Massi_TH

I valori del videogioco

10 risposte in questa discussione

Premessa: non ho trovato pagine simili e soprattutto non voglio che partino flame per pareri diversi.

Sono quasi 18 anni che vivo in simbiosi voi videogiochi: con essi ho passato momenti bellissimi della mia infanzia.

In questo periodo la mia vita sta subendo uno stravolgimento e molte delle mie idee vacillano ed i miei pensieri cambiano. Ho avuto un disguido con un mio conoscente a cui, dopo una lunga chiacchierata, ho introdotto il mio concetto di videogioco, dicendo appunto che la visione della massa è stereotipata e quindi sono incompreso.

Inzialmente mi spronò a condividere la mia passione con gli altri,ma poi mi rispose così "Il videogioco è per bambini, chiude in se stessi; che divertimento c'è a condividere del videogioco in cui spari alle persone?"

Provai a paragonare il mondo videoludico a quello dei libri, del cinema o delle serie telivisive, ma senza convincerlo.

Voi cosa ne pensate del videogioco? Quanto pensate possa essere profondo da un punto di vista differente da quello per cui esiste, ovvero giocare? Pensate sia fruibile in compagna (non necessariamente atrraverso funzioni come il multiplayer) o che sia qualcosa di prettamente solitario?

È ovvio che non debba essere l'unica passione, ma quanto pensate che il videogioco possa essere inserito nella propria vita?

Almeno io penso che artisticamente sia valido come opere cinematografiche o libri, ma probabilmente sto sopravvalutando il tutto.

Detto ciò, discuss!

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Un videogioco può essere semplicemente svago, si gioca e basta, e in tal caso do ragione al tuo conoscente. Esistono però altre qualità riscontrabili in un videogioco.

Tralasciando la questione sul livello di sfida e su quello della competitività, i videogiochi possono avere un ottimo comparto narrativo,la loro interattività non implica che storia e personaggi facciano schifo! Per esempio the legend of zelda spesso ha trame carine e talvolta buoni personaggi, kid icarus uprising ha ottimi personaggi, the last of us dicono abbia ottimi personaggi, assassin's creed 1 (l'unico che ho giocato) aveva un protagonista stupendamente caratterizzato (unica qualità del gioco però,lol) quindi... beh,se il comparto narrativo e della sceneggiatura sono buoni,allora il videogioco sta allo stesso livello di film,fumetti,libri e chi più ne ha più ne metta .

Riguardo al fatto che facciano chiudere in se stessi...meh, di fatto non ci sono prove o motivazioni logiche per cui sia vero,ma penso che i videogiochi odierni,che puntano ad essere social,ci riescano meno di quelli vecchi... mi spiego: una volta se volevi giocare con un tuo amico alla play lo invitavi a casa,ricordo le giornate passate in quarta elementare a giocare a lego star wars su play 2 con il mio migliore amico...

Adesso male che vada ci si sente su team speak... Cioè,capisci anche tu che rapportarsi con gli altri da dietro uno schermo è semplicemente diverso da come si fa dal vivo,no?

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Considero i videogames alla stessa stregua di un lettore mp3, di un libro, di una racchetta da tennis, di un abbonamento al cinema.

Ogni svago può essere salutare o deleterio a seconda del suo [ab]uso.

Ci si chiude in se stessi SE ci si vuole chiudere in se stessi, non importa con quale mezzo.

La parola arte la lascerei proprio perdere.

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Reputo molto più chiuso dal punto di vista "condivisorio" un libro: è vero, ti apre la mente, ma quando lo leggi lo fai sicuramente da solo.

Detto ciò: il videogioco è sia aperto che chiuso. Mi spiego meglio:

 

1) Tu pensi che sia chiuso? Sicuramente non inviterai a casa/accetterai di andare a casa di molte persone a giocare con il videogioco, visto che pensi sia qualcosa di personale.

2) Tu pensi che sia aperto? Sicuramente inviterai a casa/accetterai di andare a casa di molte persone, a giocare con il videogioco, visto che pensi sia qualcosa che bisogna condividere con qualcuno.

 

 

Sinceramente io penso che il videogioco sia come un qualunque altro gioco o sport: che divertimento c'è a lanciare con una racchetta la palla contro il muro, invece di farlo con qualcuno di reale, oppure di allenarsi a calcio senza sfidare qualcuno?

 

 

P.S. Ho detto "qualunque altro gioco o sport", non "qualunque altro esercizio".

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Come il cinema, i libri, musica, giochi di carte e alcune robe di uso illegale il videogioco è un artefatto atto a far evadere dalla realtà, per un tempo limitato, a discrezione di chi lo usa, chi ci gioca. 

Quando la realtà virtuale viene messa su un piano superiore alla realtà là comincia ad esserci qualcosa di patologico. 

 

Il videogioco da anni non è più esclusivamente chiuso e con un unico fruitore e la maggior parte della gente inizia a giocare con lo scopo di incontrare altra gente per condividere la stessa esperienza. 

 

Non ha senso criticare chi gioca solo perché si ha una concezione negativa del videogioco; è come se io criticassi carma perché ama i carlini e non i boston terrier, discorsi del genere stanno a zero. 

 

Come ogni cosa se presa alle dosi giuste non può fare male.

 

 

Personalmente mi sento di avere le ragioni giuste di insultare pesantemente chi mi prende in giro perché gioco ancora ai videogiochi. Di solito questo succede quando l'altro si vuole mettere su un piano superiore: dispute del genere sono inutili quanto infantili, alla fine ognuno fa quello che vuole l'importante è che non ci si rompa troppo le balle a vicenda.

 

 

La parola arte la lascerei proprio perdere.

Dissento. Verissimo che c'è più spazzatura che capolavori ma alcuni (pochissimi) videogiochi per il lavoro che c'è stato dietro possono essere considerati opere d'arte.

 

Esempio:

un orchestra collabora per suonare uno spartito ed eseguire quell'opera per la fruizione del pubblico, è arte.

gli architetti e gli schiavi con l'unione delle loro qualità sono riusciti a costruire le piramidi, la tecnica eccezionale usata ha fatto si che queste arrivassero fino ai giorni nostri, sono opere d'arte architettoniche.

un team di sviluppo di videogiochi collabora unendo i loro saperi, le loro idee e la loro tecnica per sviluppare un videogioco di bellezza più unica che rara, un gioco di cui tutti parlano, tutti giocano e tutto il mondo spende lodi su lodi per parlarne, che verrà giocato da noi che ne potremo fruire una volta preso dagli scaffali, ora dimmi cos'è?

 

Se qualcosa è veramente bello da far gioire gli occhi (o le orecchie) per quello che è può essere considerato un opera d'arte. 

Ci sono anche quadri bruttissimi e vomitevoli per realizzazione, è comunque arte?

 

Io penso che, data la considerazione che ha la massa del mondo videoludico, nessuno avrà mai il coraggio di definire vera e propria arte i videogiochi.

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Il problema non è tanto quello che penso io o quello che pensano gli altri utenti del forum.

 

Il problema è la concezione sbagliata di videogioco che abbiamo qui in Italia.

Il passatempo dei videogiochi, qui da noi a differenza di altri paesi, è considerato da bambini.

 

Bisognerebbe riuscire a far allargare le prospettive a chi la pensa in questo modo. Il mondo videoludico è talmente vasto che ci sono videogiochi adatti a chiunque, ormai fanno persino quelli che ti obbligano a fare sport davanti alla tv invece di andare al parco o al campetto.

 

Qui non c'è cultura videoludica e questo fa di noi una nicchia di persone che ama stare davanti allo schermo a giocare ai propri videogiochi preferiti.

 

E' proprio la mentalità generale ad essere indietro.

 

Ci sono persone vicine a me che non hanno mai giocato ai videogiochi, ma vedendo la mia passione hanno cercato di capire e avvicinarsi a questo mondo.

Vedi mia madre che gioca a Wii Fit, i miei genitori che approfittano dei tornei pokemon per farsi un giro quando mi accompagnano (in realtà questo non c'entra molto, ma è per dire che hanno accettato e in qualche modo condividono questa mia passione), i miei amici che sono felici quando organizziamo qualche serata videogames.

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Non ho mai avuto problemi del genere, i miei genitori hanno sempre approvato la mia passione per i videogiochi (d'altronde non ero mica io ad organizzare tornei notturni con l'Amstrad. Ciao mamma!) e anzi, ne hanno sempre approfittato per giocare anche loro. La playstation è stata usata più dai miei genitori che da me, per dire.

E i miei parenti non hanno mai contestato nulla, addirittura zio aveva comprato prima un commodore e poi una console nes farlocca per quando noi nipoti passavamo da lui.

Di ciò che pensano gli altri poco mi cale. Però c'è una cosa che non capisco:

Inzialmente mi spronò a condividere la mia passione con gli altri,ma poi mi rispose così "Il videogioco è per bambini, chiude in se stessi; che divertimento c'è a condividere del videogioco in cui spari alle persone?"

Provai a paragonare il mondo videoludico a quello dei libri, del cinema o delle serie telivisive, ma senza convincerlo.

Perché mai dovresti condividere la tua passione con altri? Una passione non ha bisogno di essere condivisa per essere valida.
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Difficilmente una forma d'arte ha riconoscenza culturale nell'epoca in cui nasce: vedi il cinema, nato come pura propaganda politica, o i fumetti di origine giapponese, che qua idolatriamo, molti senza sapere che nella loro stessa patria hanno (paradossalmente) una bruttissima fama.

 

Il videogioco E' nato per bambini. Notare che gli adulti che oggi giocano, erano bambini ai tempi delle sale giochi, mentre adulti non ce n'erano (non vedo sessantenni che parlano con nostalgia di quando giocavano ai cabinati a trent'anni).
Il videogioco, quindi, ha ancora bisogno di tempo. Con il passare degli anni, noi ventenni/trentenni diventeremo uomini di mezza età, mantenendo l'opinione che qualcosa di buono in questa forma d'arte c'è.

Poi, come in qualsiasi arte, c'è caso e caso: l'esempio di giochi che (si spera) tra anni sarà descritto come culturalmente buono sarà quello delle grandi idee, o dei piccoli team di appassionati. Certo non quello dei blockbuster a cadenza annuale, perché sarebbe come se tra vent'anni parlassimo di cinema mettendo ad esempio Fast and Furios.

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Difficilmente una forma d'arte ha riconoscenza culturale nell'epoca in cui nasce: vedi il cinema, nato come pura propaganda politica, o i fumetti di origine giapponese, che qua idolatriamo, molti senza sapere che nella loro stessa patria hanno (paradossalmente) una bruttissima fama.

ma veramente il cinema è nato come forma di intrattenimento, e dire che i fumetti giapponesi hanno una bruttissima fama in patria mi sembra stupido quando li legge pure il presidente... al massimo possono avere una "brutta fama" certi ossessionati

 

per il resto mi sembra che l'errore sia nel considerare l'atteggiamento di alcune persone a cui non piacciono i videogiochi come quello "maggioritario". magari può esserlo nell'ambiente familiare o del piccolo paesino, ma (e non da ieri) i videogiochi nel nostro paese sono più che culturamente accettati, dato che l'età media del videogiocatore si aggira tra i 25 e i 30 anni e chi ha iniziato a giocare all'inizio degli anni 90 adesso ne ha 35-40. per non parlare del fatto che praticamente CHIUNQUE abbia uno smartphone al giorno d'oggi ha avuto contatti con videogiochi, fosse anche solo l'app del sudoku da usare sulla tazza del water.  i numeri, a partire da quello dei videogiochi venduti negli anni, parlano chiaro.

 

il discorso "videogiochi = arte" invece è un po' più complesso, e mi sembra rientri più che altro in quello più vasto e generale di "cosa è arte" (e anche "cos'è un videogioco", tipo: Dear Esther è un videogioco?).  alla fine si tratta solo di definizioni, e usare il termine "arte" per legittimare o delegittimare un'opera mi sembra serva solo ad aggirare il discorso...

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Premessa: non ho trovato pagine simili e soprattutto non voglio che partino flame per pareri diversi.

Sono quasi 18 anni che vivo in simbiosi voi videogiochi: con essi ho passato momenti bellissimi della mia infanzia.

In questo periodo la mia vita sta subendo uno stravolgimento e molte delle mie idee vacillano ed i miei pensieri cambiano. Ho avuto un disguido con un mio conoscente a cui, dopo una lunga chiacchierata, ho introdotto il mio concetto di videogioco, dicendo appunto che la visione della massa è stereotipata e quindi sono incompreso.

Mah, che dire... i videogiochi sono molto importanti e sono un passatempo specialmente quando si e' piu' piccoli.. pero' io ai miei figli oltre a farli giocare cerchero' di fargli fare sport, anche piu' di uno.. Purtroppo i videogiochi da soli non fanno bene, ma messi insieme ad altre attivita' che portano a socializzare con altre persone va bene..

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