EdTheMad

Power Rangers: A Different Story

17 risposte in questa discussione

(modificato)

E boh, volevo fare questo esperimento, probabilmente la leggerà solo Aero...forse xD

Prendo i Power Ranger e come con PMMM stravolgo i canoni della serie, spero vi piaccia.

Se vi piace mipiacciate, se non vi piace postae pure le vostre critiche, purchè siano costruttive

Buona lettura :)

CAPITOLO PRIMO: YOU WILL (NOT) STAY WITH ME

La luna piena contornata da un manto di stelle illuminava quella notte fredda e buia. I grilli come al solito cantavano in sottofondo la loro melodia, spezzata ogni tanto dal rumore di una macchina che passava nelle strade adiacenti al parco.

Edward era seduto su una panchina, con le mani infilate nelle tasche della felpa, ad aspettare l'arrivo di Julia per la loro passeggiata al chiaro di luna. Non era una sorta di rituale d'amore, era semplicemente una pratica tra amici, dove ogni mercoledì sera i due giovani confidavano i loro segreti e i loro pensieri reconditi, sicuri che la notte e il silenzio di quel parco li avrebbero tenuti al sicuro.

"ciao Eddy!" disse una voce mielosa. Edward si girò e la vide salutare col suo solito fare euforico, e contraccambiò con un sorriso e un piccolo cenno con la testa

"scusa se sono arrivata in ritardo, mi hanno trattenuto a lavoro ---- tranquilla, quei soliti rompiscatole dei grilli mi hanno fatto compagnia. allora andiamo? ---- aspetta, prima un regalino!" Julia tirò fuori dalla sua borsetta un sacchetto di carta bianco "sono i tuoi preferiti" Edward aprì il sacchetto: c'erano i pasticcini alla crema che lei preparava alla caffetteria di cui lui andava pazzo. Il ragazzo ringraziò e insieme iniziarono la passeggiata.

Per circa una decina di minuti si sentì solo il rumore dei loro passi, persino i grilli avevano smesso di canticchiare. C'era qualcosa di anomalo in quel silenzio, e il ragazzo lo percepiva "ti devo dire una cosa" esortò all'improvviso Julia "io ed Erik...ci vogliamo trasferire ---- ah sì? dove vorreste andare? ---- lui ha trovato lavoro in Canada in un'azienda importante...e io ho deciso che lo seguirò ---- in...Canada?" Edward, dalla sua solita espressione calma e pacata, iniziò ad esprimere agitazione e a dilatare gli occhi "sì...ma non ti preoccupare eh! ci continueremo a sentire sul cell o in rete! del resto Internet oltre ai porno serve a questo no?" disse Julia ridacchiando, cercando di spezzare l'atmosfera che si stava creando, ma con scarsi risultati: lui con la testa era già altrove, perso ad immaginare la sua vita senza di lei "ascolta...presto o tardi sarebbe successo, dobbiamo andare avanti con le nostre vite ---- certo, come se legare la tua vita e la tua felicità ad un'altra persona che conosci a malapena fosse una cosa intelligente" disse Edward con un tono quasi seccato "non ci conosciamo a malapena, lo frequento da un anno e mezzo, e sono sicura di ciò che provo per lui! ---- e ti sembra abbastanza un anno?! abbastanza da mollare tutto e tutti e iniziare una nuova vita in culo al mondo?! ---- qual'è il tuo problema? sono stufa di lavorare in quella caffetteria e di stare in questo paese, voglio cambiare aria. I miei genitori non fanno altro che rompermi e di ricordarmi di quanto sia una fallita, i miei amici quando ho bisogno non ci sono mai..." allora Edward fece un passo indietro ed esclamò quasi urlando "scusa e io?! cosa sono per te? non sono forse un amico? non ti sono sempre stato vicino?" Julia assunse un espressione sofferente guardandolo negli occhi, poi girò lo sguardo altrove, senza proferire parola "rispondimi!" urlò Edward. Lei rimase in silenzio e iniziò a lacrimare "mi dispiace" sussurrò singhiozzando, e si incamminò verso l'entrata del parco.

Edward rimase da solo, nemmeno le stelle gli facevano più compagnia, ormai coperte da nuvole nere, pronte a far scendere un brutto temporale, allora anch'egli si incamminò verso l'uscita con passo agitato. A metà strada si fermò, alzò lo sguardo per cercare la luna, ma anche lei era sparita, il buio era totale e si faceva fatica a riconoscere il sentiero da seguire. Il giovane si mise in ginocchio col capo chinato in basso, immobile ad aspettare la pioggia, sperando che le gocce che si sarebbero posate sul suo viso si sarebbero confuse con le sue lacrime.

Poi una voce squillante sibilò "oh, quanto potenziale. Fidati, sei sprecato per lei" Edward si girò verso quella voce, e con stupore vide accanto a sè una creatura di colore nero pece, sembrava una specie di piccolo drago peloso col muso e le orecchie di coniglio, con degli occhi rotondi e rosso sangue. Il ragazzo preso dallo spavento fece un balzo all'indietro e iniziò ad indietreggiare strisciando. "non devi avere paura di me, caro. voglio solo aiutarti, sempre che tu sia disposto ad ascoltarmi ---- chi..o cosa...diavolo sei? ---- questo è irrilevante, è più importante cosa ho da dirti: tu, signorino, hai un grande potenziale. il tuo cuore sta generando un energia negativa che prestò li attirerà qui e la tua anima sarà carne da macello ---- attirerà...? ---- non hanno un nome, sono entità nate dall'unione tra i pensieri negativi della gente e una potente forza spirituale, e per sopravvivere devono continuare a cibarsi di essi...e sfortunatamente per te li possiedi entrambi in questo momento ---- ma...io non ho mai visto creature del genere... ---- infatti non le puoi vedere, loro ti consumeranno senza neanche accorgerti, e prima che te ne renda conto sarai un guscio vuoto che vagherà su questo pianeta senza uno scopo, com'è che dite voi umani?... un inutile fallito apatico. Vivrai solo nel senso puramente fisiologico del termine, non avrai sentimenti, ambizioni, sogni, desideri...una vita entusiasmante vero? ovviamente se non ti suicidi prima" Edward a quelle parole iniziò a pensare alla sua vita. In effetti, già da tempo si sentiva un guscio vuoto, dopo che era stato rifiutato dall'università, dopo che Chloe l'aveva tradito, dopo che suo padre era morto in un incidente, aveva iniziato a sopravvivere, smettendo di vivere. Julia era colei che ancora teneva viva la sua scintilla.

"io non solo posso farti smettere di soffrire, posso anche darti la forza per combattere, ti farò diventare un Power Ranger ---- un cosa?! ----un Power Ranger: avrai il compito di combattere queste identità a tempo pieno, i divoratori come li chiamo io, e in cambio io ti darò un potere che neanche immagini...oh e potrai realizzare un desiderio! ---- ok, questo deve essere tutto un sogno... meglio che torni presto a casa" e senza indugi Edward si alzò e se ne andò.

Aveva iniziato a piovere e lui era arrivato all'uscita del parco, quando sulla sua pelle sentì un brivido agghiacciante. Il ragazzo percepiva stranamente un pericolo, per cui iniziò ad accelerare il passo, ma poi sentì una forte stretta al collo che lentamente lo sollevava da terra. Era solo in mezzo alla strada, ma sapeva che c'era qualcosa insieme a lui che lo stava soffocando. Era immobilizzato, voleva urlare, chiedere aiuto, dimenarsi, ma non poteva. A un tratto qualcosa dalla sua bocca iniziò ad uscire evaporando nell'aria, come una sorta di fumo di colore azzurro, mentre un forte sibilo gli riempiva i timpani.

Stava per svenire, quando all'improvviso una forte luce rossa si manifestò dal nulla e il corpo di Edward cadde rovinosamente per terra. Poco prima di svenire completamente, il giovane riuscì ad intravedere una figura umanoide di colore rosso, poi il buio prese il sopravvento sui suoi occhi, mentre nella sua testa rimbombava il rumore delle gocce di pioggia che si sfracellavano al suolo.

Modificato da Virido
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Tra l'epico e il ridicolo, "Ti farò diventare un Power Ranger!" è una frase che mi ha fatto ridere, ma poi ho pensato: "Ti farò diventare una Mahou Shoujo!" non ha praticamente lo stesso significato?

Abbiamo Nigga-Kyubey (lo chiamerò così finché non sapro il suo nome lol) ed Edward, che mi sembra il protagonista Madoka-Style.

Ma è maschio? No perché a PMMM eran tutte femmine ed una specie di yuri, se qua li fai tutti maschi... lol

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Tra l'epico e il ridicolo, "Ti farò diventare un Power Ranger!" è una frase che mi ha fatto ridere, ma poi ho pensato: "Ti farò diventare una Mahou Shoujo!" non ha praticamente lo stesso significato?

Abbiamo Nigga-Kyubey (lo chiamerò così finché non sapro il suo nome lol) ed Edward, che mi sembra il protagonista Madoka-Style.

Ma è maschio? No perché a PMMM eran tutte femmine ed una specie di yuri, se qua li fai tutti maschi... lol

L'intento è di creare proprio quel contrasto che inizialmente può suonare male :)

Comunque sarà tutto rivelato a tempo debito u.u

P.S. A quante visualizzazioni/like/commenti dovrei pubblicare i prossimi capitoli?

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L'intento è di creare proprio quel contrasto che inizialmente può suonare male :)

Comunque sarà tutto rivelato a tempo debito u.u

P.S. A quante visualizzazioni/like/commenti dovrei pubblicare i prossimi capitoli?

Almeno a 10, a 20 commenti foto hot.

Scrivi benino, magari il capitolo per quello che dice (piccola introduzione, passeggiata, dialogo, incontro col tizio, lui che collassa) doveva essere leggermente più lungo. Con tutte queste info su cartaceo chiunque avrebbe scritto minimo 10 pagine. Sei su un forum, non tutti leggono Dostoevskij ed è ok, però questo capitolo potrebbero essere sicuramente due capitoli. Falla una piccola introduzione sui personaggi, introduzione non significa spoilerarela trama.

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Almeno a 10, a 20 commenti foto hot.

Scrivi benino, magari il capitolo per quello che dice (piccola introduzione, passeggiata, dialogo, incontro col tizio, lui che collassa) doveva essere leggermente più lungo. Con tutte queste info su cartaceo chiunque avrebbe scritto minimo 10 pagine. Sei su un forum, non tutti leggono Dostoevskij ed è ok, però questo capitolo potrebbero essere sicuramente due capitoli. Falla una piccola introduzione sui personaggi, introduzione non significa spoilerarela trama.

In effetti avrei voluto scrivere moooolto di più, ma leggendo altre fic/racconti sul forum ho visto che i capitoli vari sono relativamente brevi, per cui ho cercato di "stringere" il più possibile alle cose fondamentali. Magari la prossima volta scriverò di più. 

 

Per il background dei personaggi vorrei rivelarlo a piccoli pezzetti durante la storia, così che i lettori siano liberi di immaginare come e perchè un personaggio si comporti in un certo modo e magari dopo un avvenimento ricredersi completamente

Modificato da Virido

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CAPITOLO 2: YOU WILL (NOT)  EXIST

 

Edward iniziò a riprendere conoscenza e ad aprire leggermente gli occhi. Intorno a sé vedeva tutto bianco e sentiva delle voci sconosciute parlare in sottofondo. 

"poverino, è ridotto male" disse una voce femminile "stava per essere prosciugato quando sono riuscito a recuperarlo" disse una voce maschile, molto matura a giudicare dal tono. Edward ancora mezzo stordito si girò lentamente a pancia in su, alzò il busto e si strabuzzò gli occhi. Davanti a sé vide 4 figure umane, tutte con indosso una tuta attillata di un materiale somigliante a lattice, ognuna di esse di colori diversi ma con gli stessi motivi bianchi e neri. Ripresa completamente la coscienza, li squadrò meglio: quello più vicino a lui era un uomo alto e dal fisico palestrato sulla trentina, capelli corti e scuri, occhi castani, Mi sembra Ricky Martin pensò, la sua tuta era rosso rubino. Poi c'era un ragazzo più giovane, magrolino, capelli ricci e biondi, occhi azzurri, dai lineamenti fini, leggermente femminei, la sua tuta era azzurro chiaro. Più in fondo, su uno dei 3 divani che riempivano quella sala completamente bianca, c'era una ragazza, anche lei bionda e con gli occhi azzurri, un'espressione seducente e un fisico da modella, la sua tuta era rosa. Infine, in un angolo della stanza c'era appoggiata con la schiena un'altra ragazza, apparentemente più giovane di Edward, era la più bassa dei 4, occhi verde smeraldo e dei vividi capelli rossi e corti, un po' boccolosi, il giallo era il colore della sua tuta. 

 

"ben svegliato, cucciolo!" sibilò una voce che all'orecchio del giovane suonò familiare. Lui girò leggermente il capo a destra e vide con sua sorpresa che il mostricciattolo nero era accanto a lui. Edward si alzò di scatto in piedi e iniziò a indietreggiare, finchè non finì contro una parete, allora cercò con lo sguardo una porta, ma in quella stanza non c'erano ne porte, ne finestre. 

"sta calmo! va tutto bene tesoro, ora sei al sicuro" disse il piccolo esserino nero "chi....chi siete voi..." disse Edward con una voce strozzata dall'ansia. L'uomo dalla tuta rossa fece cenno di voler dire qualcosa, ma la creaturina nera girò velocemente il muso verso di lui e lo squadrò con i suoi occhi rossi, allora rimase in silenzio. "ci parlo io con lui, voi aspettate nelle vostre stanze. Red, più tardi ti chiamerò a presenziare per l'ascensione" disse la creatura. Tutti e 4 gli individui fecerò un cenno con la testa e sparirono in un fascio di luci colorate, come se si fossero teletrasportati. 

" tutti quegli sguardi indiscreti devono averti messo soggezione vero? tranquillo, ora siamo solo noi due caro" Edward si staccò dalla parete, tirò un lungo sospiro, e si avvicinò pian piano alla creaturina "dove sono adesso? ---- la domanda giusta sarebbe dove NON sei, ora siamo in un piano di esistenza diverso da quello dove vivi di solito ---- aspetta...siamo in un'altra dimensione? ---- in un certo senso...sì. siamo sullo stesso piano reale del divoratore che ti ha attaccato poco fa. Fortuna che Red ti ha salvato ---- aspetta...Ricky Martin si chiama Red? perchè ha la tuta...rossa? ---- esatto, la persona che era prima è un lontano ricordo, come lo è il suo vero nome. Usiamo i colori per dare definizione a ciò che ora non è più un qualcosa che esiste, ma solo un'idea ---- che intendi con non esiste? lui era davanti a me fisicamente.... ---- seguimi, ora ti spiegherò tutto" All'improvviso Edward fu investito da una luce, simile a quella dove erano spariti gli altri, e chiuse gli occhi. Quando li riaprì, vide di essere in un'altra stanza bianca, più piccola della precedente, con un tavolo e un paio di sedie. Nel mezzo, sopra quest'ultimo c'era la creaturina.

 

"accomodati, caro" disse, Edward si dimostrò riluttante alla richiesta, ma poi pian piano di avvicinò alla sedia e si sedette. "cos'è per te un Power Ranger?" chiese il draghetto con il muso da coniglio, il giovane lo guardò in modo esterrefatto, non capendo il perchè di quella domanda, poi rispose con tono sarcastico "un tizio in tutina colorata che combatte alieni di dubbio orientamento sessuale? ---- per quanto sia ridicolo ai tuoi occhi, nella mente di un bambino un Power Ranger rappresenta un eroe, un super uomo, l'idea di giustizia e forza, ed è questo che tu diventerai. Dovrai diventare un essere superiore all'uomo, superiore all'esistenza, dovrai diventare un'idea ---- e perchè dovrei farlo? ---- perchè puoi, il tuo compito non è vivere l'esistenza, ma proteggerla da fuori, quì, nel Pandemonium ---- e se non volessi? ---- ormai anche i divoratori hanno riconosciuto il tuo valore, e se torni adesso nella dimensione reale ti cercheranno per nutrirsi del tuo spirito e della tua oscurità ----ma...cosa sono lo spirito e l'oscurità? ---- sono le rispettive energie del cuore e della mente: lo spirito è ciò che ti tiene vivo e ti da forza, l'oscurità è ciò che temi ma al tempo stesso cerchi di oltrepassare. Ogni essere vivente che esiste presenta questo tipo di energie, tuttavia se l'oscurità prende il sopravvento sullo spirito contaminandolo e miscelandosi ad esso, si attirano i divoratori che vivono nell'oblio, una dimensione in mezzo alla realtà e il pandemonium, e si viene prosciugati. Il mio compito è quello di sfruttare la potenza rilasciata dagli spiriti contaminati dall'oscurità di gente come te e renderli entità inframmezzate, esattamente come i divoratori, solo che invece che non essere ne un'idea ne un ente li faccio diventare entrambi"

 

Edward alzò la testa sospirando e si mise una mano in fronte "scusa...un attimo di pausa...ho immagazzinato troppe informazioni ---- tranquillo, è più che normale" il giovane fece un altro sospirone, poi guardò negli occhi quella creatura, non sapendo se credere ad una sola parola di quello che aveva detto finora "senti...mettiamo che voglia diventare un Power Ranger...o un'idea di Power Ranger...quello che è....che dovrei fare? ---- ricordi cosa ti dissi? devi esprimere un desiderio. Vedi, lo spirito ci muove verso una meta durante tutta la nostra vita, un desiderio appunto. raggiunta questa metà, lo spirito esaurita la sua funzione, va lentamente ad affievolirsi, a meno che non si trovi un altro desiderio per cui combattere. Ora, mi devi dire il tuo più grande desiderio e io lo esaudirò" Edward non sapeva cosa desiderare. Ormai da tempo non aveva più desideri, gli bastava la sua vita tranquilla e solitaria, probabilmente mediocre secondo l'opinione di molti, col suo semplice lavoro in fabbrica nella sua semplice cittadina in Inghilterra. Ormai i suoi sogni erano sfumati da tempo, e l'unica cosa che lo salvava dall'apatia era stare con Julia, l'amica di infanzia che gli è sempre stata vicino, con cui ha condiviso tutto. Pensando a lei, a Edward venne in mente un desiderio "voglio che Julia d'ora in poi sIa felice, desidero che non soffra più ---- sicuro? anche se questo desiderio comportasse la tua sofferenza al posto della sua? ---- sì, tanto di me stesso non me ne è mai importato, quindi preferisco sia lei a trarre benefici da un'occasione così ---- va bene" 

Gli occhi del mostricciattolo si illuminarono di un luce rossa abbagliante, Edward cercò di coprirsi gli occhi col braccio, ma poi vide che dal suo busto si aprì uno squarcio luminoso da cui stava uscendo qualcosa: sembrava un specie di spilla composta da un gioiello dorato a forma di occhio, con un onice incastonato dentro. Il ragazzo, incredulo, vide la spilla levitare ed appoggiarsi sul tavolo. Poi la creaturina esordì "ti piace la tua tuta? ---- quale tut..." Edward non finì la frase che si accorse di indossare una tuta uguale a quella degli altri, di colore nero carbone. Si alzo dalla sedia e iniziò a guardarsi ruotando la testa di quà e di là. Sul fianco sinistro della cintura c'era un fodero che conteneva una katana, il giovane la tirò fuori: aveva l'impugnatura bianca come la neve, e una lama scintillante di un materiale nero simile alla sua tuta, con un lato dotato di lama liscia e l'altro di lama seghettata. 

 

Edward non credeva ai suoi occhi, percepiva una strana sensazione di potere, qualcosa nel suo corpo fluiva all'impazzata come un fiume in piena, si sentiva più forte, più sicuro di sè, ma allo stesso tempo si sentiva svuotato, svuotato di qualcosa di importante. "ora, per completare la trasformazione in Ranger, dovrai compiere l'ascensione uccidendo il tuo dio" disse il piccoletto "il mio dio? ma io sono ateo" disse Edward accennando un sorriso "il tuo dio è ciò di cui hai timore, ma che ambisci a diventare, è l'origine dell'oscurità che si forma nella tua mente, è colui che con la paura e il giudizio ti porta a fare determinate scelte piuttosto che altre. Uccidendolo, ti sbarazzerai di questo vincolo, e la tua oscurità sarà libera di fluire stabile in armonia con lo spirito racchiuso nella gemma, e il tuo corpo diventerà la via di mezzo perfetta tra l'esistere e il non esistere" di nuovo una luce riempì la stanza. 

 

Edward riaprendo gli occhi si ritrovò in una sorta di arena somigliante al colosseo, chiusa da un enorme cupola bianca in cima. Il piccoletto stava alla sua destra "ora che ci penso, non mi hai ancora detto come ti chiami" esclamò Edward "ti ho già detto che quì nessuno ha un nome, solo una definizione. Alla fine dell'ascensione anche tu non avrai più un nome, sarai "il Nero"...o Black per gli amici ---- allora ti attribuisco io una definizione. ti chiamerò Peloso visto che sei colui che è peloso" il draghetto scoppiò in una risata quasi isterica "ahhaahahaah per me va bene, vedo che inizi a capire cosa vuol dire essere un idea"  

A un tratto una nube nera si formò in mezzo al campo di battaglia, seguita da un forte sibilo urtaNdo i timpani di Edward, che emise un piccolo lamento di dolore "ascolta, un divoratore può vedere il tuo dio nella tua mente e assumerne la forma per confonderti, è importante che superi questa prova e ti sbarazzi del tuo dio, così avrai una debolezza in meno ---- e se fallisco? ---- non è ovvio? quello ti sbrana. ah tieni, te la stavi dimenticando" Peloso fece comparire la spilla dorata, che fluttuando si andò ad attaccare sulla tuta di Edward, vicino alla zona del cuore "non perderla e soprattutto non romperla per nessun motivo, ricorda che lì c'è il tuo spirito. Ora ti lascio solo, vedi di fare il bravo" il ragazzo annuì e inizio a sguainare la spada "un momento...ma perchè è qui quel divoratore? da dove viene?" dopo questa frase si accorse di essere rimasto da solo, Peloso era già sparito. Intanto la nube nera si stava solidificando, iniziando a prendere forma. 

Il coraggio e la sicurezza che Edward aveva poco fa furono subentrate dalla paura e l'agitazione, la spada gli tremava tra le mani, il respiro si faceva ansioso, faceva fatica a reggersi in piedi. Per darsi coraggio, urlò verso la nube "avanti! vieni fuori! non ho paura di te!" dalla nube iniziò ad uscire una figura. Alla sua vista Edward impallidì, la katana gli cadde dalle mani ed iniziò a indietreggiare. Il tintinnio del ferro della spada caduta a terra fu presto sostituito dal rumore dei passi di quell'essere.

"p...p...papà...?"

Modificato da Virido
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Aspetto il prossimo.

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Ok, grazie per il consiglio! In effetti mi sono accorto anche io che era poco chiaro a volte

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Ah, altra cosa: nei libri si tende a fare i titoli dei capitoli o colorati oppure in grassetto. Prova a metterli in nero e in grassetto.

Modificato da Zaffira

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Sei stato più descrittivo in questo capitolo, meno roba.

Reputo dare 9282848393 info in 10 righe decisamente sbagliato; potresti modificare il primo capitolo con lo stesso stile narrativo di questo.

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Sei stato più descrittivo in questo capitolo, meno roba.

Reputo dare 9282848393 info in 10 righe decisamente sbagliato; potresti modificare il primo capitolo con lo stesso stile narrativo di questo.

Non ho capito...prima dici che in questo capitolo ho sbagliato a dare troppe info, poi dici di rifare il primo capitolo come questo... non ho capito cosa devo fare LOL

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Allo, nel primo capitolo, come ho detto, ci sono 4 scene.

Qua la scena è una sola, nel finale c'è un cambio di luogo ma no one cares.

Capisci che hai scritto di più per una sola scena e meno per descriverne quattro.

Ecco perché dovresti allungare la prosa del primo capitolo, senza contare che nella seconda sei anche leggermente descrittivo.

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Oppure la fai leggere al tuo prof di italiano e chiedi consigli u.u

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CAPITOLO TERZO: YOU WILL (NOT) REMEMBER

Quell'essere era la copia esatta di suo padre, con la differenza che non presentava colore, ombre o luce, era completamente nero, le sue parti del corpo si disperdevano nell'aria come se fosse fumo, gli occhi emanavano una luce bianca inquietante. Il Divoratore si avvicinava a passi pesanti nonostante il suo aspetto quasi etereo, e il suo sibilo acuto rimbombava in tutta l'arena. << no....no...no....no.....>> continuava a ripetere Edward mentre indietreggiava, agitando la testa nervosamente, mentre il sibilo della creatura si faceva sempre più minaccioso << non esitare! vai e combatti! >> tuonò una voce potente, il ragazzo si girò e vide Red in piedi sugli spalti che lo osservava a braccia conserte, poi qualcosa lo colpì sullo stomaco e fu scaraventato vari metri indietro, finendo per terra dopo alcune giravolte. Allora urlò dal dolore, stringendo i pugni reggendosi sui gomiti, poi alzando lo sguardo capì cosa lo aveva colpito: dal braccio destro del mostro era uscito una specie di rovo da cui aveva ricevuto la frustata. << alzati! >> tuonò ancora Red << dimentica l'esistenza del dolore, dimentica il tuo passato, dimentica le tue paure! >> Edward era fermo, ancora in ginocchio, e fissava il viso di suo padre << tu...tu...non puoi.... >> balbettò, per poi essere colpito di nuovo da una frustata, stavolta sulla schiena. Percepì molto bene le spine conficcarsi nel suo corpo, il dolore era atroce, ma il ragazzo digrignò i denti, sforzandosi di trattenere la sofferenza. << perchè lo stai facendo?! Io non ti ho fatto niente! >> urlò Edward, il mostro per tutta risposta tirò un'altra frustata sulla schiena. << non sono mai stato il figlio che volevi ok ?! mi dispiace che sia finita così! smettila di farmi sentire un fallito! >> un altro colpo di frusta. Ormai Edward aveva smesso di sentire il dolore delle frustate, un dolore più grande che proveniva dall'interno del suo cuore si stava facendo sentire maggiormente. Red rimaneva impassibile a osservare la scena dagli spalti. All'improvviso il ranger nero si alzò e fece uno scatto verso il mostro, tirandogli un pugno in piena faccia così veloce che Red fece fatica a seguire l'azione. La creatura fu spinta vari metri indietro ed emise un sibilo ancora più forte e sinistro, iniziando a rilasciare una moltitudine di rovi dal suo corpo che si dimenavano a casaccio, Edward approfittò di quel momento per recuperare la sua spada e posizionarsi di fronte a esso ad una distanza di sicurezza, << è ora di finire questa stronzata >> esclamò. La creatura lanciò tutti i suoi tentacoli verso il ranger, che con una velocità impercettibile li tagliò uno ad uno con la sua lama. Edward iniziò a ridere nascondendosi la faccia con la mano << tu non hai più potere su di me... >> disse a bassa voce. La creatura, con tutti i tentacoli mutilati, si girò scappando nella direzione opposta, ma in batter d'occhio il ranger gli si era parato davanti, con un sorriso folle stampato in fronte. << tu non servi più a niente... >> disse, e gli conficcò la spada nel cuore. La creatura lanciò un sibilo straziante, quasi come se fosse una voce umana, poi Edward lo fece cadere a terra spingendolo col piede per tirare fuori la spada dal suo corpo, ed iniziò a ridere in maniera isterica. Red fece un lungo balzo dagli spalti e iniziò a dirigersi verso il ragazzo << ok, basta così, hai superato la prova. ora seguimi, Lui ti vuole vedere >> Edward rimase fermo, con lo sguardo rivolto verso la creatura stesa a terra <<ehi mi hai sentito?! è un ordine! >> disse Red. Ma lui rimase ancora fermo. Poco dopo, alzò la spada ed iniziò a conficcarla ripetutamente nella cretura, ormai senza vita. << ho detto basta così! >> tuonò Red. Allora Edward si girò verso di lui, con le lacrime agli occhi e un sorriso ebete sul viso << avevi ragione...il dolore non esiste più >>

<< Ottimo! >> esclamò Peloso con tono soddisfatto << ora che hai ucciso il tuo dio, posso cristallizzare anche l'oscurità nella gemma insieme allo spirito, così che si conservino senza andare a scemare >> Edward era seduto sulla sedia nella piccola stanza con lo sguardo perso nel vuoto, e Peloso era sempre al centro del tavolo. << dammi la tua gemma caro, ci metterò un attimo >> ma lui non fece niente, quasi senza dare segni di vita << ....ascolta, so che è traumatico affrontare e uccidere il proprio dio, ma ora è finita! sei una creatura superiore adesso! >> Edward sospirò e disse a bassa voce << dici che dovrei sentirmi un essere superiore, ma sia quando ho espresso il desiderio, sia quando ho ucciso mio padre, mi sono sentito svuotato ---- ovviamente, è normale sia così. Vedi, il desiderio che custodisci nel cuore serve ad alimentare lo spirito, una volta esaudito la fiamma dello spirito raggiunge il culmine della sua energia, per poi andare piano piano a spegnersi. Dopo che ho esaudito il tuo desiderio ho tolto lo spirito dal tuo corpo e l'ho cristallizzato, in modo che divenisse un ente immobile anzichè diveniente, per preservare la sua energia ---- e perchè ho dovuto uccidere mio padre? non avevi detto che il "culmine" dell'energia del'oscurità l'avevo già raggiunto quando mi hai trovato ---- come ti ho già detto, il dio andava tolto dal tuo corpo come il tuo desiderio, in modo da renderti un entità legata al pandemonium staccandoti dal piano reale. ----- ma cos'è effettivamente questo "pandemonium"? ----- è il luogo dove le idee e i concetti vivono, dove tutto, compresi lo spirito e l'oscurità, sono fermi e stabili, in perfetta armonia, al contrario della realtà dove tutto è complesso e imperfetto e in continuo divenire. ---- e l'oblio? hai detto che è il luogo dove non esiste nulla, in cui vivono i divoratori. Quindi, ora che il mio corpo è stato svuotato di spirito e oscurità è diventato...un divoratore? >> Peloso rimase un attimo in silenzio, mentre Edward lo guardava dritto negli occhi, aspettando una risposta << non esattamente, il tuo corpo vivente e la gemma sono collegati. Se il corpo smette di vivere la gemma si spezzerà facendo disperdere l'oscurità e lo spirito in un'altra dimensione, credo quella che gli umani chiamano...paradiso? nirvana? ---- sì, ho capito il concetto. se invece è la gemma a rompersi, al mio corpo che succederà? ---- .....ti trasformerai in un divoratore >> Edward fece un lungo sospiro, come se fosse seccato << sapevo che ci doveva essere qualcosa che non andava...io me ne vado a casa ---- quale casa? ---- la mia casa...non è ovvio? ----- e dove si trova? >> Edward pensò un po' prima di rispondere. Si accorse di non ricordarsi più dove abitava, ne come era fatta la sua casa. Peloso chiese con un ghigno << e con chi abiti? ---- beh... io... >> Edward ci pensò, ma non sapeva cosa rispondere. A quel punto, fece una faccia inorridita, e si girò verso la creaturina << ......ma..... io chi sono? >> Peloso balzò giù dal tavolo ed iniziò a zampettare intorno alle gambe del giovane << ops....mi sono scordarto di dirtelo. Dopo aver estrapolato lo spirito e l'oscurità da un essere vivente, viene cancellata anche la sua memoria. Le uniche cose che ti possono far risalire alla tua vita passata sono i ricordi legati al tuo desiderio e al tuo dio...sempre se riesci a tenerteli in testa >> Edward si sforzò di ricordare ed effettivamente, a sprazzi, nella sua mente vedeva immagini di suo padre sul letto di morte, e di momenti passati con Julia. Oltre a ciò, nella mente di Edward c'era il vuoto, persino il suo nome era stato dimenticato.

<< da oggi in poi sarai Black, il ranger nero. raggiungi gli altri ranger nella sala principale, hanno preparato una sorpresina tutta per te >> e dopo queste parole, Peloso scomparve nel solito fascio di luce, mentre lui invece si ritrovò all'improvviso nella sala dove si era risvegliato all'inizio di tutto. Stavolta però la stanza non era vuota: vi era una grande tavolata apparecchiata con argenteria di lusso, due posti a sedere ai lati e uno a capotavola. Su quest'ultimo c'era una torta doppio strato al cioccolato con delle candeline nere, e la scritta "buon compleanno Black" fatta con la pasta da zucchero. Edward era ancora spaesato dalle notizie precedenti, quando all'improvviso i 4 ranger uscirono da un fascio di luce esclamando "Buon compleanno!"

Black li squadrò con un'occhiataccia, poi andò a sedersi su uno dei divani, mettendosi le mani tra i capelli, bisbigliando << papà....perdonami >>

Modificato da Virido

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CAPITOLO QUARTO: YOU WILL (NOT) BE MY FRIEND 

 

<< oggi non è il mio compleanno...oh aspetta, in realtà potrebbe esserlo, tanto non ricordo neanche quando sono nato! >> esclamò Black, con un tono tra il sarcastico e il seccato. << oggi festeggiamo la tua rinascita come Ranger, la tua nuova vita! >> disse la ranger gialla << già, una "fantastica" nuova vita... >> mugolò la ranger rosa << se non vuoi la torta, sarò felice di mangiare la tua parte >> disse sorridendo l'azzurro << dai su ragazzi, un po' di comprensione, ha appena superato la prova >> disse Red. Black li guardò con sufficienza uno per uno, poi fece una smorfia divertita << fatemi indovinare, se io sono Black, e il nostro Ricky Martin quà è Red... >> il biondino si lasciò scappare una risatina, mentre gli altri tre lo guardarono storto << tu che ridi tanto sei Blue immagino, vero? tu sei Pink e tu sei...Yellow? nome inappropriato per una ragazza no? >> la gialla sbuffò, e rispose << infatti mi faccio chiamare Willow, che almeno assomiglia a Yellow senza sembrare ridicolo ---- Yellow ti starebbe bene dai, tanto sei già ridicola di tuo >> disse la rosa ridacchiando << tu mi sembri la biondina acida del gruppo, mi sbaglio? >> disse Black << sì, definizione piuttosto azzeccata. Però hai sbagliato il mio nome, io mi faccio chiamare Rose ---- com'è che noi maschi abbiamo il nostro colore come nome e voi no? >> domandò Black << già, come mai? >> lo seguì Blue, facendogli il verso << perchè noi siamo le più fighe del gruppo no? >> disse Willow << su questo sono d'accordo. Voi non siete al nostro livello, tsk >> continuò Rose. << bene, ora che abbiamo fatto le presentazioni, che ne dite sederci e festeggiare? >> esclamò Red, facendo cenno ai suoi di sedersi << io non festeggierò il mio pseudo compleanno in questa stanzetta bianca, tanto meno con degli sconosciuti. E' patetico >> borbottò Black. Ci fu un momento di silenzio, in cui i Ranger si guardarono l'un l'altro, poi Willow ruppe quel momento << ehi, potremmo festeggiare al Chandelier! ---- ottima idea! vedrai Black ti divertirai! >> esclamò Red << cosa sarebbe questo posto? ---- lo scoprirai. Vieni, stringimi la mano e chiudi gli occhi >> Black rimase straniato da quella richiesta, ma dopo un sospiro si alzò dal divano e strinse la mano di Red, mentre gli altri appoggiarono le loro sulle sue spalle. Black li guardava con aria confusa << chiudi gli occhi >> ripetè Red, allora il giovane li chiuse. All'improvviso un forte vento lo investì e riaprì subito gli occhi: non era più nella stanza bianca, si trovava di fronte ad un edificio a due piani dalle pareti magenta, illuminato da vaire luci esterne, con una balconata che circondava il piano superiore, con la scritta Chandelier sopra l'entrata fatta con un neon violaceo intermittente, in mezzo ad una pineta solcata da un cielo notturno pieno di stelle. << ma...come siamo finiti quì?! >> chiese Black, poi si accorse di non indossare più la tuta ma felpa nera e jeans, e anche gli altri erano vestiti in maniera normale  << e da dove vengono questi vestiti?! ---- vedi...noi come ormai sai non siamo più umani, entità fisiche, quindi non siamo più vincolati dalle leggi dello spazio e del tempo. Uno dei lati positivi di ciò è che ti basta immaginare un luogo e/o un tempo per trovarti lì. Tuttavia di solito non viaggiamo nel tempo, primo perchè è spaventosamente difficile spostarsi nel tempo piuttosto che nello spazio, secondo perchè è meglio evitare di alterare il passato o il futuro. Quello che hai davanti è il Chandelier, un ristorante da qualche parte della Francia. Blue ce lo ha fatto conoscere tempo fa e ci andiamo spesso>> spiegò Red << vi decidete a entrare o no? >> disse Rose, ormai già vicino l'entrata.

 

Allora tutto il gruppo entrò nel locale, con il rosso davanti a tutti: l'interno aveva uno stile rurale, con pareti, tavoli e sedie fatte in legno levigato e tovaglie a quadrettoni colorati, sul soffitto vi erano degli splendidi candelabri che illuminavano le sale con una luce calda. C'era un po' di gente, ne troppo poca da far sembrare il locale vuoto, ne troppa da creare un enorme confusione, il rumore delle chiacchiere degli ospiti non erano chiassoso, anzi quasi armonioso e piacevole. Si avvicinò a Red una delle cameriere in un uniforme bianca elegante << ciao Joe! solito posto? ---- no, stasera abbiamo un ospite speciale >> e indicò Black rimasto a distanza dal gruppo vicino all'entrata, che fece un timido cenno di saluto << siete cinque quindi. sempre al piano di sopra? ---- ovvio ---- perfetto seguitemi! >> esclamò la cameriera, ed iniziò ad avviarsi verso le scale, con gli altri che la seguivano in fila indiana. Black era sempre indietro, perso a guardare la sala con tutti gli ospiti che parlavano e mangiavano allegri. Quel posto aveva un'aria molto accogliente, come se si fosse a casa propria. Ad un tratto una mana prese la manica di Black: era Willow << dai su, muoviti! non fare l'orso asociale! >> lo esortò, mostrando un grande sorriso e degli occhi vivaci. Black fece un sospiro di rassegnazione e la seguì. Il loro tavolo era sul lato sinistro del piano di sopra, vicino ad una grande porta/finestra scorrevole. A cena mangiarono tutti di gusto, tra una chiacchiera e l'altra condita da qualche barzelletta squallida di Blue, tranne Edward: lui era rimasto in silenzio ad ascoltare ed accennare un sorriso ogni tanto. Poi, fissando il suo piatto di pasta, ad un certo punto disse sottovoce << scusate...ma come fa a piacervi questa roba, non sa di niente! ---- sei tu che non puoi sentire il suo gusto >> rispose Rose << devi mangiare immaginando il gusto che possa avere, solo così potrai rendere l'idea del sapore concreta mentre mangi >> spiegò Red << volendo, puoi immaginarti la pasta dolce e l'acqua piccante ahahah >> disse Blue ridacchiando. Black rimase perplesso, ma provò ad immaginare un sapore più delizioso possibile, ben speziato, leggermente piccante, poi assaggiò un boccone di pasta e con sua enorme sorpresa aveva esattamente il sapore che aveva in mente, così iniziò a divorarla di gusto. << se non fosse, che dobbiamo mantenere in vita la nostra parte corporea, potremo non mangiare proprio, risparmiandoci questa pagliacciata >> disse Rose. Quella frase si fece sentire enormemente nella mente del gruppo, creando il silenzio totale. Poi Red esclamò seccato << potresti evitare di rovinare la serata? stiamo cercando di festeggiare l'arrivo di Edward ---- non mi pare che si stia divertendo così tanto ---- no no, tranquilli, apprezzo quello che state facendo per me. è solo che... è successo tutto così in fretta...sono ancora un po' scosso >> disse Black abbassando timidamente lo sguardo. << piuttosto, quando arriva la torta? >> chiese Blue << arriverà a momenti, l'ho ordinata qualche minuto fa >> rispose Red << intanto Black, hai voglia di confidarci il desiderio che hai espresso? così, per conoscerci meglio>> Black ci pensò un po' su, poi rispose << solo se dopo mi direte i vostri >> Willlow, Blue e Rose voltarono lo sguardo verso Red, aspettandone la risposta << va bene, consideralo come il nostro regalo di compleanno ---- e se io non lo volessi dire? replicò malamente Rose << dai, Rose, non l'hai detto a nessuno di noi ancora, facci questo regalo oggi >> disse Blue << intanto dite i vostri, poi ci penso >> Black sospirò, ed iniziò a parlare << c'era una ragazza nella mia vita precedente, si chiamava Julia. Siamo cresciuti insieme, lei mi considerava come il suo migliore amico e ci siamo sempre spalleggiati nella vita, ognuno era sempre al fianco dell'altro, tuttavia...io provavo qualcosa di più, solo che...non mi sono mai sentito alla sua altezza, sentivo che non sarei mai stato un buon compagno per lei. Siamo andati avanti con le nostre vite, finchè lei non ha preso definitivamente la sua strada, e ci siamo separati del tutto. Io quel periodo non avevo desideri o ambizioni, l'unica cosa per cui avrei lottato era starle accanto, e non essendomi più  rimasto niente per cui valeva la pena vivere, ho desiderato che almeno lei fosse stata felice e serena nella sua vita, senza più dover soffrire >> a quel punto chinò il capo, con uno sguardo vitreo, mentre gli altri lo osservavano in silenzio. All'improvviso Rose si alzò in piedi, sbattendo le mani sul tavolo, esclamando " brutto idiota!". Gli altri rimasero a bocca aperta, persino dagli altri tavoli si girarono per vedere la scena. Ma poi Rose si risedette, ci fu un attimo di silenzio, poi gli ospiti tornarono alla loro cena. << stai oltrepassando il limite, signorina >> disse Red << tu sta zitto, non parlarmi come fossi mio padre! e tu, avevi un'occasione nella tua misera vita, una sola, e per cosa l'hai usata? l'hai praticamente regalata ad un'altra persona che a quest'ora sicuramente non saprà neanche chi cazzo sei! ti rendi conto che hai barattato la tua vita per quella stronza? ---- non osare chiamarla stronza >> rispose Black con un tono freddo << le persone che buttano la loro esistenza così mi danno il volta stomaco, soprattutto per un motivo così patetico!>> a quel punto Rose si alzò di scatto e uscì furiosa nella zona esterna. << ti prego di perdonarla, ha un caratteraccio a volte >> disse Red << a volte? >> seguì Blue sarcastico. Ma Black non li aveva sentiti, stava osservando Rose appoggiata al balcone che singhiozzava. Allora si alzò, e senza proferire parola uscì anch'egli. 

 

Il ragazzo si diresse verso di lei. << stammi lontano, ok? >> esclamò Rose, ma Black non gli diede ascolto e si appoggiò al balcone, fissando la luna piena che illuminava la zona. << cos'è che ti fa soffrire così tanto? >> chiese, la ragazza lo guardò un attimo, poi girando il capo rispose << fatti i cazzi tuoi, tanto non capiresti, nessuno di voi potrebbe ---- ti assicuro che io ho una mente molto aperta >>  Rose rimase a fissare la pineta sull'orizzonte, poi disse sospirando << io non avevo idea di cosa significasse essere un Ranger, come tutti del resto. Non ero cosciente di tutti i cambiamenti e i compromessi che avrei dovuto affrontare...e ho finito per sprecare per un'altra persona l'unica cosa che mi avrebbe dato un minimo di conforto nell'accettazione di tutto questo: il mio desiderio ---- e quale è stato il tuo più grande desiderio? >> la ragazza lo guardò fisso negli occhi << prendimi la mano e chiudi gli occhi, ti devo far vedere una cosa >> Black prese la mano di Rose, chiuse gli occhi, di nuovo lo strano vento lo investì, e riaperti gli occhi si ritrovò in un parco, inoltre si accorse di avere di nuovo la tuta. << perchè mi hai portato qui? e perchè abbiamo di nuovo la tuta? ---- per non essere percepiti dagli umani >> rispose lei, poi gli indicò una ragazza seduta su una panchina a mangiare un gelato insieme ad una che probabilmente era un amica. Lui la guardò meglio, e rimase spiazzato da ciò che vide << m...ma... quella sei tu!>> la ragazza sulla panchina era la copia esatta di Rose << no...lei è la mia migliore amica Jenny...io ho solo il suo corpo, in realtà sarei diversa da come mi vedi ----- è stato questo il tuo desiderio? perchè? ---- vedi...conobbi Jenny all'istituto d'arte. Sai, eravamo brave a disegnare. Io all'epoca ero apassionata di anime e manga e stavo disegnando il mio manga personale. Un giorno mi sono caduti i fogli dallo zaino e lei passando di là li ha visti. Ne rimase molto colpita e iniziò a chiedermi di tutto e di più. Da quel giorno inziammo a conoscerci, fino a diventare migliori amiche. Tuttavia, eravamo molto diverse, lei la vedevo sempre bellissima, sicura, espansiva, carismatica, circondata dalle attenzioni di tutti, aveva una fantastica personalità. Io non ricordo come ero fatta, ricordo solo che mi sentivo inferiore a lei in tutto... brutta, insicura, presa in giro dai bulli, piena di complessi... ero sempre stata gelosa di lei, e starle vicino alla lunga mi faceva sentire inferiore. Un giorno, il primo e unico ragazzo che era mai stato con me mi piantò per un'altra. Io pensai che il motivo era che non ero alla sua altezza, che ero troppo brutta e sfigata...così mi rassegnai al fatto che sarei rimasta sempre sola. Poi Lui arrivò in un momento in cui ero particolarmente...vulnerabile....e mi chiese di esprimere un desiderio. Ovviamente prima mi ha spiegato tutta la pappardella, ma io stupidamente non gli diedi minimo ascolto, mi interessava solo il desiderio. Gli mostrai una foto di me e Jenny, e chiesi "voglio essere come lei". Lui allora esaudì il mio desiderio e divenni una copia esatta di Jennifer. Tuttavia, mi accorsi col tempo che solo esteriormente ero cambiata, dentro ero rimasta la solita inutile stronza che ero prima, e affrontare i divoratori ed essere dimenticata dalla gente no ha fatto altro che farmi sentire ancora peggio.>> Black rimase a bocca aperta di fronte a quel discorso, poi disse << capisco...immagino che ti abbia fatto soffrire parecchio vedere qualcuno fare un errore simile al tuo ---- già >> rimasero un attimo a fissarsi a vicenda, poi Rose esordì << ora torniamo dagli altri, se sto 5 minuti di più qui credo che mi verrà la depressione >> Black annuì e si avvicinò per tenderle la mano, quado sentì Jennifer dire << sai, anche io avevo una cara amica una volta...>> allora si girò e si avvicinò per ascoltare meglio. Anche l'attenzione di Rose era stata presa all'amo, che si andò a posizionare vicino Black. << ricordo che l'ho conosciuta al mio vecchio istituto d'arte, faceva dei disegni stupendi ed era  intelligente e piena di talento ---- wow, doveva avere dei voti ottimi! ---- già! inoltre... era sempre gentile e premurosa nei miei confronti e mi spronava ogni volta a fare meglio, era veramente una ragazza modello ---- e come mai non vi siete più sentite? ---- ....non ne ho idea... all'improvviso è sparita dalla mia vita, come se si fosse volatilizzata. Se devo essere sincera, non riesco a ricordare neanche il suo nome.... ---- forse hai un vuoto di memoria ---- probabilmente, è una cosa troppo importante per essermela dimenticata così... >> Black, si girò verso Rose e disse sorridendo << visto? anche lei ti ammirava tanto, non eri una persona così orribile come credevi >> Rose era come pietrificata, poi prese il braccio di Black con forza e disse con voce strozzata << muoviti....andiamocene... >> ma il ragazzo opponeva resistenza, voleva rimanere lì ad ascoltare <<ah! ora mi è venuto in mente!>> esclamò Jennifer << si chiamava Elizabeth! Ma io la chiamavo sempre Betty! >> a quelle parole, Rose si girò e corse via, sparendo poi in un fascio di luce. Black rimase un attimo spiazzato, poi, ricordandosi delle parole di Red, chiuse gli occhi e la immaginò nella maniera più distinta possibile, poi quando li riaprì se la ritrovò davanti, rannicchiata vicino ad un grande albero in mezzo ad un cortile vicino ad un istituto scolastico, la scritta sull'entrata recitava "istituto d'arte di Pleasantville". 

Black si avvicinò a lei, notando che stava piangendo e singhiozzando a dirotto. << lei mi ha sempre voluto bene per quella che ero... e io... per ripagarla, ho solo provato gelosia nei suoi confronti, fino a perdere me stessa.... >> continuò a piangere e singhiozzare, facendo quasi fatica a respirare. Black si sedette accanto a lei e le mise un braccio intorno, mentre con l'altra mano le abbracciava delicatamente i lunghi capelli biondi. Poi, girandosi verso di lui, con gli occhi grondanti di lacrime, disse sorridendo << sono davvero...una stupida >> 

 

Gli altri Ranger più tardi comparvero, Rose si asciugò in fretta le lacrime e si alzarono << che diavolo stavate facendo per tutto questo tempo? >> chiese Red << eh eh eh, so io cosa stavano facendo >> disse Blue, per poi ricevere un pugno sulla spalla da Willow << niente...è pronta la torta? >> chiese Black << sì, da un bel pezzo >> disse Willow << forza...finiamo questo patetico compleanno in bellezza >>. Si teletrasportarono di nuovo di fronte al Chandelier, e mentre entravano Black sussurrò nell'orecchio di Rose << posso chiamarti Betty? >> lei rispose con un sorriso.

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