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L'Engima di Buonavalle

9 risposte in questa discussione

(modificato)

Flavio presenta...

L'Engima Di Buonavalle

I

Piove. Piove a dirotto. Ma talmente forte che il fiumiciattolo che scorre sotto la casa s’ingrandisce sino a diventare un torrente.
Lei è lì, dietro la finestra ad aspettare che finisca di piovere.
Ha i capelli castani, color dell'acacia, che le ricadono sulle spalle ed arrivano sino alla pancia. Gli occhi anche castani, media statura, ha un viso... singolare. In effetti è molto bella, talmente bella che, appunto, sembra non avere rivali che la possano contrastare. La pelle è rosea, come se fosse stata immersa in una salsa di gamberetti e poi stesa ad asciugare, fino a ricevere quella tonalità di colore per la carnagione.
Risuona una voce nell’aria: <Ecco il bicchiere d’acqua che mi aveva ordinato, signorina Dolores>, è Uther a parlare. Egli vede che la ragazzina è triste, e le dice che se vuole avrebbe potuto cambiare lo stato atmosferico, facendo arrivare in men ché non si dica il sole, per mezzo ovviamente delle sofisticate invenzioni e innovazioni tecnologiche.
Rifiuta. Sa benissimo che facendo così sarebbe arrivata a rivoltare il Corso degli Eventi, mutilando l’utopia del Tempo. Ma ormai, è abbastanza normale che si utilizzassero cose di questo genere. Anzi, è accaduto parecchie volte che l’esercito del suo paese usasse armi indirette superpotenti: la modifica degli Eventi.
Le sembra abbastanza certo che fosse una cosa segretissima. In effetti, ne sono a conoscenza soltanto lei, Uther, l’esercito e l’Imperatore, ovvero suo padre.
Sì esatto, è la figlia dell’Imperatore di un enorme, appunto, Impero, il quale prende il nome di “Impero Fontese” e la città che lo domina è quella di Bari, la più moderna e popolata al mondo.
Essa sorge su una penisola, una regione che qualche millennio prima prendeva il nome di “Puglia”. La cosa strabiliante è che questa città è esistita veramente, e nei primi anni dell’anno 2000 d.C. contava circa solamente 20000 abitanti, inoltre l’intera penisola italica ne ignorava l’esistenza e non si sarebbe mai aspettata che una città sconosciuta come questa sarebbe diventata in un futuro lontano la capitale dell’impero più pericoloso del globo. Era un paesino piccolo, con un solo monumento e le strade strette. Ora, invece, è la più grande, ricca, moderna e avanzata dal punto di vista culturale e tecnologico, metropoli della Terra.
Ad un certo punto si sentono dei passi e la porta si apre. Il padre della ragazzina entra nella stanza, e lei gli chiede quale fosse il suo problema. Risponde: <Ho una conferenza stampa e devo subito partire dal nostro palazzo per la grande città di Nuov’Acqua>. Ella annuisce e dice lui che non ci sono problemi, può benissimo andare a fare quell’intervista.
Ora, già che ci siamo, vorrei parlare di Nuov’Acqua. Sorge su un’isola ad Oriente della parte Nord di un continente anticamente chiamato “America”, poi ribattezzata Colombia in onore di chi la scoprì, un certo veneziano avente il nome di “Cristoforo Colombo”. Allora, si dice che durante la serie degli imperi coloniali nell’Età Moderna, la Compagnia Commerciale Olandese si impadronì di quest’isola e venne chiamata Nuova Amsterdam.
Poco tempo dopo, l’Impero Coloniale d’Inghilterra sconfisse l’Olanda in una battaglia sorta per motivi commerciali e ricevette quest’isola, richiamata poi “New York” in onore del principe di York (quest’ultima era - ed esiste ancora oggi – una cittadina nel cuore della Gran Bretagna).
Così rimase, verso il 2000 poi divenne la più grande metropoli mondiale.
Ma poi, nell’anno 2096, quella che veniva chiamata “Guerra Fredda” - ovvero uno stato di tensione tra i due grandi stati che avevano i nomi di Stati Uniti d’America e Russia – venne meno e scoppiò quella che è definita la Terza Guerra Mondiale.
Ambo le regioni furono rase al suolo dalle potentissime armi atomiche e atmosferiche l’uno dell’altro. In particolare, erano molto forti quelle russe fino ad arrivare al punto che non furono distrutti solo gli Stati Uniti d’America, ma anche le regioni molto vicine: Canada e Messico.
Dalle ceneri di questa distruzione totale - aggravata poi dall’esplosione del vulcano sotterraneo di Yellowstone (il quale, pochi anni fa, è stato definitivamente eliminato dalle potenti armi chimiche di cui ora sia a disposizione) – sorse la nazione di Tirosar, figliola dei tedeschi (la Germania, infatti, venne presa sotto il controllo dell’Impero Fontese, che in quei tempi cominciava a nascere e aveva già conquistato le regioni di Spagna, Portogallo, Andorra, San Marino, Francia, Italia, Germania, Lussemburgo, Norvegia e Islanda, insomma buona parte dell’Europa Occidentale).
Ma poi, nel 2547, scoppiò la Quarta Guerra Mondiale – ultima per ora – chiamata in seguito “Guerra della Quinta Monoteista”. Fu soprannominata così perché sorse in campo religioso: fino ad allora esistevano solamente quattro religioni monoteiste, cioè che avevano un solo Dio; ma la dottrina di un certo Poerte Frametri di Buonavalle diceva che i quattro dei delle quattro religioni fossero in realtà un unico onnipotente. Ciò suscitò il malcontento di tutte e tre le religioni, in quanto esse pensavano che fosse una bestemmia nei propri confronti. Questo Poerte era italiano, ma emigrato da tanto tempo in Tirosar (divenuta allora - dopo 5 secoli - un centro di ricchezza imparagonabile).
La guerra che ne scaturì divenne un vero e proprio disastro.


Nota capitulografica

Premesso il fatto che il tempo presente sostituente il passato remoto è una cosa voluta da me medesimo per essere un po' più originale, scrivo questa breve nota capitulografica (capitulo=capitolo; grafica).


Allora, avete notato qualcosa di strano nei nomi inventati di Poerte e di Tirosar? Esatto, sono degli anagrammi, ma nel caso qualcuno di voi non abbia capito quale oscuro significato si cela dietro i loro nomi, non svelo il risultato che ne viene fuori.
Ora, mi vorrei concentrare prima sulla grammatica che ho usato e poi specificare qualcosina del capitolo.
Bene, come ho lasciato intendere prima, quei due nomi sono frutto della mia pura fantasia, come lo sono pure l'Impero Fontese e la distruzione del Nord America.
Non spoilero altro sulla trama.
Poi, parliamo della distruzione pura del mondo. Il mio racconto è incentrato su una distopia, ovvero letteralmente dove le cose sono come non dovrebbero essere (il contrario, quindi, di utopia, ovvero dove le cose sono come dovrebbero essere), quindi mi sembrava abbastanza ovvio di dover scrivere qualche catastrofe che abbia coinvolto, in un millennio di tempo, tutto il globo; di conseguenza ho introdotto la Terza Guerra Mondiale, la Guerra della Quinta Monoteista e lo Yellowstone's BUM (good name).
Allora, la prima è la rivelazione in fatti fisici della Guerra Fredda, che penso tutti noi oramai conosciamo. La Guerra della Quinta Monoteista l'ho sognata qualche giorno fa (yeah, faccio sogni molto belli), e ora vorrei specificare qualcosa che SICURAMENTE molti di voi non avranno capito: come mai le religioni monoteiste sono quattro e non tre come ogni comune mortale sa? Dovete sapere tutti che queste in realtà sono le seguenti: Cristianesimo;
Ebraismo;
Islam;
Zoroastrismo.
Leggetevi l'articolo su Wikipedia ché io ho già spiegato fin troppo.
Oh, una piccolissima nota che ho dimenticato di scrivere prima: quando la ragazza è stata descritto verso l'inizio, l'ho immaginata come una Vera del mondo pokémon ma con i capelli lisci e color acacia e gli occhi castani. Non so se mi sono spiegato.
Per quanto riguarda la breve nota capitulografica, la metterò e l'ho sempre messo in ogni mio testo (nel qual caso diviene "Nota testografica", in casi grandi "Nota bibliografica"), quindi, pazienza, fatevene una ragione.
Criticate in tanti! ^^ Accetto sia critiche positive (vabbè questo è ovvio) che critiche negative!

Modificato da Flaw l'Enigmista

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Omg.

Credo di essere in grado di dire solo questo...

Solo una cosa: riuscirai a portare avanti una fic così impegnativa?

Cmq bell'esordio, anche se quella nota da un'idea... come dire... Da intellettuale cinquantenne senza un rapporto col mondo che passa il suo tempo in uno studio buio a scrivere racconti di fantascienza, ovviamente spero per te che non diventerai così...

Fun Fact: la prima volta avevo letto enigma, e ho pensato "Flavio, iniziamo male, hai già ciccato il titolo..."

GL :)

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Omg.

Credo di essere in grado di dire solo questo...

Solo una cosa: riuscirai a portare avanti una fic così impegnativa? Non ti preoccupare, ho scritto anche di peggio...

Cmq bell'esordio, anche se quella nota da un'idea... come dire... Da intellettuale cinquantenne senza un rapporto col mondo che passa il suo tempo in uno studio buio a scrivere racconti di fantascienza, ovviamente spero per te che non diventerai così... Assolutamente lo spero anch'io lol

Fun Fact: la prima volta avevo letto enigma, e ho pensato "Flavio, iniziamo male, hai già ciccato il titolo..." Sì, il titolo l'ho (come, del resto, TUTTO) sognato non mi ricordo precisamente quando vabbé

GL :)

A più di un commento posto il nuovo capitolo!

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Ok, posta il secondo capitolo

lol

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Lol lo sto scrivendo, quasi finito. La prossima volta che vengo lo ultimo e lo posto  ;)

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Lol, bellissima.

Quasi non ci credo che quel cazzaro di Flavio sia così bravo a scrivere ;) ;) ;)

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(modificato)

II

 

Ogni volta che lo vuole, la storia della Guerra della Quinta Monoteista le viene raccontata da Uther. Le è molto simpatico, il maggiordomo. Essi hanno un rapporto molto colloquiale ed amichevole, ed appare a Dolores come un fratello maggiore a cui chiedere consigli quando si è indecisi, qualche aiuto nei compiti e qualche informazione, curiosità. Una cosa è certa: si vogliono molto bene.

<Uther, mi racconti la storia della Quarta Guerra Mondiale?> <Certo, mia signora. Dunque: Tirosar fu distrutta dall’Impero Arabico, che inizialmente si sentì importante per la conquista, ma poco dopo venne sottomesso subito dall’Impero Fontese. Fu così che guadagnammo gli USA, il Canada, l’Arabia Saudita e i Paesi Bassi, ridotti allora a soli 609 chilometri quadrati a causa di varie inondazioni usate per tenere a bada gli olandesi dagli Arabi. Così …> ma non fa in tempo a finire che il suono del campanello della porta riecheggia nell’aria. <Vado subito a rispondere, Dolores, la storia magari la riprenderemo domani>.

Torna poco dopo con un tizio con un mantello con cappuccio.

<Egli dice di conoscervi e di volervi parlare, madame>. Sembra ovvio che davanti alla gente lui debba usare un linguaggio formale per non far capire il rapporto amichevole alle persone.

Il maggiordomo se ne va, e i due restano soli. Scoppia un fulmine, e lei rabbrividisce.

Il tizio si toglie il cappuccio e scopre un viso con capelli biondi in una specie di caschetto. Gli occhi azzurri, color neve, e quando inizia a parlare, Dolores si accorge che ha un accento nordico, come se egli provenisse da quella regione un tempo chiamata “Scandinava”: <Voi siete in pericolo, madame>

<Chi sei?, innanzitutto>

<Sono colui che era, è e sarà, e le persone che incontrò furono soltanto. Sono colui che fece bene portando male e portò male facendo bene, ma vengo per aiutarvi, non temete. Un tribunale segreto che cerca di trovare il ricettario per il controllo supremo del tempo e dello spazio vi cerca. Il vostro sangue è purissimo, esso è un ingrediente di questo ricettario. I vari pezzetti di questo sono 10, sparsi per il mondo, ma sanno chi sono gli appartenenti dei primi due pezzi: io e te. E quando ormai avranno trovato tutti gli altri, ti daranno la caccia in lungo e in largo … Vi chiedo di partire con me, domani all’alba, per cercare gli altri 8 pezzi, affinché il loro desiderio di dominio non venga esaudito.>

<Per favore, dammi del tu. Come faccio a sapere che è vero ciò che stai dicendo?>

<Se allora ho ragione, tra 15 secondi ci sarà un fulmine e circa tre secondi dopo scoppierà il tuono>. Incredibilmente, la profezia si avvera, come per magia, o meglio, per mistero … Il ragazzo sembra avere circa l’età della ragazza, 15 anni, ma allo stesso tempo sembra avere una conoscenza millenaria, come se esistesse dalla Notte dei Tempi.

Dolores, sorpresa dall’indovino-mago, parla: <Dimmi di più>

<Or dunque, questi pezzi del ricettario vengono chiamati “Engimi”, e a differenza di quanto tu possa pensare, sono delle persone. Si capisce chi sono perché discendono o sono in qualche modo legati ai Grandi Sapienti, i quali costituiscono la Corte Suprema, che prende decisioni sul nostro destino. La maggior parte dei Sapienti si trova in Paradiso, ma ce ne sono anche alcuni nell’Inferno, a causa del fatto che non sono stati battezzati. Sono tutti e 10 accomunati da una cosa: sono discesi sulla terra.

Ora, certamente vorrai sapere chi sono questi 10 sapienti, ed io te lo dico subito:

1.     Aristotele

2.     Gesù di Nazareth

3.     Durante “Dante” Alighiero degli Alighieri

4.     Publio Virgilio Marone

5.     Poerte Frametri di Buonavalle

6.     Ischikiccio Katleburnemt

7.     Leonardo di ser Piero da Vinci

8.     Michele Angiolo “Michelangelo” Buonarroti

9.     Napoleone Bonaparte

10.  Park Jae-Sang

E sicuramente vorrai anche sapere da chi discendi tu e da chi discendo io. Certamente, allora, te lo dico subito>.

Nota capitulografica

Bhe, non c'è tantissimo da spiegare qua. Ah sì, il fatto della Corte Suprema. Ho inventato questa nuova "religione" per puro caso. Cioè, non è vero che PSY è uno dei 10 dei che decide per noi, e neanche è vero che verrà in un giorno futuro sulla terra un certo Ischikiccio Katleburnemt, E neanche Aristotele, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Virgilio e Napoleone sono dei (nella reale realtà parlo, nel libro lo sono eccome). Quanto a Poerte Frametri, mi sa proprio che dovete seguire la trama.

La trama che ho nella testa è molto complicata e sarà lunga la storia. Spero che vi sia piaciuto il capitolo, perché è di transizione. Ah sì, dimenticavo che al posto di PSY e Napoleone volevo mettere Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca, ma così avrei messo troppi letterari. Le persone che staranno all'Inferno, infatti, sono: Aristotele, Virgilio, Napoleone, forse PSY, Ischikiccio. Bene, non ho più voglia di scrivere. Buona lettura! ^^

Modificato da Flavios

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"Wow, ci sono anche io!" disse il mio avatar

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(modificato)

III


 


Emilia alzò di scatto la testa dal cuscino bianco perlaceo su cui poggiava: aveva un grande mal di testa, come se avesse sbattuto da qualche parte.


Così, si mise a sedere sulla parte sinistra del letto, e cominciò a mettere a fuoco il luogo in cui si trovava: era una stanzetta colorata da un verde deprimente, piena di marchingegni strani, che la spaventavano un pochino. Più avanti c'era un grosso muro con finestre di vetro e delle persiane chiuse, più una grande porta al centro, colorata però con motivetti felici rispetto al resto della stanza: nero a strisce bianche.


Cercò di ricordare gli ultimi avvenimenti, ma non riusciva proprio a trovare qualcosa nella mente all’infuori di quello stupidissimo sogno che aveva fatto, privo di alcun senso e di spiegazione logica: un impero mondiale, nato dal paese più sconosciuto del mondo, suo padre diventato imperatore, un maggiordomo in casa, un uomo che le diceva strane cose senza senso, e lei che aveva improvvisamente cambiato nome.


Guardo dietro di sé e vide un altro lettino con un uomo biondiccio, concentrato a leggere un libro, che probabilmente doveva essere interessante, poiché si distraeva sempre e guardava in un punto cieco.


Decisa ad ottenere spiegazioni e a salvare l'uomo da quella "sofferenza", si girò dall'altra parte e cercò di trovare un approccio con quel vecchio, il quale assomigliava molto all'ospite del suo sogno:


<<Salve.>>


La reazione fu che immediatamente l'uomo chiuse il libro, lo lasciò sul comodino vicino e rispose con una voce piena di enfasi (dovuta sicuramente all'aver lasciato quel libro noioso):


<<Buongiorno! Come si sente?>>


<<Credo di sentirmi bene, nonostante abbia fatto sogni strani e un dolore lancinante alla testa>>


<<Beh, considerando che sei arrivata qua in ospedale grondante di sangue dalla testa e sei stata operata con urgenza, potrei anche dedurre che tu abbia perso il contenuto della tua memoria a breve termine>>


<<Certo, per caso lei sa dirmi che cosa è successo?>>


<<Ovvio, è capitato anche a me, ma io non ho riportato danni gravi, tu invece...>>


Emilia lo guardò, stranita, come a sottintendere di voler ricevere spiegazioni, piuttosto che sentirsi dire il referto medico.


<<Più che altro, se non le dispiace, vorrei sapere la dinamica dell’incidente>>


L’uomo si sistemò sul lettino, e disse:


<<Certamente, ma prima vorrei presentarmi. Piacere, il mio nome è Boris>>


<<Felice di conoscerti, io sono Emilia>>


Seguì una breve pausa, poi riattaccò:


<<A me nonché lei non abbia una memoria deplorevole, mantenga fede alla promessa, la prego.>> 


 


 


 



Note:


Scusatemi per avervi fatti gasare tutti per quella cosa là creata, ma era solo per dare alla trama una certa serietà, anche se il progetto ce l'avevo in mente già da un po' di tempo... Spero che mi perdoniate per il cambiamento repentino D:


Modificato da Illuminatus

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