Considerazioni sulla scuola e sull'università

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KONGPANG.

Rappresentante di classe
finalmente sta merda di scuola è finita

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Evolvix 85

One is All, All is One
Non sono stato molto eccitato per la fine della scuola, anzi ero un po' triste.
 

AMD

Amministratore di condominio
Pyr3s ha scritto:
kongpang, fidati che alla prima sessione di esami rimpiangerai le superiori :(
*

qualunque esame, anche il più facile fin'ora è stato più duro di tutti e 5 gli anni di superiori insieme, maturità compresa

comunicazione, scienze politiche e co. non contano per il confronto ovviamente
 

gGiova

e-ehi.
Pyr3s ha scritto:
kongpang, fidati che alla prima sessione di esami rimpiangerai le superiori :(
Ragazzino delle medie, fidati che dalla prima verifica alle superiori rimpiangerai gli esami delle medie

Bambino delle elementari, fidati che dalla prima verifica alle medie rimpiangerai le elementari

è sempre così, sarà sempre così.
 
N

Namizou

.Giova ha scritto:
Ragazzino delle medie, fidati che dalla prima verifica alle superiori rimpiangerai gli esami delle medie

Bambino delle elementari, fidati che dalla prima verifica alle medie rimpiangerai le elementari

è sempre così, sarà sempre così.
Beh, è la verità. Anche se, solitamente, il secondo confronto è abbastanza fasullo, visto che tra elementari e medie non senti poi questa grande differenza, a livello di studio; cominci ad apprendere i metodi, ma rimane comunque una scuola leggera rispetto a quella superiore (dipende sempre da quello che scegli, ovviamente). Più che altro le medie ti segnano molto più delle elementari a livello umano perché si entra nell'adolescenza e si sviluppa la propria personalità, con le ovvie conseguenze.
 

Steph

Great Teacher
Mod
Io continuerò sempre a preferire le mani ai libri :x

E poi se non c'è gente che non studia chi li fa i lavori di mano!
 

Pariston

马 炎 凯
Admin
MapplƎ ha scritto:
Io continuerò sempre a preferire le mani ai libri :x

E poi se non c'è gente che non studia chi li fa i lavori di mano!
Ci sono libri e libri e mani e mani, comunque! xD
 

Pariston

马 炎 凯
Admin
Intendo dire che ci sono vari campi di studio e diversi tipi di lavori manuali... Non è detto che se ti fa schifo qualcosa poi non ti possa piacere qualcos'altro.
 

Auron

Parroco
AMD ha scritto:
*

qualunque esame, anche il più facile fin'ora è stato più duro di tutti e 5 gli anni di superiori insieme, maturità compresa

comunicazione, scienze politiche e co. non contano per il confronto ovviamente
Auron dice ciau.

No, seriamente, stocazzo. :\ Fattelo tu un esame di storia del pensiero politico antico, moderno e/o contemporaneo, una sociologia delle relazioni internazionali o cose simili :x Diritto pubblico a confronto è una cagata pazzesca (cit.)
 

Iro

Amministratore di condominio
c'entra poco con scienze politiche e compagnia. però io tre settimane fa (quindi a corso abbastanza avanzato) ho seguito for the lulz filologia dantesca a lettere e pensavo di essere su candid camera
 

AMD

Amministratore di condominio
Auron ha scritto:
Auron dice ciau.

No, seriamente, stocazzo. :\ Fattelo tu un esame di storia del pensiero politico antico, moderno e/o contemporaneo, una sociologia delle relazioni internazionali o cose simili :x Diritto pubblico a confronto è una cagata pazzesca (cit.)
l'esame di storia del diritto medievale e moderno da noi è stato l'esame più farsa che abbia mai visto... 12 crediti (il programma era tanto per carità)

ho sentito di quelle cose da chi fa scienze politiche che vorrei buttarmi giù dal terrazzo (oltre ad averci passato un semestre della mia vita)... poi son sicurissimo che lì in mezzo c'è anche chi si fa il mazzo
 

Monsù Pyr3s

Lucerna Juris
Da noi è il contrario, la docente è folle, ci fa studiare da libri scritti dal nonno nel primo dopoguerra (true story) e in generale dà voti di merda pure a chi ha studiato.. infatti lo lasciano tutti al quinto anno
 
L

Lucanik-san

Pyr3s ha scritto:
fidati che alla prima sessione di esami rimpiangerai le superiori :(
Non sono d'accordo.

Certo, l'università ha i suoi svantaggi rispetto al liceo (su tutti una quantità e difficoltà degli argomenti di studio infinitamente più dilatate, oppure quel clima di competizione sconosciuto in precedenza) ma anche passi avanti non indifferenti.

Anzitutto i docenti (nessuno escluso, nemmeno gli stronzi) iniziano finalmente a trattarti non più da infante, ma da persona adulta e loro pari per certi versi (alludo al "lei" ma non soltanto);

in secundis, la possibiità di conoscere una infinità di gente nuova, ed avere un autentico imbarazzo della scelta (non si è più costretti ad avere fra i piedi sempre le stesse 20 persone, ci si può sedere a lezione con chi, quando e come si vuole);

in tertiis, il metodo di studio: a scuola ogni giorno hai l'assillo del potenziale rischio del giorno dopo e non puoi mai star tranquillo, vivi male nell'incognita. In uni sai che la verifica si terrà il giorno tot, alle ore tot, in aula tot, e sta a te autogestirti il lavoro senza ansie per farti trovare pronto in quel determinato momento;

infine, il capitolo assenze. A scuola ogni qualvolta che si filona ci si muove come un agente segreto infiltrato in missione stealth, presi dal terrore che un docente, genitore, parente o comunque conoscente possa sgamarti e far crollare come un castello di carte la tua montatura, con conseguenze spiacevoli, ed in generale ad ogni assenza sei costretto a giustificarti. In facoltà, spetta alla maturità dello studente decidere se andare o meno a lezione senza alcuna conseguenza disciplinare, dal momento che la frequenza è perlopiù non obbligatoria. Se un giorno non ti va, non ti senti, o hai un impegno, sei consapevole d'esser libero di farlo senza dar conto a nessuno, se non alla propria coscienza.

Ecco, in sostanza, gli ultimi due punti potrebbero benissimo riassumersi in "maggior libertà".
 

Monsù Pyr3s

Lucerna Juris
anche al liceo potevo assentarmi quando e come volevo, i miei genitori han firmato perché potessi firmarmi il libretto delle assenze da solo..

poi, se pianificavi un minimo non avevi l'assillo dell'essere pronto ogni giorno, bastava qualche interrogazione da volontario all'inizio e per il resto le altre verifiche diventavano più che prevedibili

non mi hanno mai trattato da infante ma c'è sempre stato un rapporto sufficientemente paritario (nei limiti del rapporto docente-studente, ed anzi i professori del liceo son molto più alla mano di quelli dell'università)

l'infinità di gente la puoi conoscere anche in un liceo, come il mio, che contava 1200 iscritti... in classe cambiavo posto quotidianamente e non mi dispiacevano i miei compagni, anzi alcuni li frequento tutt'ora...

in sintesi: se hai vissuto male il tuo liceo non fargliene una colpa, perché sicuramente non sei esente da colpe
 

AMD

Amministratore di condominio
io tutta sta libertà non ce l'ho comunque...

passo la vita a studiare, altro che giornate in giro per il centro a far pubbliche relazioni
 
L

Larm

Pyr3s ha scritto:
anche al liceo potevo assentarmi quando e come volevo, i miei genitori han firmato perché potessi firmarmi il libretto delle assenze da solo..
Al liceo hai comunque un numero limitato di assenze permesse durante l'anno.

Pyr3s ha scritto:
poi, se pianificavi un minimo non avevi l'assillo dell'essere pronto ogni giorno, bastava qualche interrogazione da volontario all'inizio e per il resto le altre verifiche diventavano più che prevedibili
Non c'è paragone credo con un sistema dove sei lasciato completamente libero di organizzarti i tuoi tempi di studio così come la presenza ai corsi. Inoltre vi sono insegnanti al liceo che utilizzano sistematicamente il sistema delle verifiche a sorpresa e rifiutano le interrogazioni volontarie proprio per evitare che gli studenti studino una volta per quadrimestre e poi si addormentino.

Pyr3s ha scritto:
non mi hanno mai trattato da infante ma c'è sempre stato un rapporto sufficientemente paritario (nei limiti del rapporto docente-studente, ed anzi i professori del liceo son molto più alla mano di quelli dell'università)
Qui dipende molto dai professori singoli, ma resta vero come ha detto Lucanik che al liceo vi è un'asimmetria fondamentale tra il lei dello studente al docente e il tu del docente allo studente, mentre invece all'università ci si dà reciprocamente del lei (a meno ovviamente che non si sviluppi un rapporto più amicale con il docente).

Pyr3s ha scritto:
in sintesi: se hai vissuto male il tuo liceo non fargliene una colpa, perché sicuramente non sei esente da colpe
Si potrebbe ovviamente anche dire il contrario : se vivi male l'università non puoi attribuirne la responsabilità esclusiva a quest'ultima.

A mio modo di vedere, l'università significa essenzialmente trovarsi insieme con delle persone che hanno scelto la tua stessa strada di vita e che condividono i tuoi stessi interessi, cosa molto difficile da realizzare al liceo : raramente sei tu a scegliere quale frequentare e quando lo cominci è difficile che tu abbia già le idee abbastanza chiare su quello che vuoi fare in seguito (molte volte pure quando lo finisci). Da questo punto di vista l'università è il primo luogo dove la responsabilità delle tue scelte ti viene riconosciuta fin dal principio.

Che poi oggi andare all'università da scelta libera si sia trasformato in dovere indispensabile per poter trovare un lavoro è un'altra questione ; ma anche se questo fosse, nulla t'impedisce d'impegnarti a fondo per poter esercitare la professione che ti interessa davvero piuttosto che fare un corso di laurea che ti interessa poco o nulla solo perché dà più sbocchi, oppure di farne uno senza sbocchi solo perché è bello studiare e acculturarsi senza avere responsabilità. Si tratta in fondo di pensare a quello che si vuole essere nella società e di fare il possibile per diventarlo.
 

AMD

Amministratore di condominio
non so com'era la situazione a filosofia, larm, ma a giurisprudenza è pieno di gente che odia quello che studia, che non sa cosa farà da grande e viene per l'appunto solo per eventuali sbocchi
 
L

Lucanik-san

Pyr3s ha scritto:
1) anche al liceo potevo assentarmi quando e come volevo, i miei genitori han firmato perché potessi firmarmi il libretto delle assenze da solo..

2) poi, se pianificavi un minimo non avevi l'assillo dell'essere pronto ogni giorno, bastava qualche interrogazione da volontario all'inizio e per il resto le altre verifiche diventavano più che prevedibili

3) non mi hanno mai trattato da infante ma c'è sempre stato un rapporto sufficientemente paritario (nei limiti del rapporto docente-studente, ed anzi i professori del liceo son molto più alla mano di quelli dell'università)

4) l'infinità di gente la puoi conoscere anche in un liceo, come il mio, che contava 1200 iscritti... in classe cambiavo posto quotidianamente e non mi dispiacevano i miei compagni, anzi alcuni li frequento tutt'ora...

in sintesi: se hai vissuto male il tuo liceo non fargliene una colpa, perché sicuramente non sei esente da colpe
beh, guarda, allo stesso modo se a te è andato tutto bene al liceo ti invito a non fargliene un merito, perchè non a tutti tocca la stessa sorte, sai?

Sicuramente nè io ho fatto nulla per accettare la mia classe nè la mia classe ha fatto nulla per accettare me, ma non c'entra un fico: la mia analisi prescindeva da qualsiasi influenza soggettiva, adducendo argomentazioni (oggettivamente valide, mi pare) che nulla avevano a che fare con i rapporti più o meno buoni col "vicinato" scolastico.

1) Forse non lo sai, ma non tutti i genitori hanno lo stesso livello di permissività (fortunatamente quello dei miei, devo dire, è sempre stato ragionevolmente alto quanto basta). Eppoi questa autonomia giustificatoria (quando e se si ottiene) è valida soltanto per la maggiore età, vale a dire per gli ultimi 1, massimo 2, anni di liceo. E per il resto come la metti? All'università non ci sono problemi d'età, in nessuno degli anni.

Tra l'altro giustificarsi o farsi giustificare resta sempre una seccatura/peso: in facoltà nemmeno devi pensare a cosa scrivere o cosa dire, non c'è niente e nessuno a cui dar conto, salvo la propria preparazione.

2) Anche qui, non tutti sono uguali.

Ci sono non pochi prof che non accettano in nessun caso volontari (come il mio di lettere classiche) e in quel caso la pianificazione s'attacca al tram...

Senza contare che anche qualche giorno dopo averti sentito, se sono in dubbio con la valutazione possono anche legittimamente risentirti quando meno te lo aspetti, e non sono certo tenuti ad avvertirti prima. E se lo fanno, è solo per farti un favore, perchè ricorda che la scuola nasce come istituzione in cui bisogna essere sempre e comunque pronti a tutto, non fare una previsione-selezione e/o andare a c*lo.

Tralasciando anche le non rare interrogazioni a tappeto e compiti in classe a sorpresa: qualcosa a sorpresa non si può pianificare, per quanto tu sia previdente, se non studiando costantemente tutto e bene, cosa obbiettivamente impossibile.

Preferisco di gran lunga l'università e la sua trasparenza/pianificabilità totale ed incondizionata.

3) Sarà, ma fatto sta che finora son sempre andato d'amore e d'accordo con tutto il personale didattico universitario, ed anzi quest'ultimo si è dimostrato sempre più disponibile ad incontri supplementari extra (per consigli, consulenze, supporto, prove d'esame e quant'altro) rispetto ai prof liceali, che frustrati/complessati dal fatto di pigliare uno stipendio da fame o poco più, lavoravano male, poco e controvoglia. (in 5 anni ho legato solo con 2 prof di liceo in maniera importante, vale a dire arte e mate con cui eravamo pappa e ciccia)

Ma guarda un pò: da noi invece quasi tutti gli insegnanti del liceo hanno sempre adoperato misure disciplinari fin troppo ridicole anche per la scuola elementare, quali il cambio di posto, l'interrogazione-dispetto o la cacciata dall'aula (oltre a non averci MAI dato del lei, e nemmeno a te, son pronto a scommettere). Figuriamoci se poi addirittura ci potessero concedere di cambiar posto a piacimento.

Se permetti, mi tengo stretti i docenti universitari, con tutti i loro pregi e difetti.

4) No, proprio no. Non guardare l'uguale valore assoluto del numero, ma contestualizzalo.

Un conto è avere centinaia di persone tutte nella stella aula/corso, un altro è averne una ventina per poi avere il resto sparpagliato negli atrii e altre classi rimanenti. Puoi anche in un liceo, certo, peccato che sia molto più difficile.

Poi non ponevo una questione di simpatia/antipatia dei dirimpettai: anche se le mie 22 compagne e 2 compagni fossero stati i più affabili di questo fottuto mondo (ma come si evince non è stato affatto così), a me cadono le palle a vedere ogni santa mattina le stesse 20 facce per 5 anni.

Concludendo, è falso che uno tra il liceo (nonchè che quest'ultimo sia sempre il pezzo pregiato della vita, come sento dire) e l'università sia indiscutibilmente il migliore, ognuno ha come ogni cosa pro e contro: alla luce di questi, personalmente mi sento di preferire la seconda, e più vado avanti più sono contento di essermi lasciato alle spalle quel buco d'inferno chiamato liceo. Nostalgia? No grazie, ve lo lascio volentieri.

AMD ha scritto:
io tutta sta libertà non ce l'ho comunque...

passo la vita a studiare, altro che giornate in giro per il centro a far pubbliche relazioni
Beh vabbè Edo suppongo che quantomeno ora tu riesca a ritagliarti più spazi per te rispetto ai tempi del liceo.

Poi è chiaro che la libertà totale non sarà mai ottenibile fintanto che tu abbia un dovere da portare a termine, si chiami esso studio o lavoro.

Passare la vita a studiare è forse un tantino iperbolico, non credi?
 
Ultima modifica:
L

Larm

AMD ha scritto:
non so com'era la situazione a filosofia, larm, ma a giurisprudenza è pieno di gente che odia quello che studia, che non sa cosa farà da grande e viene per l'appunto solo per eventuali sbocchi
A filosofia (almeno a Padova) è la stessa identica cosa, con la sola differenza che la gente ama quello che studia e che è cosciente di non avere sbocchi perlomeno in loco (l'unico modo per avere un posto d'insegnante o di ricercatore in Italia è quello di leccare il culo per anni a un professore finché questo non va in pensione o non schiatta). Forse solo nelle facoltà scientifiche vi è un po' di equilibrio, ma con i mezzi ridicoli di cui dispongono i ricercatori nel paese la maggior parte finisce comunque per emigrare se vuole fare qualcosa di serio.

Detto questo è vero che nelle facoltà di giurisprudenza vi è un buon numero di gente senza vocazione che è lì solo perché vi è stata mandata dai genitori per fare carriera. D'altronde con il numero di iscritti che contano ci sarebbe da meravigliarsi se tutti fossero lì perché fin da piccoli sognavano di fare l'avvocato o il giudice...
 

Monsù Pyr3s

Lucerna Juris
Larm ha scritto:
Al liceo hai comunque un numero limitato di assenze permesse durante l'anno.
Stronzate, basta farsi fare il certificato medico per le assenze di malattia e ti rimangono un fottìo di assenze "libere".

Larm ha scritto:
Non c'è paragone credo con un sistema dove sei lasciato completamente libero di organizzarti i tuoi tempi di studio così come la presenza ai corsi. Inoltre vi sono insegnanti al liceo che utilizzano sistematicamente il sistema delle verifiche a sorpresa e rifiutano le interrogazioni volontarie proprio per evitare che gli studenti studino una volta per quadrimestre e poi si addormentino.
Sì, ok, ma se al liceo vivi nell'ansia di essere interrogato, scusa ma il problema è tuo.
Larm ha scritto:
Qui dipende molto dai professori singoli, ma resta vero come ha detto Lucanik che al liceo vi è un'asimmetria fondamentale tra il lei dello studente al docente e il tu del docente allo studente, mentre invece all'università ci si dà reciprocamente del lei (a meno ovviamente che non si sviluppi un rapporto più amicale con il docente).
Sinceramente il non essere considerati "infanti" lo valuto da altre cose, non se mi si rivolgono dandomi del tu, del lei, del voi.

Larm ha scritto:
Si potrebbe ovviamente anche dire il contrario : se vivi male l'università non puoi attribuirne la responsabilità esclusiva a quest'ultima.
Io non vivo male l'università, ma da qui a dire che il liceo fa cagare solo perché non si è mai posto il problema di socializzare, ce ne passa di strada.

Larm ha scritto:
A mio modo di vedere, l'università significa essenzialmente trovarsi insieme con delle persone che hanno scelto la tua stessa strada di vita e che condividono i tuoi stessi interessi, cosa molto difficile da realizzare al liceo : raramente sei tu a scegliere quale frequentare e quando lo cominci è difficile che tu abbia già le idee abbastanza chiare su quello che vuoi fare in seguito (molte volte pure quando lo finisci). Da questo punto di vista l'università è il primo luogo dove la responsabilità delle tue scelte ti viene riconosciuta fin dal principio.Che poi oggi andare all'università da scelta libera si sia trasformato in dovere indispensabile per poter trovare un lavoro è un'altra questione ; ma anche se questo fosse, nulla t'impedisce d'impegnarti a fondo per poter esercitare la professione che ti interessa davvero piuttosto che fare un corso di laurea che ti interessa poco o nulla solo perché dà più sbocchi, oppure di farne uno senza sbocchi solo perché è bello studiare e acculturarsi senza avere responsabilità. Si tratta in fondo di pensare a quello che si vuole essere nella società e di fare il possibile per diventarlo.
Devo ancora incontrare uno studente di giurisprudenza che dice "che bello il diritto mi appassiona".  Puoi trovarlo utile, interessante, ma appassionante? Dude, c'mon.

E non confondere il fatto di saper sfoderare articoli e numeri di sentenze per ogni situazione con la passione per il diritto: è più facile appassionarsi alla sboroneria che al diritto vero e proprio.

Per quanto riguarda il problema del cosa scrivere, mai sentito parlare di "problemi di salute"/"problemi di famiglia"?

Ah, giusto per chiarire: si parlava di facilità, non di tutto quello che avete tirato fuori.

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AMD ha scritto:
qualunque esame, anche il più facile fin'ora è stato più duro di tutti e 5 gli anni di superiori insieme, maturità compresa
 
L

Larm

Pyr3s ha scritto:
Stronzate, basta farsi fare il certificato medico per le assenze di malattia e ti rimangono un fottìo di assenze "libere".
Indipendentemente dall'abilità che puoi avere a giostrarti nella situazione per ottenere comunque il massimo del profitto, resta che le assenze al liceo sono un permesso straordinario che ti è dato, mentre in facoltà si tratta di un diritto (salvo casi particolari : corsi pratici, laboratori, ecc). Penso che tu abbia gli strumenti per capire la differenza tra le due cose.

Pyr3s ha scritto:
Sì, ok, ma se al liceo vivi nell'ansia di essere interrogato, scusa ma il problema è tuo.
Cosa esattamente non ti era chiaro nel "professori che fanno verifiche e interrogazioni a sorpresa e rifiutano le interrogazioni volontarie" ?

Del resto, quando si sa che gli studenti possono firmarsi da soli le assenze per sfuggire al giorno dell'interrogazione l'unico modo per garantirsi che studino è non dir loro quando saranno interrogati, poiché così saranno costretti a studiare sempre nell'eventualità di essere beccati il giorno dopo.

Pyr3s ha scritto:
Sinceramente il non essere considerati "infanti" lo valuto da altre cose, non se mi si rivolgono dandomi del tu, del lei, del voi.
Sono d'accordo, molte persone si nascondono comunque dietro le formalità per instaurare dei rapporti di sottomissione più sottili. Ma se talvolta al liceo è più facile instaurare dei rapporti "amicali" studente/docente rispetto all'università è proprio perché a scuola la separazione dei ruoli tra docente e studente è assodata e invalicabile, quindi il professore può pure permettersi di essere amichevole senza rimettere in discussione i suoi diritti. All'università invece la distanza tra lo studente e il professore è pressoché nulla (il primo potrebbe in teoria sostituire il secondo 5 anni dopo una volta laureato), da cui la necessità talvolta della distanza e di una gerarchia più marcata.

Per dirla breve, il professore al liceo non rischia quasi nulla, quindi tanto vale mostrarsi amici se ciò può renderti la vita più tranquilla ; mentre il professore all'università se non rispetta gli studenti rischia in teoria conseguenze ben più dirette.

Pyr3s ha scritto:
Io non vivo male l'università, ma da qui a dire che il liceo fa cagare solo perché non si è mai posto il problema di socializzare, ce ne passa di strada.
Non c'entra nulla il fatto di socializzare o meno, è proprio una situazione completamente diversa : a scuola ti trovi costantemente accanto a gente che non ha nulla in comune con te ma con cui devi comunque aver a che fare, mentre all'università puoi scegliere di frequentare solo la gente che ti sta simpatica ed ignorare gli altri senza per questo essere costretto a sottometterti alla legge del gruppo. La gente si può deprimere al liceo perché è emarginata dal gruppo (e mi dispiace dirtelo, ma il più delle volte non sei emarginato perché sei "asociale" tu, ma semplicemente perché non corrispondi ai canoni della banda), mentre all'università ci si deprime perché non si riesce a formare nessun gruppo.

Pyr3s ha scritto:
Devo ancora incontrare uno studente di giurisprudenza che dice "che bello il diritto mi appassiona".  Puoi trovarlo utile, interessante, ma appassionante? Dude, c'mon.E non confondere il fatto di saper sfoderare articoli e numeri di sentenze per ogni situazione con la passione per il diritto: è più facile appassionarsi alla sboroneria che al diritto vero e proprio.
Ho conosciuto comunque delle persone che si impegnavano un sacco a giurisprudenza proprio in vista della professione futura che volevano fare (avvocato criminalista, giudice nelle corti internazionali, ecc).

Mi pare chiaro che la passione non stia nella materia in sé, ma nel modo in cui la si affronta secondo i propri fini personali : se ti iscrivi a giurisprudenza solo perché ti costringono a lavorare e vuoi ottenere un diploma facile è chiaro che gli studi saranno un peso incredibile (ma questo vale per tutti i corsi di laurea e non solo per giurisprudenza), mentre se ti iscrivi perché hai un progetto vero per il tuo futuro gli ostacoli non saranno un peso, ma anzi uno stimolo per migliorarti.

Poi è chiaro che se pure i tuoi docenti hanno studiato la materia controvoglia solo perché volevano un posto di lavoro faranno pesare su di te la loro attitudine e renderanno i tuoi studi più difficili, scoraggiandoti pur di non farti arrivare al loro stesso livello. E' anche naturale che se ottieni qualcosa al prezzo di sforzi al di sopra delle tue capacità ti sentirai infastidito quando qualcun altro arriverà al tuo stesso livello quasi senza fatica (le persone mature in generale cercano di non far pesare sugli altri le proprie sofferenze, ma è difficile pretendere che tutti si comportino come adulti.)
 

AMD

Amministratore di condominio
Devo ancora incontrare uno studente di giurisprudenza che dice "che bello il diritto mi appassiona".  Puoi trovarlo utile, interessante, ma appassionante? Dude, c'mon.
eccomi
 
L

Lucanik-san

Pyr3s ha scritto:
1) Stronzate, basta farsi fare il certificato medico per le assenze di malattia e ti rimangono un fottìo di assenze "libere".

Per quanto riguarda il problema del cosa scrivere, mai sentito parlare di "problemi di salute"/"problemi di famiglia"?

2) Sì, ok, ma se al liceo vivi nell'ansia di essere interrogato, scusa ma il problema è tuo.

3) Sinceramente il non essere considerati "infanti" lo valuto da altre cose, non se mi si rivolgono dandomi del tu, del lei, del voi.

4) Io non vivo male l'università, ma da qui a dire che il liceo fa cagare solo perché non si è mai posto il problema di socializzare, ce ne passa di strada.

5) Ah, giusto per chiarire: si parlava di facilità, non di tutto quello che avete tirato fuori.
1) Primo: se un prof non ci è e non ci fa, si accorgerà che qualcosa non va se un alunno ha avuto 3 ricadute in 4 settimane oppure si raffredda un giorno sì e un giorno no. Secondo: per abusare dei finti certificati in quel modo barbaro devi comunque avere un medico curante sia tuo parente stretto sia tuo complice, altrimenti uno estraneo non ti fa certo da scrivano---->ti attacchi. Terzo: con tutti i certificati o sotterfugi che vuoi, al liceo comunque non potrai mai passare indenne un anno intero senza mai metter piede a lezione; in università sì. Quindi di che stiamo parlando?

Sì, sentìti, ma quando il motivo non è nessuno dei due, come quando non ti suona la sveglia o recuperi sonno dopo una notte in bianco, hai un attimo di esitazione al momento di scrivere, a meno che tu non fossi solito scrivere tranquillamente "pigrizia". E' comunque un problema seccante, che abbiamo fortunatamente lasciato al liceo.

2) No, non è suo o mio, ma di qualunque studente normale. Se poi in 5 anni di liceo mai sei stato dubbioso su una possibile interrogazione del giorno dopo, oppure se alternavi un paio di giorni di studio pre-interrogazione volontaria a mesi di tranquillità, allora quello (molto) particolare sei tu assieme ai tuoi ex docenti.

3) Infatti ho sopra elencato una serie di esempi (diversi dal tu, lei, voi) che giustificano il mio considerare puerile, se non peggio, il comportamento dei miei ex prof.

4) Guarda che nessuno l'ha mai detto e lo dirà. Ho solo detto che il liceo non e' piaciuto a ME (non che deve far necessariamente cagare sempre e comunque a tutti) per il lungo elenco degli innegabili motivi di cui sopra, che nulla hanno a che vedere con lo squallore delle personacce con cui ho avuto a che fare (tant'è che anche Larm che non le ha conosciute mi ha in parte fatto eco), cosa che meriterebbe un discorso a parte.

Non sovrapporre.

5) Consentimi di correggerti: all'inizio si parlava solo di facilità, ma poi tu ci hai sbolognato questa sbobba:

kongpang, fidati che alla prima sessione di esami rimpiangerai le superiori :(
a cui ho risposto prima facendo solo notare che è errato ridurre grossolanamente ed universalmente il liceo a paradiso e l'università ad inferno o viceversa, poi stilando un oggettivo resoconto di pro e contro, dato che hai solo citato le superiori in generale e non il loro coefficiente di difficoltà. Io, ad esempio, non lo rimpiango affatto e, ripeto, NON per il basso livello della gentaglia che ho incontrato, ma per delle regole comuni a qualsiasi liceo.

Per il resto, siamo d'accordo che gli esami universitari sono perlopiù minormente abbordabili di quasi ogni verifica liceale, ma anche qui con le dovute eccezioni. Per dire, ho trovato dannatamente più difficile/sfiancante studiare una sola pagina di chimica (ed al classico, nemmeno allo scientifico eh) piuttosto che l'intero manuale di filosofia del diritto.
 

Monsù Pyr3s

Lucerna Juris
AMD ha scritto:
Non ti ho mai incontrato. Lawyered.

@lukanik: mi presenti il tuo fornitore? dev'essere roba buona. Dici tu stesso che si parlava di facilità, e un commento come "rimpiangerai le superiori" a cosa vuoi che si riferisca? Alla personalità dei compagni?

Ah, comunque perché tu lo sappia, anche le superiori si possono fare da privatista. Devi solo fare un'esame di ogni materia a fine anno, che io sappia.

Avere un dubbio su una possibile interrogazione del giorno non equivale a stare in ansia, eh.. Poi se sei di quelli che se prendono un 2 si ammazzano fai pure, io con la mia politica sono arrivato al 100 e lode vivendo la mia vita nel mentre...

ah, e ti rivelerò un segreto: la giustificazione dell'assenza non viene dichiarata sotto giuramento. Puoi anche scriverci "ritiro spirituale in himalaya"
 
L

Lucanik-san

Pyr3s ha scritto:
1) @lukanik: mi presenti il tuo fornitore? dev'essere roba buona. Dici tu stesso che si parlava di facilità, e un commento come "rimpiangerai le superiori" a cosa vuoi che si riferisca? Alla personalità dei compagni?

2) Ah, comunque perché tu lo sappia, anche le superiori si possono fare da privatista. Devi solo fare un'esame di ogni materia a fine anno, che io sappia.

3) Avere un dubbio su una possibile interrogazione del giorno non equivale a stare in ansia, eh.. Poi se sei di quelli che se prendono un 2 si ammazzano fai pure, io con la mia politica sono arrivato al 100 e lode vivendo la mia vita nel mentre...

4) ah, e ti rivelerò un segreto: la giustificazione dell'assenza non viene dichiarata sotto giuramento. Puoi anche scriverci "ritiro spirituale in himalaya"
1) La frecciata del fornitore non fa ridere, è fasulla e poco educata, anche per uno scherzo. Ma eviterò con cura di risponderti con la stessa moneta, per questa volta. Sorvoliamo ed entriamo in medias res.

Ho detto e confermo che si parlava esplicitamente di facilità con AMD, ma non con te.

La differenza è che lui aveva specificamente citato esami e verifiche, mentre il tuo vago "superiori" poteva riferirsi a qualsiasi aspetto della vita da liceale in generale. Non c'e solo la (relativa) facilità da rimpiangere del liceo, eh.

Leggimente, per tua informazione, non rientra nel mio movepool. La prossima volta sforzati di digitare qualche lettera in più per scongiurare questi fraintendimenti: "rimpiangerai le verifiche delle superiori", per esempio...ti porta via solo qualche secondo extra del tuo prezioso (?) tempo.

Grazie.

2) Lo vieni a dire a me, che proprio in classe mia una str... compagna lo ha fatto al 4-5 anno dopo essere stata assunta alla Scala di Milano come ballerina? Semplicemente ho ritenuto poco furbo affrontare un percorso liceale senza uno straccio di spiegazione/appunti, quando ne avevo la possibilità. Tutto qui.

Se non mi fossi informato prima, non avrei neanche scelto a tentoni.

3) Ma non equivale nemmeno a impipparsene, se è per questo. Per il resto non sono nè uno (semmai il contrario, sono abbastanza disinteressato al figurone, accetto volentieri tutto ciò che è sopra la sufficienza) nè l'altro tipo (quindi stai dicendo che con la tua "politica" hai ottenuto il massimo facendoti il mazzo 1-2 giorni prima della volontaria per poi grattarti i Paesi Bassi per settimane o mesi interi? Se è così, posso solo strabuzzare gli occhi, non ho mai sentito alcun liceo funzionare così), bensì un tipo intermedio, che ha sempre mantenuto una media nè penosa nè secchiosa ma dignitosa, nè cazzeggiando nè spezzandomi la schiena sui libri bensì studiando un poco di tutto (tranne mate) giorno dopo giorno, tutto ciò nè fregandomene nè agitandomi, piuttosto con la giusta, misurata tensione che è doveroso/ovvio che ci sia in un normale studente di liceo. Ti dirò di più, mi urtano anzi parecchio gli attacchi di panico altrui pre-verifica e quelli di isteria in seguito ad un 7 al posto di un aspettato 9.

4) Certo, certo, quello di Pulcinella.

Poi però la (meritata) pedata nell'ano da parte del prof di turno te la becchi tu in seguito a una bischerata del genere.

AMD ha scritto:
perchè il topic in sè faceva schifo?
Non se si salva il salvabile (ossia i post miei, tuoi, di Larm e di Pyr3s) spostandolo in un nuovo topic con titolo appropriato e contenuto filtrato.
 

Auron

Parroco
AMD ha scritto:
l'esame di storia del diritto medievale e moderno da noi è stato l'esame più farsa che abbia mai visto... 12 crediti (il programma era tanto per carità)

ho sentito di quelle cose da chi fa scienze politiche che vorrei buttarmi giù dal terrazzo (oltre ad averci passato un semestre della mia vita)... poi son sicurissimo che lì in mezzo c'è anche chi si fa il mazzo
Sì, certo, come in tutte le cose dipende dalle persone e dalle singole facoltà. Per esempio, qui da me in terronialand, è giurisprudenza la facoltà dei cazzari che non sanno cosa fare, mentre a scienze politiche c'è chi si vuole fare il mazzo (ovviamente ci sono anche qui i coglioni, ma in % minore). Inoltre, gli stessi professori sono molto più cazzari a giurisprudenza che a scipol :\ All'ultimo esame che ho dato, su 40 persone circa che l'han fatto (dopo un mese di studi come media) l'ha superato la metà della gente... con due soli 30 ed un 30L ed una sfilza di 18-20-22 interminabile :\
 

Monsù Pyr3s

Lucerna Juris
1) /ironia

2) col senno di poi..

3) non mi facevo il mazzo 2 giorni e mi sbattevo altamente il resto, mi organizzavo semplicemente il lavoro..

4) ti dico solo che io ho ancora i cartellini con la prima giustificazione "motivi di salute" e tutte quelle sotto -tante- con le virgolette e basta.. anche lì, basta tener conto delle assenze e non superare con quelle scoperte da certificato la % massima.. ah, comunque non ho il medico parente/amico, ma parlo per esperienza per via di numerose tonsilliti da 2-3 settimane ciascuna... se non esistesse la regola dello scomputo di quelle assenze sarei ancora in prima elementare

Auron ha scritto:
Sì, certo, come in tutte le cose dipende dalle persone e dalle singole facoltà. Per esempio, qui da me in terronialand
/post
 

AMD

Amministratore di condominio
50% dei promossi è una marea, seriamente

da noi salvo gli esami palesemente farsa tipo storia o canonico (ma solo al preappello) pure a pubblico, esame di benvenuto, c'è una media del 55%-60% di bocciati fissi

per privato siamo sul 70-80%

si, da noi le percentuali di persone da promuovere son fisse perchè bisogna tenere l'elitarietà di padova... ma andassero a fanculo
 
Stato
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