[Febbraio 2016] Gruppo lettura - Dieci Piccoli indiani

#1
Dieci Piccoli Indiani - Agatha Christie​

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Genere: Romanzo​

Sottogenere: Giallo​

Anno di Pubblicazione: 1939​

Altri titoli: ...E non ne rimase nessuno​

Dieci piccoli negri​

Lingua originale: Inglese​

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Steph

Great Teacher
Mod
#3
Devi essere più condiscendente, scritto così sembra una minaccia.

Comunque io che ľ ho già letto di recente (grazie per averlo votato, vi odio tutti) che faccio, mi leggo la sirenetta che ho votato io e mi faccio i cavoli miei oppure posto già la mia recensione priva di spoiler (o con, perché tanto siete stati bastardi, e peggio per voi se la leggete) oppure la posto il 29 febbraio?

L'ASSASSINO È IL MAGGIORDOMO.


scherzavo.



forse.
 
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#6
Devi essere più condiscendente, scritto così sembra una minaccia.

Comunque io che ľ ho già letto di recente (grazie per averlo votato, vi odio tutti) che faccio, mi leggo la sirenetta che ho votato io e mi faccio i cavoli miei oppure posto già la mia recensione priva di spoiler (o con, perché tanto siete stati bastardi, e peggio per voi se la leggete) oppure la posto il 29 febbraio?

L'ASSASSINO È IL MAGGIORDOMO.



scherzavo.



forse.

Fai finta che lo stai leggendo, nel frattempo ti fai i cavoli tuoi :°.
 

Dxs

Rappresentante di classe
#7
Ho terminato la sessione invernale lunedì, e appena fatto mi sono preso una giornata per leggere il libro.
Qualche pensiero sparso, poi magari approfondirò più in là quando avrete tutti letto. Non serve che vi dica di leggere quanto segue dopo aver terminato il romanzo, vero?

In genere leggo di tutto e i gialli mi piacciono. Questo libro è considerato il capolavoro della Christie e di sicuro lo posso giudicare positivamente. Non c'è niente che non mi sia piaciuto o per cui mi sento di recriminare qualcosa. Il leitmotiv della storia è l'enigma della camera chiusa: dieci persone confinate in un luogo senza possibilità di scampo, che muoiono una dopo l'altra al ritmo dei versi di una macabra filastrocca infantile, e che si sono in precedenza assicurate che nessun altro è sull'isola, tanto meno il misterioso padrone di casa U.N. Owen. Quindi, il sospettato deve necessariamente trovarsi fra di loro.
Personalmente, quando erano rimasti in cinque i miei sospetti convergevano su Vera Claythorne, seppure non ne fossi convinto al cento per cento. Pensavo di avere ragione, ma il testamento finale è stato notevole così come la soluzione dell'enigma. Mi reputo soddisfatto, e quando leggi un giallo penso sia una cosa importante. È rilevante notare come manchi un detective in questa storia: tutti i personaggi sono lì perché hanno commesso crimini rimasti impuniti dalla legge, messi in disparte dalle loro coscienze ma che, durante il corso della storia, riemergono. Sono tutti vittime e carnefici al tempo stesso, sospettati e sospettosi. E Nigger Island non è una casa del terrore, tutt'altro. È una modernissima villa che funge da filo conduttore nello svolgimento dei punti di vista dei dieci, che piano piano sviluppano due reazioni: c'è chi viene corroso dalle proprie colpe (come Vera o il dottor Armstrong) e chi esce rafforzato dalla situazione, imbastendo una maschera di ghiaccio arroccata dietro alle proprie virtù. Mi riferisco naturalmente alla signorina Emily Brent e a Philip Lombard, l'unico ad ammettere senza problemi, sin dal principio, di aver commesso quegli omicidi.
Per concludere, il punto forte di questo romanzo, che è poi la cosa che ho invidiato di più all'autrice, è come è stato scritto. Di un'agilità impressionante: nessuno svolazzo, nessuna descrizione superflua, nessun passaggio lento. Sono duecento pagine che volano via in una giornata. E, naturalmente, lo stratagemma per lasciare celato l'assassino fino alla fine. È decisivo il fatto di non riuscirlo a individuare per tutta la permanenza dei dieci nella casa, perché sarebbe praticamente come tirare a indovinare.
 
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