sono

Snorlite

3D Platformer guy
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#2
Si vede una serie infinita di terze dimensioni una sopra l'altra, che non riesci a distinguere singolarmente ma di cui noti solo l'insieme (è come se guardassi un cosa tridimensionale: le linee monodimensionali non le distingui perché hanno dimensioni infinitesime); un'altra cosa che ricordo è che si vedevano le parti tridimensionali nella loro completezza (è come se guardassi una cosa bidimensionale: vedi tutta la parte superiore a meno di essere in una prospettiva tale da esservi perfettamente in parallelo) tranne le cose che per causa della prospettiva sono nascoste. Un'altra cosa che ho dedotto poi, dopo essermi dimenticato ciò che ho immaginato ma prima di perdere del tutto l'ispirazione (e ne sono sicuro solo perché partendo dalle due cose che ho detto, e forse altre che adesso non ricordo, è dimostrabile che sia così, però non ne ho la controprova pratica), è che un oggetto tridimensionale che passa in una determinata terza dimensione e poi ci esce vagando nella quarta dimensione prima ci entra la sua parte bidimensionale più esterna (es.: se è una persona, magari la punta di un dito), poi la parte bidimensionale subito più interna e così via, fino a entrare del tutto se ci passa totalmente, strato bidimensionale dopo strato bidimensionale (a meno che torni indietro, ci deve passare del tutto per forza: è come se un foglio attraversasse un'ipotetica barriera bidimensionale). Poi esce perdendo per prima la prima parte che ci è entrata, quindi il resto.
 
#13
Si vede una serie infinita di terze dimensioni una sopra l'altra, che non riesci a distinguere singolarmente ma di cui noti solo l'insieme (è come se guardassi un cosa tridimensionale: le linee monodimensionali non le distingui perché hanno dimensioni infinitesime); un'altra cosa che ricordo è che si vedevano le parti tridimensionali nella loro completezza (è come se guardassi una cosa bidimensionale: vedi tutta la parte superiore a meno di essere in una prospettiva tale da esservi perfettamente in parallelo) tranne le cose che per causa della prospettiva sono nascoste. Un'altra cosa che ho dedotto poi, dopo essermi dimenticato ciò che ho immaginato ma prima di perdere del tutto l'ispirazione (e ne sono sicuro solo perché partendo dalle due cose che ho detto, e forse altre che adesso non ricordo, è dimostrabile che sia così, però non ne ho la controprova pratica), è che un oggetto tridimensionale che passa in una determinata terza dimensione e poi ci esce vagando nella quarta dimensione prima ci entra la sua parte bidimensionale più esterna (es.: se è una persona, magari la punta di un dito), poi la parte bidimensionale subito più interna e così via, fino a entrare del tutto se ci passa totalmente, strato bidimensionale dopo strato bidimensionale (a meno che torni indietro, ci deve passare del tutto per forza: è come se un foglio attraversasse un'ipotetica barriera bidimensionale). Poi esce perdendo per prima la prima parte che ci è entrata, quindi il resto.
 
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