liuton2005

Fisica Quantistica - le implicazioni nella vita reale

8 risposte in questa discussione

"Siamo ciò che pensiamo."

Erano gli insegnamenti del Buddha 2500 anni fa. E oggi? La fisica quantistica ha scoperto che le particelle subatomiche si comportano proprio così. L'osservatore influenza il comportamento di queste particelle che prendono forma soltanto quando vengono osservate.

Quali sono le implicazioni nella vita vera, a livello macroscopico?

Possiamo creare materia dal nulla e modificare il nostro mondo soltanto con la mente?

Quanto profondo possiamo arrivare?

E soprattutto sentite nei video che linko quanto danno possono fare le religioni come il cristianesimo, l'islam e le religioni monoteiste.

ATTENZIONE: è una playlist quindi guardate tutti gli 11 video

Fisica Quantistica - le implicazioni nella vita reale

P.S. La vostra vita non cambia soltanto guardando il video ma la vita cambia se il vostro modo di pensare cambia.

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Possiamo creare materia dal nulla e modificare il nostro mondo soltanto con la mente?

No. La risposta della materia dipende dalla domanda che le poniamo o dagli strumenti teorici e pratici con cui la interroghiamo, ma non siamo i creatori assoluti della materia poiché essa si trovava già là molto prima che nascessimo.

Se da un lato lo « spettatore indifferente » della fisica classica non può più esistere dopo la quantistica, dall'altro lato non bisogna cadere nel rischio dell'idealismo assoluto. C'è un'interazione tra forma e materia, non un'azione semplice dell'una sull'altra.

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Liuton non puoi pretendere che guardiamo una pleilist di 11 video!

Riassumici i punti salienti se riesci...

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ma soprattutto non puoi pretendere di installare una discussione decente a 4-5 giorni da natale

un misto tra incanto e dolore

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Sicuro che le domande e il fatto che noi pensiamo in un certo modo non sia condizionato da ciò che stà alla nostra base che ci porta a porre determinate domande in un certo modo?

a parte quotare Larm, vorrei anche ricordare che la maggior parte dei dati che vengono usati csono quelli che vengono scelti da usare, questo non vuol dire che siano tutti corretti e che siano soprattutto quelli effettivamente che servono. Attraverso gli stessi dati si può giungere a opinioni anche opposte, non si deve mai confondere quella che è una teoria da quella che è una verità. Assumere una verità è sempre un grave problema, in quanto implica un punto indiscutibile e soprattutto conduce al fanatismo. Inoltre teorie più o meno probabili sono sempre valide finchè non venogno dimostrate essere errate, si può dare o maggiore o minore credito a una o più di queste finchè non lasciano lo spazio a una teoria più completa e più chiara.

Il fatto che noi guardando una particella la influenziamo non è certo una novità, mai sentito parlare del "principio di indeterminazione"? La materia non si crea, si trasforma, casomai il problema è capire come questa si trasforma e come le energie siano correlate.

La rleigione non ha nulla a che fare ocn la scienza, se non spesso dare basi etiche a chi di scienza si occupa, è un tema molto delicato e non sono certo dei video a scalfire anche solo la superficie di un tema che si discute almeno dai tempi di Galileo, ma anche prima, ovveor fin da quando filosofia e scienza erano uniti assieme .

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Sicuro che le domande e il fatto che noi pensiamo in un certo modo non sia condizionato da ciò che stà alla nostra base che ci porta a porre determinate domande in un certo modo?

Quando una persona avrà superato le proprie limitazioni è allora che riuscirà a comprendere la benché minima cazzata. La conoscenza più grande è la conoscenza di se stessi.

a parte quotare Larm, vorrei anche ricordare che la maggior parte dei dati che vengono usati csono quelli che vengono scelti da usare, questo non vuol dire che siano tutti corretti e che siano soprattutto quelli effettivamente che servono. Attraverso gli stessi dati si può giungere a opinioni anche opposte, non si deve mai confondere quella che è una teoria da quella che è una verità. Assumere una verità è sempre un grave problema, in quanto implica un punto indiscutibile e soprattutto conduce al fanatismo.

Guarda che quello che mi preme di più è far capire quanto ci possiamo sbagliare e come ogni teoria, ogni minimo pensiero, ogni conoscenza sia soltanto creazione del nostro cervello: parole, concetti, logiche, ecc.

La rleigione non ha nulla a che fare ocn la scienza, se non spesso dare basi etiche a chi di scienza si occupa, è un tema molto delicato e non sono certo dei video a scalfire anche solo la superficie di un tema che si discute almeno dai tempi di Galileo, ma anche prima, ovveor fin da quando filosofia e scienza erano uniti assieme .

Non posso confutare ma posso solo dirti che il buddhismo è una religione diversa da qualunque altra religione. Nella sua ricerca di cessazione della sofferenza, il Buddha ha scoperto ciò che siamo, ciò che pensiamo. Capendo la natura delle emozioni riusciamo a comprendere anche le nostre azioni. Il perché facciamo quello che facciamo, il perché pensiamo quello che pensiamo.

Liuton non puoi pretendere che guardiamo una pleilist di 11 video!

Riassumici i punti salienti se riesci...

Io non pretendo nulla. E' soltanto per il vostro interesse personale che dovreste guardare i video.

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Non posso confutare ma posso solo dirti che il buddhismo è una religione diversa da qualunque altra religione. Nella sua ricerca di cessazione della sofferenza, il Buddha ha scoperto ciò che siamo, ciò che pensiamo. Capendo la natura delle emozioni riusciamo a comprendere anche le nostre azioni. Il perché facciamo quello che facciamo, il perché pensiamo quello che pensiamo.

Io non pretendo nulla. E' soltanto per il vostro interesse personale che dovreste guardare i video.

Il buddhismo non è una religione a propriamente parlare : come la maggior parte delle « religioni » orientali è un cammino di vita, un modo di esistere concreto e non un insieme di dottrine e precetti. E' ciò che in Occidente era la filosofia prima del divorzio tra corpo e spirito inaugurato dal cristianesimo.

Tra l'altro si tratta di tutto meno che di una dottrina ascetica nel senso classico, vale a dire di separazione e di astensione dal mondo per ritirarsi nel proprio mondo spirituale. La presenza fisica è al contrario necessaria da cima a fondo per poter anche solo lontanamente sentire il senso delle parole di Buddha. Si tratta di imparare ad essere in pace con il proprio corpo e con la propria esistenza, di ritrovare il fondo concreto dei nostri pensieri.

Parlare di « conoscenza di se stessi » in questo senso è ambiguo, a meno di precisare che per il Buddha la conoscenza di sé non significa imparare dei dati oggettivi sulla propria persona che possano essere descritti in un linguaggio scientifico, ma entrare veramente in contatto con il proprio Sé al di là e al di qua dell'Io pensante e razionale.

Vi è un libro, piuttosto famoso all'epoca della pubblicazione, che cercava di tracciare le corrispondenze tra le teorie della fisica moderna e le dottrine del pensiero orientale : Il Tao della Fisica, di Fritjof Capra. Penso potrebbe essere di tuo interesse.

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Premesso che non ho visto il video e quindi magari non ho afferrato di preciso su cosa Liuton volesse andare a parare; vorrei comunque fare una precisazione.

Rispetto ad un modello fisico più "vecchio" e applicato in un campo di fenomeni più limitato (come poteva esserlo la meccanica classica mentre si descriveva il moto di un corpo come un sasso quando lanciato per aria), uno più recente applicato in un campo che richiede qualche manica in più (come la fisica quantistica quando si va a studiare il comportamento delle particelle) non fa diventare il primo del tutto fallace o sbagliato una volta entrato in gioco, ma semplicemente amplia il discorso ad un ambito che prima non poteva essere descritto con le precedenti conoscenze e in cui di conseguenza non vi si poteva applicare un modello riferito ad un campo limitato, rendendo quindi il modello classico una "approssimazione" o "semplificazione" di quello più specifico.

Finché si rimane però nei limiti di questa approssimazione, il primo modello può ancora essere impiegato. Per descrivere l'urto fra due corpi macroscopici, come due automobili che viaggiano a velocità di molto sub-luminali, io uso ancora le leggi della meccanica non quantistica, mentre per descrivere l'urto fra due particelle essa diventa insufficiente e a quel punto devo ricorrere alla meccanica quantistica. D'altronde, quest'ultima potrei in teoria anche usarla per descrivere l'urto delle automobili di qui sopra, è un procedimento più laborioso e meno immediato per i più ma il risultato concreto e tangibile è lo stesso, anche se in linea di massima il modello precedente funziona ancora.

Può darsi che un giorno la stessa meccanica quantistica verrà resa "obsoleta" da nuove scoperte (così come fece la teoria della relatività nei confronti della fisica newtoniana) e sarà integrata in un'altra teoria che opera su di un campo ampliato, in cui il modello quantistico diventa a sua volta insufficiente per descrivere la fisica di questo campo che si è andato ad esplorare, e che magari darà un'ulteriore profondità (chiarendo dei quesiti e/o magari creandone di altri) ai dilemmi liutoniani.

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