Mattinata stancante.

guggiammi

thread killer
#1
abbiamo già visto come nella città di Joe Mallard le organizzazioni criminali siano spietate e gestite da professionisti. ma cosa succede, a qualche chilometro di distanza?

questo racconto ce lo mostra. scritto subito dopo l'esame di diritto pubblico (una carneficina dalla quale a stento sono uscito vivo assieme a pochi altri)

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Stanley  fece entrare Jones nella sua stanza.

“La pellicceria in Howard Street si è rifiutata di pagare il pizzo. È già la seconda volta. Vai lì stanotte e brucia tutto.”

“Ma capo, io volevo chiederle la serata libera.”

“Cosa?”

“Sì, volevo portare fuori la mia ragazza.”

“Fatti una sega e vedi di accontentarti.”

Jones se ne andò sconsolato.

Carl fece il suo ingresso.

“Devi concludere un affare per me. Gli uomini di Hyman verranno a prenderti all’aeroporto e ti spiegheranno tutto.  Prenota un biglietto e vola a...”

“Senti, è proprio di questo che volevo parlarti. Mi mandi sempre in giro, aerei, alberghi, ristoranti, mi tocca sempre pagarmi tutto da solo.”

“Cosa cazzo stai dicendo?”

“Sto dicendo che da domani chiedo una fattura per tutte le spese che devo sobbarcarmi, poi te le porto e magari, non so, magari ci troviamo d’accordo e me ne rimborsi una parte...”

“Bravo! Magari poi organizzo tutto in un archivio, tengo un libro paga in chiaro, dichiaro alla dogana che nel doppiofondo delle valigie ci sono tre milioni di dollari in contanti, comincio a pagare le tasse e altre stronzate del genere! Chissà come saranno contenti i federali! Togliti questa merda dalla testa e fai quello che ti dico, e come lo dico io. Fino a prova contraria, tu lavori per ME. Adesso porta le tue chiappe fuori di qui, prenota un posto su quel dannatissimo aereo e mandami dentro Richard.”

Carl uscì borbottando. Richard si presentò sulla soglia.

“Ricky ha sgarrato. Sbullonagli le palle a martellate, così la prossima volta ci penserà su due volte prima di fare di testa sua.”

Richard sembrava infastidito. “Perché tutto questo ricorso alla violenza? Ogni volta per sistemare le cose dobbiamo pestare i coglioni a qualcuno, tagliare la lingua a qualcun altro e ad un altro ancora infilare una testa di cavallo nel letto.”

Stanley stava incazzandosi sempre di più.

“Perché? Perché non so se te ne sei accorto ma lavori per una dannata associazione a delinquere! QUESTO è quello che facciamo. Forse pensavi di esserti iscritto ad un qualche cazzo di circolo del cucito, ma mi spiace ricordarti che non è così. Ora, prima che ti ammazzi a mani nude, smettila di contraddirmi, vattene e mandami dentro Norman.”

Richard fece per rispondere, poi ci ripensò ed uscì a capo chino. Norman entrò. Sembrava annoiato.

“C’è questo nuovo pappone in città, Willie, che probabilmente non hai mai sentito parlare della nostra organizzazione, e così ha preso a pisciare fuori dal vaso. Prendi una delle sue puttane, sgozzala e portagliela davanti all’albergo dove si è stabilito, il Lido Hotel. Vediamo se come avvertimento può bastare.”

Norman sbuffò. “Che mancanza di originalità. Non potremmo pensare a qualcosa di più creativo?”

A Stanley giravano così tanto i coglioni che gli sembrò di sentire i pantaloni muoversi da soli.

“Oh, qualcosa di più creativo, dice lui. Che ne dici se gli recapito i tuoi occhi spacciandoli per cipolline da cocktail? Pensi che apprezzerà la creatività? No? Beh, allora siamo costretti a fare come dico io. Sparisci dalla mia vista ed esegui gli ordini!”

Norman se ne andò sgomento. Chiuse la porta dietro di sé.

Stanley si mise comodo. Con che razza di incompetenti aveva a che fare? Per quale motivo i boss delle altre città avevano al loro servizio i migliori professionisti e lui doveva accontentarsi di una manica di idioti?

Qualcuno bussò alla porta. “Avanti”, disse stancamente.

Era Sarah, la sua segretaria. Era sorridente, e portava un pacco di fogli.

“Mattinata difficile?”

“Puoi dirlo, bella. Un giorno quegli idioti mi costringeranno ad ammazzarli. Neanche i criminali, sanno fare. Scommetto che non sanno neanche come si fa a pisciare.”

Sarah ridacchiò. Si appoggiò alla scrivania.

“E dimmi, Stan, ci sarebbe qualcosa che posso fare per farti tornare il buonumore?”

Staney la osservò. Ghignò. “Beh, qualcosa ci sarebbe. Credo che tu sappia di cosa sto parlando.”

Sarah sorrise di rimando, chiuse a chiave la porta e gli si inginocchiò davanti. Gli slacciò i pantaloni e si fece strada fino alle mutande. Cominciò a lavorare.

Stanley buttò indietro la testa, soddisfatto. Si stava rilassando, finalmente.

“In fin dei conti, questo lavoro qualche gratificazione ce l’ha ancora.”

Intanto, Sarah succhiava.
 
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