~Nigeris.

Nascar Ulivant

12 risposte in questa discussione

Introduzione

Nascar si alzò presto quella mattina. Un leggero raggio di sole, che era passato attraverso la finestra con le tende chiuse male, aveva disturbato il suo sonno. Dopo essersi lavato e vestito, Nascar scese a fare colazione, e trovò sul tavolo un bigliettino, da parte di sua madre:

Caro Nascar,

ti srcivo per informarti della mia fuga.

Anche se te ne saresti anturalmente accorto da solo, ho preferito avvertirti io del fatto che me ne sono andata da questo maledetto paese. Non ce la fecavo più. Le persone, di una maleducazione unica, mi hanno portato a fugire lontano, molto lontano, in un posto tranquillo dove solo tu potrai venirmi a trovare.

Nascar indosso subito la sua giacca di pelle, a cui legò una cingia a cui era legata una spada enorme, veramente grande. Poi preseuno zaino, ci mese dentor una borraccia d'acqua e del pane con il formaggio ed uscì di corsa de quella piccola baita. Correndo come un affannato Nascar si morse il labbro con una tale forza da lacerarselo. Strinse le mani procurandosi delle piccole ferite, non troppo gravi. Durante il traggitto Nascar non si disperò molto. Ma arrivato ai piedi di una montagna la cui cima era invisibile da quella posizione, il ragazzo si fermò. Lentamente una piccola, quasi imperscrutabile lacrime scese dal volto di Nascar. Lasciò un piccola scia di umidità sul volto. Come del resto la madre del ragazzo aveva lasciato dell'amaro in bocca a quest'ultimo. Nascar si tormentava del fatto che sua madre, un non troppo anziana signora, aveva abitato lì per più di 15 anni, e non si era mai lamentata. Conoscendola, il ragazzo aveva capito che c'era una raggione in più per cui lei se ne era andata.

Asciugandosi la lacrime, che era arrivata all'altezza della gola, Nascar si girò molto lentamente, rivolto verso la sua casa, la sua tana, la sua piccola unica impareggiabile baita. Quel piccolo rifugio, dove il ragazzo aveva passato tutta la sua infanzia, infondeva tranquillità e serenità. il piccolo camino faceva ancora uscire del fumo, e la porta molto lentamente si muoveva per chiudersi. Un'altra lacrima scese tranquillamente per il triste e malinconico volto del ragazzo, incoscente di quello che succedeva al di fuori di quel paesino, di quel suo piccolo grande immenso minuscolo rifugigio chiamato casa.

E così iniziarono le sue interminabili avventure.

PS: ho la febbre a 38 quindi per qualsiasi errore nn arrabbiatevi trp please

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In effetti, l'ortografia ha qualche problema. Ma lasciamo stare, per ora.

L'inizio è un po' generico. Cosa sarà? Una storia realistica? Un fantasy?

Lo stile non è male, comunque, soprattutto nell'ultimo paragrafo.

Vedremo cosa uscirà.

A proposito, hai lasciato perdere gli Sword Masters?

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si....li ho lasciati stare xkè mi sn accorto ke erano un declino continuo... cmq per il genere e la continuaziolne verrete accontentati con il tempo . . .

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Capitolo 1°

Nascar aveva camminato inininterrottamente per diverse ore, incoscente di quale fosse la sua meta, il suo obbiettivo. Sapeva che trovare sua madre non sarebbe stato una passseggiata. Ne era pientamente coscente ma non gli importava, e continuava a camminare. Giunta la notte, Nascar buttò senza alcuna gentilezza il suo zaino per terra, si tolse la spada, che però mise accanto a lui per prevenerie ogni evenutale evento, e si distese molto lentamente. Aveva scelto un posticino un pò chiuso, nascosto, al difuorì del mondo, ma da lì si poteva osservare il cielo, e le millee di più stelle che lo illuminavano. Il ragazzo spostava il suo sguardo dall'Orsa Maggiore a quella Minore, senza stanzarsi. Le stelle, tutta l'astronomia in generale, lo attiravano da sempre.

Dopo qualche minuto, Nascar cadde in un sonno profondo, dalla quale si sarebbe risvegliato con una bella sorpresa....

Il mattino seguante il ragazzo venne svegliato da uno strano animale che gli leccava molto delicatamente il volto. Nascar lo allontanò e si alzò. Guardandosi in torno si rese conto di dove era e si ricordò l'avvenuto. Prese la sua spada e..!! Stava andando per prendere dallo zaino un pezzo di pane, ma la borsa di belle marroncina e aperte e al suo intenro c'era solo la borraccia sgranocchiata. Subito il ragazzo capì che l'animale che lo aveva svegliato aveva mangiato le sue scorte. Questa sua ipotesi fu confermata da un verso di compiacimento, simile ad un rutto, ma imparagonabile a quel verso troppo sporco, sudicio e maleducato. Il verso prodotta dal piccolo animale era più leggiadro e sottile, con una linea di goduria per le orecchie. Nascar si lasciò ipnotizzare dallo sguardo tenero dell'animaletto, ma poi rinvenne e o rimproverò, facendolo scappare via. Con qualche salto il ragazzo riuscì a divincolarsi da quel bosco fittissimo, attraverso cui passava poca luce. Cioè rendeva l'aria più fresca, ma in alcuni punti diventava fredda, soprattutto se accompagnata da una folata di vento. Adesso Nascar camminava quasi orizzontalmente, tanto era ripida la salita che stava percorrendo. Ripensando e ripensandoci, Nascar capì la razza dell'animale che lo aveva svegliato: squame di un giallo molto chiaro, coda con due birofrcazioni e tre minuscole teste, nascoste da quella centrale. Era senza alcun dubbio una Anphisbena che aveva perso i genitori. Nascar di sentì in dovere di trovare quella creaturina, piccola e indifesa agli occhi dell'immensa oscurità di quel bosco e alle voraci bocche degli animali che lo abitano. Il ragazzo torno indietro di corsa, preoccupato per la salute del cucciolo. In fondo, stavano viendo la stessa situazione: entrambi avevano perso la madre e cercavano compagnia...

Fine 1° Cap.

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A parte l'ortografia, va abbastanza bene. Cerca di evitare cose come "eventuale evento" messe senza un buon motivo.

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grazie del consiglio... vedrò di migliorare... ma mi è parso ke rispetto alle mia fic precedenti questa abbia un tocco più...più..più avvolgente, con un'ortografia migliore e con un senso logico. nn pensate anke voi?

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mi è parso ke rispetto alle mia fic precedenti questa abbia un tocco più...più..più avvolgente, con un'ortografia migliore e con un senso logico. nn pensate anke voi?
Sinceramente, ho presente solo gli Sword Masters, e finora questa sembra più originale, visto che gli elementali sono stati usate innumerevoli volte. Comunque, le descrizioni sono più ricche e più articolate, pur rimanendo ampliabili. La trama potrà essere originale, vedremo nei prossimi capitoli.

Ora aspettiamo che commenti qualcun altro.

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data la febbra, non mi lamento per l'ortografia.

comunque è bella

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Abbastanza bella continuala!!!! ;_;

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Capitolo 2°

Il ragazzo cercava dietro ogni singolo albero, in mezzo ad ogni cespuglio, sollevava ogni sasso come se l'animaletto si fosse potuto nasconede là sotto. All'immprovviso un acutissimo grido di dolore inteso penetrò nel cervello di Nascar bucandogli entrambi i timpani. Subito il ragazzo ancora sprezzante di dolore cominciò a correre verso la fonte di quell'urlo. Saltò tronchi, attraverso cespugli, prese di petto piccoli arbusti non troppo resistenti. I rami gli finivano in faccia, nello stomaco. Le zanzare che gli giravano intorno dalla notte precedente lo pungevano senza alcua pietà, succhiandogli, prelevandogli, sottaendogli il sangue, la linfa vitale, il carburante di ogni uomo. Ma Nascar non demordeva a tutti quelgi stimoli di fermarsi e gridare di dolore e di stanchezza: in mente aveva solo il fatto che doveva ad ogni costo salvare il cucciolo di Anphisbena. Arrivato in una enorme prateria si fermò e perscrutò l'ambiente circostante con estrema attenzione, attento a percepire ogni piccolo, singolo movimento di un qualunque animale. Nel frattempo cacciò le zanzare che si facevano sempre di più e sempre più affamate e vogliose di sangue. Nascar le guardava e affermava che i loro sguardi dimostravano la sprezzante ed estrema voglia di privare Nascar del suo sangue, della sua vita. Ma poi scosse il capo. Era ridotto uno straccio. Lo zaino era vuoto, senza niente dentro. La motivazione? un ramo lo aveva bucato e molti altri lo avevano squarciato senza la minima pietà. La giacca era combinata altrettanto male: era rimasto un solo bottone, i polisini erano completamnte erosi dal continuo strafinio con i rami, e nel complessivo la giacca era tutta bucata, con quealche leggero graffio qui e là. U pantaloni sembravano essere rimasti incolumi, ma dopo una più attenta rivisitazione, si scomprì che non avevano più fine! Tutta l'estremità inferiore del pantalone era stata stracciata e si era persa per strada. Ma Nascar non si demoralizzò. Andò nel centro della prateria e da lì comincio a guardare con un'attenzione al di fuorì del normale tutto il terreno circostante, cioè chilometri e chilometri di territorio. Poi un altro strazzioante urlo perforò un'altra volta il cervello del giovane ragazzo. Ma quel terribile lamento cesso subitò, con un degrado accompagnato da un abbasso di tonalità, e quindi da una trasformazione del suono successivamente diventato più grave. QUest'utlimo esprimevaun leggero tocco di malinconia. Dimostrava che l'animale che lo aveva emesso era morto. Nascar si preoccupò motlissimo e corse come un pazzo verso il luogo dove era accaduto il fatto. Questa volta nella corsa non trovò affatto ostacoli. Sarà stata la breve distanza. sarà stato che la fortuna aveva deciso di passare dalla sua, ma il ragazzo arrivò lì in ben che non si dica. Arrivato trovo due animali. Uno disteso per terra in una pozza di sangue e uno vicino a lui, pronto ad assaporare la carne del povero animaletto ormai morto.

Fine 2° Cap.

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nessun commento sul capitolo? posso continuare con il terzo?

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Chi tace acconsente....

Capitolo 3°

Nascar non riusciva nacora a distinguere i due animali. Si strofinò non con troppa foga gli occhi, diversa volte, finche non riuscì a focalizzare gli animali che piano piano si facevano più definiti. Qualche attimo, e la trasformazione del volto di Nascar non si poteva non notare: da preoccupato, un pò spaventato era diventato sbalordito, stranito, stupefatto. L'Anphisbena precedentemente incontrata dal ragazzo si stava  nutrendo delle carni di un cucciolo di cinghiale. Quando Nascar si mosse per avvicinarsi, il piccolo animale che stava mangiando distolse l'attenzione dal suo pranzo ed uscì la testa dalle carni del cinghialino. La sua espressione non era cambiata minimamente da quando per la prima volta il ragazzo aveva incontrato l'animale... però quest'ultimo era poco riconoscibile perchè il suo muso era interamente ricoperto di sangue, di un rosso acceso, che si confondeva con l'arancione chiaro originario della sua pelle squamosa. Molto lentamente, con una delicatezza la di fuori del normale, Nascar mosse lentamente una gamba, che leggermente venne poggiata su una sopurfice piana, priva di folgie o qualunque altra cosa avrebbe potuto procurare rumora al contatto con il piede, che avrebbe successivamente fatto scappare l'animaletto. Il secondo passo fu leggermente meno trattenuto. A pochi centimetri dall'animale, che osservava attentamente la scena molto incuriosito, ma sempre pronto a scappare, Nascar allungo il braccio, con altrettanta cautela, e toccò con molta delicatezza la fronte dell'animaletto, un pò impaurito, che però subito dopo si rilasso facendosi tranquillamente accarezzare. All'immprovviso una luce accecante invase l'intera zona, per centinaia e centiania di metri. Dal luogo in cui si trovavano, fino alle montagne dell'Est, per poi proseguire sulle Grandi Praterie.

Nascar indietreggio di qualche passo, per poi cadere e ritrovarsi seduto. Quando l'accecante luce cessò di splendere, su tutto il territorio era calato il buio più totale.

[strano.... eppure era pieno giorno....] pensò molto stranito dall'accaduto il ragazzo.

Poi cercò con attenzione, cercando di vedere dove andare, la piccola Anphisbena, ma non la trovò. Le sue lunghe ricerche non portarono a nulla. Al suo posto aveva trovato però qualcosa di strano....

Fine 3° Cap.

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