Pokémon Focus - Dracozolt, Arctozolt, Dracovish, Arctovish!

Sono riuscito a scrivere dieci pagine Word su pokémon che non esistono. E ho detto tutto.

Dracozolt, Arctozolt, Dracovish, Arctovish

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Dracozolt è un pokémon di tipo Elettro/Drago. Arctozolt è un pokémon di tipo Elettro/Ghiaccio. Dracovish è un pokémon di tipo Acqua/Drago. Arctovish è un pokémon di tipo Acqua/Ghiaccio. Sono tutti conosciuti come Pokémon Fossile. Nonostante siano strettamente collegati tra di loro nessuno dei quattro possiede evoluzioni o pre-evoluzioni.

Fisionomia

Dracozolt è un pokémon fossile ibrido. La piccola parte superiore del corpo è gialla con due protuberanze a forma di fulmini sulle sue braccia. Ha un collo lungo che si collega a una testa simile a un rapace con gli occhi chiusi e una macchia rossa su ciascuna guancia. La metà superiore è collegata al centro della parte inferiore del corpo con un cerchio arancione e giallo nel punto di congiunzione. La parte inferiore del corpo è di colore rosa e verde. Le gambe sono verdi con dita e strisce rosa e la coda è verde con strisce e punte rosa. La sua altezza media è di 1.8 m mentre il suo peso medio di 190.0 Kg.
Arctozolt è un pokémon fossile ibrido. Ha un corpo azzurro apparentemente coperto dalla neve sulla parte superiore. Il suo corpo ha pinne blu con macchie bianche alle estremità. La tozza coda blu ha una pinna in cima. Ha due zampe anteriori gialle. Arctozolt ha una testa gialla simile a un rapace con gli occhi chiusi e una macchia blu su ogni guancia. La sua altezza media è di 2.3 m mentre il suo peso medio di 150.0 Kg.
Dracovish è un pokémon fossile ibrido. È costituito da una testa di pesce preistorico posta sopra la metà posteriore del corpo di un rettile preistorico terrestre (il "collo", elemento di congiunzione tra le due metà, corrisponderebbe alla coda del rettile originario). Le gambe sono prevalentemente verdi con due strisce rosa. I piedi hanno tre artigli rossi. Anche il collo è prevalentemente verde ma ha una striscia rossa che sale verso il centro. La striscia è foderata con tre punte curve su entrambi i lati. La testa di Dracovish è approssimativamente circolare con una piastra triangolare arrotondata nella parte superiore. Una regione rossa e bianca si estende tra gli occhi. La sua bocca ha tre denti aguzzi nel mezzo. I suoi occhi sono rotondi e hanno pupille rettangolari nere. Due pinne sporgono dal fondo della mascella. La sua altezza media è di 2.3 m mentre il suo peso medio di 215.0 Kg.
Arctovish è un pokémon fossile ibrido, a metà tra un rettile acquatico e un pesce. La metà del rettile è di colore blu e bianco. Ha una coda blu con una pinna in cima. Le pinne natatorie sono di colore blu con macchie bianche all'estremità. Sul corpo da rettile si trova la testa da pesce che è capovolta rispetto al corpo, avendo la bocca in alto e gli occhi in basso. Ha una testa blu rotonda con pupille rettangolari nere e la bocca si trova sopra la sua testa. Ha pinne bianche collegate alla sua testa di pesce. La sua altezza media è di 2.0 m mentre il suo peso medio di 175.0 Kg.

Biologia

Chiunque vedendo per la prima volta Dracozolt, Arctozolt, Dracovish e Arctovish non può che rimanere perplesso. La loro assurda anatomia porta a credere istintivamente che qualche scienziato pazzo si sia divertito a mischiare tra loro parti di pokémon totalmente scollegati gli uni dagli altri… ed è esattamente così che è andata!
La loro creazione risale ad alcuni anni fa, quando la paleontologa di Galar Cara Liss (probabilmente uno pseudonimo utilizzato nelle pubblicazioni scientifiche) tentò invano di consacrare il suo nome nell’olimpo della comunità scientifica portando la rivitalizzazione dei fossili a livelli mai visti prima.
La tecnologia per riportare in vita una creatura fossilizzata esiste già da svariati decenni: minuscoli frammenti di DNA estratti da fossili conservati in condizioni ottimali fungono da base per ricostruire il genoma del pokémon estinto, seppur con divergenze e lacune non trascurabili rispetto all’originale, poi “riportato in vita” tramite avanzate tecniche di clonazione.
A Galar sono stati rinvenuti fossili appartenenti a quattro specie diverse contenenti frammenti di DNA troppo esigui per la rivitalizzazione: il Dracofossile, l’Ornitofossile, il Plesiofossile e l’Ittiofossile. È qui che entra in gioco Cara Liss: in maniera del tutto analoga al normale processo di rivitalizzazione la paleontologa ricostruì il genoma delle quattro creature estinte per poi clonarle. Per colmare le lacune genetiche si servì però di uno stratagemma eticamente molto discutibile: mescolò le sequenze di DNA dei fossili tra loro fino a ottenere individui completi. I dettagli sulla ricerca di Cara Liss sono tutt’oggi ignoti e non conosciamo l’esatta tecnica con cui quest’ibridazione sia stata resa possibile; ciò che possiamo immaginare con discreta sicurezza è però si tratta di un procedimento così complesso che molti dei primi esperimenti non saranno andati a buon fine: l’esito più probabile di un progetto di tale portata è il totale rigetto dei tessuti dal genoma alieno e la morte istantanea della creatura.
Quando Cara Liss presentò al mondo i risultati delle sue ricerche venne immediatamente radiata dalla comunità scientifica. La paleontologa per difendere le sue creature arrivò addirittura a sostenere che non si trattasse di ibridi, bensì degli autentici quattro fossili di Galar rivitalizzati (questa posizione per quanto assurda è riuscita a influenzare parte del mondo accademico dando origine a descrizioni del Pokédex spesso contraddittorie). Cara Liss è attualmente considerata scomparsa e c’è chi sostiene che stia portando avanti le sue ricerche lontana da occhi indiscreti.

Oggi la comunità scientifica non può ignorare l’esistenza degli ibridi. La loro generazione è però stata interrotta e questo, unito alla sterilità di ogni esemplare creato attualmente noto, porterà con il passare degli anni alla loro estinzione. Si ritiene quindi più opportuno soffermarsi in prima battuta sui pokémon estinti originali (di cui oggi sappiamo molto proprio grazie agli ibridi) e solo in un secondo momento passare a Dracozolt, Arctozolt, Dracovish e Arctovish.
Il Dracofossile appartiene a un grosso pokémon dinosauro erbivoro. A giudicare dall’aspetto della sua coda si ipotizza che vivesse circa 150 milioni di anni fa. Dall’analisi comparata di Dracozolt e Dracovish possiamo oggi ricostruire alcuni elementi chiave della sua biologia.
Sappiamo per certo che fosse di tipo Drago in quanto già nelle frammentate sequenze di DNA presenti sul fossile è possibile rinvenire il gene che codifica per la capacità di manipolare l’Energia Draconica. Era probabilmente un pokémon dalla stazza imponente che prediligeva gli attacchi fisici. Tra le sue mosse troviamo per esempio le semplici Azione, Pestone e Schianto. Si ipotizza poi che utilizzasse la coda per eseguire potenti attacchi a sorpresa (Vorticolpo, Codadrago).
L’Energia Draconica in antichità era molto più abbondante rispetto a oggi. Per questo molti pokémon, tra cui il Dracofossile, disponevano di estesi canali paralleli ai vasi linfatici adibiti a incanalare questa energia. Ciò rende possibile non solo l’utilizzo di mosse Drago da contatto (Dragofuria) ma anche il rilascio della stessa Energia Draconica all’esterno tramite la cavità orale (Dragospiro, Dragopulsar).
I dati di cui disponiamo ci indicano che questo pokémon disponesse di caratteri della personalità individuali: vi erano esemplari più irruenti che cercavano lo scontro fisico a discapito di una strategia elaborata (Tuttafretta) e altri che prediligevano nascondersi tra le dune di sabbia per finire l’ignaro predatore con un attacco a sorpresa (Remasabbia).
Il fatto che vi fossero esemplari con Remasabbia indica che almeno a un certo punto della loro storia evolutiva i pokémon del Dracofossile dovettero fronteggiare un ambiente arido; la mancanza di vegetazione e quindi di cibo potrebbe aver determinato l’estinzione di creature di stazza così elevata. Alcuni inoltre ipotizzano che Remasabbia indichi un possibile doppio tipo Drago/Terra.

L’Ornitofossile appartiene a un piccolo pokémon dinosauro che potrebbe essere vissuto circa 150 milioni di anni fa. Si tratta di una creatura che presenta ancora molti tratti da rettile ma che si avvicina per certi versi anche ai moderni uccelli: era in grado di volare ed era probabilmente interamente ricoperto di piume; siamo di fronte con ogni probabilità a un lontano cugino del più recente Archen, considerato attualmente il vero capostipite degli uccelli. Dall’analisi comparata di Dracozolt e Arctozolt possiamo oggi ricostruire alcuni elementi chiave della sua biologia.
Sicuramente di tipo Elettro per via dei tratti emersi negli ibridi, la maggior parte degli studiosi ritiene pacifico attribuirgli un doppio tipo Elettro/Volante. Questo pokémon disponeva infatti di ossa cave come i moderni uccelli, conferendogli la capacità di volare; era probabilmente molto leggiadro e agile in volo e poteva usare le mosse Spennata e Aeroassalto. La struttura delle corde vocali è invece compatibile con l’utilizzo della straziante Echeggiavoce.
Inizialmente si pensava che il metodo con cui questa creatura produceva elettricità fosse simile a quello di altri volatili odierni: sfregando le piume delle ali tra loro si produce elettricità statica che può essere riversata sul nemico. Lo studio degli ibridi ha rivelato una natura ben più complessa: a quanto pare al di sotto del piumaggio vengono a emergere piccole sacche di nervi che fungono da “batterie”, conservando le scariche prodotte dal sistema nervoso. Proprio per questo l’accumulo di energia elettrica può essere incentivato per volontà del pokémon stesso e cioè incrementando l’attività nervosa (Sottocarica).
Le scariche vengono rilasciate quando il pokémon sfrega le sue piume tra loro o quando le batterie di nervi raggiungono la capienza massima (Scarica, Tuonoshock). Dallo studio di Dracozolt e Arctozolt è emerso che la maggior parte dei noduli nervosi sono presenti al di sotto del piumaggio in prossimità del muso-becco: ciò permette l’apprendimento della mossa peculiare Beccoshock.
In base alla quantità e alla struttura dei noduli nervosi i pokémon dell’Ornitofossile si possono dividere in due categorie: quelli che presentavano un gran numero di “batterie” raccolte a grappolo, come in una piccola struttura piramidale, erano in grado di attrarre a sé piccoli quantitativi di elettricità dall’atmosfera circostante (Assorbivolt). Quelli che invece disponevano di un minor numero di sacche nervose compensavano questo squilibrio ricorrendo maggiormente allo sfregamento delle piume per produrre elettricità statica (Statico).

Il Plesiofossile apparteneva a un grande rettile marino che a giudicare dall’aspetto della metà inferiore visse circa 180 milioni di anni fa. Dall’analisi comparata di Arctozolt e Arctovish possiamo oggi ricostruire alcuni elementi chiave della sua biologia.
Sicuramente di tipo Ghiaccio per via dei tratti emersi dagli ibridi, la maggior parte degli studiosi ritiene pacifico attribuirgli un doppio tipo Ghiaccio/Acqua. Come molti rettili del suo periodo si trova a metà tra gli animali “a sangue caldo” e quelli “a sangue freddo”, avendo sviluppato un metabolismo del tutto peculiare. Nonostante sembra trascorresse molto tempo a riva o in acque basse era probabilmente in grado di immergersi a elevate profondità nei mari glaciali in cui viveva. L’intero corpo del pokémon era infatti ricoperto da uno strato di scaglie ghiacciate che, proprio come in un lago la cui superficie congela lasciando liquido l’interno, permetteva alla creatura di mantenere una temperatura corporea bilanciata.
Ciò non impediva però al rettile di avere una vera e propria cella frigorifera al suo interno: un compartimento specializzato dello stomaco era infatti adibito a immagazzinare aria fredda e piccoli cristalli di ghiaccio inalati in precedenza così da conservare il cibo ingerito anche per lunghissimi periodi di tempo.
La maggior parte delle mosse offensive di questo pokémon sono basate sul rigetto di aria fredda e cristalli di ghiaccio dalla bocca o direttamente dal corpo (rilasciando detriti incastrati tra le squame); in base all’intensità o alla grandezza dei cristalli abbiamo quindi Polneve, Scagliagelo, Slavina, Ventogelato, Bora e Liofilizzazione. Poteva inoltre apprendere la mossa fisica da contatto Schianto.
Lo strato di squame ghiacciate poteva andare a erodersi con il passare del tempo. Per questo l’antico rettile marino aveva sviluppato la capacità di integrare la composizione delle squame con i cristalli di ghiaccio che cadevano dal cielo durante le frequenti grandinate del proprio habitat glaciale. Nonostante fosse in linea di massima un processo automatico il pokémon poteva rivolgere le squame verso l’esterno così che raccogliessero ancora più grandine (Velaurora).
La capacità di rigenerazione delle squame grazie alla grandine è inoltre alla base dell’abilità Corpogelo. Gli esemplari più audaci invece sfruttavano questa peculiarità per gettarsi a capofitto su un avversario a riva: anche se il loro corpo veniva danneggiato dai rapidi e ripetuti impatti col suolo questo veniva immediatamente rigenerato dalla grandine (Spalaneve).
Gli esemplari con Spalaneve sopperirono a una delle più grandi mancanze dei pokémon del Plesiofossile: la lentezza sia in acqua che soprattutto sulla terraferma. Gli individui con Corpogelo si estinsero probabilmente proprio per questo motivo, unito alla scarsità di cibo in un ambiente glaciale; al contrario è possibile che i cugini con Spalaneve siano sopravvissuti fino a evolversi alcuni milioni di anni più tardi in Lapras.

L’Ittiofossile apparteneva a un grosso pesce preistorico. A giudicare dalla fisionomia della parte superiore potrebbe essere uno degli animali più antichi mai scoperti e risalire a circa 300 milioni di anni fa. Dall’analisi comparata di Dracovish e Arctovish possiamo oggi ricostruire alcuni elementi chiave della sua biologia.
Sicuramente di tipo Acqua per via dei tratti emersi dagli ibridi, è un precursore dei pesci ossei. Non disponeva di un vero e proprio scheletro bensì di un’armatura costituita da numerose placche ossee saldate tra loro a protezione di un interno molle. L’efficacia di questo scudo naturale poteva essere incrementata ritraendo all’interno la coda normalmente scoperta (Protezione).
La caratteristica peculiare di questo terribile predatore è la bocca: le resistentissime placche che costituiscono mandibola e mascella conferivano al pokémon una delle morse più potenti del regno animale, due volte quella di un Tyrantrum o di un Feraligatr. Non a caso la maggior parte delle sue mosse erano basate su di essa: Morso, Sgranocchio, Superzanna e la peculiare Branchiomorso usata in micidiali attacchi fulminei.
Questa creatura non aveva ancora sviluppato delle branchie complesse come quelle dei pesci moderni e la respirazione era più irregolare. Lo scarso sistema di filtraggio inoltre permetteva solo una parziale raccolta di liquidi al proprio interno con due conseguenze principali: il pokémon rischiava di disidratarsi dopo pochi secondi fuori dall’acqua; e la manipolazione di liquidi corporei era piuttosto grezza per un pokémon del suo tipo (poteva soltanto soffiare con forza per rigettare l’acqua davanti a sé e usare Pistolacqua).
La dipendenza del pesce preistorico dall’acqua lo rendeva naturalmente immune alle mosse di tale tipo, dalle quali invece traeva beneficio (Assorbacqua). A un certo punto della sua storia evolutiva però qualcosa cambiò; sviluppò branchie più moderne perdendo la dipendenza dai mari e allo stesso tempo la nuova struttura fece posto a un ulteriore adattamento: una speciale articolazione tra la testa e il torace permise di incrementare l’angolo della bocca così che generasse morse ancora più potenti (Ferromascella).
Paradossalmente proprio questo adattamento segnò la fine dei pokémon dell’Ittiofossile: l’articolazione interferiva con il sistema di branchie moderne portando a difficoltà respiratorie non trascurabili e contemporaneamente le prede diminuirono a causa del cambiamento climatico; così questi temibili predatori si estinsero. Alcuni inoltre ipotizzano che Ferromascella indichi un possibile doppio tipo Acqua/Acciaio.

Per quanto riguarda i pokémon ibridi, essi ereditano la maggior parte delle proprie caratteristiche dai fossili da cui traggono origine.
Dracozolt è l’ibrido che deriva dalla combinazione del Dracofossile e dell’Ornitofossile. A quanto pare i noduli nervosi del secondo si sono estesi alla parte inferiore del primo e siano quindi molto più numerosi del normale; è probabile quindi che gli attacchi elettrici di Dracozolt siano più potenti di quelli della sua controparte estinta. Dal Dracofossile eredita le mosse Codadrago, Dragofuria, Dragopulsar, Azione, Pestone e Schianto oltre che eventualmente le abilità Tuttafretta e Remasabbia (l’esistenza di esemplari con quest’ultima è attualmente messa in discussione). Dall’Ornitofossile eredita le mosse Tuonoshock, Sottocarica, Scarica, Beccoshock, Spennata e Aeroassalto oltre che eventualmente l’abilità Assorbivolt.
Arctozolt è l’ibrido che deriva dalla combinazione del Plesiofossile e dell’Ornitofossile. In questo caso invece i noduli nervosi, pur estendendosi alla grande parte inferiore del rettile marino, vengono parzialmente messi fuori uso dalla bassa temperatura corporea; Arctozolt non riesce più a regolare a suo piacimento il rilascio dell’elettricità, che avviene a ritmo del tremolio della creatura. Dal Plesiofossile eredita le mosse Polneve, Liofilizzazione, Scagliagelo, Bora, Slavina e Schianto oltre che eventualmente l’abilità Spalaneve (l’esistenza di esemplari con quest’ultima è attualmente messa in discussione). Dall’Ornitofossile eredita le mosse Tuonoshock, Sottocarica, Scarica, Beccoshock, Spennata e Echeggiavoce oltre che eventualmente le abilità Statico e Assorbivolt.
Dracovish è l’ibrido che deriva dalla combinazione del Dracofossile e dell’Ittiofossile. Disponendo dell’apparato respiratorio del secondo può vivere soltanto in acqua: ciò rende assolutamente inutili le due possenti gambe del rettile di terra. Dal Dracofossile eredita le mosse Dragospiro, Dragofuria, Dragopulsar, Azione, Pestone e Vorticolpo oltre che eventualmente l’abilità Remasabbia (l’esistenza di esemplari con quest’ultima è attualmente messa in discussione). Dall’Ittiofossile eredita le mosse Pistolacqua, Branchiomorso, Morso, Sgranocchio, Superzanna e Protezione oltre che eventualmente le abilità Assorbacqua e Ferromascella.
Arctovish è l’ibrido che deriva dalla combinazione del Plesiofossile e dell’Ittiofossile. Trattandosi dell’unione di due creature acquatiche in teoria potrebbero non esserci problemi troppo evidenti per la sopravvivenza della creatura. Purtroppo la testa del pesce preistorico è sottosopra rispetto al copro del rettile marino e ciò rende estremamente difficoltosa l’assunzione di cibo. Dal Plesiofossile eredita le mosse Polneve, Liofilizzazione, Scagliagelo, Bora, Ventogelato e Velaurora oltre che eventualmente le abilità Corpogelo e Spalaneve (l’esistenza di esemplari con quest’ultima è attualmente messa in discussione). Dall’Ittiofossile eredita le mosse Pistolacqua, Branchiomorso, Morso, Sgranocchio, Superzanna e Protezione oltre che eventualmente l’abilità Assorbacqua.
Tutti e quattro gli ibridi possono utilizzare la mossa Forzantica. Non è chiaro se questa tecnica, che coinvolge una misteriosa forza primordiale in grado di danneggiare il nemico, sia emersa con la rivitalizzazione o fosse già presente nelle creature originali. A oggi si pensa che la vera natura di questo attacco sia da ricercare negli impercettibili sconvolgimenti sismici che avvengono al di sotto della crosta terreste ma sono necessari ulteriori studi per confermare questa ipotesi.
A oggi l’età media di questi ibridi è ignota. Si teme però per le condizioni di salute degli esemplari rimasti, che hanno dimostrato segni di sofferenza e presentano caratteristiche chiaramente inadatte alla sopravvivenza. Recentemente è stata presa in seria considerazione l’idea di sopprimere gli individui ancora in vita per porre fine alla loro agonia.

Una rarissima variante di Dracozolt, Arctozolt, Dracovish e Arctovish presenta una colorazione tendente in maniera uniforme al grigio con alcuni accenni di violetto e bianco. Dal momento che la parte interna del Dracofossile assume colorazioni differenti in Dracozolt e Dracovish si pensa che la pigmentazione sia propria degli esemplari ibridi e non fosse presente anche negli originali. Potremmo essere di fronte ad alcuni dei primissimi esemplari creati con successo dalla paleontologa Cara Liss.

Per quanto concerne la lotta i quattro ibridi hanno dimostrato prestazioni eterogenee. Dracozolt dispone di un ottimo attacco e una difesa solida, pur restando nella mediocrità nelle altre statistiche.
Arctozolt ha statistiche più uniformi: ottimo attacco, buoni difesa fisica e attacco speciale, difesa speciale nella media. La sua velocità è però pessima e viene spesso sopraffatto da pokémon più rapidi.
Dracovish è una vera e propria macchina da guerra. Nonostante le statistiche non brillanti (ottima difesa, buon attacco, il resto nella media) la mossa peculiare Branchiomorso può potenzialmente fare a pezzi qualsiasi avversario gli si pone davanti! Con il giusto supporto questa creatura può cambiare a suo favore le sorti di una partita.
Infine Arctovish soffre dello stesso destino del cugino Arctozolt: un’ottima difesa, dei buoni attacco fisico e difesa speciale e un attacco speciale nella media non riescono a controbilanciare una pessima velocità.

Tassonomia

La natura ibrida di questi pokémon rende impossibile classificarli con i criteri della normale sistematica. Per questioni di comodità la comunità scientifica adotta alcuni nomi convenzionali che ricalcano la nomenclatura binomiale.
  • Nothus ornitodracosaurus [Dracozolt]
  • Nothus ornitoplesiosaurus [Arctozolt]
  • Nothus ittiodracosaurus [Dracovish]
  • Nothus ittioplesiosaurus [Arctovish]
È invece possibile ricostruire in via ipotetica la classificazione delle creature originali.
Il Dracofossile era un rettile appartenente all’ordine Ornithischia, alla famiglia Stegosauridae e al genere Dracosaurus.

Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
(Superordine) Dinosauria
Ordine Ornithischia
Famiglia Stegosauridae
Genere Dracosaurus
Specie Dracosaurus draco

L’Ornitofossile era un rettile appartenente all’ordine Saurischia, alla famiglia Scansoriopterygidae e al genere Ambopteryx.

Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
(Superordine) Dinosauria
Ordine Saurischia
Famiglia Scansoriopterygidae
Genere Ambopteryx
Specie Ambopteryx ornitonans

Il Plesiofossile era un rettile appartenente all’ordine Plesiosauria, alla famiglia Plesiosauridae e al genere Plesiosaurus.

Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Plesiosauria
Famiglia Plesiosauridae
Genere Plesiosaurus
Specie Plesiosaurus glacialis

L’Ittiofossile era un placoderma appartenente all’ordine Arthrodira, alla famiglia Dunkleosteidae e al genere Dunkleosteus.

Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Placodermi
Ordine Arthrodira
Famiglia Dunkleosteidae
Genere Dunkleosteus
Specie Dunkleosteus ittiomarinus

Riproduzione

Come conseguenza della loro natura ibrida questi pokémon appartengono al gruppo uova Sconosciuto. La compresenza di corredi cromosomici così incompatibili rende infatti impossibile il loro appaiamento e quindi una normale meiosi. Ciò impossibilita i quattro fossili a riprodursi anche con Ditto.
Dracozolt, Arctozolt, Dracovish e Arctovish hanno di conseguenza apparati riproduttivi estremamente atrofizzati e ciò rende particolarmente difficile individuare il loro sesso biologico; convenzionalmente li si classifica come asessuati.
A oggi non è possibile stabilire in maniera concreta quale fosse il gruppo uova delle quattro creature originarie. Numerosi studi sono attualmente in corso.

Comportamento

Poco purtroppo è noto sia del comportamento dei quattro fossili originali che degli ibridi.
Possiamo ipotizzare che il Dracofossile fosse una creatura piuttosto mite che trascorreva la maggior parte delle proprie giornate a brucare. Se infastidito però non esitava a gettarsi all’attacco: come osservato in Dracozolt e Dracovish poteva raggiungere i 60 Km/h (cosa purtroppo impossibile nell’ibrido con il pesce, che non può respirare fuori dall’acqua).
Poco e nulla sappiamo del comportamento dell’Ornitofossile. Probabilmente molto attivo, perde questa caratteristica in Dracozolt e Arctozolt: l’enorme stazza del primo e la bassa temperatura corporea del secondo ne rallentano la mobilità e gli impediscono di volare; in alcuni esemplari ibridi sembra essere stata riscontrato una primordiale forma di depressione.
Anche il Plesiofossile era con ogni probabilità una pokémon placido. In grado di respirare sia in acqua che sulla terraferma, trascorreva la maggior parte delle sue giornate spiaggiato a riva e si immergeva solo per cacciare.
L’Ittiofossile era un instancabile predatore degli abissi. I dati che abbiamo a disposizione sono troppo pochi per delineare un quadro generale ma è probabile che il suo sistema nervoso fosse ancora troppo sviluppato perché si sviluppassero tratti di personalità individuale. Come Dracovish e Arctovish sembrano piuttosto furiosi di non poter fare a pezzi qualsiasi cosa capiti loro sotto tiro a causa della scarsa mobilità.

Dieta

Dei quattro fossili originali solo uno è erbivoro: il Dracofossile si nutriva di felci e altre piante preistoriche; probabilmente esistevano anche grossi predatori di terra che occasionalmente attaccavano il possente erbivoro, anche se attualmente non ne conosciamo l’identità.
Non conosciamo molto le abitudini alimentari dell’Ornitofossile, ereditate in parte anche da Dracozolt e Arctozolt. Sembra si trattasse di onnivori: divoravano piccoli mammiferi preistorici, dinosauri di modeste dimensioni, uova, semi e bacche.
Il Plesiofossile si immergeva in profondità alla ricerca di creature di piccole e medie dimensioni. Era plausibilmente al vertice della catena alimentare pur non essendo affatto un predatore aggressivo.
L’Ittiofossile, così come Dracovish e Arctovish, era un carnivoro senza scrupoli che maciullava qualsiasi cosa intralciasse il suo percorso. Si ipotizza che vivesse circa nello stesso periodo nel quale i mari brulicavano di Kabuto e non è implausibile che il trilobita rientrasse a pieno titolo nella dieta del pesce preistorico.

Distribuzione

Ovviamente gli ibridi artificiali Dracozolt, Arctozolt, Dracovish e Arctovish non sono mai esistiti in natura e attualmente i pochi esemplari in vita sono conservati in riserve protette o sono stati assegnati ad allenatori di talento.
I fossili da cui derivano invece sono stati a oggi rinvenuti soltanto nella Conca delle Sabbie di Galar; è tuttora ignoto se la regione rappresentasse una nicchia ecologica per le quattro specie o se queste fossero invece diffuse in antichità su un areale più ampio.

Etimologia

La specie Nothus ornitodracosaurus viene chiamata Dracozolt, da “draco” (che in una lingua antica ha il significato di "drago") e una storpiatura del galariano “jolt” (scossa), nelle regioni di Unima, Alola, Galar, Auros e Guyana e nelle città autonome di Pokétopia e Ryme City.
Nelle regioni di Kanto, Settipelago, Johto, Hoenn, Sinnoh, Fiore, Almia, Oblivia e Ransei il pokémon è invece conosciuto come Patchiragon, dal kantoniano “pachipachi” (onomatopea dello scoppiettio) e il galariano “dragon” (drago). A Kalos e a Carmonte il suo nome è Galvagon, dal kalosiano “galvanique” (galvanico) e “dragon” (drago). Nella regione di Ferrum è noto come Pachiraegon, storpiatura nella lingua locale del nome kantoniano.
In altre parti del mondo sono in uso le denominazioni Lectragon e Léiniǎolóng.

La specie Nothus ornitoplesiosaurus viene chiamata Arctozolt, da una storpiatura del galariano “artic” (artico) e “jolt”, nelle regioni di Unima, Alola, Galar, Auros e Guyana e nelle città autonome di Pokétopia e Ryme City.
Nelle regioni di Kanto, Settipelago, Johto, Hoenn, Sinnoh, Fiore, Almia, Oblivia e Ransei il pokémon è invece conosciuto come Patchilldon, dal kantoniano “pachipachi”, il galariano “chill” (freddo) e “-don” (suffisso spesso utilizzato per indicare dinosauri e altri pokémon affini). A Kalos e a Carmonte il suo nome è Galvagon, dal kalosiano “galvanique” e “glace” (ghiaccio). Nella regione di Ferrum è noto come Pachireudon, storpiatura nella lingua locale del nome kantoniano.
In altre parti del mondo sono in uso le denominazioni Lecryodon e Léiniǎohǎishòu.

La specie Nothus ittiodracosaurus viene chiamata Dracovish, da “draco” e una storpiatura del galariano “fish” (pesce), nelle regioni di Unima, Alola, Galar, Auros e Guyana e nelle città autonome di Pokétopia e Ryme City.
Nelle regioni di Kanto, Settipelago, Johto, Hoenn, Sinnoh, Fiore, Almia, Oblivia e Ransei il pokémon è invece conosciuto come Uonoragon, dal kantoniano “uo” (pesce) e il galariano “dragon”. A Kalos e a Carmonte il suo nome è Hydragon, da “hydro-“ (antico prefisso per “acqua”) e il kalosiano “dragon”. Nella regione di Ferrum è noto come Eoraegon, letteralmente “pesce-drago”.
In altre parti del mondo sono in uso le denominazioni Pescragon e Sāiyúlóng.

La specie Nothus ittioplesiosaurus viene chiamata Arctovish, , da una storpiatura del galariano “artic” e “fish”, nelle regioni di Unima, Alola, Galar, Auros e Guyana e nelle città autonome di Pokétopia e Ryme City.
Nelle regioni di Kanto, Settipelago, Johto, Hoenn, Sinnoh, Fiore, Almia, Oblivia e Ransei il pokémon è invece conosciuto come Uochilldon, dal kantoniano “uo”, il galariano “chill” e “-don””. A Kalos e a Carmonte il suo nome è Hydragla, da “hydro-“ e il kalosiano “glace”. Nella regione di Ferrum è noto come Eochireudon, letteralmente “pesce-dinosauro freddo”.
In altre parti del mondo sono in uso le denominazioni Pescryodon e Sāiyúhǎishòu.
 

Hero of Sky

Wake up Link, open your eyes
Questa è l'idea più di pessimo gusto che abbia avuto Turner. Ma anche genialoide, in un certo senso. L'ispirazione sembrerebbe essere legata all'Uomo di Piltdown e casi analoghi, ma la realizzazione estetica è davvero discutibile
 

Unnamed

The future is Euro!
Questi Pokémon mi rendono assai triste, poveri. :( Forse quello che se la passa meglio è Dracozolt.
Spero di vedere i quattro fossili nelle loro forme originali.
In effetti è alquanto sospetto il fatto che, nei giochi (che non possiedo, comunque), il Pokédex li descriva come creature realmente esistite e poi estinte. Eppure è palese (anche secondo la mentalità del gioco stesso) che questi fossili ibridi siano un risultato puramente artificiale. Cara Liss non avrà mica corrotto gli studiosi del Pokédex?
 

BlazePower

"È dell'artista il fin la maraviglia"
Questi sono i fossili più geniali e divertenti mai creati! Complimenti per aver avuto la pazienza di analizzare i fossili singolarmente per poi arrivare ai Pokémon ibridi.
Guardando le abilità ho pensato che potessero essere interpretabili anche in un altro modo: Draco ha Remasabbia, Arcto ha Spalaneve, Zolt ha Assorbivolt, Vish ha Assorbacqua. Nonostante Remasabbia e Spalaneve coinvolgano le zampe dei fossili, correttamente ripristinate, non riescono ad essere manifestate a dovere dal sistema nervoso del fossile aggiunto e rimangono abilità "nascoste", potenziali. Tuttafretta, Statico, Ferromascella e Corpogelo sono invece le abilità effettive degli ibridi e non dei Pokémon preistorici
 
Questi sono i fossili più geniali e divertenti mai creati! Complimenti per aver avuto la pazienza di analizzare i fossili singolarmente per poi arrivare ai Pokémon ibridi.
Guardando le abilità ho pensato che potessero essere interpretabili anche in un altro modo: Draco ha Remasabbia, Arcto ha Spalaneve, Zolt ha Assorbivolt, Vish ha Assorbacqua. Nonostante Remasabbia e Spalaneve coinvolgano le zampe dei fossili, correttamente ripristinate, non riescono ad essere manifestate a dovere dal sistema nervoso del fossile aggiunto e rimangono abilità "nascoste", potenziali. Tuttafretta, Statico, Ferromascella e Corpogelo sono invece le abilità effettive degli ibridi e non dei Pokémon preistorici
Teoria plausibile, mi piace!
Spero che prima o poi ci mostrino i pokémon originali, solo allora sapremo se ci abbiamo preso o meno!
 
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