[Darken]Pokémos[Capitolo 1 - *]

IS THIS A JOJO REFERENCE?

Comunque, scherzi a pare, bello come sempre
Ne sono felice. E no, almeno in questo capitolo un paio di cose utili sono successe.

CAPITOLO 187: CONCLUSIONE DELL'ATTACCO​

Normalia, Ansa del Tagliagole, 28/07/4783, circa le 23Rose capì subito che contro lo Slaking non potevano fare nulla. Dava un’impressione di forza come pochi pokémon da lei conosciuti. Il suo pelo non bianco ma più scuro intorno al volto gli dava inoltre un aspetto più minaccioso, e questo nonostante già di per sé molti Slaking fossero considerati solitamente guerrieri molto potenti.Anche gli altri dovevano aver avuto la stessa impressione, perché nessuno si mosse all’attacco. Dopo qualche minuto, lo Slaking annuì «Molto bene, vedo che non siete degli sciocchi. Perciò, direi che posso prendermi questo.» disse, afferrando il Girafarig svenuto e caricandoselo sulla spalla come fosse un fagotto.«Ma… Ma perché?! In fondo è un pirata come tanti. Sicuramente è forte, ma…» iniziò Zong, ma uno sguardo del pokémon scimmiesco lo interruppe.«Noi dell’Organizzazione ne abbiamo bisogno. Vale qualcosa, quindi non desideriamo perderlo. Credo che basti.»«Tu sei dell’Organizzazione?!» Esclamò Marsh, fissandolo.«Già. E tu sei Marsh, del Gruppo. Tecnicamente dovrei catturarti o ucciderti, ma nella lista di pericolo per l’Organizzazione sei agli ultimi posti. Quindi, dato che sinceramente combattere contro voi quattro sarebbe semplicemente faticoso e io non ci guadagnerei nulla a parte la testa di un ragazzino che è finito in un gioco troppo grande per lui, per questa volta ti lascerò andare.»Marsh strinse il pugno, tentando di trovare qualcosa da dire. Ma fu Rose a farsi avanti «Abbiamo combattuto per giungere fin qui. Ci ho già rimesso due navi. Inoltre, hai offeso il mio vice. Dammi un valido motivo per non affrontarti.»Lo Slaking sorrise «Perché sappiamo entrambi che non puoi battermi. Giusto?»Rose annuì «Tuttavia, forse si può raggiungere un accordo. Vogliamo quel Girafarig. Cosa dovremmo darvi per ottenerlo? Non accetterò come risposta ‘Marsh’.»Lo Slaking la fissò per un momento, poi sbuffò «Non avete niente che io voglia, a parte quel Crult che dubito mi consegnereste e il ragazzino che avete già escluso. Quindi, spiacente, ma il Girafarig è nostro.»Rose sospirò, poi assunse una posizione d’attacco. Slaking la notò e sorrise «Tuttavia, io rispetto i forti. Non farò assolutamente nulla per catturarvi, e potete fare quel che volete delle ciurme al porto. Consideratelo un premio di consolazione. Ma lasciate che vi dica questo» aggiunse «se avete seriamente intenzione di mirare alle teste della Fratellanza, ci incontreremo ancora. E la prossima volta, se non vi uccideranno loro, lo faremo noi.» Detto ciò, balzò via così in fretta che Rose e gli altri ci misero un attimo a realizzare che si trovava ormai all’uscita da cui era venuto, dentro cui scomparve rapidamente.Rose fece un cenno agli altri, e i tre annuirono. Avevano fallito. Si girarono verso il tunnel e si diressero al porto. Almeno dovevano uscirne sani e salvi. Da qualche parte ad Elettria, 29/07/4783, circa le 10«Quindi, ha dato una spiegazione per questa colossale idiozia?» Chiese Eele, fissando il primo Generale.«Secondo la sua opinione, quei pirati potrebbero tornarci utili in un secondo momento. Quanto al Marshtomp, non è un membro del Gruppo attualmente, e anche se lo fosse per noi non riveste alcun interesse. L’unico motivo per la taglia era ridurre il numero di membri del Gruppo, e l’ha già fatto da solo. Dato che è impossibile per lui riunirsi al Gruppo ora, non abbiamo alcun motivo particolare per volerlo morto.» Concluse il Primo Generale.«Abbiamo davvero bisogno di pensare alla necessità? Avrebbe dovuto ammazzarlo e basta.» Commentò Nidoking, e ci furono numerosi cenni d’assenso dai pokémon seduti al tavolo. Tra questi però non ci fu il Diciottesimo Generale.«Tutto ciò non ha importanza. Quel Marshtomp era una mera pedina nelle mani di Eelektross, e quei pirati potrebbero effetivamente farci comodo se ho intuito cosa intende Slaking. Piuttosto, Nidoking, ti sei occupato di Roserade e Toxic Zone? Non possiamo permetterle di continuare a fare il bello e il cattivo tempo in quella città. Alcuni nobili nostri alleati danno segni di malumore.»«Lei è già rientrata, e stanno facendo lo stesso le sue truppe.»«E riguardo al suo… stato mentale?» Chiese il Secondo Generale, fissando Nidoking.«Niente di preoccupante.» Minimizzò Nidoking.«Non che voglia dir molto da te… In ogni caso, penso che sia opportuno tenerla sotto controllo per qualche tempo. Le notizie che ho avuto su di lei non sono rassicuranti.»Nidoking borbottò qualcosa che solo il Diciottesimo riuscì a udire chiaramente, ma annuì.«Prossimo punto. Il resto dei nostri piani. Che ne è stato delle Fiamme Bianche?» Chiese, osservando Fern.Il pokémon lo fissò di rimando «Le Fiamme Bianche sono pronte ad agire.»«Free, Floatzel, la rivolta di Laghia ed Alvearia?»«La mia parte l’ho fatta.» Commentò Floatzel «Le voci si sono diffuse, e tra la popolazione si stanno folmando diversi gruppi di protesta pericolosi. Hanno bisogno di una spinta.»«Che però non arriva. Perché Free?»Free deglutì «Non riusciamo a trovare il nuovo capo della criminalità di Alvearia. Senza di lui, è impossibile causare un’insurrezione abbastanza vasta.»«Il Capo sarà molto deluso di saperlo. Mi aspetto risultati quanto prima. Harma?»«Blaziken dovrebbe star radendo al suolo quel villaggio proprio ora. Se abbiamo calcolato bene i tempi, dovrebbe avvenire in contemporanea all’insurrezione di Velenia.»«Esattamente.» Rispose Nidoking.«Mhyen? Golurk?»«Appena scoppieranno le rivolte, le nostre seguiranno immediatamente. Sia Palossand che Raticate non vedono l’ora di cominciare.»«Salamence?»«Sette giorni fa Vivillon ha radunato le alte cariche del MAT e ha presentato loro le nostre… ‘prove’. Inutile dire che ci hanno creduto. Questa notte, il MAT distruggerà le forze fedeli all’Alleanza.»«Eele?»«Mi serve la testa di Eelektross, e ho trovato chi desidera ardentemente portarmela. L’ho già mandato a Fatia. Con lui c’è il Tenente Jolt. Mi sembrava corretto, dato il suo odio per Luxray. Il difficile è stato convincere Eon a cederlo…»«Splendido.» Disse il Primo Generale sorridendo «Signori e signore, il nostro futuro è illuminato dalla luce della vittoria. Nessuno può mettersi sulla nostra strada. L’Organizzazione è invincibile, ora e per sempre.»                                                                                              Colli Spettrali, Palazzo di Ghostburgh, 29/07/4783, circa le 11Palossand fece del suo meglio per nascondersi, mentre le sue ultime guardie venivano liquidate, ma il Dusknoir lo trovò lo stresso. Lo colpì con un Pugnodombra e sorrise.«Perché stai facendo questo?» Chiese il pokémon, fissando Mismagius, dietro l’altro «Eri d’accordo anche tu! Dicevi che avresti guadagnato enormemente da questa rivolta.»«Sfortunatamente per te, la leadership della nostra Compagnia è cambiata. Quindi Lord Palossand l’Infedele, da quel che so hai ricevuto denaro e strumenti per poter portare avanti la rivolta. Chi te li ha dati?» Chiese Dusknoir, fissandolo.«Come se volessi dirtelo, sporco…»«Risposta errata.» Replicò il Dusknoir, per poi colpirlo «Immagino dovrò usare le maniere forti.» Commentò «Sarà un piacere.» Oscuria, Castello di Darkorth, 29/07/4783, circa le 11Il Raticate di Oscuria si guardò intorno. Era convinto di essere osservato, ma si sbagliava di sicuro. Le sue guardie erano in stato di massima allerta.Imboccò un porticato che dava sull’ampio giardino interno del castello. E improvvisamente dall’ombra davanti a lui spuntarono due occhi gialli.La Liepard si fece avanti sorridendo «Lord Raticate il Grosso, sbaglio?»«Il Forte.» Rispose Raticate, fissandola. Era certo di non conoscerla. Si guardò intorno, ma nel giardino non c’era nessuno. Non sentiva neanche alcun allarme, per cui non poteva essere entrata usando la forza.«Proprio lui. Sono qui in merito alla sua piccola rivolta. Per spegnerla prima che abbia luogo.»«Come…»«Il suo errore è stato fidarsi di quello sciocco di Rork il Truffatore. Certo, è un ottimo ricetattore, ma come si fa a fidarsi di uno con un nome del genere?»Raticate pensò al Pokémon, uno Zoroark che gli aveva fornito strumenti su ordine dell’Organizzazione. Possibile che l’avesse tradito? O che avesse tradito l’Organizzazione?«Rork questa volta è stato difficile da convincere, ma alla fine il nome di E. fa miracoli. Devo dire che essere parte della sua… come l’hanno chiamata? Compagnia! Sì, farne parte è davvero interessante. Comunque, sono qui per lei.»«E cosa volete da me?»«I nomi di tutti i coinvolti nella congiura. Ce li dia, giuri di ritirarsi da essa, e prometto che lei se la caverà con tutti gli arti e gli organi al loro posto.»Raticate deglutì, ma si mise in posizione da combattimento «Sei nel MIO castello. Ovunque ci sono le MIE guardie. I MIEI comandanti mercenari stanno…»«Sciocco. Crede davvero che i mercenari siano gente di cui fidarsi? Nessuno ha dato l’allarme quando sono entrata. Nessuno si sta avvicinando a questo giardino. Non lo trova strano?» Rispose Liepard, sorridendo.Raticate arretrò «Cosa…»«Fossi in lei comincerei a parlare.» Continuò Liepard «O mi toccherà chiamare il mio capo. E lui non sarà gentile come me.»Raticate crollò in ginocchio. Era stato sconfitto prima ancora di dare inizio alla rivolta. Velenia, Palazzo di Toxidion, 29/07/4783, circa le 12«Perché stai facendo questo, Weezing? Hai sempre detto che il Re è inutile e questo paese può andarsene al Giratina!» Disse il Venomoth legato. Accanto a lui, legati allo stesso modo, si trovavano i suoi familiari.Weezing lo ignorò, rivolgendosi a Vileplume «Avete preso tutto?»«Tutto quello che potevamo trasportare.»«Eccellente.» Commentò il pokémon, osservando la gran quantità di oggetti preziosi rubata.«E poi… E poi… E poi ormai è troppo tardi! Toxic Zone è caduta! Io non sono neanche il leader della rivolta! Sono soltanto uno dei suoi membri!»Weezing sospirò, emettendo una nube di gas «Ascolta, io sto facendo il mio lavoro. Se mi avessi detto con le buone chi sono gli altri membri della rivolta, saresti ancora tranquillo nel tuo castello. Abbiamo già stretto accordi in passato, sai che sono un pokémon di parola. Ma tu hai tradito la mia fiducia. Dopo che per anni mi hai chiesto favori che ho puntualmente portato a termine, vengo da te e mi ritrovo un ingrato.»«Ragiona Weezing! Quanto tempo mi rimarrebbe da vivere se io…»«La domanda giusta, Movoth» Lo interruppe lo Weezing avvicinando il suo volto a quello del pokémon «Dovrebbe essere quanto tempo ti resta da vivere ora.»«Non vorrai…»«Per quanto io detesti sia i traditori sia chi non mi restituisce i favori, per il momento ti lascerò vivere. Ma voglio sapere tutte le informazioni che possiedi.»Il Venomoth deglutì, poi annuì. Lo Weezing sorrise. “Non posso fermare la rivolta, ma posso assicurarmi che sia meno estesa possibile.” Vulcania, Blazieard, 29/07/4783, circa le 13«Facci ben capire. Tu vieni da noi, Rioco e Coiro, due membri dei Cinque del Cielo in Fiamme, al comando del terzo più potente gruppo criminale delle Fiamme Blu, e ci proponi di sottometterci a te. Starai scherzando.» Commentò Coiro, il fratello maggiore.«Nessuno scherzo. Ho intenzione di rilevare tutto quanto. Manterrete il controllo dei vostri sottoposti, ma risponderete a me.»Rioco, la sorella minore, rise «E come pensi di sottometterci, esattamente?»«Dipende da come volete porre la cosa. Se accettaste semplicemente, non ci sarebbe bisogno di usare la forza. Francamente, madame, trovo che abbia delle bellissime piume, sarebbe un peccato rovinarle con un combattimento inutile.»«Anche se ci sconfiggessi, come conti di fare contro gli altri Tre. Non sarebbero certo felici della tua imposizione.»«O questo non è un problema signore. In questo momento, ho già i Fratelli Talon in custodia. Quanto a Rhiazoc, uno dei miei uomini lo pedina costantemente da tre giorni senza che questi se ne accorga. Avrebbe potuto ucciderlo duecento volte in questo tempo.»Entrambi gli Oricorio rimasero a bocca aperta. «Supponiamo pure che sia vero.» Disse Coiro, recuperando il controllo «Perché vorresti il controllo del nostro gruppo?»«Per due motivi. Il primo è che non posso espandermi fuori dalle Fiamme Blu senza avervi al mio servizio. Il secondo è che siete uno dei tre fornitori principali delle Fiamme Bianche. Sotto il mio comando, interromperete subito i loro rifornimenti, obbligandoli a servirsi solo dei Quattro Imperatori Rossi e dell’Organizzazione. Non basterà a fermarli, ma li rallenterà.»I due Oricorio si fissarono, poi Rioco parlò «Sai della rivolta?»«Ovviamente.»Gli Oricorio si misero in posizione d’attacco, sollevandosi e allargando le ali «Sei un pokémon interessante, Talnine. Sarà un dispiacere ucciderti.» Commentò Coiro.«Temevo saremmo arrivati a tanto. Suppongo che dopo oggi, i Cinque del Cielo in Fiamme diverranno un ricordo.» Commentò il pokémon volpe, mentre sulla punta delle sue code si materializzavano delle fiamme «Un vero peccato.» Fiume Draak, nave di Crult, 29/07/4783, circa le 18«Quindi abbiamo fallito!» Esclamò Wamps, battendo il pugno sul tavolo, incrinandolo «Tutto quanto è stato inutile. E questo perché voi» proseguì puntando il dito verso Rygo, Zong e Rose «Vi siete comportati da idioti e avete lasciato fuggire quello Slaking! E voi sareste pirati? Siete solo delle donnicciole!»«Prova a ripeterlo...» disse Rose, avanzando minacciosa verso di lui. Wamps si fece avanti a propria volta.«Basta!» Tuonò Crult, fermandoli con due dei suoi tentacoli «Ho passato tutta la mattina e tutto il pomeriggio a sentire le vostre versioni dei fatti. Quello Slaking era forte, questo è certo. Ha lasciato la stessa impressione a tutti e tre, ed anche al vice di Rose.»«Il marmocchio?»«Proprio lui. E considerato quello che ha visto nel suo viaggio fin qua, sono propenso a credergli quando dice che quello Slaking era una forza della natura.»«Quindi che facciamo?» Chiese Wamps «Abbiamo capito che anche se riusciamo a prendere uno poi ce lo ruberanno da sotto il naso. Idee per risolvere questo problema? Perché in caso contrario abbiamo più probabilità di sopravvivere navigando a sud e raggiungendo il mare. Uno di noi potrebbe anche farcela.»I presenti annuirono. Sapevano benissimo che anche se ci avessero provato avrebbero avuto addosso la Fratellanza in pochissimo tempo, e sarebbero stati schiacciati.«Credi che non ci abbia pensato? Certo che ho un piano.» Disse Crult.«Oh, sono così sollevato, l’ultimo è stato talmente brillante e di una tale efficacia…» Rispose Wamps sarcastico.Crult lo fulminò con lo sguardo, poi riprese «Comunque, è vero che il rischio è aumentato. Ed è per questo che dobbiamo combattere qualcun altro. Qualcuno che si trovi lontano da Normalia.»«Mi sfugge la logica. L’Organizzazione si estende a tutti i regni di Pokémos. Sbaglio, microbo?»Marsh fece per rispondere, ma fu interrotto da Crult «Vero, ma qui a Normalia non sono ancora in guerra. Ho incontrato due Capitani dell’Organizzazione, ed entrambi avevano chiarito che avremmo ricevuto rinforzi solo finché non avessero dovuto dirottare le loro forze verso la guerra. Quindi, se affrontiamo qualcuno che si è posizionato in nostra attesa in un paese in cui la guerra è in corso…»«Quindi?»«Espia.» Rispose Crult «Abbiamo catturato parecchi dei loro, e uno sapeva dove trovare Goodra e Purugly. Purugly è su verso Fatia, quindi fuori dalla nostra presa se vogliamo seguire questo programma. Ma Goodra è ad Arenia. Possiamo prendere la sua testa.»«Ah sì? Devo ricordarti che abbiamo perso un centinaio dei nostri in quell’ultimo combattimento? E questo senza contare i feriti? Vuoi che ci autodistruggiamo?»«Per questo ci servono rinforzi. E per questo mi rivolgerò ai Non Affiliati.»«Quei pirati che cacciano senza permesso? Quelli che la Fratellanza odia? Ah, vorrei vedere. Come speri di metterti in contatto con loro?»Crult sorrise «Molto semplice. Basterà contattarli attraverso il loro infiltrato nella ciurma di Rose. Vieni pure avanti.» Disse. La porta si aprì, e Part entrò nella stanza.
 
CAPITOLO 188: DIVISIONI​



Fiume Draak, nave di Crult, 29/07/4783, circa le 18«Cos…» disse Rose, indicando Part «Lui non può essere un inviato dei Non Affiliati. L’ho salvato come schiavo!»«In realtà, ‘Capitano’, i nostri leader avevano qualche problema con il tuo comportamento, quindi hanno infiltrato me nella tua ciurma in mezzo agli schiavi. Io gli riferivo quali zone di fiume stavi per attaccare e loro si assicuravano di non essere in zona.»«E lo ammetti così?»«Beh, non è che avrebbe molto senso dire “Oh no Capitano, è solo un caso.” Dato che sono stato scoperto, Arceus sa come, tanto vale che metta le carte in tavola. Posso portarvi da loro, e farvi avere un colloquio con il mio Capitano. Quello vero. E da lì, dovreste arrivare ai Non Affiliati.»«Prima ho alcune domande da farti. Come facevi a comunicare con i Non Affiliati?»«Infilavo un messaggio in una bottiglia e lo gettavo in acqua. Ci sono almeno tre membri dei Non affiliati che ci seguono sin da quando mi hai raccolto, a distanza di sicurezza. Recuperavano la bottiglia e controllavano il messaggio. Io non li ho mai visti, ma dal fatto che il Capitano Rose non ha mai combattuto contro di loro, deduco che i miei messaggi sono arrivati a destinazione.»«Per chiarire, quanto tempo è che non vedi i tuoi compagni?» Chiese Wamps, squadrandolo.«Rose, da quanto tempo sono nella tua ciurma?» Chiese Part, a quel punto abbandonando del tutto il ‘Capitano’.«Tre anni.»«Esattamente.»Wamps lo fissò, poi scoppiò a ridere a pieni polmoni. Rise di gusto, poi si interruppe bruscamente e si girò verso Crult «Davvero? Il tuo grande piano prevede di seguire le istruzioni di uno che non vede la sua ciurma da tre anni? E che non ha contatti con loro? Per quel che ne sappiamo potrebbe non raccoglierle nessuno le sue stramaledette bottiglie! Potrebbe benissimo darsi che la sua ciurma sia stata distrutta!»«Oh, no, sono certo siano ancora in giro.» Disse Part «Il mio capitano è molto forte, e ogni tanto se ne sente parlare ancora.»«E chi sarebbe?»«Lickilicky il Tormentatore.» Rispose Part.I presenti rimasero in silenzio. Tra i Non Affiliati, c’erano soprattutto pirati forti, ma anche tra di loro Lickilicky brillava per la sinistra fama che si era fatto.«E tu credi di poterci portare da lui?» Chiese Crult. Part annuì. «Bene, come potete vedere abbiamo un piano.» Proseguì il Tentacruel «Tutti d’accordo a partire?»«Io non sono d’accordo.» Disse Wamps «Il tuo intero piano dipende dal fatto che lui sia davvero in grado di portarci da un pirata che non sappiamo come ci accoglierà. Questa è una follia!»«E allora cosa vuoi fare?!» Chiese Zong, battendo il braccio sul tavolo «Non abbiamo scelta! Se la prossima volta ci trovassimo nella stessa situazione dello scontro con Girafarig, moriremmo. Tutti! Tu, io, Crult, Rose, tutti! Quindi chiudi quella fogna, e decidi una volta per tutte se vuoi restare con noi, o provare a scappare e probabilmente farti ammazzare!»Tutti i presenti fissarono Zong. Il pokémon non era mai stato particolarmente comunicativo, quindi l’idea che proprio lui si schierasse con tanta forza contro Wamps era sorprendente.Wamps sorrise «Oh, ma guarda, a quanto pare anche il pezzo di ferro riesce a dire qualcosa di intelligente ogni tanto. Sì, se me ne andassi morirei sicuramente. Ma dimmi, cosa mi assicura che non accadrà anche qui? Cosa mi assicura che, dopo il disastro che avete combinato l’altra volta, l’aiuto per nulla certo di un gruppo di pirati minori ci permetterà di vincere?»«Quindi cosa vuoi fare Wamps? Combattere con noi, o scappare e quasi sicuramente morire?» Chiese Crult.Wamps ridacchiò «Bene, se la metti così è facile. Il problema è che quasi sicuramente morirò anche con voi. Alla fin fine, cosa mi dice che sia la scelta giusta.»Rose lo fissò, poi parlò «Wamps, taglia corto, sono stufa di sentirti lamentare come un neonato. Sei tu quello che non fa altro che parlare di cosa significa essere un vero pirata. Dimmi, i veri pirati valgono così poco da scappare con la coda tra le gambe quando qualcosa va storto?»«Non osare…»«Oso, Wamps! Non hai fatto altro che ripetermi che sono solo una finta piratessa da quando ci conosciamo, ma tu cosa sei allora, adesso che scappi alla prima difficoltà? Quante generazioni sono che la tua famiglia terrorizza questo fiume, o il mare intorno a Laghia, o qualunque altra costa riescano a raggiungere? E adesso tu vuoi fuggire? A questo punto avremmo fatto meglio a chiedere a tuo frate…»«SILENZIO! Non provare a nominarlo! Mai!» Disse Wamps, per poi alzarsi ed uscire sbattendosi la porta alle spalle.«Non avrai esagerato, Rose?» Chiese Crult.«Tanto se ne sarebbe andato comunque, se non l’avessimo convinto in qualche modo. E io conosco Wamps. Il suo orgoglio è l’unica cosa che lo tiene a galla. Essere un pirata per lui è più importante di ogni altra cosa. Perciò, ho toccato le due cose a cui tiene di più, la sua famiglia e il suo ruolo. Non se ne andrà ora.»«Ne sei certa?»«Certissima.»Crult sospirò «Bene. In tal caso, prepariamoci a partire. Fate passare il messaggio a tutte le navi. Abbiamo un Tormentatore da incontrare.» Disse Crult, per poi rivolgersi a Part «E spero per te che non sia una menzogna, perché in quel caso ti butterò con piacere nel fiume.»Part annuì. “Non sono certo uno sciocco, vecchio.” Pensò, seguendolo fuori dalla stanza. Fatia, guardia di confine, 31/07/4783, circa le 17Raichu sospirò contento, vedendo apparire davanti a loro il posto di guardia per entrare a Fatia dalla strada di Arceus. Dietro di esso, scorreva un larghissimo fiume, quasi la metà dell’enorme Draak, che a giudicare da quanto proseguiva dritto dal momento in cui si staccava da esso fino al lontano orizzonte a nord doveva essere artificiale.“Quindi è quello il Canale delle Fate.” Si disse Raichu, pensando alle spiegazione dategli da Eelektross.Fatia era un paese piccolo, aveva spiegato il pokémon la sera prima, circondato su tutti i lati da grandi guerrieri. Ad est la gigantesca Normalia, che potrebbe farne un sol boccone. A sud, oltre il Draak, la petrosa Mineralia, con la sua struttura politica così peculiare che la rende imprevedibile. E ad ovest la terra di Draghia, con i suoi Signori della Guerra e il suo esercito rinomato come il più potente al mondo. Per sopravvivere tra queste grandi forze, gli abitanti di Fatia si erano dovuti arrangiare in molti modi. Anzitutto, essi avevano ignorato completamente il problema militare. Non potendo competere in termini di numero con nessuno dei confinanti, avevano deciso di non formare un grande esercito, ma solo una punta di diamante di circa 2000 soldati, composta dai più grandi guerrieri del paese, a cui si aggiungeva una polizia interna che però svolgeva solo compiti secondari come pattugliare le città e le campagne interne del paese. Poi si erano concentrati sul mantenere rapporti pacifici con i vicini. Gli abitanti di Fatia erano quindi dediti all’arte. Pittori, scultori, scrittori, ma anche giardinieri o registi teatrali, Fatia aveva fatto di sé stessa la gemma artistica di Pokémos.“E questo ha permesso loro di sopravvivere quasi indenni per tutto questo tempo.” Aveva concluso Eelektross “Qualcuno potrebbe definirli sprovveduti, ma non lo sono affatto. Hanno costruito un enorme canale, il Canale delle Fate, per assicurarsi che un eventuale esercito di Normalia sia costretto ad attraversare gli stretti ponti o passare a nuoto. A ovest le colline sono fortificate e ben difese, e a sud ci sono posti di guardia sul Draak. Il loro piccolo esercito è sparso, ma si dice che un soldato di Fatia equivalga a cinquanta soldati normali.”E arrivato al posto di guardia, Raichu realizzò che era tutto vero. L’architettura di quell’edificio di confine, che altri paesi avrebbero reso un semplice blocco di mattoni o pietra, qui era arricchito da incisioni e murales raffiguranti numerosi Pokémon di tipo Normale e Folletto stringersi la mano in segno di amicizia. Le quattro grandi colonne di marmo sui lati davano all’edificio un’imponenza inaspettata. E una volta entrato, la guardia che li salutò cordialmente diede a Raichu un’impressione di forza diversa da tutte le altre.L’Azumarill li osservò tutti, poi annuì «Bene, bene, direi che non ci saranno problemi. Anche se loro sono al limite» disse indicando Trubbish e Gliscor «direi che non ci sono problemi a farvi passare. Aspettate qui mentre preparo i documenti.»«Cosa intendeva?» Chiese Gliscor ad Eelektross.«Fatia» spiegò Eelektross a bassa voce «pone al vero centro del proprio essere la bellezza. La considerano la loro fonte di sopravvivenza. Per questo la Bellezza è un requisito fondamentale in questo paese. Perché credi che abbia fatto mangiare a tutti Bacchekiwi in quantità negli ultimi giorni? Potrebbero benissimo vietarci di entrare a palazzo se fossimo giudicati anti-estetici.»«Odio già questo paese.» Rispose Gliscor.«Oh credimi, per noi ladri ha i suoi lati positivi. La loro polizia è molto facile da raggirare.»«Mi piace già di più.» Concluse il pokémon, mentre Azumarill rientrava nella stanza con i documenti.«Ottimo, allora, vediamo. I vostri nomi e il luogo di provenienza per favore.» Disse, provvedendo poi a stilarne una lista. Si interruppe un momento quando arrivò ad Eelektross «Ci è stato chiesto di tenere d’occhio gli Eelektross. Invierò un rapporto sulla sua presenza nel paese, ma sappia che nel concreto questo non dovrebbe comportare nulla. Tuttavia, devo anche sapere da quale città di Elettria viene e che lavoro svolge.»«Electronvolt. Mi occupo di gestione di una Compagnia commerciale.»«Capisco. Cosa la porta a Fatia?»«Affari di stato.»L’Azumarill annuì riportando diligentemente il tutto, poi mise il foglio da parte rispetto aglia altri. Prese i nomi dei pokémon rimanenti, e concluse porgendo loro alcuni documenti. Lasciapassare, spiegò rapidamente. Poi fece loro cenno di proseguire.Arrivato sul ponte, una volta uscito dalla casa, Raichu rimase a bocca aperta. Sui due lati erano disposte, una dopo l’altra, statue a grandezza naturale dei Guardiani di Fatia, i Tapu. Aveva sentito parlare del Guardiano del Nord, il Guardiano del Tuono, famoso ad Elettria perché era l’unico Loro a non essere stato visto praticamente mai nel paese dei Pokémon Elettro, ma era la prima volta che vedeva davvero come appariva Tapu Koku. Gli altri tre erano il Guardiano del Sud e le Guardiane dell’Ovest e dell’Est, Tapu Bulu, Tapu Lele e Tapu Fini. La statue erano talmente perfette che Raichu si aspettava di vederle scuotersi e andarsene. Inoltre, l’intero ponte era finemente intarsiato con un motivo vegetale così realistico che le foglie sembravano vere.«Come possono produrre cose del genere?» Chiese Emolga, altrettanto ammirato.«Con molto tempo e molta fatica.» Rispose Eelektross «E soprattutto, con la ricchezza che viene dalle colline a ovest, dove si trovano molti tipi di pietre da costruzione e pietre preziose. Quelle che mancano, le comprano a Mineralia. E comunque, cercate di non farvi impressionare troppo da cose come questo ponte, Fatia ne è piena. Altrimenti potreste non farcela arrivati a Fairydan. Quella città è così bella che girano storie di viaggiatori morti all’istante colpiti dalla bellezza della capitale. Non so se siano vere, ma ad ogni buon conto cercate di non farvi soprendere così tanto.»Raichu annuì, poi il Gruppo proseguì la marcia. Il pokémon si guardò intorno mentre camminava. La zona circostante la strada di Arceus era disabitata, probabilmente per non dare la possibilità a un eventuale nemico di avanzare non visto oltre il fiume. Per lo stesso motivo, lungo la Strada di Arceus, ogni cento metri, si trovavano le statue di Pokémon Fuoco illuminate da Pietrefocaie. Eppure, notò il pokémon, alcune delle statue davano innegabili segni dell’età. A un Charizard mancavano ambo le corna, e dell’edera aveva avvolto interamente un Heatmor. Un Rapidash senza una zampa era addirittura crollato, e parecchio tempo prima giudicando dall’erba che lo avvolgeva e dalla sporcizia che lo ricopriva. Il realismo del pokémon lo rendeva agghiacciante, dato che sembrava quasi un Rapidash morto in mezzo all’erba.«Immagino che persino nel paese della bellezza qualcosa stia andando per il verso sbagliato.» Commentò Eelektross «Quando sono passato di qui, quattordici anni fa, una visione del genere sarebbe stata inaccettabile. Esisteva un corpo apposito per la manutenzione delle statue di tutto il paese. Mi pare assurdo che non stiano lavorando, quindi l’unica spiegazione è che dev’esserci qualcosa che non va nel paese.»Raichu annuì, e il Gruppo procedette mestamente lungo la Strada di Arceus, camminando tra le statue malconcie. Ditto e Persian osservarono i presenti. Erano una cinquantina. Tutti ben allenati ed esperti, e tutti pronti a combattere.«Ottimo, qualcosa che va per il verso giusto.» Commentò Persian, leccandosi la pelliccia della mano per pulirla «D’accordo, vi hanno già spiegato tutto, dico bene?»«Sì!» Esclamarono all’unisono i presenti, mettendosi sull’attenti.«Eccellente. Ricordate, se fanno resistenza potete combatterli catturarli o anche ucciderli, se necessario. Altrimenti, mantenete la calma e lasciate fare a noi.» Rispose Ditto.«Siamo in una botte di ferro…» Borbottò uno Spinda, anche se sfortunatamente per lui la frase si sentì chiaramente.«Ti ho sentito Spinda. Adesso ascoltate, tutti quelli che ci hanno provato prima di noi hanno fallito miseramente. Ma per noi sarà diverso. Noi riusciremo a prenderlo.»«E come pensi di superare la guardia di confine?» Chiese Spinda «Se passiamo tutti insieme, si faranno delle domande.»«Per questo speravamo arrivaste prima che loro passassero il confine, ma evidentemente al comando della squadra c’era qualcuno di troppo lento. Adesso dovrete passare a piccoli gruppi, facendoci perdere terreno. Ci divideremo in squadre da dieci, e avanzeremo verso la capitale. Il nostro infiltrato nel Gruppo ci renderà noti eventuali cambiamenti.»Spinda borbottò nuovamente qualcosa, stavolta a voce troppo bassa per essere udito, poi ritornò tra le file dei presenti. Persian sogghignò. Spinda mal sopportava i due, cosa che loro ricambiavano, quindi era semplicemente fantastico che per una volta fosse colpa sua se non erano riusciti a portare avanti il piano come stabilito.Poi, il pokémon si girò e fece cenno a Ditto. E i due si avviarono verso l’edificio, seguiti da sette altri pokémon. Electronvolt, Palazzo Reale, 31/07/4783, circa le 19«Quindi sono finalmente tornati tutti e due?» Chiese il Re a Milotic.«Sì signore. Polid è stato trovato ferito, ma ora finalmente sta tornando anch’egli. Frogadier ne sarà felice, era molto preoccupato. Colyst è rimasto tutto il tempo con lui, e ora lo sta scortando. Non si direbbe, ma tra loro c’è un forte cameratismo.» Rispose Milotic.Kingler fissò la Pokémon, il nuovo Ammiraglio che negli ultimi venti giorni aveva lavorato con efficienza ed abilità. Sia Azumarill che Blastoise avevano dato parere positivo alla sua promozione, perciò ora sarebbe stata ufficializzata.“Grazie ad Arceus non dobbiamo ripetere tutta questa storia un’altra volta.” Pensò il Re, osservando l’antica reliquia portata a palazzo da Milotic. La Coda di Manaphy, la collana d’argento che si diceva fosse stata forgiata per la prima regina di Laghia da Manaphy stesso, dall’acqua della corrente del sud. Che questo fosse vero o meno, la collana era un oggetto antichissimo e uno dei grandi tesori di Laghia. Per questo, era d’uso che gli Ammiragli lo nascondessero. Tuttavia, Re Kingler aveva deciso che era inutile perdere altro tempo per nasconderla, in un momento così critico. Perciò la teneva nelle proprie stanze, finché Milotic non avesse potuto assentarsi per nasconderla a propria volta.«Molto bene. In tal caso, potremo tenere a breve la cerimonia. Adesso però c’è l’altra questione. Azumarill e Blastoise saranno qui a momenti. Ho aspettato a lungo prima di coinvolgerli perché ero titubante, ma ora non ho dubbi.» Disse il Re. Subito dopo, Blastoise ed Azumarill bussarono alla porta e a un richiamo del re entrarono. I due si fecero avanti e si sedettero accanto a Milotic.«Per quale motivo ci avete convocato, maestà?» Chiese Azumarill. Al Re non sfuggirono le ampie occhiaie del Pokémon. Sapeva che Azumarill si era sobbarcato buona parte del lavoro di organizzazione delle truppe della Marina lungo il Volt, i suoi affluenti e anche nella difesa delle coste dai pirati. Un lavoro titanico, solo in parte allegerito dall’arrivo di Milotic e da Blastoise, già impegnato ad organizzare le collaborazioni dei soldati a terra con le altre forze e la loro suddivisione sul territorio.«Non temere Azumarill, sono certo che tu e Blastoise abbiate il vostro daffare. Perciò ho preferito evitare di disturbarvi finché ho potuto. Ma ora è il momento che vi mostri questo.» Disse, presentando loro un documento di carta di Baccalga, quindi molto resistente all’acqua. Sopra di esso era riportato un messaggio nella grafia che i due Ammiragli riconobbero con un sussulto come quella di Empoleon.«Che cos’è, maestà?» Chiese Blastoise, indicando il documento.«Questo è un messaggio scritto da Empoleon per il suo successore. In esso confessa di essere stato al servizio dell’Organizzazione e di non essere pentito di ciò che ha fatto e farà per loro. Anche se forse non pensava di finire in questo modo. Vi riporta anche i nomi dei due capitani che hanno tenuto contatto con lui, Samurott e Carraco. Il che lo renderebbe un documento utile all’Alleanza, il problema sono le due parti finali.»Kingler sospirò «La prima, è che rivela di avere un figlio. Questo comporta che la linea di sangue dei vecchi re non si è estinta. Se questo ragazzo sa di poter vantare un diritto al trono e crescesse nelle mani sbagliate, saremmo completamente alla sua mercé. Tuttavia, il vero problema è l’altro.»«Cosa dice signore?»«Che c’è un altro traditore nelle alte sfere della Marina di Laghia. Uno dei Vice Ammiragli – non specifica se uno dei suoi sottoposti o uno dei vostri – è una spia dell’Organizzazione.»Azumarill e Blastoise fissarono il re, interdetti «Ma vostra maestà, se questo è vero non solo è molto grave per noi…»«Ma significa anche che l’intera Marina di Laghia rischia di perdere la faccia davanti all’Alleanza, esatto. Abbiamo già fatto una figura tremenda quando abbiamo dovuto ammettere che uno dei nostri Ammiragli ci aveva tradito. Se ora emergesse che anche uno dei Vice ha fatto lo stesso, saremmo definitivamente svergognati. Perciò lo chiedo a voi tre, anche tu Milotic: dovremmo nascondere questa scoperta, o portarla all’attenzione dell’Alleanza?»
 
CAPITOLO 189: NEL CIELO, DAL CIELO, OGNI CIELO​

Electronvolt, palazzo reale, 31/07/4783, circa le 20“Cosa fare?” Si chiese Azumarill. Riusciva a sentire che la stessa domanda era nella mente degli altri Ammiragli e del Re.Alla fine, fu Blastoise a parlare «Mio Re, io credo… Credo che l’Alleanza dovrebbe saperlo. Certo, questo ci metterà in cattiva luce, ma allo stesso tempo potremo pensare insieme a come risolvere il problema.»«Io invece non credo.» Replicò Milotic «E comprendo che questo mi mette in pessima luce, ma credo che dovremmo dedicarci alle indagini per conto nostro. Abbiamo otto Vice Ammiragli, me inclusa. Quattro erano sotto il comando del Generale Empoleon, tre sotto il Generale Blastoise e uno solo sotto il Generale Azumarill. Perciò, sapendo che uno di loro è il colpevole, ci basterà farli pedinare.»«Ottimo piano, peccato che l’abbia proposto tu.» Commentò Blastoise «Sarebbe facile per te seminare la spia, sapendo che ti pedina.»Milotic lo fissò, visibilmente contrariata «E nel momento in cui la seminassi, pensi davvero che non vi risulterebbe sospetto? Ragiona con la testa, olte che con i muscoli.»«Come osi…»«Silenzio voi due.» Disse Azumarill, alzandosi in piedi e fissando entrambi, per poi sospirare «Mi devo schierare con Milotic Blastoise.»«Non dirai sul serio, Azumarill!» Esclamò Blastoise «Cosa farai se l’Alleanza lo scoprisse?»«Blastoise!» Esclamò «Io sono stato il primo a difendere la proposta dell’Alleanza, ricordi? Credi davvero che sacrificherei la nostra collaborazione per una cosa del genere?»«Ma allora perché non dirlo all’Alleanza?»«Vuoi la verità? Perché non siamo neanche sicuri che quel foglio sia davvero di Empoleon.» Rispose Azumarill.«La scrittura è chiaramente la sua, Generale.» Disse il Re, porgendogli il foglio.«Con dovuto rispetto maestà, la scrittura di Empoleon era semplicissima da riprodurre. Un buon falsario riuscirebbe a ingannare anche un osservatore attento.» Commentò.«Per quale motivo però dovrebbero farlo?» Chiese il Re.«Se c’è una cosa che ho osservato in queste settimane, è che il nostro nemico pare abile nell’ingannare, raggirare e confondere. Non sarebbe difficile per loro usare un mezzo simile per convincerci a dubitare dei nostri. E se essa arrivasse all’attenzione dell’Alleanza, a quel punto comincerebbero a dubitare di NOI. E questo giocherebbe a vantaggio dell’Organizzazione.» Spiegò Azumarill. E Blastoise dovette ammettere che non aveva considerato l’ipotesi.«Capisco. Non è una possibilità da sottovalutare. Quindi la tua proposta è la stessa di Milotic, tenerlo segreto e svolgere le indagini per conto nostro.»«Esattamente.»Il Re sospirò «Bene, avete il mio permesso. Cominciate subito le indagini e tenetemi informato. Ora scusate, ma devo andare. Pare che ad Aeria sia successo qualcosa di grave un paio di giorni fa. E questo vuol dire soltanto guai.» Commentò, alzandosi «Blastoise, accompagnami.» Concluse, dirigendosi all’uscita. Il pokémon annuì, lanciò un ultimo sguardo ad Azumarill poi i tre seguirono il Re fuori dalla stanza. Il Re e il fedele Ammiraglio si allontanarono in una direzione, mentre gli altri due nell’altra.Per qualche momento, nessuno disse nulla, poi parlò Milotic «Mi dica, Ammiraglio, chi è il suo sospettato numero uno.»Azumarill sorrise «Ci sto parlando in questo momento.» Replicò il Folletto.Milotic sorrise «La ringrazio per l’onestà.» Commentò. Poi i due proseguirono. Cloud Town, 31/07/4783, circa le 23«Qual è il ruolo di Aeria nel mondo?!» Chiese il pokémon, gridando con quanto fiato aveva in corpo verso la folla.«Dominare nel cielo, dominare dal cielo, dominare ogni cielo!» Gridarono i pokémon riuniti nell’ampia piazza. Alcuni si tenevano in volo, altri si erano posati ovunque, anche su statue o tetti.Vivillon sorrise, guardandoli dall’alto tutti quanti. C’erano pokémon di tutti i tipi. Alcuni, quelli che urlavano con maggior convinzione, erano i soldati del MAT. Ne vide diversi comandanti dispersi tra la folla, e li guardò soddisfatto mentre incitavano chi gli stava intorno a inneggiare.Poi c’erano i soldati dell’Organizzazione. Pokémon più silenziosi, che sottostavano agli ordini di malavoglia. Solo la presenza di Pidgeot, posato su un tetto poco sotto a Vivillon, li teneva in riga veramente. Tuttavia, il Pokémon Coleottero si chiese se questo potesse cambiare. “In fin dei conti, la loro fedeltà è frutto dell’oro. E io ne ho.” Pensò, ma scosse la testa. L’Organizzazione era un nemico da affrontare in un altro frangente.Infine, c’erano i sudditi. Pokémon di ogni tipo, perlopiù coloro che non erano andati in guerra, perché non potevano o perché non volevano. Alla loro vista il sorriso di Vivillon si allargò. Loro erano il futuro del suo esercito. Troppo vecchio, troppo giovane, maschio, femmina, a lui non importava. Che i vecchi esalassero l’ultimo respiro sul campo di battaglia e i giovani avessero il proprio battesimo nel sangue. Questo era ciò che avrebbe dato il futuro ad Aeria. Il dominio di ogni cielo.«Abitanti di Aeria!» Gridò «Per troppo tempo la gloria che ci spetta ci è stata tolta! Per troppo tempo ci hanno deriso ed illuso, loro che non possono sperare di guardare il mondo da dove solo noi e i Loro ci possiamo ergere! E per troppo tempo i nostri deboli Re si sono sottoposti a queste sciocche idee! Sì, per troppo tempo Aeria è stata tenuta sotto il gioco di signori crudeli, che hanno tarpato le nostre ali! Ebbene, io dico basta! Tutti voi, unitevi a noi! Chi lo farà sarà accolto nel nostro futuro, grande regno! Chi lo farà vedrà con i suoi occhi cosa vuol dire ‘dominio di ogni cielo’!»Il pubblicò gridò in trionfo, ma Vivillon vide che molti, troppi del popolino restavano in silenzio. A quel punto, lanciò un segnale. Due Pokémon si fecero avanti, scortando uno Swellow dalle piume verdi.«Popolo di Aeria, guardate con i vostri occhi! Il pokémon che vi sta davanti si fregiava del titolo di Capitano tra coloro che si fanno chiamare Esercito! Eppure, non ha mai combattuto perché noi potessimo espanderci! Non ha mai combattuto per il dominio che ci spetta!»Il pokémon gridò qualcosa, ma il fragore della folla rese incomprensibili le sue parole. Vivillon assaporò ogni momento. Sentiva l’intero corpo fremere, le ali rosse e bianche che battevano spasmodicamente.«Che sia d’esempio per tutti! Questa è la fine che faranno coloro che credono nella finta pace!» Gridò. E con un movimento deciso, lanciò un nuovo segnale. Uno Schyter si fece avanti. Il silenzio scese sulla folla.«Maledizione Vivillon!» Gridò lo Swellow «Il Re ed i Generali te la faranno pagare! Tu e il MAT pagherete! Pagheret…» gridò, poi la lama dello Schyter calò, e un ululato selvaggio si innalzò dalla folla.«Il RE?!» Gridò Vivillon quando il boato si fu calmato «E chi sarebbe il Re? Di chi è il sangue che gli scorre nelle vene? C’è un solo Re ad Aeria, e quello sono io, Vivillon IX Villiolin! E tutti coloro che oseranno negarlo, faranno la fine di questo ‘Capitano’!»A quel punto, il grido di gioia del MAT si fece definitivamente incontenibile. Vivillon ridiscese verso Pidgeot, e lanciò un’ultima occhiata al popolino. Molti di loro erano ora intenti ad inneggiare insieme ai membri del MAT. Altri restavano in silenzio, ma si sarebbe assicurato che presto ciò non fosse più possibile.Poi fece segno a Pidgeot, ed il Capitano dell’Organizzazione lo seguì. Altri due Pokémon presero il volo, poco lontano. Il Noivern lo raggiunse per primo, e benché i tre fossero in volo fece cenno di chinare il capo, in segno di rispetto.Subito dopo, lo Yanmega fece lo stesso, anche se con meno difficoltà.«Bene.» Disse Vivillon, quando si furono allontanati quanto bastava dalla piazza, volando verso il palazzo reale «Notizie? Noivern?»«Non li abbiamo trovati da nessuna parte, mio signore. I famigliari dei Generali sono scomparsi.»«Male, malissimo. Erano la nostra unica speranza concreta di rallentarne l’intervento. E se non altro, le loro teste avrebbero avuto un certo valore. Fate mettere loro una taglia sulla testa.»«Ne è sicuro signore? Hanno abbandonato quel metodo anni fa perché è facile presentare le teste di innocenti e spacciarle per quelli veri.»«Allora fa in modo che non succeda. Mi servono, vivi o morti. Yanmega, avete raso al suolo quel maledetto tempio?»«Sì signore.» Disse il pokémon «Sono rimaste solo macerie.»«E le uova?» Chiese. Da tempo immemorabile il Re di Aeria veniva scelto dai sacerdoti, tra le uova che venivano abbandonate da famiglie disperate davanti alla loro porta.Yanmega rimase in silenzio un momento, poi scosse la testa «No signore. I sacerdoti che non sono partiti per la “guerra santa” devono essere stati informati. Erano già fuggiti con le uova e le profezie quando siamo arrivati. Secondo le nostre spie, si sono rifugiati a Windbourgh, dove sono stati subito ospitati dalle forze dei nostri nemici.»Vivillon per un momento fu tentato di far fuori tutti e due i pokémon, ma si trattenne. Gli servivano ancora, sia per l’appoggio delle loro famiglie sia per le loro indubbie capacità in combattimento.«In tal caso, porremo fine al loro tradimento verso la vera dinastia una volta per tutte molto presto.»«Sì signore, ma con il dovuto rispetto, era davvero necessario distruggere i Quattro Templi?» Chiese Noivern. Vivillon lo guardò con odio feroce, poi rispose.«Quel luogo era il simbolo marcio della malattia che ha avvolto questo paese. Scegliere il Re tra i trovatelli, che assurdità. La regalità viene dal sangue, non dalla scelta dei loro.»«Ma certo, mio signore. Le chiedo scusa per la domanda.» Rispose Noivern. Vivillon sorrise, compiaciuto. Forse non era del tutto inutile, in fondo.«Andate a riposarvi. Mi aspetto che domani siate pronti a cominciare la marcia verso Windbourgh.»«Non credo sia saggio lasciarla da solo, signore.» Rispose Yanmega.«Decido io cosa è saggio, Yanmega. Inoltre, non sono solo. Il mio buon amico Pidgeot è con me.» Rispose.«Capisco, signore.» Replicò il Coleottero, poi lui e il Drago si allotanarono.Nel frattempo, Vivillon e Pidgeot avevano raggiunto il castello. I due atterrarono dall’ingresso principale, che due guardie richiusero subito dopo.«Lo devo riconoscere Pidgeot, tu e l’Organizzazione siete stati decisamente più utili di quanto pensassi. Prendere Cloud Town avrebbe richiesto settimane, ma grazie a voi possiamo partire direttamente da qui.»«Nulla di che, Vivillon. Voi del MAT siete veramente abili combattenti.»Vivillon sorrise «Ti ringrazio per il complimento. Anche i tuoi sono molto utili. Ma adesso, credo dovremo salutarci.» Disse, indicando la camera del Pidgeot. Il pokémon annui, e si allontanò verso di essa.Poi Vivillon sbadigliò. Dirigendosi verso le stanze reali, guardò il cielo da un’ampia finestra. E sorrise. Il suo dominio sembrava ancora così piccolo, eppure riusciva già a sentirlo espandersi.«Nel cielo, Dal cielo, Ogni Cielo.» Commentò, allontanandosi. Fiume Draak, nave di Rose, 01/08/4783, circa le 02Marsh si guardò intorno, in silenzio. Il Pokémon non riusciva a dormire, al pensiero di quello che sarebbe successo in un paio di giorni. Perciò, decise di uscire sul ponte, pensando che comunque nessuno l’avrebbe fatto. In ogni caso, aveva notato che il comportamento del resto dell’equipaggio verso di lui si era un po’ mitigato. Almeno adesso non parlavano più male di lui come prima.Sbadigliò e cominciò a camminare sul ponte silenzioso. Vide un Pidgeotto passargli sopra la testa, fissarlo e poi riprendere a volare come vedetta attorno all’albero maestro.Si appoggiò al parapetto e guardò giù. L’acqua del Draak splendeva illuminata dalla luna piena e dalle stelle. Marsh guardò in alto… E con un forte splash uno Swampert balzò sul ponte dall’acqua, aggrappandosi al parapetto.Il Pidgeotto si precipitò in picchiata, e Wamps si preparò a combattere, ma entrambi sospirarono di sollievo vedendo chi era. Wamps sorrise, più un ghigno che un’espressione di felicità, mentre il Pokémon Volante, con uno sbuffo di rabbia tornava al proprio posto. Marsh ci mise un momento a ricordare che, in teoria, Wamps era un nemico giurato di Rose e dei suoi. Il che rendeva ancora più strana la sua presenza a bordo.«Cosa vuoi, Wamps?» Chiese Marsh «Se stai cercando il Capitano…»«Che se ne vadano al Giratina. Rose, Crult e tutti quegli idioti.» Disse indicando il fiume. Sentendolo parlare, e percependo l’odore che usciva dalla sua bocca, un forte aroma di Baccauva, Marsh si rese conto che aveva bevuto.«Ci condanneranno tutti. Tanto moriremo comunque, che senso ha insistere?»Marsh scosse la testa «Non dire così. L’Organizzazione è forte ma non invicibile. E per la Fratellanza è sicuramente lo stesso.»«Ah, certo. In fin dei conti, sono solo secoli che la Fratellanza, con a capo i dieci pirati più forti del Draak, controlla il Fiume. Sono certo che una decina di sciocchi riusciranno a distruggerla.»«E allora perché sei ancora qui?» Chiese Marsh, che cominciava ad infuriarsi davanti all’atteggiamento dell’altro.«Già, perché sono rimasto?» Gli chiese in risposta Wamps «Vuoi la verità? Non ne ho idea. Forse è stato il mio ideale di pirata. O forse è stata l’idea che mio fratello scopra tutto. Ah, gli piacerebbe! Piuttosto che tornare da lui mi faccio ammazzare.»«Si può sapere chi è tuo fratello? L’ha nominato anche Rose l’altro giorno.»Wamps sbatté le palpebre, poi annuì «Chiaro, tu non puoi saperlo. Beh, si dà il caso che mio fratello sia il grandissimo, eccellentissimo, famosissimo, fortissimo e altri aggettivi in issimo pirata noto come “Il Terrore del Mare del Sud”.»Marsh deglutì. Il Terrore del Mare del Sud era lo spauracchio dei mari di Pokémos. Le madri dicevano ai figli di comportarsi bene se non volevano che il Terrore li portasse via. La sola vista della sua bandiera mandava nel panico le guardie, e la gente si dava alla fuga. Era il nemico giurato del Duca di Volt Port, colui che arrivava ad attaccare anche le coste di Desertia se una carovana era tanto sventurata da passarci troppo vicino.«Oh, vedo che lo conosci.» Commentò Wamps, per poi sbuffare «Beh certo chi non lo conosce? E intanto eccolo qui suo fratello minore, il cui unico successo è stato appropriarsi del tesoro di famiglia, seduto sul ponte della nave della sua peggior nemica a parlare con il suo vice, che si dà il caso sia anche un ragazzino di come pensa che sarà ucciso.»«Io non sono un ragazzino.»«No? Bene. Evolviti. Qui e subito. Voglio vedere un bel lampo di luce. Woosh. E poi ecco che appare un bello Swampert completamente evoluto.»Marsh lo fissò, sbattendo le palpebre «Non posso.»«E allora lo vedi che sei solo un ragazzino? Certo, un ragazzino che sa il fatto suo, ma sempre un ragazzino rimani. Sentiamo, quanti anni hai? Dodici, tredici?»«Sedici.»«Ah, potrei essere tuo padre. O tuo nonno, considerata la velocità a cui si riproducono i contadinotti come voi.» Rispose Wamps. Marsh ci vide rosso, e senza pensare gli tirò un pugno. Con tutta calma, Wamps alzò il braccio e lo bloccò, aggiungendo a tutto uno sbadiglio decisamente esagerato.Marsh spinse il pugno con più forza, ma questo non poteva aiutarlo a pareggiare la differenza di forza tra loro. Alla fine, lasciò ricadere il braccio. Ansimando, fissò Wamps.«Sei.» Disse l’altro all’improvviso.«Cosa?»«Sei. Questo è il voto che ti meriti. Su dieci s’intende. Non era un pugno malvagio, anche se ovviamente non poteva battere me. Ma quantomeno devo riconoscerlo, mi piace il tuo stile. Certo, alla tua età avevo già affondato tre navi, ma direi che non per niente ero già un otto pieno ai tempi.»Marsh lo guardò, incerto su cosa dire. Poi il Wamps lo colse di sorpresa e scoppiò a ridere.«Ma guardami, a parlare di pugni e di me con un ragazzino. Ho decisamente esagerato con il bere. Avrei dovuto capirlo quando Crobat è collassato sul pavimento. Ah, queste sì che sono serate degne.» Commentò lo Swampert, per poi tuffarsi in acqua con un sonoro tonfo e sparire verso la sua nave, che Marsh riusciva a scorgere poco lontano, a nord.Marsh lo guardò allontanarsi, e si chiese perché tutto ciò gli mettesse tristezza. Fatia, Strada di Arceus, 01/08/4783, circa le 10Raichu si guardò intorno. Di certo, rispetto alle statue che avevano incrociato al loro primo giorno, c’era stato un miglioramento. Adesso erano diventate meno comune le sculture rovinate, e quelle distrutte erano scomparse del tutto. La maggior parte di loro aveva di nuovo raggiunto una qualità tale da farle sembrare vive.In tutto ciò, anche l’ambiente era cambiato. La pianura spopolata era scomparsa. Al suo posto erano comparse eleganti città che avevano tutte tre cose in comune: erano tutte ben difese da alte mura, erano tutte accoglienti ed erano tutte decorate ed eleganti. Nell’unica in cui si erano fermati fino a quel momento avevano ammirato sculture e dipinti in ogni dove. Ma anche mosaici così realistici che si sarebbe pensato di potervi camminare dentro, menestrelli che cantavano con voce cristallina per il pubblico pagante, danzatori e danzatrici, musicisti… Ogni forma d’arte sembrava aggirarsi per quelle strade.Eppure, a Raichu non erano sfuggite anche altre cose: alcune case erano state abbandonate, porte inchiodate e finestre sprangate. Alcune delle statue e delle strade versavano in stato di abbandono. C’erano mendicanti in mezzo agli artisti di strada.«Vi assicuro che non me lo so spiegare.» Aveva commentato Eelektross poco dopo «Sinceramente, ero convinto che Fatia sarebbe stato uno dei pochi paesi in cui avrei trovato le cose sostanzialmente invariate. Non parliamo di uno stato che dipende da Pietre o dall’ambiente. Inoltre, i campi mi sembrano in salute.» Commentò indicando un grande appezzamento di terra alla loro destra in cui diversi Pokémon stavano usando con cautela mosse Acqua per irrigare il terreno. «Ne dovrò parlare con il caposezione quando arriveremo alla capitale. A questo punto, comincio a temere che anche gli altri paesi che credevo fossero sicuri, Draghia, Terria e Mineralia, possano essere stati danneggiati più di quanto temessi.»Secondo il Pokémos ci sarebbero voluti altri due giorni per arrivare a Fairydan. Poi restava da risolvere il problema dell’incontro con il Re, ma ci avrebbero pensato là. Nel frattempo, il Pokémon continuava a dar loro quasi solo Bacchekiwi per pasto, cosa che scatenava non poco malcontento.«Vedete di mangiarle.» Aveva risposto loro Eelektross «Non ho tempo per pensare a quale Virtù farvi sviluppare, e la Bellezza è l’unica che in questo paese va a colpo sicuro.»In quel momento, Raichu alzò lo sguardo per guardare Emolga. Sbadigliò, un momento, poi vide il pokémon agitato indicare avanti a sé. Il pokémon guardò nella direzione in cui stava puntando. E in quel momento vide il bagliore e i primi segni di fumo.Senza pensarci, si mise a correre verso la fonte dell’incendio.
 
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CAPITOLO 190: CAROVANA
 

Fatia, Strada di Arceus, 01/08/4783, circa le 11Il Klefki si guardò intorno, scuotendo la testa. Il carro delle provviste e quello in cui il cliente aveva messo parte delle opere d’arte che aveva comprato stavano bruciando. Gli altri tre, inclusi quello in cui si trovavano i suoi clienti, erano fin troppo vicini alle fiamme.Si guardò intorno. Marill era troppo concentrato a combattere gli assalitori per poter spegnere l’incendio, e Wigglytuff non era in una condizione migliore. Jigglypuff e Comfey stavano strenuamente difendendo un carro per far pensare agli assalitori che quello fosse il luogo dove si nascondeva il cliente.“Prendi questo lavoro, sarà un compito facile, dice il capo. Devi solo scortare un mercante, dice il capo.” Pensò Klefki, schivando un Lanciafiamme un po’ troppo vicino “Perché lo sto ancora ad ascoltare?”Si guardò intorno. Gli attaccanti erano una ventina, tutti pokémon Folletto. Il che voleva dire banditi. “In tal caso, dobbiamo solo far fuori il leader e gli altri si daranno alla fuga.”Klefki si guardò intorno. E sorrise. Non era difficile notare il Mawile intento a dare ordini al resto dei banditi.“Ok, questo è stato facile, il difficile sarà prenderlo.”Si lanciò all’attacco, schivando un secondo Lanciafiamme proveniente da un Clefable ben deciso a fargli più male possibile, e rispose con un Cristalcolpo che fece arretrare Clefable. In risposta altri due Pokèmon si fecero avanti, un Cottonee e un secondo Mawile.«Azumarill, Wigglytuff, un aiutino?»«Non posso Klef, sono troppo impegnato a evitare di essere colpito da questo qua.» Rispose Azumarill, usando subito dopo Acquagetto per evitare un nuovo colpo dello Shiinotic.Wigglytuff rispose spalancando la bocca e cantando. In risposta, il Dedenne con cui stava combattendo si addormentò, ma prima che Wigglytuff potesse approfittarno due Fuocobomba lo scagliarono via.“Male, malissimo.” Pensò, mentre un terzo carro prendeva fuoco, per fortuna non quello del cliente “Senza supporto, non posso nemmeno sperare di sconfiggerli tutti. Sono combattenti abili, non dei novellini.”Si lanciò contro il Cottonee, il Mawile ruotò su se stesso per colpirlo con la propria mascella… E subito dopo un Tuono spedì il Pokémon Inganno parecchi metri indietro.«Spero per te che quello fosse il Pokémon giusto da colpire Eelektross.» Disse una voce che, riuscì a capire il Klefki girandosi verso la direzione da cui veniva, apparteneva al Raichu che doveva aver appena scagliato il colpo.«Fidati, non era difficile da capire. Stanno chiaramente combattendo per difendere quei carri.» Rispose il Pokémon che aveva accanto, un Eelektross. Dietro di loro venivano una decina di altri Pokémon, che si lanciarono contro gli assalitori.Klef approfittò della confusione per avvicinarsi all’Eelektross.«Primo, grazie. Secondo, chi siete?»«Mi chiamo Eelektross, vengo da Elettria, e sono accompagnato da parecchi stupidi convinti che l’eroismo sia una qualità. Quindi, qual è la situazione?»«Una ventina di banditi ci ha aggredito. Il cliente che stiamo proteggendo è in uno dei carri non in fiamme e stiamo cercando di tenerlo nascosto, ma non ci riusciremo per molto se non ci sbrighiamo a spegnerli.»«Capisco. Qualche idea sul perché vi stiano aggredendo?» Chiese Eelektross, mentre il Gruppo si lanciava all’attacco dietro di lui.«Soldi immagino.»«… Sì, immagino sia plausibile. Chi è il leader?»«Il Mawile là in fondo.»Eelektross guardò il Pokémon e si lanciò alla carica. Klef guardò a bocca aperta mentre i Pokémon che cercavano di mettersi in mezzo venivano scagliati via come nulla fosse. Eelektross osservò il Mawile e scosse la testa. Arrivato a scontrarsi con l’avversario, parò il colpo, una Metaltestata data usando la grande mascella, con un Assorbipugno, poi lo sbatté a terra.Il Mawile cercò di liberarsi, poi vide il proprio aggressore e sbarrò gli occhi.«Capo?» Chiese il Pokémon incredulo.«Che diavolo stai facendo Wilem, esattamente?» Rispose Eelektross sussurrando.«Il mio lavoro capo. Ci hanno pagato per catturare questi mercanti e…»«Chiaro. Senti, non ho tempo per spiegarti tutto nel dettaglio, ma mi serve che ritorni a Fairydan. Dì al cliente che il lavoro è fallito, o cose del genere.»«Non posso, il caposezione…»«Ci penso io a Kyum, tu digli che Eelektross ha ordinato di lasciar perdere.»«Sì signore. Subito signore.» Rispose Wilem, tremando. Eelektross lo lasciò andare e il Pokémon si finse molto più danneggiato di quanto non fosse, e lanciò l’ordine di ritirata. Come un sol Pokémon, i banditi si diedero alla fuga disordinata.Eelektross tirò un sospiro di sollievo e si girò, poi diede un colpetto a Draak «Spegni quei carri prima che bruci tutto.»Draak annuì e scagliò Idropompa verso l’alto, facendo piovere con cautela l’acqua sui mezzi.Klef tirò un sospiro di sollievo e si guardò intorno. Marill e Wigglytuff erano ancora in piedi, anche se il secondo a fatica, e lo stesso valeva per Comfey e Jigglypuff. Inoltre, solo uno dei carri era danneggiato oltre il punto di non ritorno, quello delle provviste. Un inconveniente, ma per fortuna erano abbastanza vicini a Fairydan da non rischiare di morire di fame.Si girò e osservò l’Eelektross «Beh signore, devo a lei e ai suoi compagni i miei ringraziamenti, a nome anche della Gilda della Fata Verde.»«Oh, siete della Fata Verde? Io ero nella Fata Blu, ai tempi.» Rispose Eelektross, mostrandosi amichevole.«Ahahah, è un piacere vedere un membro di una gilda amica allora.»«Ex-membro, ho lasciato la Fata Blu da quindici anni.»«Mi sembra più strano che un Pokémon non di Fatia appartenesse a una Gilda simile, ma in ogni caso è un piacere conoscerla. Soprattutto per averci tirato fuori dai guai. Come ha fatto?»«Non era molto forte, ma era furbo. Appena ha capito che era passato in svantaggio ha lasciato perdere tutto quanto.»«Capisco. Beh, grazie per il vostro aiuto. Se c’è qualcosa che posso fare per sdebitarmi…»«Una cosa ci sarebbe. Ho provato a chiedere un po’ in giro ma ho sempre avuto rispose evasive, quindi chiederò a voi. Cosa sta succedendo a Fatia? Quindici anni fa monumenti in pessime condizioni erano impensabili e i mendicanti erano pochissimi. Cosa è successo?»Klef si guardò intorno, poi annuì «Ascolta, questa è un’informazione che non deve uscire da Fatia. Te lo rivelerò solo per l’aiuto che ci avete dato. Le Grandi Miniere… si stanno esaurendo.»Eelektross rimase a bocca aperta. Le Grandi Miniere erano la linfa vitale di Fatia. Marmo, metalli e pietre preziose, ma anche i minerali alla base di certe tinture o profumi, oltre che ovviamente i Cristalli Z e le Pietre evolutive… Tutto il materiale necessario insomma per portare avanti l’antica politica della bellezza di Fatia. Se le Grandi Miniere stavano davvero esaurendosi, Fatia sarebbe finita presto.«Come avete fatto a tenerlo nascosto?»«Con uno sforzo eccezionale. Siamo ben coscienti che il paese potrebbe sparire se non avessimo più le nostre opere da importare ovunque a Pokémos. Non lasceremo che accada. Fino alla fine, questo segreto rimarrà nostro. Per questo la prego nuovamente di non rivelarlo a nessuno. Un solo Pokémon non può fare la differenza, certo, ma…»Eelektross annuì «Niente paura. Ho diversi Pokémon a cui tengo in questo paese. Non intendo metterli in pericolo.»«La ringrazio profondamente.» Rispose Klef.Eelektross annuì, poi osservò i carri «Sembra che per un paio di giorni non vi muoverete, o dovrete abbandonarli.»«Sfortunatamente sì. Non abbiamo tempo per fermarci, quindi dovremo lasciare indietro i carri troppo danneggiati e tornare a prenderli con calma a suo tempo. Dovrò parlarne con il proprietario. Ah, a proposito, credo vorrà ringraziarvi.» Rispose Klef, indicando un carro. Eelektross annuì, ripensando allo scontro.«Avete usato un carro diverso per attirare l’attenzione dei nemici su di esso e lontano dal cliente. Ottimo lavoro.» Commentò, mentre Klef lo guidava all’ingresso.Il Klefki aprì la tenda, e due grosse mani si allungarono per afferrare il Pokémon Elettro. Eelektross ne deviò una, quella più pericolosa, con un Assorbipugno, e si lasciò afferrare per il braccio dall’altra.«No lady Granbull, per favore, è un nostro alleato.»La Pokémon dalla grande mascella che uscì dal carro, sempre tenendo stretto per il polso Eelektross, non pareva però della stessa opinione.«Quindi, sei tornato.»«Immagino di sì.»La Pokémon lo fissò un po’, poi scoppiò a ridere «Beh guarda un po’, quindici anni fanno veramente bene. Non eri certo così freddo allora. Né così forte.» Aggiunse, lasciando andare il braccio.«Oh, vi conoscete?»«Io e… Lady Granbull veniamo dalla stessa gilda.» Disse Eelektross, fissando la Pokémon «Avevo sentito che il suo lavoro fosse diverso, ma devo essermi sbagliato.»«Indubbiamente, indubbiamente.» Disse Granbull «Sono una semplice mercante adesso. Niente di più e niente di meno.»«Già, lo vedo. A proposito, niente in contrario se ci uniamo a voi fino a Fairydan? Fare il viaggio insieme potrebbe esserci utile.» Commentò Eelektross “Mescolandoci a loro, dovremmo riuscire a confondere un eventuale nemico.” Rifletté.«Affatto, affatto. In fin dei conti ci avete aiutato, non credo ci sarà alcun problema. Lasciate solo che mi consulti con i miei compagni di viaggio.» Rispose, entrando nuovamente nella tenda.Ci fu qualche momento d’attesa, poi un occhio sbirciò dalle tende chiuse del carro.«Non mi convince.» Sentenzio una voce femminile dopo un secondo «Non mi pare adeguato.»Ci fu una risposta da dentro la tenda, ma nessuno la sentì. La pokémon che guardava sospirò «D’accordo, se proprio dobbiamo… Ma che sia ben chiaro, non voglio intrusioni.»Un’altra risposta, poi l’occhio sparì dopo aver lanciato un’ultima occhiata a Eelektross e Granbull rispuntò, annuendo. Il Gruppo fissò Eelektross, con varie espressioni, poi Raichu annuì, sorridendo.«Mi pare una buona idea. Non ci hanno ancora attaccato, ma questo non vuol dire nulla. Potrebbero essero dietro di noi, o davanti. Se facciamo i turni a camminare e gli altri restano nei carri, a far la guardia, le nostre chance aumenteranno.»«Già. Cerchiamo sempre di non essere più di cinque o sei alla volta a tirare i carri, e dovremmo farcela.»Emolga annuì. L’idea di tirare non era entusiasmante, ma sempre meglio che rischiare di combattere con l’Organizzazione.Il gruppo si disperse, radunandosi secondo gli ordini di Klef per provvedere in fretta alle riparazioni e a spostare il cibo sopravvissuto sui carri superstiti.In quel momento, Eelektross notò un movimento con la coda nell’occhio. E vide Riolu imprimere la propria orma nel selciato.Poteva essere una semplice marachella? Ma la scelta di farlo in quel modo era bizzarra. Ne notò due, una accanto all’altra.Per un altro momento osservò di sottecchi il Pokémon, poi annuì.“Forse ho trovato un altro compito per Plusle e Minun.” Pensò. Poi si girò e si diresse verso le casse. Riolu lo seguì. Bachia, 01/08/4783, circa le 13Zangoose sentiva il cuore battergli all’impazzata. Guardò Tauros, che sorrise incoraggiante. Oltre a lui, erano presenti nell’enorme basilica solo alcuni fedeli in visita o preghiera e le guardie del Barone.“Non si può dire sia il tipo di pubblico che mi sarei aspettato al mio matrimonio… Ma in effetti non si può dire che mi aspettassi di arrivarci.” Pensò, con un groppo in gola. Facendo del suo meglio per sembrare sicuro, raggiunse l’altare.L’Arcivescovo del Ducato di Bachia, una delle più importanti figure del paese, gli strinse calorosamente la mano. Il Watchog sorrise incoraggiante.«Comprendo il nervosismo, ma ho visto molti matrimoni nella mia vita» gli sussurrò, ammiccando «Ti assicuro che stai andando benissimo.»Poi la marcia nuziale suonò, riverberando nell’edificio, e Lopunny entrò nella stanza.Se l’anziano Watchog gli stava sussurrando qualcos’altro, Zangoose non lo sentì. Lopunny che avanzava lentamente nel tempio lo lasciò semplicemente a bocca aperta.La Pokémon camminò fino all’altare, poi gli strinse le zampe.In seguito, Zangoose non ricordò quasi nulla. Tutto ciò che riuscì a fare fu sorridere e ripetere le formule di rito. L’idea di star sposando la pokémon che amava, che ora si trovava proprio lì davanti a lui, era l’unica cosa fissa nella sua testa.Ricordò di aver pregato Arceus, Dialga e Palkia, perché proteggessero il matrimonio per sempre ed ovunque. Quando poi era stato chiesto loro se volessero innalzare una preghiera a un Loro particolare, Lopunny aveva scelto la Danzatrice degli Dei, Meloetta. Il prete aveva annuito e aveva lasciato che i due pregassero (o meglio che Lopunny pregasse e Zangoose ripetesse le sue parole).Ricordò il momento dello scambio degli anelli. Ci fu un attimo di imbarazzo quando Lopunny dovette mettergli il suo, ma la pokémon sorrise e lo spinse nell’artiglio destro della zampa destra finché non si incastrò. Zangoose sorrise, osservandolo.Infine, ricordò il momento che tanto aveva aspettato. L’Arcivescovo alzò le mani e le impose sulla coppia, poi dichiarò che erano ufficialmente sposati agli occhi di Arceus. Il bacio che seguì e l’applauso del pubblico, inclusi alcuni curiosi radunatisi per assistere.Il Watchog fece firmare ad entrambi il documento per ufficializzare lo sposalizio, poi Zangoose e Lopunny si scambiarono un secondo bacio. A quel punto, i curiosi si allontanarono, visto che dopo le ultime preghiere il matrimonio poteva dirsi concluso.«La ringrazio per aver accettato nonostante un preavviso tanto breve.» Disse Zangoose, stringendo la mano all’Arcivescovo.«Devo dire che avrei preferito che il mio amico Tauros mi avvisasse per tempo, visto che così sono stato costretto a farvi compilare i documenti e compiere i riti preparatori molto in fretta, ma… Sono un grande amante dei matrimoni. Non lo avrei fatto per chiunque lo ammetto, ma quando ho sentito la vostra storia è stato per me un dovere permettervi di concluderla felicemente.»I due lo ringraziarono ancora, poi si diressero verso Tauros.«Congratulazioni, Zangoose.» Disse Tauros.«Tauros… Grazie. So di averti chiesto molto.»«Tu a me? Non farmi ridere. Sono amico dell’Arcivescovo da tempo, condividiamo molti punti di vista, perciò è stato facile. Beh, più facile che se avessi dovuto organizzarlo in una cappella qualunque. Ma direi che questo scenario sia ben più adatto.»Zangoose annuì, guardandosi intorno.A Normalia c’erano venti città ducali. Di queste, diciassette ospitavano una Basilica, dedicata a una delle Lastre.Quella di Bachia era dedicata alla Lastrabaco. Perciò, le sue pareti e soffiti erano ricche di rappresentazioni di Arceus nella Forma Coleottero. Ovviamente, spesso nelle raffigurazioni più recenti compariva anche Genesect, ma nella maggior parte Arceus era solo. Facevano eccezione scene in cui usava la Lastra per affrontare altri nemici, Loro ribelli delle varie Guerre dei Loro.Ma a colpire Zangoose davvero erano le statue. Ogni singolo Pokémon di tipo Coleottero aveva una statua da qualche parte nella basilica. Era usanza comune fare un’offerta o una preghiera davanti alle statue, se si apparteneva a quella specie, ma da quel che sapeva Bachia era tra le Basiliche meno frequentate per quel genere di preghiere.Ciò non toglieva che ogni statua sembrava viva. Gli artisti di Fatia avevano messo anima e corpo nel dare forma a quelle opere, e si poteva benissimo pensare di vederle respirare.Zangoose e Lopunny si strinsero un po’ mentre alcune delle guardie del Barone facevano a propria volta le loro congratulazioni, un po’ impacciate, poi qualcuno toccò la spalla del Pokémon. Zangoose si girò, imitato da Lopunny e Tauros. Poi investigatore e Barone sbarrarono gli occhi.«Vedo che sapete chi sono.» disse il Pokémon «Beh, congratulazioni, signor Zangoose. Signora Lopunny.»Zangoose ringraziò balbettando, cosa che sorprese Lopunny.«Ma si può sapere chi è?» Chiese Lopunny in un sussurro mentre Tauros scambiava alcune parole con lo sconosciuto.«Quello, è Tosland Stout.» Rispose Zangoose, indicando lo Stoutland «Duca di Bachia e uno dei più grandi Combattenti del paese. Uno di coloro che possiedono il titolo di Guerriero della Lastra, e uno dei pochi Duchi nella storia ad averlo meritato anziché esserselo comprato. Detto in breve, è considerato uno dei migliori, se non il miglior guerriero del paese.»Lopunny fissò ancora lo Stoutland, mentre questi scambiava una battuta con Tauros e scoppiava a ridere. Il Barone lo imitò, anche se appariva evidentemente a disagio.«Inoltre,» concluse Zangoose «Abbiamo davanti anche colui che dobbiamo convincere per poterci dire un passo avanti verso l’obbiettivo.»«Esattamente.» Disse lo Stoutland, alzando la voce in modo che Zangoose e Lopunny lo sentissero «Tauros mi ha descritto per lettera qualcosa, ma mi aspetto che riusciate a darmi una definizione più accurata del pericolo che incombe su di noi. Tuttavia,» concluse «Questo è da discutere domani. Oggi, per voi, è un giorno di festa.»Zangoose annuì. Eppure si chiese cosa avesse spinto il Duca a venire di persona a incontrarli. La domanda continuò a ronzargli in testa. Fatia, Strada di Arceus, 01/07/4783, circa le 21Persian studiò le impronte, poi annuì.«Due orme: aggiunte al Gruppo.» Sentenziò «E giudicando dai segni qua attorno, sono carri.» Disse, indicando due carri danneggiati a bordo strada e i segni di ruote tutto intorno, che indicavano manovre varie.«Circa nove ore fa.» Aggiunse Ditto «Siamo sulla strada giusta. Proseguiamo.»I due si avviarono, e il resto dei pokémon li seguì.
Maledetta la quinta superiore e chi l'ha inventata. UN MESE INTERO.
 
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CAPITOLO 191: FAIRYDAN​



Strada di Arceus, 02/07/4783, circa le 11«Questo è quanto?» Chiese lo Stoutland.Zangoose annuì, mentre un servitore gli porgeva un calice d’acqua. Era piuttosto stanco perché la sera prima aveva fatto le ore piccole, ma non poteva certo non presentarsi dal Duca. Ciò non toglieva che raccontare tutta la storia fosse faticoso. Ci aveva messo un’ora, e per brevità aveva tagliato parecchi pezzi inutili.«Uhm… Sì, ammetto che la vostra storia potrebbe essere vera. Dimmi Tauros, ritieni che tutto ciò sia possibile?»Tauros annuì «Occorrerebbe certo un enorme potere, come quello di uno o più Loro, o di un numero enorme di Megaevoluzioni, ma sarebbe possibile, nel nostro mondo, costringere la forma fisica di Arceus alla prigionia. Lui stesso ha fatto in modo che i Loro non potessero manifestarsi tra noi nella loro forma completa. Inoltre, ha creato la Pietrastante, la pietra che annulla qualunque mossa e capacità di un Pokémon, incluso il Teletrasporto o l’intangibilità degli Spettri. Con quella sarebbe effettivamente possibile rinchiuderlo.»«Il che probabilmente spiega questa.» Disse mostrano loro un documento, su cui spiccava il sigillo della Voce di Arceus, l’Anello. «La Voce rimanda il consiglio convocando tutti i Duchi e i nobili minori alla fine del mese. Tecnicamente è in suo potere, in quanto è lui a stabilirne la data mensile, ma è un caso con ben pochi precedenti. Diversi degli altri Duchi mi hanno scritto domandandomi cosa ne pensassi, ma non ne avevo idea. Ora però mi è chiaro.»«Deduco quindi che ce l’abbiano fatta.» Disse Zangoose, riferendosi ai suoi compagni.«Sembrerebbe la deduzione corretta, Investigatore dell’Ignoto. Per la Voce anche solo spostare questa data è un’azione che rischia di avere gravi conseguenze. Ma immagino voi realizziate perché l’ha fatto.»Zangoose annuì «Per farci guadagnare tempo.»«Esatto. Dobbiamo convincere i Duchi ad unirsi a noi. E dobbiamo farlo entro la fine del mese.» Disse Tauros. Da qualche parte a Fatia, 02/07/4783, circa le 12«E così ci siamo.» Disse il Capitano, osservando i fogli «Finalmente è il nostro momento.»Le due annuirono. «Qualcuna di voi ha richieste particolari? So bene che di solito i vostri desideri sono… peculiari.» Proseguì il Pokémon, osservando le due.«Effettivamente una cosa ci sarebbe.» Commentò la prima delle due.«E allora parla.» Rispose l’altro, spazientito. Detestava questi giochetti. La Pokémon avrebbe dovuto sapere che su di lui non funzionavano.«Voglio un permesso speciale.»«Ma davvero? E per quale motivo?»«Mi hanno riferito che c’è stato uno sconfinamento. Desidero occuparmene personalmente.»«Bene, ma in cambio mi aspetto che tu faccia il tuo lavoro come si deve.» Rispose l’altro «Non voglio un altro rapimento importante finisca come l’ultimo.»«Sono passati anni, suvvia. Dimentica e perdona.»Il Pokémon si passò una zampa sulla fronte, poi si rivolse all’altra «E tu, niente di particolare?»«No, questa volta desidero davvero occuparmene. E prometto di non esagerare come l’ultima.»Il Capitano annuì, soddisfatto «In tal caso, signore, che la caccia abbia inizio.» Fairydan, 02/07/4783, circa le 18La città di Fairydan apparve davanti al Gruppo come per magia, mentre svoltavano a una curva per aggirare un bosco. E per poco le loro mascelle non si spezzarono mentre fissavano la città a bocca aperta.Non c’erano parole per descrivere la capitale di Fatia. Non era semplicemente bella. Non era stupenda. Non era magnifica. Era molto, molto di più.Le mura della città erano completamente affrescate. Un dipinto enorme dedicato a Fatia e ai Loro, che circondava completamente la città. Un dipinto che pareva vivo.Dietro di essa, si scorgevano le alte guglie della città. Erano torri di avvistamento concentriche, e su ognuna di esse era rappresentato un Loro intento ad attaccare. Ed erano così terrificanti e così magnifiche allo stesso tempo che i membri del Gruppo non sapevano se restare ad osservarli, immobili, o se mettersi a correre.Per fortuna, Eelektross diede a tutti una sonora pacca alla schiena, e i Pokémon si ripresero quanto bastava per ricominciare a muoversi ed entrare in città. La porta era finemente lavorata, un’unica lastra di ferro su cui erano incise opere di straordinaria magnificienza. Re e regine davanti a cui i Pokémon si inchinavano, mentre questi emettevano il giusto verdetto.Entrato in città, osservò le case. Di solito, in una città le case più vicine alle mura erano semplici edifici, case in muratura con talvolta qualche abbellimento. Lì no. Ogni casa era finemente decorata. Su ognuna di esse c’erano affreschi e mosaici, e la maggior parte aveva sculture nei giardini e vetri lavorati alle finestre.«La quasi totalità degli abitanti di Fairydan sono artisti.» Spiegò Eelektross, mentre teneva il gruppo concentrato sui carri «Perciò devono mettere in mostra le proprie capacità. Fairydan è la città che muta, perché ogni giorno le facciate di questa o quella casa possono cambiare, le statue di un giardino aumentare o cambiare. Addirittura ci sono architetti che ricostruiscono da zero la propria casa una volta ogni due o tre mesi.»Raichu ammirò la città affascinato. Non aveva mai visto niente di così bello. Mentre i carri giravano intorno alla fontana al centro di una piazza, osservò i dettagli del Lapras dal cui corno usciva l’acqua. Non solo sembrava vivo, ma sembrava più vivo di qualunque Lapras avesse mai visto. Sembrava all’apice della salute.Raichu non avrebbe saputo spiegarlo. Aveva visto le statue lungo la strada, e anche quelle sembravano reali. Ma c’era qualcosa di diverso tra quelle e queste.I Pokémon attraversarono le larghe vie della città, quelle costruite per i carri, e raggiunsero la zona centrale. Qui i membri del Gruppo rimasero davvero senza fiato. La larga piazza che si stava riempiendo di Pokémon, e che loro avrebbero presto dovuto aggirare, ospitava un enorme palco decorato da motivi floreali al cui interno si nascondevano, guardando bene, vari Pokémon. Avvicinandosi, Raichu realizzò che erano a grandezza naturale. Un Raichu grande quanto lui si stava arrampicando tra le foglie, un Charizard di pietra ruggiva sulla cima del palo destro, un Venipede scendeva verso il basso.«Cosa sta succedendo?»«Si tratta dell’esibizione.» Spiegò Klef «Devono presentare un nuovo Generale alla popolazione. Perciò i cinque Generali si esibiranno per il popolo.»«Cinque?»«Certo. Il Generale della Grazia, il Generale della Grinta, il Generale dell’Acume, il Generale della Classe e il loro leader, il Generale della Bellezza.» Rispose Eelektross «Il precedente Generale della Grinta, Ser Azumal il Potente, è morto di vecchiaia tre mesi fa, e il suo successore è stato scelto subito dopo. Come vuole la procedura, dato che dopo tre mesi nessun candidato si è presentato per opporsi alla successione, è stata confermata la scelta fatta allora.»Raichu annuì. Ad Elettria la scelta del Generale avveniva subito dopo la morte ed il ritiro del predecessore e non prevedeva riti particolari, ma sapeva che era stato solo dai tempi del nonno di Re Electivire. Prima esisteva un complesso rituale.Procedettero ancora, e superarono il palazzo reale.L’edificio era così imponente e così bello che Raichu avrebbe fatto in seguito fatica a descriverlo. Era di un bianco purissimo, contrastando con i variopinti edifici della parte esterna della città, ma quel bianco lo rendeva perfetto. Era evidente che era stato creato dagli stessi artisti che avevano creato le grandi opere di Normalia, eppure allo stesso tempo era superiore ad esso. Sei torri bianche, un grande portale bianco, finestre dai vetri intarsiati… Il palazzo era bello oltre ogni immaginazione, anche da fuori. Si chiese come sarebbe stato entrarvi.La villa in cui lasciarono i carri era un edificio magnifico, ma non riusciva a non sfigurare vicino al palazzo. Qui spinsero i carri nella rimessa, quello dei clienti più vicino all’uscita. Granbull fu l’unico a scendere, per salutarli, ringraziarli ed ovviamente consegnare il resto della somma pattuita ai membri della Gilda.Klef sorrise contandoli, li porse a Wigglytuff perché effettuasse un secondo conteggio e quando il Pokémon annuì ringraziò il cliente.«Le auguro una miglior fortuna nel suo prossimo viaggio.» Disse il Pokémon facendo ondaggiare le chiavi per via di una risata.«Siamo stati sfortunati, ma il vostro compito è stato svolto alla perfezione. Vi ringrazio per l’aiuto.»Klef annuì, poi lui e i suoi si fecero indietro mentre Granbull si rivolgeva ad Eelektross e al Gruppo.«Beh, grazie per l’aiuto vecchio mio, sei stato provvidenziale.» Disse al Pokémon Elettro.«Sono certo che sarebbero riusciti a difendervi lo stesso. O che ci avresti pensato direttamente tu.» Rispose quello, allungando la mano che il Pokémon gli strinse.Granbull scosse energicamente e annuì «Ma sono felice di non averlo dovuto fare. Qualunque cosa tu stia facendo qui Eelektross, ti auguro la migliore delle fortune.»Eelektross sbuffò «Di solito quando qualcuno dice una cosa del genere le cose vanno male, sai?» Rispose, poi si girò e salutò ancora alzando la mano.Raichu e il resto del Gruppo lo seguirono. Poco dopo si separarono anche da Klef, e continuarono a seguire il Pokémon lungo le vie della città.Questi li guidò fino a una locanda con una magnifica insegna in legno che riproduceva la testa di un Pikachu. L’insegna diceva “Al bellissimo Pikachu”.Eelektross fece loro cenno di entrare e il gruppo lo seguì nel locale. Superarono i tavolini eleganti in legno intagliato o ferro battuto e raggiunsero il bancone. Un’Aromatisse li fissò, poi impallidì.«Eelektross, signore…»«Aromatisse, sono qui per vedere Kyum. Dovrebbero già averlo informato.»«Sì signore, la sta aspettando. C’è anche Wilem. Ma…»«Niente ma. Fammi entrare subito.»Aromatisse annuì e li portò a una porta laterale. La Pokémon aprì ed Eelektross entrò, seguito dal resto del gruppo.La porta dava su un breve corridoio che, quindi, portava alla casa accanto all’osteria. Qui si trovava una sala piuttosto grande e poco illuminata con una scrivania, decine di scaffali e numerose sedie. Su una di esse era seduto un Mawile legato.«Quindi Eelektross, è vero?» Chiese una voce da un angolo. Raichu fece per alzare lo sguardo ma Eelektross lo fermò, guardando da un’altra parte.«Kyum, stai cercando di uccidere il tuo capo?» Chiese Eelektross.Ci fu una risatina, poi un fruscio. Un attimo dopo, un pokémon simile a un Pikachu comparve accanto ad Eelektross. Dopo un secondo, Raichu realizzò che in realtà stava solo indossando un travestimento formato da un panno di stoffa e un pezzo di legno lavorato. Era un lavoro malfatto, ma gli venne il dubbio che fosse fatto così di proposito. I suoi veri occhi erano sul petto, e stavano fissando i vari membri del Gruppo. Poi si fermarono su Raichu.«Tu sei… l’evoluzione di un Pikachu vero?»Raichu annuì. Il pokémon Spettro lo fissò per un lungo momento, poi scosse la ‘testa’.«No, puoi andare bene.» Decise alla fine «Se fossi un Pikachu, la storia sarebbe stata diversa.» Aggiunse.«Kyum, abbiamo altro di cui parlare.» Rispose Eelektross «Prima di tutto, lascia andare Wilem. Sono io che gli ho ordinato di tornare indietro.»Il Mimikyu annuì. Un lungo braccio d’ombra emerse da sotto il travestimento e con Ombrartigli tagliò le corde. Wilem si rialzò, si inchinò a Eelektross ed uscì.«Chi era il cliente questa volta?» Chiese Eelektross indicando Wilem.«I Gialli. Volevano che le Fate Blu fallissero la missione.»«Non erano riusciti a mettere sotto controllo la situazione? Un rapimento è roba grossa.»«Con la situazione attuale di Fatia, le Gilde si stanno ritrovando con le mani libere. Il che è un guadagno per noi.»«Non se la mia ipotesi è corretta. Comunque, non ho intenzione di dirti nulla, hai accettato un lavoro e l’hai portato avanti. Informa il cliente del fallimento e rimborsalo.»Kyum annuì «Altro?»«Sì, ma per questo vorrei che voi altri ve ne andaste.» Disse Eelektross. Il resto del Gruppo annuì, sapendo che Eelektross aveva i suoi affari privati da discutere. Luxray fece per restare, ma Eelektross fece anche a lui cenno di uscire.Quando tutti se ne furono andati, Eelektross fissò Kyum «Abbiamo parecchio di cui discutere. Ma prima di tutto, c’è una cosa che devo sapere. Lei è dove mi hai detto, vero?»«Non serviva mentire.»Eelektross sospirò «Bene. Bene. Adesso, parliamo di lavoro. Com’è la situazione qui a Fatia? Gruppi emergenti, domini di vecchie organizzazioni… Voglio una spiegazione dettagliata. Dovrebbe esserti arrivata una lettera con la mia spiegazione, avevo chiesto ai miei di mandarla.»«Sì, è arrivata, e ho cominciato già. Abbiamo al momento il controllo di tutta Fairydan. Il resto di Fatia sarà un lavoro più complicato. Inoltre, temo che sia tardi Eelektross. »«Lo temevo. Fai quel che puoi.»«Molto bene.» Disse Kyum, e iniziò a fare rapporto ad Eelektross. Fatia, 02/07/4783, circa le 20«Forza, siamo quasi arrivati.» Disse il Ditto.«Quasi arrivati vuol dire che abbiamo recuperato solo tre delle nove ore di vantaggio delle nostre prede.» Rispose una voce dal gruppo che li seguiva. Persian si girò per capire chi avesse parlato, ma non riuscì a individuarlo. Borbottò qualcosa e proseguì. Non erano stati lui e Ditto a volersi fermare per riposare, era stata la maggioranza dei loro compagni. In quel modo parte del vantaggio accumulato era andato perso.«Oh, non preoccupatevi, quello sarà l’ultimo dei vostri problemi.» Disse una voce proveniente da una macchia di alberi lì vicino. Persian, Ditto e gli altri si girarono verso di essa, mettendosi in guardia.Ne uscì una Florges. Quella fece un inchino. La sua acconciatura bianca ed il corpo viola la rendevano particolare, ma il suo sguardo era tutt’altro che amichevole. «E chi saresti tu per deciderlo?»«Mi chiamo Florges. Mi è giunta notizia di uno sconfinamento da parte di un altro gruppo, e sono venuta a darvi una lezione per questo.»Persian cominciava a sudare freddo, ma decise di non darlo a vedere «Abbiamo un permesso del nostro capo per uscire da Normalia ed entrare a Fatia. Comprendo sia poco ortodosso, ma catturare l’obbiettivo ha la precedenza su queste cose.»Florges scosse la testa «Non posso ignorare questo affronto. E non possono farlo neanche gli altri, non crediate che ne siano contenti. Semplicemente sono arrivata per prima.»«E cosa pensi di poter fare da sola?» Chiese Persian, indicando il loro grosso seguito «Hai commesso un grave errore a metterti contro di noi da sola.»In risposta, Florges scosse la testa «Oseresti davvero attaccarmi? Sono comunque sullo stesso piano del vostro leader.» Sorrise «Anche se in realtà sono persino superiore.»«Nei tuoi sogni.» Replicò Ditto.«Già, il nostro leader…»Florges interruppe le proteste con un gesto della mano «Molto bene. Vediamo a che livello sono i suoi uomini.» Disse.Persian si mise in posizione, mentre Ditto si trasformava in un Pyroar imitando uno dei suoi compagni.«Buon inizio.» Commentò Florges, sorridendo, e si lanciò all’attacco. Fairydan, 02/07/4783, circa le 20«Mi dispiace signore, ma quest’oggi non ci sono udienze disponibili.» Spiegò la guardia, uno Spritzee.«Cosa vuol dire non ci sono udienze disponibili? Ho una lettera firmata da…» Iniziò Eelektross, ma la guardia alzò l’ala per interromperlo.«Comprendo perfettamente signore, mi creda, ma non solo lei è fuori orario, ma la regina non è neanche a palazzo. Si trova alla cerimonia per la nomina del nuovo Generale, che avrà luogo tra un’ora.» Spiegò il Pokémon «Pertanto, la invito a presentarsi nuovamente domani.»Eelektross sbuffò «Bene, ma spero che domani la regina sia presente a palazzo.» Rispose Eelektross, girandosi. Il Gruppo, che lo aveva seguito fin lì, lo fissò sorpreso. Non era da Eelektross comportarsi così. Di solito sapeva mantenere la calma anche in situazioni di pericolo, eppure in quel momento sembrava seriamente preoccupato.«Scusate. Andiamo a questa cerimonia. Voglio provare a vedere se riesco a ottenere un incontro anticipato con la regina.»«Eelektross, perché sembri così preoccupato? Abbiamo avuto questi incontri diverse volte ormai. E i risultati sono sempre stati ottimi, anche se qualche volta per il rotto della cuffia. Qualunque cosa ci aspetti la possiamo affrontare.» Disse Raichu. Gli altri annuirono, ma Eelektross scosse la testa.«Non montatevi la testa.» Disse Eelektross «Siamo stati semplicemente fortunati fin qua. Troppo fortunati. A Laghia l’Organizzazione non ci vedeva come un pericolo e ha preferito usare mercenari piuttosto che venirci contro di persona. Ad Alvearia Laghia ha fatto in modo che ci aprissero tutte le porte. Ad Aeria i Capitani si sono fatti avanti uno alla volta, e solo uno di loro ci ha affrontato prima che parlassimo con il Re. Alla Coalizione e a Vulcania non solo i Re sono stati disponibili a incontrarci, ma quando ci è toccato affrontare i Capitani vi siete salvati per un pelo o perché c’ero io, e non senza ferite gravi. E questo senza parlare di quanto successo ad Espia. A Normalia per qualche motivo non ci hanno toccati, immagino che in un paese così vasto avessero troppo da fare. Per quanto tempo pensate si possa andare avanti così? Finora l’Organizzazione ci ha preso sotto gamba, e adesso deve rimediare. Evidentemente l’Alleanza per loro è il nemico principale ormai. Perciò quanto tempo ci vorrà prima che decidano di schiacciarci del tutto? Per questo voglio ottenere questo incontro il prima possibile. La nostra unica possibilità è continuare a muoverci.» Rispose il Pokémon «Ora muovetevi. Abbiamo un’Esibizione a cui assistere e una regina con cui parlare.»In realtà, Eelektross sapeva che nel profondo aveva anche un altro motivo, personale. Ma non aveva certo intenzione di parlarne con loro.
Di solito, aspetto il 2 luglio per scrivere queste cose, ma data la lunghissima pausa (dovuta agli esami) che c'è stata tra questo capitolo e il precedente, anticiperò un po' le cose.

Pertanto, voglio ringraziare tutti i lettori. Il 2 luglio 2017 infatti è un giorno speciale, perché segna il quarto anniversario di Pokémos (ovviamente si parla della pubblicazione originale). Questo quarto anno non è stato facile, perché è andato a mischiarsi con una difficile quinta superiore, impegni personali in continuo aumento e cose del genere. Abbiamo avuto pochissimi capitoli e per questo mi scuso con i lettori. MA voglio anche ringraziarli per essere stati con me un altro anno. Seguire questa storia sta diventando difficile, me ne rendo conto. Sono 191 capitoli, e nonostante tutto l'impegno la realtà deve venire prima. Spero comunque che continuerete a seguirmi fino alla fine di questa avventura. Grazie per questi anni insieme, tutti i commentatori sono stati un pubblico imprescindibile, siano essi su PM, su EFP o su Pokémon Central. Grazie, e a presto (si spera) per il prossimo capitolo.
 
E' stato un lungo mese di pausa dovuto a esami e vacanze. MA finalmente oggi Pokémos ritorna, e miro a farlo ritornare bisettimanale

CAPITOLO 192: LA REGINA

Fairydan, 02/07/4783, circa le 21«Signore e signori!» Esclamò la voce proveniente dal palco, dove una Wigglytuff stava usando Granvoce per farsi sentire dalla grande folla riunita davanti ad esso «Quest’oggi siamo qui per assistere alla nomina del nuovo Generale della Grinta. Ma prima, ecco i nostri Generali attuali!»«Più che una nomina militare, sembra uno spettacolo.» Commentò Raichu.«Quello è il punto.» Replicò Eelektross «Questa è un’esibizione per il popolo e anche per i popoli vicini. Serve per mostrare loro che sono potenti, che sono forti. E ovviamente, che sono sempre il paese della bellezza.»Raichu annuì, poi si rimise ad ascoltare Wigglytuff.«Molto bene, ed ecco a voi il nostro primo Generale. Comandante in Capo dell’esercito e Generale della Bellezza, ecco a voi Lady Ninetales!»In quel momento, si formò sul palco una nebbia di finissimi cristalli di ghiaccio. Quando quella scomparì, al centro di esso, accanto a un raffreddato Wigglytuff, si ergeva in posa statuaria una Ninetales bianca come la neve, le nove code che formavano un’unica nube di pelo. Aveva un aspetto forte ed elegante.E cosa più importante, era bellissima. Raichu la fissò rapito, Flaaffy aveva gli occhi sbarrati, Luxray deglutì talmente forte che l’intero gruppo riuscì a sentirlo. Anche gli altri, a vario grado, erano rapiti dalla vista. Eccetto Eelektross, che si limitò a ridacchiare osservandoli.«E ora,» riprese Wigglytuff «ecco a voi il Generale della Classe! Colei che ha riportato all’attenzione del mondo il Villaggio Perduto! Colei che ha dimostrato che non è essere di tipo Folletto il requisito per vivere a Fatia! Ecco a voi, Lady Pikachu!»«Lady cosa?!» Esclamò Raichu, poi una Pokémon balzò al centro del palco, da cui nel frattempo Ninetales si era spostata. E al suo posto irruppe sul palco quella che era chiaramente una Pikachu… ma molto particolare. Aveva la coda a forma di cuore, ma con la punta nera. E indossava un giubbotto simile al Corpetto Assalto che Raichu aveva visto alcune volte in passato, anche se quello sembrava più un costume che un oggetto utile.Nel frattempo, la Pokémon sorrise, e scagliò un pugno. L’onda d’urto riverberò sopra la folla, costringendo quelli nelle prime file a tenere stretti i figli che reggevano sulle spalle per evitare che cadessero.«Cosa ci fa una Pikachu qui?» Chiese Raichu, risistemando il proprio Bitorzolelmo, leggermente spostato dall’attacco nonostante la distanza.«Tanto tempo fa, prima che Elettria anche solo esistesse, un gruppo di Pikachu si spostò verso nord e si stabilì a Fatia. Col tempo divennero una popolazione a sé stante, che anche se non è di tipo Folletto, per qualche motivo ha perso del tutto la Dominanza Elettro. Inoltre, si dice che conoscano un’arte segreta per apprendere alcune mosse che nessun Pikachu può usare normalmente. Per via di una qualche tradizione, al raggiungimento della maggior età le femmine ricevono un abito, i maschi un cappello. Per il resto della loro vita non lo toglieranno mai, salvo per ripararlo o pulirsi.»Raichu sentì le ginocchia tremare. Quindi, non erano rimasti solo i pochi Pikachu di Elettria. Quindi ce n’erano ancora. Sentì un sorriso emergergli sul volto. E applaudì con forza imitando gli spettatori.«E ora, il Generale della Grazia. La dama della corrente, l’invalicabile muro del sud, Lady Primarina!» Proseguì il Wigglytuff, dopo aver mangiato quella che doveva essere una Baccamelina, per sostenere l’uso prolungato di Granvoce.Una Primarina salì effettivamente sul palco. Cantando, faceva muovere intorno a se grandi colonne d’acqua, che la depositarono delicatamente su di esso per poi esplodere in una leggera pioggerella. Un’esibizione da lasciare senza fiato l’osservatore.«Ed ecco il protettore dell’est, il terrore dei draghi banditi, il geniale difensore dei monti dell’ovest! Il Generale dell’Acume, Lord Brim Beeom!»Un Ribombee calò dal cielo in picchiata direttamente sul palco, per poi allargare le braccia. La striscia di sottile pelliccia marrone intorno al collo si agitò come se avesse vita propria, allargandosi in complesse torsioni per poi avvolgersi di nuovo intorno al suo collo.«La Sanguisuga speciale dei Ribombee.» Spiegò Eelektross.«E infine, la nostra regina! Colei che ci governa da otto anni, fin dalla sfortunata morte della bellissima Regina Gardevoir XIII. Sua maestà, Gardevoir XIV!»Il popolo lanciò un grido di giubilio mentre la Pokémon incedeva lentamente sul palco illuminato. E la prima cosa che tutti riuscirono a vedere fu che era straordinariamente bella. Nonostante Ninetales fosse praticamente senza paragoni quanto a Bellezza, al suo fianco pareva niente più che carina. Garde aveva una Bellezza particolare, che nessuna Pokémon al mondo avrebbe mai potuto rivaleggiare.Poi, in un lampo di luce, la Pokémon scagliò verso il cielo una Forza Lunare. Per un attimo, tra le stelle brillarono due lune. Poi l’attacco esplose, in una miriade di piccole scintille simile a stelle cadenti.La Pokémon sorrise, e fece un passo avanti.«Miei cari sudditi» Disse, usando Granvoce, ma modulando il tono come se stesse parlando normalmente «Quest’oggi, siamo qui per nominare il nostro nuovo protettore dell’ovest. Come sapete, secondo la tradizione, il Generale della Bellezza protegge la capitale, il Generale della Classe l’entroterra, il Generale della Grazia il Sud, il Generale dell’Acume l’Ovest. E il Generale della Grinta l’Est. Per questo, oggi giunge la nomina del successore del Generale Azuman, il precedente difensore. Fatti avanti, Lady Granbull.»Una Granbull salì sul palco, e si inchinò davanti alla regina. Raichu ci mise un secondo a riconoscerla.«Eelektross, quella…»Il pokémon Elettro però sembrava troppo impegnato per rispondere. Stava fissando intensamente il palco, stringendo il pugno destro al punto che gli artigli stavano lasciando cadere piccole gocce di sangue.«Lady Granbull, giuri di proteggere da ogni minaccia Fatia?»«Lo giuro.» Rispose la Pokémon, rispondendo con Granvoce, per quanto non modulando il tono quanto Gardevoir.«Giuri di difendere i sudditi?»«Lo giuro.»«Giuri di impedire, finché avrai respiro, che il nemico possa raggiungere Fairydan, il suo popolo e la famiglia reale?»«Lo giuro.»«In tal caso, alzati, Generale Granbull, Quattrocentottantatreesima Generale della Grinta.» Disse Gardevoir. Granbull obbedì, e la folla andò in visibilio.«Andiamo!» Disse Eelektross «Veloci, tra poco lasceranno il palco!» Insistette. Il Gruppo annuì, seguendolo, anche se in molti continuarono a fissare la bellissima regina.«E Raichu» Aggiunse il Pokèmon, porgendogli un foglio «Tieni questa. La lettera di Gallade. Non so come andranno le cose adesso, ma è meglio essere cauti.» Intorno alla regina e ai generali si era già raccolto un folto gruppo di Pokémon. La Gardevoir viaggiava nascosta in una lettiga, ma il fatto che quattro generali la circondassero era sufficiente a far capire di chi si trattasse.Eelektross però non si diresse da quella parte, ma fece il giro del palco, e sorrise infilandosi in una via laterale che molti avrebbero scambiato per un vicolo.Il pokémon invece proseguì, finché non vide due Pokémon che avanzavano lentamente.Quando furono a meno di venti metri di distanza, la prima delle due, Ninetales, si girò verso di loro.«Fermi. Identificatevi.» Disse la Pokémon. Dietro di lei, la Regina Gardevoir non sembrava essere preoccupata.«Insomma, bastano quattordici anni per dimenticare la mia faccia, Ninetales? Eppure Granbull si ricordava di me.»«Eelektross… Sei tornato per mancare ancora di rispetto alla nostra regina?» Chiese la Pokémon. Ma con sua sorpresa, la regina si fece avanti, superandola e avvicinandosi a Eelektross. Con delicatezza, gli posò la mano destra sulla guancia.«Eelektross… Sei davvero tu?» Chiese la Pokémon, sorridendo.«In carne e ossa, Garde.» Rispose quello.La pokémon sorrise. Poi, senza preavviso, uno schiaffo colpì Eelektross.«Tuttto qui?!» Chiese quella, con le lacrime agli occhi «Quattordici anni, e tutto quello che sai dirmi è “In carne ed ossa”?»Eelektross sospirò «Mi merito questo trattamento, mia regina. Ma per favore, se non vuole ascoltare me ascolti i Pokémon che mi accompagnano. Sono messaggeri dell’Alleanza, e…»«Non finché non mi avrai dato una spiegazione.»Eelektross sospirò «Non posso. Posso solo dire che avevo i miei motivi.»«I tuoi motivi.» Ripeté la regina «I tuoi motivi. I tuoi motivi per spezzarmi il cuore. I tuoi motivi per andartene. I tuoi motivi per lasciarmi all’altare!»I membri del Gruppo rimasero a bocca aperta. Ninetales invece fissò Eelektross con ancora più odio negli occhi.Eelektross scosse la testa «Sì. Non posso spiegarle, mia regina. Mi creda, niente mi avrebbe reso più felice che sposarla.»«Ti ordino di dirmi la verità! Ti ordino di spiegarmi perché hai fatto quello che hai fatto! Va bene così?! Non me lo vuoi raccontare, quindi te lo ordino!»Eelektross sospirò di nuovo «Se te lo raccontassi, ti farei solo soffrire. Vuoi davvero darmi questo ordine?»«Sì! Sono quattordici anni che aspetto di poterti parlare di nuovo. Perciò dammi questa risposta!»Eelektross annuì «Molto bene. Ma dobbiamo farlo qui, in questo vicolo?»«Non ho intenzione di muovere un passo.»«Bene allora. Quattordici anni fa ero qui a Fatia. Facevo parte della Gilda di Granbull. E quel maledetto giorno mi stavo riposando da una missione quando ho avuto la pessima idea di bere qualcosa. E quello è stato il momento in cui TU sei entrata nella mia vita.»                                                                             Fairydan, Al bellissimo Pikachu, 12/03/4769, circa le 23Il locale era deserto eccetto per il cliente seduto al bancone. Un Eelektross era una vista abbastanza inusuale a Fatia, quindi il Pokémon saltava subito all’occhio.L’Eelektross mandò giù un Succo di Baccauva tutto d’un fiato, poi sospirò.«Quindi, è andata bene?» Chiese Mimikyu, prendendo il contenitore vuoto cambiandolo con uno pieno.«Direi di sì. Quantomeno, ho ripristinato un po’ le mie finanze. Negli ultimi tre anni ero rimasto a secco.»«Sai capo, se ci lasciassi rubare…» Iniziò Mimikyu, ma Eelektross scosse la testa.«Quello può aspettare. Quello che dobbiamo fare ora è costruire la rete. Non sprecare le spie e i leader che sono riuscito ad assumere per rubare qualche soldo.» Rispose Eelektross.«Come preferisci, capo, ma…» poi la porta si aprì. Immediatamente, Mimikyu lasciò perdere il discorso. Eelektross si portò alla bocca il Succo di Baccauva.Ad entrare furono una Ninetales ed una Gardevoir. Eelektross rischiò di sputare il Succo per l’impressione che gli fece la seconda. Era bellissima. Per la prima volta da tre anni, Eelektross sentì il cuore battere un po’ più forte.«Un Succo di Baccauva, per favore.» Disse la Pokémon, sedendosi al bancone. Il Mimikyu annuì e ne preparò uno, che la Pokémon ingollò tutto d’un fiato con un sospiro soddisfatto.«Ah, questa sì che è vita!» Esclamò sorridendo quella.«Milady, per favore, non dia troppo spettacolo…» Disse la Ninetales.«E chi vuoi che mi dica qualcosa? Non c’è nessuno qui a parte te, il barista e questo tizio.» Commentò quella.«In tal caso ci sono ben tre Pokémon che potrebbero dirti qualcosa.» Rispose Eelektross.Gardevoir si girò e lo fissò, sorpresa «Che succede vecchio, qualche problema?»«Ho ventiquattro anni. Vuoi farmi credere di essere più giovane?» Replicò Eelektross. Ventiquattro anni… In tre anni aveva fatto parecchie cose.«Se ti interessa saperlo, io ne ho ventidue. Quindi sono più giovane e posso chiamarti vecchio come mi pare.» Rispose quella.«Quindi avevo ragione.» Commentò Eelektross.«Su cosa esattamente?»«Beh, mi chiedevo cosa ci facesse qui la principessa Garde, ma non ero sicuro di aver ragione. Ma l’età combacia, e il resto l’avevo già capito. La figlia ribelle della bellissima ti chiamano. O la vedova giovane.»«Lascia che dicano quello che vogliono.» Rispose la principessa «Ho sposato un Pokémon senza pari al mondo. Mi ha dato una figlia, poi è morto in battaglia. Per quel che mi riguarda, il fatto che io avessi diciannove anni e lui trenta quando è morto è del tutto secondario.» Poi il suo volto si fece trise, e la Pokémon mandò giù un altro sorso.Eelektross sorrise «Io so tutto di perdere la persona amata. Conoscevo la Pokémon che ho sposato da quando ero giovane. Abbiamo avuto un figlio. Poi… Poi lei è morta. Sono passati tre anni, ma non riesco a dimenticarla.»Garde gli posò una mano sulla spalla «Non dobbiamo dimenticare. Quello che dobbiamo fare è andare avanti. Almeno, se mai troverai un altro amore, potrai sposarlo. Io… Prima o poi mia madre mi farà sposare un altro nobile, e tornerò di nuovo in gabbia.»«In gabbia?»«La corte è una prigione. Etichetta, spie, cospirazioni… Probabilmente è persino peggio. Per questo mi godo la vita, finché posso permettermelo. Finché mia madre non mi rinchiuderà di nuovo. In fondo, con mia sorella maggiore che continua a non generare eredi, io rimango la seconda in linea di successione. Mia figlia è la terza.»Eelektross sospirò «Beh, finché non accade perché non provi a fare qualcosa di utile con questo tuo periodo di libertà?»«Per esempio?» Domandò Garde, incuriosita.«Unisciti a una Gilda. Di precedenti ce ne sono. Membri della famiglia reale, anche eredi diretti al trono, hanno fatto parte di una delle quattro.»«Non dire sciocchezze!» Esclamò Ninetales, irritata «La principessa non può certo abbassarsi a compiti da persone comuni come quelli che una Gilda svolge. Lei…»Ma Garde la interruppe sollevando la mano «Una Gilda, eh? In effetti non è così male come idea. Assaporare la libertà prima della completa prigionia. Sì! Sì! Ecco cosa dovrei fare.»Poi la Pokémon si rivolse ad Eelektross «Di che Gilda fai parte?»«Fata blu.» Rispose Eelektross «E saremmo onorati di avere una principessa tra noi.»Garde sorrise «Ottimo. In tal caso, ci vedremo presto.» E detto ciò si alzò, seguita da Ninetales. Alcuni giorni dopo, Garde, si presentò alla Fata Blu. Era un grande edificio, che come indicava il nome era completamente dipinto in varie tonalità di blu. Statue di Pokémon Folletto ne adornavano i giardini, una per ogni Capo della Gilda.La sua scelta aveva causato una vera lotta a palazzo. E si era conclusa con una sorta di cacciata. La madre della principessa, infuriata, l’aveva infatti bandita da palazzo finché non avesse capito cosa voleva dire essere una nobile. Si mormorava che presto sarebbe stata diseredata, e la ancora giovane Ralts, sua unica figlia, sarebbe quindi divenuta seconda nella linea dinastica.«Tutte sciocchezze.» Disse Garde ad Eelektross «Oh, non interpretare male, lo farebbe sicuramente se potesse. Ma con mia sorella maggiore senza eredi, mia figlia ancora una bambina, e mio fratello minore che dimostra di preferire la compagnia dei libri a quella delle Pokémon, tanto che ha rifiutato qualunque pretendente, mi pare piuttosto chiaro che non ha scelta se non lasciarmi il titolo. L’arrabbiatura le passerà, mia madre è sempre stata così. Fino ad allora, ho un posto sicuro in cui stare.»Eelektross annuì. A quanto pareva, la Pokémon aveva deciso di far squadra con lui. Anche se preferiva lavorare da solo, il Pokémon doveva ammettere che non gli dispiaceva un po’ di compagnia. E così, per oltre un intero anno, Eelektross e Garde combatterono insieme. Fecero da scorta ai nobili, cosa che non mancò di far divertire Eelektross, che fece notare l’ironia di una principessa che protegge un nobile suo suddito. Compiettero missioni di consegna, di arresto, di salvataggio. E lentamente, iniziarono a provare qualcosa l’uno per l’altra. Per Garde, Eelektross le aveva dato uno scopo in una vita che era sempre stata per lei una prigione, da cui nessuno era mai riuscito a salvarla. Per Eelektross, Garde era la prima Pokémon con cui si trovava bene da quando aveva perso Eele. Per lui, la Gardevoir poteva rappresentare un nuovo inizio. Insieme, forse, potevano ricominciare. Il loro sentimento si trasformò in amore, e così iniziarono a uscire insieme per altro oltre alle missioni.E così, alla fine del loro primo anno insieme, Eelektross fece la proposta a Garde, che accettò. Forse erano semplicemente impreparati alle conseguenze. Forse non ci avevano neanche pensato. Fatto sta che il giorno prima del matrimonio fu l’ultima volta che si videro. Fairydan, 04/05/4770, circa le 15Eelektross percorreva le strade di Fairydan, felice come non era mai stato da anni. Dalla morte di Eele, era sempre stato in fuga. Aveva attraversato in tre anni ben sette paesi, costruendo in ognuno di essi almeno una piccola rete di spie. E per tutto quel tempo, non era mai stato tanto felice quanto in quell’anno passato con Garde.Poi, mentre attraversava un vicolo, si sentì osservato. Sgusciò in una via laterale, e sentì dei passi. Il che dimostrava che aveva ragione. Puntò quindi alla strada principale, per potersi di nuovo confondere tra la folla. Ma quando imboccò la strada abituale per raggiungere il corso che portava al suo obbiettivo, la chiesa Arceista dove presto si sarebbe sposato con Garde, si trovò la strada sbarrata da quattro Pokémon. Si girò, ma dietro di lui ne comparvero altri otto.«Cosa volete?» Chiese quello, studiandoli. Tra di loro riconobbe la Ninetales che aveva visto con Garde quando si erano conosciuti. Gli sorse un dubbio. Poi, da dietro gli otto, si fece avanti una figura minuta. Era una Gardevoir più alta della media, proprio come Garde, ma era comunque parecchio bassa rispetto a lui. Inoltre, gli anni si facevano sentire a quanto pareva, visto che si teneva lievemente piegata in avanti.«Salve, Eelektross.» Disse la Regina Gardevoir XIII. E il tono di quel saluto bastò per accaponare la pelle ad Eelektross «Perché non discutiamo un momento delle tue scelte? Intendo, quelle che ti permetteranno di lasciare vivo questo paese.»
 
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CAPITOLO 193: BANDITI​

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Fairydan, 04/05/4770, circa le 15Eelektross si guardò intorno. Cinque soldati, probabilmente dell’esercito di Fatia. Ninetales, che sapeva essere una guerriera piuttosto famosa. La Regina, che non poteva nemmeno sfiorare se voleva vivere un altro giorno. Erano tutti insieme nemici troppo forti per lui. Perciò doveva usare la diplomazia.«Mia regina, buongiorno. Cosa posso fare per lei?» Chiese. Chiaramente, sapeva benissimo cosa voleva la Pokémon, era stata fin troppo chiara. Ma fingersi calmo e sorpreso era la prima cosa da fare, quando si aveva a che fare con qualcuno di superiore.«Non sono la tua regina. Adesso ascolta. So cosa vuoi fare, ma te lo impedirò. Non lascerò che mia figlia sposi un plebeo. Specialmente uno come te.»«Mia regina, Garde stessa ha affermato di essere disposta a lasciare il proprio titolo nella dinastia. Sua figlia Kirlia, che è di sangue nobile, diverrà la seconda in linea di successione, e lei lascerà la corte. Non mi aspetto guadagni economici o altro. Voglio solo sposare la Pokémon che amo.»La regina lo fissò, sorpresa forse dalla abile parlantina del Pokémon Elettro. Ma la sorpresa durò solo un momento, poi la Pokémon scosse la testa. «No Eelektross, tu non sposerai mia figlia. E il motivo è semplice. Mia figlia Gardevoir, l’erede al trono, è morta questa mattina dopo mesi di malattia. Gli unici membri rimasti della famiglia sono Garde, Kirlia e Gallade, che tuttavia rifiuta qualunque forma di contatto con le persone. Le uniche che possono portare avanti il nome della famiglia reale sono quindi Garde e Kirlia. Credi che possa lasciare che il nobile sangue dei Vorid si estingua dopo quattrocento anni di governo su Fatia? No Eelektross. Mia figlia sposerà Alagad Dreiven, il figlio del Duca di Fationer.»Un Gallade si fece avanti, con un inchino «Ti ringrazio per esserti preso cura della mia futura moglie, Eelektross. Adesso però è giunto il momento che tu ti faccia da parte.»Bastarono quelle parole a far andare il sangue del Pokémon alla testa. Si scagliò contro il Gallade con un Fuocopugno.Alagad sbadigliò, e con tutta calma sollevò il braccio, deviando il Fuocopugno, per poi colpire con Breccia al fianco scoperto dell’avversario. Eelektross si ritrovò a volare contro la parete a destra, schiantandovisi contro.«Un semplice plebeo pensa di potermi sconfiggere?» Chiese Alagad, ridacchiando «Molto bene. Mia regina, lascerebbe che sia io ad insegnare a questo individuo il suo posto nella società? Avrei preferito non ricorrere alla violenza, ma come può vedere questo popolano selvaggio merita una lezione.»«Indubbiamente.» Rispose la Pokémon «Solo, ti prego di non ucciderlo.»«Sono una persona civile, mia regina. Una volta che avrà capito il suo posto, prenderò ciò che è mio per diritto.»Eelektross, nel frattempo, si era rialzato.«Tuo per diritto?» Chiese infuriato «In che modo Garde sarebbe tua per diritto? L’hai mai incontrata? Ci hai mai parlato? Cosa sai di lei?»«Non mi servono queste cose. Lei sarà mia moglie perché è questo che è stato deciso. Ma immagino che per voi plebei sempliciotti la ragion di stato sia un concetto troppo elevato.»Eelektross schioccò le dita e scagliò un Tuono. In risposta, Gallade balzò di lato, schivando l’attacco e usando la parete come piattaforma per saltare e colpire Eelektross al volto con Psicotaglio. Eelektross si pregò per schivare ma l’avversario era troppo veloce. Il colpo lo centrò al volto scagliandolo di nuovo via.“È… Forte…” Pensò Eelektross, rialzandosi. Aveva sconfitto decine di avversari, ma Alagad era su tutto un altro livello. Eelektross non era semplicemente allo stesso livello.«Quindi, ti arrendi? Sarebbe saggio da parte tua, plebeo.» Commentò il Gallade «Altrimenti, nonostante la richiesta della regina potrei ucciderti per sbaglio.»«Anche se dovessi morire qui, non mi arrenderò.» Rispose Eelektross. Poi una serie di sfere di vapore uscirono dalle sue mani, formando una nuvola sopra di loro. Pioggia cominciò a cadere. «Vediamo se ti piace questo.» Disse, e un Tuono piombò su Alagad. Il Pokémon fu centrato in pieno.Il Gallade incassò. E senza particolari problemi. Quando la scarica elettrica si disperse, il Pokémon era ancora in piedi, solo un poco danneggiato. E molto arrabbiato.«Voi plebei siete tutti così.» Commentò Alagad «Bene, lascia che ti insegni una lezione.» Quello che venne dopo fu un massacro a senso unico. Eelektross fu sconfitto completamente. La peggior sconfitta della sua vita, e il suo più grande fallimento dopo l’incidente di Elettria.Quando fu soddisfatto del ‘combattimento’, Alagad lasciò un Pokémon sconfitto. Un braccio rotto, due artigli spezzati, tre denti persi. E la regina lo fece portare via. Due soldati lo caricarono svenuto su un carretto. Quando si svegliò, era al confine di Normalia. I soldati lo scaricarono lì, dicendogli che se si fosse fatto rivedere la regina non sarebbe stata così gentile. Ed Eelektross, distrutto, obbedì. Per quel che lo riguardava, aveva fallito per la seconda ed ultima volta. Ci volle quasi un anno prima che la notizia di una grossa banda criminale di Normalia che minacciava gli interessi di Kyum e la sua sezione di Fatia lo risvegliassero dal suo torpore. A quel punto, però, Eelektross decise che non avrebbe avuto più niente a che fare con l’amore. Aveva sofferto per amore per la seconda ed ultima volta. Avrebbe messo da parte ogni emozione non necessaria, da quel momento in poi.E mantenne questa promessa. Anche dopo essere uscito dalla Scuola delle Trecento Arti, dopo aver formato il suo regno del Crimine, quando fu certo di aver ormai raggiunto il livello di Alagad, decise di lasciar perdere. Non avrebbe avuto senso tornare a Fatia. Non avrebbe avuto senso attaccare il re, a meno che non avesse deciso di morire. Fairydan, 02/07/4783, circa le 22«Mia madre… Alagad…» Poi si girò verso Ninetales «E tu! TU lo sapevi! TU avresti potuto dirmi la verità!»Ninetales arretrò di un passo «Mia regina, mi era stato ordinato di non dirle nulla. Non posso disobbedire agli ordini della sovrana.»«E allora perché non mi hai mai detto nulla?»«Io… Io…» Poi Ninetales alzò lo sguardo. Aveva un’espressione disperata «Era per il bene del mio paese. Se lei avesse sposato Eelektross, non possiamo sapere cosa sarebbe accaduto. Oggi ci sono quattro eredi al trono, e la principessa Kirlia si sposerà tra un anno. Ma senza di lei, oggi Kirlia sarebbe sul trono, probabilmente un burattino in mano alla famiglia del suo promesso sposo. Avrebbe preferito questo destino?»La regina strinse il pugno. Era vero, lo sapeva. Eppure, il trono ed il paese valevano davvero tutto quello che aveva patito? Aveva perso il secondo pokémon che aveva mai amato. Alagad non era un cattivo marito, ma era sempre stato freddo. Non c’era amore tra di loro, solo la maledetta ragion di stato a tenerli insieme. Gli aveva dato dei figli, ma non era servito a rendere il rapporto tra loro più stretto. Con gli anni il Gallade si era fatto vedere sempre meno, sempre più distante, e ormai si dedicava quasi solo a giocare al soldato, combattendo i pirati del Draak a sud. Il Re di Fatia era praticamente sparito dalla corte in cui l’aveva rinchiusa, lasciando la Regina da sola al governo. Se ne era fatta una ragione, ma a volte si era chiesta come sarebbe stata la sua vita se le cose fossero andate diversamente. E adesso scopriva che quella sua occasione di felicità era stata distrutta da sua madre, suo marito e la Pokémon che considerava l’unica amica leale.Per qualche minuto, fu sull’orlo del pianto. Fu solo per il fatto che era una regina davanti a inviati stranieri, anche se uno di essi aveva un tale legame con lei, che riuscì a resistere. E infine parlò «Bene. Bene. Eelektross…» La Pokémon lo guardò. Per un solo attimo, un solo battito di ciglia, lui vide di nuovo la principessa ribelle, lei l’unico Pokémon che le aveva fatto pensare di poter uscire da una vita di doveri. Ma un momento dopo, erano di nuovo la regina di uno stato e l’ambasciatore di un altro.«Da quel che ho capito, è vostra intenzione ottenere un incontro ufficiale.» Disse la regina.«Sì, maestà.» Rispose Eelektross.«Molto bene. Saprete che di solito gli abitanti di un paese straniero dovrebbero prima partecipare al combattimento rituale con un soldato di Fatia.»«Certo. Si tratta di una legge introdotta dalla regina Gardevoir III, che decise che il modo migliore per impressionare i paesi confinanti, gli unici a inviare ambasciatori, fosse mostrare la propria forza, per mezzo dei soldati che…» Iniziò Abra, poi notò lo sguardo del resto del Gruppo e ammutolì.«Bene. Ma avete quella lettera di mio fratello, dico bene?»«Esatto.»«Posso vederla?»Raichu annuì e le porse il documento, che la pokémon lesse con attenzione. Dopodiché lo porse di nuovo al Pokémon Elettro ed annuì.«Molto bene. In considerazione del messaggio di mio fratello, il principe Gallade, vi sarà permesso incontrarmi domani mattina, alle otto in punto.» Rispose la regina, per poi girarsi ed avviarsi verso il palazzo. Lasciandosi alle spalle Eelektross. E forse, lasciandosi alle spalle almeno in parte quella lunga sofferenza che per anni le aveva attanagliato il cuore. Eelektross la guardò allontanarsi, e quando sparì si voltò verso il resto del Gruppo.«Bene, siete contenti? Avete qualcosa in più da raccontare ai Generali quando tornate. Diamine, con queste informazioni potreste diventare ricchi. La regina ha quasi sposato un plebeo. Ci sono nobili che farebbero carte false per averla.»«Per chi mi hai preso, Eelektross? Non sono certo qui per spiarti. Te l’ho detto all’inizio del viaggio, e te lo ripeto ora: finché siamo in questo viaggio, io sono tuo alleato, non tuo nemico.» Rispose Raichu «Inoltre, questi sono tuoi affari personali. Non ci riguardano minimamente.»«Mio padre era uno del popolo, pur se di cultura, prima di diventare Re. Non ci vedo nulla di male nel matrimonio tra un nobile e un plebeo.» Commentò Abra.«E in ogni caso, non mi divertirei a guadagnare in questo modo.» Concluse Gliscor, quello su cui Eelektross aveva più dubbi.Il Pokémon Elettro annuì «Bene. Adesso, però, torniamo alla locanda. Kyum avrà sicuramente abbastanza letti.» Concluse. Poi si avviò, seguito dal Gruppo, lasciandosi alle spalle la via in cui era sparita la seconda ed ultima Pokémon che aveva mai amato. E forse, lasciandosi alle spalle anche il peso che aveva portato con sé per tutti quegli anni. Strada di Arceus, 02/07/4783, circa le 22«Per… ché…» Chiese il Ditto, guardando i pokémon intorno a lui, quelli che avevano viaggiato con lui fino a quel momento. Soltanto lui e Persian restavano in piedi. Gli altri erano crollati, feriti o morti.«Ma che domande, avete sconfinato. E io vi sto punendo.»«E questa ti sembra una punizione?! Hai ucciso alcuni di noi! Fondamentalmente, siamo tutti…»«Dalla stessa parte? Credi davvero che sia così semplice?» Rispose Florges «Il Consiglio è stato chiaro, lo sconfinamento deve essere severamente punito. E io l’ho punito. Perciò, direi che abbiamo concluso. Potete andare.» Concluse la Pokémon, girandosi.«Credi davvero che potremmo andarcene così?» Rispose Ditto «Dopo tutto il tempo e le energie spese per inseguirli fin qui.»«Ve ne do atto, siete stati bravi. Ma ditemi, perché non ci sono i vostri superiori con voi. Se ci fossero stati loro avreste avuto una minima possibilità.»«Con chi credi di avere a che fare? Noi eravamo tra i migliori cacciatori di taglie di Normalia prima di unirci a loro!»«Immagino i peggiori.» Rispose Florges «Ascoltatemi bene. Vi do due giorni per lasciare Fatia. Sono abbastanza per tornarvene verso Normalia. Ma se tra due giorni sarete ancora qui» e si avvicinò ai due pericolosamente, senza che quelli potessero pensare di muovere un dito «prometto che vi ucciderò tutti.»Ditto e Persian attesero l’attacco, ma quello non arrivò. La Florges si limitò ad allontanarsi. Non disse nulla, semplicemente sparì com’era arrivata.Quando se ne fu andata, Persian crollò al suolo, esausto.«Pensavo che sarei morto. Quelli di Fatia sono di tutt’altra pasta.» Commentò il Pokémon.Ditto annuì «Sveglia i feriti. Curali. Seppellite i morti. Dì loro che se vogliono tornare indietro possono farlo.»«Hai davvero intenzione di andare avanti?» Chiese Persian.Il Ditto si girò a fissarlo «Prima di entrare in questo gruppo, di incontrare coloro che ne fanno parte, la mia vita non aveva valore. Se devo morire, preferisco farlo per mano di essa portando avanti la missione che mi è stata data piuttosto che vivere nella vergogna di essere tornato indietro per paura.»Persian sospirò «Immaginavo che lo avresti detto. Bene, almeno non sarò l’unico.» Disse. E i due si misero a controllare i feriti. Espia, Fiume Draak, 02/07/4783, circa le 23«Sei sicuro che sia la strada giusta?» Chiese Crult, controllando la rotta. Arrivati ad Espia, il Patrat li aveva fatti spostare in uno stretto braccio laterale del fiume.«Siamo quasi arrivati.» Rispose il Patrata, annuendo.«Lo spero per te.» Replicò il Tentacruel, puntandogli contro minaccioso un tentacolo «Mi stanno ricrescendo diversi tentacoli, e vorrei proprio provarli.»«Trovati qualcun altro, non sono interessato.» Gli disse Part «Io vi ho portato fin qui alla condizione che mi lasciaste in vita. Questo è quanto.»Il Tentacruel annuì. Poi, quasi di riflesso, parlò ancora «Sai, ho visto tanti Pokémon nella mia vita. Tanti pirati. Ma uno come te è il tipo più raro. Sei fedele a quel tuo capitano. Hai accettato di essere venduto come schiavo, ben sapendo che le probabilità che Rose ti ‘salvasse’ davvero erano pochissime. E non avevi la certezza che i tuoi compagni ti avrebbero salvato se ciò non fosse successo. E anche dopo essere stato salvato da Rose, ti sei sempre ricordato a chi andava davvero la tua fedeltà. Perché arrivare a tanto?»Part scosse la testa, e si allontanò «Ci sono cose che un Pokémon deve fare. Questo è quanto.» Rispose. Aprì la porta, poi sembrò sentire qualcosa. La sua coda si raddrizzò, e si girò «E a quanto pare siamo arrivati.»E subito dopo si sentì l’inconfondibile rumore di un abbordaggio: grida ed esplosioni di mosse.Part e Crult si precipitarono sul ponte, dove diversi Pokémon stavano rispondendo al fuoco. Dall’altro lato del fiume si trovava infatti una baia nascosta, da cui era emersa una grande nave con l’inconfondibile Jolly Roger del pirata che stavano cercando: una lunga lingua sopra due ossa incrociate. Da essa volavano verso di loro diversi Pokémon volante e attacchi a distanza.«Ci stanno attaccando?» Chiese Crult. Rose e Marsh si avvicinarono, per capire cosa stava succedendo.«No, quegli attacchi sono per spaventarvi. Non possono colpirci a questa distanza. E i Pokémon Volante stanno venendo a chiedervi cosa volete.» Rispose Part «Ci penso io.»Poco dopo cinque Pokémon Volante atterrarono sul ponte della nave, mentre altri volavano intorno alle altre.Un Oricorio viola si fece avanti «Salve. Cosa ci fate qu… Part?» Chiese, notando il Patrat.«Ehi Orio, come va?» Chiese il Pokémon «Non ci vediamo da un pezzo.»«Se sei qui immagino ti abbiano scoperto. Ci hai tradito?»«Non essere stupido, piuttosto mi facevo buttare nel fiume. Siamo qui per una questione parecchio più complicata. I pirati qui con me vogliono parlare col capitano.»«E perché mai?» Chiese Orio, fissando i Pokémon presenti. I suoi occhi si fermarono su Crult «Lui lo conosco. Era un membro della Fratellanza. Cosa ci fa qui?»Part sospirò «Dal mio ultimo messaggio è passato parecchio, vero?»«Mantine vi ha persi quando avete attraversato il Lago delle Lame. E poi non ti sei più fatto sentire. Abbiamo sentito che è successo qualcosa al Cornoalto, ma noi preferiamo tenerci fuori da queste cose.»Marsh ripensò a quello che avevano detto Rose, Crult e Wamps quando Part aveva rivelato loro chi era. Gli avevano chiesto come facesse a credere davvero che per tutto il tempo in cui era rimasto con Rose qualcuno avesse davvero raccolto i suoi messaggi. Eppure ecco la prova.Poi Part iniziò a spiegare al Pokémon l’intera situazione. Ci volle relativamente poco, ma quando ebbe finito l’Oricorio viola annuì.«Bene.» Poi si girò verso gli altri Pokémon «Dite al capitano che ci sono dei nuovi Non Allineati che vogliono incontrarlo. E che il suo vice crede sia una buona idea.» E si rivolse di nuovo ai capitani, salvo tornare a girarsi subito «Ah, e che Part è tornato. Sarà felice di saperlo.» Concluse, facendo un occhiolino al Pokémon, che sorrise, per la prima volta da quando Marsh lo conosceva.«Bene.» Disse poi Orio, stavolta ai capitani «Se il capitano vorrà incontrarvi o meno, lo sapremo presto. Ma credo di sì, non è il tipo da rifiutare una buona offerta.»Per qualche minuto nessuno parlò, in attesa. Poi uno Swanna scese dal cielo ed atterrò accanto ad Orio.«Il capitano dice che ne incontrerà quattro. Che mandino i più convincenti. E che venga anche Part.»«Sentito? Scegliete i quattro e andiamo.» Disse il Pokémon.Crult annuì «Andremo io, Rose e Marsh sicuramente. Escluderei Wamps. E Rygo, il suo modo di parlare potrebbe portare all’esasperazione qualcuno. Va a chiamare Simipour.» Rispose Tentacruel. Uno dei Pokémon lì vicino annuì e si diresse a nuoto verso altre due navi. Poco dopo, Simipour balzava a bordo.«Pronti? Molto bene.» Rispose Orio, alzandosi in volo «In marcia.»I Pokémon annuirono. Crult, Marsh e Simipour si gettarono in acqua, mentre Rose saltò sulla testa che Crult aveva lasciato emergere apposta dall’acqua. Part fece lo stesso sulle spalle di Marsh, che sbuffò. Per fortuna era diventato un po’ più forte da quando viaggiava con Rose e i suoi.“E adesso vedremo.” Pensò. E sorrise. Se tutto fosse andato bene, avrebbe potuto aiutare il Gruppo anche senza essere con loro. In fondo, ormai aveva capito che non si sarebbe riunito a loro. Erano troppo lontani, senza avere idea di dove fossero era impossibile raggiungerli.“Perciò, anche se sono lontano, farò del mio meglio. Sono certo che loro stanno facendo altrettanto. E sono certo che lo sta facendo anche Toto.” Pensò.E non sapeva quanto aveva ragione.
 
Meglio ricordarselo di nuovo allora

CAPITOLO 194: PIRATI E MARINAI

Espia, Fiume Draak, 02/07/4783, circa le 24Marsh, Rose, Crult e Simipour seguirono Part e Orio sulla riva, in un ramo morto del fiume. Qui erano ormeggiate diverse navi pirata, tutte con lo stesso vessillo. Erano ben nascoste, ma non quanto Rose si sarebbe aspettata data la fama di segretezza dei pirati Non Affilliati. Oltre il porticciolo c’era un bosco, e in mezzo al bosco si trovavano una trentina di costruzioni fatiscenti. La maggior parte parevano magazzini, ma alcuni erano edifici adibiti a taverne, dormitori o altro. Uno di essi era un po’ più grande e meno malmesso. Chiaramente era quello del capitano.Orio entrò per primo. Si sentirono uno scambio di parole e delle risate sguaiate da fuori, poi una Lickylicky uscì in fretta e furia. Fatti pochi passi, si trasformò in un Ditto e si allontanò. Crult ridacchiò alla scena, mentre Rose scosse la testa. Quando a Marsh, era rimasto a bocca aperta. Sarà anche stato giovane, ma le implicazioni di ciò che aveva appena visto le capiva.Prima di poterci pensare troppo però Orio fece loro cenno di entrare. I cinque non se lo fecero ripetere. Entrarono e trovarono un Lickylicky ad attenderli. Il pokémon li fissò un momento, con sguardo critico. Era veramente largo, ma la cosa più interessante era la lunga lingua rossa, che gli raggiungeva l’ampia pancia. Quando fece un paio di passi verso di loro, Marsh sentì un leggero tonfo. Guardandogli le gambe, Marsh notò che la destra era di legno.«Part!» Esclamò, osservando il Patrat «Che bello rivederti!»«Anche per me capitano.» Rispose Part, sorridendo a propria volta «Anche se avrei preferito fosse in un altro momento.»«Ti riferisci a Didy, o… Perché giuro che avevamo già finito da un po’!»Il Part sospirò «Non cambia mai, vero capitano?»«Un Pokémon ha poche gioie nella vita, ragazzo mio, e deve gustarsele a pieno. Credo di avertelo già detto.»«E io credo di averle già risposto che concordo. Ma non sono qui per questo, come capirà.»«Ah, certo.» Rispose, e si girò verso i quattro. La sua espressione e l’atmosfera nella stanza cambiarono allo stesso tempo. Fino a quel momento, Marsh si era chiesto come avesse fatto a diventare così famoso, nonostante avesse un’aria così amichevole. Ma la sensazione che gli fece il suo sguardo fu molto diversa. L’unico paragone che gli venne in mente fu Eelektross.«Crult lo Stritolatore.»«Lickylicky il Tormentatore.» Rispose quello, fissandolo dritto negli occhi.«Il tuo amico Exploud mi deve una gamba.»«A me ne deve trentadue, mettiti in fila.» Rispose Crult.«Dammi un valido motivo per non buttarti nel fiume in questo istante insieme ai tuoi amici.»«Perché tre di noi sono Pokémon Acqua, genio.»Lickylicky e Crult continuarono a fissarsi, poi il Pokémon Normale annuì «Bene, bene, sedetevi e parliamo allora. Ho sentito che è successo qualcosa di grosso al Cornoalto. Dimmi di più.»Crult si sedette al meglio che poteva, appoggiando il corpo su una sedia decisamente troppo piccola per lui, e cominciò a spiegare. Fece intervenire anche Marsh, per dare una spiegazione completa, anche se tutti notarono che cercava di tenere la conversazione sulla Fratellanza anziché sull’Organizzazione.Lickylicky, quando il Pokémon ebbe concluso, annuì «E questo è quanto, dico bene?»«Già.» Rispose Crult.«Bene.» Commentò Lickylicky «In tal caso, temo non ci sia molto altro da dire. Arrivederci. Orio, i nostri amici ci lasciano.»«Perché…»«Perché non c’è niente in mezzo per me. Sì, vendicarmi di Exploud è un’idea carina, ma da quel che capisco non è un gioco che vale la candela. I Non Allineati come me hanno tutto da perdere e nulla da guadagnare da questa situazione.»«Però dovresti ammettere che fondare una nuova Fratellanza…» Iniziò Crult, ma Lickylicky lo zittì.«Credi davvero che voglia far parte di una nuova Fratellanza? Se l’avessi voluto, non sarei un pirata indipendente.»«Quindi non hai intenzione di aiutarci?» Chiese Crult «Dove hai messo il tuo orgoglio di pirata? Ti sta davvero bene vedere il simbolo dei pirati del Draak, la Fratellanza, navigare sotto gli ordini di qualcuno?»«La Fratellanza non è il mio simbolo, ma il vostro. Risolvete i vostri problemi da soli.»Crult scosse la testa. Aveva un’aria annoiata, ma Marsh, Rose e Simipour capivano bene che in realtà stava pensando a qualcosa. «La tua ultima parola?»«Sì.»«Bene.» Rispose Crult. Puntò un tentacolo contro Part «Puoi tenerti il piccoletto, a noi non serve più. Addio, Lickylicky il Codardo.»Fu solo a quel punto che Lickylicky battè la gamba di legno per terra. I suoi occhi si fecero feroci. «Come prego?»«Ho detto, Lickylicky il Codardo.» Rispose Crult.«E non avresti mai dovuto. Ti sfido formalmente in una Sfida tra Capitani. Se vinco, ti rimangerai l’insulto e mi consegnerai tutto ciò che possiedi come risarcimento.»«Bene. Ma se vinco io…»«Lo so già.» Rispose Lickylicky «Non sono certo uno stupido.»Crult annuì, e i due uscirono.Marsh fissò Rose «Non capisco, perché si è infuriato tanto a quell’insulto?»«Lickylicky è fuggito dopo aver perso la gamba lottando contro Exploud, e quello ha cominciato a chiamarlo Lickylicky il Codardo. La cosa non gli ha mai fatto piacere, ed è noto che attacca chiunque osi usarlo.»«E Crult lo sapeva?»«Sì.» Rispose Simpour «Ma sapeva anche che Lickylicky arrabbiato non è l’avversario che qualcuno vuole affrontare. Ha preso questa scelta come ultima spiaggia.»«E funzionerà?» Chiese Marsh.«Dipende da questo combattimento.» Rispose Simipour, dietro di loro «Se perde, se ne andrà un’altra parte delle nostre già esigue forze. Se vince otteniamo Lickylicky, il che vuol dire che anche il resto dei Non Allineati sarà dalla nostra.»Marsh annuì, e i tre si avviarono verso la piazza, dove, intorno a Crult e Lickylicky, si stava già raccogliendo una certa folla. Ovviamente, tutti tifavano per il capitano Normale.Crult si era piazzato da un lato del campo di battaglia, Lickylicky dall’altro. I due si fissarono in cagnesco, poi a un cenno convenuto si scagliarono all’attacco.Crult esordì scagliando una Velenpuntura con dieci tentacoli allungati al massimo. I colpi puntarono verso Lickylicky, che però stava rotolando verso di lui a tutta velocità. La rotazione deviò la maggior parte dei tentacoli, e i due che andarono effettivamente a segno non sembrarono avere effetto. Il Rotolamento andò a segno scagliando via Crult con un tonfo enorme, ma il Pokémon riuscì ad ancorarsi al terreno con quattro tentacoli e rientrare in campo.«Beh, è andata bene.» Commentò Marsh.«Questo è solo l’inizio. Quel colpo serviva solo a caricarsi.»«Intendi che non era a piena potenza?»«Ah, credevi lo fosse?» Commentò Rose «Ogni colpo di Rotolamento è più forte del precedente. Quindi, questo era solo un assaggio.»Marsh deglutì. A lui era sembrato abbastanza per mandare al tappeto chiunque, e invece era solo l’inizio?«Credevi lo chiamassero il Tormentatore per scherzo?» Domandò Rose, notando la sua espressione «Crult sapeva in cosa stava andando a cacciarsi. Possiamo solo sperare che fosse certo di vincere.»Mud annuì. E ritornò a fissare lo scontro.Lickylicky ripeté il Rotolamento, ma stavolta era evidentemente più veloce. Crult si scansò di lato, e il colpo lo sfiorò soltanto. A distanza ravvicinata colpì di nuovo con Velenpuntura, cinque volte nei pochi secondi in cui il Lickylicky fu a tiro, poi cambiò tattica. Scagliò una Tossina, mirando al percorso diretto tra lui e Pokémon Normale, da cui quello stava arrivando a tutta velocità. Per un attimo Marsh pensò l’avesse preso, ma Simipour scosse la testa. In quel momento, qualcosa di rosso emerse dalla sfera che era diventato Lickylicky e lo fece deviare di lato spingendo contro il terreno alla sua destra.«Sta usando la lingua!» Esclamò Marsh.Usandola di nuovo, Lickylicky si diresse nuovamente contro Crult, che in risposta scagliò dell’Acquadisale. Grosse gocce d’acqua salata partirono dai tentacoli ed inondarono Lickylicky, che però invece di rallentare accelerò, colpendo in pieno Crult. Il Pokémon volò all’indietro e riuscì a fermarsi trattenendosi con quattro tentacoli solo dopo diversi passi.Lickylicky curvò e puntò di nuovo verso Crult, il quale in risposta cominciò a scagliare una raffica di Acquadisale. Lickylicky si limitò a resistere.«Non va, non va…» Borbottò Rose.«Non va?»«Non sta facendo abbastanza danni. Quel Lickylicky sta reggendo bene i danni e sa perfettamente quali colpi può prendere.»Come a confermare il tutto, il colpo successivo, anche se sfiorò solo Crult, lo spinse diversi metri indietro. Ma a quel punto, il Pokémon si scagliò contro l’avversario, che aveva rallentato e si stava fermando.«Adesso!» Esclamarono Rose e Simipour all’unisono. Il Pokémon scagliò una Tossina contro l’avversario, ma Lickylicky la vide arrivare e riprese a rotolare, pur se più lentamente. Il colpo successivo fu schivato da Crult con facilità.«Dannazione!» Sbottò Rose.«Rotolamento dopo un po’ ti costringe a fermarti per riprendere fiato, dico bene?» Chiese Marsh.«Sì, ma volendo si può ripartire subito, basta interrompersi per prendere fiato.» Spiegò Simipour «Quella pausa era l’occasione di Crult. Ma dovevo aspettarmi non sarebbe stato così facile.»Marsh annuì, fissando Lickylicky rotolare verso Crult di nuovo, stavolta resistendo a due Acquadisale.Poi, Crult ruotò su se stesso. E subito dopo un’ondata di veleno si riversò verso Lickylicky. La Fangonda lo costrinse a scartare di lato, e questo diede a Crult il tempo di riprendere fiato dalla serie continua di colpi, ma allo stesso tempo aveva rivelato a Lickylicky tutte le mosse conosciute dall’avversario.“Mentre noi sappiamo soltanto di Rotolamento…” Si rese conto Marsh.Intanto, Lickylicky si era lanciato verso l’avversario. Ci furono altri tre scambi di colpi, poi Crult sorrise e Lickylicky arretrò. Marsh non capì subito, poi vide che il punto dove l’ultima Velenpuntura aveva colpito aveva il segno di un avvelenamento grave.“Ma com… Ha usato Tossina al posto di Velenpuntura!” Realizzò. Evidentemente il Tentacruel aveva finto di scagliare una Velenpuntura per colpire invece con Tossina.Lickylicky si fermò e rise «Bel colpo.» Commentò, incassando il danno dell’avvelenamento. Poi allungò la lingua e toccò la ferita. Con orrore Rose, Simipour e Marsh videro i segni del veleno scomparire.«Ma Rinfrescata rimane migliore.» Disse, alzando lo sguardo. Ma Crult era già su di lui.«Oh, lo so. Ma tutto quello che volevo era costringerti a smettere di rotolare.» E colpì con Fangonda. Lickylicky fu investito dall’ondata di Veleno e si rialzò, nuovamente avvelenato.Lickylicky usò di nuovo Rinfrescata, e di nuovo una Tossina lo colpì. Poi arrivò la Velenpuntura, prima che potesse di nuovo usare Rinfrescata.Il Lickylicky sorrise. Poi piegò la testa in avanti e colpì con Cozzata Zen. L’impatto sarebbe stato devastante, ma Crult sorrise. Scagliò una salva di Acquadisale, e l’impatto piegò la testa di Lickylicky all’indietro. E una Velenpuntura lo mise in ginocchio.«D’accordo, d’accordo!» Esclamò il Lickylicky, ridacchiando «Bello spettacolo Crult.» Disse, rialzandosi «Ho perso.»Marsh fece per festeggiare, ma Crult batté il tentacolo sul terreno «E questo me lo chiami perdere? Dimmi la verità, quando hai cominciato a fare sul serio?»«Dopo il decimo Rotolamento, quando mi hai avvelenato davvero.» Rispose Lickylicky piegando la testa di lato.«E perché?»«Dovevo metterti alla prova, non certo ucciderti.» Rispose il Pokémon.Crult fece per replicare, ma annuì «Sapevi che sarebbe finita così?»«Volevo che finisse così. Per questo ho rifiutato.»Crult sospirò «Sei dei nostri quindi?»«Alla sola condizione che mi facciate sconfiggere Exploud. Altrimenti, possiamo fare un altro scontro. Serio stavolta.»«Invecchiare è imbarazzante. Molto bene, Exploud è tutto tuo.» Commentò Crult.Lickylicky sorrise, e saltò su un mucchio di casse poco lontano in maniera sorprendentemente agile per uno della sua stazza.«Ascoltatemi bene, banda di sfaticati!» Gridò, facendosi sentire da tutti i pirati presenti «Vi ricordate di quando mi hanno preso una gamba? Andiamo a ripagare il favore! Perciò preparate le navi, prendete le provviste e mettiamoci in marcia! Oggi partiamo per portare avanti il sogno di tutti i Non Affilliati. Oggi, distruggiamo la Fratellanza!»Un grido selvaggio si alzò dalla folla, e Marsh sentì il cuore battere. Poteva anche essere un pokémon tremendo, ma Lickylicky aveva un carisma innegabile.Rose, accanto a lui sorrise. Finalmente, le cose stavano andando per il verso giusto.Poi ripensò allo Slaking incontrato alla tana di Girafarig. E si trovò a chiedersi se fosse abbastanza.                                                                                                                                                          Electronvolt, 02/07/4783, circa le 08Il Croconaw sbirciò dall’ombra del vicolo il Politoad. Il Viceammiraglio stava parlando con un commerciante, anche se era troppo lontano per sentire cosa stesse dicendo. La risposta fu chiara quando quello riempì un sacco di Baccarance e in cambio il Politoed gli porse una piccola Perla. I due si salutarono con un cenno e il Politoed riprese a camminare, prendendo una bacca dal sacchetto e cominciando a sgranocchiarla. Vedendolo allontanarsi, Coron si sporse in avanti per non perderlo di vista… E alle sue spalle una zampa lo colpì in testa.«Cosa ti ho ripetuto una decina di volte ormai, Toto?» Chiese il Buizel dietro di lui, fissandolo interrogativo.«Sporgendomi troppo rischio di farmi notare signore, ho capito, ma rischiavo di perderlo, quindi…»«Perché devo lavorare con un novellino?» Si chiese il Buizel ad alta voce «Ascolta, il punto di questo pedinamento qual è?»«Assicurarsi che il signor Politoed non abbia contatti con l’Organizzazione.» Rispose il Croconaw a bassa voce.«E se ci scopre pensi di poterlo fare?»«No signore.»«Bene Toto, muoviamoci allora.» Disse il Buizel. E si avviò a passo tranquillo, come fosse un qualunque soldato fuori dal proprio turno, intento a fare un giro.Coron lo seguì. Aveva cercato di convincere il Capitano Buizel a chiamarlo Coron ormai decine di volte, ma quello insisteva a chiamarlo Toto. Ormai ci aveva rinunciato. D’altronde, era colpa sua. Nel periodo dopo l’evoluzione aveva cambiato idea diverse volte, passando da Croco a Coro a Cronow a Cornow, e una volta deciso Coron era stato troppo tardi. Dei suoi compagni di unità solo in due facevano lo sforzo di chiamarlo con il suo nome corretto, mentre gli altri lo chiamavano Toto o, peggio, Croconaw.I due notarono rapidamente Politoed tra la folla, e Coron annuì. Finora, niente di fuori dall’ordinario. Come anche la mattina prima, il Viceammiraglio Politoed aveva fatto acquisti mentre si dirigeva verso la base della Marina.«Ricordati quello che ti ho insegnato. Calma, tranquillità. Non fissarlo troppo. E se ti sembra che ti abbia notato, non fare movimenti bruschi, come girare la testa dall’altra parte. Continua a guardare da quella parte e ruota la testa con calma.»Coron annuì, poi imitò il Buizel mentre questi si sporgeva verso una bancarella. Il Pokémon scambiò due chiacchiere con il commerciante, comprò una Bacca, e per tutto il tempo Coron notò che non perdeva mai di vista, seppur di sottecchi, il Viceammiraglio.Lo seguirono ancora un po’, poi quando entrò nella base dell’S.T. non lo seguirono, proseguendo invece un po’. Poi deviarono in un vicolo laterale.«Niente da fare.» Commentò Buizel «Possiamo solo sperare che dopo vada meglio.»Coron annuì, poi sospirò. Quando si era unito alla Marina si era aspettato di dover combattere e dare la caccia a criminali. Non di essere incaricato di spiare un Viceammiraglio.«Suvvia, ragazzo.» Commentò il Buizel, con un’energetica pacca sulla spalla che fece piegare il Croconaw in avanti «Non fare quella faccia. Vedrai che presto ci affideranno un nuovo incarico. Fino ad allora, però dobbiamo compiere il nostro dovere.»Coron annuì, ma si chiese se ciò che stavano facendo avrebbe fatto davvero il bene di Pokémos.“Forse avrei dovuto imitare Mud ed andare col Gruppo.” Pensò, ma subito dopo scosse la testa. Qualche tempo prima aveva incontrato diversi mozzi della Tifone, arruolatisi nell’S.T., tra cui Elekid, Pachirisu, Tyna e Blitz, e insieme a loro il padre di quest’ultimo, Zebstrika. Dopo essersi salutati e presentati avevano parlato un po’, e anche loro avevano detto di aver pensato ogni tanto che avrebbero fatto meglio ad imitare Tri, ma secondo Zebstrika “La loro missione era fatta per un Gruppo, non per un esercito. Quando siamo tornati e il signor E. ci ha chiesto se ci interessava arruolarci, dicendo che era quanto gli aveva chiesto un soldato dell’S.T., abbiamo deciso tutti di farlo. Persino Mareep e Chinchou hanno accettato. Il signor E. ha chiesto solo che Fan e i Lanturn rimanessero per portare avanti la compagnia.”Toto aveva solo annuito, e si trovò a farlo di nuovo. Il Gruppo e Mud avevano la loro missione. Lui aveva la sua. E l’avrebbe portata a termine, non importava come.Poi si avviò, seguendo il Capitano Buizel. Fairydan, 02/07/4783, circa le 08Raichu fissò il palazzo reale di Fairydan. Il resto del Gruppo era con loro, eccetto Eelektross, che aveva affidato loro il compito di portare avanti le trattative, e Gliscor e Trubbish, che secondo Eelektross era meglio non presentare a palazzo, dove era richiesta una Bellezza ancora maggiore che nel resto del paese. Quei due non ne avevano abbastanza, secondo Eelektross, quindi era meglio restassero fuori con lui. A questo Trubbish aveva risposto abbastanza offeso, ma alla fine si era arreso. Gliscor invece era sembrato contento. Evidentemente, non gli interessava minimamente partecipare.Raichu attese, poi quando una Spritzee si fece avanti le presentò la lettera. La pokémon annuì, e fece strada ai dodici. Raichu deglutì. Guardò i corridoi magnifichi, ricchi di opere d’arte da mozzare il fiato. Poi, la porta della sala del trono si aprì.
 
CAPITOLO 195: REGINA, PRINCIPE E RE​

Fairydan, 03/07/4783, circa le 08Raichu concluse il suo discorso e osservò la regina. La Gardevoir tamburellò per qualche minuto sul trono, poi chiuse la mano a pugno.«Tutto ciò è vero?» Chiese la Pokémon «Non ne abbiamo sentito parlare dai paesi vicini…»Raichu annuì «Sì, è così. Purtroppo non siamo ancora stati a Draghia o Mineralia, i paesi che confinano con voi. Quanto a Normalia, abbiamo affidato il compito ad un nostro compagno più adatto all’incarico date le sue conoscenze, ma immagino sappia che la loro politica è molto complessa.»La regina Gardevoir annuì «Non ho ragione di dubitare delle vostre parole. Adesso però vi chiedo di considerare le mie ragioni.» La pokémon schioccò le dita, e quattro Generali – tutti eccetto Ninetales – avanzarono nella sala da una porta secondaria.«Sono felice che i Generali siano qui per la nomina di Granbull, in questo modo sono certa crederete maggiormente alle loro parole, dato che si tratta di militari esperti.» Disse la regina «Generale dell’Ovest, qual è la situazione al confine con Draghia?»Il Ribombee rifletté un momento, poi cominciò a spiegare «Da diciassette anni la situazione di Draghia è molto grave, dati i conflitti interni. Non ne conosciamo le cause, ma pare vi sia in corso una guerra civile.»“Diciassette anni…” Pensò Raichu. Draghia sembrava celare le risposte a molti misteri. Non aveva dimenticato che diciassette anni prima un gruppo di Draghia era giunto a Laghia, apparentemente proprio in concomitanza con la scomparsa di Kyogre e dei Loro del paese. Adesso che erano così vicini al paese, si chiedeva se finalmente avrebbero ottenuto delle risposte.«Di conseguenza, i due Signori della Guerra, che governano i feudi al confine con Fatia, hanno tentato più volte di prendere possesso dei colli e monti ricchi di pietre preziose e materiali che si trovano nel nostro paese, in modo da poterli usare per arricchirsi e avere un maggior peso nella guerra. Riusciamo a respingerli, ma è comunque un discreto sforzo, soprattutto dato che hanno formato unità di Pokémon Veleno per contrastare i nostri vantaggi.»«Perciò non posso richiedere soldati da ovest. Primarina, qual è la situazione a sud?»«I pirati si sono calmati, ma il clan dei Pugni del Tuono sta usando la calma come scusa per ‘investigare’, che vuol dire mandare le loro imbarcazioni sul confine di Fatia. Hanno Pokémon Elettro ed Acciaio per contrastarci nel caso noi decidessimo di intervenire, e temiamo sia solo questione di tempo prima che almeno quel clan – ma forse di più – decidano di attaccarci.»«Quindi non posso prendere soldati da sud. Pikachu, l’entroterra?»«Sono desolata, mia regina. Fino a poco tempo fa avrei detto che era una buona idea, ma attualmente la faida tra gilde sta raggiungendo il livello di guardia per la prima volta da vent’anni. Senza l’esercito ad assicurarsi che se ne stiano buoni, rischiamo di tornare all’epoca delle Guerre tra Gilde, e nessuno vuole una cosa del genere. Inoltre, a nord ci sono stati avvistamenti di navi non commerciali. Che si tratti di pirati, di un attacco in preparazione dal Duca di Idria o di un tentativo di invasione da un Signore della Guerra del nord di Draghia non posso saperlo, ma al momento sarebbe rischioso portar via forze dal paese.»«Granbull, so che hai studiato le annotazioni del tuo predecessore. Qual è la situazione del confine orientale?»«Secondo il Generale, ci sono stati piccoli attacchi sul confine. Quello che lo preoccupa è che tra i nemici catturati diversi confermano di essere al servizio di Duchi di Normalia. Il che ci fa temere intendano colpirci presto o tardi.»«E questo è quanto. In tutta coscienza, come potete vedere, non posso permettere al mio esercito di lasciare il paese. Tuttavia… C’è una possibilità. Invierò Ninetales e i soldati di guardia della capitale. Sono la parte minore dell’esercito, cento elementi, ma è tutto ciò che posso fare.»Raichu annuì, chinando il capo «Sarà sufficiente, mia regina, la ringrazio.»La regina annuì. Poi, proseguì «Da quel che capisco, la presenza dei Re e delle Regine del paese finora è stata costante.»«Non ne abbiamo le prove in tutti i casi, ma riteniamo probabile che quasi tutti i Re e le Regine vi si siano recati.»«Mia regina, se davvero la capitale rimarrà sguarnita, salvo per le poche forze che potremo spostarvi dai nostri eserciti, forse anche lei dovrebbe recarsi ad Elettria.» Commentò Pikachu «Sarebbe più sicuro.»«Ma sarà un lungo viaggio. Dirigersi ad Elettria richiederà di muoversi via fiume fino alla Coalizione, o a piedi attraverso Normalia e Vulcania.»«Possiamo tranquillamente escludere la prima, dato che i pirati del Draak sono un pericolo, se la regina dovesse andare.» Commentò Pikachu.«La seconda non è un’opzione migliore. Normalia non è amica di Fatia, semplicemente non ha ancora mosso guerra contro di noi per una questione di convenienza. Ma giudicando dai movimenti di confine, è possibile che alla fine il nostro segreto sia emerso, almeno in parte.» Aggiunse Granbull.Gardevoir rifletté un momento, poi sorrise «Forse ho una soluzione di compromesso. Io non posso andare, ma nulla impedisce a mio marito di partire. In questo modo un membro della famiglia reale sarà presente senza mettere in pericolo la linea di successione o l’attuale regnante.»Raichu si rese conto solo a quel punto che in questo modo la regina stava mandando via sia Ninetales che Alagad, due Pokémon che sapevano di ciò che era accaduto ad Eelektross e che anzi vi avevano avuto un ruolo importante, adesso sarebbero stati lontani per molto tempo. Evidentemente, era il suo modo di punirli.I Generali rifletterono un momento, poi annuirono. Era chiaro che non gradivano l’idea, ma era il compromesso migliore che potessero trovare.«Molto bene. Se non c’è altro…»«Veramente, mia regina, un’altra cosa ci sarebbe.» Disse il Generale Brim Beeom «Vede, noto che tra i componenti del Gruppo ci sono diversi principi. Sbaglio?»«Beh, sì, Generale.» Rispose Raichu «Si tratta di tre principi provenienti dalla Coalizione, e…»«Se è così, sarebbe d’uopo inviare un principe in viaggio.»«Generale!» Esclamò la regina Gardevoir «Abbiamo appena discusso di come rischiare il meno possibile per la linea di successione, e lei suggerisce di mandare uno dei miei figli con loro?»«Mia regina, per favore, pensi agli effetti di ciò. Il principe in questione attraverserà i paesi di Draghia e Mineralia. Si tratta di una grande occasione per mostrare loro che non li temiamo. Inoltre, mia signora, il Gruppo ha dimostrato di poter affrontare qualunque pericolo.»Raichu strinse i denti ma non disse nulla. Avrebbe preferito evitare un altro principe con loro, voleva dire disegnarsi addosso un bersaglio ancora più grande di quanto già non fosse. Non capiva come potesse non capirlo il Generale.«Tuttavia Generale, mettere in pericolo uno dei principi in questo modo…»«Posso suggerire il Principe Lar?»«Mio figlio Lar… perché proprio lui?»«Suo figlio, milady, e mi perdoni, è uno scapestrato e ama le avventure, lo sa anche lei. A breve entrerà nell’esercito in ogni caso per cominciare l’addestramento formale. E, beh, non è esattamente il più adatto al ruolo…»“Insomma, è un principe problematico di cui non sentirebbero la mancanza anche se non tornasse…” Pensò Raichu. “Proprio un bell’elemento.”La regina rifletté un poco, poi annuì «Bene, Lar andrà con loro per fare esperienza. Chissà che questo non gli insegni un po’ di diplomazia. Ci sono problemi per questo, signor Raichu?»«No, mia signora.» Rispose Raichu. Non poteva certo mettersi a discutere.«Molto bene. In tal caso, potete andare. Lar vi raggiungerà presto.»Raichu si inchinò ed uscì. «E questo è quanto.» Disse un’ora dopo il pokémon ad Eelektross. Il gruppo era riunito nel salone principale della locanda di Kyum, intento a discutere.«Insomma, pochi pokémon per l’Alleanza e un nuovo peso a bordo.» Disse Eelektross «Niente da dire, ottimo lavoro Raichu, mi scuserai se non applaudo.» Aggiunse, sarcastico.«E cosa avrei dovuto fare di preciso?»«Non abbiamo già avuto un dialogo simile a Vulcania? Insistere almeno per non far venire il principe con noi. La regina ti sembrava convinta? Non credo. Garde non è… non era quel tipo di persona.»Raichu scosse la testa «Ma se avessimo rifiutato, non sarebbe sembrato offensivo?»«Avevano già accettato. Non so cosa volesse ottenere Brim Beeom, facendoci portare questo Lar via dal paese, ma…»«Non è difficile da capire.» Commentò Kyum, versando da bere all’Eelektross. «La linea di successione attuale vede la Principessa Kirlia, il principe Lar, il principe Tral, la principessa Talla e il principe Ralts. Tral è promesso sposo con la Famiglia di Sangue alleata dei Beeom. Se Lar scompare durante il viaggio, l’unico ostacolo all’ascesa al trono sarà Kirlia.»«Insomma, altri intrighi di palazzo.» Commentò Eelektross «Sai che novità…»«Sono felice di non farne parte.» Rispose Raichu «Comunque, dobbiamo solo tenere al sicuro il principe fino ad Elettria.»«La fai facile.» Commentò Luxray «I risultati che abbiamo ottenuto finora però sono stati ben pochi. Mentre eravamo a Vulcania, non fosse stato per Marsh, li avremmo persi tutti tranne Lamp.»«Quella è stata colpa mia, ho sottovalutato i rischi creati dai pirati del Draak. Quando sono passato di là anni fa erano pochi, non così potenti. Erano un pericolo più presente fuori dalla Coalizione, a Normalia, Fatia e Draghia. E sicuramente non c’erano attacchi sulla linea di Vulcania.»«In ogni caso, inutile discuterne. Lar sarà qui a breve, poi potremo ripartire.» Commentò Gliscor «E francamente non vedo l’ora. Voglio solo lasciarmi questo postaccio alle spalle.»«Ehi!» Esclamò Kyum.«Intendo questo paese.»«Oh. Allora va bene.»Eelektross ridacchiò, poi bevve il Succo di Bacca. In quel momento si sentirono dei passi e due pokémon entrarono nella stanza. Ninetales accompagnava un Ralts un po’ più alto della media. Il pokémon Elettro sorrise.«Ehi Ninetales, stai partendo? Sai, pensavo sarei stato l’unico dei due a fare l’esperienza di essere mandato via da una regina.»Il pokémon Folletto ringhiò sommessamente, poi puntò la zampa verso il principe «Se gli succede qualcosa Eelektross…»«Non preoccuparti, non sono uno che abbandona i compagni. Potrei insegnarti come si fa a non tradire un’amica se vuoi.»Ninetales batté una zampa sul terreno, del ghiaccio cominciò a formarsi sul terreno. Poi una lunga ombra nera si allungò sotto alla sua gola. La pokémon si spostò all’indietro, e vide che l’ombra veniva da Kyum.«Vacci piano, bellezza.» Commentò il Pokémon Spettro, la voce che faceva venire la pelle d’oca «Non mi piace chi mi rovina il pavimento.»Ninetales sbuffò. Fece un ultimo inchino al principe, ed uscì.«Benvenuto, principe Lar.» Disse Eelektross «Questi sono i principi Zorua, Lamp ed Abra. Sono certo che si troverà a suo agio con loro.»I tre principi rivolsero al pokémon un cenno di saluto che questi ricambiò senza troppa convinzione, continuando a fissare Eelektross e Kyum.«E… io sono Eelektross, molto piacere.» Disse il pokémon «Gestisco una compagnia che…»«Ninetales dice che sei un criminale, è vero?»Eelektross ridacchiò «Dritto al punto eh? Temo di non poter negare.»«Siete tutti criminali a parte i principi?» Chiese ancora il Pokémon Folletto.«Ehi, ora non esageriamo!» Esclamò Raichu «Io sono Capitano dell’S.T., questi è il Tenente Emolga e quello è il soldato semplice Flaaffy.»«Io sono Trubbish, al servizio del Principe Zorua.» Disse il Pokémon.«Sei abbastanza bruttino.» Commentò il Principe.“Sarà parecchio più difficile del previsto.” Pensò Eelektross, mentre Gliscor e Luxray scoppiavano a ridere.«Mi piace il tuo stile ragazzo! Sei veramente divertente!» Esclamò Gliscor ridendo.«Tu saresti?»«Gliscor.» Disse quello.«Sì, questo lo vedo…»«E allora perché lo chiedi?»Raichu si schiarì la voce. «Questa discussione non ci porterà da nessuna parte. Dovremmo partire. Comunque principe, i criminali del nostro Gruppo, visto che ci tiene tanto a saperlo, sono Plusle, Minun, Luxray, Gliscor ed ovviamente Eelektross.»Il principe annuì, poi puntò il dito contro Draak, Riolu e Tri «Gli unici che mancano all’appello sono il gigante e i piccoletti. Chi sareste voi tre?»«Sono certo che avrà tempo per conoscerli.» Concluse Eelektross, sbrigativo «Dobbiamo veramente partire, stiamo solo perdendo tempo qua.»«Va bene, va bene.» Disse il principe «Comunque quello che mi interessava sapere l’ho saputo. Quindi, dov’è il carro?»«A meno che tu non ne abbia uno nascosto sotto i piedi, non ce l’abbiamo.» Disse Eelektross lanciandogli una delle sacche, che aveva fatto preparare da Kyum «Si cammina.»Lar rimase a bocca aperta, vedendo che anche i principi indossavano le sacche e si mettevano in marcia. I tre gli passarono davanti, insieme al resto del Gruppo.«Benvenuto nel Gruppo, principe.» Gli disse Gliscor ridacchiando. Ancora sbigottito, il Ralts non poté far altro che seguirli. Da qualche parte a Normalia, 03/07/4783, circa le 19«Signori, buonasera.» Disse il Bouffalant, sorridendo.«Buonasera.» Rispose lo Slaking cromatico, con un profondo sbadiglio.L’altro capitano, il roditore dai denti affilati non rispose, e Falan lo ignorò.«Dobbiamo discutere l’ordine di rientro e gli affari in sospeso qui a Normalia. Slaking, tu continua ad occuparti dei pirati. Hai fatto un ottimo lavoro l’ultima volta salvando il Girafarig.»«Con piacere.»«Gumshoos, tu dovresti occuparti del rientro dei soldati per il momento, sono certo di poter contare su di te.»L’anziano roditore annuì.«E tu che farai Falan?» Chiese Slaking.«Andrò a dare la caccia a un membro del Gruppo.»«Se intendi il Marshtomp, me ne occuperò già io direi.»Falan scosse la testa «Parlo dello Zangoose. Si è staccato dal Gruppo ed ha già contattato il Duca di Bachia. Dobbiamo occuparcene prima che troppi Duchi si uniscano alla sua causa e, di riflesso, a quella dell’Alleanza. Per quanto riguarda la bolla della Voce, il Consiglio dice di non preoccuparsi: probabilmente giocherà a nostro favore.»Slaking annuì, poi si alzò.«In tal caso direi che posso partire. Prima di tutto andrò al Cornoalto, e da lì vedremo come proseguire.»«Sempre pronto a partire eh? Mi sorprendi sempre, per essere uno Slaking.»«Dopo qualche secolo di inattività ti assicuro che anche tu non vedresti l’ora di muoverti, Slaking o no.» Rispose quello, ridacchiando. Dopo aver rivolto un saluto a Gumshoos si allontanò.«In ogni caso partirò anche io. Gumshoos, il forte è affidato a te in nostra assenza. Mi prendo un centinaio dei nostri, il resto è nelle tue mani.»Gumshoos annuì ancora, e rivolse un cenno di saluto al pokémon.“Giuro che a volte penso sia muto.” Commentò Falan. Poi si diresse fuori dalla stanza, da un uscita diversa rispetto a Slaking. Electronvolt, 04/07/4783, circa le 16«Tutto ciò è troppo be congegnato per non essere sospetto!» Esclamò Drapion, furente.«Per una volta concordo con Drapion.» Rispose la Regina Zoroark «La rivolta di Arenia, quella di Aeria, quella di Velenia, l’insurrezione delle Fiamme Bianche… Quattro… voglio dire, sei» si corresse, lanciando uno sguardo ai Re delle Fiamme Rosse, Blu e Nere «paesi dell’Alleanza che subiscono un disastro del genere.»«Qual è la situazione al momento?» Chiese Re Kingler.«Ad Aeria è tragica. Quel Vivillon sta uccidendo chiunque gli si opponga. Devo inviare dei rinforzi!» Disse Braviary.«E io devo mandarne a Velenia. La situazione non è ancora grave come potrebbe essere, ma potrebbe rapidamente peggiorare senza alcune vittorie rapide e decisive.» Replicò Drapion.A quel punto il discorso degenerò. Ogni regnante chiedeva l’aiuto degli altri a sedare la propria rivolta, o almeno di poter rimandare indietro parte delle proprie truppe. Galvantula poteva vedere l’Alleanza cominciare a vacillare davanti ai propri occhi.«SILENZIO!» Gridò. I Re si zittirono immediatamente. Galvantula, lì accanto, sorrise. Il suo Re, più anziano ed esperto di tutti gli altri, salvo forse Re Kingler, era ancora in grado di tenere il controllo della situazione.«Faremo di meglio. Dimostreremo che l’Alleanza ci unisce. Kingler» iniziò rivolgendosi al pokémon Acqua «Potresti inviare parte della Marina a Vulcania?»«Non si può, gli accordi…» Iniziò Houndoom, ma Arcanine lo interruppe con un colpo di tosse.«Sì, direi che si può fare.» Disse Kingler.«Eccellente. Re Chandelure, sarebbe possibile per lei inviare truppe ad Arenia in supporto di quelle di Espia?»«Ma certo.»«Ottimo. In questo modo, la Regina Zoroark e una parte delle forze di Espia potranno invece dirigersi verso Velenia. Magari anche con l’aiuto di Alvearia.»I presenti annuirono.«E riguardo ad Aeria?» Chiese Braviary.«Invierò parte dell’S.T. e il Generale Wash. Anzi, farò di più, invierò anche il Duca M’Phar. In questo modo, dimostreremo di poter combattere uniti, e useremo gli uni le forze degli altri. Insieme, possiamo sconfiggere il nemico, e creare un futuro migliore. Ed è per questo che combatteremo.»I Re annuirono ed Electivire sorrise. Il resto della seduta a Galvantula apparve molto più rilassata. Ci furono alcune discussioni più accese, ma per la maggior parte i Re concordavano con il piano delineato da Re Electivire.Terminata la seduta per una pausa, i Re si diressero alle rispettive stanze per riposare. Re Electivire si fece accompagnare da Galvantula nella propria stanza, e si sedette.«Tutto bene, maestà?» Chiese Galvantula, notando che il Re appariva più stanco di prima.«Certo, certo.» Rispose il Re, e gli fece cenno di congedarsi. Il pokémon annuì, ed Electivire rimase da solo.E in quel momento sentì le mani tremare e una forte stanchezza. Sospirò.«Quindi esiste ancora, dopotutto.» Pensò. Stringendo i denti, si costrinse ad alzarsi e dirigersi al tavolino dove lo aspettava la cena. Avrebbe visto finire quella guerra, a costo di uccidersi di fatica. Era il suo compito. Il ruolo di un Re. E l’avrebbe portato a termine.
 
CAPITOLO 196: I CAPITANI DI FATIA​

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Colli delle Fate, 05/07/4783, circa le 21Per i due giorni successivi, il Gruppo procedette a passo spedito. Per quanto potesse sembrare sorpreso dal fatto che procedessero a piedi, il Principe Lar si era dimostrato parecchio abile. Non si era lamentato né del ritmo né delle poche soste, e aveva cercato di fare conversazione.“Peccato che lo faccia solo con Gliscor.” Pensò Raichu. Di tutti i membri del Gruppo, il Principe Lar doveva prendere in simpatia proprio l’elemento meno affidabile. Non che quando non stava parlando con Gliscor andasse meglio, visto che mostrava interesse anche per Eelektross e Luxray. E se Eelektross preferiva non parlarci troppo, per qualche motivo, Gliscor e Luxray erano sempre pronti a raccontargli le loro ‘avventure criminali’, che il ragazzo sembrava trovare veramente affascinanti.«… E poi gli ho piantato gli ho tagliato la coda, così.» Stava dicendo in quel momento Gliscor, mimando il gesto «E lui era tipo, “No ti prego, per favore.” E io gli ho risposto “Beh, ti conveniva sganciare con le buone.” E lui…»«Non mi sembra la storia adatta per un principe.» Commentò Zorua. Per qualche motivo, era l’unico del gruppetto della Coalizione ad aver provato a parlare con Lar. Trubbish era offeso per i continui commenti del principe sulla sua scarsa bellezza, Abra dormiva quasi tutto il tempo, Lamp semplicemente non lo trovava una persona piacevole, e Riolu per qualche motivo sembrava preoccupato.«Che vorresti dire?» Chiese Lar «Questa storia è fantastica!»«Non sei un po’ troppo giovane per metterti a parlare di pokémon dissezionati?»«Guarda che io ho già una certa età, ben dodici anni, quasi tredici. Sarei entrato nell’esercito a breve se non fosse stato per questo viaggio.»«Aspetta, tu avresti dodici anni? Sei solo due anni più piccolo di me!»«Tu hai due anni più di me? Però sembri piuttosto deboluccio.»            «Con chi credi di avere a che fare? Io sono il Principe ereditario di Oscuria. Sono forte.» Disse Zorua.«… Dimmi, sei il più forte dei tuoi amici?» Commentò indicando Trubbish, Abra, Lamp e Riolu, che stavano parlando con Plusle e Minun.«Ragazzi, adesso non facciamone una gara…» Iniziò Raichu, che aveva ascoltato l’intero discorso, ma fu interrotto da una pacca di Gliscor.«No, no, lasciali fare, voglio vedere dove va a finire questo discorso. Scommettò che sarà divertente.» Rispose il Pokémon Terra.«Beh, certamente.» Disse Zorua «Ti informo che io ho il record di vittorie tra di noi.»«Veramente credo che ce l’abbia Riolu.» Commentò in quel momento Abra, teletrasportandosi lì accanto.«Ma non stavi dormendo te?» Chiese Zorua, fulminando il Pokémon Psico con lo sguardo.«V-Veramente io stavo a-ascoltando il discorso e…» Rispose il Re di Espia, cominciando a balbettare.«Comunque, tra i principi sono il più forte, vorresti negarlo?»«N-No, anche se Lamp non ha mai c-combattuto con te da quando…»«Si è evoluto, lo so. Ma questo non cambia che sono in vantaggio su tutti.» Disse Zorua.Lar intanto sembrava star riflettendo. Poi annuì «Ehi Raichu, quanto manca ancora prima della prossima sosta?»Raichu rifletté un momento «Beh, Eelektross ha detto che vorrebbe avanzare finché non diventa notte, quindi direi un’ora.» Commentò il Pokémon.«Uhm… D’accordo.» Disse Lar «Ehi Zorua, quando ci fermiamo vuoi fare un combattimento con me? Per allenamento.»Zorua sorrise «Volentieri.»«E potresti chiedere chi altro vuole partecipare? Pensavo che sarebbe… divertente se potessimo allenarci tutti insieme.»«Non so se sia una buona ide…» Iniziò a dire Raichu, ma Gliscor gli diede una nuova pacca. Il Pokémon Elettro si girò infuriato «Ok, seriamente che problemi hai?»«Voglio solo vedere se questo ragazzino è divertente come penso. Non mi rovinare la festa.» Rispose il Pokémon Terra.Raichu sbuffò, poi annuì «Va bene, va bene… Fate come volete. Basta che non combiniate qualcosa di grave.»«Troppo gentile.» Disse Gliscor. Poi si rivolse al Ralts «Ehi ragazzino, se vuoi posso darti una mano con questi combattimenti, sembra divertente.»A Lar si illuminarono gli occhi e sorrise «Grazie, grazie, grazie!»Raichu scosse la testa. Decisamente il Principe si stava affezionando un po’ troppo a quel poco di buono.Poco lontano, Eelektross aveva ascoltato l’intero discorso. Il Pokémon Elettro rifletté su quel che aveva sentito. Cominciò a venirgli un sospetto, ma decise di lasciar perdere.“Vedremo stasera, immagino.” Quella sera, dopo essersi rifocillati, alcuni membri del Gruppo si spostarono in una radura vicino al loro bivacco, un terreno aperto alla base di una collina boscosa, abbastanza spazioso da permettere loro di muoversi e non troppo lontano. Raichu, che li aveva seguiti per precauzione, vide che alla fine solo alcuni principi erano presenti, il che era normale visto che Abra stava riposando al bivacco insieme a Lamp e Draak. Tri, Flaaffy ed Emolga stavano parlando di qualcosa dall’altro lato, mentre facevano la guardia. Eelektross e Luxray non si vedevano da nessuna parte. Tutti gli altri erano lì. Ovviamente questo voleva dire Plusle, Minun, Riolu, Trubbish, Zorua e Lar per partecipare, Gliscor e Raichu per guardare.«Ok, le regole sono semplici.» Disse Lar «Estrarremo a caso due che cominceranno. Poi sceglieremo a caso qualcuno che combatta con il vincitore della lotta precedente, continuando finché abbiamo voglia. Ogni vittoria vale un punto. In questo modo, sapremo chi è il più forte.»Raichu si rese subito conto che in quel modo avrebbe avuto un vantaggio chi cominciava per ultimo, visto che sarebbe stato meno stanco. Ma d’altronde, se Lar la voleva così…“Almeno sarà un buon modo per vedere cosa sa fare.” Pensò il Pokémon Elettro. “In fondo, è l’unico di noi a non essersi allenato alla scuola.”Lar fece un cenno a Eelektross, che prese con la chela due foglietti tra i sette che Lar aveva sparpagliato per terra girandoli.«Sei contro uno.» Disse.Lar sorrise ed entrò nel cerchio disegnato per terra insieme a Plusle. Il Pokémon Elettro si preparò a combattere.«Non ci andrò piano, principino, quindi preparati.» Disse il Pokémon Elettro.«Ne sono felice.» Rispose Lar ridacchiando «Neanche io.»Plusle si mise in posizione e scagliò un Fulmine appena Gliscor diede il via. La risposta di Lar fu ruotare e schivare l’attacco per poi scagliare un attacco. Un gruppo di foglie volò verso Plusle, che le schivò allo stesso modo per poi colpire con Fulmine.«Ah, pensavi davvero di potermi colpire con quelle foglie?» Chiese.«In verità sì.» Rispose Lar. Plusle lo fissò e si preparò ad attaccare di nuovo. E in quel momento fu colpito alla schiena.“Che cosa…” Si chiese, cadendo in avanti per poi rialzarsi.«Sorpreso?» Disse Lar sorridendo e scagliandone una seconda raffica di foglie. Plusle si girò, ma le foglie non c’erano. Invece, gli caddero addosso dall’alto.«Spiacente, non è così facile.» Rispose Lar, sorridendo. Una nuova schiera di foglie volò contro Plusle.“Si sta concentrando troppo sulla Fogliamagica.” Pensò Raichu, mentre Plusle si girava e scagliava un Fulmine, solo perché le foglie cambiassero direzione schivando l’attacco. “Dovrebbe guardare Lar.”Il Ralts stava infatti muovendo le dita per controllare le foglie, che cambiavano direzione seguendone i comandi, e si stava lentamente avvicinando.Plusle fu colpito dalle foglie e a quel punto si girò solo per trovarsi davanti l’avversario, che sorrise «Spiacente, hai perso.» E colpì con Psichico. Plusle fu scagliato via e atterrò tra i cespugli. Si rialzò a fatica.«E Lar vince!» Esclamò Gliscor, ridacchiando «Mi piace questo ragazzo.»«Chi è il prossimo?» Chiese Lar sorridendo.«Io mi tiro fuori.» Disse Minun «In un combattimento singolo Plusle è più forte di me, se non ha vinto lui non posso vincere neanche io.»«Oh, a saperlo vi avrei sfidato in coppia.» Borbottò Lar.«Allora…» Disse intanto Gliscor, raccogliendo un foglio «Quattro… No, è Minun… Allora due.»Trubbish sorrise, entrando nell’Arena.«Il bruttino!» Disse Lar «Bene, vediamo che sai fare.»«Te lo faccio vedere io…» Borbottò Trubbish, poi Gliscor diede il via. Lar sorrise e scagliò una Confusione. Trubbish incassò il colpo a fatica, poi rispose con Fango. Ralts sorrise e schivò il cumulo di veleno.«Tutto qui? Pensavo di meglio.» Commentò Lar, mentre continuava a schivare i colpi velenosi.“Ma come…” Si chiese Raichu, poi lo vide. Il Pokémon spariva per spostarsi leggermente più a destra o a sinistra. Non si stava scansando, si stava teletrasportando, ma abbastanza vicino da dare l’illusione di star schivando gli attacchi. “E sta facendo arrabbiare il suo avversario.” Aggiunse, notando la frustrazione di Trubbish, incapace di colpire il Pokémon Folletto.Poi, dopo l’ennesimo colpo, il pokémon sparì del tutto. Trubbish si guardò intorno, poi dall’alto lo colpì una Confusione. Il Pokémon Veleno crollò sconfitto e un attimo dopo Lar gli cadde sulla testa.«Beh, pensavo meglio.» Disse Lar «La prossima volta spero mi divertirò di più. Ehi voi due, se volete ritirarvi adesso…»«Oh no che non lo farò!» Dissero Riolu e Zorua all’unisono.“Veramente bravo.” Pensò Raichu, osservando Lar mentre Gliscor sceglieva il suo successivo avversario, Riolu “Trubbish non è certamente un esperto, ma si è allenato alla scuola. Certo non ha dato il massimo, perché si è fatto prendere dalla rabbia, ma questo non vuol dire nulla. Non credo avrebbe vinto contro Lar anche se fosse rimasto calmo.”Riolu intanto aveva deciso di passare subito al combattimento ravvicinato. Quando le corna di Ralts si illuminarono per produrre lo Psichico sparì sotto terra, ricomparendogli sotto al mento e colpendolo con Fossa dopo che l’attacco era partito.“Questo però potrebbe essere più difficile. Lar è avantaggiato, ma Riolu è su un altro livello rispetto a Plusle, Minun e Trush. Praticamente era alla pari di Luxray prima dell’allenamento, non è certo un combattente da poco.”Riolu arretrò, per poi usare di nuovo Fossa per schivare Fogliamagica, che si piantò nel terreno. Lar si preparò a colpire l’avversario davanti a sé, ma alle sue spalle sentì un rumore. Si girò, e in quel momento la Fossa lo colpì alla schiena. Lar arretrò e scagliò Confusione. Riolu fu centrato in pieno, ma riuscì a rialzarsi. E dalla distanza scagliò una Forzasfera.Lar fu sorpreso, e Raichu capiva bene perché. Che sapesse di solito i Riolu non sapevano usare quella mossa. In effetti, non sapeva che il pokémon l’avesse imparata.Lar si spostò di lato per schivare la Forzasfera e si lanciò in avanti colpendo con Confusione. Riolu si gettò sottoterra. Lar si guardò intorno, preparandosi all’attacco, e improvvisamente Riolu gli sbucò alle spalle. Le piccole escrescenze rosse del Pokémon Folletto si illuminarono, e Riolu fu scagliato via da una Confusione, sconfitto.Raichu osservò l’erba tutto intorno al Ralts piegarsi e capì. Aveva cambiato la forma della Confusione, che di solito formava una linea retta davanti a chi lo usava, in un cerchio tutto intorno.“Davvero, è veramente forte per essere un ragazzino. Anche se penso che Riolu sia più forte, considerato lo svantaggio di tipo. Era molto vicino a vincere.”Intanto, Zorua era entrato in campo sorridendo.«Bene, vediamo se sei veramente così forte. Io…» Iniziò, ma Lar alzò le mani.«No, mi arrendo.» Disse il Pokémon Psico.«… Cosa?»«Il combattimento con Riolu mi ha ridotto a uno straccio, e tu sinceramente sei abbastanza forte, lo capisco, quindi riusciresti a battermi in queste condizioni.»Raichu annuì. Aveva preso Lar per un egocentrico troppo pieno di sé, ma doveva ricredersi. Non solo era forte, ma sapeva anche quando era meglio arrendersi. In quelle condizioni, Zorua era quello in vantaggio.«Ma non è giusto, io ho aspettato il mio turno!»«Beh, potrai aspettare fino a domani, no?» Rispose Lar.Zorua ringhiò infuriato, e scagliò un Neropulsar. Lar sorrise, e ricomparve alle spalle di Zorua. «Non è stato molto leale da parte tua.» Commentò, scagliando un Fulmine. Zorua arretrò, ma a quel punto Raichu si mise in mezzo.«Zorua, mi meraviglio di te.» Disse «Non è stato leale da parte tua. Lar ha fatto la cosa giusta arrendendosi.»«Ma… Non è una cosa che un vero guerriero farebbe. In un combattimento vero…»«Mi sarei ritirato.» Rispose Lar «Un’onorevole ritirata è meglio di una disastrosa sconfitta. Non te l’hanno insegnato?»«Mio nonno non si è mai ritirato davanti al nemico, ed ha sempre combattuto con orgoglio.»«Già, e se non mi sbaglio Re Zoroark subì due evitabilissime sconfitte causate dalla mancata ritirata, no? Un grande comandante, ma non sapeva mai quando tirarsi indietro. Cosa credi, che non lo sapessi? Zio Gallade mi ha mandato un sacco di libri dalla Biblioteca di Normalia.»Zorua sbuffò, girandosi.“E se ne va anche l’ultimo principe che era amichevole con lui. Fantastico.” Pensò Raichu.«Tuttavia, principe» Chiese una voce dal bosco, sorprendendo tutti «Cosa succede se il nemico è deciso a non lasciarvi compiere la ritirata?»In quel momento, dal bosco uscì una Florges cromatica. Raichu capì subito con chi avevano a che fare e scagliò un Tuono. La pokémon sbadigliò e schierò una Protezione.«Oh, hai capito chi sono?»«La Dama di Fiori, giusto, Gliscor?»Il Pokémon Terra colpì con Ghigliottina, ma la Pokémon Folletto schivò e rispose con una Forza Lunare. L’esplosione scagliò via Gliscor, ma quello si rialzò, scuotendo la testa.«Ah, Gliscor, sono anni che non ci vediamo. Vedo che non sei cambiato molto.»«E io vedo che tu sei ancora l’arrogante che eri una volta.» Disse Gliscor, anche se poi si avvicinò a Raichu e sussurrò «Non possiamo vincere solo noi due. I Capitani di Fatia sono mostri. Dobbiamo chiamare gli altri.»«Temo non si possa fare.» Commentò Florges, sorridendo, evidentemente avendo sentito tutto. «I vostri compagni sono un po’… Impegnati.»Raichu si girò verso l’accampamento, e capì subito cosa intendeva la Pokémon. Emolga, appena aveva visto l’Altaria atterrargli davanti, si era lanciato di lato. Mossa saggia, perché un minuto dopo un Dragospiro aveva colpito il punto in cui si trovavano lui e Tri. Il Pokémon Elettro per fortuna aveva fatto lo stesso. La Pokémon Volante sorrise e si spostò di lato, evitando elegantemente un Dragopulsar.«Piacere, io sono lady Altaria. E voi dovete essere membri del Gruppo…» Iniziò, poi sospirò «Diamine, devo aver proprio scelto il gruppo peggiore.»«Cosa?» Chiese Emolga.«Ma sì, guardatevi, siete chiaramente i più deboli. Non c’è né il Raichu, né l’Elektross. Loro due sono quelli famosi. Dov’è che sono, forse se mi libero di voi due in fretta posso…» Si interruppe per schivare un Dragopulsar «Raggiungere gli altri e…» si scansò di lato schivando un’Energisfera «Ottenere la mia fetta di avversari decenti.»Poi un Fulmine la sfiorò. Si guardò intorno e scorse il Pichu.«Oh, ma chi abbiamo qui. Cosa c’è piccolino, hai perso la mamma?»Tri ringhio e scagliò una nuova scarica. Stavolta però l’attacco elettrico si disperse, formando una sorta di largo Fulmine, e colpì Altaria nonostante la schivata.«Come…» Si chiese Altaria, poi sorrise «Oh beh, forse tutto sommato ci sarà da divertirsi.» E detto ciò si illuminò della luce tipica della Megaevoluzione. «… E questo è quanto per Elettria. Credi di riuscire a ricordarteli tutti?» Chiese Eelektross. Luxray annuì, ripetendosi mentalmente tutti i nomi.«Torom, Nedden, Chinchou il Grosso e Chinchou il Piccolo, Vikar e Kralovt, i Fratelli Pikachu… Sì, dovrei averli tutti.»«Bene. Ricordati di non mischiarli. Sono i membri più importanti della mia rete di informatori ad Elettria. Dovrai conoscerli bene.»«Capisco… Ma posso chiederle una cosa, signore?»«Dimmi.»«Perché ha scelto me. Lei ha un figlio, e inoltre ha tutti questi agenti… Io la conosco da pochissimo, ed ero un semplice criminale. Perché io?»Eelektross sorrise «Mio figlio… Non voglio coinvolgerlo. Ho fatto in modo che crescesse lontano da questo mondo e ha fatto la sua vita, anche se ogni tanto mi aiuta. E tutti loro… Sì, sono forti, ma tra di loro si detestano. Rivalità, antipatie, alleanze… Se ne scegliessi uno come leader, il mio intero sistema crollerebbe in una guerra tra ciminali. Mi serviva un esterno, qualcuno che ovviamente fosse un criminale ma che fosse anche abbastanza fuori da questi scontri per non rischiare di essere di parte. Tu eri il pokémon adatto.»Luxray fece per rispondere, poi sentì una voce alle sue spalle.«Che cosa commovente. Ma credo tu abbia dimenticato un dettaglio.» Disse uno Shiinotic cromatico, emergendo dalle piante «Cosa succederà se moriste entrambi qui?»Eelektross scagliò un Tuono, ma una Protezione dello Shiinotic lo fermò.«Sei dell’Organizzazione?» Chiese Eelektross, fissandolo.«Proprio così. Capitano Shiinotic, comandante in capo delle forze di Fatia. E grazie per avermi dato i nomi di tutti i tuoi agenti principali. Faranno molto comodo all’Organizzazione.»Eelektross strinse il pugno. E si preparò a combattere. Poi sentì un rumore e si scansò di lato, schivando un Fulmine.«Oh, quasi dimenticavo.» Aggiunse Shiinotic sorridendo «Una tua vecchia conoscenza è qui per la sua vendetta. Sarebbe maleducato rubarle l’onore.»Eelektross si girò. Con stupore, vide un Pachirisu sbucare da un cespuglio.«Suichiru…» Borbottò.«Beh, non sei felice di vedermi Eelektross?» Chiese il Pokémon sorridendo.«E tu chi saresti?» Chiese Luxray.Pachirisu lo squadrò da capo a piedi e sorrise «Io? Sono il tuo predecessore. Colui che doveva essere l’erede di Eelektross.»
 
CAPITOLO 197: IL PREDECESSORE​



Colli delle Fate, 05/07/4783, circa le 22«Suichiru…» Disse Eelektross, tenendo d’occhio sia lui che lo Shiinotic «Pensavo fossi morto.»«Sì, di solito succede quando il tuo maestro ti butta giù da un precipizio.» Commentò il Pachirisu «Ma per tua fortuna conosco un paio di trucchi. Hai sbagliato a non uccidermi direttamente. Ero ferito gravemente, ma sono riuscito ad aggrapparmi a un albero.»«Speravo fosse sufficiente per liberarmi di te. Bene, poco male, non farò due volte lo stesso errore.» Commentò Eelektross.«So cosa stai pensando, che dei due il problema non sono io, ma Shiinotic.»«Ma pensa, forse sei davvero diventato un pelo più intelligente.»«Abbastanza intelligente da capire che essere il tuo successore è una gran fregatura. Scegli qualcuno, lo addestri, e quando ti senti minacciato dalle abilità che gli hai dato lo uccidi. Se quel Luxray ha metà del sale in zucca che avevo io, ti mollerà prima che accada.»«Sappiamo entrambi che non sei innocente, Suichiru.»«Sono un criminale Eelektross, Nessuno di noi è innocente.» Replicò il Pachirisu. Poi puntò contro Luxray il dito «E tu, non farti abbindolare, Eelektross ti sfrutterà e abbandonerà come tutti.»«Non credo.» Rispose Luxray «Eelektross mi ha accolto e mi ha fatto diventare suo secondo. Credo sia giusto che io abbia fiducia in lui.»«Beh, ti sbagli.» Disse il Pokémon, e si lanciò all’attacco. Shiinotic lo imitò.«Oh, d’accordo…» Commentò Eelektross. Vide la Superzanna del Pokémon arrivare appena in tempo, e ruotò lasciandoselo passare di fianco e colpendo con Assorbipugno.Il Pachirisu schivò con una rotazione a mezz’aria della coda, e si appoggiò a terra con le zampe posteriori per poi balzare indietro.Eelektross sorrise e colpì con Fuocopugno alle proprie spalle. Shiinotic incassò il colpo e dal suo fungo fuoriuscirono delle spore. Eelektross arretrò e sentì alle proprie spalle Suichiru. Lo afferrò per il collo bloccandone i movimenti e lo sbatté addosso a Shiinotic, che per non fargli subire problemi di stato dovette risucchiare tutte le spore.A quel punto arrivò un Fulmine, che però non fece praticamente danno a nessuno dei due.«Che facciamo?» Chiese Luxray, che aveva appena scagliato l’attacco Elettro, avvicinandosi.«Se pensassi che sono solo loro direi di provare a riunirci al Gruppo, ma sono certo che stanno combattendo anche gli altri.»«Ottimo.» Commentò Luxray sarcastico «Senti, ma davvero avevi scelto lui come tuo successore?»«Suichiru era promettente. Era un combattente di livello discreto, era un criminale senza fedeltà particolari. Mi sembrava perfetto. Peccato che non avessi preso in considerazione la sua ambizione. Quando ha ritenuto di essere pronto a prendere il mio posto, ha provato ad uccidermi. Non gli è andata bene però.»«Bel soggetto…» Commentò Luxray.«Già. Bene, occupiamocene e…»«No. Capo, prendi lo Shiinotic. Al Pachirisu ci penso io.»«Sei sicuro? Suichiru è un combattente migliore di te, sono piuttosto sicuro di questo.»«Se non ci provo non lo saprò mai. Lasciami dimostrarti che sarò un erede migliore di lui.»Eelektross sospirò «Vedi di ammazzarlo. Sa troppe cose per lasciarlo vivo. Nella peggiore delle ipotesi, potrebbe aver già rivelato all’Organizzazione tutti i nomi dei miei agenti ad Elettria.»Luxray annuì e si lanciò con Sgranocchio sul Pachirisu. Lo Shiinotic fece per lanciarsi ad aiutare il Pokémon, ma fu fermato da Eelektross.«Oh no, io e te ce la vediamo tra noi. Non disturbare il mio braccio destro.»Shiinotic arretrò e scagliò una Spora, ma Eelektross si allontanò evitando la nube soporifera e scagliando un Tuono.“Se fa parte del Progetto S, devo stare attento. Non si sa mai cosa potrebbe tirare fuori dal cilindro.” Pensò Eelektross, schivando una Luce Lunare per un soffio per poi rispondere con Fuocopugno. L’attacco arrivò a un centimetro da Shiinotic… e dalla polvere che lo avvolgeva. Poi ci fu un’esplosione ed Eelektross fu scagliato indietro.“Appunto, Polviscoppio…” Pensò il Pokémon “Ok, niente Fuoco.”E si lanciò di nuovo all’attacco. «Ghigliottina? Prevedibile. Neropulsar? Lento. Oh, Psichico. Buona mossa, ma se so da dove arriva posso schivarla. Non che debba farlo.» Disse la Florges, schivando uno dopo l’altro gli attacchi dei Pokémon che aveva intorno con facilità. Poi cambiò espressione, e si scansò di lato, pur venendo sfiorata dall’attacco.«E questo dev’essere il famoso Locomothunder…» Commentò, osservando la mossa passarle di fianco, sorridendo. In realtà era un Thundertail, un Tuono che ricopriva il Codacciaio, ma la Pokémon lo fissò ammirata, ignorando completamente il braccio colpito. Poi un Vento di Fata colpì Raichu scagliandolo all’indietro.«Gliscor, hai idea di cosa stia facendo?» Chiese il Pokémon Elettro.«Florges adora le mosse. Non c’è niente che le piaccia di più che vederne in azione una che non conosce. E non l’ho mai vista venir colpita da una mossa che conosce. Una volta che la vede in azione, non si dimenticherà mai dell’uso che se ne fa.»«In parole povere mi stai dicendo che attaccarla con una mossa che conosce non servirebbe a niente.»«E aggiungo che non ho la minima idea di quali mosse non conosca.» Commentò il Pokémon.«Ehi, non è carino ignorarmi.» Commentò la Pokémon lanciandosi contro di loro. Raichu arretrò ma si ritrovò colpito in pieno da uno Stramontante, venendo scagliato in cielo.Gliscor fece per colpire con Rogodenti, ma la risposta di Florges fu un Geloraggio. Il Pokémon Terra si scansò di lato, interrompendo l’attacco per schivare e in quel momento il Geloraggio si interruppe e la pokémon colpì con Incrocolpo. Eelektross volò indietro centrando in pieno Raichu che ricadeva. I due Pokémon rotolarono per terra in un ammasso confuso.“Ah, adoro queste mosse Lotta. Sono così semplici, ma così efficaci…” Disse la Pokémon, arrossendo e fissandosi le mani.«Gliscor, spiega…» Disse Raichu alzandosi e massaggiandosi il collo.«Già, me n’ero dimenticato. Florges è del Progetto S, e da quel che so una volta ogni sei mesi si presenta da Durant solo per farsi impiantare nuove mosse.»«Vuoi dire che praticamente ha un arsenale?»«Sì, credo che calzi.» Disse Florges, avvicinandosi a Raichu «Ma sai che tu mi interessi? Quella mossa di prima… Non l’avevo mai vista. Fammela rivedere, per favore.»«Con piacere!» Esclamò Raichu, colpendo con la Thundertail il volto della Pokémon. Quella sorrise, e accolse l’attacco.Arretrò di qualche passo, poi si scrollò e sorrise «Uff, sì, è decisamente un bel colpo, lo adoro. Lo chiederò a Durant, quando ti avrò catturato.»«Gliscor…»«Sì, forse avrei dovuto sottolineare anche che è in parte Terra, Buio, Normale e Volante. Serve per potere incassare senza problemi un’ampia gamma di mosse. Ma non Spettro. Almeno, non l’ultima volta. Non so perché, ma non l’ha voluto. E dato che prima ha schivato Ghigliottina, credo non ce l’abbia ancora.»«Ti giuro Gliscor che se c’è qualcos’altro che mi devi dire su di lei…»«No, nient’altro. Almeno che io sappia.»«Confortante. Adesso ascolta, visto che è immune, posso colpirla solo con le mosse del Locomothunder che mischiano due colpi Elettro, o usando Codacciaio. Mi serve che la distrai però.»Florges intanto stava schivando gli attacchi di Zorua e bloccando con Protezione o Individua le varie Fogliamagica di Lar.«E proteggi anche loro, se gli succede qualcosa siamo nei guai fino al collo.»«Oh, fantastico…» Borbottò Eelektross, lanciandosi all’attacco.“Spero solo di non dover usare quello.” Commentò Raichu, preparandosi a colpire. Emolga scagliò un’Energisfera, ma l’Altaria la schivò agevolmente con una semplice rotazione a mezz’aria, per poi rispondere con Dragospiro. Le fiamme viola investirono Trubbish, che volò all’indietro e cadde a terra sconfitto.“Sono ancora troppo deboli…” Pensò il Pokémon, poi puntò il dito contro Abra «Abra, prendi i Pokémon che hanno appena finito lo sparring e vattene!»L’Abra annuì, in preda al panico. Si gettò su Trubbish e Plusle, che erano i più vicini, e scomparve con un lampo di luce.«Cos’è, avete paura?» Chiese l’Altaria schivando Fangobomba e un Tuono per poi incassare un Lanciafiamme. In tutto ciò non smise di sorridere. Anzi, sembrava perfettamente a proprio agio tra le fiamme.«Ahahahahah!» Rise, muovendosi in mezzo ad esse e guardando in basso, schivando poi un Dragospiro «Vediamo, chi dovrei colpire adesso? Ambarabà, cicì…» E senza preavviso comparve davanti ad Emolga «Cocò.» E scagliò un Fuocobomba. Emolga volò all’indietro e si schiantò al suolo.«Spiaciente microbo, il cielo è mio. MIO!»«Certo che voi membri dell’Organizzazione siete tutti fuori di testa.» Commentò Emolga.«Credimi, quando muori per centinaia di anni o impazzisci o non sei normale.» Disse Altaria, evitando con calma una Fangobomba.“Cosa?” Si chiese Emolga, schivando un Dragospiro. Si guardò intorno. Restavano Flaaffy, Minun, Draak, Tri e Chande. La lotta poteva sembrare a loro vantaggio, ma di fatto nessun attacco salvo un paio di Lanciafiamme di Chande erano andati a segno.«Draak, devi colpirla!» Esclamò «Chande, non puoi fare quella cosa con le fiamme di cui ha parlato Raichu?»«Ci ho provato, ma chiaramente sa combattere uno Chandelure, perché ogni volta che mi guarda chiude gli occhi. Per questo riesco a colpirla.»Emolga sospirò. Ovviamente non era così facile.«Tri, non hai niente per colpirla?!»«Non posso sprecare una di quelle mosse, sono troppo pesanti. Un’idea ce l’avrei, ma devo essere sicuro che vada a segno!»“Perfetto…” Pensò Emolga. Guardò verso il Capitano “Vorrei solo che ci fossero il Capitano o Eelektross. Loro riuscirebbero a vincere.”«Dico, non ti distrarrai mica?» Commentò Altaria, schiantadoglisi addosso con Dragofuria per poi rialzarsi in volo evitando un Fulmine ed un Fangobomba.“Ouch…” Pensò Emolga, ansimando nel rialzarsi “E ora che faccio?” Si chiese. Fissò la Pokémon. E si chiese se sarebbe sopravvissuto stavolta.                     Fiume Draak, 05/07/4783, circa le 22Marsh sospirò, guardando la nave di Lickylicky abbordare l’ultima nave su cui batteva il vessillo che, secondo Rose, era di un vecchio pirata chiamato Poliwrath, lo stesso che tempo prima aveva provato a rapire Marsh e gli altri. Era strano, ma un po’ alla volta quel combattimento navale lo stava cominciando ad annoiare. Probabilmente perché la sua era la nave più sicura, quella dove viaggiava anche Crult.Le navi che avevano attaccato appartenevano alla Fratellanza, ed erano state mandate per cercarli. Purtroppo per loro, li avevano trovati solo ora che erano in compagnia di Lickylicky.“Quel tizio è una bestia…” Pensò Marsh, sospirando “Ma d’altra parte è quello che ci serve.” La prova era che nei giorni precedenti già quattro ciurme di pirati Non Allineati si erano unite a loro per merito di Lickylicky, con la promessa delle teste della Fratellanza.“Che sono sicuro non piaccia a Crult come promessa.” Pensò Marsh.«Marsh, vieni. Dobbiamo parlare.» Lo chiamò Rose dalla porta della cabina del comandante. Marsh annuì e la seguì nella stanza dove si trovavano, oltre a lei, anche Crult, Wamps, Simipour e un pokémon legato che Marsh dedusse essere un membro della ciurma appena sconfitta. Il Cinccino si guardava intorno preoccupato.«Questa l’ho appena ripescata.» Disse Wamps, E Marsh realizzò che era una Pokémon «Ha detto che se l’avessi salvata ci avrebbe detto dov’erano due dei membri della Fratellanza.»«Quanto odio i pusillanimi…» Commentò Crult.«Ma questa volta ci fa comodo.» Aggiunse Simipour, fissandolo «Quindi, dove sono?»«G-Goodra è all’Ansa di Giratina, e Staraptor alla Forca dell’Alakazam.» Rispose il Cinccino «Vi prego, non fatemi fuori, sono solo un mozzo a bordo di quella nave…» Disse. Stava persino cominciando a piangere.«Stai calma, non ce l’abbiamo con voi ciurme minori, sappiamo che la maggior parte di voi è costretta.» Disse Crult «Ma se ci hai mentito…»«No, no! È vero! Ve lo assicuro! Ci siamo stati una settimana fa!» Disse la Pokémon, scuotendo la testa.«Va bene, va bene…» Disse Wamps, poi l’afferrò «Che ne faccio?»«Tu l’hai raccolta, tu te la prendi.» Commentò Crult.«Non è esattamente il mio tipo...»«A bordo. Te la prendi a bordo.» Rispose il Pokémon Veleno «Ha detto che faceva il mozzo, può continuare a farlo sulla tua nave.»«Come vuoi tu.» Disse Wamps, afferrando di peso la Pokémon «Andiamo, ti faccio conoscere i tuoi nuovi compagni.»E la trascinò via, chiudendosi la porta alle spalle.«Una trappola, vero?» Chiese Rose.«Sicuramente.» Rispose Crult «Almeno Goodra. Potrebbe averci davvero detto dove si trova Staraptor, la Forca era uno dei suoi punti d’approdo preferiti, ma nessuno si avvicina all’Ansa di Giratina senza un buon motivo. Soprattutto non ci si avvicinerebbe mai Goodra, che è sempre stato un gran superstizioso.»«Vogliono attirarci all’Ansa per attaccarci. Il che vuol dire che lì deve aspettarci una trappola, e dietro la trappola c’è sicuramente uno dei membri della Fratellanza…» Rifletté Crult, e annuì «Andiamo.»«Prego? Vuoi andare all’Ansa di Giratina?»«No, voglio andare alla Forca dell’Alakazam. Prendiamo la testa di Staraptor, e fingiamo di aver scoperto solo lì dell’Ansa. Andiamo là, e affrontiamo qualunque cosa ci tirino addosso.»«Insomma, ci buttiamo nella trappola, sapendo che è una trappola, in modo da affrontarla?» Chiese Simipour «Effettivamente potrebbe funzionare… Però non sarà troppo rischioso?»«Se volevi evitare il rischio sei sulla nave sbagliata.» Commentò Rose, e annuì «Io sono d’accordo, attacchiamo.»«Bene allora. Partiamo appena Lickylicky ha finito.» Disse Crult. Drakonia, 05/07/4783, circa le 12Zangoose guardò in alto. Drakonia era sicuramente una delle città più bizzarre di Normalia. L’avevano costruita chissà quanto tempo prima alcuni Pokémon Drago. Poi erano stati sterminati, pare ai tempi della Terza voce, da un’epidemia, ma si erano lasciati dietro la loro architettura. Mura nere, statue di Loro Drago che facevano parte dell’architettura, avvolgendosi intorno alle torri o posandosi sopra. Le porte della città stesse avevano la forma di una bocca spalancata.“Ci credo che Drakonia non è mai stata presa, in millenni di guerre. Un esercito avrebbe paura ad attaccarla.” Pensò Zangoose. Guardò Lopunny. Non era certo il posto in cui sperava di portarla per le nozze. Tutti sapevano cosa si diceva di Drakonia. L’esercito più grande nella città più crudele.Perché la ricchezza di Drakonia si costruiva sul sangue degli schiavi che comprava dai pirati del Draak e poi rivendeva nel resto del paese, eccetto i più forti. Quelli entravano nelle fila di soldati del Duca.«Questa città mi fa soffrire a guardarla.» Disse Tauros «Fosse per me, dovremmo raderla al suolo.»«Vedi di non farti sentire.» Rispose il Duca, sussurrando «Se ti sentissero, possiamo dire addio all’incontro con Lord Dramamaran.»“Lord Dramamaran…” I Dramamaran erano una famiglia antica, Duchi potenti che controllavano le due sponde del Draak tra il Lago delle Lame e il Lago Cornoalto, ma non erano mai stati al centro della scena politica in tempo di pace. In tempo di guerra però erano i primi ad essere consultati, perché di solito erano i loro eserciti a decidere chi avrebbe vinto. Pochissimi avevano sconfitto gli eserciti di Drakonia e vissuto per raccontarlo.  L’idea di incontrare il signore di quell’esercito lo metteva in agitazione.«Lord Stout, com’è di carattere il Duca di Drakonia? C’è qualcosa che posso fare per rendere più facile ingraziarcelo?»«Se conosco il Duca, le uniche cose che vuole sono denaro e soldati. Temo che tu non abbia niente da dargli.» Disse Lord Stout «E se devo essere onesto è meglio così. Se avessi qualcosa che lui vuole, te la prenderebbe senza pensarci due volte.»Zangoose annuì, poi il gruppo entrò nella città.Anche all’interno, Drakonia era spaventosa come all’esterno. Zangoose non sapeva come, ma erano riusciti a rendere spaventosa persino la cattedrale, costruita in marmo nero. Le case della città erano di legno o di pietra, e quelle intorno all’ingresso apparivano chiaramente male in arnese. Ma gli edifici principali erano le caserme. Su ognuna di esse, ed erano più di quante Zangoose riuscisse a vedere, dato che ovviamente poteva osservare solo quelle ai lati della lunga strada principale, era riportato un numero e dipinto uno stemma. Vide Ali di Charizard, Denti di Drago, Mascelle di Haxorus… E sopra di esse numeri sempre diversi: 6, 7,  26, 27, 46, 47… L’ultimo numero che Zangoose vide, passando all’ingresso delle piccole mura che impedivano alle persone normali l’ingresso al castello del Duca, era 87. Il che voleva dire che c’erano almeno 87 divisioni di soldati.“Il che vuol dire 8700 soldati… E non sono neanche sicuro se ce ne siano ancora.” Commentò, entrando nel castello. E sperò con tutto il cuore che andasse tutto bene. Se il Duca si fosse adirato, forse neanche Lord Stout avrebbe potuto assicurare loro di uscirne vivi. Guardò di nuovo Lopunny. E pregò ancora più intensamente che andasse per il verso giusto.
 
CAPITOLO 198: I GUERRIERI DI FATIA​

Colli delle Fate, 05/07/4783, circa le 23«Bene bene, tutto qui?» chiese Florges fissando i pokémon che aveva intorno. Zorua le stava scagliando contro un Neropulsar, che la pokémon schivò tranquillamente, lasciando che l’onda di oscurità si frantumasse contro la sua Protezione.Poi delle Fogliemagiche le volarono contro. Sbadigliò e con noncuranza usò ancora Protezione per bloccarle.«Ora!» Gridò Ralts, e Gliscor si lanciò in avanti con Forbice X, spingendo la Pokémon a terra.«Oh, sei migliorato, Gliscor.» Disse la Florges.«Solo il meglio per te, dolcezza.» Disse il pokémon, sarcastico. Poi sentì qualcosa spingerlo al petto. Guardò in basso e vide una sfera d’acqua.«Idropulsar.» Commentò Florges, e Gliscor volò verso il cielo.«D’accordo, adesso…» Iniziò la pokémon, poi vide il Raichu caricarle contro e balzare. A mezz’aria, scagliò un Tuono verso l’alto, poi la sua coda si indurì diventando un Codacciaio e calò verso di lei.«Andiamo, se non usi il Locomothunder non c’è gusto.» Commentò la Pokémon colpendo con un Fuocopugno e bloccando la coda.Raichu sorrise e subito dopo un Tuono cadde dal cielo sulla coda. E su Florges.«Cosa?!»«Non lo sai? L’acciaio attira l’elettricità.» Rispose Raichu, poi ruotò su se stesso. Florges aveva subito il danno, ma non sembrava arrabbiata. Piuttosto, sembrava felice.«Quindi quella era una mossa combinata? Affascinante…» Disse la pokémon «Oh, non vedo l’ora di tornare ad Elettria con te. Sarò in prima fila da Durant quando comincerà a dotarci delle tue capacità.»«Non ci contare.» Disse Raichu.Poi una salva di Pietretaglio calò dal cielo, seguita da Gliscor.«Ah Gliscor, mi stavo dimenticando di te.» Disse la pokémon. Schivò le Pietretaglio con abilità, e subito dopo usò Protezione bloccando il Fogliamagica di Ralts «Ma di te no, ragazzino.»Subito dopo, Zorua emerse da sottoterra con Fossa, e la pokémon fece un passo indietro, schivandolo. «No, neanche di te.»«Ma di me sì a quanto pare.» Disse Raichu, colpendo stavolta con un Codacciaio avvolto dall’elettricità. Florges parò con Gelopugno, ma l’impatto bastò per farle abbassare il braccio e danneggiarla.«Riconosco che non sei un avversario semplice.» Commentò Florges, poi fu avvolta da una luce e ritornò in perfetta forma «Ma mi dispiace dirti che non sono impreparata contro chi riesce a sorprendermi.»«Ripresa…» Borbottò Raichu. Non era una buona cosa. Voleva dire che sarebbe stato impossibile accumulare danno.«Raichu, hai detto che hai un piano?» Chiese Gliscor «Perché se è così dovresti fare in fretta.»«Ti avevo chiesto di tenerla ferma.»«Se non te ne fossi accorto l’ho fatto, e non è servito a niente.»«Non è servito a niente perché ti sei messo in mezzo.»«Oh adesso è colpa m…»«Mi dispiace vedervi litigare.» Disse Florges, lanciandosi su di loro «Quindi eccovi qualcosa che vi metterà d’accordo. Il dolore.» E così dicendo investì entrambi con un Surf, scagliandoli via.«D’accordo.» Disse Raichu rialzandosi e sputacchiando fango «Facciamo così. Tu la tieni ferma, e io colpisco. Se finisci in mezzo, non prendertela con me.»«… Va bene, ma non farlo di proposito.»«Oh, non lo farei mai.»Gliscor lo fulminò con un’occhiata e si lanciò su Florges. Usò Ghigliottina, che ovviamente la Pokémon schivò. Ma sorrise, e lasciò andare il colpo per cambiare con Forbice X. Sbatté Florges al suolo, Florges ovviamente lo vide arrivare, ma fu colpita alle spalle da un Neropulsar. Il che permise a Gliscor di afferrarla.«Forza, adesso!»Raichu annuì e sospirò. Intorno a lui si concentrò elettricità, come per il Locomothunder, e si scagliò in avanti. A metà strada però saltò e cominciò a ruotare su sé stesso, diventando una sfera di elettricità con una coda d’acciaio.«Ma cosa…» Chiese Florges.«Locomothundertail!» Gridò Raichu, e colpì. Nel momento in cui la coda toccò Florges, tutta l’elettricità accumulata si scaricò verso il basso, investendo sia lei che Gliscor.Raichu atterrò, e crollò al suolo, incapace di muovere un dito. Gliscor lo seguì a ruota.Florges arretrò, colpita.«Quindi, puoi anche unire… tre mosse…» Disse «Beh… sembra proprio che… il Locomothunder… sia più sorprendente di quanto pensassi…»Poi sorrise, e invece di crollare si rialzò in piedi, sorridendo, mentre la Ripresa la avvolgeva «Per fortuna, sono resistente all’elettricità.»Raichu la fissò «Non è possibile… Quella è la mia mossa più potente…»«Oh, lo è.» Disse Florges «Chiunque altro sarebbe crollato. Peccato per te che io non sia chiunque altro.»«Ma come hai…»«Sono tre mosse combinate, certo, ma la base rimane il Codacciaio e la rotazione a mezz’aria per dargli più forza. Non avresti dovuto colpirmi due volte con una variante della mossa con cui pianificavi di sconfiggermi. Alla terza, ci avevo già preso la mano.»Poi una Fogliamagica ed un Neropulsar la colpirono alle spalle. Si girò e vide Zorua e Ralts. Sorrise.«Adesso rimani lì, e riposati.» Disse Florges «Mi occupo di questi due e sono da te.»«Io avrei un’altra idea.» Commentò una voce.Raichu girò il collo, e vide una figura famigliare.«Oh, il Generale dell’Ovest.» Disse Florges, sorridendo «A cosa devo la sua presenza qui?»Il Ribombee fissò il principe «Diciamo che i miei uomini mi stavano tenendo informato di quello che succedeva al Gruppo. Quando ho sentito che cosa stava succedendo, sono accorso.»«E da solo credi di poter fare qualcosa?»«E chi ha detto che sono solo?» Chiese. E dai boschi emersero altri soldati di Fatia.Florges alzò le mani «Suvvia, non ve la prenderete con una signora?»«Preferirei di no. Sei comunque qualcuno di importante. O credevi non avrei riconosciuto la leader delle Fate Blu?»«Non so di cosa tu stia parlando.» Disse Florges, ma Raichu notò che era turbata.«Sono certo che le prigioni del Forte Dracofairy ti scioglieranno la lingua.» Disse il Pokémon. Poi diede il segnale dell’attacco.Florges abbassò le mani, e rilasciò una nube di Fogliemagiche che attaccò i nemici intorno.«Bene.» Disse «Vediamo di risolvere questa situazione.»Il Ribombee sorrise, e le due appendici rosse si sollevarono.«Ma certo.» Disse «Cominciamo subito.» “Questo è un problema.” Pensò Altaria, osservando i soldati che avanzavano verso di lei. Si guardò intorno. Si era occupata già del Pichu e dello Chandelure, i due più problematici. Il Dragalge era allo stremo, e l’Emolga era l’unico rimasto a costituire un qualche problema.“Sulla carta dovrei riuscire a vincere in fretta, ma poi dovrei vedermela con l’esercito di Fatia.” Pensò rapidamente, schivando un’Energisfera. “Non che mi dispiacerebbe, ma dubito di poter reggere.” Rifletté, osservando il punto in cui l’ultimo Fuocobomba dello Chandelure l’aveva colpita. Ruotò su sé stessa schivando una Fangobomba, e in risposta scagliò una Forza Lunare che investì Draak, facendolo crollare.“… Niente da fare.” Pensò, osservando i soldati “Sono al livello di un Capitano dell’esercito, ma ce ne sono almeno due. A Shiinotic non piacerà, ma non sono così stupida da combattere in una situazione di svantaggio.”E così dicendo tirò fuori una Palla Fumo dalle ali e la fece cadere al suolo.Emolga tossì, come anche i soldati di Fatia. Quando le nubi si dispersero, la pokémon era sparita. Il Pugnospine dello Shiinotic si scontrò contro il Fuocopugno di Eelektross, ed ambo i contendenti arretrarono, le braccia spedite all’indietro.«Sei parecchio forte.» Commentò Shiinotic, sorridendo.«Questo dovrei dirlo io.» Pensò Eelektross fissando il Pokémon trasformato. Come altri capitani, anche quello aveva acquisito alcune capacità dopo essersi trasformato. Aveva le braccia di un Golem, o qualche altro Pokémon Roccia. Sulla schiena era comparso il fiore di un Vileplume. Sopra il fungo brillava la fiamma di un Infernape. E la coda di un Salamence si muoveva a destra e a sinistra.«Bene, allora posso usarlo per confermare una teoria.» Pensò scagliandosi in avanti. Colpì con Assorbipugno, mirando intenzionalmente al braccio destro del Pokémon, ma quello lo spostò e colpì invece con un Lanciafiamme che fuoriuscì dalla fiamma sulla testa. Eelektross lo schivò e mirò un Fuocopugno al fianco, e Shiinotic ne sembrò subire l’effetto, arretrando.«Ah-ah!» Esclamò Eelektross.«Sei intelligente, vedo che hai capito.»«Avevo già i miei dubbi, ma adesso vedo che è vero. Voi della terza generazione non cambiate tipo completamente. Solo nelle parti in cui il vostro corpo cambia forma.»«Ne sei sicuro?» Chiese il pokémon, sorridendo e ritornando normale.Eelektross lo fissò interrogativo, poi colpì ancora con Fuocopugno. Stavolta il colpo ebbe efficacia ridotta.“No è più complicato…” Pensò Eelektross, Schivando una Velenpuntura “Quando passano in quella forma possono usare più mosse, ma mentre sono in questa hanno tutti i tipi distribuiti nel proprio corpo. Ma allora perché…”«Perché disturbarsi cambiando forma?» Chiese Shiinotic sorridendo alla confusione di Eelektross «Sì, so cosa stai pensando. Beh, non vedo perché spiegartelo.»«Ovviamente.» Pensò Eelektross, colpendo con Assorbipugno. Il Pokémon non sembrò sentirlo particolarmente, bloccandolo con il braccio, poi attaccò con Megassorbimento. Le dita si allungarono ed avvolsero il braccio destro di Eelektross.Il Pokémon sorrise ed usò Fuocopugno, ma Shiinotic mollò la presa.I due si fissarono e si prepararono a colpirsi di nuovo, ma un MegaAltaria apparve dal cielo e si avvicinò a Shiinotic, sussurrandogli qualcosa all’orecchio.«Dannazione…» Borbottò Shiinotic, poi fissò Eelektross «A quanto pare sei fortunato Eelektross, pare che ci tocchi andarcene.»«Non crederai che ti lasci andare così facilmente.»«Andiamo Eelektross, credi davvero che ti convenga vedertela con me e lei?» Poi si girò verso Altaria «Florges?»«Niente da fare, sta combattendo con il Generale.»«E l’hai lasciata fare?»«Avevo scelta?»«Ci penso io, tu prendi il Pachirisu e…»In quel momento ci fu un grido. E ad Eelektross si gelò il sangue. «Maledetto…» Disse Luxray, arretrando. Ansimava, ma il problema non era quello. Il problema era l’orecchio sinistro, di cui un bel pezzo se n’era andato.Suichiru sorrise «La prossima volta, mi prenderò un occhio.»«Non ci sarà una prossima volta.» Rispose Luxray, preparandosi all’attacco. Aveva già capito come funzionavano gli attacchi del Pachirisu. Usava mosse elettro a lungo raggio e poi colpiva con le zanne. Niente di eccessivamente pericoloso, aveva pensato. E appena l’aveva pensato, ci aveva rimesso un pezzo d’orecchio.«Bene, vediamo se puoi mantenere la promessa…» Disse Suichiru, e si gettò tra gli alberi.Luxray sorrise, e guardò verso di essi. Con i suoi occhi, poteva vedere attraverso i muri. Le foglie non erano certo un problema. L’unico problema era che all’inizio, per inseguirlo, si era fatto trascinare lontano da Eelektross.Vide Suichiru lanciarsi contro di lui e sollevò il braccio, caricandolo di elettricità. Colpì con la sua versione di Fulmindenti, mentre il pokémon si lanciava verso di lui con Superzanna. L’impatto fu violento, ed entrambi i contendenti arretrarono.«Ce l’ho ancora.» Disse, sorridendo.«Lo ammetto, sei forte.» Disse il Pachirisu, sorridendo «Ma hai un problema. Non sai uccidere.»«Cosa?! Credi che non abbia mai ucciso nessuno?» Chiese Luxray nervoso.Suichiru lo fissò, e sorrise «No, non l’hai mai fatto. Sei un ladro e un criminale, ma si vede che non hai mai ucciso qualcuno.»«E con questo? Sarai il primo allora.»Suichiru ridacchiò. Poi scoppiò a ridere «Oh, questo è divertente. Cosa credi, che cominciare ad uccidere sia così facile? Bene. Fallo.»E il pokémon scagliò una Scarica. Luxray schivò e caricò in avanti, la bocca aperta in un Morso. Colpì Suichiru e lo morse. Quando però sentì un sapore metallico, lo gettò via.Il Pokémon si fissò. C’era una piccola parte rossa di pelliccia.«Oh no… Altri cinquanta morsetti e forse comincerò a provare dolore.» Disse, ridacchiando. Poi si mise in posizione. «Spiacente Luxray, avermi lasciato in vita ti costerà… un occhio.»E si scagliò in avanti, le zanne pronte ad un’Iperzanna. Luxray colpì con Fulmindenti, usando la zampa per convogliare l’elettricità… ma Suichiru schivò e balzò verso il volto del pokémon.Istintivamente, Luxray si ritrasse, e le zanne gli si chiusero sul volto anziché sul naso. Sentì una ferita sul muso cominciare a bruciare.«Sai, sei abbastanza ridicolo come erede di Eelektross. Dev’essersi rammollito per scegliere uno come te.» Commentò Suichiru «Hai un buon istinto, lo concedo, ma niente di che. Posso farti fuori tranquillamente.»«Eppure ho ancora due occhi.» Disse Luxray, ma non sapeva che fare. Era vero, non aveva mai ucciso un altro Pokémon. Picchiati? Molti. Battuti? Moltissimi. Uccisi? Quello era completamente fuori dalla sua portata, anche se ovviamente aveva sempre millantato di averne ucciso qualcuno. Serviva, nel suo mestiere.«Oh, così mi inviti a nozze.» Disse il Pachirisu scagliando un fulmine. Luxray incassò il colpo e lanciò in risposta un proprio Fulmine, che colpì… l’erba.«Dove…» Si chiese, guardandosi intorno.Fu un puro attimo.Un lampo bianco dal bosco.Per istinto, colpì con gli artigli carichi di Fulmindenti. Li sentì passare attraverso qualcosa, e sentì un dolore lancinante.Lanciò un grido, arretrando, l’occhio destro che non ci vedeva più, qualcosa di caldo sulla zampa.Poi svenne. «Maledizione!» Gridò Altaria emergendo nella radura inseguendo Eelektross. Suichiru era a terra, in una pozza rossa.«Luxray!» gridò Eelektross, avvicinandosi e fissandolo. Tirò un sospiro di sollievo vedendo che respirava ancora, ma… dove prima c’era l’occhio destro, adesso c’era una cavità vuota.Eelektross si alzò e guardò Pachirisu. Il pokémon aveva il segno di tre artigli alla gola, ma era ancora cosciente. Non per molto, questo era chiaro.«Ehi, Suichiru. Quindi, che ne pensi del mio sottoposto?» Chiese, sorridendo. Il pokémon bianco cercò di dire qualcosa, ma l’aria non gli entrava più nei polmoni. Eelektross sorrise.«Dimmi la verità… Non l’ha fatto apposta. Si è difeso e ti ha colpito nel punto sbagliato, vero?»Suichiru annuì disperato, poi tossì e rantolò.«Lo sospettavo…» Eelektross fissò Luxray e scosse la testa «Spero che gli sia di lezione. La pietà va bene in piccole dosi. E adesso, vediamo di finirti…» Disse girandosi verso di lui, ma il pokémon non era più lì. Con la coda dell’occhio, Eelektross scorse Altaria volare via con sulle spalle il pokémon Elettro.Eelektross fece per inseguirlo, poi si girò verso Luxray e strinse i denti. Doveva fermare l’emorragia comunque.“Dovrò fargli un discorsetto dopo.” Pensò “Un discorsetto sul perché questo è un lavoro in cui si deve uccidere. Anche se credo oggi se ne sia fatto un’idea.” Drakonia, 05/07/4783, circa le 23Avevano aspettato diverse ore, ma era finalmente giunto il momento. Zangoose sospirò ed entrò nello studio del Duca di Drakonia, seguendo Lord Stout.Il Drampa lo fissò, con aria inquisitoria. Aveva uno sguardo serio ed attento, e l’espressione di qualcuno molto scontento.«Vi do il benvenuto.» Disse, anche se aveva più l’aria di qualcuno che stava invitando ad andarsene.«La ringrazio per questo incontro, Lord Darm.» Disse Lord Stout. Zangoose si inchinò a propria volta. Il Drampa lo fissò ancora.«Tu sei… Zangoose, l’Investigatore dell’Ignoto, dico bene?»«Sì, lord Darm.»«Uhm… Sai che la tua indagine di una ventina di anni fa ci ha causato problemi? Per colpa tua, un’intera partita di soldati è stata restituita alla libertà. Un vero spreco.»Zangoose cominciò a sudare freddo. Non ne sapeva nulla, ma effettivamente diciannove anni prima aveva recuperato una grossa partita di schiavi. Non sapeva certo che fossero per il Lord di Drakonia.«Beh, non importa, abbiamo recuperato da tempo. Stavi facendo il tuo lavoro, e lo apprezzo.» Disse il Duca, poi proseguì «Adesso, Lord Stout mi ha già introdotto la questione nella sua lettera, ma dammi più dettagli.»Zangoose annuì, e spiegò con calma quello che aveva da dire. Lord Darm rimase perlopiù in silenzio, ponendo solo poche domande di tanto in tanto.Quando Zangoose ebbe concluso annuì «E questo è quanto, dico bene?»Il Pokémon Normale annuì di rimando.«Bene. Ottimo, potete andare.»Zangoose ci mise un momento di troppo a registrare l’informazione, quindi fu Lord Stout a rispondere «Cosa vorrebbe dire questo, Lord Dramamaran?» Chiese il pokémon, e Zangoose notò l’uso del cognome invece del nome.«Che siete liberi di andare ai vostri alloggi.»«E la sua decisione sull’argomento?»«Vi darò una risposta quando lo riterrò opportuno. Per ora, potete andare.»Lo Stoutland non se lo fece ripetere e si allontanò con rabbia. Zangoose si inchinò e lo seguì.Il Drampa sospirò «E ora vediamo questo…» disse, tirando fuori una lettera. Non diceva quasi nulla sul mittente. Solo che proveniva da un certo Falan.
 
CAPITOLO 199: GENERALE DELL'OVEST​

Fatia, Forte dell’Ovest, 07/08/4783, circa le 09Raichu si alzò e si guardò intorno. La luce del sole del mattino entrava dalla finestra della camera, nonostante le imposte chiuse, colpendolo dritto all’occhio sinistro. Sbadigliò, ma allungando le braccia accaddero due cose. La prima fu un intenso dolore: si sentì come se il corpo venisse attraversato da una scarica elettrica, e non una delle sue. Faceva fatica a sentire le dita delle mani e dei piedi, e notò che la coda aveva un doloroso crampo, che scaccio scuotendola. Continuò comunque a far male.La seconda furono i ricordi. Rammentò l’agguato, il combattimento con Florges, l’attacco finale, e poi Florges che restava in piedi e cominciava a combattere con…Balzò in piedi, altri crampi che gli colpivano la schiena e la coda. Si alzò in piedi resistendo al dolore.“Il Generale ha combattuto con Florges. Se avesse perso…” Pensò, avvicinandosi alla porta. La aprì, e si trovò davanti un Klefki.«Buongiorno signor Raichu.» Disse il Pokémon, con un inchino. Le chiavi che aveva addosso tintinnarono sommessamente.«Buon… Giorno…» Disse Raichu incerto «Dove mi trovo?»«Questo è il castello che guarda ad ovest, il Forte dell’Ovest… La Fortezza di Dracofairy, se preferisce.»«Cos’è successo agli altri? Emolga, Flaaffy, i principi… TRI!» Chiese, esclamando l’ultimo nome, pieno di preoccupazione.«Si calmi, si calmi, a parte il Luxray nessuno di loro ha subito danni permanenti.» Rispose il Klefki.«A parte il Luxray?»Klefki annuì «Siamo bravi a curare le ferite, ma far ricrescere un occhio non è nelle nostre possibilità.»Raichu ci mise un attimo a processare cosa significava «Ha perso…»«L’occhio destro.» Rispose Klefki «E un pezzo di orecchio, ma quello possiamo rimetterlo a posto. Solo che a quanto pare non vuole.»«Non vuole?»«Mi segua per favore, sono certo che i suoi compagni saranno felici di vederla, e sicuramente sapranno spiegarle la situazione meglio di me. Inoltre il Generale probabilmente vi convocherà.»«Già, che ne è stato di Florges?»«Ha perso contro Lord Brim, ma non prima di ferire molti dei nostri, incluso il Generale. Poi è stata salvata da uno Shiinotic e si sono teletrasportati via. Li stiamo facendo cercare ma non è una cosa facile. Ormai probabilmente li abbiamo persi.»In quel momento raggiunsero la sala principale, dove diversi tavoli ospitavano pochi soldati di Fatia e soprattutto buona parte del Gruppo. Mancavano solo Luxray, Plusle e Minun, perché Eelektross arrivò in quel momento.«Ah, ben svegliato, Raichu.» Disse il Pokémon.«Capitano!» Esclamarono Emolga e Flaaffy balzando in piedi e correndogli incontro.«Raichu!» Gridò Tri correndo verso di lui.Raichu sorrise e Tri lo abbracciò. Si sentiva ancora strano in quella situazione, in cui il Pokémon poteva essere suo fratello ma ovviamente non potevano averne certezza, ma in quel momento riuscì soltanto a rispondere all’abbraccio.Quando si staccò sentì le mani tremare e formicolare.«Ha effetti pericolosi, vero?» Chiese Gliscor «Francamente io ho solo preso l’elettricità passata attraverso Florges, eppure mi ha fatto male per ore. Se lei ha preso il colpo direttamente, sono abbastanza sicuro che si stia rotolando nel dolore adesso.»Raichu annuì, ma in realtà non condivideva la sicurezza del Pokémon. In fondo, ricordava che Florges aveva continuato a combattere.«A proposito, il Generale ci aspetta.» Disse Eelektross «Plusle e Minun rimarranno con Luxray finché non si sveglia, quindi possiamo andare tranquillamente.»«Come sta?»«L’occhio destro è andato. L’orecchio potrebbe anche rimarginarsi, visto che ne manca solo un pezzo, ma non è questo che mi preoccupa.» Rispose il pokémon, e il Gruppo si diresse verso la sala del Generale seguendo Eelektross.Quando entrarono in uno studio con numerosi strumenti da lotta appesi alle pareti, il Ribombee li salutò, ma il suo sguardo non prometteva niente di buono.«Eelektross, Raichu, Emolga. Sedetevi.» Disse indicando varie sedie «Il resto di voi può uscire, mi interessa parlare con loro tre.»«Poteva pure dirlo prima…» Borbottò Zorua, uscendo insieme agli altri. Il Generale lo fissò uscire, poi annuì.«Vedo che la diplomazia non è la più grande dote del principe di Oscuria. Comunque, non siamo qui per parlare di questo, siamo qui per parlare del Gruppo, e credo sia giusto parlarne con i tre membri più importanti.»Emolga lo fissò «Io sarei uno dei membri più importanti?»«Sei stato tu a evitare che il peggio accadesse nel combattimento contro quell’Altaria. Credo sia giusto dire che hai un ruolo di primo piano.» Emolga arrossì, ma il Pokémon continuò «Tuttavia, temo per voi che non sia abbastanza.»«Che intende?» Chiese Raichu.«Finora siete riusciti a sopravvivere più o meno intatti, e questo ve lo riconosco. Ma se oggi non fossi intervenuto io, come sareste ridotti?»«La ringrazio, ma questi Capitani erano probabilmente i migliori. Sono certo che non ne incontreremo altri così forti.» Rispose Eelektross.«Non mi preoccupo del fatto che non riusciate a vincere. Da qui in poi vi troverete per parecchio tempo nella parte più selvaggia del mondo. Draghia è nel mezzo di una guerra civile, Mineralia è pericolosa e lo sanno tutti, Gelia è un territorio coperto di neve in cui molti sono morti congelati. Esclusa la Valle di Metaloresta, vi troverete a viaggiare tra montagne e colline continuamente, soggetti ai capricci del clima. E poi i banditi che infestano le montagne… C’è un motivo se dicono “Quando sali alla montagna superando la pianura, sii preparato o trema di paura”. Questo modo di dire infantile è tuttavia ideale per farvi capire cosa significa attraversare le terre da qui in poi. Non ve lo nascondo, dubito che da qui in poi, se partirete, tornerete tutti vivi.»«E quindi perché fa questo discorso?» Chiese Eelektross.«Lasciate qui i pesi morti. Il Luxray, i due ragazzini Elettro, il Riolu… I principi vi toccherà portarveli dietro, per non offendere i Re, che hanno deciso di perdere i loro figli, a quanto pare. Ma potete fare il possibile per ridurre le perdite.»I tre si fissarono. Raichu doveva ammettere che il discorso era sensato. Il Gruppo si era ingrandito, e diversi membri non avevano la forza per affrontare i Capitani nemici. Però… Erano giunti fin lì nonostante tutto. Avevano combattuto quanto gli altri, avevano corso gli stessi rischi, e non si erano tirati indietro.«La ringrazio per la preoccupazione, Lord Brim. Ma se facessimo così saremmo in meno a proteggere i Principi, che ci sono stati affidati.»«E credete che sarebbero maggiormente protetti da dei pesi morti?»«Pesi morti? Certo, da soli non possono prendersi cura di un Capitano, ma due o tre insieme possono averci a che fare, quando non è uno di Fatia, il paese con i soldati più forti al mondo.»«Davvero? Perché quella che ho visto io è stata una sconfitta, senza possibilità di fuga o salvezza per i Principi. E c’eravate tutti, se non mi sbaglio.»«Il Principe Abra è fuggito.» Rispose Emolga.«E gli altri? Mettiamo che il Principe di Espia si salvi. Cosa farà Oscuria, la cui linea dinastica consiste interamente nel Principe Zorua? E Spettria, il cui erede è in viaggio con voi? Vi assicuro che cosa pensassero i Re quando vi hanno affidato i principi mi sfugge.»«E allora, Generale, perché ha proposto che anche il Principe Lar venisse con noi?»Lord Brim si trattenne un momento dal rispondere «Vi credevo più competenti.»«O pensava che così avrebbe ridotto la distanza del terzo principe dal trono?»«Osa accusarmi di…»«Calma, calma Generale, non voglio accusarla di niente. Sono certo che entrambi desideriamo soltanto che il Gruppo riprenda il viaggio. Non potremmo mai lasciare qualcuno indietro.»«Molto bene allora.» Rispose il Generale «Pensatela come volete, il mio era solo un consiglio. Appena il Luxray si sarà ripreso abbastanza potrete ripartire. Non dovrebbe volerci molto.»Eelektross e gli altri si inchinarono, e lasciarono la stanza. Il Generale rimase solo con i propri pensieri. «Il Generale è furbo. Ha sfruttato questa sconfitta per provare a indebolirci.» Disse Eelektross furente più tardi, nel privato della stanza di Raichu, dove il Gruppo si era riunito, ad eccezione dei Principi, che il Pokémon aveva deciso di lasciare fuori da queste informazioni, e Plusle e Minun, che rifiutavano di lasciare Luxray.«Credi davvero?» Chiese Draak. Eelektross lo fissò. Il Drago era molto maturato negli ultimi tempi, specialmente dopo l’allenamento alla Scuola. O forse da un po’ prima, quando era stato separato da Surskit. Era diventato più taciturno, ma anche meno infantile. Passava sempre più tempo a parlare con Luxray, Emolga o, prima che se ne andasse, Zangoose. Forse avrebbe potuto essere un utile elemento, una volta che fossero tornati ad Elettria. La sua Compagnia non si lasciava certo scappare nuovi membri.«Tu cosa pensi, invece?» Chiese quindi al pokémon Veleno.«Beh, penso che se avessero voluto uccidere il principe Lar… Avrebbero semplicemente lasciato fare i Capitani nemici.»«Ci ho già pensato. Ma se il principe fosse morto in mezzo al territorio controllato dal Generale, dubito che questi l’avrebbe passata liscia. Anzi, sono abbastanza sicuro che la Regina lo avesse incaricato di seguirci fino a che non avessimo lasciato Fatia. Il suo arrivo così tempestivo non si spiega altrimenti.»«Ma se vuole uccidere il principe non è pericoloso lasciarlo andare in giro adesso?» Chiese Raichu «Non dovremmo tenerlo d’occhio?»«Credimi, è più al sicuro qui di quanto lo sarà in qualunque altra parte del viaggio. Se tirasse le cuoia ora, i sospetti dell’intera nobiltà ricadrebbero sul Generale.»«… Non rischiamo di essere attaccati dai soldati di Fatia appena ce ne andiamo?» Chiese allora Emolga «Voglio dire, se vogliono il principe morto…»«Possibile, ma ne dubito. Se uno di loro si lasciasse sfuggire anche il minimo dettaglio, ancora una volta ci andrebbe in mezzo il Generale. No, è stato abbastanza furbo da mettere in pericolo il Principe facendolo venire con noi, non rischierà di rovinare tutto agendo avventatamente.»I presenti rimasero in silenzio per un po’, poi fu Raichu a chiedere di nuovo «Quindi, adesso toccherà a Draghia, giusto?»«Sì, e la sola idea mi fa venire un tremendo mal di testa. Avere a che fare con Draghia in realtà vuol dire avere a che fare con dodici paesi piccoli in guerra tra loro per scegliere il fantoccio da far sedere come Imperatore di Draghia.»«Come Normalia?»«Quasi, ma a Normalia la questione è sempre politica. A Draghia, si risolve tutto con la guerra. Hanno versato più sangue su quelle montagne in trecento anni che nel resto di Pokémos nello stesso periodo, e questo vuol dire tanto.»«Quindi come Vulcania.» Disse Gliscor.Eelektross sospirò «No è leggermente diverso. Hanno un Re – loro lo chiamano Imperatore – che come ho detto un fantoccio di questa o quella fazione. In teoria se uno di questi fosse abbastanza forte, potrebbe riprendere il potere e riunificare il paese, ma diciamo che non hanno un’aspettativa di vita lunga.»«Quindi non possiamo sperare nell’aiuto di Draghia nella guerra.» Commentò Raichu.«No infatti. Quello che possiamo fare è parlare con il Re e provare a convincerlo a darci una piccola porzione delle sue forze da spedire a sud. Ma sarei sorpreso se fosse molto più grande di quella di Fatia.»«In pratica sarà una colossale perdita di tempo.»«L’unico lato positivo di Draghia è che ha l’oro. Oro a non finire. Batte sia Mineralia che Metallia, il che è dir molto. Francamente sarebbe meglio se convincessimo il re a fornire oro ai nostri, piuttosto che soldati.»«Ma non è questo che ci ha chiesto il Generale…»«Perché, credi che Galvantula avesse la minima idea di cosa ci stava chiedendo? La verità è che fin dall’inizio ha sottovalutato la missione. Basta guardare il gruppo che ha messo insieme. Militari e criminali. Se non fosse che tu sei decente come oratore e io sono convincente, questa missione sarebbe naufragata a Laghia.»«Sono certo che il Generale avesse un motivo per fare queste scelte.» Replicò Raichu.«Certo, ma dimostra comunque che era impreparato. Ha scelto chi era già informato, e così facendo ha messo nel Gruppo Flaaffy che, senza offesa, aveva ben poca importanza. Voglio dire, ha addirittura lasciato che ci fossero più criminali che membri dell’S.T. nel Gruppo.»«Anche se fosse, fin qui ce l’abbiamo fatta.»«Più per fortuna che per altro. Contro Poliwrath c’è mancato poco, e Gliscor per me era un avversario tremendo. E c’è stata quella volta contro Houndoom, quando siamo stati salvati dagli Unown. A Vulcania abbiamo avuto successo, parlo per me, solo perché i Capitani con cui ho combattuto non erano in una situazione a loro vantaggiosa. Fatia ci deve far tornare con i piedi per terra. Possiamo avere imparato qualcosa in questo viaggio, ma non crediate neanche per un secondo che questo viaggio sia diventato, o sia mai stato, facile. Una cosa il Generale l’ha detta giusta: la parte difficile del viaggio saranno le montagne. Torniamo ad Elettria più o meno interi, e potremo cantare vittoria.»«Non ho mai pensato che sarebbe stato più facile.» Rispose Raichu «Ho solo detto che il Generale ha parlato di soldati, non di denaro.»«Soldati ne hanno, e ne avranno ancora se tutto va bene. Galvantula ignora quasi tutto del resto del mondo, e la sua richiesta è stata fatta basandosi su Elettria e sulle scarse informazioni che aveva. Perciò vediamo di concentrarci su ciò che possiamo ottenere, invece che puntare su obbiettivi irrealistici. Oggi riposiamoci. Domani, se Luxray si è ripreso quanto basta, potremo ripartire.» Arenia, Sparringar, 07/08/4783, circa le 09«Basta! I rivoltosi sono già fuggiti!» Esclamò Lucario, mettendosi in mezzo tra i civili e i soldati di Espia. Uno di questi, il Capitano della squadra, lo fissò severo.«E tu chi saresti? E chi ti credi di essere, per darmi ordini?» Chiese l’Oricorio.«Sono un soldato di Arenia che non accetterà di vedervi distruggere il suo paese.»«Noi stiamo salvando il tuo paese, soldato. Ora spostati, dobbiamo occuparci di questi ribelli.»«Non sono ribelli! Sono solo abitanti sfortunati.»Il capitano lo fissò in cagnesco, poi sorrise «Lo riferirò al tuo comandante. Sei fortunato a non essere uno dei miei, o ti avrei fatto giustiziare per insubordinazione.»«Se fossi uno dei suoi, mi giustizierei da solo.» Rispose Lucario.Il pokémon sospirò. Tutta quella storia dei rivoltosi era assurda. Il giorno prima andava tutto bene, e il giorno dopo Arenia era nel caos, con una serie di rivolte contro Re Machamp e la Coalizione che esplodevano un po’ ovunque.La risposta dell’Alleanza era stata semplice: Espia doveva inviare rinforzi. Peccato che quelli stessero facendo più male che bene. Giustizia sommaria dei soldati sui civili, attacchi a villaggi senza prove che nascondessero ribelli, e altri azioni scellerate che stavano solo aumentando il malcontento della popolazione.Lucario si girò e fissò negli occhi i Pokémon che aveva appena salvato. Vedeva chiaramente il disprezzo nei loro occhi, e ne capiva il motivo. Prima che lui e altri soldati di Arenia intervenissero, le forze di Espia avevano ucciso almeno trenta abitanti.“Hanno forse catturato due ribelli, e ne hanno creati quaranta.” Pensò, allontanandosi e raggiungendo le forze del paese.Cofagrigus, subito dopo averli reclutati, aveva chiesto loro se preferivano entrare nelle forze di Arenia o direttamente in quelle della Coalizione. Visto lo scoppio della rivolta, Lucario aveva deciso di entrare nella prima, ed essendo membro di una scuola aveva potuto direttamente entrare nell’esercito dopo un breve addestramento, invece del lungo percorso completo che altri dovevano seguire.Si chiese come stessero suo padre e quelli della scuola che erano andati a far parte dell’esercito della Coalizione. Sapeva che a Velenia, dove erano intervenuti, la situazione era persino peggiore, visto che erano i nobili ad essersi ribellati. E altre voci che aveva sentito dicevano di un nuovo focolaio di rivolta anche ad Oscuria, anche se pareva che questo non fosse altro che un piccolo gruppo di nobili, contro una maggioranza rimasta neutrale o schieratasi con la regina.«Il mondo è nel caos.» Pensò tristemente «E gente come quell’Oricorio riesce solo a rendere le cose peggiori.» Normalia, 07/08/4783, circa le 10Zangoose fissò il Drampa, sperando che la risposta che il Pokémon aveva finalmente deciso di dar loro fosse quella positiva.Il Duca di Drakonia li osservò per qualche minuto, poi si rivolse a Lord Stout.«Credi davvero che combattere con l’Alleanza sia la scelta migliore?» Chiese all’improvviso il Drago, fissando il Duca di Bachia.«Beh, Lord Darm,» Rispose questi «Non credo ci sia molta scelta. Questa è una guerra tra un grande male e un bene altrettanto grande. L’Alleanza combatte un’Organizzazione che mira a distruggere Pokémos. Se questo non è sbagliato, cosa può esserlo?»Drampa annuì ma rimase in silenzio. Ci vollerò quasi cinque minuti prima che parlasse di nuovo «Accetto. Mi unirò alla vostra causa. Manderò subito dei messaggi ai Conti perché sia diffusa anche a loro l’ordine di supportarvi. Vedete di non deludermi.»«La ringrazio, mio lord.» Disse Zangoose, chinando il capo. Lord Stout fece un simile ringraziamento, e i due uscirono.Il Drampa fissò la lettera di Falan, il Capitano dell’Organizzazione, e subito dopo cominciò a scriverne una nuova secondo le istruzioni riportate su di essa.
 
CAPITOLO 200: I DENTI DEL DRAGO​



Draghia, Strada di Arceus, Territorio della famiglia Ryukah, 08/08/4783, circa le 15«Questo è il confine.» Disse il Generale, osservando il Gruppo «Oltre questo punto comincia il Territorio dei Ryukah, quindi siete fuori da Fatia.»Eelektross annuì. Poco oltre si trovava un vecchio edificio basso in pietra e legno. Un tempo doveva essere un posto di guardia, ma ora era abbandonato e cadente.«Possiamo semplicemente entrare, giusto?» Chiese Raichu.«Sì, costerebbe troppo mantenere un posto di guardia qui sul confine. Potete semplicemente passare e seguire la Strada di Arceus, e in qualche giorno sarete alla capitale.» Rispose il Generale «Sempre che non vi capitino incidenti. I Denti del Drago sono pericolosi. Spero che ciò che vi ho dato vi sia d’aiuto»«Non si preoccupi, ce la faremo. La ringrazio, Lord Brim.» Disse Eelektross.Il pokémon lasciò che Eelektross gli stringesse la zampa, poi diede un ordine e lui e i suoi soldati presero la strada del ritorno.«Bene, ce ne siamo liberati. Adesso ascoltate, da qui in poi preparatevi, perché la Strada di Arceus diventa un continuo sali scendi. Avete fatto un po’ di Esperienza sui Colli, ma le montagne sono tutta un’altra cosa, e ve ne accorgerete appena superemo le ultime colline.»Raichu annuì, imitato dal resto del Gruppo. Con la coda dell’occhio guardò Luxray. Aveva una benda sull’occhio, gentilmente donatagli dal Generale, e il suo orecchio era bendato, ma per il resto sembrava essersi ripreso. Però era diventato più taciturno di quanto già non fosse prima. Si chiese se si sarebbe ripreso presto.“Forse avremmo dovuto davvero lasciarlo a Fatia.” Pensò Raichu, poi si sgridò per aver fatto un simile pensiero.Per pensare ad altro mentre riprendevano a marciare, guardò il Draak, che ormai era grande meno della metà rispetto a quando erano partiti. Si chiese dove fosse la fonte del fiume, e quanto grande fosse. Sapeva che era a Draghia, ma dato che il fiume era così grande, non poteva avere una fonte piccola.“Forse nasce da un lago.” Si disse.Per un ora circa proseguirono, salendo e scendendo lungo la Strada di Arceus. Certe volte giravano intorno alla base di una collina, abbandonando il Draak. Altre volte, la strada si inerpicava sul fianco pietroso, un fianco a strapiombo sopra le scroscianti acque azzurre. Anche la larghezza della strada variava di conseguenza: dalla sua dimensione normale poteva stringersi, tanto che arrivarono ad un punto in cui al massimo sarebbe passato un carretto, non certo i grandi carri che altre volte potevano percorrerla anche affiancati.Poi il paesaggio cominciò a cambiare. Gli alberi cominciarono a farsi più radi, mentre la strada scendeva verso il basso. E improvvisamente, si trovarono in una valle.Alla loro destra, i colli continuavano verso nord ovest. A sud, il Draak scorreva deciso intersecando la valle, seguendo la Strada di Arceus.Ma la Strada stessa dopo un po’ cominciava a salire. Davanti a loro si trovavano i Denti del Drago. Le montagne erano alte, rocciose, ripide. Si alzavano dritte proseguendo verso il cielo, fino a toccare le nuvole. In cima Raichu scorse il bianco di ghiaccio e neve. E la Strada di Arceus andava proprio di là, salendo per un passaggio alla base di due di esse.Eelektross le indicò con un dito «Quello è il Monte Zekrom, e quello il Monte Reshiram. Si dice che quando si passa di lì si è davvero a Draghia, mentre i colli prima sono solo un preludio.»Raichu e gli altri cominciarono quindi a camminare. Più si avvicinavano, più i Denti si facevano imponenti. E prima che se ne accorgessero furono alla base, e stavano cominciando a salire per il passo. Era molto più ripido di quanto non fosse sembrato dalla distanza. E molti di loro, soprattutto Draak, cominciarono a fare fatica.Eelektross si girò a guardare ed annuì. Senza dire una parola fluttuò verso il Drago e lo aiutò a salire, facendogli da appoggio.«Gentile da parte tua.» Disse Raichu.«Non è gentilezza.» Rispose Eelektross «Semplicemente voglio arrivare alla prossima città prima che faccia buio. Fuori, non si sa mai chi rischiamo di incontrare.» Il Persian fissò i dieci Pokémon che aveva con sé, oltre ovviamente al Ditto.«Ci siamo.» Disse, puntando il dito verso il Gruppo «Questa notte, li attaccheremo e finalmente otterremo il riconoscimento. La faremo pagare a Florges e i suoi compagni. Per tutti quelli che non ce l’hanno fatta, gliela faremo pagare.»Gli altri annuirono. Si vedeva che erano infuriati, ma anche preoccupati. Grazie soprattutto a Riolu e i suoi segnali, erano riusciti a recuperare il tempo perso per curarsi e dare istruzioni a quelli che volevano tornare indietro. Il Gruppo era stato attaccato, a quanto pareva. Meglio per loro, avevano chiuso lo svantaggio.“Questa notte sarà il nostro momento.” Pensò Persian “E finalmente sarà nostro.” Da qualche parte a Fatia, 08/08/4783, circa le 15«Fa male! Fa male!» Gridò Florges, stringendosi il braccio, che tremava tremendamente.«Mi dispiace Florges.» Rispose Shiinotic, lasciandolo andare interrompendo l’Aromaterapia «Ma non so cosa dirti. Abbiamo provato qualunque cura, ma il braccio non vuole saperne di funzionare.»«Com’è possibile?» Chiese la pokémon, fissandolo «Non può avermi fatto così male.»«Invece è così. Hai bloccato un impatto tremendo, e questa è la conseguenza. Sinceramente, forse faremmo meglio a…»«No!» Disse la Florges «Guarirà, lo so. Non c’è bisogno di fare scelte estreme.»«Florges…» La Pokémon scosse la testa e Shiinotic sospirò «D’accordo, d’accordo, se te la senti tu, non sarò io a costringerti.»La pokémon annuì e fissò ancora il braccio, su cui si vedeva bene il segno di una bruciatura dove la coda del Raichu l’aveva colpita.«Adesso riposati.» Suggerì Altaria «Visto che ti hanno scoperto, tu e tutti quelli della Gilda che fanno invece parte dell’Organizzazione dovete andarvene per primi.»«Ho già detto tutto a Floette, sarà lei ad occuparsi di tutto. Ormai saranno già pronti ad andarsene. Io parto.»«D’accordo, il cerchio di teletrasporto è già…»«No, vado a Draghia. A prendere quel Raichu.»«Florges, no!» Esclamò Shiinotic «Credi davvero di poter vincere contro tutto il Gruppo in queste condizioni?»«Sto bene!»«Certo, si vede.» Disse lo Shiinotic, sospirando «Devi riposarti e…»«Voglio andare a Draghia. Sarò io a catturare quel Raichu, e non sarete voi ad impedirmelo.»Shiinotic fece per replicare ancora, poi scosse la testa «Come vuoi. Ti faccio preparare il cerchio per Draghia, per non farti perdere tempo. Però devi anche convincere i capitani di quel posto. Sei sicura di farcela?»«Non preoccuparti, non sono certo una a cui è facile dire di no.» Rispose la pokémon, sorridendo.«Va bene, va bene, dirò che ti ho mandata io se i piani alti faranno storie. Con un po’ di fortuna, non se la prenderanno. Vuoi che Floette e Sylveon vengano con te?»«No, in mia assensa sono loro che devono fare il mio lavoro.» Disse Florges «E poi questa è una faccenda personale.»Shiinotic deglutì. Sarà anche stato lui il Capitano in Comando di Fatia, ma Florges era comunque spaventosa. Da qualche parte a Draghia, 08/08/4783, circa le 16«E così anche quelli di Fatia hanno fallito, eh?»«Sei sorpreso? Il Gruppo è sopravvissuto fin qua, sono una bella sfida, no?» Chiese il secondo Capitano.«Poco importa.» Disse il terzo «Ci libereremo di tutti loro comunque. Vogliamo andare con la strategia classica?»«Credi che ci cascheranno?» Chiese il primo.«Assolutamente.»«Allora procediamo pure.» Replicò quello «Prepara tutti i pokémon che ci servono, e vediamo di concludere questa storia.»In quel momento Florges, che fino a quel momento era rimasta in silenzio, alzò la mano «Lascerete partecipare anche me, dico bene?»«Purché tu non sia d’intralcio, sì. Ma vedi di comportarti bene ed eseguire gli ordini.»«Mi sta bene tutto, basta che possa occuparmi del Raichu.»«Avrai il tuo turno, Florges.» Disse una voce alle loro spalle «Ma questo è il mio territorio, qui tu sei un’estranea ed è giusto che te ne ricordi.»Florges si girò e chinò il capo «Generale, io…» Iniziò, ma lo sguardo del pokémon bastò a zittirla.«Non aver paura.» «Non ti preoccupare.» «Non hai fatto nulla.» Dissero le tre teste del Pokémon.L’Hydreigon era semplicemente terrificante. Più snello di altri esemplari della sua specie, le sei ali sulla schiena lo facevano apparire molto più grandi di quanto già non fosse. E le due teste laterali, quando parlavano, lo facevano con voce sibilante e suadente, come se stessero convincendo qualcuno a fare una passeggiata, anche quando parlavano delle cose più atroci.«Generale, ha intenzione di unirsi a noi?» Chiese il Primo Capitano.«Vorrei, ma la guerra della Valle Interna è più importante. Se riuscissimo a dare la spinta decisiva, dopo anni di conflitto, potremmo finalmente concludere il tutto.»«Come desidera, Generale Gond, sono certo che non la deluderò.» Rispose l’altro.«Ottimo.» Rispose quello girandosi «Il Signore della Guerra mi aspetta, non posso farlo attendere. Ah, e, se per caso uno di loro dovesse sopravvivere, portatemelo.»«Sì signore ma… Perché?»«Beh, Hydo e Rigo hanno fame, dico bene?» Chiese, fissando le due teste più piccole.«Cibo.» «Nutrimento.» «Rende più forti.» «Rende più potenti.»«Sentito?»Il Capitano rimase un momento interdetto, poi annuì «Sì signore… Sì, certo.»Gond sorrise e si allontanò, compiaciuto. Florges non riuscì a trattenere un brivido. Fiume Draak, 08/08/4783, circa le 20«Ci siamo.» Disse Crult «E a quanto pare il Cinccino non mentiva.» Aggiunse, indicando le lente volute di fumo che si sollevavano da un accampamento pirata, probabilmente dalle cucine. Marsh le guardò, cercando di capire quanti potessero essere i pirati.La Forca dell’Alakazam era un luogo particolare. Un promontorio che si estendeva nel Draak, creando un riparo naturale. A formarlo erano una stretta lingua di roccie e una sola, grande roccia che si ergeva per un centinaio di metri d’altezza, abbastanza unica nel mezzo delle piane di Espia. Si poteva perdere, visto che era sul lato lontano dalla Strada di Arceus in un punto in cui la Strada deviava leggermente per entrare in una città. Ma percorrendo il fiume la Forca era un punto che non si poteva perdere.Il nome lo prendeva dalla forca di legno che si riusciva a scorgere sulla cima. Le storie dicevano che un pirata, il terribile Alakazam, nella vita avesse raccolto tesori incredibili, e usasse quella forca per uccidere i capitani delle navi catturate. Quindi quando avevano catturato lui gli avevano fatto fare la stessa fine. Però nessuno era mai riuscito a trovare il suo tesoro, che ancora adesso era il sogno di chiunque cercasse tesori.Ma quello che interessava loro ora non era un tesoro ma una testa.«Ascoltate bene, il piano è chiaro. Lickylicky e i Non Allineati attaccano per primi, per costringere il nemico alla fuga. Poi entriamo in scena noi. La testa di Staraptor è quello che conta, non importa se la prendiamo noi o loro.» Disse Crult. Rose e Simipour annuirono, poi Simipour si gettò in acqua per tornare a nuoto verso le altre navi, per sicurezza ancorate più lontano, e passare gli ordini.In attesa dell’attacco di Lickylicky e gli altri, Crult, Rose, Marsh, e il resto della ciurma della Pokémon rimasero in attesa.“Forza…” Pensò Marsh, guardando la costa “Forza…”Poi improvvisamente un gruppo di navi sbucò accanto a loro e avanzò verso la Forca. La nave di Lickylicky in testa, sfruttarono l’effetto sorpresa per entrare nel porto nascosto. Un paio si fermarono, probabilmente dopo aver trovato una trappola. Una colpì qualcosa di ben più pericoloso, perché si piegò e cominciò ad affondare. I pokémon a bordo volarono via, o si gettarono in acqua. Crult annuì. Era per questo che aveva fatto andare prima i Non Allineati. Lickylicky probabilmente lo sapeva, ma aveva accettato lo stesso. Degli altri, Marsh non avrebbe saputo dire, visto che li aveva scorti solo di sfuggita.Le grida e i boati indicavano chiaramente che lo scontro era cominciato. Crult attese un po’, poi sorrise «Eccolo là.» Disse, puntando il tentacolo verso una nave che era sbucata dall’altro lato della Forca e stava cominciando a manovrare per portarsi in salvo. Una seconda e una terza la stavano seguendo.«Sta abbandonando i suoi?» Chiese Marsh.«Staraptor è un bravo combattente, ma non all’altezza di gente come me Lickylicky, ciò che lo rende pericoloso è la sua abilità strategica. Infatti come vedi ha pensato giustamente che gli conviene di più fuggire piuttosto che restare ad affrontare i Non Allineati. L’idea era giusta, se loro fossero i soli ad attaccare, ma ha fatto i conti senza l’oste.»A quel punto, Crult sorrise e si girò «Dai il segnale Rose, e preparatevi ad avanzare! Dobbiamo prenderlo e farlo fuori!»Rose annuì e scagliò verso il cielo tre Fangobombe, che eplosero poco a destra della nave in volute viola. Indicavano il numero delle navi da inseguire.Subito dopo la nave spiegò le vele. Uno Swanna salì verso di esse e cominciò a scagliare Ventoincoda, mentre ai piani inferiori dieci coppie di remi uscivano e cominciavano a muoversi, dando ancora maggior velocità alla nave.Le navi di Staraptor, sorprese dalla nave di Rose e, dietro di essa, da altre, cominciarono a far manovra per virare a sud. Marsh fissò Crult, che sorrise. Per loro era tempo guadagnato per chiudere la distanza.Marsh invece deglutì.Le navi si fecero più vicine, ed era ormai chiaro che non avrebbero fatto in tempo ad allontanarsi. Nonostante le grida Marsh riusciva solo a sentire il battito nervoso del proprio cuore e il vento sul volto.Tu-thum.Le navi ormai erano a distanza di attacco.Tu-thum.Un Fulmine volò verso di loro dalla nave nemica, solo per essere fermato da un Fuocobomba proveniente da uno dei marinai dietro di loro. A quel punto, cominciò la pioggia di colpi. Attacchi speciali di ogni tipo piovvero su di loro, a cui tutti i Pokémon presenti sul ponte, incluso Marsh, dovevano rispondere allo stesso modo se non volevano essere affondati.«Dateci dentro!» Gridò Crult, lanciando un Bollaraggio che bloccò un Fuocobomba.Tu-thum.La loro nave aveva affiancato una delle tre, con uno scricchiolio di legno e una pioggia di scheggie. Crult lanciò un grido, e l’abbordaggio ebbe inizio.Marsh deglutì di nuovo, mentre gli scontri cominciavano. Con la coda dell’occhio vide le altre navi venire abbordate a loro volta, anche da più navi.Poi l’adrenalina cominciò a montare. E si lanciò in avanti. Normalia, Drakonia, 08/08/4783, circa le 20“Non mi piace.” Pensò Zangoose, guardandosi intorno. Tecnicamente, gli era stato detto che poteva andare in tutta libertà ovunque nel palazzo ducale e a Drakonia. Tuttavia, si sentiva oppresso in quel castello e in quella città. All’inizio, aveva pensato fossero le statue nere che si incrociavano ovunque, o la puzza di fumo che saliva dai campi d’addestramento.Ma adesso capiva che c’era qualcos’altro.“Mi stanno seguendo.” Si disse, continuando a camminare come nulla fosse nel corridoio che conduceva alla camera di Lord Stout “E da parecchio. Due… No, tre.”Arrivato alla camera, si guardò intorno ma non vide nessuno. Bussò alla porta, ma non ottenne risposta.“A ben pensarci, dove sono le guardie?” Si chiese.Si girò e cominciò a camminare verso il piano inferiore. Stava cominciando a scendere le scale quando incrociò Tauros.«Tauros, hai visto il Duca?» Chiese a bassa voce.Tauros scosse la testa, con fare altrettanto circospetto, e si avvicinò al suo orecchio «A tal proposito, una decina delle mie guardie sono sparite nel nulla. Non mi piace Zangoose, dobbiamo andar via di qui.»Zangoose deglutì. La faccenda era seria «Io cerco il Duca. Non credo che Lord Darm gli farebbe qualcosa, ma c’è qualcosa che non va. Mi stanno seguendo.»«Lo stesso per me. Probabilmente li incrocerai scendendo le scale.»«Ascolta, facciamo così. Vai in camera tua, e passaci un po’ di tempo. Poi esci e fai preparare i tuoi soldati per la partenza più in fretta che puoi. Se le cose si mettono male, potremmo doverci aprire la strada a forza, e in quel caso dubito avremo qualche speranza. Ma meglio almeno avere la possibilità di fuggire. E…» Il pokémon sospirò «Per favore, cerca di portar fuori anche Lopunny. Se c’è qualcuno che voglio esca da qui vivo, è lei.»«Sai che lei direbbe lo stesso di te.»«Sì, ed è per questo che voglio dirlo per primo.» Rispose Zangoose.Tauros annuì poi alzò la voce «Bene, e che la pace di Arceus sia con te, Zangoose.»«E con il tuo spirito.» Rispose il pokémon, cominciando a scendere. Non si diresse direttamente verso lo studio del Duca, ma deviò un paio di volte, per far perdere i suoi inseguitori. Sorrise quando, dopo essersi nascosto dietro una statua, vide tre pokémon superarlo. Aspettò che sparissero dietro un angolo e ritornò sui propri passi.Arrivato allo studio del Duca di Drakonia, notò che non c’erano soldati davanti alla porta. Sorridendo per il colpo di fortuna si avvicinò silenziosamente.Non aveva vere prove per dire che il Duca stava facendo qualcosa di sbagliato, ma d’altra parte la situazione era troppo anomala. Perciò, non si sentì in colpa ad appoggiare l’orecchio alla toppa della porta, l’unico punto da cui si poteva ascoltare quello che avveniva dall’altro lato.Quello che sentì gli fece gelare il sangue nelle vene. 
200 Capitoli. WOW. Beh, grazie a tutti per essere rimasti qui per tutto questo tempo. E grazie anche a chi è salito fin qui solo di recente, recuperando questa montagna di fanfiction. Grazie a tutti, lettori di PM, di EFP o di Central. Non è stato un anno facile per Pokémos, molti impegni hanno portato via molto del tempo che potevo dedicare a questa FF, ma sono contento di sapere che ancora adesso ci sono tanti lettori pronti a recensire, o almeno a leggere, la mia storia. Grazie a tutti per i commenti e grazie a tutti per la vostra presenza. Senza di voi, Pokèmos non sarebbe qui. Ma per merito vostro c'è e ci sarà ancora per molto tempo. A presto. E grazie ancora.
 
Ultimo capitolo del 2017, giusto in tempo! Perciò, buon anno e a presto!

CAPITOLO 201: BATTAGLIA DI PAROLE

Normalia, Drakonia, 08/08/4783, circa le 19
«Hai mandato via le guardie?» Chiese il Bouffalant, fissando il Duca di Drakonia. Il Drampa annuì e guardò anche Stoutland, che pareva non essere intimidito dai due Pokémon.
«Ovviamente. Questa è una discussione privata tra noi tre, non voglio certo rischiare. Sono certamente fedeli, ma le spie esistono sempre.»
«Bene. Adesso però, voglio iniziare dicendo che è un piacere conoscere i Duchi di Drakonia e Bachia.»
«Non posso dire altrettanto.» Rispose il secondo, fissando il Bouffalant per poi rivolgere uno sguardo interrogativo al Duca di Drakonia «Che significa tutto ciò? Perché tutto questo segreto?»
«Lasci che mi presenti, sono il Capitano Falan dell’Organizzazione. E sono qui per offrire ad entrambi un’alleanza con la nostra fazione.» Rispose il Pokémon, fissando il Duca di Bachia direttamente negli occhi. Il Duca tuttavia non ne fu intimidito «Temo che non sarà possibile. Non è mia intenzione allearmi con mostri che desiderano la distruzione di questo mondo.»
«Solo malelingue, quello che desideriamo fare è rinforzare questo mondo, non distruggerlo.»
«Le mie informazioni dicono ben altro.»
Il Bouffalant rise «Lord Stout, farebbe meglio a non fidarsi di quella serpe di Zangoose. Si è opposto a noi fin da principio, diffondendo falsità e menzogne in tutta Pokémos. Non è mai stata nostra intenzione ricorrere a mezzi violenti, sono altri che ci hanno costretti in questo senso. Vorremmo evitare di versare altro sangue, se fosse possibile.»
«Belle parole, ma i fatti sono altri. L’Alleanza vi sta combattendo, e questo è un fatto. Avete causato danni enormi a questo mondo, anche solo guardando alle cose che so che avete fatto con certezza. Mi hanno riferito della distruzione di Water Port, e sospetto un vostro coinvolgimento nella situazione di Aeria ed Arenia. Inoltre non avete lasciato la migliore delle impressioni dopo il vostro attacco al castello di Velenia. Devo continuare parlando del resto di ciò che i miei informatori mi hanno riferito?»
Bouffalant scosse la testa «Non nego nessuna delle nostre azioni, ma non accetterò le implicazioni dei nostri ad Aeria ed Arenia, a meno che lei non possa provarle. Per il resto, sono sempre stati atti compiuti in risposta a una minaccia. La distruzione di Water Port è stato un male eccessivo, ma necessario a fermare il Gruppo, per impedire loro di diffondere ulteriori falsità sulla nostra causa. L’attacco al Castello di Velenia è stata una risposta alle accuse ed aggressioni dell’Alleanza contro di noi. Non giudichi sbagliata un’azione, se i primi a dichiararci guerra sono stati loro.»
Lo Stoutland batté la zampa sul tavolo «Davvero? E mi spieghi la sparizione dei Loro! Era anche quella una risposta ad un’azione contro di voi? Ho seri dubbi a riguardo.»
«Non avete prove che siamo noi ad essere dietro la sparizione dei Loro.»
«Non mi prenda per uno sciocco per favore.»
Falan sospirò «Lo scopo che ci prefiggiamo di raggiungere richiedeva l’assenza dei Loro, ma è una soluzione provvisoria. Non intendiamo in alcun modo causare loro danni a lungo termine, ed essi saranno liberati non appena avremo concluso i nostri progetti di unificazione.»
«E di preciso» Interruppe il Duca di Drakonia «Quali sarebbero questi… progetti?»
«Quello che intendiamo fare è riunire Pokémos in un unico Impero, da dividere non più nei regni, ma in feudi che saranno in mano a coloro che si dimostreranno collaborativi con noi. Ovviamente tutti risponderanno a noi, ma il livello di libertà sarà lo stesso che sperimentate ora. Non intendiamo distruggere Pokémos, ma ricrearla più grande e più forte.»
«Anche supponendo che sia vero, cosa a cui non credo.» Replicò Lord Tosland «Non c’era motivo per voi di catturare i Loro, lo ripeto. Se lo avete fatto, ritengo sia puramente per qualche scopo ben diverso. Per questo, tendo a dubitare della sua versione e a credere in quella di Zangoose. Onestamente, mi apparirebbe meno credibile non fosse per la sparizione dei Loro. Perciò le chiedo di spiegarmi, senza giochetti, perché desiderate imbarcarvi in questa impresa folle di invasione di altri mondi.»
«E io le ripeto, Lord Stout, che non c’è motivo per lei di credere alle follie descritte da quel pazzo di uno Zangoose!» Replicò Falan, alzando la voce «Se volessimo invadere altri mondi, crede che sarei entrato nell’Organizzazione? Sarebbe una pura e semplice follia! Una sciocchezza! Questo mondo è quello in cui viviamo, e anche se le leggende parlano di mondi vicini, io non ho intenzione di visitarli!»
«Temo di non potermi fidare delle sue parole. Non crederà davvero che intenda semplicemente crederle senza prove. Che azioni avreste preso per assicurarvi di poter governare Pokémos, un’impresa mai riuscita a qualcuno?»
«Ci siamo già assicurati che diversi nobili di ogni paese si schierino con noi. Persino Elettria, la sede dell’Alleanza, ha membri della nostra Organizzazione a ricoprire ruoli di interesse politico. Inoltre, ci stiamo occupando di riunire i criminali di Pokémos per trasformarmi in una forza utile. Non so se se n’è accorto, ma la criminalità di diversi paesi di Pokémos si sta riducendo.»
«Eppure vedo migliaia di Pokémon in difficoltà. Vedo paesi che perdono ciò che occorre loro per sopravvivere. Dove sono i cieli neri di Oscuria, le acque pulite del Lago Interno di Laghia, il calore del cuore caldo di Aeria, la forza esplosiva dei vulcani di Vulcania? So che stanno sparendo tutte. Quante vite avete distrutto per un piano folle?»
Falan a questo punto era chiaramente infuriato «Non intendo ascoltare oltre! Altri duchi hanno sollevati dubbi, ma nessuno è arrivato ad accusarci in questo modo! La prossima volta cosa ci dirà, che è colpa nostra l’instabilità dei pirati del Draak?»
«Potrei farlo e probabilmente sarebbe vero, ma invece mi appello a lord Darm. Crede davvero che questi folli abbiano qualcosa da offrirle?»
«La domanda corretta, Lord Tosland» replicò il Drampa «è se abbiano da offrirmi qualcosa in più dell’Alleanza.»
«Non starà prendendo in considerazione l’idea di unirsi a loro!» Esclamò il Duca di Bachia.
«Lo ha sentito, altri Duchi l’hanno fatto.»
«Confermo.» Rispose Falan «I Duchi di Petria, Pratia e Cielia si sono già schierati con noi. Ancora pochi, e avremo la maggioranza. Anche se la Voce ha deciso di ascoltare il Gruppo, non farà differenza.»
«Lord Darm, per favore, cerchi di ragionare. Non possiamo permettere a questi folli di portare avanti i loro progetti, se ne rende conto anche lei.»
«Le ripeto che non intendo semplicemente piegare la testa. Quello che mi interessa è capire chi uscirà vincitore da questo scontro, per poter capire a chi affidare la potenza di Drakonia.»
Lord Tosland batté la zampa sulla scrivania «Bene, se vuole metterla così parliamo di quello che ha da guadagnare. Parliamo di quanti hanno tentato e fallito nel sogno dell’Unificazione di Pokémos, supponendo per un attimo che sia vero questo e non ciò che dice Zangoose. Creda almeno a quello che ci dice la storia. L’Impero di Laghia è durato meno della vita di molti di coloro che vi vissero. Il Grande Re di Vulcania fu sconfitto. Il Drago del Nord fu ucciso. La Regina delle Montagne Innevate vide il proprio esercito e la propria famiglia sterminata. Aeria è in guerra civile perché i resti di un re militaristico sono risorti. Quindi mi dica, perché crede che questa Organizzazione possa mirare a fare quello che tutti hanno fallito?»
«Perché c’è sempre una prima volta per ogni successo. Non lo dice la storia? Quanti avrebbero creduto che qualcuno avrebbe unificato Elettria? O Oscuria? O Arenia? Perché non potremmo essere noi dell’Organizzazione?» Chiese Falan, sorridendo.
«Perché non siete un regno! Non avete un popolo, non avete un vero esercito, non avete conoscenze in campo politico ed economico! Non potete governare con la sola sete di potere e forza militare, o prima o poi quella stessa forza finirà per distruggervi!»
«Per questo desideriamo l’alleanza di nobili che hanno compreso la validità della nostra causa! Per questo desideriamo il vostro aiuto!» Esclamò Falan.
«Non intendo ascoltare ulteriormente! Lord Darm, lei sa che è una follia! Non si faccia trascinare in tutto ciò! Hanno rapito i Loro! Hanno dichiarato guerra contro i grandi regni per, nella migliore delle ipotesi, inseguire un sogno che non li porterà da nessuna parte!»
«E come sa che questo è solo un sogno?!»
«Basta!» Tuonò il Drampa «Silenzio. Lord Stout, lei mi porta validi punti. Hanno commesso un atto ignobile imprigionando i Loro, e hanno dichiarato guerra contro i regni di Pokémos. Ma lei mi conosce. Non sono il Pokémon più religioso di questo mondo, e la guerra per gli abitanti di Drakonia è carburante. Quindi mi dica chiaro e tondo cosa guadagnerei a schierarmi con l’Alleanza.»
“Tutto per il guadagno, eh?” Si chiese lo Stoutland, ma si guardò bene dal parlare ad alta voce «Prometto che intercederò personalmente affinché lei ottenga il ruolo di Generale in comando di tutte le forze di Normalia.»
«E dall’Organizzazione, cosa otterrò?»
«Un ruolo di primo piano nel mondo che verrà e un titolo di comando nelle nostre forze.»
Lord Darm si mise a riflettere, poi annuì «Bene, ho deciso. Lord Stout, lei è un Pokémon con cui ho molte divergenze. Ma ritengo che la sua posizione sia più saggia di quella dell’Organizzazione. Potremo non vivere in un mondo unito e perfetto, ma è di gran lunga meglio proteggerlo che inseguire a qualunque costo un corso ridicolo e pericoloso. Perciò mi dispiace, signor Falan, ma devo rifiutare la vostra offerta. Farò rilasciare subito gli uomini di Lord Tosland.»
«Aveva preso prigionieri i miei uomini?!»
«Nel caso le cose fossero andate male.» Rispose il Duca di Drakonia «Bisogna sempre essere preparati al peggio.»
Falan era furente, ma in qualche modo riuscì a trattenersi «State commettendo un grave errore.»
«Può darsi, ma io considero scegliere una fazione alla stregua di fare una scommessa. Osservando le carte in tavola e il premio, posso fare la scelta più conveniente. E al momento, credo che la scelta meno rischiosa sia quella di restare con l’Alleanza.»
“Gli sta praticamente dicendo che se le cose andassero male per l’Alleanza è pronto a cambiare fazione. Furbo, lo ammetto.” Commentò Lord Tosland “Anche se forse non così tanto, visto che pare credere che io non lo avrei capito.”
«Molto bene.» Rispose Falan «Spero di poter almeno lasciare il palazzo in pace, non dovendomi aprire la strada.»
«Siete libero di andare.» Replicò il Drampa «Non intendo trattenervi con la forza.»
Il Bouffalant emise uno sbuffo e lasciò la stanza. Zangoose, sentendolo arrivare, si era rapidamente portato al riparo dietro una statua. Fissò il Bouffalant, e nonostante la distanza si convinse subito che anch’egli l’avesse visto.
Il Pokémon sospirò di sollievo. Vedendo Lord Darm e Falan, aveva temuto il peggio, ma Lord Tosland si era dimostrato superiore, per fortuna. Strinse il pugno al pensiero che l’Organizzazione mentisse su di lui a tal punto, ma almeno stavolta si era dimostrata una menzogna inefficace.
«Ah, Zangoose.» Disse in quel momento qualcuno alle sue spalle. Si girò vedendo Lord Tosland, uscito dalla stanza «Immagino tu abbia sentito tutto.»
«Sapeva che ero lì?»
«Non so da quando, ma a un certo punto ho percepito il tuo respiro. Di soppiatto ho usato Segugio, e ho percepito anche il tuo odore. Perciò, sì, sapevo che eri qui. Il che mi avrebbe fatto comodo se le cose avessero cominciato ad andare per il verso sbagliato.»
«Da quel che ho sentito, dev’essere stata una dura battaglia.»
«Oh, lo è stata.» Replicò il Pokémon. Poi fissò Zangoose «Adesso però sii onesto con me, sei certo che lo scopo dell’Organizzazione sia veramente aprire un varco per altri universi?»
«Sì.» Replicò Zangoose. Lo Stoutland annuì «Ed è questo che mi preoccupa. Anche quel Bouffalant era onesto. Era fermamente convinto che l’Organizzazione voglia unire Pokémos. Se è vero che il piano che hai scoperto è quello vero, provo una forte tristezza per lui. Sembra onesto, nel suo far parte di un’organizzazione simile. Non posso dire di non aver mai pensato che staremmo meglio se Pokémos fosse unita. Il fatto che lui abbia deciso di portare avanti un simile ideale lo rende ammirevole. E se hai ragione tu e sta venendo solo ingannato, quest’Organizzazione è veramente più orrenda di quanto potessi pensare.»
 
Fiume Draak, 08/08/4783, circa le 21
Marsh cominciò colpendo con un Gelopugno il Lickytung che provò ad afferrarlo, sbilanciandolo. La lingua del pokémon deviò, colpendo invece uno dei suoi compagni. Marsh sorrise e tirò un secondo Gelopugno. La lingua ritornò indietro, ma all’ultimo si scansò di lato e il ghiaccio sul petto del pokémon finì a contatto con la lingua, incollandola all’istante. Lickytung cominciò a tirare, ma Marsh sorrise e finì la lotta con un’Idropompa al volto.
Il pokémon tirò un sospiro di sollievo. Se quello era il livello dei pirati di Staraptor, le lezioni della Scuola delle Trecento Arti sarebbero bastate.
Si guardò intorno, ma sorprendentemente nessuno sembrava intenzionato ad affrontarlo, dato che intorno a lui c’erano solo scontri. Perciò si mise a correre, cercando qualcuno che conosceva.
Scorse Crult scambiare colpi con un Vigoroth, ma prima che potesse fare qualcosa il pokémon Veleno sconfisse l’avversario con una serie di Velenpunture.
Si guardò intorno, e in quel momento qualcuno lo fece inciampare. Cadendo, vide passare sopra di sé un Foglielama.
«Attento.» Gli disse la voce di un Minncino, che evidentemente l’aveva fatto inciampare per fargli schivare l’attacco.
«Grazie, ma da dove veniva?» Chiese Marsh rialzandosi.
«E chi lo sa. Comunque, mi manda il Capitano Rose, sta combattendo con Staraptor e vorrebbe una mano con gli attacchi di tipo Ghiaccio.»
«Dov’è?»
«A prua.» Replicò il pokémon Normale. Marsh annuì e si mise a correre verso la parte anteriore della nave. Arrivato trovò Rose intenta a lanciare Fangobombe verso uno Staraptor, intorno a cui volavano diversi Pokémon Volante, che stavano cercando in tutti i modi di impedirgli di scappare. Il pokémon colpì in quel momento con Alacciaio un Pidgeot, che precipitò verso la nave, e schivò una Fangobomba.
«Marsh, il ghiaccio!» Gridò Rose vedendolo arrivare. Marsh annuì e lanciò un Geloraggio, ma Staraptor cambiò direzione con una giravolta a mezz’aria e schivò l’attacco. Il Pokémon Acqua continuò a lanciare la mossa Ghiaccio, ma il pokémon riusciva sempre a schivarla, anche se con un margine sempre più basso. Una Fangobomba lo colpì di striscio, ma non ci badò nemmeno.
«Che facciamo Rose?» Chiese Marsh «Così non possiamo farcela.»
«No va bene, dobbiamo solo tenerlo occupato finché non arriva Rygo.»
«E cosa dovrebbe fare Rygo?»
Rose sorrise «Vedrai.»
 
Minncino sospirò «Sei sicuro di poterlo colpire da qui?» Chiese al Porygon-Z. Si trovavano sul ponte della nave del Pokémon, ben lontani da Staraptor e il Capitano Rose, che pure avrebbero dovuto aiutare.
«Lasciamiiii fare.» Replicò quello, puntando verso la prua «Distaaaanza, tra settanta e ottanta, vento, diiiieci, differenza di alteeeezza, tra trenta e quarantaaaa… Localizza.» Concluse. Dal suo occhio destro un puntino rosso attraversò l’intera distanza e puntò su Staraptor.
«Bene, beeene, ricerca del punto di ritoooorno…» Cominciò a osservare i movimenti dello Staraptor. Potevano sembrare casuali, ma in realtà c’era sempre una posizione ideale per schivare Geloraggio e Fangobomba. Quando l’ebbe individuata, sorrise.
Puntò tutte e tre le sue appendici verso il pokémon, e quelle cominciarono a girare mentre l’elettricità si caricava.
«Falcecannone… Fuooooco.» Disse, e un raggio di elettricità attraversò lo spazio tra i due e centrò in pieno Staraptor.
 
Marsh non perse tempo, quando capì che Staraptor era stato colpito, e lanciò subito un Geloraggio. Il pokémon Volante precipitò al suolo.
Rose sorrise e si avvicinò con attenzione, per evitare colpi bassi. Lo Staraptor spalancò gli occhi e si lanciò contro la Pokémon con una Zuffa, ma Rose rispose con Velenpuntura, bloccando diversi colpi e incassando i rimanenti.
«Tutta qui la tua strategia Staraptor? Scappare se le cose si mettono male pensando che i tuoi nemici siano troppo stupidi per inseguirti?»
Staraptor sbuffò «Non sperare che sia finita.»
Rose lo guardò sorpresa «E cosa vorresti dire?»
Staraptor sorrise, e subito dopo si trasformò in un Ditto.
“Non è il vero…” Iniziò a pensare Marsh, ma Rose lo precedesse «Non era il vero Staraptor! Trovatelo, trovatelo!» Gridò la Pokémon ai pokémon Volante. La pokémon infuriata tirò un calcio al Ditto «Dannazione!»
«Dov’è quello vero?» chiese Marsh.
«Io…» iniziò Rose, poi un attacco partì dalla nave di Furret verso l’alto. Un altro partì da quella di Porygon-Z. Una terza da quella di Wamps. «A quanto pare là, là e là.» Rispose la Pokémon, sospirando. Fece un segno con la mano e diversi dei Pokémon Volante sopra la loro testa si abbassarono.
«Informate anche gli altri. Ci sono diversi Ditto trasformati in Staraptor in giro. Assicuratevi che nessuno si allontani dal campo di battaglia.»
I pokémon annuirono e presero il volo.
«E ora che si fa?» Chiese Marsh.
«Cerchiamo quello vero.» Rispose Rose, seria, e si lanciò dalla prua della nave a quella della nave di fianco, atterrando elegantemente. Marsh riuscì a completare il salto, anche se solo per un pelo, aggrappandosi al parapetto.
E in quel momento, un nuovo Staraptor si lanciò verso Rose e lui. La Pokémon lanciò un segnale verso il cielo e si preparò all’attacco.
 
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CAPITOLO 202: STARAPTOR​

Fiume Draak, 08/08/4783, circa le 22Lo Staraptor crollò al tappeto e si sciolse, rivelandosi un nuovo Ditto.«Di nuovo?» Chiese la Roserade, più per frustrazione che aspettandosi una risposta. Si girò a guardare verso l’alto. «Siete sicuri che nessuno Staraptor si sia allontanato da quando abbiamo cominciato?»«Sicurissimi!» Replicò uno Swellow «Ormai abbiamo il controllo dei cieli, visto che quasi tutti coloro che potevano volare sono stati sconfitti.»«Ottimo, se vedete qualcuno segnalatelo subito!»Lo Swellow annuì e ripeté l’ordine ai Pokémon che aveva intorno, che annuirono.«Bene, se non è scappato, vuol dire che è ancora a bordo.» Rispose Rose, guardandosi intorno.Marsh, che aveva appena mandato al tappeto un Mienfoo, si mise a riflettere. “Però è strano, se è davvero così abile come stratega, avrebbe provato a fuggire con tutti gli Staraptor…”In quel momento, gli balenò in mente un’idea «Rose! Ditto può cambiare l’aspetto di un altro Pokémon?»«Beh, non nelle dimensioni, ma se l’altro fosse di grandezza simile, un Ditto potrebbe coprire un Pokémon e, al massimo, penseresti che hai a che fare con un esemplare un po’ più grosso o piccolo della…» In quel momento la pokémon si illuminò «Ehi, Swellow!»Il Pokémon si girò e la fissò interrogativo.«Hai detto che sono rimasti altri Pokémon Volante dalla parte del nemico?»«Un paio di navi più in là c’è un gruppetto comandato da un paio di Staraptor!»Roserade annuì «Portaci là!»Il Pokémon annuì e afferrò dalle spalle Marsh, mentre Rose si aggrappava a lui. In quel modo poco ortodosso, i due raggiunsero la nave in questione.Qui un gruppo di Pokémon Volante stava cercando di sfondare l’accerchiamento. Tra loro, c’erano anche due Staraptor. Rose fece per scagliare il segnale a Porygon-Z, ma in quel momento un Falcecannone centrò in pieno uno degli Staraptor, che crollò.«Bene, se ne sta già occupando. Adesso però… Chi può essere?» Chiese Rose.Marsh guardò i Pokémon. Nessuno aveva un aspetto strano. Escluse un Fearow ed un Mandibuzz, dato che il loro collo era troppo stretto per nascondere quello muscoloso dello Staraptor. Il Fletchinder, il Noctowl, il Crobat e l’Unfezant avevano un fisico diverso, e a confermarlo in quel momento il Noctowl andò al tappeto rimanendo ciò che era.Notò un Talonflame, un Pidgeotto ed un Pidgeot che provavano ad aprirsi la strada insieme. Fissò Rose, e anche lei indicò i tre Pokémon.«Se hai ragione è uno di quei tre, sono gli unici che un Ditto potrebbe usare per nascondere uno Staraptor.»Marsh annuì, e scagliò un’Idropompa verso il Talonflame. Il Pokémon Fuoco schivò il colpo, venendo solo sfiorato. Riuscì a mantenere l’equilibrio ed in risposta attaccò con Nitrocarica Rose, che schivò e gli scagliò dietro una Fangobomba.“Quindi non è lui, visto che ha usato una mossa Fuoco…” Rifletté Marsh. Rose scagliò una nuova Fangobomba verso il Talonflame, ma quello la schivò e si allontanò, cercando di aprirsi un varco in un’altra direzione solo per essere fermato dall’Aeroassalto di una coppia di Skarmory. Il Pokémon li fissò ed attaccò con Nitrocarica, probabilmente deciso a sconfiggerli e passare, ma uno Swanna attaccò prima con Bollaraggio, forzandolo ad interrompere l’attacco e schivare.“Però è bravo…” Pensò Marsh, guarandolo con la coda dell’occhio mentre il Fearow precipitava, sconfitto, e prevedibilmente non si trasformava in un Ditto.In quel momento, il Pidgeot caricò nella direzione opposta, seguito stretto dal Pidgeotto, da uno Staraptor e dal Crobat. Quest’ultimo in quel momento fu centrato da un Falcecannone. Evidentemente Porygon-Z aveva mirato allo Staraptor ma colpito il bersaglio sbagliato.Il Pidgeotto ed il Pidgeot colpirono insieme con Aeroassalto un Togekiss, che arretrò ma subito dopo scagliò Forzasfera, centrando Pidgeot, in risposta, il Fletchinder, spuntato dal nulla, lo centrò con Nitrocarica facendolo precipitare.“Anche loro sono bravi…” Riflettè Marsh “Dannazione, ovvio che sono bravi, è comunque la ciurma di un pirata famoso. Non devo concentrarmi su quello, devo capire chi sta facendo qualcosa di strano…”In quel momento, Wamps emerse dall’acqua, dietro di lui, e lo fissò.«Che Giratina combini, piccoletto? Perché non combatti?» Chiese. Marsh gli spiegò brevemente quello che lui e Rose avevano pensato, e Wamps scoppiò a ridere.«Sì, me l’ha detto Bronzong, ha avuto la stessa idea. E con ciò?»«Beh, devo capire chi è…»Wamps scoppiò a ridere «Capire chi è? Non hai capito proprio niente! Tu devi farli fuori tutti. Se hai ragione e Staraptor è tra loro, una volta che li avrai sconfitti tutti lo troverai. E se non c’è, avrai smesso di pensare a sciocchezze.»Marsh lo fissò, sorpreso. Ovviamente lo Swampert aveva ragione. Solo che lui non era abituato a pensarla così. Si era concentrato sul trovare Staraptor, non sullo sconfiggere tutti. Non era il suo modo di pensare.Wamps sorrise e si scagliò all’attacco. Saltando con agilita sorprendente sull’albero maestro, da lì balzò verso il Pidgeotto, centrandolo con un Gelopugno e facendolo precipitare. Il Pokémon fece per sollevarsi in volo, ma Marsh lo colpì con Gelopugno a propria volta. Crollò, ma non si trasformò.«Fuori uno.» Commentò Wamps, ma in quel momento un Falcecannone centrò lo Staraptor. Prevedibilmente quello precipitò e si trasformò in un Ditto.«Quindi il Pidgeot o il Talonflame.» Disse Marsh. Wamps sbuffò e scagliò una Fanghiglia. Dalla bocca fuoriuscì un’ondata d’acqua che investì il Fletchinder ed il Noctowl, mentre gli altri schivavano per un pelo. Il Fletchinder tentò di sollevarsi, ma una Fangobomba scagliata da dietro Marsh – probabilmente da Rose – lo colpì, e approfittando della sua distrazione un Pelipper lo attaccò con Idropulsar sconfiggendolo.Marsh lo guardò precipitare, poi alzò lo sguardo. Il Noctowl attaccò con Ipnosi ed il Pelipper crollò addormentato, poi schivò per un pelo il Gelopugno in salto effettuato da Wamps, che atterrò sul ponte.«Quanto detesto i Pokémon Volante…» Commentò il Pokémon. Intanto un Falcecannone volò verso di loro e colpì l’Unfezant. Evidentemente, anche Porygon-Z aveva mangiato la foglia, e aveva cominciato ad attaccare ogni Pokémon Volante.Marsh scagliò un Geloraggio mirando al Pidgeot, ma l’Unfezant si lanciò contro di lui con Aeroassalto e lo colpì scagliandolo via. Marsh fu centrato al petto e scagliato indietro, finendo per colpire il parapetto e battendo la testa.Si riscosse dopo poco, e vide Unfezant intento a combattere contro Wamps, perlopiù schivando Gelopugni e colpendo con Aeroassalto. Intanto il Pidgeot stava sconfiggendo numerosi Pokémon Volante. Uno di essi crollò, colpito da un Attacco d’Ala, ma subito dopo fu centrato da un Falcecannone e precipitò, sconfitto.A quel punto, Marsh si girò, giusto in tempo per vedere il Talonflame uscire vittorioso dallo scontro contro il Pelipper, lanciarsi su Rose.Rose scagliò una Fangobomba, ma il Pokémon la schivò.E colpì con Attacco d’Ala scagliandola via.«Rose!» Gridò, ma la Pokémon sorrise, roteando per rialzarsi, e lanciò un Fangobomba. Colto di sorpresa, il Talonflame arretrò e si sollevò per poi attaccare con Nitrocarica.E in quel momento, Marsh colpì con Idropompa. Il Talonflame fu spinto indietro, e il suo aspetto mutò mentre i colori e le forme del Pokémon si dissolvevano, il Ditto sconfitto. Staraptor prese il volo.E in quel momento Falcecannone lo centrò, facendolo precipitare nel fiume.Per un attimo rimasero tutti a bocca aperta. Poi Rose riprese il controllo «Ripescatelo! Veloci! Ci serve la sua testa! Un premio a chiunque me lo porti!» Gridò. La maggior parte dei Pokémon presenti abbandonò immediatamente lo scontro per gettarsi a cercare lo Staraptor, chi buttandosi dentro l’acqua, chi sorvolandola. Altri continuarono a combattere gli ultimi pirati nemici, che comunque, vedendo il capitano precipitare, si erano messi in fuga, gettandosi nel fiume, volando via o cercando di saltare alle navi vicine.«Tra poco questo posto sarà un macello.» Commentò Wamps, guardando l’acqua agitata da decine di pokémon in immersione.«Credi possano trovarlo?» Chiese Marsh, guardando giù.«Chi lo sa.» Commentò Rose «Le correnti in questo posto sono complesse. Se non lo trovano presto potrebbe finire ovunque.»«Quell’idiota di Rygo!» Tuonò Wamps, tirando un pugno al parapetto, che scricchiolò «Che idea è quella di colpirlo mentre non è sopra la nave?»«Puoi fargliene una colpa? Ormai è quasi un’ora che attacca, probabilmente non ci ha neanche pensato.»Wamps la ignorò, guardando il fiume scuro per il buio.«Basta, vado anche io. Voi raggiungete Crult e mettete a posto la situazione.»Rose annuì, e il Pokémon si gettò nel fiume continuando a imprecare.Marsh si chiese cosa avrebbero fatto ora, se non fossero riusciti a trovare Staraptor. Staraptor, nel frattempo, aveva raggiunto la riva del fiume. Tossendo e bestemmiando Arceus e qualunque altro Loro gli venisse in mente, si trascinò a riva.«Ho fallito.» Borbottò, stendendosi al riparo tra i cespugli. Si guardò l’ala destra. Le piume erano bruciate nel punto in cui il Falcecannone l’aveva colpito, perciò l’idea di volare era fuori discussione per un pezzo. Non che la cosa lo stupisse. Avere addosso un Ditto trasformato in Pokémon Fuoco causa danni, specialmente quando attacca, perciò il Falcecannone l’aveva centrato quando era già allo stremo. Tuttavia, il travestimento da Talonflame era molto utile, dato che in genere i nemici non sospettavano quello, ma Pidgeot o Pidgeotto. O Unfezant, se erano particolarmente stupidi. O Toucannon. Comunque, non lui.«E invece mi hanno fregato come un imbecille. E ora che faccio?»Se fosse tornato alla Fratellanza probabilmente lo avrebbero quantomeno imprigionato, torturato e deposto dal suo ruolo. Ma era più probabile che l’avrebbero ammazzato e basta.«Un pirata senza ciurma e senza navi. Spero solo che non ammazzino tutti quanti, anche se è probabile conoscendo Crult.» Disse. Poi si rese conto di cosa stava facendo.“Bene, sono andato fuori di testa, sono qui che parlo con il nulla.”«No, no, continui, mi pare interessante.» Rispose una voce. Staraptor balzò in piedi e si guardò intorno, ma non vide nessuno.«Quindi il nulla mi risponde?» Chiese «Sono impazzito davvero.»La voce ridacchiò «Non so se sia impazzito, ma le assicuro che il nulla non le sta parlando.» Replicò la stessa voce.«E allora con chi sto parlando?»«Molto semplice.» Replicò la voce «Sono qualcuno con informatori sia nella Fratellanza che nei Ribelli, e che sta seguendo con molta attenzione la guerra tra pirati. I miei informatori mi hanno detto che oggi ci sarebbe stata battaglia, e sono venuto a vedere. E avendo assistito alla sua sconfitta, ho aspettato che giungesse a riva per farle una proposta.»«Come faceva a sapere che sarei arrivato a riva?» Chiese Staraptor.La voce ridacchiò nuovamente «So che avete la pelle dura.»“Il che non spiega come abbia fatto a sapere che sarei sceso a riva proprio qui.” Pensò il Pokémon.«No infatti.» Disse la voce rispondendo al suo pensiero «Ma ho i miei metodi. Ho tenuto d’occhio ambo le rive. Non sono solo, in fondo.»Staraptor sospirò «Bene, bene, non mi interessa. Finché l’accordo non prevede vendermi a uno dei due contendenti, sono tutt’orecchie. Però per favore, si faccia vedere, non voglio certo continuare a parlare agli alberi e ai cespugli.»A quel punto, ci fu un tremolio, e dalla macchia di cespugli più vicina uscì un Reuniclus, con un mazzo di carte in mano.«Bene signor Staraptor.» Commentò il Pokémon «Diamoci del tu e parliamo d’affari. Se farai come dico, sarai il benvenuto nella… Compagnia che rappresento.» Draghia, territorio della famiglia Ryuka, 09/08/4783, circa le 08«Muoversi, forza.» Disse Eelektross, mentre il gruppo si rimetteva in marcia sulla Strada di Arceus, uscendo dal piccolo villaggio in cui avevano trascorso la notte.Il Pokémon sbadigliò e si guardò intorno. La notte prima, avevano detto le guardie del villaggio quando aveva chiesto se fosse successo qualcosa notandole agitate, un gruppo di Pokémon aveva provato ad infiltrarsi nel villaggio. Per pura fortuna erano stati visti da un Kommo-o, che aveva subito allertato tutti con le proprie scaglie. Erano riusciti a fuggire, ma, nelle parole delle guardie, ci avrebbero pensato due volte prima di attaccare briga di nuovo.«Pensi fosse l’Organizzazione?» Chiese Raichu.«Difficile dirlo in un paese come Draghia, poteva benissimo essere un gruppo di banditi qualunque, o una piccola sortita di qualche signorotto.»«Ma tu ci credi?»Eelektross sospirò «No, ma è inutile discutere di queste cose. Se ci stanno seguendo, lo scopriremo presto.» Draghia, territorio della famiglia Dormimrod, 09/08/4783, circa le 11Camminarono per un po’, ma dietro di loro non c’era traccia di inseguitori.“O si tengono molto lontani, o davvero non ci segue nessuno.” Rifletté Raichu. Lui ed Emolga erano gli unici che erano stati informati della situazione. Eelektross aveva detto di non dire nulla agli altri per il momento, per evitare di metterli in agitazione e far capire agli inseguitori che erano sospettati.Nel frattempo, il paesaggio intorno a loro si era fatto un po’ meno brullo. Le alte montagne attraverso a cui serpeggiava la Strada di Arceus erano verdi, ricche di vita vegetale, alimentata anche dal Draak. Certo, ormai il fiume non era più il grande corso d’acqua che li aveva accompagnati. Scorreva ancora accanto alla strada, anche se molti metri più sotto, talvolta separato dalla strada da pendii erbosi, talvolta sparendo dietro declivi coperti da alberi, e talvolta in fondo a pareti a strapiombo, che facevano venire le vertigini agli impreparati che guardavano il fiume. Ormai inoltre non era più largo di una ventina di metri nei punti più larghi.La strada continuò a zigzagare tra i monti, finché non raggiunse un’ampia valle coltivata. Lo spettacolo, però, non era bellissimo, ma di grande desolazione. I campi erano infestati da erbacce, le piante di baccagrana lontane dal fiume piegate e spezzate, le case crollate.A Raichu tornò in mente il villaggio di Vulcania, e prima ancora Water Port, e prima ancora... Sentì un macigno sulla schiena e rabbrividì al pensiero del Pika Village, ma si impose di resistere. Strinse il pugno e riprese a camminare. Attraversarono i campi, osservarono le case vuote.Poi sentirono un grido. Raichu si mise a correre, seguito dal resto del gruppo. E alla fine si trovarono davanti un gruppo di carri, sotto attacco da parte di un gruppo di Pokémon.Prima che Eelektross potesse dire qualcosa, Raichu si lanciò in avanti, seguito dagli altri.
 
CAPITOLO 203: LA BATTAGLIA DI WINDBOURGH​

Draghia, territorio della famiglia Dormimrod, 09/08/4783, circa le 11Non c’erano molte cose che potessero sorprendere Dragalge. Era un veterano di guerra in fondo, e da quando si era dato al crimine ne aveva viste di cotte e di crude. Quando l’avevano pagato per attaccare una carovana di mercanti diretti alle terre dei Ryukyu non si era quindi preoccupato.Invece, si trovò costretto ad ammetterlo, il Codacciaio elettrificato che l’aveva colpito al muso l’aveva sorpreso parecchio. Il Pokémon Veleno ruotò su sé stesso e si girò ad osservare l’avversario, una sorta di grosso Dedenne. Aveva sentito vagamente parlare dell’esistenza di altri Pokémon come Dedenne a Fatia, perciò in quel secondo mentre si rimetteva in equilibrio capì che doveva avere a che fare con un Pokémon Elettro, simile a Dedenne, e piuttosto abile in combattimento data la velocità del colpo. Si guardò intorno e vide che altri pokémon stavano attaccando il resto dei suoi compagni. Uno era un Dragalge, un altro un Ralts. Altri li riconosceva vagamente avendoli visti in compagnie mercenarie o avendo derubato viaggiatori della stessa specie, ma la maggior parte dovevano venire da molto lontano, visto che non li aveva mai visti prima.“Potrebbe essere conveniente ritirarci in questa situazione…” Pensò. “In ogni caso non mi hanno pagato per combattere contro questi tizi.” Lanciò uno sguardo ai carri e annuì. Due stavano bruciando, uno aveva due ruote frantumate. Non si sarebbero mossi per parecchio tempo.«Ritirata!» Gridò «Muovetevi! Via, via, via!» I suoi compagni si lanciarono via sulle colline, chi in volo, chi correndo. Lui si lanciò nel fiume, usando un Dragospiro per tenere lontano il Raichu e darsi la spinta necessaria, e sparì. Raichu si guardò intorno e sorrise, sospirando di sollievo. Doveva ammettere di aver fatto una cosa stupida. A Fatia, avevano almeno contato quanti nemici c’erano prima di attaccare. Qui invece si era lanciato all’attacco senza un vero piano, solo perché si era agitato passando per il villaggio distrutto.Si girò e guardò il gruppo riunito intorno alla carovana. Un Bagon, una coppia di Shelgon, una vecchia Dragonite e due Dragonair stavano osservando mestamente i carri.«Cosa è successo?» Chiese il Pokémon Elettro.«Ci hanno attaccato.» Replicò la vecchia Dragonite «Colti di sorpresa in questo punto dove il fiume impedisce una rapida ritirata. E nessuno di noi è esattamente un grande guerriero.»«Capisco. Ma posso chiedervi dove state andando?» Chiese Raichu. Eelektross lo fulminò con lo sguardo.«Volevamo vendere i nostri prodotti a questo villaggio, ma pare che siamo arrivati tardi.» Rispose uno dei due Dragonair, sospirando «Adesso ci tornerà tornare a casa a mani vuote.»«E senza carri.» Aggiunse l’altro tristemente.«Da dove venite?» Chiese allora Raichu. Eelektross sospirò. Sapeva perfettamente dove il Pokémon voleva andare a parare.«Dalla Valle di Nyla. Un po’ a ovest, lungo la strada di Arceus, vicino alle fonti del Draak.» Replicò Bagon.«Ah, capisco. Beh, visto che è sulla Strada di Arceus, potremmo accompagnarvi, per assicurarci che non corriate pericoli.» Commentò Raichu. Eelektross sospirò. Come previsto, Raichu voleva di nuovo fare una buona azione.“Almeno è sulla Strada. Altrimenti, mi sarebbe toccato litigare. Certo che, una fattoria nella Valle…” Il Pokèmon sospirò.«Molto bene.» Disse «Se volete venire con noi, vi accompagneremo fino a casa.»«Vi ringraziamo molto.» Disse la Dragonite «In tal caso, accettiamo volentieri.»Eelektross annuì, e il gruppo si mise in marcia. Però si avvicinò a Raichu e gli sussurrò all’orrecchio.«Questo ci rallenterà, te ne rendi conto?»«Avrei dovuto lasciarli qui?»«Devo risponderti onestamente?»«Lascia perdere.» Rispose Raichu «A volte dimentico chi sei, Eelektross. Non intendo abbandonare qualcuno a sé stesso se posso evitarlo. Non richiedono deviazioni, e in ogni caso hai detto anche tu che da Draghia non otterremo molto.»«Sto solo dicendo che fare sempre il buono prima o poi ti causerà problemi. CI causerà problemi.» Replicò Eelektross.«Puoi dire quello che vuoi.» Rispose Raichu «Se non mette a repentaglio la missione, non intendo smettere di aiutare gli altri come posso.»Eelektross sospirò nuovamente «Molto bene. Ma ricordati che io ti ho avvertito. Un giorno ci metterai tutti in pericolo per il tuo altruismo.» E così dicendo si allontanò. Windbourgh, 09/08/4783, circa le 11«Quindi hanno chiamato rinforzi?» Chiese Vivillon osservando l’accampamento costruito intorno a Windbourgh, dove il nemico si era accampato.«Proprio così mio signore.» Replicò Yanmega «E ci superano di molto in numero, almeno due ad uno.»«Codardi. Chiedere aiuto ad estranei al regno celeste.» Commentò Vivillon «Abbiamo altri rinforzi in arrivo? Dalla nostra parte, intendo.»«Certamente signore. I nostri arriveranno in poche ore.»«Ci supereranno ancora di numero?»«Marginalmente.»«Allora appena arrivano attacchiamo.» Rispose Vivillon «Abbiamo già lasciato loro un giorno. Se aspettiamo di più, rischiamo di trovarli troppo preparati.»«Con il dovuto rispetto signore, mi preoccupano i rinforzi arrivati da Elettria. Il tipo li mette in vantaggio.»«Il tipo non è tutto, sbaglio? Altrimenti come avrebbe fatto un Coleottero a diventare leader del MAT?»«Certo signore, mi scusi.» Rispose Yanmega.«Non scusarti, il tuo ragionamento è sensato. Quanti Gliscor abbiamo?»«Una quarantina signore. E almeno venti Gligar.»«Voglio che appena comincia la battaglia siano inviati sul fianco in cui si trovano i Pokémon Elettro. Pokémon Terra in grado di volare, non potranno fare nulla se non pregare di essere salvati.»«Sì signore.» Rispose Yanmega, con un inchino.«Ricordati, il nostro obbiettivo sono i sacerdoti e le uova. Dovessimo perdere mezzo MAT, la linea dei re scelti dai Loro DEVE finire.»Lo Yanmega annuì ed uscì dalla tenda. Rimasto solo Vivillon cominciò a riflettere. Le informazioni parlavano di un Generale di Elettria e di un nobile al suo seguito.“Bene, sarà una vittoria decisiva.” «Mi dica, Generale Wash, è mai stato alla torre di Aeria che c’è sui monti di Elettria?» Chiese M’Phar, bevendo un sorso di Baccauva.Wash scosse la testa.«Beh, io sì. Quella torre è abbandonata da secoli, ed è ancora in piedi. I costruttori di Aeria sono dei geni, questo è un dato di fatto.»Wash lo fissò interrogativo.«Sa, mi piacerebbe sentirla parlare, ogni tanto. Credo che aiuterebbe una conversazione.»Il pokémon sospirò ed aprì la bocca «Non amo parlare, onestamente.»«Bizzarro, per un Generale.»«Dare ordini è un conto. Ma ogni parola ha un peso. Per esempio, il mio primo istinto sarebbe stato chiederle che Giratina centra la Torre di Elettria con la nostra guerra. Ma ho ovviamente deciso di non parlare.»«Una linea di pensiero molto estrema, ma che posso condividere. Tuttavia, preferirei la mettesse da parte per ora.» Commentò M’Phar «Comunque, quello che volevo dire è che la particolarità di Aeria è la quasi totale mancanza di mura. Solo Cloud City le ha, e sono molto più piccole di, non so, Ohm Town, o Electronvolt. Non le aveva neanche la torre.»«Ovviamente.» Rispose Wash «A cosa servirebbero delle mura, quando la stragrande maggioranza della popolazione può volarci sopra?»«Esattamente. Perciò, dobbiamo ricordare che la ritirata dietro le mura non è un’opzione.»«Questo è chiaro.» Replicò Wash «Ma ne abbiamo già parlato con il Generale Aerodactyl, otto giorni fa. Siamo arrivati fin qui a tempo di record, i nostri sono stanchi, e non posso semplicemente andare là fuori e dire ai miei soldati cosa fare in caso di sconfitta. Sarebbe come ammettere che abbiamo perso.»«E questo gioca a nostro vantaggio. Quale chiede sarà la risposta del nemico quando capirà che ci sono Pokémon Elettro tra loro?»«Ovviamente, schierare Pokémon Terra. Hanno i Gliscor, se non sbaglio.»«Esattamente. E a quel punto il nemico cosa si aspetterà da noi?»«Una resistenza accanita.» Rispose Wash “Dove vuole andare con questo discorso?”«Lei crede? Io credo si aspetterà una breve resistenza, seguita da una ritirata. Abbiamo soldati al limite per il lungo viaggio in così breve tempo, che combattono una battaglia di una guerra civile non loro, in un paese di cui sanno poco. La ritirata davanti a nemici difficili da sconfiggere è quello che chiunque si aspetterebbe.»«E noi gli dimostreremo che si sbaglia.»«Dobbiamo proprio?» Chiese M’Phar. E cominciò a spiegare la sua idea. Fiume Draak, 09/08/4783, circa le 16«Io l’hoooo fatto fuori, dovreeeei essere io aaaa otteeeenere il il titolo.»«TU?» Chiese Crult «Ti rendi conto di quanto stupida è questa tua richiesta? Tu non hai finito il lavoro!» Tuonò il Pokémon Acqua «Hai lasciato fuggire l’obbiettivo!»«Andiammmmo, è sicuuuuramente morto.» Rispose Rygo «L’ho fattoooo cadere nel Draak, e noooon è esaaaattamente un nuotatore.»«E allora dov’è il suo corpo? Anche se è morto, quel cadavere deve essere da qualche parte. Se non lo troviamo, come credi che faremo a convincere il resto dei pirati che ha senso aiutarci?»«Credi davvero che importi? Ha perso.» Esclamò Wamps «Io per una volta sono con Rygo. Eravamo d’accordo che chi avesse fatto fuori Staraptor avrebbe preso il suo posto.»«Anche io sono d’accordo.» Aggiunse Lickylicky «Anche se conto che la prossima volta non ci userete solo come distrazione.»«Prometto di non farlo.» Replicò Crult. Poi scosse la testa «Molto bene, cominceremo a diffondere la storia che Staraptor è morto, e che Rygo lo ha ucciso. Se salta fuori che è vivo, gli diamo la caccia e lo eliminiamo. Adesso, cominciamo a navigare verso il prossimo obbiettivo. Trovato qualcosa da quelli che avete catturato?»«Niente di nuovo, solo maledizioni verso di noi, verso i Loro e verso qualunque altra cosa.»«Davvero?» Chiese Crult «Strano, non me li aspettavo così fedeli.»«Credo ci siano Staraptor e Purugly dietro. Non sapevano veramente dove trovare gli altri. Gli unici che avevano qualche informazione parlavano dell’Ansa di Giratina.» Rispose Zong «Ho controllato la loro mente per sicurezza.»«E allora Ansa sia. Sarà pericoloso. Ruft, quanti pirati hanno accettato di venire con noi?»«Cinque equipaggi completi e una trentina di singoli, ma non mi fido della metà di loro, e l’altra metà fuggirà appena ne avrà l’occasione.»«Allora piazza le ciurme complete nell’avanguardia, con le loro navi. Almeno non potranno coglierci alle spalle, e ci faranno da scudo per le trappole. I singoli dividili in modo che siano il più sparso possibile. Mandane qualcuno anche dai nuovi, magari qualcuno di loro cambierà idea su di noi.» Rispose Crult. Ruft annuì.«Bene, adesso direi che possiamo anche festeggiare.» Replicò il Pokémon, sorridendo leggermente. Il gruppo di pirati riuniti uscì dalla stanza e si trovò davanti lo spettacolo della Forca occupata dalle loro ciurme. Pokémon che ridevano, bevevano, mangiavano e festeggiavano la prima vittoria contro la Fratellanza.«Andate pure.» Commentò Crult. Uno dopo l’altro, i Pokémon si allontanarono. Rimasto da solo, osservò sorridendo la festa sottostante. Aeria, Windburgh, 09/08/4783, circa le 19Glor osservò le forze di Elettria. Gli ordini del Generale Yanmega erano chiari. Sterminare i tipi Elettro prima che potessero danneggiare l’esercito.Il Gliscor si abbassò e colpì con Terremoto, scagliando a terra un Togedemaru, che rimase a terra, sconfitto. Prima che potesse finirlo, uno Stunfisk scagliò un Bollaraggio costringendolo ad arretrare. Il Gliscor si guardò intorno. Il nemico non era stupido. Non avevano Emolga con sé. Quindi, evidentemente, il loro obiettivo era colpire dal basso i nemici, mentre le forze di Aeria si scontravano con il grosso dell’esercito in cielo. In effetti, proprio in quel momento vide due Fulmini colpire e far precipitare due bersagli. Uno colpi il terreno in malo modo, e Glor seppe che non avrebbe più volato.Glor lanciò i propri ultrasuoni, ed il resto dei Gliscor e Gligar si lanciò in picchiata.“Il Generale Yanmega ha detto che se li attacchiamo in massa è probabile si ritirino. Personalmente, preferirei far fuori i comandanti. Mi pare più sicuro.” Si disse, e cominciò a dar loro la caccia.La guerra di Aeria lo aveva disabituato ai nemici a terra. A parte il leggendario Generale Dodrio, nessun pokémon incapace di volare era mai stato famoso per aver fatto parte dell’esercito di Aeria. E in ogni caso, anche lui era in grado di balzare tanto in alto da dar l’illusione di volare. Perciò, non aveva una grande esperienza nei nemici al suolo. Tuttavia, conosceva le basi. Scendere in picchiata, colpire, rialzarsi o finire il nemico.Vide diversi nemici cadere. Un paio dei suoi crollarono, ma era chiaro che le forze di Elettria erano in difficoltà. Infatti, in quel momento si udì un suono, un richiamo profondo che risuonò sul campo di battaglia. E le forze di Elettria iniziarono a muoversi verso la città, in fuga.“Dovremmo inseguirli?” Si chiese. Poi annuì. Gli ordini erano di liberarsi delle forze di Elettria ad ogni costo. Le città non erano il suo campo di battaglia ideale, ma il nemico si era dimostrato in chiaro svantaggio dall’inizio.Lanciò un ordine ed i Gligar e Gliscor presero a volare verso la città, tra gli edifici. Con gli ultrasuoni, per quel poco che riuscivano a coprire, percepì molte delle forze di Elettria riunite al centro della città, mentre un’altra parte correva verso est. Non riusciva però a capirne esattamente il numero.“Una divisione nelle forze? Dovrei inseguire quelle che vanno verso est o attaccare quelli al centro della città… No, quelli che fuggono sono meno. Probabilmente sono una squadra distaccatasi per tornare sul campo di battaglia.” Diede un nuovo ordine, e una decina di Gligar, insieme a pochi Gliscor, tornò indietro. “Dovrebbero bastare per contenere i danni di quella forza ad est mentre noi ci occupiamo del grosso dei nemici.”Si lanciò in avanti e giunto nella piazza principale della cittadina vide il grosso delle forze di Elettria ben schierate. Una pioggia di attacchi partì verso di loro, ma il Pokémon riuscì a schivare quelli diretti a lui. Un paio di mosse centrarono i suoi ed un Gligar e un Gliscor precipitarono.“Molto bene. Li abbiamo in pugno ora.”Poi udì delle grida alle proprie spalle. Si girò e vide una forza di Aeria composta da Swanna, Pelipper ed altri Pokémon adatti a combattere i suoi.“Cosa…” «Forza adesso, lasciamo loro ad occuparsi dei Gliscor e torniamo al campo di battaglia!» Gridò Wash, un urlo che si diffuse su tutto il campo di battaglia. Poi si girò verso M’Phar, al suo fianco.«Complimenti, il tuo piano ha avuto successo.»«Ho solo avuto fortuna.» Commentò M’Phar, poi cominciò a dare ordini ai suoi.“Fortuna… No, ha previsto con precisione come si sarebbe comportato il nemico.” Pensò Wash. Aveva previsto che i Gliscor li avrebbero inseguiti in città. Aveva capito che per ridurne le forze, il modo migliore era far evacuare una parte di cittadini volontari solo all’ultimo, in modo che il comandante nemico pensasse fossero una forza distaccatasi, e di conseguenza distaccasse alcune delle sue forze per rinforzare il campo di battaglia. Ovviamente, lungo la strada erano piazzati membri dell’esercito di Aeria pronti per distruggere quella forza secondaria. E sapeva che l’inganno avrebbe funzionato perché in battaglia i Gliscor usano soprattutto gli ultrasuoni per determinare la situazione sul campo di battaglia, e in una città quelli non funzionavano altrettanto bene. Inoltre per migliorare l’inganno aveva convinto i cittadini di Aeria a camminare a terra invece che volare.“Un piano perfettamente ideati. E che ora sta dando i suoi frutti.” Commentò Wash osservando i Gliscor cercare di difendersi contro l’attacco nemico, avantaggiato in tipo e dalla sorpresa. “Non va bene.” Pensò Yanmega, vedendo le forze di Elettria rientrare dalla città praticamente senza perdite, e nessuna traccia delle forze di Glior. Subito dopo una serie di mosse Elettro piovve verso le sue forze, disperdendole e facendone precipitare parecchie.“Se non ci ritiriamo ora, perderemo troppi soldati per poter continuare la guerra. Dobbiamo ritirarci.” Pensò. Diede l’ordine, e in quel momento un Tuono lo manco di un soffio, sfiorandogli la punta della coda. Guardò in basso e vide, dal lato opposto del campo di battaglia, un Ampharos puntarlo.“Sa che in questa direzione c’è il Generale.” Pensò “Ed è riuscito a capirlo pur non avendo la mia vista eccezionale. Quel tizio è abile. Me lo ricorderò.”Poi cominciò a ritirare le proprie forze. Le forze di Aeria ed Elettria ruggirono in trionfo mentre i rivoltosi del MAT si ritiravano. Wash sorrise, ma girandosi notò che M’Phar sembrava arrabbiato.«Che succede?»«Il loro comandante ci è sfuggito. Abbiamo vinto la battaglia, ma non guerra. Vorrei inviare degli inseguitori, ma non riuscirebbero a star dietro all’esercito volante. Spero che i comandanti di Aeria li seguano.»Wash annuì «Capisco, ma credo che sia stata una grande vittoria. Abbiamo eliminato il grosso delle loro forze in grado di opporsi a noi. Possiamo marciare su Cloud Town ora.»M’Phar annuì. Ma aveva un brutto presentimento a riguardo.


Scusate l'attesa, ma I'm back


Spoiler

 
CAPITOLO 204: LE LACRIME DI NYLA
Draghia, Territorio della famiglia Dormimrod, 12/08/4783, circa le 12

Il sole splendette alto nei giorni seguenti, mentre il Gruppo marciava lungo la Strada di Arceus, inerpicandosi tra passi e valli in mezzo ai Denti del Drago.
I loro nuovi compagni si stavano dimostrando gentili e disponibili. Si erano persino offerti di preparare loro la cena la prima sera, ma Eelektross aveva rapidamente negato loro la possibilità. «Non per sfiducia, ma preferiamo mangiare al naturale, per così dire.» In realtà, Raichu l’aveva capito subito, il Pokémon voleva semplicemente non correre il rischio di vedersi avvelenato il piatto, per quanto Raichu dubitasse che quei Pokémon avrebbero potuto fare qualcosa del genere.
Il Bagon aveva rapidamente fatto amicizia con i giovani del Gruppo. In particolare, passava molto tempo con Draak, con cui scambiava lunghe conversazioni su Draghia. In particolare, il Pokémon era interessato alla vita nel paese.
«Quindi, hai trovato la direzione della tua Dominanza?» Chiese Raichu la sera del secondo giorno di marcia.
«Penso proprio di sì.» Replicò il drago, guardandosi intorno. Le alte cime dei Denti del Drago dominavano la piccola radura intorno a cui il gruppo si era preparato il giaciglio.
«E cosa farai? Resterai qui, quando noi ripartiremo?» Domandò ancora il Pokémon Elettro.
Draak ci rifletté un momento «Non lo so. Potrei, in effetti. Sono giunto fin qui, e adesso sento che la mia Dominanza mi dice di non ripartire. Ma… Mi sentirei in colpa per Eelektross. Mi ha aiutato tanto in questo viaggio, mi ha fatto allenare, mi ha spinto a migliorarmi… Forse in fondo dovrei continuare a viaggiare con voi.»
Raichu sospirò «La scelta è tua Draak. La Dominanza può essere difficile da superare. Ma se vorrai venire, ti assicuro che mi farà piacere.»
Raichu sorrise e si alzò, dirigendosi verso il bordo dell’accampamento. Si guardò intanto intorno, notando Gliscor intento a discutere con i due Dragonair di chissà cosa. Emolga, Flaaffy e gli Shelgon sembravano a loro volta presi dalla loro discussione. Plusle, Minun e i Principi stavano formando un gruppo… Eccetto il Principe di Fatia. Quanto ad Eelektross, era in disparte, intento a riflettere di chissà cosa.
Sul bordo dell’accampamento, Luxray era di guardia. Il Principe Ralts sorprendentemente era proprio accanto a lui, e i due parlottavano ancora.
“Speriamo non ci incolpino dell’influenza che potrebbe avere sul principe.” Pensò Raichu. Poi si avvicinò ai due.
«Vedete qualcosa?» Domandò Raichu.
«No. Se ci stanno seguendo, e ormai ne sono abbastanza sicuro, sono bravi. Sanno che posso vedere attraverso gli alberi più vicini, anche con un occhio solo, quindi si stanno tenendo più lontani.»
«Altre idee?»
«Nessuna, metterci a cercarli giocherebbe a loro vantaggio. Visto che non ci attaccano, vuol dire che non sono abbastanza, e stanno aspettando di trovare un’apertura per coglierci di sorpresa.»
«In tal caso, possiamo solo assicurarci che non accada. Ottimo lavoro. Principe, lei…»
«Io intendo restare qui con Luxray finché posso. Mi stava raccontando come ha rubato una…»
Luxray lo interruppe e sorrise a Raichu in modo poco convincente «Non preoccuparti, finché è con me è al sicuro. Terrò gli occhi aperti e...» In quel momento Luxray, Raichu e Ralts realizzarono insieme cosa il Pokémon aveva detto. Luxray e Ralts scoppiarono a ridere.
Raichu sorrise. Forse tutto sommato era un bene che i due passassero tempo insieme, almeno il principe stava servendo a risollevare un po’ il morale del ladro. Li lasciò alla loro guardia è tornò da Eelektross.
«Sentito tutto?» Chiese.
«Sì. In tal caso, non dobbiamo preoccuparci, credo che nessuno dei nostri possa farsi cogliere di sorpresa da questa manica di sbandati che ci tiene d’occhio.»
«Perché credi che siano solo un gruppo di sbandati?»
«Perché non hanno il comportamento normale dell’Organizzazione. Pensa a quella notte in cui si sono fatti cogliere di sorpresa dalle guardie del villaggio. Credi che qualcuno dei nemici si sarebbe fatto scoprire in quel modo? Io no. E anche questo inseguimento… l’unico motivo per cui non li abbiamo scoperti è che c’è una talpa tra noi.»
Raichu strabuzzò gli occhi «Cosa?! Chi?!»
«Riolu o Gliscor. Gliscor è sospetto perché è Gliscor, e il comportamento di Riolu è strano. L’ho visto lasciare dei segni sulla strada, e secondo Plusle e Minun a volte sparisce nei boschi. Lui dice che va ad allenarsi, ma io ho i miei dubbi.»
«E allora non dovremmo seguirlo?» Chiese Raichu.
«Assolutamente no. Ricordati, non credo che stia con l’Organizzazione. Qualsiasi informazione stia passando, sta arrivando a una terza parte. E probabilmente come informazioni sono di basso livello. »
«Perché è il figlio di Lucario?» Domandò Raichu fissandolo.
«Te l’ho già detto, le emozioni non hanno valore nel mio mondo. Figlio di Lucario o no, se ci stesse tradendo con l’Organizzazione non l’avrei tenuto con noi. No, quello che ci segue penso sia un altro gruppo.»
«E chi dovrebbe avere interesse a seguirci a parte l’Organizzazione?»
«Banditi e cacciatori di taglie. Non ti sarai dimenticato che ci hanno messo una taglia sulla testa a Laghia. Il fatto che quei falliti ci abbiano lasciato stare per tutto questo tempo è merito di Zangoose, che ha… convinto Greninja a lasciarci stare. Ma adesso siamo nei territori delle Gilde, credo di avertelo detto. Se questi che ci seguono fossero membri di una gilda di cacciatori di taglie…»
«E su che basi lo credi? Solo per Riolu?»
«Adesso mi stai facendo arrabbiare Raichu. Dopo tutto questo tempo, credo dovresti aver capito chi di noi due è il più esperto in queste cose. Ti dico che non è l’Organizzazione che ci segue e che Riolu sta aiutando qualcun altro.»
Raichu sospirò «Diciamo che tu abbia ragione. Cosa facciamo?»
«Lasciamo che ci seguano, per ora. Poi tra due giorni, quando non avremo più palle al piede, superata la Valle di Nyla, troverò il modo per tendere loro un’imboscata usando le informazioni che Riolu o Gliscor gli stanno dando.»
«Bene, mi fiderò di te. Ma se ti sbagli, ci stai mettendo tutti in pericolo.»
«Disse quello che ci ha messo una palla al piede.»
Raichu non rispose e si allontanò.

«Dovevano proprio prendere con loro quei tizi, vero?» Chiese Persian «Fosse stato solo il Gruppo, sarei stato disposto ad attaccarli, ma non sappiamo quanto siano forti questi tizi in più.»
Il Ditto annuì «Aspettiamo. Riolu dice che alla Valle di Nyla si separeranno da loro, se resistiamo fino ad allora poi possiamo attaccarli al Dente.»
Persian annuì «Il capo sarà soddisfatto. Eelektross vale un sacco di soldi, ed ha anche un conto in sospeso con lui. Se glielo portiamo, sarà un successo.»
Ditto scosse la testa «Non è più un successo da quando la comandante della Gilda delle Fate Blu ci ha massacrati.»
«Gliela faremo pagare, quando sarà il momento. Nessuno attacca i membri della nostra Gilda e se ne va impunito. Ma per ora concentriamoci sulla taglia di Eelektross.»
Ditto annuì, ma non poteva fare a meno di chiedersi se avessero fatto la scelta giusta seguendo i tre.

«Sai Draak, sei veramente un bravo Pokémon. Ne ho conosciuti pochi di così forti eppure così gentili.»
«Beh ti ringrazio Bagon» rispose il Dragalge, sorridendo.
«Per questo credo dovresti restare a Draghia. Sono certo che potresti fare grandi cose. Ci sono molte battaglie da combattere, e la tua forza ci farebbe comodo.»
Draak rimase a bocca aperta «Dici sul serio?»
«Solo se lo vorrai, ovviamente. Ma facci un pensiero. Restare qui potrebbe davvero essere il tuo futuro.»
Draak annuì «Ci penserò. Ma Bagon, dimmi, perché me lo chiedi così all’improvviso?»
«Non posso farci niente. Io adoro vedere Pokémon forti dimostrare il proprio valore, e qui a Draghia potresti darne prova molte volte. Io e te anzi. Non credi?»
Il Pokémon annuì, poi ripensò a Surskit «Però ho un amico lontano. Vorrei rivederlo almeno una volta.»
«Non sto mica dicendo che dovresti restare qui per sempre. Se vorrai viaggiare, perché non farlo? Ma la tua Dominanza ti porta a Draghia. Deve voler dire qualcosa non credi?»
Draak annuì «Può darsi.» poi lo guardò «Ma dimmi, questa guerra di cui mi parlavi, tra chi si sta combattendo?»
«Oh, è tremenda, sono diciotto anni che combattono. Le famiglie del nord vogliono spodestare l’imperatore e metterne su uno proprio. Come al solito, ma stavolta sta durando molto di più perché i guerrieri del nord hanno al loro servizio molti mercenari, e quelle del sud faticano a sconfiggerli, nonostante siano di più.»
«E credi che finirà presto?»
«No, a meno che qualcosa non cambi.» Commentò Bagon «Hanno tutti paura. Questo paese ha visto la guerra per troppo tempo. Erano passati solo tre anni dalla guerra precedente quando questa è scoppiata.»
Draak sentiva la tristezza nella voce del Pokémon.
Quello continuò «Vorrei solo che finissero. Che il mio paese, e che Pokémos, fossero in pace. Chissà se si può fare in qualche modo…»
Draak stava per dire che certo, era possibile, poi scosse la testa. Chi era lui per dirlo? Solo un Dragalge ottimista.
Perciò rimase in silenzio.

Valle di Nyla, Territorio della famiglia Doormirda, 14/08/4783, circa le 11
Per i successivi due giorni, continuarono a camminare tra le montagne. I Denti del Drago si facevano sempre più alti, sempre più alti, finché le cime non sparivano del tutto tra le nuvole. La Strada di Arceus serpeggiava sinuosa accanto al fiume Draak, ormai irriconoscibile dall’ampio, enorme fiume che avevano visto. Certo, aveva ancora la larghezza del Fiume Volt, ma decisamente era quasi impensabile che quello fosse il gigantesco fiume che avevano visto quando erano arrivati a Velenia.
Poi, la mattina del secondo giorno, qualcos’altro cominciò ad apparire all’orizzonte. Tra le montagne scorgevano qualcosa di grande, enorme. Sembravano archi di pietra, ma erano ancora lontani, e non riuscivano a vederli bene.
Andarono avanti, e la strada salì un po’. Si ritrovarono a camminare lungo un sentiero che passava accanto alla parete di pietra più strana che Raichu avesse mai visto. Anzitutto era enorme. Poi sembrava curvare verso l’esterno, come se qualcosa l’avesse spinta dall’interno. Sembrava continuare verso l’alto, e in effetti non riusciva a scorgerne l’altro capo, dato che nel punto in cui l’avevano incontrata sembrava curvare lentamente verso nord.
Salirono ancora, di più, e infine si trovarono davanti la valle. Il Draak la percorreva, zigzagando in mezzo a grandi pilastri di roccia nera, lavorati da millenni di venti e tempeste. La grande valle, circondata da montagne ma completamente spianata, era sparsamente popolata da una manciata di fattorie, puntolini circondati da filari e filari di bacche, ma stranamente aveva ampi spazi disabitati. La montagna più lontana, a malapena visibile, aveva una forma bizzarra, con grandi caverne e una cascata che scendeva da chissà dove.
Poi Raichu vide Emolga alzare gli occhi e strabuzzarli. Seguì lo sguardo del Pokémon, e rimase a bocca aperta.
Intorno alla valle, piantate alle pendici delle montagne, si trovavano enormi archi di pietra, alti quanto le montagne stesse. No, non archi…
“Costole.” Pensò raichu a bocca aperta. A quel punto guardò il muro che aveva accanto, e salì con lo sguardo, vedendolo perdersi verso l’alto, fino a che non scorse, tra le nuvole, la forma di quella che era una spina dorsale, come dimostrava il punto di incontro delle costole. Guardò di nuovo l’alta parete.
“Questa è… una coda?” Poi ritornò a guardare la valle. E lontano, scorse qualcosa che lo lasciò ancora più a bocca aperta. Quella che sulle prime aveva scambiato per una grande montagna coperta di caverna era l’immane testa di una qualche lucertola, talmente alta che i bulbi oculari erano coperti dalle nuvole. Da dove avrebbero dovuto trovarsi, sgorgava la cascata.
“Ma che cosa…”
«Questa è la Valle di Nyla.» Disse Eelektross, guardando le facce sorprese del Gruppo, non senza sogghignare. «E fa sempre questo effetto.»
«Ma che cos’è quella… cosa?» Domandò Luxray.
«Se volete saperlo, posso dirvelo io.» Disse Abra «Ho letto il racconto di Nyla.»
«Va bene, va bene, ma lo farai mentre continuiamo. Non siamo qui per piacere, abbiamo un compito.» Rispose Eelektross, avviandosi. Il gruppo lo seguì lentamente, continuando a guardare le grandi costole e il teschio in lontananza.

«Tanto tempo fa, all’epoca in cui Pokémos era ancora giovane, Arceus impose ai Loro il tabù di entrare a Pokémos nella loro vera forma. Così, ogni Loro dovette scegliere un aspetto che fosse degno di questo luogo, ma non andasse contro i desideri del loro signore. Solo a Nylashaapamatu, il più grande amico e generale di Arceus, fu concesso di entrare a Pokémos col proprio vero aspetto, perché Arceus si fidava di lui incondizionatamente. Si dice fosse il più potente dei Loro. Le sue ali oscuravano il sole per centinaia di chilometri mentre volava, una sua vampata di fiamme poteva far bollire il mare, e i suoi occhi vedevano a decine di migliaia di metri di distanza. Ma Nyla amava i Pokémon, e per questo cercava sempre di tenersi lontano dai loro insediamenti, per non causare loro problemi. Era felice di osservarli da lontano, salendo tanto in alto da diventare un piccolo oggetto irriconoscibile, oltre le nuvole, e di ammirarli con la sua prodigiosa vista. Per dormire si buttava in mare, che per lui era profondo come un laghetto, o si arrotolava intorno alle montagne.»
«Un giorno, mentre dormiva intorno a un gruppo di montagne, vide una piccola figura sorridergli e osservarlo. Sorpreso, perché di solito i Pokémon non si avvicinavano a lui, aprì un occhio, e piegando la testa osservò la Pokémon. Era un piccolo esemplare di una specie che non esiste più. Le sue corte ali viola ed il corpo nero sorpresero Nyla, che aveva visto pochi Pokémon simili. Chi sei? Chiese il Pokémon, senza distogliere lo sguardo. La Pokémon sorrise e gli rispose dicendo che si chiamava Draak – che allora era un nome femminile – e che lo ammirava, e desiderava poter essere come lui. A questo, Nyla rise, e rispose che nessuno poteva essere come lui, era il volere di Arceus. La fanciulla però non si arrese e rimase con lui, finché lui non prese il volo e sparì lontano.»
«Nyla tornò in quel luogo l’anno dopo, e nuovamente si mise a dormire. E ancora una volta al suo risveglio si trovò davanti la piccola creatura. Il Pokémon sorrise, e i due parlarono a lungo. Lui le narrò di quello che aveva visto nei suoi lunghi viaggi, e lei continuò a farle una domanda dopo l’altra. Nyla partì di nuovo, ma stavolta si allontanò solo per sei mesi. Quando tornò, dopo aver dormito, ancora una volta vide la Pokémon. E ancora una volta parlarono a lungo.»
«Poi Nyla dovette partire per tre anni, si dice per volare oltre il mare, a fare cosa non lo sa nessuno. Quando tornò, si rimise a dormire. Svegliatosi lo aspettava una Pokémon di aspetto diverso, ma lui la riconobbe subito, e sorrise. La Pokémon gli sorrise un’altra volta. Sei tornato, disse sorridendo. Nyla annuì, schiacciando una piccola foresta con quel gesto, e le raccontò di ciò che aveva visto in quei tre anni, anche se neanche a Draak disse dove fosse stato esattamente. E a quel punto, cominciò a capire di star provando amore per quella Pokémon. Era una sensazione nuova per lui, ma decise di non respingerla. Sorrise, e il Pokémon gigante continuò a parlare con lei per anni, continuando a tornare a trovarla. Poi, un giorno, la vide cambiata ancora. Era una Pokémon adulta ora, questo era chiaro. Le sue sei ali rosso sangue splendevano del fuoco che vi scorreva dentro, il suo corpo nero era uno strano color carbone. Ma Draak era sempre lei, allegra e solare. Nyla le narrò ancora dei propri viaggi, poi lei lo sorprese, perché gli fece la domanda che Nyla aveva atteso e temuto per anni. Gli chiese di sposarla.»
«Nyla le rispose che avrebbe fatto il possibile, e tornò da Arceus. Si inginocchiò davanti al suo trono, e lo implorò di dargli una vita mortale da spendere accanto alla ragazza, e un corpo con cui non metterla in difficoltà. Arceus lo fissò, ne lesse i sentimenti, e acconsentì, ma lo avvertì che l’avrebbe anche reso completamente mortale, e che alla morte sarebbe tornato come prima. Nyla tornò sulla terra, con lo stesso aspetto, solo in dimensioni ridotte, e i due vissero felici per molti anni, in una piccola casa sulle montagne in cui si erano conosciuti.»
«Poi, un giorno, Draak gli chiese di poter tornare a casa per qualche tempo, a incontrare i propri parenti, e Nyla sorridendo le rispose che loro erano marito e moglie, non padrone e serva. Se lei voleva tornare a casa, poteva farlo. Nessuno sa cosa accadde di preciso in quel viaggio. C’è chi dice che i suoi parenti scoprirono chi aveva sposato e chi che fu lei stessa a rivelarlo, ma quando la moglie di Nyla tornò dal villaggio dove vivevano gli altri membri della sua specie, era seguita. Decine e decine di Pokémon avevano sentito parlare del leggendario Nylashaapamatu, e le leggende su di lui si erano gonfiate sempre di più, in quei tempi così antichi. Si diceva che chi lo avesse ucciso sarebbe divenuto più potente del pokémon, che le sue ossa avrebbero donato a chi le toccava poteri magici, e tante, troppe leggende gonfiate da decenni di mistero intorno a quel grande Pokémon che sorvolava i cieli di Pokémos fin dall’antichità.»
«La casa fu attaccata, ma Nyla combatté ferocemente per difenderla e difendere Draak. Con orrore della pokémon, molti di coloro che attaccavano suo marito erano suoi parenti, o altri membri della sua specie. Orripilata si lanciò contro di loro. Ma non era una guerriera, e uno di loro la uccise. Nyla si girò, le lacrime agli occhi, e con un colpo di artigli gli tagliò la testa, ma quella distrazione gli fu fatale. Un attacco si aprì la strada attraverso una scaglia spezzata della sua pelle e lo trapassò all’altezza dello stomaco. Nyla ruggì, uccise, uccise, uccise, ma alla fine sentì che la sua ora era giunta e prese il volo. Subito, i suoi inseguitori lo seguirono. Ma improvvisamente Nyla morì, e di colpo tornò delle proprie vere dimensioni.»
«Tutti coloro che si trovavano sotto di lui, e persino le montagne, furono schiacciati dall’impatto del suo corpo, che creò la valle di Nyla. Vedendo il suo più grande amico morire, senza poterlo salvare per via delle regole che lui stesso aveva imposto, Arceus fu ad un passo dallo schiacciare il mondo e tutti i suoi abitanti, ma a fermarlo furono le ultime parole del Pokémon, che solo lui aveva udito, a fermarlo. Perdonali, o se non puoi, punisci solo i colpevoli. E tanto Arceus fece. Con i propri poteri, trasformò le ossa di Nyla in pietra, e fece sparire tutto il resto. Nel teschio vuoto, all’interno dell’occhio sinistro, pose il corpo della moglie, e da lì prese a sgorgare acqua, fino a riempire completamente il teschio del Pokémon, per poi uscirne come cascata. Arceus a quel punto si girò verso i corpi degli aggressori, e li maledì. Essi diventarono pilastri di pietra, e l’anima dei Pokémon che avevano ucciso Nyla vi rimase imprigionata dentro, senza poter raggiungere l’aldilà. Così starete, decretò Arceus guardando la cascata scendere da quello che un tempo era stato l’occhio di Nyla, finché Nylashaapamatu non avrà versato tutte le proprie lacrime. E da allora, il fiume Draak sgorga dalle cascate chiamate Lacrime di Nyla, che mai, neanche per un giorno, hanno smesso di piangere ciò che i due hanno perso.»