Progresso

MC5

n00b ante litteram
#1
Secondo voi ė giusto perseguire il progresso a spese di una piccola minoranza?

Ë un po come chiedere se il fine giustifichi i mezzi, ma la risposta a questa econda domanda tende ad essere molto, come dire, stereotipata...

Invece voglio portare anche un esempio concreto alla mia domanda: l'abolizione (probabilmente temporanea) dell'area C a Milano, dovuta alle proteste di alcuni gestori di parcheggi a pagamento che hanno visto ridotte le loro entrate.

Per come la penso, l'area C ě un passo necessario verso le città del futuro, in cui le macchine non potranno circolare.

Ë quindi evidente che,prima o poi, tutti i parcheggi a pagamento debbano quindi chiudere.

Ma questo implica lasciare delle persone senza lavoro...

Un altro esempio può essere la Kodak, che non ha retto all'ingresso della tecnologia digitale nella fotografia, e ha chiuso.

Evitando di incentrarci troppo sugli esempi fatti, secondo voi il progresso come deve avanzare?

Io al momento mi rifaccio alla teoria evoluzionistica: chi non si adatta perisce.

Ma apro questa discussione perché spero che un'alternativa sia possibile.
 

XMandri

back from hell
#2
Non ottimizzare qualcosa perchè farlo riduce la necessità di lavoratori e quindi i posti di lavoro è semplicemente stupido.

Non si può pretendere di fermare il progresso solo perchè una minore richiesta di manodopera creerebbe disoccupazione

È come dire, dobbiamo far funzionare male i frigoriferi e far marcire gli alimenti per farne comprare di più, se tutti i frigoriferi funzionassero alla perfezione le piantagioni avrebbero meno incassi e manderebbero a casa alcuni dipendenti

siamo nel 2012, non possiamo ribaltare l'obiettivo della scienza per fare le cose peggio e creare occupazione
 

Connacht

Ghost in the shell
#3
Fin dall'alba dei tempi il progresso ha sempre aperto nicchie nuove che spesso hanno gioco-forza causato la chiusura di vecchie.

L'avvento dell'automobile ha di certo ridimensionato l'industria delle carrozze e l'attività stalliera.

L'industrializzazione e il settore terziario hanno ridotto lo spazio dedicato all'agricoltura, ormai divenuta molto specializzata e mandata avanti da pochi individui con l'ausilio di macchinari.

L'interesse di pochi dovrà sempre fare i conti con il benessere collettivo e viceversa. Saranno poi la legge e l'etica a stabilire quando la realizzazione dei piani dell'uno comporta una prevaricazione ingiusta sull'altro.

La vita stessa è per definizione cambiamento (cit.), non si può sperare di mantenere uno status quo comodo, inalterato, statico. Bisogna essere sempre pronti ad adattarsi e ad affrontare i cambiamenti, anche a costo di reinventarsi da zero.
 
#4
Il progresso non può e non deve essere fermato, perché penso che dia quanto tolga, in futuro le fabbriche saranno automatizzate (neanche) un operaio e tutto si investirà nella ricerca e quindi nel futuro...
 
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