Edwin [Capitolo 62 - In Corso]

CiaobyDany

Gli @dmin sono delle brutte perso
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Non sapevo molto bene come commentare, ma credo proprio che jack abbia colto nel segno.

Fino ad ora questo è il più bello che hai scritto, contando anche quelli dopo. gj :]

#supportthestars #likes #iostocondxs #cazzoilmipiace
Solo una cosa, la prima frase quando riprendi il focus su ed è leggermente confusionaria, ci sono troppe virgole, il periodo è difficile da comprendere, l'ho dovuto rileggere tre volte.

Ah, è una figata lo stile che stai adottando: focalizzazione interna che però cambia personaggio, è il metodo narrativo che preferisco.
 

Dxs

Rappresentante di classe
Capitolo 10 - Riserva Naturale

« ED! ED! TI PREGO, ED! » Sean corse verso l’amico, chinandosi dinanzi a lui. Diverse lacrime scivolarono lungo il suo viso, inumidendo l’arido terreno ai loro piedi. Ed non si muoveva. « FACCIA QUALCOSA! » urlò disperato, per scoprire che Lenora aveva girato i tacchi, tornando all’interno del dirigibile. Sean scattò.

« CHE COSA FA? EHI! EHI! » Lenora ricomparve pochi secondi dopo. Ai suoi lati, alcune persone con dei camici da medico correvano giù dalla scalinata del dirigibile, cercando con lo sguardo Ed.

« Portatelo su! Immediatamente! » abbaiò Lenora. Sean vide quegli uomini distendere l’amico su una barella, prima di essere caricato a bordo: nella foga dell’operazione la Poké Ball gli sfuggì di mano, rimbalzando per terra.

« Consegnamela » ordinò l’esaminatrice, che aveva visto Sean raccoglierla.

« È il Pokémon di Edwin. Lui ce l’ha fatta. Vero? VERO? »

« Hai dieci secondi per consegnarmi la Poké Ball, prima di essere eliminato. Tanto stai diventando bravo nei conti alla rovescia, vero? » Lenora, ad un tratto, parve in collera.

« Che diavolo… » Sean le mise la Poké Ball in mano, facendo per salire anche lui sul dirigibile.

« Un momento. Il tuo Pokémon, prego ».

Sean non si voltò. Lanciò la sua Poké Ball nell’aria, che rotolò e si aprì. Shinx ne venne fuori con un latrato, scodinzolando e saltando sulla schiena del suo padrone, che scagliò un altro oggetto verso Lenora. Lei afferrò il cartoncino con il Pokémon che si muoveva freneticamente a pochi metri da lei disegnato sopra.

« Ora ci siamo tutti. Trentuno partecipanti passano alla quarta prova. Vado a vedere come sta Ed ».

« Ti stai prendendo troppe libertà, signor Matthews » osservò Lenora, che però sembrava essersi ricomposta. Quando entrambi furono saliti sul dirigibile, premette un pulsante e lo sportello alle loro spalle si richiuse, riavvolgendo gli scalini con uno scatto.

« Se il signor Brown è passato lo deciderò tra poco con l’esaminatore successivo. Inoltre, non ti è concesso di andare a vederlo fino ad un mio nuovo ordine. Raggiungi la sala sulla destra, troverai gli altri partecipanti. Ulteriori informazioni vi verranno comunicate più tardi ».

« Se lo può scordare! » protestò Sean. « È il mio migliore amico, e sta rischiando la vita! » Lenora gli gettò un’intensa occhiata.

« So cosa si prova. Ma questo è un esame pericoloso, e tutti voi, al momento di comunicare la partecipazione, lo sapevate. Noi esaminatori cerchiamo sempre di limitare i danni, ma è impossibile pensare che non ci siano dei feriti. Il tuo amico vivrà, e ti prometto che lo vedrai al più presto. Ora vai ».

Sean non partì rassegnato. Si trascinò nel luogo indicatogli da Lenora borbottando insulti a mezza bocca, furioso per il trattamento ricevuto. L’esaminatrice percorse invece il corridoio opposto, sulla sinistra. Superò la cabina del pilota, dirigendosi in una saletta climatizzata con il cartello Infermeria. Quando entrò, i medici in camice verde sedevano su delle sedie laterali, gettate disordinatamente a ridosso delle pareti. Parevano esausti. Ed stava disteso in un lettino al centro della stanza, dormendo silenziosamente.

« Ci ha richiesto una grande quantità di aura quest’operazione, Lenora » ansimò una donna.

« Era necessaria. Questo proprio non me lo aspettavo ». Lenora si asciugò un po’ di sudore dalla fronte, esausta.

« È vero quel che si dice? Ha catturato Victini? »

« Non lo so » replicò l’esaminatrice, estraendo la Poké Ball dal grembiule. « Il ragazzo sta bene? »

« Sì, non è in pericolo di vita. Le ferite che ha riportato, però… In confronto a quelle degli altri concorrenti rimasti, sono spaventose ».

« Vorrei attendere l’arrivo di Skyla, prima del referto completo. Dovrebbe essere qui a momenti… » disse Lenora. Effettivamente, pochi istanti più tardi il dirigibile si sollevò in aria, cominciando a guadagnare quota. Qualche altro secondo dopo, la porta dell’infermiera si spalancò.

« Scusami, Lenora ». Una giovane ragazza di avvenente bellezza, dai lunghi capelli rossi e gli occhi cristallini entrò in punta di piedi. Portava una divisa da aviatrice di un blu marino, con dei guanti abbinati. « Ho dato le prime indicazioni ai concorrenti rimasti. Arriveremo alla riserva fra dodici ore. Tutto bene, qui? »

« Non esattamente, Skyla » fece Lenora. « Stavamo discutendo delle condizioni del concorrente 1117, Edwin Brown ».

« Che cosa gli è accaduto? » domandò Skyla preoccupata, guardando Ed giacere nel lettino.

« Conosci le regole della terza prova. Ha pescato il cartoncino con il rango SS ». Un sussulto di meraviglia si allargò sulla bocca della ragazza.

« E quindi? »

« E quindi, pare abbia catturato Victini » rispose Lenora, accigliata.

« Bella questa, Lenora. Ultimamente stai diventando simpatica ». Lenora non aggiunse altro. Lanciò in avanti la Poké Ball di Ed, che si aprì. Un piccolo Pokémon si materializzò ai loro piedi, addormentato o svenuto, non era dato capirlo. Le orecchie appuntite erano sporche di sangue, e un taglio piuttosto profondo si era aperto alla base del ventre. Skyla ammutolì.

« Sbrigatevi, è grave » ordinò Lenora, mentre i medici raccoglievano il Pokémon, appoggiandolo su un lettino di ridotte dimensioni e attaccandogli dei tubi attorno al corpo.

« E così, non ha mentito. Ha davvero catturato Victini ».

« Non ci credo. Non ci credo » ripeté Skyla. « Chi è questo ragazzino? Come ci è riuscito? Lenora, la prova voleva che quel cartoncino fosse maledetto! Chi lo avrebbe pescato avrebbe dovuto decretare la sua eliminazione! »

« Lo so. Ho sottovalutato i concorrenti di quest’anno, a quanto pare ».

« Come sta? » chiese Skyla a un tratto, avvicinandosi a Ed.

« Varie ustioni di secondo grado sul braccio sinistro, ustione di primo grado sulla spalla, un grosso bozzo in testa, uno zigomo messo molto male e altre varie ferite minori. Guarirà, le nostre aure hanno fatto il loro dovere. Più che altro, siamo fortunati che le ustioni non siano di terzo grado. In quel caso, tutti i nervi e i muscoli del braccio sinistro sarebbero andati perduti, e avremmo dovuto amputarglielo. Se l’è vista veramente brutta, questo ragazzino » spiegò rapidamente uno dei medici, guardando Ed dormire profondamente.

« Che cosa facciamo, Lenora? Dovrebbe proseguire l’esame? »

« Lo ha catturato. Victini faceva parte della prova, e se è riuscito a catturarlo, vuol dire che quel ragazzo ha abbastanza fegato anche per dargli degli ordini ».

« Ma… »

« Sono le procedure, Skyla. Ne parlerò con il presidente, ma il regolamento parla chiaro. Brown deve proseguire ».

« Se viene eliminato, cosa facciamo con... »

« Oh, non succederà ». Lenora fermò immediatamente Skyla. « Non succederà. Questo ragazzo già ora ha dimostrato di poter diventare un Trainer. Chi gli si presenterà contro verrà spazzato via. Non può perdere, specie per la natura della quarta e della quinta prova, che esaltano le caratteristiche del suo Pokémon. Il problema viene dopo ».

« Dopo… »

Lo sguardo di Skyla si perse oltre l’unica, grande finestra presente nella stanza, dalla quale era visibile il piatto cielo azzurro. Non c’era una nuvola in cielo.

« Ho idea che avremo dei problemi, specie dopo che il legame tra Ed e Victini sarà diventato più saldo. Lui non ha idea di che Pokémon si tratti, ma procederemo per gradi. Rodolphus, continua a dirigere l’équipe medica. Monitorate le condizioni del ragazzo, e se necessario, intervenite anche sugli altri concorrenti. Skyla, d’ora in avanti comandi tu. Sei l’esaminatrice della quarta prova, quindi occupati di tutto il resto. E metti due uomini a guardia di questa stanza, un ragazzino biondo verrà di sicuro a rompere le scatole » dispose Lenora sbrigativa, con ampi e imperiosi gesti delle mani. Un attimo dopo, come aveva fatto per quella di Ed, estrasse una Poké Ball dal grembiule, dalla quale venne fuori un pennuto dalle sembianze di un tacchino, con il piumaggio nero e grigio sulle ali e marrone sul ventre. Lenora si diresse verso la finestra, spalancandola e sistemandosi sul suo Pokémon.

« Ho delle faccende da sbrigare. Ho combinato io questo disastro. Mi raccomando a tutti ».

« Sì » annuì Skyla, vedendo la collega scomparire lentamente nel nulla. Poi si rivolse a uno degli uomini presenti nella stanza.

« Rodolphus, come sta il Pokémon? »

« Ah ». Il medico di nome Rodolphus si tolse la mascherina, rivelando un volto rugoso, quasi come fosse stato rozzamente intagliato nel legno. Si passò indietro i lisci e bianchissimi capelli, fissando assorto Victini.

« In tutta la mia esperienza di Trainer questa è la prima volta che ho a che fare con un Pokémon Leggendario, ma sta dimostrando capacità rigenerative fuori dal comune. Come mi aspettavo, del resto. Guariranno, lui e il ragazzo. Per l’alba di domani dovrebbero essere in grado di muoversi ». Skyla sfiorò le punte dei suoi rossi capelli lucenti.

« Che casino… Grazie di tutto, comunque. Vado a riposarmi ».

« A disposizione ».

Dal lato opposto del dirigibile, Sean era agitato. Le ore passarono lente, mentre tentava di riposare gettato su una di quelle sedie disposte alla rinfusa in una saletta d’attesa, dove si erano riuniti tutti e trenta i concorrenti rimasti. La sera calò presto, e dopo aver consumato le ultime scorte dal suo zaino si alzò, un po’ dolorante per il tempo rimasto seduto.

« Ora basta. Mi avete rotto… » Si diresse dove Lenora era scomparsa quando erano saliti sul dirigibile.

« Dove vai? » Una sagoma si era alzata da un punto imprecisato alle sue spalle, caracollandogli dietro.

« Ancora tu? » Sean fissò Hope, un po’ spazientito. Lei sorrise.

« Questa volta te lo concedo, dai. Non ho visto Edwin, mi dispiace molto… »

« Ti dispiace? » sbottò Sean. « E per cosa? »

« Io… » Hope esitò. Sembrava ferita. « Be’, scusa! Ma cosa stai facendo? Quando Skyla si è presentata, ha detto di rimanere ai nostri posti fino all’arrivo! »

« Vado a trovare Edwin » le fece il verso Sean.

« Cosa… » Hope non poté completare la frase. Due uomini in camice verde, con il volto semicoperto da una mascherina bianca, si pararono davanti a loro, torreggiando minacciosi.

« Siete voi che avete portato Ed su! » esclamò Sean, puntando un dito contro di loro. « Voglio vederlo! »

« Non si può » replicarono asciutti i due. « Il tuo amico sta bene, e sarà in piedi per la quarta prova. Ma fino ad allora dovete girare al largo ». Sean respirò profondamente, sollevato. Ed ce l’aveva fatta. Era tutto a posto.

« Cosa c’è di male nel visitare un amico… » disse, provando ad accennare un’altra timida protesta, stroncata sul nascere.

« C’è di male. Ragioni di sicurezza. Capisco che siate suoi amici, ma dobbiamo chiedervi, per l’ultima volta, di andarvene. Prego ». Uno di quegli uomini tese una mano in avanti, nella direzione da cui Hope e Sean erano arrivati. Questi, alla parola amici, la squadrò disorientato per un attimo, poi fece dietrofront, scuro in volto. Hope lo rincorse.

« E così Edwin è a bordo! » Sean sospirò. Lei lo guardò male.

« Sei proprio antipatico, sai? Il tuo amico è più socievole di te. Dovresti essere meno possessivo ».

« E va bene, ti racconto… »

« No » lo interruppe Hope, che aveva perso la pazienza. « Fa’ come credi. Chiederò tutto direttamente a Ed, quando saremo scesi ». Girò i tacchi e tornò a riposarsi, mentre Sean la guardava sconcertato, sentendosi solo minimamente in colpa.

La notte successiva scivolò via inquieta e silenziosa, il dirigibile che continuava a galleggiare tranquillo nel cielo trapunto di stelle, come una nuvola colorata. All’alba Sean, gli occhi chiazzati di viola per non aver dormito quasi nulla, si affacciò da una finestrella nelle vicinanze. Si stavano lentamente calando su un’altra isola, solo che questa pareva dieci volte più grande dell’altra. Le prime luci dell’alba stavano inondando la gigantesca foresta che la sommergeva quasi tutta, rendendola un’enorme macchia verde nel mezzo dell’oceano. La prima settimana dell’esame era conclusa. Dall’altra parte del dirigibile, Skyla si era appena chiusa alle spalle la porta dell’infermeria, per andare ad avvisare i concorrenti dell’imminente arrivo. All’interno della stanza, Ed e Victini si risvegliarono lentamente, quasi nello stesso momento.

« Cosa… » A Ed parve di sentire la voce di un altro. Era tremendamente incrinata.

« Tutto bene, ragazzo? » Il faccione rugoso di un uomo dai lisci capelli bianchi gettati alla rinfusa all’indietro occupò la sua visuale. Nel vederlo, Ed sentì al suo interno infondersi una sensazione di inattesa serenità. All’improvviso gli vennero in mente le onde del mare e l’odore dell’aria salmastra.

« Acqua… »

« Te la porto subito ».

« Grazie. Chi… Chi è lei? Dove mi trovo? E che ore sono? » domandò Ed a raffica, tirandosi su dopo che ebbe bevuto.

« Hai riposato quasi un giorno in questa infermeria. Ti trovi su un dirigibile che sta conducendo i partecipanti rimasti al luogo della quarta prova. Quanto a me, il mio nome è Rodolphus Bryce » si presentò l’uomo.

« Bryce…? » ripeté Ed, meravigliato.

« Sì » confermò Rodolphus. « Il padre del tuo professore di Anatomia ». Un sussulto di meraviglia ancora più grande scosse Ed.

« Ho letto dell’articolo! L’evasione! Lei ha… Ha notizie di…? »

« No. Ma non preoccuparti per Arthur, sa il fatto suo ». Un milione di domande frullarono per la testa di Ed. Quell’uomo, se lo aveva curato, era un Medical Trainer proprio come suo figlio. Di sicuro avrebbe potuto rispondere a tutti i suoi quesiti: tuttavia, decise che non era il momento.

« Sarai contento di sapere essere passato, suppongo » proseguì Rodolphus.

« Oh, sì! » esclamò Ed, realizzando veramente quel fatto solo in quel momento.

« Ricordi tutto ciò che è successo? »

« Non lo so… Cioè, ricordo di essere sbucato fuori dalla foresta, stavo male, poi ho visto Lenora, e… » D’istinto si voltò dall’altro lato del letto per scoprire che Victini era lì, aveva aperto gli occhi e gli sorrideva timidamente.

« Ehi! Allora stai bene ». Il Pokémon emise un breve, rassicurante verso.

« Il tuo Pokémon si è ripreso molto in fretta, ma ha voluto aspettarti » spiegò Rodolphus.

« Ne sono felice. Sean… Lui ce l’ha fatta? »

« Se ti riferisci a quel ragazzino biondo, sì. Ha tentato più volte di venire a trovarti. Potrai rivederlo tra poco, dovremmo quasi esserci. Quando te la senti puoi alzarti, e ti darò le indicazioni per la quarta prova. Skyla, l’esaminatrice, ora è occupata con gli altri ».

« Grazie davvero, signor Bryce! »

In quel momento, con una piccola scossa a terra, il dirigibile atterrò. In lontananza, Ed sentì il rumore di numerosi passi calpestare freneticamente il pavimento. I concorrenti stavano scendendo.

« Fate piano! » gridò Skyla, percorrendo la scaletta e scendendo elegantemente al suolo. Fissò, un po’ preoccupata, i trenta partecipanti rimasti davanti a lei.

« Che posto… » commentò Sean, guardandosi attorno. Quella landa gigantesca non aveva davvero niente a che fare con l’Isola Libertà. La prima cosa che Sean percepì fu che era più minacciosa, più ostile. Si trovavano in uno spiazzo deserto di roccia spazzato violentemente da raffiche di vento. Alle loro spalle, una foresta immensa ricopriva ogni cosa.

« Bene ». L’esaminatrice si avvicinò di più, per evitare che la sua voce si disperdesse.

« Complimenti a voi che ce l’avete fatta. Un altro concorrente è rimasto, durante la terza prova, vittima di un incidente, ma ora si trova sotto le nostre cure, e in questo istante, come voi, sta ascoltando il regolamento per questa quarta prova d’esame. Vi raggiungerà tra poco » disse Skyla. « Comincia ora ufficialmente la seconda settimana in programma. Questa quarta prova, la più lunga, occuperà sei dei sette giorni rimasti ». Sean, teso, sentì acuirsi quella sensazione di timore verso il posto in cui si trovavano. Doveva rimanerci per quasi una settimana?

« Ora che avete catturato i vostri Pokémon, chiaramente dovrete usarli. È per questo che la commissione d’esame ha scelto questo luogo. Vi trovate nella riserva naturale della regione di Unima, molto distante dal resto della regione stessa, ma compresa nel suo territorio. La riserva sarà, dunque, la vostra dimora per questo periodo di tempo. Non dovrete fare altro che attraversarla: passeranno all’ultima prova coloro che, utilizzando i loro Pokémon, si faranno strada e arriveranno dalla parte opposta a quella in cui ci troviamo ora, superando le trappole che abbiamo disposto sul vostro cammino e quant’altro ».

« Interessante… »

« Inoltre, nella riserva, a differenza dell’Isola Libertà ci sono varie specie di Pokémon. Non sono cattive, quindi, ingegnandovi, sarete in grado di affrontarle tutte. Ma vi raccomando attenzione. Durante la nottata, i vostri zaini sono già stati riforniti delle razioni che vi servono per sopravvivere lì dentro. Ovviamente, dovrete anche essere in grado di gestirvi e all’occorrenza sfruttare ciò che troverete nel vostro cammino. Sarà una prova completa, in cui dovrete dare fondo a tutte le vostre abilità. Ci sono domande? »

Nessuno fiatò. Quasi inconsciamente, molti concorrenti si voltarono, fissando il luogo che li attendeva minaccioso. I due gemelli dalle folte chiome ricce sghignazzarono piano, lanciandosi sguardi complici. Ryder e i suoi scagnozzi non ridevano, ma erano più seri e concentrati che mai. Eric aveva le solite mani in tasca e il labbro incrinato, Mark stava ingobbito, taciturno e scuro in volto come al solito, e Hope si annodava silenziosamente un boccolo dei capelli. Quanto a Sean, guardava ad intervalli regolari l’esaminatrice e il dirigibile, dal quale si aspettava di vedere venire fuori Ed.

« Bene. Un’ultima cosa: capirete di avercela fatta se riuscirete ad entrare in un grande edificio blu in riva all’oceano. Si trova esattamente dall’altra parte della riserva. All’interno di quell’edificio avrà luogo la quinta e ultima prova d’esame, che occuperà il giorno rimanente. È tutto. Buona fortuna! »

I primi concorrenti si mossero verso gli alberi. Non erano alberi giovani e radi come quelli dell’Isola Libertà: erano fitti, intrecciati l’uno all’altro, con tronchi contorti e nodosi. Ryder e la sua banda furono i primi a sparire. Mark prese un’altra direzione, e così fece Eric, seguito poi da Kelen, che tossiva e aveva un aspetto malaticcio.

« Tre, due, uno, VIA! » urlarono i gemelli, schizzando in avanti in un lampo. Quando Sean e Hope furono da soli, lui parlò.

« Senti, io… »

« Non è il momento » disse Hope, bloccandolo e alzando il palmo della mano.

« Che co… »

« Guarda ». Hope puntò un dito davanti a loro, all’entrata del dirigibile.

« Ragazzi! » Ed scese dal dirigibile, sorridendo felice. Aveva cambiato la felpa con una maglietta a maniche corte: entrambe le braccia erano completamente fasciate da ampie bende bianche. Victini, contento, sedeva sulle spalle del suo allenatore e nello stesso tempo applaudiva.

« Idiota, sei qui per due secondi! Hai idea di quanto tu abbia rischiato? » chiese Sean, un po’ esasperato e gettando un’occhiata a Victini, che di rimando gli fece una pernacchia.

« Lo so, è stata dura, abbiamo tempo per parlare… Stai buono, Victini ».

« Ciao Ed! »

« Ciao, Hope! » rispose Ed, salutandola. A qualche metro di distanza, Skyla sorrise brevemente.

« Bene, ragazzi. Tutto a posto, Edwin? »

« Sì. Grazie ». Ed annuì. « Il signor Bryce mi ha spiegato tutto. Sono pronto ».

« Perfetto allora. Date il meglio di voi stessi. A presto ». Skyla sparì all’interno del dirigibile.

« Bryce? Ho sentito bene? » domandò Sean.

« Sì! Il padre del professore. È un Trainer medico anche lui, a quanto ho capito. Non ha idea di dove sia suo figlio al momento, però ».

« Oh. D’accordo ». Sean sospirò. « Andiamo ».

« Andiamo ».

I tre indugiarono per un attimo, intimoriti ma allo stesso tempo impressionati e stupefatti da quello spettacolo imponente. Qualche istante più tardi varcarono il primo margine degli alberi, immergendosi nel bosco, pronti ad una nuova prova.
 
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CiaobyDany

Gli @dmin sono delle brutte perso
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Molto bello, sei riuscito a trasmettere molto bene il pathos della situazione, ma Victini si è tagliato durante la cattura, oppure nel buco temporale è successo qualcosa?

Due errori: quando presenti Skyla passi al presente (porta), inoltre durante la spiegazione della prova "Vi raccomando il fatto che, nella riserva, a differenza dell’Isola Libertà ci sono varie specie di Pokémon" vi raccomando non ha senso (ed è una ripetizione), piuttosto metti un inoltre, o un connettivo logico random, però così non mi scorre.
 

Dxs

Rappresentante di classe
Molto bello, sei riuscito a trasmettere molto bene il pathos della situazione, ma Victini si è tagliato durante la cattura, oppure nel buco temporale è successo qualcosa?
Ho lasciato volutamente ambiguo quel dettaglio, cosicché il lettore possa immaginare che la lotta sia magari continuata o che Victini si sia tagliato su una roccia della stanza sotterranea cadendo a terra dopo il vortice d'acqua.

:)

Due errori: quando presenti Skyla passi al presente (porta), inoltre durante la spiegazione della prova "Vi raccomando il fatto che, nella riserva, a differenza dell’Isola Libertà ci sono varie specie di Pokémon" vi raccomando non ha senso (ed è una ripetizione), piuttosto metti un inoltre, o un connettivo logico random, però così non mi scorre.
Quello del passare dal passato al presente è un errore che non commetto e mai commetterò, semplicemente mi son dimenticato il "-va", era un "portava", grazie, correggo, come correggo anche l'altro errore.
 
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mafreel

Rappresentante di classe
Dici di aver basato gran parte della tua fic sul fatto che nei giochi pokèmon niente è troppo limitato e lascia libera la fantasia. Comunque non vedo proprio come hai potuto ideare 'sta cosa dell'aura.. cioè no, nei giochi si accenna a questo concetto sulle persone, solo che erano 2-3, non ogni trainer lol, a dire il vero l'unico che mi viene in mente è Marisio dell'Isola Ferrosa.

L'hai presa direttamente da HunterxHunter?

EDIT: Ah, perdona il "tono", non è una critica negativa eh, volevo sapere almeno la fonte dell'idea. XD
 
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Dxs

Rappresentante di classe
Dici di aver basato gran parte della tua fic sul fatto che nei giochi pokèmon niente è troppo limitato e lascia libera la fantasia. Comunque non vedo proprio come hai potuto ideare 'sta cosa dell'aura.. cioè no, nei giochi si accenna a questo concetto sulle persone, solo che erano 2-3, non ogni trainer lol, a dire il vero l'unico che mi viene in mente è Marisio dell'Isola Ferrosa.

L'hai presa direttamente da HunterxHunter?

EDIT: Ah, perdona il "tono", non è una critica negativa eh, volevo sapere almeno la fonte dell'idea. XD
No, non è presa da HunterxHunter (non c'entra proprio niente col Nen), ed è un qualcosa che non stona come in un primo momento potrebbe sembrare. Non si chiama nemmeno aura, ma ha un nome specifico (tipo Nen o Chakra). È qualcosa che ha uno stretto legame con i Pokémon, che ho voluto ideare per dare un taglio diverso da qualsiasi altra fic Pokémon alla mia storia. Vedrete, ancora è presto per approfondirla, ma volevo seminare il panico.

 
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mafreel

Rappresentante di classe
Capisco.

Ora: Il cap 9 non lo avevo commentato, mi tocca ora :P Bè che dire, sicuramente bello, l'azione non manca e si entra un po' nello scenario della lotta, anche se non è come quello del cap 1 per ovvie ragioni (Umano contro pikè, si parte un po' svantaggiati) ma alla fine il caro ed ce l'ha fatta anche se ridotto come l'immondizia. Hai descritto V-Create come una bomba di fuoco, però mi pare sia classificata come mossa fisica e pure da contatto, quindi victini dovrebbe essersi schiantato nel muro più che lanciare la fiammata (sì lo so, ho sempre da ridire <3 ), inoltre, forse colpa mia eh, ho percepito il tempo, dal momento dell'attacco a quello in cui edwin torna nella stanza, come fosse brevissimo, trovandomi un po' spiazzato nel leggere che victini si era addormentato rendendosi subito vulnerabile.

Poi cosa, niente, mi è piaciuto, la trovata finale per far uscire ed dai guai mi è piaciuta e via.

Il cap 10: Skyla <3 Anyway, mi aspettavo che sti medici per essere chiamati medici muovessero un po' il (_|_), vuol dire davvero che hanno fatto tutto con l'aura? xd Capitolo abba lungo, ma alla fine scorre bene, manco mi ero accorto di essere quasi alla fine (sì, prima vedo la lunghezza), mi colpisce molto la fedeltà di sean, se penso a come sospettavo di lui nel 2 e 3 capitolo. Meh, poco da dire, il posto te lo sei inventato no? Perchè altrimenti non ho capito dove si trovino ora.

Anyway tiro fuori una teoria. Aure: particolarità dei trainer che acquistano questa capacità mediante l'esperienza con i pokemon. Ogni trainer ha una propria aura nel suo genere che si distingue per carattere, oppure è il trainer che sceglie di abbinare la propria aura alle scelte, mi riferisco al come Marshall usi la sua aura nel corpo a corpo ed è esperto nel fighitng, mentre Grimsley usi i suoi trucchi illusori, ed è esperto nel dark (trucchi battuti solo da quelli del mio prof di elettronica che entra in classe, tiro fuori il quaderno e in quel breve lasso di tempo è sparito, ma non divaghiamo), poi nel cap 1 accennavi ai saggi e di come emanassero una presenza terrificante. Ma mi voglio buttare un po' più sulla prima, perchè altrimenti ognuno andrebbe fuori dal proprio tipo di pokemon per avere più vantaggi, oppure può farlo ma risulta meglio l'aura affine al carattere del trainer, boh, vab, non so che aspettarmi.

GJ. Ah! Pregherei darth jack di andare a cacàre perchè ogni tanto arriva in questo topic a ricordarci di come lui, brutto cocco di dxs, è più avanti con la trama. (Ovviamente scherzo jack, tvb & gl & hf & etc.)
 
Mi piace: Dxs

Dxs

Rappresentante di classe
Ma quanto mi piacciono 'sti commenti, vorrei che ce ne fossero ogni volta così. Graaazie! Che dire, posso risponderti solo al V-Create di Victini: sì, è una mossa fisica, ma io ho rivisitato un po' l'universo Pokémon e non c'è una netta distinzione tra mosse fisiche e speciali, o almeno, ho voluto rendere questa mossa in particolare con una grande fiammata/bomba di fuoco a forma di V che si stacca dalle orecchie del Pokémon e finisce sull'avversario. Mia precisa scelta.

Ah sì, un'altra cosa: il posto non me lo sono inventato. Toh: http://wiki.pokemoncentral.it/Riserva_Naturale

Ah, questa frase momentaneamente ha vinto il topic.

GJ. Ah! Pregherei darth jack di andare a cacàre perchè ogni tanto arriva in questo topic a ricordarci di come lui, brutto cocco di dxs, è più avanti con la trama. (Ovviamente scherzo jack, tvb & gl & hf & etc.)
 
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mafreel

Rappresentante di classe
Incredibile di come puppami il dici sia diventato un tormentone bel pweb, è partito tutto da un type di voi sapete chi che poi è stato spammato da jok lol.

Ah ok, per le mosse, la cosa non mi dispiace.

La riserva non me la ricordavo, più che altro non ci sono mai stato. Sì, sono un dex holder fallito
 

Dxs

Rappresentante di classe
Siccome molti di voi mi hanno chiesto "Dxs, quanto dura la saga dell'esame?" "Ma quando si conclude la saga?" "Quanti capitoli dura?", ho deciso di aggiornare l'indice al primo post con tutti i capitoli della saga, e con le relative date d'uscita e i titoli (che con buona approssimazione saranno quelli, ma mi riservo di modificarli, eventualmente).

Siete liberi di consultarlo per farvi un'idea di cosa potrà succedere da qui alla fine di questa prima vera e propria saga della mia storia, e niente, enjoy.

;)
 

CiaobyDany

Gli @dmin sono delle brutte perso
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La tristezza, secondo te Kishimoto avrebbe venduto qualcosa se avesse iniziato con "guardate, sono 700 capitoli, avete sbatti di leggere tutta 'sta roba?"

Ma mi rendo conto che ricevere ventimila volte la stessa domanda sia snervante...
 

Dxs

Rappresentante di classe
La tristezza, secondo te Kishimoto avrebbe venduto qualcosa se avesse iniziato con "guardate, sono 700 capitoli, avete sbatti di leggere tutta 'sta roba?"

Ma mi rendo conto che ricevere ventimila volte la stessa domanda sia snervante...
Beh, è comunque importante per me ricevere suggerimenti. Se credete che sia una cosa che NON funziona, dalle prossime saghe non la farò più.
 
Forse eviterei di mettere i titoli dei successivi capitoli, perché potrebbero rivelare (anzi rivelano) futuri risvolti della trama.

Non vedo l'ora di vedere Victini in azione (e qualcuno metta una faccina con Victini fra quelle disponibili, per favore)
 
Finally mi sono riagganciato con i capitoli 

Ero rimasto al capitolo 5, mi sono letto tutti i restanti tra ieri e oggi, lol

Do un po' di giudizi in generale, ma alla fine i like te li sei meritati tutti  :)  Capitolo 5: è molto bello come descrivi gli elite four, come infatti li fai apparire ancora giovani (anche caratterialmente) e non del tutto formati come ci si può aspettare. Anche a Nardo gli hai dato una descrizione ottima, ovvero quella di un uomo un minimo più vissuto, tanto da dover tenere buoni Mirton e Marzio che continuano a punzecchiarsi. Il continuo poi niente di che, o meglio, non rivela nulla di nuovo, ma ha la sua importanza nel mettere suspance per tutta la durata della settimana dopo. 

"Una leggera brezza spazzò il viale, scuotendo la secca aria estiva e le siepi che appassivano ai lati dei marciapiedi. A diversi metri di distanza, un uomo dai lunghi capelli verdi rise nell’ombra.

“Una coppia affiatata… Vi aspetto…" 
Principalmente l'ultima frase è perfetta per tenere affiatato il lettore, poi arrivo io che mi leggo tutto in una giornata e gg  :D

Capitolo 6: Sto capitolo è stato una genialata...

Già hai la suspance data dal capitolo prima, poi ti trovi Ryder che è in difficoltà nei confronti di un saggio, Ed e Sean che trovano questa "misteriosa" pagina in cui ci sarebbero informazioni sul padre del primo ed infine, dopo tutta l'atmosfera stanca (stanca perche i due non trovavano nessun'illusione) che avevi creato, questa viene dissolta con il colpo di scena di Ghecis, che appare all'improvviso, e Sean che invece sorprende tutti (credo che non sia l'unico ad averlo inquadrato come un personaggio un minimo impacciato in più situazioni)

btw, niente da dire, capitolo bellissimo, non mi aspettavo altro considerando che il personaggio su cui ci si incentrava era Mirton

Capitolo 7: L'ho visto semplicemente come un capitolo di transizione. Bella l'introduzione che hai fatto su Aloè e anche l'atmosfera "materna" che crei attorno a lei ( o comunque io me la sono immaginata  così  :D ​ ).

Bryce è un mito praticamente... Un medico (l'hai definito come medical trainer), quindi una persona che vedi per lo più come calma o indifesa, che scappa da un carcere come se nulla fosse... Sicuramente mi stai incuriosendo sui poteri dei trainer. 

A questo punto mi viene in mente la possibilità che ha detto mafrello (sempre più paxxarello <3), ovvero che i trainer possono sviluppare una abilità in particolare, come marzio nella lotta corpo a corpo o mirton con qualcosa riguardante i poteri mistici ed oscuri. ( e si spiega anche come Bryce è scappato di prigione e come Komor sia saltato da 5 metri come fosse niente).

Mi viene così però il dubbio di come acquistino i poteri. E a questo punto ricollegherei il dubbio con l'aura, ovvero che, quando divengono trainer sviluppano quest'aura (o gli viene in qualche modo risvegliato questo potere che altrimenti rimane "assopito" quando  non si è trainer) che gli permette di fare sforzi e movimenti che sono al di là dell'umano. 

(mi sono accorto ora di come abbia detto all'inizio che è un capitolo di transizione e come abbia poi fatto tutto sto discorso contorto 
)

Capitolo 8: Mi pare sempre un capitolo un po' introduttivo al seguente. Più che altro ciò che mi piace di questi capitoli un po' "fermi" (fermi per modo di dire) è come riesci a tenere comunque la trama viva, infatti mi hai aggiunto molti più dubbi :/

Mark che è completamente cambiato dal tipo di ragazzo che mi ero immaginato.

Hope che nasce come nuovo personaggio, ma secondo me diverrà importante. Non so, arrivo ad immaginarmi che scatti la scintilla con Sean, ma tanto oramai mi sorprendi sempre, quindi lascio la parola a te. 

Infine rimane Ryder che è tornato il bulletto di prima... Non so perche ma credo che non bisogni immaginarselo un semplice bullo. In realtà anche lui ha una storia contorta e questo suo atteggiarsi da bullo è giusto una maschera che si crea per mostrarsi forte di carattere. All'interno di una storia tipica diverrebbe un amico - rivale di Ed, ma ancora una volta:

tanto oramai mi sorprendi sempre, quindi lascio la parola a te. 
Capitolo 9: Probably è il più bello in assoluto... Non ho ben capito perche Ed non abbia subito fatto le scale ad angolo ( A quanto ho capito ci è rimasto ore lì praticamente...) ma vbb, l'attenzione mi cade più sullo scontro tra lui e Victini. Che dire, molto bello. Hai ritratto Victini come fosse un animale (e praticamente lo è...), quindi di come agisca di istinto e senza una pensare a ciò che fa.

Lo scontro è bellissimo, non ho ben capito la storia della buca d'acqua sotto al letto onestamente però...

La cosa che mi incuriosisce è: cosa ci fa un Victini lì dentro? Ci si è messo come semplice rifugio oppure ci è stato condotto.

Ma soprattutto: solo io la stanza da giochi vuota l'ho vista come la vecchia stanza di N che si trovava alla lega di BW2? Sappiamo tutti quanto N fosse solitario ed avesse parecchie amicizie con i Pokémon, mi chiedo perciò se possa avere qualche relazione con una presunta amicizia tra lui e Vic e se la paura di quest'ultimo nelle pokè ball fosse data perche tutti cercavano di catturarlo, ma aveva stretto legami solo con N perche l'unico che riusciva realmente a capirlo.

Capitolo 10: Anche questo un capitolo di introduzione, forse stavolta più stanziale rispetto ad altri. La cosa strana in questo è che la Aloè, che mi ero immaginato come una mamma bonacciona, in realtà si dimostra molto più seria. Anche il solo fatto di non esser corsa a chiamare i medici di Ed, ma andandoci con molta calma, la rende diversa dall'aspetto che avevo su di lei. Anche il fatto che sia molto seria per il danno che ha creato ad uno dei concorrenti non me lo immaginavo onestamente. Comunque che pokè ha usato per volare via? Io ho immaginato Unfezant, non so se è così...

Comunque non c'è un errore di grammatica, specialmente negli ultimi capitoli...

L'unica cosa che ti posso contestare è che i capitoli (per essere quelli di una fic, quindi che si leggono tutti in una volta, sono un tantino lunghetti, non so se sono stato l'unico a vederla così. Poi ovviamente riesci a tenere l'emozione anche con capitoli così lunghi, anzi, capitoli lunghi come il nove mi hanno colpito anche di più perche mi hanno trasportato maggiormente

Ah, è bello anche il cambio di avatar e firma in base al soggetto della fic ^^
 
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Dxs

Rappresentante di classe
Non so che dire, un grazie sincero e mi fa soprattutto piacere che ti abbiano colpito personaggi come Bryce, Mark e che tu sia riuscito a inquadrare abbastanza bene quello che è Kurt Ryder. Grazie davvero per i complimenti.
 

Dxs

Rappresentante di classe
Capitolo 11 - Riunioni E Coalizioni

I passi di Lenora risuonavano tetri nel lungo e silenzioso corridoio. Se non si fosse trattato di cause eccezionali, non avrebbe mai messo piede in quel posto, che le metteva i brividi. Ai lati delle scure pareti in marmo nero delle fiaccole illuminavano cupamente la sua visuale, facendone balenare l’ombra. Trasse un lungo respiro prima di fermarsi dinanzi a una porta di legno d’ebano, che quasi si mimetizzava nella parete. Ruotò il pomello, poi varcò l’uscio. La sala, buia come il resto dell’edificio, era occupata da quattro persone disposte ai lati di un lungo tavolo. L’uomo che Lenora cercava non era lì.

« Abbiamo visite! » sussultò Mirton, estasiato.

« Lenora! » Marshal balzò in piedi, i pugni serrati sul tavolo. Shauntal e Caitlin, dal canto loro, non diedero minimamente cenno di essersi accorte della nuova arrivata.

« Buonasera ». Lenora s’inchinò brevemente, cercando di non sembrare troppo intimorita. « Stavo cercando il presidente. Non è qui? » domandò.

« Anche Bryce voleva parlargli. Sembra che tutti abbiano bisogno del presidente, ora. Ma è solo colpa vostra! » Marshal misurò a grandi passi la stanza, scrutando Lenora infervorato.

« Colpa nostra? » ripeté Mirton, le mani in tasca.

« Certo! » Marshal gli puntò un dito contro. « Colpa vostra, sì! E tu per primo, pazzo criminale! Il Team Plasma! Il Team Plasma a Castelia! Hai mai pensato a come tra quei ragazzi ci fossero familiari delle vittime? Ma no, certo, inventiamoci una prova assolutamente folle per eliminarne la maggior parte! Mi stupisco che qualcuno non sia impazzito, in quei due giorni! »

« Credevo che il presidente approvasse » replicò Mirton freddamente. « Non devo dipendere da te ».

« Si ha un’idea di quando il presidente sarà di nuovo qui…? » azzardò Lenora.

« Lo attendiamo a momenti. Ma ne ho anche per te, Lenora » ringhiò Marshal. « Victini. Non potevi scegliere una prova più idiota ».

« Victini è molto carino » obiettò Caitlin, un po’ a sorpresa. « Cos’hai contro Victini? »

« Non mi interessa che sia carino! » s’infuriò Marshal. « Un Pokémon Leggendario è stato catturato da un ragazzino di quattordici anni! »

« Io… Lo so. Mi dispiace » mormorò Lenora, affranta.

« Ti dispiace! E intanto adesso quell’Edwin Brown se ne va in giro con Victini, e non sappiamo cosa ne faremo dopo! E non vi è venuta in mente l’idea di sostituire la Poké Ball, affidargli un altro Pokémon… »

« Non avrebbe mai riconosciuto l’autorità dell’allenatore. I Pokémon hanno bisogno di essere catturati. Edwin doveva tenersi Victini » si giustificò Lenora, sempre più in soggezione.

« Al diavolo! Voglio sentire cosa ne pensa… »

« Il presidente, Marshal? » Tutti, Shauntal e Caitlin comprese, si voltarono verso l’unica finestra della stanza. Alder, un po’ scarmigliato, si rialzò, la mano appoggiata sul solito, strano Pokémon nero e tozzo, con quella serie di inquietanti e vacui occhi rosa. Lo richiamò nella Poké Ball, slacciandosi il mantello da viaggio e gettandolo sul tavolo. Afferrò una sedia e vi crollò sopra: sembrava esausto.

« Signore… » cominciò Marshal, cauto. « Il viaggio… Come… »

« Be’, da Sinnoh non sembra filtrare nulla di strano. Cynthia continua a sostenere che siano voci infondate ».

« È… È positivo, no? » tentò Marshal, incoraggiante.

« Non lo so. Io non credo sia positivo. Credo che si stiano muovendo nell’ombra, e la cosa mi inquieta più di quanto sia disposto ad ammettere. Ho raccomandato massima attenzione a Cynthia e ai suoi, non posso fare altro. Tra un anno sapremo… »

« Tra un anno? »

« Il luglio del prossimo anno, Marshal. Credo che Mirton abbia la risposta ».

« Unima ospiterà la finale della coppa del mondo, non è così? » Mirton sorrise ambiguamente.

« Già ».

Alder premette i gomiti sul tavolo. La barba, ora incolta, dava al suo viso un’aria ancora più selvaggia del solito. « Al Team Plasma piace fare le cose in grande stile. Se è come credo io, e penso di avere ragione, allora quella sarà un’occasione d’oro. Ci sono dei punti che mi sfuggono… Ma quella partita sarà come un banchetto. Non dobbiamo offrirgli ghiotte occasioni. Abbiamo tredici mesi per prepararci, ma fino ad allora… Voglio rinforzare le nostre fila ». Conclusa la frase, il presidente sollevò lo sguardo su Lenora, come se l’avesse notata solo in quel momento.

« Lenora. Ho sentito delle voci. Porti cattive notizie, suppongo ».

« Presidente, un ragazzino è riuscito a catturare il Pokémon di rango SS. Non avrei mai pensato che… »

« Allora è vero » la interruppe Alder. « Un ragazzo interessante. Ti dirò la verità, Lenora. Voglio dei Trainer preparati a qualunque evenienza. Che dimostrino il loro valore. Se c’è gente in gamba, allora io la vorrò con me. Ne sono felice ». Il volto di Lenora si rasserenò appena.

« Questo ragazzino… Si chiama Edwin. Edwin Brown ».

« Brown? Il figlio di Edward? »

« Lui ».

« Un degno figlio di suo padre… Shauntal, stavi consultando i registri? » chiese poi ad un tratto, rivolgendosi a Shauntal, che aveva il viso immerso in un enorme librone tenuto aperto sul tavolo.

« Sì » replicò con la sua voce sognante. « Edward, durante il suo esame, sostenne una prova simile… Anche lui catturò il Pokémon di rango più alto ».

« Signor presidente » riprese Lenora. « Lei crede… Se Edwin ce la facesse… Dovrebbe essere messo al corrente, suo padre… »

« Lenora, la formazione del ragazzo è stata decisa anni e anni fa. Edward ha designato delle persone precise per prepararlo, e io non sono una di queste. E poi, è ancora troppo giovane. L’ombra del genitore che grava su di lui è un peso inaccettabile, per l’età che ha. Pochissime persone al mondo hanno solo una vaga idea di dove possa nascondersi Edward Brown in questo istante… Se mai si rifarà vivo, allora sapremo. In caso contrario, lasciamo che Edwin viva la sua vita ».

« Mi scusi se la interrompo, presidente… » intervenne Marshal, esitante. « Ma… Queste prove… Stiamo mettendo a rischio l’incolumità di quei ragazzi… Solo Komor, che io sappia, ha proposto una sfida all’altezza… Anche la quarta prova… »

« Mi serve gente preparata, Marshal » ripeté Alder. « Tra quei concorrenti dovranno venire fuori coloro che sono veramente motivati, e con un forte spirito. Ci attendono tempi bui, e non voglio contare su degli incapaci ».

« Ma in quella riserva… Non ha paura che possa risuccedere… »

« Se risuccederà, vorrà dire che quello sarà stato il loro destino ». A quella risposta, Marshal sbarrò gli occhi. Indietreggiò, spaventato.

« Presidente… Non può dire questo… Cosa le è successo… » Alder si alzò.

« Servirà il pugno di ferro d’ora in poi, Marshal! Non è uno scherzo! » urlò, ansimando. Le orbite scavate e violacee gli conferivano un’espressione cadaverica. Sembrava un fantasma.

« Io… » Marshal chinò il capo. « Mi scusi ».

« Voglio chiudere questa faccenda ». Mentre Marshal si risiedeva, raccogliendo la sedia da terra, Alder si rimise in piedi, con rinnovata agitazione. « Lenora, hai altro da dirmi? »

« Io… Sì. Il motivo principale della mia visita è capire cosa dovrà fare il ragazzo una volta concluso l’esame. Non dovesse passare, sarebbe tutto più facile. Rispediremmo Victini nel faro. Ma in caso contrario… Le regole della commissione vogliono che i partecipanti conservino i loro Pokémon, a promozione ottenuta ». Il presidente non parlò, in un silenzio carico di tensione.

« Le convenzioni non scritte vogliono anche che nessuno si metta a caccia di leggendari. Avevamo ideato la prova affinché ruotasse attorno a Victini. Un’isola abitata solo da quel Pokémon. Pescare il suo cartoncino sarebbe dovuto equivalere ad un’eliminazione… Non avevo assolutamente messo in conto che qualcuno ce l’avrebbe potuta fare » proseguì Lenora. « Andarsene in giro con un Pokémon Leggendario esporrà il ragazzo. Se poi Ghecis tornerà davvero allo scoperto, di sicuro giungeranno voci alle sue orecchie. E se dovesse scoprire che Edwin è il figlio di Edward… Farebbe pazzie per toglierlo di mezzo ».

« Con solo a disposizione una manciata di Poké Ball è riuscito a catturare un Pokémon Leggendario, seppur molto più debole in confronto ad altri. Ci sarebbero Trainer qualificati che, anche utilizzando dei Pokémon, non ce la farebbero » ribatté Alder seccamente. « Questo significa che quel ragazzo, per me, ha abbastanza carattere da resistere agli avvenimenti futuri ».

« Non c’è solo Ghecis, però » s’intromise Mirton, lo sguardo maligno. « Se Edwin terrà Victini… Potrebbe attirare l’attenzione di certi individui ». Lanciò un’eloquente occhiata ad Alder, che però ignorò quest’ultimo commento.

« Non voglio continuare a parlarne » tagliò corto il presidente, fissando Lenora.

« Allora qui mi congedo. Sono anche tenuta ad informarla che l’Haxorus e i Fraxure sono stati temporaneamente rimossi dalla riserva, in quanto ritenuti troppo pericolosi per i partecipanti ».

« Bene ».

« Sì…. Allora, io vado… » Lenora s’inchinò brevemente, dopodiché sparì oltre la porta scura. Era peggio di quanto si fosse aspettata.

*​
Ed, Sean e Hope si soffermarono per qualche altro istante, osservando il dirigibile salire nel cielo, immergersi nelle nuvole e poi sparire.

« Ci tocca, ragazzi… » disse Hope, avvicinandosi ad un contorto albero, i cui rami si intrecciavano al suolo. Si accucciò, strisciando carponi, e così fecero Ed e Sean. Pochi attimi più tardi, i tre erano sbucati in una nuova radura.

« È proprio un altro posto questo, eh? » commentò Sean.

« Già » convenne Ed. L’erba fresca cresceva alta ai loro piedi. Gli alberi avevano un’aria antica, e gettavano lunghe ombre spettrali sul sentiero. In lontananza, si potevano scorgere alcuni fiumiciattoli e ruscelli scorrere rapidi, incuneati fra le rocce.

« Allora, Ed ». Sean si sfregò le mani. « Racconta tutto. Victini ». Scrutò il Pokémon, che cercava con lo sguardo tutto ciò che c’era da vedere, sempre aggrappato alle spalle del suo allenatore.

« È stato… » tentò di dire Ed, preso alla sprovvista, ma fu interrotto da un rumore di altri rami che venivano spostati. Due diverse figure, una molto allampanata e l’altra un po’ più bassa, emersero dall’ombra.

« Vi stavamo aspettando! Edwin? » La voce di Eric Dawkins risuonò nel silenzio, al tempo stesso sconcertata e compiaciuta.

« Eric! »

« Ce l’hai fatta, allora! » esclamò l’altra figura.

« Ciao, Kelen! Anche tu! » Ed guardò il ragazzino che aveva conosciuto al faro, sull’Isola Libertà. Aveva già il computer sottobraccio, pronto all’uso.

« Ehilà ». Hope sollevò una mano, salutando Eric.

« Hope, giusto? Mentre tu sei Sean, vero? » Sean annuì, spostando lo sguardo su Kelen.

« Oh, lui è Kelen, un ragazzo che ho incontrato durante la terza prova » spiegò Ed, dato che Eric non faceva le presentazioni. « Loro sono Hope, Sean e… Be’, a quanto pare conosci già Eric ».

« Sì. Ciao ragazzi » rispose Kelen, sistemandosi gli occhiali sul naso.

« A cosa dobbiamo il piacere? » chiese Sean rivolto al profilo corvino di Eric, che si era seduto su una roccia, con le braccia conserte.

« Io e Kelen volevamo proporvi una cosa. Pensavamo di fare gioco di squadra, per questa prova ». Hope, che fino a quel momento era andata a spasso, osservando e setacciando ogni angolo della radura, tornò indietro, avvicinandosi al gruppo.

« Io ci sto » disse immediatamente.

« Esponimi quest’idea » lo invitò Sean, in tono serio.

« Crediamo che il metodo migliore per passare questa prova sia coalizzarci. Separatamente, senza unire le forze, potremmo faticare » spiegò Eric.

« Perché? »

« Perché gli altri concorrenti agiranno così. Il gruppo di Ryder, penso che alcuni di voi lo sappiano, è il più pericoloso ».

« Sì, alcuni di quei deficienti mi hanno seguita » confermò Hope.

« Non sei l’unica ». Ed sorrise.

« Io non ne so niente. Ho catturato il mio Pokémon il primo giorno, e poi me ne sono stato nascosto. Cos’ha fatto Ryder? » domandò Sean.

« Ha messo su una squadra. Dalle informazioni che abbiamo scoperto, oltre a lui ci sono Ryoku Hazaki, Gordon Murdok e Calvin Coleman. Sono riusciti a catturare subito i loro Pokémon, e per tutta la durata della terza prova hanno dato la caccia ai concorrenti rimasti. Molti di loro sono stati eliminati proprio a causa di quei tizi » proseguì Eric.

« Non ho paura di Ryder… » Sean partì subito in quarta.

« Non è questione di avere paura, o altro » ribatté Eric. « Ma cosa faresti, se te li trovassi contro? Quelli sono in quattro. E sono spietati ».

« Inoltre, abbiamo sei giorni davanti. Non è esattamente la migliore delle idee quella di rimanere bloccati qui sin da subito » aggiunse Kelen.

« Ma… »

« Lasciatelo perdere, è una causa persa ». Hope fece un gesto con la mano che equivaleva ad un ‘non serve a niente discutere con lui’.

« Ehi Sean, io ci sto. Non penso ci sia niente di male nel collaborare » intervenne Ed. Eric gli lanciò un cenno di approvazione, e Kelen sorrise. Sean, dal canto suo, scrollò le spalle.

« Se siete tutti d’accordo, di certo non sono così stupido da andarmene in giro da solo. Consideratemi dentro ».

« Ma se fino a un attimo fa dicevi tutto il contrario… » borbottò Hope, guardandolo di traverso. Ed le lanciò un’occhiata per dirle di lasciar perdere.

« Bene. Mi fa piacere che fin qui siamo giunti ad un accordo » procedette Eric, conciliante. « Vi avviso subito che non sarà una passeggiata, ma questo già lo sapete. Saranno sei giorni intensi, e se vogliamo passare dovremmo collaborare, creando dei piani d’azione. Ora, non c’è solo Ryder. Dai dati che abbiamo raccolto, dovremmo fare attenzione anche a due gemelli. Marvin e Manfred Fraser ».

« I due ragazzini ricci? »

« Sì, loro » confermò Kelen.

« I gemelli Fraser lavorano sempre in coppia, con spirito affiatato. Sono veloci, abili con le trappole, a loro agio negli ambienti selvaggi. Possono rappresentare un problema, se li incrociate. Quindi non date loro motivo di avvicinarvi, e girate al largo. La cosa migliore per noi è passarla liscia, evitando tutti e proseguendo il nostro cammino per la riserva » illustrò Eric.

« C’è anche un altro concorrente, che forse tu e Sean conoscete, Ed » disse poi Kelen.

« Quale, Kelen? »

« Mark Jenkins ».

Ed e Sean si guardarono. « Sì, lo conosciamo. È un nostro vecchio compagno di classe ».

« A quanto pare agisce da solo » intervenne nuovamente Eric. « Sempre e comunque in solitaria. Non lo vedremo mai fare parte di gruppi. Anche quel tizio può essere imprevedibile e spietato. Io lo eviterei ».

« Per me è solo un idiota. Anzi, spero di beccarlo in giro. Gli darei una lezione ».

« Qual è il prossimo passo, Eric? » chiese Hope, cercando di azzittire Sean.

« Il prossimo passo è approfondire i legami. Ognuno di noi deve possedere un chiaro quadro delle armi a disposizione dell’altro. Se siete d’accordo, vorrei conoscere il vostro cammino nella terza prova, e i Pokémon che avete catturato ».

« Frena » lo interruppe Sean. « C’è anche una quinta prova da svolgere, se dovessimo passare… »

« Vedi alternative? » lo incalzò Eric.

« Dai Sean, non c’è problema. Tanto penso vogliate sapere tutti come ho fatto, no? Mi davate già per spacciato » lo tranquillizzò Ed.

« Vero » convenne Eric.

Tutti gli sguardi dei presenti si spostarono su Victini, che emise un verso contento. E così Ed partì a raccontare. Glissò sul primo incontro con Ryder e sul pugno che aveva ricevuto. Sentiva che quella era una faccenda personale tra di loro, e voleva risolverla a modo suo. Parlò del faro, dell’incontro con Kelen e di come fosse accidentalmente caduto in una botola. Lì raccontò di come avesse trovato Victini, confinato in quella specie di prigione sotterranea, e di come avesse rischiato la vita a causa degli attacchi del Pokémon.

« … E alla fine la falda acquifera è esplosa, e sono riuscito a prenderlo » concluse. Tutti lo fissarono ammirati. Sentendosi arrossire, si affrettò a spostare l’attenzione su qualcun altro.

« E tu, Kelen? »

« Aspetta » lo bloccò Sean. « Quando sei sbucato fuori, io ti ho visto. Eri messo davvero male. Come diavolo è possibile che ti abbiano curato tutte quelle ustioni in una notte? I Pokémon non possono utilizzare i loro poteri curativi sugli umani, è una delle prime cose che impariamo a scuola. Quindi…? »

« Non ne ho la più pallida idea » ammise Ed, sconfortato. « Quando mi sono svegliato, stavo benissimo. E anche Victini ».

« Immaginavo… » Lo sguardo di Sean vagò nel vuoto. Hope si schiarì la voce.

« Ehm… Scusate. Dicci pure, Kelen ».

« È stato facile scappare » esordì Kelen. « Quando quelli sono entrati nel faro, hanno puntato solo te, Ed. Io e gli altri siamo fuggiti subito ».

« E così Ryder è venuto a cercarti al faro? Bastardo… » commentò Sean.

« Quindi, Edwin ha un Victini. Un Pokémon di tipo Fuoco che, pur avendo un’aria innocente, sferra attacchi piuttosto potenti » riassunse Hope, mentre Eric annotava tutto su un foglio di carta. « Corretto? »

« Sì, credo. Non conosco ancora bene i suoi poteri ».

« Nemmeno io trovo informazioni, qui. Dev’essere raro ». Kelen aveva acceso il computer e stava battendo rapidamente sui tasti, concentrato.

« Com’è che hai un computer, tu? » gli fece Sean.

« Lunga storia, non è il momento » tagliò corto Ed. « Proseguiamo ».

« Io ho preso Eevee ». Hope sollevò la sua Poké Ball. « Credo appartenga al tipo Normale ».

« Shinx, tipo Elettro » sbuffò Sean, annoiato.

« Io ho catturato un Magnemite » disse Kelen. « Elettro e Acciaio ».

« Okay ». Eric finì di annotare. « Io, invece, ho preso un Murkrow. Un volatile notturno. Buio e Volante. Giusto Kelen? » Kelen annuì.

« Bene ». Eric si rialzò, gettando un’occhiata ai suoi appunti. « Abbiamo un team abbastanza eterogeneo. Direi che possiamo metterci in cammino. Seguiteci ». Si lanciò lo zaino in spalla e partì, in testa al gruppo. Kelen lo seguì subito dopo.

« Non mi fido di questo tizio » attaccò immediatamente Sean. « Chi ci assicura che non ci stia portando in qualche trappola, che non fosse tutto un piano per piantarci in asso… »

« Ma quando la pianterai tu? » sbottò Hope, esasperata. « Eric ha ragione. Da soli potremmo non farcela. Conviene a noi quanto a lui aiutarci a vicenda ».

« Pensala un po’ come ti pare. Alla fine vedrai se… »

« Pace, ragazzi » s’intromise Ed, un po’ stufo di vederli battibeccare.

« Credo che… Sì! Trovato! » gioì un attimo dopo Hope, estraendo dal suo zaino un piccolo coltellino a serramanico. « Lasciano sempre cose nuove e utili negli zaini, alla fine di ogni prova, dovreste controllare. Le precauzioni non sono mai troppe, e questi kit di sopravvivenza sembrano molto forniti » si giustificò, in risposta allo sguardo interrogativo di Ed.

« Giusto… » approvò Ed, non convinto fino in fondo, tirando fuori a sua volta il coltellino e ficcandoselo in tasca. Continuarono ad avanzare per un po’, immergendosi sempre più nel fitto della vegetazione. Quando giunsero sulla sponda del primo fiume, si bloccarono.

« L’acqua è troppo alta per essere guadato » annunciò Kelen, che si era chinato a controllare. « Aggiriamolo » suggerì Ed. « Andiamo da… »

« Da nessuna parte, direi ». Tutti e cinque si voltarono, fissando un punto alle loro spalle da cui era provenuta quella voce. Altre quattro sagome sbucarono dalla foresta, disponendosi fianco a fianco.

« Come fai a essere qui? » Kurt Ryder strinse le palpebre, mentre spostava lentamente lo sguardo su Victini. « Ti ho visto cadere in quella botola. Abbiamo sorvegliato il faro costantemente, tu… »

« So cavarmela ». Ed fece spallucce.

« Non più. Metteremo fine a questa storia una volta per tutte ».

« Eric… » borbottò Kelen. « … Cosa facciamo? »

« È ovvio. Gli spacchiamo la faccia una volta per tutte! » Stavolta non fu Sean a parlare. Hope estrasse la Poké Ball, guardando aggressiva nella direzione di Ryder.

« State pronti » li ammonì Eric. Lui e Kelen afferrarono a loro volta le sfere, mentre Sean faceva lo stesso. Kurt e il suo gruppo erano pronti.
 
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