[Darken]Pokémos[Capitolo 1 - *]

Darken

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Zorua. Interessante. Ad essere sincero ci avevo già pensato, e i sospetti si sono accentuati quando ho visto che Zoroark era la regina di Oscuria, alla fine avevo ragione. È un vero peccato che tu abbia fatto quell'accenno al principe, perché hai rovinato la sorpresa... Boh, son contento considerato che è la prima volta che qualcuno me lo scrive "Io l'avevo sgamato, il principe era uno dei Trubbish" (ovviamente so che è vero che l'hai scoperto, me l'hai scritto l'altro giorno). La maggior parte della gente non fa caso alla frase sul principe, visto che è un accenno, oppure sapendo che il re di Velenia è un Drapion non collega le due cose. Peccato, ma a volte capita.

I Drapion sono stronzi e questo mi pare si sia comportato di conseguenza. Sono curioso di vedere che cosa succede ora ^^  Vedrai, vedrai.

Avevo visto un errore, ma non lo trovo più, sorry :(  Se lo trovo lo correggo. Ti volevo ringraziare per questo lavoro di ricerca errori che fai, perché nel tempo libero sto correggendo anche quelli di EFP e l'altro forum. Grazie mille ^^ .

Ah, nota positiva per la continuità di spazio e tempo, mi auguro che da ora in avanti ci saranno più capitoli simili a questo. Che devo dire, a me la variazione di spazio (tempo poco, in genere solo per i flashback torno indietro, al massimo sono eventi in contemporanea) piace, perché mi offre la possibilità di organizzare la storia facendo seguire al lettore più eventi in contemporanea. Però devo dire che i primi capitoli erano davvero eccessivi, i cambi erano troppi e troppo rapidi. Adesso in genere non vado oltre i tre, se proprio è un capitolo ricco di roba.
 

CiaobyDany

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Eh, anche per me può state un cambio di prospettiva ogni tanto, ma se già mi dai i capitoli molto corti e in ogni capitolo ni salti in 5 luoghi diversi vuol dire che di ognuno non dici nulla. Su questo sei effettivamente migliorato rispetto agli inizi, te ne do atto, mi auguro che succederà lo stesso anche con i dialoghi ^^
 

Darken

Passante
Eh, anche per me può state un cambio di prospettiva ogni tanto, ma se già mi dai i capitoli molto corti e in ogni capitolo ni salti in 5 luoghi diversi vuol dire che di ognuno non dici nulla. Su questo sei effettivamente migliorato rispetto agli inizi, te ne do atto, mi auguro che succederà lo stesso anche con i dialoghi ^^  Spero di essere migliorato in tutto questo tempo, ma me lo saprai dire tu quando arriveremo in pari ^^ . Per ora posso solo dirti di stringere i denti e resistere all'ultima ventina di capitoli corti.
 

Darken

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CAPITOLO 71: ALLEANZA O ORGANIZZAZIONE?​
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Black Hole City, Palazzo reale, 19/06/4783, circa le 13
«Cosa vorrebbe dire che ti astieni?» Chiese Alakazam, fissando Drapion infuriato «Non puoi farlo. La legge afferma…»
«La legge afferma che mi è permesso astenermi nel caso in cui io abbia a disposizione motivi fondati.»
«E sarebbero?»
«Credo, e penso di aver ragione, che in questa sede abbiamo discusso ignorando un punto importante: gli scopi dell’Organizzazione.»
«Ignorandoli? Vogliono conquistare Pokémos!» sbottò Chandelure.
«Ah davvero? E se invece volessero solo riunirla? Se fossero convinti che un’unica grande nazione sia preferibile a diciotto nazioni divise, spesso senza quasi contatti tra loro?»
«Questo non giustificherebbe azioni come il rapimento di mio figlio!» Gridò Zoroark.
«Non fare l’innocente. Hai già dimenticato il passato del tuo paese?»
“Che intende?” si chiese Raichu.
“Fino a circa cinquant’anni fa questo paese era un covo di criminali legalizzati, che imperversavano per le nazioni circostanti. Solo quando il padre della regina Zoroark è salito al trono il paese ha preso la via della legalità che segue tuttora.”Gli rispose Gengar con la telepatia.
«E tuttavia, potrebbe essere anche giusto combattere quest’Organizzazione. Chissà, forse quest’Alleanza potrebbe rivelarsi una svolta per Pokémos. Venusaur, falli entrare.»
Venusaur uscì, per poi rientrare dopo poco seguito da quattro pokémon. Un Arbok, Un Houndoom, un Weavile ed un Roserade entrarono nella stanza. I pokémon non guardarono nemmeno il gruppo. Raichu, osservandoli, notò che tutti, eccetto l’Houndoom, avevano colori piuttosto diversi da quelli normali.
«Questi quattro pokémon sono membri dell’Organizzazione. Si sono presentati da me per chiedermi di portare la causa dell’Organizzazione davanti alla Coalizione.»
«Noi…» iniziò Weavile, ma fu interrotto da un gesto di Drapion.
«Normalmente, a me non interesserebbe nulla di quest’intera situazione. Sono entrato nella Coalizione solo per i vantaggi che offriva, lasciando il mio paese quasi a se stesso. Ma questa è una situazione particolare, che nemmeno io posso ignorare. Quindi, dopo aver riflettuto, ho trovato un modo per determinare quale delle due parti sia la migliore.»
«Potresti incominciare a spiegarti?»
«Bene. Machamp, tu affermi che la forza sia ciò che conta. In tal caso, saresti disposto ad allearti con qualcuno che dimostrasse una grande forza?»
«Sì, credo che potrei.» Ammise il re.
«E tu Alakazam, affermi che a contare sia l’intelligenza. In tal caso, saresti disposto ad allearti con qualcuno che si mostri intelligente superando una prova in cui molti fallirono?»
«Certo.»
«In tal caso, esiste un luogo che può mettere alla prova la forza e l’intelligenza delle due alleanze. Zoroark, Alakazam, voi dovreste conoscerlo meglio di chiunque altro.»
La regina riflettè un momento, poi sbiancò «Non puoi farlo! Ho proibito di esplorare quel luogo molto tempo fa!»
«Una scelta giusta. E tuttavia credo che la Città Caverna dei Ladri sia il luogo che ci occorre. Per riuscire a sopravvivere e a portare all’esterno qualcosa sono richieste forza, intelligenza e abilità. Non è per questo che un tempo i ladri di tutta Pokémos si riunivano qui per mettersi alla prova?»
“Di che sta parlando?”
“Al confine tra Oscuria ed Espia sorge una città che è cresciuta verso il basso. In questa città, che si dice essere antica quanto la stessa Pokémos, i ladri di tutto il mondo hanno radunato i loro bottini e li hanno nascosti sempre più in basso a mano a mano che i tesori diventavano più preziosi. E tuttavia, pare che a forza di creare trappole, trabocchetti e covi sempre più profondi ed intricati, neanche gli stessi ladri divennero in grado di ritrovare i propri bottini. Per questo, fino a tent’anni fa, i ladri di tutto il mondo, ma anche esploratori, cercatori di tesori e semplici coraggiosi si radunavano nella città in cerca dei tesori perduti. Poi la regina Zoroark decise di vietare le esplorazioni, dato che solo pochissimi di coloro che entravano ne uscivano.” Spiegò Gengar.
«Hai ragione, ma ti ricordo che è davvero pericoloso.» sottolineò Alakazam.
«E proprio per questo è ciò che ci serve. La squadra che riuscirà a tornare in superficie con il tesoro di maggior valore dimostrerà che la parte a cui appartiene è superiore a quella avversaria. E voi due, Machamp ed Alakazam, non potrete far altro che votare per loro. O sbaglio?»
Nessuno rispose. Tutti stavano riflettendo separatamente.
«Non c’è molto da decidere» disse dopo qualche minuto Alakazam «Allo stato attuale, non possiamo scegliere né una parte né l’altra, dato che Drapion rifiuta di votare, e che dopo il suo discorso qualsiasi votazione non porterebbe a nulla. Quindi dobbiamo scegliere se concordare con la sua idea o no. Io voto sì.» Disse Alakazam.
«L’idea mi stuzzica. Il mio voto è sì.» Disse Machamp.
Chandelure e Zoroark annuirono. Ormai sarebbe stato inutile votare contro.
«In tal caso, domani ci dirigeremo alla Città Caverna dei Ladri.» concluse Drapion.
 
Electronvolt, palazzo reale, 19/06/4783, circa le 14
Re Electivire IX guardò i re presenti nella sala, seduti sui troni costruiti su misura per loro da alcuni sudditi. Le tre Regine Vespiquen stavano discutendo tra di loro a bassa voce, mentre Beedrill stava seduto accanto a loro. Re Kingler stava russando sul trono di corallo, con Blastoise accanto. Quella mattina, poi, era arrivato re Braviary. La sua generalessa, Togekiss, era a raduno con gli altri Generali alla base. L’altro, Aerodactyl, aveva combattuto, a quanto avevano scoperto, con un Generale nemico, Salamence. La lotta si era conclusa in un pareggio, ma solo grazie all’intervento di Archen, il Portatore della Megapietra, che era riuscito a trascinare via il generale quando la sfida aveva iniziato ad andare per il peggio. Ciò nonostante, Aerodactyl era ridotto molto male. Dal racconto di Archen, durante la lotta aveva perso un brandello dell' ala sinistra e la punta della coda, ma almeno era riuscito a ferire l’avversario all’ala. I medici dell’Aviazione sarebbero riusciti a ricostrurgli l’ala, ma ci sarebbero volute alcune settimane.
“Buon per lui. Almeno non ha perso una coda.” Disse, fissando l’unica coda che gli era rimasta.
 

Darken

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CAPITOLO 72: VERIT[SIZE=11pt]À [/SIZE]E MENZOGNA​
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Black Hole City, palazzo reale, 19/06/4783, circa le 17
Nelle ore successive,  i membri della Coalizione discussero dei metodi migliori per organizzare la sfida che si sarebbe svolta nella Città Caverna dei Ladri. Presi tutti gli accordi, i cinque re si ritirarono insieme ai Generali nelle aree del castello a loro riservate.
Quando furono lontani da orecchie indiscrete, Venusaur si rivolse a Drapion.
«Spiegami cosa diavolo ti è saltato in mente!»
Drapion sorrise «Non fare quella faccia Venusaur, non crederai davvero che io abbia altri motivi oltre all’amore per Pokémos.»
«Se tu ami Pokémos io sono nato a Vulcania. Devi avere un motivo. Non mentirmi, io e te ci conosciamo da quando siamo nati, so capire quando menti. Quelle che hai detto alla Coalizione sono solo bugie ben raccontate.»
«D’accordo, ascolta. Il punto è: da quale parte conviene schierarsi in una guerra? Da quella del più forte. Non ho il tempo per capire quale delle due parti è più forte. Se mi alleassi con l’Organizzazione e quella perdesse, perderei il trono. Se mi alleassi con Elettria e gli altri paesi, e questi perdessero, non perderei solo il trono. Se restassi fermo in una posizione di neutralità, non ne guadagnerei nulla, anzi probabilmente ci perderei solo.»
«Questo lo sapevo. Quello che non capisco è il perché di tutta questa storia riguardo alla Città Caverna dei Ladri.»
«Adesso te lo spiego. Per valutare un esercito guarda gli uomini di fiducia. Il Gruppo dev’essere certamente composto da membri abili, o non sarebbero arrivati dove sono. Quanto all’Organizzazione, se ha mandato quei quattro a parlare con me, significa che si fidano di loro. Quindi sono l’ideale per valutare sia l’alleato che il nemico. Inoltre, serviva un modo per sbloccare la situazione che si è creata. Il vincitore avrà sicuramente la maggioranza, dato che nessuno dei re dell’alleanza è tipo da rimangiarsi la parola data. In questo modo, sarò certo di vincere.»
«E se ti sbagliassi? Se il tuo alleato perdesse?»
«Questo è un rischio che devo correre. Se rimanessi neutrale, dubito che il mio regno durerebbe ancora a lungo.»
 
Black Hole City, 19/06/4783, circa le 18
«E quindi secondo te re Drapion vuole solo assicurarsi di stare dalla parte del vincitore?» Chiese Raichu ad Eelektross.
«Ne sono certo. Le mie spie mi hanno raccontato abbastanza su di lui da essere certo che tutto ciò che gli interessa è avere il massimo dei vantaggi.»
«Però forse dobbiamo ringraziarlo. Vincendo ci assicureremo l’unanimità di voti.» fece notare Luxray.
«E perdendo l’Organizzazione si assicurerà che la Coalizione non si intrometta nella guerra, ma anzi li aiuti.» rispose Emolga.
Eelektross sbuffò «Tch, se almeno fossimo di più. Mi hanno spiegato il regolamento. Bisogna formare squadre da quattro, esplorare i labirinti ed uscire portando con sé un tesoro. Chi troverà il tesoro di maggior valore vincerà.»
«Ma allora siamo in vantaggio, noi siamo in undici.»
«Non essere sciocco Luxra, è dell’Organizzazione che stiamo parlando. Anche se i re, per evitare che potessero entrare in troppi, hanno limitato a quattro le squadre che possono partecipare per ognuna delle due parti, domani saremo sicuramente in inferiorità numerica.»
«Questo è un guaio. Volendo potremmo formare squadre da tre però.»
«Rimarrebbe una squadra da due, sarebbe troppo rischioso.» riflettè Eelektross.
«Non se i componenti foste tu e Raichu.»
«E poi come faremmo? Scommetto che appena entreremo quelli attaccheranno i vari gruppi. E sono quattro capitani, gli basterà prendere il controllo delle quattro squadre e saranno in grado di formare unità efficienti.»
«Come fai a dire che sono quattro capitani?» chiese Raichu.
«Dubito che invierebbero qualcuno di meno per una contrattazione così delicata. Inoltre, quei quattro sembravano piuttosto fiduciosi di vincere.»
«Allora abbiamo un problema. Se non troviamo un modo per aumentare i nostri numeri, siamo nei guai. Eeelktross, non potresti prendere cinque membri della tua Organizzazione e usarli per farci arrivare alla pari con il nemico?»
«Non ho molti uomini forti qui a Oscuria. La maggior parte sono ladri e spie, esperti solo negli agguati e nella toccata e fuga, non certo nella lotta. In ogni caso ho inviato uno dei miei a contattare il capo della mia Organizzazione qui. Almeno un componente in più dovremmo averlo.» rispose Eelektross. Preferì omettere il fatto che lo avevano avvisato del fatto che probabilmente Mightyena era in missione.
«E inotre vorremmo venire anche noi.» Il Gruppo si voltò e si trovò davanti Zorua, Trubbish e un Lampent che, suppose Raichu, doveva essere il principe Lamp.
«Voi?»
«Noi. Voi avete protetto me è Trubbish, ora noi vogliamo ricambiare il favore. Mia madre e suo padre hanno acconsentito.»
«Ma sarete in grado di lottare?»
«Io e Lamp siamo stati cresciuti tra studi e allenamenti serrati per diventare i futuri re dei nostri paesi. Quanto a Trubbish posso assicurarvi che è un bravo combattente.»
Eelektross riflettè qualche secondo. Probabilmente quei tre erano più forti di qualche membro del Gruppo. Averli dalla loro sarebbe stato un aiuto.
«D’accordo, non vedo molta scelta.»
Pochi minuti dopo, un Poochyena entrò nella stanza e sussurrò all’orecchio di Eelektross. Mightyena era in missione, non avrebbe potuto partecipare.
«Dannazione. D’accordo, vai.» Il Poochyena annuì ed uscì. Eelektross lo seguì con lo sguardo, chiedendosi come avrebbero fatto il giorno dopo a spuntarla. Erano in quattordici, di cui tre di cui non era certo delle reali capacità. Non gli restava che sperare.
 

Darken

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Perché il sacchetto dell'umido continua a girare? :(
Quando passa la raccolta differenziata? Sono morto dal ridere, ma povero Trubbish :c
CAPITOLO 73: LA CITTÀ CAVERNA DEI LADRI​
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Black Hole City, palazzo reale, 20/06/4783, circa le 8
La mattina dopo il gruppo si riunì, per poi uscire all’esterno del palazzo. Qui trovarono i generali in attesa.
«Da questo momento» spiegò Gengar «voi sarete considerate come squadra rappresentante l’Alleanza. Per quanto i re non fossero unanimi riguardo al permettere la partecipazione di alcuni di voi» disse gettando un’occhiata eloquente ai tre nuovi arrivati «Alla fine è stato deciso che è giusto permettere che partecipiate tutti. Vi consiglio di usare il viaggio per riflettere su come formare le squadre.»
Poco dopo arrivarono i rappresentanti dell’Alleanza. Come aveva predetto Eelektross, erano seguiti da dodici altri pokémon.
Gengar disse loro più o meno quanto aveva detto al Gruppo.
Passato poco tempo, arrivarono i cinque re della Coalizione, seguiti da una folta corte. Dopodichè i presenti si mossero verso la Strada di Arceus, diretti a nord, verso la Città Caverna dei Ladri.
 
Black Hole City, "All’artiglio di Mightyena", 20/06/4783, circa le 9
Zangoose entrò nella stanza, sempre avvolto nel grosso Terrorpanno. Si guardò intorno. Salvo un Poochyena dietro il bancone e una coppia di pokémon d’acqua che russavano ad un tavolo, il locale era vuoto. Si diresse dritto verso il Poochyena.
«Sto cercando Mightyena.» Sussurrò.
«Non c’è. Dite pure a me.Si tratta di un lavoro o di informazioni?»
«Cerco Eelektross.» Disse spostando il cappuccio quanto bastava per mostrare il volto.
«Capisco. Bene, ascolta.» Poochyena spiegò quanto era successo a palazzo. Zangoose ascoltò il tutto, poi annuì.
«Bene. Suppongo di averli finalmente raggiunti. Quanto ci vuole da qui alla Città Caverna?»
«Circa quattro ore, seguendo la Strada di Arceus.»
«in tal caso mi conviene muovermi. Oh, un’ultima cosa. C’è un posto, al confine di Espia, dove si possa discutere in tranquillità senza che nessuno possa acoltarci?»
«Un posto c’è» rispose Poochyena «La Città Sconosciuta. Una città abbandonata scolpita nella pietra. Tutti la evitano perché temono l’entità che si dice vi viva.»
«Un’entità.»
«Li chiamano sconosciuti. Nessuno li ha mai visti, ma pare che nessuno di coloro che ha cercato di esplorare la città ne sia uscito vivo. Tuttavia io e Mightyena ci siamo andati più volte per incontrarci con i membri di Espia, e siamo ancora qui. Quel luogo è l’ideale per nascondersi o per incontrarsi lontano da orecchie indiscrete.»
«Grazie mille. Mi sei stato utile. Arrivederci.» Poi si voltò e si diresse alla porta.
Quando Zangoose uscì, non furono due occhi a guardarlo, ma sei.
 
Città Caverna dei Ladri, 20/06/4783, circa le 14
Arrivati alla Città Caverna dei Ladri, il Gruppo si riunì. Il viaggio era stato lungo e teso. Né loro né i membri dell’Organizzazione  avevano detto o fatto nulla, ma entrambi i gruppi si erano tenuti a debita distanza. “Tuttavia” riflettè Raichu “Abbiamo almeno formato le squadre.” Lui, Emolga, Flaaffy e Tri erano stati affidati ad una squadra.
Surskit, Draak e Lamp alla seconda.
Eelektross, Plusle, Minun e Luxray alla terza.
Mud, Zorua e Trubbish alla quarta.
Quando Raichu chiese a Eelektross perché non avesse messo nella stessa squadra Lamp, Zorua e Trubbish, questi rispose «Lo avrei fatto, ma non voglio che siano divisi dagli altri. A dirti la verità, avrei preferito metterli in squadra con me e te, ma ho voluto formare queste squadre per massimizzare la forza del gruppo.»
«In tal caso devi fidarti molto di Mud, Draak e Surskit.»
«Io li ho aiutati ad allenarsi come fece il mio maestro con me, insegnando loro le basi della lotta e alcune tecniche utili. Ora sta a loro.»
Passò circa un’ora, durante la quale la corte si radunò intorno all’entrata. Un Pawniard distribuì ai membri del Gruppo due oggetti.
«Questo strumento» disse indicando la Targhetta «Fu creato vent’anni fa da un esploratore. Permette di uscire da qualsiasi caverna, non importa quanto vi troviate in profondità. Diversamente da una Fune di Fuga inoltre si può usare anche più volte e durante un combattimento sfavorevole. Ma sappiate che se uscirete dalla Città Caverna vi sarà impedito rientrare. E possiedono anche un’altra capacità. Se chi ne è in possesso sviene, la Targhetta lo porterà in automatico all’ingresso della grotta, o in questo caso si dovrebbe dire della città.»
«Questa invece» proseguì indicando la Chiave «Si chiama Chiave. Si tratta di uno strumento che apre ogni porta. Un tempo era usa e getta, ma ora lo potrete usare quante volte vorrete. Vi sarà utile per aprire le porte.»
«Porte?»
«Sì, anche in profondità esistono covi dotati di porte. Inoltre le Chiavi possono aprire ogni tipo di serratura, incluse quelle nascoste.»
«Ricordo uno strumento simile. Lo usai a Ohm Town per, diciamo, fare un piccolo prelievo.» Disse Luxray.
«Bene, questo è quanto. Oh, e ricordate, prestate molta attenzione a dove mettete i piedi. Quel posto è pieno di trappole.»
Pawniard si allontanò. Improvvisamente, però, si girò e aggiunse «E un’ultima cosa. Forse è solo una leggenda metropolitana, ma pare che i covi non siano tutti abbandonati. Si dice che più di una banda abbia eletto la Città Caverna dei Ladri a propria base. Quindi, ehm, fate attenzione.» E si allontanò.
 

CiaobyDany

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Non sto scherzando, la pattumiera va buttata, poi puzza.

Anyway, capitolo di transizione :(

Zangoose arriverà appena in tempo per partecipare alla spedizione (mi auguro).
 

Darken

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Non sto scherzando, la pattumiera va buttata, poi puzza. Quanto veloce il commento stasera? Poor Trubbish, non ha mica scelto lui di nascere spazzatura.

Anyway, capitolo di transizione :( Che ci posso fare? Sono uno che si dilunga. Ancora poco, per fortuna, e cominceranno ad uscire capitoli più lunghi.

Zangoose arriverà appena in tempo per partecipare alla spedizione (mi auguro). Vedremo, vedremo.
 

CiaobyDany

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No, quello non è dilungarsi, quello è fare un capitolo in cui non succede assolutamente nulla. Dilungarsi vuol dire raccontare eventi dettagliatamente, ma questo capitolo non mi dice nulla sulla vicenda.

Non è che sia necessariamente negativa come cosa, eh. E' un ottimo metodo per far salire l'hype, personalmente non lo apprezzo.

Trubbish non ha scelto di nascere spazzatura, ma tu potevi pigliarne un altro. Cioè, l'idea di valorizzare Pokémon generalmente abbandonati a loro stesso ci può anche stare, ma solo se gli dai un ruolo di rilievo, così resta il sacchetto dell'umido.
 

Darken

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No, quello non è dilungarsi, quello è fare un capitolo in cui non succede assolutamente nulla. Dilungarsi vuol dire raccontare eventi dettagliatamente, ma questo capitolo non mi dice nulla sulla vicenda. Effettivamente oggi questo capitolo sarebbe stato pubblicato insieme al precedente o al successivo (ovviamente, modificato in modo che non ci fossero tutti i salti spaziali), ma qui siamo ancora nei capitoli corti, ergo questo scrissi e questo tengo. Ammetto e faccio mea culpa perché non mi piace scrivere capitoli vuoti, ma quando mi metto a scrivere finisco, inconsciamente certe volte, per scrivere anche capitoli interi di cose superflue. Una cosa che sto cercando di migliorare, ovviamente, ma che so che a volte può essere pesantuccia.

Non è che sia necessariamente negativa come cosa, eh. E' un ottimo metodo per far salire l'hype, personalmente non lo apprezzo. Ecco, forse è per l'hype che saliva che riuscivano ad aspettare. So che può piacere o non piacere, come metodo, e in effetti ultimamente cerco di evitare. Detto ciò spero che capitoli così siano solo un fastidio e nulla di più 
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Trubbish non ha scelto di nascere spazzatura, ma tu potevi pigliarne un altro. Cioè, l'idea di valorizzare Pokémon generalmente abbandonati a loro stesso ci può anche stare, ma solo se gli dai un ruolo di rilievo, così resta il sacchetto dell'umido. Ma in realtà l'idea non è mica di valorizzare Trubbish. Personalmente l'ho scelto completamente a istinto, pensando a quella pokémon mi pareva stesse meglio con Zorua. Poi se mi chiedi il collegamento mentale che feci tra una volpe nera e un sacco dell'umido non riesco a risponderti, ma questa è un'altra questione.
CAPITOLO 74: DISCESA​
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Città Caverna dei Ladri, 20/06/4783, circa le 15
Raichu, Emolga, Flaaffy e Tri si posizionarono davanti all’ingresso. Le regole della sfida prevedevano che sarebbero entrati a pochi minuti di distanza gli uni dagli altri nella parte più esterna della città, per poi scendere in profondità. Poi avrebbero cercato i passaggi per scendere in profondità.
“Bene” pensò Raichu “Vediamo un po’. Hanno detto che i passaggi sono nascosti nelle case, quindi…”
«Entriamo in quella casa.» Disse indicando una costruzione del tutto uguale alle altre intorno, una vecchia catapecchia in legno. Entrando, iniziarono ad esplorare la stanza. Dopo un po’, riuscirono a trovare una botola perfettamente mimetizzata. La aprirono e scesero la scala che nascondeva, scavata direttamente nella roccia. Tri entrando la richiuse sopra di loro, per evitare di avantaggiare gli avversari nel caso in cui fossero entrati nella stessa casa. “Almeno così dovranno faticare un po’ per trovarla.”
Quando la botola si chiuse, per un attimo la caverna divenne estremamente buia. Poi Flaaffy accese la piccola sfera sulla coda e la usò per fare strada.
«Hanno detto che i tunnel principali sono illuminati, ma che dato che i pokémon buio vedono bene anche senza luce non si sono scomodati a mettere tante luci.» Disse Raichu.
Dopodichè, il gruppo riprese a scendere.
 
Eelektross osservò il primo gruppo dell’Organizzazione, capitanato da Roserade, mentre partiva. Poi, dopo alcuni minuti, toccò al gruppo di Surskit, seguito dopo qualche altro minuto dal gruppo di Houndoom. Poi toccò a lui.
«Luxray, da che parte sono andati?»
Luxray annusò l’aria per qualche secondo, poi indicò quattro case.
«In quella è entrato Roserade. Il suo gruppo è composto solo da pokémon veleno, non posso sbagliarmi. Invece gli altri sono entrati in quelle case, ma per colpa dell’odore del gruppo di Roserade non riesco proprio a capire chi è entrato dove.»
«Beh, l’importante è aver capito dove sono andati. Entriamo in quella casa e  cerchiamo il passaggio.»
I quattro ispezionarono la casa, e alla fine Plusle e Minun trovarono il passaggio. Scesero nella botola, chiudendosela alle spalle, poi, guidati da Luxray che vedeva come fosse giorno grazie ai suoi occhi, proseguirono.
 
Zorua osservò Weavile entrare nella città insieme alla sua squadra, poi li seguì. Entrò nella città insieme a Trush e Mud, poi i tre si diressero verso una casa. Si guardarono intorno. Non c’erano segni che qualcuno fosse entrato prima di loro, dato che non c’erano orme sul pavimento coperto di polvere. Si misero a cercare, e alla fine trovarono una porta nascosta nel muro. La aprirono e si trovarono di fronte una sorta di scala a chicciola che scendeva verso il basso.
«Seguitemi.» Disse, scendendo verso il basso, sfruttando la vista innata dei pokémon buio.
 
Drapion osservò l’ultima squadra, formata da Arbok e i suoi scagnozzi, entrare nella città, poi si sedette.
«Bene» disse a Venusaur «Adesso dobbiamo solo aspettare.»
«Già, aspettare e nient’altro.» assentì Venusaur, sedendosi a sua volta.
«Sono preoccupata per mio figlio. Spero stia bene.» Disse Zoroark a Chandelure.
«Anch’io. Ma sono convinto che un giorno i figli crescano e debbano essere lasciati liberi di andare.» Rispose questi.
«Dici così ma la tua fiamma dimostra che sei agitato.»
«E perché non dovrei? Non ho mai detto che un padre non debba preoccuparsi del proprio figlio.»
 
Poco lontano, sulla strada di Arceus, qualcun altro stava osservando tutto, stringendo un Mirino tra le zampe. Zangoose si era informato sulla situazione a palazzo, nel cortile della servitù, dove questa passava il tempo a spettegolare su quello che succedeva all’interno. Oltre a un sacco di chiacchiere e pettegolezzi inutili, aveva scoperto tutto, anche quello che Poochyena non era riuscito a dirgli.
«Bene, ora devo trovare un modo per comunicargli tutto. Non voglio che l’Organizzazione venga a sapere di me e delle mie scoperte. Già temo sospettino qualcosa per quello che è successo a Velenia. Probabilmente non sanno che sono stato io, ma senz’altro sapranno che qualcuno ha invitato cortesemente Greninja a ritirare le taglie. Vediamo un po’, come potrei…»
In quel momento sentì un rumore alle sue spalle. Si girò e i Tirtartigli colpirono qualcosa che era emerso dal fiume che scorreva accanto alla Strada. Non riuscì a vedere cos’era, ma un attimo dopo qualcos’altro arrivò quasi a colpirlo, prima che si girasse e usasse il Ferrartigli per fermarlo.
Un secondo tonfo nell’acqua indicò che anche il secondo aggressore e ricaduto in acqua. A quel punto Zangoose li vide chiaramente. Un Carvanha e uno Sharpedo, gli occhi fiammeggianti di chi è pronto a lottare fino alla morte, lo fissavano.
«Cosa vuol dire? Perché hai appena detto di aver fatto togliere le taglie da Eelektross e i suoi? Che significa?»
«Significa quello che ho detto. Non ci sono più taglie su di loro. Se siete cacciatori di taglie, sono spiacente ma potete anche andarvene.»
Carvanha aveva gli occhi di un disperato.
«Tu non capisci. Abbiamo fatto di tutto per poter seguire Eelektross. Era la nostra grande occasione. Da quando abbiamo fallito ad impiantare l’associazione di cacciatori di taglie Greninja ad Elettria siamo l’ultima ruota del carro, gli ultimi a poter anche solo andare a caccia. Non veniamo scelti per le missioni, non veniamo mandati a catturare un nemico importante, non siamo nemmeno presi in considerazione! Hai idea di cosa significhi perdere anche l’occasione che abbiamo cercato così tanto?! No, tu non puoi capire!»
«Oh, e invece lo capisco. Una volta, circa diciassette anni fa, un mio amico commise un errore. Per colpa di questo errore ha perso la moglie, il fratello e gli amici. Credi che non mi sia sentito in colpa per non esserci stato ed averlo potuto aiutare? Credi che non rimpianga la mia assenza di allora? O credi che lui non rimpianga quello stupido errore? E per tua informazione, questo mio amico era la tua preda. Allora dimmi, cosa è peggio, aver perso la faccia in combattimento o aver perso la famiglia per una sciocchezza?»
Carvanha ammutolì e fissò Sharpedo. Suo fratello era il suo più fidato compagno. Insieme avevano affrontato tutto. Al pensiero di perderlo rabbrividì.
«Ascolta» proseguì Zangoose «tornatene a casa. Lascia perdere la vita di cacciatore di taglie, che a quanto ho capito non ti ha mai portato niente di buono, cercati un lavoro onesto e vivi una vita tranquilla. Questo è un lusso che tu, diversamente da me o Eelektross, puoi permetterti.»
«Anche da te?»
«Anche da me, anche se per motivi diversi. Lui ormai è troppo noto, e io ormai sono troppo invischiato nel mio mondo fatto di viaggi e crimini per avere una vita normale, anche se so che una certa pokémon lo vorrebbe. Ti auguro buona fortuna per il resto della tua vita.»
Carvanha annuì senza rendersene conto. Non sapeva che dire, ma si sentiva quasi svuotato. Non riusciva a capire perché, ma non sentiva più quel peso che aveva su di se da tutta una vita. Per tutta la vita aveva convissuto con un odio viscerale, un odio profondo verso quella sua vita insoddisfacente. Poteva davvero lasciarsi tutto alle spalle? "Non ha comunque senso che io rimanga qui. Eelektross non ha una taglia, e io non posso catturarlo."
Si girò e stava per allontanarsi insieme a Sharp, quando Zangoose lo chiamò «Aspetta. So quello che ti ho appena detto, ma devo chiederti un ultimo favore.»
Zangoose gli spiegò cosa doveva fare, e dopo qualche incertezza Carv e Sharp annuirono.
 

Darken

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CAPITOLO 75: I FRATELLI NERI​
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Città Caverna dei Ladri, Settore Nord, 20/06/4783, circa le 17
«Finalmente!» Sbottò Emolga quando il gruppo arrivò in un corridoio illuminato. Dopo due ore passate ad esplorare corridoi scuri, con la sola luce di Flaaffy, iniziavano a sentirsi davvero sperduti.
«Ci conviene fermarci un momento. Perlomeno non è stato del tutto inutile.» Disse Raichu. In effetti avevano trovato un piccolo bauletto contenente una ventina di Granpepite e parecchie Perle. Oltre a quelle avevano solo trovato alcuni strumenti e diverse scorte di quelli che dovevano essere stati cibi. In una stanza ancora illuminata era addirittura cresciuto un albero di Baccarancie, che loro avevano quasi svuotato.
«E abbiamo incontrato poche trappole.» Aggiunse Flaaffy.
«Posso ricordarti che ognuna della trappole ci ha quasi ammazzato? Quella che ti ha fatto quasi cadere in un pozzo senza fondo, quella da cui uscivano fiamme, quella che ci ha sparato contro pezzi di legno appuntiti, e  come dimenticare il masso che ci è rotolato dietro finchè non siamo riusciti ad infilarci in una stanza la cui porta era fortunatamente aperta.» Rispose Tri, spazientito.
«Beh, ora dovremmo preoccuparci di meno. Ci hanno detto che sulle strade principali si trovano meno trappole.» Rispose Flaaffy, spegnendo la luce della coda.
«In ogni caso c’è una cosa che mi preoccupa. Che sciocco, avrei dovuto dirlo ad Eelektross. Verrà in mente anche a lui, spero.»
«Che cosa, Capitano?» Chiese Emolga.
«Ricordate cosa ci ha detto quel Pawniard riguardo il fatto che si dice che queste zone siano ancora abitate?»
«Sì, ma non abbiamo incontrato nessuno, no?»
«Mi sto chiedendo, se qualcuno avesse portato dalla propria parte anche una banda, incaricandola di guidarlo in questo labirinto, sarebbe avantaggiato, non vi pare?»
«Sì, ma non capisco dove… Oh.» Emolga interruppe la frase a metà, sorpreso.
«Già. Non sarebbe strano se l’Organizzazione avesse trovato qualcuno.»
 
Città Caverna dei Ladri, Settore Ovest, 20/06/4783, circa le 17
«Ne sei convinto, Eelektross?» Chiese Luxray.
«Sì. Sicuramente hanno delle guide. Non so quante, ma sarebbe stato da sciocchi presentarsi senza essere preparati. Noi abbiamo fatto tutto il possibile, loro avranno fatto altrettanto. La differenza sta nei mezzi a disposizione.»
«Questo è un guaio. Quindi siamo in svantaggio persino in una sfida in cui avremmo dovuto essere alla pari.»
«Ah. E tu ci credevi? Non saremo mai alla pari con i rappresentanti dell’Organizzazione né in quanto a mezzi, né in quanto a potere. Se almeno uno dei generali che abbiamo incontrato finora non è un infiltrato, allora io sono uno stinco di santo.»
«Però siamo arrivati fin qui.»
«E andremo sempre avanti. Non sto dicendo che non possiamo vincere. Sto dicendo che abbiamo meno mezzi. E non sono sempre quelli a portare alla vittoria.»
 
Città Caverna dei Ladri, Settore Est, 20/06/4783, circa le 18
«Attenti alla trappola.» Disse Umbreon, indicando la piastrella rettangolare. Roserade e i due la aggirarono.
«Grazie.» Disse Roserade.
«Noi quattro combatteremo per voi, vi proteggeremo e vi obbediremo, lo sapete.»
«Sì, ma so anche che i soldi valgono ben poco a confronto della vita.»
«Soldi? Di quelli noi Fratelli Neri ne abbiamo fin troppi. Quello che non vogliamo è che l’onore della nostra famiglia, che domina nella Città Caverna da secoli, sia macchiato da qualcuno. Se vincerete voi, dimostreremo a tutti i ladri che ancora nascondono qui i propri tesori che da qua sotto nessuno glieli porterà via, sia esso un avventuriero o un altro ladro.»
«E allora di chi sono i tesori che ci farete prendere?»
«Di coloro che rifiutano di pagarci il servizio di guardia, o i tesori che furono abbandonati qui ormai da troppo tempo perché qualcuno venga a reclamarli. Noi non siamo ladri, siamo guardiani. Nella nostra famiglia, è considerato il più grande crimine non proteggere chi ci paga il 10% di ciò che deposita e ovviamente tutto ciò che deposità. Siamo noi a mettere le trappole, noi a lasciare strumenti in giro per chi si smarisse.»
«Voi ad essere tanto ricchi che volendo potreste comprare la città.»
«Eppure non lo facciamo, lasciando che la regina se ne stia beata a credere di aver risolto il problema della Città Caverna.»
«Una vera gentilezza.»
«Ridi, ridi. Ma io, Pangoro, Liepard e Skuntank siamo ormai leggende tra i ladri.»
 
Città Caverna dei Ladri, Settore Sud, 20/06/4783, circa le 17
«State giù.» sussurrò Zorua. Mud e Trubbish annuirono e si abbassarono. Per una città disabitata, avevano già incontrato troppa vita. Per tre volte avevano aperto una porta per trovarci dentro una banda. Per fortuna nessuno di loro era troppo forte, ma ormai avevano bisogno di riposarsi. In quel momento, Zorua annuì. Il rumore si avvicinava. Si guardarono intorno, poi annuirono e si nascosero dietro un cumulo di rocce franate. In quella zona ce n’erano parecchie, resti di edifici su cui il tempo era stato impietoso.
«E quello fa “No, per favore, non prendetemi il 10%, mi servono tutti questi soldi.” E io gli rispondo “Dovevi sapere che se ti servono soldi devi rubare di più.”» Il Pokémon che parlava aveva una voce profonda, di quelle che fanno gelare il sangue.
«Ahahahah, e poi che è successo?»
«Poi è arrivata mia sorella Liepard, e tanti saluti ai soldi. Lei è troppo buona, te lo dico io.»
«Sorella? Ma credevo foste i Fratelli Neri!»
«E come dovremmo chiamarci, i Tre Fratelli e la Sorella Neri?»
A quel punto, i pokémon si riuscivano già a vedere. Pangoro e Houndour aprivano la fila, seguiti da un Krokorok e un Bisharp.
«Sono quelli dell’Organizzazione.» sussurrò Mud.
«Allora meglio non farsi scoprire. Seguitemi.» Zorua e gli altri strisciarono silenziosamente dietro le macerie, per poi allontanarsi.
«Non avremmo dovuto affrontarli?» Chiese Trubbish quando furono abbastanza lontani.
«Avremmo perso. L’ho capito quando li ho visti. Insieme quei quattro ci batteranno senza problemi.»
«E allora che facciamo?»
«Io… Io avrei un’idea.» disse Mud. E iniziò a spiegare.


[/SPOILER]
 

Darken

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CAPITOLO 76: SEI SOLO UN PICCOLO, INSIGNIFICANTE POKéMON D'ACQUA​
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Città Caverna dei Ladri, Settore Sud, 20/06/4783, circa le 18
Per circa un’ora, i pokémon dell’Organizzazione proseguirono per la loro strada, senza accorgersi di essere seguiti, a breve distanza, da Mud, Trubbish e Zorua. I tre si tenevano ben nascosti, senza mai uscire allo scoperto, in attesa. Alla fine, arrivarono in un punto che era esattamente come volevano: un incrocio di quattro vie poco illuminate.
«Adesso.» sussurrò Mud.
«D’accordo.» Trubbish aprì la bocca, da cui uscì un’enorme nuvola di Velenogas. In breve, la nuvola invase l’intero corridoio, incluso anche il punto in cui si trovavano i quattro pokémon.
«Cos’è questa… cough cough… roba? Mi lacrimano gli occhi.» Gridò Houndoom, tra un colpo di tosse e l’altro.
«Non lo so… cough… non ci sono trappole in questa zona. Non ci vedo dannazione.» Rispose Pangoro.
Krokorok aveva gli occhi pieni di lacrime. La resistenza al Veleno protegge dagli attacchi, non dai gas velenosi. Si mise a tossire a ripetizione, guardandosi intorno vedendo ben poco.
Ben diverso era Bisharp. Lui non subiva gli effetti del Veleno. Ciònonostante vedeva quasi solo la nebbia violacea che avvolgeva i quattro.
«Vai Zorua.» Disse Mud, masticando una Baccapesca e tenendo gli occhi bassi.
«Sì» rispose quello. Vorticò su se stesso, e un attimo dopo era Pangoro in tutto e per tutto.
«Da questa parte!» Gridò, con la stessa voce del pokémon, dal fondo del corridoio di sinistra. Ruotò di nuovo, ridiventò se stesso per strisciare in silenzio tra i nemici si tuffò nel corridoio a sinistra e ridiventò nuovamente Pangoro.
«Per di qua!» Poi si trasformò in Houndoom e si buttò tra il Velenogas, ingoiando in un sol boccone la Baccapesca. Arrivato a sinistra riprese a gridare.
«Per di qua stupidi! Non ascoltatelo!»
E così via, da destra, da sinistra, il tutto per dividere i nemici.
A un certo punto, Trush fischiò. Era il segnale. Non sarebbe più riuscito a continuare ad emettere il Velenogas, quindi Zorua doveva ritirarsi. Velocissimo, il pokémon si ritrasformò in sé stesso.
Dei quattro pokémon, solo due erano ancora lì. Houndoom e Pangoro si guardarono intorno, ma di Krokorok e Bisharp nessuna traccia.
«Dove diavolo sono finiti?»
«Credo siano stati attirati nella trappola. Qualcuno ha imitato le nostre voci. Suppngo che si siano fatti fregare.»
«Idioti. Vorrei andare a recuperarli, ma non voglio perdere tempo. Continuiamo. Tanto, finchè ho la targhetta, quando usciremo noi usciranno anche loro.»
«E coi nemici che facciamo?»
«Che facciano quello che vogliono. La prossima volta non sarò impreparato.» Disse Houndoom, il fumo che usciva dalla bocca.
«Oh, neanch’io.» Disse Pangoro. Colpì il muro con un pugno, sbriciolando la roccia, poi riprese a guidare Houndoom.
Poco lontano Mud annuì. «Bene. Da che parte sono andati i due che si sono separati?»
«Krokorok a destra e Bisharp a sinistra.»
«Bene. Voi a sinistra, io a destra. Una volta fatto, ci reincontreremo qui.»
 
Città Caverna dei Ladri, Settore Sud, 20/06/4783, circa le 18
Zorua e Trubbish si precipitarono nel sentiero di sinistra. Fecero una decina di metri quando si trovarono davanti Bisharp che correva verso di loro. Quando stavano per scontrarsi, si fermarono.
«Suppongo che siate voi due i colpevoli.» Disse Bisharp. Indossava uno strano abito, simile a un giubbotto.
Senza rispondere, Zorua e Trubbish si misero in posizione.
«Lo prenderò per un sì.» Rispose Bisharp, scagliandosi in avanti. I Ferrartigli iniziarono a calare su Zorua, che però li schivò per poi scagliare un Lanciafiamme, che colpì Bisharp sul fianco. Quello imprecò e si tirò indietro, schivando il secondo Lanciafiamme.
«Bel colpo ragazzino, ma avresti dovuto mirare meglio!» Disse, afferrando Trush e Zorua e sbatttendoli entrambi violentemente a terra, causando loro parecchi danni con il Terremoto.
«E con questo dovrei avervi fatti fuori entrambi.»
Quando mollò Zorua, però, questi rotolò e riuscì a colpirlo nuovamente con un Lanciafiamme.
«Scommetto che non hai notato che ti manca qualcosa.» Disse.
Bisharp si guardò e vide che il suo Corpetto Assalto era sparito.
«Ma dove…»
«Qui!» gridò Trubbish, colpendolo con Furto con una forza elevatissima, complice il Corpetto Assalto che indossava.
«Il mio amico Trubbish ha la mano svelta, anche se solo in lotta.» Disse Zorua, sorridendo e colpendo l’avversario con un ultimo Lanciafiamme.
«Oh, ho solo imparato una o due cose da un vecchio servitore dei tempi in cui Oscuria era l’impero del crimine.»
«Avrei dovuto capire che non… non eravate avversari qualunque.» Disse Bisharp «Beh, tanto è inutile. Ve lo dirò chiaro e tondo. Avete sconfitto un Tenente, il Tenente in Comando è l’altro. E non montatevi la testa. Il capitano Houndoom vi distruggerà, se non ci penserà il Pangoro.»
Zorua scagliò un ultimo Lanciafiamme, e Bisharp crollò. Un attimo dopo, fu avvolto dalla luce e scomparve.
«Che è successo?» chiese Trubbish.
«La Targhetta lo ha spedito in superficie. Il che significa che ora sanno che è stato sconfitto.»
 
Città Caverna dei Ladri, Settore Sud, 20/06/4783, circa le 18
Contemporaneamente, Mud e Krokorok si scontravano. Mud schivò i vari Gelodenti dell’avversario, ma fu colpito dalla Pietrataglio. L’avversario schivò diversi Pistolacqua, ma fu colpitò dal Colpodifango in volto.
Mud ansimò. Finora, era stato merito degli insegnamenti di Eelektross se ce l’aveva fatta. Ore e ore in cui aveva imparato il modo migliore per schivare i vari tipi di attacchi e per rispondere.
Quando l’avversario si avvicinò di nuovo con Gelodenti, lo colpì con Pistolacqua. Quando cercò di usare Pietrataglio la schivò e rispose con Colpodifango. Eppure nonostante ciò, lui si sentiva stanchissimo, mentre l’avversario non sembrava particolarmente stanco.
“Ricordati” aveva detto Eelektross “non usare Bora a meno che non sia a rischio la tua vita. Evoluto o no, non è un attacco adatto a te. Inoltre, è un attacco lento. Un avversario abile a sufficienza dopo la prima volta non si farebbe più colpire. Devi puntare tutto sul primo colpo. Non usarlo mai se non sei sicuro che sarà il primo e l’ultimo.”
«Complimenti. Sei solo un piccolo, insignificante pokémon d’acqua, eppure sei riuscito a colpirmi. Bravo. Ma ora finiamola.» E Krokorok si lanciò in avanti scagliando una Pietrataglio. Quando Mud la schivò, si trvò di fronte i Gelodenti. Non poteva schivarli, allora fece l’unica cosa possibile: scagliò Bora. L’aria gelida gli gelò la bocca mentre usciva investendo Krokorok. Quello si fermò immobile.
«Sei solo un piccolo, insignificante pokémon d’acqua. Spero che il capitano ti faccia a pezzi. Te e la tua Bora.» Poi crollò, fu avvolto da una luce bianca, e svanì.


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Darken

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CAPITOLO 77: IN UNA SFIDA TUTTO è CONCESSO​



Città Caverna dei Ladri, Settore Sud,20/06/4783, circa le 19
Quando sentirono il rumore, Pangoro e Houndoom si girarono, trovandosi davanti Bisharp.
«Che è successo?» chiese Houndoom fissandolo.
«Due pokémon mi hanno attaccato. Li ho sconfitti.»
«Li hai uccisi?»
«Avrei voluto, ma quando sono svenuti sono stati trasportati via. Credo sia stata la Targhetta.»
«Capisco. Un ultima cosa» Houndoom si lanciò contro Bisharp, bloccandolo e puntandogli un artiglio alla gola «Chi è il Tenente in Comando tra i miei uomini?»
«Krokorok, signore.» Bisharp fissava Houndoom dritto negli occhi.
Dopo alcuni minuti che sembrarono eterni, Houndoom annuì «Sì, sei tu. Muoviamoci ora.»
Bisharp annuì.
Poco lontano, Mud e Trubbish fissarono Bisharp/Zorua seguire i due.
«Per fortuna ci sono cascati.»
«Non ne sarei così sicuro. Ho un brutto presentimento. In ogni caso, facciamo attenzione. Mi pare troppo comodo che abbia fatto a Zorua proprio una domanda di cui conosceva la risposta.»
Quella parte del piano era pericolosa. Basandosi su quello che avevano scoperto durante il combattimento, Zorua aveva assunto l’aspetto di uno dei membri dell’Organizzazione. In questo modo si sarebbe infiltrato tra i nemici. Poi si sarebbe fatto guidare fino al tesoro. “E a quel punto, o la va o la spacca.”
I cinque procedettero lungo vari tunnel, aggirando macerie e porte chiuse. Superando una trappola, Mud riflettè tra sé e sé “Se non li avessimo seguiti, non saremmo mai arrivati fin qui. Ci saremmo persi molto tempo fa, o saremmo caduti in una trappola.”
«Eccoci.» Disse Pangoro aprendo una porta nascosta nella parete. Pangoro, Houndoom e il falso Bisharp entrarono nella stanza. Mud e Trubbish, che osservavano da dietro la porta, rimasero a bocca aperta. Di fronte a loro c’era una vera e propria montagna d’oro.
«Questi tesori» disse intanto Pangoro a Houndoom «Sono appartenuti a un gruppo di ladri specializzati in furti d’oro. Pare abbiano derubato circa trecento carichi di materie preziose, prendendo sempre e solo quello, snobbando ogni altro tesoro. Puoi prendere quello che vuoi, tanto ci pagherete il doppio. Immagino che per voi i soldi contino ben poco.»
«Semplicemente lo consideriamo un pagamento per far alleare la Coalizione. In ogni caso direi che dovrebbe bastare riempirmi la borsa.»
Aprì la borsa e aiutato da Bisharp la riempì, poi lasciò che Zorua riempisse la propria.
«Bene. E adesso direi che è rimasta solo una cosa da fare.» E senza preavviso, colpì Bisharp, facendolo volare sul mucchio d’oro.
«Credevi che fossi così stupido? Per tua informazione, il Tenente in Comando è Bisharp. Eravamo d’accordo che se fosse stato sconfitto da uno di voi avrebbe dato quella falsa informazione sotto forma di minaccia. Sapevo che voi del Gruppo eravate abili, e ho pensato di premunirmi.»
«Adesso!» Urlò Zorua, riprendendo il suo normale aspetto. Mud e Trubbish si lanciarono addosso a Pangoro e Houndoom, che respinsero l’attacco.
«Tutto qui? Credevo che avessi detto di avere nemici molto forti.» Disse Pangoro mentre il Crescipugno colpiva Mud facendolo volare indietro, accanto a Zorua.
«Lo credevo anch’io.» Rispose, mentre Trubbish colpito da un’Ombrartigli volava accanto agli altri due.
«Lo sapevo. Siete troppo forti per battervi.» Disse ansimando Mud.
«E allora perché ci avete attaccato?»
«Per vincere la sfida.» E così dicendo strinse la Targhetta, che fece scomparire i tre in una luce bianca.
«Che intendeva?» Chiese Pangoro, fissando il punto in cui si trovavano prima i tre.
«Non lo so. Anche se la borsa di Zorua era piena, la mia era molto più capiente. Guarda.» Ma quando si guardò il fianco sbiancò. La grossa borsa piena d’oro non era più lì.
«Ma che…» poi capì.
 
Città Caverna dei Ladri, Esterno, 20/06/4783, circa le 20
«Ci siamo tutti?» Chiese Mud, massaggiandosi la testa. Guardandosi intorno, riconobbe la casa da cui erano entrati nella Città Caverna.
«Sì. Noi tre e le due borse.» Disse Trubbish sorridendo, indicando la borsa di Zorua e la sua.
I tre si fissarono per qualche secondo, poi scoppiarono a ridere.
«Ce l’abbiamo fatta. Abbiamo recuperato una quantità d’oro sufficiente per vincere la sfida. Abbiamo vinto. Senza la borsa, non potranno mai portare così tanto oro.»
«Merito del tuo piano.» Disse Trubbish
«Già. Devo farti i complimenti. Ci siamo appena conosciuti, ma hai saputo usare le nostre capacità al meglio. Hai usato sia il Furto di Trubbish sia la mia abilità come se le conoscessi da anni.» Annuì Zorua.
«Ho avuto il miglior maestro di Pokémos.»
Uscendo, i quattro si diressero verso il punto in cui dovevano consegnare i tesori. Arrivati, mostrarono il contenuto a Scrafty, che annuì e prese nota del peso, per poi iniziare ad analizzare la qualità e quantità d’oro.
«Oh, è tutto oro di prima qualità. Tutto creato fondendo Granpepite, la miglior qualità d’oro che esista. Sì, davvero niente male. Siete i primi a tornare carichi, gli altri che sono arrivati erano stati battuti da qualcuno.»
«Mi domando chi possa essere stato.» Disse Zorua, lanciando un occhiolino agli altri due.
«Beh, suppongo siate stanchi. Laggiù ci sono i Re, i Generali e il resto del seguito. Potrete riposarvi là.»
Mud annuì e i tre si diressero verso il campo.
 
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Darken

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CAPITOLO 78: BATTAGLIA NELLA CITT[SIZE=11pt]À [/SIZE]CAVERNA DEI LADRI​
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Città Caverna dei Ladri, Settore Nord, 20/06/4783, circa le 19
Nelle due ore successive, Raichu e la sua squadra esplorarono in lungo e in largo la Città Caverna, cercando di scoprire dove avrebbero potuto trovare tesori preziosi. I loro sforzi furono ripagati da un cofanetto di Grandiperle e una piccola scatola di Pepite, ma era ancora poco.
«Eppure dovrebbero esserci dei covi piuttosto grandi. Non riesco a capire come abbiamo fatto a trovare così pochi oggetti.» Commentò Emolga.
«Si tratta di una buona quantità, ma non penso che ci basterà per vincere. Quello che dobbiamo fare è trovare la base di un quello che era un grosso gruppo criminale.» Rispose Flaaffy.
«Magari un covo di pirati del Fiume Draak.» Disse Tri.
«Sì, ma temo che a nascondere i loro tesori qui fossero soprattutto banditi, che suppogo avessero meno tesori in loro possesso.» Rispose Raichu.
«Non è detto. Zorua durante il viaggio da Black Hole mi ha raccontato parecchie storie piuttosto spaventose sui pirati di Oscuria. La zona a sud est di Oscuria è un intrico di fiumi e canali, ideale per nascondersi, e quindi infestata da pirati che spesso e volentieri attaccavano anche le città vicine e lontane dal fiume, per poi nascondere il bottino nella Città Caverna, un luogo sicuro e ben sorvegliato.» Commentò Tri.
«Capisco. Beh, speriamo di trovare una buona zona.» Quando svoltarono l’angolo però fecero il peggior incontro possibile: si trovarono davanti Arbok, insieme a uno Skuntank, un Crobat e un Toxicroak.
Per un momento nessuno parlò, poi da entrambe le parti furono lanciati diversi attacchi. Fulmini, Pantanobombe, Eterelame e diversi altri attacchi si scontrarono a mezz’aria generando diverse esplosioni. Mentre il fumo si diradava le due squadre iniziarono a studiarsi più lentamente.
«Oh, salve. Non credevo vi avrei incontrato così presto.» Commentò Arbok sorridendo, mostrando una chiostra di denti ben poco rassicurante.
«Se è per questo neanche noi.» Commentò Raichu in risposta.
«Cosa ne direste se sistemassimo la cosa in fretta? Sapete, abbiamo una sfida da vincere.»
«Oh, non credo proprio.»
«Quanti tesori avete preso?» Si intromise Skuntank, fissandoli truce.
«Stai calmo.» Gli disse Arbok, facendo un cenno con la coda.
«Posso farli fuori capo?» chiese Toxicroak, arcigno.
«Mi associo. Noi due potremmo occuparcene senza problemi.» Annuì Crobat, convinto.
«Perché non ci provate?» Rispose Emolga.
«Già, vediamo!» disse Tri, sorridendo.
 «Fermi!» Sbottarono contemporaneamente Raichu ed Arbok.
«Vedo che almeno uno di voi ragiona.» Commentò Arbok.
«Stavo pensando la stessa cosa.»
«Va bene, facciamola finita. Prendete quello che avete preso e andatevene, prima che io cambi idea. Forse non è tanta roba, ma magari basterà.» “O magari no.”
«Non credo proprio. Perché non ve ne andate voi?»
Arbok scoppiò a ridere «D’accordo. L’avete voluto voi. Toxicroak, Crobat, fateli fuori.»
«Sì!» Risposero i due all’unisono.
Crobat e Toxicroak si lanciarono contro i quattro. Flaaffy e Tri si misero in mezzo, preparandosi a fermarli. Crobat colpì Flaaffy con Eterelama, ma questi rispose con un Fulmine. Continuarono a scambiarsi attacchi a distanza, poi Flaaffy trovò un’apertura tra gli attacchi e arrivò accanto a Crobat.
«E adesso vediamo cosa fai con questo.» E il Tuonopugno colpì Crobat in pieno petto.
«Non mi ha fatto nemmeno il solletico. E tu che ne dici di questo?» E l’Aeroassalto colpì Flaaffy.
«Non l’ho quasi sentito.» Flaaffy si lanciò contro Crobat e lo colpì con un secondo Tuonopugno.
Crobat arretrò. “Posso dire quello che mi pare, ma questi colpi fanno male.”
Flaaffy credette di schivare il secondo Aeroassalto, ma lo spostamento d’aria causato dall’alta velocità lo colpì comunque. “Dannazione, non posso schivarlo.”
Dopodichè i due iniziarono a scambiarsi i colpi. Quando ormai erano entrambi stremati, Corbat fece un passo falso. I due si scambiarono un altro colpo, e Crobat crollò a terra.
Contemporaneamente, Tri e Toxicroak si scontrarono. Tri colpì per primo con un Fulmine, che però fu schivato da Toxicroak che rispose con una Velenpuntura. Il colpo centrò in pieno Tri che volò all’indietro.
Emolga si preparò a lanciarsi in avanti, ma Raichu lo trattenne.
«Perché Capitano? Tri è in pericolo.»
«Non sottovalutarlo. Mi fido di Tri e di Eelektross. Sono sicuro che riuscirà a vincere questa sfida. E tu dovresti credere in lui. Potremo sempre intervenire se le cose si mettessero male. E francamente mi preoccupano di più Arbok e Skuntank.»
Emolga sospirò e annuì, tenendosi però pronto a scattare. Osservando il capitano, si rese conto che anche lui era pronto a scattare in avanti se Tri fosse stato in pericolo.
Tri schivò una seconda Velenpuntura e rispose scomparendo sottoterra.
«Credi che non abbia mai sfidato un’avversario con Fossa?»
«No, credo solo che tu non abbia mai sfidato me.» Disse Tri apparendo da dietro il pokémon e scagliandoli contro un Fulmine.
«Ho visto di meglio.» Toxicroak saltò di lato, venendo colpito solo di striscio, poi rispose con uno Spaccaroccia che colpì Tri in pieno petto.
Emolga stava per scattare, ma venne trattenuto di nuovo. Stava per lamentarsi, ma poi vide lo sguardo del capitano. Era concentratissimo, pronto a colpire nel momento stesso in cui le cose si fossero messe male. Ma c’era anche qualcos’altro nei suoi occhi.
«Avanti, rispondi a questo.» Disse Tri. E il corpo prese a caricarsi di elettricità. Quando fu carico al massimo, l’energia venne rilasciata in avanti, in una sfera, colpendo Toxicroak che crollò a terra all’istante.
«Ma quello era il Locomothunder!» Esclamò Emolga.
«Anch’io e Eelektross lo pensavamo all’inizio, quando me ne ha parlato.ma non è così. Il Locomothunder scarica una grossa quantità di energia elettrica sul corpo, che viene dispersa solo quando si entra in contatto con l’avversario. Questo attacco funziona in modo diverso. L’elettricità accumulata si scarica appena finito, e viene lanciata contro l’avversario. Si potrebbe definire la versione speciale del Locomothunder.»
«Ma com’è possibile?»
«Io ho un’idea, ma è talmente improbabile che non ci credo.»
«Sarebbe?»
«Mio fratello era ancora un uovo, ricordi? Ed è probabile che abbia ereditato poteri come i miei, o quantomeno simili.»
«Quindi secondo lei…»
«Potrebbe essere. Non posso esserne certo finchè non glielo chiederò. Ma non è questo il momento.»
«Già.» Disse Emolga, e i due superarono Tri e Flaaffy, preparandosi ad affrontare Arbok e Skuntank.
 

Darken

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CAPITOLO 79: IL PROGETTO S CONTRO IL LOCOMOTHUNDER​
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Città Caverna dei Ladri, Settore Nord, 19/06/4783, circa le 20
Mentre i due Tenenti sconfitti da Tri e Flaaffy svanivano in un lampo di luce, Raichu ed Emolga superavano i due compagni, ponendosi di fronte ad Arbok e Skuntank.
«Loro sono andati. Adesso tocca a voi due.» Commentò Raichu.
«Skuntank, io mi occuperò di quello a terra. Tu prendi quello in volo.» Disse Arbok, mostrando i denti. Un sorriso che non prometteva nulla di buono.
«Ricevuto.»
Un attimo dopo, Arbok si sollevò a mezz’aria. Raichu per un attimo rimase senza parole, poi capì.
«Devi appartenere a quel progetto folle di cui ho sentito parlare. Ho incontrato uno Spiritomb che possedeva svariate abilità.»
«Capitano S-29, Arbok il macellatore, al tuo servizio. Sarà un piacere farti a pezzi.»
«Non ne sarei così sicuro. Eelektross mi ha spiegato il vostro punto debole.»
«Oh, davvero? Prego, fai pure. A te la prima mossa.»
Raichu scagliò un Tuono contro Arbok, che sorridendo non fece assolutamente nulla per spostarsi. Fu centrato in pieno, e rise mentre il colpo lo investiva.
«Spiacente, dovrai fare di meglio.» Poi scagliò una Pantanobomba, che però Raichu schivò.
«Anche tu.» Rispose questi, per poi lanciarsi verso di lui a distanza ravvicinata. Entrato nel suo raggio d’azione però Arbok fu il primo ad attaccare con un Velenodenti, che però Raichu bloccò con un Codacciaio. I due attacchi cozzarono a mezz’aria, e i due arretrarono.
“Evidentemente deve possedere l’abilità Levitazione. Poi deve avere una seconda abilità che annulla l’effetto degli attacchi elettrici. Però è strano, non ho notato incrementi di alcun tipo nella sua forza o nella sua velocità. E non mi sembra neanche che il colpo l’abbia curato. Sembra quasi che sia solo immune.” In quel momento un’idea gli folgorò la mente. Schivò una Velenocoda e colpì con Codacciaio, ma Arbok schivò il colpo. Velenodenti e Velnocoda presero ad incrociarsi con i Codacciaio e a venire deviati dalle Scariche di Raichu. Una Pantanobomba colpì Raichu, che però riuscì a colpire l’avversario con un Codacciaio.
“Qualcosa non va. Queste Pantanobomba sono troppo potenti per un Pokémon che non appartiene al tipo Terra. Devo aver fatto centro.”
 I due pokémon si scambiavano colpi a una velocità allucinante. Poi Arbok sorrise «Darei un’accellerata al ritmo, che ne dici?» E aprì la bocca, da cui scagliò un Neropulsar, che Raichu schivò per un pelo. Poi, uno dopo l’altro, diversi attacchi presero a uscire dalla bocca del Pokémon. Idropulsar, Neropulsar, Pantanobomba, Eterelama e diversi altri attacchi si scaricarono contro Raichu, che riuscì a schivarli quasi tutti più per fortuna che per abilità. Quei pochi che lo centrarono però lo danneggiarono enormemente.
“Usa più di quattro mosse e molte di esse sono estremamente potenti.”
«Tu possiedi più di un tipo dico bene?» Disse Raichu.
Arbok lo guardò per qualche secondo, poi rise «Te ne sei accorto, eh? Non ti facevo così intelligente, complimenti.»
«Inoltre sei in grado di usare più di quattro mosse, e alcune di queste un Arbok non può impararle in alcun modo. Giudicando dagli attacchi, devi essere di tipo Veleno, Terra, Buio e Volante.»
«Ottimo, un’analisi accurata, i miei complimenti. Devi aver combattuto molto per essere in grado di riconoscere le mosse che subiscono un aumento di potenza per via del tipo. E ora cosa pensi di fare?»
«Ora penso che darò il massimo.» E detto ciò Raichu caricò il proprio corpo. L’elettricità prese a correre per il corpo, avvolgendolo. Quando fu carico al massimo, si lanciò contro l’avversario, il Locomothuder pronto a colpire.
«E credi che mi lascierò colpire?» Disse Arbok, iniziando a salire più in alto.
«No, credo che tu debba ancora imparare a considerare l’ambiente in cui combatti.»         
Arbok sollevò la testa e  vide il soffitto a pochi centimentri dal suo capo. E in quel momento capì che salire verso l’alto poteva essere stato un errore. “Ma non può raggiungermi quassù.”
Raichu lo guardò “Sono circa quattro metri, dovrei farcela.” Ormai si muoveva ad altissima velocità. Poi saltò. Ovviamente non riuscì a coprire i quattro metri, ma atterrando allungò la coda e la usò come leva. La spinta lo scagliò verso l’alto, dritto verso il corpo di Arbok, che fu centrato in pieno.
Quello cadde al suolo, seguito da Raichu, che però atterrò in piedi.
«Allora, ti è bastato?»
«Quindi… è questo… il Locomothuder. Adesso capisco… Perché il Capo in persona… era interessato… A quel progetto… Il tassello mancante… per il piano…» E svenne, svanendo.
 
Poco lontano, Skuntank ed Emolga si stavano scambiando colpo su colpo ininterrottamente.
“Questo tizio è un osso duro, abiutato a combattere.” Pensò Emolga, schivando il Lanciafiamme e gli Ombrartigli del nemico.
Codacciaio, Ombrartigli, Energisfera, Lanciafiamme, Aeroassalto, inseguimento, Invertivolt e Ripicca si scontravano in continuazione, in una serie di attacchi esplosiva.
Emolga però, nonostante tutto, era in vantaggio. Evidentemente il suo avversario non era abituato a combattere in una battaglia aperta due contro due. Probabilmente di solito combatteva con uno o più compagni che gli coprissero le spalle.
Emolga si slanciò contro di lui con un Aeroassalto, schivò con agilità un Lanciafiamme diretto verso di lui e colpì in pieno l’avversario.
Quello arretrò e sbuffò. L’Emolga si rivelava davvero un avversario tosto.
Quando l’ennesimo Lanciafiamme venne schivato, Skuntank vide l’Energisfera arrivargli contro, ma non fu in grado di schivarla. Il colpo lo scagliò contro il muro.
“Davvero bravo. Tsk, qui le cose si mettono male.”
In quel momento Arbok crollò.
«Sicuro di non volerti arrendere? Il tuo capo è andato.» Disse Emolga.
«Il mio capo? No, credo tu ti stia confondendo. Lui è il mio cliente.»
«Cliente?»
«Sì, hanno pagato noi Fratelli Neri per guidarli qui dentro. Ma ora smettiamola.»
«D’accordo.»
I due si lanciarono uno contro l’altro, incrociando il Codacciaio e l’Ombrartigli. Colpo dopo colpo, i due finirono per allontanarsi dal gruppo.
Alla fine, Emolga centrò Skuntank in pieno volto. Quello gridò e crollò a terra.
Emolga stava per girarsi quando del gas si sollevò dal pokémon svenuto.
“Ma che…”
Fu un istante, una scintilla, e mentre Skuntank svaniva il gas esplose.
 

Veemon Tamer

Momentai
Ho letto giusto tre capitoletti sono arrivato al 14, in un ritaglio di tempo.

Il capitolo sulla descrizione della nave non mi è piaciuto troppo. Capisco che una presentazione del mezzo su cui i nostri coraggiosi protagonisti viaggeranno per parecchi giorni fosse necessaria, ma nonostante si noti che ci hai messo una certa passione, l'ho trovato un po' piatto, privo di azione.

Le cose sono migliorate nei due capitoli successivi, che invece ho letto volentieri, concordo con Dancer9 sul fatto che la parte sul professor A. rapito sia la più coinvolgente.

Inutile dire che il torneo ogni settimana per parlare una sola volta con il re mi sia sembrato un assurdo. Ci potrebbe stare al massimo per i "paesani comuni", ma non per le comunicazioni di questa importanza. E il re dovrà pure avere dei contatti esterni nei sette giorni che intercorrono, poveretto.

Ma hai già risposto e spiegato come stanno le cose.
 

Darken

Passante
Ho letto giusto tre capitoletti sono arrivato al 14, in un ritaglio di tempo.
Il capitolo sulla descrizione della nave non mi è piaciuto troppo. Capisco che una presentazione del mezzo su cui i nostri coraggiosi protagonisti viaggeranno per parecchi giorni fosse necessaria, ma nonostante si noti che ci hai messo una certa passione, l'ho trovato un po' piatto, privo di azione. Piatto è piatto, sì, però serviva. Col senno di poi ci sarebbe dentro più roba e succederebbero più cose, ma così è e così rimane.
Le cose sono migliorate nei due capitoli successivi, che invece ho letto volentieri, concordo con Dancer9 sul fatto che la parte sul professor A. rapito sia la più coinvolgente. Eheh, vedrai che ci sarà ancora molto da dire sul Professore.
Inutile dire che il torneo ogni settimana per parlare una sola volta con il re mi sia sembrato un assurdo. Ci potrebbe stare al massimo per i "paesani comuni", ma non per le comunicazioni di questa importanza. E il re dovrà pure avere dei contatti esterni nei sette giorni che intercorrono, poveretto. Beh, di certo non passa il resto del tempo rinchiuso in solitudine, ci sono Pokémon autorizzati a incontrarlo.
Ma hai già risposto e spiegato come stanno le cose. Sì, c'è voluto del bello e del buono ma alla fine credo di aver spiegato in modo convincente nella storia (qui non ancora, purtroppo) perché occorre un torneo a Laghia.
CAPITOLO 80: LA FUGA, LA CURA E I RACCONTI​
Città Caverna dei Ladri, Settore Nord, 19/06/4783, circa le 21Raichu si guardò intorno, tossendo. «State… state tutti bene?»
«S-sì. Credo di sì.» Disse Tri.
«A-anch’io. Mio Arceus, che esplosione.» Disse Flaaffy.
«Ma dov’è…» poi vide Emolga a terra.
Raichu si avvicinò. Il pokémon respirava ancora, per fortuna.
«Emolga? Emolga!» Raichu lo scosse. «Ma perché non risponde? Se non viene trasportato fuori vuol dire che non è esausto.»
In quel momento Emolga sollevò la testa e guardò Raichu «C-Capitano. Cos’è successo?»
«Emolga! Meno male!»
«Come?! Non la sento!»
Raichu ci mise un attimo a capire la situazione. «L’esplosione deve averti danneggiato i timpani!»
«Cosa?!»
«Capitano, Emolga non può continuare in queste condizioni. Temo dovremo uscire.»
Raichu annuì. Emolga aveva bisogno di cure immediate. “Con tutta la fatica che abbiamo fatto…” Poi premette la targhetta e i quattro uscirono.
 
Città Caverna dei Ladri, Esterno, 19/06/4783, circa le 21
«Ecco l’uscita.» Disse Raichu indicando l’ingresso della città, dove aspettava uno Scrafty. «Flaaffy, Tri, voi consegnate i tesori.» Disse passando loro la borsa. Teneva ben stretto Emolga. Gli aveva prestato le prime cure con delle Bacchecedro appena erano usciti, ma nessuno di loro sapeva come usare delle bacche per ripristinare l’udito.
Si fece indicare da Scrafty la zona medica. Appena arrivato, spiegò la situazione al medico, Krookodile, che annuì.
«Niente paura, se siete usciti subito posso curarlo. Fate vedere.»
Emolga si avvicinò e il medico iniziò ad esaminargli le orecchie.
«Il timpano sinistro è lesionato, ma non in modo grave. Basteranno un po’ di cure e di riposo. Ma il timpano destro è conciato male. Scommetto che è stata l’abilità Scoppio dello Skuntank che è arrivato poco fa. Mi serviranno parecchie ore di chirurgia per sistemarlo. Ma non preoccupatevi, i danni ai timpani sono un danno che mi trovo a curare spesso. Koffing che esplodono, Skuntank con Scoppio. Per fortuna non ho nessun altro ferito grave.»
Detto ciò sollevò Emolga e sparì nella tenda medica.
 
«Beh, siete i secondi a portarci dei tesori. Hanno un discreto valore, sì.» Annuì Scrafty.
«Chi altro?»
«Credo siano passati dieci minuti da quando è uscito il gruppo del principe Zorua. Hanno portato una vagonata d’oro di prima qualità.»
«Oh, bene, dove sono andati? Credo che dovremmo raccontargli quello che è successo.» Disse Tri.
«Oh, saranno all’accampamento, ai tavoli intorno al fuoco. A quest’ora staranno mangiando.»
 
«E allora Zoroark, l’Eroe di Oscuria, fissò il re suo cugino dritto negli occhi e disse “Arrenditi, non voglio essere costretto a combattere. Hai le spalle al muro, o dovrei dire al fiume. L’esercito ti ha abbandonato e i pirati stanno scappando. Abbiamo già sconfitto tutti i generali.”» Il vecchio Shiftry, l’anziano narratore di corte, intratteneva il pubblico, inclusi i cinque re seduti al grande tavolo dal lato più largo della grande tavolata che circondava il falò.
«Quello era mio nonno.» Sussurrò Zorua a Mud, orgoglioso. I due e Trus erano seduti piuttosto vicini al cantore, quindi lo sentivano molto bene.
«Davvero?!»
«Già. Aspetta adesso viene il pezzo migliore.»
«Il cugino sorrise. Fissò l’Eroe dritto negli occhi e poi, improvvisamente, si lanciò contro di lui. I due lottarono furiosamente, usando non solo le mosse ma anche artigli e denti. Fu un terribile tornado di colpi, come non se ne sono più visti. Alla fine, ad uscirne vincitore fu l’Eroe. Quando però stava per dare il colpo di grazia al cugino, trattenne la mano. Fu in quel momento che questi lo colpì a tradimento al petto e, saltando sulla piccola barca che aveva preparato per fuggire, salpò lungo il fiume. Ma fu la sua cupidigia ad ucciderlo. L’oro caricato sulla nave era troppo, e così questa si ribaltò, facendolo cadere in acqua insieme ai tesori. Si dice che, anziché pensare a nuotare, il re caduto cercò di afferrare l’oro che affondava accanto a lui, finendo trascinato a fondo.»
«L’Eroe, fissando il fiume in cui spariva il cugino, mormorò tristemente “Hai avuto ciò che desideravi. Non volevo che finisse così, ma a ognuno ciò che si merita. Spero che l’oro ti renda felice dove stai andando.”»
Shiftry tacque, dando le spalle al falò crepitante, fissando il pubblico, che partendo dai re iniziò ad applaudire. Con un inchino, questi si sedette accanto a Trush, bevendo avidamente il succo di Baccauva.
«Sei stato bravissimo.» Gli disse Zorua, ammirato.
«Grazie mille principe. Sono felice che le sia piaciuto.» Rispose questi, sorridendo.
«Shiftry, sei stato il mio tutore quando ero piccolo, potresti anche darmi del tu.»
«Sì, potrei, ma non credo che lo farò principe. La Regina Zoroark è molto chiara a riguardo.»
«Mia madre dice che lei deve essere chiamata con l’appellativo, non io.»
«Sarà come dice lei principe, ma preferisco andare sul sicuro.»
In quel momento Tri e Flaaffy arrivarono alla tavolata, trafelati.
«Amici suoi, principe?»
«Sì Shiftry. Cos’è successo?»
Tri e Flaaffy raccontarono quanto era accaduto nella Città Caverna.
«E il medico cosa ha detto?» Chiese Mud, stupito.
«Non lo so, Raichu è andato a…»
«Eccomi.» Disse Raichu. «Il medico ha detto che il timpano destro è più lesionato del sinistro, e che ci vorranno parecchie ore per curarlo. Sono venuto a mangiare qualcosa, poi tornerò lì.»
Per un po’ i sette si limitarono a mangiare, poi, mentre Raichu si allontanava, Shiftry si girò verso Tri e Flaaffy.
«Allora, voi siete di Elettria, vero?»
«Già.» dissero i due.
«Dev’essere stato un viaggio lungo. Perché non mi raccontate qualcosa? O magari potreste raccontarmi qualche storia di Elettria. Mi piacerebbe variare un po’ i miei racconti, credo che la Regina ormai li abbia sentiti tutti.»
«Shiftry, non credo che…»
«No distrarci un po’ ci farà bene. Sono preoccupato per Emolga, e cambiare argomento forse ci farà bene. Beh, c’è la storia di Electivire II, che…»  E Flaaffy iniziò a raccontare, mentre Shiftry ogni tanto lo interrompeva per fare qualche domanda.

“Chissà come stanno Eelektross e gli altri.” Si chiese Tri, addentando una Baccastagna arrosto.
 
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Darken

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CAPITOLO 81: FUGA E INSEGUIMENTO​
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Città Caverna dei Ladri, Settore Est, 19/06/4783, circa le 20
Seduti intorno al fuoco acceso da Lamp, quest'ultimo, Surskit e Draak si stavano rifocillando.
«Allora, Draak, hai proprio deciso di chiamarti così?» Chiese Surskit fissando il pokémon.
«Già. Mi piace come suona.» Rispose questi, masticando una Baccalga.
«Contento tu.» Rispose Surskit.
«Contenti tutti.» Completò Draak.
Per un po’ i tre mangiarono in silenzio, poi Lamp indicò le borse. «Mi chiedo se quello che abbiamo trovato basterà.»
«Abbi fiducia. Ci sono ancora molti posti che non abbiamo controllato e...» Iniziò Surskit, ma fu interrotto da Dragalge, che spense il fuoco e gli fece cenno di far silenzio. Surskit ubbidì, e sentì le voci che il drago aveva già percepito.
«Quindi, riassumendo, il nostro piano è di inviare le delegazioni nei paesi che più ci potrebbero causare problemi.» Era una voce femminile.
«Capisco. La Coalizione dei Cinque e Metallia.» La seconda voce sembrava essere maschile.
«Avremmo mandato ambasciatori anche a Draghia, ma la guerra della Valle Interna prosegue da troppo tempo perché possiamo cercare di placarli.»
«Ma scusa, e gli altri paesi?»
«Fatia e Mineralia hanno cacciato gli ambasciatori per motivi che non so, Normalia non ci interessa e Vulcania, Terria, Gelia e Forestia non sono posti in cui si va con piacere. Ho altri progetti nella vita che non siano perdersi in un bosco, cadere in un vulcano, finire assiderato o morire di sete durante il viaggio.»
«ma non avete basi da quelle parti?»
«Sì, ma non credo che i Capitani possano presentarsi a palazzo. Diciamo che è passato un po’ troppo.»
«Capisco. Allora…» poi la voce si interruppe «Cos’è questo odore.»
Lamp, Draak e Surskit erano nascosti in una piccola stanza laterale. Spiando dai numerosi buchi sulla porta, i pokémon riuscirono a vedere chi era a parlare. Un Umbreon e un Roserade stavano osservando i resti del falò. Dietro di loro, si intravedevano un Amoongoos e uno Scolipede.
«Allora, che ne dici Umbreon?» Chiese Roserade. La voce femminile era sua.
«Lo hanno spento poco fa. C’è ancora odore di fumo, e il legno è bagnato.»
«Quindi potrebbero essere qui in giro, giusto?»
«Credo di sì.»
«Bene.» Disse Roserade, sorridendo. Poi indicò Scolipede e Amoongoos «Voi due, trovate quei pokémon.»
«Sì capitano!» Esclamarono i due, sull’attenti. Poi si misero a controllare le porte che circondavano la stanza. Surskit li fissò preoccupato. Di quel passo, non ci avrebbero messo molto a trovarli.
«Che facciamo?»
«Potremmo aspettarli nascosti qui dentro.» Propose Draak.
«Così ne sconfiggeremmo uno, ma ci troveremmo contro gli altri tre.» Rispose Surskit, scuotendo la testa.
«Non è detto. Sareste in grado di sconfiggere Scolipede? Giudicando dalla velocità, sarà il primo a trovarci.»
«Forse, ma poi…»
«Al poi ci penserò io. Voi fidatevi.»
Surskit soppesò un attimo la situazione, poi annuì. I due si schierarono in attesa, pronti a colpire. Nel momento esatto in cui Scolipede sfondò la porta, fu colpito da una serie di Dragopulsar e Bollaraggio, crollando a terra.
 «Bene, e adesso?» Chiese Surskit, vedendo Roserade e il resto dei pokémon correre verso di loro, mentre Scolipede svaniva.
«Adesso non mollatemi per nessun motivo.» E così dicendo, Lamp li afferrò per gli arti e si lanciò contro il muro trascinandoli con sé.
Per un attimo Surskit credette che avrebbero colpito il muro, invece lo attraversarono come fosse aria.
Guardandosi intorno, la prima senzazione di Surskit fu lo stupore. Stava attraversando roccia compatta come non ci fosse.
La seconda fu il soffocamento. Come pokémon d’acqua era abituato all’apnea, ma non aveva preso fiato e quella poca aria che aveva si stava esaurendo. Quando credeva che sarebbe morto così, i tre riemersero in un corridoio.
Tossendo, si lasciò cadere a terra, imitato da Draak e Lamp.
«Non… non farlo mai più.» boccheggiò.
«Non potrei neanche… neanche volendo. Ci vuole troppa energia per portarvi. Sono stanchissimo.»
«Almeno siamo sfuggiti a quei tre.»
«Non per molto temo. Ci troveranno. Quell’Umbreon sembrava abbastanza scaltro, temo capirà cosa è successo. Questo metodo di fuga è molto comune tra noi spettri, quindi basterebbe sapere cosa c’è dall’altro lato del muro. Probabilmente stanno già arrivando.»
«Allora meglio non farci trovare.»
I tre si rimisero in marcia, guardandosi intorno con attenzione. Improvvisamente sentirono di nuovo dei passi nella loro direzione.
«Sei certo che siano andati di qua?»
«Il mio fiuto non mi ha mai tradito. Ora che ho una traccia, non li perderò. I miei fratelli non mi chiamano il Braccatore per niente.»
«Bene, non vedo l’ora di fargli assaggiare la mia furia.»
«Che facciamo? Ci sono alle calcagna.» Disse Surskit.
«A questo punto ci giriamo e combattiamo credo.» Disse Draak.
«Temo di sì. Però voglio provare una cosetta.» Disse Surskit «Preparatevi. Voglio usare un paio di cose che mi ha insegnato Eelektross.»


[/SPOILER]
 

Darken

Passante
CAPITOLO 82: IL LABIRINTO DEGLI SPECCHI DI GHIACCIO​
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Città Caverna dei Ladri, Settore Est, 19/06/4783, circa le 20
Roserade, Umbreon e Amoongus correvano lungo il corridoio, seguendo la pista dei tre che avevano sconfitto Scolipede. Improvvisamente, si trovarono davanti un bivio. Umbreon sollevò la testa, annusando l’aria.
«Si sono divisi, ma non riesco a capire dove sono andati. Posso solo dire che due sono andati di qua» E indicò il tunnel a destra, completamente buio. «Mentre l’altro è andato di qua.» Disse indicando il tunnel a sinistra, illuminato.
«In tal caso, affido a te ed Amoongus la coppia.»
«E tu?»
«Io mi prendo quello da solo. Deve essere forte.» Disse Roserade, e si girò, correndo lungo il tunnel di sinistra. Umbreon fece spallucce ed insieme ad Amoongus percorse quello a destra.
 
Umbreon ed Amoongus corsero per un po’. Poi, Amoongus si fermò. O meglio fu costretto a fermarsi. Guardando la parte inferiore del corpo, la trovò coperta di una Rete Vischiosa.
«Tu vai avanti.» Disse ad Umbreon «Mi libero e ti raggiungo.»
Umbreon annuì e, schivando la trappola, riprese la corsa. Amoongus, faticosamente, cominciò a liberarsi dalla Rete. Improvvisamente vide comparire davanti a sé una luce bluastra. Senza potersi muovere, vide comparire un Lampent.
«Bene, fase uno completata. Surskit aveva proprio ragione.» Disse questo, scagliando una Fuocobomba, che centrò in pieno l’inerme Amoongus, facendolo crollare.
 
Man mano che andava avanti, Umbreon si rese conto che quello che credeva fumo era in realtà una fitta Nube. Aveva perso tempo prezioso ad evitare le numerose trappole di Rete Vischiosa che si era trovato davanti, e tre volte era stato costretto a liberarsi. Facendo attenzione, proseguì lungo il corridoio. Avanzò con circospezione, ed alla fine si trovò davanti il suo avversario.
Senza pensarci, Umbreon si lanciò su di lui, pronto a colpirlo con Garanzia. Ma per tutta risposta scivolò e sbattè contro la parete.
Riprendendosi, si gurdò intorno. E si rese conto di aver commesso un errore. Aveva creduto di avere di fronte un corridoio, ma in realtà riflettendoci dveva trovarsi in una delle piazze sotterranee. E osservando bene, capì. Aveva commesso un grosso errore. Nel momento in cui si era lanciato contro Surskit era finito in trappola.
Il pavimento era congelato, e da esso al soffito si estendevano degli specchi di ghiaccio, che riflettevano altri specchi che a loro volta riflettevano altri specchi. Quello che aveva attaccato era solo il riflesso di Surskit,  proveniente da chissà dove. A rendere tutto peggiore era la nebbia che circondava la zona.
Cercò di camminare sul ghiaccio, ma continuò a scivolare, sbattendo contro un secondo muro. In quel momento, vide un’ombra. Ci volle un attimo, poi un Bollaraggio lo colpì.
Si girò verso il punto da cui era venuto il Bollaraggio, e attaccò con Morso, ma nuovamente colpì solo uno specchio di ghiaccio.
«Vieni fuori codardo, e combatti da Pokémon!» Gridò, guardandosi intorno.
«Oh, ma lo sto facendo. Vedi, io sono debole. Ho sempre creduto di essere troppo debole. Quando l’Organizzazione attaccò Water Port, non ho potuto far altro che nascondermi con Skrelp. Ad Aeria, sono stato sconfitto miseramente. Ma Eelektross mi ha spiegato che dove manca la forza si fa avanti l’ingegno. La maggior parte dei Pokémon pensa con schemi molto precisi. Usa gli attacchi per attaccare, le tecniche di disturbo solo se necessario, e questo li porta ad abituarsi a ragionare come se la loro mente fosse chiusa in una scatola. Basta uscire da essa, e si ritroveranno spaesati. Geloraggio è uno degli attacchi più versatili esistenti, e su questo io ed Eelektross ci siamo concentrati. Con il suo aiuto, ma seguendo esclusivamente la mia immaginazione, ho creato il Labirinto degli Specchi di Ghiaccio. Certo, non funziona negli spazi troppo aperti, e richiede tempo per essere piazzato, ma in un bosco, una caverna o una città questa strategia che ho creato è un vero asso vincente.»
«Devo riconoscere che non è niente male. Usi Geloraggio prima per congelare il terreno, poi per creare un labirinto di specchi che confonde l’avversario. Aggiungi Nube, che rende più difficile vederti, e diventa un’enorme rete da caccia.»
«In fondo sono un Coleottero, creare trappole è la mia specialità.» E Surskit apparve dietro di lui, scivolando sul ghiaccio grazie alle sue quattro zampe, per colpirlo con un nuovo Bollaraggio.
Umbreon lo sentì e si girò «Non funzionerà due volte. Non posso usare attacchi fisici, ma assaggia questo.» E scagliò un Neropulsar, che impattò con il Bollaraggio.
«Bene, ma hai dimenticato il contraccolpo.» Disse Surskit, mentre Umbreon, spinto dal suo stesso colpo, veniva lanciato all’indietro.
“Sul ghiaccio non posso fare resistenza, quindi gli attacchi come Neropulsar, che dovrei bilanciare tenendomi ben fermo, mi spingono indietro facendomi scivolare e sbattere contro il muro.”
Rialazandosi, guardò nella direzione d Surskit, ma era sparito.
“Maledizione. Dev’esserci un modo per contrattaccare.” Continuò a subire colpo su colpo, cercando di trovare un modo per difendersi.
Poi capì. Chiuse gli occhi e si concentrò sui rumori. Inzialmente non sentì nulla, poi inziò a percepire un suono che si muoveva all’interno del Labirinto.
“A destra.” Si girò, vedendo Surskit arrivare da quella direzione, e riuscì a morderlo, ma fu troppo lento. Il Bollaraggio lo centrò, e Umbreon fu scagliato all’indietro. Sbattè contro il muro, e svenne.
«Uhm, alla fine ha scoperto il punto debole del Labirinto, ossia che l’avversario può usare il suono per trovarmi. Per fortuna  non mi ha scoperto prima.»
 
Lamp entrò nel tunnel. Come da programma, mentre Surskit si occupava di Umbreon, lui doveva dare man forte a Draak.
Sentì i suoni del combattimento molto prima di vederlo.
Osservando dalla parete, vide Draak che si scontrava contro Roserade. I due si scambiavano colpo su colpo, ma non ci mise molto a capire che il secondo era in vantaggio. C’era qualcosa di strano, ma per via del polverone non capiva cosa. Poi un attacco lo fece diradare, e riuscì a vederlo.
Roserade era molto diverso da qualunque altro pokémon. Aveva le foglie sulla schiena aperte, come delle ali e la maschera sembrava fatta di metallo.
Roserade lo vide «Oh, abbiamo un altro giocatore. Bene, perché questo tizio è noioso. Spiacente, ma sei eliminato.» Disse.
«Lamp, vattene, avvisa Surskit. Abbiamo fatto un errore. Questo è troppo forte per noi.»
In quel momento Roserade colpì talmente velocemente che inizialmente Lamp non se ne accorse. Quando però Draak crollò a terra, rabbrividì.
«E ora fatti sotto tu.» Disse mentre Draak scompariva.
“Devo avvertire Surskit!” Pensò Lamp.
 

Darken

Passante
CAPITOLO 83: ROSERADE, TERZA GENERAZIONE DEL PROGETTO S​
 ​


Città Caverna dei Ladri, Settore Est, 19/06/4783, circa le 21
Lamp percorreva il corridoio in fondo a cui lo aspettava Surskit. Era inseguito da Roserade, ma era riuscito a rallentarlo lanciandogli le Reti Vischiose attaccate alle pareti che non erano state già distrutte. Arrivato in fondo si mise in cerca di Surskit.
«Surskit! Sono Lamp! Ascolta, siamo nei guai!»
Surskit emerse da dietro uno degli specchi di ghiaccio «Che succede Lamp?»
«Il nemico è troppo forte! Dobbiamo fuggire! Draak è stato sconfitto!» Disse Lamp ansimando e barcollando.
«Lamp, stai bene?» Chiese Surskit.
«Sono stato colpito di striscio da uno dei suoi attacchi. Ma non è il momento, dobbiamo…» Poi qualcosa lo colpì alla schiena, e con un gemito Lamp crollò a terra, iniziando a svanire.
Surskit fissò il nemico, circospetto. Non era riuscito a vedere il suo attacco, ma ora lo vedeva bene. Surskit lo studiò. A parte il colore diverso dal normale, non sembrava avere nulla di strano. Roserade sorrise.
«Molto piacere. Se ricordo correttamente tu sei l’ultimo della tua squadra. Io sono il capitano Roserade. Posso sapere chi sei?» Disse. Il tono lasciava intendere che non era una domanda, ma un ordine.
«Io sono Surskit.»
«Oh, ricordo. Sei uno dei due che sono sopravvissuti all’attacco di Water Port. Beh, suppongo che Samurott mi dovrà un favore. Oggi cancellerò il suo errore.» Il tono di voce era stranamente pacifico, e il sorriso di una calma disarmante.
Surskit vide l’attacco appena un attimo prima che lo colpisse. Se non fosse stato per il ghiaccio, non lo avrebbe mai schivato in tempo. Invece, riuscì a spostarsi e scagliare la Nube.
«Oh, interessante. Una strategia diversiva. Beh non ho certo il tempo di stare a cercarti. Suppongo che mi basterà distruggere tutto. Mi servirà una bella dose di potenza.» E detto ciò, Surskit la vide mutare. La maschera sdi metallizzò, le due foglie sulla schiena si allargarono come ali, e Roserade si sollevò in aria. Dopodichè, puntò le rose verso le pareti di ghiaccio e prese a scagliare attacchi.
Una dopo l’altra, le pareti iniziarono a crollare.
“Impossibile.” Pensò Surskit schivando il ghiaccio che cadeva dall’alto “Quelle pareti sono formate da venti strati di ghiaccio, neanche la carica di un Aggron potrebbe abbatterle così facilmente.”
«Avanti, vieni fuori piccolino. Se esci subito sarà indolore.»
«Che cosa diavolo sei tu?!» Gridò Surskit, continuando a evitare i blocchi di ghiaccio.
«Oh, non vedo perché non dirtelo. Mi riuslta che abbiate già incontrato uno simile a me. Spiritomb, si chiama.»
Surskit riflettè su quello che gli avevano detto gli altri. Sì, Spiritomb aveva capacità strane, ma non così strane.
«Vedi piccolino, Spiritomb e io abbiamo in comune l’appartenenza a un certo progetto. Lui è il progetto S-26, della seconda generazione del progetto S. Io, invece, sono S-50, della terza generazione del Progetto S.» Nonostante il tono calmo e il sorriso caldo, Roserade continuava a scagliare i suoi colpi per radere al suolo l’intero labirinto.
«Che diavolo è il progetto S?!»
«Oh, giusto piccolino, mi conviene spiegartelo. Vedi, il Progetto S è stato iniziato 17 anni fa dall’Organizzazione di cui faccio parte. Serve per creare soldati più forti. La prima generazione ebbe, beh, degli effetti collaterali. Rigettarono le modifiche e morirono. Un peccato, vero piccolino? La seconda generazione, invece, fu modificata con più cautela. Aggiunte di due o tre tipi, aggiunte di due o tre abilità, mosse in più e che normalmente non possono imparare, nulla di particolarmente problematico.»
“Se questo non è nulla…” Pensò Surskit. Ora era rimasto quasi allo scoperto.
«Ma con noi della terza generazione, piccolino, le cose incominciarono a farsi problematiche. Vedi, noi abbiamo ricevuto molto di più. Ci hanno modificato più in profondità. Vedi queste?» Disse indicando la maschera e le ali. «Sai piccolino, hanno fatto molte modifiche al nostro corpo. Per farti un esempio, quelli con cui sto distruggendo il tuo labirinto sono Idropulsar e Dragopulsar, mosse che normalmente non potrebbero neanche scalfire il ghiaccio. Ma noi siamo stati modificati in tre modi: Il nostro fisico, le nostre capacità e la nostra forza.»
«Forza?»
«Tu, piccolino, saprai che due pokémon non sono mai uguali. C’è chi è più veloce, chi è più bravo negli attacchi a distanza, chi nel corpo a corpo, chi è più resistente. Insomma, ognuno è speciale, non credi piccolino?» Disse, seguendo con lo sguardo  Surskit che scivolava sul ghiaccio, ormai senza più protezioni.
«Ma noi del progetto S siamo ben più speciali. Sai, i nostri scienziati hanno scoperto che esiste un limite a quanto un pokémon può diventare forte, dato che ovviamente, un fisico può rafforzarsi fino a un certo punto, e che anche le tendenze innate hanno un massimo oltre il quale non passano. Ebbene, noi abbiamo superato quel limite. Se mi osservi bene, potresti capire. Per esempio, mi hanno donato il tipo, le abilità e la forza di un Aggron.» E battè la rosa sulla maschera. «O ancora le capacità di un Hydreigon.» E indicò la schiena, dove le foglie-ala battevano pigre. «Insomma, piccolino, combattere con uno di noi di terza generazione è come combattere contemporaneamente contro diversi altri pokémon. E la quarta è ancora più forte. Ma ora, piccolino, finiamola di parlare.» E puntò le rose contro Surskit. Scagliò un attacco, e quando il polverone si sollevò, non c’era più traccia di Surskit, ma solo un grosso cratere.
«Oh, povero piccolino, a quanto pare l’ho polverizzato.» E scendendo a terra, Roserade riprese il proprio aspetto «Oh, beh, un problema in meno.» E si girò verso l’uscita.
 
Città Caverna dei Ladri, Esterno, 19/06/4783, circa le 22
Ansimando, Surskit si guardò intorno.
“Ho visto… ho visto la morte in faccia.” All’ultimo, un secondo prima di essere colpito dall’attacco, aveva usato la Targhetta per fuggire.
“Devo sbrigarmi. Devo dire agli altri quello che…” Poi sentì un rivolo di sangue scendergli lungo la testa, ed ebbe un mancamento. Dove prima c’era l’antenna, ora c’era solo un corto moncone. La ferita perdeva parecchio sangue, e questo era un problema.
Senza riflettere, aprì la borsa, afferrò una corda e ne staccò un laccio, che legò alla meglio per chiudere la ferita. Poi, lentamente, si diresse all’uscita. Svenne proprio quando Scrafty lo vide.
 
«Come sta?» Chiese una voce famigliare. Surskit aprì gli occhi, ma faticava a vederci. Era in una tenda, e aveva una benda intorno alla testa.
«Non morirà, ho fermato il sangue e ricucitò la ferita. L’antenna potrebbe ricrescere, ma non ne sono del tutto sicuro, dipende da quanto è stata danneggiata dal colpo.»
«E gli altri?» Adesso le immagini erano più definite. Riconosceva Raichu e un Cacturne.
«Erano conciati parecchio male, ma siamo riusciti a curarli.»
«Bene. Vi ringrazio.»
«Il dovere di un medico ragazzo.»
Raichu si girò, ma in quel momento Surskit lo chiamò «Raichu.»
«Surskit, sei sveglio! Che è successo.»
«Ascolta. Siamo nei guai. Il nostro nemico è molto più forte del previsto.» Ed iniziò a raccontare quel che era successo.
 

CiaobyDany

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Mentre in linea di massima ho notato un lento e graduale miglioramento, con Roserade siamo caduti nella banalità e tristezza più totale. Innanzitutto eccessivo spam di "piccolino", e poi veramente troppo, troppo, troppo infantile... Che poi non ha nemmeno senso spiegare al nemico la propria storia, e va bene, ma farlo sapendo che se premesse la targhetta uscirebbe immacolato è proprio da imbecilli...

Ho apprezzato molto invece il fatto che una volta tanto non siano usciti indenni i protagonisti solo perché tali, a questo punto sono curioso di vedere come terminerà la sfida.
 

Darken

Passante
Mentre in linea di massima ho notato un lento e graduale miglioramento, con Roserade siamo caduti nella banalità e tristezza più totale. Innanzitutto eccessivo spam di "piccolino", e poi veramente troppo, troppo, troppo infantile... Che poi non ha nemmeno senso spiegare al nemico la propria storia, e va bene, ma farlo sapendo che se premesse la targhetta uscirebbe immacolato è proprio da imbecilli... Lo spam di piccolino e il tono infantile non sono lì per errore, sono messi apposta eh, volevo darle quel tono, volevo che si capisse che per lei Surskit vale meno di zero. Può anche essere antipatico, non lo metto in dubbio. Ad essere onesti, ho notato che in linea di massima i lettori, alla prima comparsa di Roserade, cioè questa, hanno apprezzato il personaggio (a parte forse uno che da qui in poi ha continuato a ripetere che Roserade vuole palesemente stuprare Surskit, maaa queste sono altre questioni). Ma non è un problema eccessivo, spero, in fondo ha fatto così solo stavolta.

Che poi oh, io se fossi convinto di poter far fuori il mio avversario gliela racconterei questa cosa. Ricorda che la Targhetta poteva benissimo non averla lui, o averla persa(?), o non fare in tempo a usarla. Ha perso la punta che hanno i Surskit per pura fortuna, se ci avesse messo un altro secondo avrebbe fallito e sarebbe morto. E con quello avrebbe risolto il problema. Lei stessa è convinta di averlo disintegrato.

Ancora comunque, spero non sia un problema eccessivo.

Ho apprezzato molto invece il fatto che una volta tanto non siano usciti indenni i protagonisti solo perché tali, a questo punto sono curioso di vedere come terminerà la sfida. Sì non mi piacciono i tornei in cui tutti i personaggi escono completamente illesi da qualunque scontro, senza riportare alcun danno permanente.
 

CiaobyDany

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Ho capito che la cosa era puramente voluta, il problema è che comunque resta un tono eccessivamente immaturo, non è questione di mancanza di rispetto, è che proprio sembra il cattivo della favoletta da raccontare ai bambini di 3 anni. Sul lato discorsivo, poi certo, è sicuramente spietato e tutto, però sui dialoghi hai ancora dimostrato di non avere grossa capacità espressiva.

Mmm... Stuprare Surskit? Nemmeno la mia mente perversa era riuscito a concepire una cosa simile, che razza di lettori sei andato a recuperare?
;
 

Darken

Passante
Ho capito che la cosa era puramente voluta, il problema è che comunque resta un tono eccessivamente immaturo, non è questione di mancanza di rispetto, è che proprio sembra il cattivo della favoletta da raccontare ai bambini di 3 anni. Sul lato discorsivo, poi certo, è sicuramente spietato e tutto, però sui dialoghi hai ancora dimostrato di non avere grossa capacità espressiva. Devo migliorare i dialoghi, ne sono conscio e sto cercando di migliorare. Non è facile però, sono effettivamente il mio tallone d'Achille. Ciò detto, ci si impegna e si dà il massimo, di più non posso fare.

Mmm... Stuprare Surskit? Nemmeno la mia mente perversa era riuscito a concepire una cosa simile, che razza di lettori sei andato a recuperare?
;  Neanche nella mia mente era passata la cosa, ma il mondo è bello (?) perché è vario.
CAPITOLO 84: VECCHIA CONOSCENZA​
Città Caverna dei Ladri, Settore Ovest, 19/06/4783, circa le 21

«Allora, cos’avete trovato nelle stanze di destra?» Chiese Eelektross a Plusle e Minun.
«Quattordici Grandi Perle e Trittiperle.»
«Ottimo. Luxray, che mi dici delle stanze di sinistra?»
«Un cofanetto di Pepite. Ci sono anche quattro Granpepite.» Rispose questi emergendo dalla stanza sulla sinistra.
«Ottimo. Se è tutto proseguiamo. Voglio cercare di battere a tappeto la prossima zona rapidamente.»
«Sissignore!» Risposero i tre in coro.
Eelektross sorrise. Le cose stavano andando bene. Ancora nessun grosso tesoro, ma comunque avevano già raccolto un discreto bottino.
Svoltarono l’angolo, e iniziarono a controllare la zona successiva. Fatto ciò passarono a quella seguente. Con precisione e metodo, senza errori o distrazioni, i quattro proseguirono nella loro ricerca.
“Una vera fortuna questa sfida. Chi meglio di un ladro può cercare tesori nascosti da altri ladri?”
Svoltarono l’angolo, e in quel momento sentirono le voci provenire da una stanza. Ad un cenno di Eelektross, i quattro si fecero indietro, tenendosi pronti a scattare.
«Ricordate» bisbigliò Eelektross «Attaccate solo se è necessario. Non voglio correre rischi inutili.»
I tre annuirono, poi si misero in ascolto. Da dietro la porta venivano diverse voci.
«Grande bottino ragazzi, ottimo lavoro.» Disse una prima voce.
«Merito suo Capitano.» Risposero insieme altre due.
«No, figuratevi. Il merito va tutto a Liepard.»
«Mi avete pagato, e io ho eseguito. Non ci vedo nulla di strano.» Una quarta voce.
«Beh, in ogni caso è un ottimo risultato. Con questi, potremo vincere la sfida. E finalmente dimosterò di essere il migliore.»
“Questa voce ha qualcosa di familiare, ma non riesco a capire dove posso averla sentita.” Pensò Eelektross.
«Già, il migliore. Dico bene, Eelektross?» Chiese la voce, alzando volontariamente il volume. I quattro impietrirono.
Si sentirono dei passi dalla stanza, poi la porta si aprì e ne uscirono quattro pokémon. Uno Weavile, un Liepard, un Sableye ed un Malamar uscirono dalla stanza.
«Ciao Eelektross. Non ci vediamo da una vita. TI ricordi di me?»
Eelektross riflettè qualche secondo, poi capì «Weavile. Quanto tempo.»
«Dodici anni. Dodici lunghi, lunghissimi anni. Ogni volta che mi duole la cicatrice, penso a te.» Disse, indicando il fianco sinistro, dove si vedeva una grossa cicatrice.
«Gentile da parte tua, ma non dovresti preoccuparti, sono sempre in forma.»
«Spiritoso. Sai, in questi anni sono cambiate molte cose. Volevo proprio incontrarti, e non credevo che ne avrei avuto occasione prima dell’arrivo del Giorno. Ma a volte il destino ci fa degli scherzi. Ed ora eccoti qui.»
«Eccomi qui. E allora, che vuoi fare?»
Weavile sorrise, poi sollevò il braccio, ed in un momento Sableye e Malamar si scagliarono contro Eelektross.
«Bene, a quanto pare questa è la risposta.» Disse Eelektross sorridendo. Malamar si scagliò subito su di lui, ma prima ancora di potersi avvicinare fu colpito da due Scariche. Plusle e Minun si scagliarono su di lui, iniziando a combattere.
Sableye invece si fermò, sulla difensiva. Luxray si lanciò su di lui, e i due presero a scambiarsi colpo su colpo. Un vero e proprio vortice di Sgranocchio, Ombrartigli,  Privazione, Finta, Furto, Fulmindenti e Ripicca si scatenò tra i due.
«Bene, e voi due che farete?» Chiese Eelektross, apparentemente ignorando le due battaglie in corso.
«Io non combatto.» Disse Liepard «Sono qui solo per lavoro, e non abbiamo mai stabilito che avrei combattuto dalla loro parte, o da quella di chiunque altro.»
«Grrrazie.» Commentò Weavile, gelido «Fa tornare indietro nel tempo, vero Eelektross? Io contro di te, mentre i nostri sottoposti combattono tra loro.»
«Già. Il più grande criminale di Oscuria, Weavile il furtivo, che perde contro un criminale ancora sconosciuto. Davvero bei ricordi.»
«Non mi crederai così stupido da abboccare alle tue provocazioni, vero?»
In un attimo, Eelektross gli fu addosso, colpendolo al petto con un Fuocopugno «Dicesti anche questo dodici anni fa. Dovresti imparare dai tuoi errori.»
Weavile fu scagliato all’indietro, ma si rialzò subito. Sgranchiendosi il collo, fissò Eelektross e sorrise. «Bene. Vediamo chi di noi due si è rafforzato di più in dodici anni.»
«Non vedo l’ora.» Disse Eelektross.
«Oh, giusto, un’ultima cosa. Mi presento per quello che sono ora. Sono il Capitano in Comando di Oscuria Weavile, anche noto come esperimento S-40.» Improvvisamente l’aria intorno a Weavile sembrò farsi più pesante. Eelektross riconobbe la sensazione. Solo gli avversari più forti gliel’avevano fatta sentire.
«Buon per te. Io sono Eelektross, re dei Bassifondi di Elettria o Dominatore del Crimine di Pokémos come mi chiamano nel sottobosco criminale.»
«Oh, hai fatto progressi.» Commentò Weavile. Poi si lanciò contro di lui con un Ferrartigli. Eelektross schivò il colpo, poi iniziò a studiare l’avversario.
“È più veloce di qualsiasi pokémon abbia mai affrontato.” Pensò Eelektross. Poi si guardò dietro e sbiancò. L’attacco avava creato alcuni tagli profondi nella parete di roccia compatta “Ma che…!”
«E allora, che ne dici?»
«Dico che dovresti fare più attenzione.» Rispose Eelektross, centrandolo al petto con un secondo Fuocopugno.
Inaspettatamente, il colpo fu parecchio più efficace rispetto a prima, e Weavile arretrò.
«Bel colpo. Bene, iniziamo davvero.»
Weavile iniziò a colpire Eelektross, che si ritrovò costretto sulla difensiva. I colpi erano troppo veloci per lasciare un varco. Inoltre molti erano attacchi che nessun Weavile poteva usare.
“Maledizione, fin dove si è spinta l’Organizzazione? Weavile non è normale.”
«Allora, che ne dici?Sono migliorato parecchi, eh ?! Mi vendicherò per la sconfitta di dodici anni fa. L’Organizzazione mi ha reso più veloce, più resistente e più forte.»
«Buono a sapersi!» Gridò Eelektross, schivando un Tritartigli e colpendo Weavile al petto con un Assorbipugno.
Il danno fu piuttosto potente. Weavile arretrò, danneggiato.
«Sarai anche più forte, ma uno Weavile resta uno Weavile.»
«Bene, ora darò tutto davvero.»
Weavile scomparve, e un attimo dopo ricomparve davanti ad Eelektross, colpendolo al petto con un Neropulsar. Eelektross colpì il muro e crollò a terra per risollevarsi.

«D’accordo, cominciamo.»
 

Darken

Passante
CAPITOLO 85: LUXRAY, PLUSLE, MINUN E LIEPARD​



Città Caverna dei Ladri, Settore Ovest, 19/06/4783, circa le 21
Luxray fissò Sableye. Finora i due non avevano fatto altro che scambiarsi attacchi, che però si limitavano a schivare. Alla fine avevano preso a squadrarsi a vicenda, limitandosi a qualche raro colpo.
Poi Sableye si lanciò su di lui, colpendo con un Ombrartigli. L’attacco passò vicinissimo a Luxray, che però lo schivò e colpì con Sgranocchio. Sableye arretrò, evitando il colpo per un pelo.
“Maledizione. Si muove bene. D’accordo, proviamo così.” Pensò Luxray, lanciandosi contro Sableye. Schivò l’Ombrartigli, e approfittando della guardia scoperta colpì al petto con i Fulmindenti. Il colpo andò a segno, e Sableye si tirò indietro ferito.
“Bene, ha funzionato.”
Sableye lo fissò ed inaspettatamente sorrise. Poi gridò «Capo! Malamar! Io sto per farlo, voi allontanatevi!» Weavile e Malamar annuirono e si mossero in modo da allontanarsi da Sableye, seguiti dai rispettivi avversari. Liepard si allontanò, spostandosi a distanza di sicurezza.
Sableye estrasse una pietra che Luxray riconobbe come una Megapietra. Un attimo dopo, avvolto da una luce bianca, il pokémon si trasformò. Quando questa si dissolse, aveva occhi rossi e una gigantesca pietra preziosa rossa tra le mani.
Il pokémon si scagliò subito su Luxray, che riuscì però a schivare l’attacco. L’avversario ora agitava la gigantesca pietra rossa come impazzito, scagliando attacchi quasi casualmente.
“Ma che cosa sta facendo?” Si chiese Luxray, riflettendo “Sembra quasi come quel Gyarados di Laghia.”
Luxray, scivò agilmente gli attacchi e aggirò lo scudo, arrivando a un passo dal colpire Sableye. Questi però mosse il gigantesco rubino come una mazza, spedendo Luxray dritto contro il muro.
«Dannazione.» Pensò Luxray rialzandosi faticosamente. “Va bene, da davanti non si può. Allora…”
Luxray si lanciò in avanti, verso il MegaSableye impazzito. Però questa volta lo aggirò e lo colpì da dietro con Furto, e Sableye accusò il danno. Un attimo dopo però si era già voltato ed era pronto ad aggredire Luxray con un Ombrartigli.
“Così non va, ci metterò troppo. Aspetta. Se è come Gyarados, allora deve avere la Megapietra addosso.”
Il pokémon si lanciò subito contro l’avversario. Questi stava attaccando ormai qualsiasi cosa gli capitasse a tiro, rocce, pareti o porte che fossero.
Luxray schivò un Ombrartigli, probabilmente non diretto verso di lui, solo per subire una Finta in pieno petto.
“Dove diavolo è?” Schivo Privazione e Ripicca, uno dopo l’altro, sempre cercando la pietra inutilmente.
Poi, finalmente, la vide. Era nascosta sotto la bocca, in un punto difficile da vedere. A quel punto, fu costretto a lanciarsi verso di lui.
Una seconda Finta lo centrò al petto, ma Luxray non si fermò. Schivò un colpo di scudo, poi arrivò sotto la gola e colpì la Megapietra con Furto. Una, due, tre volte, poi la Megapietra si frantumò.
Sableye riprese il proprio aspetto e svenne.
 «Ho… vinto…» disse Luxray, poi crollò accanto al nemico.
 
Plusle e Minun stavano combattendo fianco a fianco contro il loro avversario. Quel Malamar si stava dimostrando davvero ostico.
In quel momento colpì con i tentacoli. Il Troppoforte colpì Minun di striscio, ma gli fece comunque male.
Plusle ne approfittò, spostandosi dietro di lui per colpirlo con una Scarica. L’attacco andò a segno, potenziato dal Meno di Minun, e Malamar cadde a terra, rialzandosi subito.
“Sarà anche più forte, ma siamo di gran lunga più veloci.”
«Va bene, vedo che la sola forza non basta. In tal caso…» E dal suo corpo partirono delle strane linee che presero la forma di un quadrato intorno ai tre.
Improvvisamente Plusle e Minun si sentirono più lenti, mentre Malamar sembrò muoversi più velocemente.
“Una Distortozona.” Pensò Plusle. Un attimo dopo, Malamar si scagliò verso di loro, velocissimo. Minun schivò per un pelo un secondo Troppoforte, per poi essere colpito da uno Psicotaglio.
Il pokémon fu scagliato all’indietro, ma riuscì a rispondere con una Scarica.
Malamar cercò di schivarla, ma fu colpito di striscio. Un attimo dopo, fu il turno di Plusle, che si lanciò su di lui con un Raggioscossa pronto a partire. Malamar fu colpito in pieno, ed arretrò.
Si rialzò, acciaccato, per poi lanciarsi su Minun, colpendolo in pieno con Lacerazione. Il pokémon subì parecchi danni, ma scagliò una nuova Scarica che colpì Malamar.
“Così non va” Pensò il pokémon “Da solo non…” In quel momento un Raggioscossa lo colpì alla schiena. Plusle sorrise “Centro perfetto.” Pensò, sorridendo.
Fu allora che Malamar si fece prendere dal panico. Non era abituato a lottare contro più avversari senza avere un supporto.
Si gurdò intorno. Sableye era caduto, il capo era impegnato, quindi restava solo un pokémon.
Liepard era in disparte, intenta apparentemente a lisciarsi il pelo con calma, come se fosse stata da sola.
«Tu, Liepard! Aiutami! Ti abbiamo pagato, no?!»
«No, non è vero. Sono stata pagata per “scortarvi fino ad un tesoro di alto valore e consegnarvelo”. Direi che ho tenuto fede all’accordo. Se vi farete sconfiggere dai vostri nemici, non saranno affari miei.»
«Brutta stupida ladruncola! Sbrigati e vieni qui, o ti faccio a pezzi!» Gridò il Malamar, infuriato.
«Va bene.» Liepard si alzò sbadigliando, fece un passo verso i tre e immediatamente si trovò accanto a Malamar, con un movimento rapidissimo.
Malamar sorrise «Bene, e adesso…» Ma riuscì solo ad emettere un rantolo. Il Nottesferza lo colpì in pieno ventre, facendolo volare all’indietro, dritto contro il muro.
«T-tu…» gemette. Un attimo dopo Liepard gli saltò addosso, colpendolo con un secondo ed un terzo Nottesferza. Alla fine Malamar crollò a terra, svenuto.
«Che comportamento oltraggioso. Rivolgersi in quel modo ad una ragazza.» Commentò questa alzandosi dall’avversario che iniziava a scomparire.
«Quanto a voi due…» Liepard si spostò a una velocità incredibile, apparendo proprio davanti ai due. Li guardò per qualche secondo.
«Sì, avete gli occhi di un ladro, qualcuno che lavora nel crimine da quando era piccolo. Li riconosco, perché sono i miei stessi occhi.» Disse. Poi si sollevò e si girò «Vi lascerò andare, visto che siamo colleghi. Vedete di non entrare mai più qua dentro però. A meno che non vogliate aprire un conto.» E sorridendo Liepard scomparve dietro l’angolo, lasciando Plusle e Minun interdetti.
 

CiaobyDany

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Il personaggio di Liepard mi è piaciuto molto, è il primo da tanto tempo che vedo con una buona personalità e un comportamento né piatto né eccessivamente scontato. Ora voglio vedere come se la cava Eelektross però ^^
 

Dancer9

Zoidberg
Premetto che devo ancora leggere il capitolo 85...

Ma nell'84 ho letto solo io un chiaro riferimento ad Harry Potter? (12 lunghissimi anni, la cicatrice...)
 

Darken

Passante
Il personaggio di Liepard mi è piaciuto molto, è il primo da tanto tempo che vedo con una buona personalità e un comportamento né piatto né eccessivamente scontato. Ora voglio vedere come se la cava Eelektross però ^^  Felice che Liepard ti sia piaciuta. Quanto a Eelektross, vedrai presto.
Premetto che devo ancora leggere il capitolo 85...

Ma nell'84 ho letto solo io un chiaro riferimento ad Harry Potter? (12 lunghissimi anni, la cicatrice...) Non è voluta come cosa, ma credo che in effetti siano situazione simili (anche se solo per i particolari della cicatrice, che tra l'altro è sul fianco, e della lunga attesa per la vendetta).
 

Darken

Passante
CAPITOLO 86: UNA BATTAGLIA DI DODICI ANNI FA​
 ​


Città Caverna dei Ladri, Settore Ovest, 19/06/4783, circa le 22
Eelektross e Weavile continuavano a scambiarsi colpo su colpo, apparentemente ignorando gli scontri che si concludevano intorno a loro.
Eelektross schivò un Ferrartigli, mirando al petto con un Assorbipugno, ma Weavile lo fermò con un Tritartigli. Un attimo dopo, un Dragartigli arrivò a pochi centimetri dal petto di Eelektross, che la deviò con un Fuocopugno. Un secondo dopo un Fuocopugno arrivò al volto di Weavile, che riuscì a schivarlo e colpire Eelektross con un Ombrartigli.
«Artigli, artigli, artigli, artigli, artigli. Sei sempre stato un tipo pieno di fantasia Weavile.» Commentò Eelektross sarcastico indietreggiando per il colpo.
«Ahahahah, molto divertente.» Rispose Weavile in tono ironico.
«Non farà ridere ma è vero. Come dodici anni fa. Lacerazione, Nottesferza, Ferrartigli, sembra che tu non sappia fare altro. Fu questo a portarti alla sconfitta. Dedichi fin troppa cura ai tuoi artigli, senza pensare al resto del corpo.»
«In questi dodici anni sono migliorato.» Commentò Weavile, colpendo con un Nottesferza Eelektross, che si ritrovò ad arretrare.
«Sarai pure più veloce e sì, anche più forte, ma non vedo nessun miglioramento.»
Eelektross schivò una Lacerazione e colpì Weavile al volto con Assorbipugno. L’attacco fece volare Weavile contro il muro, ma si rialzò subito e colpì Eelektross con Falsofinale.
«Falsofinale? Ma è un attacco utile solo per sfiancare l’avversario.» Disse il pokémon schivando la mossa.
«O per distrarlo.» Commentò Weavile colpendo Eelektross al fianco con un Tritartigli.
Eelektross arretrò dolorante. “Questa non me l’aspettavo.” Pensò lanciandosi contro l’avversario con un Assorbipugno che lo centrò al petto causandogli grossi danni.
“Aspetta, gli ho causato più danno di prima. Forse…” Schivò un Ombrartigli e provò a colpire nuovamente con Asssorbipugno. Il colpo sembrò funzionare, ed invece si rivelò inutile, tanto che Weavile potè colpirlo con una Lacerazione.
«Tu possiedi più di due tipi!» Esclamò Eelektross.
«È qualcosa di meglio!» Gridò Weavile, colpendo Eelektross con un Taglliofuria.
«Sarà, ma comunque mi rendi le cose facili.» Commentò Eelektross colpendolo al fianco con un Fuocopugno. Il danno fu consistente e Weavile accusò il colpo.
«Niente male, lo ammetto. Bene, userò questo allora.» Gli artigli si ricoprirono di uno strato d’acqua, e Weavile colpì con una Conchilama.
Eelektross la bloccò con un Assorbipugno e sorrise «Niente di complicato, ti hanno dato la capacità di cambiare terzo tipo prima di attaccare a seconda della mossa che usi.» Dalla mano aperta del pokémon partì un Tuono che centrò in pieno l’avversario, che gridò.
«Dodici anni, eppure sembra proprio che tu insista con l’attaccare l’avversario solo ed esclusivamente da davanti.» Aggiunse Eelektross.
«Dodici anni, Eelektross, da quando tu mi hai portato via tutto.»
«Avresti dovuto pensarci quando sei diventato un criminale, poteva succedere.»
«Ma non così. Non contro un novellino capo di un gruppo semi-sconosciuto al di fuori di Elettria.»
«Oh, potrei davvero offendermi. O devo pensare che è un complimento?»
«Stai zitto! Io ti avevo sconfitto ad Arenia, quando attaccasti una mia squadra, ma poi, dopo tre anni, sei tornato, più forte ed allenato di prima, e hai distrutto la mia banda. Non mi interessa se hai riunito la maggior parte delle associazioni criminali di Pokémos, per me resti sempre un ladruncolo che ha sfidato il Re dei Ladri di Oscuria!» Gridò Weavile infuriato mirando al volto di Eelektross con un Ombrartigli.
«E tu rimani sempre lo stupido che si infiamma e colpisce senza pensare.» Commentò Eelektross colpendolo al volto con un Fuocopugno. «Sì, ad Arenia mi sconfiggesti e mi lasciasti, ferito e in fin di vita in mezzo a una radura. Ma devo ringraziarti, perché quel giorno ho incontrato il mio maestro.»
«Chi è?»
«Un pokémon che mi soccorse e mi curò. Quando fui guarito, mi addestrò affermando che in me sentiva del talento. Da lui ho imparato tutto sul combattimento.»
«Voglio il nome, così sconfitto te distruggerò anche lui!»
«Va bene, come vuoi.» Eelektross schivò un Tritartigli, e mentre colpiva al ventre Weavile gli sussurrò un nome all’orecchio.
Weavile volò indietro, sputacchiò e si rialzò, reggendosi a malapena sulle gambe. «Non mentire! Non è possibile! Lui non può essere stato il tuo maestro!»
«Che tu ci creda o no è così.» Disse Eelektross.
Un ultimo Fuocopugno colpì Weavile, che crollò a terra.
“Male…di…zione” Pensò questi svenendo “Con un maestro del suo calibro… non mi meraviglia… che mi abbia sconfitto… dodici anni fa.”
 
Montagne Tetre, Covo di Weavile, 12/03/4771
«Ne è sicuro, Signore?» Disse Sableye.
«Sì. Voglio affrontarlo. I miei uomini sono stati tutti sconfitti tranne te e Malamar, non posso lasciarlo libero. Lo distruggerò e ne farò un esempio.» Disse Weavile. Il corpo era perfetto, senza cicatrici, a dimostrare la sua invincibilità, ma a stupire erano gli artigli. Affilati come rasoi e forti come l’acciaio, quegli artigli potevano tagliare in due un masso.
«Bene Capo. Attualmente i nostri ultimi uomin stanno combattendo all’ingresso del corridoio.» Disse Malamar, indicando il passaggio.
I tre corsero lungo la strada e raggiunsero una porta, proprio in tempo per vedere l’ultimo pokémon rimasto in piedi, un Honchkrow, crollare a terra.
«Ah, eccoti qui. Mi chiedevo quando ti saresti fatto vivo.» Commentò Eelektross. Accanto a lui un Dusknoir e un Mightyena si tenevano pronti a colpire.
«Eelektross, da quanto non ci vediamo. Credevo di averti sistemato una volta per tutte, quel giorno, ma sei tornato.»
«Ovviamente. Non posso dominare sui criminali di Oscuria se non sconfiggo il Re del Crimine attuale.»
«Credi di sconfiggermi?»
«Ne sono certo.»
Della battaglia successiva, Weavile ricordava solo dei pezzi. Ricordava bene la lotta tra i suoi due più fidati compagni e quelli del nemico, a cui aveva assistito senza poter intervenire, impegnato ad evitare i colpi di Eelektross.
Ricordava distintamente il momento in cui Sableye e Malamar venivano sconfitti, seppur con fatica.
Ricordava la sequela di colpi che Eelektross gli aveva scagliato contro.
Ricordò il momento in cui si tagliò colpendo una roccia e il colpo di Eelektross che centrò la ferita, ingrandendola e creandogli la cicatrice.
E infine ricordava solo il dolore bruciante della sconfitta.
Quando si risvegliò, la maggior parte dei suoi uomini era scomparsa, seguendo il nuovo Re del Crimine. Accanto a lui erano rimasti solo Malamar, Sableye e pochi altri che gli erano fedeli.
Fu allora che Weavile giurò che avrebbe sconfitto Eelektross, anche solo per dimostrare che lui poteva farlo.
 
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