Shadow Wind

Riflessione sulle nuove tecnologie di comunicazione.

18 risposte in questa discussione

Sono contento che un tale video sia stato postato, poiché è quanto difendo da anni contro la mania dei social network e contro la piega che ha preso lo sviluppo delle nuove tecnologie da svariati anni a questa parte (io partirei già dalla fine degli anni '70, anche se ovviamente internet negli ultimi 15 anni ha accelerato lo sviluppo in modo esplosivo).

Grazie a internet e ai cellulari siamo ormai diventati incapaci di dare da soli una forma completa alla nostra vita e ai nostri pensieri, poiché ci aspettiamo sempre che un'altra persona - o il sostituto di una persona - ci risponda e ci risparmi la fatica di tessere da soli la trama di senso che ci appartiene.

Questo forum lo dimostra in vari modi (soprattutto da quando siamo passati alla nuova piattaforma) : da un lato sempre più persone sembrano aver paura di pronunciare i propri pensieri in modo esteso, o perché hanno paura di sembrare poco "communication-friendly", o perché temono che gli altri ignoreranno quello che hai scritto se è troppo lungo ; dall'altro lato, sempre più persone sentono la necessità di parlare a e di se stessi, di dare una forma immaginaria alla propria esistenza (per quanto lontana dalla propria persona reale), probabilmente per nascondere il fatto che non siamo più capaci di conoscerci sul serio talmente siamo distinti in migliaia di identità fittizie che ci corrispondono solo parzialmente.

Facebook e Twitter mi sembrano il simbolo e l'apogeo di questa evoluzione del nostro modo di pensare e di relazionarci agli altri. Nella sua ultima evoluzione (la timeline), FB ha perlomeno preso su di sé deliberatamente l'evoluzione autistica del web, poiché ormai si tratta semplicemente di organizzare la propria personalità nel suo aspetto esteriore, mostrando quanto vale (= numero di amicizie) e ripulendola dalle scorie che potrebbero infiltrarvisi.

Twitter ha la stessa identica funzione, e si nota chiaramente il cambiamento di una persona quando il suo numero di followers aumenta : si diventa un personaggio pubblico, ci si annega nel piacere di essere seguito da migliaia di persone (anche se molto poche tra di loro ti risponderanno sul serio) e di poterle intrattenere con frasi corte e umoristiche. Ma come per gli attori, il ruolo interpretato in pubblico non corrisponde certamente con la propria persona privata ; e visto che Twitter ci segue ovunque tramite i cellulari, si finisce molto semplicemente per far colonizzare la propria intimità dal personaggio pubblico.

Per quanto non neghi che la tecnologia di comunicazione possa aiutarci a imparare a mettere le distanze con certe persone, ciò avviene al prezzo di perdere la distanza con noi stessi, quella distanza che ci permette di considerarci oggettivamente e di comprendere quello che siamo. Inoltre disimpariamo a conoscere la vera natura dell'amicizia e dell'intimità, che non è sempre liscia, facile e positiva, ma include sempre il conflitto e la contraddizione, persino tra due persone che si amano e si rispettano profondamente. Eppure troviamo sempre più facile tagliare un legame di amicizia con un clic piuttosto che affrontare il fatto che l'altra persona non obbedisca alla nostra volontà come la macchina.

(Avrei aggiunto qualche riflessione pure sul legame tra lo sviluppo tecnologico e il modello economico che abbiamo adottato circa da una trentina d'anni, il quale si fonda precisamente sul principio di andare a cercare gli oggetti dove costa meno produrli per portarseli facilmente fino a casa ; però ciò mi avrebbe probabilmente portato abbastanza OT)

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Facebook e Twitter mi sembrano il simbolo e l'apogeo di questa evoluzione del nostro modo di pensare e di relazionarci agli altri. Nella sua ultima evoluzione (la timeline), FB ha perlomeno preso su di sé deliberatamente l'evoluzione autistica del web, poiché ormai si tratta semplicemente di organizzare la propria personalità nel suo aspetto esteriore, mostrando quanto vale (= numero di amicizie) e ripulendola dalle scorie che potrebbero infiltrarvisi.

Twitter ha la stessa identica funzione, e si nota chiaramente il cambiamento di una persona quando il suo numero di followers aumenta : si diventa un personaggio pubblico, ci si annega nel piacere di essere seguito da migliaia di persone (anche se molto poche tra di loro ti risponderanno sul serio) e di poterle intrattenere con frasi corte e umoristiche. Ma come per gli attori, il ruolo interpretato in pubblico non corrisponde certamente con la propria persona privata ; e visto che Twitter ci segue ovunque tramite i cellulari, si finisce molto semplicemente per far colonizzare la propria intimità dal personaggio pubblico.

Detta così mi sembrano dei comportamenti che non dipendono dalla tecnologia, ma solo dalla propria indole Modificato da Iro

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Detta così mi sembrano dei comportamenti che non dipendono dalla tecnologia, ma solo dalla propria indole

In parte sì, e di fatto nessuno ti "obbliga" a comportarti in tale modo, ma molti lo fanno semplicemente perché credono che se non si agitano costantemente in qualche modo perderanno le decine di followers che hanno guadagnato.

Ci sono pure persone che hanno inventato delle nuove professioni (roba tipo "e-influencer") per giustificare semplicemente il fatto di essere seguiti da un gran numero di persone che riprendono in massa i tuoi messaggi. Penso si tratti di una forma di delirio di onnipotenza che nasconde in fondo il fatto che ci si sente talmente soli che si ha bisogno di migliaia di risposte da parte degli altri per compensare ciò che manca (un po' come una grossa macchina serve a compensare delle dimensioni ridotte in altri ambiti).

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Secondo me sono utili come strumenti di comunicazione ma devono essere solo un modo di rimanere uniti anche se distanti, non il modo, unico e assoluto, per comunicare con gli altri. Il web è uno strumento della comunicazione che a volte, o meglio spesso ci fa vittime con tutte le sue attrazioni.

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Dobbiamo continuare ad usare la tecnologia, ma in modo giusto, dobbiamo essere consapevoli dei vantaggi, ma anche degli svantaggi, e le persone si rifiutano di accettarli, perchè con la tecnologia ci si è costruito un mondo proprio, dove si può essere quello che si vuole, ma a volte quello che vedi non è vero. Per me invece è il contrario, grazie alla tecnologia ho potuto mostrare agli altri quello che sono, quello che sto dicendo, non l'avrei mai detto ad un mio amico, ma solo a qualcuno che non vedo... e forse è questo che mi dà forza, ma non prendetemi come quello che non ha una vita sociale... forse non parlo di ciò con gli altri perchè gli altri non sono maturi per sentire ciò, e si annoierebbero, qui invece sono sicuro che chi vorrà leggere leggerà e non si annoierà perchè gli interessa l'argomento dato che ha scelto di leggerlo... forse però la tecnologia ci priva di quegli sbagli che ci aiutano ad imparare, quegli sbagli che poi ci saranno dove la tecnologia non ci sarà. Noi possiamo modificare quello che diciamo come vogliamo, c'è chi lo modifica per apparire bello, simpatico, ma c'è chi lo modifica perchè ha sbagliato; impariamo a non generalizzare, perchè è questo che ci porta a dare dei pregiudizi. La tecnologia è una risorsa, ma come tutte le risorse può causare danni.

Modificato da Kirby

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Hai perfettamente ragione su tutto ed è per questo che amo i forum in generale

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C'è ancora qualcuno (parlo di gente comune) che si illude di raggiungere tutte le sue amicizie virtuali tramite le cose che scrive online?

Non conosco bene twitter, ma su fessbucc i propri messaggi raggiungono forse a stento il 25% dei contatti; e di questi saranno interessati meno della metà.

Parlo di messaggi un minimo costruttivi e non banali.

Per quanto riguarda le cazzate (che pure ci stanno) forse le percentuali aumentano un po', ma quello che voglio dire è: non mi illudo che gli altri pensino che io sia quello che posto, perchè quello che posto si perderà nel calderone delle homepage di ognuno.

Potrei dire che posto semplicemente quello che deriva da quello che sono in realtà, quindi il mio profilo sarebbe una diretta conseguenza della mi personalità e non viceversa.

Non sarebbe vero, perchè l'influenza agisce anche al contrario: cominciare a condividere informazioni in un certo ambito porta inevitabilmente a ritenerci man mano più ferrati su quell'argomento.

Per quanto mi riguarda, so di essere influenzato "dal mio profilo" ma è un'influenza che cerco più o meno di controllare.

Il problema che più mi preoccupa non è "come fessbucc mi può trasformare" ma l'istinto a farmi i fatti degli altri (non di tutti, ovvio) e la perdita di tempo relativa

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Per riprendere la discussione, gli Estoni, dei noti broncioni solitari e conservatori (che hanno nonostante tutto inventato Skype), sembrano non essere granché entusiasti di Facebook :

http://www.presseuro...a-dopo-facebook

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Io vado su Facebook ogni tanto, tanto per ridere un po' sulle pagine dedicate ai meme, ma lì non ho la mia vita. Diciamo che sono d'accordo su tutto quello che gli Estoni pensano, anche se io riesco ad esprimermi meglio grazie alla tecnologia, questo non vuol dire che io non voglia che ci sia una comunicazione diretta fra persone. Il fatto è che la gente non giudica la tecnologia come parte della sua vita, ma la giudica come se fosse la sua vita. Tolta quella, la loro vita finisce, dobbiamo imparare che la tecnologia non è tutto. E comunque ve lo dice uno che se gli togli il Nintendo e il Pc, muore. Sono consapevole di quello che penso ed è per questo che sto cercando di pensarla diversamente, ma non è facile.

Modificato da Evolvix 85

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Il problema è pure che vi è stato un cambiamento radicale nel pubblico che ha accesso alle nuove tecnologie. Mi ricordo ad esempio che quando avevo 14-15 anni passare le proprie giornate a chattare o a scrivere su internet era un'esperienza per disadattati che non avevano vita sociale ; verso la fine del liceo invece TUTTI i miei compagni usavano Msn e navigavano su internet, fino ad arrivare al giorno d'oggi in cui se passi le tue giornate a scrivere stronzate su Twitter o sul tuo muro Facebook sei una persona trendy*.

Il vantaggio che trovavo nei forum rispetto alle altre forme di comunicazione quotidiana è il tempo che ti lascia per riflettere quando devi scrivere qualcosa. Ma oggi che i forum e le connessioni internet sono diventati ultrarapidi non c'è più nessuna differenza tra parlare/comunicare e scrivere.

(* non sto dicendo che la maggior parte degli utenti di questo forum non siano dei disadattati asociali, sia ben chiaro)

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Sono perfettamente d'accordo con, come aveva citato Sherry Turkle alle persone di oggi non piace la comunicazione diretta fra persone perchè è in tempo reale, e quindi devi dare subito una risposta, e magari ti accorgi che è una cavolata, o che è sbagliata, ma in fondo è così che si conosce una persona. Se chi sta scrivendo sul forum chiede qualcosa, l'altro lo saprà rispondere perchè su Internet troviamo di tutto. Sui forum puoi farti passare come vuoi, colto o non, nella vita reale o sei uno o sei l'altro. Con questo non voglio dire che non ci siano persone colte o non che sia chiaro, ma ad esempio io non lo sono, non so molte, infatti molte volte fraintengo gli altri.

Modificato da Evolvix 85

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Io apprezzo i forum per la loro capacità di unire e cerco di essere me stesso, nient'altro

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Sono perfettamente d'accordo con, come aveva citato Sherry Turkle alle persone di oggi non piace la comunicazione diretta fra persone perchè è in tempo reale, e quindi devi dare subito una risposta, e magari ti accorgi che è una cavolata, o che è sbagliata, ma in fondo è così che si conosce una persona.

Il fatto è che ci sono domande per cui non si può dare una semplice risposta rapida sul momento. In una comunicazione verbale si ha raramente il tempo di riflettere a quanto si dice, per paura di trattenere troppo l'altra persona oppure di dire cose poco chiare che necessiterebbero maggiori sviluppi, quindi si finisce molto spesso per dire delle cose banali e per ripetere quello che tutti pensano. Vi può essere pure un certo timore di offendere l'interlocutore criticando certe idee emesse da lui, quindi si preferisce tacere i dubbi per evitare di rischiare di perdere la sua compagnia.

La scrittura lascia invece (teoricamente) il tempo della riflessione, quindi mi posso garantire per principio il "lusso" di dire quello che penso piuttosto che ripetere semplicemente quello che pensano tutti.

Se chi sta scrivendo sul forum chiede qualcosa, l'altro lo saprà rispondere perchè su Internet troviamo di tutto.

Questa è appunto secondo me un'illusione generata dagli ultimi sviluppi del web ultrarapido. La caratteristica del messaggio scritto rispetto alla parola indirizzata ad una persona presente è proprio che potrebbe pure non ottenere mai nessuna risposta.

Sui forum puoi farti passare come vuoi, colto o non, nella vita reale o sei uno o sei l'altro. Con questo non voglio dire che non ci siano persone colte o non che sia chiaro, ma ad esempio io non lo sono, non so molte, infatti molte volte fraintengo gli altri.

Non sono d'accordo nemmeno su questo. A meno che tu non sia su internet da pochissimo tempo, trovo molto più semplice scoprire quando qualcuno mente in una discussione su internet piuttosto che in una discussione nella vita reale. In fondo su internet gli altri utenti hanno la possibilità di rileggere il tuo messaggio più e più volte, di dissezionarlo e di riflettere sui suoi punti deboli, e basta spesso una domanda ben azzeccata per far esplodere

Nella vita reale la tua attenzione si fissa invece su dei particolari esteriori della persona (aspetto fisico, modo di parlare e di muoversi, ecc) che oltre a non essere spesso indicativi del modo di essere della persona possono essere pure mascherati con estrema facilità. Quanti imprenditori, manager, professori o preti che nella loro vita comune sembrano delle persone oneste e affabili sono stati scoperti ad essere dei serial killer, dei trafficanti di droga o dei pedofili ?

Credere che una persona sia la stessa nella vita pubblica e nella vita privata è un grosso errore. Se c'è una capacità propria alla specie umana è quella di mentire.

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(* non sto dicendo che la maggior parte degli utenti di questo forum non siano dei disadattati asociali, sia ben chiaro)

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Il fatto è che ci sono domande per cui non si può dare una semplice risposta rapida sul momento. In una comunicazione verbale si ha raramente il tempo di riflettere a quanto si dice, per paura di trattenere troppo l'altra persona oppure di dire cose poco chiare che necessiterebbero maggiori sviluppi, quindi si finisce molto spesso per dire delle cose banali e per ripetere quello che tutti pensano. Vi può essere pure un certo timore di offendere l'interlocutore criticando certe idee emesse da lui, quindi si preferisce tacere i dubbi per evitare di rischiare di perdere la sua compagnia.

La scrittura lascia invece (teoricamente) il tempo della riflessione, quindi mi posso garantire per principio il "lusso" di dire quello che penso piuttosto che ripetere semplicemente quello che pensano tutti.

Ok, allora siamo d'accorodo entrambi.

Questa è appunto secondo me un'illusione generata dagli ultimi sviluppi del web ultrarapido. La caratteristica del messaggio scritto rispetto alla parola indirizzata ad una persona presente è proprio che potrebbe pure non ottenere mai nessuna risposta.

Anche nella parola indirizzata potresti non ottenere risposta. Il fatto è che se qui non sai una risposta, puoi benissimo cercare nel web e poi rispondere, nella vita reale no.

Non sono d'accordo nemmeno su questo. A meno che tu non sia su internet da pochissimo tempo, trovo molto più semplice scoprire quando qualcuno mente in una discussione su internet piuttosto che in una discussione nella vita reale. In fondo su internet gli altri utenti hanno la possibilità di rileggere il tuo messaggio più e più volte, di dissezionarlo e di riflettere sui suoi punti deboli, e basta spesso una domanda ben azzeccata per far esplodere

Nella vita reale la tua attenzione si fissa invece su dei particolari esteriori della persona (aspetto fisico, modo di parlare e di muoversi, ecc) che oltre a non essere spesso indicativi del modo di essere della persona possono essere pure mascherati con estrema facilità. Quanti imprenditori, manager, professori o preti che nella loro vita comune sembrano delle persone oneste e affabili sono stati scoperti ad essere dei serial killer, dei trafficanti di droga o dei pedofili ?

Credere che una persona sia la stessa nella vita pubblica e nella vita privata è un grosso errore. Se c'è una capacità propria alla specie umana è quella di mentire.

Rileggendo quello che ho detto, sono d'accordo con te, ma vorrei concentrarmi sul fatto che la tecnologia permette di mascherarci come vogliamo, al di là delle capacità di farlo (anche se comunque di vittime di pedofilia ce ne sono molte).

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Anche nella parola indirizzata potresti non ottenere risposta. Il fatto è che se qui non sai una risposta, puoi benissimo cercare nel web e poi rispondere, nella vita reale no.

Senza dubbio, ma in generale una risposta la ottieni, se non altro un cenno della testa per far capire che l'altro ti sta ascoltando. Su internet non sai se la otterrai, né quale forma prenderà vista la distanza che la scrittura scava tra la domanda e la risposta.

Inoltre un testo (su internet come altrove) a differenza di una discussione orale non s'indirizza mai ad una persona determinata, ma coinvolge chiunque decida di rispondervi in un momento qualunque del futuro.

Rileggendo quello che ho detto, sono d'accordo con te, ma vorrei concentrarmi sul fatto che la tecnologia permette di mascherarci come vogliamo, al di là delle capacità di farlo (anche se comunque di vittime di pedofilia ce ne sono molte).

Ripeto, secondo me non è una specificità delle tecnologie di telecomunicazione avanzate, anche se è chiaro che degli aggeggi come Facebook (soprattutto da quando è stata introdotta la timeline) amplificano a dismisura il sentimento di onnipotenza e di controllo assoluto di ogni singolo individuo riguardo la propria immagine. Per questo motivo anche lo sviluppo della rete internet implica una proliferazione senza precedenti di tecniche di sorveglianza degli individui sempre più avanzate, e non ci si dovrebbe sorprendere in questo caso se Google e Facebook collaborino strettamente con i servizi segreti americani (molte persone sembrano ignorare l'origine poliziesca degli strumenti di riconoscimento facciale...)

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Senza dubbio, ma in generale una risposta la ottieni, se non altro un cenno della testa per far capire che l'altro ti sta ascoltando. Su internet non sai se la otterrai, né quale forma prenderà vista la distanza che la scrittura scava tra la domanda e la risposta.

Inoltre un testo (su internet come altrove) a differenza di una discussione orale non s'indirizza mai ad una persona determinata, ma coinvolge chiunque decida di rispondervi in un momento qualunque del futuro.

Ok, se la intendi così allora sono d'accordo (anche perchè sono dei dati di fatto).

Ripeto, secondo me non è una specificità delle tecnologie di telecomunicazione avanzate, anche se è chiaro che degli aggeggi come Facebook (soprattutto da quando è stata introdotta la timeline) amplificano a dismisura il sentimento di onnipotenza e di controllo assoluto di ogni singolo individuo riguardo la propria immagine. Per questo motivo anche lo sviluppo della rete internet implica una proliferazione senza precedenti di tecniche di sorveglianza degli individui sempre più avanzate, e non ci si dovrebbe sorprendere in questo caso se Google e Facebook collaborino strettamente con i servizi segreti americani (molte persone sembrano ignorare l'origine poliziesca degli strumenti di riconoscimento facciale...)

Non capisco dove tu voglia arrivare, vuoi semplicemente dire che farsi passare da una persona ad un'altra (mascheramento), non è qualcosa che nasce dalle tecnologie ? Se è per questo allora sì, sono d'accordo, come hai detto prima ci sono preti, manager ecc. che sembravano persone oneste, ma che non lo erano. Sto solo dicendo che la tecnologia ha dato un'opportunità in più a ciò, e come hai detto tu "ha amplificato il sentimento di onnipotenza".

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