Partouze

È realmente giusto inseguire i propri sogni?

24 risposte in questa discussione

Non so in quanti siano interessati riguardo a tematiche piuttosto personali, ad ogni modo spero qualcuno possa sentirsi stimolato nel rispondere (se ci saranno risposte) a questo thread. Premessa: frequento la classe quinta al liceo linguistico della mia città, e per quanto m'importi dei voti, sono uno studente sotto la media (più o meno il 7 fisso, con picchi nelle discipline linguistiche e bassi clamorosi in quelle scientifiche). Da un paio di mesi ho iniziato a riflettere sulla possibilità di frequentare l'università, e soprattutto quale "facoltà" (non mi pare sia il termine giusto, comunque mi capirete) scegliere. La verità è che, tra le poche idee che mi sono venute in mente (giornalismo, lingue), l'unica che mi appaga veramente è quella di diventare professore. Il punto è: non sono mai stato uno studente brillante, spesso incostante, che raramente studia con regolarità. Inoltre, dovrei prepararmi sulle basi della sociologia, in quanto il test d'ammissione richiede conoscenze in materia. Per non parlare poi dei tagli adoperati al settore scolastico, e la conseguente difficoltà nel trovare occupazione. Tutto questo mi ha fatto pensare: ne vale davvero la pena? Il punto è che quella d'insegnante è l'unica professione che mi ispira ed in un certo senso mi motiva, l'unica che (a mio avviso) mi farebbe sentire vivo, parte di qualcosa (forse perché ho sempre reputato la scuola come un bell'ambiente). Grazie a chi risponderà, magari con un qualcosa in più del classico "segui i tuoi sogni!".

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Ti butto lì una citazione di Albert Camus. Tu meditaci sopra:

Domanda da porre: Amate le idee -- con passione, con il sangue? Un'idea vi lascia insonne? Sentite che su di essa state giocando la vostra vita? Quanti pensatori si tirerebbero indietro!

Il resto sta a te. Auguri.

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(modificato)

Per esperienza personale ti consiglio di inseguire il sogno, forzandoti in qualcosa in cui non credi davvero finiresti per pentirtene dopo un anno, due, tre e torneresti a rimpiangere il sogno perduto o, se non è troppo tardi a cercare di riacciuffarlo. Quindi il mio consiglio è di andare verso ciò che vuoi fare davvero, quando si esce da un liceo, a differenza di un istituto (che già ti imposta su una base) ti sembra di poter fare tutto e tutto equivale anche a nulla, è normale valutare più sbocchi, specie se si considerano anche i problemi di occupazione del paese e via così ma se c'è anche una sola cosa che ci interessa più delle altre, anche se forse meno retribuita, penso dovremmo seguirla. 

Mi permetto di lasciarti anche io una citazione su cui riflettere:

"Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare nemmeno un giorno in vita tua."

Modificato da Eni10
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Innanzitutto "facoltà" è il termine esatto (dal momento che intendi "il tipo" di indirizzo che vuoi intraprendere) xD poi beh, vorrei condividere con te la mia esperienza di vita, visto che comunque noto delle similitudini: io sono uscito da un liceo scientifico mediocre (immagina solo che lo studio di funzione mi è totalmente sconosciuto, per esempio), dove però ho avuto insegnanti decenti in ambito umanistico (eccetto in Inglese, dove però sono stato totalmente autodidatta).

La scelta dell'università è ricaduta sulla facoltà di Lingue sia perchè mi piaceva come indirizzo, sia perchè comunque non avevo alternative: onestamente non riuscivo (e tutt'ora non riesco) a pensare ad un'altra università che avrei potuto frequentare. Credo anche che sia uno degli indirizzi più versatile e che possa dare accesso a diverse tipologie di lavoro, rispetto ad altri che ormai sono saturi o comunque inutili. Io ero partito con l'idea di fare il giornalista, "ho lavorato" come mediatore culturale, vorrei spostarmi all'estero per perfezionarmi ulteriormente, ho richiesto il passaporto per fare richiesta di assunzione come steward ma il mio sogno nel cassetto rimane la traduzione scritta. Come puoi vedere la mera conoscenza dell'inglese (o di altre lingue, sia chiaro) ti può servire in diversi ambiti, e non sono entrato nel dettaglio parlando di turismo, marketing e insegnamento (che a me fa schifo, ma si vocifera che ci sia un posto libero qui vicino. Domani vado a parlare con il tizio e vedo cos'ha da dire...).

Personalmente detesto l'insegnamento e la mediazione culturale ma, ancor più, detesto stare con le mani in mano: se il tuo sogno è davvero quello di diventare insegnante allora seguilo, senza però credere alle favole: come hai giustamente sottolineato è un lavoro che allo stato delle cose sembra impossibile ottenere, però ciò non toglie che in futuro le cose potrebbero cambiare (anche se, se non vado errato, gli insegnanti di lingue hanno vita più facile visto che sono di meno). Cerca però di essere aperto a qualsiasi altra opportunità senza fossilizzarti su una singola cosa... Poniti un obiettivo e fai di tutto per raggiungerlo con costanza e sacrificio, accantonadolo per un po' se ti capita un'altra opportunità o se ti va di dedicarti ad altro; la cosa che più conta è la forza di volontà, secondo me.

Ah, per dire, il mio è quello di trasferirmi all'estero, ma al momento non potrei per mancanza di appoggio logistico e di denaro, per cui sto temporeggiando facendo altri lavoretti e vagliando altre strade più immediate (persino la specialistica, che avevo inizialmente escluso). Il mio unico problema sono i soldi, quindi posso solo rimboccarmi le maniche e aspettare che le cose facciano il loro corso :)

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OP:

Versavo nelle tue stesse identiche condizioni (rendimento nello studio non cattivo, ma nemmeno brillante) e quindi avevo intrapreso Lettere antiche per diventare prof, l'unica mansione che mi ispirava veramente.

Ma ahimé, non sono mai stata costante nello studio, e l'università mi aveva solo peggiorato le cose, dato che ero io che potevo scegliere se frequentare e quando studiare.

Ho superato 14 esami su 21, poi ciao, voglia di studiare precipitata a zero. E nel frattempo, era uscito un concorso in polizia, lo tento praticamente per sport, e lo supero con voti pure alti. Addio università.

Quindi, non fare come me: prova massimo un anno o due di università. Se vedi che al secondo stai già calando, basta, non perderci tempo e soldi, che poi son dolori a cominciare tardi a lavorare. Se vedi concorsi, tentali anche se non ti ispirano.

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Un grazie a tutti voi per le risposte, e dopo averci pensato su una notte credo che (come hai detto te Carma), proverò a vedere come va. Comunque lingue mi piace molto, soprattutto letteratura. Vi farò sapere!

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attualmente anche io devo scegliere se fare qualcosa che mi piace all'uni o prendere una facoltà che possa permettere un reddito garantito.

 

Probabilmente andrò per la prima, ma comunque, se non punti ad essere tra i migliori in assoluto, non ci guadagni con le facoltà più snobbate a quanto mi han detto la gente che le ha frequentate e non.

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Certo che questo è un gran problema per molti :(

Scegliere di fare un cammino che piace, appassiona e in cui pensi di poter dare il meglio, oppure scegliere quello che al giorno d'oggi più fruttarti di più?

Personalmente, essendo una persona poco realista e sognatore, direi la prima (nel mio caso almeno xD) però ci sarà sicuramente qualcuno che la pensa diversamente...

Certo è che se potessimo fare entrambe le cose saremmo tutti più felici, ma i tempi che corrono non ce lo permettono :)

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Certo che questo è un gran problema per molti :(

Scegliere di fare un cammino che piace, appassiona e in cui pensi di poter dare il meglio, oppure scegliere quello che al giorno d'oggi più fruttarti di più?

Personalmente, essendo una persona poco realista e sognatore, direi la prima (nel mio caso almeno xD) però ci sarà sicuramente qualcuno che la pensa diversamente...

Certo è che se potessimo fare entrambe le cose saremmo tutti più felici, ma i tempi che corrono non ce lo permettono :)

 

Beh c'è chi, ad esempio, vuole fare economia perché gli garba. Due piccioni con una fava.

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Beh c'è chi, ad esempio, vuole fare economia perché gli garba. Due piccioni con una fava.

Penso siano in pochi hhahah però si, ci sono :)

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Beh c'è chi, ad esempio, vuole fare economia perché gli garba. Due piccioni con una fava.

Certamente, ma il discorso si ricollega alla citazione di Dxs. Sarai mai felice facendo un lavoro che non ti piace? O, ancora meglio, riuscirai a fare bene un lavoro per cui non hai interesse o non sei portato? L'esempio classico è quello degli iscritti in Giurisprudenza: fare l'avvocato, il notaio, il magistrato, il giudice sono sicuramente lavori che fruttano molto, ma a quali condizioni? Oltre ad avere una preparazione eccellente (e quindi devi farti il mazzo) occorre avere tanta fortuna nel saper imboccare le strade giuste. Eppure sono ancora moltissimi i presuntuosi che continuano ad iscriversi perchè fare l'avvocato fa figo, quando sono perfettamente coscienti che non saranno mai in grado di farlo o impieganno anni per togliersi un diritto con 20 (la colonna portante che è un mattone).

Poi ovviamente parlo molto in generale, ma secondo me la prima scelta dovrebbe essere sempre quella che più ci aggrada. Bisogna avere anche autocritica ed eventualmente fare come ha suggerito Carma; trovo inutile farsi mantenere 10 anni fuori corso per pigrizia o perchè non si riescono a passare gli esami.

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trovo inutile farsi mantenere 10 anni fuori corso per pigrizia o perchè non si riescono a passare gli esami.

 

Anche perché

 

 

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OP:

Versavo nelle tue stesse identiche condizioni (rendimento nello studio non cattivo, ma nemmeno brillante) e quindi avevo intrapreso Lettere antiche per diventare prof, l'unica mansione che mi ispirava veramente.

Ma ahimé, non sono mai stata costante nello studio, e l'università mi aveva solo peggiorato le cose, dato che ero io che potevo scegliere se frequentare e quando studiare.

Ho superato 14 esami su 21, poi ciao, voglia di studiare precipitata a zero. E nel frattempo, era uscito un concorso in polizia, lo tento praticamente per sport, e lo supero con voti pure alti. Addio università.

Quindi, non fare come me: prova massimo un anno o due di università. Se vedi che al secondo stai già calando, basta, non perderci tempo e soldi, che poi son dolori a cominciare tardi a lavorare. Se vedi concorsi, tentali anche se non ti ispirano.

Ma sei una sbirra? O una poliziotta sbirra?

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Vsito che ho qualche anno in più devo venire a rompere le uova nel paniere purtroppo  :)

L'università è una fantastica opportunità di approfondire un argomento che ti interessa, ma è anche (e soprattutto) un investimento che farai per il tuo futuro. Anche supponendo che tu trovi lavoro appena preso il tuo titolo di studio, inizieresti a lavorare a 19 anni se ti fermi al diploma, a 24 minimo se prendi una laurea magistrale. So che adesso è difficile capirlo, ma quei 5 anni faranno una grossa differenza quando sarà il momento di inserirti nel mondo del lavoro, e anche dopo. Sono 5 anni di esperienza in più, 5 anni di stipendi (e quindi di risparmi, versamenti per la pensione ecc.) in più. Se arrivi a 24 anni SENZA queste cose, almeno dovresti arrivarci con un passaporto (la laurea) che ti permetta di trovare lavoro più facilmente, ed a condizioni migliori.

Purtroppo spesso una laurea in Italia NON è questo.

 

Non voglio scoraggiarti, comunque: hai l'aspirazione di diventare insegnante, non astronauta, è un lavoro che potresti realisticamente ottenere. L'unica cosa che ti consiglio, come la consiglierei a me stessa se potessi tornare indietro nel tempo, è INFORMATI, fatti delle domande e cerca le risposte:

 

Ti senti pronto a studiare per altri 3 anni (laurea) + 2 (magistrale) + tot anni per l'abilitazione?

Come si diventa insegnanti? (In questo momento facendo il TFA, ma le cose potrebbero cambiare a breve, devi tenerti aggiornato)

Ci sono possibilità effettive di lavorare, oppure si rischia di fare tutto il percorso di studi per poi ritrovarsi con un pugno di mosche?

 

Ovviamente la risposta a queste domande non è ovvia, né c'è una verità assoluta (dipende da altri fattori, anche perché le risposte potrebbero cambiare da un anno all'altro).

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Vsito che ho qualche anno in più devo venire a rompere le uova nel paniere purtroppo  :)

L'università è una fantastica opportunità di approfondire un argomento che ti interessa, ma è anche (e soprattutto) un investimento che farai per il tuo futuro. Anche supponendo che tu trovi lavoro appena preso il tuo titolo di studio, inizieresti a lavorare a 19 anni se ti fermi al diploma, a 24 minimo se prendi una laurea magistrale. So che adesso è difficile capirlo, ma quei 5 anni faranno una grossa differenza quando sarà il momento di inserirti nel mondo del lavoro, e anche dopo. Sono 5 anni di esperienza in più, 5 anni di stipendi (e quindi di risparmi, versamenti per la pensione ecc.) in più. Se arrivi a 24 anni SENZA queste cose, almeno dovresti arrivarci con un passaporto (la laurea) che ti permetta di trovare lavoro più facilmente, ed a condizioni migliori.

Purtroppo spesso una laurea in Italia NON è questo.

 

Non voglio scoraggiarti, comunque: hai l'aspirazione di diventare insegnante, non astronauta, è un lavoro che potresti realisticamente ottenere. L'unica cosa che ti consiglio, come la consiglierei a me stessa se potessi tornare indietro nel tempo, è INFORMATI, fatti delle domande e cerca le risposte:

 

Ti senti pronto a studiare per altri 3 anni (laurea) + 2 (magistrale) + tot anni per l'abilitazione?

Come si diventa insegnanti? (In questo momento facendo il TFA, ma le cose potrebbero cambiare a breve, devi tenerti aggiornato)

Ci sono possibilità effettive di lavorare, oppure si rischia di fare tutto il percorso di studi per poi ritrovarsi con un pugno di mosche?

 

Ovviamente la risposta a queste domande non è ovvia, né c'è una verità assoluta (dipende da altri fattori, anche perché le risposte potrebbero cambiare da un anno all'altro).

 

Wow, grazie mille per aver perso un po' di tempo per formulare questa risposta esaustiva.

 

Ci tengo a precisare che non voglio diventare insegnante per capriccio, o perché mi senta superiore agli altri (tutt'altro). Posso immaginare quanto siano spossanti gli anni universitari, ma sinceramente non credo di poter dire se sia in grado di portarli a compimento senza prima averlo sperimentato. Mi sono già informato sul ruolo dell'insegnante e su come acquisire l'abilitazione, anche se alcuni passaggi (devo ammetterlo) non mi sono risultati del tutto chiari. Tuttavia, pur non navigando nell'oro (affatto...), non ho mai avuto la smania di guadagnare, anche se mi piacerebbe poter aiutare i miei in qualche modo e, conseguentemente, andare a vivere da solo. Vorrei solo fare il lavoro che mi ispira maggiormente ad ora, nonostante mi sia stato sconsigliato da alcuni docenti (non necessariamente per il mio rendimento, ma per la carenza di posti lavorativi disponibili).

 

Vi ringrazio molto, le vostre opinioni mi torneranno sicuramente utili per prendere una scelta ponderata.

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Dipende... Prendi Donnie Darko... Se non avesse seguito i suo sogni (e uno psicopatico travestito da coniglio) sarebbe morto... (Vabbè, poi è morto lo stesso, ma dettagli... xD)

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a.Ci tengo a precisare che non voglio diventare insegnante per capriccio, o perché mi senta superiore agli altri (tutt'altro). Posso immaginare quanto siano spossanti gli anni universitari, ma sinceramente non credo di poter dire se sia in grado di portarli a compimento senza prima averlo sperimentato. Mi sono già informato sul ruolo dell'insegnante e su come acquisire l'abilitazione, anche se alcuni passaggi (devo ammetterlo) non mi sono risultati del tutto chiari. Tuttavia, pur non navigando nell'oro (affatto...), non ho mai avuto la smania di guadagnare, anche se mi piacerebbe poter aiutare i miei in qualche modo e, conseguentemente, andare a vivere da solo. Vorrei solo fare il lavoro che mi ispira maggiormente ad ora, nonostante mi sia stato sconsigliato da alcuni docenti (non necessariamente per il mio rendimento, ma per la carenza di posti lavorativi disponibili).

 

 

 

Ti rispondo velocemente: non ho niente da aggiungere se non che questo post mi fa pensare che tu non abbia capito fino in fondo il contenuto del mio messaggio.

L'insegnante mi sembra - probabilmente è - una scelta di carriera sensata e realistica, tralasciando i possibili problemi per la mancanza di posti. Chiaramente non tutti quelli che ci provano riescono a diventarlo, ci sono cmq ostacoli da superare: l'uni, poi l'ingresso al TFA, poi non so come funzioni ma cmq, ci saranno altre prove da superare. Sono sicura che con capacità ed impegno si possa fare: è per quello che dicevo che non è come dire di voler fare l'astronauta o l'attore di Hollywood, che sono cose poco realistiche per la maggior parte delle persone.

Non vedo nemmeno perché dovresti sentirti superiore a nessuno: fare l'insegnante in Italia (purtroppo) non è nemmeno una cosa che gode di particolari riconoscimenti o prestigio, men che meno dal punto di vista economico.

 

Quello che ti dicevo è di ascoltare bene quello che dicono questi docenti con cui hai parlato: se te lo sconsigliano, purtroppo un motivo potrebbe esserci. Inoltre, quello che mi preoccupa è che potresti aver un po' idealizzato il lavoro che ti piace. Non fraintendermi, il lavoro è importante per sentirsi realizzati, ma penso che tu sia un po' troppo giovane per aver deciso che fare l'insegnante è l'unica cosa che potrebbe mai farti "sentire vivo" ed essere felice della tua vita.

 

PS: un'ultima cosa: il TFA non l'ho fatto, ma l'università sì, e sinceramente non penso che sia così difficile prendere una laurea se la prendi un minimo sul serio e sei motivato in quello che fai.

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io sono uscito da un liceo scientifico mediocre (immagina solo che lo studio di funzione mi è totalmente sconosciuto, per esempio), dove però ho avuto insegnanti decenti in ambito umanistico (eccetto in Inglese, dove però sono stato totalmente autodidatta).

La situazione attualmente è identica per me, con la differenza che la situazione di materie scientifiche ed umanistiche è invertita.

Per curiosità, esattamente che facoltà hai intrapreso e che specialistica hai intenzione di fare?

 

Per quanto riguarda l'inseguire i propri sogni, penso che il guadagno e 'importanza del lavoro che si svolge siano secondari rispetto a ciò che si vuole fare.

Sono anche io uno studente di quinto anno dello scientifico, e posso dire che attualmente la mia strada è divisa in 3: una facoltà di medicina, ingegneria o lingue.

Sono indeciso poiché tutti e 3 mi appassionano o comunque ritengo di avere le capacità ma l'effettivo guadagno e i rischi non mi sono ben chiari, ed intrapresa una strada ho il timore di non poter tornare indietro senza perdere diversi anni futuri di lavoro. E' per questo che ritengo che la cosa migliore sia scegliere un lavoro che piace, in modo tale da "appagare i propri desideri più profondi".

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La situazione attualmente è identica per me, con la differenza che la situazione di materie scientifiche ed umanistiche è invertita.

Per curiosità, esattamente che facoltà hai intrapreso e che specialistica hai intenzione di fare?

Lingue e Culture Moderne, mi sono laureato lo scorso aprile. Per la specialistica non ho deciso, onestamente sono diviso tra lo spostarmi fuori, cercare un lavoro qui in Italia o proseguire con gli studi; non ti nascondo che se potessi permettermelo economicamente farei la specialistica a novembre, ma visto il mio rifiuto per le università siciliane (tra l'altro l'indirizzo che interessa a me, traduzione, credo sia solo a Messina) sto puntando tutto sul corso di steward.
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Lingue e Culture Moderne, mi sono laureato lo scorso aprile. Per la specialistica non ho deciso, onestamente sono diviso tra lo spostarmi fuori, cercare un lavoro qui in Italia o proseguire con gli studi; non ti nascondo che se potessi permettermelo economicamente farei la specialistica a novembre, ma visto il mio rifiuto per le università siciliane (tra l'altro l'indirizzo che interessa a me, traduzione, credo sia solo a Messina) sto puntando tutto sul corso di steward.

Un grande in bocca al lupo 

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Un grande in bocca al lupo

Grazie mille, intanto il passaporto dovrebbe essere pronto tra un mesetto... Incrocio le dita nell'attesa del prossimo recruitment ✌
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Lingue e Culture Moderne, mi sono laureato lo scorso aprile. Per la specialistica non ho deciso, onestamente sono diviso tra lo spostarmi fuori, cercare un lavoro qui in Italia o proseguire con gli studi; non ti nascondo che se potessi permettermelo economicamente farei la specialistica a novembre, ma visto il mio rifiuto per le università siciliane (tra l'altro l'indirizzo che interessa a me, traduzione, credo sia solo a Messina) sto puntando tutto sul corso di steward.

 

Davvero molto interessante. I miei migliori auguri :) (posso sapere che lingue?)

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Davvero molto interessante. I miei migliori auguri :) (posso sapere che lingue?)

Inglese prima lingua e spagnolo seconda :) onestamente avrei optato per il francese che ultimamente va piú forte nelle scuole medie. ;)

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Inglese prima lingua e spagnolo seconda :) onestamente avrei optato per il francese che ultimamente va piú forte nelle scuole medie. ;)

 

Ad ogni modo, anche io penso che andrò a fare lingue e letterature straniere, a Udine o Trieste (dicono sia migliore Trieste, ma Udine devo ancora vederla), poi si vedrà. Di sicuro non farò spagnolo, non mi piace (anche se la letteratura è ricchissima)

Modificato da Pootyees!

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