liuton2005

Quando gli altri ti calpestano sui nervi

13 risposte in questa discussione

Quasi quasi non riesco più a stare in casa con mia madre. Mi deve sempre calpestare i nervi.

Tutto è partito da quando ho detto che la casa è un casino e lei se l'è presa.

Oggi le ho gridato in faccia di stare zitta e di lasciarmi in pace. Non sto molto bene con la testa perché se in camera non c'è ordine non riesco a concentrarmi e mi innervosisco facilmente e lei invece di lasciarmi in pace viene a rompermi i coglioni.

Per risolvere il problema mi sono messo i tappi nelle orecchie. Ora cerco di mettere in ordine la camera e di farmi uno spazio per studiare ma ho paura che per studiare dovrò ogni volta mettermi i tappi nelle orecchie e chiedere a tutti di non passarmi vicino.

A volte mi chiedo perché dovrei continuare a tenere rapporti con le altre persone. Per quello che penso adesso, se tutto il mondo sparisse a me non cambierebbe proprio nulla.

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scusami eh, penso che sia tua madre a tenere l'ordine in casa giusto?

ecco, pensa ad un lavoro svolto da te criticato da qualcuno senza cognizione di causa, ti darebbe fastidio credo, no?

e se l'ambiente in cui ti trovi non ti aggrada, puoi sempre modificarlo a tuo piacimento lavorando da solo in quanto ti andrà meglio di com'è ora (chi fa da sé fa per tre, appunto).

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Arriva un momento in cui la convivenza tra un ragazzo e sua madre non è più fattibile. Bisogna quindi prendere ed andarsene fuori di casa il prima possibile.

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(non so se larm sia ironico o meno, ma io la sapevo sulle ragazze-madri, lì la convivenza è ai limiti dell'impossibile e vanno avanti anche dopo la pubertà)

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Non sto molto bene con la testa perché se in camera non c'è ordine non riesco a concentrarmi e mi innervosisco facilmente
Scusa, ma con l'ordine della tua camera cosa c'entra la mamma? Mettitela a posto tu, no?

Non conosco nessuno che consenta facilmente ad altri la cura dell'ordine della propria camera, mentre è prassi sentirsi dire di mettertela in ordine che non si riesce nemmeno a pulire.

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(non so se larm sia ironico o meno, ma io la sapevo sulle ragazze-madri, lì la convivenza è ai limiti dell'impossibile e vanno avanti anche dopo la pubertà)

Mia sorella è andata a vivere da sola con il suo ragazzo per la prima volta 4 mesi fa (ha 28 anni).

Io vivo fuori casa da quasi 5 anni (ne ho 24).

Non c'è bisogno di fare quattro corsi di psicologia per spiegarlo, ma i ragazzi quando sentono il bisogno di cominciare una vita indipendente e adulta (quindi con possibilità di farsi una famiglia propria) la prima cosa che fanno è cercare di tagliare il cordone ombelicale. E' la stessa cosa per le ragazze ovviamente, motivo per cui a una certa età cominciano a litigare molto spesso con la madre ; la differenza è che le dispute di una ragazza con sua madre sono governate anche dall'identificazione con la madre nello scopo di diventare mamma lei stessa. Per il ragazzo la cosa si risolve molto più facilmente appena riesce ad uscire di casa.

@ Ombra : l'oggetto « mamma » ha tendenza a spostare degli oggetti di cui tu conoscevi benissimo la posizione per mettere l'ordine suo. Poi con l'età ce ne dimentichiamo perché viene sostituita dall'oggetto « donna », che fa le stesse cose ma la cui presenza è un pochino più gradevole per il maschio...

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Larm, non tutti possono permettersi di andare a vivere da soli. Pensaci..

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Motivo per cui non ti resta che incazzarti con tua mamma vita natural durante.

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@ Ombra : l'oggetto « mamma » ha tendenza a spostare degli oggetti di cui tu conoscevi benissimo la posizione per mettere l'ordine suo. Poi con l'età ce ne dimentichiamo perché viene sostituita dall'oggetto « donna », che fa le stesse cose ma la cui presenza è un pochino più gradevole per il maschio...

Sì sì, per quanto riguarda la mamma è quello che ho inteso dirgli. Non conosco nessuno che preferisca farsi mettere a posto la camera da altri ed io non sono da meno. Se uno dei problemi è l'ordine, problema per di più aggravato dalle conseguenti lamentele materne, diventa prioritario mettersi in ordine la camera da soli alla svelta, senza tanti indugi. Sono i proverbiali due piccioni presi con una fava.

Per quanto riguarda la donna successiva alla mamma, il problema non si pone nemmeno: non si mettono le mani nelle cose dell'altro/a senza richiesta o consenso! È una questione di reciproco rispetto che ritengo istintivo fra due persone che si vogliono bene ed intendono trascorre la vita insieme.

Oggetto? :S

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in camera mia regna il MIO caos, odio quando qualcuno tenta di ordinare, non riesco a trovare piu nulla... stamattina cercavo un libro che mi avevano prestato e esplecitamen te chiesto di restituire, e non l' ho trovato dove l' avevo lasciato, una rabbia!!

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Liuton: ma non ho capito... Se tu pensi solo alla tua camera, la riordini tu e la mantieni con l'ordine che hai deciso tu, tua madre ti romperebbe ancora le balle? Non credo, no?

Non è che forse lei si era incazzata quando le hai detto che la casa è un casino, perché si è sentita come una serva rimproverata dal padrone? E' una mia ipotesi, eh: non so in che misura tu collabori per la pulizia della casa.

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Il tutto è un po' più complesso perché la camera non è mia mia. E' anche di mio fratello e c'è il router qui quindi se qualcuno ha bisogno di internet viene qui.

E non è nemmeno una vera e propria camera: fa parte di un soggiorno gigante diviso in due da un finto muro fatto di legno e polistirolo.

Vabbé, questa situazione è temporanea. A settembre dovrei tornare a Bologna e dare dentro con lo studio di peso (ci credo poco pure io ma devo farlo).

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Quasi quasi non riesco più a stare in casa con mia madre. Mi deve sempre calpestare i nervi.

Ah beh, io è da anni che devo sorbirmi scenate tragicomiche, robe che non t'immagini.

Però sai una cosa? Alla fine ho imparato a far valere la mia autonomia e a controllare gli stati d'animo, di modo da evitare una poco sana situazione in cui la minima cazzata ci fa innervosire immediatamente, si subiscono emotivamente e basta gli avvenimenti e si precipita in una condizione quasi nevrotica (ovviamente qualche litigata capita sempre ma poi si torna alla normalità). E la mattina successiva mi sveglio sereno senza chiedermi perché continuare a mantenere rapporti con il prossimo o cosa fare per evitare di incazzarsi per la minima cosa.

A volte mi chiedo perché dovrei continuare a tenere rapporti con le altre persone. Per quello che penso adesso, se tutto il mondo sparisse a me non cambierebbe proprio nulla.

Allora isolati dal mondo, poi vediamo se stai meglio.

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