Edwin [Capitolo 62 - In Corso]

Quando si avranno rivelazioni succose? ci sono tantissimi misteri irrisolti, che sono stati in parte riassunti in questo capitolo, ma non si vede la luce che segna la fine del tunnel.

Questo è stato un altro capitolo di transizione, forse mi sarei aspettata qualche rivelazione in più dalla madre di Ed, ma credo sia ancora presto per sapere tutto su Edward.

Dxs, ma non fai più le anteprime del sabato?
 

Shadow Wind

......
Quando si avranno rivelazioni succose? ci sono tantissimi misteri irrisolti, che sono stati in parte riassunti in questo capitolo, ma non si vede la luce che segna la fine del tunnel.

Questo è stato un altro capitolo di transizione, forse mi sarei aspettata qualche rivelazione in più dalla madre di Ed, ma credo sia ancora presto per sapere tutto su Edward.

Dxs, ma non fai più le anteprime del sabato?
Ti assicuro che l'atmosfera si sta preparando, ma al tempo il tempo.

Beccati sta immi di consolazione, una prova di "colorazione" manga:

 
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CiaobyDany

Pokémon Selvaggi Intensifies
Wiki
Quindi basta provocarvi per ottenere dei premi?

Scelta molto pericolosa quella di pubblicare l'immagine come contentino, hai creato un precedente che sfrutteremo in futuro


P.S: è bellissima ;)
 

Shadow Wind

......
Quindi basta provocarvi per ottenere dei premi?

Scelta molto pericolosa quella di pubblicare l'immagine come contentino, hai creato un precedente che sfrutteremo in futuro


P.S: è bellissima ;)
Letto male la situazione man, semplicemente mi sono dimenticato di pubblicarla (come potresti constatare dagli orari di pubblicazione su pokemon millennium e ludomedia) e ho pensato di approfittarne mentre rispondevo.Anche perché l'immagine l'ho fatta senza nessuno scopo se non l'immagine stessa... e sì è abbastanza pregevole.
 
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Dxs

Rappresentante di classe
Interrompiamo la pubblicazione settimanale di illustrazioni allegate ai capitoli. Questo non significa un'altra pausa o una fine della collaborazione fra me e Shadow Wind, semplicemente lui vuole prendersi del tempo per ragionare meglio e non mantenere un ritmo forsennato: continuerà a lavorare al comparto grafico ripartendo dall'inizio, e quindi dal capitolo uno. Magari vedrete anche qualche scheda dei personaggi che avevamo ideato all'inizio - tra l'altro ne abbiamo già pronta qualcuna.

A stasera per il 21
 
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Shadow Wind

......
Esattamente, ho intezione di elaborare con un certo grado di accuratezza le prossime illustrazioni. Tale processo richiede tempo, ma vorrei che il risultato fosse il migliore possibile.
 
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CiaobyDany

Pokémon Selvaggi Intensifies
Wiki
Michelangelo non ha fatto la Cappella Sistina in un giorno, per i capolavori occorre tempo ^^

A parte che ho sempre trovato superlative anche le tue bozze (quelle poche che mi sono giunte), comunque, penso che nessuno abbia intenzione di metterti fretta :)
 

Dxs

Rappresentante di classe
Capitolo 21 - Windsor Avenue
 

Ed e Sean si stropicciarono gli occhi. Varcarono le alte arcate di pietra scura alle loro spalle, per sbucare all’aria aperta. Nel cielo, in alto, il sole era più radioso che mai.
« Dobbiamo comprarci un paio di occhiali da sole, amico… » suggerì Sean, accecato per la troppa luce. « Oppure cominciare a usare quegli stupidi cappellini che utilizzava Ryder… »
Ed sbuffò, emettendo un verso di derisione. Non voleva che Sean fosse scontento della loro nuova meta: dopotutto, l’idea di prendere un treno per raggiungere quella città gigantesca era stata sua, e Sean non aveva fatto nulla per nascondere la sua disapprovazione.  
« Ma quanto è grande questo posto? Sicuri che Castelia sia la capitale di Unima? » proseguì Sean. « E poi, perché diavolo Driftveil non possiede una stazione ferroviaria? Ci avrebbe risparmiato un sacco di tempo ».
« Te l’ho già detto. La stazione ferroviaria di questa città è la più grande di Unima. Driftveil è molto vicina a Nimbasa, quindi lì non è stata costruita nessuna stazione » spiegò Ed, un filo di impazienza nella voce.
« Non ero mai stato a Nimbasa ».
Sean si guardò attorno. Secondo il suo punto di vista Castelia poteva anche essere più grande, ma non c’erano dubbi che Nimbasa fosse la capitale dei divertimenti. Avevano messo piede in quella città da pochi minuti, ma aveva già potuto ammirare gli angoli delle strade addobbati a festa, con varie ghirlande avvolte attorno ai lampioni, venditori di zucchero filato ai lati dei marciapiedi, strani individui vestiti da clown che distribuivano palloncini ai bambini e saltimbanchi che si esibivano negli spettacoli più vari, circondati da piccole folle.
« Sarebbe bello fermarsi un po’… » Sean si soffermò ad osservare, con sguardo sognante, il viale in cui si erano appena immessi. Cercava di tenere il frettoloso passo di Ed, che non sembrava si stesse godendo nulla di quello che lo circondava.
« Ehi Ed, piano! Guarda! » Indicò all’amico una struttura gigantesca, alla cui entrata, posta in alto e al centro, c’era l’enorme testa di un Pokémon simile ad uno scoiattolo, dal pelo bianco e nero e con due guance giallo elettrico.
« È l’Emolga Meadow, lo stadio da calcio più grande di Unima. È qui che la squadra per cui tifa Ryder, i Nimbasa Falcons, si allena e gioca le sue partite casalinghe » illustrò.
« Sì… » Ed si morse un labbro.
« Oh, dai, Ed. Siamo ampiamente in orario, goditi un po’ questo posto ». Sean mostrò a Ed un’insegna luminosa, situata a pochi passi da loro.
« L’Emolga Meadow, nel luglio del 2015, ospiterà la finale del mondiale di calcio per club » lesse, visibilmente emozionato. « Tra un anno non potremo mancare, sarà un evento straordinario ». Ed rimase in silenzio. Sean alzò gli occhi al cielo.
« E va bene… Andiamo… »
Si mossero verso l’uscita della città, direzione Percorso 5. Sean cercò di capire le turbe psicologiche che affollavano la mente dell’amico. Comprendeva come Ed fosse rimasto assolutamente deluso dall’atteggiamento della madre, che per quindici anni gli aveva gelosamente taciuto diversi segreti su di lei e sul padre. Poi c’era Fritjof Thygesen: anche verso quella persona, seppur sconosciuta, Sean sapeva che Ed aveva nutrito delle aspettative e delle attese. E invece, in quella foresta dimenticata dal resto del mondo, avevano trovato una misteriosa rovina con un Pokémon Leggendario a proteggerne l’ingresso, il loro uomo scomparso nel nulla. Sean non lo disse esplicitamente davanti all’amico, ma non vedeva come Fritjof potesse essere vivo. Superarono l’uscità della città in silenzio. Il Percorso 5 era composto da un’unica strada asfaltata immersa nella vegetazione, dalla quale non passavano mai automobili o altri mezzi di locomozione. Sean vide di nuovo saltimbanchi, giocolieri e artisti di strada, questi ultimi muniti di chitarra e intenti a suonare motivetti poco orecchiabili. Rispetto al caos della città, poteva udire i versi sommessi dei Pokémon nascosti tra gli alberi e le ombre gettate dalla vegetazione sui margini della strada. Respirò ampie boccate di aria fresca.
« Si sta benissimo, qui ». Camminavano vicini ad un camper bianco parcheggiato al limitare degli alberi, quando sentirono scattare qualcosa sopra le loro teste.
« Cosa… » Sean si scansò, guardando in su. Una finestra del camper si era aperta, e una strana signora con una cuffia da cucina li guardava con espressione famelica, sporgendo la testa in fuori.
« Ragazzi, che buon profumo viene dalle vostre borse! Potrei dare un’occhiata? » chiese, con voce stridula. Sean sbarrò gli occhi, alla ricerca, come faceva sempre in quelle situazioni, dello sguardo dell’amico.
« Lei è pazza! Non abbiamo cibo nei nostri zaini! » sbottò.
« Ma io sento l’odore prelibato dei funghi! Andiamo, ragazzi, fatemi… »
« Muoviamoci » ordinò Ed sottovoce. Trascinò Sean per quel che rimaneva della strada mentre la signora, delusa, richiudeva la finestra del camper e si rintanava al suo interno.
« Ma chi era quella pazza? » si chiese Sean.
« Ora siamo dei Trainer, alla gente stravagante dovremo abituarci » commentò Ed. Con una punta di soddisfazione, si accorse che erano arrivati alla prima tappa della loro nuova ricerca.
« Il ponte » fece Sean. Di fronte a loro, il ponte mobile che collegava quel percorso alla loro meta si allargava per un chilometro di lunghezza. Quando furono di fronte ad esso un uomo, dopo averli squadrati per un attimo, uscì da una cabina posta all’entrata.
« Quello viene da noi » avvisò Sean, una nota di allarme nella voce. L’uomo si fece incontro ai due ragazzi, l’espressione molto seria.
« Cosa siete venuti a fare qui? » attaccò. « L’accesso al ponte a quest’ora è vietato. Consultate la tabella degli orari per visitare Driftveil ».
« Non vogliamo visitare proprio niente » replicò Ed. Estrasse la scheda allenatore, esibendola sotto il naso del suo interlocutore. « Siamo dei Trainer. Vogliamo passare, e immediatamente ».
L’uomo sbarrò gli occhi. « Dei Trainer… Ma quanti anni avete? »
« Siamo gli ultimi promossi » spiegò semplicemente Sean, che a sua volta aveva tirato fuori la scheda. L’uomo indugiò.
« Molto… Molto bene. Mi scuso per il mio comportamento. Potete… Potete avanzare ». Tornò nella cabina, un po’ imbarazzato. Ed, senza badare a indugi, riprese la marcia.
« Però! » esclamò Sean, arrancandogli dietro. « Non male, godiamo davvero di tanti privilegi! » Ed annuì. Il ponte, in quel momento deserto, era costruito con delle travi rosso fiammante, e presentava alcune zone d’ombra, presso le quali a Sean sembrò di udire lievi rumori, come dei frulli d’ali.
« Allora ». Dopo qualche minuto di silenzio, intuì che erano in dirittura d’arrivo, e che tanto valeva prepararsi. Dopotutto, quello era l’unico modo per ottenere la piena attenzione dell’amico. « Hai… Hai pensato al perché un Pokémon Leggendario si trovasse nella foresta vicino alla tua casa? » esordì, esitante.
« Ne abbiamo già parlato » rispose Ed. « I motivi potrebbero essere molteplici. Forse la foresta è l’habitat naturale di Terrakion, o qualcuno lo ha messo lì di proposito, a guardia di quel posto. Anche questa è un’ipotesi ».
« Giusto » convenne Sean, pensieroso. « Però… Mettere lì di proposito un Pokémon Leggendario… Chi è il fenomeno che riuscirebbe a catturarne uno? »
« Forse esistono dei Trainer così capaci da riuscirci. Non saprei ». Ed scrollò le spalle.
« Ci sarebbe anche un altro fatto strano » aggiunse Sean. « In accademia abbiamo trattato miti e leggende riguardanti diversi Pokémon Leggendari, ma io di questo Terrakion non ho mai sentito parlare. Che ci sia sfuggito? »
« Probabile » ribatté Ed. « Non ho mai prestato molta attenzione alle spiegazioni di Shalimar ».
« E Fritjof? » La voce di Sean tremò appena. « Voglio dire… Che fosse… »
« Sì » lo interruppe Ed. « Fritjof era un Trainer navigato, seppur molto stravagante. Avrà sentito qualche diceria riguardante la foresta di Anville e su qualche strana creatura che la abitava. Si è accampato nella foresta e si è messo alla ricerca della creatura, dopodiché ha trovato Terrakion. Probabile che abbia tentato di domarlo, o in qualche modo di passare oltre al posto dove faceva la guardia, per accedere alle rovine. E Terrakion lo ha ucciso. Se ci fossimo soffermati a dare un’occhiata, avremmo trovato il cadavere » terminò, con determinazione. Sean strinse i denti. Cercò di non andare oltre ma, alla fine, ciò che aveva tentato di dire a Ed quando si erano messi in viaggio verso quel posto riaffiorò inevitabilmente.
« Ed, mi dispiace, ma devo ripetertelo. Lo so che avresti voluto parlare con Fritjof e chiudere la faccenda, ma così non aiuti te stesso. Io, a differenza tua… Non ho un’ambizione. Non ho uno scopo da perseguire, e quindi… Be’, sono disposto a seguirti » proseguì, titubante ma facendosi coraggio, dato che Ed non replicava, « ma ricorda ciò che ti sei promesso. Dovremmo indagare sulla morte di Tracy. E ora… Dirigerci a Driftveil, a casa di Bryce… Non so quanto possa essere una buona idea ». La fine del ponte era visibile. Sean intravide quella che pareva essere una piazzetta immersa nel verde, con una fontana posta al centro.
« Tu sei nel giusto ». Dopo una pausa carica di tensione, Ed si decise a parlare. « Ma a me interessa Bryce più per riferirgli cosa sappiamo e cosa abbiamo visto. Qualcuno deve essere informato sugli eventi accaduti all’esame. La natura di Eric, oramai, è nota anche agli esaminatori e al presidente… Ma devono sapere che ha ucciso Gordon, e devono sapere da cosa siamo stati aggrediti durante la quarta prova. Sean, quei Nuzleaf non facevano parte dell’esame » concluse, funereo.
« D’accordo ». Sean lasciò cadere la conversazione. « D’accordo… »
Raggiunsero la piazzetta che aveva scorso in lontananza, al termine del ponte. Quella che aveva scambiato per una fontana si rivelò essere, ad uno sguardo più ravvicinato, una statua raffigurante un bel Pokémon alato, somigliante a un drago bipede dotato di due grosse ali. Si chinò a leggere l’iscrizione incisa sulla sua base.
« Il Ponte Driftveil, vanto della città omonima, è chiamato anche Ponte Charizard, per la bellezza e l’eleganza della sua forma. Ehi! » Sean si accorse che Ed era già diversi metri più avanti, e si stava incamminando verso l’agglomerato di abitazioni che formavano la città. Gli corse dietro, spazientito.
« Certo che quando ti metti in testa qualcosa sei davvero cocciuto… » ansimò mentre oltrepassavano il Pokémon Center locale, non diverso da quello di Mistralton. Procedettero a rilento, a causa di numerosi gruppi di persone che si muovevano a ranghi serrati per la strada principale, tutti apparentemente diretti verso la stessa direzione, parlottando eccitati.
« Dove vanno? »
« Non so. E non so nemmeno dove trovare la casa di Bryce ».
« L’articolo diceva Windsor Avenue, numero 4, giusto? » tentò di ricordare Sean dall’articolo di giornale che aveva letto la mattina dopo la seconda prova d’esame.
« Già. Forse faremmo meglio a chiedere informazioni ». Camminarono ancora un po’, girovagando a zonzo fra file di case, appartamenti e hotel dall’aria lussuosa. Alla fine, si arrestarono sulla soglia di un edificio dalla stessa forma del Pokémon Center, ma verniciato di blu.
« Potremmo chiedere qui dentro » propose Sean, che senza aspettare risposta varcò le porte scorrevoli, entrando in un accogliente negozietto climatizzato al cui interno, su diverse serie di scaffali, erano disposti numerosi articoli per i Trainer.
« Questa roba ci sarà utile! » strepitò rivolto a Ed mentre afferrava tutto quello che poteva, da scorte di Poké Ball a spray repellenti e curativi. Portò gli oggetti alla cassa, distribuendoli sul bancone, davanti al commesso che cominciò a contarli.
« Un Antidoto, cinque Poké Ball e una Superpozione. Dov’è la tua scheda allenatore? » domandò a Sean.
« Eccola » disse lui, esibendola ancora una volta con soddisfazione.
« Bene. In tutto, fanno milleottocento Dollari Pokémon ». Sean inarcò le sopracciglia, sventolando la scheda allenatore con più forza. Il commesso la guardò, senza capire.
« Paghi o cosa? »
« Sono un Trainer » replicò Sean, come se fosse stata una cosa ovvia sottintesa sino a quel momento.
« E questo cosa dovrebbe significare? Hai il diritto di acquistare questi articoli, ma come ogni Trainer devi pagare. Quindi o sborsi i soldi, oppure quella è la porta ». Sean si voltò lentamente verso Ed, borbottando sommessamente.
« Sbaglio o Komor non ci aveva parlato di questo piccolo particolare…? »
« Lascia perdere, dai » lo esortò Ed. Sean, sconsolato, ripose la scheda allenatore nella tasca, mentre il commesso riprendeva la parola.
« Non hai un soldo, eh? Sarete venuti a Driftveil per guadagnare, suppongo ».
« Che intende? »
« È tradizione, da qualche anno a questa parte, che una volta conclusa la sessione annuale d’esame si apra la stagione di lotte del Pokémon World Tournament ». Dalle facce confuse dei due ragazzi, il commesso capì che non sapevano di cosa stesse parlando.
« Non conoscete il Pokémon World Tournament? » domandò.
« No » risposero in coro Ed e Sean.
« E cosa siete venuti a fare qui? »
« Cercavamo Windsor Avenue » spiegò Ed.
« Ah ». Il commesso s’inumidì le labbra, scrutandolo attentamente. « In altri termini, cercate la casa dell’evaso ».
« È stato il nostro professore in accademia » si affrettò a dire Sean.
« Il vostro professore in accademia » ripeté il commesso. « Be’, anche se siete solo dei ragazzini avete la scheda allenatore. Non siete degli sprovveduti, quindi non mi sento minimamente in colpa a dirvi che in Windsor Avenue ci siete già. Proseguite per la via, e troverete la casa di Bryce ».
« Oh ». Ed fece per andarsene, ma il commesso parlò ancora.
« Un’ultima cosa. Se siete senza soldi, un giro al Pokémon World Tournament vi potrebbe far comodo. E poi, è il modo migliore per allenarvi, dato che siete dei Trainer in erba. Tenete ». Ed e Sean afferrarono dei biglietti da visita, su cui videro disegnati diversi Pokémon, e un grande messaggio che recitava: i migliori allenatori del mondo, ogni anno, si radunano al Pokémon World Tournament. Mettiti alla prova anche tu!
« Grazie mille, allora! » ringraziò Sean, salutando. Una volta usciti dal negozio, i due si fermarono a guardarsi intorno. Una casa nelle vicinanze recava il numero 24, il che fece capire loro di dover procedere in avanti, verso i numeri più piccoli.
« Siamo vicini, forza ». Fu Ed a incoraggiare Sean. Ormai, sentiva di essere davvero vicino. Sean, dal canto suo, si ritrovò a pensare a cosa Ed si aspettasse di trovare. Bryce era sempre stato un professore particolare, in accademia, ma ciò non significava che lo avrebbero trovato stravaccato sul divano, a godersi una lettura rilassante o una tazza di tisana che tanto gli piaceva.
« Numero 4 » disse finalmente Ed. La casa di Bryce, indistinguibile dall’esterno dalle due abitazioni fra le quali era incastrata, era riconoscibile da un piccolo particolare. Sulla soglia, un capanello di curiosi spiava attraverso le finestre, osservava il battente della porta, stazionava sugli scalini che conducevano all’uscio.
« Sembra quasi diventata… Un’attrazione turistica » rilevò Sean, visibilmente sorpreso.
« Mi scusi ». Ed avvicinò un uomo di mezza età con uno zaino da viaggio in spalla, che pareva essere uno dei tanti turisti venuti ad osservare la casa.
« Siamo venuti anche noi a dare un’occhiata qui » esordì Ed, mantenendo un tono di voce leggero. « Avete scoperto qualcosa di interessante? »
« No » rispose il turista. « Alcuni dicono che l’evaso sia stato avvistato in giro per Unima, ma sono solo dicerie. Più che altro, molte persone sono interessate all’abitazione di un Trainer, dato che casi come questi non si verificano tutti i giorni ».
« Cosa intende? » intervenne Sean, che aveva seguito lo scambio di battute.
« In genere, i Trainer che commettono crimini gravi non vengono tenuti qui a Unima. C’è una speciale prigione situata chissà dove, negli anfratti del nostro mondo, dove vengono presi in custodia i veri criminali. Quel Bryce è evaso quando ne ha avuto voglia, e la comunità dei Trainer non sembra assolutamente convinta che lui sia il colpevole della morte di quella ragazzina ».
« Queste cose le sapevamo già… Ma Ed, non possiamo forzare l’entrata davanti a tutti » bisbigliò Sean all’orecchio dell’amico.
« Lo so. Magari ci torneremo » mormorò Ed, di rimando. « La ringrazio » aggiunse poi ad alta voce, per congedarsi dal suo interlocutore. D’un tratto, una banda di ragazzi che si trovava nelle vicinanze fu raggiunta da un altro loro coetaneo, che saltava per l’agitazione.
« Stanno aprendo le prenotazioni per assistere ai tornei! Muovetevi! » I ragazzi urlarono di gioia, accalcandosi all’uscita di Windsor Avenue e immettendosi sulla via principale, dove altra gente si muoveva verso un’unica direzione.
« Ed, forse dovremmo dare un’occhiata a questo torneo. Abbiamo davvero bisogno di allenarci e di fare qualche soldo. E poi l’arena sembra proprio trovarsi alle spalle di questa strada… » suggerì Sean, stordito dal gran chiasso che si era sollevato. Osservò Ed sistemarsi lo zaino in spalla e gettare un’ultima occhiata alla casa, sconsolato.
« Hanno provato in molti a forzare l’ingresso della casa » aggiunse il turista. « La polizia è dovuta intervenire più volte ».
« Grazie di tutto » ripeté Ed, stringendo i denti e seguendo lentamente Sean, che stava dando un’occhiata oltre la fila di case attorno a loro.
« D’accordo. Proviamo a vedere com’è questo Pokémon World Tournament ». I due ragazzi si accodarono ad altra gente, che discuteva sovraeccitata dell’evento imminente.
« Sai, credo che molta di questa gente sia venuta solo ad assistere. È un privilegio riservato a pochi partecipare » sottolineò Sean, come per convincere maggiormente l’amico. Ed annuì, mettendosi le mani in tasca e guardando l’enorme arena bianca davanti a sé, accerchiata da un oceano di persone accalcate all’entrata.
Nello stesso istante, nella vecchia soffitta immersa nell’oscurità del numero 4 di Windsor Avenue, un uomo smise di spiare la strada sotto ai suoi piedi, rimuovendo un cannocchiale da una minuscola finestrella circolare, quasi invisibile dall’esterno.
« Come avevi previsto. Sono qui » disse, rivolto ad un uomo molto più giovane di lui, che sedeva con le gambe incrociate su un tavolo polveroso, dalle parvenze antiche.
« Già. Credo proprio che il momento sia giunto » approvò Arthur Bryce.
 
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D

Dream

Capitolo 13

Devo essere sincero, Dxs. Questo capitolo, al momento, risulta il più debole dei 13. Il neo di tutta questa parte riguarda i dialoghi, sì.
Perdono quello smalto che li ha caratterizzati fino a questo momento, diventando un po' meh.
Devo anche esser sincero, secondo me hai usato troppo punti escalamativi, e sul finale del capitolo questi hanno pesato abbastanza.
Per il resto, per la storia diciamo, non ho nulla da segnalare. Procede bene e invogli comunque il lettore a proseguire la vicenda, cosa non banale.
Vado ora a recensire il quattordicesimo capitolo, saluti!

Capitolo 14

Wow.
Questo capitolo chiude una vicenda ma ne apre diverse.
Eric, pazzo psicopatico forse appartenente ai Plasma, Hope di cui non si conosce la provenienza per sua scelta e la nuova prova che prevede uno scontro totale.
La persona cattiva che è in me, sebbene abbia sobbalzato nel momento in cui Eric abbia infilato il coltello nella vena di Gordon, non ha avuto particolari dispiaceri con la dipartita di questo (a proposito, ma Alder mica aveva detto che non c'erano feriti gravi ?_?).
Sono molto curioso quindi di vedere come va a finire, anche per capire chi sia davvero Eric.
Ora, per come sono fatto, temo che il racconto non venga monopolizzato dalle lotte, perché non sono un fan delle battaglie pokémon (infatti nel mio racconto sono inserite con il contagoccie).
Ci vediamo al 15 e oltre, saluti!
 

Shadow Wind

......
Capitolo 22 - Trionfi E Rivelazioni
 

« Le biglietterie stanno per aprire! Fate piano! » urlò un addetto alla sicurezza che a Ed e Sean ricordò molto Carl, l’uomo incaricato dall’associazione Trainer per condurli a Castelia dopo l’esame.
I due ragazzi si fecero spazio, cercando di non rimanere imbottigliati nell’ingorgo che si stava creando per giungere alle biglietterie del Pokémon World Tournament. Dopo qualche minuto, in effetti, i grandi portoni dell’arena furono spalancati e la fila si stabilizzò, mentre i primi ragazzi pagavano il loro biglietto e prendevano posto in una sala gigantesca, che Ed intravide appena. Nell’attesa, ebbe anche il tempo di guardarsi attorno: si trovavano in un’area molto spaziosa, addobbata a festa, con diverse bancarelle situate vicino al molo, che a sua volta dava sul mare. Quando Ed e Sean erano sul punto di mettere piede nell’arena, ormai vicini al banco d’iscrizione, un ragazzo si fece loro incontro.
« Ehi, voi ». Ed e Sean si voltarono. Ad un primo impatto, quel tizio sembrava avere qualche anno più di loro. Era vestito come un selvaggio, con dei sandali rosso fuoco, abiti sdruciti e strappati e una lunga criniera di capelli fiammanti, che ai due non poté che ricordare la chioma del presidente Alder.
« Edwin Brown e Sean Matthews, dico bene? »
« Sì » rispose Sean, preso alla sprovvista. « E tu chi saresti, il figlio mancato di Alder? » ghignò, senza riuscire a trattenersi.
« In realtà sono suo nipote » replicò il ragazzo. « Idiota » aggiunse. Ed non riuscì a capire se fosse serio o avesse solo fatto una battuta poco divertente.
« Ehi, a chi hai dato… » scattò Sean, ma Ed lo bloccò.
« Calmati ». Per un secondo, si sentì come tornato in accademia, con Sean che litigava con Ryder e lui a fare da terzo incomodo, senza sapere che posizione prendere. Era passato molto tempo, e nonostante tutto, era certo che il ragazzo che avevano di fronte non fosse uno sprovveduto come il Ryder ai tempi della scuola.
« Il mio nome è Benga. Vi ho riconosciuto dopo aver visionato le vostre schede sul sito » spiegò il ragazzo. « Volete partecipare ai tornei, dico bene? »
« E allora? » lo sfidò Sean.
« Cominci a darmi sui nervi, Sean Matthews » s’interruppe Benga, squadrandolo e rimanendo imperturbabile. « Potrai anche aver fatto il fenomeno nel tuo esame, ma ora che sei qui faresti bene a dosare le parole, o rischierai di farti molto male ». La sua voce suonava come pura constatazione, ma a Ed non suggerì nulla di buono.
« Comunque, volevo solo avvisarvi che siete in coda per fare i biglietti per assistere ai tornei. Le iscrizioni riservate ai Trainer sono nell’altro padiglione ».
« Oh. Grazie » disse subito Ed, incrociando lo sguardo di Sean con severità.
« Ci si vede ». Benga si voltò, facendo ondeggiare la folta chioma, e tornò da dov’era venuto, in coda in una delle biglietterie riservate ai Trainer. Ad attenderlo, c’era un gruppetto di ragazzi che cominciò a bersagliarlo di domande.
« Allora? Com’erano? »
« Due teste di cazzo » sintetizzò Benga, indifferente. « Non credo passeranno nemmeno i round di qualificazione ». Uno dei ragazzi del suo gruppo rise, osservando Ed e Sean mettersi in coda, pochi metri dietro di loro.
« Ehi, è veramente il nipote del presidente Alder ». Sean mostrò a Ed la scheda di Benga, che aveva rintracciato grazie al Pokédex. « Ha diciassette anni… E a quanto pare è uno dei più talentuosi della sua generazione. Bah ». Spense il Pokédex, irritato. Ed rise. Sean lo guardò.
« Divertiti pure. Ma quando pensi di fare qualcosa per quel dente? Non ti si può vedere così ». Quella frecciatina sul dente mancante cancellò la risata dal viso di Ed. Dopo qualche altro minuto di attesa, la fila cominciò a defluire più rapidamente, finché i due non si trovarono di fronte a una commessa seduta dietro al banco di accettazione.
« Le vostre schede allenatore, prego » esordì. Ed e Sean le esibirono, mentre la commessa estraeva da sotto il banco un foglio e lo poneva davanti ai ragazzi.
« Firmando questa liberatoria sollevate l’organizzazione da qualsiasi danno occorso a voi e ai vostri Pokémon » spiegò, permettendo che apponessero le loro firme e fissandoli con espressione severa.
« Ora inserirò i vostri nomi nel database » indugiò pochi attimi, osservando il monitor del suo computer. « Dei neopromossi? » Ed e Sean annuirono.
« Dovrete necessariamente passare dalle qualificazioni, allora ». I due ragazzi si guardarono, senza capire.
« Dalle qualificazioni? » ripeterono.
« Oh, temo di sì » confermò la commessa. « Il Pokémon World Tournament è un evento a cui partecipano, ogni anno, Trainer provienienti da tutti gli angoli del pianeta. Ci sono svariati premi in palio, dal denaro a oggetti preziosi. Chiaramente, i migliori premi li potrete trovare esclusivamente nei tornei più prestigiosi, ma essendo voi stati promossi solo da pochi giorni, non avete il diritto ad accedervi direttamente. Ci sarà un round di qualificazioni ad attendervi. Prendete ». Da un’apertura del divisore di vetro che li separava, la commessa fece passare quelli che parevano essere due adesivi. Ed e Sean li raccolsero, incollandoseli sulle rispettive magliette.
« Quando chiameranno i vostri numeri, dirigetevi verso il ring giusto. Lì, vi verranno spiegate le modalità di lotta. Buona fortuna ».
« Grazie » si congedarono in coro i ragazzi, superando la biglietteria e mettendo definitivamente piede nell’arena.
« Wow! »
Sean saltò sul posto, lanciando un pugno in aria. Anche Ed sentiva l’eccitazione pervaderlo. Sorrise, dimenticandosi di suo padre, Bryce, e di tutti gli altri problemi che gli affollavano la mente. L’arena era, in realtà, un gigantesco padiglione grigio, attorno al quale correvano file e file di spalti, che si stavano lentamente riempiendo di persone di tutte le età, pronte a godersi lo spettacolo. Al centro di essa, Ed e Sean poterono avvistare i ring a cui aveva accennato la commessa: erano ring privi di corde, formati semplicemente da grandi lastroni di marmo, posti in rialzo rispetto al pavimento dell’arena stessa.
« E ora? » si chiese Sean. « Ci tocca aspettare, suppongo ».
« Credo che non ci sarà da annoiarsi » disse Ed, una rinnovata nota di preoccupazione nella voce. Benga e i suoi compagni si erano seduti in cerchio in un punto lontano dell’arena, gridando e scherzando. Evidentemente, loro non sarebbero dovuti passare dalle qualificazioni.
« Ancora quel Benga… O quella scimmia, dovrei dire… » sibilò Sean, arrabbiato.
« Non è lui a preoccuparmi. Guarda un po’ chi c’è ». Ed tese un dito, indicando una delle prime file delle tribune. Sean inarcò le sopracciglia, mettendo insieme un’espressione di scherno.
« Il buon Kurt Ryder. Cosa ci fa lì? »
« Già » concordò Ed. « Perché è sulle tribune e non fra noi, a provare i tornei? Prima che cominciasse la quinta prova, aveva detto di essere interessato al denaro ».
« Era una balla, Ed. Non essere ingenuo ». Sean sospirò. Kurt Ryder, durante quei pochi giorni di separazione, non sembrava cambiato. Aveva un’espressione tetra, preoccupata e corrucciata, in linea con il nuovo Kurt che avevano imparato a conoscere durante l’esame. L’unica vera differenza stava nel cappellino della sua squadra del cuore, che aveva rispolverato e che indossava portato alla rovescia. Sedeva sugli spalti, le braccia conserte, e non dava alcun segno di averli visti. Teneva lo sguardo immobile, fisso di fronte a sé.
« Concorrente numero 119, ring A, concorrente numero 120, ring E! » Una voce potentemente amplificata si levò nel brusio generale, facendoli sobbalzare.
« Ci dobbiamo separare, allora » si affrettò a dire Sean, intento a cercare di capire dove si trovasse il ring al quale era stato assegnato.
« A dopo ».
Ed estrasse la Poké Ball dalla cintura, stringendola nel pugno. Non aveva pensato bene a quante possibilità potesse avere contro altri Trainer, ma lui e Victini, fino a quel momento, avevano formato un’accoppiata vincente. Capì di aver trovato il ring giusto quando vide un cartellino con la lettera E piantato di fronte a esso. Attorno al ring, oltre ad un omino in divisa dotato di megafono, c’erano altri nove ragazzi, evidentemente pronti alla lotta.
« Partecipante numero 120 » disse l’omino, stavolta appoggiando il megafono ai suoi piedi e parlando normalmente. « Con te, siamo tutti al completo. Passiamo al breve regolamento di queste qualificazioni. Nonostante lo conosciate già, sono tenuto a ripetervelo ». Si schiarì la voce. Le viscere di Ed ebbero un sussulto. Che cosa significava, « nonostante lo conosciate già »?
« Le qualificazioni sono formate da un unico round » riprese l’omino. « Questo round è diviso in alcuni ring. In ogni ring si sfideranno dieci diversi Pokémon appartenenti a dieci diversi contendenti. Il round è chiamato Pokémon Rumble, e consiste in un semplice tutti contro tutti. Vince l’allenatore il cui Pokémon rimane per ultimo sul ring, eliminando gli altri nove avversari. Un Pokémon è eliminato quando tocca terra, ovviamente. In questo round, sono inoltre vietate mosse di tipo Psico e di tipo Volante che facciano levitare o volare i vostri Pokémon. Esiste, per di più, una lista di Pokémon banditi, che per diverse ragioni non possono prendere parte a questa tipologia di match. Ma confido che ognuno di voi abbia scelto il Pokémon migliore per affrontare la sfida ».
Estrasse un rotolo dalla tasca della giacca, allungandolo di fronte a sé, in modo che tutti i partecipanti potessero avvicinarsi a consultarlo. Ed rimase indietro. L’ansia stava cominciando a torturarlo, e a un tratto si chiese per quale diavolo di ragione lui e Sean avessero deciso di imbucarsi in un posto con cui non potevano evidentemente fare i conti. Il suo pensiero andò a Victini, che di lì a poco si sarebbe dovuto confrontare con altri nove Pokémon su quel ring. Non poteva nemmeno fare affidamento sulle mosse di tipo Psico, che tanto utili gli erano state contro i Nuzleaf, nella riserva. Alla fine, il senso di nausea che cresceva ogni secondo, attese che tutti avessero controllato il rotolo e si avviò verso l’omino, scendendo con lo sguardo verso il fondo della lista.
« Tyranitar… Tyrantrum… Wailmer… Wailord… » Scorse rapidamente i nomi. Il fatto che Victini non comparisse, e che di conseguenza potesse utilizzarlo, non lo confortò per niente. Poi pensò a come fosse riuscito a polverizzare, da solo, un branco di Pokémon assassini che stavano per uccidere quelli dei suoi amici. Pensò agli incredibili e inaspettati poteri che Victini aveva rivelato, e tutto tornò al suo posto. Non c’era motivo per cui non potesse farcela.
« Sono pronto » annunciò all’omino, che aveva riavvolto il rotolo e aveva un fischietto alla mano.
« Bene. Riguadagna il tuo posto ». Ed tornò in postazione. I suoi nove avvesari, quattro ragazzi e cinque ragazze, sembravano tutti più grandi di lui, anche se non di molto. Fu strano pensare che, prima del suo esame, c’erano stati altri promossi nelle precedenti edizioni. Un fischio trillò nell’aria.
« Potete cominciare! » Ognuno estrasse il suo Pokémon; Ed chiamò: « Victini! » e Victini si materializzò nell’aria, atterrando con una capriola sui lastroni di marmo. Altri nove Pokémon invasero il ring, ma Ed non ebbe tempo per riflettere: un attimo dopo che Victini fu chiamato in campo, il Pokémon più vicino a lui, una sorta di quadrupede che sembrava un incrocio fra un leone un cane, fu mandato all’attacco dal suo allenatore.
« Arcanine, buttalo fuori! »
« Victini, BLOCCALO! » ansimò Ed, il cuore in gola per quell’attacco inaspettato, che lo aveva preso in controtempo. Arcanine, nel momento in cui si scagliò su Victini per gettarlo fuori dal ring, fu ribaltato dalla potenza dell’attacco psichico: disegnò un perfetto arco nell’aria, atterrando sulla sponda opposta del ring. Aveva subito dei danni, ma poteva ancora combattere.
« Non posso usare delle mosse Psico per levitare, ma per colpire sì, non è vero? » sbottò Ed, liberando un respiro di sollievo. Quel cane era molto più grosso di Victini eppure, al pari di tutti, non aveva saputo opporsi al suo attacco.
« Che razza di Pokémon è quello? » si sentì domandare Ed dal proprietario dell’Arcanine. Non ci fu tempo per rispondere: un attimo dopo, un altro Pokémon schizzò fuori dalla mischia che si era creata al centro del ring, pronto ad avventarsi sul Pokémon di Ed.
« Victini, come al solito! » Victini tese i palmi, ma stavolta non successe nulla. Il suo nuovo avversario, un cane di dimensioni ridotte dal ventre e il muso rossi e dalla pelliccia nera, non sembrò essere stato minimamente toccato da quei poteri paranormali. Continuò la sua corsa, ormai a un passo da Victini.
« ORA! » urlò un’altra voce. Ed, in quel frangente, non capì cosa stesse accadendo davanti a suoi occhi: il cane venne sbalzato di lato con una violenza inaudita, rotolando fuori dal ring. Un secondo dopo, davanti a Victini atterrò un piccolo Pokémon dall’aspetto di un lottatore, con la pelle viola, che portava dei pantaloncini e delle scarpe di colore marrone. Aveva un aspetto estremamente atletico.
« Grande, Tyrogue! Aspettavamo il momento giusto per eliminarlo! » esultò una ragazza. Dal lato opposto del ring, un ragazzo uscì fuori dalla sua postazione, correndo verso il cane.
« Houndour! » gemette.
« Houndour… » ripeté Ed, prendendo mentalmente nota di quel nome.
« Primo Pokémon eliminato! Altri nove rimasti! » annunciò l’omino, che stava seguendo l’andamento della battaglia annotando freneticamente ciò che stava succedendo su un’agenda.
« Grazie » disse Ed, rivolto alla ragazza.
« Non l’ho fatto per te. Ora è il tuo turno ». Il suo Tyrogue squadrò Victini, stagliandosi di fronte a lui, pronto ad una nuova offensiva. Prima che potesse muoversi, tuttavia, un’enorme zampa lo colpì alle spalle, approfittando di un suo punto cieco: come aveva fatto Houndour, anche Tyrogue fu sbalzato via dalla violenza dell’attacco che aveva ricevuto. La ragazza urlò. Arcanine ringhiò, soddisfatto per l’eliminazione e furioso con Victini.
« Ora me la paghi » intimò il ragazzo proprietario del Pokémon.
« Se riesci a prendermi, volentieri! » lo provocò Ed.
Prima di lanciare nuovamente i loro Pokémon all’attacco, i due si soffermarono a guardare cosa stava succedendo dall’altra parte del ring. Una sorta di lucertola ritta su due zampe, con un pelo giallo fino al collo che si faceva poi nero, stava seminando il panico. Ed la vide lanciare scariche elettriche per tutto il ring, travolgendo tre avversari e scagliandoli fuori.
« Tyrogue, Floatzel, Hawlucha e Swalot eliminati! Cinque Pokémon rimasti! » contò l’omino. Arcanine non badò a indugi. Stava per avventarsi nuovamente contro Victini, quando un altro getto di elettricità partì da un punto imprecisato del ring, diretto verso di lui. L’enorme cane si scansò agilmente, evitando l’attacco e riportandosi al centro del quadrato, stavolta scoprendo i denti in direzione della lucertola che aveva cercato di eliminarlo.
« Heliolisk, fa’ attenzione » ordinò una ragazza, che stava scrutando Arcanine preoccupata.
« A te penserò più tardi ».
Il proprietario dell’Arcanine puntò un dito contro Ed, inferocito. Ed non rispose. Si passò una mano fra i capelli, notando come accanto ad Arcanine si fosse schierato un grosso Pokémon coperto da un esoscheletro blu, dal quale spuntava un lungo corno acuminato. Lo stesso aveva fatto un altro Pokémon, un incrocio fra un gatto e una mangusta dal pelo bianco, striato di rosso in alcuni punti e dotato di grossi artigli neri appuntiti, che aveva preso posizione al centro del ring, dalla parte di Heliolisk. Victini, in un angolo appartato del campo di battaglia, osservava il tutto.
« Non ce ne staremo qui con le mani in mano, vero, Vic? » lo caricò Ed, sorridendogli.
« Vic! » Victini fece il suo solito segno di vittoria.
« D’accordo, allora. Fai fuoco verso quella specie di coleottero… » Alle spalle dei quattro Pokémon pronti a darsi battaglia al centro del ring, Victini caricò l’attacco verso il compagno di Arcanine. Un getto di fiamme purpuree stava per abbattersi contro di lui, ma il suo alleato, con un balzo felino, gli coprì le spalle, intercettando l’attacco: le fiamme avvolsero il pelo di Arcanine, illuminandolo. Il Pokémon non sembrò risentire minimamente del colpo.
« Pezzo di merda… » L’allenatore di Arcanine era sempre più infuriato con Ed, ma non ebbe tempo per mandare il suo Pokémon all’attacco: Heliolisk e il suo compagno era già partiti all’offensiva, impegnando seriamente lui e il suo alleato. Mentre i quattro Pokémon si davano battaglia, Ed ragionò sul da farsi.
« Victini. Preparati ». Quell’azione richiedeva più coraggio di quanto se ne sentisse in corpo. Ma dopotutto, era arrivato sin lì. C’erano quattro Pokémon impegnati a darsi battaglia l’uno contro l’altro e il suo Victini in disparte, pronto a intervenire. Quel posto non era la pianura della riserva naturale e non aveva contro avversari che volevano eliminare il suo Pokémon: nonostante quel pensiero, Ed era certo che la sua strategia avrebbe funzionato, e nessuno si sarebbe fatto male.
« Victini, Generatore… Generatore-V! » Le orecchie di Victini s’illuminarono, mentre il suo attacco più potente raggiungeva il centro del campo di battaglia. I quattro Pokémon, impegnati nello scontro, furono avvisati dai rispettivi allenatori appena in tempo, mentre la fiammata raggiungeva il punto in cui stavano combattendo, polverizzando diversi lastroni di marmo.
« Heracross, Zangoose, FATE ATTENZIONE! » urlarono in coro i proprietari dei due Pokémon alleati di Arcanine e Heliolisk. I gruppi si sciolsero, e mentre i suoi avversari si trovavano in aria dopo aver schivato il suo attacco, tutto divenne facile per Victini.
« Vai, Vic! » Un primo getto di fuoco colpì il coleottero di nome Heracross, travolgendolo a mezz’aria; un secondo attacco partì verso Zangoose, che incrociò le zampe, pronto a pararsi: sarebbe anche riuscito nel suo intento, se una seconda fiammata non fosse partita dalle fauci di Arcanine, che lo mise definitivamente KO. Il cane atterrò con una scivolata sul ring, a pochi passi da Victini, e lo stesso fece Heliolisk, sulla sponda opposta.
« Tre Pokémon rimasti » avvisò l’omino. Ed stava rinsavendo. Era come se qualcuno gli stesse ripristinando, lentamente, la facoltà di udire: sentì la folla in tripudio urlare concentrata verso il suo ring, e un secondo dopo realizzò che tutte le altre battaglie erano terminate. In una cabina posta in alto, c’era anche un commentatore munito di altoparlante, che strillava a squarcia gola.
« INCREDIBILE, SIGNORI! UNA POKÉMON RUMBLE A DIR POCO FANTASTICA NEL RING E! Heliolisk da un lato, Arcanine dall’altro, e accanto ad Arcanine… Signori, non abbiamo mai visto un Pokémon del genere! Con quella violentissima mossa di tipo fuoco, è riuscito a creare un diversivo per eliminare ben due Pokémon in un colpo solo! Il concorrente numero 120 ci sa fare eccome! » Diversi spettatori si alzarono in piedi, le mani in alto, esultando e cantando a tutto fiato. Era, pensò Ed, esattamente lo spettacolo che si aspettavano di vedere.
« Mettiamo fine a questa faccenda? » propose la ragazza proprietaria di Heliolisk. Victini si spostò con un balzo a lato, mettendo le distanze fra lui e Arcanine.
« Prendiamolo » disse l’allenatore di Arcanine, con un cenno verso la ragazza. Lei annuì.
« Merda… » Ed si morse un labbro.
« Quel Pokémon è veramente nei guai! Arcanine e Heliolisk sembrano essersi coalizzati! » disse il commentatore, senza nascondere l’eccitazione nella voce.
« Heliolisk, TUONO! »
« Arcanine, prendilo! » Dall’alto, un’enorme scarica elettrica si stava per abbattere su Victini. Arcanine era a un passo. In un attimo, a Ed fu tutto chiaro.
« FALLO RIMBALZARE! » Il Tuono di Heliolisk scartò all’ultimo istante, abbandonando come bersaglio il Pokémon di Ed e trapassando il ventre di Arcanine, che con un balzo stava per bloccare i movimenti di Victini. Il Pokémon roteò nell’aria senza controllo, superando il confine del ring con un’esplosione.
« NO! »
« Due Pokémon rimasti! » Anche l’omino, accantonata l’aria di professionalità che aveva ostentato fino a quel momento, sembrava estremamente interessato a Victini.
« FANTASTICO! ASSOLUTAMENTE FANTASTICO! » La folla era in delirio. L’allenatrice di Heliolisk mise da parte l’espressione di sorpresa che, per un istante, le aveva attraversato il viso.
« Ti piace giocare sporco, eh? »
« Giocare sporco? » ripeté Ed, fintamente sorpreso.
« Prima ci attacchi alle spalle, poi usi questi mezzucci per eliminare Arcanine… È tipico di quei Trainer falliti, lo sai? »
« Falliti? » Un’ombra attraversò il volto di Ed. « Tu cos’hai fatto? Avete attaccato Victini in due… È giocare correttamente, questo? »
« Tsk ». La ragazza sbuffò. « Ora siamo solo io e te. Ti incalzerò a tal punto che non avrai più tempo né spazio per sbalzare un bel niente. Ti farò passare la voglia di usare questi trucchetti… » Preparò Heliolisk per un nuovo attacco, ma non ci fu più tempo. Il cervello di Ed non pensava più. Chinò lo sguardo, s’infilò le mani nelle tasche della felpa e si strinse le spalle.
« Generatore-V ».
Heliolisk venne travolto senza che potesse rendersi conto dell’accaduto. L’attacco di Victini devastò altri lastroni del ring, che finirono semidistrutti per aria, mentre Heliolisk veniva trascinato per metri e metri in una striscia orizzontale di fuoco, che lasciò un’enorme scia di fumo dietro di sé. Quando tutto fu finito, per un lungo attimo, l’intera arena ammutolì.
« Vic » esalò Victini. Chiuse gli occhi, accasciandosi sul freddo marmo del ring. Era l’unico Pokémon rimasto.
« Victini! »
Ed saltò sul ring, raccogliendo il suo Pokémon fra le braccia. Le nuove ondate di entusiasmo scoppiate sugli spalti non lo toccarono minimamente, così come le parole del commentatore, che si stava sperticando nelle lodi di quel Pokémon tanto forte quanto sconosciuto.
« Vieni qui ». L’omino si avvicinò a Ed. Fece penzolare dalla sua mano una specie di filo scuro, fatto passare attraverso un oggetto luminoso, che a Ed ricordò un po’ una perla. Era di un colore blu oltremare.
« Questa è una Pietraidrica, il premio per aver vinto le qualificazioni di oggi ». Legò il filo al collo di Ed, che vide la Pietraidrica scintillargli al collo.
« È una delle pietre evolutive. Potrai usarla sui Pokémon con i quali funziona. Inoltre, hai guadagnato l’accesso a partecipare al primo grande torneo del Pokémon World Tournament, che si terrà nel padiglione numero due, fra un mese esatto, e questo denaro. Complimenti ».
L’omino si congedò, mettendo nelle sue mani un sacco pieno di monete. Diversi partecipanti stavano accorrendo verso Ed, che strinse Victini fra le braccia e si avviò verso l’uscita. Stava succedendo qualcosa che non riusciva a comprendere. Perché nessuno conosceva il suo Pokémon? Poteva capire i partecipanti dell’esame, aspiranti Trainer come lui… Ma in quel posto, dove tutti avevano a che fare con i Pokémon ogni giorno? Giunto all’uscita, notò che anche gli spettatori stavano fuoriuscendo in massa dalle tribune, e invocavano il suo nome. Alla fine, con un gemito di gratitudine, avvistò quella chioma bionda che in quel momento tanto aveva sperato di trovare.
« Sean! »
« Ed! Che diavolo, io non ce l’ho fatta… Ma tu… Cosa… » Sean si fermò a guardare la splendida pietra che riluceva al collo dell’amico.
« Non abbiamo mai pensato di registrare i nostri Pokémon sul Pokédex, vero? » gli domandò Ed, riprendendo fiato.
« Ora che ci penso, no… » ammise Sean, aggrottando le sopracciglia.
« Fallo, per favore. Ora ».
« Ma Ed… Tutta questa gente, sta arrivando, per te… »
« Sean. Ti prego ». Sean si convinse. Puntò il suo dispositivo contro Victini, le mani un po’ tremolanti.
« Victini – Pokémon Vittoria. Pokémon che porta la vittoria. Si dice che l’allenatore che ha con sé Victini possa vincere qualsiasi lotta » enunciò il Pokédex.
« Rarità – S » lesse poi Sean. « Pericolosità – S. Pokémon… No… Pokémon… »
« Cosa? Sean, cosa? » Ed si avvicinò all’amico. Quando lesse la scritta Victini, che riposava esausto fra le sue braccia, rischiò di cadere a terra. Lo sguardo di Ed si mosse meccanicamente verso il suo Pokémon, e poi ancora verso il Pokédex dell’amico.
« Come fa Victini… Ad essere… Ad essere un Pokémon Leggendario… » Sean non ebbe risposta. Più precisamente, non ebbe tempo di darne una. Una figura apparve al cospetto dei due ragazzi, indugiando gravemente su di loro. Era un uomo abbastanza anziano, con il volto scavato dalle rughe. Indossava un completo che Sean giudicò inguardabile, con pantaloni marroni a zampa di elefante e una giacca dello stesso colore, dalla quale scendevano vari fronzoli. A chiudere il quadretto, l’uomo portava un ampio cappello che ricordava un sombrero, con una gemma incastonata al centro.
« Voi due. Seguitemi ».
« Chi è lei? »
« Mi chiamo Rafan. Vi ho detto di seguirmi. E tu, ragazzo » aggiunse nervosamente, rivolto a Ed, « fammi il favore di rimettere subito quel Pokémon nella Ball ».
« Non ci ha ancora detto chi è » protestò Sean, che non si era mosso di un centimetro.
« Non è questo il punto. C’è una persona che desidera parlare con voi ».
« Una persona che desidera parlare con noi? Chi? »
« Il vostro professore di Anatomia. Ora vi volete muovere o no? » abbaiò Rafan, spazientito.
 
Ultima modifica di un moderatore:
Finalmente un po' di muovimento!

Mi è piaciuto molto lo scontro tutti contro tutti. L'ignoranza di Ed è veramente enorme, non conosce neanche gli altri pokemon e continua ad usare attacchi psico contro pokemon buio. Spero che cresca presto sotto questo punto di vista. Ho parlato un po' presto, perché durante lo scontro ha saputo farsi valere. Anche se deve decisamente studiare.

Ho trovato un piccolo errore di battitura:

“ORA!” Urlò un’altra voce. Ed, in quel frangente, non capì cosa stesse accadendo davanti a suoi occhi: il cane venne sbalzato di lato con una violenza inaudita, rotolando fuori dal ring. Un secondo dopo, davanti a Victini atterrò un piccolo Pokémon dall’aspetto di un lottatore, con la pelle viola, che portava dei pantaloncini e delle scapre di colore marrone. Aveva un aspetto estremamente atletico.
 

Shadow Wind

......
Finalmente un po' di muovimento!

Mi è piaciuto molto lo scontro tutti contro tutti. L'ignoranza di Ed è veramente enorme, non conosce neanche gli altri pokemon e continua ad usare attacchi psico contro pokemon buio. Spero che cresca presto sotto questo punto di vista. Ho parlato un po' presto, perché durante lo scontro ha saputo farsi valere. Anche se deve decisamente studiare.

Ho trovato un piccolo errore di battitura:

“ORA!” Urlò un’altra voce. Ed, in quel frangente, non capì cosa stesse accadendo davanti a suoi occhi: il cane venne sbalzato di lato con una violenza inaudita, rotolando fuori dal ring. Un secondo dopo, davanti a Victini atterrò un piccolo Pokémon dall’aspetto di un lottatore, con la pelle viola, che portava dei pantaloncini e delle scapre di colore marrone. Aveva un aspetto estremamente atletico.
Grazie per il commento e la segnalazione, ho corretto. Aspettiamo che torni anche dxs per aver anche un suo commento.
 

Dxs

Rappresentante di classe
Sono tornato ora, chiedo scusa per l'assenza ma ero all'estero e ho delegato a Shadow Wind il compito di postare il capitolo settimanale.

Edwin ora entra nel suo vivo, considerando che il prossimo capitolo, ma anche quello successivo, sono tappe a dir poco cruciali della storia.

Sul commento di Juliette ho poco da dire, la ringrazio molto perché non si perde una puntata e mi riempie di orgoglio avere lettori appassionati. Forse è la cosa più importante e appagante, ma credo di averlo già detto. Grazie anche per la segnalazione dell'errore e ci vediamo dopodomani per commentare quello che sarà il capitolo ventitré, un vero punto di non ritorno per la mia creazione.
 

Jack

boh
Mi ha detto Dicks che stasera posterà il numero 23. Ho letto il capitolo qualche settimana fa ed è a mio parere tra i più belli che ha scritto fino ad ora. Non voglio fare spoiler, non voglio fare commenti particolari (anche perché il mio parere lo conosci fin troppo bene), né voglio dire perché sarà importantissimo ai fini della trama, ma mi sembra giusto far salire l'hype ai lettori affezionati della fanfiction.

#hypeboys
 

Shadow Wind

......
Mi ha detto Dicks che stasera posterà il numero 23. Ho letto il capitolo qualche settimana fa ed è a mio parere tra i più belli che ha scritto fino ad ora. Non voglio fare spoiler, non voglio fare commenti particolari (anche perché il mio parere lo conosci fin troppo bene), né voglio dire perché sarà importantissimo ai fini della trama, ma mi sembra giusto far salire l'hype ai lettori affezionati della fanfiction.

#hypeboys
#sottoscrivo
 

CiaobyDany

Pokémon Selvaggi Intensifies
Wiki
Vi odio.

Domani ricominciano i corsi, io non posso stare sveglio fino a mezzanotte per aspettare il capitolo. Non voglio arrivare rincoglionito all'inizio del semestre...

Se mi fate rimanere sveglio vi lancio qualche maledizione, sappiatelo.
 

Dxs

Rappresentante di classe
Capitolo 23 - Il Racconto Di Shalimar

« Il professor Bryce… Ma… »

« Non qui, ragazzo! Tieni chiusa quella dannata bocca! » sbraitò Rafan, infuriato ma allo stesso tempo sollevato dal fatto che Ed e Sean avessero cominciato a seguirlo.

« Aiutami ». Ed fece prendere a Sean la Poké Ball che teneva legata alla cintura. Con uno scatto, Victini rientrò al suo interno. Sean riconsegnò la sfera all’amico.

« Grazie ».

« Figurati » disse Sean, caracollando dietro Rafan. « Quindi lei abita a Driftveil? » gli domandò. Rafan emise uno sbuffo ironico.

« Io abito a…? Ragazzo, se Driftveil si è fatta un nome a Unima deve dire grazie a me. Le miniere, gli alberghi… Lo stesso Pokémon World Tournament… È tutta opera mia ». Sean sollevò le sopracciglia.

« Ha creato tutto lei? È un Trainer, giusto? »

« Ne sei sorpreso? »

« Non tanto. Ancora non ho capito perché Bryce voglia parlarci, però. Siamo venuti a cercarlo, abbiamo… »

« Ti ho già detto che non è il momento! » lo interruppe Rafan, di rimando.

« Calmati ». Ed redarguì Sean. Dopo il vortice di emozioni che aveva appena provato, il suo respiro era tornato regolare. Si sentiva lucido.

« Venite ». Rafan li condusse per alcune stradine secondarie che prendevano a sinistra, dalla parte opposta rispetto a Windsor Avenue. Quel fatto non sfuggì a Ed, ma fu Sean a dare voce ai suoi pensieri.

« La casa del professor Bryce non è da questa parte ».

Rafan, stavolta, sghignazzò. « Fai sul serio? Con tutti quei turisti a zonzo? Con tutte quelle migliaia di persone che si stanno per riversare in strada? È già tanto che non si siano avventati subito su di lui ». Indicò con il tozzo pollice Ed, che continuava a seguirlo, la Pietraidrica che oscillava piano al collo.

« Mi hanno messo in mano un Pokémon Leggendario durante l’esame » buttò lì, per vedere la reazione di Rafan. Questi non si scompose.

« È una delle ragioni per cui Bryce vuole parlarvi. Sta' buono, ragazzo. Mi sembri diverso da tuo padre ».

« Come ha detto? » Il cuore di Ed ebbe un tuffo verticale. Rafan gli lanciò un duro sguardo.

« Sono stato l’esaminatore di tuo padre nella quinta prova del suo esame. Era una serie di eliminatorie, proprio come la vostra. In effetti, ci sono notevoli somiglianze fra il suo e il vostro esame… »

« Cosa? »

Continuarono a muoversi in un dedalo di abitazioni e alberghi dall’aria lussuosa, che si stagliavano contro il limpido cielo di quel primo pomeriggio. Di tanto in tanto, incrociavano delle persone che salutavano Rafan, complimentandosi con lui.

« Lei è famoso » considerò Sean. Rafan non rispose.

« La prego, mi dica qualcosa in più su mio padre » implorò Ed. « Mi dica quello che sa. È stato anche l’esaminatore di Fritjof Thygesen e Mary Wedgwood? » chiese.

« Ti sei informato bene, ragazzo ». L’espressione di Rafan era nascosta dall’ombra creata dal suo ingombrante cappello. Proseguì la sua marcia, senza fermarsi: ormai sembravano giunti in periferia.

« Sì, sono stato l’esaminatore di queste persone. Tuo padre, come forse saprai, fu il primo ad essere promosso. Mai visto fare niente del genere con un Pokémon ».

« Che tipo era? » chiese di fretta Ed, sempre più in affanno.

« Se lo dovessi descrivere… Frenetico » rispose Rafan, lieto di aver trovato un argomento con cui tenerlo buono. « Sempre in movimento. Una volta sconfitto il suo avversario e ottenuta la sua promozione a Trainer, non smise un attimo di torturare i presenti con urla e salti, mentre tifava per i suoi amici. Alla fine i promossi furono lui, la Wedgwood, Fritjof e Arthur. Ma queste cose a quanto pare le sapete già ». Ed stava per riaprire bocca, ma Rafan lo anticipò.

« E se me lo vuoi chiedere no, non so che fine abbia fatto tuo padre dopo l’esame. Io l’ho conosciuto come suo esaminatore, ma non mantenemmo alcun tipo di contatto dopo quell’esperienza. Comunque, per il resto della storia, credo che Arthur sappia dirvi di più. Venite ».

La periferia di Driftveil era più ordinata rispetto al caotico centro città. Le case erano meno numerose e più spaziose: Rafan aprì il cigolante cancello del giardino di una villetta dall’aria accogliente, e si fece da parte, facendo passare Ed e Sean.

« Questa è una delle tante ville che affitto ai turisti d’estate. Ma per oggi, va più che bene come luogo di ritrovo » spiegò. « Forza ». I due ragazzi, sempre più agitati per quello che avrebbero trovato all’interno della villa, risalirono il viale. Cominciava ad imbrunire. Rafan estrasse un grosso mazzo di chiavi dalla tasca dei pantaloni, e ne ruotò una nella serratura, spalancando la porta e richiudendosela alle spalle una volta che furono tutti dentro.

« Dai ».

Rafan sospirò, evidentemente scontento per la situazione. Ed e Sean si trovarono immersi nel buio di una polverosa anticamera, dove si faceva fatica a passare. Portaombrelli, cassapanche e sedie gettate alla rinfusa sul pavimento ingombravano il passaggio, facendo sì che si urtassero e scontrassero più volte fra loro.

« Che casino… » borbottò Sean, indolenzito. Alla fine, trovarono la maniglia della porta successiva e si fecero coraggio, varcando timidamente l’uscio del salotto. Il tavolo al centro della stanza non era occupato da un’unica persona, come Rafan aveva fatto credere loro.

« Ragazzi ».

La vita da evaso non aveva cambiato granché Arthur Bryce. I capelli striati di bianco in alcuni punti, e gettati alla rinfusa all’indietro, erano sempre gli stessi, come anche la camicia e gli occhiali portati sulla punta del naso. Strinse la mano a Ed e Sean, incapaci di parlare, che a loro volta fissavano la seconda figura seduta al tavolo con espressione irritata.

« Professor Shalimar? »

« Sì, sì ». Shalimar fece un cenno con la mano, contrariato. I due ragazzi non seppero dire perché anche lui si trovasse lì, ma il loro ex professore di Mitologia non aveva perso l’aria da rospo avvizzito. Quel giorno aveva scelto una tunica di colore viola, riccamente ricamata con motivi lunari.

« Non ci aveva raccontato tutta la verità, allora » osservò Ed, rivolto a Rafan. Questi sollevò le spalle, prendendo posto in un angolo remoto della sala, le braccia conserte, pronto ad ascoltare.

« Sedetevi » li invitò Bryce. Ed e Sean presero posto di fronte a lui e a Shalimar. Se avessero descritto quella scena a Ed solo un mese prima, sarebbe scoppiato in una sonora risata.

« Bando ai convenevoli, giovani, non abbiamo molto tempo da perdere, e non vorrei che quel Hawk decida di farsi un giro a Driftveil proprio questo pomeriggio » attaccò Shalimar, con quella sua vocetta acuta che i due ragazzi avevano sempre mal sopportato. « Come se poi, fosse in grado di catturarmi… » aggiunse.

« Hawk? Grant Hawk? Il capodipartimento del carcere di Castelia? »

« Sì, Sean » diede conferma Bryce. « Hawk è ancora sulle nostre tracce. Stamattina anche il professor Shalimar ha lasciato il carcere, di conseguenza possiamo dedurre che sarà ancora più infuriato e determinato a trovarci ».

« Professore, abbiamo troppe cose da dirle » cominciò Ed. Aveva deciso di mettere da parte il risentimento nei confronti di Bryce, che a scuola gli aveva sempre taciuto l’amicizia fra lui e suo padre.

« Sono qui per questo, Ed. La situazione sta prendendo una piega strana, e tu in particolare devi esserne messo al corrente. Non dev’essere stato facile sostenere l’esame. Non lo è mai, dopotutto, ma nelle vostre condizioni… »

« Già… » Ed strinse la sua Poké Ball contenente Victini. « Un Pokémon Leggendario, professore. Mi hanno fatto catturare un Pokémon Leggendario! » esclamò. Non vedeva quel fatto come motivo di orgoglio personale. « E poco prima dell’esame qualcosa di oscuro ha ucciso una nostra compagna di classe! Per non parlare della seconda prova, Mirton, quel sito, il Team Plasma… E nella quarta prova… Dei mostri, professore, volevano ucciderci… E un ragazzo ne ha assassinato un altro, e noi… » Ed non riuscì più a controllarsi. L’espressione di Bryce, dall’altra parte del tavolo, s’incupì.

« Non ha il polso, Arthur. Come ti dicevo. E tu vuoi raccontargli tutto… » sbottò Shalimar.

« Beauregard ». Bryce ammonì il suo collega, prima di voltarsi nuovamente verso Ed.

« Prima di arrivare a Mirton… Hai parlato di Pokémon che volevano uccidervi? E questi Pokémon… Vi sono sembrati normali, o possedevano qualche caratteristica particolare, qualcosa che li differenziasse dagli altri che avevate incontrato fin lì? » Era una domanda troppo mirata perché non destasse lo sbalordimento di Ed.

« È successo tutto nella riserva naturale, professore. Dei Nuzleaf… Ma… Sì, loro non… Non erano Nuzleaf normali… Hanno cominciato ad aggredire noi e i nostri Pokémon, senza fermarsi mai, e sembravano indistruttibili… Avevano delle orbite nere, vuote… E un nostro compagno d’esame, Eric Dawkins… » nel pronunciare quel nome, un senso di liberazione attraversò per un attimo Ed, come una scarica elettrica. Finalmente lo stava dicendo a qualcuno. « … Ha assassinato davanti ai nostri occhi un altro concorrente ».

« Sappiamo di Dawkins » lo interruppe Bryce. I suoi peggiori sospetti sembravano confermati. « O almeno, sapevamo che non era un concorrente come gli altri. Il presidente e gli altri esaminatori non sono riusciti a prenderlo ».

« È… È riuscito a fuggire? » Ed spalancò gli occhi.

« Supponiamo che abbia dei complici » spiegò Bryce.

« È uno del Team Plasma » intervenne Sean, determinato. Tra Eric e lui, ormai, era una questione personale; doveva portare avanti le sue convinzioni. « Io ho visto il loro simbolo tatuato sul braccio di Eric. Ecco quali sono i suoi complici ». Un silenzio attonito accolse le sue parole. Alla fine, Bryce parlò ancora.

« È un’accusa molto seria, Sean. Cosa sapete del Team Plasma? »

« Sappiamo della guerra. Sappiamo che attaccarono i Trainer di Unima, quindici anni fa, e che alla fine il loro capo, Ghecis, venne sconfitto. Io ho visto il loro simbolo, vi dico. Al Team Plasma serviva una spia nell’associazione Trainer, e così hanno cercato di far promuovere Eric ».

« E voi credete di sapere qualcosa su ciò che accadde quindici anni fa? » chiese Shalimar, una punta di ironia nella voce. « Ragazzino, a voi che siete nati dopo la guerra la maggior parte degli eventi sono tenuti nascosti. Mirton si sarà pure divertito a giocare con voi, ma da qui a conoscere la verità… »

« Sean, Eric era al terzo tentativo all’esame. È molto complesso tentare di ricostruire la sua storia… » cercò di dire Ed.

« Dovremmo parlare con Alder. Professor Bryce, lei…? »

« Sean, non sono nella posizione ideale, al momento. Nonostante nessun Trainer a Unima mi ritenga colpevole della morte di Tracy, chiedere una seconda udienza al presidente Alder è troppo ».

« Cosa? Ci è già stato? »

« Alder ha paura » intervenne di nuovo Shalimar, rabbuiato. « Sa benissimo cosa c’è dietro la morte di Tracy e che il Team Plasma sta tornando. Ma è disposto a fare qualunque cosa, e dico qualunque cosa, per far sì che gli eventi di quindici anni fa non si ripetano. È disposto a passare su qualunque vita, con qualunque mezzo… »

« Cos’è successo quindici anni fa, allora? » chiese Ed di getto, cercando di non infuriarsi con Shalimar.

« Aspetta ». Bryce sollevò una mano. « Andiamo per ordine ». Dal taschino della camicia estrasse un marchingegno simile a quello dei due ragazzi, che era già illuminato e fermo su una pagina internet.

« Avete controllato le ultime novità sul sito dei Trainer? » Ed e Sean guardarono lo schermo del Pokédex di Bryce. Oltre al grasso faccione di Gordon Murdok, c’erano altri quattro ragazzi che non avevano mai visto prima.

« Cinque dispersi nella 617ª edizione dell’esame per diventare Pokémon Trainer… » Sean lesse il titolo, spaventato.

« Ci chiedevamo cosa fosse accaduto nella riserva » riprese Bryce, mentre riponeva nuovamente il Pokédex nella camicia. « Ora lo sappiamo. E anche Alder, ne siamo certi, lo sospetta. Nonostante questo fatto, non vuole mollare di un centimetro. Non vuole ammettere che la situazione gli sta sfuggendo di mano. Solo il fatto di averti fatto tenere Victini, Ed… »

« Cosa… » Un senso di vuoto avvolse lentamente Ed.

« Ed, mi dispiace. Ma quella prova… Era ideata affinché il concorrente che avrebbe pescato il cartoncino con il rango SS venisse eliminato ».

« Ancora non capisco perché non dovrei tenere Victini, però. Professore ».

« Per l’esatto motivo secondo il quale, a scuola, io non vi abbia accennato a un Pokémon Leggendario del genere » s’intromise Shalimar, ancora una volta. Ed socchiuse gli occhi.

« Che significa, cosa… Abbiamo studiato diversi Pokémon Leggendari, a scuola. Zekrom, Reshiram, Tornadus, Thundurus… » Shalimar rise.

« Quelli sono i Pokémon che nella regione di Unima hanno avuto un maggiore contatto con gli esseri umani, o sono semplicemente delle leggende, signor Brown. Zekrom e Reshiram… Nessuno li ha mai visti. Sono famosi per questo, no? Mentre Tornadus, Thundurus e Landorus sono i signori del vento, dei fulmini e della terra… E hanno avuto enorme influenza sulla vita e il sostentamento dei popoli che anticamente popolavano Unima, condizionandone i raccolti, l’agricoltura… Ma queste cose le avete studiate e le sapete già ».

« E quindi? » Ed cercò di arrivare al punto.

« E quindi, ragazzo, nessuno dovrebbe essere messo al corrente di un Pokémon come Victini! » gracchiò Shalimar, sempre più spazientito. « È imprigionato in un posto facilmente accessibile a qualunque malintenzionato! »

« Malintenzionato? Cosa dovrebbe farci un malintenzionato con Victini? Voglio dire, è molto potente, ma… »

« Non è questo, Ed » disse Bryce. « Sono i Pokémon Leggendari in sé, il problema ». Guardò il collega, visibilmente preoccupato. Ed scosse la testa, e così fece Sean.

« Non ci sto capendo nulla ».

« È il momento che voi sappiate » decise Bryce. « Da Trainer a Trainer, noi non ci sentiamo… » e lanciò una lunga occhiata a Shalimar, « … minimamente in colpa a dirvi tutto. O almeno, a mettervi al corrente di quelli che sono i nostri sospetti. Beauregard, a te la parola ».

Le poche macchie solari che ancora bagnavano la finestra del salotto si ritirarono, lasciando che l’oscurità avvolgesse lentamente la stanza, mentre un silenzio carico di tensione si dilatava tra i presenti. Shalimar, dal canto suo, si disse che se fosse stato per lui, quei due ragazzi non avrebbero saputo neanche una virgola di ciò che stava per rivelare loro. Si schiarì la voce, che improvvisamente acquistò una nota più profonda e meno acuta, e puntò un dito contro i suoi interlocutori.

« Ascoltatemi. Dovrete ascoltarmi, sarà fondamentale ascoltarmi, altrimenti vi sfuggiranno delle cose. Cose importanti. Non farò pause, non mi ripeterò e voi non mi dovrete interrompere. Forse credete di aver il controllo di quello che state vivendo. Credete di poterci arrivare da soli. Ma vi sbagliate. Ho bisogno che vi assumiate un impegno. Ascolterete… Con attenzione… Ogni mia singola parola. E non mi giudicherete, non urlerete, non vi alzerete dalle vostre sedie, né farete commenti fino a quando non avrò terminato. Se non ve la sentite di prendere questo impegno, vi prego di lasciare la stanza. Ora. Ma se sceglierete di restare, ricordate che voi avete scelto di essere qui. La responsabilità di ciò che accadrà da ora in poi sarà esclusivamente vostra. Come premessa fondamentale, è importante che sappiate che ciò che sto per dirvi non lo si impara a scuola. Neanche gli Archeological Trainer più affermati sono in possesso di queste informazioni. Di conseguenza, non meravigliatevi ».

Il vecchio professore indugiò per un attimo. Quando capì che Ed e Sean non avrebbero detto una parola, riprese.

« La nostra storia comincia millenni fa, quando il nostro mondo prese vita spontaneamente e i primi umani cominciarono a popolare il pianeta. All’epoca, non esistevano le regioni che oggi conosciamo: tutto il mondo era un intero blocco di terra, che gli umani cominciarono a popolare lentamente. In un secondo momento, giunsero i Pokémon. Un Pokémon in particolare si plasmò dal nulla. Alcune leggende vogliono che nacque da un uovo, altre che prese vita scendendo giù dalla volta del cielo… In ogni caso, il suo nome era Arceus. Arceus è il padre di ogni Pokémon, o la divinità di ogni Pokémon, se preferite… In alcune parti del mondo, il suo culto è praticato regolarmente. Prima di dare vita a tutti i Pokémon, Arceus ne scelse alcuni, in particolare, perché lo potessero aiutare nel mantenere perfettamente intatto l’equilibrio del pianeta. Ovviamente, mi riferisco ai Pokémon Leggendari. Non vi farò una lista di tutti i Pokémon Leggendari del mondo. Alcuni li ho solo sentiti nominare, e molti, probabilmente, sono ancora sconosciuti. Limitandoci a Unima, Arceus diede vita a diversi leggendari che andarono poi a divenire i custodi della regione. All’epoca, Zekrom e Reshiram erano solo due di questi. Loro e altri di questi Pokémon Leggendari contribuivano a mantere in equilibrio l’ecosistema del pianeta. Solo dopo aver dato vita loro, Arceus creò tutte le altre specie, moltiplicandole e facendo sì che si accoppiassero. Fu così che i Pokémon cominciarono a popolare il pianeta, e stabilire i primi contatti con gli esseri umani ».

Le labbra di Ed fremevano. Non sapeva dove Shalimar sarebbe andato a parare, ma non gli importava. Voleva solo ascoltare.

« Dopo diverso tempo, alcuni Pokémon a cui Arceus aveva dato la vita, cominciarono a rivelare quella che potremmo definire un’indole… Violenta. Erano dei Pokémon selvaggi, dominati da impulsi animali, che li portavano a distruggere, attaccare e a uccidere qualsiasi cosa si trovassero davanti, umani compresi, con i quali non avevano nessuna intenzione di stabilire un legame. In altre parole, dei demoni. La cosa peggiore, era che questi Pokémon erano capeggiati e controllati dagli stessi Zekrom e Reshiram. Alla fine, era come se la vera natura di alcuni Pokémon Leggendari, che avrebbero dovuto custodire l’equilibrio del mondo, avesse preso il sopravvento su di loro. Ma Arceus non perse tempo. Mentre quel giovane mondo che aveva creato rischiava di venire raso al suolo, decise di prendere delle drastiche misure per porre fine alla sete di sangue di quei mostri. Innanzitutto, un Pokémon Leggendario fu incaricato di trainare le terre. I demoni vennero separati, si crearono gli oceani e, ovviamente, le regioni del mondo così come le conosciamo oggi. Dopodiché, in ogni regione, Arceus diede origine a dei luoghi adibiti a imprigionare per sempre Zekrom, Reshiram, e tutti gli altri Pokémon Leggendari che non avevano eseguito i suoi ordini originali. Insieme ad essi, com’è ovvio, c’erano anche tutti gli altri Pokémon demoniaci. Questi luoghi creati da Arceus… Sono delle prigioni sotterranee. Ne esistono sei, ognuna collocata in un punto remoto di ogni regione del mondo, e furono ideate da Arceus per rimanere chiuse per sempre. Nessuno avrebbe mai dovuto riaprirle, nessuno sarebbe mai dovuto essere in grado di far fuoriuscire gli orrori che contenevano. I Pokémon Leggendari che erano rimasti in superficie sarebbero dovuti rimanere liberi, a mantenere intatto un ecosistema che, in quel momento, si era fatto delicatissimo. La loro presenza nelle varie regioni controbilanciava esattamente quella dei mostri imprigionati nel sottosuolo. Victini, e tutti gli altri… Sono come dei tasselli in un castello di carte. Togliere solo una carta da tutta quella costruzione, fa cadere il resto, e ora, forse, hai intuito il problema, signor Brown… » Shalimar indugiò, chiudendo gli occhi. Ed sentì il cuore martellargli nel petto con una violenza tale che non riusciva a udire altro. Dato che Shalimar non ricominciava a parlare, capì che era arrivato il momento di riprendere la parola.

« Mi… Mi sta dicendo che… Che io, avendo catturato Victini, ho manomesso l’ecosistema di Unima? Che ho riaperto la prigione? »

« Oh, certo che no. Di sicuro hai contribuito, ma le porte dell’inferno sono già aperte da un pezzo. Prima che tu catturassi Victini… »

« Tracy ». Ed si alzò in piedi, calciando via la sedia. Tutto era maledettamente chiaro, così maledettamente evidente… « Quei Basculin. E i Nuzleaf, anche i Nuzleaf… »

« Sì, Ed » confermò Bryce. « Ciò che il professor Shalimar vi ha appena raccontato è qualcosa di cui possiamo essere ragionevolmente sicuri. Ma d’ora in poi, entriamo nel campo delle illazioni e delle possibilità, perché non sappiamo cosa stia accadendo ».

« La prigione di Unima… Si trova nella foresta di Anville, vero? » scattò Ed. Anche Shalimar, stavolta, fu preso in contropiede.

« È possibile » borbottò. « Tu come… »

« Fritjof Thygesen » rispose subito Ed. « Io e Sean abbiamo letto sul suo blog che sarebbe partito per una ricerca sul campo, nella foresta di Anville. Siamo andati a vedere, e abbiamo trovato Terrakion, un Pokémon Leggendario, all’entrata della prigione. Ha ucciso Fritjof, professor Bryce ».

« Hai detto… Terrakion? » Bryce cercò di non dimostrarsi sconvolto da quella notizia. Sembrava che gli importasse più della presenza di quel Pokémon in quel luogo, che non della morte di un vecchio amico.

« Arthur ». Per la prima volta, anche Rafan prese la parola.

« Lo so ».

« Che cosa? »

« Ed. Questa storia delle prigioni, non è chiara nemmeno a noi. Crediamo… Crediamo che già quindici anni fa, durante la prima guerra, il Team Plasma tentò di spezzarne i sigilli. Poi un uomo apparve nel mezzo della guerra con un Pokémon Leggendario, e sterminò le fila di Ghecis. Di fatto, fu ciò che ci consentì di vincere ». Ed raccolse la sedia da terra, senza staccare lo sguardo dal suo ex professore. Le gambe non lo avrebbero retto ancora a lungo, travolto com’era da quell’ondata di rivelazioni.

« Mio padre ».

« Sì, Ed ».

« Mio padre ha catturato Terrakion. E allora cosa ci faceva lì, nella foresta… Professore, noi dobbiamo… » Fece per alzarsi, ma fu Sean a bloccarlo.

« Non essere ridicolo, Ed ».

« Te l’avevo detto » ribadì Shalimar, con la solita aria di superiorità. « Non ha cervello ».

« Non mi dica che non ho cervello ». Ed serrò i pugni, furioso. Non si sarebbe fatto mettere i piedi in testa da quel vecchio pazzo. Dopotutto, c’era anche la possibilità che tutta quella storia fosse solo una farneticazione… Ma Bryce, di Bryce aveva rispetto, e se lui gli dava retta…

« Allora dimostrami il contrario! Ragiona! » Shalimar si alzò. « Ammesso e non concesso che abbiate trovato Terrakion a riposare in quel posto, cosa vorresti fare di preciso? Imbastire una spedizione di uomini per spostarlo da lì? Con Alder che monitora costantemente ogni movimento di ogni singolo Trainer a Unima? Fai sul serio, ragazzo? O forse non sai che due Trainer della squadra ricognizione, Loupe e Hardian, sono già stati inviati nella foresta e non sono più tornati? »

« Alder deve sapere la verità ». Shalimar rise di gusto.

« Non rida ». Ed chinò lo guardo. Non glielo avrebbe permesso.

« Beauregard » tentò di dire Bryce, ma Shalimar era ormai fuori controllo.

« Il potere. Il potere che Alder possiede, la posizione che ora ricopre… È accecato, idiota. Accecato dalla paura che un ritorno del Team Plasma significherebbe. Sa benissimo che ci sono loro dietro la morte di Tracy, e probabilmente sospetta anche la causa della scomparsa di quei concorrenti durante l’esame… Ma non è in grado di accettare questo fatto, non è in grado di prendere delle contromisure adeguate. La mente contorta di Alder in questo momento non funziona correttamente... E tu vorresti andare a raccontargli che il Pokémon di Edward Brown ora si trova nella foresta di Anville? Mi aspetto un po’ di più dal figlio dell’eroe ».

« ED, NO! » urlò Sean.

Prima che qualcuno potesse fermarlo, Ed aveva già messo un piede sul tavolo. Lo scavalcò con un balzo, atterrando sul pavimento e scagliandosi con tutta la furia che aveva in corpo contro il suo vecchio professore, il cui viso era ancora una lunga smorfia rugosa che ricordava una risata. Nel lampo in cui Ed avrebbe dovuto sentire la carne di Shalimar premere contro il suo pugno, vide la sua mano attraversare come fumo il corpo del professore, e prima di riuscire a fermarsi si abbatté contro una libreria alle sue spalle, cozzando a terra. Una serie di grossi e polverosi libroni gli franarono addosso, travolgendolo.

« Ed! » Sean accorse. Shalimar si rivolse a Bryce. Anche Rafan si era alzato in piedi.

« Questo è il risultato delle tue scelte, Arthur » indicò con un dito Ed, che si stava togliendo i libri di dosso, pronto a rialzarsi.

« Lei… Non deve… PERMETTERSI… »

« Permettermi? » ripeté Shalimar, con voce tanto affettata quanto mortifera. « Sai, Brown, questo è esattamente il motivo per cui insegnare mi fa SCHIFO! Voi studenti credete di sapere tutto, nel crogiolarvi in questo orgoglioso vittimismo, nel credere che… » Ed non gli lasciò terminare la frase. Fece per riavventarsi su Shalimar, ma stavolta sbatté su un muro invisibile, del tutto simile a quelli creati dal suo Victini per contrastare gli avversari, che lo rimbalzò indietro.

« Ed, basta ». Bryce, un braccio levato, con la manica della camicia tirata indietro, lo guardava severamente attraverso le sue lenti rettangolari.

« Calmati, ragazzo ». Rafan gli si avvicinò.

« Me ne vado. A mai più ». Senza aggiungere un’altra parola né salutare nessuno, Shalimar attraversò una parete, esattamente come un fantasma, mentre Sean lo fissava sbalordito.

« Ma che diavolo… »

« Una personalità vulcanica, il vostro prof » commentò Rafan.

« Quel… M-Maledetto… » ansimò Ed.

« Ed, quando vidi per l’ultima volta tuo padre, quindici anni fa, era la fine della guerra » disse Bryce preoccupato, mentre lo aiutava a rimettersi in piedi. « Mi chiese di fargli un favore, una volta che saresti diventato un Trainer. Vedi, tuo padre, orgoglioso com’era, non ha mai dubitato nemmeno un istante, nemmeno per un momento che tu avresti ottenuto la promozione. E mi affidò un compito ».

« Quale… Quale compito… »

« Venite in giardino. È giunto il momento di fare chiarezza su questi poteri dei Trainer ».
 
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Dxs

Rappresentante di classe
Questa settimana faccio un modo di recensire questo arc, un capitolo alla volta, anche perché ho un bel po' di domande da farti.
Sono del parere che la storia debba reggersi in piedi da sola senza che io risponda a troppe cose, in fin dei conti sono uno con la testa con le spalle e se introduco un mistero o qualcosa che in un primo momento può sembrare strano, questa cosa avrà motivo di essere poi spiegata in futuro. Quindi sì, apprezzo moltissimo tutte le recensioni di questo mondo ma cercherò di andarci piano con le risposte, possibilmente.
 
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CiaobyDany

Pokémon Selvaggi Intensifies
Wiki
Non voglio spoiler, lo sai, una domanda molto banalmente era:

Ma è già finito il PWT? Perché sembrava avessero fatto delle eliminatorie, ma poi nessuno ha parlato di fasi successive del torneo. Tuttavia non è ancora cambiato arc, quindi è lecito supporre una nuova fase del torneo, oppure un nuovo torneo?
 

Dxs

Rappresentante di classe
Non voglio spoiler, lo sai, una domanda molto banalmente era:

Ma è già finito il PWT? Perché sembrava avessero fatto delle eliminatorie, ma poi nessuno ha parlato di fasi successive del torneo. Tuttavia non è ancora cambiato arc, quindi è lecito supporre una nuova fase del torneo, oppure un nuovo torneo?
Dal capitolo 22:

“È una delle pietre evolutive. Potrai usarla sui Pokémon con i quali funziona. Inoltre, hai guadagnato l’accesso a partecipare al primo grande torneo del Pokémon World Tournament, che si terrà nel padiglione numero due, fra un mese esatto, e questo denaro. Complimenti.” [
Il che ovviamente fa supporre che Ed dovrà prendere parte a un nuovo torneo, cosa comunque ribadita e sottolineata nei cap che verranno, in modo da non lasciare alcun dubbio al lettore.
 

CiaobyDany

Pokémon Selvaggi Intensifies
Wiki
Come promesso, inizio i commenti al nuovo arc!

Partiamo dal capitolo 19:

Interessante come l'aura di mistero intorno al padre di Edwin si sia infittita ancor di più, una scheda allenatore nascosta, wow, non si può fare a meno di chiedersi il perché di questa cosa!

Veniamo alla parte dolente: te l'avevo già detto, per me è decisamente troppo forzata la fuga di Eric. Capisco perfettamente che non sia un ragazzo qualunque, era abbastanza chiaro. Ma da lì a sconfiggere a mani nude un'esaminatrice esperta come Lenora e rubare la Poké Ball ce ne passa. Lo so, la dinamica non l'hai ancora chiarita, per cui ci potrebbe essere una spiegazione perfettamente logica dell'accaduto. Tuttavia a più di un mese di distanza continuo a credere che sia l'evento più inverosimile dei 23 capitoli attuali.

La parte dell'addio mi è piaciuta molto, con i neoTrainer che sono subito consci della loro posizione, in particolare Edwin che ha a che fare con i suoi privilegi, permettendosi di trattare malissimo un non-Trainer, e poi si scontra subito con le conseguenze delle sue azioni, e capisce che ha esagerato e si scusa immediatamente. All'addio vero e proprio abbiamo ulteriori misteri che si infittiscono: Mark che parla del suo misterioso fratello (non era mai stato citato prima, giusto?), e Hope che nonostante la cosa la commuova al punto di arrivare a piangere, decide di separarsi dal gruppo, come se non avesse scelta. Non so perché, ma come personaggio mi ricorda vagamente Whi-Two, che possa essere un ex membro del Team Plasma pentito che ora collabora con la Polizia Internazionale? Un risvolto di questo tipo lo troverei estremamente interessante.

Fritjof Thygesen
Troll detected -.-

Chi dovrebbe essere? La tua personificazione nella storia? Anche lui ha resettato 4000 volte lo starter per averlo cromatico? :D :D

Bryce compagno d'esame di Edward! Il mistero si infittisce! A questo si aggiungono anche le prossime rivelazioni della madre di Ed. Per essere il capitolo di raccordo tra un arc e l'altro, l'hai sviluppato molto bene, nonostante gli eventi siano abbastanza pochi e banali (escludendo la fuga su cui però sei passato molto velocemente, il che fa presupporre che ci si ritornerà in seguito), sei riuscito a mantenere viva l'attenzione del lettore (o perlomeno la mia), con un crescendo di hype, bravo ^^

Capitolo 20:

Mi piacciono questi tagli sulle parti inutili: si va subito al sodo. Cosa diavolo sa su suo padre? L'ansia del protagonista è quella del lettore. Certo, rileggendo non posso fare a meno di pensare che la situazione è esagerata: rivedi tua madre dopo un esame potenzialmente mortale e l'unica cosa che fai è tempestarla di domande, non si è ancora sfogato con nessuno per la tensione dell'esame, un genitore dovrebbe essere la figura adatta con cui farlo.

Interessanti le rivelazioni sul padre, tuttavia ancora una volta non riesco a fare a meno di chiedermi come abbia fatto Ed a non voler sapere qualcosa di più sulla guerra con il Team Plasma, forse sua madre non avrebbe saputo nulla, ma almeno una domanda mi sembrava lecita...

Se non erro è il secondo riferimento che fai a Kalos, nonostante siano buttati lì apparentemente a caso, non posso fare a meno di chiedermi se in realtà non siano preavvisi di un futuro spostamento del setting, sarebbe interessante osservare il viaggio in una regione sconosciuta, anche se non penso che ciò accadrà in tempi brevi, suppongo che al momento la priorità sia il Team Plasma, quindi suppongo che rimarrai ad Unima per un po'. Tuttavia, hai già stravolto abbastanza la storia e la meccanica dei giochi, quindi non me la sento di escludere un futuro coinvolgimento magari anche del Team Flare... Vedremo.

Sulla scheda di Ed non c'è scritto che ha catturato Victini, mentre sulla scheda di Edward non c'è scritto nulla. A posteriori il collegamento risulta ovvio, la prima volta che l'ho letto non avevo colto il messaggio però. Bravo, mi piacciono questi riferimenti a caso che poi si scopre essere fondamentali.

Te lo scrivo anche qui: va bene che la foresta è impervia, che probabilmente nessuno ci entrerebbe. Tuttavia abbandonare la propria scheda allenatore mi sembra una grave mancanza di attenzione, è una scheda, non poteva infilarsela in tasca?

Mi piace il pathos che hai messo nel percorso impervio, il sangue coagulato, il Pokémon misterioso, la rivelazione e la fuga. Non ho voglia di ricontrollare (scusami
;) la desrizione che hai messo qui di Terrakion è la stessa del prologo?

Ottimo capitolo, hype a mille, ora resta solo un dubbio: e adesso? Che cosa hanno intenzione di fare quei due? Si fermeranno a casa e decideranno il da farsi con calma?

Capitolo 21:

Dopo tutti gli eventi del 20, un bel capitolo di transizione ci stava. Lollissima la tizia del percorso che come nei giochi ti cerca di frugare nella borsa :D :D :D

Ancora una volta fai capire come la categoria dei Trainer sia decisamente superiore al resto della popolazione, come sia concesso loro tutto. O quasi
Il cash serve anche ai Trainer, come era anche abbastanza ovvio che fosse :)

E finalmente, al terzo capitolo dell'arc a suo nome, viene introdotto il PWT, cosa ci si può aspettare da questo torneo?

Inoltre, chi è il misterioso uomo che spia dalla finestra?

Capitolo 22:

Il primo capitolo veramente dinamico dell'arc.

Hai introdotto Benga, per come hai strutturato la fic, non penso proprio che sia una scelta fatta a caso. Chissà cosa ci si deve aspettare da questo ragazzo in futuro.

Pokémon Rumble

Ti adoro

Noto con piacere che le lotte sono descritte divinamente, e anche questa tipologia particolare è stata resa alla perfezione.

Finalmente si sono accorti che Victini non è il primo scemo che passa, ma un leggendario con i cazzi e i controcazzi

Rafan introduced. Praticamente hai già messo dentro metà dei capipalestra, per quanto la loro categoria non esista, non posso fare a meno di pensare ad un futuro mutamento nell'ordinamento politico della Regione.

Capitolo 23:

Cazzo che capitolo, mi hai fatto restare sveglio fino a mezzanotte con il solo scopo di leggerlo, ma ne è decisamente valsa la pena.

è decisamente il capitolo della svolta. Finalmente molti misteri sono stati svelati. E...

E Alder è un cazzo di cagasotto! Non pensavo che l'avresti descritto come una persona così idiota! Considerando gli eventi di N2B2, alla luce di queste considerazioni non posso fare a meno di credere che sarà rimpiazzato da Iris prima della fine della storia.

Non c'è molto da dire, è un capitolo bellissimo, anzi... è un mezzo capitolo in realtà. Suppongo che sia solo per una questione di spazio che l'hai diviso dal successivo, perché mi sembrano assolutamente correlati tra loro, non vedo l'ora di avere un po' di chiarezza su questi fantomatici poteri Trainer.

Una nota di plauso deve necessariamente essere fatta anche a Shadow Wind, i cui disegni continuano ad essere veramente superbi. In particolare Victini l'hai disegnto come una delle creature più pucciose che io abbia mai visto. (immagina le chirolp con i cuori, ho superato il limite qualche capitolo fa...)
 
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Dxs

Rappresentante di classe
Grazie davvero Dany, adoro questo tipo di commenti. Ho poco da dire, se non ringraziarti vivamente e sperare di continuare così.

Sottolineo giusto una cosa: hai detto benissimo, il 23 è una sorta di mezzo capitolo. In realtà, nel 23 sarebbero dovute confluire sia le informazioni del 23, appunto, che del 24, ma poi, durante la scrittura, mi son reso conto che veniva fuori un capitolo esageratamente lungo, e ho diviso.

Grazie ancora! Ne approfitto per dirvi che Shadow Wind non si è assolutamente fermato: è al lavoro e sta preparando delle gran belle sorprese per voi... Stay tuned come al solito e a lunedì per un altro capitolo davvero importante.

;)

Ah, su Fritjof: tornerò sulla sua figura, come tornerò sulle figure dei compagni di Edward all'esame. È uno dei capitoli che preferisco, ma è ancora molto presto perché venga pubblicato... Detto ciò, capirete poi come Fritjof sia un tipo estremamente strano e sbadato, il che si evince già da come abbia montato la tenda, dal fatto che sia uno Shiny Hunter Trainer... Insomma, si capisce. E la descrizione di Terrakion è volutamente molto simile a quella del prologo, anche se non copiata.
 
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D

Dream

Orbene, ho finito oggi la prima stagione di Edwin.

Non farò una recensione capitolo per capitolo per una questione che mi trovo più in difficoltà a recensire capitoli dove l'argomento principale sono le lotte.

Le lotte, sì. Ti avevo comunicato la mia preoccupazione in merito a questa quinta prova, perché non so, non sono un gran fan dei combattimenti (e che ci sto a fare in un forum Pokémon? Boh). Io per primo sono in difficoltà quando nella mia fic mi trovo a dover gestire delle lotte.
Ma appunto, avevi sperato di non deludermi e non lo hai fatto.

La narrazione in questi capitoli procede spedita, veloce, senza essere ridondante o pesante. I combattimenti non ripetono mai se stessi e le descrizioni sono sempre fresche, ma soprattutto crude. Edwin pone sempre queste due caratteristiche opposte assieme. Da una parte ci sono gli amici che si fanno scudo, e quindi dando quella sensazione di "calore familiare" nei momenti più difficili (senza che questo possa scadere nei cliché), ma dall'altra parte abbiamo pokémon che sanguinano, persone che uccidono e Pokémon uccisi.
Edwin è appunto una fiction dalle anime contrapposte, lo yin e lo yang.

E non so quanti di coloro che leggono questa recensione possono capire che quelle che dico non sono banalità dette per accaparrarsi le simpatie dei più, qui dentro. Non conosco la tua attività su EFP, ma mi puoi credere quando dico che è davvero difficile trovare qualcosa di qualità, qualcosa che non sia piena di dialoghi assurdi e falsi, qualcosa che spruzzi realismo.

Edwin va in controcorrente. Tranne quella piccola nota sul capitolo 13 o 14, non ricordo, la qualità non varia mai in negativo, portando il lettore a domandarsi "E ora cosa può succedere?" e non "'sto strazio quando finisce?" (perché sì, mi è capitato di pormi questa domanda leggendo alcuni lavori).

Bel lavoro e buon lavoro. Decisamente.
 

Dxs

Rappresentante di classe
Non so bene cosa dire, cioè questo:

Da una parte ci sono gli amici che si fanno scudo, e quindi dando quella sensazione di "calore familiare" nei momenti più difficili (senza che questo possa scadere nei cliché), ma dall'altra parte abbiamo pokémon che sanguinano, persone che uccidono e Pokémon uccisi.
è bellissimo, e poi è fantastico non infrangere le aspettative di qualcuno, o meglio non deluderlo su determinati aspetti. La saga dell'esame, ora che è passato un po' più di tempo, posso dirlo, è stata una sorta di esperimento per vedere quanto fossi migliorato rispetto a qualche anno fa. A parte la quarta prova, su cui a posteriori sarei tornato con più profondità, è andata direi non male.

Poi uno potrebbe anche dirmi che sono un po' arrogante, scrivere una storia, crearci un sito web addirittura e farmi pubblicità un po' ovunque, non so, a me va l'idea di portare avanti un solo grande progetto e lasciare la mia impronta in questo fandom.

... Ok questo non c'entrava granché ma volevo dirlo.

Grazie mille, Dream!
 
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CiaobyDany

Pokémon Selvaggi Intensifies
Wiki
Poi uno potrebbe anche dirmi che sono un po' arrogante, scrivere una storia, crearci un sito web addirittura e farmi pubblicità un po' ovunque, non so, a me va l'idea di portare avanti un solo grande progetto e lasciare la mia impronta in questo fandom.
Why? È un progetto di ampio respiro, qualcosa di cui in tanti ti abbiamo detto che devi esserne orgoglioso, cercarti visibilità non mi sembra essere arroganti. La storia ha delle potenzialità, se non fosse che l'argomento Pokémon è considerato dai più come "infantile" a priori penso che avresti avuto un pubblico decisamente più vasto. Tuttavia secondo me questo non può che aumentare il valore di questa fic, che come molte altre opere (canoniche e non), fa riflettere su come l'universo Pokémon abbia mille sfaccettature e come stia a noi decidere quale impronta dare a questo universo.O forse sei in effetti arrogante, ritieni che questa storia possa effettivamente cambiare l'universo Pokémon. Ma non posso che approvare questa scelta. Se non pensi di poter cambiare il mondo, non lo puoi cambiare, continua così ^^

(e questa sera ovviamente aspetto mezzanotte)
 
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