Umani: superiori o inferiori?

Orion919303

Hell bent for leather!
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Scrollando Facebook mi sono imbattuto nella seguente riflessione e vorrei sapere che ne pensate.
TL;DR=L'uomo è incompleto perché è l'unico essere vivente che ha bisogno di sapere chi è?
Noi esseri umani pensiamo di essere in qualche modo "superiori" a tutti gli altri esseri viventi perché dotati di coscienza e intelligenza. E' vero che questo ci ha permesso di adattarci meglio e di sopravvivere perpetuando nel tempo la proliferazione della nostra specie, ma ciò non ci rende affatto speciali e nemmeno superiori. Dal mio punto di vista "distaccato" penso sia invece più il contrario. Siamo tra tutte le specie animali viventi la più debole. Perché penso questo?
Oltre noi credo nessun altro essere vivente di questo pianeta si pone domande esistenziali del tipo "Chi sono, da dove vengo, qual è il mio scopo nella vita". Noi soltanto cerchiamo queste risposte al nostro senso di insoddisfazione più totale dettato dall'ignoranza di noi stessi. Per questo motivo abbiamo sviluppato una coscienza e un'intelligenza, ovvero, per senso di incompletezza. Ciò è fonte di forte e grave sofferenza per noi in quanto non accettiamo di essere semplicemente quel che siamo. Un Leone sa chi è e cosa deve fare, e non credo desidererebbe mai essere una cosa diversa. Un Leone non desidera essere un Elefante. Non gli occorrono altre facoltà oltre a quelle che gli servono per vivere e stare con le cose così come stanno. Non deve fare nemmeno la fatica di dover accettare la sua "configurazione" perché è intrinseca nella sua natura. Allo stesso modo un Delfino non vorrebbe essere un'aquila per volare nei cieli e così via.
Solo noi siamo così invidiosi di tutti gli esseri di questa Terra e vogliamo appropriarci di tutte le loro abilità. Lo dimostriamo costantemente identificandoci negli animali in moltissime, troppe circostante. Li mettiamo negli stemmi, gli diamo un significato nostro. Il coraggio per il Leone, l'astuzia per la volpe, la fedeltà per il cane, la vista per il falco.
Chissà perché tutte le divinità egizie avevano teste di animali.
Noi siamo inferiori e incompleti dalla nascita e andiamo in costante divenire alla ricerca di "completarci" in qualcosa di definito esattamente come lo sono tutti gli altri esseri viventi. Certo non aspiriamo a essere amebe, ma persino un'ameba non aspira a essere più di ciò che è. Noi nasciamo senza alcuna abilità e totalmente privi di tutto. Non ci reggiamo in piedi da soli, non abbiamo pelliccia o artigli, le nostre ossa non si sono ancora ben formate e il nostro corpo in proporzione è troppo piccolo rispetto alla testa. Nasciamo "prematuri" e questo a prescindere dai 9 mesi di gestazione. La nostra insoddisfazione crea costantemente correnti di pensiero che tendono alla trascendenza. C'è chi la cerca nelle discipline spirituali e chi invece nell'immortalità del corpo attraverso manipolazione genetica o fusione uomo/macchina.
Non siamo disposti ad accettare la morte o l’estinzione perché siamo sofferenti di non aver compreso la nostra natura. Certo, ogni creatura omeostatica che ha un metabolismo e si riproduce cerca di adattarsi per continuare a esistere, cercando il massimo punto di equilibrio, provando a mantenerlo di conseguenza per il periodo più lungo possibile, ma quando sanno che per loro è arrivata la fine LASCIANO ANDARE senza attaccarsi a rimorsi o rimpianti, lasciando che la natura faccia il suo corso dando nuova vita ai posteri che si portano dietro l’esperienza di tutto ciò che è vissuto prima di loro. Ogni giorno si estinguono almeno 50 specie viventi, ma ne compaiono tante di nuove da non riuscire a tenerne il conto per ognuna. Si stima che nascano almeno 50 specie di ragni ogni giorno e non so quanti rettili, anfibi insetti e via dicendo. E’ quello che fa la natura di cui, a parte tutto, facciamo parte anche noi… almeno finché saremo qui. Il nostro senso di insoddisfazione che in principio ci ha portato a credere alle divinità come nostri padri, ora ci porta alla scoperta di esopianeti per un motivo fondamentale. Scoprire chi sono i nostri veri genitori, e per farlo è necessario che la nostra specie sopravviva anche al destino di questo pianeta. Pensate a che delusione andremo incontro quando anche in questo caso poi scopriremo che non c’è nessuno a parte la nostra impagabile sofferenza. Chiunque sia l’entità che garantisce la vita nell’universo penso che non si faccia domande, non fa calcoli, non giudica, e non è tenuta a sapere quale sia il destino di tutte le creature viventi, esattamente come noi non ci preoccupiamo di quanti microbi uccidiamo ogni giorno lavandoci le mani o i denti. Arriverà un giorno in cui la Terra potrebbe darsi una bella scrollata di dosso e ridurci a poche migliaia di individui come già successo 70.000 anni fa circa. E’ anche ora di rinunciare a una certa arroganza. Siamo piccoli, molto piccoli, e dobbiamo accettare almeno l'ipotesi che non siamo destinati proprio niente, esistiamo e basta.
 

Nicola Liberati

FlamedramonBall2000
Scrollando Facebook mi sono imbattuto nella seguente riflessione e vorrei sapere che ne pensate.
TL;DR=L'uomo è incompleto perché è l'unico essere vivente che ha bisogno di sapere chi è?
Noi esseri umani pensiamo di essere in qualche modo "superiori" a tutti gli altri esseri viventi perché dotati di coscienza e intelligenza. E' vero che questo ci ha permesso di adattarci meglio e di sopravvivere perpetuando nel tempo la proliferazione della nostra specie, ma ciò non ci rende affatto speciali e nemmeno superiori. Dal mio punto di vista "distaccato" penso sia invece più il contrario. Siamo tra tutte le specie animali viventi la più debole. Perché penso questo?
Oltre noi credo nessun altro essere vivente di questo pianeta si pone domande esistenziali del tipo "Chi sono, da dove vengo, qual è il mio scopo nella vita". Noi soltanto cerchiamo queste risposte al nostro senso di insoddisfazione più totale dettato dall'ignoranza di noi stessi. Per questo motivo abbiamo sviluppato una coscienza e un'intelligenza, ovvero, per senso di incompletezza. Ciò è fonte di forte e grave sofferenza per noi in quanto non accettiamo di essere semplicemente quel che siamo. Un Leone sa chi è e cosa deve fare, e non credo desidererebbe mai essere una cosa diversa. Un Leone non desidera essere un Elefante. Non gli occorrono altre facoltà oltre a quelle che gli servono per vivere e stare con le cose così come stanno. Non deve fare nemmeno la fatica di dover accettare la sua "configurazione" perché è intrinseca nella sua natura. Allo stesso modo un Delfino non vorrebbe essere un'aquila per volare nei cieli e così via.
Solo noi siamo così invidiosi di tutti gli esseri di questa Terra e vogliamo appropriarci di tutte le loro abilità. Lo dimostriamo costantemente identificandoci negli animali in moltissime, troppe circostante. Li mettiamo negli stemmi, gli diamo un significato nostro. Il coraggio per il Leone, l'astuzia per la volpe, la fedeltà per il cane, la vista per il falco.
Chissà perché tutte le divinità egizie avevano teste di animali.
Noi siamo inferiori e incompleti dalla nascita e andiamo in costante divenire alla ricerca di "completarci" in qualcosa di definito esattamente come lo sono tutti gli altri esseri viventi. Certo non aspiriamo a essere amebe, ma persino un'ameba non aspira a essere più di ciò che è. Noi nasciamo senza alcuna abilità e totalmente privi di tutto. Non ci reggiamo in piedi da soli, non abbiamo pelliccia o artigli, le nostre ossa non si sono ancora ben formate e il nostro corpo in proporzione è troppo piccolo rispetto alla testa. Nasciamo "prematuri" e questo a prescindere dai 9 mesi di gestazione. La nostra insoddisfazione crea costantemente correnti di pensiero che tendono alla trascendenza. C'è chi la cerca nelle discipline spirituali e chi invece nell'immortalità del corpo attraverso manipolazione genetica o fusione uomo/macchina.
Non siamo disposti ad accettare la morte o l’estinzione perché siamo sofferenti di non aver compreso la nostra natura. Certo, ogni creatura omeostatica che ha un metabolismo e si riproduce cerca di adattarsi per continuare a esistere, cercando il massimo punto di equilibrio, provando a mantenerlo di conseguenza per il periodo più lungo possibile, ma quando sanno che per loro è arrivata la fine LASCIANO ANDARE senza attaccarsi a rimorsi o rimpianti, lasciando che la natura faccia il suo corso dando nuova vita ai posteri che si portano dietro l’esperienza di tutto ciò che è vissuto prima di loro. Ogni giorno si estinguono almeno 50 specie viventi, ma ne compaiono tante di nuove da non riuscire a tenerne il conto per ognuna. Si stima che nascano almeno 50 specie di ragni ogni giorno e non so quanti rettili, anfibi insetti e via dicendo. E’ quello che fa la natura di cui, a parte tutto, facciamo parte anche noi… almeno finché saremo qui. Il nostro senso di insoddisfazione che in principio ci ha portato a credere alle divinità come nostri padri, ora ci porta alla scoperta di esopianeti per un motivo fondamentale. Scoprire chi sono i nostri veri genitori, e per farlo è necessario che la nostra specie sopravviva anche al destino di questo pianeta. Pensate a che delusione andremo incontro quando anche in questo caso poi scopriremo che non c’è nessuno a parte la nostra impagabile sofferenza. Chiunque sia l’entità che garantisce la vita nell’universo penso che non si faccia domande, non fa calcoli, non giudica, e non è tenuta a sapere quale sia il destino di tutte le creature viventi, esattamente come noi non ci preoccupiamo di quanti microbi uccidiamo ogni giorno lavandoci le mani o i denti. Arriverà un giorno in cui la Terra potrebbe darsi una bella scrollata di dosso e ridurci a poche migliaia di individui come già successo 70.000 anni fa circa. E’ anche ora di rinunciare a una certa arroganza. Siamo piccoli, molto piccoli, e dobbiamo accettare almeno l'ipotesi che non siamo destinati proprio niente, esistiamo e basta.
nel dubbio ti dirò
Che bisogna andare avanti nella vita, senza fermarsi troppo su quale sia la risposta a tutto. Fare delle riflessioni è importante, ma bisogna anche vedere la parte meno tragica delle cose. Io ho detto la mia...
 

kuaranta2 the alicorn

con vaporeon in tangenziale, andiamo a comandare
gli animali in natura hanno un solo pensiero fisso che li persuade: sopravvivere. una gazzella non si mette ad analizzare il superio se è inseguita dal leone, che a sua volta non filosofeggerà, se ha lo stomaco vuoto.

gli animali in cattività hanno la tendenza ad essere più tristi, perche la loro spada di damocle non è più un problema.

gli umani appena usciti dalle caverne avevano gia un vocabolari di qualche centinaio di parole, e quelli che vivevano in città non dovevano preoccuparsipiù di tanto per il cibo. quindi filosofeggiavano.
 
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