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Storia di Svetlana, Elena e Anastasia (non pkmn)

10 risposte in questa discussione

Parte uno: Introduzione

ANASTASIA: Io ezere Anastasia Myskina ed ezere trasferita me in Cermania infatti me atesso parlare tettesco.

SVETLANA: Io ora non fifere più Mosca, ma fifere Berlino (però zona est del muro di Perlino), kuindi me ezere semphre sotto dominio di patto di Moska

ELENA: Ma .. Svetly..sekonda cuera mondiale ezere finita tanti ani fa...

SVETLANA: Io rikordare ke ezere semphre Pio toticesimo

ANASTASIA: Svetthlana! Queli ezere ani sesshanta! Tu afere perzo testha dopo ke tu tornare fifere Cermania. Apphroposito, Elena, anke tu fifere Cermania?

ELENA: Io ora ke fifo Cermania me ezere moltho più rikka. Infatti mi sono komprata skarpe di Gucci in fera pele di sgualdrina di Leningrado con suola fatta di utero di aborto di bambino di Siberia essiccatho.

ANASTASIA: Kvalcuno afere visto la Signorina Claudia Petrovna, di krazia?

Sig.CLAUDIA PETROVNA: Eccomi! Vi ho portato il thè madame! Dottoresse, per caso avete visto il mio nuovo veicolo? Si tratta di una Ssayong Musso viola a pois verdi. Gradite dello zucchero signora Svetlana?

SVETLANA: No. Io ezere tethesca orahmai.

(Dopo aver bevuto il thè la signorina Claudia Petrovna cade in trance)

Sig.CLAUDIA PETROVNA: Ah, per dinci, d'ardir d'amor non voglio, ma perchè tu mi rendi la vita così facile! La vita è un cesso, ammiralo! Ma se tu fossi un cesso io non ti ammirerei, perchè è il fango la cosa che, sebbene sia lurida e piena di vermi pronti a divorarti anche l'anima, amo profondamente con tutto il mio cuore di pietra. Che cos'è in fondo una macchina giapponese quando si possono avere anche delle mutande giapponesi, che oltretutto sono prodotte in Cina. Ascoltiamo in silenzio l'eco delle urla di Ellida ed Alessia che sbraitano a destra e a manca e si picchiano, bestemmiando come due donne di facili costumi della tangenziale di Mosca (zona vicino alla Conad) che litigano mentre segnano il loro territorio con schizzipuzzi come fanno i gatti grigi di Parigi... Oimmeiii!

(Sviene)

SVETLANA: Elena,Anastasia,presto, noi dobbiamo kiamare nostra amika ke viene da freda siberia.

ANASTASIA:A quale amika ti stai riferendo, Sfetthlanna?

SVETLANA:Mi sto riferendo a Nadia,Anastasia. Orsù portatemi foglio fatto di pekora di Lituania con morbo di pecora pazza e penna fatta con false piume di ali di mio alter-ego-uccello. Ci serfe una nuofa amika, althrimenti restheremo sole kui, a Perlino. E poi sennò toccherebbe a noi di portare thè delle cinkue ad osphiti e alle Signorine che ci fengono a troffare, ke olthretutto se ne inthendono perchè sono russe.

Parte due: L'arrivo di Nadia

Sei anni luce più tardi Nadia riceve la lettera inviatale da Svetlana e prende le la sua Matiz gialla a losanghe marroni e si dirige verso la Germania.

Dopo un lungo viaggio finalmente giunge a destinazione e suona il campanello.

(CAMPANELLO): Iollala hi huuu iolla la hi hu il mio grido è ancora nouuououououuooo aaaaaaaaaaAAAAH! Devi dirlo che miaaami che mi aaaahmi devi dirlo fiiiiiiiiiUUUUnalmente E e per questo naufragaareeEeEe dimmi come tu mi vuoooioaaaoooi iaiaiaiaiaiiaaaaahh ... ...

(Dopo mezz'ora di campanello la signorina Claudia Petrovna apre la porta)

NADIA: Mi scuso per non sapere bene cosa dire.

Sig.CLAUDIA PETROVNA: Zitta, essere nullo, non vedi che sto giocando al Game boy... oh no Ficachu è esausto. Ora uso colpo-coda ... mf ... mf...aaaaahahahhah ahahha

NADIA: Se vuole le offro un calippo alla coca-cola, o preferisce essere messa in ginocchio sui ceci sotto alla cattedra?

ELENA: Chi ezere porta?

NADIA: Puoi parlare russo, Elena, sono io, la regina Nadia.

ANASTASIA: Ossantiddio! Nadia! Come osi non inginocchiarti di fronte alla presenza delle mie ciabatte da casa?

NADIA: Mi perdoni! Dottoressa erano lì ,nell'angolo, pensavo non fossero della vostra maestà. Avevo paura che se mi fossi inginocchiata di fronte a ciabatte che non le appartenevano, lei ne sarebbe stata disonorata a morte. Io le sono devota così come le sono devoti Lucifero, Lucignolo e Rambo Dotto Pisoletto.

ANASTASIA: Sono indignata. Io offesa da una povera regina di Siberia, Io maltrattata da colei che emana un odore nauseabondo, colei che fece da supplente e che la nominarono 47, morto che parla. Ma che volete saperne, voi, principesse, regine di cuori, gatte mammone.

SVETLANA: Eccomi. Posso dire una cavolata?

ELENA: No, per dindirindina, taci.

ANASTASIA: Nadia! Noi ti abbiamo convocata perchè dobbiamo cercare una nuova donna di servizio, e al più presto. Quindi ora noi ti accompagnamo nella tua stanza dove potrai incollare le tue rotelle e rielaborare.

Dimenticavo. Ho messo un letto a baldracchino nuovo.

NADIA: Sarà fatto, Imperatrice Assoluta. Nottetempo le preparerò un tè verde e le porterò il risultato ottenuto grazie al mio sangue sputato durante le ore di ginnastica all'asilo.

(Nadia va in camera sua)

Sig.CLAUDIA PETROVNA: Secondo me i Pokemon andrebbero censurati, nella sigla dice "prorompenti" a me sembra una parolaccia!

ELENA: Baronessa Petrovna, venga che l'accompagno in cucina a mangiare del tè solidificato.

Parte tre: Le Signorine di servizio

A notte fonda in cucina Anastasia, travestita da Prezzemolo, aspetta che Nadia porti il lavoro che le aveva richiesto. Finalmente arriva. Anche lei è travestita, ma da Otto Leprotto.

NADIA: Buon pomeriggio notturno, pulitissima sultana Anastasia.

ANASTASIA: Felice di vederla, ossequiosa madama. Allora che m'hai portato come frutto delle tue fatiche?

NADIA: Ho elaborato una lista di Signorine che verranno a farle visita per il lavoro che vuole dare loro. Sono tutte esperte giocatrici di bridge e di altri giochi intellettuali tipo "Roteò"o "I Lunes e la sfera di Lasifer". La prima signorina dovrebbe venire qui domattina alle undici, si chiama Zuzana Ondrakksova.

ANASTASIA: Bene. Allora Io, poichè animata da un'irrefrenabile e grandissima voglia di recarmi a letto, vado a nanna. Buonanotte luminosissima califfa.

NADIA:Arrivederla, eloquentissima arabo-fenicia

ANASTASIA: Veramente sono russa.

NADIA: Intendevo l'uccello, cherie.

ANASTASIA: Veramente sono di sesso femminile.

NADIA: Va bene buonanotte.

Ore undici. Puntualmente la signorina Zuzana suona il campanello, dopo aver parcheggiato la sua Mazda bianca a cuori rossi.

(CAMPANELLO): Devi dirlo che mi aaamiii devi dirlo che mi vuooohi... yollala hu hu yolla la la hu hu heidi (heidiii) le caprette ti fanno ciao aaacci piiicchiaaa qui c'è un mondo fan-ta-stico aaaidi aaidi tenera co..

Sig.CLAUDIA PETROVNA: Aloha, amica Hawaiana. Bellezza... sei mica una lavoratrice dell'Ananas? Oppure lavori sul ciglio della strada come mia zia, che ristruttura i monumenti al Peccato dopo che hanno fatto quel che dovevan fare.

ELENA: Ma questa scellerata la volete occultare, per cortesia, madame??

NADIA: La porto io a giocare al gioco da tavola di Ficachu. Venga, asciuttissima regina mundi.

ZUZANA: Buonazera io ezere fenuta per laforo di donna di serfizio.

ELENA: Guardi, può benissimo parlare russo. L'unica che con non può farlo è la signorina Maria, la ''Russa a stelle e strisce''. Ma prego, mi segua in bagno, dove l'attendono le altre contesse.

ZUZANA: La seguo zoppicando, superstiziosa datrice.

In bagno le altre signorine sono in attesa di incontrare la nuova donna di servizio. Nadia e la Signorina Claudia Petrovna sono vicino allo scopino del water che giocano al gioco preferito della signorina Petrovna,"Le avventure di Ficachu", mentre le Signorine Anastasia e Svetlana sono nella vasca da bagno.

La porta si apre ed entrano Elena e Zuzana.

ZUZANA: Io presentare me stessa come Zuzana Ondrakksova.

ANASTASIA: Io presentare me stessa come Anastasia Myskina.

SVETLANA: Io presentare me stessa come Svetlana Fokina.

NADIA: Io presentare me stessa come sosia di Marylin Monroe.

ANASTASIA: Ci dica, in cosa è esperta, signorina Zuzana.

ZUZANA: In Reality Shows.

SVETLANA: Abbiamo a che fare con un'intellettuale... dicci che cosa ti piace dei programmi culturali?

ZUZANA: Mi piace quando Frònatan lo stilista dice "Amo, sono chic, amo sono toop amo, beeela". Poi oltre ai Reality mi interesso anche di programmi di cultura specifica, come "Bim bum bam", "Lunes e sfera di Lasifer".

SVETLANA: Carine quelle mutande di Gucci false che indossi come cappello, e anche quella giarrettiera che hai a tracolla.

ZUZANA: Stringe un po' ma volevo essere elegante per l'occasione.

ANASTASIA: Di certo non ha la mia classe quando mi vesto da Prezzemolo.

ELENA: Benissimo. Direi che può andarsene Signorina Ondrakksova. Le telefoneremo noi per comunicarle il risultato della nostra decisione.

ZUZANA: A risentirci, vetustissime fanciulle.

Elena accompagna la Signorina Zuzana alla porta. Anastasia e Svetlana rimangono in attesa nella vasca da bagno. La prima è straiata tipo la Maja desnuda, la seconda imita Patrizia del Grande Fratello.

SVETLANA: Amooooooooooooo che attidyd sei troppo chic amooooooo.

NADIA: Svetlana, quella Zuzana mi faceva tristezza, e a te?

SVETLANA: Io? Pettineuse!

ANASTASIA: Faceva schifo quella Galina Cocilova all'arancia. Era troppo culturale, intelligente.

All'improvviso entra Elena, che annuncia alle Principesse l'arrivo della seconda Signorina.

ELENA: Badesse, vi presento la signora Iroda Tulyaganova.

IRODA: Buonazera amike.

ELENA: Lei vuole parlare tettesco. Se lo sente più addosso e poi preferirebbe mantenere un certo distacco nei nostri riguardi, visto che ha bevuto del tè da poco.

IRODA: Io lafare sthirare, pulire pafimenti,pulire cessi e soprattutto fare ceretta sotto ascelle di me stessa.

ANASTASIA: Odorerai molto di sudore, suppongo.

IRODA: Di muskio, più che althro.

Svetlana intanto è tornata se stessa, mentre Anastasia mostra l'ombelico liposuzionato.

NADIA: Che veicolo possiedi?

IRODA: Una Kia Rio color verdolino crema digerita.

SVETLANA: Come vorrei averla anch'io! Dicci, ti intendi di "Sfera di Lasifer?"

IRODA: Io amare molto quel gioko perchè mia madre e mio padre avere inzegnato me ad amare esso. E' una tradizione, ci giokiamo da cinkue generazioni.

ANASTASIA: Bene, noi saremmo disposte ad assumerti, ma solo ad una condizione. Devi parlare russo, altrimenti ci disonorerai a morte e infangherai tutti i nostri cuori, perlaltro già di gelido marmo di russia asiatica.

IRODA: Non solo parlerò russo, ma vi fornirò in ogni occasione nomignoli in segno di devozione, trasparentissime nobildonne.

SVETLANA: Fantastica maestra, noi abbiamo deciso che sei assunta.

Parte quattro: Le signorine abbandonano il luogo a loro ostile

ANASTASIA: Ragazze! Aduniamoci affinchè possiamo dialogare l'una con l'altra

ELENA: Accorriamo madre superiora.

ZUZANA: Eccoci datrice immensa.

Sig.CLAUDIA PETROVNA: Mi sembra una buona idea. Dobbiamo parlare di noi stesse.

NADIA: Vi aspetto qui in salotto.

ANASTASIA: Questo luogo aspro, dove siamo approdate, ci rifiuta, rigetta noi, corpi estranei dal suo mondo fatto di storie incomprensibili all'occhio di noi sultane, storie di giovani, molto probabilmente non russi, che partono dalla propria casa e incontrano personaggi e strani esseri di natura non ben definita.

Sig.CLAUDIA PETROVNA: E' vero, dottoresse. Dobbiamo evaporare da qui, perchè nessuno ci tratta da vere signorine che bevono il tè.

SVETLANA: Ragazze, io approvo, e anche Elena. Ho comprato una valigia in pelle Guccissima made in Senegal apposta per fare i bagagli. Ho anche preso una camicia di forza di Armani per legare la madama Petrovna, ahimè colpita da un irreversibile malanno che non la fa ragionare, a volte, come una vera regina mundi russa.

NADIA: Io tornerò a casa mia,  nella gelida Taiga.

ELENA: Allora arrivederci, russissime sceicche.

**Fine**

Parte cinque: Introduzione n°2

(Campanello): Tele bombastic tele fantastic chica chica bum bum mantic telebombastic shabadaba daba du poollonn pooollon combina guaaai la beniagnek.

DMITRIJ: Ma dove sono finite le pellicciose first-ladies? Saranno a bere vodka mischiata con tè nel peggior bar di Caracas o staranno intingendo del succedaneo di caviale nel tè nel negozio di nostra zia Adelina? Fatto sta che io dovevo parlare con loro delle mie amiche che si rifiutano di mangiare le bustine di Lipton crude. A proposito sono Dmitrj ma la notte mi chiamano Olga... chissaà per quale motivo.. forse per le calze a rete..

Parte sei: Le tre signorine sono rimaste senza casa e si sono rifugiate nel sottoscala del negozietto cinese di abbigliamento taorccato "Tokio".

SVETLANA: Che lusso! Che scintillio di merce contraffatta.

ELENA: E' la celebrazione della spudoratezza.

ZUZANA: Occapperi ragazze! Per i cinesi è facile fare moda, ergo non impicciamoci.

NADIA: Ergo?

ELENA: Ostio??

ANASTASIA: Non perdiamoci in queste smancerie da bicchier d'acqua. Su, cerchiamo di dialogare con le badesse di questo monastero della falsità scesa in terra.

XIAO XIAO: Potele aiutare voi stesse io misela cinese e regina mundi di questa pagoda dell'assurdo?

ELENA: L'espressione "regina mundi" l'ho inventata io, ne è testimone la professoressa Dè Filippo.

XIAO XIAO: Malìa?

ELENA: No!! Mi sto riferendo a Eduarda! Vile facilotta che non sei altro...

NADIA: Ebbene carissima Zi Zi noi volere che tu conferissi a noi l'onoreficenza di suore dell'ordine delle tarocchensi nonchè sottordine delle falsone emulatrici.

XIAO XIAO: Ochei. Io avrò fatto a voi incantesimo e sarete diventate novizie. Bidibi bobidu bu!

ZUZANA: Oddio sento che voglio cucire a mano,come se fossi una minorenne sfruttata, una borsa di Louis Xuitton con le stelline!!

NADIA: E la notte la festa è finita evviva la vita e il gelato al veleno di gianna tutta panna insieme alla sua sorellina Marida, l'Ispanica.

ANASTASIA: Sono Isabella di Castiglia messere, vorrei darle il mio fiore... non so se mi spiego.. la mia ... da deflorare.

ELENA: Anastasia accetto volentieri le tue lusinghe, accarezzatrice maliziosa.

All'improvviso entra la signorina Claudia Petrovna, che si trovava in bagno a farsi la ceretta sulla schiena.

Sig. PETROVNA: Che mi sono persa, comare?

XIAO XIAO: Senta, avvocatessa, le faccio una proposta, se mi va al negozio di alimentari e mi prende due carciofi che domani ho invitato mia nuora che si chiama Alga ed è pettegola come un facchino-facchina, le regalo una fetta del mio fondoschiena giallo.

Sig PETROVNA: Accetto, ma voglio anche dei peli di ascella odorosi.

ANASTASIA: Dimmi se senti me come fossimo una cosa sola... ora che ti ho dentro... batte forte inesorabilee...

La canzone di Anastasia evoca il demone Marcellina, la cantante delle Lollipop.

DEMONE DI MARCELLINA:(voce cavernosa) Uahaha  gaga.. gaga... gaga... chi... osa oltraggiare il mio assolo...

ELENA: Marcella vattene altrimenti ti dò cento colpi di spazzola prima di andare a dormire senza cena!

MARCELLINA: E io mi faccio spaventare da una super regina come te? Sì. E per questo chiamo in mio soccorso Emmanuela delle Lucky Star.

EMMANUELA: Eccome Marcella! Cantiamo insieme così la pioggia inonderà il mondo e noi diventeremo le monarche assolute.

MARCELLA: Ora farò il mio assolo:Amamiiiii vieni con meee io ti ammoooo e tu lo saaai ououo doun down daun trariganeuei..

EMMA: Io sono quii e allora vieni e fai il tuo grido d'amore.

EMMA & MARCELLA: AAaAAAAAAAuaUAUUUAAUUUUUAIIIIiiiiiiiiiiiiijgh AAAAAAAA!

ANASTASIA: Sto affogando! Salvatemi

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Parte sette: Le antenate delle sceicche.

Il giorno 22 Dicembre dell'anno 1964 le nonne delle tre madame russe stanno passeggiando sculettando come le Destiny's Child nel loro video "Nasty Girl", che fra l'altro è una canzone molto molto nota.

GALONA: Allora spetenfie, abbiamo deciso a quale tempio ci rechiamo primamente?

IRINA: Sì. Scegliamo in quale tempio iniziare a dedicarci al nostro culto ossequioso dei natali del dio danaro.

EUGENJA: Andiamo a fare colazione.. Voglio comprare del succedaneo di caviale e spargerlo sull'asfalto sudicio e poi dolcemente pestarlo.

IRINA: Hai ragione, tesoro. Dobbiamo disprezzare i nemici e amare gli amici. Oh! Guarda!! La vetrina!! Sto cadendo in trance!

GALONA: Su Irina, svelaci il sessantaquattresimo segreto di Beverly Hills!

IRINA (voce da posseduta): ......Kelly Rowland delle Destiny's Child non vale un fico rinsecchito....

GALONA: L'ho sempre detto io che era la seconda nella classifica delle cantanti più brave della storia.. Al primo posto c'è Marianna Pesciolino Rosso di "Uomini e Donne"...

IRINA (strabuzza gli occhi): .... "Uomini e Donne", la trasmissione con Maria Dè Filippi... è tutta una finzione... in realtà Augusto non ama Filippa... lo fa solo per sentirsi più ammirato da tutti mentre canta "Aggiungi un posto a tavola" da Costanzo!!

EUGENJA: Che atroce rivelazione! Come farò ora? non guarderò mai più "Volere o volare", la trasmissione con Valentina Persia, con gli stessi occhi!

IRINA: Sì invece! Sarai condannata a guardarla per sempre! Finchè Valentina-labbra-false non avrà scelto l'uomo della sua vita e poi finchè l'uomo della vita di Valentina non avrà scelto la sua fidanzata e poi finchè quest'ultima non avrà deciso chi portare in esterna e perchè.

EUGENJA: Tremo di fronte alle rivelazioni di Brenda dell'università della California, che è una nullità perchè vive a Beverly Hills ed è una squattrinata.

IRINA: Dunque basta parlare di programmi bellissimi. Dirigiamoci verso la vetrina di tendenza che non contiene nulla se non un piccolo scintillantissimo ninnolo.

EUGENJA: Intendi la boutique del libro?

IRINA: Senti, Eugenja, puoi benissimo fare a meno di brontolare su tutte le cose che dico. Quindi ogni tanto traduci dal greco qualche pezzo di Saffo, la poetessa affettuosissima, e poi fammi sapere che cosa ne pensi di arte e moda contemporanea.

EUGENJA: Io sono espertissima di arte antichissima: in casa ho un quadro dove al posto della faccia di Marylin Monroe ci sono io nuda con la faccia di Marylin Manson. Di conseguenza, piccolo amoruccio, non venire a darmi noia, altrimenti sarò costretta a parlare male di te dietro alle tue spalle, e in questo caso tu mi udiresti, perchè le tue orecchiette alle cime di rapa sentono anche a due chilometri di distanza i pettegolezzi delle vecchie signore viziate di Parigi.

GALONA: Il mio reggiseno mi intima di sistemarlo. Sarà forse perchè sono rimasta in topless per la gioia di fronte a un nugolo di bimbetti della scuola elementare di suore marie clarette? Oltretutto sono pure grassa!

IRINA: Appunto vedi di camminare così perlomeno possiamo giungere al ristorante meno chic  del mondo in tempo.

EUGENJA: Non dirmi che siamo costrette ad andare da tua cugina Ekaterina! Oggi sono vestita anche male! Lei ha sempre le calze a rete e il lardo che le straborda fuori dalla minigonna insieme alle sue vene varicose!! Sfiguro di fronte a lei...

GALONA: Andiamo che quella ci sta aspettando da dodici minuti...

IRINA: Eccoci. Ora però dovete camminare tipo papere e mantenere il vostro busto in avanti. Di tanto in tanto potete voltarvi per vedere se le persone che vi seguono lo fanno perchè vi ammirano o lo fanno per ammirarvi in quella posizione così disinvolta.

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Evviva! ;_; Finalmente sono tornate!!!

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Numero di fans del mio racconto: 00001 XD

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Parte otto: Le signorinelle giungono nell'isola misteriosa.

Le ragazze sono finalmente approdate, dopo il diluvio universale provocato da Marcella ed Emma, su un'isola deserta dove l'unica forma di vita esistente è un negozio Cartier gestito dagli stessi indigeni asserviti da Cristoforo Colombo nel 753a.C., quando vinse il Premio Nobel.

EMMA (rivolgendosi ad Elena che giace inerme sulla battigia): Scusami, ragazza piripiri, ehi, abbi pazienza amore, non ho tempo da perdere su... (Nessuna risposta) ... Oddio... Vorrà dire che mi toccherà legarmi le scarpe da sola.

Poco più in là si destano le altre fanciulle.

ANASTASIA: Tesoooooro! Ma guardati! Sembri Woopi Goldberg, ovvero il preside con i capelli bianchi che ama giocare in borsa e sembra Sarah Jessica Parker tanto è pittato.

SVETLANA: Si. Ho voglia di indossare scarpe col tacco. Perchè devi sapere che i miei piedi puzzano di gorgonzola, e quindi se io li alzo e li agito un po' per camminare vi stendo tutte.

ANASTASIA: Molto interessante. Io invece ho il problema dell'occhio di struzzo che mi nasce sul dito medio quando provo nervosismi nei confronti della signorina del negozio vicino a casa mia, cioè alla mia reggia megagalattica, che è una lurida pezzente che ama dire: "Ergo"

Sig. CLAUDIA PETROVNA: Sì mi pare di conoscerla. Si chiama Tsvetana se non ricordo male, ed è della magnificentissima stirpe delle spagnole che si fanno spetalare, o meglio, si fanno togliere,come fanno i fiori del resto, tutti i loro vezzi di donne nel momento in cui raggiungono l'estasi eterna e nei momenti immediatamente successivi. Ehi, qualcuno ha visto Marcellina?

MARCELLA: Prima m'ama poi non m'ama non è chiaro a me... splAnde il sole dopo piove m'ama m'ameraaaa'..

SVETLANA: Oddio, amiche altezzose, presto accorrete, l'onorevole Marcellina è posseduta dal demone di Mariangela!

MARCELLA: (Voce "ruttante" da posseduta) Ciao sono Mariangela , sarete costretti ad ascoltare la mia nenia ovunque: Ci sono cose che non vorrei si scoprissero di meeeieee.... e allora accetto la tua sfida, trotto sulla sedia a dondolo del computer e poi ballo il Tuca Tuca versione hard con Pippo Baudo...

ELENA (Che intanto è rinvenuta): Questa è irrecuperabile. Non è una vera signorina come noi che siamo russe. Infatti, se lo fosse stata, avrebbe dovuto specificare che le tette a Pippo Baudo gli vanno palpeggiate ben benino nel Tuca Tuca.

ANASTASIA: Sono assolutamente d'accordo: è necessario che vengano strizzate con veemenza, in modo da far uscire da quei capezzoli femminei atrofizzati del gustoso latte fresco di montagna.

MARCELLA: Allora mi prenda del .. Crematon!... Trecento.. uno la mattina, due la sera.

(Inizia il Momento Musicale con Marcella ed Emma)

MARCELLA: E un du tre qua cì! se seveneight e uan

EMMA: (voce roca) E' un palaaahhzzo che bruucia in città.. questo ammore è la gente che si sveste mentre fa il servizio fotografico insieme a Gianna, l'amica di Ilaria, la ragazza che vive dove ci fu l'alluvione e sembra una bambina.

MARCELLA: Cucurucucucucù paloma!....

SVETLANA: Ma mica mi farai il playback come Pamela Prati, carissima Marcella.......uhm..

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Parte nove: Vincerò (all'alba)... la gara dei periodi

ANASTASIA: Benissimo ora che ci siamo adunate, aristocratiche odalische, dobbiamo dare adito alle voci.

ELENA:  Concordo. Dobbiamo darci delle arie sulle quarte corde.

SVETLANA: Allora io direi di cominciare con la bellissima canzone e stupenda interpretazione di Anna Oggigia, la signora che proviene dalla terra nella quale Maria De Ficiente si reca ogni estate prima dei provini della sua trasmissione "Nemici di Maria De Ficiente" per prendere i ragazzi che fanno le loro piruettes e patè di burè come è stato insegnato loro dalla rigidissima scuola della "Signora" Calipso.

ELENA: Non credo di ricordarmi il testo di quella osticissima canzone, cara, comunque sono bravissima a tenere le fila del discorso: sebbene tu abbia formulato un periodo molto complesso, ricco di subordinate e di incisi, peraltro spessissimo inutili, io ho dato una risposta pertinente assai velocemente, senza chiedere nessuna spiegazione , cosa che non credo sia piaciuta alla gelosissima sorella Anastasia, la quale sicuramente si è persa nelle temporali e nelle concessive introdotte da "benchè", che io invero non ho usato e alle quali ho preferito il più banale "sebbene", sebbene fossi potuta anche cadere nella povertà lessicale più assoluta, usando "anche se".

ANASTASIA: Mi stai offendendo veementemente, Elena, e non ne capisco il motivo, visto che non siamo mai state insieme a bere del tè di recente. Ad ogni modo, sono d'accordo sul fatto di cantare la canzone di Anna Ozia più tardi, quando ella avrà deciso che fare del suo spettacolino da laboratorio di teatro di seconda media, o forse anche di prima, del XIX secolo, se non erro.

SVETLANA: Cantiamo la canzone di Mietta la scatoletta di tonno, ovvero l'equivalente umano dell'automobile di grido, totalmente inutile, quale è l' "Intelligente".

ELENA: Inizio io, perchè penso che la dottoressa Anastasia non sia in grado di tradurre questa canzone dall'italiano cantato al russo, dal russo al greco e poi successivamente dal greco all'italiano snob, poichè ella non ha le conoscenze che ho io in queste lingue, non sa tutte le forme idiomatiche, i tripli sensi eccetera eccetera.

ANASTASIA: Ne sei proprio convinta, sorellastra investita? Allora ti faccio vedere io: Ella, la regina di Spade delle carte franco-napoletane, chiede al messere che cosa stia avvenendo dentro alla sua pelle e nei suoi bulbi oculari: crede infatti di osservare l'uomo e di non avere quella sensazione tipo de-ja-vù, ovvero la condivisione eterna della bolletta del gas e della luce, ma bensì un'altra... Gli chiede che cosa sia, gli dice che non cambia mai e gli dice, benchè esso sia un appellativo alquanto dispregiativo e inadeguato per una signora di cultura, di chiamarla "tormento". Da questo si deduce che la fanciulla non sia una donna molto acculturata e, di conseguenza diretta, neanche russa. Dalle proposizioni freddissime, a differenza del mio elaborato, si percepisce una certa cura per il corpo della ragazzona boema Vera, che molto probabilmente predilige a fiori rossi che in siberia chiamiamo, come scritto nella nostra antica stele di Hammurabi, Margherita Hach, lo stesso nome (copiato) di una nota (musicale) astrofisica, a strumenti musicali , quali viole, violoncelli e altri tipi di fiori musicali e a oggettini colorati e zuccherosi, cose meno sdolcinate come cioccolatini di Mozart o borse di Gucci da mille euro a botta.

SIG.Claudia Petrovna: L'indifferenza di lorsignori utenti è alquanto sgradita a noi principesse Sissi russe. Si pregano i sacerdoti, e gli appartenenti a ordini minori, di questo tempio delle creature stravaganti, di formulare degli apprezzamenti o dei rimproveri nei nostri riguardi.

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"Benchè" io non avessi avuto a redarre postilla alcuna, sempiternamente declamerovvi traendo lusorio sollazzo dalle Lor capricciose venture enziandio ridestando devozione al di Lor ardito artefice.

Schiavo Loro,

sailko

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Ecco a voi le sceicche che presto ritorneranno ovviamente...

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(Da sinistra: Elena, Svetlana e Anastasia)

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(Nadia, e infine Zuzana)

Elena: le nostre foto anno un che di bizantino.

Anastasia: E' vero, Elena, noi siamo si' statiche in queste pitture, ma non escludiamo chi osserva dalla nostra scena...

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Bella molto bella XD

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Parte dieci. Il Prequel

Tutto inizio' nella gelida taiga, ove la principessa della stirpe delle regine mundi, Vassilissa Bardina, eresse un alberghetto dove tutti i giorni frotte e frotte e frotte di Troiane si recavano per farsi chiamare Loredana da coloro i quali si trovavano li' per caso, mentre attraversavano le strisce pedonali o mentre compravano delle cipolle per cospargerle sulle loro tele raffiguranti nudi di donna.

-Io sono bravissima nel dipingere, carissime, lo sanno tutti,ed e' inutile che vi rigiriate nei vostri lettini ospedalieri la notte rantolando per la vergogna, tanto non raggiungerete mai la qualita' delle nostre energie interiori-.

Come soleva, quella mattina Vassilissa stava pavoneggiandosi di fronte alla sua societa' d'esser quella piu' brava di tutte le donnaiuole del villaggetto, mentre sedeva vicino al portone del suo Hotel.

-E poi sono brava-a-letto.-

Riteneva inoltre di essere la piu' brava nel dormire, nonche' che la locuzione che ella aveva sentito pronunciare da Kim Cattral (si sappia che Bardina visse nell'eta' della pietra, quando ancora l'attricetta di sessantesima categoria era nota al pianeta Terra) fosse un gruppo di parole appositive l'una dell'altra e separate da lineette, quando invece la grammatica russa e il famosissimo dizionario di russo snob per signorine di cattivissima famiglia la indicavano come parola integra, ormai incatenata da secoli di millenni da quelle manette con i pelucchi rosa di Kelly Rowland (Chi non la ricorda, qua a Pietroburgo! Era quella che sgomitava insieme a Mora-voce-da-rana per rubare la scena a Bionse' Nouls).

-Anzi ora ci vado a letto, cosi' mi guardo anche un po' di programmi intelligenti della sera.. Si'.. insomma quelli con quell'omaccione di Laura Bono, colei che si diverte a fare il twister con Pipona Ventura.-

Bardina chiuse la porta dietro di se' e sali' le scale del suo orrido e vuoto hotel. Pronuncio' in tutto numero 7984 parole:

-Io mi sono convertita al russismo principalmente perchè faccio schifo. Forse non tutti lo sanno ma ho dei peli foltissimi sulle braccia e ce ne avevo molti anche quando incisi la colonna sonora di Titanic insieme alla superstar e bravissima cantante  Maria Stefanella  del programma Nemici. Poi ovviamente vidi (e come si può non averlo fatto) le trasmissioni di Alba De Usanio e mi resi conto che ero veramente da buttare via sia umanamente che fisicamente. Purtroppo, al giorno d'oggi c'è troppa concorrenza, ed è anche giusto che io mi      metta da parte inchinandomi alla presenza di vere artiste e veri fenomeni atmosferici provocati dalle loro ugole. Sul tempio del dio Danaro ieri lessi le seguenti parole: ''ANASTASIA: Emou onteV en FendidoV bouticw....''. Esse mi convinsero a fuggire da casa mia, quando ancora Svetlana Kuznetsova era racchia ovvero nel tempo infinito che mai fu.-

Fuggii Fuggii. Vassilissa Bardina evinse che la mattina dopo avrebbe dovuto chiamare un Taxi con la T maiuscola ovvero come minimo una Lada Niva, poiche' esso doveva contenere tutti i bauli e gli armadietti scolastici che si sarebbe trascinata faticosissimamente dietro per tutto il suo lunghissimo ed estenuante viaggo di ritorno alla Tundra.

''Al galoppo!'', esclamo' l'ingegnere nucleare alla guida della Niva trainata da Husky Siberiani, '' Dobbiamo giungere a Sifilonia entro l'anno, altrimenti le tenebre della notte ci mangeranno per colazione''.

Bardy intanto sedeva nelle poltroncine retrostanti quella del Maestro e sgranocchiava avidamente e con lussuria un grissino dietetico al gusto di pollo fritto,  consigliatole da Vesca Stepanova, la sua dispotica maestrina dell'asilo nido giapponese dove sua madre la abbandonava come un'accattona per tutto il malatissimo e infetto giorno.

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