Edwin [Capitolo 62 - In Corso]

#32
Bah mi sono messo a leggere un po' contro voglia il capitolo 2 scoraggiato un po' dalla sua lunghezza ma GG WP non mi aspettavo fosse così bello, mi pento di non averne approfittato prima
  Mi sono riuscito ad immedesimare nel personaggio e la lettura a discapito dell'aspetto del post è stata molto scorrevole, adesso il problema sarà resistere fino a lunedì prossimo! Se c'è qualche persona (ne dubito) che non ha ancora letto questa serie: dategli una possibilità e verrete subito trasportati dalla voglia di leggere il capitolo successivo (fino a che non vi accorgerete che deve ancora uscire D: ). La cosa che mi è piaciuta di più è come sei riuscito a costriure sulla base "pokemon" una storia molto più matura rispetto a quelle che si vedono solitamente sul tema. Hype per il prossimo capitolo!
 
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mafreel

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#33
Ehehe, ok, ci sono pure io.

Per lo stile, che dire, ho letto anche io harry potter ma francamente non ricordo un niente dello stile della rowling, quindi kio.. Ma posso dire che mi piace comunque, devo dire comunque che ho trovato difficoltà nel leggere o comprendere alcune frasi, ma nemmeno le riporto perchè comunque per come sono messo ultimamente (quiz per la patente a gogo) forse sono io che mi sono un po' rincoglionito.

Le scelte per la trama; meh, fai pressione sul fatto che l'universo pokemon lascia molta libertà e questo è soltanto meraviglioso (ti aveva fatto pensare male il "meh", dì la verità). Per l'eccessivo insanguinamento dei pokèmon ne avevamo già parlato.. per dirlo anche agli altri, non sono d'accordo, ma 1. è una tua scelta 2. di certo non smetto di leggere una bella fic come questa solo per una mia stupida voglia. lol I colpi di scena sono ben impostati, cioè quasi ti mandavo a fanculo perchè nel cap 2 sembrava non succedesse niente a tema dramma, adrenalina etc, e nelle ultime 4 righe mi tiri fuori la morte di un pg, a cui non mi ero affezionato, ma pensavo fermamente fosse uno di quei personaggi che sarebbero durati nella trama. fg Bisogna dire comunque che tracy se l'è tirata.

Poi cosa? Ah, mi piace anche la scelta di buttare qua e in là dei misteri che penso/spero non verrano sciupati subito (mi ricorda un po' one piece sta cosa), come il comportamento di mark... non vorrei fosse solo una caratterizzazione, ma mi ispira qualcosa quel tizio.

Però se adesso ti ho elogiato, mi tocca anche dare anche critiche negative. Passi dal descrivere le cose da un modo lento a troppo veloce.. per spiegarmi, mi vedo scene che vengono descritte in un modo che quasi fa girare le balle (senza offesa lol) e a volte, tipo la scena finale del cap 2,  invece le faccende sono descritte così velocemente che ci ho capito poco con addirittura, e purtroppo, mancanza di dettagli che magari rendono chiara nell'immaginazione del lettore la scena che vuoi raccontare.. minchia che parole secsi che ho usato. Ma tipo ora rileggo meglio perchè come detto sopra

nemmeno le riporto perchè comunque per come sono messo ultimamente (quiz per la patente a gogo) forse sono io che mi sono un po' rincoglionito.
Poi volevo dire un'altra cosa ma mi sono scordato...

Poi volevo dire che il fatto che un grafico faccia delle rappresentazioni ad ogni cap è geniale.. no cioè.. è vedere una piccola scena scritta prendere forma, è bellissimo... e comunque swind, se hai un piccolo blocco nel disegnare i personaggi etc, puoi chiedere aiuto a dxs (mp, skype, quello che vi pare) che sicuramente saprà darti lui una buona pista.

E infine volevo dirti di continuare così (y), volevo aggiungere altro ma dopo sarei stato noioso perchè parlavo di me lol.
 

Dxs

Rappresentante di classe
#34
Ti rispondo a due cosette :)

Poi cosa? Ah, mi piace anche la scelta di buttare qua e in là dei misteri che penso/spero non verrano sciupati subito (mi ricorda un po' one piece sta cosa), come il comportamento di mark... non vorrei fosse solo una caratterizzazione, ma mi ispira qualcosa quel tizio.
Sono contento che finalmente qualcuno se ne sia accorto, o comunque abbia dato alla cosa qualche attenzione. Mark è un personaggio che personalmente adoro, e per il quale ho grandi progetti. No, quella cosa non è buttata lì a caso solo per caratterizzarlo.

:)

Però se adesso ti ho elogiato, mi tocca anche dare anche critiche negative. Passi dal descrivere le cose da un modo lento a troppo veloce.. per spiegarmi, mi vedo scene che vengono descritte in un modo che quasi fa girare le balle (senza offesa lol) e a volte, tipo la scena finale del cap 2,  invece le faccende sono descritte così velocemente che ci ho capito poco con addirittura, e purtroppo, mancanza di dettagli che magari rendono chiara nell'immaginazione del lettore la scena che vuoi raccontare.. minchia che parole secsi che ho usato.
 Sei il primo a muovermi una - parziale - critica negativa, e la cosa non può che farmi piacere. È importante anche questo, per migliorarmi. Detto ciò, veniamo al problema: mi piace molto descrivere con grande accuratezza tutte le situazioni, luoghi e non tralasciare alcun particolare. Fa parte del mio stile, anche se, da molti utenti, ho letto che fila via bene, e la cosa mi soddisfa. Per le parti in cui poi accade tutt'un tratto qualcosa e forse ho tralasciato dei dettagli, non saprei dire: cerco anche di far trasparire la foga del momento, in cui il protagonista si concentra solamente su un determinato oggetto. Nel caso di Ed che rincorre Tracy, ero anche abbastanza soddisfatto, a dire la verità.

Poi volevo dire che il fatto che un grafico faccia delle rappresentazioni ad ogni cap è geniale.. no cioè.. è vedere una piccola scena scritta prendere forma, è bellissimo... e comunque swind, se hai un piccolo blocco nel disegnare i personaggi etc, puoi chiedere aiuto a dxs (mp, skype, quello che vi pare) che sicuramente saprà darti lui una buona pista.
Questo è poco ma sicuro! :)
 
#35
Ho letto il primo capitolo, bella fic!
Hai un modo di scrivere che ti fa totalmente immergere nella storia, complimenti. Ho scritto una fic anche io, se vuoi dare un'occhiata si chiama "Rosso".
 

mafreel

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#36
 Per le parti in cui poi accade tutt'un tratto qualcosa e forse ho tralasciato dei dettagli, non saprei dire: cerco anche di far trasparire la foga del momento, in cui il protagonista si concentra solamente su un determinato oggetto. Nel caso di Ed che rincorre Tracy, ero anche abbastanza soddisfatto, a dire la verità.
Sì, mi aspettavo questo tipo di risposta. E capisco infatti il tuo voler trasmettere "la foga del momento" riuscendo quindi a portare il lettore come ad assistere alla scena,e non nego che in effetti il dover rallentare la narrazione non porti bene a tale scopo. Comunque rileggendo le ultime righe ancora non è chiara la scena..

"Tracy viene colpita da qualcosa che esce dal mare e sbalzata in acqua" ma in che senso? Cioè salta in aria e finisce in acqua, viene trascinata, c'era il mare anche dietro quindi viene colpita da un lato e buttato dall'altro? Poi tipo non capisco se viene sbalzata in una parte di mare profondo, oppura verso la riva, visto che comunque ed riesce a vedere il sangue e la mano nonostante prima venga riferito che non si vedeva un cavolo con la pioggia intensa.. ma se è verso la riva non capisco come sia potuta affondare, a meno che non è una di quelle spiagge stronze che per i primi 2 centimentri di acqua (il bagnasciuga, come cazz se chiama) le onde ti accarezzano la caviglia e ad un passo dopo ti ritrovi uno scatafosso dove affondi lol, no perchè esistono
facciamo una cosa alla SBS
 
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Dxs

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#37
e ad un passo dopo ti ritrovi uno scatafosso dove affondi lol, no perchè esistono
Ho riso. È esattamente così, comunque: il tipo di spiaggia è quella. Tracy era a riva, e stava tornando a raccogliere le sue scarpe, come ho scritto. Mentre dava le spalle al mare, qualcosa è sbucato fuori, l'ha colpita e l'ha buttata in acqua. Poi è stata divorata. Ho reso bene l'idea?
 

mafreel

Rappresentante di classe
#38
Ho riso. È esattamente così, comunque: il tipo di spiaggia è quella. Tracy era a riva, e stava tornando a raccogliere le sue scarpe, come ho scritto. Mentre dava le spalle al mare, qualcosa è sbucato fuori, l'ha colpita e l'ha buttata in acqua. Poi è stata divorata. Ho reso bene l'idea?
AH lol

è sto qualcosa che la colpisce e butta in acqua che non mi rende, cioè tipo qualcosa che gli ha dato un pungo e poi gli ha fatto la Gorilla Press Slam e ha buttato tracy in acqua (non farci caso, tengo a scherzare anche sulle cose più serie se il manga / film / fan fic mi piace lol), oppure che ne so, tipo un tentacolo che la colpisce e poi la trascina.. cioè no non mi devi dire cos'era, cioè è proprio il movimento che mi sfugge.
 

Dxs

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#39
AH lol

è sto qualcosa che la colpisce e butta in acqua che non mi rende, cioè tipo qualcosa che gli ha dato un pungo e poi gli ha fatto la Gorilla Press Slam
Ahhh, è questo che non ti tornava. Be', per ora sono rimasto sul vago e la tua vivace mente ha navigato un po' troppo lol, ma col passare dei capitoli tutto diverrà più chiaro e quella scena si definirà meglio. Stay tuned per il terzo capitolo, non mancheranno le sorprese!
 

Kudine

For the sake of my Pokémon, I will never give up.
#41
Che dire, ho letto i due capitolo uno dopo l'altro e li ho trovati fantastici ed avvincenti :) Sarebbe un peccato se non finissi questo racconto. Sono rimasta scioccata dopo essere arrivata al punto della caduta nel fiume... cioè, io pensavo che Edwin e Tracy si fidanzassero e che magari alla fine di tutto si sposassero :(

Comunque, su Sigilyph (l'ho scritto bene?) vorrei precisare che non ha due occhi, ne ha uno solo: quelli sul corpo sono finti, quello vero è quello sul... "coso" nero che ha in... testa (?).
 
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Dxs

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#42
Ciao! Grazie per aver dato una possibilità alla mia fic. E benvenuta tra noi. ^^

Che dire, ho letto i due capitolo uno dopo l'altro e li ho trovati fantastici ed avvincenti :) Sarebbe un peccato se non finissi questo racconto. Sono rimasta scioccata dopo essere arrivata al punto della caduta nel fiume... cioè, io pensavo che Edwin e Tracy si fidanzassero e che magari alla fine di tutto si sposassero :(
Ribadisco, come ho già detto ad altri utenti, che era un po' il mio obiettivo. Creare qualcosa di sconvolgente... Ci sono riuscito e ne sono felice (anche se non molto per Ed e Tracy, sarebbero stati una bella coppia :( )

Detto ciò...

Comunque, su Sigilyph (l'ho scritto bene?) vorrei precisare che non ha due occhi, ne ha uno solo: quelli sul corpo sono finti, quello vero è quello sul... "coso" nero che ha in... testa (?).
Che dire, io mi aiuto con le descrizioni presenti sulla nostra wiki, e alla voce Sigilyph parla di due occhi: http://wiki.pokemoncentral.it/Sigilyph comunque, che il vero occhio sia quello in cima o meno, prendiamola per buona e consideriamoli tutti occhi. :D

P.S.: la storia sono determinato a completarla. Sarà molto lunga, perché il progetto che ho in mente è molto ambizioso. Ma spero di appassionarvi!
 
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Dxs

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#43
Capitolo 3 - Dopo Il Funerale

Ed sudava. Faceva di nuovo caldo: come sarebbe dovuto sempre essere in quel periodo, un luminoso sole seccava i prati ingialliti dei cortili di Anville, inaridendo la terra e scolorendo i tetti delle case.

« Muoviamoci! » gridò, rivolto ad una persona che arrancava nella sua scia qualche metro più indietro.

« Arrivo, calmati! » rispose una donna dai penetranti occhi azzurri.

Ed raggiunse la porta di casa e batté i piedi per terra, scalpitando e cercando di allentare il nodo alla cravatta, che si era fatto fastidiosamente stretto. Sua madre, Susan, giunse poco dopo, estraendo da una semplice borsetta nera un mazzo di chiavi.

« Ecco… Entra » disse, aprendo e facendosi da parte perché Ed passasse. Varcato l’uscio, il ragazzo sbuffò di stanchezza e sollievo: in confronto alla calura ardente dell’esterno, starsene nella fresca penombra del soggiorno era una pace per i sensi. Si diresse in camera, gettandosi sul letto e iniziando a disfarsi del completo nero che aveva indossato per il funerale, tenutosi quel pomeriggio.

Sospirò. Non erano stati dei giorni semplici: l’intera regione di Unima era stata letteralmente scossa dall’inspiegabile morte di quella ragazzina, avvenuta sotto gli occhi dei suoi professori e compagni, per mano di Pokémon che, all’apparenza, non si sarebbero dovuti trovare lì. Le federazioni si erano smosse per un incontro straordinario e l’esame per diventare Pokémon Trainer, nonostante le numerosissime proteste avvenute davanti ai cancelli della Lega, era stato confermato. Si sarebbe tenuto, dopotutto, e lui, Ed, la persona più vicina a Tracy prima che venisse divorata in mare, si sentiva prigioniero di un incubo. A spaventarlo non era solo la prospettiva di affrontare un esame quasi impossibile da superare, che non vedeva morti da cinquant’anni e ora, ancora prima di iniziare, poteva già contare sulla scomparsa di una concorrente. Era, soprattutto, il fatto che tutti stessero trascurando i suoi sentimenti. Lentamente, stava realizzando di non essersi mai sentito così, sull’orlo di un baratro senza fondo. Aveva sempre creduto che lutti, morti e ulteriori tragedie non potessero toccarlo: il non avere avuto un padre a crescerlo era già stato abbastanza. E ora, si ritrovava a fare i conti con una realtà che lo terrorizzava più di quanto fosse disposto ad ammettere.

Intanto, Sean era diventato misteriosamente irreperibile e, dopo non essersi presentato al funerale, non rispondeva a nessuna delle chiamate che Ed gli aveva fatto, il quale a sua volta aveva perso la speranza di essere contattato dal suo migliore amico per discutere sull’accaduto. Come se ciò non fosse stato abbastanza, orde di giornalisti si erano riversate ad Anville, che non aveva visto un’affluenza del genere neanche nelle più rosee stagioni turistiche. La casa dei Brown era stata presa d’assalto, e solo sua madre sembrava capire come si sentisse. Ed si era reso conto di aver inquadrato veramente Tracy Clarke solo pochi giorni prima, su quel maledetto treno che li aveva condotti ad Undella, e vedersela strappata in quel modo, pochi attimi dopo, gli aveva reso la faccenda difficile da accettare. Era complicato spiegare come si sentisse: la complessità di tutto ciò che gli era capitato in così poco tempo non gli faceva trovare le parole giuste, anche se desiderava fare e dire tanto. C’erano i genitori di Tracy, ai quali avrebbe voluto spiegare come fosse successo tutto troppo in fretta, come non fosse riuscito a salvarla e come Bryce lo avesse trattenuto. Arthur Bryce, insieme al professor Shalimar, in quanto Trainer qualificato, era stato giudicato responsabile degli eventi e rinchiuso nel carcere della capitale Castelia, in attesa dell’udienza che avrebbe decretato la sua colpevolezza. Nel mentre, i Biological Trainer di tutta Unima non sapevano spiegare come mai un banco di Basculin si trovasse nella Baia di Undella, quando quella specie non si sarebbe dovuta riprodurre in alcun modo lì.

« Ed! »

« Che c’è? »

La testa di sua madre spuntò da oltre la porta, esprimendo un misto di disapprovazione e preoccupazione. « Non dovresti trattarmi così. So come ti senti ».

« Scusa. Qual è il problema? »

« Vieni in cucina, ne parliamo lì ». Ed sospirò, seguendola. Notò vagamente, dal suo tono, che si trattava di qualcosa d’importante, ma non riuscì a provare interesse. Si accomodò al tavolo della cucina, un po’ esasperato, e attese. Sua madre estrasse una lettera sigillata da dietro la schiena, porgendogliela.

« L’esame comincia domani. Era anche ora che ti comunicassero luogo e orario ».

Ed non diede subito segno di aver capito. Non aveva minimamente pensato a quel fatto, e si chiese come avrebbe potuto. Tuttavia, a stupirlo era stata la reazione di sua madre. Nei giorni successivi all’incidente non aveva più menzionato Tracy, né aveva continuato a prendere in disparte Ed per consolarlo e confortarlo. Lui intuiva vagamente come sua madre ci fosse già passata con Edward; aveva lasciato al figlio il compito di metabolizzare l’accaduto e realizzare tutto quanto, e ciò inorgogliva Ed più di quanto lei potesse immaginare.

« Io… » squarciò la busta della lettera senza pensarci troppo: tolse il nastro dal rotolo, appiattendolo davanti a sé, e cominciò a leggere.

Signor Brown Edwin,

siamo lieti di informarLa che Lei, in virtù degli studi compiuti e del conseguimento del diploma accademico con un punteggio di novanta su cento, è ammesso alla 617ª edizione dell’esame per diventare Pokémon Trainer. Per la prima prova dell’esame, è pregato di recarsi al Molo Pollice di Castelia alle ore dieci del cinque giugno. Le sarà consegnata una spilla con un numero identificativo, che dovrà conservare per la durata dell’esame. Durante lo stesso, ai concorrenti non è concesso l’uso di armi o altre attrezzature che possano recare un vantaggio rispetto agli altri, così com’è vietato portare con sé cibo, acqua e viveri di prima necessità.

Cordialmente,

Lega Pokémon di Unima

Ed percepì un misto di eccitazione e panico cominciare a pervaderlo lentamente. Sua madre lo stava fissando con intensità, forse in cerca di qualche strana reazione.

« Edwin ». Ed si rese conto in quel momento che lei non lo chiamava mai con il nome completo. Ricambiò il suo sguardo.

« Devi promettermi che farai attenzione. Non so cosa stia succedendo là fuori, ma io sono stata la compagna di tuo padre per diversi anni, prima che tu nascessi. Erano strani avvenimenti come questi che lo rendevano inquieto. Tu dimostri i suoi stessi sintomi ». Ed non seppe ribattere. A sentire nominare suo padre, la gola gli si seccò improvvisamente.

« So che vuoi trovarlo. E so che vuoi farlo da Trainer, come lo era lui. Ce la farai, Ed. Ma fai attenzione, ti prego ».

« Tracy aveva prestato tutta l’attenzione possibile. Non sarebbe dovuta morire così » rispose Ed, la gola secca. Non avrebbe voluto sembrare così brusco, né poteva sapere se sua madre avesse intuito quanto anche lui fosse andato vicino alla morte. Una stupida casualità lo aveva separato da Tracy: i suoi incubi erano da giorni tormentati da cosa sarebbe accaduto se non si fosse fermato a chiedere spiegazioni a Bryce.

« Non ho insinuato nulla, io… »

« Questo… Tutto questo ». Ed puntò un dito fuori dalla finestra, oltre la quale il sole continuava a brillare intensamente. « È fuori dalla nostra portata, mamma. Prima ancora di cercare mio padre, non mi darò pace finché non avrò capito cos’ha ucciso Tracy, e perché è successo. E lo farò da Trainer ».

*​
« Dannazione, Sean ». Ed spense l’Interpoké, imprecando sottovoce: Sean continuava a non essere rintracciabile.

Le infinite file di grattacieli di Castelia torreggiavano attorno a loro, mentre una fresca e insperata brezza accarezzava le onde del mare, oltre il molo sul quale si trovavano. Il suo orologio diceva che erano passate due ore dalle dieci, orario in cui si era congedato da sua madre e messo in fila, alla ricerca del suo migliore amico. Ma nessuna chioma bionda, nessun ragazzo con un dilatatore al lobo era spuntato a sorridergli e a salutarlo. Ciò acuì la sua sensazione di solitudine. In giro, non aveva visto nemmeno un altro compagno di classe. Era completamente solo, immerso in un mare di giovani aspiranti Trainer che non conosceva, pronti a svolgere la prima prova di quel pericoloso esame. Ed non riusciva a vedere bene il fondo della fila ma gli parve di notare che, lentamente, i concorrenti stavano diminuendo. Dopo un’altra ora di nervosa attesa, capì di avere ragione: alla sua sinistra, i ragazzi ricevevano una spilla bianca con su scritto qualcosa e percorrevano una scalinata che li portava giù, in quello che pareva un tunnel sotterraneo.

« Vogliono già far aumentare il nostro stress mentale ». Ed si voltò: a parlare era stato un ragazzo diversi centimetri più alto di lui, con un lungo naso corvino e lisci capelli nerissimi che gli cadevano quasi fino alle spalle, oscurandogli del tutto l’occhio sinistro.

« Piacere, sono Eric Dawkins » si presentò.

« Ehm… Edwin. Edwin Brown ». Ed gli strinse la mano.

« È la tua prima volta qui? » gli domandò Eric.

« Sì, e tu? »

« La terza. Ho conseguito il diploma in un’accademia qui, a Castelia, sai. Ma finora non mi è andata molto bene, con l’esame ». Sbuffò, soffiando sul ciuffo di capelli neri.

« E così… Vogliono stressarci mentalmente? » riprese Ed, interessato da quella prima affermazione.

« Decisamente » replicò Eric con un ghigno. « È un classico dell’esame per diventare Trainer. Ti fanno arrivare ad un determinato orario e poi ti lasciano aspettare diverse ore, al caldo o al freddo, con la fame e la sete che prima o poi ti colpiranno » spiegò.

« Be’, ci stanno riuscendo bene» considerò Ed, il cui stomaco cominciava a brontolare.

« Sicuro ». Eric stavolta sorrise, un sorriso che non si estese agli occhi, rimasti gelidi. « Quest’anno non arriviamo nemmeno lontanamente ai diecimila partecipanti dello scorso. Molti genitori si saranno spaventati, dopo l’incidente a quella ragazzina ».

« Brown, Edwin! » Chiamò un omino alla sinistra di Ed, il quale a sentire nominata Tracy sentì le viscere contrarsi sgradevolmente: c’era anche una certa nota di compiacimento nelle parole di Eric che non gli piacque affatto. Superò delle transenne poste allo sbocco del molo sul mare, mentre l’omino scribacchiava qualcosa su un foglio di carta.

« Cosa… » Ed si bloccò. All’ingresso del tunnel, non visibile per chi si trovava in fila, stazionava una creatura dall’aspetto tra l’umano e il volpino, con baffi gialli molto prominenti e gambe sottili. In mano teneva stretti quelli che sembravano due semplici cucchiai.

« Non si preoccupi » lo rassicurò l’omino. « Alakazam controllerà solo che lei non abbia con sé nessun oggetto vietato dal regolamento ». Alakazam emise uno strano verso, facendo vibrare i cucchiai nella direzione di Ed, che sentì rivoli freddi scorrergli da capo a piedi. Strinse forte i denti, sperando che finisse in fretta.

« Tutto a posto. Questa è la sua spilla identificativa » disse l’omino, appuntandola al petto di Ed. « La dovrà conservare per tutta la durata del suo esame. Numero 1117. Ora, è pregato di proseguire dritto, per le scale. Buona fortuna. »

« Grazie » borbottò Ed, che cominciava a sentirsi agitato. Scese nel buio di quella scalinata, mentre un terribile tanfo di fogna lo invadeva. Si poggiò una mano sulla bocca, cercando di non soffocare per la puzza: si trovava su un pontile pericolante, al di sotto del quale putridi liquami dall’aria tossica gorgogliavano e ribollivano senza sosta. Alcuni ragazzi davanti a lui giacevano carponi al suolo, vomitando violentemente.

« E quelli vorrebbero prendere parte all’esame? Non riescono nemmeno a reggere un po’ di sano tanfo di fogna? » Eric era tornato passeggiando tranquillamente sul pontile, con le mani in tasca e la targhetta 1118, che con il suo bianco perlaceo risaltava nella semioscurità in cui si trovavano.

« Cos’è questo posto? » chiese Ed, togliendosi immediatamente la mano dalla bocca, per non dimostrare quanto stesse accusando anche lui la puzza.

« L’impianto fognario di Castelia, è ovvio. Nei suoi anfratti più profondi c’è la prigione; è lì che sono stati rinchiusi quei due professori. Ne avrai sentito parlare ».

« Io… Sì… » Ed guardò alla sua sinistra, dove una miriade di ponticelli, scalette e piccoli corridoi si estendevano in un labirintico e inestricabile dedalo.

« Non credo che noi andremo molto in profondità. Ci sarà una sala enorme per ospitarci, o qualcosa del genere » proseguì Eric. Dopo mezz’ora di cammino, durante il quale si accodarono a loro altri concorrenti freschi di targhetta ricevuta, Ed scoprì che aveva ragione. Erano entrati in quello che sembrava essere un enorme hangar per aeroplani, con la sola differenza che per tutta la sua superficie erano stati distribuiti dei semplici banchi da scuola con tanto di sedie.

« Una prova scritta? » Alcuni ragazzi accanto a loro esclamarono, mostrando la loro disapprovazione. Ad altri, invece, stava lentamente svanendo via dal viso un po’ del pallore marcato che li aveva accompagnati al momento di entrare, e in cuor suo Ed si disse di rientrare in quella categoria. La prima pareva proprio una prova scritta; poteva farcela, anche se nelle orecchie gli rimbombarono le parole di Sean, di qualche giorno prima: « qualcosa per farne fuori molti in un colpo solo ».

« I nuovi arrivati prendano posto, prego » rimbombò una voce amplificata da un megafono dal fondo della sala. Ed salutò Eric, augurandogli buona fortuna, e sedette ad un banco sull’ala destra dell’hangar. Qualche posto più in là intravide l’ispida chioma del suo compagno di classe Mark Jenkins, intento a discutere con la sua ragazza, Elizabeth. Col passare dei minuti quasi tutti i banchi furono occupati, e le enormi porte alle loro spalle sbarrate.

« Bene! »

A parlare era stata la voce che li aveva già invitati a sedere, ma stavolta il suo possessore fu visibile a tutti: da un’impalcatura posta in alto, sulla parete di fondo, un giovane ragazzo impugnava un megafono e si rivolgeva a tutti loro. I capelli neri cadevano a ciuffi sulle spalle, mentre la sua espressione era serena, ma esprimeva anche la concentrazione richiesta dal momento. Vestiva di tutto punto, con una camicia bianca e una cravatta rossa abbinata e un paio di semplici jeans. Oltre a tenere il megafono, con la mano destra portava sottobraccio un piccolo computer portatile.

« Mi presento. Il mio nome è Komor, Pokémon Trainer della città di Aspertia, nonché vostro esaminatore per questa prima prova d’esame. Passerò ora ad illustrarvi il regolamento. Il numero di esaminandi giunto alla sede d’esame quest’anno è di 6222 ». Komor allungò il braccio davanti a loro, posando per terra il portatile e aprendo il palmo della mano.

« Cinque sono le prove di cui questo esame si compone. Diventeranno Pokémon Trainer coloro che riusciranno ad arrivare in fondo all’esame, senza venire eliminati dalle prove che man mano si presenteranno. La durata dell’esame sarà di due settimane a partire da oggi: la prima, la seconda e la terza prova saranno completate in una settimana, mentre la quarta e la quinta occuperanno la restante. La prima prova, come avrete intuito, sarà una prova scritta. Inoltre… »

« Mi concedi un’interruzione, Komor? » risuonò un’altra voce. All’entrata dell’hangar si stagliava una figura alta e muscolosa, che guardava gli aspiranti Trainer sorridendo. Era un uomo alto, con una chioma leonina che sfumava dall’arancione al rosso e gli cadeva oltre le spalle, facendolo realmente somigliare ad un leone. Indossava una sorta di lunga cappa bianca, dalla quale s’intravedevano numerose Poké Ball legate alla cintura, dei pantaloni di un bianco sporco, strappati in più punti e dei semplici sandali neri. Tutti sembrarono pensare ad una sola cosa: come aveva fatto quell’uomo ad entrare passando inosservato, se le porte erano state chiuse in precedenza?

« Presidente Alder! » Diversi ragazzi lanciarono un urlo. Alla vista di quell’uomo, Komor si era gettato a capofitto dall’impalcatura, in un salto di almeno cinque metri. La cosa più assurda, però, fu che una volta giunto a terra continuò a camminare normalmente, perfettamente intatto e attratto solo dalla visione di quell’uomo, davanti al quale si fermò, inginocchiandosi.

« Non si è fatto niente? »

« Era un salto di più di cinque metri! »

« Ma chi diavolo è quel ragazzo? » La sala si riempì di bisbigli, messi a tacere quando Komor riprese a parlare.

« Non la aspettavamo, signore! »

« Ero venuto ad augurare buona fortuna agli esaminandi di quest’anno. Era mia intenzione scambiare due parole con loro ».

« Io… Ma certo ». Komor si rialzò, un po’ rosso in viso, e risalì una fila di banchi, camminando all’indietro e continuando a fissare Alder.

« Signori, l’uomo che avete di fronte è il presidente della Lega Pokémon di Unima e presidente della commissione d’esame » presentò. Un altro mormorio diffuso attraversò la sala come una scarica elettrica. Alcuni ragazzi erano visibilmente eccitati.

« Vuole parlare da sopra, presidente? » chiese Komor.

« Non preoccuparti, qui va bene, grazie » replicò Alder, amabile. Appoggiò le mani sulle ginocchia e si lasciò cadere a terra, incrociando le gambe e guardandoli con attenzione.

« Desideravo scambiare due parole con voi, ma sarò estremamente breve. È mia precisa volontà che vi sia raccontato ciò che è successo qualche giorno fa, alla Baia di Undella ». Ed deglutì, ringraziando il fatto di trovarsi seduto. Non era sicuro che le gambe lo avrebbero retto.

« Tracy Clarke era una ragazzina spensierata, proprio come voi, la cui vita è stata stroncata senza preavviso da una calamità di cui ancora non conosciamo l’entità. Proprio come voi, si apprestava a partecipare a quest’esame e a condividere i vostri medesimi sogni. Voglio che sia chiara una cosa: noi non vi abbandoniamo al vostro destino. Sappiamo quanto ora, dati i recenti avvenimenti, quest’esame possa presentarsi ancora più ostico. Ma i nostri uffici e tutti i nostri Trainer sono al lavoro ventiquattr’ore su ventiquattro per risalire alla causa di quanto è accaduto. Date il massimo, credete in ciò che fate. E non dimenticatevi di Tracy Clarke ».

Fu un gesto fluido, di una naturalezza disarmante: una Poké Ball si aprì nell’aria, mentre molti concorrenti non si trattennero più e saltarono in piedi per vedere meglio. Davanti ad Alder roteava un Pokémon dal grosso corpo nero e dalle gambe corte e tozze. Intorno alla testa erano disposti una serie di occhi rosa, con un motivo ondulato di colore bianco.

« In bocca al lupo, ragazzi! » Alder toccò il suo Pokémon, e un secondo dopo erano entrambi svaniti. Quello che si verificò dopo fu un autentico tumulto. Alcuni ragazzi urlarono apertamente, altri, saltati in piedi, calciarono via la sedia sollevando i pugni in aria. Ed li guardò, con una sensazione di disgusto che lo pervadeva lentamente: sembrava che le parole di Alder non li avessero minimamente toccati.

« Va bene, va bene, riguadagnate i vostri posti, per favore! Le indicazioni non sono finite! » Le parole di Komor riportarono la calma. Molti parevano essersi completamente scordati dell’esame imminente.

« Ancora due osservazioni. La prima, è che la commissione mi ha dato ordine di dimezzarvi in vista della seconda prova. È per questo motivo, che in questo momento, 3111 di voi sono passati alla fase successiva ». Komor chiuse gli occhi, pronto ad una nuova ondata di urla e polemiche, che non tardò ad arrivare.

« È assurdo! Cosa significa una cosa del genere? »

« Non abbiamo neanche cominciato e ci dimezzate già? »

« A che gioco state giocando? »

Ed cercò una spiegazione razionale per quella frase, ma non la trovò. Con che criterio, se la prova non era cominciata, Komor li aveva già dimezzati?

« La prima, come vi ho già detto, sarà una prova scritta per testare le vostre conoscenze specifiche » continuò Komor, imperturbabile. « Inoltre, mi è stato espressamente ordinato di non fornirvi ulteriori spiegazioni circa essa. Dovrete essere in grado di risolvere i quesiti senza informazioni provenienti da me, o da chiunque altro. Ciò, ovviamente, implica che la copiatura è vietata. Per questo motivo, ora, verrete rimescolati. Quando chiamerò due numeri, i rispettivi possessori dovranno alzarsi e scambiarsi di posto. Ci sono domande? » La sala era ancora attraversata da un brusio di protesta. Ed ripensò alle parole di Eric, e a come la commissione volesse tenerli stressati prima ancora di cominciare. Si rese conto che ci erano riusciti benissimo: aveva fame e sete, il presidente della Lega Pokémon in persona aveva tenuto un discorso su Tracy, lui aveva dovuto sopportare di vedersela nominata ancora e il loro esaminatore aveva appena riferito loro che, ancor prima di cominciare, solo la metà sarebbe passata alla fase successiva.

« Solo la metà… » Ed si passò una mano fra i capelli, spalancando gli occhi. Komor non aveva detto che erano stati dimezzati. Non aveva escluso la possibilità che passassero altre persone…

« Quel ragazzo ha capito ». Komor fissò Ed. « Numeri 301 e 577! » chiamò. Ed si voltò: due ragazzi si alzarono, scambiandosi di posto.

« 2047 e 88! » « 505 e 73! » « 6001 e 1899! » Andò avanti così per un po’, in un andirivieni di concorrenti sempre più provati mentalmente.

« 1117 e 73! » Ed scattò in piedi, nervoso. Si era alzato anche un altro ragazzo, un po’ più basso di lui. Con lo sguardo, vagò in cerca dell’altro concorrente chiamato, e dopo aver inquadrato Ed, camminò nella sua direzione. Questi fece lo stesso, superando due file di banchi e risalendone una terza. Si fermò in un posto quasi al centro dell’hangar. Vicino a lui, un ragazzo biondo in evidente stato di agitazione fissava con lo sguardo vuoto il banco. Portava un dilatatore all’orecchio sinistro.

« Sean? »
 
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Dxs

Rappresentante di classe
#45
Bello come gli altri :) ma non sono riuscita a capire la storia del numero dimezzato...
Grazie!

Comunque la questione è volutamente criptica, anche altre persone a cui avevo presentato il cap in anteprima mi hanno detto lo stesso. Non si capisce bene da questo capitolo, ancora una volta non posso che rimandarvi ai prossimi...

:)
 
#48
Bellissimo come il precedente. In effetti nemmeno io ho capito bene la storia del dimezzamento...ma se è un effetto voluto non posso fare altro che aspettare i prossimi capitoli :)

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Alder mi ricorda Silente!
 
Mi piace: Dxs

Dxs

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#49
Bellissimo come il precedente. In effetti nemmeno io ho capito bene la storia del dimezzamento...ma se è un effetto voluto non posso fare altro che aspettare i prossimi capitoli :)

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Alder mi ricorda Silente!
Ahah, è un po' più giovane di Silente (è Nardo, se qualcuno non lo avesse intuito). Grazie a tutti, comunque!
 
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Mr Blacco Binario

Don't waste your time
#51
Letto. Questo conferma il mio predict su Alakazam,


Bellissimo capitolo, come gli altri due. Non vedo l'ora che arrivi l'illustrazione


P.S: "[...]mentre *le* quarta e la quinta occuperanno la restante.[...]" Non ho visto altri errori.
 
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#55
Molto bello, onestamente mi sa di un misto tra l'esame per diventare Hunter (lo stress, la sala sotterranea, il tunnel, il tipo che ripeteva l'esame per la terza volta, l'arrivo del presidente) e quello per diventare Chunin di Naruto (la prova scritta, Komor che mi ricorda tanto Ibiki). Insomma, ho avuto la sensazione di aver letto una cosa che conoscevo già. Comunque una lettura che ne vale la pena! ^^
 

Dxs

Rappresentante di classe
#56
Molto bello, onestamente mi sa di un misto tra l'esame per diventare Hunter (lo stress, la sala sotterranea, il tunnel, il tipo che ripeteva l'esame per la terza volta, l'arrivo del presidente) e quello per diventare Chunin di Naruto (la prova scritta, Komor che mi ricorda tanto Ibiki). Insomma, ho avuto la sensazione di aver letto una cosa che conoscevo già. Comunque una lettura che ne vale la pena! ^^
È indubbiamente così. Grazie per il commento, e ne approfitto per dire un paio di cose:

- Per quelli che magari hanno qualche dubbio: la fic non ricalcherà né HunterxHunter, né Naruto. L'unica cosa che vi potrà sembrare simile è la saga dell'esame, e magari qualche dettaglio secondario, ma nulla più. Tra l'altro, l'esame non copierà nessuna prova da HunterxHunter, quindi potete stare tranquilli. E la ricerca del padre, come alcuni di voi sapranno, l'avevo ideata anni e anni fa, prima di scoprire HunterxHunter.

- Alla fin fine, quella questione del numero dimezzato non è così difficile se ci riflettete, o almeno, un altro mio lettore mi ha detto che non ha avuto alcun problema a comprenderla, quindi magari vi sembra più ostica di quel che è...
 

mafreel

Rappresentante di classe
#58
Ok, nemmeno ricordavo del cap postato.

Well, sono andato un po' in panico per capire che parlavi di calydol, la mia fantasia va un po' per le sue.

Comunque non capisco una cosa, perchè per i pg già fatti nel gioco usi i nomi in inglese (alder, zinzolin, Drayden) mentre Komor hai usato il nome ita? Cheren non ti piaceva lol?

Ah, poi ho capito solo ora che per il nome delle città usi quello giapponese, che cattivo che sei dicks, costringi la gente a googlare ad ogni nome di cosa o persona (scherzo eh)

Bel capitolo, sulla carta dei fatti non è successo nulla ma mi ha coinvolto molto. Meh, non so che dire.. ah, tipo komor aveva da un parte il megafono e da una parte il portatile, poi scrivi che allunga un braccio in avanti aprendo il palmo, quindi o gli è caduto il portatile o il megafono... ahi ahi, tanto è ricco.

Aspetto il lavoro di shadow wind (ti osservo eh >_> ) e naturalmente il prossimo cap.

EDIT: Nella mia mente mi immaginavo quasi che durante una delle prove Ed e amici incontra il nipote di Nardo, non sono obbligati ad affrontarlo ma in un modo o nell'altro (anche perchè se non sbaglio il nipote di nardo sembra avere un carattere abb arrogante) Ed finisce per sfidarlo ma viene sconfitto in modo umiliante. Non lo so perchè, sarebbe carino già definire come il protagonista dovrà fare strada e come se la vorrà fare per migliorare, definirebbe di già i rapporti di forza. Ma so già che questo non avverrà, men che meno adesso che ho espresso questo mio pensiero lol ok ciao
 
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