Censure ai cartoni

#1
Spero che sia la sezione giusta per questa riflessione, avrei bisogno di sentire i vostri pareri su questa cosa:

Mediaset ogni giorno continua a rovinare ingiustamente gli episodi di cartoni favolosi: Naruto, Yu-Gi-Oh!, Dragon ball, perfino KERORO!!!!

Qui in Italia c'è la cultura che un cartone è destinato soltanto ai bambini (come anche i videogiochi e i giochi di carte,ma questo e un altro discorso n.d.s) quindi se ci sono scene particolari subito è necessario eliminarle prima che i genitori scatenino cause varie...

in realtà, se guardate bene, le stesse scene si trasformano in realtà poche ore dopo, quando venono trasmessi i reality show (che oggi vanno molto di voga): nudità, linguaggi scurrili e quant'altro che potrebbe compromettere l'innocenza di un bambino..senza contare che anche le pubblicità che trasmettono per tutto il giorno contengono contenuti particolari...

quindi mi domando io: non è meglio qualche nudità o del sangue finto dei cartoni che nudità e sangue vero trasmesso dai programmmi televisivi (che spesso sono ancora nella fascia protetta e non presentano censure)?

questa è pura ipocrisia!!!!!!!

purtroppo l'italia è così e si può far ben poco per cambiare la situazione...

A voi i commenti!
 

Ombra

Dragoran, immer besser!
Admin
#3
Premetto che sono contro i tagli a cartoni, film ecc.

Tuttavia, vorrei puntualizzare un mio pensiero.

Mentre in prima serata si presume che non ci siano bambini abbandonati a se stessi davanti al tubo catodico ma che siano accompagnati da adulti che possano mediare, nelle altre ore del giorno è spesso consuetudine equiparare al televisione ad una economica ed instancabile baby sitter. Conosco non pochi genitori che "mollano" abitualmente, al pomeriggio, i figli anche di soli due/tre anni davanti ad una serie interminabile di cartoni animati, per dedicarsi, necessariamente o meno, ad altro.

Viene da sè che probabilmente l'operato del "censore" è diretto a tutelare soprattutto questo insieme di creature.
 
#4
Spyro ha detto:
Spero che sia la sezione giusta per questa riflessione, avrei bisogno di sentire i vostri pareri su questa cosa:

Mediaset ogni giorno continua a rovinare ingiustamente gli episodi di cartoni favolosi: Naruto, Yu-Gi-Oh!, Dragon ball, perfino KERORO!!!!

Qui in Italia c'è la cultura che un cartone è destinato soltanto ai bambini (come anche i videogiochi e i giochi di carte,ma questo e un altro discorso n.d.s) quindi se ci sono scene particolari subito è necessario eliminarle prima che i genitori scatenino cause varie...

in realtà, se guardate bene, le stesse scene si trasformano in realtà poche ore dopo, quando venono trasmessi i reality show (che oggi vanno molto di voga): nudità, linguaggi scurrili e quant'altro che potrebbe compromettere l'innocenza di un bambino..senza contare che anche le pubblicità che trasmettono per tutto il giorno contengono contenuti particolari...

quindi mi domando io: non è meglio qualche nudità o del sangue finto dei cartoni che nudità e sangue vero trasmesso dai programmmi televisivi (che spesso sono ancora nella fascia protetta e non presentano censure)?

questa è pura ipocrisia!!!!!!!

purtroppo l'italia è così e si può far ben poco per cambiare la situazione...

A voi i commenti!
Quoto!Hai perfettamente ragione!Tutto ciò è ridicolo!
Ma secondo voi è normale che censurino un po di sangue nelle puntate di Naruto e non censurano cose ben peggiori nei telefilm?
 

~The King~

Nel dubbio...Bevo!
#5
Mah c'è poco da dire, ormai tutti i cartoni vengono censurati e tolgono il gusto del cartone, non mi importa tanto perchè ormai i cartoni li vedo poco e quando ho tempo(Dragon Ball è uno degli unici che vedo).
 

Pariston

马 炎 凯
Admin
#6
Ma secondo voi è normale che censurino un po di sangue nelle puntate di Naruto e non censurano cose ben peggiori nei telefilm?
Beh' date=' sì, se comprendi il punto di vista di Cx! (Che io appoggio...) Alcune censure, poi, non credo siano del tutto sbagliate... Insomma, ci vuole anche un po' di buon gusto! (Chi vuole intendere, intenda... Gli altri fuori col sacco a pelo! :°D [cit.'] )

Magari si potrebbe risolvere qualcosa spostando questi cartoni in seconda serata... Ma allora cosa potrebbero guardare i bambini? E poi... è proprio necessario? A meno di sporadici tagli alla trama, non mi interessa più di tanto (non) vedere del sangue.
 
#7
Ma chi se ne frega di quei bambinastri n00b troppo impressionabili, per colpa di Me®diaset tolgono le parti più belle dei cartoni!Io su Naruto voglio vedere tanto, tantissimo sangue!E poi come ha gia detto Spyro, che senso ha censurare i cartoni perché c' è troppo sangue, oppure si vede qualcuno nudo, o dice cose un po brutte mentre alla fine ci sono telefilm in cui dicono addiritura parolacce?Ma dai...
 
#8
Il compito di genitori lo devono svolgere i genitori, non la TV.

A tal proposito consiglio (non ai bambini) di vedere il film di South Park, in cui questo tema viene trattato (con molta ironia, ovviamente) e motivato.
 

Ombra

Dragoran, immer besser!
Admin
#9
Gika ha detto:
Il compito di genitori lo devono svolgere i genitori, non la TV.
Sono pienamente d'accordo e sono da tempo un accanito sponsorizzatore di ciò. Ritengo di essere stato, un bambino prima e ragazzo poi, fortunato al riguardo.

Purtroppo questo assioma da te riportato è sempre più relegato a teoria con sporadico riscontro nella pratica, che si tratti di tv, console o altro.

South Park? Non lo conosco, sono curioso di vederlo.

Blackmew ha detto:
Ma chi se ne frega di quei bambinastri n00b troppo impressionabili, per colpa di Me®diaset tolgono le parti più belle dei cartoni!Io su Naruto voglio vedere tanto, tantissimo sangue!E poi come ha gia detto Spyro, che senso ha censurare i cartoni perché c' è troppo sangue, oppure si vede qualcuno nudo, o dice cose un po brutte mentre alla fine ci sono telefilm in cui dicono addiritura parolacce?Ma dai...
I tagli non sono operati solo da Mediaset ma un poco da tutti i network. E a volte non solo per oscurare scene particolari, ma per incastrare il cartone o telefinlm nell'esatto tempo a disposizione dal palinsesto televisivo. Mi ricordo ad esempio molte puntate delle Winx su Raidue un paio d'anni orsono, barbaramente massacrate togliendo scene normalissime di azione o di semplici colloqui. Nessun motivo per farlo tranne il fatto che dopo tot minuti il cartone doveva finire.

Poi il discorso si potrebbe estendere ad alcune manifestazioni sportive, ma è un altro argomento.
 
#10
cx! ha detto:
I tagli non sono operati solo da Mediaset ma un poco da tutti i network. E a volte non solo per oscurare scene particolari, ma per incastrare il cartone o telefinlm nell'esatto tempo a disposizione dal palinsesto televisivo. Mi ricordo ad esempio molte puntate delle Winx su Raidue un paio d'anni orsono, barbaramente massacrate togliendo scene normalissime di azione o di semplici colloqui. Nessun motivo per farlo tranne il fatto che dopo tot minuti il cartone doveva finire.

Poi il discorso si potrebbe estendere ad alcune manifestazioni sportive, ma è un altro argomento.
Puoi essere più chiaro?Non ho capito bene quello che hai detto...
Altrimenti che gusto c'è contradire?
 
#11
In tutto questo più che altro non capisco che valore diseducativo abbia mostrare del sangue, quando nello stesso cartone si mostrano persone che si pestano di violenza e occasionalmente muoiono. Se i bambini non imparano da piccoli ad affrontare la violenza della vita umana quando lo dovrebbero fare, a 18 anni con un fucile in mano?

cx! ha detto:
South Park? Non lo conosco, sono curioso di vederlo.
Inizia da questo: http://www.youtube.com/watch?v=TBBbM2iFQ1g

I tagli non sono operati solo da Mediaset ma un poco da tutti i network. E a volte non solo per oscurare scene particolari, ma per incastrare il cartone o telefinlm nell'esatto tempo a disposizione dal palinsesto televisivo. Mi ricordo ad esempio molte puntate delle Winx su Raidue un paio d'anni orsono, barbaramente massacrate togliendo scene normalissime di azione o di semplici colloqui. Nessun motivo per farlo tranne il fatto che dopo tot minuti il cartone doveva finire.
Questa tendenza mi pare si sia ridotta negli ultimi anni; perlomeno ora mettono la pubblicità solo prima e dopo i cartoni.
 

Ombra

Dragoran, immer besser!
Admin
#12
Larm ha detto:
In tutto questo più che altro non capisco che valore diseducativo abbia mostrare del sangue, quando nello stesso cartone si mostrano persone che si pestano di violenza e occasionalmente muoiono.
Già, già.

Se i bambini non imparano da piccoli ad affrontare la violenza della vita umana quando lo dovrebbero fare, a 18 anni con un fucile in mano?
Nel caso dei bambini ritengo sia necessaria una guida vicina che spieghi ed aiuti a capire, altrimenti il vedere immagini di violenza o simili non aiuterà di certo ad imparare ad affrontare la violenza stessa.

Lasciati a se stessi, è più facile, invece, che si recepisca il messaggio che è una cosa bella e normale perche c'è nel cartone del proprio eroe e che si finisca con l'emularla nella vita di tutti i giorni.

Crescendo, ben prima di arrivare ai 18 anni, si comincia ad acquistare autocoscienza e lo spirito di emulazione viene sempre meno per lasciare il posto al ragionamento. Se si ha già in testa un concetto radicato che la violenza è la normalità, secondo me è più facile che si continui incosciamente ad usarla, magari prendendo anche un fucile in mano.

Ribadisco che non tollero la censura perchè:

1) la vedo come limitazione della propria libertà di esprimersi ed esistere;

2) è inutile (tanto varrebbe censurare anche i telegiornali, i documentari sugli animali, ecc.);

ma in un certo senso ne capisco, forse oggi più di allora, le intenzioni.

Inoltre ci accorgiamo solo ora, a 10,12,14 e più anni che esiste la censura; ci da fastidio perchè ci rendiamo conto che per noi è sbagliata in quanto, giustamente, ci riteniamo ormai in grado di saper distinguere da soli il sogno dalla realtà. Ma chi di noi, ad esempio a 7 anni, si è reso conto della sua esistenza tanto da provare questo fastidio?

Wow! Dopo ciò, il film è andato subito in fase di acquisizione.
 
#13
cx! ha detto:
Nel caso dei bambini ritengo sia necessaria una guida vicina che spieghi ed aiuti a capire, altrimenti il vedere immagini di violenza o simili non aiuterà di certo ad imparare ad affrontare la violenza stessa.

Lasciati a se stessi, è più facile, invece, che si recepisca il messaggio che è una cosa bella e normale perche c'è nel cartone del proprio eroe e che si finisca con l'emularla nella vita di tutti i giorni.

Crescendo, ben prima di arrivare ai 18 anni, si comincia ad acquistare autocoscienza e lo spirito di emulazione viene sempre meno per lasciare il posto al ragionamento. Se si ha già in testa un concetto radicato che la violenza è la normalità, secondo me è più facile che si continui incosciamente ad usarla, magari prendendo anche un fucile in mano.
In questo modo però dai ragione a chi censura: la violenza in sé è sbagliata, dunque non va mostrata.

La realtà è che in quei cartoni la violenza non è mostrata come qualcosa di normale, bensì come qualcosa di profondamente sbagliato che rovina e fa soffrire le persone. Semmai potrebbe dare questo messaggio un film di Steven Seagal a caso.

Ribadisco che non tollero la censura perchè:1) la vedo come limitazione della propria libertà di esprimersi ed esistere;

2) è inutile (tanto varrebbe censurare anche i telegiornali, i documentari sugli animali, ecc.);

ma in un certo senso ne capisco, forse oggi più di allora, le intenzioni.

Inoltre ci accorgiamo solo ora, a 10,12,14 e più anni che esiste la censura; ci da fastidio perchè ci rendiamo conto che per noi è sbagliata in quanto, giustamente, ci riteniamo ormai in grado di saper distinguere da soli il sogno dalla realtà. Ma chi di noi, ad esempio a 7 anni, si è reso conto della sua esistenza tanto da provare questo fastidio?
A 7 anni non si ha ancora l'autocoscienza, dunque non si riesce a discriminare le cose in base a dei parametri personali. Un bambino lo potresti convincere a far qualsiasi cosa in ogni caso perché non potrebbe decidere cosa sia bene o cosa sia male; dal puro vedere violenza non imparerebbe niente se questa violenza non fosse mediata da una massima morale del tipo "questa cosa è sbagliata", quindi senza il genitore o il tutore che gli dà qualche regola potrebbe al massimo ottenere una visione di cosa succede nel mondo.

Ma anche la necessità di queste regole è dubbia, poiché nel momento della pubertà (ovvero quando si apre la possibilità dell'autocoscienza) si tende sempre ad andare contro le regole sociali che ci sono state insegnate. I giovani non sono violenti perché gli è stato detto di esserlo, ma lo sono perché sono stati costretti a non esserlo con la violenza degli insegnamenti morali.

I giovani d'oggi sono atei, si picchiano di frequente e hanno manie sessuali fortissime proprio perché da piccoli sono stati obbligati ad andare a catechismo, a non fare del male al prossimo e a non fare sesso prima del matrimonio, nient'altro. E' più facile che si diventi non-violenti quando si è educati ad essere violenti che il contrario.

Wow! Dopo ciò, il film è andato subito in fase di acquisizione.
Poco tempo fa su YouTube c'erano tutte le puntate di tutte le serie, ma si sono ahimé accorti del fatto che violasse un pochino i diritti d'autore. Comunque è consigliato vedere le serie televisive, specie le ultime tre stagioni (8-9-10) che sono totalmente fuori da qualsiasi morale comune.
 
#14
Gika ha detto:
Il compito di genitori lo devono svolgere i genitori, non la TV.
Penso che hai centrato il punto cruciale del discorso!

è prprio questo che dovrebbe succedere...la TV non deve diventare babysitter di nessuno!

purtroppo molti genitori di oggi hanno la tendenza a lasciare i propri figli allo sbaraglio, senza insegnargli cosa è giusto e cosa è sbagliato...

e gli effetti poi si vedono (come il dilagare della delinquenza)
 

Ombra

Dragoran, immer besser!
Admin
#15
Larm ha detto:
In questo modo però dai ragione a chi censura: la violenza in sé è sbagliata, dunque non va mostrata.

La realtà è che in quei cartoni la violenza non è mostrata come qualcosa di normale, bensì come qualcosa di profondamente sbagliato che rovina e fa soffrire le persone. Semmai potrebbe dare questo messaggio un film di Steven Seagal a caso.
Mi pare di capire che siamo d'accordo che la violenza vada capita e riconosciuta. La violenza nel senso letterale del termine è innata in noi ed in tutte le creature, non solo nell'uomo. Respingerne l'esistenza è assurdo.

Tuttavia, in molti cartoni e molti film/telefilm, il messaggio "violento" purtroppo è spesso esagerato (per discutibili esigenze di spettacolo) e nell'esagerazione si annacqua il concetto di "sbaglio", con il rischio di dare più l'impressione di una imprescinidibile necessità della violenza (essenzialmente fisica) per l'affermazione delle proprie idee e/o il soddisfacimento di tutti i propri bisogni.

L'intenzione censitoria, che ho detto che mi sembra di percepire, secondo me mira a questo: a prevenire la violenza gratuita ed inutile. Poi, ripeto, non potrà mai cogliere appieno alcun obbiettivo perchè, ad esempio, mentre noi siamo in grado di capire e non ci sono problemi, un settenne per capire ha bisogno comunque di una guida, altrimenti tanto varrebbe censurargli anche il leone che sbrana una zebra o l'edera che soffoca un albero o relegarlo direttamente sotto una campana, di vetro opaco ed insonorizzata.

A 7 anni non si ha ancora l'autocoscienza, dunque non si riesce a discriminare le cose in base a dei parametri personali. Un bambino lo potresti convincere a far qualsiasi cosa in ogni caso perché non potrebbe decidere cosa sia bene o cosa sia male; dal puro vedere violenza non imparerebbe niente se questa violenza non fosse mediata da una massima morale del tipo "questa cosa è sbagliata", quindi senza il genitore o il tutore che gli dà qualche regola potrebbe al massimo ottenere una visione di cosa succede nel mondo.

Ma anche la necessità di queste regole è dubbia, poiché nel momento della pubertà (ovvero quando si apre la possibilità dell'autocoscienza) si tende sempre ad andare contro le regole sociali che ci sono state insegnate. I giovani non sono violenti perché gli è stato detto di esserlo, ma lo sono perché sono stati costretti a non esserlo con la violenza degli insegnamenti morali.

I giovani d'oggi sono atei, si picchiano di frequente e hanno manie sessuali fortissime proprio perché da piccoli sono stati obbligati ad andare a catechismo, a non fare del male al prossimo e a non fare sesso prima del matrimonio, nient'altro. E' più facile che si diventi non-violenti quando si è educati ad essere violenti che il contrario.
Ammetto che ad un certo punto della crescita ci sia la voglia di provare ad andare contro le regole sociali, "dimenticandosi" o facendo finta di non capire ancora gli insegnamenti "repressivi" ricevuti.

Limitandoci a noi italiani, di cui abbiamo maggiore conoscenza, se fosse sistematicamente così, nove decimi dei giovani sarebbero violenti e "maniaci". Mentre invece, per quello che si sa (e che vedo), la percentuale non è così alta, sebbene si sia quasi tutti frequentato il catechismo e quasi tutti non si sia potuto fare i nostri porci comodi in casa e con gli altri.
 
#17
La censura c'è eccome, pensa che non si possono neanche mostrare in una qualsiasi pubblicazione o video degli organi genitali. Ma se intendi per fumetti cartoni ecc., semplicemente in Giappone sono perfettamente coscienti che "cartone" non significa necessariamente "per bambini". Ed ecco quindi che abbiamo fasce orarie più equilibrate, consigli di età minima, e via dicendo.
 

MC5

n00b ante litteram
#18
mi sbaglierò, ma un settenne di oggi crescerà fino alla sua prima litigata con l'idea che pestarsi non causa danni fisici gravi

<ma naruto non perdeva così tanto sangue....perchè io si?>
 

MC5

n00b ante litteram
#20
Gika ha detto:
Io alle elementari guardavo sempre Dragon Ball e non l'ho mai confuso per una volta che fosse una con la realtà. Sono un caso anormale?
neanch'io...ma la censura si riferisce appunto ai bambini più influenzabili...

fossimo tutti così, la censura non avrebbe motivo di esistere
 
#21
cx! ha detto:
Mi pare di capire che siamo d'accordo che la violenza vada capita e riconosciuta. La violenza nel senso letterale del termine è innata in noi ed in tutte le creature, non solo nell'uomo. Respingerne l'esistenza è assurdo.

Tuttavia, in molti cartoni e molti film/telefilm, il messaggio "violento" purtroppo è spesso esagerato (per discutibili esigenze di spettacolo) e nell'esagerazione si annacqua il concetto di "sbaglio", con il rischio di dare più l'impressione di una imprescinidibile necessità della violenza (essenzialmente fisica) per l'affermazione delle proprie idee e/o il soddisfacimento di tutti i propri bisogni.
Questo però a mio avviso avviene solo in Dragon Ball; in Naruto e One Piece, ad esempio, la violenza si esprime chiaramente per il suo lato negativo. In quei cartoni si combatte solo per sventare delle minacce incombenti, non lo si fa in modo gratuito; la censura del sangue e della violenza può addirittura danneggiare la percezione del male che invece ad un bambino arriverebbe molto limpida.

L'intenzione censitoria, che ho detto che mi sembra di percepire, secondo me mira a questo: a prevenire la violenza gratuita ed inutile. Poi, ripeto, non potrà mai cogliere appieno alcun obbiettivo perchè, ad esempio, mentre noi siamo in grado di capire e non ci sono problemi, un settenne per capire ha bisogno comunque di una guida, altrimenti tanto varrebbe censurargli anche il leone che sbrana una zebra o l'edera che soffoca un albero o relegarlo direttamente sotto una campana, di vetro opaco ed insonorizzata.
Mah, un bambino di sette anni in realtà ha delle capacità di comprensione molto più alte delle nostre che siamo spesso soggetti a pregiudizi socio-culturali, e questo perché la mente del bambino è ancora in formazione. Dopo una certa età iniziamo ad accontentarci di quello che ci è stato detto e se non ripensiamo continuamente alle nostre "convinzioni" rischiamo di fossilizzare il nostro ragionamento.

Ammetto che ad un certo punto della crescita ci sia la voglia di provare ad andare contro le regole sociali, "dimenticandosi" o facendo finta di non capire ancora gli insegnamenti "repressivi" ricevuti.Limitandoci a noi italiani, di cui abbiamo maggiore conoscenza, se fosse sistematicamente così, nove decimi dei giovani sarebbero violenti e "maniaci". Mentre invece, per quello che si sa (e che vedo), la percentuale non è così alta, sebbene si sia quasi tutti frequentato il catechismo e quasi tutti non si sia potuto fare i nostri porci comodi in casa e con gli altri.
Purtroppo ti posso dire che l'ambiente in cui sono cresciuto rispecchia esattamente le caratteristiche da me descritte. I giovani, una volta ottenuta la coscienza del proprio potere, la iniziano ad applicare sistematicamente a qualsiasi cosa, fino a quando non si scontrano contro qualcosa che li obbliga ad arretrare (vedi regole sociali). Quando il potere si inceppa, allora si può aprire un varco che mediante la riflessione porta la gente a ripensare la propria vita in termini migliori.

Questo modo di essere però è pericoloso per la società, perché permetterebbe agli individui di fuoriuscire in qualche modo dal suo vincolo; per questo essa cerca di inglobare, incanalare e catalogare qualsiasi comportamento "istintuale" e "anti-sociale" secondo modalità perfettamente socializzate (si pensi alla caccia o alla prostituzione, ad esempio). La televisione che mostra sesso e violenza come "normali" è il modo comune di incanalare questi istinti e di neutralizzarli, e in questo modo farli ricadere sotto il suo diretto controllo. La società si preoccupa proprio che al suo interno tutto scorra perfettamente, come un immenso macchinario di cui ogni persona è ingranaggio; ne si fuoriesce solo mediante una rottura e un reinserimento consapevole di sé stessi all'interno di questo meccanismo.

Solo i bambini abituati già da piccoli a regole diverse da quelle comuni possono una volta cresciuti rendersi conto facilmente di come tutto questo non funzioni, di come questo modo di vivere è tutt'altro che libero. Prima affrontano il sesso e la violenza, prima si renderanno conto del modo in cui sono sbagliati, non c'è altra soluzione per disincantarli.
 

liuton2005

sono qui solo di passaggio
#22
Dando un'occhiatina al topic vorrei aggiungere un mio pensiero.

Sono contrario alle censure agli anime che ora stanno trasmettendo. Censurare il sangue e la violenza è inutile. Secondo me dovrebbero semplicemente spostarli in un altro orario invece di trasmetterli con scene tagliate facendo perdere al telespettatore il gusto di guardare.

In TV dovrebbero censurare un'altra cosa e questa è l'ignoranza..
 

MC5

n00b ante litteram
#23
Larm ha detto:
Mah, un bambino di sette anni in realtà ha delle capacità di comprensione molto più alte delle nostre che siamo spesso soggetti a pregiudizi socio-culturali, e questo perché la mente del bambino è ancora in formazione. Dopo una certa età iniziamo ad accontentarci di quello che ci è stato detto e se non ripensiamo continuamente alle nostre "convinzioni" rischiamo di fossilizzare il nostro ragionamento.
ti stimo


è proprio quello che più mi delude di questa società...e quel che è peggio, è che ogni volta che provo a dimostrare un "errore comune", vengo messo in ridicolo non con una dimostrazione del fatto che sia io in errore, ma da un casino generale il cui scopo è zittire, dimostrando che la massa "ha sempre ragione" e se vai contro sei considerato un idiota a priori.

ma questo è OT, e penso di aprire un topic apposta, per cercare di ragionare seriamente su 'sta cosa
 

Ombra

Dragoran, immer besser!
Admin
#24
Larm ha detto:
Questo però a mio avviso avviene solo in Dragon Ball; in Naruto e One Piece, ad esempio, la violenza si esprime chiaramente per il suo lato negativo. In quei cartoni si combatte solo per sventare delle minacce incombenti, non lo si fa in modo gratuito; la censura del sangue e della violenza può addirittura danneggiare la percezione del male che invece ad un bambino arriverebbe molto limpida.
Mah, un bambino di sette anni in realtà ha delle capacità di comprensione molto più alte delle nostre che siamo spesso soggetti a pregiudizi socio-culturali, e questo perché la mente del bambino è ancora in formazione. Dopo una certa età iniziamo ad accontentarci di quello che ci è stato detto e se non ripensiamo continuamente alle nostre "convinzioni" rischiamo di fossilizzare il nostro ragionamento.
Pur adorando computer e tecnologia di vario tipo, ritengo che questo insegnamento dovrebbe essere compito esclusivo di un essere umano, magari proprio con l'ausilio di documentazione anche televisiva, comunque sempre non censurata, ottima sotto forma di cartone animato che in effetti può aiutare a capire, divertendo. Infatti, se una trasmissione è piacevole ci si rilassa, la mente non pensa ad altro ed il messaggio "entra" più facilmente.

Senza nulla togliere ai bambini d'oggi, che apprendono più velocemente rispetto a quelli di vent'anni e passa fa, cosa si può comprendere da soli? Scene e messaggi vengono velocemente e completamente incamerati, memorizzati ma non del tutto assimilati.

Ad esempio, tizio-1 tira un cazzotto e stende tizio-2.

Se mi immedesimo in tizio-1, noto che ho ottenuto una vittoria e che posso farcela con le mie forze.

Se mi immedesimo in tizio-2, noto che un cazzotto fa male, magari perdo anche sangue dal naso (plausibile ed ovvia conseguenza che è ridicolo nascondere).

E poi? Mi immedesimo sempre in tizio-2? Comprendo veramente?

Purtroppo ti posso dire che l'ambiente in cui sono cresciuto rispecchia esattamente le caratteristiche da me descritte. I giovani, una volta ottenuta la coscienza del proprio potere, la iniziano ad applicare sistematicamente a qualsiasi cosa, fino a quando non si scontrano contro qualcosa che li obbliga ad arretrare (vedi regole sociali). Quando il potere si inceppa, allora si può aprire un varco che mediante la riflessione porta la gente a ripensare la propria vita in termini migliori.

Questo modo di essere però è pericoloso per la società, perché permetterebbe agli individui di fuoriuscire in qualche modo dal suo vincolo; per questo essa cerca di inglobare, incanalare e catalogare qualsiasi comportamento "istintuale" e "anti-sociale" secondo modalità perfettamente socializzate (si pensi alla caccia o alla prostituzione, ad esempio). La televisione che mostra sesso e violenza come "normali" è il modo comune di incanalare questi istinti e di neutralizzarli, e in questo modo farli ricadere sotto il suo diretto controllo. La società si preoccupa proprio che al suo interno tutto scorra perfettamente, come un immenso macchinario di cui ogni persona è ingranaggio; ne si fuoriesce solo mediante una rottura e un reinserimento consapevole di sé stessi all'interno di questo meccanismo.

Solo i bambini abituati già da piccoli a regole diverse da quelle comuni possono una volta cresciuti rendersi conto facilmente di come tutto questo non funzioni, di come questo modo di vivere è tutt'altro che libero. Prima affrontano il sesso e la violenza, prima si renderanno conto del modo in cui sono sbagliati, non c'è altra soluzione per disincantarli.
Magari il paragone è infelice ma questa descrizione sembra rispecchiare la modalità di funzionamento di un vaccino: inietto il germe (per catalizzare una violenza innata) per sensibilizzare il corpo a produrre gli opportuni anticorpi (riflessione interna e ricerca di alternative).

Ma mentre i germi delle malattie sono tangibili e la cura è tangibile e l'effetto è il medesimo per il 99,99% degli individui, un'idea "sbagliata" non è trattabile proprio allo stesso modo perchè la varietà delle reazioni intellettuali è notevole. In questi casi il vaccino può infettare e curare o solo infettare, con percentuali ben diverse da quella di cui sopra. Dipende esclusivamente dall'Individuo.

Le regole sociali esistono oggi come esistevano venti-trent'anni fa ed anche prima. Perchè allora non si sentiva la necessità di farcire tutti i cartoni animati di "sesso" (si fa per dire) e/o violenza?

Ok, magari i cartoni animati vecchi non erano realistici, facevano vedere un mondo improbabile dove gli animali ed oggetti erano umanizzati e tutti vivevano e si divertivano felici e contenti. Ma anche un mondo dove ci si mena alla prima futile occasione o ci si sbudella (e in Dragon Ball, secondo me, dopo la prima stagione si toccò presto il fondo in tal senso), secondo me, non è che rispecchi poi tanto la realtà.

Solo i bambini abituati già da piccoli a regole diverse da quelle comuni possono una volta cresciuti rendersi conto facilmente di come tutto questo non funzioni, di come questo modo di vivere è tutt'altro che libero. Prima affrontano il sesso e la violenza, prima si renderanno conto del modo in cui sono sbagliati, non c'è altra soluzione per disincantarli.
Mi sembra una visione provocatoriamente estremista, da rivalutare singolarmente nelle diverse realtà sociali. Traspare un sentimento di "quasi paura" nei confronti di adolescenti che da bambini non siano stati "imbottiti" di sesso e violenza!

Ma ci ricordiamo veramente bene come eravamo da bambini, ai tempi dell'asilo o dell'inizio delle elementari?

Ammetto che per me è impossibile fare ora mente locale di quello che mi passava per la testa N anni fa. Sapevo sicuramente il significato della parola censura ma altrettanto sicuramente non me ne preoccupavo.

I personaggi dei cartoni non erano particolarmente violenti ed erano tutti puri ed immacolati, anche i più cattivi. La generazione di ragazzi che ne è seguita non è stata più ribelle della precedente nè della successiva. Nè si è divertita di meno.

In TV dovrebbero censurare un'altra cosa e questa è l'ignoranza..
Sì; ma, ahimè, l'ignoranza vera o presunta ("pupa e secchione", un recente esempio a caso) diverte di più ... più gente.
 
Ultima modifica da un moderatore:

liuton2005

sono qui solo di passaggio
#25
cx! ha detto:
Sì; ma, ahimè, l'ignoranza vera o presunta ("pupa e secchione", un recente esempio a caso) diverte di più ... più gente.
Penso che sia la vera ignoranza quella da eliminare anche se nell'ultimo periodo i reality hanno esagerato un po'..

Ma per questo tipo di argomenti c'è pur sempre il topic della TV deficente..
 
#26
cx! ha detto:
Pur adorando computer e tecnologia di vario tipo, ritengo che questo insegnamento dovrebbe essere compito esclusivo di un essere umano, magari proprio con l'ausilio di documentazione anche televisiva, comunque sempre non censurata, ottima sotto forma di cartone animato che in effetti può aiutare a capire, divertendo. Infatti, se una trasmissione è piacevole ci si rilassa, la mente non pensa ad altro ed il messaggio "entra" più facilmente.
Su questo ero d'accordo a prescindere, stavo discutendo più che altro quanto la violenza presentata nei cartoni sia effettivamente nociva se il bambino dovesse venir lasciato a vederli da solo. Avendo concordato che un confronto con la violenza per la comprensione della stessa sia comunque un'attività necessaria alla crescita dell'individuo, non resta dunque che guardare i cartoni singoli per controllare quale visione della violenza essi danno.

Magari il paragone è infelice ma questa descrizione sembra rispecchiare la modalità di funzionamento di un vaccino: inietto il germe (per catalizzare una violenza innata) per sensibilizzare il corpo a produrre gli opportuni anticorpi (riflessione interna e ricerca di alternative).Ma mentre i germi delle malattie sono tangibili e la cura è tangibile e l'effetto è il medesimo per il 99,99% degli individui, un'idea "sbagliata" non è trattabile proprio allo stesso modo perchè la varietà delle reazioni intellettuali è notevole. In questi casi il vaccino può infettare e curare o solo infettare, con percentuali ben diverse da quella di cui sopra. Dipende esclusivamente dall'Individuo.
Mah, la pedagogia rimane una scienza abbastanza misteriosa, proprio perché la crescita dell'individuo è pesantemente influenzata dalla totalità del mondo che lo circonda e dal modo peculiare con cui lui si rapporta ad esso. Resta indubbio che ogni tipo di educazione vada seguita e controllata da un'educatore, perlomeno finché il bambino non inizierà a guadagnare l'autocoscienza e dunque il desiderio di muoversi da sé all'interno del mondo.

Le regole sociali esistono oggi come esistevano venti-trent'anni fa ed anche prima. Perchè allora non si sentiva la necessità di farcire tutti i cartoni animati di "sesso" (si fa per dire) e/o violenza? Ok, magari i cartoni animati vecchi non erano realistici, facevano vedere un mondo improbabile dove gli animali ed oggetti erano umanizzati e tutti vivevano e si divertivano felici e contenti. Ma anche un mondo dove ci si mena alla prima futile occasione o ci si sbudella (e in Dragon Ball, secondo me, dopo la prima stagione si toccò presto il fondo in tal senso), secondo me, non è che rispecchi poi tanto la realtà.
E' la società ad essere cambiata. Nell'ultima metà del secolo scorso il sistema dei mass media si è espanso sempre più, estendendo la propria capacità di controllo ad ogni luogo possibile; per questo motivo i contenuti hanno dovuto abbassarsi sempre più, perché potessero soddisfare i più bassi istinti della popolazione. Finché la televisione era per pochi tutto questo non era necessario, ma una volta raggiunto il grande pubblico si è trattato di un processo inevitabile perché lo stesso macchinario dell'industria massmediatica potesse sussistere. Un media che non riesce a soddisfare le esigenze di tutti o della maggior parte di coloro che lo guardano rischia di venir abbandonato, ed è per questo motivo che i canali televisivi non possono esimersi dal trasmettere ciò che la maggior parte della popolazione vuole: sesso e violenza.

Mi sembra una visione provocatoriamente estremista, da rivalutare singolarmente nelle diverse realtà sociali. Traspare un sentimento di "quasi paura" nei confronti di adolescenti che da bambini non siano stati "imbottiti" di sesso e violenza!Ma ci ricordiamo veramente bene come eravamo da bambini, ai tempi dell'asilo o dell'inizio delle elementari?

Ammetto che per me è impossibile fare ora mente locale di quello che mi passava per la testa N anni fa. Sapevo sicuramente il significato della parola censura ma altrettanto sicuramente non me ne preoccupavo.

I personaggi dei cartoni non erano particolarmente violenti ed erano tutti puri ed immacolati, anche i più cattivi. La generazione di ragazzi che ne è seguita non è stata più ribelle della precedente nè della successiva. Nè si è divertita di meno.
Difatti sostenevo l'esatto contrario: è una generazione assai meno ribelle, proprio perché la loro forza ribellione viene totalmente canalizzata dai mass media che gli dà loro il modo adatto per sfogarsi (televisione, videogames ecc); e di conseguenza si diverte (ovvero si distrae, si intrattiene senza riflettere) molto più di prima. In un certo senso questo è semplicemente il riflesso dell'educazione derivata da genitori che vogliono dare ai figli la stabilità economica e sociale che loro non hanno potuto avere da piccoli perché minacciati e impoveriti dalla guerra; è già probabile, e ho modo di vederlo con i miei occhi, che già a partire da quelli della mia età si stia reiniziando a sollevare una certa tensione intellettuale, cosa che spero sia destinata a crescere nel futuro prossimo.
 

Steve

il magnifico
#27
Gika ha detto:
Il compito di genitori lo devono svolgere i genitori, non la TV.

A tal proposito consiglio (non ai bambini) di vedere il film di South Park, in cui questo tema viene trattato (con molta ironia, ovviamente) e motivato.
Shut your fucking face uncle fucka

You're a cock sucking ass licking uncle fucka

You're an uncle fucka, yes its true

Nobody fucks uncles quite like you

Shut your fucking face uncle fucka

You're the one that fucked your uncle, uncle fucka

You dont eat or sleep or mow the lawn,

You just fuck your uncle all day long

You're a boner biting bastard uncle fucka

You're an uncle fucka I must say

Well you fucked your uncle yesterday
 

Ombra

Dragoran, immer besser!
Admin
#28
Larm ha detto:
E' la società ad essere cambiata. Nell'ultima metà del secolo scorso il sistema dei mass media si è espanso sempre più, estendendo la propria capacità di controllo ad ogni luogo possibile; per questo motivo i contenuti hanno dovuto abbassarsi sempre più, perché potessero soddisfare i più bassi istinti della popolazione. Finché la televisione era per pochi tutto questo non era necessario, ma una volta raggiunto il grande pubblico si è trattato di un processo inevitabile perché lo stesso macchinario dell'industria massmediatica potesse sussistere. Un media che non riesce a soddisfare le esigenze di tutti o della maggior parte di coloro che lo guardano rischia di venir abbandonato, ed è per questo motivo che i canali televisivi non possono esimersi dal trasmettere ciò che la maggior parte della popolazione vuole: sesso e violenza.
Sul cambiamento della società dall'avvento della televisione di massa e sulle leggi di mercato nulla da eccepire.

Ma non riesco a credere che la maggior parte della popolazione voglia sesso e violenza.

Non potrebbe trattarsi del fatto che è più difficile creare trasmissioni con una dose nulla o misurata di uno e/o dell'altra, piuttosto che certe "robe" con cui siamo in effetti bombardati? In fondo tutti sappiamo fare sesso o essere violenti, è nel nostro genoma, chi meglio chi peggio, secondo bontà di Madre Natura, ma comunque tutti! Mentre il genio creativo è prerogativa di pochi prescelti.

Fino a chè la tv era di pochi, anche le trasmissioni erano poche e c'era spazio televisivo inesplorato su tanti argomenti: quasi chiunque poteva proporre qualcosa di nuovo, senza fretta. Poi è iniziata la diffusione capillare in tutte le nostre case. Ed in seguito, lentamente, poco alla volta è venuta meno la fantasia, pur aumentando la domanda di spettacolo e di svago "catodico".

Difatti sostenevo l'esatto contrario: è una generazione assai meno ribelle, proprio perché la loro forza ribellione viene totalmente canalizzata dai mass media che gli dà loro il modo adatto per sfogarsi (televisione, videogames ecc); e di conseguenza si diverte (ovvero si distrae, si intrattiene senza riflettere) molto più di prima. In un certo senso questo è semplicemente il riflesso dell'educazione derivata da genitori che vogliono dare ai figli la stabilità economica e sociale che loro non hanno potuto avere da piccoli perché minacciati e impoveriti dalla guerra;
Se ho frainteso la tua frase, ne sono lieto, perchè il quadro che me ne ero fatto è stato spiacevole.

Per quanto segue, i tempi dei giovani (anagraficamente parlando) con genitori che hanno vissuto i pericoli e le privazioni dell'ultimo conflitto mondiale (se a questo ti riferisci) coincidono sì con l'inizio della diffusione della televisione, ma le trasmissioni erano ancora poche ed apparentemente fin troppo morigerate in partenza; gli home computer di là da venire, fantascienza. Si stava all'aperto, e comunque in compagnia. Non c'erano scatole elettroniche a canalizzare nulla.

L'escalation di violenza giovanile, nel tempo, innegabilmente c'è stata, ma per motivi che, secondo me, non hanno a che spartire con la guerra (in Italia); ancora ancora, forse, con le privazioni. Ha più momenti di coincidenza con l'aumento della frenesia della vita quotidiana, le cui regole moderne raramente consentono ad un genitore di svolgere il suo compito a tempo pieno, e con il progressivo "aumentare" e "scadere" dell'offerta "massmediatica".

è già probabile, e ho modo di vederlo con i miei occhi, che già a partire da quelli della mia età si stia reiniziando a sollevare una certa tensione intellettuale, cosa che spero sia destinata a crescere nel futuro prossimo.
Ho la stessa visione con un range di età di qualche anno più esteso. E più certezza che speranza!
 
#30
cx! ha detto:
Sul cambiamento della società dall'avvento della televisione di massa e sulle leggi di mercato nulla da eccepire.

Ma non riesco a credere che la maggior parte della popolazione voglia sesso e violenza.

Non potrebbe trattarsi del fatto che è più difficile creare trasmissioni con una dose nulla o misurata di uno e/o dell'altra, piuttosto che certe "robe" con cui siamo in effetti bombardati? In fondo tutti sappiamo fare sesso o essere violenti, è nel nostro genoma, chi meglio chi peggio, secondo bontà di Madre Natura, ma comunque tutti! Mentre il genio creativo è prerogativa di pochi prescelti.
Le due cose non si elidono mica: è facile mettere sesso e violenza nelle trasmissioni proprio perché sono due tratti istintuali dell'essere umano, e per questo sono anche le cose più "comuni" che possano essere godute dalla maggior parte della popolazione.

Se ho frainteso la tua frase, ne sono lieto, perchè il quadro che me ne ero fatto è stato spiacevole.Per quanto segue, i tempi dei giovani (anagraficamente parlando) con genitori che hanno vissuto i pericoli e le privazioni dell'ultimo conflitto mondiale (se a questo ti riferisci) coincidono sì con l'inizio della diffusione della televisione, ma le trasmissioni erano ancora poche ed apparentemente fin troppo morigerate in partenza; gli home computer di là da venire, fantascienza. Si stava all'aperto, e comunque in compagnia. Non c'erano scatole elettroniche a canalizzare nulla.

L'escalation di violenza giovanile, nel tempo, innegabilmente c'è stata, ma per motivi che, secondo me, non hanno a che spartire con la guerra (in Italia); ancora ancora, forse, con le privazioni. Ha più momenti di coincidenza con l'aumento della frenesia della vita quotidiana, le cui regole moderne raramente consentono ad un genitore di svolgere il suo compito a tempo pieno, e con il progressivo "aumentare" e "scadere" dell'offerta "massmediatica".
La guerra ha semplicemente stancato le generazioni europee di questo secolo e cambiato completamente l'ambiente sociale, dando il via a quel processo che Adorno e Horkheimer chiamano "industria culturale": mediante questo gigantesco meccanismo la società continua a cercare dei mezzi perché essa possa riuscire a catalogare sotto di sé qualsiasi essere umano ne faccia parte, riducendolo dunque ad un semplice funtivo dell'intera macchina. Ce l'abbiamo in qualsiasi mezzo di comunicazione, artistico o meno, è una cosa innegabile.

Ho la stessa visione con un range di età di qualche anno più esteso. E più certezza che speranza!
Mah, non c'è la possibilità di prevedere come sarà il futuro collettivo, poiché un cambiamento sociale improvviso e inaspettato potrebbe radicalmente mutare l'aspetto delle nostre vite. Posso solo dire che se si continua su questa tendenza è possibile che nel nostro paese si possa arrivare in non eccessivo tempo a quell'unità culturale ch'è necessaria ad ogni grande repubblica per produrre una forte scena intellettuale.
 
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