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The Lightning Match

27 risposte in questa discussione

Prima di cominciare una piccola introduzione (saltatela pure, non mi offendo ).

Questa fic non è totalmente nuova, anzi, l'idea originale è di 3-4 anni fa, quando ancora pokemoncentral.it era in piedi. Avevo spedito la prima versione di questa fic a Gika con il nickname di Jeff, ed era stata pubblicata insieme al suo seguito, "Alph Adventures".

Un paio di mesi fa ho deciso di iscrivermi alla Fic Challenge 2005, pensando di partecipare con la riedizione di questa fic. Ho scartato l'idea, ma ho deciso comunque di riadattare notevolmente la prima (orrenda) versione di "The Lightning Match" ed il suo seguito, insieme a una terza fic mai pubblicata, e ho già programmato un ciclo di 5/6 fic per continuare la serie.

Per ora c'è solo il primo capitolo della prima fic. Ed eccolo qua.

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Fiction ideata e scritta da Mens - non pubblicata sotto licenza Creative Commons

Pokémon © Nintendo/Creatures/Game Freak

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THE LIGHTNING MATCH

Capitolo 1 – Greenstar

La foresta di Greenstar era davvero un gran bel posto. Kamon ne aveva sentito parlare molto bene, ma credeva che fossero solo le stesse, banali cose che si dicono sempre sui luoghi incontaminati...ora invece poteva verificare di persona che le descrizioni che conosceva la rispecchiavano perfettamente. Non era detta “la stella verde” solo per la sua forma insolita, un corpo centrale dal quale si diramavano cinque bracci, ma anche perché era una vera perla naturalistica: tranquilla, quasi incontaminata, tagliata da pochi sentieri che ne permettevano una facile traversata, piena di Pokemon selvatici. Il tutto solo pochi chilometri a nord del Lago d'Ira. Ma per gli allenatori il suo aspetto più importante era il fatto che Greenstar era la porta d'accesso alle regioni a nord di Johto e Kanto, dove erano presenti alcune palestre ufficiali della Lega Pokemon. A Kamon non interessava sfidare subito tutti i capipalestra, voleva solo vedere qualche nuova strategia di combattimento in vista del grande evento a cui avrebbe partecipato di lì a un paio di mesi: la Master Challenge, il torneo dei migliori allenatori, che si sarebbe tenuto alla sede ufficiale della Lega Pokemon di Kanto, l'Indigo Plateau.

Ora però Kamon non pensava alla lotta, era troppo preso dal guardarsi intorno e ammirare la natura. Aveva deciso di prendere il sentiero che costeggiava il fiume che alimentava il Lago d'Ira, e camminava tranquillo osservando gli Slowpoke che sonnecchiavano pigri con la coda nell'acqua, i Magikarp che ogni tanto balzavano fuori dall'acqua, i Pidgey che svolazzavano sopra la sua testa, gli Aipom che saltellavano ridacchiando tra i rami degli alberi aggrappandosi con le code prensili, qualche raro Butterfree che attraversava in volo il fiume. Un paio di volte, guardando nel sottobosco, aveva viso anche qualche Absol, e addirittura un Tropius, la cui specie era molto rara al di fuori di Hoenn.

Improvvisamente il ragazzo si riscosse e tornò a pensare a quello che lo aspettava all'uscita della foresta: Sunshine Town, la prima città per chi voleva andare a nord...e la prima palestra di quella regione. Non molti lo sapevano, ma fino a un anno prima quella palestra era retta da Will, uno degli attuali Superquattro della Lega di Kanto...probabilmente ora uno dei suoi apprendisti lo aveva sostituito, e Kamon conosceva la loro specialità: il tipo Psico. Sapeva che i Pokemon psico erano deboli ai tipi Spettro, Coleottero e Buio, ma anche che spesso erano di tipo ibrido...Starmie era in parte di tipo Acqua, Exeggutor di tipo Erba, Xatu di tipo Volante. Poteva trovarsi davanti qualunque cosa...e perciò aveva preparato il meglio possibile la sua squadra...già, la sua squadra.

Kamon non catturava ogni Pokemon selvatico che gli capitava di incontrare. Ora aveva una squadra completa, alla quale era molto affezionato, e non poteva pensare di dover “mettere in panchina” qualcuno dei suoi Pokemon per sostituirlo con uno sconosciuto, non dovendo superare il limite di sei elementi per squadra imposto dalle regole internazionali. Perciò aveva deciso di scegliere sei Pokemon di tipo diverso, in modo da avere una squadra abbastanza equilibrata.

Il suo primo Pokemon era stato un Cyndaquil. Lo aveva ottenuto cinque anni prima nella distribuzione annuale di starter della sua città, New Bark Town, effettuata dal professor Elm, una delle massime autorità nel campo della ricerca sui Pokemon. Poteva scegliere anche un Chikorita o un Totodile, ma aveva scelto Cyndaquil perché la fiamma che ardeva sulla schiena del piccolo topo di fuoco gli dava un'idea di potenza...si era fatto l'idea che con un Pokemon del genere sarebbe stato imbattibile, soprattutto pensando alla forza della sua ultima evoluzione, Typhlosion. All'inizio aveva sforzato il povero Cyndaquil all'inverosimile, arrabbiandosi con lui ogni volta che perdeva uno scontro e trattandolo sempre solo come una macchina da combattimento. Ma presto si era reso conto di quello che stava facendo...considerando che Cyndaquil era ancora giovane, era normale che perdesse quasi sempre, e il trattarlo male non era di nessun aiuto, anzi, lo deprimeva sempre di più...cominciò a farlo riposare di più e combattere di meno, a dargli delle vitamine per rinforzarlo, a tenerlo di più fuori dalla Pokeball per fargli respirare aria fresca, e i risultati furono subito evidenti. Cyndaquil divenne sempre più abile e forte, fino a evolversi in uno splendido Quilava e, molto più tardi, in un magnifico Typhlosion. E ora Kamon non poteva più dire di trattare male il suo Pokemon: il suo attacco Ritorno era di una potenza devastante.

Il secondo membro della sua squadra era un Victreebel. Lo aveva incontrato come un piccolo Bellsprout dalle parti di Violet Town, e lo aveva subito affrontato e catturato. Non poteva sperare di vincere tutte le battaglie solo con Cyndaquil, un tipo erba gli sarebbe stato utile per parare efficacemente tutte le debolezze del suo starter: Acqua, Terra e Roccia. E poi le foglie dorate di quel Bellsprout erano insolite, gli sembrava interessante catturare un Pokemon del genere...il professor Elm rimase di stucco quando glielo mostrò: era uno di quei rarissimi Pokemon brillanti, anche detti Shiny Pokemon, di cui Kamon aveva tanto sentito parlare. Lo aveva allenato finché non si era evoluto in Weepinbell, gli aveva fatto imparate attacchi potenti come le Foglielama, e infine, assecondando il suo desiderio di evolversi, aveva usato su di lui una Pietrafoglia, ottenendo un potente Victreebel.

Aveva incontrato il suo terzo Pokemon, un Pikachu, vicino a Olivine City. Aveva sentito spesso parlare del Pikachu del Campione della Lega Ash Ketchum, e gli sarebbe piaciuto averne uno. Si rese presto conto che Pikachu era in realtà un Pokemon poco resistente, e perciò lo allenò per aumentare la sua velocità e quindi riuscire a colpire prima di essere colpito ed evitare gli attacchi degli avversari. Ora Raichu era una delle colonne portanti del suo team.

Non aveva aggiunto altri Pokémon alla sua squadra per un bel pezzo, riuscendo a sconfiggere la maggior parte degli avversari con gli allora Typhlosion, Weepinbell e Pikachu. Aveva raggiunto Monte Argento, e lì aveva catturato un raro Larvitar, poi evolutosi in Pupitar, e uno Sneasel. In seguito aveva deciso di lasciare Jotho, per documentarsi sui Pokémon esclusivi della grande isola di Hoenn. Aveva fatto pratica con i cinque membri della sua squadra, ai quali si era poi aggiunto un Bagon delle Cascate Meteora. Infine, dopo aver sconfitto anche gli otto capipalestra di Hoenn, era ritornato a Jotho. E ora era arrivato a Sunshine, la porta delle regioni settentrionali...

Già, era arrivato. Si era distratto pensando ai combattimenti passati, ai suoi amici Pokémon...ma ora era arrivato alla fine del sentiero, e con essa alla fine della foresta di Greenstar. Qualche centinaio di metri davanti a lui cominciava Sunshine Town, un piccolo paese con al centro la Palestra...

«Sunhine...siamo arrivati...»

E si avviò verso la città.

To be continued...

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In risposta al commento di dav sul vecchio forum (mi fa impressione chiamarlo così...;_;_;: sì, mi rendo conto che è poco originale come soggetto, ma conta anche che l'idea risale a tre anni fa e non posso riadattarla senza riscrivere da capo anche la trama..cercherò di ridurre al minimo i cliché, comunque (e ciò mi porta a dover riscrivere da capo i capitolo 4 e 5...).

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No! Quella era l' idea originale... a me piace! Non modificarla, please!

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No! Quella era l' idea originale... a me piace! Non modificarla, please!

I capitoli 4 e 5 sarebbero stati TROPPO cliché...

Un attacco di Jessie e James del Tem Rocket ti sembra originale?

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[Faccina kaoana che ride, queste non mi piacciono!]

Ammetto di no, ma se è un remake... e comunque se dicevano il motto... [Faccina kaoana innamorata!]

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a me e' piaciuto moltissiomo:love:!!!

quando posterai anche gli altri capitolI?

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a me e' piaciuto moltissiomo:love:!!!

quando posterai anche gli altri capitolI?

Quando avrò tempo e voglia, ma soprattutto ispirazione...non è affatto facile scrivere a comando, sapete? ;_;

Comunque grazie dei complimenti...;_;

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Qualcuno si ricordava ancora di questa fic dopo quattro mesi? Comunque ecco il secondo capitolo...

Capitolo 2 – Sunshine Town

Sunshine Town non era molto grande, anzi, era addirittura più piccola di New Bark Town, la città natale di Kamon. Il paese si sviluppava in una zona pianeggiante, con una collina al centro, sulla quale si trovava un capannone dall'aspetto spoglio, la Palestra di Sunshine. Una strada principale attraversava la cittadina, parallelamente al confine della foresta, per continuare in entrambi i versi, ramificandosi per raggiungere i paesi vicini. Kamon cominciò a camminare lungo il sentiero che collegava Greenstar al mondo civilizzato, pensando a quello che lo attendeva.

Arrivò dopo una decina di minuti, ed entrò in una delle vie secondarie che portavano al centro della cittadina. Passò poco tempo prima che si dimenticasse della foresta appena superata e che si rimettesse nell'ottica della città. Le solite auto per strada, i soliti passanti, qualcuno che portava a spasso il suo Growlithe, i soliti negozietti, le solite case...Sunshine non era un posto poi così isolato come credeva.

Raggiungere il Centro Pokémon non fu difficile: gli bastò dirigersi verso il centro città e chiedere poche indicazioni, per trovarsi davanti al familiare edificio a due piani con il tetto rosso a forma di Pokéball, poco distante dalla Palestra. Entrò, lasciò le sue Pokéball al bancone e chiese una camera. Era quasi sera ed era stanco per il viaggio, avrebbe affrontato il capopalestra, chiunque egli fosse stato, il giorno dopo...lui e i suoi Pokémon dovevano riposarsi un po...cenò brevemente al ristorante, poi salì subito nella sua camera e si coricò.

Il giorno dopo, Kamon si svegliò di buon ora e passò dal bar del centro per fare colazione. Ai tavoli, poca gente: allenatori che parlavano con i propri Pokémon, semplici forestieri, una bizzarra coppia di persone incappucciate. Decise di non soffermarsi molto al centro, e di andare subito alla Palestra per conquistare la sua medaglia. Ma prima doveva discutere con i veri protagonisti dello scontro...passò dalla reception a ritirare le sue Pokéball e uscì dalla porta posteriore, che dava sul ring del centro. Da qualche anno, per dare agli allenatori un posto adatto dove sfidarsi e allenare i propri Pokémon in preparazione degli scontri più duri, senza dover uscire dalla città e senza disturbare la quiete pubblica, molti centri si erano dotati di un campo apposito, che talvolta comprendeva anche uno spazio relax. Quello del centro di Sunshine era uno dei migliori: era uno spiazzo grande poco meno di un campo da calcio, circondato da alberi, quasi simile ad un piccolo parco.

Kamon si sedette su una delle panchine, e cominciò ad osservare uno scontro in atto. Un piccolo Vaporeon stava dando filo da torcere ad un enorme Steelix. Una scelta azzeccata, acqua contro terra: il gigantesco serpente, uno dei Pokémon più grandi, fu sconfitto in poche mosse. Kamon aveva visto abbastanza. Si alzò e liberò i suoi Pokémon. Pochi secondi dopo, davanti a lui erano apparsi un possente Typhlosion, con la fiamma sulla schiena spenta, un Victreebel dalle foglie dorate, un giovane Raichu dall'aria energica, un piccolo Sneasel, e un Pupitar e uno Shelgon dalll'umore indefinibile, racchiusi com'erano dalle loro dure corazze.

«Ben svegliati» disse Kamon. «Avete dormito bene?»

I sei Pokémon annuirono in gruppo. Typhlosion si stiracchiò vigorosamente, e una grande fiammata si levò dalla sua schiena. Le guance di Raichu cominciarono a crepitare di elettricità.

«Vedo che siete tutti in piena forma» commentò Kamon «Se a voi va bene, potremmo andare subito alla Palestra. Vorrei discutere i particolari con voi, come al solito».

Prima di ogni scontro importante, infatti, spesso Kamon preferiva programmare il più possibile i particolari, per migliorare le strategie di lotta e rendere i suoi Pokémon più pronti.

«Il Capopalestra di Sunshine usa perlopiù Pokémon di tipo Psico, che però si ibridano molto spesso, perciò potreste servire tutti. Sneasel, tu sei di tipo Ombra e questo ti rende la favorita».

Sneasel sorrise con aria un po' altezzosa.

«Per lo stesso motivo, Victreebel, preferirei non esporti troppo...un attacco Psico potrebbe farti molto male. Ti spiace?»

La pianta carnivora scosse la testa.

«Typhlosion, Raichu, Pupitar, Shelgon, uno qualsiasi di voi potrebbe essere chiamato. Siete d'accordo?»

I quattro Pokémon annuirono, pronti alla lotta.

«Bene. Andiamo, ora».

Li richiamò nelle loro Pokéball, se le attaccò alla cintura, tornò nel Centro, uscì dalla porta principale e si avviò.

Arrivò dopo pochi minuti alla collina dove sorgeva lla Palestra, un grande edificio senza particolari ornamenti. Solo una targa metallica inchiodata al muro accanto alla porta rivelava la funzione del capannone: Palestra di Sunshine: sfidate la Mente. Su un lato dell'edificio, un piccolo gruppo di alberi con al centro un laghetto, probabilmente artificiale, al quale si stavano abbeverando un Ninetales e un Ampharos, forse appartenenti al capopalestra. Non erano Pokémon Psico...probabilmente non erano usati negli scontri ufficiali. Kamon non ci badò più di tanto, ed entrò.

L'interno della Palestra non era buio come pensava: la luce entrava in abbondanza dalle ampie finestre, rendendone visibile ogni recesso. Il campo era ampio, e sul fondo del locale c'era una porta, che probabilmente dava all'esterno o all'alloggio del capopalestra. Non c'era nessuno, perciò Kamon decise di provare a bussare. La porta si aprì, apparentemente da sola. Kamon non entrò, ma poté vedere che l'altra stanza era piccola e buia. In un'angolo, appoggiato al muro c'era quello che pensava essere il capopalestra, poco visibile nell'oscurità.

«Tu sei Kamon, giusto?» chiese. La sua voce era perfettamente neutra.

«Come sai il mio nome?» chiese Kamon di rimando.

«Telepatia» rispose lui «Quando si allenano Psico-Pokémon, si può sviluppare qualche limitato potere mentale. Telepatia, telecinesi, cose così. Sì, sono io il capopalestra, come stavi pensando. Vuoi la tua medaglia, vero? Cominciamo subito, allora».

Kamon non sapeva cosa rispondere. La figura avanzò nell'ombra ed entrò nel locale del ring.

To be continued...

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Veramente bello... però non puoi lasciarci così sulle spine -.-

Sono troppo curioso!!

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Veramente bello... però non puoi lasciarci così sulle spine -.-

Sono troppo curioso!!

già già anch'io sono curioso

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Wow... Ho letto solo ora la fic... Intrigante, mi piace!

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Mi piace molto, aspetto il continuo -.-

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Incredibile! Dopo soli dieci giorni ho già ripreso a scrivere! Ecco la prima parte del terzo capitolo...non è ancora completo, ma comincio lo stesso a pubblicarlo...

Capitolo 3 – Lo scontro

In un primo momento, Kamon rimase stupito. Come capopalestra di Sunshine si sarebbe aspettato qualcuno di molto diverso...quello che aveva davanti era un ragazzo con pressappoco la sua età, con capelli biondi acconciati esattamente come quelli del Campione Ash Ketchum, e occhi di un verde molto chiaro. Indossava una maglietta blu scuro e un paio di pantaloni neri. Era molto pallido, come se non fosse mai uscito alla luce del sole...e date le condizionì della sua camera, forse era proprio così.

«Tu...tu sei il capopalestra?» chiese, con voce leggermente tremolante.

«Te l'ho appena detto» rispose lui, apparentemente seccato dalla domanda. «Il mio nome è Jeff» continuò. «Volevi lottare, se non ricordo male...»

Kamon annuì.

«Bene...puoi usare tre Pokémon. Va' dall'altra parte del campo...iniziamo subito».

Kamon attraversò il campo, posizionandosi davanti alla porta, e si preparò allo scontro.

«Cominciamo...e vinca il migliore» disse Jeff. Una strana luce cominciò a brillargli negli occhi.

Con grande stupore di Kamon, una Pokéball si staccò dalla cintura del Capo e rimase sollevata a mezz'aria davanti al suo sguardo gelido. Dopo pochi secondi, si aprì, liberando un lampo di luce rossa. In pochi secondi si materializzò un piccolo Pokémon, simile ad un gatto viola con la coda biforcuta.

“Un Espeon...” pensò Kamon “Non dovrebbe essere troppo difficile...”. Prese una Pokéball dalla cintura, la massimizzò e la lanciò.

«Vai, Sneasel!»

Il piccolo Pokémon apparve davanti a lui. Osservò attentamente il suo avversario, e sorrise, lisciandosi gli artigli. Solo un Espeon...non sarebbe stata una battaglia lunga...

«Sneasel, comincia con una Danza Spada» ordinò Kamon. Sneasel cominciò a muoversi in modo strano, piroettando e agitandosi, ma soprattutto concentrandosi per potenziare i propri attacchi. Spiccò un balzo e atterrò con violenza pochi metri davanti al suo avversario, con un'espressione minacciosa in volto. Espeon rimaneva impassibile.

«Davvero un bello spettacolo» commentò Jeff, con aria sarcastica «Espeon, Introforza».

Espeon chiuse gli occhi. La gemma sulla sua fronte cominciò a illuminarsi sempre di più, raccogliendo energia, finché non rilasciò il colpo. Inizialmente una semplice sfera di energia, l'Introforza di Espeon si tramutò in una palla di fuoco che investì in pieno Sneasel, scaraventandolo dall'altra parte del campo.

«Un attacco di fuoco...» sussurrò Kamon, spiazzato. Il fuoco era una delle poche debolezze di Sneasel...doveva sconfiggere quell'Espeon al più presto.

«Sneasel, attaccalo con una Palla Ombra» ordinò. Sneasel alzò le braccia sopra la testa, preparando l'attacco. Una sfera di oscurità si formò tra le punte dei suoi artigli, e il piccolo Pokémon cominciò a correre verso Espeon. Voleva essere il più vicino possibile al suo avversario...doveva colpirlo...

Sneasel lanciò la Palla Ombra. Espeon rimaneva impassibile come il suo allenatore, aspettando l'arrivo dell'attacco.

«Espeon...ora» ordinò Jeff, con voce gelida. Pochi istanti prima di essere colpito, il suo Pokémon scomparve.

Sneasel si guardò intorno, stupita. Aveva mirato bene...dov'era finito il suo avversario? Non riusciva a capire...improvvisamente, Espeon riapparve alle sue spalle.

«Sneasel, attenta!» gridò Kamon.

Troppo tardi. Sneasel si voltò, solo per essere investita in piena faccia da un attacco Comete di Espeon. Resistette, e riuscì a colpire il suo avversario con una potente Lacerazione. Il Pokémon psico reagì istintivamente con uno Psicoraggio, che prevedibilmente non danneggiò minimamente Sneasel. Poi scomparve di nuovo.

«Fa' attenzione...» sussurrò Kamon «Potrebbe riapparire dovunque...»

Memore del precedente attacco, Sneasel chiuse gli occhi e si concentrò, pronta a cogliere ogni minimo movimento. Ma non servì. Espeon si materializzò pochi metri sopra di lei, e la investì con un'altra Introforza. Poi si teletrasportò di nuovo davanti al suo allenatore, con lo stesso aspetto impassibile di poco prima. Sneasel era esausta.

«Non importa, Sneasel» disse Kamon con aria sconfitta «Hai fatto comunque un buon lavoro».

Sneasel abbozzò un sorriso, mentre il suo allenatore tirava fuori la sua Pokéball e la richiamava.

«Uno a zero» commentò Jeff, con voce neutra.

Kamon cominciò a pensare...il suo miglior baluardo contro gli psico era sconfitto...cosa poteva fare? Preferiva non mandare in campo Typhlosion e Raichu...questo era solo il primo Pokémon, quali sarebbero stati i prossimi? Decise di ripiegare su una strategia difensiva ma efficace.

«Vai, Shelgon!»

Questa volta, dalla sua Pokéball si materializzò un Pokémon tondeggiante, simile a una grossa conchiglia bianca, con corte zampe grigie e due sinistri occhi gialli che brillavano all'interno del guscio. Era grande quasi due metri...molto per uno Shelgon...un qualsiasi allenatore esperto ne avrebbe dedotto che era sul punto di evolversi...

«Uno Shelgon...» commentò Jeff «Sembra ben allenato. Un bel lavoro, Kamon».

«Grazie» replicò il ragazzo «E ora te ne renderai conto da solo. Shelgon, Focalenergia».

Shelgon chiuse gli occhi e cominciò a concentrarsi. Le placche che lo ricoprivano cominciarono a scaldarsi e a emetter fumo, mentre piccole scariche di energia le precorrevano.

«Espeon, sai cosa fare» disse Jeff. Espeon cominciò a correre verso il suo avversario, e mentre correva lanciò uno Psicoraggio che centrò in pieno il foro del suo guscio. Shelgon riaprì gli occhi, con uno sguardo carico d'ira al massimo. Senza preavviso, lanciò una fiammata bluastra che investì Espeon, continuando per vari secondi. Quando il Dragospiro terminò, il Pokémon psico si reggeva in piedi a fatica. Tentando un'ultima mossa, si teletrasportò sopra il suo avversario e preparò un altro Psicoraggio. Shelgon fu più veloce, e colpì Espeon con un altro potente Dragospiro. Espeon fu scagliato dall'altra parte del campo, davanti al suo allenatore. Era completamente esausto. Jeff lo richiamò senza commenti.

«Una tecnica potente» commentò «quasi crudele».

Kamon non sapeva cosa rispondere. Lui era crudele? Jeff sembrava un blocco di ghiaccio...ma il filo dei suoi pensieri si interruppe quando si accorse cosa stava succedendo a Shelgon. Il Pokémon aveva cominciato a illuminarsi sempre di più, fino ad essere totalmente avvolto in una cappa di luce bianca. Il suo guscio si assottigliò, la sua testa e la sua coda ne uscirono, le sue zampe crebbero di dimensioni, e due grandi ali gli spuntarono dal dorso. Quando la luce svanì, Shelgon si era finalmente evoluto...il dragone blu si guardò, prima di spiccare il volo e di fare un giro della Palestra, ruggendo felice.

«Salamence...» sussurrò Kamon.

Il dragone atterrò davanti a lui, sorridendo. Poi si voltò verso Jeff, guardandolo con aria di sfida...

Continua...

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Wiiii è bellissima 'sta fic -.-

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-.-:argh:; -.-;);_;:argh:;_; ;_; ;_;; :P-.-;_; ;_; -.- -.- :love:http://s5.bitefight.it/c.php?http://s5.bitefight.it/c.php?uid=46303uid=46303

giusto la tua è un'ottima idea

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Che bella *___*

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giusto la tua è un'ottima idea
Quale idea?

Comunque...capitolo 3, seconda parte...

«Aspettava di evolversi da molto tempo» disse Jeff, con la sua solita voce neutra «È molto carico, ora...gli sembra di essere invincibile...ma non sarà così...»

Salamence grugnì, con un'espressione quasi disgustata.

«È la tua mente a dirlo, dragone» continuò il capopalestra «Ma non illuderti troppo».

Un'altra Pokéball si staccò dalla cintura di Jeff, liberando il suo occupante. Il Pokémon aveva l'aspetto di un grosso cane bianco dal pelo lungo e dalle zampe artigliate. Il suo volto era scuro, e da un lato della testa spuntava un'appendice simile a una falce. Un Absol, Kamon lo sapeva. Ma quell'Absol aveva qualcosa di strano...

Normalmente, il viso, gli artigli e la coda degli Absol sono blu scuro o neri, a seconda dell'esemplare. Il pelo degli Shiny ha una colorazione rossastra. Quell'Absol non era certo uno Shiny, ma il suo colore era comunque anomalo. Le parti del suo corpo che avrebbero dovuto essere scure erano invece colorate di un grigio abbastanza chiaro, e i suoi occhi, rossi in un esemplare normale, erano di un colore azzurro profondo. Il suo pelo era bianchissimo, più di un manto di neve fresca. Il suo aspetto era solenne, ed incuteva timore in un modo diverso da quello dei normali Absol...Kamon non aveva mai visto Suicune dal vivo, ma era certo che sarebbe stato molto simile...

«Hai capito, Kamon» disse Jeff «Absol non è un Pokémon normale. Ed è stato scacciato dai suoi simili proprio per questo. Hai mai sentito parlare dei Pokémon Light?»

Poco, ma ne aveva sentito parlare. Quando un Pokémon si evolve, può capitare, a sconda della sua personalità e di come è stato trattato dal suo allenatore, che la sua parte luminosa o oscura prenda il sopravvento, dando origine a un Pokémon Light, eccezionalmente benevolo, o a un Pokémon Dark, eccezionalmente malvagio. Absol non era un Pokémon evoluto, ma il concetto era lo stesso...

«Ha qualche effetto particolare?» domandò Kamon.

«Niente che possa interessarti ora» rispose Jeff, freddo «Ora, cominciamo. Absol, preparati».

Absol chiuse gli occhi, concentrandosi. Dopo qualche secondo, li riaprì. Sembrava che la sua manovra non avesse sortito alcun effetto...

“Forse ha fallito” pensò Kamon «Salamence, colpiscilo con un attacco d'ala!»

Il dragone si sollevò in volo, aprì le ali al massimo e planò verso il suo avversario. Stava per colpirlo, quando Absol spiccò un grande balzo, evitandolo. Mentre era ancora in aria, si voltò verso Salamence ed eseguì un rapidissimo movimento della testa. La lama sulla sua testa sprigionò una forte corrente d'aria, che investì il dragone in pieno petto, con gli stessi effetti di un taglio. Un attacco Ventagliente...Salamence si schiantò a terra, ma si rialzò in tempo per evitare che il suo avversario gli atterrasse addosso. Riuscì ad afferrare Absol e a colpirlo con un Lanciafiamme. Il Pokémon Light balzò via nuovamente, e cercò di colpire il dragone con un altro Ventagliente. Ma ormai Salamence conosceva il trucco, e riuscì ad evitarlo.

«Salamence, cerca di bloccarlo con un Dragospiro» ordinò Kamon.

Il dragone lanciò una fiammata bluastra verso il suo avversario, mancandolo. Absol era troppo agile e veloce per essere colpito così...continuava a lanciare Ventaglienti, destreggiandosi tra gli attacchi infuocati di Salamence. Ma non poteva sfuggirlo per sempre...un Dragospiro lo colpì in pieno, facendolo cadere a terra. Absol si rialzò a fatica, solo per trovarsi davanti il suo avversario, con un'espressione trionfante. Una testata di Salamence bastò a sconfiggerlo.

«Pare che il secondo round sia mio» commentò Kamon, soddisfatto.

«Non conosci quel vecchio proverbio, Kamon?» ribatté Jeff, con aria sarcastica «L'apparenza inganna».

Salamence, tutto preso dal pavoneggiarsi per la sua vittoria, non si accorse della sfera di luce che si stava formando dove Absol era apparso, qualche minuto prima...quando si rese conto che qualcosa di strano era nell'aria, l'attacco lo aveva già colpito. Crollò a terra anche lui, esausto. Kamon lo guardò sbalordito.

«...un Destinobbligato?» chiese con voce tremolante.

«Una Divinazione» rispose Jeff «L'unico attacco propriamente psichico che Absol è in grado di imparare. Lo ha lanciato appena sceso in campo. Il mio ordine di prepararsi non era per il Ventagliente, ma per questo».

Richiamò il suo Pokémon, e Kamon fece altrettanto.

«L'apparenza inganna» ripeté Jeff «E ora, l'ultimo round».

Continua...

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Meraviglioso!!!!!! -.-

L'incontro è scritto in una maniera particolarmente coinvolgente... commuovente come mi sia piaciuta 'sta parte ;);

Continua così miaspetto sempre meglio!!!

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Bella sta fic Mens!

Continua così!

Sn trooooooooooppppppo curioso di sapere il seguito! -.-;):P:argh:;_;-.-;_; ;_; -.- -.- -.-;_;:argh:;_;;

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... Quando ho letto la descrizione di Absol, ho pensato ad un albino! Bella, comunque, come sempre!

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E' stata fantastica... aspetto impazientemente il continuo. Sei troppo bravo -.-;

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Bellissima quest'ultima puntata,complimenti

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Molto bella l'idea del Pokémon Light, Absol. Complimenti -.-

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Capitolo 3, terza e ultima parte...

Una terza Pokéball si sollevò dalla cintura del capo, e si aprì, rilasciando il Pokémon in essa contenuto. Kamon gli diede un'occhiata, e quasi rimase a bocca aperta, sbalordito...si sarebbe aspettato un Alakazam, un Exeggutor, un Hypno o qualcosa di simile...ma non quello.

Il terzo Pokémon di Jeff aveva una vaga rassomiglianza con un ippopotamo bipede, di colore rosa scuro, con una grande conchiglia a spirale attaccata alla coda. Uno Slowbro. Non ne aveva visti molti, e i pochi che aveva affrontato, nonostante abbastanza resistenti, erano lenti e goffi, ed erano stati sconfitti con relativa facilità. Gli sembrava strano che un allenatore ne tenesse uno come migliore riserva...

Meglio per lui. Sarebbe stata una battaglia veloce. Sapeva già cosa fare: prese la Pokéball di Raichu dalla cintura e la lanciò. Il piccolo topo elettrico guardò il suo avversario, e sorrise, mentre piccole scintille cominciarono a sprizzargli dalle gote.

«Comincia con un Fulmine, Raichu» ordinò Kamon.

La coda a forma di fulmine di Raichu si alzò, cominciando a caricare energia. Dopo pochi secondi, il Pokémon rilasciò l'attacco. Ma la potente scarica non raggiunse il suo bersaglio: si schiantò contro qualcosa di invisibile pochi metri prima di colpire Slowbro.

«Ma...cosa...?» balbettò Kamon, stupito.

«Schermo di Luce» disse Jeff, con voce neutra «Una normalissima tecnica psichica. Slowbro, bloccalo».

Slowbro chiuse gli occhi, e cominciò a raccogliere le energie. Rimase così per quasi un minuto: se Kamon non avesse riconosciuto gli effetti di un Calmamente, lo avrebbe detto addormentato. Ma cosa intendeva Jeff con “bloccalo”? Un Calmamente non aveva effetti sull'avversario...

Slowbro riaprì gli occhi, ora illuminati da una sinistra luce azzurra. Raichu ebbe un tremito, ma dopo pochi secondi si riscosse. Qualunque attacco Slowbro avesse usato, sembrava fallito. Ma Kamon aveva imparato a stare in guardia, dopo il brutto tiro di Absol...

«Raichu, avvicinati di più, e lancia un altro Fulmine» ordinò, anche se poco convinto.

Il topo elettrico corse verso il suo avversario, che sembrava non accorgersi nemmeno della sua presenza, e gli avvolse intorno la coda, pronto a scaricare su di lui il suo attacco più potente.

Chiuse gli occhi e si concentrò per caricare un Fulmine. Ma nemmeno la più piccola scintilla si formò sulla sua coda, né Slowbro sembrò accorgersi di nulla. Raichu guardò il suo avversario, perplesso.

«Ma cosa...» cominciò a domandare Kamon. Poi si batté la mano sulla fronte: «Un Inibitore!»

«Esatto» rispose Jeff, freddo «Il tuo Raichu non potrà più utilizzare il suo Fulmine per un bel po'. Slowbro, attacca. Ora».

Gli occhi di Slowbro cominciarono di nuovo a brillare. Improvvisamente, un lampo di energia violacea scaturì dal centro della sua fronte, investendo in pieno Raichu e liberando il Pokémon psichico dalla stretta del suo avversario. Raichu si rialzò prontamente, e schizzò via appena in tempo per evitare un altro Psichico di Slowbro.

«Raichu, cerca di disorientarlo con un Doppioteam!» gridò Kamon.

Il topo elettrico cominciò a correre in circolo intorno al suo avversario, talmente veloce da sembrare moltiplicato. Slowbro avrebbe anche potuto individuarlo con i suoi poteri psichici, ma non sarebbe stato mai abbastanza veloce da colpirlo con precisione...

«Ingegnoso, ma inutile» commentò Jeff «Slowbro, Terremoto».

Slowbro sollevò la sua enorme coda di qualche centimetro, per poi farla ricadere a terra, con una spinta mentale supplementare. Onde sismiche si propagarono dal punto d'impatto, diffondendosi intorno al Pokémon psichico. Raichu non si accorse abbastanza in fretta di quello che stava succedendo, troppo preso dal correre velocemente per mantenere l'illusione del Doppioteam. Quando il Terremoto lo investì, un solo Raichu rimase visibile, saltellando per cercare di limitare i danni dell'attacco avversario. Ora doveva stare fermo...abbastanza fermo perché Slowbro potesse colpirlo.

Un ultimo Psichico servì ad esaurire tutte le sue energie. Il topo elettrico fu scagliato a terra di fronte al suo allenatore. Durante tutta la battaglia, Slowbro non si era praticamente mosso, ed era riuscito ad evitare ogni danno...Kamon non avrebbe mai avuto idea che uno stupido, lento Slowbro potesse essere in grado di sconfiggere il suo allenatissimo e velocissimo Raichu rimanendo illeso...

Richiamò il suo Pokémon, sconfitto. Jeff non fece altrettanto. Avanzò verso di lui, passando a fianco di Slowbro, che si avviò goffamente dietro al suo allenatore.

«Un'ottima battaglia, Kamon» disse, con una voce un po' meno fredda del solito «I tuoi Pokémon sono allenati molto bene. Ma forse non abbastanza...».

«Già...» ribatté Kamon. Cosa doveva dire?

«La prossima volta potrà andare meglio. Conosci le mie strategie, puoi adattare le tue di conseguenza» continuò il Capopalestra «Perché tu vuoi riprovare, giusto?»

Kamon trattenne a stento uno sguardo di traverso rivolto al capo. Maledetta telepatia...

«Già...» ripeté «hai ragione...»

«Bene. Ora scusa, ma devo andare» disse Jeff, cominciando a massaggiarsi la fronte.

Si voltò, seguito da Slowbro, e si avviò verso la porta della sua stanza. Kamon lo guardò aprire la porta, scomparire nell'oscurità e richiuderla. Rimase lì qualche minuto, prima di lasciare la Palestra e di avviarsi verso il Centro per curare i propri Pokémon...

Jeff aveva ragione. Lo avrebbe risfidato presto...

To be continued...

Non aspettatevi il capitolo 4 troppo presto, devo ancora decidere qualche elemento della trama...

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Ma non mi può finire così! -.-; Attendo comunque...

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Bellissima questa fic Mens ed oraq capito perchè si chiama "The LIGHTning Match"

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Bellissima questa fic Mens ed oraq capito perchè si chiama "The LIGHTning Match"

Veramente quello è solo un caso...l'idea di Light Absol risale a meno di un mese fa, mentre il concetto originale della fic è molto più vecchio. Lightning significa fulmine, e si riferisce alla forma della medaglia della Palestra, che descriverò bene alla fine della fic, ovvero nel capitolo 5-6-7, devo ancora decidere.

Ora non spaventatevi...questa fic non avrà più di 7 capitoli, ma la serie sarà molto più lunga...

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Veramente bella attendo con impazienza il continuo

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