Flying Wardrobe

Il "sogno americano" e il disprezzo per la patria.

35 risposte in questa discussione

Avete notato quante persone, soprattutto della mia età, ma non solo, disprezzano la storia, l'arte e la cultura, la lingua italiana, e l'italia in generale, e hanno questa convinzione che un giorno si trasferiranno negli USA e vivranno da nababbi (Il "sogno americano", appunto)? Come mai tanto disprezzo per l'italia? Ma soprattutto come mai tanto disprezzo per la cultura, per lo studio del latino, o del greco, della storia dell'arte, a cui si preferisce invece la "sicura" fonte di lavoro che sono gli istituti tecnici? Inoltre la speranza di vivere negli Stati Uniti, pensando di vivere meglio che qua!

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Sinceramente io non ho mai sentito dirlo da molti... ma con tutte queste notizie sulla crisi italiana e problemi vari, non mi stupisco che certa gente voglia trasferirsi in posti più ricchi.

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(modificato)

Non so tu, ma io a pensare di voler vivere in un paese in cui la prospettiva di crearsi un futuro è prossima allo zero non è che impazzisca. Prova a chiedere un mutuo e vedi cosa ti rispondono.

La benzina è alle stelle e abbiamo costi per la manutenzione di un auto quasi 2 volte più alti rispetto la media europea, senza contare assicurazione etc.......ah anche i caselli (almeno quello che uso io) sono aumentati di quasi 2 euro nel giro di due anni.

La situazione lavorativa per i giovani è una merda e sono costretti a sopportare contratti osceni perché se non gli sta bene tanto ci sono di fuori file e file di morti di fame pronti ad accettarli.

Non entro in merito alla politica perché non sono troppo competente e poi di sicuro finirebbe come al solito con: "politici ladroni, basta ridurre gli stipendi ai parlamentari!"

Vogliamo nominare gli 80€ al mese di Renzi in più in busta paga? Ottimo specchietto per le allodole direi, non era meglio semplicemente ridurre le trattenute agli stipendi?

La sanità è un vero spettacolo: due settimane fa sono dovuto andare al pronto soccorso, dopo 6 ore che ero li dentro me ne sono andato a casa, preferivo crepare lì. Ma la colpa non è dell'ospedale, la colpa è dei continui tagli che riceve la sanità, come se non fosse qualcosa di necessario. Di sicuro ci saranno stati tipo 10 dottori per 500 pazienti, molti dei quali saranno stati vecchiacci di merda che erano li a farsi rigirare come pedalini perché gli girava la testa, tanto è gratis.

 

Per quanto riguarda il latino etc. bhe.......a fine mese i più non si mangiano un libro di Platone. Se si vuole approfondire per conto proprio nulla di male, ma conosco alcune persone che fanno anche due lavori per tirare avanti e quando la sera tornano a casa devastate non è che gli do torto se preferiscono guardarsi un film al posto di aprire un libro.

 

Si, direi che la voglia di emigrare aumenta ogni giorno di più, magari non verso gli USA ma di certo aumenta.

 

edit: E quello che ho scritto è solo la punta dell'iceberg, ovvero quello che mi riguarda personalmente e che vedo ogni giorno. Diceva bene il povero nonno: "Una tinozza 'e merda 'na cosa sola po ffa. Più la ucichi e più puzza."

Modificato da Zeradiel
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Hai 13 anni, è normale capire poco a quell'età.

È semplicemente una moda, nulla di cui preoccuparsi.

L'unico vero sogno americano lo ha vissuto Colombo, anche se era un sogno indiano.

Oltre gli usa lo U.K è molto amato, cosa che non capisco. Comunque 10 anni fa c'era il sogno di Milano, lolcapitale del business.

Purtroppo gli istituti tecnici 800 euri al mese te li quasi garantisco, a differenza dei licei, che devono esser uniti a un qualcosa dopo i 5 anni.

Poi perché andare in america quando in nord Europa si sta benissimo?

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(modificato)

Io ho un parente in USA e alcuni in Russia.

Conviene vivere in Russia per la loro politica interna di " rafforzare prima se stessi e poi pensare ad altri". Sarà egoismo ma un pese è forte per aiutare altri se prima lo è per se stesso.

Modificato da Zaffira

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Avete notato quante persone, soprattutto della mia età, ma non solo, disprezzano la storia, l'arte e la cultura, la lingua italiana, e l'italia in generale, e hanno questa convinzione che un giorno si trasferiranno negli USA e vivranno da nababbi (Il "sogno americano", appunto)? Come mai tanto disprezzo per l'italia? Ma soprattutto come mai tanto disprezzo per la cultura, per lo studio del latino, o del greco, della storia dell'arte, a cui si preferisce invece la "sicura" fonte di lavoro che sono gli istituti tecnici? Inoltre la speranza di vivere negli Stati Uniti, pensando di vivere meglio che qua!

 

Latino, greco e arte, tutta roba che non serve a nulla nella vita. NULLA. Si studia a scuola per instaurare un metodo di studio nei ragazzi per poi spedirli all'università.

Per quanto riguarda il "Sogno americano" non sono d'accordo. Chi fugge ha solo paura di perdere, paura legittima ma una di quelle che disprezzo di più. Ci lamentiamo per qualsiasi cosa ma non siamo capaci di cambiare una virgola del nostro paese. Giovani disposti a accettare contratti comodi alle loro esigenze e nessuno a fare il muratore o l'idraulico, tutti fuori a cercare la poltrona comoda e nessuno parte dalla gavetta. Quando cerchiamo artigiani o liberi professionisti, o non sanno fare il loro mestiere o si fanno pagare spropositamente

Comunque gli USA non sono di sicuro un posto in cui andare con la crisi che c'è ora.

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La sanità è un vero spettacolo: due settimane fa sono dovuto andare al pronto soccorso, dopo 6 ore che ero li dentro me ne sono andato a casa, preferivo crepare lì. Ma la colpa non è dell'ospedale, la colpa è dei continui tagli che riceve la sanità, come se non fosse qualcosa di necessario. Di sicuro ci saranno stati tipo 10 dottori per 500 pazienti, molti dei quali saranno stati vecchiacci di merda che erano li a farsi rigirare come pedalini perché gli girava la testa, tanto è gratis.

l'ospedale non è gratis neanche se pubblico, il ticket per la prestazione/visita si paga (il costo varia per regione), le ricette ed i farmaci pure, il pronto soccorso va con priorità: se il paziente viene dato il livello d'emergenza più basso (a discrezione del medico curante in base all'esito della visita e NON in base allo stato del paziente!) rincarano pure la dose ed arriva a casa il conto per raccomandata. se non si va con i propri mezzi addirittura il trasporto viene fatto pagare!

piuttosto, si presume che i medici sappiano riconoscere appunto i falsi allarmi dalle vere emergenze, quindi se si crea una coda di 6 ore a causa di vecchietti viene automatico farsi due domande sulla loro preparazione e competenza (che questa è palesemente poca, specie in certi settori come neurologia, ed è sotto gli occhi di tutti)

tra l'altro non so come funzioni da zona a zona ma qui si è esenti dal ticket se si superano le 6 ore di attesa tra accettazione, visita e post... non avresti fatto una genialata ad aspettare tutto quel tempo senza informarti insomma

 

Ci lamentiamo per qualsiasi cosa ma non siamo capaci di cambiare una virgola del nostro paese. Giovani disposti a accettare contratti comodi alle loro esigenze e nessuno a fare il muratore o l'idraulico, tutti fuori a cercare la poltrona comoda e nessuno parte dalla gavetta. Quando cerchiamo artigiani o liberi professionisti, o non sanno fare il loro mestiere o si fanno pagare spropositamente

Comunque gli USA non sono di sicuro un posto in cui andare con la crisi che c'è ora.

il lavoro come muratore è un pessimo esempio, perché oltre ad essere difficile anche in quel settore la ricerca di un posto è una fregatura unica quando i titolari delle imprese sono i primi a prendere solo stranieri sottopagati

per i lavori come elettricista ed idraulico (più quest'ultimo che il primo), il fatto che vengano sempre più scartati è dovuto all'educazione ricevuta tramite il lavaggio del cervello che ha imposto la società denigrandoli come impieghi poco rispettabili, sono diventati sempre meno appetibili e quindi sempre meno gente ha studiato per tali professioni. di conseguenza, sono diventati anche meno redditizi per chi vorrebbe iniziare ed un magna magna per chi l'artigiano lo faceva già*, perché diventare professionista in questo ambito magari avendo affrontato un percorso completamente diverso vuol dire riprendere praticamente da zero gli studi, farsi anni di tirocinio come apprendista (quindi un sacco di tempo senza guadagnare nulla) ed indebitarsi fino al collo prima di riuscire a mettersi in proprio (o magari non riuscendoci affatto e lavorando sempre come dipendente, col rischio di restare a casa che corrono tutti i lavori precari attuali).

 

*non c'è neanche da dare troppo contro a chi aveva già la professione comunque, perché il rincaro delle tariffe è un circolo vizioso dovuto al fatto che anche le loro attività sono sempre più costose (materiali e tasse in primis, poi col tempo che scarseggia a causa dei molteplici impegni per seguire i lavori aggiungici qualche spesa del commercialista, più sempre nuove pratiche burocratiche varie ogni anno, menate dello stato, imprevisti, ecc)

 

per quanto riguarda "la crisi qua, la crisi là", negli usa (ed altri paesi esteri) si è comunque sentita molto meno che in paesi come il nostro, specie per la vastità del territorio che distribuisce meglio le opportunità...

 

io ho lavorato per 4 anni e mezzo (ovvero tutti di gavetta data la mia età) ed ora mi lasciano pure a casa, sono sinceramente stufo di venire trattato così, come dovrei comportarmi? le occasioni non mi vengono date ma anzi tolte quando le avevo, trovare qualcosa di nuovo è difficile perché per un motivo o per l'altro secondo la selezione del personale non c'è mai abbastanza esperienza (immagina chi è inoccupato e cerca il primo impiego quindi), e se nel fortuito caso trovassi qualcosa di periodico (a tempo determinato ovviamente) si tratta sempre di contratti a chiamata (come se io dovessi essere sempre reperibile e disponibile e non facessi altro, proporrò "non sapevo di essere un dottore!" come nuova serie a real time), stagionali (e quindi brevissimi) o con orari improbabili e paghe infime che mi bastano giusto appena per pagare affitto+spese ed arrivare a fine mese. nient'altro.

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Nutro diversi dubbi sul nord Europa: non è che il lavoro abbondi, altrimenti ci sarebbe un'emigrazione di massa da parte del sud, inoltre, che lavori offre il nord? Come minimo poi si deve avere un inglese perfetto, e sorry ma gli italiani NON sono messi affatto bene con la loro lingua, figuriamoci con l'inglese.

Terzo, il clima. No, non è una cazzata il clima. L'uomo ha bisogno di sole, di verde, di aria aperta, ma soprattutto di una temperatura da cristiani. C'è gente che si adatta, ma tanti non si adatteranno mai, e io mi metto in cima a questa lista. I suicidi sono realtà lì nel nord Europa, e posso ben capire il perché.

Poi sto mito dell'Inghilterra.

Ma sarà bello farsi tante pippe mentali e poi ridursi a servire ai tavoli di qualche ristorante sfigato?!? Io li ho visti finire TUTTI così quelli che ho conosciuto.

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Nutro diversi dubbi sul nord Europa: non è che il lavoro abbondi, altrimenti ci sarebbe un'emigrazione di massa da parte del sud, inoltre, che lavori offre il nord? Come minimo poi si deve avere un inglese perfetto, e sorry ma gli italiani NON sono messi affatto bene con la loro lingua, figuriamoci con l'inglese.

Terzo, il clima. No, non è una cazzata il clima. L'uomo ha bisogno di sole, di verde, di aria aperta, ma soprattutto di una temperatura da cristiani. C'è gente che si adatta, ma tanti non si adatteranno mai, e io mi metto in cima a questa lista. I suicidi sono realtà lì nel nord Europa, e posso ben capire il perché.

Poi sto mito dell'Inghilterra.

Ma sarà bello farsi tante pippe mentali e poi ridursi a servire ai tavoli di qualche ristorante sfigato?!? Io li ho visti finire TUTTI così quelli che ho conosciuto.

Il sole esiste, mica è l'Alaska. Certo, sole con 5 gradi, ma vabbé. La gente se vuole cercare lavoro pensa a una traversata oceanica invece magari di attraversare un confine statale o due.

Ovviamente in nord Europa non è il sogno americano, ma esistono alternative migliori con piú soldi? In Inghilterra trovi tutto tranne che gli inglesi ormai, con tutti i lolitaliani e altri popoli furbi. Est Europa? Per carità. Spagna? Mica se la passano così bene, Portogallo uguale; non a livelli della Grecia ma quasi. Sorvolo su altri stati che stanno quasi peggio di noi. La Turchia attualmente promette bene dal punto di vista finanziario, sta facendo passi da gigante rispetto 10 anni fa, non sará la Cina, non sarà mai la Cina ma why not?

L'inglese si impara, non è giapponese o cinese. Certo, parliamo una lingua neolatina e non è facile, ma se a pochi anni di vita abbiamo appreso l'italiano non ci riusciamo da vecchi?

Poi vabbé viva i paxxarelli che si vantano pure di fare i camerieri a Londra. Dante ha scordato di scrivere un girone infernale per loro. Che poi da tante indagini di posti lavoro vacanti c'è sempre bisogno dei camerieri in Italia.

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Latino, greco e arte, tutta roba che non serve a nulla nella vita. NULLA. Si studia a scuola per instaurare un metodo di studio nei ragazzi per poi spedirli all'università.

Per quanto riguarda il "Sogno americano" non sono d'accordo. Chi fugge ha solo paura di perdere, paura legittima ma una di quelle che disprezzo di più. Ci lamentiamo per qualsiasi cosa ma non siamo capaci di cambiare una virgola del nostro paese. Giovani disposti a accettare contratti comodi alle loro esigenze e nessuno a fare il muratore o l'idraulico, tutti fuori a cercare la poltrona comoda e nessuno parte dalla gavetta. Quando cerchiamo artigiani o liberi professionisti, o non sanno fare il loro mestiere o si fanno pagare spropositamente

Comunque gli USA non sono di sicuro un posto in cui andare con la crisi che c'è ora.

d'accordo sul fatto della preparazione allo studio per l'università, d'accordo anche sul fatto che ci lamentiamo tanto ma non ci muoviamo, ma se l'arte, lo studio delle lingue e la filosofia non servono a nulla stai quindi dicendo che poeti, artisti, letterati e filosofi erano solo dei cazzeggiatori? Che quindi la letteratura, le opere d'arte e il latino e il greco, da cui derivano migliaia di parole utilizzate oggi, (e soprattutto il latino da cui deriva la lingua italiana e tutte le lingue neo-latine) sviluppate in cinquemila anni di storia sono da buttare? Mi dispiace ma non sono d'accordo. é vero, siamo in crisi, l'italia e il mondo occidentale vanno a rotoli, ma forse é un po' anche colpa dell'ignoranza? Forse capire meglio come stanno le cose ci avrebbe aiutato a vivere in un modo migliore? Le nostre funzioni primarie sono nutrirsi, respirare, gettare gli scarti e riprodursi. Ma siamo umani per un motivo, e sarebbe meglio non dimenticarlo.

 

Hai 13 anni, è normale capire poco a quell'età.

È semplicemente una moda, nulla di cui preoccuparsi.

L'unico vero sogno americano lo ha vissuto Colombo, anche se era un sogno indiano.

Oltre gli usa lo U.K è molto amato, cosa che non capisco. Comunque 10 anni fa c'era il sogno di Milano, lolcapitale del business.

Purtroppo gli istituti tecnici 800 euri al mese te li quasi garantisco, a differenza dei licei, che devono esser uniti a un qualcosa dopo i 5 anni.

Poi perché andare in america quando in nord Europa si sta benissimo?

 

Sicuramente è vero, tra una ventina d'anni magari la penserò in modo diverso, anche se per adesso la mia idea non cambia.

 

Infatti é quello che credo la maggior parte dei liceali pensino di fare una volta usciti.

 

 

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Io ho un parente in USA e alcuni in Russia.

Conviene vivere in Russia per la loro politica interna di " rafforzare prima se stessi e poi pensare ad altri". Sarà egoismo ma un pese è forte per aiutare altri se prima lo è per se stesso.

Ti prego, prendere la Russia come modello di politica interna proprio no.

 

Nutro diversi dubbi sul nord Europa: non è che il lavoro abbondi, altrimenti ci sarebbe un'emigrazione di massa da parte del sud, inoltre, che lavori offre il nord? Come minimo poi si deve avere un inglese perfetto, e sorry ma gli italiani NON sono messi affatto bene con la loro lingua, figuriamoci con l'inglese.

Terzo, il clima. No, non è una cazzata il clima. L'uomo ha bisogno di sole, di verde, di aria aperta, ma soprattutto di una temperatura da cristiani. C'è gente che si adatta, ma tanti non si adatteranno mai, e io mi metto in cima a questa lista. I suicidi sono realtà lì nel nord Europa, e posso ben capire il perché.

Poi sto mito dell'Inghilterra.

Ma sarà bello farsi tante pippe mentali e poi ridursi a servire ai tavoli di qualche ristorante sfigato?!? Io li ho visti finire TUTTI così quelli che ho conosciuto.

Serviranno anche ai tavoli di ristoranti sfigati, ma molti preferiscono rimanere a fare i camerieri piuttosto che tornare in Italia.

 

Non nego che comunque anche a me piacerebbe trasferirmi all'esterno e sì, anche negli Stati Uniti.

L'Italia è un posto senz'altro bello, con molti pregi e molti difetti, ma è proprio la cultura delle persone che mi stufa, alla lunga.

Gli Stati Uniti hanno un individualismo sfrenato, la gente è abituata a cavarsela da sola senza bisogno di costante aiuto, qui se non ti comporti come una crocerossina sei automaticamente uno stronzo.

Quanta gente negli USA si è fatta da sola?

Quanta gente in Italia si è fatta da sola? Forse il caso più ecclatante è quello di Berlusconi, e ancora non si sa dove ha pescato i soldi per la costruzione di Milano2.

 

Insomma, se la gente emigra per l'estero non va criticata. Non è che perché qualcuno di voi non vuole imigrare allora deve dare addosso agli altri.

Il problema dell'Italia è un problema culturale, non politico. E la cultura non la cambi con un decreto legge che il governo, brutto cattivo servo delle banche gnegnegne, non fa perché boh.

Perché rimanere in un Paese che non offre possibilità?

Modificato da Dream

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ma se l'arte, lo studio delle lingue e la filosofia non servono a nulla stai quindi dicendo che poeti, artisti, letterati e filosofi erano solo dei cazzeggiatori?

 

Che quindi la letteratura, le opere d'arte e il latino e il greco, da cui derivano migliaia di parole utilizzate oggi, (e soprattutto il latino da cui deriva la lingua italiana e tutte le lingue neo-latine) sviluppate in cinquemila anni di storia sono da buttare?

 

Mi dispiace ma non sono d'accordo. é vero, siamo in crisi, l'italia e il mondo occidentale vanno a rotoli, ma forse é un po' anche colpa dell'ignoranza? Forse capire meglio come stanno le cose ci avrebbe aiutato a vivere in un modo migliore? Le nostre funzioni primarie sono nutrirsi, respirare, gettare gli scarti e riprodursi. Ma siamo umani per un motivo, e sarebbe meglio non dimenticarlo.

 

- Sì

- Non ho detto che sono da buttare, ho detto che non servono a nulla nella vita di tutti i giorni, 30 € in un giorno a casa mia non si fanno studiando lingue morte ma zappando la terra (pur belle e affascinanti che sono, le lingue morte).

- Certo, anche l'ignoranza fa la sua parte ma non è di sicuro un fattore, 300 anni fa campavano anche senza saper fare le versioni di latino. Poi c'è anche l'aspetto umano e spirituale della persona ma tutte cose trascurabili se priva di capacità o logica.

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(modificato)

- Sì

- Non ho detto che sono da buttare, ho detto che non servono a nulla nella vita di tutti i giorni, 30 € in un giorno a casa mia non si fanno studiando lingue morte ma zappando la terra (pur belle e affascinanti che sono, le lingue morte).

- Certo, anche l'ignoranza fa la sua parte ma non è di sicuro un fattore, 300 anni fa campavano anche senza saper fare le versioni di latino. Poi c'è anche l'aspetto umano e spirituale della persona ma tutte cose trascurabili se priva di capacità o logica.

Se facessi come dici potrei anche andare a vivere nei boschi, correndo nudo con una lancia in mano appresso ai cinghiali. Sicuramente sopravvivi, ma a quanto mi ricordo gli esseri umani hanno smesso di vivere così all'incirca 10.000 anni fa. Da allora ci siamo evoluti parecchio. Siamo caduti così in basso da essere tornati alla mera sopravvivenza? Io non credo. Ricorda che la conoscenza é potere.

Modificato da Armadio Volante

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Se facessi come dici potrei anche andare a vivere nei boschi, correndo nudo con una lancia in mano appresso ai cinghiali. Sicuramente sopravvivi, ma a quanto mi ricordo gli esseri umani hanno smesso di vivere così all'incirca 10.000 anni fa. Da allora ci siamo evoluti parecchio. Siamo caduti così in basso da essere tornati alla mera sopravvivenza? Io non credo. Ricorda che la conoscenza é potere.

Ho detto zappare la terra, non tornare a fare i cavernicolo. Guarda che fino a prova contraria l'umanità si basa per almeno 1/3 sulla agricoltura. Lo sviluppo vuole che al posto del vanghetto si progettino trattori e serre più sofisticate, ma come ho già ribadito il latino non mi aiuta a fare progetti di macchine agricole o industriali.

"Conoscienza è potere" mi sembra una citazione di Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, la conoscienza è un mezzo, non un fine ultimo

Parlando di cavernicoli mi è venuto in mente un libro: "Il più grande uomo scimmia del Pleistocene". Se non ricordo male è un romanzo che parla proprio di conoscienza e progresso... uno di questi giorni vado a rivedermi una recensione...

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Se facessi come dici potrei anche andare a vivere nei boschi, correndo nudo con una lancia in mano appresso ai cinghiali. Sicuramente sopravvivi, ma a quanto mi ricordo gli esseri umani hanno smesso di vivere così all'incirca 10.000 anni fa. Da allora ci siamo evoluti parecchio. Siamo caduti così in basso da essere tornati alla mera sopravvivenza? Io non credo. Ricorda che la conoscenza é potere.

Evoluti? Lolche?

Crediamo ancora in falsi dei, uccidiamo chi crede in altri dei, cerchiamo di essere uguali alla massa perché diverso= cattivo, ma disprezziamo i nostri simili basandoci sui pregiudizi, guerre, razzismo, ipocrisia. Questa è evoluzione? Non saprei, davvero.

d'accordo sul fatto della preparazione allo studio per l'università, d'accordo anche sul fatto che ci lamentiamo tanto ma non ci muoviamo, ma se l'arte, lo studio delle lingue e la filosofia non servono a nulla stai quindi dicendo che poeti, artisti, letterati e filosofi erano solo dei cazzeggiatori? Che quindi la letteratura, le opere d'arte e il latino e il greco, da cui derivano migliaia di parole utilizzate oggi, (e soprattutto il latino da cui deriva la lingua italiana e tutte le lingue neo-latine) sviluppate in cinquemila anni di storia sono da buttare? Mi dispiace ma non sono d'accordo. é vero, siamo in crisi, l'italia e il mondo occidentale vanno a rotoli, ma forse é un po' anche colpa dell'ignoranza? Forse capire meglio come stanno le cose ci avrebbe aiutato a vivere in un modo migliore? Le nostre funzioni primarie sono nutrirsi, respirare, gettare gli scarti e riprodursi. Ma siamo umani per un motivo, e sarebbe meglio non dimenticarlo.

 

 

Sicuramente è vero, tra una ventina d'anni magari la penserò in modo diverso, anche se per adesso la mia idea non cambia.

 

Infatti é quello che credo la maggior parte dei liceali pensino di fare una volta usciti.

È proprio quello il problema, l'essere praticamente obbligato a studiare minimo altri 3 anni dopo il liceo. Purtroppo il liceo da solo non ti fa assumere da nessuno. È decisamente un male questo, studiare ma non aver competenze per lavorare. Ovviamente fare cameriere, andare a raccogliere l'uva etc. non sono bei lavori per mantenersi mentre si cerca di fare i "3 anni" di uni etc. Anche perché quanto paga? Va bene ovviamente per la sopravvivenza, ma il cameriere può farlo anche una persona con la terza media. Quindi io che faccio il liceo perché dovrei farlo? Questo è il ragionamento che?fate.

Invece con gli istituti tecnici trovi lavoro, teoricamente.

Dipende anche dalla situazione familiare, se possono aiutarti economicamente per i "minimo 3 anni" , why not tentare il liceo? Se non possono aiutarmi è inutile impegnarsi 8 anni teorici, tanto vale fare un istituto tecnico, farmi assumere a 18 anni e yolo. Ovviamente è una cosa bruttissima, pessima, ma che fa capire come siamo messi in Europa, più che in Italia.

Che poi, piccola nota : chi è assunto come cameriere senza aver fatto l'alberghiero/corsi di front office o comunque qualcosa riguardante quest'ultimo è fortunato. Lavorare interagendo con i clienti senza preparazione è una cosa permessa in ben pochi lavori; io vedo più lavapiatti che camerieri, tra la gente che conosco.

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Ho detto zappare la terra, non tornare a fare i cavernicolo. Guarda che fino a prova contraria l'umanità si basa per almeno 1/3 sulla agricoltura. Lo sviluppo vuole che al posto del vanghetto si progettino trattori e serre più sofisticate, ma come ho già ribadito il latino non mi aiuta a fare progetti di macchine agricole o industriali.

"Conoscienza è potere" mi sembra una citazione di Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, la conoscienza è un mezzo, non un fine ultimo

Parlando di cavernicoli mi è venuto in mente un libro: "Il più grande uomo scimmia del Pleistocene". Se non ricordo male è un romanzo che parla proprio di conoscienza e progresso... uno di questi giorni vado a rivedermi una recensione...

La conoscenza (e non conoscienza) é sì un mezzo, e per questo è  potere (la citazione è da Francis Bacon, comunque). Ma può essere anche un obiettivo, perché no? Potresti porti come fine ultimo la conoscenza totale! Come alcuni si mettono in testa di scalare tutte le vette al di sopra degli ottomila metri, perché io non potrei cercare di "scalare" le opere di Seneca? O di Platone? è sicuramente un obiettivo altrettanto valido!

(Non voglio offenderti, ma mi sembri un po' materialista)

 

"Il più grande uomo scimmia del pleistocene" ce l'ho, ma non l'ho mai letto per intero. Forse lo tirerò fuori.

 

 

 

Evoluti? Lolche?

Crediamo ancora in falsi dei, uccidiamo chi crede in altri dei, cerchiamo di essere uguali alla massa perché diverso= cattivo, ma disprezziamo i nostri simili basandoci sui pregiudizi, guerre, razzismo, ipocrisia. Questa è evoluzione? Non saprei, davvero.

È proprio quello il problema, l'essere praticamente obbligato a studiare minimo altri 3 anni dopo il liceo. Purtroppo il liceo da solo non ti fa assumere da nessuno. È decisamente un male questo, studiare ma non aver competenze per lavorare. Ovviamente fare cameriere, andare a raccogliere l'uva etc. non sono bei lavori per mantenersi mentre si cerca di fare i "3 anni" di uni etc. Anche perché quanto paga? Va bene ovviamente per la sopravvivenza, ma il cameriere può farlo anche una persona con la terza media. Quindi io che faccio il liceo perché dovrei farlo? Questo è il ragionamento che?fate.

Invece con gli istituti tecnici trovi lavoro, teoricamente.

Dipende anche dalla situazione familiare, se possono aiutarti economicamente per i "minimo 3 anni" , why not tentare il liceo? Se non possono aiutarmi è inutile impegnarsi 8 anni teorici, tanto vale fare un istituto tecnico, farmi assumere a 18 anni e yolo. Ovviamente è una cosa bruttissima, pessima, ma che fa capire come siamo messi in Europa, più che in Italia.

Che poi, piccola nota : chi è assunto come cameriere senza aver fatto l'alberghiero/corsi di front office o comunque qualcosa riguardante quest'ultimo è fortunato. Lavorare interagendo con i clienti senza preparazione è una cosa permessa in ben pochi lavori; io vedo più lavapiatti che camerieri, tra la gente che conosco.

Sicuramente sotto alcuni aspetti siamo rimasti uomini preistorici (ce lo ricorda pure il buon Montale, nella  sua poesia "Uomo del mio tempo"), ma sotto molti altri aspetti siamo enormente più avanzati rispetto a 10.000 anni fa, primo fa tutti quello tecnologico, (che era quello che volevo sottolineare).

 

è vero, il liceo preclude che tu scelga l'università, cosa che senza disponibilità economiche non è assolutamente fattibile, se non tramite borse di studio. Quindi sicuramente un istituto tecnico per le famiglie che non possono sostenere la spesa universitaria. Ma ci sono ragazzi che scelgono un istituto tecnico nonostante abbiano i soldi, che si può spiegare solo con un alto livello di fancazzismo da parte loro, sperando una volta usciti di fare subito l'elettricista, l'idraulico, o l'ingegnere e ritrovarsi a lavare i piatti. Inoltre io penso che tra un cuoco che ha frequentato l'alberghiero e uno che ha semplicemente fatto gavetta non ci sia differenza. Anzi, possibilmente è più bravo il cuoco che ha fatto gavetta. Lo stesso vale per idraulici, elettricisti, falegnami e artigiani vari.

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Dipende anche dalla situazione familiare, se possono aiutarti economicamente per i "minimo 3 anni" , why not tentare il liceo? Se non possono aiutarmi è inutile impegnarsi 8 anni teorici, tanto vale fare un istituto tecnico, farmi assumere a 18 anni e yolo.

Esatto

Non fate come me che ho cazzeggiato 6 anni all'università per poi fare tutt'altro lavoro. 6 anni di contributi INPS andati a mignotte, che pagherò rosicando quando vedrò altri più giovani di me andare in pensione prima di me...

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La conoscenza (e non conoscienza) é sì un mezzo, e per questo è  potere (la citazione è da Francis Bacon, comunque). Ma può essere anche un obiettivo, perché no? Potresti porti come fine ultimo la conoscenza totale! Come alcuni si mettono in testa di scalare tutte le vette al di sopra degli ottomila metri, perché io non potrei cercare di "scalare" le opere di Seneca? O di Platone? è sicuramente un obiettivo altrettanto valido!

(Non voglio offenderti, ma mi sembri un po' materialista)

 

"Il più grande uomo scimmia del pleistocene" ce l'ho, ma non l'ho mai letto per intero. Forse lo tirerò fuori.

 

 

 

Sicuramente sotto alcuni aspetti siamo rimasti uomini preistorici (ce lo ricorda pure il buon Montale, nella  sua poesia "Uomo del mio tempo"), ma sotto molti altri aspetti siamo enormente più avanzati rispetto a 10.000 anni fa, primo fa tutti quello tecnologico, (che era quello che volevo sottolineare).

 

è vero, il liceo preclude che tu scelga l'università, cosa che senza disponibilità economiche non è assolutamente fattibile, se non tramite borse di studio. Quindi sicuramente un istituto tecnico per le famiglie che non possono sostenere la spesa universitaria. Ma ci sono ragazzi che scelgono un istituto tecnico nonostante abbiano i soldi, che si può spiegare solo con un alto livello di fancazzismo da parte loro, sperando una volta usciti di fare subito l'elettricista, l'idraulico, o l'ingegnere e ritrovarsi a lavare i piatti. Inoltre io penso che tra un cuoco che ha frequentato l'alberghiero e uno che ha semplicemente fatto gavetta non ci sia differenza. Anzi, possibilmente è più bravo il cuoco che ha fatto gavetta. Lo stesso vale per idraulici, elettricisti, falegnami e artigiani vari.

E spiegami cosa c'è di male nel non volere fare l'uni? C'è io non mi sento portato per un lavoro "intellettuale", ne vado a fare uno manuale, non vedo perché bisogna essere discriminati così. Se tutti facessere l'uni il mondo collasserebbe, per questo ha ragione Silez dicendo che con il latino e il greco non si mangia.

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E spiegami cosa c'è di male nel non volere fare l'uni? C'è io non mi sento portato per un lavoro "intellettuale", ne vado a fare uno manuale, non vedo perché bisogna essere discriminati così. Se tutti facessere l'uni il mondo collasserebbe, per questo ha ragione Silez dicendo che con il latino e il greco non si mangia.

In effetti hai ragione. Se una persona ha voglia di fare un lavoro manuale non posso contraddirlo. Io penso che i lavori manuali (muratore, agricoltore) siano dei lavori rispettabilissimi, non fatevi un'idea sbagliata su di me, che io sia uno che pensa che la gente che non ha voglia di frequentare l'università sia un "plebeo" ignorante.

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Ma può essere anche un obiettivo, perché no? Potresti porti come fine ultimo la conoscenza totale! Come alcuni si mettono in testa di scalare tutte le vette al di sopra degli ottomila metri, perché io non potrei cercare di "scalare" le opere di Seneca? O di Platone? è sicuramente un obiettivo altrettanto valido!

(Non voglio offenderti, ma mi sembri un po' materialista)

 

Ma ci sono ragazzi che scelgono un istituto tecnico nonostante abbiano i soldi, che si può spiegare solo con un alto livello di fancazzismo da parte loro, sperando una volta usciti di fare subito l'elettricista, l'idraulico, o l'ingegnere e ritrovarsi a lavare i piatti.

 

Inoltre io penso che tra un cuoco che ha frequentato l'alberghiero e uno che ha semplicemente fatto gavetta non ci sia differenza. Anzi, possibilmente è più bravo il cuoco che ha fatto gavetta. Lo stesso vale per idraulici, elettricisti, falegnami e artigiani vari.

 

E una volta che li hai scalati? Bel contentino.

 

Ma assolutamente no, un tecnico offre più preparazione pratica di un liceo, inoltre gli Istituci Tecnici danno comunque una buona preparazione per accedere alle università, ma non mi puoi dire che chi ha i soldi e sceglie un tecnico è un fancazzista. Se vuoi fare un lavoro manuale già da subito ti prendi il tuo triennale di Professionale e reinvesti gli altri 5 anni in apprendistato.

 

No

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E una volta che li hai scalati? Bel contentino.

 

Ma assolutamente no, un tecnico offre più preparazione pratica di un liceo, inoltre gli Istituci Tecnici danno comunque una buona preparazione per accedere alle università, ma non mi puoi dire che chi ha i soldi e sceglie un tecnico è un fancazzista. Se vuoi fare un lavoro manuale già da subito ti prendi il tuo triennale di Professionale e reinvesti gli altri 5 anni in apprendistato.

 

No

Non ho capito che vuoi dire con la prima frase, rispiega per favore.

 

Io non stavo comparando un istituto tecnico ad un liceo, ma un tecnico ad una gavetta.

 

A quello ho già risposto nel post in cui ho citato Calimero.

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Non ho capito che vuoi dire con la prima frase, rispiega per favore.

 

Io non stavo comparando un istituto tecnico ad un liceo, ma un tecnico ad una gavetta.

 

Era riferito al tuo paragone di "Scalare le opere di Seneca"

 

è vero, il liceo preclude che tu scelga l'università, cosa che senza disponibilità economiche non è assolutamente fattibile, se non tramite borse di studio. Quindi sicuramente un istituto tecnico per le famiglie che non possono sostenere la spesa universitaria.

Ma ci sono ragazzi che scelgono un istituto tecnico nonostante abbiano i soldi, che si può spiegare solo con un alto livello di fancazzismo da parte loro, sperando una volta usciti di fare subito l'elettricista, l'idraulico, o l'ingegnere e ritrovarsi a lavare i piatti.

 

Don't troll me

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Dunque, visto che sono una che sta vivendo il "sogno americano" (no, in realtà vivo in UK  :D ) mi sento tenuta a rispondere.

Secondo me in realtà ci sono due livelli di pensiero per questa cosa:

1) E' normale essere un po' innamorati dell'idea di vivere in qualche stato straniero (uno in particolare, o l'estero in generale), penso che ci passino quasi tutti, e e molte persone pensano (più o meno seriamente) di fare questo passo nella vita. 

 

A livello di "sogno" IMHO è normale avere un'idea idealizzata (scusate) di quel paese; così come tantissimi stranieri pensano che vivere in Italia consista nel mangiare pizza in Gondola mentre in sottofondo si ode "O sole mio". 

Chiaramente, se uno crede sul serio che trasferendosi in America avrà una vita da telefilm, o che vivendo ad Amsterdam non farà altro che farsi le canne e girare in bicicletta fra i canali; e magari lascia veramente l'Italia con questi presupposti, è un povero sprovveduto.

 

2) La vita all'estero è piena di difficoltà nella vita di tutti i giorni, per una serie di motivi.

 

Alcuni sono prettamente geografici: io abito in Irlanda... Fino ad adesso pensavo che tutte le battute sul fatto che in Irlanda piova di continuo fossero esagerazioni, invece purtroppo è vero. Rimpiango molto alcune cose dell'Italia, naturalmente non solo il clima, ma anche il cibo a cui sono abituata. Le verdure fanno veramente schifo (perché naturalmente qui non cresce niente ed è tutto importato dall'Asia), io ero abituata a mangiare i pomodori dell'orto di mio nonno, confesso che non è facile abituarsi ad uno stile alimentare diverso e rinunciare a tutte queste cose.

 

Quelle di prima sono comunque cose marginali. Il problema più grosso è il più banale: che sei solo. Ci sono gli amici, ovviamente, ma loro come te hanno da fare con le loro vite: lavoro, partner, figli (eventualmente)... Trovare qualcuno con cui uscire a bere una birra il fine settimana è facile, ma a me quello che spaventa è non avere nessuno su cui fare affidamento in caso di imprevisto. Giorni fa ho visto su Facebook che una mia amica (che vive a Milano) ha traslocato in un'altra città, e i suoi genitori, i suoi fratelli e il suo fidanzato sono andata ad aiutarla. Io due mesi fa ho traslocato, facendo ovviamente tutto da sola e pagando una persona per il trasporto delle cose. Se un giorno mi succedesse qualcosa (facciamo le corna!) e ad esempio dovessi operarmi, francamente non so proprio come caspita farei.

In Italia avevo (come tutti) una fitta rete sociale che potesse sostenermi, qui no, quindi mi attacco.

 

3) Nonostante i punti di cui prima, posso capire perfettamente le persone che lo fanno  :) del resto ci sarà qualche motivo se sono ancora qui.

L'UK, con tutti i suoi problemi, la sua pioggia e i suoi pomodori insipidi, è il Paese che mi ha dato un'opportunità. Mi sono laureata e ho provato a cercare un lavoro in Italia... Non ho trovato nemmeno un lavoro da cameriera (tranne sporadiche occasioni di tanto in tanto). Ho fatto diverse cose nei mesi in cui sono stata disoccupata, ma penso che capirete che soprattutto dopo aver speso tempo e denaro per un titolo di studio, ci resti male se ti dicono che non puoi fare nemmeno la commessa in un negozio.

 

Tutte le persone (anche gli italiani) che conosco qui lavorano L'UK non è il paese della cuccagna, infatti non tutti lavorano nel settore per il quale hanno studiato, o al "livello" dei loro studi (ad es. persone laureate fanno lavori per cui non serve la laurea), ma la maggior parte lavorano con stipendi e condizioni di lavoro dignitose.  

A 24 anni (che per la situazione attuale dell'Italia non sono neanche tanti), sinceramente mi ero abbastanza stancata di vivere in casa dei miei e dipendere economicamente da loro. 

Io faccio un "lavoro" qualificato, comunque non me la sentirei di chiamare stupidi neanche quelli che vengono qui a fare i camerieri: molto spesso viene considerata un'esperienza a tempo determinato per imparare la lingua o comunque, se c'è l'intenzione di rimanere qui, uno lavoro temporaneo che permette di mantenersi mentre si cerca altro. Certo, si può fare il cameriere anche in Italia (...in realtà, come detto prima, quest'affermazione è discutibile), ma è innegabile che andando fuori si imparano un po' più cose, fosse anche solo la lingua.

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(modificato)

 

Quanta gente in Italia si è fatta da sola? Forse il caso più ecclatante è quello di Berlusconi, e ancora non si sa dove ha pescato i soldi per la costruzione di Milano2.

 

>>>>> Leonardo del Vecchio

 

80px-OrdineLavoro.png Cavaliere del lavoro   «A Milano ha completato corsi professionali con il conseguimento del diploma di incisore. A vent'anni è direttore tecnico di un'azienda di produzione di medaglie e decorazioni, dopo tre anni inizia in proprio a Milano un'attività per la produzione di stampi per l'occhialeria. Nel 1961 ad Agordo (BL) dà vita al primo impianto della Luxottica occhialeria che da iniziali 14 dipendenti si sviluppa in pochi anni come holding multinazionale comprendendo tre società industriali, con quattro stabilimenti, 1.120 dipendenti, oltre a 300 dipendenti da unità satelliti. Sette società commerciali esportano il prodotto in tutto il mondo. Il fatturato consolidato è di circa 190 miliardi, con una produzione media giornaliera di circa 30 mila montature che per l'80 per cento vengono esportate all'estero. Dal 1979 è presidente della Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli da Occhialeria.»

— Roma 1986[8]

Modificato da Shadow Wind

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poeti, artisti, letterati e filosofi erano solo dei cazzeggiatori?

Se non ricordo male erano mantenuti dai signorotti, e dovevno scrivere le loro gesta ché se non li buttavano in mezzo alla strada: in pratica, dovevano vendersi.

 

Seriamente, se vuoi fare il letterato le opzioni sono due: farsi mantenere o friggitrice al Mc Donald's. Potresti anche riuscire a diventare uno scrittore di successo o un conduttore di una rubrica di 10 minuti su Rai 5, ma non farci troppo affidamento.

 

|------------------------------------------------------------------|

 

Per come la penso io, in Italia c'è poco senso della collettività: non individualismo totale, ma si fa un sacrificio anche piccolo solo per le persone più vicine ed importanti, mentre le altre non vanno lasciate in pace, ma si devono truffare per trarne il massimo profitto.

Esempio: il biglietto dei mezzi pubblici. Se tutti fossero diposti a pagare un po' più di tasse (che poi non si sa mai dove finiscano è tutta un'altra faccenda) potrebbero essere gratuiti. E invece no, "Ma perché dovrei pagare per una cosa che non uso?". Per rendere la vita più facile agli altri, senza contare che magari, essendo gratis, saresti spinto ad usarlo molto più spesso di adesso.

 

Poi c'è anche un discorso di mentalità generale: non puoi non sapere a memoria almeno una decina di poesie, ma che 10 kilo fanno un Mega è roba da tecnici.

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Io non so come siano i licei in altri paesi europei ma sicuramente sono migliori.

Da qualche anno esistono licei mischiati con l'informatica, ovvero: liceo classico con l'aggiunta di informatica (che non sono le 2 ore perse a settimana disegnando con paint, si studia dalla programmazione alla parte tecnica del pc), liceo scientifico etc.

Un qualcosa di simile, ovviamente, nom ti fa uscire Bill Gates dopo 5 anni, ma ti da la scelta se proseguire all'uni o andartene a lavorare, o tutti e due, perché no? Credo chiunque preferisca lavorare nell'informatica, che hai studiato per 5 anni, invece del lavapiatti.

Licei simili sono purtroppo privati. Questa è la via da seguire per quanto riguarda l'Italia, ovviamente cose simili, ovvero un mash up di scuole, sono applicabili a poche discipline, ma sicuramente meglio un classico/informatica al classico normale.

Poi vabbè senza prendere in considerazione gli USA che ti danno borse di studio per attività scolastiche e non, come per lo sport. Ma questo succede perché l'istruzione in America paga e si hanno soldi da investire, a differenza dell'Italia dove l'istruzione è vista come servizio pubblico, le scuole private sono da snob etc etc.

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(modificato)

Era riferito al tuo paragone di "Scalare le opere di Seneca"

 

 

Don't troll me

 

La conoscenza (e non conoscienza) é sì un mezzo, e per questo è  potere (la citazione è da Francis Bacon, comunque). Ma può essere anche un obiettivo, perché no? Potresti porti come fine ultimo la conoscenza totale! Come alcuni si mettono in testa di scalare tutte le vette al di sopra degli ottomila metri, perché io non potrei cercare di "scalare" le opere di Seneca? O di Platone? è sicuramente un obiettivo altrettanto valido!

(Non voglio offenderti, ma mi sembri un po' materialista)

 

"Il più grande uomo scimmia del pleistocene" ce l'ho, ma non l'ho mai letto per intero. Forse lo tirerò fuori.

 

 

 

Sicuramente sotto alcuni aspetti siamo rimasti uomini preistorici (ce lo ricorda pure il buon Montale, nella  sua poesia "Uomo del mio tempo"), ma sotto molti altri aspetti siamo enormente più avanzati rispetto a 10.000 anni fa, primo fa tutti quello tecnologico, (che era quello che volevo sottolineare).

 

è vero, il liceo preclude che tu scelga l'università, cosa che senza disponibilità economiche non è assolutamente fattibile, se non tramite borse di studio. Quindi sicuramente un istituto tecnico per le famiglie che non possono sostenere la spesa universitaria. Ma ci sono ragazzi che scelgono un istituto tecnico nonostante abbiano i soldi, che si può spiegare solo con un alto livello di fancazzismo da parte loro, sperando una volta usciti di fare subito l'elettricista, l'idraulico, o l'ingegnere e ritrovarsi a lavare i piatti. Inoltre io penso che tra un cuoco che ha frequentato l'alberghiero e uno che ha semplicemente fatto gavetta non ci sia differenza. Anzi, possibilmente è più bravo il cuoco che ha fatto gavetta. Lo stesso vale per idraulici, elettricisti, falegnami e artigiani vari.

Ecco la parte a cui mi riferivo.

 

Io non so come siano i licei in altri paesi europei ma sicuramente sono migliori.

Da qualche anno esistono licei mischiati con l'informatica, ovvero: liceo classico con l'aggiunta di informatica (che non sono le 2 ore perse a settimana disegnando con paint, si studia dalla programmazione alla parte tecnica del pc), liceo scientifico etc.

Un qualcosa di simile, ovviamente, nom ti fa uscire Bill Gates dopo 5 anni, ma ti da la scelta se proseguire all'uni o andartene a lavorare, o tutti e due, perché no? Credo chiunque preferisca lavorare nell'informatica, che hai studiato per 5 anni, invece del lavapiatti.

Licei simili sono purtroppo privati. Questa è la via da seguire per quanto riguarda l'Italia, ovviamente cose simili, ovvero un mash up di scuole, sono applicabili a poche discipline, ma sicuramente meglio un classico/informatica al classico normale.

Poi vabbè senza prendere in considerazione gli USA che ti danno borse di studio per attività scolastiche e non, come per lo sport. Ma questo succede perché l'istruzione in America paga e si hanno soldi da investire, a differenza dell'Italia dove l'istruzione è vista come servizio pubblico, le scuole private sono da snob etc etc.

"Io non sono mai andato a vivere nelle Isole Svalbard, ma sono sicuro che si vive meglio lassù!" Se non sai come sono i licei esteri, oppure non hai letto articoli sulla loro condizione io non lo direi con tanta sicurezza. Non posso sicuramente dire che i licei italiani sono perfetti, visto che la nostra palestra ha letteralmente i buchi nel soffitto.

 

Veramente io non capisco perchè fare un'aggiunta di informatica, soprattutto nell'indirizzo classico, visto che si pensa che non si sceglierà la facoltà di informatica. Poi ognuno è libero di fare quello che gli pare, e un po' d'informatica non fa mai male. (ah, nel mio  l'indirizzo con informatica c'è, ed è pubblico. [non so dove abiti, da te potrebbe essere privato])

 

Se non ricordo male erano mantenuti dai signorotti, e dovevno scrivere le loro gesta ché se non li buttavano in mezzo alla strada: in pratica, dovevano vendersi.

 

Seriamente, se vuoi fare il letterato le opzioni sono due: farsi mantenere o friggitrice al Mc Donald's. Potresti anche riuscire a diventare uno scrittore di successo o un conduttore di una rubrica di 10 minuti su Rai 5, ma non farci troppo affidamento.

 

|------------------------------------------------------------------|

 

Per come la penso io, in Italia c'è poco senso della collettività: non individualismo totale, ma si fa un sacrificio anche piccolo solo per le persone più vicine ed importanti, mentre le altre non vanno lasciate in pace, ma si devono truffare per trarne il massimo profitto.

Esempio: il biglietto dei mezzi pubblici. Se tutti fossero diposti a pagare un po' più di tasse (che poi non si sa mai dove finiscano è tutta un'altra faccenda) potrebbero essere gratuiti. E invece no, "Ma perché dovrei pagare per una cosa che non uso?". Per rendere la vita più facile agli altri, senza contare che magari, essendo gratis, saresti spinto ad usarlo molto più spesso di adesso.

 

Poi c'è anche un discorso di mentalità generale: non puoi non sapere a memoria almeno una decina di poesie, ma che 10 kilo fanno un Mega è roba da tecnici.

Mecenati. Sì, certo, erano mantenuti dai mecenati che li mantenevano per lasciarli comporre, dipingere, scrivere. Nel rinascimento, e ancora prima con l'umanesimo, si riscopre la cultura classica e l'arte, la poesia, la pittura, la scultura, cominciano ad essere tenute in considerazione un po' di più rispetto al medioevo. Andando avanti, nel settecento-ottocento compositori come Mozart o Beethoven vengono pagati per le loro sinfonie. Non dovevano vendersi. è come se dicessi che tu, operaio, insegnante, ti vendi. No, erano, oltre che la loro passione, il loro lavoro e la loro vita.

 

Non per forza. Potresti fare il professore per esempio. O lo storico. L'archivista. Il giornalista.

 

Per quanto riguarda la seconda parte sono d'accordo.

Modificato da Armadio Volante
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Mecenati. Sì, certo, erano mantenuti dai mecenati che li mantenevano per lasciarli comporre, dipingere, scrivere. Nel rinascimento, e ancora prima con l'umanesimo, si riscopre la cultura classica e l'arte, la poesia, la pittura, la scultura, cominciano ad essere tenute in considerazione un po' di più rispetto al medioevo. Andando avanti, nel settecento-ottocento compositori come Mozart o Beethoven vengono pagati per le loro sinfonie. Non dovevano vendersi. è come se dicessi che tu, operaio, insegnante, ti vendi. No, erano, oltre che la loro passione, il loro lavoro e la loro vita.

 

Non per forza. Potresti fare il professore per esempio. O lo storico. L'archivista. Il giornalista.

Per quanto potesse essere la loro vita, se non leccavano il culo ai mecenati non erano mantenuti. Dai mecenati ovviamente, poi c'è sempre la famiglia.

 

Il professore in Italia è un lavoro di merda, a meno che non si parli di università. Lo storico come guadagna, con History Channel? O scrivendo libri che hanno un pubblico ristretto? Sugli archivisti non mi pronuncio, non so esattamente che lavoro sia. Per il giornalista te ne do atto, sono io che li classifico insieme agli avvocati, come letetrati che hanno un lavoro redditizio e quind li ho esclusi a priori.

 

In ogni caso, se gli sbocchi professionali sono questi e pochi altri, il mio discorso non cambia molto.

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Ecco la parte a cui mi riferivo.

 

"Io non sono mai andato a vivere nelle Isole Svalbard, ma sono sicuro che si vive meglio lassù!" Se non sai come sono i licei esteri, oppure non hai letto articoli sulla loro condizione io non lo direi con tanta sicurezza. Non posso sicuramente dire che i licei italiani sono perfetti, visto che la nostra palestra ha letteralmente i buchi nel soffitto.

 

Veramente io non capisco perchè fare un'aggiunta di informatica, soprattutto nell'indirizzo classico, visto che si pensa che non si sceglierà la facoltà di informatica. Poi ognuno è libero di fare quello che gli pare, e un po' d'informatica non fa mai male. (ah, nel mio  l'indirizzo con informatica c'è, ed è pubblico. [non so dove abiti, da te potrebbe essere privato])

 

Mecenati. Sì, certo, erano mantenuti dai mecenati che li mantenevano per lasciarli comporre, dipingere, scrivere. Nel rinascimento, e ancora prima con l'umanesimo, si riscopre la cultura classica e l'arte, la poesia, la pittura, la scultura, cominciano ad essere tenute in considerazione un po' di più rispetto al medioevo. Andando avanti, nel settecento-ottocento compositori come Mozart o Beethoven vengono pagati per le loro sinfonie. Non dovevano vendersi. è come se dicessi che tu, operaio, insegnante, ti vendi. No, erano, oltre che la loro passione, il loro lavoro e la loro vita.

 

Non per forza. Potresti fare il professore per esempio. O lo storico. L'archivista. Il giornalista.

 

Per quanto riguarda la seconda parte sono d'accordo.

Lol guarda che aprire una discussione non significa "ho ragione io, voi postate che vi smentisco". Se tu fai una cosa non è detto che chi non la fa ha torto lol.

Il liceo con informatica come ho detto non è sprecare 2 ore a settimana su paint e non è il corso pubblico organizzato dal comune. Si fanno diverse ore settimanali di informatica che ti danno una certa preparazione. La differenza è che si da importanza all'informatica, nei licei è una lolmateria come religione, non in un istituto simile. Ho spiegato perché fare un liceo simile, evidentemente non sai leggere, perché tu a 13 anni sai cosa vuoi dalla vita? Non farmi ridere dai.

Ma poi il senso del classico quale è? Tanto all'uni scegli quello che vuoi.

Isole svalbard di che? Tranne la Grecia conosci un altro paese messo peggio dell'Italia in questo momento? Se l'Italia sta messa male come possono stare le scuole se non male? A menodi scuole private che vengono dirette da private male, peccato che le pubbliche non hann investitori privati. Hai 13 anni, hai messo piede in un liceo un mese fa per la prima volta, sicuro di essere in grado di argomentare? Nemmeno sai cosa significa cercarsi un lavoro, magari 'sta discussione puoi farla quando avrai un giudizio leggermente più neutrale, ovvero dopo aver finito il liceo, quando avrai il dilemma lavoro/uni. Le cose in 5 anni cambiano, eh, 5 anni fa ne avevi 8 lol. E magari volevi ancora fare l'astronauta o lavoro random che amano i ragazzini. Sarai a malapena maggiorenne, sarai quasi un omino della società.

Hai idea dei soldi che si investono all'estero appositamente per l'istruzione?

Privato all'estero non significa stare 5 anni a far poco o nulla perché tranne casi catastrofici, ti promuovono. All'estero privato significa strutture e corsi e migliori.

Soprattutto all'estero insegnare dalle elementari in poi significa davvero fare un buon lavoro retribuito, in italia cosa significa? 1200 euri al mese o poco più.

In italia le scuole pubbliche prendono gli avanzi degli avanzi dei soldi di cui hanno bisogno per sopravvivere, ma perché qualcuno ha mai visto una scuola pubblica di recente costruzione?

Hai tanti piccoli castelli in aria, evita discussioni simili. Non sono l'unico loladulto che ti spiega come stanno le cose, e purtroppo l'età in discorsi simili conta visto che noi abbiamo già affrontato e superato il problema, tu lo hai iniziato da nemmeno un mese.

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ma che gente frequenti? nessuno parla più di andare in america

poi l'italia fa schifo è ovvio che vogliamo andarcene

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