La Mia Prima Fan-Fiction

#31
Mens ha detto:
L'ocarina è quella che Melody usa per svegliare Lugia nel secondo film, vero? A proposito, per essere davvero pignoli, il nome dell'isola è Shamouti.

Promette sempre meglio. Lo stile è molto buono, il flashback sta benissimo, la storia comincia ad introdurre qualche elemento di mistero...vedremo un po' i prossimi capitoli...

Si, bravo, l'ocarina è proprio quella ;)

Quello strumento mi piaceva troppo e non ho saputo resistere, visto che io suono diversi strumenti :P

Ora per il nome dell'isola correggo subito ^_____^

Robby ha detto:
la fic è molto bella,però prova a mettere qualche spazio tra un pezzo e l'altro,così la lettura sarà meno pesante!
Va benissimo ^w^

Allora continuo

Capitolo 3

No, non era possibile. Non poteva essere vero...Ma perché?Perché proprio a me ? Non era giusto. Quella avrebbe dovuto essere la giornata in cui finalmente avrei sconfitto Seth, il capopalestra di Greentree city, dopo cinquant' anni. E invece vengo a sapere che era stato sconfitto il giorno prima, da una ragazzina, una certa Serena. Avrei dovuto essere IO l' allenatore che avrebbe vinto dopo tanto tempo la lega di Erijo. Ivece l' occasione di diventare il più forte mi era stata soffiata via da una ragazzina quindicenne. In quel modo non avrei mai raggiunto il mio scopo, in quel modo non l' avrei mai incontrato....Già, la creatura che mi aveva incantato dalla prima volta che l' avevo vista, sull' immagine di un libro molto antico di un mio antenato: Suicune. Sapevo che i pokémon leggendari apparivano solo agli allenatori più forti. Non mi sarei lasciato scappare quell' occasione. Ora Seth si era lasciato soffiar via il titolo di migliore allenatore da Serena, quindi sarebbe stata lei quella che avrei sfidato, per vendicarmi del brutto scherzo che mi aveva tirato e per ottenere il titolo di migliore allenatore. Dovevo assolutamente incontrare e catturare Suicune: la prima volta che posai lo sguardo su di lui rimasi ipnotizzato dalla sua bellezza e, da quel momento, divenne il mio pensiero fisso "DEVE essere MIO".

Se Serena avesse continuato il suo viaggio, sicuramente la sua prossima meta sarebbe stata Bluesky city, e l' unico modo per arrivare lì era passare per la Labyrinth Cave, o scalare la Labyrinth Mountain. Sicuramente avrebbe optato per la prima possibilità, quindi mi decisi di sorvegliare l' entrata della grotta e mi sarei fermato lì ad aspettare il suo arrivo. Avrei vegliato giorno e notte se fosse stato necessario. Quel giorno arrivai all' entrata della Labyrinth Cave quand' era mattina presto, mi sedetti su un masso lì vicino, in modo da poter sorvegliare l' entrata, e iniziai ad aspettare...

Le mie gambe mi supplicavano di fermarmi, camminavo da più di sei ore, ed ero stanca. Mi ero alzata alle cinque quella mattina, per raggiungere il prima possibile la prossima città. Prima però avevo chiesto a Charizard e Arcanine se ce la facevano e, visto che loro erano d' accordo, non esitai a proseguire il mio viaggio. Naturalmente non li avrei fatti combattere per nulla al mondo. Ormai era ora di pranzo e dovetti fermarmi, con i piedi doloranti. Mi sedetti su un ramo basso di un grande albero che si trovava vicino al sentiero che stavo seguendo. Mi tolsi lo zaino dalle spalle, che erano letteralmente a pezzi, e tirai fuori dei panini che iniziai a mangiare con appetito. Una volta finito, feci uscire i miei pokémon e diedi da mangiare anche a loro. Mi dispiaceva vederli così deboli e malridotti. Intanto tirai fuori il mio pokédex che, grazie ad una piccola modifica apportata dal prof Oak, aveva inclusa anche la modalità MAPPA. Iniziai a consultare la cartina

-Dunque- pensai a bassa voce, additando la mappa - se voglio raggiungere Bluesky City devo passare per forza per la Labyrinth Cave. Non dovrebbe mancarmi molto, visto che sono qui- e posai il dito su una freccetta rossa lampeggiante, che indicava la mia posizione.

- Ok , ci rimettiamo in cammino ?- chiesi rivolta ai miei pokémon. Entrambi annuirono e gli sorrisi, poi li ritirai nelle sfere, che minimizzai e attaccai alla cintura. Raccolsi tutto nello zaino e mi rimisi in viaggio.

Ormai l' ora di pranzo era passata da un pezzo e ancora non si vedeva arrivare nessuno. Per fortuna mi ero portato da mangiare. Le mie gambe iniziarono ad intorpidirsi, a forza di restare seduto su quel masso. Ma non importava: avrei aspettato anche una settimana pur di sfidarla.

Visto che mi ero riposata un pò, procedetti più velocemente. Era una bella giornata, che rendeva piacevole il viaggio. Il cielo era limpidissimo, non c' era neanche una nuvola, e i raggi del sole illuminavano le foglie degli alberi, di un verde acceso, che creavano sull' erba dei bellissimi giochi di luci e ombre. Mi sentivo rilassata e di buon umore. Però ad un tratto mi fermai e mi guardai intorno: avevo la sensazione di essere seguita, la stessa sensazione che mi perseguitava già da qualche mese. Ormai ci avevo fatto l' abitudine, quindi non ci badai più di tanto e proseguii, anche se avevo i sensi all' erta, pronta a cogliere un minimo segnale di pericolo. Per fortuna ero quasi arrivata alla Labyrinth Mountain, di cui già riuscivo a vedere le pareti rocciose. In breve raggiunsi la base della montagna e iniziai a cercare l' entrata della Labyrinth Cave, che si trovava qualche centinaio di metri alla mia destra. Una volta lì, posai il mio zaino a terra e aprii la chiusura lampo esterna per prendere una torcia. Quando mi rialzai con lo zaino in spalla e la torcia in mano, notai che c' era un ragazzo, seduto su un masso, che mi stava osservando. Sembrava di 16 anni, indossava una maglietta a mezze maniche e pantaloni lunghi,aveva i capelli cerulei e, a parer mio, un bel volto. All' improvviso si alzò e si diresse verso di me.

Finalmente vidi qualcuno avvicinarsi all' entrata della grotta: era una ragazza. Era magra e abbastanza alta, aveva lunghi capelli castani che le arrivavano alla vita e un viso dai lineamenti delicati. Indossava dei pantaloncini lunghi fino alle ginocchia, una maglietta sbracciata e scarpe da ginnastica. Forse era lei Serena. All' inizio sembrò non accorgersi della mia presenza, posò lo zaino a terra e tirò fuori una torcia. Poi, quando rialzò lo sguardo, mi notò ed iniziò ad osservarmi. A quel punto mi alzai e scesi dal masso, dirigendomi verso di lei.

- Sei tu Serena ?- chiese il ragazzo sconosciuto non appena mi fu di fronte.

- Si... sono io...e...tu chi...chi sei ?- domandai imbarazzata, mentre lo squadravo con aria diffidente.

- Il mio nome è Kei, vengo dalla città di Darknight City. Sono qui per sfidarti.-.

- Perché vuoi sfidarmi ?-

- Non sono affari tuoi. Allora, accetti ?- chiese, secco. Sembrava di poche parole.

- Mi spiace ma ora non posso- dissi muovendo un passo avanti, per entrare nella grotta, ma lui mi si parò davanti, allargando le braccia per bloccarmi il passaggio.

- Dai... fammi passare- dissi cercando di andare avanti, ma lui me lo impedì e scosse la testa.

- Non ti lascerò passare finché non avrai combattuto contro di me-. "Uffa, adesso ci manca questo qui che non vuole farmi passare. Ma perché a me ? Cosa ho fatto di male ? " pensai mentre iniziavo a preoccuparmi e ad innervosirmi. Cercai di ricordarmi se c' erano dei passaggi alternativi per arrivare a Bluesky City: se non potevo passare per la grotta, l' unica alternativa era scalare la Labyrinth Mountain ma non avevo ne l' attrezzatura ne la voglia e il tempo per un' impresa del genere.

- Senti, - iniziai col tono più persuasivo che riuscii a tirare fuori, -i miei pokémon sono stanchi, non ce la fanno a combattere. Possiamo sfidarci un' altra volta ?-. Di nuovo Kei scosse la testa. Come potevo uscirne fuori ? Tirai fuori l' ultima proposta che mi veniva in mente:

- Allora facciamo così: vieni con me fino alla prossima città. Se ci sbrighiamo, la raggiungeremo entro domani mattina. Lì aspetteremo alcuni giorni che i miei pokémon si rimettano in sesto. Poi ci sfideremo. Più di questo non so che dirti...-. Kei rimase un attimo in silenzio, infine rispose:

- Va bene, ma che il nostro incontro non venga rimandato oltre !-. E ci addentrammo nella Labyrinth Cave...

Finalmente l' avrei sfidata, finalmente l' avrei sconfitta, finalmente gliel' avrei fatta pagare. Questione di pochi giorni e le avrei soffiato il titolo di allenatore n° 1. Dovevo farlo, per incontrare assolutamente Suicune. Per fortuna solo poche persone sapeva della sua esistenza, ed io ero tra quelle. Nella mia famiglia i pokémon leggendari erano sempre stati una fissa, soprattutto per mio padre, che aveva sempre voluto pokémon potentissimi. Ma gli scopi per cui voleva usarli erano meschini. Ereditai da lui la passione per i leggendari ma, quando mi resi conto di come mio padre trattava i pokémon, fuggii di casa. Volevo catturare Suicune per dimostrare a mio padre che quello che faceva era sbagliato. Una volta dentro la grotta Serena accese la torcia, che arrivava ad illuminare solo qualche metro davanti a noi. Durante il tragitto restammo entrambi in silenzio, anche se sentivo che ogni tanto mi lanciava degli sguardi con la coda dell' occhio. Probabilmente era timida e la mettevo a disagio, ma non me ne importava nulla. Dopo alcune ore di cammino finalmente vedemmo una luce, che voleva dire che eravamo arrivati al termine della grotta. Serena spense la torcia, che ormai non serviva più, e si mise a correre in direzione dell' uscita, mentre io continuai a camminare. Quando anch' io fui fuori, la ritrovai che parlava al pokégear con qualcuno.

continua...

prima metà del terzo capitolo -.-

Spero che la suddivisione così vada bene, non ho voluto dividere troppo per evitare che potesse essere troppo "spezzato" ^__^
 
#33
Troppo buono  -.-

Andiamo avanti ;)

....

Non appena scorsi l' uscita, spensi la torcia e mi misi a correre in quella direzione: non mi era mai piaciuto molto restare in luoghi così angusti per tanto tempo. Kei invece continuò a camminare, e lo lasciai indietro. Una volta fuori inspirai a fondo e sentii il piacevole odore degli alberi entrare nei miei polmoni. All'uscita della grotta c' era un burrone e per entrare nella foresta dovevamo scendere per la parete della montagna, passando per un piccolo sentiero. Ormai era quasi il tramonto e il panorama era a dir poco mozzafiato. Il sole, stava scendendo dietro alcuni monti all' orizzonte, illuminando il cielo di rosso, mentre sotto di noi si stendeva la Blackhole Forest. In quel momento il mio pokégear squillò, mentre Kei era appena uscito dalla grotta. Risposi alla chiamata:

- Pronto ? Chi è ?-

- Eh...un attimo....dove devo parlare...mi dai una mano ?- disse dall' altra parte una voce familiare, rivolta a qualcun altro.

- Ah, sei tu...- dissi divertita.

- Ecco fatto...grazie...Ehilà sorellina, come va ?-. Avevo indovinato, era lui.

- Bene grazie- risposi mentre mi allontanavo un pò da Kei.

- Ho saputo che hai vinto la medaglia di Greentree City, complimenti ! Come ti senti ?-

- Dispiaciuta, i miei pokémon hanno subito seri danni...-

- Ma ora è tutto a posto ?- disse con aria preoccupata.

- Si, si, ora è tutto a posto, però....mi sento in colpa...-

- Non pensarci, si rimetteranno presto. Ora dove ti trovi ?-

- Ho appena superato la Labyrinth Cave-

- Wow, di già. Ma viaggi da sola ? Sei riuscita a farti qualche amica?- chiese, con un tono speranzoso.

- No, non viaggio da sola, per il momento. Poco fa ho conosciuto un ragazzo che vuole sfidarmi. Visto che per ora non possiamo combattere, verrà con me fino a Bluesky City. Lì ci sfideremo e dopo, ognuno andrà per la sua strada- dissi abbassando la voce.

- Beh, almeno per il momento hai un' amica!-

- No, è un ragazzo...- dissi, quasi con rassegnazione.

- COSAAAAAAAAA!!!!!???????UN RAGAZZO !!!!!!!????????- urlò con così tanta forza che il pokégear iniziò a vibrare come se avesse preso vita propria. Dovetti attapparmi l' orecchio per evitare di diventare sorda. Kei intanto si era seduto e iniziò ad osservarmi, incuriosito. Mi voltai dall' altra parte, mentre mio fratello continuava ad urlare come un matto. Era stato sempre iperprotettivo e geloso nei miei confronti. Cercai di calmarlo:

- Dai...non fare così. Questione di pochi giorni e se ne andrà...-

- Quanto manca prima che tu raggiunga la prossima città ?- chiese, mentre cercava di riprendere fiato.

- Se ci sbrighiamo, entro domani mattina.....-

- DOMANI MATTINA????!!!!!!!!Vuol dire che passerai la notte CON LUI ???-. Iniziai ad arrossire.

- Cosa vai a pensare con quel cervello bacato ?- chiesi, trattenendomi dallo strillare. -E' venuto qui solo per sfidarmi !!!-

- Oh, avanti sorellina. Pensi che l' incontro di pokémon sia il primo pensiero di un allenatore quando si trova in compagnia di una ragazza dolce e carina?-

- Smettila, io non sono carina !-. Ho sempre odiato complimenti del genere.

- Va bene, va bene. Se ci sono problemi però, sai che puoi sempre contare su di me. Io sono qui.-. Sorrisi, sentendomi felice e sollevata.

- Ash...?-

- Cosa c'è ?-

- Grazie...-

- Di nulla. Ricordati se ti serve una mano...- e riattaccò

continua....

So che Ash sta antipatico a molte persone, ma non ho saputo resistere :P " . Mi piacerebbe un fratello maggiore come lui: pasticcione, ma sempre pronto ad aiutarti, se sei nei guai ! ^w^
 
#36
davvero brava serena mi stupisci ogni post che passa. l'idea del racconto dal doppio punto di vista è originalissima, ci sta troppo bene. continua così! -.-
 
#37
Non esageriamo  ;)

- Ok, possiamo andare- dissi rivolta a Kei, quando rimisi il pokégear al suo posto. Non disse nulla e si limitò ad imboccare il sentiero che portava dentro la foresta. Non era una strada messa molto bene: era stretta e si poteva cadere di sotto alla minima distrazione. Procedemmo con molta lentezza e, per fortuna, arrivammo alla foresta sani e salvi, anche se ormai era buio. Continuammo a camminare ancora per un' altra ora buona. La foresta di notte era molto inquietante e avevo una paura che continuava a crescere ad ogni passo. Alla fine mi fermai e mi sedetti su un sasso, visto che le gambe non mi reggevano più.

- Ti prego, fermiamoci ! E' da oggi che cammino non ce la faccio più ! -. Kei fece ancora qualche passo, poi si fermò e si girò verso di me.

- Non possiamo fermarci in mezzo al sentiero, dobbiamo trovare una radura.- disse guardandosi intorno.

- Vuol dire che dobbiamo camminare ancora ??!!!-.

- Allora resta qui, io vado a cercare qualche posto dove possiamo passare la notte-. Disse inoltrandosi nella foresta. Quando fu completamente inghiottito dalle ombre, mi pentii di non essere andata con lui, visto che stavo morendo di paura. Iniziai a tremare come una foglia e sobbalzavo per ogni minimo rumore, probabilmente dei pokémon notturni che abitavano quel bosco. Il vento iniziò a soffiare, facendo muovere le fronde degli alberi e producendo un suono simile a quello di un respiro. Chiusi gli occhi e sentii la paura che se ne andava. Non dovevo aver paura del bosco, non dovevo aver paura della notte. Fui avvolta da un senso di protezione. All' improvviso sentii un fruscio che mi fece prendere un colpo e riaprii gli occhi: fortunatamente era Kei

- Allora, vieni o vuoi passare tutta la notte su quel sasso ?-

- Certo che vengo !-. E ci inoltrammo nella foresta. Ormai camminavamo da qualche minuto e dopo poco entrammo in una radura, in mezzo alla quale c' era un tronco d' albero, per terra. Posai il mio zaino e iniziai a montare la mia tenda, mentre Kei accendeva un fuoco con dei ramoscelli. Dopo aver sistemato il sacco a pelo dentro la tenda tirai fuori la mia cena: un misero panino che mi avrebbe fatto morir di fame per tutta la notte. Comunque mi sedetti sul tronco davanti al quale ora c'era un allegro fuocherello scoppiettante che riusciva a rischiarare un pò. Anche Kei si sedette sul tronco e iniziammo a mangiare in silenzio, entrambi con lo sguardo rivolto verso il fuoco. Una volta consumato il pasto continuammo a restare seduti e rimasi incantata nel contemplare le fiamme che danzavano.

- Perché vuoi sfidarmi ?- chiesi all' improvviso, interrompendo il silenzio.

- Mi sembra di averti già detto che non sono affari tuoi- rispose con durezza.

- Invece sono affari miei. E' con me che devi combattere, gradirei qualche spiegazione, se non ti spiace- ribattei con freddezza, - Allora, perché vuoi sfidarmi ?-. Iniziavo a spazientirmi.

Kei sospirò, poi si voltò verso di me

- Voglio diventare il più forte- rispose.

- E pensi di diventarlo sconfiggendomi ?- e mi voltai anch' io verso di lui. Annuì e continuò a parlare

- Da quando ho ricevuto il mio primo pokémon non ho mai perso un incontro. Non avevo mai sfidato il capopalestra di Greentree City e avrei dovuto disputare un incontro con lui proprio oggi pomeriggio. Ma vengo a sapere che era già stato sconfitto, da te- e mi fissò, quasi con odio, - Allora ho deciso che avrei sfidato te, direttamente. Ora sei tu l' allenatrice più forte in circolazione, qui ad Erijo.- . Non ero più in grado di sostenere il suo sguardo, quindi mi voltai di nuovo verso il fuoco.

- E perché vuoi diventare il più forte ?- chiesi.

- Stai facendo troppe domande...-

- Perché vuoi diventare il più forte ?-

- Smettila !-

- No, tu smettila di fare il misterioso ! Allora perché vuoi diventare il più forte ?-. Rimase un attimo in silenzio poi sospirò di nuovo, voltandosi anche lui verso il fuoco

- Perché voglio catturare Suicune -.

- Chi è Suicune ?- chiesi, mentre la mia curiosità cresceva, vincendo la timidezza.

- Non mi sorprende che tu non lo conosca, solo pochi allenatori sono a conoscenza della sua esistenza. Suicune è un pokémon leggendario ed è la reincarnazione dei venti del nord. E' potentissimo e appare solo agli allenatori più forti. Ora smettila di farmi domande.-. Si alzò e iniziò a montare la sua tenda, mentre io restai a fissare il fuoco. All' improvviso mi assalì di nuovo la sensazione che ci fosse qualcun' altro, che ci stava spiando. Mi alzai in piedi di scatto e mi osservai intorno, cercando di localizzarlo. Kei si volto verso di me, perplesso

- Cosa c' è ?- chiese, ma lo zittii con un gesto della mano, pronta a cogliere il minimo rumore. Anche Kei ora sembrava all' erta. Sentii un fruscio e mi voltai nella direzione da cui era venuto il suono. Vidi qualcosa di grosso muoversi dietro un cespuglio, e colsi il luccichio di due occhi rossi che mi stavano fissando. All' improvviso la creatura si mise a correre verso il cuore della Blackhole Forest e mi lanciai all' inseguimento, inghiottita dal bosco.

penultima parte del 3° capitolo -.-
 
#40
Un pò di suspence non guasta  :P

Coraggio, andiamo avanti -.-

Forse, finalmente avrei saputo chi era, o più precisamente, cos' era ciò che continuava a seguirmi da così tanto tempo. Iniziai a correre più velocemente possibile, dovevo sapere di cosa si trattava. Sentii Kei che correva dietro di me e che mi chiamava, ma non vi badai minimamente e continuai a correre. Saltai delle grosse radici che mi intralciavano la strada e andai avanti. I passi della creatura erano cessati ma non mi fermai subito, visto che c' era un grande distacco. All' improvviso ripensai al sogno che avevo fatto al centro pokémon: stava diventando reale. Ma nel sogno non avevo visto cosa c' era alla fine, un motivo per correre ancora più forte. Se però quelle cose si stavano davvero realizzando allora avrebbe dovuto esserci....Non ebbi il tempo di finire il mio pensiero che questo si materializzò direttamente: entrai nella radura che avevo già visitato in sogno. C'era il lago che ospitava l' immagine della luna piena di quella notte e al centro del lago c' era quell' isolotto. Però stavolta volta vidi benissimo ciò che c' era sopra e ne rimasi a dir poco incantata. Era una creatura molto grande, bellissima e maestosa. Il suo pelo era azzurro, di un azzurro lucente, a parte alcune macchie bianche romboidali sui fianchi, e aveva l' aspetto simile a quello di un cane. Aveva una folta criniera ondeggiante che partiva dal capo e due code simili a nastri, che si muovevano come se soffiasse il vento, anche se in quel momento di vento non ce n'era. Sentii Kei arrivare, ma non badai minimamente a lui. Avevo paura che , se avessi distolto lo sguardo anche solo per un attimo, quella creatura magnifica se ne sarebbe andata.

- Che diamine....mi...vuoi.... spiegare....cosa.....?- disse col fiatone, ma le parole gli morirono subito in bocca: molto probabilmente si era accorto anche lui di quella creatura, che continuai a fissare, imbambolata. Aveva dei profondi occhi rossi, che mi stavano fissando e quando i nostri sguardi si incontrarono ebbi l' impressione di conoscerlo da sempre, di averlo già incontrato prima. Allora ebbi il coraggio di parlare

- Sei...sei tu Suicune... ?- sussurrai appena.

E Suicune annuì.

- Eri...eri tu che...mi seguivi ? -chiesi sempre a voce bassissima, come per paura di spezzare quel momento.

Di nuovo, Suicune annuì.

- Perché ?-

- Non posso dirtelo, non ancora. Devo essere sicuro che sei tu colei che sto cercando- . Annuii.

Sentire la sua voce mi fece uno strano effetto. Non percepivo le sue parole con le orecchie, ma sembrava che stesse parlando mentalmente. Volevo porgli un' altra delle mille domande che in quel momento continuavano a ronzarmi in testa come tante mosche fastidiose, ma decisi di restare in silenzio.

No, era impossibile. Lo avevo cercato da una vita e ora Suicune si trovava davanti ai miei occhi. Ma non ero io la persona a cui era apparso, bensì Serena. Quella ragazza mi aveva fregato per ben due volte in pochi giorni, perché proprio a me ? Mi bruciava da morire: io lo avevo cercato da una vita senza mai trovarlo , e lei....lei che era a conoscenza della sua esistenza da pochi minuti lo aveva già incontrato. Posai lo sguardo da Suicune a Serena, che in quel momento sembrava su un altro pianeta, poi di nuovo su Suicune. Era proprio come l' illustrazione del libro, che avevo visto a sei anni. Nonostante il passare del tempo, quell' immagine in bianco e nero disegnata con una semplice matita era rimasta nitida nella mia mente. Su quel libro si parlava di altri pokémon leggendari, come Ho-oh, Lugia, Entei, ma quello che più mi aveva colpito era stato Suicune.

Continuavo incantata a guardare Suicune, come bloccata. Non riuscivo ad aprire la bocca e sentivo che non riuscivo a muovere nessun muscolo del mio corpo, peggio di un attacco Paralizzante di un pokémon d' erba.

- Chiudi gli occhi- disse all' improvviso Suicune. Sobbalzai nel sentire la sua voce profonda, ma non dura o cavernosa, dopo quei lunghi attimi di silenzio. Comunque ubbidii e chiusi lentamente gli occhi. E allora sentii il ruggito di Suicune levarsi magnifico e terribile nella notte. Poi silenzio. Attesi qualche istante ancora, poi riaprii gli occhi. Suicune non era più davanti a me, ma non solo Suicune. Non c' era più la foresta, gli alberi, i cespugli. Mi voltai: non c' era più neanche Kei. C'era solo azzurro, azzurro ovunque. Un infinito azzurro, in cui non c' erano confini tra cielo e terra, non c' era sotto e sopra, non c' era nulla: solo azzurro. Dove mi trovavo ? All' improvviso sentii un dolore lacinante sul dorso della mia mano destra, che diventava sempre più forte. Gridai di dolore, poi, con gli occhi che iniziavano a lacrimare, vidi che una piccola pietra di forma sferica, anch' essa azzurra, stava entrando nel dorso della mia mano. Chiusi gli occhi, sperando che quella tortura finisse. Ad un tratto tutto si fece nero. L' ultima cosa che sentii era la voce di qualcuno che chiamava il mio nome, poi più nulla......

Fine 3° capitolo

Finito il 3° capitolo ;)
 
#41
serena ti dico solo che sono appena tornato da una partita di pallavolo che per altro abbiamo vinto, l'uscita postpartita con amici è andata benissimo e trovare ben due post della tua fic era il modo migliore di coronare la serata. mi ci voleva prorpio prima di andare a nannina (oggi continuavo a controllare, pensavo non avresti postato fino a domani, invece no: che bello!).

e così la storia si infittisce ancora di più, moooooolto bene  -.-
 
#43
Insomma, ormai lo dicono tutti, ma è così: complimenti. Serviva giusto una buona fic per risollevare le sorti della sezione. Complimenti.
 
#45
Grazie, sono commossa  -.-

Allora proseguo ^w^

Cap. 4

Non sapevo dove mi trovavo. Sapevo solo che stavo sopra un letto comodo, dove dormivo così di rado. La testa mi pulsava e mi faceva un male atroce. Il mio cervello ancora non riusciva ad analizzare perfettamente ciò che mi stava intorno, ma sentivo una voce che mi era familiare. Improvvisamente i ricordi mi assalirono ed provai la stessa sensazione che si ha quando si viene travolti da una grande onda. Aprii gli occhi di scatto, ma dovetti richiuderli subito accecata dalla luce. Mi misi a sedere e aprii gli occhi più lentamente per dargli il tempo di abituarsi. Accanto al letto c' era Kei

- Finalmente ti sei svegliata - disse con un tono di voce quasi preoccupato. Sembrava molto stanco.

- Quanto...tempo è passato...da quando sono svenuta ?- chiesi.

- Tre giorni-

- TRE GIORNI !!!???- urlai, ma mi pentii subito, perché ora la testa faceva ancora più male di prima. Mi guardai intorno. Non mi trovavo in una stanza del centro pokémon, questa era completamente diversa, mentre quelle dei centri erano tutte identiche tra loro. Questa era molto più grande e non c' era un pc . Sui muri c' erano poster di pokémon e allenatori famosi. C'erano due finestre e sotto una di quelle c' era una scrivania, con sopra il mio zaino e quello di Kei. Invece al muro che si trovava dalla parte opposta della stanza rispetto a dove mi trovavo io, c' erano scaffali pieni di libri, modellini di pokémon, e altri oggetti.

- Dove ci troviamo ?- chiesi confusa.

- A casa mia - rispose una voce sconosciuta. Sulla soglia della porta c' era un ragazzo che mi era perfettamente sconosciuto. Anche lui doveva avere una sedicina d' anni, non di meno. Era alto, aveva capelli castani e occhi verdissimi. Pensai che dopotutto non ero stata così sfortunata quei giorni. Ci stava fissando, appoggiato con una spalla appoggiata al muro e le braccia incrociate.

- Chi...chi sei ?- chiesi, imbarazzata, mentre sentivo che il rossore iniziava a salire alle guance.

- Il mio nome è Haden. Ma la domanda giusta è : chi siete voi ? Il tuo amico è arrivato qui tre notti fa, con te sulle spalle, svenuta. Naturalmente non potevo cacciarvi via, così vi ho accolto. Ho preferito non fare domande finché non ti svegliassi, ma ora voglio sapere chi siete e cosa vi è successo-. Rimasi in silenzio. Non volevo dirgli di Suicune, e non sapevo cosa inventarmi. Cosa potevo dire ? Naturalmente lui aveva tutti i diritti di sapere di come due perfetti sconosciuti gli erano quasi piombati in casa, e il fatto che fossi svenuta esigeva una spiegazione, ma non volevo dirgli nulla.

- Mi chiamo Kei- disse Kei all' improvviso- sono un allenatore di pokémon e vengo da Darknight City. Lei invece - disse indicandomi con un cenno della testa - è Serena. Stavamo viaggiando nella foresta, quando siamo stati attaccati da un pokémon selvatico- mentì spudoratamente. Gli fui grata per quello che aveva fatto, ma Haden non sembrava convinto.

- Se lo dici tu...- disse staccandosi dal muro e, con un' alzata di spalle uscì dalla stanza. Restammo in silenzio finché fummo sicuri che se ne era davvero andato, poi tirammo un sospiro di sollievo.

- Grazie- dissi a bassa voce e con un certo imbarazzo.

- Ma....io devo portare i miei pokémon al centro, hanno bisogno di cure- dissi, cercando di alzarmi.

- Ferma dove sei!! Ci ho già pensato io.-

- Cos.....oh, beh...non so davvero come ringraziarti...- dissi abbassando lo sguardo e arrossendo. Ringraziare le persone non è mai stato il mio forte.

- Figurati-. Poi aggiunse - Secondo te perché Suicune ha voluto incontrarti e perché sei svenuta così all' improvviso ? Quando sei caduta a terra priva di sensi, per poco non mi prendeva un accidente -.

Gli raccontai quel che avevo visto, e della pietra, ma mi bloccai all' improvviso....Già la pietra... era stato solo un sogno ? Estrassi la mia mano destra da sotto le coperte e la guardai. Mi sentii sbiancare come il lenzuolo del letto: la pietra c' era davvero. La mia testa sembrava dovesse scoppiare da un momento all' altro e mi premetti la tempia con due dita. Anche Kei sembrava abbastanza shockato dalla reale esistenza della pietra.

- Ho bisogno di riposare - dissi sussurrando, per non peggiorare il mio mal di testa, che poteva essere alla pari con quello di uno Psyduk.

- Ok, allora esco-. Detto questo Kei tirò le tende delle finestre e la stanza si fece quasi completamente buia. Dopodiché uscì. Mi addormentai immediatamente e delle immagini che avevo dimenticato da tanto tempo ,e che avevo voluto dimenticare con molta fatica, tornarono a galla.......

continua.....

Arriva l' ennesimo sogno , spero non vi stiano stufando, anche perché questo dovrebbe essere l' ultimo  :P . Il pezzo che seguirà secondo me è uno dei più tristi ( quando l' ho scritto mi sono anche messa a piangere ).  ;)
 
#47
Serena90 ha detto:
Arriva l' ennesimo sogno , spero non vi stiano stufando, anche perché questo dovrebbe essere l' ultimo  ;) . Il pezzo che seguirà secondo me è uno dei più tristi ( quando l' ho scritto mi sono anche messa a piangere ).  -.-
beh mi pare che i sogni servano a capire di più del personaggio e della sua storia, quindi direi che sono molto utili ed escluderei noiosi (anzi sono molto interessanti nella storia) quindi per me nn c'è problema, anzi si dia via la sogno!
 

Lord Bel

prof Tarassaco Tassofrasso
Mod
#48
Ho appena finito di leggere tutta la Fic, vorrei darti qualche critica (costruttiva, s'intende)

Nella parte anteriore c' erano quattro fori che' date=' molto probabilmente, dovevano essere [b']attappati e stappati[/b] a seconda del suono che si voleva produrre. [...] Le dita della destra attappavano e stappavano alternativamente i fori
Coperti o scoperti, coprivano e scoprivano sono più corretti :-)

Quando sentì il mio nome ebbe una reazione strana: sembrava sorpreso e sollevato. Capì che mi ero accorta della sua espressione' date=' quindi tornò serio e alzò lo sguardo al soffitto:[b']- Ehm... scusami, è stato un lapsus- [/b]disse cercando di giustificarsi. Non era bravo nel dire bugie, ma decisi di non indagare oltre.
Ma... il lapsus è un istantanea, improvvisa e breve perdita di informazioni (ovvero una dimenticanza di qualche secondo), e non capisco il nesso con la espressione del proprietario. Vuoi dire che ha mentito con un "ho avuto una dimenticanza"?

Mi tolsi lo zaino dalle spalle' date=' [b']che[/b] erano letteralmente a pezzi, e tirai fuori dei panini che iniziai a mangiare con appetito.
Come ripetizione ci sta malaccio. Magari con "Le quali" al posto del primo che suona meglio. Oppure dividendo questo periodo in due frasi più corte.

Dovevo farlo, per incontrare assolutamente Suicune. Per fortuna solo poche persone sapeva della sua esistenza, ed io ero tra quelle.
Sapevano

Sentire la sua voce mi fece uno strano effetto. Non percepivo le sue parole con le orecchie' date=' ma sembrava che stesse parlando mentalmente.[/quote']Per me qui sono molto più appropriati i due punti : invece che il punto fermo, è una esplicazione ^^

Passo a qualche consiglio più vago:

- Usi molto i segni di punteggiatura fermi, specialmente il punto. Ciò rallenta molto la narrazione, il che in alcuni casi produce effetti sgadevoli. Potresti provare a usare più virgole(,), due punti (:), punti e virgola (;) per rendere la narrazione più scorrevole e con un ritmo più sostenuto;

- Ottima l'idea della narrazione da più punti di vista, mi raccomando cura bene questo fattore (continua così, in questo modo va più che bene.

- Questa Fan-Fic è davvero coinvolgente. Forse la trama è troppo poco lineare, tutto dipende da come la risolvi tu.

(Lineare = ogni problema/evento che si presenta al protagonista è risolto prima che se ne presentino altri. Non lineare = problemi/eventi che si aggiungono ad altri ancora irrisolti, generalmente portano a forzature della storia)

In questo caso, la trama lineare è la protagonista che raccoglie le medaglie e sfida la lega. Si aggiunge l'evento Kei, che la deve sfidare; si aggiungono poi suicune e la pietra; Si aggiunge anche Haden (è sconosciuto, quindi evento irrisolto) ed infine l'amicizia che sta nascendo tra la protagonista e Kei. Ovvio che siamo ancora agli inizi, e quindi è normale avere problemi/eventi non lineari, però (a mio avviso) troppi possono portare ad una forzatura della trama. Non sono sicuro di essermi spiegato, le mie spiegazioni sono penose. Comunque la scelta spetta solo a te, sei tu l'autrice :-)

Continua a scrivere, davvero. Sei brava, sfrutta questa tua capacità. E, perchè no, magari potresti anche disegnare qualcosa sulla tua fic dato che ne sei capace.

Mah, sto brutto vecchio non ha più niente da dire. Buona fortuna e buon lavoro!
 
#51
Bene, vedo che è sguita -.-

Lorbel, ti ringrazio per i consigli 


Ah, cmq ho detto che la devo ancora revisionare?  :P

Questo che sto postando è quello che ho scritto di getto, senza rileggere 


Quindi è probabile che ci siano ripetizioni che non ho notato(visto che non ho riletto ^______^") errori di battitura o eventuali errori grammaticali a cui non ho pensato mentre scrivevo.

Ma se me li segnalalerete mi darete un aiuto per la revisione ^____^

Intanto continuo ;)

Questo pezzo è un pò lungo e premetto che non l'ho riletto, quindi è possibile che sia zeppo degli errori che ho elencato sopra
""

...

Pallet Town, 10 anni fa. Avevo solo 5 anni, mio fratello 6. Era sera e stavamo nella nostra cameretta, seduti sul letto, io sulle sue ginocchia, a leggere un libro,il mio libro preferito: le pagine erano ingiallite dal tempo e la copertina era rovinata. Su quest' ultima c' erano tre fori, contenenti tre pietre, disposte a triangolo : una rossa, una verde e una gialla. In mezzo alla copertina c' era un quarto foro, che però era vuoto. Molto probabilmente in precedenza c' era stata una quarta pietra. Sul libro c' erano scritte molte storie e leggende su pokémon di cui non avevo mai sentito parlare.

- "... e Suicune, con un solo attacco, sconfisse gli Unown". Le altre pagine sono vuote- disse Ash chiudendo il libro. Scesi dalle sue ginocchia e lui si alzò per posare il libro.

- Apetta !- Presi il libro sulle sue mani e mi risedetti sul letto, aprendolo sulle mie ginocchia, e continuai a sfogliarlo da dove Ash si era interrotto.

- Cosa stai facendo ? -

- Voglio vedere se tutte le altre pagine sono vuote.- . Chiusi il libro e lo riaprii, partendo a sfogliarlo dalla fine. Ad un certo punto mi fermai su una pagina dove era disegnato a matita un pokémon bellissimo, simile ad un cane.

- Guarda !- gridai, piena di entusiasmo - Questo è Suicune !-

- Che ne sai ?-

- Lo so e basta. E' bellissimo, no ?-

Ash rispose con un cenno affermativo dela testa.

- Bambini, a letto !- . La mamma entrò nella stanza. Mi prese il libro e lo posò sulla scrivania, poi preparò i nostri letti. Mi sdraiai e mi coprii fin sopra la testa con il lenzuolo, su cui erano disegnati i tre pokémon starter. La mamma mi scoprì e mi baciò sulla testa, poi fu il turno di Ash. Ci rimboccò le coperte, poi disse con la sua voce dolce:

- Buonanotte, cercate di addormentarvi subito. Non chiacchierate come al solito -. Detto questo spense la luce e uscì dalla stanza richiudendosi la porta alle spalle.

- Voglio vedere Suicune- dissi ad Ash a bassa voce.

- Anch' io, ma non credo che si farà vedere da noi-.

- Perché ?-

- Perché è un pokémon leggendario e solo i più forti possono vederlo-.

- Allora da grande diventerò la più forte allenatrice di pokémon e batterò la Lega. Cosi potrò vederlo !-

- Anch' io sfiderò la Lega e saremo gli allenatori più forti del mondo e cattureremo Suicune !.-

- D'accordo, buonanotte-. Dissi sbadigliando. Gli lanciai un bacio e chiusi gli occhi...

...

Mi svegliai nel cuore della notte. Ash dormiva profondamente. Non spevo perché mi ero svegliata, era la prima volta che mi succedeva. Scesi dal letto e mi diressi verso la finestra, come se qualcuno mi stesse chiamando. Guardai fuori: il silenzio regnava sovrano, nulla si muoveva, o così mi sembrava.

Volsi il mio sguardo più in là, dove iniziava il bosco, e dove ogni allenatore iniziava la sua avventura. All' improvviso vidi qualcosa muoersi tra gli alberi, qualcosa che si stava avvicinando molto rapidamente. In un lampo fu sul vialetto di casa nostra....Sgranai gli occhi : era Suicune in carne ed ossa. Non riuscivo a crederci, era proprio lui, esattamente come l' avevo visto poco prima sul libro.Sgranai gli occhi e aprii la finestra e salii sul tetto, affatto ripido, come facevo tante volte. Appena la mia pelle entrò in contatto con la superficie fredda delle tegole fui percossa da un brivido. Rimasi lì, ferma, ad osservarlo, senza il vetro della finestra che ci separava. Con un balzo anche Suicune salì sul tetto. Da vicino era ancora più bello e maestoso, però per fissarlo nei suoi occhi rossi dovetti inclinare la testa all' indietro. Tesi una mano tremante verso di lui, per poterlo toccare e lui si avvicinò per permettermelo. Sentii il suo soffice pelo azzurro tra le dita. Gli sorrisi

-Sapevo che ti avrei visto, ma non così presto - mormorai. Sembrava che stesse sorridendo anche lui. Poi si abbassò, per permattermi di salire e, con un pò di dfficoltà gli montai in groppa. Spiccò un balzo per scendere dal tetto e iniziò a correre. Mi aggrappai forte a lui. Il paesaggio scorreva indefinito di fronte ai miei occhi, che dovetti chiudere per il fastidio, mentre iniziavo a rabbrividire a causa dell' aria fredda che sembrava quasi pungermi. Persi la cognizione del tempo mentre correva, però d' un tratto spiccò un balzo e si fermò. Solo allora aprii gli occhi: ci trovavamo in un lembo di terra in mezzo ad un lago(circondato da un bosco), le cui acque ospitavano il riflesso della luna. Suicune si stese per terra e scesi, sedendomi accanto a lui e stringendomi al suo corpo, cercando di scaldarmi

- Suicune, perché mi hai portato qui ? E perché proprio da me ? Perché sei venuto dagli umani ?- dissi, sempre a voce molto bassa.

- Lo saprai quando sarai grande - rispose, con un tono dolce.

Annuii, chiudendo gli occhi e mi addormentai, cullata dal suono del suo respiro. La mattina dopo mi svegliai nel mio letto, senza ricordare nulla di quello che era acaduto, come se la mia memoria fosse stata cancellata....

All' improvviso le immagini scomparvero, lasciando posto a delle altre....

Pallet, un anno dopo.

Stavo correndo per strada con Ash che mi teneva per mano e che mi tirava, cercando di farmi andare più veloce. La gente correva, strillava. Distruzione ovunque, le case che bruciavano, divorate dalle fiamme. La mamma dietro di noi che gridava

- Correte ! Correte! Non fermatevi, scappate ! Andate via da qui !!!! - Eravamo inseguiti da uomini vestiti di nero, tranne una grossa "R" rossa disegnata sulla maglietta, uomini del Team Rocket. Stavano distruggendo tutto, senza dimostrare pietà per niente e nessuno. Mi voltai, cercando di vedere quello che stava accadendo: vidi che un Rocket avevo afferrato un uomo per i capelli e gli puntava una pistola alla testa. L' uomo gridava, ma le sue grida erano coperte dal caos della gente che cercava di mettersi in salvo. Ash, notò cosa stavo guardando e mi strattonò, costringendomi a voltarmi; sentii uno sparo e iniziai a correre più veloce. All' improvviso mi bloccai, sfilando la mia mano da quella di mio fratello

- Ash, il libro ! Devo riprendere il libro !- gridai. Iniziando a correre in direzione della nostra casa, che ancora non era stata toccata dalle fiamme. Entrai, corsi su per le scale e mi precipitai in camera nostra, dove presi il libro sulla scrivania. All' improvviso sentii un altro sparo. Terrorizzata schizzai come un fulmine fuori dalla stanza, precipitandomi giu per le scale, verso la porta d' ingresso, con il libro che reggevo forte. Aprii la porta e mi ritrovai Ash davanti, in lacrime. Rimasi sbigottita. Non l' avevo mai visto piangere e mi turbò molto.

- Sei matta ??!! Cosa ti salta in mente ? Andiamo !!!-. Mi prese la mano libera e iniziammo a correre con tutte le nostre forze in direzione della foresta. L' odore di bruciato ormai era insopportabile

- Ash, cos' è successo ?- gridai, cercando di capire. Per tutta risposta accelerò la corsa.

All' improvviso un rocket iniziò a rincorrerci. Ci raggiunse in breve e mi afferrò

- Ash, aiuto !!!- gridai, mentre mi dimenavo nel tentativo di liberarmi. Ash cercò di liberarmi, ma il rocket lo scaraventò alcuni metri più in là con un calcio nello stomaco.

- ASH !!!!!-

- Bene, vediamo cosa c'è qui - disse il rocket prendendomi il libro dalle mani

- Ooooooooh, forse questo potrà interessare al Capo !-

- Ridammelo !!-

- Taci mocciosa !- gridò, e mi tappò la bocca con la mano che gli morsicai più forte che potevo.

- Aaaaaaaaaaah, maledetta !- gridò lasciandomi andare. Caddi a terra e sentii una voce lontana che gridava

- Basta così, andiamocene !-. E il Rocket obbedì all' ordine. Corsi da Ash, disteso a terra, con un rivolo di sangue su un lato della bocca. Aprì gli occhi e mi rivolse un debole sorriso.

- Ash, come stai ?- chiesi preoccupata, mentre sentivo un terrore crescente impadronirsi di me.

- Secondo te ?-. Gli sorrisi anch' io cercando di tranquillizzarmi. Lo aiutai ad alzarsi e, sostenendolo, riuscimmo a raggiungere la foresta. Lì camminammo senza meta finché, sfiniti, ci sedemmo alle radici di un grande albero. Faceva molto freddo.

- Ash, dov' è la mamma ?- chiesi, come se mi fosse venuta in mente solo in quel momento. Silenzio. Un silenzio che mi disse tutto. Sentii il mondo crollarmi addosso e iniziai a piangere distrutta, lacerata dal dolore. Un dolore accecante, inimmaginabile, straziante. Ash mi abbracciò e mi strinse forte a sè, piangendo anche lui. Appoggiai la testa sul suo petto,e lui mi passò una mano tra i capelli, accarezzandomeli. Nel bosco, quella notte nessun pokémon riuscì a dormire, disturbato dalle grida disperate, strazianti, di due ragazzini che avevano perso la loro mamma. Per sempre......

continua......

Penultima parte del 4° capitolo
 
Ultima modifica da un moderatore:
#54
Carmageddon ha detto:
Serena: dato che ti piace fare fic, tienti pronta per la prossima gara annuale del forum che si terrà tra un paio di mesi circa!
Ah, la cara, vecchia Fic Challenge...ci sarà, allora...La fic sta prendendo una bella piega...oscura quanto basta...

Solo una domanda: questo sogno è semplicemente tale o è un ricordo?

Aspettiamo tutti il seguito...
 

Lord Bel

prof Tarassaco Tassofrasso
Mod
#55
Carmageddon ha detto:
Serena: dato che ti piace fare fic, tienti pronta per la prossima gara annuale del forum che si terrà tra un paio di mesi circa!
Si, bella notizia :-F

Ottimo lavoro Sere, belli i due sogni (io adoro gli innocenti che muoiono X-E)

Occhio a non dare troppe svolte nella trama, se non vuoi trovarti un Labirinto al posto della storia! XD

Questo vecchio stavolta non ha trovato errori (oltre a quello evidenziato da umbreon). ^.^

Vecchio dove che hai solo sedici anni!!!
E' solo un modo di dire, di solito sono i vecchi che fanno le ramanzine/i discorsini noiosi...
 
#56
Ok grazie ^w^

Carmageddon ha detto:
Serena: dato che ti piace fare fic, tienti pronta per la prossima gara annuale del forum che si terrà tra un paio di mesi circa!
Non penso di essere in grado di sostenere questo tipo di gara   ;)

Cmq ora vado avanti -.-

.....

Finalmente quelle dolorosissime immagini scomparvero......lasciando posto ad altre, che però erano diverse. Era la prima volta che le vedevo, non le avevo mai vissute in prima persona.

C'era una stanza quasi buia, illuminata solo da uno spiraglio di luce che antrava da una fessura tra le tende che chiudevano le finestre, appena scostate. Nell' ombra, seduto su una grande poltrona dietro una scrivania, c'era un uomo, che stava accarezzando sulla testa un Persian seduto ai suoi piedi. All' improvviso l' uomo iniziò a parlare, una voce che faceva gelare il sangue:

- Avete terminato la distruzione di Pallet Town ?- disse rivolto e tre uomini di fronte alla scrivania vestiti in nero, uomini del Team Rocket, che stavano sull attenti, di fronte al loro capo

- Sissignore !- risposero all'unisono.

- Bene. Avete trovato delle informazioni sul pokémon Suicune ?-. Una delle tre reclute si fece avanti, posando sulla scrivania un libro.

- Pensiamo che questo libro contenga molte informazioni sui pokémon leggendari, signore-. Giovanni afferrò il libro ed iniziò a sfogliarlo,leggendo alcune righe. Poi lo chiuse di scatto, facendo sobbalzare le reclute

- A me sembra solo un libro di favole.- disse con un tono controllato, anche se si sentiva chiaramente che era furibondo, - Mi avete fatto distruggere una città per un misero LIBRO DI FAVOLE ?! AVETE IDEA DI QUANTO MI E' COSTATO ??? Comunque,- disse placando il tono della sua voce,mentre le Reclute lo fissavano terrorizzati, - è possibile che mi stia sbagliando. Leggerò questo libro da cima a fondo ma se non troverò nulla, verrete puniti per avermi fatto sprecare tutti quei soldi. Figliuolo !-.

La porta si aprì ed entrò nella stanza un ragazzino di 6 anni circa. No, impossibile....era...non poteva essere.....

- Tieni, per ora puoi tenerlo tu- aggiunse con tono sdolcinato,porgendo il libro al figlio. Il ragazzino prese il libro che il padre gli porgeva e se ne andò, restando in silenzio. Non avevo dubbi: era lui.

Mi svegliai di colpo,il respiro affannoso e il viso imperlato di sudore, mentre grosse lacrime ancora rotolavano sulle mie guance. Ancora non riuscivo a credere a quello che avevo visto, ero rimasta sconvolta: non me lo sarei mai aspettato da lui, uno dei pochi di cui speravo potermi fidare...ma dovevo accettare la realtà....lui....era il figlio del capo del Team Rocket, la persona che mi aveva impedito di avere un'infanzia normale, anzi, la persona che mi aveva impedito di avere un'infanzia. Sentii una grande rabbia crescere in me, una rabbia che covavo da ben 8 anni, e che non avevo mai avuto modo di sfogare. Scesi in fretta dal letto e mi asciugai il viso con la manica della maglietta. Per fortuna la testa non faceva più male e mi sentivo abbastanza in forze da poter chiarire le cose. Aprii la porta, schizzando fuori dalla stanza come una furia e corsì giù per le scale, rischiando di travolgere Haden, che in quel momento stava salendo

- Ah, vedo che sei sveglia, stavo venendo a chiamarti, è ora di...hey dove vai ?-

Mi fermai bruscamente e dovetti aggrapparmi al corrimano per evitare di finire di scendere le scale ruzzolando.

- Dove si trova Kei ?- dissi impaziente: dovevo dirglielo.

- E' in salotto ma.... -. Non fece in tempo a finire la frase che mi ero letteralmente catapultata giù per scale. Percorsi il corridoio correndo e finalmente trovai il salotto, dove entrai.

- Vedo che hai ripreso le forze. Come stai ?- chiese Kei, appena mi vide arrivare, con aria quasi sollevata. Ma non appena vide la mia espressione furente e scossa il suo tono e la sua espressione cambiarono:

- C'è qualcosa che non va ?- chiese preoccupato.

- QUALCOSA ??!! TUTTO NON VA' !! DEVI SPIEGARMI UN SACCO DI COSE, CARO MIO !! - gridai, incapace di trattenermi. Kei restò completamente spiazzato: naturalmente non si sarebbe mai aspettato di essere aggredito in quel modo, così, all' improvviso,con la forza di un uragano. Haden entrò nella stanza

- Volete spiegarmi cosa....-

- TU....- continuai senza badare minimamente a lui, puntanto l' indice contro Kei,

- ...Tuo padre....Il Team Rocket....MI AVETE DISTRUTTO LA VITA !!!!!!!-. Finalmente vidi balenare negli occhi di Kei un lampo di comprensione

- Posso spiegarti...ti giuro, non sono come mio padre....- crecò di spiegare.

- Hem,hem-. Lo interruppe Haden facendo finta di schiarirsi la voce, - Scusate se siete piombati all' improvviso in casa mia, due perfetti sconosciuti e non vi degnate nemmeno di darmi uno straccio di spiegazione !! Ma, continuate, fate come se io non ci fossi - disse, ironico. Lo guardammo infuriati.

- Di grazia, cosa desideri sapere ?- dissi, gelida, con il massimo autocontrollo che riuscii a tirare fuori.

- Allora, volete dirmi che diamine sta succedendo ? Perché hai iniziato ad urlare contro di lui ?-mi chiese. Per tutta risposta gli lanciai una tipica occhiata omicida, poi però decisi di calmarmi: in quel modo non sarei riuscita a risolvere nulla e non avrei mai potuto chiarire come stavano le cose. Mi appellai alla mia pazienza e al mio carattere tipicamente docile e mansueto (so che non si direbbe da quel che è appena successo), tirai un respiro profondo e, cercando di controllare come meglio potevo il tono della mia voce, iniziai a raccontare tutto ad Haden, che intanto si era seduto e mi ascoltava ammutolito.

Gli raccontai del mio primo incontro con Suicune, dei bei momenti passati con Ash, del libro...della distruzione di Pallet...il dolore lacinante che io e mio fratello condividevamo per la morte della mamma...Mi fermai, avevo un nodo alla gola e non riuscivo a proseguire. Caddi in ginocchio sul pavimento e cominciai a piangere, la vista offuscata dalle lacrime...lacrime che racchiudevano tutto il dolore che avevo portato dentro per tutto quel tempo, senza mai potermi sfogare davvero con qualcuno. Raccontare quelle cose era come rivivere quei momenti per me, riprovare le stesse sensazioni, però in un certo senso provavo sollievo nel condividere quei ricordi dolorosi con qualcuno. Anche Kei aveva ascoltato quello che avevo detto e sperai che avesse capito quello che mi aveva fatto, e repressi con tutte le mie forze l' odio che in quel momento provavo nei suoi confronti. Mi nascosi il viso tra le mani e cercai di smettere di piangere ma, non riuscendoci, cercai almeno di controllare i singhiozzi che mi stavano scuotendo con violenza. Kei si avvicinò e si inginocchiò accanto a me, cingendomi le spalle con un braccio

- Ti prego, non fare così...-disse a bassa voce, dolcemente.

Cercai di discostarmi da lui, ma non me lo permise, e allora mi abbandonai al pianto appoggiandomi alla sua spalla. Aveva capito, quello che stavo provando...Rimanemmo così per qualche minuto, poi, quando mi fui ripresa, mi alzai, imbarazzata:

- Scusami...-mormorai, rivolta ad Haden. Lui scosse la testa

- Vai a sciacquarti il viso, è tutto rosso e bagnato di lacrime. Il bagno è di sopra, in fondo al corridoio. Se non hai voglia di continuare, puoi anche non scendere finché non ti senti meglio-.Abbozzai un sorriso e uscii dalla stanza, salii le scale e andai a sciacquar via le lacrime.

Fine cap. 4
 
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