Shadow Wind

Essere se stessi

48 risposte in questa discussione

(modificato)

Mi ritrovo spesso a pensare come sarei se fossi veramente me stesso, ma è probabilme impossibile nella nostra società, su Yhaoo Answer ho trovato una domanda ed una risposta abbastanza interessanti:

Perchè è così difficile essere se stessi?

perchè sembra sempre che per essere se stessi, a questo mondo, bisogna pagare lo scotto di essere visti come persone strane, per non dire a volte quasi pazzi?

perchè per essere invece parte del mondo bisogna rinunciare a qualcosa di se stessi e conformarsi?

perchè l'essere diversi, e diversi intendo unici e quindi diversi dalla massa, fa paura e spinge le persone ad allontanare il diverso???

Risposta:Buongiorno, essere realmente se stessi in una società, che ci vorrebbe tutti uguali non è facile. Bisognerebbe avere il coraggio di non conformarsi, di difendere i propri ideali senza paura di essere messi da parte. Ma la realtà è purtroppo un ' altra, siamo costretti ad indossare maschere che ci nascondono, alla fine, solo da noi stessi. Magari siamo costretti a limitare il nostro vero io, per essere parte integrante di qualcosa e allora, siamo realmente noi quelli che percorrono la strada di un 'esistenza tracciata da altri? Un tempo pensavo che non sarei mai sceso a compromessi con me stesso, per essere integrato in questa realtà, ma il confronto, soprattutto quando cresci, diviene inevitabile e continuare a combattere sapendo che anche una ipotetica vittoria, ti porterà solo ad essere ancora piu' lontano dai tuoi simili, non è confortante. Io ho cercato di essere me stesso, almeno con le persone a cui tengo di piu', pero' mi sono accorto che anche a loro, alla fine devo regalare un po' di ipocrisia. E' triste ammetterlo, soprattutto per me, ma sono realmente me stesso solo nella mia solitudine interiore, ove non ho bisogno di maschere. Comunque bella domanda.

Discuss.

Modificato da Shadow Wind
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vi fate troppi problemi o.o 

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Per cosa? (Altro problema...)

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farsi queste domande...

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Invece mi sembra abbastanza interessante il tema. Metti che faccio qualcosa che so per certo essere una cosa che i miei coetanei non fanno e che ritengono assolutamente stupido. Pensi che io sia invogliato a fare tale cosa? (anche se potrebbe essere fortemente produttiva/utile/formativa/artistica/ecc.).

Altra situazione: ho degli interessi particolari, roba da sfigati magari, e magari anche qualcun'altro è interessato alle mie stesse cose, ma ne io ne lui ci mostriamo interessati alla cosa precedentemente detta; questo perché temiamo di essere emarginati e bla bla bla.

Ultimo caso che mi viene in mente è l'auto censura, non dire/fare qualcosa solo perché si pensa che potrebbere generare situazioni scomode.

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Domanda interessante, nessuno di noi può dire di essere se stesso, poiché tutti abbiamo sempre un istinto nel conformarsi e entriamo in uno stato di panico (che può variare da persona a persona) il quale spinge la persona in una società più uniforme e conformista. Lo devo ammettere, anch'io non riesco proprio ad essere me stesso, neanche con le persone più vicine. Secondo me però, essere se stessi sarebbe anche un segno negativo, poiché potrebbe essere un "segnale" per dare il via ad un mondo in cui ognuno può fare quello che vuole. Una società più libera, certo, ma anche troppo...

E quini ci sarebbero due scelte: una società conformata, dove tutti si attengono alle stesse regole, ma dove ognuno perde personalità, e una società distopica, in un mondo dove le regole non esisteranno più e ognuno potrà ciò che gli pare e piace, ma dove sono tutti l'uno diverso dall'altro.

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Io sono sempre me stesso. Se la gente ti emargina sono problemi loro, non sono di certo io a farmi pippe mentali perchè questo/quello non piace a questi/quelli.

Risultato? Pochi amici, ma buoni e sinceri. O mi ami o mi odi, io la penso così.

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Molto spesso si vuole essere se stessi in compagnia degli altri, o perchè ci si stanca di indossare una maschera (che magari non ci piace indossare), o perchè semplicemente si sente questo bisogno. 

Essere se stessi è difficile, perchè bisogna conoscerci molto bene. Se non so chi sono, come posso mostrare il mio vero io agli altri? 

Poniamo però il caso che io mi conosca e sappia chi sono veramente. Anche affermando questa ipotesi, non è detto che i miei gusti, o i miei atteggiamenti siano conformi alla società attuale. Ad esempio, so che mi piace studiare e che storia è la mia materia preferita. Una persona con questo ideale magari viene etichettata subito come secchiona, quindi viene emarginata e considerata soltanto durante i compiti in classe per i suggerimenti. Quindi questa persona cosa fa? Non studia sempre, ma lo fa solo negli ultimi mesi per non essere bocciata, in questo modo viene meglio accettata dalla società. Magari è un po' enfatizzata, ma è una situazione che spesso si verifica.

Oppure, se io amo gli anime e i manga, ma le mie amiche pensano solo a cose come ragazzi-cinema-musica-shopping, non posso essere me stessa e parlare di questo mio lato perchè so che loro lo disapprovano, e in questo modo sarei emarginata. Per evitarlo, nascondo il mio vero io e mi occupo solo degli interessi comuni, che mi permettono di essere accettata. 

Il prezzo da pagare magari può essere un costante disagio, il sentirsi fuori posto, una voglia matta di mollare tutto e fare quello che ci dice il cervello. 

Credo che sarebbe più facile liberare qualche lato di se (non dico tutti, immagino sia troppo) se le persone fossero più disposte ad accettare gli altri per quello che sono. E da qui nasce il discorso dell'autocensura, che come dice Shadow Wind scaturisce dall'idea che dire determinate cose causi situazioni scomode.

Qualcosa del genere è capitato a tutti, tanto che a volte ci si crea una maschera da mostrare agli altri che finiamo per accettare come la vera espressione di noi stessi.

Io, per quel che mi riguarda, non posso essere me stessa con tutte le persona che fanno parte della mia vita per alcuni miei motivi personali, e ammetto che a volte è frustrante ma purtroppo devo conviverci. Però non mi vergogno di mostrare i miei veri gusti, è una libertà che mi sono concessa e che non mi fa sentire sempre a mio agio, ma credo mi faccia stare meglio.

Trovo questa discussione molto interessante, potrei parlarne per ore :)

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E da qui nasce il discorso dell'autocensura, che come dice Shadow Wind scaturisce dall'idea che dire determinate cose causi situazioni scomode.

Qualcosa del genere è capitato a tutti, tanto che a volte ci si crea una maschera da mostrare agli altri che finiamo per accettare come la vera espressione di noi stessi.

Sei stata capace di riassumere la mia intera vita... In sole due frasi, wow  ;)

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Quello che voi intendete come essere sé stessi, io lo vedo più come ciò che si vorrebbe essere, ma che in realtà non si è.

E' tosta da ammettere, ma non è che perché una persona è timida allora non riesce ad essere sé stessa, semplicemente... è una persona timida.

 

E in secondo luogo, non vedo la necessità di forzare negli altri i propri interessi non condivisi. Se so che al 90% della gente con cui esco non interessa parlare di Pokémon, semplicemente evito l'argomento, riservandomi di parlarne con chi lo apprezza. Questo non vuol dire che tutti gli altri non sappiano di questo lato della mia persona, che finga di non giocarci per vergogna, o che non mi sfugga mai il riferimento nerd, ma sicuramente avere altri argomenti di conversazione, più o meno vari, è la chiave per poter stare insieme.

Se qualcuno vi prende in giro perché giocate a Pokémon, probabilmente è un idiota, se qualcuno vi prende in giro perché parlate solo di Pokémon... è giunto il momento di farsi qualche domanda (oppure accettare di non avere chissà quanti amici sempre pronti a parlarne).

 

Anche senza fingere di avere interessi che non si hanno, già solo allargando un po' gli orizzonti e condividendo le proprie esperienze con gli altri, si può arrivare ad essere soddisfatti delle proprie relazioni personali. L'amicizia nasce spesso come un compromesso fra ciò che vorremmo noi, e ciò che invece si aspettano gli altri, poi se tutto va bene di solito si sviluppa interesse reciproco. Parlo di quello che mi piace, ascolto quello che piace agli altri, e da questo scambio si cresce come individui.

In questo modo la propria identità non viene solo mantenuta, ma ha occasione di svilupparsi e maturare.

 

 

 

Per approfondire, guardatevi Evangelion.

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Quello che voi intendete come essere sé stessi, io lo vedo più come ciò che si vorrebbe essere, ma che in realtà non si è.

E' tosta da ammettere, ma non è che perché una persona è timida allora non riesce ad essere sé stessa, semplicemente... è una persona timida.

E in secondo luogo, non vedo la necessità di forzare negli altri i propri interessi non condivisi. Se so che al 90% della gente con cui esco non interessa parlare di Pokémon, semplicemente evito l'argomento, riservandomi di parlarne con chi lo apprezza. Questo non vuol dire che tutti gli altri non sappiano di questo lato della mia persona, che finga di non giocarci per vergogna, o che non mi sfugga mai il riferimento nerd, ma sicuramente avere altri argomenti di conversazione, più o meno vari, è la chiave per poter stare insieme.

Se qualcuno vi prende in giro perché giocate a Pokémon, probabilmente è un idiota, se qualcuno vi prende in giro perché parlate solo di Pokémon... è giunto il momento di farsi qualche domanda (oppure accettare di non avere chissà quanti amici sempre pronti a parlarne).

Anche senza fingere di avere interessi che non si hanno, già solo allargando un po' gli orizzonti e condividendo le proprie esperienze con gli altri, si può arrivare ad essere soddisfatti delle proprie relazioni personali. L'amicizia nasce spesso come un compromesso fra ciò che vorremmo noi, e ciò che invece si aspettano gli altri, poi se tutto va bene di solito si sviluppa interesse reciproco. Parlo di quello che mi piace, ascolto quello che piace agli altri, e da questo scambio si cresce come individui.

In questo modo la propria identità non viene solo mantenuta, ma ha occasione di svilupparsi e maturare.

Per approfondire, guardatevi Evangelion.

No, infatti il mio argomento è riferito puramente agli interessi personali e non alla persona per come è caratterialmente.

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(modificato)

Secondo me però, essere se stessi sarebbe anche un segno negativo, poiché potrebbe essere un "segnale" per dare il via ad un mondo in cui ognuno può fare quello che vuole. Una società più libera, certo, ma anche troppo...

E quini ci sarebbero due scelte: una società conformata, dove tutti si attengono alle stesse regole, ma dove ognuno perde personalità, e una società distopica, in un mondo dove le regole non esisteranno più e ognuno potrà ciò che gli pare e piace, ma dove sono tutti l'uno diverso dall'altro.

 

Perchè proprio due scelte? Non siamo abbastanza umani da creare un compromesso? Dov'è finita l'empatia che ci ha permesso di creare i sentimenti che ci distingue dall'essere animali?

Dai un'occhiata a Facebook: era nato per condividere la propria personalità dai nostri amici più stretti a conoscenti lontani, e ora ci ritroviamo con un social network che rende le persone stupide con i "mi piace". Non siamo abbastanza coraggiosi da mettere la nostra opinione in quel commento, non mettiamo parole sulla politica, non abbiamo iniziative per creare imprese, non ci impegnamo a scuola... tutto questo perchè non lo fanno nemmeno gli altri. D'altra parte la gente che si vuole fare sentire o è troppo estremista (ragazzi con ideologie stupide) o non viene ascoltata (ragazzi con grandi ideali). Alla gente non conviene riflettere, la personalità la possono ricopiare dai personaggi della TV e fa più figo.

Qualche anno fa ero me stesso ovunque, ma i miei amici mi credevano un po' pazzo e i miei genitori stupido (anche con una media dell'8), ora cerco sempre di coprire quello che non piace di me, tutti mi aprezzano ma io odio questa maschera.

Modificato da Silez
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Quello che voi intendete come essere sé stessi, io lo vedo più come ciò che si vorrebbe essere, ma che in realtà non si è.

E' tosta da ammettere, ma non è che perché una persona è timida allora non riesce ad essere sé stessa, semplicemente... è una persona timida.

 

E in secondo luogo, non vedo la necessità di forzare negli altri i propri interessi non condivisi. Se so che al 90% della gente con cui esco non interessa parlare di Pokémon, semplicemente evito l'argomento, riservandomi di parlarne con chi lo apprezza. Questo non vuol dire che tutti gli altri non sappiano di questo lato della mia persona, che finga di non giocarci per vergogna, o che non mi sfugga mai il riferimento nerd, ma sicuramente avere altri argomenti di conversazione, più o meno vari, è la chiave per poter stare insieme.

Se qualcuno vi prende in giro perché giocate a Pokémon, probabilmente è un idiota, se qualcuno vi prende in giro perché parlate solo di Pokémon... è giunto il momento di farsi qualche domanda (oppure accettare di non avere chissà quanti amici sempre pronti a parlarne).

 

Anche senza fingere di avere interessi che non si hanno, già solo allargando un po' gli orizzonti e condividendo le proprie esperienze con gli altri, si può arrivare ad essere soddisfatti delle proprie relazioni personali. L'amicizia nasce spesso come un compromesso fra ciò che vorremmo noi, e ciò che invece si aspettano gli altri, poi se tutto va bene di solito si sviluppa interesse reciproco. Parlo di quello che mi piace, ascolto quello che piace agli altri, e da questo scambio si cresce come individui.

In questo modo la propria identità non viene solo mantenuta, ma ha occasione di svilupparsi e maturare.

 

 

 

Per approfondire, guardatevi Evangelion.

Lo stavo per consigliare io Evangelion hahaha
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Quello che voi intendete come essere sé stessi, io lo vedo più come ciò che si vorrebbe essere, ma che in realtà non si è.

E' tosta da ammettere, ma non è che perché una persona è timida allora non riesce ad essere sé stessa, semplicemente... è una persona timida.

No.

Premetto che tutto ciò che dirò è basato su esperienze perosnali ed è il punto di vista di una persona estremamente timida ma che non lo dimostra affatto.

La timidezza IMO, è forse l'unica cosa che può bloccare una persona ad essere se stessi. Quante volte mi è capitato di non fare una cosa che avrei voluto fare o peggio ancora fare una cosa che non avrei voluto fare per colpa della timidezza. Diciamocelo, è ciò che si fa, a determinare chi siamo. E in realtà smentisco anche la tua prima frase (anche se è un'opinione personale). Io sono una persona che non esce quasi mai,  vorrei tanto essere una persona che esce (considerando il fatto che ho parecchi amici e amiche) ma io sono così. So perfettamente che nel mio caso essere me stessi significa stare a scrivere qui e stare con la mia famiglia, e non putroppo uscire e cazzeggiare con gli amici, cosa che vorrei tanto fare.

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Invece mi sembra abbastanza interessante il tema. Metti che faccio qualcosa che so per certo essere una cosa che i miei coetanei non fanno e che ritengono assolutamente stupido. Pensi che io sia invogliato a fare tale cosa? (anche se potrebbe essere fortemente produttiva/utile/formativa/artistica/ecc.).

Altra situazione: ho degli interessi particolari, roba da sfigati magari, e magari anche qualcun'altro è interessato alle mie stesse cose, ma ne io ne lui ci mostriamo interessati alla cosa precedentemente detta; questo perché temiamo di essere emarginati e bla bla bla.

Ultimo caso che mi viene in mente è l'auto censura, non dire/fare qualcosa solo perché si pensa che potrebbere generare situazioni scomode.

io sto in classe con uno che va pazzo per i pokemon almeno quanto me, ma siccome non abbiamo il coraggio di parlarne apertamente ci sentiamo poco e non abbiamo mai fatto uno scambio ad esempio.

Essere emarginati e la cosa che tutti non vorremmo vivere, poiché non c'è nulla di peggio che sentirsi soli. (semicit scrubs)

c'é comunque chi preferisce ogni tanto trovare il tempo per sé stesso per seguire le sue passioni che non sono seguite dalla massa, il che fa di esso un nerd , che non vuol dire sfigato, ma uno che ogni tanto vuole dare pace a se stesso facendo ciò che gli garba.

Purtroppo per la società i nerd sono visti come sfigati e questo implica il seguire la massa invece che le tue passioni, il che é assurdo, perché, facendo una piccola metafora, le cose che ti piacciono ti scelgono a te e non devi essere tu a farti piacere certe cose (esempio:io odio la discoteca ma faccio intendere ai miei amici di esserci andato tante volte), é come se dovessi farti piacere un certo tipo di ragazza mentre invece ti piace un altro tipo di donzelle.

Ok é venuto un gran minestrone ma sono felice se qualcuno riesca a capire anche un solo concetto che ho espresso

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No.

Premetto che tutto ciò che dirò è basato su esperienze perosnali ed è il punto di vista di una persona estremamente timida ma che non lo dimostra affatto.

La timidezza IMO, è forse l'unica cosa che può bloccare una persona ad essere se stessi. Quante volte mi è capitato di non fare una cosa che avrei voluto fare o peggio ancora fare una cosa che non avrei voluto fare per colpa della timidezza. Diciamocelo, è ciò che si fa, a determinare chi siamo. E in realtà smentisco anche la tua prima frase (anche se è un'opinione personale). Io sono una persona che non esce quasi mai,  vorrei tanto essere una persona che esce (considerando il fatto che ho parecchi amici e amiche) ma io sono così. So perfettamente che nel mio caso essere me stessi significa stare a scrivere qui e stare con la mia famiglia, e non putroppo uscire e cazzeggiare con gli amici, cosa che vorrei tanto fare.

Non è quello che ho detto io?

La timidezza è parte del carattere che condiziona i comportamenti di una persona, ma questo non la rende diversa da ciò che è.

Siamo sempre noi stessi, sia quando è piacevole, sia quando non lo è.

 

Purtroppo per la società i nerd sono visti come sfigati e questo implica il seguire la massa invece che le tue passioni, il che é assurdo, perché, facendo una piccola metafora, le cose che ti piacciono ti scelgono a te e non devi essere tu a farti piacere certe cose (esempio:io odio la discoteca ma faccio intendere ai miei amici di esserci andato tante volte), é come se dovessi farti piacere un certo tipo di ragazza mentre invece ti piace un altro tipo di donzelle.

Questo penso sia meno sbagliato quando le circostanze ti obbligano a stare con un certo gruppo di persone, e riuscire a integrarsi è fondamentale (: a scuola).

Fuori da questo contesto cosa ti impedisce di cercare persone con cui potresti stare meglio?

E soprattutto cosa ti impedisce di contattare il tuo compagno nerd in occasioni più discrete, per poter nerdare insieme in santa pace?

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 O mi ami o mi odi, io la penso così.

E' la stessa cosa che penso anch'io, e questo, come è successo a te, mi ha portato ad avere pochi amici (ne avrò sì e no 4, tra cui Ninten <3).

Però qualunque persona della mia classe potrebbe dirmi che ho tanti amici, vedendomi parlare con tante persone ed essendo molto cercato; il fatto è che mi cercano perchè sono una di quelle persone brave a scuola che ogni tanto non hanno problemi a suggerire e a farti copiare i compiti. E ogni volta che mi vengono a cercare è solo per quello... OK siamo a scuola però! E la prova ne è il fatto che finita la scuola nessuno si è fatto più sentire nei miei confronti (OK, sono anche io che non mi faccio sentire...).

 

Su di alcuni non legherei comunque tantissimo perchè non abbiamo interessi comuni (questo non implica che non ci sia un rapporto d'amicizia, ma sicuramente avendo interessi comuni è più facile che ne nasca uno) e quindi non sapremmo come "stare" insieme. E mi scoccia perchè io sto cercando nuovi amici con cui uscire spesso, divertirci, ecc., ma non li trovo.

 

Quello che voi intendete come essere sé stessi, io lo vedo più come ciò che si vorrebbe essere, ma che in realtà non si è.

E' tosta da ammettere, ma non è che perché una persona è timida allora non riesce ad essere sé stessa, semplicemente... è una persona timida.

D'accordo con la seconda frase, io sono molto timido con le persone che non conosco e questo a volte mi impedisce di avere un rapporto immediato, quindi dopo poco tempo. Ma è vero anche che abbattuto il muro della timidezza e raggiunta una certa confidenza io sono molto aperto (forse è proprio questo il problema? Chi lo sa).

 

Non ti do ragione sulla prima invece, (darti ragione... più che altro è un mio parere personale eh) perchè io (ad esempio) vorrei essere semplicemente aperto fin da subito, ma che cosa rischio? Rischio di non piacere e di nascondere magari un lato più bello di me, quale il carattere, il modo di fare. Se parto immediatamente con i miei interessi, rischio di essere emarginato; invece io vorrei semplicemente che le persone provassero a condividere i propri interessi per conoscersi al meglio, ma ciò accade con pochi.

 

 

Scusatemi se l'ho messa molto sul piano personale, ma era per far capire al meglio i miei pensieri.

 

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Beh prima di tutto bisogna capire che i propri interessi non sono ragioni di vita, ma hobby. Passatempo. Non sono qualcosa su cui la vostra (o la mia) vita dipende. Finchè la vostra vita non dipenderà dai vostri hobby (quindi a meno che non disegnate manga professionalmente, non creiate videogiochi in una compagnia di spessore o indipendentemente OPPURE NEL MIO CASO non diventiate pro wrassler in una compagnia che vi paga per fare roba, IN GENERALE se non guadagnate soldi da ciò che amate fare), allora non dovete prendere le cose troppo seriamente e godere ciò che vi gusta. Forse il maggior problema dev'essere il trovare compagnia e amicizia con cui condividere certi hobby, ma se non avete almeno un amico fidato che non vi prenda per il culo per i vostri hobby (perchè ammetto che ALMENO il sostegno di una persona deve esserci) allora sarà il momento che voi ve ne troviate uno perchè vi aiuterà a sentirvi meglio. Welp, in sintesi, non attaccatevi troppo ai vostri hobby, vi farà sembrare come dei psicopatici.

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E' la stessa cosa che penso anch'io, e questo, come è successo a te, mi ha portato ad avere pochi amici (ne avrò sì e no 4, tra cui Ninten <3).

Però qualunque persona della mia classe potrebbe dirmi che ho tanti amici, vedendomi parlare con tante persone ed essendo molto cercato; il fatto è che mi cercano perchè sono una di quelle persone brave a scuola che ogni tanto non hanno problemi a suggerire e a farti copiare i compiti. E ogni volta che mi vengono a cercare è solo per quello... OK siamo a scuola però! E la prova ne è il fatto che finita la scuola nessuno si è fatto più sentire nei miei confronti (OK, sono anche io che non mi faccio sentire...).

 

Su di alcuni non legherei comunque tantissimo perchè non abbiamo interessi comuni (questo non implica che non ci sia un rapporto d'amicizia, ma sicuramente avendo interessi comuni è più facile che ne nasca uno) e quindi non sapremmo come "stare" insieme. E mi scoccia perchè io sto cercando nuovi amici con cui uscire spesso, divertirci, ecc., ma non li trovo.

 

D'accordo con la seconda frase, io sono molto timido con le persone che non conosco e questo a volte mi impedisce di avere un rapporto immediato, quindi dopo poco tempo. Ma è vero anche che abbattuto il muro della timidezza e raggiunta una certa confidenza io sono molto aperto (forse è proprio questo il problema? Chi lo sa).

 

Non ti do ragione sulla prima invece, (darti ragione... più che altro è un mio parere personale eh) perchè io (ad esempio) vorrei essere semplicemente aperto fin da subito, ma che cosa rischio? Rischio di non piacere e di nascondere magari un lato più bello di me, quale il carattere, il modo di fare. Se parto immediatamente con i miei interessi, rischio di essere emarginato; invece io vorrei semplicemente che le persone provassero a condividere i propri interessi per conoscersi al meglio, ma ciò accade con pochi.

 

 

Scusatemi se l'ho messa molto sul piano personale, ma era per far capire al meglio i miei pensieri.

 

È DA SETTIMANE CHE TI CHIEDO DI USCIRE E MI DICI DI NO, POI VAI A CHIEDERTI PERCHÈ NESSUNO TI CERCA

Modificato da Ninten

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1) Non mi sono lamentato.

2) 'Ste cose me le dici per MP.

3) Mi hai chiesto di uscire una volta a Mantova, di andare a prendere un gelato qualche volta od una pizza, di andare al Verona Comics (e ci andiamo). Questo è vero, ma la verità è che sono stato emarginato alle medie anche per questo motivo, perchè uscivo con te... ora sei cambiato in meglio, ma mi toccherà vederti tutti i giorni in pullman, non fraintendere sarà un piacere, ma io non voglio stare di nuovo da solo.

E non ti mettere a dire che se sei davvero mio amico dovresti fregartene ecc.

Tu ti sei abituato a stare da solo, io non voglio.

E se proprio vuoi trovare una lamentela, è quella del fatto che incontri nuova gente, ma poi non ti cercano più.

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Ultimamente ho cercato di conoscermi meglio. Mi risulta difficile, per via di una cosa che mi confonde molto a riguardo (il "motivo personale" che citavo nel precedente messaggio), ma provare non è mai costato nulla. 

Però, non la trovo una bella esperienza... o meglio, è interessante ma mi sono accorta di essere una persona profondamente distruttiva. Il mio problema sono io. Lo so, molti lo troverebbero logico, ma niente sembra difficile finchè non lo proviamo su noi stessi.

Per quel che mi riguarda sono una persona abbastanza solitaria, purtroppo a causa di esperienze spiacevoli che riguardano il mio passato, ma da sola sto bene... anche se su questo ci sarebbe molto da dire, ma andrei troppo OT. 

Ognuno è fatto a modo suo, c'è chi ad esempio non lo sopporta, e comunque la solitudine è una cosa che non consiglio. Però, "la solitudine è il peggiore dei mali" [Gaara], ed è vero, perchè nulla fa più male dell'incertezza della vicinanza di qualcun altro. Per quanto io mi basi sulla versione di Zetsu ("Quando sei triste e solo, tutto ciò su cui puoi contare è te stesso"), ammetto che anche io necessito di persone accanto a me.

E qui torniamo al punto di partenza, perchè sono io stessa a impedirmi di avvicinare le persone oltre un certo limite. Quindi, se non arrivo tardi, evitate di convincervi che "stare da solo mi eviterà di subire altre delusioni" e quella roba là, perchè uscirne è un grosso problema.

Scusate se ho parlato di me, ma questa discussione mi ha fatto nascere pesanti dubbi e una seria voglia di migliorare.

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Ultimamente ho cercato di conoscermi meglio. Mi risulta difficile, per via di una cosa che mi confonde molto a riguardo (il "motivo personale" che citavo nel precedente messaggio), ma provare non è mai costato nulla. 

Però, non la trovo una bella esperienza... o meglio, è interessante ma mi sono accorta di essere una persona profondamente distruttiva. Il mio problema sono io. Lo so, molti lo troverebbero logico, ma niente sembra difficile finchè non lo proviamo su noi stessi.

Per quel che mi riguarda sono una persona abbastanza solitaria, purtroppo a causa di esperienze spiacevoli che riguardano il mio passato, ma da sola sto bene... anche se su questo ci sarebbe molto da dire, ma andrei troppo OT. 

Ognuno è fatto a modo suo, c'è chi ad esempio non lo sopporta, e comunque la solitudine è una cosa che non consiglio. Però, "la solitudine è il peggiore dei mali" [Gaara], ed è vero, perchè nulla fa più male dell'incertezza della vicinanza di qualcun altro. Per quanto io mi basi sulla versione di Zetsu ("Quando sei triste e solo, tutto ciò su cui puoi contare è te stesso"), ammetto che anche io necessito di persone accanto a me.

E qui torniamo al punto di partenza, perchè sono io stessa a impedirmi di avvicinare le persone oltre un certo limite. Quindi, se non arrivo tardi, evitate di convincervi che "stare da solo mi eviterà di subire altre delusioni" e quella roba là, perchè uscirne è un grosso problema.

Scusate se ho parlato di me, ma questa discussione mi ha fatto nascere pesanti dubbi e una seria voglia di migliorare.

Sai, confesso di essere molto simile a te. Una parte di te ti vuole proteggere da ciò che ti è già successo e quindi ti vuole rendere felice facendoti credere che riesci a stare da sola, anzi ti piace.

L'altra però ti fa capire che magari la troppa solitudine un giorno potrebbe farti davvero male, magari ti fa anche pensare che facendo sapere agli altri che stai da sola di vedrebbero di cattivo grado e quindi ti spinge ad evadere dalla tua solitudine.

Ma magari non ci riesci e ritorni a stare sola, per via del tuo comportamento, ma la tua parte che ho descritto per prima te lo fa piacere. E riparte il circolo vizioso.

Io mi faccio piacere il tempo che passo da solo, perchè invece dovrei uscire con gente che odio e/o non condivide i miei interessi?

 

 

QUESTI RAGIONAMENTI SONO SOLO FRUTTO DI UN MIO RISPECCHIAMENTO SUL TUO MESSAGGIO PERCHè CREDO CHE TU SIA SIMILE A ME E QUINDI TI DO QUESTI CONSIGLI. SE TI DA FASTIDIO PERCHè MAGARI SEMBRI UNA PERSONA DISTURBATA MI SCUSO E CANCELLO ANCHE IL POST.

Altrimenti sono felice di aver capito come sei, e avermi fatto conoscere un po anche a me stesso.

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Sai, confesso di essere molto simile a te. Una parte di te ti vuole proteggere da ciò che ti è già successo e quindi ti vuole rendere felice facendoti credere che riesci a stare da sola, anzi ti piace.

L'altra però ti fa capire che magari la troppa solitudine un giorno potrebbe farti davvero male, magari ti fa anche pensare che facendo sapere agli altri che stai da sola di vedrebbero di cattivo grado e quindi ti spinge ad evadere dalla tua solitudine.

Ma magari non ci riesci e ritorni a stare sola, per via del tuo comportamento, ma la tua parte che ho descritto per prima te lo fa piacere. E riparte il circolo vizioso.

Io mi faccio piacere il tempo che passo da solo, perchè invece dovrei uscire con gente che odio e/o non condivide i miei interessi?

 

 

QUESTI RAGIONAMENTI SONO SOLO FRUTTO DI UN MIO RISPECCHIAMENTO SUL TUO MESSAGGIO PERCHè CREDO CHE TU SIA SIMILE A ME E QUINDI TI DO QUESTI CONSIGLI. SE TI DA FASTIDIO PERCHè MAGARI SEMBRI UNA PERSONA DISTURBATA MI SCUSO E CANCELLO ANCHE IL POST.

Altrimenti sono felice di aver capito come sei, e avermi fatto conoscere un po anche a me stesso.

A me piace il tempo che passo da sola, solo che a volte sento quel vuoto che rappresenta la mancanza di persone.

Non fraintendermi, non sono completamente sola... però eccezion fatta per una persona non mi sento troppo coinvolta con le altre, è quella parte che come dici tu mi vuole proteggere.

Credo che tu mi abbia capita abbastanza, quindi ti ringrazio per aver condiviso anche tu quella parte di te :)

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Mostrarmi in pubblico (e per "in pubblico" intendo OVUNQUE, non solo durante fiere od eventi dedicati) mentre nerdo con Pokemon/LEGO vale?

Poi vabbè, se uno per sentirsi sé stesso ha bisogno di andare in giro nudo...beh, forse qualche rotellina l'ha persa o non l'ha mai avuta.

Modificato da Manaminik-san
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Mostrarmi in pubblico (e per "in pubblico" intendo OVUNQUE, non solo durante fiere od eventi dedicati) mentre nerdo con Pokemon/LEGO vale?

 

Assolutamente si. Molta gente che conosco ti riterrebbe pazzo/bimbominchia/ritardato, cosa che ovviamente non sei (a parte forse il pazzo ;)) )

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Mostrarmi in pubblico (e per "in pubblico" intendo OVUNQUE, non solo durante fiere od eventi dedicati) mentre nerdo con Pokemon/LEGO vale?

Poi vabbè, se uno per sentirsi sé stesso ha bisogno di andare in giro nudo...beh, forse qualche rotellina l'ha persa o non l'ha mai avuta.

 

non potete battermi io ho la maglietta di Rainbow Dash... ma la cosa più bella è che ''la uso '' :yay:

riguardo ai miei gusti sono sempre sincero e se una cosa non mi piace lo dico,e non ho vergogna di mostrare cio che mi piace

Anche se per aver indossato una maglietta con i pony mi hanno preso in giro quest'anno

 

 

Beh prima di tutto bisogna capire che i propri interessi non sono ragioni di vita, ma hobby. Passatempo. Non sono qualcosa su cui la vostra (o la mia) vita dipende. Finchè la vostra vita non dipenderà dai vostri hobby (quindi a meno che non disegnate manga professionalmente, non creiate videogiochi in una compagnia di spessore o indipendentemente OPPURE NEL MIO CASO non diventiate pro wrassler in una compagnia che vi paga per fare roba, IN GENERALE se non guadagnate soldi da ciò che amate fare), allora non dovete prendere le cose troppo seriamente e godere ciò che vi gusta. Forse il maggior problema dev'essere il trovare compagnia e amicizia con cui condividere certi hobby, ma se non avete almeno un amico fidato che non vi prenda per il culo per i vostri hobby (perchè ammetto che ALMENO il sostegno di una persona deve esserci) allora sarà il momento che voi ve ne troviate uno perchè vi aiuterà a sentirvi meglio. Welp, in sintesi, non attaccatevi troppo ai vostri hobby, vi farà sembrare come dei psicopatici.

 

tempo fa parlavo tutto il tempo dei pokemon e mi hanno preso in giro quindi posso dire che One band man e jke hanno ragione,anche se lui si riferisce agli hobby ma le passioni?

 

però riguardo al comportamento con determinate persone neanche io riesco a essere me stesso o meglio non mostro alcune parti di me stesso,ad esempio con i miei genitori non sono mai serio/maturo(non scherzo)

 

 

Quello che voi intendete come essere sé stessi, io lo vedo più come ciò che si vorrebbe essere, ma che in realtà non si è.

E' tosta da ammettere, ma non è che perché una persona è timida allora non riesce ad essere sé stessa, semplicemente... è una persona timida.

 

E in secondo luogo, non vedo la necessità di forzare negli altri i propri interessi non condivisi. Se so che al 90% della gente con cui esco non interessa parlare di Pokémon, semplicemente evito l'argomento, riservandomi di parlarne con chi lo apprezza. Questo non vuol dire che tutti gli altri non sappiano di questo lato della mia persona, che finga di non giocarci per vergogna, o che non mi sfugga mai il riferimento nerd, ma sicuramente avere altri argomenti di conversazione, più o meno vari, è la chiave per poter stare insieme.

Se qualcuno vi prende in giro perché giocate a Pokémon, probabilmente è un idiota, se qualcuno vi prende in giro perché parlate solo di Pokémon... è giunto il momento di farsi qualche domanda (oppure accettare di non avere chissà quanti amici sempre pronti a parlarne).

 

Anche senza fingere di avere interessi che non si hanno, già solo allargando un po' gli orizzonti e condividendo le proprie esperienze con gli altri, si può arrivare ad essere soddisfatti delle proprie relazioni personali. L'amicizia nasce spesso come un compromesso fra ciò che vorremmo noi, e ciò che invece si aspettano gli altri, poi se tutto va bene di solito si sviluppa interesse reciproco. Parlo di quello che mi piace, ascolto quello che piace agli altri, e da questo scambio si cresce come individui.

In questo modo la propria identità non viene solo mantenuta, ma ha occasione di svilupparsi e maturare.

 

 

 

Per approfondire, guardatevi Evangelion.

quoto tutto tranne la prima frase

 

riguardo al fatto che serve un argomento valido per fare amicizia hai proprio ragione,ma solo se intendi argomento come tutto,cioè:avvenimenti,passioni,hobby,lavoro,comportamento o altro

per essere amici non bisogna avere per forza almeno qualche gusto comune,detto sul piano personale ho un amico con cui non condivido nessun gusto ma siamo grandi amici,ma l'amicizia è un'altro discorso

 

 

 

Invece mi sembra abbastanza interessante il tema. Metti che faccio qualcosa che so per certo essere una cosa che i miei coetanei non fanno e che ritengono assolutamente stupido. Pensi che io sia invogliato a fare tale cosa? (anche se potrebbe essere fortemente produttiva/utile/formativa/artistica/ecc.).

Altra situazione: ho degli interessi particolari, roba da sfigati magari, e magari anche qualcun'altro è interessato alle mie stesse cose, ma ne io ne lui ci mostriamo interessati alla cosa precedentemente detta; questo perché temiamo di essere emarginati e bla bla bla.

Ultimo caso che mi viene in mente è l'auto censura, non dire/fare qualcosa solo perché si pensa che potrebbere generare situazioni scomode.

 

l'auto censura è sbagliatissima,riguardo ai gusti bisogna esprimerli,partendo dalle cose semplici magari,non subito alle cose stravaganti o che non sono capiti nella società ''matura'',come i pokemon o i pony

 

se ti piace il sadomaso non lo dici alla prima parlata,ma dopo milioni di parlate,non perché sia sbagliato,ma perché è strano e può spaventare,anzi spaventa proprio se non ti conoscono bene

in questo caso non è autocensura ma consapevolezza di poter dire qualcosa di sbagliato

insomma esprimere i propri gusti in modo giusto è importante,vitale direi 

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io ho questo argomento mi piace e vi dico come la penso io: purtroppo essere se stessi non e facile anche perche se uno ci prova con la società di oggi non si puo fare davvero nulla almeno che uno non segue la massa però non è giusto perchè ogniuno è libero di fare quello che gli pare sopratutto essere emarginati è quello che mi fa piú arrbbiare ...io ad esempio seguire la massa non mi piace pensate a una gita in seconda media mi prendevano in giro perche mi ero portato il ds e giocavo a pokemon ce vi rendete conto in seconda media!! pero poi da li avevo capito che sono io che devo decidere se giocarci o meno ma dato che mi emarginavano allora ho smesso di giocarci apertamente ma nei momenti più opportuni se solo ci fosse una società migliore questi problemi ....stupida massa!!!

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io ho questo argomento mi piace e vi dico come la penso io: purtroppo essere se stessi non e facile anche perche se uno ci prova con la società di oggi non si puo fare davvero nulla almeno che uno non segue la massa però non è giusto perchè ogniuno è libero di fare quello che gli pare sopratutto essere emarginati è quello che mi fa piú arrbbiare ...io ad esempio seguire la massa non mi piace pensate a una gita in seconda media mi prendevano in giro perche mi ero portato il ds e giocavo a pokemon ce vi rendete conto in seconda media!! pero poi da li avevo capito che sono io che devo decidere se giocarci o meno ma dato che mi emarginavano allora ho smesso di giocarci apertamente ma nei momenti più opportuni se solo ci fosse una società migliore questi problemi ....stupida massa!!!

Certo che se vai in gita non ti metti a giocare con il DS dai su. Dovresti passare il tempo con i tuoi amici, soprattutto perchè se eri in seconda media penso abbiate fatto una gita di un giorno, quindi non credo tu abbia comunque avuto il tempo di giocare a videogiochi. Oddio, se siete un gruppetto che gioca va pur bene, però non mi sembra sia stato il tuo caso.

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e lo so ma avevo il dsi per fare le foto durante la gita quando ero sul pullman mi avevano visto e per quello mi sfottevano.....e poi bho l anno dopo con uno di questi si amo diventati amici e poi una volta che sono andato a casa sua e mi fa :devo comprarmi pokemon heart gold! e quando andavamo a scuola si portava il pokewalker e ci giocava pure in classe -fp

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Hai detto chiaramente che (pezzo che aggiungo io; "invece di chiaccherare e fare le cose che si fanno in pullman in seconda media") te ne stavi a giocare a pokèmon eh
C'èra da aspettarselo che ti avrebbero preso in giro, e lo avrebbero fatto anche se tu avessi giocato a fifa, per dire

Lo farei io tutt'ora, e ho 20 anni, cioè

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