel terreno.“Se colpisco il terreno si sposta sulle pareti o nel soffitto, dove il danno è ridotto. Se lo colpiamo quando esce, si ributta sotto terra e intanto ci colpisce. Inoltre, ha mirato fin da subito a quei Pokémon che potevano conoscere Battiterra o Terremoto. Sa perfettamente quali sono i suoi punti deboli.” Si disse. In quel momento, Furret emerse da sotto Aipom scagliandolo verso l’alto. Quando Murkrow riprovò a colpirlo con Aeroassalto, il pokémon sorrise e rispose con un Tuonopugno lanciato attraverso la coda, caricata di elettricità. Sconfitto, Murkrow crollò. Restavano in piedi solo Umbreon, Trumbeak e un Aipom parecchio malconcio “Inoltre studia rapidamente l’avversario e riesce a prevederne gli attacchi dopo pochi colpi. Che diavolo di addestramento ha per essere così forte?”In quel momento il pokémon emerse di nuovo. Mirò ancora ad Aipom, ma dopo averlo colpito fu costretto ad arretrare per schivare un Neropulsar. Si ributtò subito nella parete, e riemerse dal soffitto piombando su Aipom, che crollò.A quel punto, Muk colpì il terreno con Terremoto, mentre Furret si gettava in una delle gallerie scavate in precedenza. Tuttavia, Umbreon e Trumbeak capirono subito il piano e si girarono verso la parete destra e il soffitto, mentre Muk ed un quasi esausto Aipom controllavano la parete sinistra.Attesero, ma non si mosse nulla. Poi Trumbeak sentì un suono dal soffitto. Si girò verso l’alto, pronto ad attaccare… E una gigantesca ondata d’acqua uscì dal buco che il Furret aveva scavato in precedenza. Il pokémon si spostò appena in tempo, ma a quel punto altra acqua cominciò ad uscire dai buchi sulle pareti e ad eruttare da quelli sul pavimento.Umbreon ed Aipom, incastrati al suolo, furono colpiti da tutte le direzioni e crollarono. Muk e Trumbeak per fortuna riuscirono a schivare il grosso dei getti, anche se furono colpiti comunque.«Come…»«Surf.» Rispose Muk «Prima non ha usato Fossa, si è gettato nelle gallerie che ha scavato e che, a quanto pare, sono tutte collegate. Appena ha raggiunto la cima ha lasciato andare un Surf, che è uscito dalle varie aperture.»«Non è una strategia da pirati, questa. Si può usare solo in luoghi chiusi. A cosa gli serve?» Commentò Trumbeak.«A Furret il pirata, non serve.» Rispose una voce. Furret emerse dal terreno spinto da un getto d’acqua e colpì Trumbeak di sorpresa con un Tuonopugno, facendolo crollare «Ma al vecchio Furret era utilissima.»Muk, lanciò un Vorticolpo, che centrò Furret. Quello resse l’impatto e rispose con Breccia, danneggiando il pokèmon fangoso. Schivando una Velenpuntura, colpì subito con un Tuonopugno.«Chi diavolo sei, tu? Il Furret di cui ho sentito parlare è un incapace, l’ultima ruota del carro tra i capitani del Draak.» Domandò Muk. Intanto Furret si riggettò in una galleria schivando un Rocciotomba ed emerse da dietro di lui con un nuovo Tuonopugno.«Furret, dei Pirati Combattenti.» Rispose il pokémon «Ma forse, il nome Ser Ruft del Ducato di Idria ti dice qualcosa di più.»«Ah, non dire sciocchezze! Quel pokémon è morto sei anni fa, insieme ai suoi duemila soldati.»«Sei libero di non credermi. In fondo, io volevo che la gente mi credesse morto. Ho perso quasi tutti i miei compagni quando si sono sacrificati per permettere a me e a un centinaio di altri di fuggire. Ma grazie a loro, sono ancora vivo.»Muk rifletté un momento. Il capitano Furret dei Pirati Combattenti era conosciuto come un capitano che attaccava poche navi, quasi tutti di militari, e riportava sempre grossi danni. Per questo era sempre stato ignorato dagli altri capitani. Ma, se stava agendo per vendetta, allora era tutto chiaro.“Così non va. Così non va!” Pensò Muk. Poi una Breccia lo colpì alle spalle. Si girò, ma Furret era sparito di nuovo.“Ecco perché usa uno stile che non si userebbe mai su una nave. Lui è un combattente di terra!” Realizzò il Pokémon Veleno. Un momento dopo, Furret gli comparve davanti con la coda carica per l’ultimo Tuonopugno.In preda al panico, Muk lanciò un Vorticolpo. Il suo braccio ruotò all’impazzata, ma per tutta risposta Furret lo bloccò con Tuonopugno, facendoglielo sbattere a terra. Poi, una Breccia colpì Muk al volto e il pokémon crollò.Furret sospirò, guardandosi la pelliccia sporca di terra e fango. “E poi parlano di eroi senza macchia. Guarda in che condizioni sono…”In quel momento, due pokémon si avvicinarono. Si girò per affrontarli, sorpreso, e si trovò davanti Crult e Simipour.«Non dovreste essere qui.» Commentò Furret.«Ci siamo separati dagli altri per risolvere un problema. Dato che è stato uno scontro faticoso, abbiamo deciso di andare ad aiutare Wamps e Tyrantrum anziché rischiare di metterci in mezzo nella lotta. Tu cosa vuoi fare?» Chiese Crult.Furret scosse la testa «Sono messo come voi. Nonostante tutto, erano comunque forti abbastanza da farmi parecchi danni. Credo verrò con voi. Credete però che basteranno gli altri per combattere Girafarig?»«… Non lo so, voglio essere onesto. Lui era l’avversario peggiore che ci potesse capitare. In una lotta contro di lui sono svantaggiato, e date le condizioni in cui mi trovo ora penso che sia più forte di me.»«Quindi non abbiamo alcuna possibilità?»«C’è sempre una possibilità. E contro di lui, quella possibilità ha l’aspetto di una campana di ferro.»Furret lo fissò confuso «… Zong? Non lo facevo un avversario così ostico.»«E io non ti facevo un Combattente.» Rispose Crult «Ma non temere, non sto affatto scherzando. Zong è la nostra scommessa migliore contro di lui.»Furret si limitò ad annuire, poi si girò verso l’uscita. Crult si volse dall’altra parte un momento, dove sapeva che gli altri stavano affrontando il pirata “Questo però solo se Zong riesce ad usarla. Spero che non abbia già esaurito le sue opzioni.” Si disse. Poi fece un cenno a Simipour ed i due uscirono. La piccola testa di Girafarig schivò annoiata una Tripletta e rispose colpendo il Porygon-Z con Pestone. Il pokémon però schivò il colpo, anche se per un soffio, ed arretrò. Fece per seguirlo, ma un’Idropompa la centrò al fianco. Non che gli avesse fatto particolarmente male, visto che aveva dovuto attraversare uno Schermoluce, ma era comunque parecchio irritante.“Dunque, il prossimo attacco dovrebbe arrivare da… qui!” Esclamò ruotando il corpo e rispondendo all’attacco alle spalle, la Vortexpalla di Zong, con una Cozzata Zen lanciata dalla testa addormentata. Il pokémon Acciaio arretrò, stordito, e Girafarig ne approfittò per allontanarsi. In quel momento, Roserade si avvicinò per colpire con Velenpuntura. E cadde esattamente nella Divinazione che il pokémon aveva preparato poco prima, venendo scagliata via dall’energia psichica.I quattro pokémon che lo circondavano ansimarono, stanchi. Eludere, bloccare o incassare i suoi attacchi era praticamente tutto quello che erano riusciti a fare da quando lo scontro era cominciato.In quel momento, Zong ebbe un’idea. Un’idea migliore di quella di addormentare il Girafarig, perlomeno. Fece cenno a Rygo di distrarre il pokémon, e quello ubbidì. Nel frattempo, Zong si rivolse verso Rose e Marsh e si concentrò. Era sempre stato abbastanza incapace nel comunicare telepaticamente, ma almeno con due pokémon così vicini riteneva di essere in grado di farcela.“Ascoltate,” Disse, constatando con sollievo che funzionava “Abbiamo una sola possibilità. Dobbiamo colpirlo tutti insieme con il nostro attacco più potente.”“Beh, grazie mille.” Rispose Rose “E come pensi di farcela? Le sue reazioni sono velocissime.”“Esattamente per questo. Adesso ascoltate. Avrete un solo colpo. Dopodiché, probabilmente, riuscirà a riprendersi e per noi sarà la fine. Credete di potercela fare?”Marsh e Rose si guardarono, poi annuirono entrambi. Zong li guardò e sorrise.In quel momento, Rygo fu scagliato via da un Pestone. Non fu abbastanza per sconfiggerlo, ma riuscì a causargli grossi danni. Girafarig gli caricò dietro, ma fu costretto a spostarsi per schivere un’Idropompa e piazzare una nuovo Schermoluce per sostituire quello vecchio, ormai scomparso.A quel punto, Zong lanciò un segnale mentale agli altri tre e si lanciò in avanti. Ci fu qualcosa di simile a un soffio di vento, poi non sembrò accadere nulla. Dopo un attimo di confusione, Girafarig sorrise e si lanciò all’attacco.“Sicuramente quella era Divinazione.” Si disse il pokémon. “Ma non importa, posso reggere tranquillamente. Vediamo di eliminare lui però, non vorrei avesse trucchi migliori.”Stava caricando a tutta velocità, quando qualcosa a velocità folle lo colpì al fianco. Ci fu un rumore di vetri infranti mentre lo Schermoluce andava in frantumi. Girafarig si girò e vide Rygo arretrare rapidamente per evitare un Pestone di risposta.“Come ha fatto a muoversi così ve…” Iniziò Girafarig, ma fu interrotto da una Vortexpalla, una Velenpuntura e il getto di un’Idropompa. Tutti e tre assurdamente veloci, e tutti e tre lo centrarono in punti diversi, sui due fianchi e al volto addormentato.Fu un colpo talmente forte che il pokémon Psico si trovò scagliato via, volando per poi atterrare a una ventina di metri di distanza. Si rialzò a fatica, osservando i quattro pokémon schivare la Divinazione che aveva lanciato qualche tempo prima.“Come hanno fatto a diventare così veloci? Fino a poco fa stavo dominando io, e adesso…” Si disse. Poi realizzò cosa stava succedendo e scoppiò a ridere.«Distortozona?!» Esclamò, sorridendo e fissando Zong «Una mossa intelligente, te lo concedo. Ma non basterà, sono troppo intelligente per farmi ingannare da questi mezzucci.» Disse, caricando nuovamente. E con una velocità incredibile, il pokémon Acciaio gli fu davanti.«Hai ragione, da solo sei troppo intelligente. Vediamo di dimezzare il problema.» Replicò. Poi piegò il corpo in avanti. Ci fu il suono di una campana, prodotto dal batacchio interno del pokémon. E subito dopo, la testa di Girafarig riaprì gli occhi, mentre la testa minore ritornò ad avere uno sguardo assente.«Ora!» Gridò Zong, mentre quello colpiva con un Morso.Gli altri tre non se lo fecero ripetere. L’Idropompa fu la prima a colpire, seguita da un Falcecannone a piena potenza. Girafarig gridò e mollò la presa su Zong che sorrise colpendo con Vortexpalla.Girafarig fu nuovamente sbalzato via… e atterrò direttamente davanti a Rose. La Roserade sorrise e prese a ruotare all’impazzata, mentre dall’unica rosa che possedeva fuoriusciva un torrente di petali.Girafarig lanciò una Cozzata Zen, mirando a colpire la pokémon prima di essere centrato dalla Petalodanza. E sicuramente ce l’avrebbe fatta, perché il suo colpo era molto più veloce. Invece, nella Distortozona fu il colpo di Rose a colpire per primo. Scagliato nuovamente all’indietro, Girafarig si schiantò a terra e non si mosse, esausto.I quattro lo fissarono increduli, poi lanciarono un grido di trionfo.Subito dopo, gli applausi di un pokémon li interruppero. I quattro si girarono, e un enorme pokémon scimmiesco si fece avanti. Lo Slaking applaudì, sorridendo.«Eccellente, eccellente. Tuttavia, temo che quest’oggi abbiate fallito.» Commentò. E a quelle parole tutti e quattro rabbrividirono.
 
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